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ULTIMI SVILUPPI

• Le esportazioni turche si concentrano verso i


Paesi membri dell’Unione Europea. Secondo il quotidiano
economico Referans il 31% delle esportazioni turche vengono destinate a soli 4
paesi membri della UE: Germania, Italia, Francia e Regno Unito. Se si
considerano le 20 destinazioni principali delle esportazioni provenienti dalla
Turchia, il 42% del totale viene esportato nei paesi membri dell’Unione. Il Paese
ha realizzato 132 miliardi di dollari di proventi dalle esportazioni nel 2008
(facendo così registrare un record annuale), mentre nel 2009 non ha superato la
soglia dei 99.8 miliardi di dollari. La quota delle esportazioni verso l’Iran, l’Iraq, la
Siria e la Grecia ammonta al 10,5%.

• Il tribunale fiscale revoca l’ingente multa alla


DMG. Il principale gruppo media turco, Dogan Media Holding (DMG), ha
ottenuto la revoca della multa imposta dall’agenzia delle entrate per il mancato
pagamento delle imposte relative alla vendita di azioni della Dogan TV Holding
alla compagnia tedesca Axel Spring. Il Ministero delle Finanze presenterà
un’istanza di appello, ha annunciato un portavoce. In un rapporto alla borsa di
Istanbul, il gruppo ha comunicato che il tribunale fiscale ha annullato 772,5 dei
862,4 milioni di lire turche in multa e tasse arretrate. A seguito del comunicato si
e’ visto un considerevole apprezzamento del valore dei titoli del gruppo. La
decisione della corte, nelle parole di Orhan Canli della IS Investment riportate dal
Bloomberg, “e’ interpretata come un segno che le differenze tra il governo e
Dogan si stanno lentamente risolvendo”. E’ probabile comunque che il blocco
degli assets di Dogan TV Holdings rimanga effettivo fino a che il caso non sia
completamente risolto. L’imposizione della ammenda e’ avvenuta lo scorso
ottobre dopo che vari giornali ed emittenti televisive del gruppo hanno collegato il
Governo del primo ministro Erdogan ad una organizzazione di beneficenza
islamica in Germania coinvolta in uno scandalo di truffa, accuse respinte da
Erdogan.

• Nel 2010 gare per l’autostrada Tekirdağ-


Çanakklae-Balıkesir. Il Direttore Generale per le autostrade, Cahit
Turhan, ha annunciato che gli studi preliminari per la realizzazione dei 433 km di
autostrada che collegherà le regioni dell’Egeo e del Mediterraneo con l’Europa
sono stati completati e le gare saranno aperte nel corso dell’anno. L’autostrada
vedrà la costruzione di un ponte sullo stretto di Çanakkale lungo 1.450 metri. Il
direttore ha poi indicato che un secondo progetto autostradale per la tratta Bursa-
Balıkesir-İzmir che include un ponte sulla baia di Izmit è in attesa
dell’autorizzazione del Ministero delle Finanze, del Tesoro e dell’Organizzazione
Statale per la Pianificazione. Il luogo per il terzo ponte sul Bosforo non è invece
ancora stato definito. La scelta tra le due alternative, Beykoz-Tarabya e Sarıyer-
Yuşa, spetta alla Municipalità di Istanbul. Quest’ultimo progetto seguirà il modello

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B.O.T. (Build, Operate and Transfer) che prevede la costruzione, la gestione
dell'opera costruita, il trasferimento finale dell’opera e sta attraendo interesse da
parte di Cina, Francia, Italia, Corea, Giappone ed Austria. I tempi previsti per il
completamento dei tre progetti è di 6-7 anni.

• Banca Mondiale Turchia: il Paese offre segnali


incoraggianti di ripresa. Secondo quanto dichiarato da Ulrich
Zachau, Direttore dell’ufficio Turchia della Banca Mondiale, in occasione di una
conferenza tenutasi recentemente nella capitale turca per la presentazione di un
rapporto sulle aspettative economiche globali, la crescita economica del Paese
nel 2010 potrebbe raggiungere il 4 o 5%. Nonostante il perdurare di rischi per
l’economia turca, secondo le previsioni dell’Istituto di Washington il 2010 sara’
piu’ roseo del 2009, anche grazie alla sostanziale stabilita’ del sistema finanziario
locale. Prova ne siano i recenti miglioramenti nel rating del credito che le agenzie
Moody’s e Fitch hanno accordato alla Turchia. Fatte queste incoraggianti
premesse, la disoccupazione continua a rappresentare un problema strutturale
per il Paese. Lo dimostrano gli andamenti del tasso disoccupazione negli ultimi
mesi e lo confermano le aspettative a breve.

• A gonfie vele le relazioni economiche e


commerciali turco-iraniane. Ha avuto luogo ad Ankara "The
Joint Economic Commission (JEC)" fra Turchia ed Iran, un appuntamento
sempre piu' importante in considerazione dell'attenzione crescente che la Turchia
sta ponendo sul potente vicino sino a qualche anno orsono abbastanza
negletto. Il Ministro degli Esteri Manoucher Mottaki, a capo della delegazione
iraniana, ha incontrato non solo il suo omologo Davutoglu, relativamente agli
"scottanti" temi politici, ma ha condotto insieme ad altri esponenti di Governo del
suo paese alcune negoziazioni rientranti nell'ambito delle attivita' del
JEC, soprattutto riferite al settore energetico. Nello specifico, si e' tornato a
parlare dell'applicazione degli accordi relativi agli investimenti turchi in Iran nel
settore del gas naturale (South Pars), del rafforzamento della gasdotto di
collegamento fra Iran e Turchia che convoglierebbe non solo il gas proveniente
da quel paese, ma soprattutto consentirebbe al gas turkmeno di giungere, via
Iran, in Turchia per poi proseguire verso l'Europa, della possibile costruzione di
una raffineria turca in Iran, dn un consistente aiuto della Turchia all'Iran nel
miglioramento della rete elettrica e nella costruzione di nuove centrali elettriche
in quel paese. Sul versante commerciale, lo scorso anno si e' concluso con un
interscambio di 5 miliardi di dollari in forte calo rispetto al 2008 (circa il 50%), ma i
due paesi, soprattutto se gli iraniani riducessero consistentemente gli ostacoli
tariffari e daziari su numerosissimi prodotti, mirano a moltiplicare almeno per
quattro l'interscambio nei prossimi 5 anni con una Turchia tesa anche a
sostenere, secondo Yilmaz, la candidatura per l'ingresso dell'Iran
nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Yilmaz, sostenuto anche
dal Ministro Mottaki, ha anche dichiarato alla stampa che questo secolo
sara' "l'epoca d'oro" delle relazioni fra i due paesi e che il suo Governo sta
lavorando affinche' questo avvenga al piu' presto. Yilmaz e Mottaki, nel corso

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della conferenza stampa finale, hanno evidenziato la necessita' di costituire una
banca mista, rendere operativa la Banca Mellat operante ora ad Istanbul come
ufficio di rappresentanza, costituire un comitato misto per gli investimenti (sono
oltre mille le imprese iraniane operanti ora in Turchia), costituire, e questa e' una
vera novita', delle aree industriali e di libero commercio per le imprese turche in
alcune isole iraniane nello Stretto di Hormuz, avviare alcune aree industriali ai
confini fra Iran e Turchia (prov. di Van in Turchia), nonche' affidare alle imprese
turche la costruzione e l' operativita' di alcuni aeroporti iraniani e la costruzione di
tratte ferroviarie di collegamento verso i confini con la Turchia. Forse non siamo
ancora alla c.d. "golden age" fra i due paesi, ma negli ultimi anni la "virata"
economica e commerciale della Turchia, secondo gli analisti locali, e' molto
evidente e cio' starebbe molto preoccupando alcuni storici alleati di Ankara. (Fonte
ICE).

• Candidatura ai campionati europei di calcio nel


2016. La Federazione Calcio turca si appresta a presentare la candidatura,
annunciata dal Ministro Faruk Nafiz Ozak lo scorso dicembre, per i Campionati
Europei di Calcio 2016 durante la cerimonia nella città svizzera di Nyon, il 15
febbraio p.v.. Il dossier includerà una lettera di garanzia firmata dal Primo Ministro
Erdogan stesso per un valore di 920 milioni di euro che serviranno per la
costruzione di nuovi stadi nelle città di Ankara, Smirne, Antalya, Bursa ed
Eskisehir, destinati ad ospitare il torneo. Le partite avranno luogo anche ad
Istanbul con i suoi due stadi e Kayseri.

• Rapporti commerciali turco-armeni in forte


crescita. Secondo i dati forniti dal Consiglio Economico turco-armeno
(TABDC) e dalla Camera di Commercio armena, nel 2009 l'interscambio fra
Turchia ed Armenia ha toccato la considerevole cifra di 300 milioni di dollari,
contro previsioni non superiori ai 200 milioni di dollari (il TABDC aveva fornito
pero’ alcuni mesi orsono come interscambio massimo nel 2009 la cifra di 150
milioni di dollari). Il tanto agognato riavvicinamento, siglato in Svizzera alcuni
mesi fa ai massimi livelli, sarebbe stato il vero motivo di questa forte
accelerazione degli scambi seppur ancora indiretti fra i due paesi (l'interscambio
diretto non e' ancora materialmente possibile e soprattutto Georgia ed Iran si
fanno carico di distribuire le merci dirette nei due paesi). Il TABDC peraltro
evidenzia che il forte incremento del commercio fra i due paesi (soprattutto
l'export turco verso l'Armenia) avrebbe come piattaforma le regioni del Sud-Est
ed Est della Turchia non solo piu' prossime all'Armenia, ma anche
tradizionalmente e storicamente piu' legate ai corridoi di traffico transfrontalieri.
Le imprese turche, secondo alcuni analisti locali, ritengono che successivamente
alla formale riapertura dei confini e quindi con il pieno esplicarsi del commercio
bilaterale, l'interscambio potrebbe in breve toccare quota 500 milioni di dollari, ma
soprattutto si potrebbero vedere numerose imprese turche operare in Armenia
soprattutto nelle infrastrutture. (Fonte ICE).

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• Calano le quantita' esportate di nocciole,
aumentano i ricavi in dollari. Secondo l'Unione dei Produttori
ed Esportatori di Nocciole del Mar Nero la stagione a cavallo fra il 2009
(settembre) ed il 2010 (gennaio) si e' conclusa con esportazioni pari a 118.332
tonnellate, che hanno fruttato introiti per 728,9 milioni di dollari. Le nocciole, si
ricorda, sono fra i prodotti orto-frutticoli maggiormente esportati dalla Turchia
verso il mondo. Lo scorso anno la stagione '08/'09 (stesso periodo) si concluse
con 144.700 tonnellate esportate ed un fatturato di 710,7 milioni di dollari.
L'export turco e' destinato ad oltre 90 paesi , con l'UE in testa con 90.542
tonnellate (principalmente: Germania, Italia, Francia, Belgio ed Olanda), seguita
da altri paesi europei non aderenti all'UE (Svizzera e Russia) con 12.394
tonnellate. Il prezzo medio di un quintale di nocciole e' stato trattato in media a
641 $ nei cinque mesi della stagione '09/'10. (Fonte ICE).

ECONOMIA E POLITICA ECONOMICA

• L’inflazione a gennaio sale all’8,2%. Il tasso di


inflazione a gennaio è aumentato come non era successo negli ultimi 7 anni,
spinto dall’aumento delle imposte sulle sigarette e sulla benzina voluto dal
Governo. Il tasso di inflazione è passato dal 6,5% a dicembre 2009 a 8,2% a
gennaio 2010. Lo ha annunciato di recente l’Istituto Statistico turco (TurkStat) sul
proprio sito web. Un anno fa, a gennaio, l’inflazione aveva raggiunto il 9,50%.

INVESTIMENTI

• Diminuiscono i fondi della Banca Europea per


gli Investimenti (BEI) per le PMI turche. Il
rappresentante della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) in Turchia, Alain
Terrallion, ha annunciato che i fondi destinati alle Piccole e Medie Industrie (PMI)
turche diminuiranno nel 2010. Per la prima volta la BEI e la Commissione
Europea metteranno congiuntamente a disposizione delle banche turche prestiti a
tassi agevolati e sussidi per lo sviluppo regionale. Tale collaborazione intende
dare priorità allo sviluppo regionale, ha aggiunto Terrallion, e i fondi destinati alle
PMI saranno inferiori rispetto al 2009 e non raggiungeranno 1 miliardo di euro.
Tale riduzione non interessa solamente la Turchia, ma tutti i paesi dove opera la
banca ed è conseguente all’analisi dei prestiti concessi durante la crisi del 2009.
Gli investimenti nel settore energetico figurano al secondo posto della lista delle
priorità e la BEI metterà a disposizione della Turchia tra i 300 e i 400 milioni di
euro da destinare a progetti di joint-venture tra imprese turche ed europee per
l’energia rinnovabile e continuerà a sostenere gli enti locali impegnati in tali
progetti. Secondo Helen Kavvadia, funzionario dell’ufficio stampa della BEI, la
banca continua l’impegno a fornire finanziamenti alle PMI, che impiegano l’80%

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della forza lavoro turca, aggiungendo che la riunione annuale del Consiglio dei
Governatori BEI si terra’ per la prima volta ad Istanbul in ottobre con la
partecipazione dei 27 Ministri dell’Economia e delle Finanze dei Paesi dell’UE.

• La Banca Europea per la Ricostruzione e lo


Sviluppo (BERS) espande la propria
partecipazione nel mercato turco. Secondo il
rappresentante della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) in
Istanbul, Michael Davey, nel 2010 la Turchia diventerà il secondo paese per
volume di investimenti, arrivando probabilmente ad 1,5 miliardi di euro all’anno,
che sommati ad altri co-finaziamenti e prestiti sindacati, potranno raggiungere i 4
miliardi. Tale espansione fa parte di una decisione strategica alla quale e’ giunta
la BERS con lo scopo di diversificare gli interessi finora concentrati sui paesi
dell’ex blocco sovietico, mercato necessariamente ristrettosi a seguito dell’entrata
di alcuni di questi paesi nell’Unione Europea. L’esperienza acquisita nello
sviluppare le suddette economie, facilitando la transizione a sistemi economici
dominati dal settore privato, sara’ specialmente utile per quanto riguarda la
campagna di privatizzazione in atto in Turchia. La BERS e’ interessata a
sostenere micro e piccole iniziative economiche in particolar modo nelle aree piu’
critiche del sud est del paese e nei settori dell’agricoltura, imprenditoria
femminile, infrastrutture ambientali ed energie rinnovabili.

• In lieve contrazione gli investimenti pubblici


nelle aree piu' depresse. Secondo l'Agenzia Anka, nel 2010 le
allocazioni dal budget statale per le aree piu' depresse del paese e
principalmente quelle province rientranti nei programmi di sviluppo denominati
GAP (The South Eastern Anatolia Project), DAP (The Eastern Anatolia Project) e
KOP (The Konya Plains Project) de-facto tutta l'Anatolia del Sud-Est, Est e
Centrale, sono calate dello 0,7%. Nello specifico il GAP, il principale progetto di
sviluppo territoriale ottiene uno stanziamento complessivo su tutte le voci del
budget statale pari al 16,3% (-1,2% '10/'09) (circa 20 miliardi di euro), mentre il
DAP il 7,8% (-0,4% '10/'09) ed il KOP il 2,4% (-0,1% '10/'09). I tre progetti sono
considerati dal governo priorità assoluta per lo sviluppo socio-economico del
paese e la riduzione degli squilibri territoriali. (Fonte ICE).

ENERGIA

• Incontro dell’Ambasciatore americano in


Turchia, James Jeffrey, con il Ministro
dell’Energia turco, Taner Yildiz. Nel corso dei colloqui che
hanno avuto luogo di recente nella capitale turca, l’Ambasciatore Jeffrey ha
ricordato al Ministro Yildiz l’interesse di diverse società statunitensi alla
costruzione della prima centrale nucleare turca, nell’eventualità in cui fosse
nuovamente lanciata la relativa gara d’appalto. “Il Governo USA sosterebbe di
certo l’interesse delle imprese americane”, ha affermato Jeffrey. Nel corso

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dell’incontro i due interlocutori hanno discusso degli sviluppi regionali in campo
energetico (principalmente quelli concernenti le fonti di gas e petrolio in Iraq, Iran,
Azerbaijan e Turkmenistan) e della prossima riunione del 3 e 4 giugno ad Istanbul
sulla produttività energetica. Alle domande relative alla collaborazione energetica
tra l’Iran e la Turchia l’Ambasciatore Jeffrey ha replicato: “Finché la disputa sulla
produzione di energia nucleare con l’Iran continua gli Stati Uniti non avranno un
approccio amichevole verso un eventuale collaborazione in campo energetico.
Tale prospettiva non deve sorprendere. Tuttavia, non tutti gli amici dell’America la
pensano allo stesso modo”. Se l’Iran dovesse essere estromesso dal progetto di
gasdotto Nabucco, l’Azerbaijan, il Turkmenistan o l’Iraq potrebbero sostituirsi
come fonti di approvvigionamento. Nel commentare gli accordi in campo
energetico con l’Iran, il Ministro Yildiz ha ricordato come tutte le intese siglate
dalla Turchia sono orientate a fornire garanzie al Paese sulle forniture di gas. Gli
studi tecnici sul giacimento iraniano di South Pars nel Golfo Persico continuano:
“Condivideremo pubblicamente i risultati degli studi di fattibilità condotti sul più
grande giacimento di gas al mondo”.

• Conferenza sull’energia solare ad Antalya. La


municipalita’ di Antalya ha organizzato una conferenza sull’energia solare in
collaborazione con TUSENET, un progetto basato sulla cooperazione tra
municipalita’ svedesi e turche nonche’ l’Associazione degli Enti Locali e Regioni
della Svezia e l’Unione delle Municipalita’ della Turchia. Nel suo intervento
inaugurale, il sindaco di Antalya, Mustafa Akaydin, ha reiterato l’impegno della
sua amministrazione verso lo sviluppo delle risorse di energia pulita e rinnovabile.
Egli ha affermato che “e’ illogico che la Turchia ed in particolar modo Antalya non
facciano maggior uso di energia solare”, limitandosi invece ad utilizzarla per il
riscaldamento, con tecnologie ormai obsolete, continuando cosi’ a dipendere da
fonti di energia provenienti dall’estero ed inquinanti. L’impegno a diminuire tale
dipendenza e’ dimostrato dalla creazione da parte della municipalità di una unita’
di coordinamento per l’energia solare in collaborazione con universita’ della
regione ed il settore privato. Recep Yuksel, Vice Sindaco di Mugla, ha poi
annunciato un progetto per alimentare le imbarcazioni che solcano il pittoresco
Lago di Koycegiz ed i Canali di Dalyan – luoghi particolarmente importanti per
l’industria turistica – con energia solare. Progetto che si prevede verra’ finanziato
con fondi dellUnione Europea per l’ambiente.

• Turchia al 13mo posto in Europa per la


produzione di energia eolica. Nel 2009 la Turchia ha
aumentato la produzione di energia eolica a 810 MW rispetto ai 147 MW prodotti
nel 2007 sorpassando Belgio, Norvegia e Polonia. I maggiori produttori sono
Germania con 25.700 MW, Spagna con 19.149 MW e Italia con 4.850 MW.
L’Associazione Europea per l’Energia Eolica (EWEA) ha dichiarato che
l’investimento di 13 miliardi di euro nel 2009 ha prodotto 76.152 MW di energia e
cioè il 9% del totale prodotto in Europa. La EWEA sta organizzando un seminario
presso l’Università Bilkent della capitale, intitolato “Integrating wind power in
Turkey” con la partecipazione di rappresentanti del Governo, le Autorità per
l’energia eolica turche ed europee ed i produttori. Il forte aumento nella

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produzione di energia eolica in Turchia è avvenuto soprattutto grazie alla legge
sull’efficienza energetica entrata in vigore nel 2007 ed i finanziamenti della Banca
Mondiale, che anche quest’anno stanzierà ben 600 milioni di dollari per progetti di
energia rinnovabile.

• Il gas azero aumenta considerevolmente


(+150%) per la Turchia, ma e' ancora a buon
mercato. Lo scorso venerdi' Turchia ed Azerbaijan hanno raggiunto un
accordo per la fornitura nel 2010 di 6 miliardi di m3 di gas naturale ad un prezzo
di 300 dollari per mille m3 (per un totale di 1,8 miliardi di dollari). Il forte
incremento (150%) di prezzo rispetto ai precedenti contratti (120 dollari per 1.000
m3) ha de-facto portato la bolletta energetica turca nei confronti dell'Azerbaijan a
piu' che raddoppiare (erano 720 milioni di dollari) nel breve volgere di pochi mesi.
E' importante evidenziare pero' che ancora oggi il prezzo praticato
dall'Azerbaijan ai "fratelli" turchi, e' considerevolmente piu' basso di quello
praticato a livello mondiale (400$/500$) e soprattutto inferiore a quanto la Turchia
paga per il gas naturale russo ed iraniano. Il gas naturale azero rappresenta, ad
oggi, solo il 18% circa del fabbisogno turco che viene soddisfatto per oltre il 65%
da quello russo. (Fonte ICE).

INDICATORI MACROECONOMICI
• Crescita del PIL: La crescita del PIL per tutto il 2008 è stata di 1,1%. Il primo
trimestre del 2009 ha fatto registrare un preoccupante calo per l’economia turca,
pari al 14,3%, seguito da un -7% nel secondo trimestre, il quinto peggiore in
ambito OSCE. Il primo semestre del 2009 ha fatto registrare un – 10.5%. La
crescita attesa per il 2009, secondo le stime del governo, segna il record negativo
per il Paese con un - 6%.
• Inflazione annua: La forte contrazione dell’attività economica ha determinato
un calo sensibile dell’inflazione anche in Turchia. A dicembre 2009 l’inflazione ha
toccato il 6,25%. L’aumento delle imposte sulle sigarette e sulla benzina hanno
fatto lievitare il tasso di inflazione all’8,2%, a gennaio 2010.
• Interscambio con l’Italia nel 2009: Nel 2009 l'Italia si e' attestata, nonostante
la gravissima crisi congiunturale attraversata dal paese ed un PIL in diminuzione
di oltre il 6%, al quarto posto nella graduatoria dei paesi partner commerciali della
Turchia con un interscambio di 13,6 miliardi di dollari (-27,7% '09/'08), derivanti da
esportazioni per 7,7 miliardi di dollari (-30,4% '09/'08) ed importazioni per 5,9
miliardi di dollari (-24,6% '09/'08). L'Italia, resta il quinto paese fornitore preceduto
da Russia, Germania, Cina e Stati Uniti, con una quota di mercato sul totale delle
importazioni turche dal mondo pari al 5,5%, mentre e' il quarto mercato di sbocco
delle merci turche (Germania, Francia e Regno Unito precedono l'Italia). Bisogna
anche evidenziare che il 2009 ha visto l'Italia, seppur in difficoltà sul fronte
commerciale, protagonista invece sul versante degli investimenti diretti che molto
probabilmente sfioreranno la cifra record di 300 milioni di dollari (oltre 770 imprese
italiane presenti in Turchia) ed in costante crescita negli ultimi anni, segnale molto

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chiaro che la Turchia e' divenuta realmente, nell'ultimo quinquennio, un paese
strategico nel panorama mondiale per tutto il "Sistema Italia".

BORSA DI ISTANBUL
Borsa di Istanbul (IMBK-100) 51455 punti al 08.02.2010

CAMBIO
1 Euro = TL 2.0692
1 USD = TL 1.5126

A cura di: Gianmarco Macchia Primo Segretario dell’Ufficio Economico e


Commerciale dell’Ambasciata d’Italia in Turchia
Roberto Luongo Direttore dell’Ufficio ICE di Istanbul

Redazione: Andrea Perugini Attache’ commerciale


Ufficio Commerciale
Ambasciata d’Italia in Turchia

Monica Bugno Collaboratore economico e finanziario


Ufficio Commerciale
Ambasciata d’Italia in Turchia