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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI TORINO

FACOLT DI LETTERE E FILOSOFIA

Corso di laurea specialistica in Filosofia e Storia delle Idee

TESI DI LAUREA

Conoscenza e mondo nella fenomenologia di Erwin Straus

Relatore Prof: Ugo Maria Ugazio

Candidato: Ottavia Spisni


Matricola: 316020

Anno accademico 2008/2009

INDICE

Introduzione.

p. 3

I. DAL COGITO ERGO SUM AL COPIO ERGO SUM

p. 19

1.1. La critica strausiana al naturalismo positivistico

p. 19

1.2. Dalla coscienza all'esperienza vivente

p. 25

1.3. Il rapporto tra il sentire (Empfinden) e il conoscere (Erkennen) nell'iletica


strausiana
p. 35

II. VERSO UNA PSICOLOGIA DEL MOVIMENTO

p. 48

1.1. Fenomenologia pura e fenomenologia applicata

p. 48

1.2. Le forme della spazialit

p. 64

Bibliografia

p. 84

Introduzione
Primum non nocere
(Ippocrate, Greco 460-370 a.C.)
Se l'affermazione ippocratea ancora oggi alla base della
deontologia medica, a maggior ragione dovrebbe esserlo di
quella filosofica, specialmente quando questa pretenda a pieno
titolo di occuparsi di neuroscienze cognitive, in un campo di
ricerca che oggi spazia dalla fenomenologia della coscienza
vissuta fino ai neuroni specchio. (Rizzolatti, Sinigaglia 2006)
La questione ideale posta dal presente lavoro di tesi fino a che
punto un approccio fenomenologico al problema della coscienza
all'interno della pratica psichiatrica differisca dal positivismo e
dal comportamentismo. Al fine di agevolare la presente ricerca
si analizzeranno i presupposti teoretici circa il problema del
corpo vissuto e dell'esperienza cosciente quali messi in campo
dalla psichiatria di matrice fenomenologica, nello specifico nel
lavoro di Erwin Maximilian Straus (1891-1971). Si fa
riferimento

quella

corrente

nota

come

psichiatria

fenomenologica (Straus 1935), (Laing 1957), (Boss 1959) e


all'indirizzo fenomenologico-esistenzialista della Daseinanalyse
in seno alla psichiatria e alla psicologia (Bleuler 1911)
(Binswanger 1922, 1933) (Minkowski 1933). In questo lavoro
mi concentrer principalmente su Straus, sebbene non sia egli
l'unico pensatore a gettare le basi per la nascita della nuova
psichiatria del dopoguerra. Attraverso l'analisi dell'opera del
pensatore si tenter di avvicinare una problematica prettamente

filosofica, legata inscindibilmente al problema del corpo vissuto


e dell'esperienza cosciente: il problema del dualismo e, nei
termini specifici della presente ricerca, si cercher di
ripercorrere la genesi teoretica dell'elaborazione del problema
della

distanza

da

parte

di

Erwin

Straus.

Mediante

unimpostazione nei termini dellanalisi contrapposta di


razionalismo positivistico e psichiatria fenomenologica, si
mostrerannolepossibilitdiapproccioallaquestioneumana
proposte dall'autore e dalla psichiatria fenomenologica.
Questa impostazione ideale consente di mettere in luce il legame
esistente tra concetti quali mente e cervello, fino a giungere
a mostrare quali siano gli assunti teoretici della scuola di
psichiatria fenomenologica e in che modo questo approccio
particolare al problema complesso della coscienza consenta una
comprensione della persona umana diverso da quello
naturalistico e positivistico ed alternativo a quello della
psichiatria e della psicopatologia di stampo tradizionale. Straus
si concentra sul problema del dualismo cartesiano fin dai primi
lavori scientifici: scrive Vom Sinne der Sinne nel 1935 a Berlino,
testo che viene pubblicato negli Stati Uniti come The Primary
World of Senses, a Vindication of Sensory Experience nel 1964.
Si tratta di un testo importante in quanto vengono riviste le basi
teoretiche della psichiatria in virt della fenomenologia. La
ripresa del filone umanistico in psicologia va di pari passo con
quella corrente di ricerche sul problema difficile della coscienza
che incomincia storicamente con la prima esposizione del
problema data da Franz Bentano, che ebbe come allievi sia
Sigmund Freud che Edmund Husserl, in Psychologie vom
empirischen Standpunkt (Brentano 1874). E con Edmund
Husserl che la ricerca che si definisce come fenomenologica gi
con Franz Brentano, si avvia sul percorso di uno scambio
4

fecondo tra ricercatori di varie discipline (Husserl 1901/2). Per


quanto riguarda la fenomenologia si fa riferimento allarticolo
scritto da Husserl per lEncyclopaedia Britannica, nella
traduzione di Renato Cristin sulloriginale della quarta e ultima
versione che venne inviata da Husserl nel 1928 al redattore
Christopher Salomon e ci si concentrer in seguito sulle
spiegazioni di metodo fornite da Erwin Straus in ambito
fenomenologico e psichiatrico. Alla voce Fenomenologia
leggiamo che:
Il termine fenomenologia indica sia un nuovo metodo
descrittivo comparso nella filosofia alla fine del secolo scorso,
sia una scienza a priori, da esso derivata, che si propone di
fornire lorganon dei principi relativi a una filosofia
rigorosamente scientifica e di rendere possibile, sviluppandosi
in maniera coerente, una riforma metodica di tutte le scienze.
Contemporaneamente a questa fenomenologia filosofica, anche
se agli inizi non ne era separata, si sviluppata una nuova
disciplina psicologica, ad essa parallela dal punto di vista
metodico e contenutistico: la psicologia a priori, o psicologia
fenomenologica, che pretende di costituire il principale ed
unico fondamento metodico su cui pu essere basata una
psicologia empirica scientificamente rigorosa. Con tutta
probabilit, delimitando questa fenomenologia psicologica
prossima al pensiero naturale, possiamo avviarci a comprendere
la fenomenologia filosofica. (Cristin 1999: 149)

Fenomenologi e neokantiani hanno sempre posto enorme


attenzione filologica e metodologica alla distinzione che
intercorre tra filosofia analitica e psicologia, in particolare tra la
logica matematica e la psicologia (Frege 1879), (Frege 1892),
(Russel, Whitehead 1910). Lideografia viene intesa come lo
studio del funzionamento empirico dellatto del pensare, lIo e i

suoi vissuti la logica viene intesa come lo studio del pensiero


che il contenuto oggettivo che viene espresso da un enunciato
dichiarativo. Conseguenza di questa impostazione che gli atti
empirici di pensiero vanno distinti nettamente dal contenuto di
questi stessi atti: non la riflessione psicologica sullIo e suoi
suoi vissuti ci che viene infatti raggiunto dalla fenomenologia,
in quanto si tratterebbe ancora di una coscienza trascendente,
empirica, oggettiva. La fenomenologia si limita rigorosamente
allo studio del fatto che, ad esempio, un atto si possa rivolgere
ad un altro atto invece che rivolgersi ad un oggetto trascendente.
Si tratta cos, anche nella declinazione neurofenomenologica,
dei percorsi dellintenzionalit stessa, ossia entro il flusso stesso
del vissuto.
Straus tenta di mostrare, nello specifico nella critica al
razionalismo cartesiano quale sia il senso dei sensi, cio tenta di
operare una rivendicazione dell'esperienza sensoriale tout court.
Egli tenta di mostrare come tutta la psicologia moderna e larga
parte di quella contemporanea derivi ancora dai presupposti
epistemologici cartesiani. Straus sostiene che la relazione tra un
essere che fa esperienza del corpo vissuto e della complessit
vivente totalmente diversa dalla relazione che intercorre tra un
organismo e uno stimolo. Si tratta di una tesi importante, che
mette in luce quanto il soggetto interpellato dalla psichiatria
fenomenologica differisca dal soggetto preso in esame dalle
discipline scientifiche, quali ad esempio la fisica: si tratta di un
soggetto vivente (sia animale che umano) caratterizzato da
intenzionalit (erlebenden Wesen) e non di un sistema
meramente reattivo su un modello di stimolo e risposta
come volevano sia il positivismo che il comportamentismo.
Scrive Straus:

Ci che viene contestato il fatto che esista la coscienza intesa


come un'essenza autonoma, una specie di sostanza che possa
riguardare i processi corporei. Il parallelismo psicofisico e la
dottrina dell'effetto psicofisico reciproco discendono entrambi
dal cartesianesimo. Invece di coscienza desideriamo parlare qui
di esperienza vivente. (Straus 1964: 107)

Se la coscienza non pi un cogito puro ma se essa un


qualcosa che ha strettamente a che fare con l'azione, con la
percezione e con la motilit, si riesce a comprendere
l'importanza degli studi strausiani sul movimento. Se, ad
esempio, la critica bergsoniana alla dottrina del parallelismo
psicofisico concentra gli interessi nei confronti della coordinata
esistenziale del tempo, la durata (Bergson 1922), per Straus la
coordinata di riferimento per un'analisi estesa del contenuto
fenomenologico dell'esperienza cosciente quella spaziale. Nel
presente lavoro si seguir il percorso della critica strausiana ai
presupposti metafisici di Cartesio. Attraverso lo studio del testo
Vom Sinne der Sinne possibile ripercorrere la teoresi
dell'autore circa il problema difficile della coscienza
(Chalmers 1995). Si tenter di comprendere la direzione, il
senso che la ricerca scientifica dona a termini quali mente e
cervello, cercando di mettere in luce l'importanza di una
correlazione tra metodo fenomenologico e scienze cognitive in
quanto:
Appare sempre pi chiaramente nelle scienze cognitive
contemporanee che un metodo disciplinato di applicazione e di
studio dei dati in prima persona sia richiesto in quanto processo
di validazione necessariamente complementare allo studio in

terza persona della dinamica neuronale di un soggetto. (Depraz


2006)

Il termine Embodiment (Lakoff, Johnson 1999) che si potrebbe


tradurre

con

mente

incorporata

indica

in

ambito

contemporaneo una prospettiva di studio del problema


complesso

della

coscienza,

nei

termini

dello

studio

dell'esperienza associata ad eventi cognitivi e mentali. Un


approccio neurofenomenologico al problema del corpo vissuto e
dellesperienza cosciente non pu prescindere dai risultati della
fenomenologia,

pena

il

ritorno

ad

un

approccio

comportamentistico ed empirico tout court al problema:


Neurofenomenologia la denominazione che uso in questa
sede per designare la ricerca di una maniera per sposare la
moderna scienza cognitiva con un approccio rigoroso
allesperienza umana, ponendomi cos lungo la linea della
tradizione filosofica europea della fenomenologia. Luso di
neuro, inteso qui come un nom de guerre stato scelto in
contrasto esplicito alluso corrente di neurofilosofia, che riduce
tout court la filosofia alla filosofia angloamericana della mente.
Inoltre neuro si riferisce qui a tutta la serie di correlati
scientifici che sono rilevati nella scienza cognitiva. (Varela
2006: 165)

Si cercher dunque di mostrare, per quanto possibile, in che


modo l'impostazione strausiana al problema del corpo vissuto e
dell'esperienza cosciente abbia donato nuova linfa alla
fenomenologia pura e applicata tentando di contestualizzare la
teoresi di Vom Sinne der Sinne in riferimento alle frontiere
contemporanee proposte dalla corrente di ricerca nota come

Neurofenomenologia. Francisco Varela, biologo, epistemologo e


studioso di scienze cognitive, direttore del Laboratorio di
Neuroscienze cognitive per il CNRS (Centre National de la
Recherche Scientifique) di Parigi dal 1988 alla morte, in un
articolo pubblicato per The Cosmos Letter Forum su un
lavoro svolto nel 1995, dal titolo Why The Mind is Not in the
Head, afferma che:
La tradizione della scienza occidentale e della tecnologia hanno
introdotto il loro opposto: la marcata distinzione tra mente e
materia fisica, richiesta dalla distanza tra osservatore e
osservazione (il cuore della scienza) e del controllo (il cuore
della tecnologia). Questo paradigma dualistico diventato la
caratteristica dominante a livello mondiale, ed una
componente chiave della nostra moderna crisi ecologica .
(Varela, Thompson 2000)

Il problema dell'esistenza di un paradigma dualistico nel cuore


della tradizione scientifica occidentale una questione
complessa. Si tratta di un problema decisivo che stato
declinato in diversi modi, talvolta contrastanti, talvolta con
compenetrazioni tra le diverse posizioni teoretiche, dalle sue
origini greche fino alla contemporaneit. Con paradigma
dualistico (Platone, Cartesio), ad esempio, in Filosofia della
Mente ci si riferisce a quei punti di vista circa le relazioni
intercorrenti tra mente e materia che si pongono su una base
teoretica di non necessaria coincidenza del fenomeno del
mentale con il fenomeno fisico, una posizione differente,
dunque, dal monismo (Parmenide, Spinoza). Interazionismo,
epifenomenismo, parallelismo, occasionalismo sono alcune
posizioni teoretiche adottate dal paradigma dualistico fino al suo
approdo su posizioni critiche da parte di quella branca della

Filosofia della Mente che riconosce aspetti soggettivi degli


eventi mentali come i qualia (Nagel 1974), (Jackson 1982),
(Jackson 1986). L'esperimento conosciuto come Mary's Room
imposta il problema mostrando logicamente che il soggetto
Mary impara qualcosa di nuovo sul colore rosso nelle sue
indagini sulla neurofisiologia della visione. Se immaginiamo che
Mary viva in un mondo in bianco e nero, e che tutto ci che lei
impara sul colore rosso ci che deriva dalle sue indagini di
laboratorio, conoscer Mary il colore rosso? Studier la retina,
il funzionamento del sistema nervoso centrale e le leggi ottiche.
Se si immagina di ricollocare Mary nel mondo a colori, lei
imparer qualcosa di pi o no sul colore rosso? (Jackson
1982: 130). Questo argomento logico mostra come uno
scienziato che abbia studiato tutto sul colore non abbia,
paradossalmente, mai avuto esperienza del colore. Questo
esperimento logico, o paradosso, un argomento contro la
dottrina che sostiene che tutta la conoscenza sia conoscenza di
oggetti fisici e a favore, invece, dell'esistenza, appunto, dei
qualia. La distinzione che operiamo quotidianamente a pi
livelli, quando interagiamo con l'ambiente che ci circonda, tra
mente e materia fisica, risulta maggiormente comprensibile
se si opera un approccio teoretico di tipo dualistico. Il nucleo del
problema, che abbraccia l'intera fenomenologia , afferma
Chalmers:
Il problema dell'esperienza. Quando noi pensiamo o
percepiamo c' un'enorme attivit di elaborazione
dell'informazione, ma c' anche un aspetto soggettivo. Per dirla
come Nagel (1974), si prova qualcosa a essere un organismo
cosciente. Questo aspetto soggettivo l'esperienza. (Chalmers
1995: 201)1

1The really hard problem of consciousness is the problem of experience. When we


think and perceive, there is a whirl of information-processing, but there is also a
subjective aspect. As Nagel (1974) has put it, there is something it is like to be a
conscious organism. This subjective aspect is experience.

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Oggi si in grado di simulare sempre meglio ogni aspetto della


vita umana e di ricostruirne parti in laboratorio, per esempio gli
arti protesici artificiali. Il Santa Fe Institute, ad esempio, dal
1984, un organismo privato che fa da guida nella ricerca
multidisciplinare tra scienze fisiche, biologiche, computazionali
e sociali. Dalla ricerca dell'Istituto sono sorte negli ultimi anni
nuove discipline di studio quali l'Artificial Life (Bedau 2003) e la
Swarm Logic (Kelly 1995), (Johnson 2001) e nuovi modelli per
lo studio e la gestione delle reti neurali. Esistono oggi software
ad architettura emergente di utilizzo quotidiano quali Facebook
e The Sims. La corrente nota come Ambient Awareness trova
nella realt virtuale solo una delle sue possibili applicazioni,
estendendosi fino all'urbanistica pianificata con l'iniziativa
intrapresa dall'Unione Europea dal 1994 dei Training and
Dissemination Schemes Project. La distinzione tra mente e
cervello dunque una distinzione originaria che a sua volta
mantiene intatta la distinzione, nella scienza sperimentale, di
derivazione baconiana e galileiana, tra osservatore e
osservazione. Varela si fa portavoce di questa idea, nel senso
che la critica e intende superarla. La scienza considera tale
scissione come fondamentale, come il cuore da cui la sua
propria ricerca si origina. Tra lo scienziato e la materia di studio
si interpongono un metodo, una teoresi, una struttura, delle
ipotesi, delle verifiche, una soggettivit, un corpo in parte
geneticamente determinato. Il problema della distinzione tra
osservatore e osservato ha trasposto il problema del
dualismo fino alla tecnologia contemporanea, sotto forma di
controllo. Non importa tanto in questa sede tentare di
rispondere all'appello emergentistico vareliano, quanto tentare di
sviscerare le origini del problema dal punto di vista delle scienze
dell'uomo e di mostrare come queste rivelino un nodo
concettuale originario ed inscindibile su cui la ricerca scientifica
continuamente fa leva. Verranno studiate, in merito al problema
complesso della coscienza e al non distinto problema della
demarcazione le posizioni di Erwin Straus sulla spazialit. La
11

questione su come e perch sia tale quale l'utilizzo di un


determinato ambiente, di coordinate spaziali, una problematica
cara alla fenomenologia strausiana. Sebbene le conclusioni cui
giungono Varela e Straus differiscano pur intersecandosi, cos
come differiscono biologia dell'intenzionalit e psichiatria
fenomenologica, entrambe le discipline ed entrambi gli studiosi
si trovano accomunati da un radicale punto di partenza critico
nei confronti del cosiddetto dualismo cartesiano. Straus
scrive un intero capitolo ad integrazione della prima edizione di
Vom Sinne der Sinne per sostenere la tesi che L'uomo pensa,
non il cervello. L'aggiunta venne pubblicata con il titolo Man
Thinks Not The Brain e ad essa fu dedicata la terza sezione di
The Primary world of Senses (Straus 1964). Il testo originale
tedesco fu tradotto negli Stati Uniti da Jacob Needleman. La
nuova parte fu inserita tra la seconda e la terza parte
dell'edizione originale, come si legge nella Prefazione alla
Seconda Edizione, scritta nel 1956. A questa edizione sono stati
inoltre aggiunti i capitoli On Being Awake e The Spectrum of the
Senses, Prefatory Remarks alle sezioni A e C, Singularity and
the Possibility of Unification, Psychics Refutes Physicalism. Il
capitolo Man Thinks Not the Brain un'aggiunta importante in
quanto Straus ribadisce l'importanza di una critica alla
psicologia oggettivistica soprattutto per quanto riguarda la
nascente scienza cibernetica la quale versava, all'epoca, in
condizioni epistemologiche ancora incerte:
Mescolare lo stile delle favole con le formule della tecnologia
ultra moderna ha contribuito alla confusione. Si dice che le
macchine ricevano informazioni, che scambino dati, che
prendano decisioni e che perseguano obiettivi. Una tale
interpretazione antropomorfica del funzionamento delle
macchine si trasforma impercettibilmente in una interpretazione
meccanomorfica della condotta umana e animale. La questione
se qualsiasi interpretazione neurofisiologica sia giustificabile
assume perci crescente emergenza. (Straus 1956: viii)

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Straus aveva criticato per la prima volta a Berlino negli anni


Trenta del Novecento le dottrine del fisiologo russo Pavlov
(Pavlov 1910) sui riflessi condizionati e l'approccio
comportamentistico sostenuto da Watson (Watson 1913) e si
pone nell'edizione anglosassone di Vom Sinne der Sinne
nell'urgenza di ulteriori analisi critiche. Si conferma dunque per
la psichiatria di matrice fenomenologica la centralit di alcuni
problemi gnoseologici ed epistemologici importanti, ad esempio
il problema di quali siano i fondamenti stessi della psicologia.
Sar necessario pertanto collocare il presente lavoro di tesi in un
panorama storico, filosofico e culturale che avvicini il pi
possibile alla comprensione dei termini discussi da Straus e che
metta in luce l'importanza che ebbe il pensatore per la psichiatria
fenomenologica del dopoguerra.

E' importante rilevare un

primo punto biografico e storico: partiremo dall'assunto teorico


che colloca gli anni della Prima Guerra Mondiale come gli anni
che stanno, nell'economia e nella societ umana, alla base del
problema della follia come malattia sia intesa sia denunciata
come un fenomeno sociale di portata di massa da curare. Nasce
dai traumi della grande guerra il termine generazione perduta
per indicare la condizione umana e sociale degli ex combattenti.
E' anche da questa origine in senso storico ma pure filologico
che vorremmo far risaltare l'appartenenza del lavoro strausiano.
Erwin Straus dedica le proprie attenzioni di ricerca all'esistenza
di quel mondo umano non pi visibile immediatamente perch
divenuto patologico, il quale resiste ad ogni tentativo di essere
messo a tacere sia tramite le definizioni scientifiche sia tramite i
lavori della psicoanalisi sulla coscienza riflessiva. I disturbi
dell'affezione gnosica e patica da lui studiati, ad esempio, al
Lexington Veterans Affair Medical Center negli Stati Uniti,
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come vedremo in seguito, sono in grado di mostrare come ogni


societ particolare abbia declinato a proprio modo l'argomento
complesso dell'esperienza umana. E' merito di Michel Foucault
(Foucault 1961) l'aver mostrato come la follia sia un costrutto
storico-culturale. Foucault ricostruisce in termini storico
filosofici il percorso dell'idea della follia, si concentra
sull'esperienza moderna della follia ed estende la ricerca, in
maniera pi generale, alla nascita dell'idea di malattia e di
cura nella pratica ospedaliera moderna. Il testo del 1961
mostra come tale orientamento gnoseologico determinato sorga
in seno ad un progetto di miglioramento generale in atto su larga
scala, le cui origini risalgono al periodo della Rivoluzione
Industriale in Inghilterra. Il punto importante da rilevare in
questa sede come questo progetto di miglioramento generale
abbia portato con s e ancora oggi in parte porti avanti un
approccio conoscitivo di tipo squisitamente razionale circa i
disturbi patici e gnosici del corpo vissuto e dell'esperienza
cosciente. In breve, Foucault utilizza un approccio metodologico
che consiste nel considerare l'evento sociale preso in esame
come un blocco organico che pu essere spezzato in elementi, in
strutture di riferimento linguistiche, sociali, culturali e in
unit, articoli, voci, il cui valore complessivo messo in scena
dall'intero delle relazioni intercorrenti tra ogni singolo livello
dell'evento preso in esame e di esso nella sua complessit.
Attraverso tali strutture epistemologiche di riferimento, in
questo caso la follia, intesa quale esperienza ed evento, ci
che si produce in una persona particolare, la quale si trova
irrelata ad un sistema di riferimento particolare, in una cultura
altrettanto eventuale e particolare al tempo stesso. Risulta
dunque come sia questo stesso significato costruito assieme

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ad avere il potere di motivare e di incorniciare le azioni degli


individui o dei gruppi umani, ed per questo motivo che la
genealogia foucaultiana della follia un problema di potere
stabilito. Lo studio di quegli stessi rapporti di potere all'interno
di un punto di vista condiviso ed istituzionalizzato necessario
per mettere in luce le cosiddette esistenze sommerse della
storia, prese in esame dalla storia sociale, le quali riescono a
fornire un modello per tentare di comprendere, ad esempio,
perch l'idea di follia sia stata a fondamento del linguaggio
psichiatrico stesso. Si tratta di una sensibilit metodologica di
ricerca che in qualche modo ci guida, nel presente esame, verso
la

comprensione

delle

motivazioni

profonde

dell'opera

strausiana, in quanto anch'essa si rivolge a quelle fonti


dimenticate e ancora nascoste, inesplorate, sconosciute della
storia e dell'esperienza umana: si tratta di quelle strutture
eventuali che si lasciano studiare proprio in virt di una loro
minore aderenza a quegli aspetti pi marcatamente condivisi dal
potere, i quali sono stati largamente esplorati ad esempio dagli
storici, ed in ambito psichiatrico dalla psichiatria attiva prima
della grande guerra. Foucault afferma in termini molto netti che:
Il linguaggio della psichiatria, che un monologo della ragione
sulla follia stato stabilito solo sulle basi di tale silenzio. Non
ho cercato di scrivere la storia di quel linguaggio ma
l'archeologia di quel silenzio. (Foucault 1961: XII)

La corrente nota con il nome di Strutturalismo si dedica allo


studio di diversi territori scientifici cosiddetti di margine,
residuali, tra i quali si pone, appunto il problema della patologia
psichiatrica. Foucault segna nel Settecento la nascita del
manicomio come elemento direttamente funzionale alla
15

crescita dellimportanza del ruolo del dottore in medicina. Il


confinamento un gesto di medicalizzazione importantissimo
nel processare epistemologicamente il ruolo e lautorit del
medico ed dunque uno spartiacque rilevante che funziona
anche nei confronti della mente e del corpo di chi
sottoposto al ruolo di paziente medico: latto confessorio
indicato da Foucault come il passo essenziale necessario per
rendere la follia una malattia diagnosticabile e curabile,
incurabile, confinabile, controllabile, trattabile o intrattabile.
Foucault mostra dunque come i corpi confinati siano quelle
stesse esistenze messe ai margini proprio perch le pi
istituzionalizzate:

questo

tipo

di

sistema

mostra

come

Linteresse per la cura e per lesclusione coincidano.


(Foucault 2007: XII) Sono esemplari in questo senso i dati
forniti dallo storico Roy Porter circa il rapporto esistente tra
medicalizzazione e confino nei paesi anglosassoni:
Nel corso degli ultimi cento anni, lemergere del manicomio
(successivamente chiamato anche lasilo o lospedale dei pazzi),
ha implicato la venuta di una istituzione totale, la quale ha
prodotto pi somiglianza con le istituzioni carcerarie che con
l'assistenza infermieristica. Lincarcerazione delle persone pazze
(e di gruppi comparabili quali gli handicappati mentali) ha
assunto proporzioni gigantesche; a partire dal 1950 circa mezzo
milione di persone sono state confinate negli USA e circa
150.000 in Inghilterra forse alcuni milioni in totale nel mondo
occidentale. (Porter 1992: 278)

Questi dati sono in grado di mostrare l'importanza della ripresa


del filone umanistico in psichiatria e delle proposte della
psichiatria

fenomenologica.

Essi

aiutano

ad

inquadrare
16

l'importanza del lavoro strausiano all'interno di un panorama di


rinnovata sensibilit antirepressiva ed antiautoritaria che, a
livello gnoseologico ed epistemologico tenta di mettere
continuamente in contraddizione i propri presupposti conoscitivi
(Laing 1955), (Cooper 1967), (Deleuze, Guattari 1972),
(Friedenberg 1974) e che ha compiuto una significativa vittoria
nel 1978 con la Legge Basaglia (180/78).
Questa breve digressione narrativa mostra come il movimento
psichiatrico abbia tentato di ridurre, fin dai suoi inizi, nella
pratica di cura il problema del nocere attraverso il problema
della iatrogenesi. La psichiatria stessa ha conosciuto dal suo
interno forme di critica a quelle pratiche di cura violente, per
tentare di migliorare invece il rapporto della persona umana con
se stessa e con l'ambiente circostante per cercare continuamente
di non perdere di vista il fatto che la scienza stessa una
creazione umana. Gi Jaspers pose l'attenzione nel considerare il
paziente in quanto persona, e questa via seguita da Straus nel
considerare la patologia nel caso individuale come una
lacerazione del medesimo orizzonte di essere-nel-mondo che
costituisce la norma per la vita di tutti i giorni.

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1. DAL COGITO ERGO SUM AL COPIO ERGO SUM


1.1. La critica strausiana al naturalismo positivistico
Da oltre un secolo ha preso forma e si sviluppata una nuova
branca scientifica che la neurofisiologia. Non rientra nei
compiti di questo lavoro alcun approfondimento tecnico che
esula dalle mie specifiche competenze, ma sicuramente non
potremo non spendere alcune riflessioni sulla recente scoperta,
prima nei primati e poi nell'uomo di quelli che sono stati definiti
neuroni

specchio,

specialmente

se

un

neurofisiologo

dell'importanza di Vilayanur S. Ramachandran ha lanciato lo


slogan I neuroni specchio saranno per la psicologia quello che
il DNA stato per la biologia. La recente scoperta da parte
della neurofisiologia in un certo senso anticipata dalle analisi

18

di Straus le quali si pongono su un punto di vista critico nei


confronti degli assunti di quei ricercatori che presumono di poter
parlare dei fondamenti neurofisiologici del comportamento
partendo non da una descrizione del comportamento umano e
animale che poi permetta di analizzare l'attivit del cervello, ma
che partono nelle loro ricerche dal presupposto dogmatico per
cui il comportamento umano e animale dipenda dalla totalit di
un determinato organo, chiamato encefalo, inteso come una
parte del corpo destinata ad avere una specifica funzione (ad
esempio la visione, il camminare, il parlare) e che paragonato,
dunque, ad una parte del mondo fisico, questo nonostante il fatto
che da un punto di vista percettivo l'organismo vivente
concepisca queste stesse funzioni come non disgiunte dalla
propria esperienza della spazialit e della temporalit stesse. Il
cervello studiato dalla fisiologia stato paragonato ad una
macchina in grado di svolgere determinate funzioni come
risposta ad uno stimolo il quale sempre per determinato da
strumenti conoscitivi che appartengono al mondo naturale
dell'esperienza, come ad esempio l'uso di elettrodi per verificare
o meno lo stimolo e la risposta di un comportamento ad una
determinata azione sull'encefalo. Da un punto di vista
epistemologico la neurofisiologia si limitata dunque in passato
a considerare se stessa come un qualcosa che meramente
funziona e anzich interrogarsi incessantemente sui propri
presupposti gnoseologici, ha perso di vista il fatto che qualsiasi
epistemologia che pretenda di asserire la scientificit di un
procedimento solo se questo risponda o meno a principi o
standard gi dati e definiti in precedenza, valida fino ad un
certo punto. Le considerazioni sulla riproducibilit, sulla
dimostrabilit o falsificabilit di una determinata teoria perdono,

19

da questo punto di vista, validit teoretica. Straus espone il


problema in termini significativi:
[] Il paragone tra il cervello inteso come parte del mondo
della natura, con il cervello in quanto parte del mondo fisico ha
bisogno di un mediatore. Il cervello visibile e che viene visto
non compara se stesso con il cervello fisiologico e viceversa. Il
paragone diviene possibile solo perch l'osservatore la
medesima persona in grado di percepire il mondo visibile ed
al medesimo tempo colui che lo costruisce concettualmente, che
dunque in grado di mediare attraverso il mondo fisico. (Straus
1964: 184)2

La critica strausiana agli assunti teorici della dottrina dei riflessi


condizionati del fisiologo russo Pavlov (Pavlov 1903), nei
termini dell'analisi della relazione intercorrente tra teoria e
osservazione programmatica in questo senso:
La critica alla teoria di Pavlov servir a sviluppare la mia
personale

concezione

dell'essenza

della

percezione

confrontandola con una teoria altamente meccanicistica. La


critica ai presupposti generali di Pavlov destinata ad essere
allo stesso tempo una critica ai presupposti di ogni teoria
atomistica della sensazione. (Straus 1964: 37-38) 3

Il lavoro gnoseologico strausiano sviluppa i seguenti problemi di


2[] The comparison of the brain as part of the natural world with the brain
as part of the phisical world is in need of a mediator. The visible and seen
brain does not compare itself with the physiological brain or vice-versa. The
comparison becomes possible only because the observer as one and the same
person can turn in perception toward the visible world and in conceptual
construction toward the physical world.
3The critique of Pavlov's theory will serve to develop my own conception of the
essence of sensing by contrasting it with a highly mechanistic theory. This critique
of Pavlov's general presuppositions is meant to be at the same time a critique of the
presuppositions of any atomistic theory of sensation.

20

ricerca: il problema del confondere ci che causale e ci che


intenzionale; il problema della localizzazione della sensazione
negli

organi

sensori

dell'organismo;

il

problema

della

separazione di sensazione e movimento; l'aporia del dualismo tra


successione temporale e unit di tempo; l'analisi della relazione
che intercorre tra stimoli, segni e segnali. Attraverso la
riflessologia pavloviana, Straus giunge ad un'analisi di quei
momenti in cui la teoria che si presuppone al momento
dell'osservazione scientifica non giunge a comprendere in s
alcuni fenomeni emergenti, i quali vengono invece osservati
senza l'ausilio di una teoresi supplementare. Su questo lavoro di
critica si innesta la proposta ermeneutica strausiana circa il
cervello, che appare certamente come mediatore appunto, ma
non per tra fisico e psichico. Nella prospettiva fenomenologica
infatti, l'ideologia oggettivistica che muove il positivismo:
E' dichiarata inadeguata in virt del suo riduzionismo (fisicismo
o biologismo a seconda del modello adottato), l'obiettivo
perseguito dalla filosofia fenomenologica non consiste in altro
che nello stabilire, all'ordine della conoscenza, le condizioni di
un'autentica oggettivit, le condizioni conformi all'oggetto preso
di mira, secondo la disposizione del suo proprio a priori.
(Thins 1992: 9) 4

Straus estrapola dalla teoria pavloviana alcune componenti


chiave, le quali giungono riproposte da parte della comunit
scientifica a lui contemporanea da quella grande corrente che
prende il nome di Comportamentismo (o Behaviorismo). Straus
4Est dclare inadquate en raison de son rductionnisme (physicisme ou
biologisme selon le modle adopt), le but poursuivi par la philosophie
phnomnologique n'est autre que d'tablir, tout ordre de connaissance, les
conditions d'une authentique objectivit, celles qui sont conformes l'objet
vis, l'ordre de son a priori propre.

21

critica i medesimi fondamenti nella psicologia oggettivistica,


condivisi da quegli psicologi che si situano sotto il nome
collettivo di psicologi oggettivisti. L'occasione della critica
strausiana si rivolge anche nei confronti di quello che fu il
proposito

condiviso

dalla

maggioranza

della

comunit

scientifica che prese parte all'Hixon Symposium del 1948


(Wiley 1951), proposito esposto da Lashley, psicologo
comportamentista che contribu allo sviluppo delle neuroscienze
all'interno di quella rivoluzione cognitiva partita proprio da
Cartesio: Tutti i fenomeni del comportamento e della mente
saranno fondamentalmente resi descrivibili nei termini delle
scienze matematiche e fisiche (Straus 1964: 106)5 Straus
commenta non senza ironia questa dichiarazione:
Cartesio non si sarebbe sentito fuori posto in questo incontro.
Avrebbe potuto far notare che fu lui a proporre lo stesso
postulato

secoli

fa,

sebbene

lui

l'abbia

limitato

al

comportamento animale e umano. Con l'aggiunta e della


mente alle parole del comportamento la conferenza ha
modificato e radicalizzato il suo parere su un punto decisivo.
(Straus 1964: 106)6

L'interpretazione strausiana del comportamento degli animali


negli esperimenti pavloviani lo porta, invece, su una posizione
di contrapposizione nei confronti sia di un certo cartesianesimo
sia di Lashley. I punti principali della sua contrapposizione alla
psicologia oggettivistica sono i seguenti: non esiste alcuna
5All phenomena of behavior and mind will ultimately become describable in
terms of the mathematical and physical sciences.
6Descartes would have been no stranger at such a meeting. He could have pointed
out that he had advanced the same postulate centuries ago, although he had limited
it to animal behavior and to the human body. By adding and of mind to the words
of behavior the conference had modified and radicalized his opinion on a decisive
point.

22

coscienza; potrebbe esserci coscienza, ma non esiste prova della


sua esistenza o dei modi in cui essa operi; la questione circa
l'esistenza della coscienza irrilevante, dato che essa non pu
essere

esplorata

dalla

scienza,

ovverosia

dal

metodo

oggettivistico; esiste la coscienza, siccome per tutta la


coscienza solo un fenomeno emergente dei processi cerebrali,
l'obiettivo dell'esplorare le sue leggi si riduce al chiarimento dei
processi fisiologici su cui il fenomeno basato; esiste un
esperimento immediato, ma non pu diventare oggetto di
ricerca; se la coscienza esista o meno e se essa giochi un ruolo
importante nel controllo del comportamento sono questioni
obsolete, rimpiazzate dai fatti. (Straus 1964: 106) Il pavlovismo
ed il comportamentismo hanno tentato di provare che il
comportamento umano e animale e le relative funzioni nervose
sono collegate. Secondo queste dottrine la coscienza, e per
estensione il comportamento sarebbe interamente causato dalle
funzioni nervose di riferimento. La percezione, l'apprendimento,
il pensiero, l'azione sono stati messi in relazione diretta alle
attivit del cervello, ed in questo senso che il cervello stato
considerato come una macchina.

23

1. DAL COGITO ERGO SUM AL COPIO ERGO SUM


1.2. Dalla coscienza all'esperienza vivente
Gi nella prima met del Ventesimo secolo furono definiti nei
primati

il

simiunculus

(Woolsey

1958)

nell'uomo

l'homunculus (Penfield 1950). Tramite la stimolazione


elettrica della corteccia motoria con microelettridi di superficie
si ottennero delle mappe che erano la rappresentazione del
nostro corpo se ogni parte avesse le forme proporzionate alla
sensibilit di ogni parte, la cosiddetta rappresentazione
somatopica dei movimenti nella corteccia motoria primaria e in
quella supplementare. Per oltre mezzo secolo questo modello di
funzionamento bast alla scienza della mente in quanto in esso
era giustificato il meccanismo di azione motoria e soprattutto
l'idea dell'unitariet funzionale del sistema motorio corticale,
24

inteso quale punto di arrivo dell'informazione sensoriale


elaborata dalle aree associative e privo in s di ogni valenza
percettiva e cognitiva. E' importante sottolineare come il termine
rappresentazione qui espresso sia ambiguo, nel senso che il
termine sottolinea la presunta esistenza all'interno della mente
umana di un qualcosa gi presente alla dimensione del sentire
(Empfinden). Recenti scoperte invece, mostrano come il nesso
tra il sentire, il conoscere (Erkennen) e l'agire non sia legato ad
una dimensione di ri-presentazione all'interno della mente di un
qualcosa

presente

nella

struttura

cerebrale

nel

suo

funzionamento, come invece voleva l'empirismo secentesco e


che la scienza cognitiva classica criticata da Straus ripropone in
maniera analoga, escludendo l'idea di una mente incorporata. La
teoria della mente incorporata considera invece il nostro sistema
percettivo come un sistema che elabora continuamente le
informazioni

dell'ambiente

trascurando

alcuni

aspetti

prediligendone altri e che in grado di creare continuamente se


stesso, di qui l'idea che il soggetto operi direttamente sugli
oggetti esterni e che sentire e conoscere, conoscenza e azione
siano intimamente legati. L'idea che la coscienza debba essere
regione di una scienza preoccupa tutta la filosofia moderna
proprio a partire da Cartesio. L' ego cogito cartesiano ci
che rappresentato e gi prodotto, presente, e questo concetto
non prende in alcun modo le distanze dalla definizione che i
cognitivisti danno della coscienza. Straus chiarisce questo
punto anche in riferimento alla peculiarit nell'uomo della
stazione eretta:
L'uomo e il topo non hanno lo stesso ambiente, anche se
condividono la stessa stanza. L'ambiente non un palcoscenico

25

in cui lo scenario sia predisposto come uno e medesimo per tutti


gli attori che vi fanno il loro ingresso. Ogni specie ha il suo
proprio ambiente. Esiste una mutua interdipendenza tra le
specie e l'ambiente. Il mondo circostante determinato
dall'organizzazione delle specie in un processo di selezione di
ci che rilevante per lo scopo di azione e reazione. La stazione
eretta prestabilisce un netto atteggiamento nei confronti del
mondo; un modo specifico di essere-nel-mondo. (Straus 1966:
139)7

Il nucleo rilevante che conduce tutta l'indagine strausiana, che lo


porta a scrivere la sezione di aggiunta in coerenza con gli studi
degli anni Trenta del Novecento Se qualsiasi costrutto
neuropsicologico sia giustificabile. (Straus 1964: VIII)8 Un
importante terreno di critica per Straus infatti quello alla
cosiddetta psicologia della predizione, diretta conseguenza
della

gnoseologia

cartesiana

dell'epistemologia

comportamentistica, la quale:
Considera la predizione l'obiettivo dell'impresa scientifica e un
criterio di conoscenza scientifica. Se predire e controllare il
comportamento il fine ultimo della psicologia, essa non spreca
del tempo ponendosi domande inutili. Confiner se stessa allo
studio di eventi ripetibili e misurabili senza nemmeno il dubbio
di commettere un pesante sacrificio. Per principio, in questo
modo, tutto il comportamento deve diventare comprensibile
grazie all'applicazione del medesimo metodo. (Straus 1964:
7Men and mice do not have the same environment, even if they share the
same room. Environment is not a stage with the scenery set as one and the
same for all actors who make their entrance. Each species has its own
environment. There is a mutual interdipendence between species and
environment. The surrounding world is determined by the organization of the
species in a process of selecting what is relevant to the function cycle of
action and reaction. Upright posture pre-establishes a definite attitude toward
the world; it is a specific mode of being-in-the-world.
8Whether any neuropsychological constructions are justifiable.

26

153)9

L'apporto strausiano alla questione complessa dell'esperienza


cosciente

l'approccio

fenomenologico

coincidono

con

un'analisi di spazio e tempo, del dentro e del fuori alla luce del
nesso tra sentire (Empfinden) e conoscere (Erkennen) ossia alla
luce di ci che non originariamente rappresentazione. E'
necessario

pertanto

tenere

presente

in

questa

sede

l'aggiornamento al presente della comunit scientifica circa la


problematiche care a Straus, che verranno invece analizzate
nello specifico in seguito. Le neuroscienze ritengono oggi che la
coscienza, o meglio l'esperienza vivente sia distribuita e non
localizzata in specifiche strutture del cervello e che essa
costruisca se stessa ininterrottamente. Molto prima della
scoperta dei cosiddetti neuroni specchio, i soliti fisici,
fisiologi e anche filosofi dubbiosi non si accontentavano di una
semplice spiegazione meccanicistica. Ernst Mach ad esempio
pose l'accento sul carattere essenzialmente attivo della
rappresentazione dello spazio codificata a livello della corteccia
premotoria e del lobo parietale inferiore gi nel 1905 in
Conoscenza ed Essere (Rizzolatti, Sinigaglia 2006: 66). E'
partendo dai movimenti nello spazio che siamo in grado di
costruire una mappa dei nostri movimenti e questo assume una
forma in funzione dei nostri scopi. Poincar nel 1913 scarta
l'idea di un presunto senso spaziale in grado di fornirci la
localizzazione delle sensazioni all'interno di uno spazio gi
definito e rapporta la percezione dello spazio circostante
9[] Considers prediction the goal of scientific endeavor and a criterion of
scientific knowledge. If it is the ultimate motive of psychology to predict and
control behavior, then psychology will not waste time with idle questions. It
will confine itself to repeatable and measurable events without any
misgivings of making a grave sacrifice. In principle all behavior must become
comprehensible by application of the same method.

27

direttamente al nostro corpo, anche detto spazio peripersonale, a


portata di mano, vicino. Poincar introduce i concetti di
rappresentazioni delle sensazioni e di molteplici parate che
sono in grado di spiegare molto bene come attraverso il
movimento finalizzato si venga a costruire quella piccola parte
dello spazio che definiamo peripersonale. Poincar va oltre
affermando che, poich tali atti coinvolgono le parti pi
elementari del sistema nervoso, essi non sarebbero una
conquista dell'individuo bens della specie, tanto vero che ne
riscontriamo traccia anche nel neonato. Secondo questo
ragionamento tali conquiste devono essere state le prime in
ordine temporale perch in loro assenza la difesa dell'organismo
sarebbe

stata

impossibile.

Se

iscriviamo

nel

quadro

dell'evoluzione la dicotomia vicino-lontano e la connessione tra


le possibilit motorie delle varie parti del corpo con le modalit
di codificazione delle relazioni spaziali, lo spazio non viene pi
rappresentato per s bens la sua costruzione dipende
dall'attivit dei circuiti neurali la cui funzione primaria quella
di organizzare l'insieme dei movimenti, sia pure con effettori
diversi (braccio, bocca, occhi, naso, eccetera) i quali consentono
di agire sull'ambiente circostante localizzandone possibili
opportunit e/o minacce. (Rizzolatti, Sinigaglia 2006: 68, 69).
Oggi sappiamo dall'ecografia che il feto nell'utero materno
presenta una ricca attivit motoria finalizzata, questo nelle
diverse et gestazionali. Il feto in grado di modulare ed
adattare specifici schemi motori ed in grado di coordinarsi per
produrre azioni finalizzate, il che significa che non si tratta di
movimenti casuali bens di movimenti organizzati verso un fine.
Ad esempio, i primi movimenti compaiono attorno alla settimaottava settimana e coinvolgono il capo, il tronco e le estremit.

28

L'attivit motoria si intensifica tra la quattordicesima e la


diciannovesima settimana per diminuire progressivamente fino
al termine della gravidanza. Da un punto di vista qualitativo i
movimenti pi eterogenei si sono rivelati quelli della mano che
si allontana dal corpo. Nella ventiduesima settimana compare un
controllo pi preciso sulla traiettoria e sulla velocit di
esecuzione dei movimenti: quando la mano viene portata verso
la bocca l'atto pi veloce, quando invece viene portata verso
gli occhi (organo pi delicato), la velocit diminuisce. Questi
dati mostrano come dalla ventiduesima settimana compaia un
profilo motorio che ha le caratteristiche dell'intenzionalit,
ovverosia si riscontrata la presenza di una fase di accelerazione
e una fase di decelerazione che necessitano una pianificazione
differente in base al punto nello spazio da raggiungere. Questo
potrebbe indicare la presenza nel feto di mappe somatosensoriali
cerebrali in grado di garantire un certo grado di consapevolezza
del proprio corpo. Si tratta di dati straordinari se si pensa che
dopo la nascita il bambino non riesce a mettersi in bocca
volontariamente il pollice fino ai quattro-cinque mesi e che non
riesce ad indicare le parti del proprio corpo in maniera
consapevole prima dei diciotto-ventiquattro mesi. Il bambino
dunque ancora prima di nascere dispone di una rappresentazione
motoria dello spazio. Scrivono Rizzolatti e Sinigaglia:
Tutto ci non fa che confermare l'interdipendenza della
costituzione degli oggetti e dello spazio che traspare dal
comune rimando all'orizzonte primario dell'azione, e in virt
della quale l'impossibilit di raggiungere gli uni va di pari passo
con quella di mappare le varie regioni dell'altro. E, ancora una
volta, appaiono chiari i limiti di qualsiasi interpretazione
rigidamente dicotomica del funzionamento del nostro cervello

29

[] basati sulla contrapposizione tra una via del cosa e una via
del dove, oppure tra una via del cosa e una via del come. Dalla
categorizzazione degli oggetti alla rappresentazione dello
spazio, il sistema motorio, e in particolare le aree corticali
localizzate nella cosiddetta via dorsale-ventrale, rivelano una
ricchezza di funzioni che trascendono il semplice controllo dei
movimenti e che risultano connesse alle diverse dinamiche
dell'azione quelle dinamiche che, come avremo presto modo
di vedere, non coinvolgono soltanto il nostro corpo e gli oggetti
che gli stanno intorno, bens anche il corpo degli altri.
(Rizzolatti, Sinigaglia 2006: 77)

E' stata

documentata

Neuroimaging

la

tramite

presenza

tecnologie
di

di Functional

ricchissime

architetture

neurologiche e semantiche: la scansione di qualsiasi cervello


nell'atto di svolgere un compito qualsiasi mostra segni di attivit
distribuita ovunque e questo anche durante il sonno profondo.
Damasio sostiene che:
L'intera costruzione della conoscenza, dalle forme semplici a
quelle complesse, dalla conoscenza non verbale per immagini a
quella letteraria verbale, dipende dalla capacit di creare mappe
di ci che accade nel corso del tempo dentro il nostro
organismo, intorno al nostro organismo, al nostro organismo e
con il nostro organismo una cosa dopo l'altra, che causa
un'altra cosa ancora, all'infinito. (Damasio 2003: 229)

Dai primi studi con analisi elettroencefaliche e stimolazioni


esterne la tecnologia medica ha sviluppato tecniche di indagine
sempre pi sofisticate ed attendibili. Tra queste occorre ricordare
la magnetoencefalografia (MEG) che permette di analizzare
l'attivit elettrica del cervello attraverso la registrazione dei
30

campi magnetici da essa generati ma con la stimolazione


magnetica transcranica (TMS) che si ottenuta la prova pi
convincente che il sistema motorio dell'uomo possieda propriet
specchio. (Rizzolatti, Sinigaglia 2006: 114) Tali tecniche si
definiscono di Brain Imaging e sono principalmente costituite
dalla tomografia a emissione di positroni (Positron Emission
Tomography) e dalla risonanza magnetica funzionale per
immagini (Functional Magnetic Resonance Imaging) le quali
permettono di visualizzare in tre dimensioni la variazione di
flusso sanguigno determinate nelle nelle varie regioni del
cervello dalla esecuzione o dall'osservazione di specifici atti
motori e di misurarne cos il grado o meno di attivazione:
La registrazione dei MEP [potenziali motori nei muscoli
controlaterali] nei muscoli della mano di soggetti normali che
stavano osservando lo sperimentatore compiere i movimenti
tipici dell'afferrare ha evidenziato come l'attivazione della
corteccia motoria riproduca fedelmente il decorso temporale dei
vari movimenti osservati e ci sembra suggerire che i neuroni
specchio dell'uomo siano in grado di codificare tanto lo scopo
dell'atto motorio, quanto gli aspetti temporali dei singoli
movimenti che lo compongono. (Rizzolatti, Sinigaglia 2006:
115)

Accertato dunque che i neuroni specchio esistono, cerchiamo


di comprendere il loro ruolo. Sappiamo oggi che nell'uomo
questo sistema pi sviluppato rispetto alle scimmie e che essi
possiedono propriet non riscontrabili in queste. Quello che da
ora in poi chiameremo il sistema dei neuroni specchio
nell'uomo:

31

Codifica atti motori transitivi e intransitivi; in grado di


selezionare sia il tipo d'atto sia la sequenza dei movimenti che
lo compongono; infine, non necessita di un'effettiva interazione
con

gli

oggetti,

attivandosi

anche

quando

l'azione

semplicemente mimata. (Rizzolatti, Sinigaglia 2006: 121)

Il loro ruolo primario sarebbe quindi quello legato alla


comprensione del significato delle azioni altrui:
La vista di atti compiuti da altri determina nell'osservatore un
immediato

coinvolgimento

delle

aree

motorie

deputate

all'organizzazione e all'esecuzione di quegli atti. [] Tale


coinvolgimento consente di decifrare il significato degli eventi
motori osservati, ossia di comprenderli in termini di azioni
dove tale comprensione appare priva di alcuna mediazione
riflessiva,

concettuale

e/o

linguistica,

essendo

basata

unicamente su quel vocabolario d'atti e su quella conoscenza


motoria dai quali dipende la nostra stessa capacit di agire.
(Rizzolatti, Sinigaglia 2006: 121, 122)

Le nuove frontiere della ricerca scientifica sommariamente


esposte circa la complessit dell'esperienza vivente confermano
in un certo senso l'importanza delle critiche strausiane al
comportamentismo e anche a quella particolare forma mentis
della neurofisiologia sua coeva che presupponeva la congettura
che il mondo fenomenico non sia altro che un'ombra
epifenomenica dell'evento cerebrale attuale. (Straus 1964:
185)10 E' importante mettere in luce come gi Straus rilevi
l'importanza degli eventi ambientali emergenti nello studio sulla
percezione. Non solo il mondo fenomenico esiste, sebbene esso
sia un dato meramente soggettivo per l'osservatore, ma esso
10The assumption that the phenomenal world is nothing but an
epiphenomenal shadow of the actual cerebral happening.

32

che resta ci che viene originariamente dato, donato. La


problematica centrale di Vom Sinne der Sinne infatti il tentare
di svincolare la psicologia dal mito di un soggetto che sia
concepito in termini di extra-mondaneit:
Nella misura, in effetti, in cui si crede di poter trattare il
soggetto come il punto di incontro di sensazioni puntuali
distribuite in uno spazio-tempo calcato sul modello newtoniano,
si adotta fatalmente il mito del soggetto extra-mondano: non
pu avvenire se non da un punto di vista archimedico, e cio
totalmente distaccato dall'inserimento del soggetto nel mondo,
che l'osservatore possa garantirsi un oggetto osservato sul quale
possa praticare in completa neutralit le proprie osservazioni
oggettive. (Thins 1992: 12) 11

E' precisamente per questo motivo che risalta l'importanza delle


nuove tecnologie di Brain Imaging, le quali hanno permesso gli
studi sul sistema dei neuroni specchio e dunque sul cervello
inteso come come mediatore, rendendo possibile affermare
qualcosa circa le funzioni del cervello estendendo la sua
attenzione [dell'osservatore] molto al di l dei limiti del cervello
e dei suoi meccanismi. (Straus 1964: 186)12

11Dans la mesure, en effet, ou l'on croit pouvoir traiter le sujet comme le lieu
de sensations ponctuelles distribues dans un espace-temps calqu sur le
modle newtonien, on s'expose fatalement adopter le mythe du sujet extramondain: ce ne peut tre que d'un point de vue archimdique, totalement
dgag de l'insertion du sujet dans le monde, que l'observateur peut se
garantir un observ sur lequel il peut pratiquer en toute neutralit ses
observations objectives.
12In order to state anything about the functions of the brain, he had to take
into consideration the events in the environment of the brain, he had to extend
his attention far beyond the boundaries of the brain and its mechanisms.

33

1. DAL COGITO ERGO SUM AL COPIO ERGO SUM


1.3. Il rapporto tra il sentire (Empfinden) e il conoscere
(Erkennen) nell'iletica strausiana
Considerare il cervello come mediatore non tra fisico e
psichico pone all'attenzione ulteriori questioni. Analizzare il
mito della soggettivit di derivazione cartesiana al di l
dell'organo

chiamato

cervello,

pone

immediatamente

all'attenzione il fatto che per garantire uno studio oggettivo del


nesso tra la mente e il corpo bisognerebbe essere in grado di
immaginare l'esperienza vissuta di ogni nostra cellula. La
fenomenologia strausiana stata definita iletica (Maldiney
1973) in virt di questo tentativo di apertura della trascendenza
tramite una via altra da quella dell'analisi intenzionale
husserliana. Gli studi di Rizzolatti e Sinigaglia hanno fornito una
mappa, anche se parziale di ci che accade nel cervello da un

34

punto di vista neurobiologico. I due ricercatori hanno posto


un'elevata attenzione nei confronti del problema dell'esperienza
cosciente, dunque di quella parte dell'esperienza che per la
fenomenologia e resta radicalmente diversa da un approccio
fisiologico alla questione complessa dell'esperienza vivente. In
questo senso da sottolineare come questi studi siano stati
possibili dall'applicazione delle nuove tecnologie agli studi sulla
corteccia cerebrale. Il supporto tecnologico tuttavia, non
sufficiente alla comprensione dell'esperienza vivente nella sua
totalit, in quanto le misurazioni matematiche derivano ancora
dai presupposti gnoseologici ancora legati a quella concezione
del soggetto e dell'oggetto che trova nel dualismo cartesiano la
sua massima esposizione. Scrive Straus in critica alla metafisica
e alla fisica cartesiana: La fisica cartesiana pretendeva come
suo fondamento una natura privata non solo di Dio ma anche
dell'uomo (Straus 1964: 190)13. Questo ad un prezzo molto
alto:
L'uomo

l'animale

vennero

separati

da

un

abisso

insormontabile; l'uomo non era pi un cittadino di quel mondo


che si sforzava di comprendere. L'uomo divenne colui che
guarda a questo mondo come dal di fuori, e non pi con occhi
umani. Quella coscienza del s, di un se stessi dentro cui
Cartesio cerca di guardare, l'Io di un essere senza mondo e
senza corpo. L'incisione di Cartesio perci pervade l'esistenza
umana stessa. (Straus 1964: 190) 14
13Cartesian physics demanded as its foundation a nature stripped not only
from God but also of man.
14Man and animal were separated by an unbridgeable abyss; man was no
longer a citizen of that world which he strived to understand. He became one
who looks upon this world as though from without, and no longer with human
eyes. That consciousness of self, one's own within into which Descartes tries
to see, is the I of a worldless, bodyless being. Descartes' incision thus runs
right through human existence itself.

35

Nel saggio sulla postura eretta (Straus 1966), Straus descrive il


particolare cambiamento di linguaggio che il bambino
sperimenta una volta raggiunta la stazione eretta. Se prima di
questa, per parlare di se stesso egli utilizza il nome che gli
stato donato da altri, non appena egli giunga alla sicurezza e alla
peculiare resistenza nei confronti della gravit data dallo stare
sui propri piedi, e appena giunga anche alla conquista
dell'opposizione nei confronti degli altri, inizia ad utilizzare per
descrivere se stesso il pronome Io. (Straus 1966: 114) Inoltre,
nella postura eretta, il contatto immediato con la cosa
perduto. (Straus 1966: 114)15 Ad esempio, l'apprendimento
dello stare a tavola e del portare il cibo alla bocca con il
cucchiaio anzich con le mani, per cui il cibo mantenuto a
distanza dalla bocca nel piatto, non indica una necessit
originaria per l'uomo di distanza tra la bocca e il cibo nel piatto:
cucchiaio e forchetta non creano distanza, (Straus 1966:
145)16 in quanto sempre attraverso le mani che il bambino in
grado di portare il cibo alla bocca:
Gli strumenti possono essere inventati e usati solo dove la
distanza esiste gi. Nei primi mesi di vita, le mani tengono gli
oggetti afferrandoli di riflesso. Fino a che non venga
abbandonato il contatto immediato dell'afferrare non possibile
l'utilizzo di strumenti. Questo processo non il semplice
risultato dello sviluppo motorio. (Straus 1966: 114) 17

15In upright posture, the immediate contact with thing is loosened.


16Spoon and fork do not create distance.
17Tools can only be invented and used where distance already exists. In the
early months of life, hands hold on to things in a grasping reflex. Not until the
immediate contact of grasping is abandoned is the use of tools possible. This
development is not simply the result of motor maturation.

36

Questo brano mostra in pieno il senso della fenomenlogia


strausiana, precisamente nel considerare la distanza che
intercorre tra l'oggetto (in questo caso il cucchiaio e la forchetta)
e il soggetto (il bambino che intenzionalmente porta il cibo alla
bocca) come elemento decisivo sulla questione circa i rapporti
tra sentire (Empfinden) e conoscere (Erkennen). La scienza
rompe s con gli orizzonti dell'esperienza ordinaria, tuttavia lo
scienziato resta pur sempre colui che descrive e osserva un
oggetto,

restando confinato

nel

mondo quotidiano.

La

tecnologia, infatti, espande il potere dell'uomo e la sua abilit di


maneggiare la natura, ma dall'altro lato essa frutto di quella
stessa incisione di cui parla Straus e dunque non fa che creare e
ricreare un'assenza, una mancanza, uno scarto. La tecnologia
pu essere paragonata ad una protesi che rende il corpo
dell'uomo virtualmente pi grande che, per funzionare non ha
bisogno che di se stessa. Per colmare questo scarto, necessario
un supplemento da parte di chi elabora i dati, nei termini di una
maggiore attenzione alla dimensione ecologica, di un umano (e
animale) considerati in quanto non scissi nella loro totalit, sia
essa la totalit del mondo, Welt, sia essa la totalit dell'ambiente,
Umwelt, tramite l'analisi intellettuale bens reintegrati verso
finalit di tipo etico dove si intenda qui per etica l'attenzione
nei confronti del vivente nella costante apertura nei confronti
della sua concreta complessit di contro a qualsiasi modello
comportamentistico, positivistico che si faccia interprete dei dati
in termini intellettualisticamente astratti e teorici. Straus si fa
dunque portavoce di una critica al razionalismo, nell'idea di una
ragione autosufficiente. Il suo tentativo quello non solo di
radicare la dimensione della percezione alla corporeit, di qui gli
studi sulla spazialit al di l di ogni possibile oggettivazione e

37

razionalizzazione di essa, i quali, seppure si estendano verso


considerazioni di carattere estetico, come vedremo in seguito, in
un certo

senso vengono a coincidere

con i risultati

contemporanei della neurobiologia sommariamente esposti, ma


ulteriore: nel termine Empfinden, quindi nella dimensione del
sentire (e non della sensazione come ad esempio intendeva il
concetto Cartesio), egli intende un qualcosa di ancora pi
originario: si tratta di comprendere e reintegrare negli studi della
psichiatria, fenomenologica appunto, quel legame simpatetico
con il mondo che risalta, per contrasto, ad esempio, in quei
soggetti in cui lesioni cerebrali provocano incapacit di
coordinamento dell'aspetto legato alla percezione, al deliberare,
al fare. Porre l'accento sulla corporeit vivente significa risalire
al nesso originario che intercorre tra tempo, spazio e
movimento, in quanto nel nostro sentire non solo abbiamo
esperienza di noi stessi assieme al mondo, ma ci vale anche per
ogni istante, per cui lo spazio non pi uno spazio dato dalla
rappresentazione geometrica degli oggetti nello spazio, ma tale
poich noi con il nostro sentire e muoverci vi siamo immersi, ed
il tempo non pi una successione indistinta di attimi, ore, bens
un tempo innanzitutto vissuto. Straus tiene sempre saldo il nesso
che intercorre tra l'Io e l'Altro, intendendo questa relazione
come la situazione originaria all'interno della quale l'esistenza
prende forma e che vede l'individualit come risultato
dell'incontro con il mondo, mantenendo come essenziale la
distinzione tra corpo (Krper) e corpo animato (Leib):
[] Per E. Straus, il destino di ogni psicologia di riallacciare
assieme la questione dell'unit del sentire ( Empfinden) e del
muoversi (Sich-Bewegen), in quanto modi dell'essere-al-mondo
di un essere vivente (ein beseeltes Wesen, ein erlebendes

38

Wesen, quest'ultima espressione potrebbe tradursi: un essere


vivente che fa esperienza). (Villela-Petit 1992: 53) 18

Lo sviluppo progressivo della postura eretta e l'apprendimento


del camminare cos descritto:
La stazione eretta ha un inizio ritardato nella vita di un
individuo. Il cuore del feto batte nel grembo della madre. Il
respirare incomincia con il primo grido alla nascita. La stazione
eretta si fa attendere. Anche quando le condizioni fisiologiche,
ad esempio la maturazione delle fibre, lo sviluppo dei riflessi
posturali o, in seguito, l'allungamento delle gambe sono
compiuti, il bambino non sar subito padrone della postura
eretta. Deve apprenderla, conquistarla. L'acquisizione passer
attraverso diverse fasi, le quali, sebbene non siano totalmente
separate, sono sufficientemente distinte. Il progresso lento e
richiede un certo numero di anni. Questo sviluppo sar seguito
dall'alzarsi sulle gambe, allo stare in piedi, al camminare.
(Straus 1966: 141)19

Questo brano ben mostra come la critica strausiana alle radici


del positivismo, per cui l'unica conoscenza positiva quella
della scienza, sia non solo importante ma anche precisa e
18[] Pour E. Straus, le sort de toute psychologie est rattacher la
question de l'unit du sentir (Empfinden) et du se mouvoir (Sich-Bewegen),
comme les modes de l'tre-au-monde d'un tre vivant (ein beseeltes
Wesen, ein erlebendes Wesen, cette dernire expression pouvant se
traduire: un tre vivant qui fait exprience).
19Upright posture has a delayed beginning in the life of an individual. The
heart of the unborn beats in the mother's womb. Breathing starts with the first
cry at birth. Upright posture keeps us waiting. Even when the physiological
conditions e.g., the maturation of the fibres, the development of postural
reflexes or, later, the elongation of the legs are fulfilled, the child will not
master upright posture at once. He has to learn it, to conquer it. The
acquisition will pass through several phases, which, although not completely
separate, are sufficiently distinct. Progress is slow, it takes a number of years.
This development will be followed here from getting up, to standing, and,
finally, to walking.

39

puntuale. Si tratta di una rivendicazione dell'esperienza


percettivo-sensoriale e di un esteso studio ai fini della
comprensione della percezione stessa. Straus compie un lavoro
gnoseologico enorme, tentando di tornare al grado zero in cui
l'individuo e il comportamento sociale (prendendo in esame
anche i comportamenti degli animali) sono ancora un'esperienza
indifferenziata e non ancora un'esperienza di divisione, di
scissione:
Cos volano lievi le rondini. Costruiscono il loro nido oggi cos
come fecero ai tempi di Marco Argentario, di Omero e in tutti i
tempi. Si accoppiano e nidificano, covano e addestrano i loro
piccoli, partono e ritornano, oggi come allora. I millenni non
hanno cambiato gli schemi della loro esistenza; ogni
generazione ripete le medesime procedure. Gli animali non
imparano, sebbene il singolo animali lo faccia. Ma quanto
diverso questo apprendimento dal genuino apprendere umano,
sia quello di un individuo o di una generazione. (Straus 1964:
192)20

Straus ritiene che esistano due forme possibili di apprendimento


nell'uomo: un apprendimento espansivo, gnostico e un
apprendimento patico, costrittivo. (Straus 1964: 192)21
L'apprendimento gnosico:
Si basa sul potere che ha la mente di riflettere, di negare
creativamente e dunque di rendere possibile all'uomo il
20Thus fly the swallows still. They build their nest now just as they did in the
times of Marcus Argentarius, Homer, and in all the times. They mate and they
nest, they hatch and train their young, they leave and return, today as then.
Millennia have not changed the pattern of their existence; every generation
repeats the same procedures. Animals do not learn, although the individual
animal does. But how different is this learning from all genuine human
learning, be it that of an individual or generation.
21An expansive, gnostic learning and a constrictive, pathic learning.

40

trascendere i limiti della mera esistenza. Egli in grado di


imparare perch parte del tutto; perch abbracciato dal tutto
pu pensare il suo stesso comprendere. (Straus 1964: 192)22

Radicando dunque la propria filosofia alla biologia, mostrando


che il legame tra le modalit d'essere dell'uomo nel proprio
ambiente dipendente dai tratti costitutivi della sua corporeit,
Straus rigetta l'idea che l'uomo possa esser mosso dalla sola
intelligenza. Infatti, nel caso delle specie animali:
L'apprendimento dell'animale (col quale non si intendono il
maturare progressivo e la manifestazione delle funzioni
individuali quali correre, nuotare, volare eccetera) riguarda
l'acquisizione di abitudini, un processo che corrisponde a quello
dell'invecchiamento. [] Le abitudini fanno s che le reazioni
siano pi precise e rapide. Questo utile in casi normali; cio
nei casi di esatta ripetizione delle circostanze, ed nocivo in
ogni caso inusuale, in cui la monotonia, la scarsit e dunque
l'inadeguatezza della reazione abituale diventa evidente. (Straus
1964: 192, 193)23

Straus sottolinea e indica le basi del processo dell'acquisizione


dell'abitudine sulla costrizione e rileva, per contrasto, che:

22Rests on the power of the mind to reflect, to negate creatively and thus
make it possible for man to transcend the limits of his simple existence. He
can learn because he, as part of the whole, as the encompassed, can think the
encompassing.
23The learning of the animal (by which is not meant the gradual maturation
and manifestation of individual functions such as running, swimming, flying
etc.) concerns the acquiring of habits, a process which corresponds to that of
ageing. [] Habit makes faster and more precise reaction possibile. It is
useful in normal cases; that is, in cases of exact repetition of circumstances,
and harmful in every unusual case, where precisely the monotony,
narrowness, and thus the inadequacy of the accustomed reaction becomes
evident.

41

I segnali non sono segni simbolici per un animale e nemmeno


sono indicazioni di qualcosa che sia presente sotto mano. Essi
sono, durante un particolare lasso di tempo, esperiti con un'
intuizione sensoriale immediata. (Straus 1964: 193)24

In questo egli marca la nostra profonda identit con la biologia e


dunque la costante inclinazione dell'uomo agli automatismi,
tanto pi evidenti in caso di patologia, ad esempio in pazienti nei
quali estese lesioni del lobo frontale portano ad uno stato di
ecoprassi, ovvero di imitazione compulsiva degli atti compiuti
da altri. L'obbligazione sociale e le abitudini sono necessarie alla
vita e non derivano dunque da quei processi di apprendimento di
tipo gnosico, dall'intelligenza intesa per come percezione: quali
ad esempio la conoscenza, l'essere in grado di ricondurre la
molteplicit della cosa sotto il senso della visione, la capacit di
storicizzare, il che cosa, la geografia. L'intelligenza pertanto non
pu essere pura e priva di relazione sia con la natura che con la
complessit vivente. L'uomo ha un corpo e ha dei bisogni, degli
impulsi, delle tendenze, sebbene egli sia diverso da un'ape o da
una formica: l'uomo sente la costrizione delle regole e delle
obbligazioni. Se consideriamo il vecchio assunto so di non
sapere alla luce di quanto abbiamo detto possiamo pensare che
Socrate si fosse posto il problema di come si comportano, ad
esempio, i nostri neuroni specchio quando si imbattono in un
movimento osservato che non rientra immediatamente nel nostro
vocabolario d'atti. Per conoscere abbiamo bisogno di analizzare
ci che vogliamo conoscere: l'analisi infatti la facolt che
seziona e rompe la pi originaria esperienza della nostra unica,
24Signals are not symbolic signs for an animal, nor are they indications of
something present at hand. They are, over a particular strech of time,
experienced in immediate sensory intuition.

42

singolare esperienza vivente. Nel mondo degli insetti, ad


esempio ogni regola necessaria in quanto imposta dalla natura.
Nel mondo umano l'organizzazione qualcosa che pu essere
cambiato in quanto, come osserv gi Bergson, l'unica cosa di
cui si necessita una regola. Merleau-Ponty nei suoi studi sulla
percezione rileva come gran parte dei nostri comportamenti
sociali dipendano dalla capacit di capire quello che gli altri
hanno in mente e di regolarci in maniera appropriata. Il
significato delle azioni e delle intenzioni degli altri:
Non dato ma compreso, cio riafferrato da un atto
dell'osservatore. Tutta la difficolt consiste nel concepire
opportunamente questo atto e nel non confonderlo con
un'operazione conoscitiva. (Rizzolatti, Sinigaglia 2006: 126,
127)

Aggiungono i neurobiologi:
L'atto

dell'osservatore

un

atto

potenziale,

causato

dall'attivazione dei neuroni specchio in grado di codificare


l'informazione sensoriale in termini motori e di rendere cos
possibile quella reciprocit di atti e di intenzioni che alla
base dell'immediato riconoscimento da parte nostra del
significato dei gesti degli altri. La comprensione delle
intenzioni altrui non ha qui nulla di teorico, bens poggia
sull'automatica selezione di quelle strategie d'azione che in base
al nostro patrimonio motorio risultano di volta in volta pi
compatibili con lo scenario osservato. (Rizzolatti, Sinigaglia
2006: 127)

Marjorie Grene in Understanding of Nature, Essays in the


Philosophy of Biology del 1974, dedica un capitolo intitolato
43

The Characters of Living Things II: The Phenomenology of


Erwin Straus (Grene 1974) agli studi di Erwin Straus sulla
postura eretta nell'uomo nel quale sottolinea l'importanza degli
stessi anche per la biologia. La sottile analisi del comportamento
umano, nello specifico il mettere in luce la corrispondenza tra la
corporeit dell'uomo e i tratti di base dell'esperienza e del
comportamento umano, infatti, un esempio brillante di come
Straus sia riuscito ad emergere dalle ombre del dualismo
cartesiano che separa le sensazioni (confinate nel reame dello
psichico) e movimento (confinate nel reame del fisico) per
considerare la natura umana nel suo essere un'unit di mente
incorporata, evitando la riduzione del corpo vivente (Leib) al
corpo quale inteso ad esempio dalle scienze fisiche e naturali
(Krper) e dunque nel concepire l'esperienza non pi come
apprendimento ma come un processo unico, continuo, di
interazione ed integrazione:
L'esperienza

non

pu

pi

essere

interpretata

come

addestramento come un accumulo o integrazione di


sensazioni, percezioni, pensieri, idee e volizioni che accadono
nell'anima, nella mente, nella coscienza o nell'inconscio per
quanto riguarda ci. Nel fare esperienza l'uomo trova se stesso
sempre entro il mondo, diretto verso di esso, agisce e patisce.
(Straus 1966: 164)25

Affermare che la biologia e la fenomenologia convergono nel


loro approccio ai fenomeni viventi tuttavia, non significa
affermare che la fenomenologia sia solamente una particolare
25Experience can no longer be interpreted as a train an accumulation or
integration of sensations, percepts, thoughts, ideas, and volitions occurring in
the soul, the mind, the consciousness, or the unconscious for that matter. In
experiencing man finds himself always within the world, direct toward it,
acting and suffering.

44

forma di filosofia meglio si adatti agli avvenimenti della


biologia. La questione non cercare un'interpretazione filosofica
in quanto tale, ma si tratta di esaminare fino a che punto alcuni
problemi emergenti ed inevitabili che appartengono alla filosofia
della scienza possano essere meglio compresi e dunque risolti
tramite la fenomenologia26. Si tratta di rilevare come la
psicologia sperimentale delle origini abbia collegato le proprie
scoperte sul soggetto alla fisiologia analitica piuttosto che alla
biologia, portando avanti l'idea che il processo mentale possa
essere spiegato in maniera sufficiente tramite il funzionamento
del sistema nervoso centrale considerato, da Cartesio in poi,
come

una

macchina

complessa.

La

spiegazione

dell'organizzazione del comportamento tramite cause funzionali


ha, tuttavia, dei limiti e questo ancora pi chiaro se si
considera il problema dal punto di vista della ricerca in biologia:
risulta assurdo credere che alcune trasformazioni effettuate nei
postulati teoretici possano risolvere le problematiche che si
incontrano su un piano meramente organico. In questo senso la
psicologia oggettivista con il relegare i meccanismi fisiologici al
funzionamento (o al malfunzionamento) del sistema nervoso
centrale mancava di considerare le ricerche effettuate dalla
biologia. Dato che il soggetto della psicologia differisce in
maniera radicale da quello delle altre discipline scientifiche, in
quanto si tratta del soggetto umano quale originariamente
collocato, esso necessita un approccio di tipo differente:
L'analisi causale investiga le condizioni necessarie, ma non
sufficienti, dell'esperienza sensoriale. (Grene 1974: 299)27 Il
26Gi Husserl in Philosophie als strenge Wissenschaft (1911) mise in guarda
i filosofi e gli storici circa le differenze tra la fenomenologia intesa come
scienza rigorosa e le aspirazioni delle varie scuole filosofiche.
27Casual analysis investigates the necessary, but not the sufficient, conditions
of sensory experience.

45

comportamento di questo soggetto non la somma o la


combinazione di uno spazio-tempo che siano determinati da
esperimenti di tipo fisico: il soggetto corporeit vivente in un
mondo che ha rilevanza intenzionale e le recenti scoperte della
neurobiologia mostrano appieno come sia scelta arbitraria
applicare il principio di causalit delle scienze naturali alla
psicologia e come i problemi della distanza e dell'estraneit (in
quanto si considera l'essere che fa esperienza umano e animale)
possano essere meglio affrontati da un punto di vista di
collaborazione tra le varie discipline. Straus ha il merito, a
parere di Grene, di aver portato la ricerca:
Ad una critica e costruttiva riflessione sulla natura e sui
presupposti dell'azione, e in via pi generale, ad una critica di
ci che significa essere, nella percezione e nel movimento, nel
sentire e nell'agire, un essere che fa esperienza. (Grene 1974:
295)28

Grene spiega molto bene il significato che assume il termine


percezione (Empfinden) nelle analisi strausiane:
L'Umfeld strausiano non un artefatto. Esso la natura vivente
in cui ogni animale immerso ed attraverso il contatto con
essa che egli esprime il suo stile di vivente e di essere. Da
questo Allon onnicomprensivo noi, e anche per certi versi altri
animali superiori, abbiamo astratto un mondo percettibile di tipi
di oggetti stabili, manipolabili e (per noi almeno) intellegibili.
Ma il nostro principale sentire patico la sola base su cui la

28[] Straus tries to lead us, not to complacent games of blackgammon, but to
critical and constructive reflection on the nature and presuppositions of action, and,
more generally, of what it means to be, both in perception and motility, in sensing
and performing, an experiencing being.

46

conquista della percezione pu svilupparsi.

(Grene 1974:

300)29

2. VERSO UNA PSICOLOGIA DEL MOVIMENTO


2.1 Fenomenologia pura e fenomenologia applicata
In Phenomenology: Pure and Applied, la prima della serie di
conferenze pubbliche indette da Erwin Straus negli Stati Uniti al
fine di chiarire il significato della Fenomenologia per la scienza
psichiatrica, in un ambito di specialisti e non, egli afferma che:
Fenomenologia Pura vuol dire innanzi tutto la fenomenologia
come fu concepita ed insegnata da Edmund Husserl, e
fenomenologia Applicata denota, nel nostro caso, la sua
applicazione alla psichiatria. (Straus 1964: 3) 30

Nella prima delle conferenze di Lexington, si specifica quale sia


29For sensing is a way of receiving not merely atomic cues from a prompting
environment (Umgebung), but moods, as well as lines, from fellow actors, from the
stage set, from the whole ensemble within which we discover other things and
persons, through cooperation (including rebellion against and revulsion form) with
whom we develop our own roles as actors in the scene. My metaphor limps, for the
Umfeld Straus is speaking is no artifact. It is the living nature in which every animal
is immersed and through contact with which it expresses its style of living and
being. From this encompassing Allon, we, and also to some degree other higher
animals, have abstracted a perceptible world of stable, manipulable, and (for us at
least) intelligible kinds of objects. But our primary, pathic sensing is the ground on
which alone the chiefly gnostic achievements of perception can develop.
30Pure Phenomenology means first of all the phenomenology as it was
conceived and taught by Edmund Husserl, and Applied phenomenology
denotes, in our case, its application to psychiatry.

47

lo statuto della psichiatria fenomenologica:


La psichiatria ha a che fare con l'uomo, non in quanto creatura
vivente in relazione al suo ambiente fisico; essa ha a che fare
con l'uomo in quanto cittadino del mondo umano. Il
fondamento della psichiatria perci deve essere trovato in
un'antropologia filosofica. (Wild 1964: 7)31

Con queste parole si sottolinea la differenza fondamentale tra il


considerare l'umano tramite un approccio di tipo naturalistico ed
il farlo tramite un approccio, invece, fenomenologico, che, in
virt

del

gesto

di

sospensione

critica

(la

riduzione

fenomenologica nelle sue dimensioni psicologica, eidetica e


trascendentale), rilevi tutto ci che si offre in qualunque modo si
offra ed dunque in grado di cercare l'eidos di ogni fenomeno,
per cui:
Diventer anche evidente che l'attitudine fenomenologica
completa

la

corrispondente

epoch

soprattutto

sostanzialmente richiesta al fine di causare una trasformazione


personale totale, la quale potrebbe essere paragonata ad una
conversione religiosa, ma che oltre ci essa contiene il valore
della pi grande trasformazione esistenziale stabilita come
compito all'umanit in quanto umanit. Questo orizzonte
mondano di lunga portata non un mero modello, o una
costruzione ideale che non possa essere percepita. E' il mondo
in cui siamo nati, in cui impariamo la nostra lingua madre e le
modalit della nostra cultura, in cui abbiamo la possibilit di
diventare responsabili per i progetti che scegliamo e in cui
31Psychiatry deals with man, not as a living creature in relation to its
physical environment; it deals with man as a citizen of the human world. The
foundation of psychiatry therefore must be found in a philosophical
anthropology.

48

fronteggiamo la morte. (Wild 1964: 12) 32

E' evidentemente lo strumento fenomenologico husserliano a


permettere un approccio differente da quello naturalistico alla
questione umana ed importante sottolineare come i primi
effetti pratici della fenomenologia siano in realt sorti nella
psicopatologia

nella

psicologia

clinica.

L'innovazione

metodologica husserliana dunque, oltre che offrire un quadro


teoretico finalizzato ad una conoscenza apodittica giustificata a
priori, ha implicazioni pratiche di tipo operativo. Natalie
Depraz, nel saggio Mettere al lavoro il metodo fenomenologico
nei protocolli sperimentali: Passaggi generativi tra l'empirico
e il trascendentale, (Depraz 2006) chiarisce la distinzione tra
conversione riflessiva ed epoch trascendentale nell'esempio
particolare di un'esperienza di rivalit binoculare:
La riduzione psicologica intesa come conversione riflessiva
consiste nel discriminare tra ci che dipende, in questa
percezione visiva, dall'esperienza dell'oggetto ovvero i suoi
tratti, le sue propriet, le sue componenti proprie (l'alternanza
delle due immagini, la loro disimmetria, la velocit di questa
alternanza) e ci che risulta dal modo in cui io osservo il
fenomeno di questa rivalit, ovvero il mio vissuto immanente
dell'oggetto, o ancora, in altri termini, le qualit soggettive
dell'atto del prender di mira (il mio atto di percezione visiva
focalizzato, teso, o piuttosto disteso e panoramico? E' neutro
32It will even become evident that the total phenomenological attitude and
the corresponding epoch is above all essentially called to bring about a
complete personal transformation, which might be compared with a religious
conversion, but which over and beyond that contains the significance of the
greatest existential transformation set as a task to mankind as mankind. This
far-ranging world horizon is not a mere model, or ideal construction, that is
not perceived. It is the world into which we are born, in which we learn our
mother-tongue and the ways of our culture, in which we may become
responsible for our chosen projects, and in which we face death.

49

oppure caricato affettivamente dal contenuto delle immagini? E'


centrato su ogni occorrenza, oppure in attesa di una
ricorsivit?). L'attenzione per questa distinzione e divisione in
atto tra l'oggetto e il vissuto consente di discernere due piani
dell'esperienza del soggetto, i quali sono certamente legati, ma
coinvolge, nell'attitudine riduttiva (cio centrata sul vissuto) un
piano di descrizione dipendente dalla disposizione del soggetto
nel suo prender di mira l'oggetto. Ora, questa disposizione
sovente lasciata in ombra, una componente essenziale
dell'esperienza, che orienta e determina la descrizione
dell'oggetto. (Depraz 2006: 252)

La neutralizzazione di ogni validit che il soggetto conferisce al


mondo, fornisce una prima forma di persistenza temporale alla
struttura precaria della conversione riflessiva, per cui al soggetto
preso in esame nello specifico viene chiesto di mantenere una
disposizione di neutralit nei confronti dell'oggetto mostrato
dallo sperimentatore: bisogna guardare l'oggetto cercando di non
definire ci che esso . E' solo con la riduzione eidetica per che
acquista spessore ed importanza anche nella psicopatologia il
metodo fenomenologico, come ad esempio in quella particolare
proposta di cura nota con il nome di Logoterapia proposta da
Viktor E. Frankl. Frankl infatti definisce la realt come Il
mondo degli esseri e dei significati (Frankl 1964: 49)33
sottolineando quanto sia importante evitare di ridurre la tensione
dei significati che gli esseri umani donano agli orizzonti
mondani, mantenendo invece sempre l'attenzione disposta su
questo legame. La Logoterapia non scinde l'essere umano dal
significato specifico che egli deve portar fuori e che noi

33The world of beings and meanings.

50

dobbiamo aiutare a scoprire. (Frankl 1964: 50)34 Questo pu


avvenire proprio perch il significato, il senso che un essere
umano deve compiere qualcosa che va oltre egli stesso e che
non si riduce mai solamente a esso stesso: Il significato non
deve coincidere con l'essere; il significato deve restare davanti
all'essere; il significato scandisce il ritmo dell'essere. (Franlk
1964: 51)35 La riduzione eidetica proprio quel processo per
cui il soggetto pu rimettere in questione l'attaccamento ai dati
sensibili particolari e dunque rende possibile liberare in noi lo
spazio interiore del puramente possibile. (Depraz 2006: 254)
Natalie Depraz aggiunge, non mancando di sottolineare come
l'eclissi dell'empiria derivi dall'attaccamento alla semplice
effettivit del fatto, che:
Prendere in conto le variazioni infinite del reale, le sue possibili
differenziazioni

interne,

suppone

una

capacit

di

immaginazione la cui forza prima consiste in ogni modo


nell'eccedere la realt effettiva per consentirci di far fronte alla
pluralit infinita dei possibili. L'essenza conquista dunque la
sua concretezza a partire dalla variazione dei fatti da cui essa
stessa proviene: essa deriva la sua universalit dal suo scaturire
dall'arbitrariet del contingente. Il gesto pratico che presiede
cos a ogni riduzione eidetica un gesto mentale che trova un
appiglio in ogni dato sensibile (Empfindungsdatum). Un gesto
mentale d'identificazione che risulta dalla ricchezza del dato,
essendosi

offerto

lui

stesso

in

quanto

eccedenza

dell'immaginario, e che assicura la sua universalit tirandosene


fuori, ossia finendo per esservi indifferente. (Depraz 2006: 254,
255)
34Logotherapy does not spare man's being confronted with the specific
meaning he has to carry out and which we have to help him find.
35Meaning must not coincide with being; meaning must be ahead of being;
meaning sets the pace of being.

51

Sono considerazioni molto importanti che risaltano ancor di pi


in un contesto psicopatologico. Esse risaltano se si tiene conto
ad esempio di quei soggetti che non sono pi in grado di
compiere questa sorta di conversione da soli. In quei soggetti,
infatti, in cui la doppia sorgente percettiva e immaginativa viene
a crollare con conseguente difficolt della rappresentazione, per
cui il vissuto categoriale risulta di tipo allucinatorio, come ad
esempio per gli uditori di voci, risalta l'importanza del
donare un supporto immaginativo ulteriore che svincoli il reale
dalla sua effettivit empiristica tramite il possibile accesso alla
dimensione estetica. In un centro diurno per la cura di persone
affette da patologie psichiatriche ho visto ad esempio, una
finestra disegnata su un muro interno dell'edificio dove stava
anche scritto finestra. E' evidente che in quel punto preciso
non verr mai costruita una finestra, ma questo gesto di cura
mostra probabilmente come il fare finta che in quel punto ci sia
una

finestra

possa

dischiudere,

chiudere

possibilit

immaginative e narrative altrimenti inaccessibili a quelle


persone la cui sorgente del sentire patico risulta compromessa e
il cui percepire dunque non ha pi un mezzo generale di
riferimento, ma si confonde con il sentire: Il mondo della
percezione un mondo di oggetti che hanno propriet
inalterabili e determinate in uno spazio universale oggettivo ed
in tempo universale oggettivo. (Straus 1964: 317)36 Straus
chiarisce questa differenza per mezzo dell'esempio della
caricatura: il ritrattista, che ha conoscenze di tipo tecnico del
disegno, in grado di trasfigurare un oggetto percepito, ad
esempio le linee che compongono un volto e di cambiarne
36The world of perception is a world of things with fixed and inalterable
properties in universal objective space and universal objective time.

52

l'espressione. Straus spiega che:


Non soltanto nella rappresentazione artistica che abbiamo a
disposizione i mezzi per rappresentare l'espressione, ma li
abbiamo anche per quanto riguarda noi stessi, e ci nel fatto che
possiamo simulare la nostra stessa espressione. Se facciamo
ci, viviamo nella ripetizione. L'inautentico appartiene alla
sfera intellettuale ed legato alla possibilit di oggettivazione,
del generale, ci che pu essere ripetuto. Questo il motivo per
cui l'inautentico raggiunto attraverso lo specchio e l'eco, lo
spettatore e l'ascoltatore. Gli animali non possono mentire, non
possono essere inautentici. Ma non possono nemmeno essere
sinceri nel senso di un uomo che torna a se stesso dalla
ripetizione e da ci che generale. (Straus 1964: 318) 37

Date queste premesse, pi facile comprendere come le


allucinazioni, ad esempio, siano da ricondurre alla realt
soggettiva dell'incontro simpatetico e non alla realt oggettiva
della percezione. L'allucinazione non un disturbo della
percezione ma una variazione primaria del sentire patico, che
abbiamo visto essere l'unica base su cui la percezione possa
svilupparsi. Persino [] L'espressione linguistica si rivela
inadeguata al contenuto dell'esperienza psicotica. (Straus 1964:
538)38 Straus spiega ulteriormente quale sia la distanza tra il
percepire ed il sentire:
37 It is not only in artistic representation that we have at our disposal the
means to represent expression, we have it also with respect to ourselves, in
that we can affect our own expression. If we do this, we live in repetition.
Everything inauthentic belongs to the intellectual sphere and is linked to the
possibility of objectification, the general, that which can be repeated. That
why the inauthentic is joined by the mirror and the echo, the spectator and
the listener. Animals cannot lie, cannot be inauthentic. But neither can they
be truthful in the sense of a man who returns to himself from out of repetition
and the general.
38linguistic expression is not geared to the contents of psychotic experiences.

53

[] Una volta svanita l'allucinazione, il paziente non in


grado di descrivere ci che ha vissuto. Il divario troppo
profondo, il cambiamento talmente radicale che non esistono
mezzi linguistici in grado di tradurli. Proprio come la persona
in salute vive costantemente facendo capolino sull'orizzonte,
mettendo in relazione ed ordinando le proprie impressioni
paesaggistiche allo spazio geografico, allo stesso modo la
persona la cui razionalit collassa, tenta di interpretare le
proprie esperienze in quanto eventi all'interno dello spazio
geografico. E' dall'incoerenza e dal fallimento di tali tentativi
che possiamo dedurre il cambiamento della comunicazione che
si manifesta come modificazione delle forme della spazialit.
(Straus 1964: 358-359) 39

Sul piano metodologico,

l'osservazione

strausiana

degli

avvenimenti psicotici parte dall'analisi di quella che la


modalit normale dell'esperienza vivente, per giungere ad una
definizione delle modalit generali dell'essere al mondo ed
infine, arrivare ad una possibile comprensione della patologia
che non sia mai disgiunta per dalla relazione che intercorre tra
Io e l'Altro. In questo senso l'enorme lavoro strausiano
rilevante anche da un punto di vista filosofico: se l'attivit della
psichiatria in ogni caso un'azione di normalizzazione, non
bisogna mai perdere di vista quale sia il senso di questa
39[] After the hallucination fades, the patient is unable to give an account
of what he has experienced. The gulf is too deep, the change so radical that
there are no linguistic means to handle them. Just as the healthy person lives
by constantly breaking through the horizon, relating and ordering his
impressions of landscape- space with geographical space, so, too, does the
rational sick person seek to interpret his experiences as events in the
geographical space. From the inconsistency and failure of such attempts, the
change in communication which manifests itself as a modification of spatial
forms can be inferred.

54

norma. La schizofrenia non considerata, ad esempio, una


variazione dalla norma da curare, ma un orizzonte del
possibile da comprendere, pertanto occorre che la psichiatria
rifletta su ci che viene ritenuto normale non solo dal paziente,
ma pure dal medico e dalla cultura di riferimento tutta. Non
solo, persino gli studi delle neuroscienze sulle disfunzioni
chimiche ed elettriche in quelle persone che hanno subito, per
diverse ragioni, lesioni cerebrali, non sono sufficienti a spiegare
la complessit dell'esperienza vivente e dell'esperienza vissuta
in prima persona. Le neuroscienze operano infatti in terza
persona

sull'oggetto

cervello,

nei

termini

di

farmaci

somministrati ad un paziente, di esperimenti condotti su cavie di


laboratorio (le quali, naturalmente, se interrogate dallo
sperimentatore, non risponderanno), o simulazioni al computer.
L'idea stessa di lesione cerebrale non in grado di fornire una
spiegazione di quei fenomeni quali l'udire voci o vedere cose
che nella realt fattuale non esistono, e non certo sufficiente
alla comprensione degli orizzonti di senso di quelle persone che
ne sono affette. L'incoerenza del pensiero, la perdita dello spazio
geografico, lo sfumare della vita affettiva, l'irrigidimento della
malattia non possono essere spiegati, n contenuti ad esempio
da farmaci neurolettici entrati nella comune pratica psichiatrica
nel 1953, i quali non fanno che gettare ancor pi al fondo
quell'osservatore dimenticato di cui si tenta di prendersi cura.
Nel saggio Phenomenology of Hallucinations (Straus 1962)
Straus spiega la metodologia adottata per comprendere il
fenomeno allucinatorio:
[] Le allucinazioni non sono solo una dipendenza, una sorta
di corpo estraneo che si inserisca in una modalit normale. Esse

55

hanno origine in modalit distorte. Come caricature delle


strutture

normali,

le

distorsioni

sono

modi

patologici

dell'essere-nel-mondo. Qui la fenomenologia il metodo che


scegliamo. Invece di spiegare il comportamento per mezzo di
ipotesi sulla fisiologia, riducendo la relazione Io-mondo ad
eventi all'interno di un organismo isolato, la fenomenologia
cerca di capire il malato mentale cercando di comprendere
innanzitutto qual la normalit per l'uomo in quanto essere che
fa esperienza. (Straus 1966: 288) 40

L'accento posto di seguito sull'esperienza percettivo-sensoriale


dell'uomo in quanto essere che fa esperienza:
Agli esseri che fanno esperienza uomini e animali il mondo
aperto; lo spazio adiacente trasformato ed ampliato in un
ambiente. Nella loro esistenza fisica, gli esseri che fanno
esperienza sono in relazione all'Altro in quanto Altro una
relazione ignota ed inesplicabile all'interno del rigido ordine
fisico degli eventi spazio-temporali. Nell'esperienza sensoriale
andiamo oltre i limiti della nostra esistenza fisica. Il qui e l'ora
sono collegati alle cose che vediamo laggi come i nostri scopi
potenziali. L'esperienza sensoriale relativa ad un essere in

40[] Hallucinations are not a mere addition, a kind of foreign body in a


normal modality. They originate in distorted modalities. As caricatures of
normal structures, the distortions signify pathological modes of being-in-theworld. Here, phenomenology is the method of choice. Instead of explaining
behavior by means of physiological hypotheses, reducing the I-world
relation to events within an isolated organism, phenomenology tries to
understand the mentally sick by understanding first the norm of man as an
experiencing being.

56

movimento. (Straus 1966: 278) 41

Nell'esperienza sensoriale, il mondo ci aperto e, siccome


siamo esseri che esperiscono, siamo continuamente in relazione
con l'Altro in quanto Altro. Spiega Straus che:
Il termine l'Altro in senso generale sta ad indicare la terra e il
cielo, le cose inanimate e le cose viventi, l'uomo e l'animale; per
evitare ambiguit, rimpiazzer il termine l'Altro con il
termine greco allon. (Straus 1966: 279)42

Questo Allon in parte si rivela e in parte si nasconde, il familiare


e ci che estraneo si compenetrano sempre, e questo accade
anche nelle persone senza problemi mentali, ad esempio quando
si ammalati per cui la malattia ci estranea dal nostro corpo, del
quale non possiamo pi fidarci. O ancora, spiega Straus,
possiamo avere la sensazione di avere un jamais vu quando
all'improvviso le cose che per anni ci sono state familiari ci
appaiono estranee:
Prendendo in prestito il termine da Husserl, chiamo la relazione
41To experiencing beings men and animal the world is opened; adjacent
space is transformed and widened into an environment. In their corporal
existence, experiencing beings are in relation to the Other as the Other a
relation unknown to and inexplicable within the strict side-by-side physical
order of spatiotemporal events. In sensory experience, we reach beyond the
boundaries of our physical existence. Here and now are an environment to
an experiencing being, differs from causality, connecting stimulus and
nervous system. Sensory experience, while resting on a causal relation,
trascends it. How the two can be reconciled remains a problem of first rank.
It will never be solved if intentionality basic to all experience is not
acknowledged and respected in its own right. related to visible things over
there as to our potential goals. Sensory experience is relative to a motile
being.
42The term the Other is used in the broadest sense signifying earth and
sky, inanimate and living things, man and animal; to avoid ambiguity, I will
replace the term the Other with the Greek word allon.

57

dell'Allon una relazione di intenzionalit. E' chiaro che


l'intenzionalit, aprendo un ambiente ad un essere che fa
esperienza, diversa dalla causalit che connette uno stimolo e
il sistema nervoso. L'esperienza sensoriale sebbene si appoggi
alla relazione causale, la trascende. Come le due cose possano
essere riavvicinate resta un problema di prim'ordine. Il
problema non verr mai risolto se l'intenzionalit alla base di
ogni esperienza non verr riconosciuta e rispettata nei suoi
pieni diritti. (Straus 1966: 281) 43

Straus radica dunque innanzitutto la teoria delle allucinazioni su


base estetica, nel senso originario di aisthesis, sensazione, nel
duplice senso di conoscenza sensoriale di una qualit e di
conoscenza sensoriale di un oggetto.
Nell'esperienza ordinaria la relazione di intenzionalit, chiamata
da Straus La relazione Io-mondo risulta caratterizzata dalla
coesistenza e dalla mutualit, nel senso che ci che noi
esperiamo come essere laggi (Allon) ci verso cui possiamo
muoverci ed al contempo anche ci che incontriamo, sul
medesimo terreno. Si tratta di una teoria che rigetta il dualismo
cartesiano che invece ha scisso questo Allon in due realt
separate. Il dualismo cartesiano influenza la scienza dell'epoca
in cui Straus scrive anche per quanto riguarda le teorie che
interpretano le allucinazioni come Percezioni senza un
oggetto44 (Lhermitte 1951). Tali teorie hanno dei limiti
importanti, in quanto:
43Borrowing from Husserl, I call the relation of the Allon a relation of
intentionality. It is clear that intentionality, opening an environment to an
experiencing being, differs from causality, connecting stimulus and nervous
system. Sensory experience, while resting on a causal relation, transcends it.
How the two can be reconciled remains a problem of first rank. It will never
be solved if intentionality basic to all experience is not acknowledged
and respected in its own right.
44Perceptions without an object.

58

La percezione non compresa in quanto relazione tra una


creatura che percepisce e l'oggetto percepito. L'esperienza del
percepire ridotta nella sua interezza ad una percezione che
avviene nella coscienza, una sorta di quadro mentale a colori.
(Straus 1966: 282)45

Spiega Straus che un'allucinazione qua percezione, non sembra


differire da una percezione normale. Si tratta di una definizione
in termini negativi del processo allucinatorio, nel senso che
definire l'allucinazione come una percezione senza per un
oggetto mette in luce una deficienza che peraltro non viene
notata dal paziente, che resta come assente dal quadro teorico
della spiegazione. Invece continua Straus: Per comprendere le
allucinazioni nel loro proprio contesto, dobbiamo escludere la
dicotomia proposta da Cartesio. (Straus 1966: 282)46 E'
pertanto necessario sacrificare la teoria al fenomeno osservabile,
e non viceversa:
Nella vita di tutti i giorni, contrariamente al dogma di un
mondo esterno che viene raggiunto tramite deduzione,
troviamo noi stessi all'interno del mondo. Noi non indaghiamo
come se fossimo seduti in una tribuna mentre degli oggetti in
sfilata ci passano accanto; noi siamo all'interno del gioco, faccia
a faccia con le altre cose, assieme all'Allon ed in relazione ad
esso. Chi guida una macchina non guarda da Erewhon verso la
strada e verso le altre macchine; il suo corpo non diretto dalla
sua mente come se fosse un conducente extra-mondano posto
45Perception is not understood as the relation of a perceiving creature to an
object perceived. The experience of perceiving is reduced in its totality to a
perception occurring in consciousness, a kind of picture made from mental
colors.
46In order to understand hallucinations in their proper context, we have to
discard Descartes' dichotomy.

59

sul sedile posteriore. Chi guida si trova immerso nel bel mezzo
del traffico, completamente preso. Quando tocco qualcosa, mi
sento al contempo toccato; quando guardo qualcosa, sperimento
la mia stessa relazione alle cose visibili. La luce illumina
l'ambiente circostante, ma essa pu anche colpire i miei occhi e
accecarmi. L'esperienza sensoriale l'esperienza di una
relazione Io-mondo. La consapevolezza di s non precede
l'apprensione del mondo: l'una non viene prima dell'altra; non
esiste l'una senza l'altra. Il mondo l'equivalente delle mie
attivit, ed io sono influenzato dalla sua potenza. (Straus 1966:
282, 283)47

E' per questa relazione patica originaria che abbiamo con l'Allon
che l'esperienza sensibile ha in s una componente emozionale.
L' Allon, il nostro sentire patico, pu essere confortante oppure
minaccioso, proprio perch l'esperienza sensoriale egocentrica:
Nel mio fare esperienza non sono intercambiabile, sebbene in
alcune circostanze io, in quanto essere umano, possa riuscire ad
avere l'atteggiamento di un osservatore distaccato che non
concepisca pi gli avvenimenti in relazione a s. (Straus 1966:
283)48
47In everyday life, contrary to the traditional dogma of an outside world
reached by inference, we find ourselves within the world. We do not survey
from a grandstand a parade of objects flying by; we are in the game, face to
face with other things, together with the Allon and related to it. The driver of
a car does not look from Erewhon to the street and other cars; his body is not
directed by his mind as by a kind of extrmundane backseat driver. The driver
finds himself in the midst of traffic, engaged and committed. In touching
something something I feel touched; in seeing, I experience my own relation
to visible things. Light illuminates the environment, but it may also strike my
eyes and blind me. Sensory experience is the experience of an I-world
relation. Self-awareness does not precede apprehension of the world: one is
not before the other; one is not without the other. The world is the counterpart
of my activities, and I am affected by his powers.
48In my sensory experience, I am not exchangeable, although under certain
conditions I, as a human being, may succeed in establishing the attitude of a
detached observer who no longer sees things in relation to himself.

60

Nell'esperienza sensibile ci muoviamo in una sfera prelogica in


cui la prima caratteristica che viene ad assumere la realt la
sua attualit: Che noi siamo spazio-temporalmente collocati il
fattore decisivo. Il cosa, se proprio, pu essere scoperto
successivamente. (Straus 1966: 283)49 E' nella sfera prelogica
che avvengono le allucinazioni, infatti esse non si piegano a
nessun tipo di ragionamento. Esse inoltre, spiega Straus, non
sono in antagonismo con il resto delle percezioni del paziente,
che pu percepire, osservare, persino interagire con la realt
circostante e nello stesso istante avere allucinazioni: La realt
delle voci eclissa la realt di tutti gli altri dati ed ostacola gli
effetti di qualsiasi analisi razionale. (Straus 1966: 283)50
Straus fornisce una tavola fenomenologica che compara il colore
e il suono, per tentare di comprendere le differenze cliniche tra
le allucinazioni di tipo visivo (che prevalgono nel delirio
dell'alcolista) e le allucinazioni di tipo auditivo (che prevalgono
nella

schizofrenia).

Concentriamoci

di

seguito

sulla

fenomenologia del suono. Straus parte con la descrizione di cosa


sia un suono sotto condizioni normali: il suono e il corpo che
produce il suono non condividono la medesima localit, il
suono che viene verso di noi e che permea, riempie e rende
omogeneo lo spazio. Quando ascoltiamo una sinfonia siamo
sempre in grado di localizzare l'orchestra che la suona. Questi
limiti topografici, tuttavia, non sono pi validi nell'esperienza
schizofrenica. Innanzitutto lo schizofrenico sente voci, non
persone che parlano. La voce e il chi parla restano disgiunti ed
esse non hanno nemmeno una posizione che possa essere
49That we are seized is the decisive factor. What it was may be found out
later, if at all.
50In fact, the reality of voices eclipses the reality of all other data and thwarts
the effects of any rational analysis of circumstances.

61

determinata: non possibile dire da dove provengano, le voci


sono atmosferiche. (Straus 1966: 287) Esse eludono ogni
limite e confine e circondano, permeano tutto l'essere della
persona che ne afferrata, per cui non esistono pi zone di
influenza o di provenienza, ma nella disgregazione della
struttura che sorregge la persona tutto diviene unico. La
Lebenswelt dell'ammalato, unico punto di incontro e di possibile
comprensione tra chi sano e chi non lo , diviene estranea ad
essa stessa:
Egli paralizzato nell'azione, dato che l'azione umana in
relazione ad uno spazio anisotropico o, per metterla in
termini meno astratti, il movimento volontario limitato ad un
ambiente in cui i beni che servono alla vita sono distribuiti in
maniera ineguale, in cui si alternano zone di pericolo a zone di
sicurezza. Il movimento volontario, prendendo di mira uno
scopo, sempre diretto verso un luogo di preferenza. Ma nel
mondo della schizofrenia, che omogeneo nella sua fisionomia
inusuale, il paziente non ha alcun luogo verso il quale
rivolgersi.

L'assenza

di

movimento,

il mutismo

e le

allucinazioni auditive che si verificano assieme allo stupore


catatonico

sono

tutte

manifestazioni

della

medesima

alterazione: il modo di essere-nel-mondo schizofrenico. (Straus


1966: 287, 288)51

La descrizione fenomenologica del fenomeno allucinatorio


51He is paralyzed in his action, for human action is related to an anisotropic
space or, to put it in less abstract words, voluntary motion is limited to an
environment in which the goods of life are unevenly distributed, in which
zones of danger alternate with zones of safety. Voluntary motion, aiming at
some goal, is always directed toward a place of preference. But, in the
schizophrenic world, homogenous in its physiognomy of the uncanny, the
patient has nowhere to turn. Akinesis, mutism and auditory hallucinations
that occur together in a catatonic stupor are all manifestations of the same
alteration: the schizophrenic mode of being-in-the-world.

62

mostra come tali metamorfosi dell'esistenza non possano essere


spiegate, e nemmeno comprese tramite una spiegazione
meccanicistica o riduzionistica. Un mutamento radicale del
sentire

patico,

infatti,

conduce

necessariamente

ad

un

mutamento della vita ordinaria del paziente, che non riesce pi a


soppesare, a misurare, a razionalizzare il mondo. La descrizione
fenomenologica del fenomeno allucinatorio, inoltre, come
abbiamo pi volte sottolineato, non riduce il soggetto ad essere
un apparato bens considera esso come una creatura che fa
esperienza. E' dunque dogmatica la posizione teorica di chi
considera le sensazioni, le percezioni, i ricordi, i pensieri di una
persona come mere occorrenze di un organismo particolare, sia
esso il cervello, sia essa la mente, sia essa una spiegazione
dell'eccitazione o della depressione del sistema nervoso.
L'esperienza sensoriale non un qualcosa di meramente
soggettivo, l'ammalato psichiatrico non vive in una monade
senza finestre, ma vive immerso nella Lebenswelt come
chiunque altro.

2 VERSO UNA PSICOLOGIA DEL MOVIMENTO


2.2. Le forme della spazialit
Vorremmo di seguito concentrarci sugli studi strausiani del
legame tra musica e danza in Die Formen des Rumlichen
(Straus 1930), la cui traduzione inglese avvenne nel 1966 in The
Forms of Spatiality. Goal-Directed Movement and Presentifying
Movement.
Prima di analizzare il saggio strausiano sulla danza assoluta,
63

necessaria una brevissima integrazione del presente lavoro con


le informazioni di carattere storico e biografico che circolano su
Erwin Straus, le quali non solo lo inseriscono a pieno titolo nella
costellazione della psichiatria fenomenologica e delle scienze
cognitive del Novecento, ma mostrano la sua presenza all'interno
di un'istituzione progressista quale il Black Mountain College,
un'istituzione che aveva come obiettivo centrale l'educazione e
la ricerca nello studio delle arti. Straus nacque a Francoforte nel
1891, si iscrisse alla Scuola di Medicina di Berlino che
frequent dal 1911 al 1914. Nel frattempo segu le lezioni di
Kraepelin all'Universit di Monaco e I seminari con Jung e
Bleuler a Zurigo. Segu le lezioni di Husserl all'Universit di
Gottinga (lezioni che Husserl tenne dal 1901 al 1916). A Berlino
divent docente di Psichiatria. Si trov nella condizione
giuridica di rifugiato politico quando fu costretto a lasciare il
Paese nel 1938, in seguito all'inasprimento delle leggi razziali
naziste in Germania, che furono promulgate dal governo allora
in vigore dal 7 Aprile 1933 fino al Maggio 1945. Straus, prima
di trasferirsi nel 1946 al Lexington Veterans Affair Medical
Center, centro sorto nel 1931 ed affiliato al Collegio di Medicina
dell'Universit del Kentucky, in cui lavor fino alla morte che
sopraggiunse nel 1971, and a lavorare nel North Carolina al
Black Mountain College. In questo collegio insegnarono artisti
importanti nel campo delle arti visive quali Josef Albert e John
Cage. Il Collegio divent un'istituzione privata nel 1954 e da
allora svolge attivit di ricerca artistica con un approccio
multidisciplinare di stampo liberale il quale lo destin, tra le
altre cose, ad essere un luogo catalizzatore per le nuove
avanguardie artistiche americane del dopoguerra. Una storia del
lavoro di insegnamento svolto da Straus consultabile

64

direttamente dagli archivi del Black Mountain College Project,


un progetto di ricerca contemporanea sugli anni storici del
Collegio (1933-1957)52.
Il saggio strausiano su Le forme della spazialit, il loro
significato per la motricit e per la percezione, precedente a
questa esperienza (Straus 1930). Il saggio nasce dall'interesse
strausiano circa il legame tra psichiatria ed antropologia
filosofica: per i motivi esposti nel paragrafo precedente, cio
per tentare di comprendere le dinamiche di quelle persone cui il
residuo fenomenologico si sottrae all'indagine rifugiandosi in un
mondo di silenzio, che esso stato scritto.
Straus ha dimostrato che esistono delle trasformazioni
nell'esperienza del tempo e dello spazio vissuti le quali
determinano e trasformano la forma ed il contenuto di altre
esperienze quali i pensieri, gli affetti, le azioni. Nel saggio preso
in esame, Straus si occupa della correlazione tra le qualit
spaziali, le forme del movimento e i modi della percezione.
Straus osserv che il tentativo di creare una danza che fosse
separata dal supporto musicale, la danza assoluta, creava una
forma di danza deprivata dello spazio suo proprio il ritmo.
Come conseguenza di questa osservazione, Straus tent di
indagare fenomenologicamente le strutture spazialit, ovverosia
di indagare la primaria esperienza vissuta (Erleben) dello spazio.
La domanda posta da Straus la seguente:
La spazialit si presenta attraverso diverse modalit nelle varie
sfere dell'esperienza sensoriale per esempio la sfera ottica e la
sfera acustica ed esistono diverse forme di attivit motoria e di

52http://www.bmcproject.org/

65

percezione che a queste corrispondono?(Straus 1966: 3) 53

Da

questa

domanda

iniziale

si

pu

mettere

in

luce

l'impostazione strausiana del problema. Si tratta infatti di


un'impostazione metodologica che rifiuta, o meglio che non
intende come l'unica possibile, una concezione dello spazio
inteso come spazio metrico vuoto, omogeneo e tridimensionale
(lo spazio euclideo) quale ad esempio era per gli innatisti e per
gli empiristi:
Naturalmente, se la ricerca segue quest'ultima prospettiva
teorica, la visione e il tatto devono avere la precedenza rispetto
agli altri sensi. Non c' bisogno di spiegare che lo spazio
euclideo sia importante per la nostra attivit pratica e per la
conoscenza teorica scientifica. Eppure la nostra esperienza
vissuta non ristretta a queste attivit. Significativi fenomeni
della vita psichica restano necessariamente inaccessibili alla
comprensione psicologica quando gli psicologi definiscono la
propria sfera di indagine senza ammettere eccezioni
prendendo in considerazione esclusivamente l'attivit finalizzata
ad uno scopo e la conoscenza scientifica. (Straus 1966: 5) 54

Viceversa, aggiunge Straus, se tentiamo di andare alle cose


stesse, siamo ad esempio legittimati a chiederci da dove
53Does the spatial present itself in different modes in the various spheres of
sensory experience for example, the optical and the acoustical and are
there different forms of motor activity and perception that correspond to
them?
54Of course, if one's research follows these lines, vision and touch must take
precedence over the other senses. It goes without saying that the Euclidean
space is important for our practical activity and theoretical scientific
knowledge. Yet our lived experience is not confined to these functions.
Significant phenomena of psychic life must remain inaccessible to
psychological understanding when psychologists define their sphere of
investigation too narrowly with regard to purposive, calculated activity and
scientific knowledge only.

66

provengano ad esempio i suoni che giungono alle nostre


orecchie: Una tale questione non ha origine dalla riflessione sul
suono, sulla sua fonte e sull'esistenza delle cose nello spazio;
essa coincide con l'udire stesso. (Straus 1966: 5)55
Per prima cosa, al fine di giungere ad un'analisi fenomenologica
della

spazialit,

non

bisogna

dimenticare

un'importante

distinzione teorica: la distinzione tra la localizzazione del suono


e la localizzazione della fonte del suono:
Siamo interessati dalla modalit fenomenologica in cui il suono
dato. [] In questo caso, come in tutti i casi, tentiamo di
determinare la direzione o la localizzazione della fonte del
suono dal suono stesso; il suono in s deve essere dotato di una
caratteristica spaziale originaria. (Straus 1966: 6) 56

Le caratteristiche distintive della spazialit riguardo al suono


possono essere meglio comprese tramite una comparazione tra la
sfera ottica e la sfera acustica e questo pu avvenire in due modi:
mettendo a confronto le modalit in cui si dona spazialit per il
suono e per il colore, oppure mettendo a confronto la
determinazione della localizzazione presente della fonte di un
suono e la determinazione della localizzazione presente di un
oggetto colorato illuminato. Questo perch:
E' nei toni della musica che la spazialit del suono
completamente attualizzata. Perci, nello svolgere il nostro
confronto, dobbiamo partire dal tono e successivamente
55Such a question does not originate in reflection about the sound, its source,
and the existence of things in space; it coincides with hearing itself.
56We are concerned with the phenomenal mode in which the sound is given.
[] In this instance, as in all instances, we attempt to determine the direction
or location of the sound source from the sound alone; the sound itself must be
endowed with an original spatial character.

67

mostrare come, nei rumori che indicano la presenza o la


vicinanza di un oggetto, il carattere puramente spaziale del tono
trasformato tramite la funzione che il tono ha di mostrare
qualcosa. (Straus 1966: 7)57

Aggiunge Straus che, sebbene la localizzazione di un oggetto


colorato possa restare indefinita, la direzione in cui vediamo i
colori in quanto colori invece sempre determinabile in maniera
precisa:
I principi dell'ottica fisica e fisiologica la nostra conoscenza
del fatto che i raggi luminosi si propagano dall'oggetto e
imprimono la nostra retina non riguardano affatto il fenomeno
del colore. I colori appaiono di fronte a noi laggi, confinati in
un certo spazio e al contempo essi limitano ed articolano lo
spazio in spazi parziali ordinati l'uno accanto all'altro che hanno
determinata profondit. (Straus 1966: 7) 58

Per quel che riguarda il suono la questione diversa, in quanto il


tono musicale non localizzabile in un singolo punto nello
spazio:
Spesso

possiamo

invece

affermare

che

impossibile

determinare in maniera precisa la direzione in cui localizzata


la fonte di un suono. Tuttavia, questa qualit direzionale non
57It is in the tones of music that the spatiality of sound is most fully
actualized. Hence, in making our comparison, we must start from the tone
and then show how, in noises that indicates the presence or closeness of an
object, the purely spatial character of tone is changed through the tone's
function of pointing to something.
58The principles of physical and physiological optics our knowledge that
light rays travel from the object and impinge on our retina do not affect the
phenomenon of color in the least. We always see colors over there, i. e., in a
direction and at a distance, somewhere vis--vis ourselves. The colors are
both bounded, and, in turn, boundary setting; they confine space,
differentiating it into partial spaces ordered sideways and in depth.

68

resta valida per il suono puro. Anche se possiamo descrivere la


direzione della fonte del suono come indeterminata, affermiamo
comunque la sua determinabilit ad esempio, specificando che
debba essere in questa o quella direzione, o in una terza
direzione. Il tono puro tuttavia non si estende in una direzione
unica; al contrario, il tono puro ci raggiunge penetrando,
riempiendo e rendendo omogeneo lo spazio. Perci il tono non
confinato in una posizione spaziale unica. Questa mancanza di
determinabilit topica il motivo della negazione di qualsiasi
spazialit originaria per ci che riguarda la sfera acustica.
(Straus 1966: 7)59

La differenza dunque che Straus rileva come possibile tra i


colori e i toni musicali la seguente: i colori ci appaiono come
in opposizione a noi che li percepiamo, come confinati in una
posizione precisa nello spazio. I colori demarcano, definiscono e
differenziano lo spazio in varie porzioni. I toni al contrario ci
circondano, riempiono lo spazio e assumono la loro forma pi
propria nelle sequenze temporali, come ad esempio avviene nel
solfeggio, il quale legato inoltre a determinati movimenti.
Straus spiega molto bene la discontinuit del suono e la
permanenza invece del colore:
Al fine di comprendere appieno questa notevole relazione tra il
tono e il tempo, dobbiamo tornare ancora una volta alla
questione del colore in relazione all'oggetto colorato e al tono in
59Often, we can say of a sound source that is impossible to determine
reliably the direction where it is localized. But this directional quality does
not hold true for the sound itself. Even though we may describe the direction
of the sound source as indeterminate, we still maintain that it is determinable
i.e., we state that it must be in this direction, that direction, or a third
direction. But the tone itself does not extend in a single direction; rather, it
approaches us, penetrating, filling, and homogenizing space. Thus, the tone is
not confined to a single spatial position. This lack of topical determination
accounts for the denial of any original spatiality in the acoustical sphere.

69

relazione alla fonte del suono. La sola frase fonte del suono
mostra che il suono emana dal corpo che vibra in maniera simile
al onde dell'acqua dalla loro fonte. Il colore aderisce
(fenomenicamente) all'oggetto mentre il tono prodotto da un
oggetto si separa da esso. Il colore il marchio di un oggetto,
mentre il tono l'effetto di un'attivit. Diciamo, ad esempio, che
un gallo bianco o variopinto; d'altra parte, non menzioniamo il
suo canto nella descrizione dei suoi attributi, ma come una sua
attivit. Diciamo che il gallo fa chicchirich. Ma non pensiamo
che il suo colore sia una delle sue caratteristiche perch il gallo
appare sempre bianco o variopinto, mentre osserviamo che il
suo canto appare come un'attivit discontinua. (Straus 1966:
8)60

Facciamo dunque esperienza del suono in quanto effetto di una


azione (e del colore invece come una propriet di un oggetto)
proprio perch nell'essenza del suono il separarsi dalla propria
fonte. Prova ne che possiamo sentire lo scorrere di un ruscello
anche di notte, quando la visione chiara impedita dal buio.
Tuttavia, siamo sempre in grado di determinare la fonte dello
scorrere dell'acqua nel ruscello. Infatti, la possibilit che il suono
si distacchi da se stesso e acquisti un'esistenza autonoma data
solo nei toni musicali, in quanto ad esempio il mormorio
dell'acqua, come nel caso dello scorrere del ruscello di notte, o
un qualsiasi rumore, hanno sempre le caratteristiche del rinvio e
60To fully understand this remarkable relationship of tone to time, we must
return once more to the question of color in relation to the colored object and
tone in relation to the sound source. The very phrase sound source shows
that the tone emanates from the resonating body much like ripples of water
from their source. Color clings (phenomenally) to the object while the tone
produced by an object separates itself from it. Color is the mark of a thing,
whereas tone is the effect of an activity. We say, for example, that a cock is
white or multicoloured; on the other hand, we do not mention crowing as one
of his attributes, but as his activity. We say that he crows, that he does crow.
But we do not mean that his color is one of his characteristics because the
cock always appears white or multicolored whereas his crowing is observed
to be discontinuous.

70

dell'indicazione. Questi esempi mostrano che la differenza con


cui si manifesta il ritmo nei fenomeni acustici e in quelli ottici,
non ha nulla a che vedere con una mera differenza tra stimoli
acustici e ottici: la differenza pu solamente essere spiegata
fenomenologicamente, ovverosia essa deriva dal fenomeno:
Nel momento in cui il tono raggiunge la sua esistenza pura, lo
sentiamo sorgere e scomparire; siamo consapevoli della sua
emergenza, del suo divenire, e del suo scomparire. Nel caso del
colore non esiste nulla di analogo. Quando un colore attraversa
il nostro campo visivo, vediamo il movimento di un oggetto.
Quando osserviamo una successione di diversi colori in un
punto, vediamo il cambiamento di un oggetto. Vediamo la luce
che prima splende, farsi pi tenue, ad esempio quando l'oggetto
illuminato passa attraverso una serie di tonalit del colore.
Persino in un tramonto, sono il cielo, l'oceano, le montagne su
cui avviene il cambiamento delle tonalit dei colori. La
successione dei colori necessita la premanenza dell'oggetto.
Tutto ci diverso nella musica; qui, la successione dei toni ne
fa emergere l'esistenza temporale; la sua differenziazione
temporale pertanto, articola anche il tempo stesso. L'esistenza
autonoma del tono ed il suo intimo legame con la temporalit
ci che conferisce pregnanza al ritmo (Prgnanz).

(Straus

1966: 10)61
61As the tone is achieving its purely autonomous existence, we hear it
originate and disappear; we are aware of its emergence, its becoming, and its
dying away. In the instance of color, there is nothing to compare with this.
When a color crosses our field of vision, we see the movement of an object.
When we observe a succession of colors in a single place, we see an object
changing. We see the glowing light die away, i.e., the shining object passes
through a succession of hues. Even at sunset, it is the sky, the ocean, or the
mountains on which the change of colors take place. The succession of colors
actually requires the permanence of the object. But all of this is different for
music; here, the succession of tones brings the temporal character of its
existence to the fore; its temporal differentiation differentiates time in turn. It
is the autonomous existence of tone and its relatedness to time that endow its
sounding rhythms with such rich significances (Prgnanz).

71

L'indagine strausiana sul ritmo non si ferma qui. Egli infatti si


chiede quale sia la relazione tra il ritmo ed il movimento, per
giungere ad un'analisi dei movimenti finalizzati ad uno scopo e
dei movimenti, invece, presenziali. L'ascoltare dei toni ritmici,
infatti, ci porta a compiere dei movimenti che sono diversi dal
camminare o dal correre: si tratta di movimenti non finalizzati.
Se ad esempio, mentre camminiamo iniziamo ad intonare un
motivo musicale, noteremo anche un cambiamento nell'andata
della camminata, che inizier a diventare pi simile ad una
danza. Secondo Straus esiste un nesso originario tra l'ascolto del
ritmo ed il movimento che ne consegue: il ritmo della musica
infatti, ci cattura e ci trascina in maniera per noi immediata,
presenziale. Si tratta di una relazione di tipo preconcettuale che
rimanda al nostro principale sentire patico:
Il momento gnostico sviluppa solamente il che cosa di ci che
dato nelle caratteristiche dell'oggetto, il momento patico
sviluppa il come del suo essere in quanto donato. (Straus 1966:
12)62

Questo proprio perch la distinzione tra mente e corpo una


distinzione di comodo usata dalla scienza, ma non originaria,
in quanto il momento patico appartiene in generale alla
percezione, e non riconducibile ad una specifica sensazione;
infatti, negli esperimenti psicologici, aggiunge Straus:
La complessit del Cosa e del Come di ci che donato
fenomenologicamente deve essere in qualche maniera chiarita e
62The gnostic moment merely develops the what of the given in its object
character, the pathic the how of its being as given.

72

resa temporalmente distinta in ogni esperimento se si vuole che


tale complessit sia compresa dal soggetto dell'esperimento.
(Straus 1966: 13)63

Esistono delle relazioni tra la lingua e la struttura dell'esperienza


percettiva; per quel che riguarda la visione, ad esempio Straus
scrive che:
Jossman (1928) [] ha fatto notare che numerose espressioni
utilizzate per le esperienze percettive di tipo ottico come
vedere, guardare, scrutare, accorgersi di e osservare
- sono etimologicamente collegate se non identiche a parole che
descrivono certi movimenti. La parola tedesca sehen, vedere, ha
la stessa radice della parola latina sequi, che significa seguire; il
verbo blicken (gettare un'occhiata) sinonimo di strahlen,
irradiare e questo mostra una parentela con l'antico alto tedesco
Strahla, freccia. (Straus 1966: 15) 64

L'affinit

linguistica

tra

queste

parole

non

dovuta

semplicemente ad una coincidenza dei contenuti oggettuali che


esse esprimono (che sicuramente presente), ma da ricondurre
ad una comunanza, nelle espressioni di senso, delle qualit
patiche. Si tratta di espressioni linguistiche che mettono in luce
la caratteristica di spontaneit della percezione ottica. Anche la
peculiarit fenomenica dell'esperienza acustica in quanto vissuta
63The complexity of the What and How of the given must somehow be
elucidated and made temporarily distinct in every experiment if it is to be
grasped by the experimental subject.
64Jossman (1928) [] has pointed out that numerous expressions used for
optical perceptual experiences like seeing, looking, peering,
gazing, being aware of and observing - are etymologically related or
identical with words for certain movements. The german word sehen (to see)
has the same root as the Latin sequi (to follow); the verb blicken (to glance)
is synonymous with strahlen (to beam), which is related to the Old High
German Strahla (arrow).

73

trova nelle espressioni linguistiche un suo senso:


Questo risulta evidente nella parentela semantica tra le parole
hren (udire), horchen (dare ascolto) e gehorchen (ubbidire).
[] Quando udiamo qualcosa, l'abbiamo gi udito. Il
linguaggio unisce intimamente l'udire (hren) e l'appartenere
(Gehren) e l'udire e il servile (hrig). (Straus 1966: 16) 65

Tali espressioni linguistiche mostrano che, quando udiamo un


suono, abbiamo una percezione immediata di esso, di tipo
presenziale, quando invece vediamo un colore esso sempre
posto ad una certa distanza da noi. Straus procede con una
chiarificazione ulteriore, di tipo metodologico, per giungere poi
ad una comprensione fenomenologica della danza:
In realt, l'esperienza del percepire controllata dalla modalit
della spazialit in quanto forme di base. Noi reagiamo ai
cambiamenti che avvengono nella sfera patica in modo
legittimo, sebbene siamo raramente in grado di renderci conto
di noi stessi e delle nostre stesse reazioni. Qualsiasi sforzo da
parte nostra in merito incontra una forte resistenza dovuta al
fatto che praticamente, siamo molto pi inclini ad analizzare
sensazioni particolari che non ad analizzare ci che vissuto in
generale. E' pi facile per noi diventare consapevoli delle
differenze che accadono nell'esperienza immediata che non
delle differenze strutturali fondamentali che stanno alla base di
tutta l'esperienza nella sua immediatezza. E' pi in armonia con
l'atteggiamento naturale mettere a confronto i ritmi individuali
l'un l'altro e osservare le loro differenze che non sottoporre il
65This is manifest in the semantic relatedness of words like hren (to hear),
horchen (to hearken), and gehorchen (to obey). [] When we hear
something, we have already heard it. Language joins hearing (hren) and
belonging (Gehren) and hearing and servile (hrig) closely together.

74

ritmo in s alla riflessione intellettuale. (Straus 1966: 19) 66

E' per queste ragioni che esiste uno studio sistematico delle
opere d'arte prodotte dall'uomo e persino una psicologia che
studia la creativit artistica. Al contrario, data la nostra naturale
propensione, pi difficile utilizzare un'opera d'arte per rendere
legittime considerazioni di tipo psicologico. Straus annota una
poesia di Goethe, intitolata Wiederfinden, per donare conferma
fenomenologica al processo antitetico che esiste tra la luce ed il
suono. Un'ulteriore conferma del fatto che solo la musica, o
meglio, i toni musicali siano originari data dal fatto che
movimenti quali la marcia e la danza sono possibili solo in
presenza di musica; invece i movimenti diretti verso un fine
sono di tipo ottico e visivo, ad esempio per afferrare un oggetto
devo misurare lo spazio che intercorre tra me e l'oggetto. Lo
spazio acustico invece presenziale, ed in questo senso la danza
il suo accadimento pi originario:
La psicologia del movimento resta un lavoro particolare che non
coincide con quello della psicologia dell'azione ad esempio
analizzare le sue traiettorie e neppure con quello della
psicologia del movimento che analizza le sue innervazioni.
L'esperienza

immediata

del

movimento

semplicemente nel progettare e nel

non

consiste

percepire il percorso.

66Actually, all perceptual experience is controlled by modes of the spatial as


basic forms. We respond to distinctions in the pathic sphere in a lawful way,
although we are rarely able to account to ourselves for our own responses.
Any effort on our part to do so meets with considerable resistance because,
practically, we are more disposed to analyze particular sensations than to
analyze the seeing in general. It is easier for us to become aware of
differences in immediate experience than of the fundamental structures
underlying all immediate experiences. It is more in keeping with the natural
attitude to compare individual rhythms with one another and to observe their
differences than to submit rhythm itself to intellectual reflection.

75

(Straus 1966: 21)67

Le differenze essenziali tra le forme di movimento relative allo


spazio ottico e quelle invece dello spazio acustico si manifestano
in maniera esemplare nei movimenti della danza. Straus procede
con una descrizione della forma in cui la danza si manifesta, per
analizzare poi il modo della sua esperienza vissuta e infine
indagare il rapporto che intercorre tra essa e la modalit acustica
della spazialit:
Se domandiamo ad una persona di camminare come fa
normalmente, poi a marciare a ritmo di musica ed infine di
muoversi sulle note di un minuetto, noteremo dei cambiamenti
radicali nel movimento. (Straus 1966: 22) 68

Nella sequenza descritta possiamo osservare una metamorfosi


del movimento in cui la partecipazione al movimento degli arti
risulta mutata, ad esempio le braccia nella danza si muovono in
maniera diversa di quando si cammina o si marcia e anche i
movimenti del tronco risultano incrementati; essi risultano
maggiori nella danza che non nella semplice camminata perch
nella camminata il movimento finalizzato non solo verso una
direzione precisa, ma anche alla protezione di fronte ai pericoli.
Nella danza questo non accade, in essa siamo liberati dall'agire
finalizzato. La danza, grazie alla musica, vive in uno spazio
omogeneo, non conosce direzione e non conosce alcun
67The psychology of movement remains as a special task that does not
coincide with that of the psychology of action i.e., analyzing its path nor
with that of the psychology of movement analyzing its innervations. The
immediate experience of movement does not merely consist in the projection
and perception of the path.
68 If we begin asking someone to walk as he usually does, then ask him to
tread to march music, and, finally to move to the music of a minuet, it takes
no expert to notice the radical changes in performance.

76

riferimento alla distanza intesa come spostamento da un luogo


all'altro: Quando camminiamo ci muoviamo attraverso lo
spazio da un punto all'altro, quando balliamo ci muoviamo nello
spazio. (Straus 1966: 23)69 La danza inoltre non conosce limiti
temporali e persino la fine di un brano musicale non sancisce
necessariamente il termine della danza, che pu continuare ad
esistere fintantoch la melodia resta nella mente. Nel
camminare, contiamo i passi, ci dirigiamo verso un luogo
preciso, in una direzione, misuriamo la distanza: nella danza
tutto questo non esiste. Il sistema di riferimento del movimento
della danza: E' costituito dalle qualit simboliche dello spazio.
(Straus 1966: 24)70 Si tratta di un concetto complesso in quanto
tutte le qualit sopra descritte della danza non esistono l'una
accanto all'altra o una dopo l'altra ma avvengono in un
continuum. La danza una delle creazioni originarie
dell'umanit, come il linguaggio, l'utilizzo di strumenti e la
necessit di ornare il corpo. La danza ha dunque un carattere
primordiale e questo probabilmente spiega le difficolt di analisi
e spiegazioni in termini descrittivi del fenomeno in quanto
esperienza vissuta. In merito a questo problema Straus specifica
che:

Quando diciamo che la tensione tra il soggetto e l'oggetto, tra


l'Io e il mondo dissolta nell'esperienza immediata della danza,
non sosteniamo che si tratti di una conquista di una qualsivoglia
riflessione che l'abbia resa possibile in quanto, anche se
possibile risolverla teoreticamente, l'antitesi continua ad esistere
69Walking, we move through space from one point to another; dancing, we
move within space.
70The frame of reference of dance movement is formed by the symbolic
spatial qualities.

77

dal punto di vista dei fatti. Anche se tentiamo di rendere


l'esperienza immediata della danza accessibile alla ragione, non
dimentichiamo nemmeno per un istante che l'esperienza in s
non di tipo concettuale. La danza non supera la dicotomia
soggetto-oggetto concettualmente, ma essa attualizza l'unione di
ci che diviso in una maniera molto pi elementare
incarnando il suo senso. (Straus 1966: 25-26) 71

Ad esempio, nella danza si osserva uno spostamento


dell'attenzione dagli occhi al busto: l'individuo non pi
centrato sul comprendere, parlare, agire ma la sua attenzione si
in un certo senso spostata verso il busto, verso un comprendere
patico, in virt dell'aumento dei movimenti. Si tratta di una
modificazione essenziale del rapporto del corpo vivente che fa
esperienza con il mondo circostante. La corporeit nella danza si
estende in maniera assoluta:
Quando

parliamo

di

sensazioni

propriocettive,

stiamo

considerando il corpo (Krper); tuttavia, quando parliamo del


momento gnostico e del momento patico stiamo comprendendo
l'esperienza del corpo vivente (Leib) in relazione con il suo
ambiente o con il mondo. Questo e solamente questo il nostro
argomento qui e in seguito. (Straus 1966: 27) 72
71When we say that the tension between subject and object, between I and
world, is dissolved in the immediate experience of dancing, we do not claim
that this achievement is linked with any reflection which would yet have to
permit even if it were theoretically capable of resolving it this antithesis
to factually continue to exist. Even though we seek to make the immediate
experience of dancing accessible to reason, we never for a moment forget that
the experience itself is not conceptual, that the dance does not overcome the
subject-object dichotomy conceptually, but that it actualizes a union of the
separated in a far more elementary manner by em-bodying its meaning.
72When we speak of proprioceptive sensations, we are considering the body
(Krper); however, where we speak of the gnostic and pathic moments, we
are definitely comprehending the experience of the live body (Leib) in
relation to its surroundings or to the world. This and only this is our topic

78

Inoltre, l'affinit con le qualit simboliche dello spazio, il suo


essere senza una direzione e senza confini a rendere la danza
un'esperienza cos peculiare. Straus confronta le differenze che
sussistono ad esempio tra un ballerino e un corridore e pone
l'attenzione

sulle

due

diverse

espressioni

facciali

che

conseguono dalle diverse attivit fisiche. Nel caso della corsa il


volto concentrato, gli occhi guardano in avanti, il corpo segue
una direzione precisa, si persegue un intento; nel caso della
danza il corpo risulta come liberato dal dover partire da un punto
per giungere verso un punto di arrivo, si assiste ad un
cambiamento dell'esperienza vissuta della contrapposizione
frontale e della tensione tra Io e mondo per cui si dice che nella
danza il movimento di tipo presenziale. (Straus 1966: 30) La
presenzialit del movimento il principio di base della danza in
quanto esperienza vissuta, ed in questo senso solamente la
musica che conferisce alla spazialit quel carattere di autonomia
e di armonia in cui il ballerino pu liberamente muoversi, una
qualit espressa anche dal mito di Orfeo. Un'ulteriore
caratteristica importante per la psicologia del movimento
infatti la distinzione tra spazio storico e spazio presenziale:
E' solamente la presenzialit che caratterizza il modo dello
spazio acustico e la modalit del vissuto che ad esso
corrisponde. L'accadere storico sospeso nella danza; il
ballerino sospeso al di sopra della corrente del divenire
storico. L'esperienza che egli vive una modalit dell'essere
presente che non rinvia ad alcuna conclusione nel futuro ed
dunque priva di limiti sia spaziali che temporali. Il movimento
del ballerino una forma di mobilit non direzionata che
here and below.

79

risuona assieme al movimento autonomo dello spazio da cui


essa indotta paticamente. Lo spazio riempito dal tono e reso
omogeneo da un unico movimento sempre uguale e in questo
l'omogeneit del modo acustico della spazialit diversa da
quella dello spazio metrico vuoto ha un carattere presenziale.
Lo spazio della danza non una porzione dello spazio storico
direzionato ma una regione simbolica del mondo. (Straus
1966: 35)73

Tali sono dunque le caratteristiche della danza nella sua forma


fenomenica, nel modo in cui essa viene vissuta. E' nel contrasto
tra il movimento della danza e il movimento invece direzionato
che si possono comprendere appieno i modi della spazialit e i
movimenti presenziali nei loro termini generali. Da qui
possibile dunque una comprensione dei casi particolari e
soprattutto dei casi patologici in cui la dimensione del sentire, la
tensione originaria e inestinguibile tra Io e mondo, tra soggetto e
oggetto risulta compromessa.
Gli studi strausiani sulla spazialit, certamente seguiti dalle
analisi di Merleau-Ponty in Fenomenologia della Percezione,
(Merleau-Ponty 1945)

che pongono la corporeit (le corps

propre) al centro della percezione, gettano un'ancora importante


per la ricerca verso una scienza della mente intesa come sfida
all'esperienza cosciente. In questo senso egli certo precursore
73It is just the presentic that characterizes the acoustical mode of the spatial
as well as its corresponding experience. Historical action is suspended while
dancing; the dancer is lifted from the stream of historical becoming. The
dancer's experience is a mode of being present that does not point at any
future end and is, thus, spatially and temporally unlimited. The dancer's
movement is a nondirectional motility that resonates to the autonomous
movement of the space by which it is pathically induced. Space filled with
tone and homogenized by a single pervading movement and in this the
homogeneity of the acoustical mode of the spatial differs from that of empty
metrical space has itself a presentic character. Dance space is not a part of
directed, historical space but is a symbolic region of the world.

80

delle tesi di Varela sulla neurofenomenologia. La finalit


operativa della neurofenomenologia infatti quella di rispondere
allhard problem di ogni filosofia della mente, il rapporto tra il
cervello e la coscienza, ma il suo obiettivo forse pi ambizioso
consiste nel superamento delle due culture, nel rendere le
cosiddette scienze umane e quelle naturali parti dellunico
discorso

umano

sul

mondo.

Il

tentativo

della

neurofenomenologia (o fenomenologia neuro-psico-evolutiva)


infatti quello di trovare un rimedio alla frattura epistemologica e
gnoseologica osservabile tra esperienza vissuta in prima persona
da un lato e il resoconto dellinterazione tra gli oggetti studiati in
terza persona dalla scienza dallaltro. Su questo percorso di
ricerca sono i cinque concetti fondamentali introdotti da Varela:
Autopoiesi, (Cappuccio 2006: 20), Enazione (Cappuccio 2006:
23), Embodiment (Cappuccio 2006: 25), Emergenza (Cappuccio
2006: 28), Vincoli reciproci e Passaggi generativi (Cappuccio
2006: 30). Il ricercatore di questa nuova prospettiva costituisce
attivamente gli oggetti del proprio sapere essendo ad essi
incorporato e trovandosi sempre in ultima istanza di fronte allo
scacco del fondamento: non esiste infatti un punto preciso in cui
si possa affermare che questo il punto in cui la percezione
incominciata; questo il modo in cui stata fatta (Cappuccio
2006: 52). Da qui Varela sottolinea, oltre agli aspetti pi tecnici,
limportanza della dimensione etica della ricerca scientifica, per
cui il fondamento e va mantenuto inabitabile; dunque
lattenzione si sposta dal problema della verit proprio del
platonismo e della metafisica in senso tradizionale al fatto che il
filosofo e lo studioso delle scienze dure possono rispondere
solo ad appelli storico-destinali, perch non si hanno, in fondo,
altri punti di appoggio che lessere spazio-temporalmente

81

collocati in una prospettiva di costante apertura. In altri termini,


c sempre la coscienza dello scienziato e la coscienza che lo
scienziato studia. Sul senso della neurofenomenologia, le parole
di Varela sono chiare:
Non esiste un metapunto di vista rispetto al quale giudicare e
rendere omogenee le differenze che intercorrono fra i punti di
vista, e tanto meno le loro contrapposizioni. Queste differenze e
queste contrapposizioni sono irriducibilmente costitutive dei
domini cognitivi dei punti di vista dati. [...] Il problema non
pi quello di rendere omogenei e coerenti differenti punti di
vista; diventa quello di comprendere come punti di vista
differenti si producano reciprocamente. (Cappuccio 2006: 56)

Ci che accomuna la fenomenologia strausiana e le posizioni


contemporanee della neurofenomenologia certamente la critica
al riduzionismo e al dualismo di matrice cartesiana. Si tratta di
mantenere aperto il senso dellumano, di come luomo pu, in
quanto humanitas, agire e condursi, il che significa anche
tornare ad un sapere che sia frutto di esercizio e applicazione
costanti. ancora una volta significativo, in questo senso, che
non sia un filosofo ma un neuroscienziato (Gallese) ad affermare
che molto pi interessante fenomenologizzare le neuroscienze
cognitive che naturalizzare la fenomenologia. (Gallese 2006:
294) Consci dei limiti del presente lavoro ci auguriamo tuttavia
di aver risposto in maniera almeno sufficiente alla domanda
iniziale e di aver mostrato, dunque, in quali modi un approccio
fenomenologico alla questione complessa dell'esperienza vivente
(e

della

coscienza)

differisca

dal

positivismo

dal

comportamentismo.

82

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