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EMESI E IPEREMESI GRAVIDICA

PREFAZIONE
Per effettuare questo approfondimento mi ero prefissata di non considerare le
affermazioni non supportate da evidenze scientifiche per evitare di riportare
affermazioni non corrette. Tuttavia ho dovuto constatare che la maggior parte dei siti e
delle fonti, anche quelle ritenute pi affidabili, non presentano prove scientifiche o
studi completi e corretti per molte delle tesi che riportano.
Perci ho dovuto adeguarmi a alle fonti trovate e privilegiare le informazioni
supportate da studi scientifici.
DEFINIZIONE DI EMESI EIPEREMESI GRAVIDICA
Lemesi gravidica una condizione fisiologica che non compromette la salute ed il
benessere della donna. Consiste in una sensazione di nausea e talvolta vomito che si
manifestano specialmente ma non esclusivamente al mattino, senza avere relazione
con lassunzione dei pasti. Tale condizione variabile, pu andare dalla semplice
nausea al vomito continuo. Lemesi gravidica colpisce circa il 50% delle gestanti, si
manifesta principalmente nel primo trimestre di gravidanza, generalmente compare
tra la 6^ e l8^ settimana di gestazione per raggiungere il picco alla 9^. Il 60% dei casi
si risolve entro la dodicesima settimana, un altro 30% arriva alla ventesima settimana mentre
soltanto il 10% persiste fino al parto.
Liperemesi gravidica invece una situazione patologica ed la forma pi grave dellemesi, ha
unincidenza che oscilla tra lo 0.5% e il 2% ed caratterizzata dalla presenza di pi di tre episodi di
vomito durante la giornata associati a chetonuria (presenza di corpi chetonici nelle urine e quindi nel
sangue), alterazioni elettrolitiche (ipokaliemia, carenza di potassio che causa debolezza muscolare o
crampi), disidratazione e perdita di peso (> 5%). Nei casi pi gravi di iperemesi gravidica
necessario il ricovero ospedaliero per un trattamento immediato, rimedi terapeutici

infusionali e farmaci antiemetici.


Levoluzione dellemesi gravidica allo stadio patologico di iperemesi insidiosa,
pertanto necessario sorvegliare attentamente la donna durante la gravidanza.
EZIOPATOGENESI
L'etiologia dell'iperemesi gravidica ancora sconosciuta, varie sono le teorie invocate,
ma incostantemente supportate da evidenze sperimentali.
In molti per sostengono che i fattori psicogenici sono determinanti per linsorgenza di
nausea e vomito gravidici, ovvero in presenza di determinati fattori psicologici lo stato
di salute viene alterato. Un esempio potrebbe essere la percezione di determinati
odori o sapori, la vista di persone o oggetti, la presenza di stress o una predisposizione
allansia.
Questo molto pericoloso nel momento in cui liperemesi diventa la causa scatenante
di psicopatologie quali disturbi di adattamento, ansia generalizzata o episodi
depressivi che in una gravida altrimenti normale non si manifesterebbero.

Altre cause probabilmente collegate allinsorgenza della nausea e il vomito gravidici


possono essere:

una deficienza vitamina B6 (piridossina), anche se dalle fonti non emerge il


meccanismo che possa collegare i due fenomeni
tassi di gonadotropina corionica alti (HCG), che spiegherebbe laumento della
sintomatologia caratteristico delle gravidanze multiple e delle patologie del
trofoblasto. Tuttavia in alcuni casi di pazienti affette da iperemesi il tasso di HCG
nelle urine pi basso che nei controlli normali, motivo per cui il ruolo esatto di
questo ormone ancora discusso. Lormone Beta HCG prodotto dal trofoblasto e
stimola il corpo luteo a produrre grandi quantit di progesterone che a sua volta la
causa della riduzione della secrezione, del tono e della motilit gastrica che si
verificano fisiologicamente in ogni gravidanza in quanto ha un effetto rilassante
sulla muscolatura liscia del tratto gastro-intestinale ritardando lo svuotamento dello
stomaco e prolungando il tempo di transito intestinale.
insufficienza corticosurrenale relativa
feto femmina
anamnesi personale o familiare positiva per iperemesi gravidica
anamnesi positiva per cinetosi (mal di mare), emicrania
bassa et materna
prima gravidanza
obesit

ESITI NEONATALI NELLIPEREMESI


Anche in questo caso gli studi che hanno indagato la relazione tra iperemesi e esiti
perinatali presentano esiti conflittuali, dovuti alla mancata sintesi quantitativa dei
risultati complessivi registrati in queste ricerche, la cui contraddittoriet pu essere,
almeno in parte, attribuibile al diverso disegno degli studi, alla mancanza di una
randomizzazione dei soggetti e a una diversa definizione dei casi di iperemesi.
Sintomi moderati non sembrano avere effetti sugli esiti della gravidanza. Una minor
percentuale di aborti spontanei stata osservata in donne con nausea e vomito
rispetto ai controlli, inoltre non vi sono osservazioni su un aumentato rischio di
malformazioni.
L'iperemesi non risultata associata a morte fetale n a punteggi di Apgar al quinto
minuto inferiori a quelli in donne senza iperemesi .
Una rassegna narrativa segnala che, nella maggioranza degli studi disponibili,
l'iperemesi non risultata un fattore di rischio per la nascita pretermine e, anzi, in
alcuni studi risultata un fattore protettivo.
Il ruolo dell'accrescimento ponderale nelle gravidanze complicate da iperemesi stato
valutato in uno studio condotto in Nova Scotia, una regione canadese. Gli esiti
registrati fra donne ricoverate in gravidanza per iperemesi e con un aumento
ponderale 7kg non sono risultati diversi da quelli osservati fra le donne non affette
da iperemesi.
FARMACI SICURI NELLIPEREMESI GRAVIDICA

Esiste una diffusa tendenza a considerare nausea e vomito come un corollario della
gravidanza iniziale, per il quale non sono disponibili trattamenti sicuri; le prove di
efficacia ci forniscono invece efficaci possibilit terapeutiche. Il compito dellostetrica
anche quello di delucidare la donna in merito a queste questioni ed indirizzarla sui
trattamenti pi sicuri fornendo solide basi scientifiche in modo tale da rassicurare la
donna e rendere la sua gravidanza pi serena.

The Cochrane Library comprende una revisione sistematica sull'efficacia dei


trattamenti farmacologici per nausea e vomito gravidici aggiornata ad agosto 2003;
precedenti revisioni sistematiche erano apparse nel 2000 e 2002.
L'analisi dell'efficacia degli antistaminici (doxilamina) dimostra una buona capacit di
riduzione della nausea, senza effetti teratogeni significativi. Questi farmaci sono da
ritenersi efficaci e sicuri anche se, come atteso, il loro uso si associa a sonnolenza.
tra i farmaci di prima scelta ci sono:

la prometazina, un antistaminico per il trattamento della nausea e del vomito


gravidico raccomandato dal National Institute of Clinical Excellence britannico in
quanto in una revisione sistematica non si osservato un aumento del rischio di
malformazioni fetali in seguito al suo utilizzo in gravidanza.

L'associazione dell'antistaminico doxilamina con piridossina (vitamina B6), che anni


fa venne ritirata dal commercio su decisione del produttore, stata riabilitata dagli
studi successivi da oltre 20 studi epidemiologici risultando sicura ed efficace.

In alternativa come seconda scelta si possono utilizzare:

La proclorperazina (che una fenotiazina, ha quindi sia caratteristiche


antistaminiche che antipsicotiche) ha mostrato efficacia terapeutica, senza effetti
teratogeni dimostrati e viene consigliata come farmaco di seconda linea.

La vitamina B6 efficace nel ridurre la nausea, non il vomito, con un probabile


effetto dose dipendente: pi alte dosi avrebbero migliore effetto nei casi con
sintomatologia pi marcata.

Per la messa in pratica del trattamento farmacologico importante ricordare che:


indicato sicuramente in caso la donna presenti segni di disidratazione e/o
chetonuria, ma anche quando la sintomatologia persistente, marcata e impedisce le
attivit quotidiane.
La tabella allegata contiene indicazioni sull efficacia e la sicurezza dei farmaci presi in
esame.

METODI NON FARMACOLOGICI


Il diffuso senso comune spinge a limitare l'uso di tutte le terapie farmacologiche in
gravidanza, cos molte gravide esitano ad impiegare farmaci -anche se di dimostrata
sicurezza - e preferiscono indirizzarsi a trattamenti non farmacologici. Mentre sono
disponibili numerose prove sull'efficacia e sicurezza dei trattamenti farmacologici
antiemetici in gravidanza, esistono pochi lavori correttamente impostati per valutare
l'efficacia di pratiche non farmacologiche. Ad oggi lunico rimedio non farmacologico
che risultato sperimentalmente valido lutilizzo dello zenzero. Tuttavia diverse
pratiche possono essere daiuto, per esempio
Accorgimenti dietetici : effettuare pasti salati piccoli e frequenti, assumere piccole
quantit di acqua frequentemente nellarco della giornata, evitare cibi grassi e
piccanti, preferire cibi ad alto contenuto di proteine e di carboidrati. Assumere t,
ghiaccioli alla menta, evitare bevande gassate e preferire bevande fredde, acide o
dolci.
Ridurre le attivit stressanti
Agopuntura, acupressione, acustimolazione: uno studio randomizzato controllato ha
valutato l'efficacia dell'agopuntura di punti appropriati secondo le categorie
semeiologiche della medicina cinese, confrontandola con l'effettuazione di una falsa
agopuntura. Gli autori del lavoro concordano con altri sulla mancata rilevazione di
differenze significative nelle risposte ad agopuntura corretta o falsa, pur in presenza
di un effetto favorevole di entrambe.
In particolare l'agopuntura del punto P6 Neiguan (situato 3 dita sotto il polso)
ridurrebbe la nausea persistente.
Zenzero, una spezia largamente utilizzata in gravidanza. Assunto come radice
secca polverizzata a dosaggi di 1000mg/die frazionati in 4 somministrazioni per
quattro giorni, determina una riduzione significativa di nausea e vomito gravidici
confrontato con il placebo. In studi di confronto con la vitamina B6, l'assunzione di
zenzero rispetto a quella di vitamina B6 ha mostrato una equivalente o migliore
riduzione dei sintomi.
Lo zenzero riduce l'aggregazione piastrinica ed quindi sconsigliata l'associazione
con farmaci (aspirina, warfarina, altri anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici) che
possono influenzare la coagulazione. Sono stati effettuati 4 RCT riguardo
lassunzione di zenzero in gravidanza, e nessuno di essi riporta effetti collaterali o
esiti sfavorevoli della gravidanza. In ogni caso le autorit di controllo consigliano
cautela nell'assunzione in gravidanza, soprattutto per la diversa qualit dei prodotti
disponibili legata alla mancanza di una regolamentazione.
FONTI
http://www.betahcg.it/
http://www.farmaciegravidanza.gov.it/content/nausea-e-vomito-gravidanza
http://www.smbitalia.org/cahiers/2009/1_2009/NAUSEA%20E%20VOMITO
%20GRAVIDICO.html
http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/170

http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/173
http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/171
http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/172
http://www.smbitalia.org/cahiers/2009/1_2009/NAUSEA%20E%20VOMITO
%20GRAVIDICO.pdf
http://www.universitadellacqua.it/index.php?
option=com_content&view=article&id=306:gaia-friselle&catid=48:tesine&Itemid=93
http://www.mothertobaby.org/non-profit-answers-questions-about-new-drug-aimed-attreating-nausea-and-vomiting-in-pregnancy-p153663
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed