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trimestrale

3-4.2014/1.2015

LATINOAMERICA
E TUTTI I SUD DEL MONDO

128/129/130

LATINOAMERICA DALLEDITORE

CONTRORDINE COMPAGNI:
IN ITALIA C LA LIBERT DI STAMPA
(MA A CHE PREZZO?)
di Loredana Macchietti

n giorno di primavera di un un bel po di anni fa, in un tavolino di un bar di S.


maria in traStevere, mi stavo lagnando con marcia Scantlebury, giornalista
cilena, compagna di lotte e di torture di Carmen Yanez, poetessa e moglie
di luis Seplveda, ma soprattutto amica mia, sulla difcolt di mandare
avanti questa rivista, presa in mano da min pi per diletto che per bisogno,
ma poi per sopravvivenza, non avendo pi potuto, ad un certo punto della
sua carriera, collaborare regolarmente per i quotidiani in cui era solito scrivere: Repubblica, Corriere della Sera, Unit
mi lamentavo sulla mancanza di libert di stampa, sul fatto che nessun giornale mainstream avesse mai fatto una recensione sulla nostra fatica trimestrale, sulla rabbia delle notizie distorte che leggevo e che noi regolarmente
denunciavamo su Latinoamerica ma che nessun giornalista riprendeva. insomma una vera e propria ingiustizia. mi pareva, in quel lontano 2003, 2004,
che non si poteva assolutamente andare avanti.
marcia mi fece nire e poi con un sorriso beffardo e accattivante mi disse:
no, qui in italia c una libert pazzesca di dire, di scrivere quello che si
vuole. finch non viene nessuno a bussarti a casa tua, a prenderti, a violentarti e a torturarti, a farti sparire per quello che scrivi, b, allora c libert.
Quel giorno me lo ricordo bene, perch ricolloc la mia insofferenza, ma
anche la mia precoce rassegnazione in un alveo pi produttivo. mi dette la
spinta per andare avanti. fino ad ora.
non ci sono pi soldi per continuare, anche se siamo stati toccati dalla generosit dei nostri abbonati che hanno rinnovato la loro ducia nonostante
tutto, nonostante i ritardi accumulati nella stampa degli ultimi numeri.
molti mi chiedono: ma qual la causa? molte e nessuna: tutto pi difcile,
da poste italiane che nelle loro scelte gestionali hanno tralasciato la consegna della posta (a molti non arriva mai e, ad esempio, c sempre bisogno
del doppio invio) oppure il costo della carta e quindi della stampa veramente
esorbitante. Questo particolare, insieme alla crisi economica che ha obbligato molti a rinunciare a comprare la rivista o a rinnovare il proprio abbonamento, a fare tagli sulla cultura piuttosto che sul pane quotidiano, ha
fatto s che moltissimi piccoli editori come noi, in poco tempo non hanno
avuto pi ossigeno per stampare. Curiosamente, le sovvenzioni per la carta,
in questo nostro paese, ce lhanno le grandi case editrici. Sicch i grandi diventano pi grandi e i piccoli scompaiono. non oso pensare cosa succeder con linglobazione della rcs in mondadori. ununica grande casa

latinoameriCa

2014/2015

editrice che sceglier cosa pubblicare e cosa no, quale scrittore portare in
auge, e quale affondare. e poi il mancato pagamento di molte librerie, soprattutto nel Sud, che mi hanno costretto ad abbandonarle per strada, ma
soprattutto il ritardato pagamento di quasi tutti riguardo le fatture emesse,
tanto che a volte ho pensato fosse una strategia.
io non lo so, non credo che ci sia un colpevole in particolare, ma un giorno,
quando sono stata cinque ore al telefono, a pregare per il pagamento di una
copia, mi sono chiesta, onestamente, che senso aveva questo nostro impegno?
daltro canto, a fronte di una effettiva stanchezza sica che aumenta sempre di pi con il passare del tempo, silenziare questa voce nel deserto culturale, mi pare proprio un peccato, anzi uno spreco. molti mi dicono: ma
perch non cerchi sovvenzioni statali?
e vero, ma se dovessimo sperare nel fondo per le riviste di alto valore culturale, a cui Latinoamerica con onore appartiene, ci si spartisce tra gli altri
briciole che non servono, francamente a nulla. nel 2009 arrivata a 1314
euro lanno, (http://www.librari.beniculturali.it/opencms/export/sites/dgbid/it/documenti/riviSte_beneciarie_contributo_annata_2009.pdf ) poi sempre meno.
onestamente non segnalo sostanziali differenze nelloperato quotidiano
con questo pop di cifra
Questanno, litalia scesa al 73 posto nella libert di stampa, scivolando
di ben 23 posizioni in un anno. Qualcosa quindi, di preoccupante sta succedendo. Qualcosa di complesso. non solo una questione di scarsa preparazione di alcuni giornalisti, della loro scarsa cultura, di molti, di troppi legati
ai poteri di turno; non solo una questione di mezzi di comunicazione trasformati pi o meno platealmente in mezzi di controllo, megafoni di potentati di turno; non solo una questione di internet come unico vero
mezzo di voce libera (sic). no. non tutto questo, ma altro. e difcile trovare il senso a questa questione.
o meglio, qualcosa di diverso: io ho un concetto etico del giornalismo.
ritengo infatti che in una societ democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della societ. un giornalismo fatto di verit impedisce molte corruzioni, frena la
violenza della criminalit, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le
forze dell'ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai
politici il buon governo (pippo fava. "lo spirito di un giornale", articolo
dell'11 ottobre 1981).
ecco, per questo che siamo costretti ad andare avanti.
anche solamente on line, se non troviamo i mezzi nanziari per stampare
le copie che possiamo vendere.
anche se continuiamo, dopo 15 anni, a sentirci in mezzo al deserto e chiediamo se davvero vale ancora la pena.
forse si, forse no forse.
fateci sapere cosa ne pensate: segreteria@giannimina.it.

latinoameriCa

2014/2015 3

60

Fidel Castro Ruz


ora di conoscere la realt
un p di pi

66

Wesley Clark
Soldi americani, armi turche
e saudite, cos abbiamo creato liSiS

68

Iosu Perales
Come loccidente ha spinto la libia
nel sangue

72

Francesc Casad
religione, intolleranza e violenza

74

Gennaro Carotenuto
morire per Sirte?

SPECIALE GALEANO

76

Federico Mastrogiovanni e Araceli Olivos


n vivi n morti, i 43 studenti
bruciati in messico

Gianni Min
Quella sera a modena
alla festa dellunit

84

Federico Mastrogiovanni
parla omar, il sopravvissuto

90

Salim Lamrani
largentina di Cristina:
50 cose che il mondo dimentica

96

Ignacio Ramonet
C chi dice il papa comunista!
non capiscono cos la solidariet

98

Federico Tulli
il Condor va alla sbarra

DALLEDITORE
anno XXXv n. 128,129,130
trimeStrale

luglio 2014 - marzo 2015

LATINOAMERICA
E TUTTI I SUD DEL MONDO

Loredana Macchietti
in italia c la libert di stampa
(ma a che prezzo?)

LE FOTO

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Questa una rivista associata

Roberto Brancolini
lodissea dei curdi e il loro orgoglio
Marco Sandi
una patria divisa in quattro parti

8
9

CULTURA E CULTURE
la despedida de marcos

138

il subcomandante marcos
annuncia la sua scomparsa

140

Subcomandante Marcos
marcos morto
mentre lEZLN cambia strategia

142

Noam Chomsky
10 modi per capire
tutte le bugie che ci raccontano

146

Fidel Castro Ruz


la pace un dovere,
anche con gli uSa

148

Alessandra Riccio
mrquez: Come sarei
se non ci fosse stata
la rivoluzione cubana

152

Mary Villalobos
dal neorealismo italiano
al realismo magico

154

Eugenio Baldassarri Hernndez


un anno senza paco de lucia

162

EDITORIALE
Gianni Min
la ne ingloriosa
dellinformazione italiana

lironia, il sarcasmo
e limpegno civile di eduardo
Alessandra Riccio
resistenza e denuncia,
laltra realt della scrittura
Eduardo Galeano
larte di raccontare il sogno
e la disillusione

16

22
25

28

30

AMICILIBIRI
Armando Gnisci
il maniesto-ensayo
de la transculturacin europea

165

Luis Seplveda
l'avventurosa storia dell'ubzeko muto

167

Gennaro Carotenuto
todo cambia

167

ANALISI
IL MONDO IN CUI VIVIAMO
Gianni Min
Hanno vinto gli Stati uniti o Cuba?

110

Ral Zibechi
Scusami pepe, ma bergoglio non era
un conservatore?

112

Atilio Boron
ecco perch evo morales
ha vinto ancora

34

Discorso di Barack Obama

36

Discorso di Raul Castro

37

Gennaro Carotenuto
Se obama cita Jos mart

42

Frei Betto
discorso sul metodo

46

DOCUMENTI E TESTI

Thierry Meyssan
gli Stati uniti mancano
il colpo di Stato in venezuela

48

il golpe abortito di ledezma

52

obama chiede al Congresso


la ne del blocco

54

ngel Guerra Cabrera


manca molto, ma dialogare positivo

56

intanto fidel incontra los cincos

104

Nazann Armanian
23 verit scomode sullo Stato islamico

58

114

Papa Francesco alla FAO


lotta alla fame: se lostacolo
si chiama mercato

120

Raul Castro Ruz


Cinquantamila medici cubani
contro lebola

124

Federica Zaccagnini
pi Stato, meno mercato
la revolucin dellecuador

130

Bruce Jackson
obama e Cuba, qualcosa di sensato con
50 anni di ritardo

OCCIDENTE
Juan Manuel Karg
le campagne mediatiche
contro Podemos in Spagna

170

Dan Glazebrook
legitto svela il bluff
sulla guerra alliSiS

172

LATINOAMERICA LE FOTO

Lodissea dei curdi e il loro orgoglio visti da roberto brancolini

LATINOAMERICA LE FOTO

Divisi, umiliati, ma mai vinti:


la resistenza di un popolo contro il Califfato Nero

LORGOGLIOSA LOTTA
DEI CURDI: UNA PATRIA
DIVISA IN QUATTRO PARTI
di Marco Sandi
Giornalista esperto del mondo arabo

CHI ROBERTO BRANCOLINI?

R
8

oberto

branColini,

fotografo modeneSe, Si oCCupa di reportage, Ha Seguito lo

Sviluppo dei movimenti anti-globalizzazione, le Condizioni di vita dei rifugiati


zapatiSti in

meSSiCo,

la vita dei Civili paleStineSi e una riCerCa fotografiCa Sulle

donne CHe migrano dall'eSt

europa ConoSCiute Come badanti.


attualmente Collabora Con l'agenzia fotografiCa fotogramma e Con la tavola
della paCe di perugia e la provinCia di modena.
in italia le Sue foto Sono State pubbliCate da repubbliCa, l'unit, il manifeSto,
avvenire, la gazzetta di modena, famiglia CriStiana, l'eSpreSSo, left, la nuova
eCologia, internazionale e Carta.
all'eStero dal guardian in gran bretagna dal guardian, da proCeSo in meSSiCo,
da geo in franCia, da galatea in Svizzera.
Ha pubbliCato due libretti fotografiCi Sul movimento zapatiSta editi dall'arCi
(2000-2001) e uno Sulla paleStina edito da maSSari (2002).

latinoameriCa

2014/2015

Siria,
nata un'esperienza politica rivoluzionaria a cui tutti guardiamo con ammirazione. nel nordest del paese, appoggiata al conne con turchia e iraq,
nasce la rojava, noto anche come Kurdistan siriano. letteralmente dove
tramonta il sole, la rojava un territorio abitato in maggioranza da popolazione curda. il popolo curdo, per la prima volta, intravede la possibilit
di creare una zona autonoma e autogovernata, lontana dal concetto di statonazione. per capire meglio di cosa si tratta necessario fare un passo indietro con un piccolo excursus storico-politico che servir per comprendere
meglio l'attuale situazione in Siria, con i suoi attori sul campo e le controverse dinamiche politiche e militari.
nel marzo 2011, sull'onda di quanto stava accadendo in egitto e tunisia, la
popolazione siriana scesa in piazza per chiedere pi diritti e democrazia
al regime del presidente bashar al-assad. la brutale repressione che quest'ultimo ha condotto nei confronti dei manifestanti ha fatto s che delle
semplici proteste di piazza sfociassero in poco tempo in una sanguinosa
guerra civile. ad oggi, quattro anni dopo, la situazione ancora di guerra
aperta, anche se sul campo le coalizioni e le alleanze sono cambiate. da una
parte troviamo il presidente al-assad e il suo esercito, l'esercito arabo siriano, baluardo della repressione e della conservazione del regime. dall'altra, invece, vi una galassia di formazioni armate che - nei loro interessi
politici e territoriali - combattono il regime ma molto spesso si affrontano
anche tra di loro. insomma, la situazione un tutti contro tutti in cui, al
momento, nessuno abbastanza forte da trionfare sugli altri. in questo
contesto di guerra che nasce l'esperienza della rojava.
nel nordest della Siria, lungo il conne con la repubblica di turchia, vivono

el ConteSto della guerra Civile CHe da ormai Quattro anni imperverSa in

latinoameriCa

2014/2015 9

LE FOTO
lorgoglioSa lotta dei Curdi: una patria diviSa in Quattro parti

circa 5 milioni di curdi. Sono parte della pi grande


nazione senza stato al mondo, essendo divisi principalmente tra quattro paesi connanti: turchia, iraq, iran
e, appunto, Siria. la questione curda ha origini nel
1916, quando francia e gran bretagna siglano segretamente l'accordo per la spartizione del medio oriente chiamato Sykes-picot -, prevedendo la scontta dell'impero ottomano, alleato degli imperi centrali nella
prima guerra mondiale. Questo accordo prevedeva che
le potenze occidentali si spartissero il territorio seguendo le linee dei propri
interessi, senza tenere conto delle nazionalit presenti e quindi tracciando
conni e dividendo popoli. inoltre promisero, con l'assenso di quasi tutti i
paesi vincitori, la creazione del Kurdistan, in un accordo sancito dalla rma
tra le potenze vincitrici e l'impero ottomano del trattato di Svres del 1920.
il territorio veniva ridimensionato rispetto alle reali dimensioni della popolazione, ma era pur sempre un'entit politica autonoma a maggioranza
curda.
Queste promesse naufragarono con la nascita della repubblica di turchia e
con l'ideologia fortemente nazionalista del suo fondatore, mustafa Kemal
atatrk. dopo aver rinegoziato i precedenti accordi rm un nuovo trattato,
quello di losanna (1923), nel quale venivano sanciti gli attuali conni e dove
non vi era spazio per un Kurdistan autonomo. atatrk elabor inoltre una
politica con forte connotazione turca, cercando di eliminare qualsiasi forma
di opposizione e di diversit. da questo momento la questione curda riguarder per lo pi repressione e violenza, diritti negati e soprusi.
importante contestualizzare storicamente l'esperienza curda per comprendere meglio gli avvenimenti contemporanei, troppo spesso in bala di cronache di parte e notizie di seconda mano. la questione curda non gode quasi
mai della giusta attenzione mediatica, perch troppo spesso in balia di interessi maggiori, politici ed economici, che coinvolgono le aree di conne dove
i curdi vivono. per questo motivo che solo ora, dopo molti anni, tornata
in voga.
la Rojava entra prepotentemente nelle cronache nel 2012, quando la popolazione curda si solleva in una vera e propria rivoluzione. rivoluzione che
prende piede nel contesto di assenza di potere centrale provocato dalla
guerra civile siriana: i curdi intravedono una possibilit e la sfruttano no
in fondo. nascono cos i tre cantoni: afrin, Kobane e Jazira. Sorgono in territori abitati per lo pi da curdi, nonostante siano presenti minoranze assire,
turcomanne, arabe, cristiane, caldee: sono lo specchio di una regione di conne che per migliaia di anni stata attraversata da imperi e regni, da eserciti
e mercanti, da grandi religioni. parliamo di entit territoriali non comunicanti tra loro, appoggiate al conne turco (afrin e Kobane) e turco-iracheno
(Jazira). Queste zone hanno subto, durante i regimi di al-assad, Haz e bashar, una serie di politiche di assimilazione culturale e identitaria che dal
1962 si sono susseguite senza sosta. obbligatoriet della lingua araba, cambio dei nomi delle citt, servizio militare obbligatorio nell'esercito arabo si-

Divisa dopo il 1916


tra Iran, Iraq, Turchia
e Siria, il Kurdistan
la pi grande nazione
senza Stato esistente.
Lotta per rinascere

10

latinoameriCa

2014/2015

marCo Sandi

riano: sono solo alcune delle misure repressive messe in atto per cancellare
l'identit curda. misure del tutto simili a quelle messe in atto nei paesi vicini, dove le minoranze curde hanno subito pi o meno le stesse vessazioni.
basti pensare all'iraq di Saddam Hussein, il quale non si tirava di certo indietro quando si trattava di gasare interi villaggi curdi, oppure alle politiche
portate avanti dall'iran post rivoluzione islamica, per nire con la turchia
dove dagli anni '80 in poi ha avuto luogo una vera e propria guerra tra l'esercito turco e il pKK, il partito dei lavoratori del Kurdistan.
proprio la nascita di questa formazione politica segna un prima e un dopo
nella storia dei curdi e del Kurdistan. nato tra i banchi dell'universit di
scienze politiche di ankara questo movimento si costituisce in partito nel
1978 sotto la guida di abdullah calan. adotta un'ideologia marxista-leninista e punta n da subito ad un'identit puramente curda, espellendo dal
partito gli elementi turchi. nel contesto politico turco di quegli anni, segnato da colpi di stato e governi militari, il partito si dota di un'organizzazione clandestina e dal 1984 decide di intraprendere la lotta armata contro
lo Stato turco per un Kurdistan indipendente. il conitto tra lo Stato turco
e il partito, secondo alcune stime, ha provocato complessivamente 40mila
vittime. il ruolo del pKK fondamentale perch ha rappresentato n da subito un punto di riferimento politico ed ideologico, riuscendo ad issarsi
come baluardo delle istanze curde, la stessa gura di calan stata nel
tempo mitizzata.
il pKK e calan sono fondamentali anche per l'esperienza della rojava, infatti in seguito al suo arresto nel 1999 vi un cambio del paradigma politico
di base: dalla lotta armata per la conquista di uno stato-nazione al confederalismo democratico. Questo tipo di governo o amministrazione pu essere
chiamato amministrazione politica non-statuale o democrazia senza stato
scrive calan in Confederalismo democratico -. gli stati amministrano
soltanto, mentre le democrazie governano. gli stati sono fondati sul potere;
le democrazie sono fondate sul potere collettivo. la portata politica di queste idee talmente innovativa per il contesto mediorientale che potrebbe
essere un precedente pericoloso per gli emiri, i calif e i generali che sono
gure note del sistema politico nell'area. il confederalismo democratico continua calan - aperto ad altri gruppi e ad altre fazioni politiche. e' essibile, multi-culturale, anti-monopolistico e orientato al consenso. l'ecologia
e il femminismo sono pilastri centrali.
anche sul piano economico il confederalismo assolutamente rivoluzionario: nel quadro di questo tipo di autogoverno, diventer necessaria un'economia alternativa che aumenti le risorse della societ
invece di sfruttarle e quindi renda giustizia alle molteplici esigenze della societ. Queste idee, ancora una
volta, sono assolutamente rivoluzionarie per il contesto
per cui sono pensate e messe in pratica. Questa la rojava sul piano teorico, piano che si scontrato n da subito con un contesto di guerra. le parole di una
combattente curda sono esaustive: Questa rivoluzione

Nel 1978 nasce il PKK


e il suo leader Ocalan
costruisce la teoria
del confederalismo
democratico: laddio
allo Stato-nazione

latinoameriCa

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LE FOTO
lorgoglioSa lotta dei Curdi: una patria diviSa in Quattro parti

qualcosa che pu spezzare non solo la politica del


medio oriente ma l'intero sistema capitalista. non abbiamo avuto il tempo di concretizzarla perch abbiamo
dovuto prendere le armi per difenderla.
difendere una rivoluzione. ma da chi e da cosa? in
quello che il pantano siriano e l'estremizzazione del
conitto che ne seguita, hanno fatto capolino delle
formazioni estremiste di ispirazione jihadista che fanno
del discorso religioso il loro credo politico. Sono parte
di quella galassia di gruppi jihadisti che si rifanno all'esperienza della resistenza afghana e irachena, fatta di guerriglia e indottrinamento religioso,
di proselitismo e spettacolarizzazione delle azioni. la prima a balzare agli
onori della cronaca stata Jabhat al-nusra, afliata di al-Qaida, che ha seminato il terrore nel nord ovest della Siria per anni. ora invece la formazione pi pericolosa e pi tristemente famosa lo Stato islamico (iS),
evoluzione dello Stato islamico dell'iraq e del levante (iSiS). l'idea di base di
questa formazione di chiara ispirazione jihadista quella di ristabilire il califfato, ricreare cio l'unit politica e religiosa di tutti i musulmani, eliminando sicamente e culturalmente chi non vi appartiene. Si tratta di
un'ideologia al limite, anacronistica e proto-fascista che vede nell'imposizione violenta e militare di credo, cultura e religione il suo obiettivo nale.
in quest'ottica si possono leggere le esecuzioni spettacolarizzate, gli attentati tramite autobomba, i video di propaganda e la distruzione delle rovine
degli imperi pre-islamici nei territori da loro controllati.
la comparsa dell'iSiS nello scenario della guerra civile siriana da collocarsi
sempre nel vuoto di potere che essa stessa ha creato. l'unione di piccoli
gruppi jihadisti, con l'aiuto dei nanziamenti di alcuni paesi dell'area con
comunit di intenti, ha fatto s che questa formazione guadagnasse potere
e forza militare, permettendole un'espansione che non era lontanamente
immaginabile. la conquista di ampie porzioni di iraq e Siria ha permesso
di creare un vero e proprio stato, abbattendo quelle frontiere che erano state
create nel 1916 dall'accordo Sykes-picot e mettendo a nudo il fallimento totale delle politiche americane nell'area, pensate post-11 settembre e postinvasione dell'iraq nel 2003. nell'idea della ricostruzione americana c'era
anche l'intenzione di formare e armare un esercito che potesse difendere il
paese dalle minacce di carattere estremista e religioso. Cos non stato e
molte di quelle armi sono oggi in mano a miliziani dello Stato islamico che
le impugnano contro tutto e tutti. anche contro i curdi della rojava.
proprio nella rojava, nel nord della Siria, pi precisamente a Kobane, che
l'impetuosa avanzata dello Stato islamico si arenata. Kobane era una citt
di circa 60mila abitanti, adagiata su alcune colline e appoggiata alla frontiera con la turchia. era una tranquilla citt di conne, una stazione sulla
ferrovia istanbul-baghdad, progettata e costruita agli inizi del novecento
dagli ottomani. non ha e non aveva nulla di strategico se non un posto di
frontiera con la turchia, nessun giacimento, nessuna risorsa particolare. Kobane e i villaggi vicini hanno come unica particolarit, quella di essere abi-

Dalla rivoluzione curda


in Siria nasce Rojava,
un territorio liberato
che i miliziani dellISIS
hanno aggredito
per primo

12

latinoameriCa

2014/2015

tati da curdi, ed per questo che lo Stato islamico vi si rivolto contro.


Kobane balza alle cronache a met dello scorso settembre quando le prime
bombe cadono in citt e le prime centinaia di profughi premono sul conne per cercare rifugio in turchia. giorno dopo giorno l'assedio si chiude
sempre di pi sulla citt, sempre pi persone varcano il lo spinato che
funge da conne e sempre pi reale si fa la minaccia dello Stato islamico
e delle sue bandiere nere. i primi giorni di ottobre sono i peggiori per la
citt perch i combattenti curdi, organizzati nelle forze di autodifesa del
popolo Ypg/YpJ, vengono connati in pochi isolati della citt bassa e sembrano non poter reggere l'urto di una forza militare meglio equipaggiata
e molto pi numerosa. invece i curdi resistono. resistono perch combattono per la loro terra, per la loro citt e per la loro sopravvivenza. finalmente anche gli occhi della comunit internazionale si aprono su Kobane:
le notizie dei massacri compiuti dai miliziani dello iS contro la minoranza
degli yazidi sui monti Sinjar muovono l'opinione
pubblica che chiede a gran voce un intervento internazionale a sostegno di chi resiste e combatte contro
le barbarie di queste bande, allarmata anche dalla
possibilit di un ennesimo bagno di sangue, difcilmente giusticabile. gli Stati uniti e altri trentacinque paesi decidono cos di formare una coalizione e
di mettere in campo una forza aerea che sia capace,
attraverso raid e bombardamenti, di arrestare l'avan-

Lo scorso settembre,
su Kobane, la citt curda
in Siria, iniziano a cadere
le prime bombe
del Califfato e inizia
un assedio sanguinoso

latinoameriCa

2014/2015 13

LE FOTO
lorgoglioSa lotta dei Curdi: una patria diviSa in Quattro parti

zata dei miliziani del califfato.


durante i mesi di assedio della citt di Kobane
circa ottantamila persone hanno trovato rifugio
nella vicina turchia. Questi rifugiati, perch come
dicono loro non siamo profughi di niente, abbiamo dovuto scappare ma ritorneremo presto,
hanno trovato una fredda accoglienza da parte
dello stato turco e delle agenzie che si occupano
delle emergenze. Sono stati approntati subito alcuni campi con tende ma non erano sufcienti per il numero di persone
che stavano varcando il conne in cerca di aiuto. Si subito mossa la macchina della solidariet internazionale che ha inviato aiuti materiali e nanziari ma il vero motore della solidariet e dell'aiuto stato il popolo curdo
stesso. nella citt di Suru, a pochi chilometri dal conne e da Kobane, la
municipalit curda insieme ad un gruppo di volontari provenienti da tutto
il paese ha approntato sette campi. Questi campi sono totalmente autogestiti dalla comunit curda, portano i nome di eroi della resistenza e dei luoghi di origine: arin mirxan, la combattente curda-turca che vistasi
circondata da un gruppo di miliziani dello del Califfato nero, rimasta senza
munizioni e impossibilitata a combattere oltre, ha preferito farsi esplodere
con una bomba a mano, uccidendo cos anche dieci nemici che ormai le
erano prossimi; c' il campo Kader ortakaya, dedicato a un'altra ragazza che
stata uccisa dai militari turchi in prossimit del conne mentre protestava
insieme ad altre persone per chiedere l'apertura di un corridoio umanitario
per Kobane; ci sono i campi Kobane e rojava, per non dimenticare da dove
si viene; inne c' il nuovo campo di Kulunge, pronto per ospitare diecimila
rifugiati.
Come gi detto, la gestione di questi campi totalmente autonoma: l'organizzazione nelle mani di un gruppo di volontari senza esperienza che
hanno saputo egregiamente gestire l'emergenza e gli aiuti, dal cibo agli altri
beni di prima necessit, molti dei quali provengono dalle donazioni di altri
curdi e da qualche organizzazione europea.
totalmente diversa la gestione dei campi di rifugiati da parte delle autorit
turche, infatti gi a prima vista ci si rende conto di una fondamentale differenza: all'entrata dei campi e al suo interno vi la forte presenza di polizia
e gendarmeria, lo spinato e reti, torrette di osservazione ogni cinquanta
metri. pi che campi per rifugiati sembrano campi di prigionia per oppositori politici, cosa che forse i curdi rappresentano per le autorit turche.
la situazione a Kobane nei mesi di novembre, dicembre e gennaio andata
progressivamente migliorando: ci sono stati combattimenti acerrimi, casa
per casa, strada per strada, ma nonostante la forza soverchiante dei miliziani dello Stato islamico, i combattenti curdi dello Ypg/YpJ hanno saputo
opporre una resistenza epica. per mesi questi uomini e donne provenienti
da tutte le regioni del Kurdistan hanno combattuto una battaglia immane,
ostacolati dalla frontiera chiusa alle loro spalle e dalla connivenza di obiettivi tra lo stato turco e i miliziani tagliagole: i turchi non vedono di buon

Ottantamila persone
si rifugiano
nei paesi vicini,
ma sono ospiti sgraditi,
assistiti solo da altri curdi.
Mentre a Kobane si muore

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latinoameriCa

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marCo Sandi

occhio la nascita di un'entit curda autonoma al di l del conne e per


questo, pi e pi volte, si sono resi complici delle azioni dello Stato islamico, fornendogli veri e propri aiuti, chiudendo un occhio quando si trattava di controllare il passaggio dei jihadisti da una parte all'altra del
conne.
Kobane ha resistito a tutto questo, diventando un simbolo per i rivoluzionari di tutto il mondo che nella resistenza curda contro lo Stato islamico
vedono la resistenza contro il fascismo, il fondamentalismo religioso e
contro le ingiustizie. Kobane ha vinto, i curdi hanno vinto. la citt stata
liberata il 26 gennaio, dopo 134 giorni di pesantissimo e violentissimo assedio, vedendo alcuni dei sui quartieri completamente rasi al suolo in
quello che chi ha potuto entrare in citt dopo la liberazione ha descritto
come un'apocalisse: non solo il teatro di una feroce battaglia ma i resti di
un efferato e deliberato tentativo di radere al suolo, insieme alla citt,
anche l'esperienza rivoluzionaria di cui portatrice. Kobane invece ha resistito, la rojava intera ha resistito e sta resistendo, ricacciando nel profondo nulla del deserto siriano le bande di miliziani del Califfato nero,
iniggendo loro pesanti perdite. i curdi ripetono spesso la seguente frase:
la battaglia per Kobane stata vinta, ma la guerra sar ancora lunga. per
sconggere questo nemico, il peggior nemico del mondo, ci serve tutta
l'attenzione e tutto il supporto possibile perch se ci lasciate soli non potremmo mai vincere.
negli inni curdi cantati a gran voce le mattine, nelle dita a segno di vittoria, nei racconti delle madri dei combattenti attorno ai fuochi la sera sta
tutta la forza di questo popolo e della loro rivoluzione. Se riusciranno nalmente a vivere in pace, lontani dalla guerra che li ha sempre perseguitati, liberi di mettere in pratica le idee del confederalismo democratico,
questo popolo e la rojava possono rappresentare qualcosa di veramente rivoluzionario non solo nel contesto
mediorientale ma in quello del mondo capitalistico occidentale.
Sui muri delle case di fango e paglia c una scritta ricorrente e che molto esplicativa: biji berxadane Kobane,
viva la resistenza di Kobane. perch sarebbe giusto che
ovunque ci fosse un po' di Kobane e ovunque un po' di
rojava.

Ma dopo un assedio
durato 134 giorni,
sono i curdi a vincere.
Le milizie islamiste
ripiegano nel deserto,
la Rojava sopravvive

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LATINOAMERICA EDITORIALE

LA FINE
INGLORIOSA
DELLINFORMAZIONE

ITALIANA
di Gianni Min

Una manifestazione di solidariet per Abdullah Ocalan con i ritratti di ieri e di oggi
dopo 13 anni di prigionia.

i ColpiSCe Sempre profondamente la visione


che si da di abdullah ocalan, leader del
pKK il partito della sinistra curda, nelle
poche volte che compare nelle cronache
dei nostri media, perch non riesco ad accettare che sia da 16 anni prigioniero solitario, con la sola compagnia dei suoi
guardiani, a imrali, unisoletta del mar di
marmara, dove il governo, che si dice democratico, della turchia lo ha relegato
dopo un inseguimento, quasi cinematograco, da roma a nairobi, in Kenya.
tutto questo mimpressiona perch ocalan era riparato in italia, dove era stato accolto come un rifugiato politico e
nessuno lo avrebbe toccato se il governo
dalema non avesse deciso, non si sa perch, di consegnarlo ai servizi segreti nordamericani e turchi, questi ultimi allora
ancora in buona con la proba europa, ora
spaventata con la svolta fortemente religiosa di erdogan.
una condizione che ricorda i 18 anni passati da nelson mandela nella minuscola
cella di robben island, nel suo Sudafrica,
dopo tanti trasferimenti in varie prigioni.

latinoameriCa

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EDITORIALE
la fine inglorioSa dellinformazione italiana

perch il vero peccato di ocalan stato ed quello


di avere unideologia che, ancora adesso, sostiene
(come ha spiegato allinizio di questo numero di
latinoamerica lesaustivo reportage di marco
Sandi) la lotta e la resistenza del popolo curdo
mentre il mondo civile e democratico ha deciso
non debbano essere nazione, ma unumanit dispersa.
la giusticazione stravagante delloccidente che
ocalan fosse fautore della resistenza armata. Come se non fosse uguale il
credo abbracciato da mandela allinizio della lotta di liberazione della sua
terra o come se il mondo attuale, cos com disegnato sulla carta geograca,
non fosse nato in massima parte da guerre dindipendenza o liberazione. Se
stai dalla parte dei pi forti politicamente va bene la tua battaglia, se no
devi essere inghiottito da un carcere dove gli unici essere umani che frequenti sono i guardiani che si danno il cambio giorno dopo giorno. ocalan
non era conveniente al regime turco e agli alleati della Comunit europea
e in pi il fatto di essere comunista spaventava limpero nordamericano.
per cui il ragionamento con cui si liquida il pKK che i suoi adepti sono
terroristi, anche se hanno messo su in questi anni un progetto di nazione
federata che lonu farebbe bene a sposare.
purtroppo la storia non ha insegnato nulla a chi si crede il depositario della
democrazia del pianeta. i governanti e perno gli storici e i giornalisti hanno
dimenticato che chiamavano terroristi anche i movimenti di liberazione latinoamericani, i cui leader come successo adesso con pepe mujica in uruguay o con dilma rousseff in brasile o con Salvador Sanchez Ceren ne el
Salvador del macellaio colonnello daubuisson, sono ex-guerriglieri, tupamaro mujica, guerrigliera metropolitana dilma e militante dellfpl (Fuerzas Populares de Liberacion Farabundo Mart) Sanchez Ceren. erano
combattenti per la libert, non terroristi.
Chi ha il diritto di assegnare la patente o no di democratici in un mondo
dove i servizi segreti di vari paesi dellamerica latina, soggetti a dittatura
militare e con la benedizione degli Stati uniti, si scambiavano la possibilit,
in quellepoca nefasta, di commettere assassini su commissione, per conto
terzi, di membri dellopposizione con lavallo di nixon e Kissinger che,
quando lo avvisarono di questo scempio, seppe dire soltanto: fate in fretta
perch se no non riesco a tenere tranquillo il Congresso.
e furono molte le volte in cui questi torturatori si sbrigarono, magari prendendo labitudine, per fare un lavoro pulito, di caricare, come fecero in argentina, su piccoli aerei, i combattenti per la libert o anche solo alcuni
disgraziati, che non facevano politica, ma che erano registrati nel libretto
telefonico di un compagno di universit, che invece la faceva.
il destino di questi essere umani si compiva poi a largo di buenos aires dove
venivano sganciati per il pasto dei tiburones.
daltronde questi eroi in grigio-verde, abili anche nel far sparire la gente,
avevano frequentato tutti la mitica Escuela de las Americas, a fort benning in

Lipocrisia dellOccidente:
Il peccato di Ocalan,
leader di sinistra
della resistenza curda?
La scelta della lotta armata
come Mandela allinizio

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gianni min

georgia, dove hanno studiato tutti i repressori del continente americano.


e non nita se lonu costretta a richiamare il governo di Washington per
i trattamenti riservati a guantanamo a presunti colpevoli che non hanno
nemmeno diritto a un processo normale, ma solo di assaporare limpressione
della morte quando chi li interroga, pratica il waterboarding, una tortura che
secondo donald rumsfeld, ex ministro della difesa sotto il governo di bush
jr, non violava i diritti umani dei prigionieri di guantanamo.
agghiacciante, come ho gi ricordato altre volte leggere la prefazione che
Claudio fava, giornalista, scrittore e parlamentare europeo, presidente della
commissione ue che ha indagato sulle extraordinary renditions, ha scritto per
il libro del collega giulietto Chiesa le carceri segrete della Cia in europa.
ne cito un brano: Questa storia anche un viaggio nellorrore e nel ridicolo.
nomi storpiati, abbagli, menzogne, con un pi tragico e grottesco dettaglio:
delle venti extraordinary renditions che la commissione dinchiesta ha ricostruito nel 2012, almeno 18 riguardavano casi di persone totalmente innocenti. Catturate, detenute, torturate e inne un anno dopo, due anni dopo,
cinque anni dopo- liberate con unalzata di spalle: Ceravamo sbagliati.
solo una stolta avventura della Cia? non credo, quegli abusi, quelle menzogne, quegli eccessi sono anche i nostri.
Quando per i doveri del mestiere mi tocca tirar fuori dallarchivio storie cos
nefande a cui molti colleghi del mondo occidentale trovano sempre una spiegazione (magari ridicola ma la trovano) mi domando perch questo succeda
oppure chi glielo fa fare. perch quelle che ho citato sono realt insmentibili
come quella che il presidente degli Stati uniti, sia progressista come obama
o conservatore come bush jr, abbia a disposizione ogni settimana una kill list,
ogni volta aggiornata, di persone che, per presunta sicurezza nazionale, possono essere fatte fuori senza processo e senza difesa.
Sono quelli magari folgorati sulla via di miami, incuranti dello scandalo
dei colleghi del miami Herald, comprati dal dipartimento di Stato o pi precisamente dalluSaid, agenzia della Cia, per scrivere e inventare storie che
screditino realt o nazioni come Cuba o il venezuela, non allineate agi interessi nordamericani. guerra sporca di bassa intensit. perch lo fanno? lo
fanno per interesse per godere di qualche privilegio. ma altri pi tristemente
lo fanno per pigrizia, per non perdere il carro del successo, perch di moda,
magari, screditare un continente come lamerica latina che sta dando molte
preoccupazioni allimpero americano e alla sua politica. ma tutto questo ai
nostri media ammalati di renzite non interessa.
il collega filippo Ceccarelli su LEspresso, per
esempio, non ha voluto far mancare alla sua
prosa questo sfoggio di cattivo gusto a comando
che rinasce, da 50 anni, tutte le volte che si materializza la possibile resurrezione di Cuba.
perch, morto il comunismo e fallito il capitalismo, ancora una volta la coerenza avrebbe obbligato linformazione internazionale a dire
che, pur fra tanti errori e difcolt, la Revolucin

Perch i giornalisti
tradiscono il loro mestiere?
Per non perdere
il carro del successo,
per essere alla moda
o non dispiacere allimpero

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EDITORIALE
la fine inglorioSa dellinformazione italiana

non era morta tanto che barack obama era stato costretto ad annunciare il ripristino delle relazioni diplomatiche e in un prossimo futuro la ne del blocco
economico verso lisola.
barack obama annunciava: abbiamo fallito, bisogna
cambiar politica in america latina. Ceccarelli, invece, pontica: lestrema vecchiaia dei dittatori
sempre un po sospetta perche non si capisce a cosa
serve metterla in mostra, se non a dimostrare che il
dittatore vivo o meglio non ancora morto, cos lapparizione suscito un
misto di ribrezzo e di piet. a parte il fatto che un simile linguaggio e un
simile atteggiamento suscitano piet per chi li usa. proprio lelusione della
verit che Ceccarelli pratica, a spiegare perch, come tanti colleghi, su certi
argomenti scabrosi sceglie di non sapere o di fare folklore se queste notizie
sono in contrasto con quello che racconta linformazione corrente, specie
se arriva doltreoceano.
Ceccarelli, guardando la foto di quelli che vengono chiamati i 5 eroi cubani,
si guarda bene, per esempio, dal segnalare che i 5 giovani agenti dellintelligence, che avevano smascherato il terrorismo organizzato in florida e
messo in atto a Cuba, e che circondano fidel nella foto, dopo essere stati
imprigionati per 20 anni nelle pi dure prigioni degli Stati uniti, erano stati
condannati in un processo farsa a miami, dove perno la giuria era stata
condizionata e minacciata, tanto che la corte dappello di atlanta aveva annullato quella sentenza e chiesto un nuovo processo o un intervento della
Corte Suprema. tutto questo visto che perno funzionari e alti ufciali
dellesercito nordamericano avevano testimoniato che quei 5 cubani non
avevano mai messo in pericolo la sicurezza dello Stato.
a Ceccarelli far sapere tutto questo evidentemente scocciava, visto che era
pi interessato dai mobili dello studio di fidel e dalle poltroncine imbottite
del giardino o da alcune sculture in legno.
non molto tempo fa sono stato in quel giardino e devo dire che mi ha colpito pi la semplicit della casetta che altro. in particolare vorrei dire al collega che quel mucchietto di fogli su un tavolinetto sono il pane ogni mattina
della curiosit di fidel, che legge ogni giorno pi di un migliaio di cablo da
tutto il mondo per essere capace di capire cosa possiamo ancora sperare per
il nostro futuro, malgrado il grigiore morale di tanti Ceccarelli.
non sono un indovino che come il collega trincia giudizi, ma posso assicurare che fidel a 88 anni ha una lucidit intellettuale che molti giornalisti
adesso faticano ad avere in et meno avanzata. Ceccarelli certamente ha un
pregiudizio sui vecchi e per precisione bisogna pure ricordargli che i 5 cubani non sono stati liberati dagli americani, hanno solo recuperato il loro
diritto alla vita calpestata dalla nazione che si denisce patria della democrazia. daltronde nel mondo moderno sono le etichette quelle che spesso
tradiscono la verit .
una banca tedesca, per esempio, la Commerzbank, deve pagare un miliardo e
710 milioni di dollari al governo degli Stati uniti per la violazione delle san-

Ceccarelli, se sei onesto


devi sapere che
i 5 cubani non sono stati
liberati dagli USA.
stato solo restituito loro
il diritto alla libert

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gianni min

zioni sulle transazioni con Cuba, iran e Sudan. non la prima volta, non sar
lultima, ma forse non sarebbe male ricordare che queste sanzioni unilaterali
decise dagli Stati uniti ledono il diritto al commercio di nazioni, spesso non
poderose come la germania, per due leggi la torricelli e la Helms-burton che
non stanno in piedi dal punto di vista del diritto. i governi si arrangiano in
qualche modo, ma forse chi fa il mestiere dellinformazione ogni tanto dovrebbe sottolinearlo.
il problema, specie per linformazione in italia, non solo pratico, anche
etico perch le sanzioni vengono da un pregiudizio politico, lindiscutibilit
delleconomia neoliberale nel mondo moderno.
Come fanno i giornali pi letti e i telegiornali pi visti a nascondere, a morticare in italia una notizia come quella del richiamo della Corte dei diritti
delluomo di Strasburgo? e come fa il nostro attuale governo a blindare, come si dice adesso, il presidente
della finmeccanica de gennaro, che era capo della polizia al tempo della macelleria messicana nel contesto
del g8 di genova? Come fa il Corriere della Sera o la
Stampa a far nta che si tratti di quisquiglie, come diceva tot?
proprio la latitanza dellinformazione onesta a rendere
attualmente poco credibile la nostra democrazia.

proprio la latitanza
dellinformazione seria
a rendere attualmente
poco credibile,
agli occhi di molti,
la nostra democrazia

latinoameriCa

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LATINOAMERICA SPECIALE GALEANO

SPECIALE GALEANO
QUELLA SERA A MODENA
ALLA FESTA DELLUNIT
CON QUELLI CHE
HANNO PROVATO A CURARE
LE VENE APERTE
DELL AMERICA LATINA
di Gianni Min

U
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mi trovai per una felice congiuntura a modena, ad accompagnare un gruppo di resistenti che malgrado i colpi del destino e della vita non si
erano ancora stancati di cercare di costruire un mondo
migliore.
erano, nella fotograa qui accanto da sinistra, lo scrittore
guatemalteco dante liano, scampato ai massacri previsti
del Plan Condor, quello benedetto da nixon e Kissinger. e
poi frei betto, frate domenicano e teologo della liberazione, carcerato e torturato dalla dittatura brasiliana, e
eduardo galeano, il pi acuto saggista del continente latinoamericano con accanto lula da Silva, il leader della
sinistra brasiliana, che pochi mesi pi tardi sarebbe diventato per due mandati, il presidente del paese.
nel frattempo, la terra del samba e della bossanova di Chico
buarque, Caetano veloso e gilberto gil (allepoca esiliati

na Sera di QualCHe anno fa

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LATINOAMERICA SPECIALE GALEANO


SpeCiale galeano

per sfuggire alla dittatura militare), diventata la quinta


potenza economica del mondo.
i componenti di quel gruppo, provenienti da impegni diversi, si erano riuniti, quella sera, per solidariet verso rigoberta mench, intrepita nobel per la pace, che
presentava alla festa dellunit, il suo ultimo libro Guatemala Nunca Mas che denunciava il genocidio dei suoi fratelli indigeni in guatemala.
Ci avevano invitato i ragazzi della fgC (federazione giovani comunisti) entusiasti di ricevere cos tante gure profetiche del continente, oltretutto scampando allestinzione. non avevano per lo stesso
sentimento i militanti pi avanti nellet e gli organizzatori della festa.
min, questa sera nella sala grande abbiamo il confronto fra guazzaloca e
vitali, forse sarebbe meglio che con i suoi ospiti andasse in un ambiente pi
raccolto. ricordo che mi scapp una frase sarcastica: non solo rischiate
di far vincere ai vostri avversari le elezioni amministrative a bologna ma gli
preparate anche il terreno adatto.
rimanemmo nel nostro spazio anche per la ducia trasmessa da eduardo
galeano, il nostro guru, che mostrava di divertirsi molto. non avete pi ducia in voi stessi. questo il vostro problema se ho capito qualcosa del momento che state vivendo, con lavvento di berlusconi. malgrado le tragedie
che abbiamo vissuto, noi latinoamericani crediamo che le cose possano cambiare. Cos stato. Quella sera rimanendo nel nostro spazio concerti, assegnatoci dai ragazzi della fgC, spaccamo in due la festa. un migliaio di
spettatori per guazzaloca/vitali, e altrettanti per noi. rigoberta mench
rm 500 libri in poco pi di mezzora. eduardo scuotendo la testa comment pare che la sinistra non conosce pi la propria gente, il suo elettorato. triste perch magari la prossima volta che verr non trover
nemmeno pi un partito di sinistra. fu profetico. Qualche mese dopo
dalema invit a firenze quasi tutti i leader socialisti delle nazioni pi importanti. a sorpresa per per il brasile, non si ricord di invitare lula da
Silva il leader di 50 milioni di brasiliani che votano a sinistra. prefer trasmettere linvito a fernando Henrique Cardoso, leader della coalizione di
centro destra che governava in quel momento. la giusticazione? Cardoso
in giovent era un sociologo progressista che dalema probabilmente aveva
letto. lula che con bonomia mi ha raccontato questa gaffe, ricord che lanno
successivo, quando gi era succeduto a Cardoso, dalema vol a rio con fassino per il summit dellinternazionale socialista e la prima cosa che fece fu
chiedere una mozione di censura per Cuba. fu lo stesso lula, che pure un
moderato, a ricordare alla delegazione italiana che per la maggior parte
dei latinoamericani la Revolucin un esempio indiscutibile.
non a caso tanto il fraterno amico di galeano, l ex presidente delluruguay
pepe mujica quanto dilma rousseff presidente del brasile, quanto Sanchez
Ceren che guida el Salvador sono ex guerriglieri che ancora adesso citano
con emozione ernesto Che guevara. basterebbe accorgersene o aver capito
la denuncia de Le vene aperte dellAmerica Latina.

Le vene aperte
fu una folgorazione.
Un libro vangelo
tradotto in 18 lingue
con oltre 100 edizioni
solo in spagnolo

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LIRONIA, IL SARCASMO
E LIMPEGNO CIVILE
DI EDUARDO
di Gianni Min

uando Se ne va un amiCo che ti ha aiutato a capire il segreto di una professione,


del vivere con degli ideali o ti ha regalato il piacere della sua parola, come
mi successo con eduardo galeano, viene difcile trovare le parole adatte
per raccontarlo. tutto suona banale.
eduardo era, no a ieri, e da anni, il saggista pi acuto e onesto nellillustrare
il fascino del continente dove era nato e cresciuto, ma anche il narratore pi
sarcastico delle esagerazioni che lattuale mondo isterico ci sbatte ogni mattino in faccia, sia in america latina che in tutto il mondo.
Cos ora mi commuove pensare allattualit dei suoi ironici discorsi, proprio
in questi giorni, in cui sono state spese tante parole stonate, dopo lincontro
storico fra obama e raul Castro che dovrebbe chiudere nalmente unassurda guerra fredda non dichiarata fra lamerica latina e gli Stati uniti
damerica, una guerra fredda succeduta alla sua ne ufciale nellautunno
dell89 e che costringe ora obama a mettere da parte per un po lingerenza
nordamericana nel continente latino.
galeano, qualche anno fa, polemizzando con mario vargas llosa per la sua
accusa alla maggior parte degli scrittori latinoamericani di essere troppo condiscendenti verso la rivoluzione cubana, stato franco no al sarcasmo: vargas llosa vede sorprendentemente l'america latina come se fosse un
viaggiatore nato in una contea inglese e non nel per del sottosviluppo e
degli orrori. amo molto mario, uno dei pi grandi scrittori viventi, per questo
mi dispiace stia facendo una specie di gara con il nobel octavio paz, per vedere chi corre pi a destra". e poi, entrando nella contesa: "io sono stato
spesso critico con Cuba, ma lo faccio con amore e rispetto, non con odio e
rancore, come sembra succedere a molti che, in altri tempi, si atteggiavano
a rivoluzionari, e oggi vogliono cancellare ogni traccia del proprio passato a
costo di ignorare che, se in questo continente la met della gente vive sotto
la soglia della povert, il libero mercato, quello che ora chiamiamo il neoliberismo, a fallire miseramente ancora prima del socialismo.
Certo eduardo non le mandava a dire e per questo sono orgoglioso di aver
lavorato 10 anni con lui per fare uscire 7 delle sue opere, in italia, dove era
stato pubblicato, no a quel momento, solo la trilogia di Memorie del fuoco.
nel 1971 quando apparve il suo libro Le vene aperte dellAmerica Latina, fu per

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SPECIALE GALEANO
lironia, il SarCaSmo e limpegno Civile di eduardo

Nel 2009 al summit delle


Americhe Hugo Chvez
arriv a dire a Obama:
Se vuoi capire qualcosa
dellAmerica Latina
leggiti questo libro.

molti una vera e propria folgorazione, tanto che


Heinrich boll, scrittore tedesco premio nobel per
la letteratura 1972, disse: "negli ultimi anni ho
letto poche cose che mi abbiano commosso cos
tanto".
galeano, in un libro vangelo di un continente allora di moda, aveva inventato, a trentun anni, un
metodo per raccontare la storia partendo apparentemente dalla piccola quotidianit.
un reportage, un saggio, una pittura murale, un'opera di artigianato mirabile, terminato di scrivere in esilio, lontano dal suo uruguay, dopo che aveva
dovuto lasciare il suo paese e poi largentina per sfuggire alla ferocia di
quelle dittature.
Le vene aperte, proposto per primo dalla feltrinelli e poi tradotto in 18 lingue,
ha avuto oltre 100 edizioni, solo in spagnolo. unopera tuttora di straordinaria attualit che denuncia, analizza e spiega attraverso episodi apparentemente senza importanza e riferimenti storici, spesso trascurati, il processo
di spoliazione del continente latinoamericano, prima da parte dei conquistadores, poi delle potenze coloniali e inne degli Stati uniti.
forse per questa incisivit che nel 2009, al summit delle americhe, a trinidad e tobago, lex presidente venezuelano Hugo Chvez non pot fare a
meno di regalare a barack obama questo libro vangelo di un continente dicendogli, con la solita ironia: presidente, se vuoi capire qualcosa di america
latina, leggiti questo libro.
abbiamo il dubbio che il presidente nordamericano non abbia avuto il
tempo di consultarlo se i rapporti con Cuba, il venezuela e lamerica latina
hanno dovuto aspettare altri 6 anni per diventare una speranza.
i ricordi di unamicizia sono tanti. una volta ci ritrovammo a buenos aires
per un omaggio alla memoria di osvaldo Soriano. Cera anche la vedova Catherine brucher. tutti eravamo emozionati e per la prima volta anche il severo eduardo che aveva un senso dellamicizia fortissimo.
Come tutti i latinoamericani adorava il calcio tanto che non obiett nulla
quando io gli dissi che, la casa editrice, avrebbe fatto uscire Le vene aperte
dellAmerica Latina in concomitanza a El ftbol a sol y sombra (tradotto in italia
con il titolo Splendori e miserie del gioco del calcio). Sar un successo disse ed
ebbe ragione.
una volta si accorse che cera una partita di Coppa italia allolimpico, roma
- inter, seminale. mi chiese di andare con lui allo stadio. Ci avevano consigliato di uscire 5 minuti prima per evitare lingorgo. la roma vinse 2 a 1,
ma dovetti penare molto per trascinarlo via una manciata di secondi prima
della ne.
aveva anche il culto dellimpegno civile. lui cos schivo nella vita accett
una volta di partecipare con altri intellettuali al controllo delle elezioni in
venezuela, stravinte da Chvez, e si arrabbi molto quando lesse cosa raccontavano i ridicoli cronisti del mondo occidentale, pur smentiti nel loro
tentativo di svalutare le elezioni. tanto il conteggio del gruppo dintellet-

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gianni min

tuali, quanto quello della fondazione Jimmy Carter, ex presidente degli Stati
uniti, avevano concordato, infatti, nellassoluta correttezza delle votazioni,
ma lopposizione a Chvez non voleva sentir ragioni.
amava la nuova america latina progressista e nelle sue note non lo nascondeva, come non nascondeva la simpatia per il Subcomandante marcos e
lezln (esercito zapatista di liberazione nazionale) da cui and un paio di
volte.
Ha scritto di lui isabel allende nel prologo allennesima edizione di Le vene
aperte dellAmerica Latina (pubblicato in italia da Sperling & Kupfer): galeano
ha percorso lamerica latina ascoltando anche la voce dei reietti oltre che
quella di leader e intellettuali. Ha vissuto con indios, contadini, guerriglieri,
soldati, artisti e fuorilegge; ha parlato a presidenti, tiranni, martiri, preti,
eroi, banditi, madri disperate e pazienti prostitute. Ha patito le febbri tropicali, ha conosciuto la giungla ed sopravvissuto anche a un grave infarto.
stato perseguitato sia da regimi repressivi, sia da terroristi fanatici. Ha combattuto le dittature militari e
tutte le forme di brutalit e sfruttamento correndo
rischi impensabili in difesa dei diritti umani. non ho
mai incontrato nessuno che abbia una conoscenza
di prima mano dellamerica latina pari alla sua, che
adopera per raccontare al mondo i sogni e le disillusioni, le speranze e gli insuccessi della sua gente. Ci
mancher molto.

Amava la nuova
America Latina
e non nascondeva
la simpatia e il rispetto
per Marcos e lEZLN
che visit un paio di volte

Eduardo Galeano con Evo Morales, protagonista della nuova politica messa in atto
dai paesi aderenti allALBA (alleanza bolivariana per le Americhe) che si rif al progetto della Comunit Europea
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LATINOAMERICA SPECIALE GALEANO

Eduardo Galeano e il regista


argentino Fernardo Birri
con alcuni amici di sempre:
da sinistra Elena, la compagna
di Eduardo, i Min
e Joan Manuel Serrat il pi
prestigioso cantautore spagnolo

RESISTENZA E DENUNCIA,
LALTRA REALT
DELLA SCRITTURA
di Alessandra Riccio

H
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a Combattuto Come un leone ma non Ce lHa fatta,

e il cancro si preso anche


lui, che era il pi giovane di tutti, il pi bello, il pi speciale per quella sua
penna anche lui rifuggiva dal computer- cos bile a rivoltare le cose, i concetti, le idee, la storia no a farne vedere l altra, nuda realt possibile, spesso
pi reale di quello che il senso comune, la tradizione, limplacabile polvere
del tempo ci hanno voluto far credere.
anche eduardo galeano, come garca mrquez, come tanti scrittori del suo
tempo e della sua regione, ha cominciato, giovanissimo, come giornalista.
ed curioso notare come, proprio questa professione, ritenuta una mera
pratica utilitaristica della scrittura, ci abbia dato grandi maestri di stile. giovanissimo, in una montevideo che non immaginava ancora il dramma che
si stava preparando per tutti i paesi del Cono Sud, ebbe la fortuna di far parte
della redazione della rivista Marcha, una fucina di idee, un laboratorio di
giornalismo, una scuola di etica che lui e altri collaboratori non hanno dimenticato. Spazzata via dai venti della repressione, galeano ha attraversato
il mar del plata per ricominciare, testardamente, a fare quel giornalismo di

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resistenza e di denuncia in argentina ma lavventura di Crisis durata poco


e galeano dovuto fuggire e trovare rifugio a Calella, in Catalogna, in una
Spagna ancora franchista. era gi autore di un reportage sul guatemala, del
suo best-seller le vene aperte dellamerica latina, e di Cancin de nosotros, sulla
lotta armata, con cui ha vinto il premio Casa de las amricas nel 1975 e di
Giorni e notti damore e di guerra, anche esso premio Casa nel 1978. era l, a
due passi dalla barcellona degli anni del boom, dalla citt della mitica agenzia letteraria di Carmen balcells, dal luogo in cui nasceva, insieme a pettegolezzi e pugni fra Gabo e mario vargas llosa, la grande stagione del
romanzo dellamerica latina, eppure non ha mai voluto entrare in quel cerchio magico. lasciava Calella per andare a testimoniare, dovunque lo si chiamasse, su ci che accadeva nelle sue terre lontane, si teneva in disparte,
sempre insieme a elena la compagna a cui ha dedicato tutti i suoi libri. era
uno straordinario dicitore, dotato di una voce molto affascinante e lo sapeva.
nella sua scrittura, infatti, c tanto della sua oralit: la frase breve, leffetto
straniante, il tono suadente per raccontare anche lorrore, anche la follia e
linsensatezza.
Quando Hugo Chvez, allora presidente del venezuela, mise nelle mani di
barak obama Le vene aperte dellAmerica Latina (che balz immediatamente ai
primi posti nelle vendite del mondo intero), galeano, che pure stato amico
ed estimatore dello scomparso presidente, parso lamentarsene, e con ragione: quel libro, davvero rivoluzionario nel 1970, non rispecchiava pi la
mano di uno scrittore che, senza mai abbandonare la denuncia, la testimonianza e lo sguardo dal basso, era andato rafnando il suo stile no a renderlo inconfondibile e unico, fatto di frasi essenziali che, senza mai essere
patetico, commuovevano il lettore. uno stile intriso di simpatia oserei dire
di affettuosit- per unumanit spesso bersaglio di soprusi, a volte straordinaria per grandezza, altre deplorevole per debolezza. la sua passione per il
calcio (Splendori e miserie del gioco del calcio) esemplica bene la sua visione
delle glorie e delle bassezze nel rito del gioco.
dal 1992, lanno delle celebrazioni per i Cinquecento anni della Scoperta
dellamerica, i libri di galeano prendono un cammino pi denito, parole
in cammino, a testa in gi, le labbra del tempo, il libro degli abbracci vogliono ricondurre il lettore su un cammino di libert affettiva, intellettuale,
politica, losoca rimuovendo, uno per uno tab resistenti e anacronistici.
le sue narrazioni, affascinanti come si dice fossero i racconti di Sherazade,
incantano il lettore per labile gioco delle parole che galeano ha saputo mettere in campo come guerrieri al servizio di chi voce non aveva o non sapeva
farla sentire.
ma, a mio parere, la sua opera maestra la trilogia
delle Memorie del fuoco, una vasta, straordinaria rilettura delle americhe pari solo al Canto General di
pablo neruda. dalle brume del luogo comune, della
storia scritta solo dai vincitori, dal coacervo di culture, lingue e religioni di quel continente che un
tempo fu detto nuovo, eduardo galeano ha saputo
tirar fuori una memoria continentale che, come la
vecchia bibbia, fonda sulla parola la sua persistenza.

Col tempo Eduardo senza


abbandonare la denuncia
e lo sguardo dal basso,
ha raffinato il suo stile
intriso di simpatia
per unumanit spesso
bersaglio di soprusi

latinoameriCa

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LATINOAMERICA SPECIALE GALEANO

Un reportage, un saggio, una pittura murale, unopera di artigianato mirabile.


Questa stata la letteratura di Eduardo Galeano.
un esempio questo pensiero ad alta voce, scritto con il passo del paradosso
e tratto da A testa in gi, uno dei suoi capolavori.

LARTE DI RACCONTARE
IL SOGNO E LA DISILLUSIONE
di Eduardo Galeano

rmai Sta naSCendo il nuovo millennio. la faccenda non da prendere troppo


sul serio: in n dei conti, lanno 2001 dei cristiani lanno 1379 dei musulmani, il 5114 dei maya e il 5762 degli ebrei.
il nuovo millennio nasce un primo dellanno per opera e grazia di un capriccio dei senatori dellimpero romano, i quali, un bel giorno, decisero di rompere la tradizione che imponeva di celebrare lanno nuovo allinizio della
primavera. il conteggio degli anni dellera cristiana proviene invece da un
altro capriccio: un bel giorno, il papa di roma risolse di porre una data alla
nascita di ges, bench nessuno abbia mai saputo quando davvero nacque.
il tempo si burla dei conni che noi inventiamo per credere che lui ci obbedisca: tuttavia, il mondo intero celebra e teme questa frontiera.

un invito a volare
millennio che va, millennio che viene - loccasione propizia agli oratori
dalla retorica inammata che disquisiscono sul destino dellumanit e a quei
messaggeri dellira di dio che annunciano la ne del mondo e lo sfascio generale; intanto, il tempo continua, silenzioso, il suo cammino lungo le vie
delleternit e del mistero.
in verit, non c nessuno che sappia resistere: in una data simile, per arbitraria che sia, chiunque sente la tentazione di domandarsi come sar il
tempo che sar. abbiamo una sola certezza: nel ventunesimo secolo, se ancora saremo qui, tutti noi saremo gente del passato millennio. e bench non
possiamo indovinare il tempo che sar, possiamo avere almeno il diritto di
immaginare come desideriamo che sia.
nel 1948 e nel 1976, le nazioni unite proclamarono le grandi liste dei diritti
umani: tuttavia la stragrande maggioranza dellumanit non ha altro che il
diritto di vedere, udire e tacere. Che direste se cominciassimo a praticare il
mai proclamato diritto di sognare? Che direste se delirassimo per un istante?
puntiamo lo sguardo oltre linfamia, per indovinare un altro mondo possibile: laria sar pulita da tutto il veleno che non venga dalle paure umane e
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latinoameriCa

2014/2015

dalle umane passioni; nelle strade, le automobili saranno schiacciate dai


cani; la gente non sar guidata dalla automobile, non sar programmata dai
calcolatori, n sar comprata dal supermercato, n osservata dalla televisione; la televisione cesser dessere il membro pi importante della famiglia e sar trattato come una lavatrice o un ferro da stiro.
la gente lavorer per vivere, invece di vivere per lavorare; ai codici penali si
aggiunger il delitto di stupidit che commettono coloro che vivono per
avere e guadagnare, invece di vivere unicamente per vivere, come il passero
che canta senza saper di cantare e come il bimbo che gioca senza saper di
giocare; in nessun paese verranno arrestati i ragazzi che riutano di compiere il servizio militare; gli economisti non paragoneranno il livello di vita
a quello di consumo, n paragoneranno la qualit della vita alla quantit
delle cose; i cuochi non crederanno che alle aragoste piaccia essere cucinate
vive; gli storici non crederanno che ai paesi piaccia essere invasi; i politici
non crederanno che ai poveri piaccia mangiare promesse; la solennit non
sar pi una virt, e nessuno prender sul serio chiunque non sia capace di
prendersi in giro.
la morte e il denaro perderanno i loro magici poteri, e n per fortuna n
per sfortuna, la canaglia si trasformer in virtuoso cavaliere; nessuno sar
considerato eroe o tonto perch fa quel che crede giusto invece di fare ci
che pi gli conviene; il mondo non sar pi in guerra contro i poveri, ma
contro la povert, e lindustria militare sar costretta a dichiararsi in fallimento; il cibo non sar una mercanzia, n sar la comunicazione un affare,
perch cibo e comunicazione sono diritti umani; nessuno morir di fame,
perch nessuno morir dindigestione.
i bambini di strada non saranno trattati come spazzatura, perch non ci saranno bambini di strada; i bambini ricchi non saranno trattati come fossero
denaro, perch non ci saranno bambini ricchi; leducazione non sar il privilegio di chi pu pagarla; la polizia non sar la maledizione di chi non pu
comprarla; la giustizia e la libert, gemelli siamesi condannati alla separazione, torneranno a congiungersi, ben aderenti, schiena contro schiena.
una donna nera, sar presidente del brasile e unaltra donna nera, sar presidente degli Stati uniti damerica; una donna india governer il guatemala
e unaltra il per; in argentina, le pazze di Plaza de Mayo saranno un esempio
di salute mentale, poich riutarono di dimenticare nei tempi dellamnesia
obbligatoria; la Santa Chiesa corregger gli errori delle tavole di mos, e il
sesto comandamento ordiner di festeggiare il corpo; la Chiesa stessa detter
un altro comandamento dimenticato da dio: amerai la natura in ogni sua
forma; saranno riforestati i deserti del mondo e i deserti dellanima; i disperati diverranno speranzosi e i perduti saranno incontrati, poich costoro
sono quelli che si disperarono per il tanto sperare e si persero per il tanto
cercare; saremo compatrioti e contemporanei di tutti
coloro che possiedono desiderio di giustizia e desiderio di bellezza, non importa dove siano nati o quando
abbiano vissuto, giacche' le frontiere del mondo e del
tempo non conteranno pi nulla; la perfezione continuer ad essere il noioso privilegio degli dei; per,
in questo mondo semplice e fottuto ogni notte sar
vissuta come se fosse lultima e ogni giorno come se
fosse il primo.

La gente lavorer
per vivere, invece
di vivere per lavorare.
Il mondo non sar pi
in guerra contro i poveri,
ma contro la povert

latinoameriCa

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Il mondo in cui viviamo

LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

HANNO VINTO
GLI STATI UNITI O CUBA?
Sono tramontate le ideologie ma la Revolucin sempre l.
Evidentemente tutte le analisi erano state sbagliate.
di Gianni Min

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LLA FINE, DOPO 55 ANNI, GLI STATI UNITI SI SONO DOVUTI ARRENDERE e accettare, apparentemente, che Cuba scegliesse da sola il proprio destino.
La nostra informazione, inguaribilmente prona di fronte agli interessi del governo di Washington, ha subito tentato maldestramente di affermare che aveva
vinto la lungimiranza di Obama, dimenticandosi di aggiungere che, a parte lo
scambio di alcuni agenti dei servizi segreti dei due paesi e un paio di strette di
mano per soddisfare i media, ci sono voluti 5 mesi perch Obama e Raul Castro
finalmente si incontrassero e incominciassero a confrontarsi. Sono molti a pensare che litinerario sar lungo e accidentato, specie considerando che le prossime elezioni nordamericane, secondo molti, le vinceranno i repubblicani.
Certo nessuno pensava che alla fine Cuba avrebbe ottenuto quello che pi anelava, cio la liberazione degli ultimi tre dei cinque agenti della propria intelligence
capaci di smascherare il terrorismo organizzato in Florida e messo in atto a
Cuba e che nellarco di 35 anni aveva causato pi di tremila morti.
Ma gli Stati Uniti avevano linteresse sovrano di far rilasciare, dopo 6 anni di
galera a LAvana, Alan Gross che ufficialmente era andato a Cuba per rifornire
di apparecchiature tecnologiche, la comunit ebraica, anche se questa comunit
ha affermato che non aveva mai richiesto le suddette attrezzature a nessuno.
La moglie di Gross alla fine aveva tirato un sasso nello stagno facendo presente
che, se Alan fosse rimasto intrappolato a Cuba sarebbe stato costretto a rivelare
qualcosa di strategicamente non conveniente per gli USA. Sembra la sequenza
di un film di 007, ma solo la resa, per ora, di fronte a una logica che ha portato
Cuba ad avere tutto un continente che la sostiene e Obama, il Presidente nordamericano, a dover dichiarare con onest intellettuale: Abbiamo fallito.
In verit il Presidente degli Stati Uniti gi da tempo si era accorto che certi atteggiamenti della politica estera nordamericana erano perdenti e non solo in
Ucraina o in Siria o quando avevano avallato lazzardata strategia riguardo alla
Libia. Una strategia che aveva portato alleccidio di Gheddafi, ma anche allassassinio dellambasciatore nordamericano in quel territorio. Cos quando
Obama, con molta sincerit, aveva dichiarato: Non sono interessato a guerre
nate prima di me si era capito che forse stava per finire la politica di ingerenza
USA nel continente, specie in una nazione che ancora non riesce ad affermare
completamente i diritti dei neri e degli ispani.
Oltretutto, finora, fallito anche il tentativo di levarsi rapidamente dai piedi

LATINOAMERICA

2014/2015

Maduro, il successore di Chvez in Venezuela, specie dopo che tutta lOrganizzazione degli Stati Americani aveva ribadito che non cera nessun motivo per
intervenire sul governo di Caracas.
Il primo Presidente nero degli Stati Uniti, anni fa aveva dichiarato i 70mila medici cubani allopera nei paesi pi poveri del mondo hanno prevalso su qualsiasi
altra strategia da noi provata.
Evidentemente pur avendo accettato, tristemente, di iscrivere Cuba e il Venezuela come paesi canaglia, cio terroristi, su pressione dei grandi elettori della
Florida, Obama si era reso conto che non si poteva continuare ad angariare un
paese solo perch aveva scelto un sistema politico non gradito agli Stati Uniti.
Questo non significa, per, che certi atteggiamenti non torneranno dattualit.
La politica spesso cinica e basta ricordare la frase del Presidente George Bush
senior per essere scettici sul futuro: Non mi metter mai a un tavolo per discutere il livello di vita preteso dai cittadini degli Stati Uniti.
La logica delle grandi nazioni sempre la stessa, ma certe volte la situazione ti
impone di moderare i termini, per questo non penso che el bloqueo sar tolto a
breve e che altri particolari della vita di Cuba non saranno disturbati dalla prepotenza delleconomia neoliberale o dallarroganza delle borse-valori o dalle
multinazionali o dallapparato militare e industriale del paese.
Credo, per, che certe sconfitte possano servire per un po di anni di tregua.
Per merito di Cuba e pi recentemente di Hugo Chvez, Lula Da Silva, Evo Morales, Rafael Correa e delle Presidenti donne di Brasile, Cile e Argentina tira
unaltra aria nel continente. Bisogner ora vedere quanto Cuba sapr adattarsi
per aprirsi a uneconomia mista e al mercato.
In questo senso c una rinnovata fiducia nel Presidente Raul Castro che smentendo limmagine integralista e ideologica che gli avevano affibbiato a Miami
quando era ministro della Difesa, ha condotto con maestria diplomatica questa
apertura storica con il vecchio nemico. interessante constatare che in questo
cambio epocale abbia pesato fortemente la nuova chiesa di Papa Francesco, largentino venuto da lontano. 55 anni fa, la maggior parte dei preti cubani, educati
nella Spagna del dittatore Francisco Franco era contraria alla rivoluzione.
Perfino lattuale arcivescovo de LAvana, Jaime Ortega, da giovane transit brevemente nei campi di lavoro. Era la stagione in cui Cuba doveva difendersi da
molti nemici e vedeva nemici dappertutto, una comprensibile sindrome dellassedio. Adesso il cardinale Ortega, che ha una politica molto ecumenica, non
simpatico ai duri e antidemocratici di Miami. evidente che altri valori, come
solidariet e convivenza, hanno guidato levolversi di un paese che ha saputo
resistere in ogni momento storico a prove durissime.
Linformazione occidentale, specie quella dello spagnolo El Pais, quotidiano fondato da unex franchista, e che in modo molto discutibile influenza tutta lEuropa sulle vicende del continente latinoamericano non disposta a condividere
il cambio in atto a sud del Texas. Questione di interessi, questione anche di
unegemonia, quella spagnola, ormai tramontata. Forse anche di miopia, se
vero che lobiettivo di questo riavvicinamento storico, voluto dagli Stati Uniti,
ha come proposito palese, quello di riavvicinare, di recuperare lAmerica Latina.
pi difficile, invece, capire latteggiamento succube e omertoso dellinformazione italiana. A meno che non stia aspettando ancora di conoscere la linea che
desidera Washington.
vero che, come hanno scritto maestri come Bocca o Biagi, finito il giornalismo, ma interpretare il cambio dei rapporti tra Cuba e Stati Uniti come una vittoria di questi ultimi significa travisare la storia e questo la storia stessa lo
smentir facilmente.

LATINOAMERICA

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LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

Cinquantanni e dieci presidenti fa, scattava lembargo nordamericano a Cuba.


Obama: Abbiamo fallito, non abbiamo piegato LAvana. ora di cambiare.

Lacerrimo scontro in quello che fu il cortile di casa ha le ore contate?


Raul Castro: Siamo e restiamo diversi, ma possiamo convivere"

IL BLOCCO NON VA PI

DUELLO NEL CARIBE

DOPO LE DICHIARAZIONI DEI DUE LEADER IL 17/12

USA E CUBA, UNA NUOVA FASE STORICA

DISCORSO DI BARACK OBAMA

DISCORSO DI RAUL CASTRO

GGI CAMBIAMO IL NOSTRO RAPPORTO CON IL POPOLO CUBANO, E SAR IL

CAMBIAMENTO PI SIGNIFICATIVO IN PI DI 50 ANNI. Porremo termine


a un approccio datato che per decenni non ha contribuito a promuovere i nostri interessi, e cominceremo a normalizzare le
relazioni tra i nostri paesi. Contiamo di creare maggiori opportunit per gli americani e i cubani, e aprire un nuovo capitolo nella storia
delle nazioni delle Americhe.
Sono nato nel 1961, due anni dopo che Fidel Castro prese il potere, e pochi
mesi dopo linvasione della Baia dei Porci che aveva tentato di rovesciare il
suo regime. Ci separano circa 90 miglia. Ma, anno dopo anno, la barriera
economica e ideologica tra i nostri paesi diventata sempre pi robusta.
Intanto, la comunit degli esuli cubani negli USA ha dato un contributo
enorme al nostro paese, alla sua politica ed economia, la cultura e allo sport.
Tutto questo lega USA e Cuba in un rapporto unico, nello stesso tempo parenti e nemici. Gli Stati Uniti hanno fieramente sostenuto democrazia e diritti umani a Cuba per cinque decenni. Innanzitutto isolando l'isola,
impedendo i pi elementari viaggi e commerci. Una politica nata dalle migliori intenzioni, ma nessunaltro ha aderito alle nostre sanzioni, che hanno
avuto effetti molto scarsi, salvo quello di dare al governo cubano un pretesto

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LATINOAMERICA

2014/2015

OMPATRIOTI:
Dalla mia elezione come presidente del Consiglio di Stato e dei
ministri ho reiterato in occasioni multiple, la nostra disposizione a sostenere con il governo degli Stati Uniti un dialogo rispettoso, basato sulluguaglianza sovrana, per trattare i pi
diversi temi in forma reciproca, senza diminuire lindipendenza nazionale e lautodeterminazione del nostro popolo.
Questa la posizione che stata esposta al governo degli Stati Uniti, in
forma pubblica e privata, dal compagno Fidel in differenti momenti della
nostra lunga lotta, col progetto di discutere e risolvere le differenze mediante negoziato, senza rinunciare a uno solo dei nostri principi.
Leroico popolo cubano ha dimostrato, di fronte a grandi pericoli, aggressioni, contrariet e sacrifici, che e sar fedele ai suoi ideali di indipendenza
e giustizia sociale. Strettamente uniti in questi 56 anni di rivoluzione, abbiamo conservato una lealt profonda a coloro che sono caduti difendendo
quei principi dallinizio delle nostre guerre di indipendenza nel 1868.
Ora portiamo avanti, a dispetto delle difficolt, laggiornamento del nostro
modello economico per costruire un socialismo prospero e sostenibile.
Come risultato di un dialogo al pi alto livello, che ha incluso una conversazione telefonica che ho sostenuto ieri col presidente Barack Obama, abbiamo potuto avanzare nella soluzione di alcuni temi di interesse per
entrambe le nazioni.

LATINOAMERICA

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


IL BLOCCO NON VA PI

Hodecisoilripristino
delle relazioni
diplomatiche
interrotte nel 61.
Potremmo avere
interessi comuni.

per reprimere il suo popolo.


Oggi Cuba ancora governata dai Castro e dal partito comunista. N gli americani n i cubani traggono benefici
da una politica rigida, ecco perch quando sono entrato
alla Casa Bianca ho promesso di rivedere la politica su
Cuba. Abbiamo tolto le restrizioni sui viaggi e le rimesse
dei cubanoamericani. Hanno potuto riunirsi alle loro famiglie e sono i migliori ambasciatori dei nostri valori che possiamo avere.
Io ero pronto a procedere, ma c'era un ostacolo maggiore: Cuba ha imprigionato ingiustamente per cinque anni il cittadino americano Alan Gross.
Per mesi abbiamo discusso il suo caso con il governo cubano. Sua Santit
Papa Francesco ha fatto un appello a me e a Raul Castro per risolvere il caso
di Alan e di tre agenti cubani incarcerati gli USA da pi di quindici anni.
Oggi Alan tornato a casa e ha rivisto la famiglia. Inoltre, in cambio di tre
agenti cubani, oggi stato rilasciato uno dei pi importanti agenti di intelligence che gli USA avessero mai avuto a Cuba, in prigione da quasi vent'anni. Quest'uomo, il cui sacrificio era noto solo a pochi, ci ha permesso di
arrestare una rete di agenti cubani, inclusi quelli rimandati ora a Cuba. Oggi
in salvo a casa. Avendo salvato questi due uomini, ora metto al centro gli
interessi dei nostri popoli.
Ho dato istruzioni al segretario Kerry di iniziare immediatamente a discutere con Cuba il ripristino delle relazioni diplomatiche, interrotte dal gennaio 1961: potremmo avere interessi comuni. E laddove fossimo in
disaccordo, affronteremo le divergenze su democrazia e diritti umani direttamente, come continuiamo a fare. In fondo, questi cinquant'anni hanno
dimostrato che l'isolamento non ha funzionato. ora di un nuovo approccio. Ho anche dato disposizione di rivedere la definizione di Cuba come
stato sponsor del terrorismo. Aumenteremo viaggi, commerci e informazioni da e verso Cuba. Questo corrisponde alla mia fede nel potere nell'impegno tra popoli e persone. Nessuno rappresenta i valori americani meglio
degli americani. Purtroppo le nostre sanzioni hanno impedito ai cubani l'accesso a tecnologie che hanno reso gli individui pi forti. Perci ho autorizzato l'incremento delle telecomunicazioni tra gli USA e Cuba. Mi aspetto dal
congresso un onesto e serio dibattito sull'abolizione dell'embargo. Ieri ho
parlato con Castro. Ho messo in chiaro la mia forte convinzione che la societ cubana sia oppressa. Apprezziamo la decisione cubana di rilasciare diversi prigionieri i cui casi sono stati sollevati con il governo cubano
direttamente dal mio team. Non nutro per illusioni sulle barriere contro

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LATINOAMERICA

2014/2015

DUELLO NEL CARIBE

Come ha promesso Fidel in giugno del 2001, quando disse: Volveran!, oggi
Gerardo, Ramon e Antonio sono tornati nella nostra patria.
Lenorme allegria dei loro parenti e di tutto il nostro popolo, che si mobilitato in modo infaticabile con questo obiettivo, si estende alle centinaia di
comitati e gruppi di solidariet, a governi, parlamenti, organizzazioni, istituzioni e personalit che durante questi 16 anni hanno reclamato e hanno
fatto sforzi coraggiosi per la loro liberazione. A tutti loro esprimiamo la pi
profonda gratitudine e i nostri ringraziamenti.
Questa decisione del presidente Obama merita il rispetto e il riconoscimento del nostro popolo.
Voglio ringraziare e riconoscere lappoggio del Vaticano, e specialmente di
Papa Francesco, per il miglioramento delle relazioni tra Cuba e Stati Uniti.
Ugualmente ringrazio il governo del Canada per le agevolazioni create per
realizzare il dialogo di alto livello tra i due paesi.
A nostra volta abbiamo deciso di scarcerare e mandare negli Stati Uniti una
spia di origine cubana che era al servizio di quella nazione. E sulla base di
ragioni umanitarie oggi stato anche restituito al suo paese il cittadino nordamericano Alan Gross.
In maniera unilaterale come nostra pratica, e in stretto collegamento con
il nostro ordinamento legale, alcuni reclusi hanno ricevuto benefici, compresa la scarcerazione di persone per le quali il governo degli Stati Uniti
aveva dimostrato interesse.
Ugualmente, abbiamo accordato il ristabilimento delle relazioni diplomatiche.
Questo non vuole dire che il fatto principale si sia risolto. Il bloqueo economico, commerciale e finanziario che provoca enormi danni umani ed economici al nostro paese deve cessare.
Bench le misure del bloqueo siano state convertite in legge, il presidente
degli Stati Uniti pu modificare la loro applicazione utilizzando le sue facolt esecutive.
Proponiamo al governo degli Stati Uniti di adottare misure reciproche per
migliorare il clima bilaterale e avanzare verso la normalizzazione dei rapporti tra i nostri paesi, basati sui principi del diritto internazionale e la Carta
delle Nazioni Unite.
Cuba reitera la propria disposizione a sostenere la cooperazione negli organismi multilaterali, come lorganizzazione delle Nazioni Unite.
Riconoscendo che abbiamo profonde differenze, fondamentalmente in materia di sovranit nazionale, democrazia, diritti umani e politica estera,
riaffermo la nostra volont di dialogare
su tutti questi temi.
Esorto il governo degli Stati Uniti a rimuovere gli ostacoli che impediscono o
restringono i rapporti tra i nostri paesi,
che coinvolgono le famiglie e i cittadini
di entrambi i paesi su questioni relative

El bloqueo ha inferto
gravi danni al paese.
Washington si trincera
dietro a una legge,
ma il Presidente avrebbe
lafacoltdinonapplicarla

LATINOAMERICA

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


IL BLOCCO NON VA PI

la libert dei cubani comuni. Mi aspetto che Cuba continui in una politica
estera che a tratti entra in collisione con i nostri interessi. Non mi aspetto
che i cambiamenti che annuncio oggi trasformeranno la societ cubana in
una notte. Ma sono convinto che, con l'impegno e la presenza, potremmo
difendere efficacemente i nostri valori e aiutare i cubani a entrare nel ventunesimo secolo. A quelli che si oppongono dico: rispetto la vostra passione
e condivido il vostro impegno per la libert e la democrazia. La questione
come metterlo in pratica. Non possiamo continuare come abbiamo fatto
per pi di cinquant'anni e aspettarci un risultato diverso. Non negli interessi americani spingere Cuba verso il collasso. Tendiamo una mano di amicizia al popolo cubano. I cubani hanno un detto che usano nella loro vita
quotidiana: "No es facil". Oggi gli USA voglio contribuire a rendere le vite
dei cubani comuni un po' pi facili, libere e ricche. Grazie a chi ha appoggiato queste misure. In particolare, Sua Santit Papa Francesco, il cui esempio morale ci mostra l'importanza di cercare un
mondo come dovrebbe essere, invece che semplicemente accettarlo cos com'. In tutte le Americhe un
futuro di maggiore pace, sicurezza e sviluppo democratico possibile se lavoriamo insieme, non per mantenere il potere o proteggere interessi, ma per
realizzare i sogni dei nostri cittadini. Todos somos Americanos.

Non si pu continuare
cos e aspettarci
un risultato diverso.
I cubani dicono
no es facil, ma noi
di certo ci proveremo

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LATINOAMERICA

2014/2015

DUELLO NEL CARIBE

a viaggi, posta diretta e telecomunicazioni.


I progressi raggiunti negli scambi sostenuti dimostrano che possibile trovare soluzione a molti problemi.
Come abbiamo ripetuto, dobbiamo imparare larte di convivere, in forma
civilizzata, con le nostre differenze.
Su questi importanti temi torneremo a parlare pi avanti.
Molte grazie.

Telecomunicazioni,
viaggi, posta...
Esorto il governo USA
a rimuovere gli ostacoli
che frenano i rapporti
tra i nostri paesi

LATINOAMERICA

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LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

CUBA-USA: SE OBAMA CITA JOS MART E RICONOSCE CHE


NON SOLO LORO SONO AMERICANI

di Gennaro Carotenuto
Latinoamericanista, professore di storia contemporanea allUniversit di Macerata

OPO OLTRE MEZZO SECOLO DI FALLIMENTARE politica disolamento, come ammette coraggiosamente Barack Obama, le relazioni tra
Stati Uniti e Cuba vivono il 17 dicembre
2014 un nuovo storico inizio. Per oltre
mezzo secolo abbiamo fatto la cosa sbagliata sperando che Cuba collassasse, ma
ci non accaduto. Cuba non solo non
collassata ma, come solo gli informatori
onesti hanno raccontato, da oltre due lustri
ha rotto lisolamento teso dalla superpotenza del Nord e incrudelito dopo la caduta
del muro di Berlino, rendendo quellembargo inutile e antistorico.
Che piaccia o no, la Rivoluzione cubana
cos sopravvissuta non solo al fallimento
del socialismo reale ma anche a quello del
neoliberismo reale, le atrocit del quale, la
fame, la violenza, la dissoluzione di parti
fondamentali della convivenza civile date
dallo stato sociale, sono state risparmiate
in questi decenni al popolo cubano. Il processo appena iniziato con il ristabilimento

LATINOAMERICA

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


CUBA-USA, SE OBAMA CITA JOS MART E RICONOSCE CHE NON SOLO LORO SONO AMERICANI

delle relazioni diplomatiche, e una lunga serie di


Non stato facile
misure che comportano una significativa apertura
per Obama affermare
reciproca tra i due paesi, compreso lo scambio di
todos somos americanos prigionieri che mette fine alla vicenda dei cinque
antiterroristi cubani detenuti negli USA, e che pron per Raul chiedere
segue con la battaglia parlamentale per leliminaai cubani il rispetto
zione di un embargo che negli USA legge dello
stato, stato reso possibile da una serie di fattori.
per il Presidente USA
Il primo che la resistenza del popolo cubano in
tutti questi anni si dimostrata essere non ideologica ma rispondente a precise esigenze storiche nazionali. Che piaccia o no - nonostante in particolare
nei primi anni Settanta abbia vissuto periodi opachi - Cuba non mai stata
il gulag tropicale descritto dal modello disinformativo mainstream. In un
paese dove circolano liberamente milioni di stranieri non si sopravvive alla
crudezza del periodo speciale senza un consenso di massa, che non pu essere basato sulla repressione. Questa partita, che doveva concludersi con la
capitolazione dellisola e la sua sottomissione al gigante del Nord, passa invece dal riconoscimento della dignit e della sovranit di Cuba, qualcosa di
elementare che da Kennedy a Bush nessun presidente statunitense aveva
mai pensato di fare.
Quello che muore definitivamente oggi dunque lemendamento Platt,
quellarticolo inserito dagli USA nella prima Costituzione dello stato cubano
dopo la fine del colonialismo spagnolo, che sanciva che lindipendenza di
Cuba fosse condizionata agli interessi degli USA. Gli USA non hanno riconosciuto le ragioni della Rivoluzione ma oggi si sono dovuti inchinare di fronte
alla dignit del popolo cubano che avevano sempre negato in 116 anni di
storia. Non devessere stato facile per Obama citare Jos Mart e ammettere
che todos somos americanos cos come Ral Castro nel chiedere rispetto
cominciando a smantellare una parte della retorica rivoluzionaria.
Ci non significa n la risoluzione dei conflitti tra i due paesi, n il declinare
di differenze sostanziali su libert individuali ed economiche, sulla forma
dello Stato e sul concetto di democrazia. In questambito, lapertura necessaria per Cuba, un paese che continua a vivere in situazione di notevole penuria, appena allinizio. Cuba, la Rivoluzione, la societ cubana saranno
da domani chiamate ad accettare una sfida sulla quale impossibile fare
pronostici: pi interscambio economico e culturale, pi contatti, pi rimesse, pi facilit di spostamenti modificano oggettivamente la situazione.
Si amplier un processo che, al di l delle dichiarazioni modificher, nel
profondo il modello socialista provando a salvare le conquiste della Rivoluzione. Solo tra qualche anno sar possibile capire in che direzione, e se il
saldo sar positivo. Molti - nei due campi, soprattutto da lontano - possono
cominciare a storcere la bocca fin dora. Potremmo costruire un dizionario
dei termini sui quali cubani e statunitensi non trovano un accordo, da libert a democrazia a diritti umani. Sapendo che nessuno ha lesclusiva sulla
ragione e sulla verit, da domani potranno finalmente dialogarne.
Tutto ci accade in un momento storico nel quale gli Usa devono prendere

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LATINOAMERICA

2014/2015

GENNARO CAROTENUTO

atto che il loro ruolo del mondo e nel Continente quello di una grande
potenza non pi onnipotente. Le strutture regionali, da UNASUR al MERCOSUR,
hanno oscurato negli ultimi anni la primazia degli USA e il ruolo della OEA.
In ogni sede Cuba pu contare sullappoggio di tutti i paesi pi importanti
della regione, a partire dal Brasile. Prima Hugo Chvez, poi tutti gli altri leader integrazionisti latinoamericani, da Lula a Correa, da Evo a Kirchner a
Mujca, avevano riconosciuto a Fidel Castro e alla Rivoluzione cubana una
primogenitura morale che si pu ritrovare nella storia delle generazioni che
hanno lottato e perduto contro dittature e regimi neoliberali, per vedere riconosciute le loro ragioni solo in questo scorcio di XXI secolo.
Un altro attore diplomatico va citato in questa vicenda. Nel 1998 il viaggio
a Cuba di Karol Wojtyla era stato il primo segnale della fine dellisolamento;
Joseph Ratzinger aveva risolto ogni conflitto tra Santa Sede e Cuba; Jorge
Bergoglio ha riportato la diplomazia vaticana ad un ruolo centrale nella regione. Paradossalmente la debolezza dellanatra zoppa Obama ha fatto il
resto, rendendo possibile quanto aveva cominciato a preparare gi dal 2006
lex ministro degli Esteri cubano Felipe Prez Roque,
che, forse per il passo eccessivamente veloce, ci rimise
la carriera. Per quanto difficile possa essere ora la battaglia parlamentare negli USA per la cancellazione dellembargo, il cammino appare segnato. Comincia un
dialogo difficile ma basato sul riconoscimento dellaltro
e della differenza, basato sul rispetto della reciproca sovranit e autodeterminazione. Nostalgici della guerra
fredda astenersi.

Una grande potenza,


non pi onnipotente
deve fare i conti
con il prestigio morale
che i popoli latini
riconoscono a Cuba

LATINOAMERICA

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LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

Obama ora spera che Cuba cambi dal di dentro.


L auspicio, per, che chiunque diriger prossimamente
la politica estera nordamericana intenda che lisola, nel frattempo,
fedele allo spirito di autodeterminazione di ogni popolo,
ha scelto un suo destino che per forza non sar quello
inseguito per anni dagli Stati Uniti e come si visto, fallito.

DISCORSO
SUL METODO
di Frei Betto
Frate domenicano, teologo della Liberazione, scrittore e consulente di movimenti sociali
autore, fra laltro, de La mosca azul. Reflexiones sobre el poder

O
46

LTRE MILLE GIORNALISTI STRANIERI ERANO PRESENTI A GENNAIO A LAVANA. Sono arrivati
per coprire levento dellinizio del negoziato tra la delegazione cubana e
quella statunitense per la normalizzazione dei rapporti, dopo 53 anni di
blocco decretato dalla Casa Bianca.
Obama ha ammesso nel dicembre 2014, e lo ha ribadito nel suo discorso
sullo Stato dellUnione, che lembargo non ha funzionato. Grazie alla mediazione di Papa Francesco, il 22 gennaio 2015 infatti hanno preso il via i
colloqui ufficiali tra i due paesi.
Ho parlato con molti cubani. Il sentimento prevalente qui, come mi ha detto
in privato un ex ministro, che per ora le relazioni tra i due paesi non saranno normali, perch parlano lingue diverse e non hanno ancora trovato
la sintonia.
Da quando gli Stati Uniti hanno aiutato Cuba a emanciparsi dalla Spagna
alla fine del XIX secolo, la Casa Bianca ritiene che lisola sia come una figlia
salvata dalla madre. Un prezzo pagato per lindipendenza stata la perdita
di sovranit di Cuba sulla base navale di Guantnamo, questione spinosa
che non ancora stata inserita nellagenda dei colloqui.

LATINOAMERICA

2014/2015

Il governo cubano considera unipocrisia ripristinare rapporti solo formali,


senza revocare la Ley de ajuste cubano(legge di aggiustamento cubano),
che prevede la concessione della cittadinanza statunitense a qualsiasi cubano rifugiato metta piede sul territorio degli Stati Uniti
Cuba sa - e teme - che rendere flessibile la legge sullimmigrazione porter
come minimo tre milioni di turisti provenienti dagli Stati Uniti e milioni di
dollari a uneconomia debilitata. Ma sa anche che introdurr una cultura
consumistica in contrasto con lausterit in cui vive il popolo cubano.
Anche imprenditori conservatori del paese nordamericano fanno pressione
sul Congresso perch il blocco sia sospeso il pi presto possibile, mentre
altri paesi come il Brasile si sono gi fatti avanti come partner del potenziale
commerciale che rappresenta la geopolitica di Cuba, al centro dei Caraibi.
In un suo recente discorso Obama ha chiarito che non si sta pensando di
cambiare gli obiettivi che regolano la politica estera nordamericana, che ritiene il suo modello di democrazia ideale per il mondo intero. Ma conferma,
cartesianamente, un cambiamento di metodo nellapproccio. E Cuba insiste per sapere ovviamente con quali obiettivi, con quali metodi.

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LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

Negozi svuotati a forza, agitatori in azione, un aereo pronto a bombardare Miraflores,


il Palazzo Presidenziale di Caracas. Questa stata lOperazione Gerico, voluta
dagli Stati Uniti, con la connivenza anche di Germania, Canada, Israele e Regno Unito.

GLI STATI UNITI MANCANO


IL COLPO DI STATO
IN VENEZUELA
di Thierry Meyssan
Giornalista e attivista politico francese noto per il suo controverso libro Effroyable Imposture
nel quale d una lettura chiaramente complottista degli attacchi terroristici dell 11 settembre 2001

NCORA UNA VOLTA LAMMINISTRAZIONE

OBAMA HA TENTATO DI CAMBIARE CON LA FORZA


Il 12 febbraio, un aereo di Academi
(ex Blackwater), camuffato da velivolo dellesercito venezuelano, doveva bombardare il palazzo presidenziale ed eliminare fisicamente il presidente Nicols Maduro. I cospiratori avevano previsto di mettere al potere lex
deputata Mara Corina Machado e di farla immediatamente riconoscere da
ex presidenti latinoamericani.
Il presidente Obama aveva lanciato un chiaro avvertimento. Laveva messo
per iscritto nella sua nuova dottrina di difesa (National Security Strategy): Noi
stiamo dalla parte dei cittadini ai quali impedito il pieno esercizio della
democrazia, come sta accadendo ai venezuelani. Ma poich questo popolo,
dopo ladozione della Costituzione del 1999, uno degli Stati pi democratici del mondo, questa frase faceva presagire che sarebbero stati messi in
atto tutti i possibili tentativi in grado di ostacolare il percorso di indipendenza e di redistribuzione della ricchezza.
Era il 6 febbraio 2015. Washington aveva appena programmato il rovesciamento delle istituzioni democratiche del Venezuela. Il colpo di Stato era
pianificato per il 12 febbraio.
LOperazione Gerico era supervisionata dal Consiglio di sicurezza nazionale (NSC) ed era diretta da Ricardo Zuiga. Questo diplomatico il nipote
dellaltro Ricardo Zuiga, Presidente del Partito nazionale dellHonduras
che ha organizzato i colpi di stato militari del 1963 e del 1972 a favore del
generale Lpez Arellano. Il Ricardo Zuiga che adesso lavora presso la Casa
Bianca ha diretto la stazione della CIA allAvana dal 2009 al 2011, dove ha
reclutato e finanziato agenti per creare unopposizione contro Fidel Castro,
mentre Washington trattava la ripresa delle relazioni diplomatiche con
Cuba, finalmente annunciata nel 2014.
Come sempre in questo genere di operazioni, Washington si impegna al
UN REGIME POLITICO CHE OPPONE RESISTENZA.

LATINOAMERICA

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


OBAMA MANCA IL COLPO DI STATO IN VENEZUELA

massimo per non apparire coinvolta negli eventi che invece


gestisce. La CIA organizza e controlla i golpisti attraverso organizzazioni presumibilmente non governative: il NED (National Endowment for Democracy) e i suoi bracci destro lInternational Republican Institute (IRI) - e sinistro - il National
Democratic Institute (NDI) -, la Freedom House e lInternational Center for Non-Profit Law.
Inoltre, gli Stati Uniti ricorrono sempre ai loro alleati utilizzandoli come contrattisti per determinati aspetti del golpe.
Questa volta hanno partecipato almeno la Germania, responsabile della protezione dei cittadini della Nato durante il golpe; il Canada, incaricato di controllare laeroporto civile internazionale di Caracas; Israele, incaricato a
neutralizzare varie personalit chaviste; e il Regno Unito, responsabile della
propaganda dei golpisti. Infine, gli USA mobilitano anche le proprie reti politiche perch riconoscano i golpisti: a Washington il senatore Marco Rubio,
in Cile lex presidente Sebastin Piera, in Colombia gli ex presidenti lvaro
Uribe e Andrs Pastrana, in Messico gli ex presidenti Felipe Caldern e Vicente Fox, in Spagna lex capo del governo Jos Mara Aznar.
Per giustificare il golpe, la Casa Bianca aveva sollecitato grandi aziende venezuelane a bloccare in magazzino enormi quantit di beni di prima necessit. La mancata distribuzione dei prodotti aveva lobiettivo di provocare
lunghe code davanti ai negozi, e di creare disordini grazie allazione di provocatori infiltrati in mezzo ai clienti insoddisfatti. La manovra fallita perch, malgrado la scarsit di prodotti artificialmente provocata tra gennaio
e febbraio e le lunghe code, i venezuelani non sono mai arrivati ad attaccare
i negozi.
Per rafforzare il sabotaggio economico, il 18 dicembre 2014 il Presidente
Obama aveva firmato una legge che imponeva sanzioni contro il Venezuela
e diversi suoi dirigenti. Ufficialmente, Washington dichiarava di voler sanzionare le persone che avevano represso le manifestazioni studentesche. In
realt, dallinizio dellanno, Washington stava pagando un salario di ben
quattro volte superiore al reddito medio dei venezuelani, ai membri di
bande disposte ad attaccare le forze dellordine. Quei finti studenti hanno
ucciso 43 persone in pochi mesi e seminato il terrore per le strade di Caracas.
Lazione militare era coordinata dal generale Thomas W. Geary, dalla sede
del SouthCom a Miami, e da Rebecca Chavez, dal Pentagono. Come
subcontrattisti della parte militare del golpe erano coinvolti lesercito
privato Academi (ex Blackwater), unimpresa attualmente amministrata
dallammiraglio Bobby R. Inman (ex capo della NSA), e John Ashcroft (ex procuratore generale dellamministrazione Bush).
Secondo questa parte del piano, un velivolo militare Super Tucano, immatricolato N314TG, acquistato dallAcademi nel 2008 per assassinare il numero due delle FARC colombiane Ral Reyes, camuffato da aereo dellesercito
venezuelano, doveva bombardare il Palazzo Presidenziale di Miraflores e
altri obiettivi, tra cui la sede del ministero della Difesa, la direzione dei ser-

Fatti sparire generi


di prima necessit,
bande armate
in azione in citt,
persino un aereo
per colpire Maduro

50

LATINOAMERICA

2014/2015

THIERRY MEYSSAN

vizi segreti e la sede di Telesur, il canale televisivo multinazionale creato


dallALBA. Laereo si trovava in Colombia, il quartier generale dei golpisti era
stato insediato presso lambasciata degli Stati Uniti nella capitale Bogot,
con la partecipazione dellambasciatore nordamericano Kevin Whitaker e
del suo vice Benjamin Ziff.
Diversi alti ufficiali, ancora in attivit o in pensione, avevano registrato in
anticipo un messaggio alla Nazione in cui annunciavano di aver preso il potere per ristabilire lordine nel paese. Era anche previsto che sottoscrivessero il piano di transizione, pubblicato la mattina del 12 febbraio 2015 sul
quotidiano El Nacional e redatto dal Dipartimento di Stato americano. Il
piano prevedeva la formazione di un nuovo governo, guidato dallex deputata Mara Corina Machado.
Mara Corina Machado stata presidente di Smate, lassociazione che ha
organizzato e perso il referendum revocatorio contro il presidente Hugo
Chvez Frias nel 2004, utilizzando gi allora i fondi della NED (National Endowment for Democracy) e i servizi del pubblicitario francese Jacques Sgula.
Nonostante la sconfitta, il 31 maggio 2005 fu ricevuta con tutti gli onori
nello Studio Ovale dal presidente George W. Bush. Eletta nel 2011 rappresentante dello Stato di Miranda, il 21 marzo 2014 Mara Corina Machado si
presentata dinanzi allOrganizzazione degli Stati Americani (OSA) come
capo della delegazione panamense ed stata immediatamente destituita
dalla sua carica di deputata per aver violato gli articoli 149 e 191 della Costituzione venezuelana.
Per agevolare il coordinamento del golpe, il 26 gennaio Mara Corina Machado ha organizzato a Caracas un simposio intitolato Potere del cittadino
e democrazia oggi, che ha visto la partecipazione della maggior parte delle
personalit venezuelane e straniere coinvolte nel tentativo di colpo di Stato.
Ma andata male: i servizi segreti militari venezuelani sorvegliavano le persone sospettate di avere istigato in precedenza un complotto il cui obiettivo
era lassassinio del presidente Maduro. Nel mese di maggio 2014, il procuratore di Caracas aveva accusato Mara Corina Machado, il governatore Henrique Salas Romer, lex diplomatico Diego Arria, lavvocato Gustavo Tarre
Briceo, il banchiere Eligio Cedeo e limprenditore Pedro M. Burelli, i quali
per negavano di essere gli autori delle loro stesse e-mail, sostenendo che
erano state falsificate dallintelligence militare. Naturalmente erano tutti
conniventi.
Seguendo le tracce di quei cospiratori, lintelligence militare ha scoperto
lOperazione Gerico. La notte dell11 febbraio,
i principali leader della cospirazione e un agente
del Mossad israeliano sono stati arrestati, mentre veniva rafforzata la sicurezza aerea della capitale venezuelana. Altri personaggi coinvolti
furono arrestati il 12 febbraio. Il giorno 20, in seguito alle confessioni degli arrestati, stato possibile fermare un altro complice, il sindaco di
Caracas Antonio Ledezma.

Un gruppo di ufficiali
avrebbe affidato il potere
a Maria Machado,
sodale di Bush Jr.
chechieseilvotoanti-Chvez
fallendo lobiettivo

LATINOAMERICA

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


OBAMA MANCA IL COLPO DI STATO IN VENEZUELA

Il presidente Nicols Maduro comparso immediatamente in televisione


per denunciare i cospiratori [1]. Intanto, a Washington la portavoce del Dipartimento di Stato faceva ridere i giornalisti che ricordavano il colpo di
Stato accettato da Obama nel 2009 in Honduras o, pi di recente, a gennaio
2015, il tentato colpo di stato in Macedonia, con queste sue affermazioni:
Le accuse, come tutte le precedenti, sono ridicole. una politica di lunga
data, gli Stati Uniti non sostengono le transizioni politiche con mezzi non
costituzionali. Le transizioni politiche devono essere democratiche, costituzionali, pacifiche e legali. Abbiamo visto pi volte che il governo venezuelano cerca di distogliere lattenzione dalle proprie azioni, addossando
agli Stati Uniti o ad altri membri della comunit internazionale la responsabilit degli avvenimenti in Venezuela. Questi sforzi riflettono una mancanza di seriet da parte del governo venezuelano di fronte alla grave
situazione che deve gestire e risolvere.
Per i venezuelani, questo colpo di Stato abortito pone un grave dilemma:
come tenere in vita la democrazia se i principali leader dellopposizione
sono in carcere per avere organizzato crimini contro la democrazia?
Per coloro che credono ancora, a torto, che gli Stati Uniti siano cambiati,
che non siano pi una potenza imperialista e che ora difendano la democrazia nel mondo, lOperazione Gerico un tema di riflessione obbligato.

GLI STATI UNITI CONTRO IL VENEZUELA


- Nel 2002, gli Stati Uniti hanno organizzato un colpo di stato contro il presidente democraticamente eletto Hugo Chvez Frias [2], poi sono stati coin-

IL GOLPE ABORTITO
DI LEDEZMA
Il 19 febbraio 2015 la Procura generale del Venezuela ha chiesto al Tribunale penale la misura di custodia cautelare per Antonio Ledezma, sindaco
di Caracas, per il suo coinvolgimento nel tentato colpo di stato contro il governo costituzionale e democratico della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Gli ufficiali detenuti in occasione del tentato golpe dello scorso febbraio
lo indicano come punto di contatto tra alcuni funzionari dellambasciata
degli USA e altri militari che hanno partecipato al piano.
Al tempo stesso, stato segnalato dagli stessi ufficiali come ideatore del
piano di bombardamenti che avrebbe dovuto colpire, da un aereo Tucano
armato, il Palazzo del governo nazionale, lAssemblea nazionale, il Consiglio
nazionale elettorale, il canale televisivo Telesur e altre istituzioni rilevanti
con sede nella citt di Caracas.

THIERRY MEYSSAN

volti nellattentato al giudice incaricato delle indagini, Danilo Anderson [3].


- Nel 2007, gli Stati Uniti hanno tentato un cambio di regime organizzando
in Venezuela una rivoluzione colorata con la partecipazione di gruppi trotskisti [4].
- Nel 2014, sembrava che gli Stati Uniti intendessero rinunciare al loro obiettivo, e hanno sostenuto gruppi anarchici che hanno compiuto diversi atti
vandalici per destabilizzare il paese: quella che i venezuelani chiamano
la Guarimba [5].
PER GENTILE CONCESSIONE DE LA RED VOLTAIRE
NOTE

1) Denuncia de Nicols Maduro sobre nueva intentona golpista en Venezuela, Red


Voltaire, 12 febbraio 2015.
2) Implicacin de las redes secretas de la CIA para derribar a Chvez, di Thierry
Meyssan, Red Voltaire, 18 maggio 2002.
3) Nuestro amigo Danilo Anderson asesinado en Caracas, La CIA detrs del asesinato de Danilo Anderson? , di Marcelo Larrea, Red Voltaire, 20 novembre 2004. FBI
and CIA identified as helping Plan Venezuelan Prosecutors Murder, di Alessandro
Parma, Voltaire Network, 11 novembre 2005.
4) Venezuela: conclusion dune anne dterminante, di Romain Migus, Rseau Voltaire, 10 ottobre 2008. Vedi anche la risposta di Gene Sharp alle nostre accuse: La
Albert Einstein Institution: no violencia segn la CIA, di Thierry Meyssan, Red Voltaire, 10 febbraio 2005.
5) Estados Unidos contra Venezuela: la guerra fra se calienta, por Nil Nikandrov,
Strategic Culture Foundation, Red Voltaire, 12 de marzo de 2014. Las guarimbas
de Venezuela: derecha embozada, por Martn Esparza Flores, Contralnea (Mxico),
Red Voltaire , 28 de abril de 2014.

A questa indagine, aperta dalla procura gi nel primo trimestre


2014, si aggiungono gli indizi su di lui apportati da Lorenz Saleb, indagato
per i fatti violenti accaduti in Venezuela tra febbraio e aprile 2014, che causarono la morte di 43 persone.
Va inoltre ricordato che Lorenz Saleb stato consegnato alla giustizia venezuelana dal governo colombiano affinch venisse giudicato per i
medesimi fatti.
A questo, la Procura venezuelana ha sommato la recente firma, da parte
di Antonio Ledezma, di un manifesto che incita alla ribellione e in cui si annuncia un governo di transizione. Il manifesto sarebbe stato firmato anche
da Leopoldo Lpez e Mara Corina Machado, entrambi imputati dalla Procura come responsabili dei fatti violenti finalizzati a destabilizzare il governo democratico.
Antonio Ledezma, al momento della detenzione, svolgeva lincarico di sindaco di Caracas.
Ha partecipato attivamente al piano sovversivo chiamato La Salida
(luscita, ndt), ideato da Leopoldo Lpez e Mara Corina Machado, che prevedeva azioni di piazza violente e che ha provocato la morte di 43 venezuelani.
Infine, stato indicato come co-autore e co-organizzatore del piano di
Leopoldo Lpez ideato per assassinare, con la volont di attribuire tale crimine al governo venezuelano per provocarne la caduta.

LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

OBAMA CHIEDE AL CONGRESSO


LA FINE DEL BLOCCO
Nel discorso sullo Stato dellUnione il Presidente afferma lesigenza
di mettere fine a una strategia che doveva terminare da tempo,
chiedendo la fine di mezzo secolo di politica fallimentare
nei riguardi del cortile di casa.
Infine avanza la richiesta di chiudere Guantanamo, di ridurre la dipendenza dal petrolio
(quello straniero) e di migliorare sanit e politica migratoria.

54

PRESIDENTE STATUNITENSE BARACK OBAMA HA CHIESTO AL CONGRESSO di cominciare


a lavorare questanno per porre fine allembargo, la forma in cui chiama
il blocco economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba da pi di
mezzo secolo.
Stiamo ponendo fine ad una politica che doveva terminare da tempo.
Quando uno fa qualcosa che non funziona per 50 anni, lora di provare
qualcosa di nuovo, ha detto Obama, pronunciando nella notte di marted
20 dicembre, il suo discorso sullo Stato dellUnione, di fronte alle due Camere del Congresso.
Questanno il Congresso deve iniziare il lavoro di porre fine allembargo,
ha aggiunto inoltre. Il Presidente ha detto che il nostro cambio di politica
verso Cuba ha il potenziale per far terminare un legato di sfiducia nel nostro
emisfero.
Per questo processo ha citato le parole di Papa Francesco, il quale ha detto
che la diplomazia il lavoro dei piccoli passi.
Obama ha fatto un riferimento alla necessit di chiudere il carcere di Guantnamo: Da quando sono Presidente, abbiamo lavorato con responsabilit
per ridurre la popolazione carceraria di Guantnamo alla met. Ora il momento di terminare il lavoro e non tralascer la mia determinazione di chiudere la prigione.
A proposito della politica estera, ha detto di credere in un tipo di guida intelligente per gli USA, nella quale si combinino il potere militare con una
diplomazia forte, ed ha aggiunto che va difeso il principio che le nazioni
grandi non possono intimidire quelle piccole.
Obama ha poi reiterato che il suo paese si riserva il diritto di agire unilateralmente come ha fatto senza smettere da quando ha assunto lincarico,
con lobiettivo di eliminare i terroristi che rappresentano una minaccia diretta per gli Stati Uniti e i loro alleati.
Obama, che ha iniziato il suo discorso celebrando le conquiste di questi
anni, ha assicurato che lombra della crisi passata e che lo stato dellUnione forte in questo momento, con uneconomia in crescita, una diL

LATINOAMERICA

2014/2015

minuzione dei deficit, unindustria super-attiva e una produzione energetica


in aumento.
Citando esempi, ha ricordato al Congresso che il tasso dellaumento dei
prezzi per l assistenza medica il pi basso degli ultimi 50 anni e che solo
nellultimo anno dieci milioni di cittadini hanno acquisito unassicurazione
sanitaria grazie alle riforme del 2010.
Il paese si lascia indietro 15 anni di guerre, terrorismo e recessione, ha riferito e poi ha detto che leconomia della classe media significa aiutare le
famiglie dei lavoratori a sentirsi pi sicure in un mondo di cambi costanti,
attraverso la riduzione delle imposte ai lavoratori e il recupero di migliaia
di dollari nelle loro tasche ogni anno.
In questo senso ha presentato una proposta per incrementare la spesa federale oltre i limiti della legge di controllo del bilancio, e ha segnalato che
ora dipender dagli Stati Uniti decidere come saranno i prossimi 15 anni,
se accetteranno uneconomia che apporti benefici solo ad alcuni o una che
crea opportunit ed entrate per tutti quelli che si impegnano.
Obama ha segnalato che si pu invertire il trand dei posti di lavoro verso
lestero e ha detto che in cinque anni si creeranno 11 milioni di posti di lavoro nel paese.
A proposito del settore energetico, ha puntualizzato che possibile ridurre
la dipendenza dal petrolio straniero e ha detto che il paese oggi il primo
produttore di idrocarburi ed leader nellenergia eolica.
Il cambio climatico fa pensare a rischi immediati per la sicurezza nazionale
e per questo negli ultimi sei anni abbiamo agito pi che mai per combatterlo, ha affermato e ha sottolineato che possibile migliorare il sistema
e leducazione e preparare i bambini per un mondo pi competitivo.
Nel XXI secolo leconomia ricompensa la conoscenza come mai prima, e
dobbiamo fare di pi ha detto ancora.
In questo contesto, Obama ha promesso di far fronte alle manovre repubblicane contro la sua agenda di governo, soprattutto contro le iniziative
sullimmigrazione e sul programma di salute noto come Obamacare, e ha
aggiunto che invier al Congresso un bilancio pieno di idee pratiche e non
politiche.
Poi ha messo in risalto che una politica migliore non necessita che i democratici abbandonino il loro programma, n che i repubblicani semplicemente debbano accettare quello del Presidente a braccia aperte.
Terminando, Obama ha riconosciuto che lui non deve fare nessuna campagna politica.
Il mio solo programma quello che ho svolto dal primo giorno in cui ho
prestato giuramento sui gradini di questo Campidoglio: fare quello che
credo sia migliore per gli Stati Uniti.
Per promuovere le proposte avanzate nel discorso sullo Stato dellUnione,
il Presidente ora realizzer un giro che comincer nellUniversit di Boise
(in Idaho), proseguir nell Universit del Kansas, a Lawrence e continuer
per altre regioni del paese.
PER GENTILE CONCESSIONE DEL GRANMA
TRADUZIONE DI FRANCESCO MONTERISI

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LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

LA LUNGA STRADA VERSO CASA, PRIMI PASSI DELLA DIPLOMAZIA

MANCA MOLTO,
MA DIALOGARE
POSITIVO
di ngel Guerra Cabrera
Giornalista cubano residente in Messico e commentatore del quotidiano La Jornada

GGI SI CONCLUDE IL PRIMO ROUND DI NEGOZIATI TRA CUBA E STATI UNITI per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche bilaterali annunciato il 17 dicembre
dai presidenti Ral Castro e Barak Obama.
bene precisare che le relazioni non sono ancora state ripristinate. Questi
colloqui dovrebbero raggiungere lobiettivo probabilmente a breve, dopo
che saranno stati rimossi alcuni ostacoli che ancora lo impediscono. Cuba
ha insistito sul fatto che la normalizzazione deve basarsi sulle norme del
diritto internazionale e della convenzione di Vienna, che proclamano tra
laltro il principio del rispetto reciproco dei sistemi economici e politici e
la non ingerenza negli affari interni degli stati.
Nella prima giornata di colloqui si trattato il tema migratorio, sul quale
sono stati tenuti 38 incontri bilaterali e che per molto tempo stato praticamente lunico canale di dialogo tra le due nazioni. In quella sede si sono
visti progressi da parte degli Stati Uniti nelladempimento dei loro impegni
per la concessione di visti permanenti e laumento di quelli concessi per visite temporanee, nonch gli scambi tra guardia costiera da una parte e guardia di frontiera dallaltra, ma sussistono comunque divergenze importanti.
Cuba lunico paese al mondo i cui cittadini sono incentivati a emigrare illegalmente verso la potenza del nord, perch appena mettono piede sul suo
territorio hanno diritto a ricevere il permesso di lavoro e la residenza, in
virt della legge di aggiustamento cubano approvata dal Congresso nel
1966 e della politica detta piedi asciutti-piedi bagnati applicata dallesecutivo in violazione degli accordi migratori bilaterali. La delegazione cubana
ha respinto la promozione sistematica, da parte degli Stati Uniti, della diserzione di medici cubani e personale sanitario cubano durante missioni di
cooperazione internazionale.
Da circa due anni LAvana ha messo in atto una significativa flessibilizzazione della sua politica migratoria che ha favorito notevolmente i viaggi e
i contatti dei suoi cittadini con il mondo e in particolare con gli Stati Uniti.

LATINOAMERICA

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


MANCA MOLTO, MA DIALOGARE POSITIVO

Oggi i colloqui saranno incentrati sui passi necessari per la normalizzazione delle relazioni a livello
di ambasciate e su questioni di interesse bilaterale.
In questa sezione le delegazioni saranno presiedute
da Roberta Jacobson, vicesegretaria per lEmisfero
occidentale del Dipartimento di Stato - la dirigente
nordamericana di pi alto rango in visita a Cuba
dagli anni Settanta - e Josefina Vidal, direttrice generale per gli Stati Uniti del ministero degli Esteri
cubano, entrambe esperte diplomatiche.
Un problema a questo proposito che da quasi un anno la sede di Cuba a
Washington priva di conto bancario a causa della recrudescenza del
blocco, situazione che deve essere risolta perch Cuba possa aprire unambasciata. Altrettanto inverosimile, nellambito della normalizzazione delle
relazioni, il fatto che LAvana continui a essere inclusa nellarbitrario
elenco USA dei paesi patrocinatori del terrorismo. auspicabile una pronta
soluzione di entrambe le situazioni, interamente nelle mani dellesecutivo.
Come ha sottolineato un alto funzionario del ministero degli Esteri cubano,
chiaro che la normalizzazione delle relazioni tra i due paesi ancora lon-

Piccole grandi cose


da risolvere:
a causa dellembargo
la sede diplomatica
cubana negli USA non pu
aprire un conto in banca

INTANTO FIDEL
INCONTRA LOS CINCO

28 FEBBRAIO, 73 giorni dopo il loro rientro in terra cubana.


Tre di loro avevano passato 15 lunghi anni, nel pieno della giovinezza, a respirare laria umida, maleodorante e disgustosa dei sotterranei di una prigione yankee, dopo essere stati condannati da giudici corrotti. Gli altri due,
che avevano cercato di ostacolare i piani criminali degli Stati Uniti contro
la loro patria, erano stati anchessi condannati a diversi anni di carcere duro.
Gli stessi organismi investigativi, totalmente privi del pi elementare senso
di giustizia, avevano partecipato a quella caccia disumana.
I servizi cubani non avevano assolutamente bisogno di seguire i movimenti
di un solo apparato militare degli Stati Uniti, perch potevano osservare
dallo spazio tutto ci che si muoveva sul nostro pianeta attraverso la base
di esplorazione radioelettrica Lourdes, a sud della capitale di Cuba. Il centro era in grado di rilevare qualunque oggetto in movimento a migliaia di
miglia dal nostro paese.
I Cinque Eroi antiterroristi, che non hanno mai fatto alcun danno agli Stati
Uniti, cercavano di prevenire e impedire gli attentati contro il nostro popolo, organizzati dai servizi segreti nordamericani che lopinione pubblica
mondiale conosce pi che bene.
Nessuno dei Cinque ha svolto il proprio compito per sollecitare consensi,
I HO RICEVUTI SABATO

NGEL GUERRA CABRERA

tana e presupporrebbe leliminazione del blocco.


Le misure annunciate da Washington il 16 gennaio sono positive sia per
Cuba sia per gli Stati Uniti, in quanto comportano un aumento significativo
delle rimesse, agevolano i viaggi di cittadini nordamericani e innalzano il
limite di spesa che essi possono sostenere, anche se non consentono il turismo nellisola. Nonostante leliminazione del blocco sia facolt del Congresso, si pu supporre che il presidente Obama, nellesercizio dei suoi
poteri, provveda ad abolire numerose restrizioni che penalizzano ancora
gravemente leconomia cubana.
Nellagenda cubana c anche la richiesta di risarcimento per i danni miliardari causati dal blocco, una misura condannata da tutto il mondo, contro
la quale Cuba ha depositato unistanza in tribunale. Cuba propone agli Stati
Uniti anche dei colloqui sui diritti umani su un piano di parit.
Nonostante gli ostacoli che persistono e le insormontabili divergenze che
caratterizzano le relazioni bilaterali, se il dialogo tra Washington e LAvana
si traducesse in un cambiamento davvero radicale di politica nei confronti
di Cuba sarebbe un grande passo avanti, non solo per migliorare la vita nellisola, ma per rendere meno tesi i rapporti di Washington con lAmerica
Latina e i Caraibi.
PER GENTILE CONCESSIONE DI ALAI-AMLATINA

premi o gloria. I titoli onorifici li hanno ricevuti perch non li hanno cercati.
Loro, le loro mogli, i loro genitori, i loro figli, i loro fratelli, i loro concittadini, noi tutti abbiamo il legittimo diritto di sentirci orgogliosi.
Nel luglio del 1953, quando abbiamo attaccato la caserma Moncada, io avevo
26 anni e molta meno esperienza di quella che hanno dimostrato loro. Se
si trovavano negli Stati Uniti non era per fare danno al paese o per vendicarsi dei crimini che venivano organizzati, a cominciare dalla fornitura di
esplosivo contro Cuba. Fare il possibile per impedirli era assolutamente
legittimo.
Al loro arrivo, la cosa pi importante era salutare i familiari, gli amici e il
popolo, senza trascurare neanche per un attimo la salute e un rigoroso controllo medico.
Ieri sono stato felice per ore. Ho ascoltato racconti meravigliosi di eroismo
del gruppo presieduto da Gerardo e sostenuto da tutti, compreso il pittore
e poeta che ho avuto occasione di conoscere mentre costruiva una delle sue
opere nellaeroporto di Santiago de Cuba. E le mogli? I figli e le figlie? Le
sorelle e le madri? Non bisogner ricevere anche loro? Perch il ritorno, la
felicit, deve essere festeggiato anche con la famiglia!
Ieri, come prima cosa, volevo parlare con i Cinque Eroi. Per cinque ore largomento stato questo. Da ieri, per fortuna, dispongo di tempo sufficiente
per chiedere loro di investire una parte del loro immenso prestigio in qualcosa che sar estremamente utile al nostro popolo.
Fidel Castro Ruz
1 Marzo 2015

LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

FIDEL CASTRO: ORA DI

CONOSCERE LA REALT

UN PO DI PI
di Fidel Castro Ruz

HO PREGATO GLI EDITORI DI GRANMA che mi esonerino in questa occasione dallonore di


pubblicare quello che scrivo nella prima pagina dellorgano ufficiale del nostro partito,
perch penso di esprimere punti di vista personali su temi che, per conosciute ragioni di
salute e di tempo, non ho potuto esporre
negli organi collettivi di direzione del partito e dello Stato, come i congressi del partito, o le riunioni pertinenti dellAssemblea
nazionale del potere popolare.
Nella nostra epoca i problemi sono sempre
pi complessi e le notizie si diffondono alla
velocit della luce, come sanno in molti.
Nulla succede oggi nel nostro mondo, che
non insegni qualcosa a quelli che desiderino
e siano capaci ancora di comprendere nuove
realt.
Lessere umano uno strano miscuglio di
istinti ciechi da una parte e di coscienza
dallaltra.
Siamo animali politici, come non senza ragione ha affermato Aristotele, che probabil-

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


FIDEL CASTRO: ORA DI CONOSCERE LA REALT UN P DI PI

mente ha influito pi di ogni altro filosofo dellantichit


sul pensiero dellumanit attraverso quasi 200 trattati,
come affermano, dei quali se ne sono conservati solo
31. Il suo maestro stato Platone, che ha trasmesso alla
posterit la sua famosa utopia sullo Stato Ideale, che a
Siracusa, dove ha tentato di applicarla, quasi gli costata la vita.
La sua teoria politica rimasta come appellativo per
qualificare le idee come cattive o buone. I reazionari
lhanno utilizzato per qualificare tanto Marx come Lenin come teorici,
senza prendere per nulla in considerazione il fatto che le loro utopie hanno
ispirato Russia e Cina, due paesi chiamati a dirigere un mondo nuovo, che
permetterebbe la sopravvivenza umana se limperialismo non scatener
prima una guerra criminale e sterminatrice.
LUnione Sovietica, il campo socialista, la Repubblica popolare di Cina e la
Corea del Nord ci hanno aiutato a resistere con somministrazioni essenziali
e armi, al bloqueo economico implacabile degli Stati Uniti, limpero pi
poderoso che sia mai esistito. Nonostante il suo immenso potere, non ha
potuto schiacciare il piccolo paese che a poche miglia dalle sue coste ha resistito durante pi di mezzo secolo alle minacce, agli attacchi pirati, ai sequestri di barche e pescherecci, agli affondamenti di navi mercantili, alla
distruzione in pieno volo dellaeroplano di Cubana de Aviacion alle Barbados,
allincendio di scuole e altre malefatte simili. Quando ha cercato di invadere
il nostro paese con unavanguardia di forze mercenarie, trasportate su navi
da guerra degli Stati Uniti, stato sconfitto in meno di 72 ore. Pi tardi le
bande controrivoluzionarie, organizzate ed equipaggiate dagli USA, hanno
commesso atti vandalici che hanno dato luogo alla perdita della vita o dellintegrit fisica di migliaia di compatrioti.
Nello stato della Florida si ubicata la pi grande base di attivit contro un
altro paese esistente in quel momento. Nel corso del tempo il bloqueo economico si esteso ai paesi della NATO e a molti altri alleati dellAmerica Latina che durante i primi anni sono stati complici della politica criminale
dellimpero che ha ridotto in frantumi i sogni di Bolivar, Mart e centinaia
di grandi patrioti di irriducibile condotta rivoluzionaria.
Al nostro piccolo paese non solo stato rifiutato il diritto di essere una nazione indipendente come qualunque altro dei numerosi stati dellAmerica
Latina e dei Caraibi, sfruttati e saccheggiati dallimpero, ma anche il diritto
allindipendenza della nostra patria che sarebbe stata completamente spogliata, quando si fosse compiuto il destino conosciuto di annettere la nostra
isola al territorio degli Stati Uniti dellAmerica del Nord.
Nella riunione appena conclusa a Fortaleza si approvata unimportante
dichiarazione tra i paesi che integrano il gruppo BRICS (Brasile, Russia, India,
Cina e Sudafrica, ndt). BRICS propone una maggiore coordinazione macroeconomica tra le principali economie che formano il G-20, come un fattore
fondamentale per il rinvigorimento delle prospettive di un recupero effettivo e sostenibile in tutto il mondo.

Il gruppo BRICS
si riunito a Fortaleza.
Rappresenta met
dell umanit e lancia
idee fondamentali,
ma nessuno ne parla

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FIDEL CASTRO RUZ

E stata annunciata la firma dellaccordo costitutivo della nuova Banca di


Sviluppo, con il fine di mobilitare risorse per progetti di infrastrutture e di
sviluppo sostenibile dei paesi del BRICS e altre economie emergenti e in via
di sviluppo.
La Banca avr un capitale iniziale autorizzato di 100 miliardi di dollari.
Il capitale iniziale sottoscritto sar di 50 miliardi di dollari, in parti uguali
tra i membri fondatori. Il primo presidente della giunta dei governatori sar
la Russia. Il primo presidente del consiglio di amministrazione sar il Brasile. Il primo presidente della banca sar lIndia. La sede della Banca sar a
Shanghai.
E stata anche annunciata la firma di un trattato per la creazione di un fondo
comune di riserve di valute per situazioni di contingenza, con una somma
iniziale di 100 miliardi di dollari.
(Il vertice di Fortaleza) afferma lappoggio ad un sistema multilaterale di
commercio aperto, trasparente, inclusivo e non discriminatorio; oltre che
lauspicio per la felice conclusione del Doha Round dellOrganizzazione
mondiale del commercio (OMC).
Riconosce limportante ruolo che le ditte statali svolgono nelleconomia,
come quello delle piccole e medie industrie, come creatori di impiego e ricchezza.
Riafferma la necessit di una riforma integrale delle Nazioni Unite, compreso il suo Consiglio di sicurezza, con lo scopo di renderlo pi rappresentativo, efficace ed efficiente, in modo che possa rispondere adeguatamente
alle sfide globali.
Ha confermato la sua condanna del terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni, ovunque accada; e ha manifestato la preoccupazione per la
continua minaccia del terrorismo e dellestremismo in Siria, oltre a fare appello a tutte le parti siriane affinch si impegnino a mettere fine agli atti
terroristi perpetrati da Al-Qaeda, dai suoi soci e da altre organizzazioni terroriste.
Ha condannato energicamente luso di armi chimiche in qualunque circostanza e ha dato il benvenuto alla decisione della Repubblica Araba Siriana
di aderire alla Convenzione sulle armi chimiche.
Ha riaffermato limpegno a contribuire universalmente ad una soluzione
globale, giusta e duratura del conflitto arabo-israeliano sulla base della cornice legale internazionale riconosciuta, includendo le risoluzioni pertinenti
delle Nazioni Unite, i Principi di Madrid e lIniziativa di pace araba; e ha
manifestato appoggio alla convocazione, il pi
velocemente possibile, di una conferenza sullistituzione di una zona del Medio Oriente libera da armi nucleari e da altre armi di
distruzione di massa.
Ha riaffermato la volont che lesplorazione e
lutilizzo dello spazio ultraterrestre dovranno essere per fini pacifici.
Ha concordato che non c alternativa alla solu-

E stata annunciata una


nuova banca di sviluppo
e un fondo comune
di riserve valutarie anti-crisi.
A Russia,Brasile,IndiaeCina
le prime cariche direttive

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FIDEL CASTRO: ORA DI CONOSCERE LA REALT UN P DI PI

zione negoziata nella questione nucleare iraniana, e appoggia una sua soluzione attraverso mezzi politici e diplomatici.
Ha espresso preoccupazione per la situazione in Iraq e
ha appoggiato il governo iracheno nei suoi sforzi per superare la crisi, difendere la sovranit nazionale e lintegrit territoriale.
Ha sottoscritto la preoccupazione per la situazione in
Ucraina e ha fatto appello ad un dialogo ampio, verso la
diminuzione del conflitto e la moderazione di tutti gli attori coinvolti, col
fine di trovare una soluzione politica pacifica.
Ha condannato fermamente il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni. Ha segnalato che le Nazioni Unite hanno un ruolo centrale nella coordinazione dellazione internazionale contro il terrorismo che deve
attuarsi in conformit col diritto internazionale, compresa la Carta delle
Nazioni Unite, e con rispetto per i diritti umani e per le libert fondamentali.
Ha riconosciuto che il cambiamento climatico una delle maggiori sfide
che affronta lumanit, e ha fatto un appello a tutti i paesi affinch facciano
riferimento alle decisioni adottate nella Convenzione Cornice delle Nazioni
Unite sul Cambiamento Climatico (CMNUCC), cercando di giungere a una conclusione favorevole entro lanno 2015, per ottenere negoziati sullo sviluppo
di un protocollo o un altro strumento legale o un accordo avente forza legale sotto la condizione che la Convenzione sia applicabile da tutti gli stati
coinvolti, in conformit coi principi e le disposizioni della CMNUCC, soprattutto il principio delle responsabilit comuni ma differenziate e le loro rispettive capacit.
Ha espresso limportanza strategica delleducazione per lo sviluppo sostenibile e la crescita economica inclusiva; oltre a sottolineare il vincolo tra la
cultura e lo sviluppo sostenibile.
Il prossimo vertice dei BRICS sar in Russia, nel luglio del 2015.
Sembra che si tratti di un accordo in pi tra i molti che appaiono costantemente negli articoli delle principali agenzie occidentali di stampa. Tuttavia,
il significato chiaro e deciso: lAmerica Latina larea geografica del
mondo dove gli Stati Uniti hanno imposto il sistema pi disuguale del pianeta a loro piacimento, per consumare le loro ricchezze interne, per farsi
rifornire di materie prime a buon mercato, per avere compratori delle loro
merci ed essere depositari privilegiati del loro oro e dei fondi che scappano
dai rispettivi paesi e vengono investiti nelle compagnie nordamericane nel
paese o in qualunque luogo del mondo.
Nessuno ha mai trovato una risposta capace di soddisfare le esigenze del
mercato reale che conosciamo oggi, ma neanche possiamo dubitare che
lumanit vada verso una tappa pi giusta di quella che stata la societ
umana fino ai nostri tempi.
Gli abusi commessi durante il cammino della storia sono ripugnanti. Oggi
quello che in gioco ci che succeder nel nostro pianeta globalizzato in

stato anche ribadito


il ruolo centrale
delle Nazioni Unite
nelle iniziative contro
il terrorismo
e per i diritti umani

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FIDEL CASTRO RUZ

un futuro prossimo. Come potranno gli esseri umani sottrarsi allignoranza,


alla carenza di risorse elementari come cibo, salute, educazione, abitazione,
impiego decoroso, sicurezza e remunerazione giusta. Quello che pi importante, se tutto ci sar possibile o no, in questo minuscolo angolo
dellUniverso. Se meditare su questo serve a qualcosa, sar per garantire in
realt la supremazia dellessere umano.
Da parte mia, non ho il pi piccolo dubbio che quando il presidente Xi Jinping porter a termine le attivit compiute nel suo viaggio in questo emisfero, come il presidente della Federazione russa Vladimir Putin, entrambi
i paesi avranno compiuto una delle gesta pi grandi della storia umana.
Nella Dichiarazione dei BRICS, promossa il 15 luglio 2014 a Fortaleza, si patrocina una maggiore partecipazione di altri paesi, specialmente quelli che
lottano per il loro sviluppo, mirando a sviluppare la cooperazione e la solidariet coi popoli e in modo particolare con quelli dellAmerica del Sud. In
un paragrafo significativo si segnala che i BRICS riconoscono limportanza
dellUnione delle nazioni sud-americane (UNASUR) nella promozione della
pace e della democrazia nella regione e nel risultato dello sviluppo sostenibile e nello sradicamento della povert.
Mi sono gi dilungato abbastanza, malgrado lampiezza e limportanza del
tema esigessero lanalisi di questioni importanti che richiedevano qualche
commento.
Pensavo che nei giorni successivi ci sarebbe stata un po pi di analisi seria
sullimportanza del Vertice dei BRICS. Basterebbe sommare gli abitanti del
Brasile, della Russia, dellIndia, della Cina e del Sudafrica per comprendere
che totalizzano in questo momento la met della popolazione mondiale. In
poche decadi il prodotto interno lordo della Cina superer quello degli Stati
Uniti; gi molti stati sollecitano yuan e non dollari, non solo il Brasile ma
anche alcuni dei pi importanti dellAmerica Latina, i cui prodotti, come la
soia ed il mais, competono con quelli degli USA. Lapporto che Russia e Cina possono dare alla scienza, alla
tecnologia e allo sviluppo economico dellAmerica del
Sud e dei Caraibi sono decisivi.
I grandi avvenimenti della storia non si inventano in un
giorno. Enormi prove e sfide di complessit crescente si
scorgono allorizzonte. Tra Cina e Venezuela si sono firmati 38 accordi di cooperazione. ora di conoscere un
po di pi la realt.

Per numero di abitanti


e peso economico,
i paesi del BRICS
formano un blocco
di enorme importanza.
Che va studiato

TRADUZIONE DI IDA GARBERI

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Wesley Clark, ex comandante supremo della NATO


al tempo della guerra in Kosovo, rivela:
SOLDI AMERICANI, ARMI TURCHE E SAUDITE,

COS ABBIAMO CREATO LISIS

NATO, lo statunitense Wesley Clark, rivela che


il gruppo terrorista dellISIS (Stato Islamico) stato creato dagli amici ed alleati degli Stati Uniti per combattere contro gli Hezbollah, il Movimento di
Resistenza Islamica del Libano.
Il nostro maggior problema in Siria erano i nostri alleati nella regione.
I turchi erano meravigliosi, i sauditi e anche quelli degli Emirati sono stati
ottimi alleati degli USA, ma che hanno fatto? Hanno inviato centinaia di
milioni di dollari e decine di migliaia di tonnellate di armi a tutti quelli che
hanno accettato di combattere contro il Governo della Siria.

EX COMANDANTE SUPREMO DELLA

LISIS si fortificato per mezzo del finanziamento dei nostri amici ed alleati, ha spiegato lex generale della NATO nel corso della guerra nel Kosovo
(1998-1999), nel corso di una intervista concessa recentemente al network
televisivo di informazione CNN.
A questo proposito Clark ha sottolineato che, se si devono cercare quelli disposti a combattere fino alla morte contro gli Hezbollah, non si possono
utilizzare manifesti e sollecitare la partecipazione della gente, piuttosto bisogna cercare di arruolare i fanatici ed estremisti visto che possono essere
pronti a combattere contro gli Hezbollah.
Tuttavia, lex generale statunitense, che parlava circa la richiesta del Presidente degli USA, Barack Obama, al Congresso per autorizzare la lotta contro
lISIS, ha evitato di ampliare la sua informativa.
Queste affermazioni di Clark hanno sono venute dopo che, nello scorso
mese di Ottobre, il vice Presidente Joe Biden aveva ammesso che gli alleati
degli Stati Uniti nella regione, ed in specie la Turchia, lArabia Saudita, il

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Qatar e gli Emirati Arabi Uniti (EAU), avevano partecipato al finanziamento


dei gruppi terroristi.
Anche Joe Biden aveva ammesso che il maggior problema degli USA in Siria
erano stati gli alleati della regione.
Secondo quanto ha dettagliato il vicepresidente nordamericano, il Presidente della Turchia, Recep Erdogan, gli aveva dato ragione, ammettendo gli
errori nel momento in cui non era stato impedito il passaggio dei terroristi
in Siria attraverso il territorio turco.
Credete che stia esagerando? Scoprite voi stessi da dove tutto uscito, ha
ribadito Biden.
Dopo che lISIS si era impossessato di varie zone della Siria e dellIraq, varie
personalit e documenti filtrati hanno rivelato il ruolo di Washington e dei
suoi alleati nella creazione di questo gruppo denominato takfiri o dellappoggio che gli hanno offerto per provocare il caos nella regione.
Non a caso lex analista dell Agenzia di Sicurezza Nazionale degli USA
(NSA), Edward Snowden, ha rivelato lo scorso mese di Agosto che lISIS fu
creato attraverso un lavoro congiunto dei servizi di intelligence degli USA,
del Regno Unito e di Israele.
Allo stesso modo, l ex segretaria di Stato Hilary Clinton, aveva confessato,
nel suo libro di memorie e in una intervista, che Washington aveva costituito il gruppo dellISIS per perseguire i suoi obiettivi strategici in Medio
Oriente.
Nello scorso mese di agosto, gli Stati Uniti ed i loro alleati avevano iniziato
i loro attacchi aerei in Iraq, sotto legida della denominata coalizione Internazionale contro lo Stato Islamico, con il pretesto di farla finita con questo
gruppo terrorista. Alla fine di settembre le operazioni erano state estese alla
Siria.
Tuttavia fino al momento attuale non ci sono stati risultati apprezzabili visto
che, con il pretesto di sradicare lo Stato Islamico,
la coalizione bombarda le posizioni ed i pozzi petroliferi controllati dal gruppo terrorista.
Gli esperti nel frattempo, avvisano che lobiettivo
reale della coalizione quello di distruggere le infrastrutture della Siria e dellIraq ed aprire la
strada ad un nuovo intervento militare nella regione, indipendentemente dalla morte di migliaia
di civili.

Nato per abbattere


gli Hezbollah libanesi
il mostro fuggito
dalla gabbia: il terrore
stato cresciuto in casa
da Stati Uniti e alleati.

PER CONCESSIONE DI HISPANTV


TRADUZIONE DI LUCIANO LAGO

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COME LOCCIDENTE
HA SPINTO LA LIBIA
NEL SANGUE
di Iosu Perales
Politologo francesce esperto in relazioni internazionali e in materia di cooperazione per lo sviluppo

UAMMAR GHEDDAFI STATO UN TIRANNO CHE DAL 1 SETTEMBRE 1969 ha concentrato


tutto il potere politico in Libia, governando con il sangue e con il fuoco. Per
molto tempo stato considerato in Occidente come il nemico pubblico numero uno, poi negli ultimi anni era diventato rispettabile e manteneva
buoni rapporti con potenti capi di stato e di governo. A Parigi si ricorda ancora la sua famosa tenda beduina eretta a pochi metri dagli Champs-Elyses
nel 2007 e i suoi eccellenti rapporti con Sarkozy. Forse per riscattare i suoi
peccati, aveva poi collaborato con i servizi segreti americani, britannici e
francesi e si era guadagnato una buona considerazione da parte del Fondo
monetario internazionale.

Sembrava essere allapice della gloria e godere della massima considerazione da parte dellOccidente, quando il 20 ottobre 2011 gli successe la cosa
peggiore: il suo convoglio fu intercettato da aerei francesi e lui, identificato
da un gruppo di insorti, fu brutalmente assassinato. Diventava cos unaltra
vittima della primavera araba che aveva gi fatto fuggire il presidente tunisino Zine El Abidine Ben Ali allinizio di quello stesso anno e spodestato
quello egiziano, Hosni Mubarak, il 12 febbraio. In poco tempo il Nord Africa
si liberava di tre dittatori. Ma era necessario uccidere Gheddafi?
Fin dallinizio della crisi in Libia si sono assunte due posizioni: lUnione africana era decisa ad avviare un percorso per evitare i bombardamenti massicci
e la somalizzazione del paese (frammentazione e conflitti permanenti), e il
fronte occidentale che, arrogandosi il diritto di decidere il destino della
Libia, propendeva per la soluzione della guerra. LUnione africana voleva

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COME LOCCIDENTE HA SPINTO LA LIBIA NEL SANGUE

Uccidere Gheddafi.
Cos la NATO
ha fatto esplodere
un paese.
Passando a rullo
sullUnione Africana

cambiare il sistema, gli alleati occidentali volevano uccidere un uomo. LUnione africana aveva una preoccupazione primaria: chi avrebbe governato la Libia
post-Gheddafi? Chi avrebbe impedito il caos interno? Chi
avrebbe potuto pacificare i rapporti inter-tribali, inter-etnici e inter-religiosi? La posizione che Francia e Stati Uniti
avevano assunto non aveva valutato correttamente lo scenario che sarebbe venuto dopo. Lunica cosa che contava
era uccidere Gheddafi.

Per raggiungere lobiettivo facendolo apparire ragionevole, gli alleati appoggiarono fin dallinizio il cosiddetto Consiglio nazionale di transizione,
unorganizzazione libica guidata da oppositori il cui obiettivo comune era
eliminare il tiranno, ma che al loro interno erano molto divisi, tanto da
farsi la guerra tra di loro al momento buono. In ogni caso, la ragionevolezza dellobiettivo europeo e nordamericano consisteva in una guerra punitiva e nel massacro di migliaia di innocenti (i famosi danni collaterali),
come in Somalia, in Iraq o in Afghanistan.
Per cercare di evitare il peggio, lUnione africana present un documento
che prevedeva una transizione senza Gheddafi e cerc di sondare il terreno
per ottenere che il dittatore fosse accolto in un paese straniero. Il piano prevedeva di insediare un sistema democratico su una base concertata. Ma il
20 marzo 2011, lo stesso giorno in cui una delegazione africana si apprestava a recarsi a Tripoli e Bengasi per avviare i negoziati con gli attori libici,
la NATO inizi i bombardamenti. Il dado ormai era tratto. Non ci sarebbe
stato nessun dialogo politico bens la guerra.
Ancora una volta le potenze occidentali agivano senza calcolare adeguatamente le conseguenze. Evidentemente larroganza blocca la mente. Quello
che accadde fu che le strutture statali implosero, per la gioia dei signori
della guerra, del terrorismo islamico, dei clan mafiosi, dei trafficanti di armi
e, in generale, di ogni sorta di gruppo integralista. Le bombe cadevano sulla
Libia ma anche sullUnione africana e sulla sua proposta politica di pace
preventiva. Ancora una volta lOccidente e in particolare la Francia, al comando delle operazioni militari, sottolineavano che sullAfrica non comandano gli africani ma altri interessi illeciti, e imposero la guerra preventiva.
La proposta africana, non recepita dallalleanza occidentale, voleva evitare
la tragedia di una guerra civile, ma la sua diplomazia fu fatta affondare
nelloceano del bellicismo.

IOSU PERALES

transizione guidato dalla societ civile e dalle sue organizzazioni. I bombardamenti della NATO prevedevano uno scenario controllato dalla Francia e
dai suoi alleati, ma la realt va in unaltra direzione.
Il 25 giugno si sono svolte le elezioni che hanno dato origine a un nuovo
parlamento dominato da forze laiche e federaliste, sconfiggendo lIslam che
nella legislatura precedente era maggioranza. Ma ecco che il Congresso generale nazionale, in cui gli islamici hanno la maggioranza, si rifiuta di riconoscere la legittimit del nuovo parlamento, che controllato da liberali e
federalisti. Il risultato che recentemente il vecchio parlamento si ricostituito a Tripoli e ha affidato il nuovo governo allislamista Osama al-Hasi.
Sullaltro fronte, le forze del generale Halifa Aftar, fedeli al parlamento
emerso dalle elezioni di giugno, sono al comando a Tobruk, la citt in cui
si trasferito il nuovo congresso eletto. Oltre alle due grandi fazioni contrapposte ci sono centinaia di miliziani che si spartiscono il controllo di
paesi, citt e territori, dopo che sono falliti tutti i tentativi di smobilitare i
gruppi paramilitari. questo il post-Gheddafi a cui aspirava lOccidente?
Gli errori sono gi troppi.
Se tutto ci che sta accadendo in Africa e in Medio Oriente non fosse cos
grave, direi che la politica delle potenze occidentali superficiale. Ora sappiamo che gli Stati Uniti hanno modificato la loro opposizione in Siria forse grazie agli insegnamenti della Libia - e se qualche mese fa pensavano
di bombardare il regime di Bashar el-Assad e di continuare ad armare i ribelli, ora stanno studiando
come coordinare con il dittatore siriano una campagna contro lo Stato islamico. Se Damasco fosse stata
bombardata, chiss di quale scenario staremmo parlando. La superficialit non consiste certo nella diversa posizione adottata, ma nel fatto che alcune
menti eccelse stiano progettando di creare unaltra
Libia.

un puzzle ingestibile,
con due parlamenti
e due governi che
si stanno scannando.
Questa la Libia attuale,
di mafiosi e terroristi.

PER GENTILE CONCESSIONE DI ALAI-AMLATINA

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: che cos oggi la Libia? Un puzzle politico e religioso ingestibile. Una Libia dissanguata con due parlamenti e
due governi. Il rimedio peggiore del male. Pretendere che il popolo libico
accettasse educatamente e civilmente una democrazia emersa dalle macerie
una stupidaggine. Dopo tanti anni di dittatura ci voleva un processo di

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RELIGIONE,
INTOLLERANZA
E VIOLENZA
di Francesc Casad
Analista politico

N SEGUITO ALLATTENTATO CRIMINALE PERPETRATO DALLISLAM RADICALE a Parigi contro


il settimanale Charlie Hebdo e il conseguente stato di insicurezza che ne
derivato, sui mezzi dinformazione del vecchio continente si aperto il dibattito se sia lecito o meno pubblicare caricature umoristiche sul profeta
Maometto.
Il pensiero laico, tollerante ed europeista che stato espresso in maniera
eccelsa dal filosofo Ortega y Gasset, e che ha portato alla socialdemocrazia
tanti consensi elettorali, dovrebbe essere un argomento sufficiente per indurci a non disprezzare una cultura diversa dalla nostra o a mettere in discussione le convinzioni religiose altrui, col pretesto di mantenere un
conflitto armato in Medio Oriente. In difesa della pubblicazione delle vignette satiriche si afferma che senza libert di espressione non c democrazia e coloro che la attaccano sono nemici della democrazia e della nostra
civilt.
In senso ampio la civilt caratterizzata da etnia e religione, indipendentemente dal suo sviluppo socioeconomico. La moderna teoria dello scontro
di civilt sostenuta da Samuel Huntington, ideologo del Partito repubblicano statunitense, afferma che ci sar una riconfigurazione dellordine geopolitico a causa del conflitto tra culture pi o meno ermetiche e chiuse, che
sono costrette a interagire in pieno processo di globalizzazione mondiale.
Contro questa teoria si argomentato che il carattere musulmano della Turchia non le ha impedito di essere membro di unorganizzazione militare di
primo piano come la Nato o che il blocco economico che riunisce i paesi
emergenti, i BRICS, rappresenta gli stati di quattro continenti senza che per
questo la popolazione sia tenuta a rinunciare a parte delle sue tradizioni
culturali o della sua lingua.

Non solo lintegralismo jihadista una dottrina dispotica e irrazionale, ma


lo anche loscurantismo religioso che ha caratterizzato lideologia fascista
fin dai suoi esordi nel XX secolo. Ne sono un chiaro esempio il sostegno incondizionato dato dal clero spagnolo alla repressione del periodo franchista
o la complicit nei crimini contro lumanit perpetrati dalla dittatura militare in Argentina.
Durante il violento colpo di stato di Kiev, la chiesa greco-cattolica ucraina
ha svolto un ruolo di primo piano che stato sottovalutato dai mezzi di informazione. Si tratta di una congregazione religiosa dipendente da Roma che
riapparsa nel Paese agli inizi degli anni 90 dopo che
era stata soppressa da Stalin, e che in contrasto con
la chiesa ortodossa dipendente dal Patriarcato di
Mosca. Da allora, pogrom, massacri delle minoranze
etniche e intolleranza verso altri credo religiosi sono
stati la norma.

Lappoggio del clero


a Franco, il sostegno
ai golpisti argentini,
i pogrom nellUcraina
greco-cattolica. Lajihad
non stata la prima

PER GENTILE CONCESSIONE DI ALAI-AMLATINA


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LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

Tentazioni sconsiderate e superficiali


di chi non capisce che la guerra non ha risolto
e non risolve mai nulla

MORIRE PER SIRTE?


di Gennaro Carotenuto
Latinoamericanista, professore di storia contemporanea alluniversit di Macerata

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A BANDIERA NERA DELLO STATO ISLAMICO che sventola sul mar Mediterraneo un
evento troppo rilevante per non chiedere con la massima seriet al ministro
Paolo Gentiloni sulla base di quale progetto politico dovremmo morire per
Sirte. Per stabilire un protettorato neo-coloniale in quelle terre irredimibili? Per imporre un satrapello che impicchi chi deve impiccare e incassi le
nostre tangenti senza che si sappia in giro? Per imporre elezioni trasparenti
come si pu fare non in Svezia ma nella vicina Tunisia, ma forse non possibile esportare in Libia?
Vi sono almeno due piani per interpretare lidea di un intervento militare
in Libia. Una quella geopolitica tradizionale, laltra quella rivoluzionaria,
sapendo che un piano non elide laltro. Il piano rivoluzionario ce lo rappresenta Karim Franceschi, che da un centro sociale di Senigallia, nelle Marche,
partito per combattere a Kobane, nel Rojava e solo nel Rojava, tramite la
sua resistenza, si decider il destino di quellesperimento politico che si definisce confederalismo democratico: una via laica, femminista, ecologista
e di autodeterminazione nel Medio Oriente. Karim appartiene a unavanguardia cosciente ed erede del meglio della nostra storia e del meglio del
melting pot ineludibile nel nostro futuro: Far quello che mio padre insieme a milioni di partigiani in Italia e nel mondo hanno fatto per difendere
la libert e la democrazia: combatter in armi i fascisti del califfato nero.
Anche se non sovrapponibile, Karim fratello di Charb. Anche se sembra
passato remoto, e sar usato mille volte strumentalmente alla bisogna, la
bandiera nera nel Mediterraneo cinterroga anche su quel #JeSuisCharlie
sul quale troppi distinguo sono stati fatti, e ci ricorda che lunica convivenza
possibile laica, anti-sessista e anti-razzista e i fondamentalisti sono miei
nemici non perch musulmani ma perch stuprano, torturano e assassi-

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nano in nome del loro dio dal quale rivendico il diritto di non essere importunato.
Il piano geopolitico cinterroga diversamente. Lincubo la Somalia clintoniana, sapendo che anche quando apparentemente la pax occidentale ha
stabilizzato un territorio lo ha fatto per favorire interessi e non in nome di
libert e uguaglianza. Ed ineludibile il fatto che, se ancora c unarea dinfluenza della residua potenza regionale italiana, la Libia ne parte, la sua
stabilizzazione cinteressa e, nel merito, non bene, per inazione o impotenza, subire decisioni prese a Parigi o a Washington. sempre pi evidente
che dalla stabilit della nostra frontiera sud dipende una parte rilevante
della nostra stessa stabilit.
Senza essere nostalgici di Gheddafi, come troppi a destra e sinistra sembrano essere, e sapendo che sarebbe senza senso dare tutta la colpa a Bush
(che pure ne ha moltissima), spaventoso prendere atto che se 15 anni fa i
talebani stavano nella remota Kandahar, oggi si bagnino nel Mediterraneo. Se non bisogna alimentare unislamofobia odiosa e insensata, la pericolosit dei fondamentalisti di tutte le religioni, un vaso di Pandora che
giustifica violazioni dei diritti umani e sottende interessi inconfessabili, va
riconosciuta come tale e la tragedia che ha investito il mondo islamico
dallOceano Indiano al Mediterraneo in questo scorcio di XXI secolo rischia
di travolgere anche noi che ci giriamo dallaltra parte, con le tiv che ci
ammanniscono risse parlamentari o il festival di Sanremo. Rischia di
travolgerci, ci sta gi travolgendo, non gi per uninvasione al di l dellimmaginazione, ma per i molteplici interessi, dal gas al petrolio alla disperazione dei migranti, ma soprattutto per lalleanza oggettiva tra il fascismo
islamista e quelli nostrani che usano i profughi che essi stessi creano per
alimentare lo scontro di civilte destabilizzare le nostre democrazie.
Il califfato che oggi si affaccia sul canale di Sicilia non pu piacere a nessun
democratico, non solo per un internazionalismo pi o meno ingenuo ma
perch ci destabilizza gi oggi lUnione Europea favorendo le estreme fascio-leghiste e lepeniane, senza contare il revanscismo neoconservatore del
fondamentalismo protestante statunitense, che spera di rimettere a ferro e
fuoco il mondo riprendendo il potere tra due anni. Li fermeremo sul bagnasciuga? Ma come?
A ben guardare, proprio nel destino dei profughi, nella sottrazione di questi
agli aguzzini, alle mafie e agli interessi dei fascisti delle
due sponde, nellevitare loro una morte orribile a poche
bracciate dalle nostre coste, vi una prima risposta al
quesito posto da Gentiloni. Nellandarli a prendere dove
sono, nel rivendicare il dovere civile dellandarli a salvare
e non farli affogare nel nostro mare, nel farsi carico dei
costi politici ed economici del dar loro asilo, c tutto il
senso del perch noi siamo meglio dei fascisti; i nostri e i
loro.

La tragedia del nuovo


fascismo islamico
rischia di travolgerci.
Profughi e aguzzini
sul bagnasciuga:
quali fermeremo?

LATINOAMERICA

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LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

N VIVI N MORTI
I 43 STUDENTI
BRUCIATI IN MESSICO
IL MONDO MODERNO VIVE DI MENZOGNE E NON HA NEMMENO PI IL BUON GUSTO, OGNI TANTO, DI FARE
AUTOCRITICA. UNO DEI PAESI EMBLEMATICI DI QUESTA ASSURDA SITUAZIONE IL MESSICO, CHE INSIEME
ALLA COLOMBIA ATTUALMENTE LA NAZIONE LATINOAMERICANA PI OBBEDIENTE AL NEOLIBERISMO E PI
SODALE CON GLI STATI UNITI.
IL MESSICO IN PARTICOLARE VIVE FORSE IL MOMENTO PI DRAMMATICO DA QUANDO, ALCUNI ANNI FA,
ACCETT LACCORDO COMMERCIALE (NAFTA) CON IL GRANDE VICINO DEL NORD CHE HA MESSO IN GINOCCHIO LEQUILIBRIO DEL PAESE E HA VISTO MORIRE, UNO A UNO, PEZZI DELLA SUA ECONOMIA E SOSTITUIRE
LA COLOMBIA NELLA CONNIVENZA CON I CARTELLI DEL NARCOTRAFFICO.
SONO SPARITE PERSONE E SI SONO SUCCEDUTE ESECUZIONI CAPITALI DI POVERI AGRICOLTORI O DI NEGLETTI
OPERAI.
GENTE DECAPITATA IN UN MENEFREGHISMO DEL GOVERNO DEL PRESIDENTE PEA NIETO CHE HA DOVUTO
ESSERE PESANTEMENTE SOLLECITATO DAI CITTADINI, PURE IMPAURITI, PERCH SI OCCUPASSE DELLA STORIA
NEFANDA DEI 43 STUDENTI DI AGRARIA DELLO STATO DI GUERRERO TRUCIDATI DALLA POLIZIA E PROBABILMENTE BRUCIATI VIVI DALLE MILIZIE DEL NARCOTRAFFICO. PER QUESTA MATTANZA ADDIRITTURA INDAGATO IL GOVERNATORE DELLO STATO DI GUERRERO E LA MOGLIE.
LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE ALLALLARME DELLOPINIONE PUBBLICA STATA UNA VISITA DI STATO IN INGHILTERRA CON UN SEGUITO DI 130 PERSONE E LA SVENDITA PER LO SFRUTTAMENTO DEL PETROLIO NAZIONALE ALLA GRAN BRETAGNA.
MA LINFORMAZIONE DELLA STAMPA OCCIDENTALE SU QUESTA TRISTISSIMA STORIA STATA SCANDITA DA
UN SILENZIO TOMBALE, COM AVVENUTO IN QUESTI ANNI PER LECCIDIO DI TANTI GIORNALISTI E PER LA
SORTE DI TANTI POVERI CRISTI E SINDACALISTI AMMAZZATI.
LUNICA COSA CERTA CHE GLI STATI UNITI STANNO FORNENDO AL MESSICO UN BATTAGLIONE DI TRUPPE
SPECIALI DELLA MARINA PER LA CACCIA AI FEROCI ASSASSINI DEGLI STUDENTI DI AGRARIA E AI CARTELLI
DEL NARCOTRAFFICO. INSOMMA LA SICUREZZA IN APPALTO.

QUANDO VENGO A CONOSCENZA DI QUESTE REALT PENSO INEVITABILMENTE ALLA DOPPIA MORALE DELLINFORMAZIONE OCCIDENTALE OGNI VOLTA CHE QUALCUNO A CUBA FA LO SCIOPERO DELLA FAME.
NON SO SE LA SITUAZIONE PI RIDICOLA O PREOCCUPANTE.
UN GIOVANE GIORNALISTA ITALIANO, FEDERICO MASTROGIOVANNI, FREELANCE A CITT DEL MESSICO CHE
HA VINTO QUESTANNO I MAGGIORI PREMI GIORNALISTICI BASATI SU QUESTE STORIE ED STATO IL REPORTER
DELLANNO IN MESSICO, CI HA RACCONTATO, INSIEME AD ARACELI OLIVOS, AVVOCATO IMPEGNATA NELLA
DIFESA DEI DIRITTI UMANI, QUESTA PAGINA TRISTISSIMA E PERICOLOSA DEL MONDO MODERNO, NON MENO
TERRIBILE DEI MASSACRI DELLISIS. UNINFORMAZIONE EVIDENTEMENTE PI ABITUATA A IGNORARE CHE A
SPIEGARE.
(G.M.)
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LATINOAMERICA

2014/2015

di Federico Mastrogiovanni
Reporter italiano. Lavora come freelance con molti quotidiani e riviste del Messico
Questanno ha vinto il premio nazionale e internazionale di giornalismo assegnato dal Club dei Giornalisti del Paese.
Il suo documentario N vivi n morti sull assassinio dei 43 studenti messicani di agraria conteso da molti festival.

di Araceli Olivos
Avvocato e coordinatrice dellarea di difesa del Centro di diritti umani Miguel Agustn Pro Jurez

FATTI
Il 26 settembre 2014 un gruppo di studenti della scuola Normal Rural Ral
Isidro Burgos, dalla citt di Ayotzinapa, nello stato del Guerrero, a sud del
Messico, si stavano organizzando per raccogliere fondi per partecipare ad
una manifestazione che si sarebbe svolta a Citt del Messico il 2 ottobre.
I giovani studenti di Ayotzinapa studiavano in una scuola normale, il corrispettivo messicano di una scuola magistrale, che nelle zone rurali rappresenta lunico riferimento educativo di massa per milioni di persone. Come
progetto educativo stato uno strumento fondamentale per lalfabetizzazione delle zone rurali e al contempo un centro educativo con una forte
componente critica nei confronti dello Stato messicano. La Normal Rural di
Ayotzinapa in particolare stata il luogo in cui si sono formati leader della
guerriglia come Lucio Cabaas Barrientos e Genaro Vzquez Rojas, quindi
da decenni considerata dalle istituzioni un centro di formazione di guerriglieri e lottatori sociali.
I giovani normalistas volevano raccogliere fondi per finanziare la manifestazione programmata in ricordo del 2 ottobre 1968, data in cui si ricorda lanniversario del massacro di studenti nella Plaza de las Tres Culturas, a
Tlatelolco, nel centro di Citt del Messico. Viaggiavano su degli autobus della
linea Costa Line gli ottanta studenti della Escuela normal rural Ral Isidro
Burgos, dalla citt di Ayotzinapa alla citt di Iguala, nello stato del Guerrero.
Quando si stavano allontanando dalla citt di Iguala, alcune pattuglie della
polizia municipale hanno tentato di bloccare la carovana di autobus, che
non si sono fermati. Gli agenti quindi, secondo la testimonianza di alcuni
studenti presenti, hanno cominciato a sparare con fucili dassalto e mitragliatrici contro gli autobus.
Dopo alcune ore, quando una parte degli studenti avevano organizzato una
piccola conferenza stampa per denunciare la violenza subita, altri uomini
in borghese, che molti testimoni hanno riconosciuto come elementi della
polizia municipale, hanno attaccato di nuovo a colpi di Ak-47.
Il saldo delle varie aggressioni stato inizialmente di sei morti, tre dei quali
studenti della Normal, e venti feriti. Quarantatre studenti sono stati sequestrati dagli uomini armati. Almeno venti di loro, come affermano testimoni
oculari, sono stati caricati di forza sui pick-up da agenti della polizia municipale di Iguala.
A molti mesi dallaggressione i giovani sono ancora desaparecidos, ma solo
la pressione di media e organizzazioni sociali ha potuto mantenere alta lat-

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


N VIVI N MORTI I 43 STUDENTI BRUCIATI IN MESSICO

tenzione nei confronti di questi ragazzi scomparsi. Grazie


allinsistenza e alla pressione mediatica e sociale il governo federale ha deciso, dopo una settimana di incertezza e inazione, di mandare forze federali a investigare
nella zona.
Sono state scoperte decine di fosse comuni clandestine
nei dintorni della citt di Iguala, dove sono stati rinvenuti
i corpi carbonizzati di decine di persone. Nessuno di questi appartiene ai giovani di Ayotzinapa.
Si tratta di sparizione forzata di persone, che si definisce come quel delitto
di sequestro in cui ci sia un intervento da parte di qualsiasi elemento dello
stato, sia per azione che per omissione (che comprende lacquiescenza e
linazione). Questo fa s che si possa parlare di un crimine di stato.
La repressione brutale della polizia non una novit in questa zona del
paese, militarizzata dalla fine degli anni 60 e dalla lotta di Lucio Cabaas;
il 12 dicembre del 2011 la polizia ha assassinato due studenti normalistas
che protestavano contro i tagli alla Normale di Ayotzinapa, in una sparatoria che ha lasciato pi di venti feriti.
Uno dei giovani assassinati, il cui corpo stato trovato sabato 27 settembre
vicino alla zona industriale di Iguala, stato difficile da riconoscere: gli avevano scorticato la faccia e cavato gli occhi. stato il comitato studentesco
della Normal Rural a identificare il corpo, si trattava di Julio Csar Mondragn, studente del primo anno di magistrale che veniva da Citt del Messico.
I fatti di Iguala sono stati possibili, tra laltro, per il clima di totale impunit
che protegge costantemente chi commette questi crimini e le catene di comando. Migliaia di persone continuano ad essere desaparecidas in Messico
da anni.

La polizia attacca
a raffiche di mitra
una fila di bus pieni
di studenti: sei morti
e decine di ragazzi
spariti nel nulla

I PRECEDENTI STORICI
Fin dalla fine degli anni 60 la sparizione forzata stata utilizzata dal governo messicano come pratica di annichilimento politico nei confronti di
alcuni settori dei movimenti di opposizione politica pi radicali. In quella
che conosciuta come guerra sucia (guerra sporca) lesercito messicano si
occupato di far sparire migliaia di persone in molti stati del paese, prevalentemente appartenenti a movimenti guerriglieri, studenteschi, in genere
comunisti o della sinistra radicale. A partire dal 1967, per tutto il decennio
degli anni 70 e 80 sono stati fatti sparire circa 1.500 militanti, studenti,
simpatizzanti di movimenti sociali.
Limpunit nei confronti degli agenti dello stato stata totale, per decenni
il funzionamento strutturale dellapparato di giustizia si dato in una logica
di pura apparenza. Lefficienza istituzionale espressa nella quantit di detenzioni, voluminosi processi e carceri saturate di prigionieri politici o comuni. Nessun responsabile dello Stato stato condannato per sparizione
forzata.
Il Messico un paese di simulazioni, che lascia impuniti il 98% dei delitti.
Un sistema che investiga e processa in poche occasioni e le poche volte in

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LATINOAMERICA

2014/2015

FEDERICO MASTROGIOVANNI E ARACELI OLIVOS

cui si arriva a farlo, detiene arbitrariamente, falsifica le testimonianze, ricorre alla tortura in maniera sistematica per ottenere dichiarazioni autoincolpanti e fabbricare capri espiatori. Le polizie, i pubblici ministeri e il
potere giudiziario formano una catena efficiente nel riempire le prigioni
messicane di innocenti, punire la povert, lignoranza e la vulnerabilit.
A questo punto acquisisce rilevanza limpunit per i crimini di lesa umanit
commessi durante la guerra sporca da parte di agenti dello stato. Proprio
questo fenomeno facilita la ripetizione di fatti simili nellattualit, inclusi
gli atti di sparizione forzata di massa, le esecuzioni extragiudiziali e luso
sistematico della tortura da parte degli agenti delle forze di sicurezza.
Lenorme ritardo in materia di giustizia transizionale che caratterizza il Messico ha conseguenze devastanti non solo per le vittime e i loro familiari, ma
per la societ e le istituzioni messicane: i delitti del passato sono i delitti
del presente.
In Messico si stanno verificando sempre pi casi di aggressioni da parte di
forze di polizia o militari nei confronti della popolazione civile, con sparizioni forzate di persone ed esecuzioni extragiudiziali. notizia recente la
mattanza di 22 persone nella localit di Tlatlaya, nello stato di Mexico, dove
il 30 giugno scorso c stato uno scontro a fuoco tra soldati dellesercito messicano e un gruppo di giovani, presumibilmente appartenenti a un cartello
locale. O almeno questa la versione della Secretara de defensa nacional
(SEDENA, il ministero della Difesa), perch una testimone oculare sopravvissuta al massacro, in unintervista esclusiva alla rivista Esquire
(http://www.esquirelat.com/reportajes/14/09/17/esxclusiva-esquire-Testigorevela-ejecuciones-ejercito/), ha raccontato che i soldati hanno fucilato i 22
ragazzi, tra cui sua figlia, dopo che questi si erano gi arresi ed erano stati
disarmati.
Il caso di Tlatlaya potrebbe rappresentare la mattanza pi grave degli ultimi
anni in Messico da parte dellesercito.
Quando si parla di sparizione forzata si pensa automaticamente ai casi di
Argentina o Cile, alle dittature militari di quegli anni feroci e terribili ma
ormai lontani, che oggi sono parte di un passato che non deve ripetersi.
Non si suole invece associare questa pratica al Messico, anche se in Messico
negli ultimi anni ci sono state pi di 27mila sparizioni, secondo dati ufficiali
diffusi dal ministero degli interni allinizio del 2013. Di queste molte sono
sparizioni forzate, a causa dellintervento per azione o per omissione di
tanti funzionari pubblici o membri delle forze dellordine, ma non esistono
cifre ufficiali affidabili.
Quello che si pu dire con certezza che dalle sparizioni forzate della guerra sporca a quelle odierne
sono cambiate molte cose. Chi ricorda il fenomeno
degli anni 70 e 80 sa che si poteva identificare con
una certa facilit le vittime e i carnefici, le prime nei
movimenti sociali, studenteschi o guerriglieri che
criticavano il verticalismo dello Stato, i secondi nelle
forze di sicurezza, soprattutto nellesercito. Lo Stato

Non solo ArgentinaoCile:


nella guerra sporca
degli anni Settanta
e Ottanta anche
il Messico ebbe
migliaia di desaparecidos

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


FEDERICO MASTROGIOVANNI E ARACELI OLIVOS

Oggi le sparizioni
continuano dove
ci sono conflitti sociali
e ricchezze naturali.
Nulla casuale in
questo nuovo orrore

attraverso la sparizione sistematica, le esecuzioni extragiudiziali, la tortura reprimeva ferocemente qualsiasi


tipo di critica.

SPARIZIONI FORZATE E RISORSE NATURALI

Oggi le sparizioni e le sparizioni forzate sembrano del


tutto casuali, portate a termine spesso da membri dei
gruppi criminali ma anche dalle forze di polizia e dallesercito, che si occupano direttamente dei sequestri o
aiutano in molti modi indiretti i gruppi criminali. Lapparente casualit
un elemento che dissimula le caratteristiche reali del problema. Un dato
importante la coincidenza tra lincremento verticale delle sparizioni forzate e la presenza nei territori di importanti risorse energetiche e naturali,
innanzitutto petrolio e shale gas (il gas da argille di altissima profondit,
ndr), cos come oro, argento, ferro e qualsiasi tipo di minerale.
La casualit quindi risiede solo nella scelta finale della gran parte delle vittime, non nella stretta collaborazione tra le autorit e il crimine organizzato, n nella mancanza di interesse dimostrata dallo stato messicano nella
risoluzione del problema della sparizione forzata. Sembra piuttosto una
strategia del terrore per controllare con la violenza quei territori ricchi di
risorse energetiche e naturali che dovranno essere estratte da compagnie
multinazionali, principali beneficiarie della violenza degli ultimi anni.
Il Messico, nella zona della Cuenca de Burgos e della Cuenca de Sabines,
comprese tra gli stati di Nuevo Len, Coahuila, Tamaulipas e il nord del Veracruz, possiede nel suo sottosuolo la quarta riserva mondiale di shale gas.
Questa importante risorsa naturale un vero tesoro che deve essere ancora
estratto e che ancora non stato sfruttato. Lenorme riserva situata in un
territorio controllato totalmente dal gruppo criminale chiamato Zetas, un
gruppo di paramilitari contro i quali apparentemente lo stato messicano
non pu nulla.
Nelle zone di conflitto che riuniscono violenza e risorse ambientali la sparizione forzata di persone una delle strategie pi efficaci per seminare terrore nella popolazione. Insieme a stragi, tortura e decapitazioni, la
sparizione uno degli elementi pi sicuri per diffondere il terrore, affinch
la popolazione lasci case e terre in ondate di dislocamento forzato di massa.
Questo esattamente ci che accaduto negli ultimi anni in molte regioni
del Messico, ricche di risorse energetiche, acqua, minerali, come gli stati di
Guerrero, Michoacn, Tamaulipas, Coahuila, Veracruz, Nuevo Len.
In questi anni di terrore, nei quali la violenza apparentemente causuale,
gli attori che si incaricano di controllare il territorio, coadiuvati dalle forze
di polizia e dallesercito o da altre istituzioni dello stato, nella confusione e
nellincertezza generalizzata hanno eliminato anche persone legate ai
movimenti sociali, leader comunitari che si oppongono ai megaprogetti, attivisti e militanti. Proprio come negli anni della guerra sporca, ma queste
ultime sparizioni e morti sono diluite nel mare della violenza generalizzata.
Nel caso del Messico dopo un mandato intero di sei anni di violenza e di

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


N VIVI N MORTI I 43 STUDENTI BRUCIATI IN MESSICO

Le sparizioni del passato


sono classificate come
crimini di lesa umanit,
ma attualmente
la guerra ai narcos
copre ogni violenza

guerra al narco dichiarata nel 2006 dallex presidente Felipe Caldern Hinojosa, il nuovo governo di
Enrique Pea Nieto si caratterizza per un aumento
della violenza, degli omicidi, delle sparizioni forzate
e della tortura come pratica comune, bench si fosse
presentato come un governo di pace e riforme.

ALCUNE PREOCCUPAZIONI GIURIDICHE.


I CRIMINI DI LESA UMANIT DI IERI E DI OGGI?

Il carattere sistematico delle violazioni dei diritti umani, e delle sparizioni


forzate in particolare, commesse dallo stato messicano durante la guerra
sporca contro la popolazione civile le caratterizza come crimini di lesa umanit, come si evince dai risultati della Fiscala special creata per chiarire i
crimini di quellepoca: Si constata che il regime autoritario, ai pi alti livelli di comando, imped, criminalizz e combatt diversi settori della popolazione che si organizzarono per esigere maggiore partecipazione
democratica nelle decisioni che li interessavano, e di quelli che vollero frenare lautoritarismo, il patrimonialismo, le strutture di mediazione e loppressione. La lotta che il regime autoritario intraprese contro questi gruppi
nazionali [] usc dal quadro legale e incorse in crimini di lesa umanit e
violazioni al diritto umanitario internazionale [sic], che culminarono in
massacri, sparizioni forzate, tortura sistematica e genocidio [] A tal fine,
si utilizzarono le istituzioni dello stato, pervertendo le stesse(1)
Nellanno che inizia si sente leco della stessa inquietudine. Il caso dei 43
studenti scomparsi di Ayotzinapa riporta lattenzione sulla questione in relazione al fatto che le sparizioni forzate degli ultimi otto anni possano o no
catalogarsi come crimini di lesa umanit.
A fronte della domanda se questo e altri casi di sparizione forzata siano stati
commessi nel contesto di un attacco generalizzato o sistematico contro la
popolazione civile e con consapevolezza di tale attacco, la risposta sarebbe
affermativa. In Messico si compie la condizione stabilita nellarticolo 7 dello
Statuto di Roma, poich questi elementi di contesto sono centrali per scartare fatti isolati dei quali non avrebbe competenza il Tribunale penale internazionale(2). In sintonia con la giurisprudenza del Tribunale penale
internazionale, lattacco generalizzato in quanto i fatti riguardano tutte
le regioni della Repubblica messicana e la frequenza degli atti di violenza
ci permetterebbe di fare calcoli quotidiani sulle persone che spariscono.
Sulla stessa linea, il carattere sistematico dellattacco implica lesistenza di
un piano o una strategia. Non si tratta di casi isolati, ma di una politica di
stato per terrorizzare e controllare la popolazione.
NOTE
1)Informe Histrico a la Sociedad Mexicana, Fiscala Especial para Movimientos Sociales y Polticos del Pasado, Procuradura General de la Repblica, 2006, citato in
Corte IDH. Caso Radilla Pacheco vs Estados Unidos Mexicanos. Excepciones Preliminares, Fondo, Reparaciones y Costas. Sentencia de 23 de Noviembre de 2009. Serie
C No. 209, prr. 204.

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FEDERICO MASTROGIOVANNI E ARACELI OLIVOS

OSTACOLI NELLACCESSO ALLA GIUSTIZIA E QUADRO GIURIDICO INADEGUATO


Non stata fatta giustizia per i crimini di lesa umanit durante la guerra
sporca sicuramente per gli innumerevoli ostacoli posti dalle istituzioni e
dal sistema di giustizia messicano: sono cessate le investigazioni penali a
causa della prescrizione e non stata applicata dal sistema giudiziaro la
Convenzione sullimprescrittibilit dei crimini di guerra e dei crimini di
lesa umanit.
Oltre ai problemi di applicazione delle leggi, c da dire che sebbene il codice penale federale e alcuni codici e leggi statali abbiano previsto il delitto
di sparizione forzata, in diverse entit federative il delitto continua a non
essere contemplato nei codici penali n nelle leggi
speciali. Questo, oltre a contravvenire allarticolo III
della Convenzione interamericana sulla sparizione
forzata di persone(3), rende formalmente impossibile perseguire questo delitto. Quanto alla mancanza di armonizzazione legislativa, nelle leggi che
prevedono il delitto di sparizione forzata la sua codofica non soddisfa gli standard stabiliti dalla Convenzione.

Tra prescrizioni
e indagini insabbiate
i desaparecidos
non hanno avuto giustizia.
Nel codice penale
quel reato non esiste

NOTE
2) Ai fini del presente Statuto, per crimine contro l'umanit s'intende uno degli atti
di seguito elencati, se commesso nell'ambito di un esteso o sistematico attacco contro popolazioni civili, e con la consapevolezza dell'attacco: omicidio; sterminio; riduzione in schiavit; deportazione o trasferimento forzato della popolazione;
imprigionamento o altre gravi forme di privazione della libert personale in violazione di norme fondamentali di diritto internazionale; tortura; stupro, schiavit
sessuale, prostituzione forzata, gravidanza forzata, sterilizzazione forzata e altre
forme di violenza sessuale di analoga gravit; persecuzione contro un gruppo o una
collettivit dotati di propria identit, inspirata da ragioni di ordine politico, razziale,
nazionale, etnico, culturale, religioso o di genere sessuale ai sensi del paragrafo 3,
o da altre ragioni universalmente riconosciute come non permissibili ai sensi del
diritto internazionale, collegate ad atti preveduti dalle disposizioni del presente paragrafo o a crimini di competenza della Corte; sparizione forzata delle persone; apartheid; altri atti inumani di analogo carattere diretti a provocare intenzionalmente
grandi sofferenze o gravi danni all'integrit fisica o alla salute fisica o mentale. Agli
effetti del paragrafo 1: [] per sparizione forzata delle persone s'intende l'arresto,
la detenzione o il rapimento delle persone da parte o con l'autorizzazione, il supporto o l'acquiescenza di uno stato o organizzazione politica, che in seguito rifiutino
di riconoscere la privazione della libert o di dare informazioni sulla sorte di tali
persone o sul luogo ove le stesse si trovano, nell'intento di sottrarle alla protezione
della legge per un prolungato periodo di tempo.
3) Gli stati membri si impegnano ad adottare, in accordo ai loro procedimenti costituzionali, le misure legislative che siano necessarie per tipificare come delitto la
sparizione forzata di persone, e a imporre una pena appropriata che tenga conto
della sua gravit estrema. Tale delitto sar considerato come continuato o permanente fin tanto che non si stabilisca il destino o lubicazione della vittima.

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LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

PARLA OMAR,

IL SOPRAVVISSUTO
di Federico Mastrogiovanni
Reporter italiano. Lavora come freelance con molti quotidiani e riviste del Messico

I CHIAMO OMAR GARCA, sono studente e portavoce della Escuela Normal di


Ayotzinapa. Sono un sopravvissuto al 26 settembre. Ho potuto vivere i fatti
quel giorno.
I fatti di Iguala.
Il 26 settembre 2014 Omar era alla Escuela Normal. Sapeva che i suoi compagni erano andati a Iguala. Stava per succedere qualcosa d'importante.
Avevamo l'obiettivo di prendere pi di venti autobus per andare a Citt del
Messico alla manifestazione del 2 ottobre, per cui dovevamo... svolgere questo compito, no? Prendere un autobus significa fermarlo, parlare con l'autista, dirgli che non finir il turno ma che accompagner un gruppo di
ragazzi in un altro posto. Immagina, sono molti venti autobus; devi farlo
con vari giorni di anticipo. Questo tipo di attivit noi normalistas l'abbiamo
svolta storicamente fin dagli anni Quaranta. L'obiettivo era riunirne venti,
ne avevano gi presi otto. Quel giorno gli studenti della Normal di Ayotzinapa dovevano andare a prenderne altri tre, e di fatto li presero.
E ci che accadde fu che arrivando a Iguala, al casello dell'autostrada da
Citt del Messico a Iguala, l i miei compagni prendono il primo autobus e
arrivano a un accordo con l'autista.
S, va bene, vengo con voi, ma fatemi portare i passeggeri a destinazione
dice l'autista ai compagni. D'accordo, diciamo noi, ma prima facciamo salire

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


PARLA OMAR, IL SOPRAVVISSUTO

dieci compagni perch ti accompagnino e tornino con te.


Non possiamo fidarci della tua parola, lasciandoti andare
e tornare per conto tuo. Quindi vanno alla stazione degli
autobus, ma l l'autista gioca un brutto tiro e li lascia
chiusi dentro l'autobus. Gli dice: adesso vengo, aspettatemi. Ed esce, chiude le porte e non ritorna pi, anzi inizia a fare un gran baccano fuori, ad avvisare il
responsabile e le guardie che l ci sono degli ayotzinapos,
cos dice che vengono a fare casino.
Omar molto concentrato. Cerca di spiegare con chiarezza i fatti di quel
giorno che ha cambiato non solo la sua vita, ma quella di tutto il paese. Il
giorno che ha fatto s che la sparizione forzata di persone in Messico diventasse finalmente un tema di interesse nazionale e internazionale. Un tema
di discussione che rompe finalmente il silenzio e scoperchia la cloaca di un
paese devastato da decine di migliaia di desaparecidos. Il 27 settembre si
svegliato un altro Messico. Un Messico che si rende conto di avere un grave
problema.
Quando i compagni rinchiusi iniziano a chiamare il resto dei compagni che
erano rimasti al casello, che sono pi di settanta, questi si mettono in allerta. Raccontano loro di essere stati rinchiusi dall'autista. Gli altri li raggiungono alla stazione degli autobus. Quando arrivano non trovano
l'autista, chiedono di far aprire la porta ma nessuno li ascolta, la rompono,
tirano fuori i compagni e decidono l sul posto di prendere i tre autobus,
che ad ogni modo avrebbero preso sull'autostrada. Per farlo distribuiscono
la gente su altri autobus, uno va verso il centro, per il Periferico nord, e gli
altri due verso il Periferico sud. Ormai a quell'ora i poliziotti sono gi in allerta. Arriva la polizia per fermare gli autobus ma i compagni non si fermano, continuano a viaggiare sul Periferico nord, si avvicinano al centro e
l dicono che dove si trova la moglie del presidente municipale di Iguala,
Jos Luis Abarca, a presentare la sua relazione di attivit del Desarrollo integral de la familia (DIF) e suppongono che abbiamo intenzione di boicottarla, per cui ordinano di arrestarci a qualunque costo. Gli agenti municipali
iniziano a sparare e a gridare di fermarci, ma non ottengono nulla. Non riescono a fermare i compagni e questi continuano fino ad arrivare quasi all'uscita del Periferico nord. L, proprio all'angolo, si ritrovano la strada
chiusa da una volante che appartiene al municipio di Cocula, e li fermano.
Gli studenti si ritrovano una volante che chiude la strada e altre cinque o
sei dietro di loro, che sparano sugli autobus. Omar spiega ci che i suoi compagni hanno ricostruito. Lui non era ancora l.
Qualcuno di noi scende a vedere che cosa sta succedendo, i poliziotti non
desistono, continuano a sparare in aria e a terra e uno di tutti quei proiettili
colpisce uno dei compagni che si chiama Aldo Gutirrez Solano, tuttora ricoverato in coma. in quel momento che un altro compagno mi telefona:
Senti Omar, i poliziotti ci stanno sparando e abbiamo gi un morto. Cominciamo a organizzarci tutti. Li raggiungiamo a Iguala.
Questo avviene alle 20,30 circa. Omar e i suoi compagni arrivano a Iguala

Una volante chiude


la strada, dalle altre
sparano, gli agenti
portano via quelli
del terzo autobus.
Non li vedremo pi

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LATINOAMERICA

2014/2015

FEDERICO MASTROGIOVANNI

un'ora dopo, alle 21,30.


Dopo che Aldo viene ferito, i poliziotti arrestano i compagni del terzo autobus. Dei tre che andavano sul Periferico nord, il terzo autobus era pieno
quasi del tutto di compagni del primo anno. I poliziotti li avevano gi bloccati in quel momento e li stavano caricando sulle volanti. l quando hanno
portato via la maggior parte dei nostri compagni attualmente desaparecidos.
I 43.
Noi arriviamo da Ayotzinapa un'ora dopo - continua Omar, seduto su una
panchina del Parque Mxico - perch ovviamente eravamo stati allertati. Sta
succedendo qualcosa, pensiamo al peggio. Quando arriviamo a Iguala, ci dicono che i nostri compagni erano stati portati via su delle volanti. I poliziotti
se li erano portati via. E diciamo beh, tranquilli, domani andiamo a prenderli, sicuramente li avranno messi dentro. Chiediamo notizie del compagno a cui hanno sparato in testa e ci dicono, l'hanno portato in ospedale.
Non siamo sicuri se vivo o morto, ma l'hanno portato in ospedale, per cui
dobbiamo andare a cercare anche lui, bisogna andare ad accertarsi. E non
possiamo andarcene da l perch non c'era nessun rappresentante del pubblico ministero n nient'altro per proteggere il luogo del delitto, i bossoli 9
mm degli R-15, il sangue dei nostri compagni era l e temevamo che potessero arrivare i poliziotti che erano rimasti nei paraggi per intimidirci, per
far sparire le prove. Quindi chiamiamo alcuni giornalisti per rilevare le
prove di quello che era avvenuto in quel posto. E beh... (sorride), non sono
arrivati in tempo. Quello stato il problemino, no? Sono arrivati quasi alle
undici e mezza a fare interviste e tutto il resto, e di nuovo un'altra sparatoria
alle undici e mezza o a mezzanotte. Di nuovo si sentono delle raffiche, altri
spari.
Omar sopravvive a quella sparatoria, cos come sopravvive al tentativo dei
genitori dei desaparecidos di irrompere nella caserma militare del 27, battaglione di fanteria dellesercito messicano, che si pensa abbia avuto un ruolo
centrale nella sparizione dei giovani normalistas. Ci che ancora da capire
qual il modello di societ che propongono gli studenti di Ayotzinapa,
qual la loro visione. Perci domando a Omar, che cos' una Normal Rural?
La nostra Normal fu fondata nel 1926 e il suo obiettivo, la sua missione,
educare la gente povera, alfabetizzare la popolazione rurale, lavorare nelle
zone rurali. Si suppone che a quei tempi avesse l'obiettivo di integrare i contadini al progetto di nazione che avevano i governi post-rivoluzionari. E in
quel caso diciamo, riprendendo il loro discorso, integrarli alla modernit,
al progresso, alla civilt. Quello era l'obiettivo delle
normales rurales e dell'educazione rurale. Con il passare del tempo l'obiettivo continu ad essere quello,
alfabetizzare, s, educare, dando ai contadini e alla
gente povera delle opzioni per sopravvivere nel sistema in questo tipo di societ, addirittura per integrarli nella forma di governo.
Ma perch tanta aggressivit nei confronti degli
ayotzinapos?

Non ce ne andiamo,
c sangue per terra,
bossoli,
insomma le prove.
Chiamiamo i giornalisti,
ma arrivano troppo tardi

LATINOAMERICA

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


PARLA OMAR, IL SOPRAVVISSUTO

Il motivo per cui ci attaccano, questo lo posso dire


senza paura di sbagliarmi, perch siamo un tipo diverso di studenti, perch vediamo cose che la maggior
parte della popolazione non arriva a vedere, e non in
condizioni di vedere. La nostra scuola ha un piano di
studi diverso, che non quello del ministero della pubblica istruzione, ma un piano parallelo che abbiamo dal
1935. La nostra scuola non una scuola comune, abbiamo anche un'organizzazione studentesca e pertanto
siamo alla portata di molta gente di fuori, abbiamo contatti con migliaia di
persone che pensano in modo diverso da noi, o che pensano in modo simile
a noi, e quindi ci formiamo una visione distinta. In Guerrero si sta distruggendo la natura, perch ci sono i megaprogetti dellindustria mineraria e
alle imprese non glie ne frega un cazzo che le comunit si ammalino di cancro per l'inquinamento che producono, per i veleni che spargono, o per l'acqua dei paesini di cui si appropriano o per i boschi che distruggono o per le
terre che sottraggono ai contadini, o per le campagne fraudolente sulluso
di concimi e pesticidi inquinanti con cui li ingannano. facile per molta
gente lasciarsi abbindolare dalle versioni ufficiali perch l'unica cosa che
sentono, e anch'io nelle loro condizioni, nelle condizioni di chiunque, la
penserei cos, perch prima di entrare alla Normal ero un indifferente, ero
una persona che pensava che le cose succedevano per volont di dio o per
opera del destino o perch cos la vita.
Ma no, ogni cosa ha una causa, all'interno della societ. Le gerarchie sono
quelle che determinano il nostro ruolo e posto dentro la societ. E noi ci rifiutiamo di essere sempre subordinati, questo il problema. Questo il problema che hanno nei nostri confronti quelli del governo, che dei contadini
coi sandali ai piedi, dei morti di fame, dei fottuti studenti che vengono dalla
campagna e hanno a malapena i soldi per mangiare, gli dicano in faccia che
sono una manica di corrotti, che sono degli assassini, che praticano politiche di predazione, che stanno vendendo il paese, che loro si arricchiscono
a spese del lavoro di milioni di persone in Messico.
E per colmo oltre a dirlo quando ci uccidono, quando ci torturano, quando
ci fanno sparire, quando ci reprimono, anzich rimanere zitti che in fin dei
conti l'obiettivo della repressione, dare una lezione cos la smette di parlare questo stronzo, beh noi non stiamo zitti, continuiamo sulla nostra
strada, e continueremo a farlo. Voi lo vedrete, dopo tutto questo processo
di ricerca dei nostri compagni, continueremo a fare manifestazioni, a solidarizzare con i contadini. Perch? Perch noi non impariamo e non impareremo, anzi non vogliamo imparare quello che ci vogliono insegnare. Non
impareremo a chinare la testa, non impareremo a essere indifesi. Non ci insegneranno a rimanere indifesi, non ci prestiamo. Adesso gli imprenditori
fanno quadrato col governo e ci dicono di superare i fatti. Ci stanno dando
una dimensione che non volevamo avere. Ebbene, signori imprenditori, noi
non cerchiamo di avere questa dimensione. Noi non ci siamo cercati il 26
settembre. E non vogliamo nemmeno che voi, con le vostre politiche, de-

Il problema di quelli
del governo che
dei fottuti contadini
morti di fame
dicano loro: siete solo
una manica di corrotti

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LATINOAMERICA

2014/2015

FEDERICO MASTROGIOVANNI

prediate i paesi e i paesi si debbano difendere. Perch se mi venite a confiscare l'asino io lo difender, e se mi venite a prendere il cane far lo stesso.
E se a mio padre toglierete le sue terre, mio padre le difender. Se al mio
paese togliete la sorgente d'acqua, il mio paese difender la sua sorgente.
Se voi volete che anzich acqua sorgiva beviamo solo Coca Cola, se invece
del mais volete che mangiamo pan bimbo (il pane in cassetta, ndr) sar difficile capirci. Sar molto difficile capirci, perch parliamo una lingua molto
diversa. Noi pensiamo alla gente, ai bambini. Noi pensiamo a educare i bambini. Vogliamo che non mangino pi junk food a scuola, volete vedere una
popolazione infantile obesa perch quello che vi interessa il vostro portafogli, non la salute della popolazione messicana.
Questo quello che vi interessa. A noi invece interessa che anzich mettersi
qualcosa in bocca, si mettano qualcosa qua (toccandosi la fronte), in testa.
E soprattutto un pensiero critico che faccia loro capire che la gente come
voi quella che sta rovinando il paese. quella che non pensa al resto della
popolazione e che se ne fotte se un contadino muore, se un operaio muore.
Muoia chi muoia, l'unica cosa che vi interessa sono le vostre tasche e potete
andare dove volete con i vostri discorsi ipocriti.Una cosa che mi colpisce
molto di Omar che dice sempre noi. Non dice io: proprio quello
che temono. A che cosa serve tagliare la testa a Omar Garca se dietro di lui
ce ne sono molti altri? La nostra organizzazione non di quelle organizzazioni studentesche o sindacali che hanno dirigenti permanenti per anni, vitalizi. O come una classe politica che si perpetua nel potere ma in fin dei
conti quelli che comandano sono sempre dietro le quinte.
No, no, no. Noi siamo tanti. E il noi pesa, nella nostra organizzazione. Noi
non crediamo alle grandi personalit, nel potenziale individuale che allestremo protagonizzante. No, cos come parlo io, parlano molti compagni. E credo che labbiate visto anche voi. Cos come vedete determinati noi
che appariamo nei media, anche il resto lo . E siamo intercambiabili. E
questo quello che vogliamo per il nostro paese. Quella forma di organizzazione comunitaria in cui il contadino, che eletto commissario per un
anno, l'anno dopo torni a fare il contadino e cos d l'opportunit a un altro
e vanno ruotando l'autorit, non come i politici che oggi sono sindaci, domani vogliono essere deputati, dopodomani vogliono essere senatori e non
tornano pi nel popolo. Diventano parte di una classe politica divorziata
dalla societ, pertanto con interessi molto diversi. Noi no. Noi siamo diversi.
E questo qualcosa di cui hanno paura, cio che la nostra visione del mondo si generalizzi. E di fatto si generalizzata. Anche se ci dovessero spegnere gli animi,
credo che il movimento abbia marcato la storia della societ messicana. Eccome se l'ha marcata! Insomma, che
cosa faranno, mi domando, a partire da adesso per ingannare di nuovo la gente? Anche se smettessimo di
fare qualcosa, la gente non cieca. E questo il problema, e non pi il nostro problema ma loro.

Non siamo una


di quelle entit
con dirigenti a vita,
che diventa
una classe a s stante.
Noi siamo diversi

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LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

Debito pubblico, speculazione internazionale, distribuzione delle risorse, terrorismo


e chi lo nutre... Settembre 2014, la Kirchner alla 69 assemblea generale delle Nazioni Unite
ha evidenziato un elenco di verit che i grandi media accuratamente occultano
e che molti premier o capi di Stato eludono.
Indipendentemente dalle contraddizioni attuali val la pena ricordare le riflessioni
di una delle tre leaders donna dellAmerica Latina.

LARGENTINA DI CRISTINA
DAVANTI ALLONU,

50 COSE CHE IL MONDO DIMENTICA


di Salim Lamrani
Dottore in studi iberici e latinoamericani presso lUniversit Paris Sorbonne-Paris IV, professore
allUniversit di La Reunin, giornalista specialista delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti.

1
2.
3.

Lassenza di una politica multilaterale internazionale effettiva, concreta e


democratica il principale pericolo per la pace nel mondo e spiega la maggior parte dei problemi vincolati al terrorismo, alla sicurezza, alla sovranit,
allintegrit territoriale, nonch degli attuali problemi economici e finanziari che colpiscono il pianeta.
Gli Stati Uniti, con il loro unilateralismo, sono in gran parte responsabili della situazione attuale.
Ladozione da parte dellAssemblea generale delle Nazioni Unite della
risoluzione no 68/304, con una maggioranza di 124 voti, relativa alla creazione di una convenzione multilaterale incaricata di stabilire un contesto
giuridico per la ristrutturazione dei debiti sovrani delle nazioni, un passo
necessario e promettente.

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


LARGENTINA DI CRISTINA DAVANTI ALLONU, 50 COSE CHE IL MONDO DIMENTICA

4. La ristrutturazione del debito un processo


indispensabile per evitare il fallimento delle
economie del Terzo mondo.
5. Senza ristrutturazione, i paesi del Sud sono
inesorabilmente avviati a morte sicura.
E i morti non pagano i debiti.
6. Le grandi potenze e le istituzioni finanziarie
non possono continuare a saccheggiare impunemente le ricchezze dei paesi del Sud ed esigere il rimborso di un debito che stato gi pagate varie volte. Per ogni
dollaro prestato, lAmerica Latina gi rimborsato pi di 7 dollari e continua
ad essere sopraffatta dal peso del debito.
Nel 2001, lArgentina ha subito una grave crisi economica, simile a
quella che ha colpito il mondo nel 2008, i cui effetti minacciano ancora oggi
le economie emergenti. Il paese ha dichiarato fallimento con un debito che
rappresentava il 160% del PIL.
La responsabilit del debito non grava solamente sui debitori, ma anche
sui creditori, cio le principali istituzioni finanziarie e le banche private.
Il debito dei paesi del Sud stato gravato di tassi usurari e allo stato attuale non rimborsabile. AllArgentina sono stati imposti tassi di interesse
fino al 14%.
La dittatura militare al potere dal 1976 ha negoziato una parte del debito estero dellArgentina. Quindi illegittimo e moralmente inesigibile.
Londa neoliberista degli anni 1980 e 1990 imposta dalle istituzioni finanziarie internazionali, con privatizzazioni massicce dei settori strategici
delleconomia nazionale, una deregolamentazione senza precedenti e uno
smantellamento dello Stato sociale, ha portato il paese al disastro del 2001.
Mentre lFMI e la Banca mondiale presentavano lArgentina come il migliore alunno del continente, le politiche neoliberiste si sono rivelate un
fallimento totale.
Alla crisi economica si aggiunta una grave crisi politica che ha visto
lArgentina cambiare presidente cinque volte in una settimana.
Le istituzioni finanziarie internazionali, il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale, responsabili della tragedia economica e politica,
hanno abbandonato lArgentina al suo destino.
Bisogna riformare radicalmente il Fondo monetario internazionale perch le sue politiche di assestamento strutturale hanno portato leconomia
mondiale sullorlo del baratro.
Nel 2003, il presidente Nstor Kirchner pretese che i principali responsabili della crisi, cio il FMI, la Banca mondiale e i principali creditori, si facessero carico delle loro azioni.
Nstor Kirchner, eletto col 22% dei voti, si incaric di gestire leconomia
del paese per fare fronte a un tasso di disoccupazione del 25%, un tasso di
povert del 54%, un tasso di indigenza del 27%, e il sistema delleducazione
e della sanit completamente smantellati.
Grazie a una politica economica volontaristica, nella quale lo Stato

Da un debito al 160% del PIL


leconomia del paese
si ripresa.
Senza strangolare il popolo,
inchiodando anche i creditori
alle loro responsabilit

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svolse un ruolo importante nazionalizzando una parte delle sue risorse


energetiche e contrastando il fondamentalismo neoliberale, a partire dal
2003 lArgentina riuscita a creare milioni di posti di lavoro, realizzare un
sistema pensionistico efficiente e una crescita annuale media del PIL del 6%.
Il governo di Kirchner invest le nuove risorse nelle infrastrutture del
paese con la costruzione di strade, scuole, centrali nucleari e idroelettriche,
reti elettriche e sistemi di distribuzione dellacqua potabile in tutto il paese.
Si posto il cittadino argentino al centro del progetto di inclusione sociale e la povert e lindigenza sono scese sotto la soglia del 10%.
Nonostante ladozione di una politica economica agli antipodi di ci
che auspicano gli organismi finanziari internazionali fautori del neoliberalismo, il FMI ha riconosciuto che la crescita economica dellArgentina tra il
2004 e il 2011 stata la migliore dellAmerica Latina ed era tra le tre migliori
del mondo, dietro la Cina e la Bulgaria.
Inoltre oggi lArgentina ha, secondo il FMI, il migliore potere dacquisto
e il migliore reddito da pensione dellAmerica Latina.
Dal 2003 al 2014, lArgentina ha speso pi di 190 miliardi di dollari per
rimborsare il debito estero contratto dai precedenti governi.
Circa il 92,3% dei creditori ha accettato una ristrutturazione del debito
nel 2005 e ha ricevuto pagamenti regolari a partire da quellanno.
LArgentina ha rimborsato lintero debito verso il Fondo monetario internazionale.
LArgentina ha inoltre raggiunto nel 2014 un accordo per ristrutturare
un debito contratto nel 1956 con il Club di Parigi.
Nonostante la sua iniziale riluttanza, la compagnia petrolifera spagnola
Repsol, espropriata nel 2012 nellambito di una politica volta a recuperare
la sovranit energetica, ha accettato il compenso di 5 miliardi di euro proposto dallArgentina, ovvero la met di quanto chiesto dalla multinazionale.
Tutto questo stato realizzato coi fondi propri, perch lArgentina non
ha accesso ai mercati monetari dopo la crisi del debito del 2001.
Abbiamo iniziato questo processo di inclusione a partire dalla bancarotta totale e assoluta, in pieno default. Siamo riusciti a recuperare il default, a includere gli argentini, a raggiungere la crescita sociale con
inclusione, a sdebitarci e oggi, in pi, abbiamo un rapporto di debito fra i
pi bassi del mondo.
I fondi avvoltoio, fondi pensione che esigono il rimborso totale e immediato del debito e che rappresentano solo l1% dei creditori che non
hanno accettato la ristrutturazione del debito nel
2005, sono un pericolo per la stabilit finanziaria del
mondo perch minacciano i paesi pi fragili impegnati nella lotta contro la povert.
31. Oggi lArgentina, con la complicit del sistema
giudiziario del paese, affossata da questi fondi avvoltoio.
32.
Il ruolo di questi fondi avvoltoio, secondo
lespressione dellex primo ministro britannico Gor-

Abbiamo posto
il cittadino argentino
al centro del progetto
di inclusione sociale
e la povert scesa
sotto la soglia del 10%.

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


LARGENTINA DI CRISTINA DAVANTI ALLONU, 50 COSE CHE IL MONDO DIMENTICA

Il ruolo dei fondi avvoltoio,


come li ha definiti Gordon Brown,
sta nellacquistare i titoli di debito
dei paesi insolventi per poi iniziare
unazione giudiziaria in USA, tesa
a ottenere guadagni esorbitanti.

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don Brown, consiste nellacquistare i titoli di debito dei paesi insolventi e intraprendere unazione giudiziaria in
giurisdizioni diverse per ottenere guadagni esorbitanti.
33. Cos, un tribunale di New York ha
concesso indennit in dollari a quei fondi
avvoltoio che hanno presentato denuncia
contro lArgentina, pari a un rendimento
del 1.608% in cinque anni. Ditemi voi se
esiste una societ, unimpresa, un investitore che riesce a ottenere un rendimento in dollari di oltre il 1.600% in soli in 5 anni.
Questi fondi avvoltoio mettono in pericolo la stabilit finanziaria dellArgentina e mettono a rischio la ristrutturazione del debito concordata
nel 2005 e nel 2010 con il 92,4% dei creditori. In effetti, laccordo stabilisce
che nessun creditore potr ottenere un rimborso superiore a quello concordato con la maggioranza dei possessori di titoli di debito argentino. Ebbene,
il tribunale di New York ha imposto un rimborso prioritario ai fondi avvoltoio che supera ampiamente lambito dellaccordo.
Fondi avvoltoio che inoltre minacciano e disturbano con interventi
sulleconomia del nostro paese, mettendo in giro voci, infamie e calunnie
[...], agendo come veri destabilizzatori dalleconomia.
una sorta di terrorismo economico e finanziario. Perch non sono
terroristi solo quelli che piazzano le bombe, ma sono terroristi economici
anche quelli che destabilizzano leconomia di un paese e provocano povert, fame e miseria, a partire dal peccato della speculazione.
LArgentina stata vittima di due attentati terroristici. Nel 1992 una
bomba distrusse lambasciata di Israele e nel 1994 unaltra bomba colp la
sede dellAMIA (Associazione Mutualit Israelita Argentina).
Il governo del presidente Nstor Kirchner stato quello che pi si impegnato perch si scoprissero i responsabili di questi crimini. Tutti gli archivi dei servizi di intelligence sono stati desecretati ed stata creata
unapposita squadra di investigazione per questo caso.
Quando nel 2006 la giustizia del mio paese accus cittadini iraniani
di essere implicati nellesplosione dellAMIA, stato lunico presidente, e in
seguito anchio, che os proporre, chiedere alla Repubblica Islamica dellIran di collaborare, di dare cooperazione nellinchiesta.
Nel 2011, lIran accett la proposta di collaborazione e i due paesi firmarono un memorandum dintesa di cooperazione giudiziaria.
Che cosa successo quando abbiamo firmato il memorandum? Sembrava che si fossero scatenati tutti i demoni interni ed esterni. Le istituzioni
dorigine ebrea che ci seguivano tutti gli anni ci si sono rivolte improvvisamente contro [] Ci accusano di complicit con lo Stato iraniano [] Questa
settimana si riunisce il cancelliere di quel paese, il capo del Dipartimento
di Stato con il suo omologo iraniano. [] Quello che veramente vorremmo
chiedere a quelli che accusavano lIran e lo definivano terrorista e questo

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avveniva lanno scorso, non sto parlando di un secolo fa, lanno scorso, che
cosa diranno oggi.
I presunti combattenti per la libert, sostenuti dalle potenze occidentali, che ieri cercavano di rovesciare il governo di Bashar al-Assad, oggi costituiscono le truppe dellIsis e Daesh che minacciano la sicurezza in tutto
il Medio Oriente. Stati Uniti, Francia e Regno Unito, membri del Consiglio
di sicurezza dellONU, preposto alla pace nel mondo, hanno creato il mostro.
Al Qaeda e i talebani, da dove sbucano, dove prendono le armi, dove
prendono le risorse? Il mio paese non produce armi, chi sono quelli che vendono loro le armi?
Le grandi potenze cambiano troppo facilmente il concetto di amiconemico o di terrorista-non terrorista. Risulta impossibile combattere il terrorismo attraverso la guerra. Bisogna adoperarsi per la pace nel mondo.
Chiedo ancora a questa Assemblea, per favore, il riconoscimento definitivo della Palestina come Stato membro a pieno diritto di questa Assemblea.
La Palestina ha il diritto di proteggere la sua popolazione civile e a non
subire unaggressione che ha provocato la morte di centinaia di bambini e
di donne.
Luso della forza deve essere vietato ed importante rispettare lintegrit territoriale delle nazioni.
Le isole Malvine sono argentine ed ora che il Regno Unito se ne faccia
una ragione.
49. tempo di riformare il Consiglio di sicurezza delle
Nazioni Unite e abrogare il diritto di veto delle cinque
grandi potenze che sono Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Cina e Russia.
50. necessario che lAssemblea generale delle Nazioni Unite recuperi le sue prerogative, senza dover subire coercizioni da parte del Consiglio di sicurezza,
affinch regni una vera democrazia globale in cui
ogni paese rappresenti una voce.

arrivata lora
di riformare il Consiglio
di sicurezza dellONU
e abrogare
il diritto di veto
delle 5 grandi potenze

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LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

QUANDO CHIEDO UN TETTO PER GLI ESCLUSI


ALCUNI DICONO IL PAPA COMUNISTA!
NON CAPISCONO CHE LA SOLIDARIET
LA BASE STESSA DEI VANGELI.
di Ignacio Ramonet
Scrittore, giornalista francese. Direttore delledizione in lingua spagnola de Le Monde Diplomatique.
Autore di Fidel Castro, autobiografia a due voci

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IORNATA STORICA, QUELLA DI MARTED

28 OTTOBRE 2014
Primo: perch non frequente che il Papa convochi, alla Santa Sede, un incontro mondiale dei movimenti popolari, coinvolgendo le organizzazioni
degli esclusi e degli emarginati dei cinque continenti e di tutte le etnie e
religioni: contadini senza terra, lavoratori urbani informali, cartoneros, riciclatori di rifiuti, popolazioni indigene in lotta, donne che rivendicano i loro
diritti eccetera.
Insomma, unassemblea mondiale dei diseredati della Terra. Ma di diseredati che lottano e non si rassegnano.
Secondo: ancor meno frequente che il Papa in persona si rivolga a queste
persone dicendo loro che vuole ascoltare la voce dei poveri perch i poveri non si accontentano pi di subire le ingiustizie, ma lottano contro la
loro sorte e che vuole accompagnarli in questa lotta. Francesco ha inoltre
detto loro che i poveri non aspettano pi a braccia conserte soluzioni che
non arrivano mai; adesso i poveri vogliono essere protagonisti del proprio
destino e trovare da se stessi la soluzione ai loro problemi perch, aggiunge, i poveri non sono esseri rassegnati, sanno protestare e rivoltarsi.
E ha detto inoltre: Spero che il vento di questa protesta si trasformi in un
uragano di speranza.
Francesco ha poi affermato: La solidariet un modo di fare la storia.
per questo che si unito alle richieste dei poveri che chiedono terra, un
tetto e un lavoro. E ha commentato: Qualcuno, quando chiedo un tetto e
un lavoro per i poveri della terra, dice il papa comunista! Non capiscono
che la solidariet verso i poveri la base stessa dei Vangeli.
Francesco ha ricordato che la riforma agraria un obbligo morale! E ha
accusato, senza nominarlo, il neoliberismo di essere all'origine di tante sciagure contemporanee: Tutto ci avviene - ha precisato - quando al centro
del sistema c il dio denaro e non lessere umano. Ha ripetuto che bisogna
alzare la voce. E ha ricordato che noi cristiani disponiamo di un programma che oserei definire rivoluzionario: le beatitudini del Discorso della
montagna riportate da san Matteo nel suo Vangelo.
Un discorso forte, coraggioso, in linea con la dottrina sociale della chiesa, a

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2014/2015

cui Francesco ha fatto esplicito riferimento. Era da tempo che un papa non
pronunciava una dichiarazione cos sociale, cos progressista su un tema,
la povert, che costituisce una delle basi fondamentali della dottrina cristiana.
Terzo: questo intervento stato tanto pi importante in quanto stato pronunciato in presenza del presidente della Bolivia, Evo Morales, icona dei
movimenti sociali e leader mondiale dei popoli autoctoni. Poco dopo, tra
gli applausi, il presidente Morales prendeva a sua volta la parola, davanti
allo stesso pubblico, per esporre numerosi esempi che dimostrano come il
capitalismo che trasforma in commercio qualunque cosa, ha creato una civilt dello spreco.
Ha insistito sullidea che dobbiamo ricostruire la democrazia e la politica,
perch la democrazia il governo del popolo e non quello del capitale e
delle banche. Ha inoltre posto laccento sulla necessit di rispettare la
madre terra e sulla mobilitazione indispensabile contro la privatizzazione
dei servizi pubblici. Ha suggerito ai movimenti sociali riuniti in questo incontro di creare una grande alleanza degli esclusi per difendere i diritti
collettivi.
La sensazione generale dei partecipanti a questo incontro che non ha precedenti che i due interventi di papa Francesco e del presidente Morales
hanno confermato sia la nuova dimensione internazionale del presidente
boliviano, sia il nuovo ruolo storico di papa Francesco, che sembra affermarsi sempre pi come il portavoce dei poveri dellAmerica Latina e di tutti
gli esclusi del mondo.
PER GENTILE CONCESSIONE DI ALAI-AMLATINA

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LATINOAMERICA IL MONDO IN CUI VIVIAMO

UNA STORIA CHE SCREDITA


LA PRESUNTA CIVILT
DELLOCCIDENTE
DAL 12 FEBBRAIO 2015 NELLAULA BUNKER DI REBIBBIA A ROMA SI MATERIALIZZATO
UN FATTO STORICO E TERRIBILE, IL PROCESSO ALLOPERACION CONDOR.
LA STRATEGIA DEL TERRORE APPROVATA DAL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI NIXON (OSSESSIONATO
DAL PERICOLO COMUNISTA) E DAL SUO SEGRETARIO DI STATO KISSINGER E MESSA IN ATTO DALLACCORDO
FRA FORZE ARMATE E SERVIZI SEGRETI DI CILE, ARGENTINA, URUGUAY, PARAGUAY, BOLIVIA, PER
E BRASILE MIRAVA A DISINTEGRARE QUALUNQUE OPPOSIZIONE DEMOCRATICA IN AMERICA LATINA.
FURONO UCCISE CIRCA 50MILA PERSONE, PI DI 30MILA FURONO I DESAPARECIDOS
E ALMENO 400MILA CARCERATE.
TUTTO, COME RICORDA NELLARTICOLO QUI A FIANCO FEDERICO TULLI, VENUTO ALLA LUCE NEL DICEMBRE
DEL 92 CON IL RITROVAMENTO IN PARAGUAY DI UN ARCHIVIO IN CUI DESCRITTA LA SORTE DI MIGLIAIA
DI SUDAMERICANI RAPITI, TORTURATI E ASSASSINATI TRA GLI ANNI 70 E 80.
LE DITTATURE MILITARI COLLABORAVANO TRA DI LORO ESEGUENDO PERFINO OMICIDI SU COMMISSIONE.
ALLA SBARRA A CONCLUSIONE DELL INCHIESTA GUIDATA DAL PROCURATORE AGGIUNTO DI ROMA
GIANCARLO CAPALDO, CI SONO 32 IMPUTATI (ALLINIZIO ERANO 140) CHE SONO OLTRE A PREMIER,
RESPONSABILI DELLE GIUNTE MILITARI E CAPI SUPREMI DELLE DITTATURE ANCHE GENERALI, COLONNELLI,
COMMISSARI, AGENTI DI POLIZIA E DEI SERVIZI SEGRETI RINVIATI A GIUDIZIO SULLA BASE DELLE DENUNCE
DEI PARENTI DI 43 GIOVANI DI PASSAPORTO ITALIANO SEQUESTRATI E UCCISI IN QUESTE NAZIONI CONNIVENTI
CON IL TERRORE TRA IL 1973 E IL 1978.
LA NOSTRA GIUSTIZIA PER LINCRIMINAZIONE DEI PRESUNTI COLPEVOLI SI AVVALSA DELLA LEGGE CHE
CONSENTE DI GIUDICARE NEL NOSTRO PAESE CRIMINI CONTRO LUMANIT COMPIUTI ALLESTERO NEI CONFRONTI
DI CITTADINI ITALIANI.
ANCORA OGGI, CADUTE LE DITTATURE MILITARI, MIGLIAIA DI DONNE E DI UOMINI NON SONO MAI STATI TROVATI.
N VIVI N MORTI, COME IN MESSICO ORA, E MANCANO ALLAPPELLO ANCHE CENTINAIA DI BAMBINI RUBATI
ORMAI PROSSIMI AI QUARANTANNI.
INSOMMA COMINCIATO A ROMA UN PROCESSO CHE DOVR FAR RIFLETTERE IL MONDO OCCIDENTALE
O MODERNO QUANDO DISCETTA DI FEROCIA, CRUDELT, LIBERT E DEMOCRAZIA.

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IL CONDOR VA
ALLA SBARRA
di Federico Tulli
Giornalista esperto di storia latinoamericana

1992, PARAGUAY. Nella stazione di polizia di Lambar, un piccolo comune a 20 chilometri km dalla capitale Asuncin, il giudice Jos Augustn
Fernndez scopre un archivio in cui descritta la sorte di migliaia di sudamericani rapiti, torturati e assassinati, tra gli anni Settanta e Ottanta, dalle
forze armate e dai servizi segreti di Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia, Per e Brasile. Dalle carte spuntano le storie e i nomi di circa 50mila
persone uccise, oltre 30mila scomparse (desaparecidos) e almeno 400mila incarcerate. Queste carte, ritenute veritiere e attendibili, vengono subito denominate archivi del terrore. Per la prima volta si ha la conferma con
prove documentali dell'esistenza di un coordinamento tra i governi, gli eserciti, l'intelligence e le polizie di questi sette paesi del Cono Sur, in cui erano
coinvolte anche la CIA e l'amministrazione Nixon, ossessionate dal pericolo
comunista. Una sorta di internazionale del terrore che aveva elaborato un
piano fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere, perseguitare ed
eliminare gli attivisti di sinistra o quelli impegnati nella lotta per i diritti
civili: questa l'Operazione Condor.
Al dramma dei sovversivi - cos venivano definiti con disprezzo dagli squadristi del Condor - si aggiungeva quello di centinaia di neonati che, rubati
alle madri dissidenti sequestrate e tenute in vita fino al parto, vennero cresciuti nelle famiglie degli stessi aguzzini. E poi c'erano i parenti. Chi non fu
costretto all'esilio vag per anni alla ricerca dei propri cari scomparsi misteriosamente, subendo ogni sorta di crudelt in forma di false promesse e
ICEMBRE

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


IL CONDOR VA ALLA SBARRA

indicazioni da parte delle istituzioni e delle autorit contigue al regime. Ancora oggi, cadute le dittature, migliaia
di donne e uomini non sono mai stati trovati. N vivi,
n morti. E mancano all'appello anche centinaia di bambini rubati, ormai prossimi ai 40 anni. Tra le persone uccise e i desaparecidos ci sono anche tanti cittadini italiani
figli e nipoti di emigranti.
Per restituire giustizia ad alcuni di loro, dal 12 febbraio
2015 nell'aula bunker di Rebibbia a Roma prende il via
un fatto storico: il processo Condor. Alla sbarra 32 imputati. Generali, colonnelli, commissari, agenti di polizia e dei servizi segreti boliviani, cileni,
uruguaiani e peruviani, rinviati a giudizio sulla base delle denunce dei parenti di 43 giovani di origine italiana sequestrati e uccisi in Cile, Argentina,
Bolivia, Per e Uruguay tra il 1973 e il 1978.
Al rito si arrivati in conclusione dell'inchiesta guidata dal procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo con il rinvio a giudizio per gli indagati
che inizialmente erano 140. Tra di loro per la prima volta in Europa figurano capi di Stato, responsabili delle giunte militari e capi supremi delle
dittature latinoamericane degli anni 70, cio l'intero apparato che gest i
cosiddetti anni del terrore. C Francisco Morales Bermdez, presidente del
Per dal 1975 al 1980, Pedro Richter Prada, suo primo ministro, o Juan Carlos Blanco, ministro degli Esteri nella dittatura militare in Uruguay. Non ci
sono pi, invece, perch deceduti, il dittatore cileno Augusto Pinochet e i
suoi omologhi argentini Jorge Videla ed Emilio Massera.
A far scattare le indagini con una denuncia sui desaparecidos italo-uruguaiani, avvalendosi della legge che consente di giudicare nel nostro Paese crimini contro l'umanit compiuti all'estero nei confronti di cittadini italiani,
furono nel 1999 Aurora Meloni, moglie di Daniel Alvaro Banfi Baranzano
ucciso in Argentina nel 1974, Cristina Mihura, moglie di Armando Bernardo
Arnone Hernndez sequestrato nel 1976 a Buenos Aires e ancora desaparecido, assistite dall'avvocato Giancarlo Maniga, con la collaborazione di Jorge
Ithurburu, presidente di 24marzo onlus e cooperatore delle Abuelas di
Plaza de Mayo. Ci siamo presentati in procura dopo che in Spagna il giudice
Baltasar Garzn era riuscito a ottenere larresto di Augusto Pinochet a Londra grazie a una norma simile, racconta Ithurburu. Dopo di noi le vedove
dei desaparecidos e delle vittime di omicidio hanno iniziato a presentare le
loro denunce, che alla fine sono state riunite in un unico processo. Oggi
queste persone sono costituite come parti civili di fronte alla III Corte di Assise di Roma presieduta dal giudice Evelina Canale, con lo Stato italiano, lo
Stato uruguaiano, il Frente Amplio, la forza politica di sinistra di cui fa parte
l'ex presidente uruguayano Jos Mjica, le Abuelas di Plaza de Mayo (Argentina), l'Agrupacin de familiares de detenidos desaparecidos de Chile e l'Asociacin de Familiares de Detenidos Desaparecidos de Bolivia. Come era
accaduto nel caso di Garzn con Pinochet, l'archivio dell'orrore scoperto in
Paraguay ha dato un impulso decisivo alle indagini romane. Fornendo a Capaldo, che anche il primo magistrato italiano ad aver avuto accesso alle

Il 12 febbraio, a Roma
iniziato il processo
al piano di sterminio
che ha insanguinato
negli anni 70
lAmerica Latina

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FEDERICO TULLI

preziose carte rinvenute quasi dieci anni prima, i riscontri documentali alle
testimonianze raccolte.
Non a caso la vicenda italiana del processo Condor inizia l'11 settembre
1973 in Cile, quando, alle 6 di mattina del suo ultimo giorno di vita il presidente Salvador Allende ricevette una telefonata da Valparaiso, citt costiera a 140 chilometri da Santiago: i fanti di marina si erano impadroniti
del pi grande porto cileno. Allende chiam il ministro della Difesa Orlando
Letelier che gli conferm il fatto e, dopo una riunione con i suoi ministri,
si trasfer verso le 7,30 nel palazzo della Moneda. Gi il 29 giugno c'era stato
un tentativo di golpe, ma allora le stesse forze armate guidate dal generale
Carlos Prats erano intervenute per sedarlo. Poi erano venuti gli scioperi,
come quello dei camionisti che aveva paralizzato il Cile affamando le citt
prive di rifornimenti. Consapevole di quello che lo aspettava, Allende si rivolse al Paese via radio, chiedendo ai lavoratori di recarsi nelle fabbriche e
di attendere istruzioni. Nella Moneda tutti erano pronti a combattere fino
all'ultimo, armati alla meglio con quanto avevano potuto trovare in quelle
ultime ore.
Poco dopo l'arrivo di Allende giunsero anche i reparti di fanteria inviati dal
generale Augusto Pinochet, nominato comandante dell'esercito il 23 agosto
dallo stesso presidente. I soldati cominciarono a sparare. I difensori della
Moneda risposero al fuoco. Poi per giunsero anche i carri armati in appoggio ai golpisti. Infine gli aerei. Dopo il suo ultimo messaggio alla nazione,
poco prima che le truppe del generale Javier Palacios cominciassero l'assalto
finale, Allende ordin ai suoi di arrendersi. Poi salut i suoi collaboratori e,
imbracciando il mitra che gli aveva regalato Fidel Castro, si chiuse nel suo
studio privato e si suicid. Migliaia di oppositori rimasero uccisi nel golpe,
decine di migliaia vennero rinchiusi prima nello stadio nazionale di Santiago, poi nelle carceri. Altrettanti scelsero l'esilio nei Paesi vicini per sfuggire alla repressione della dittatura fascista - non sapendo che anche fuori
dai confini nazionali sarebbero stati braccati dagli uomini della Dina, i famigerati servizi segreti, in collaborazione con i servizi dei Paesi in cui avevano sperato di trovare rifugio. La caccia e l'eliminazione in terra straniera
rientravano tra gli accordi del Condor. Insieme agli argentini del Side, i cileni della Dina sono considerati i pionieri di queste operazioni. Le loro
azioni pi note in terra straniera sono gli attentati al generale cileno Carlos
Prats (Buenos Aires, 30 settembre 1974) e all'ex ministro degli Esteri cileno
Orlando Letelier (Washington, 21 settembre 1976). Due fedelissimi di Allende. Sotto i colpi dei servizi guidati da Manuel Contreras
fin anche il leader della Democrazia cristiana cilena, l'ex
vicepresidente Bernardo Leighton, ferito a Roma il 6 ottobre 1975. Diverse operazioni di azzeramento dei dissidenti
si avvalsero della collaborazione della cosiddetta internazionale nera che aveva ramificazioni anche in Italia. Un
ruolo di spicco ebbe il fondatore di Avanguardia nazionale
Stefano Delle Chiaie che fu mentore e consigliere dei pi
crudeli dittatori militari latinoamericani dell'epoca, oltre

Uninternazionale
del terrore fatta
di spie, generali
e poliziotti, iniziata
in Cile e benedetta
da Nixon e Kissinger

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IL MONDO IN CUI VIVIAMO


IL CONDOR VA ALLA SBARRA

che, stando alle dichiarazioni del pentito Vincenzo


Vinciguerra, direttamente coinvolto dal regime di Pinochet alle riunioni della Dina.
Tra i desaparecidos dell'assalto alla Moneda c' un giovane di origini piemontesi per il quale al processo di
Roma i familiari chiedono giustizia anche avvalendosi
della testimonianza della presidente del Senato cileno
Isabel Allende Bussi, figlia di Salvador e Hortensia
Bussi. Si tratta di Juan Jos Montiglio. Nato Santiago
del Cile nel 1949, era un militante del Partito socialista e capo della Guardia
de amigos del presidente (GAP), la scorta personale di Allende. Arrestato
l'11 settembre durante il golpe, fu visto insieme ad altri prigionieri nella
sede del Regimento Tacna, dove si presume che sia stato ucciso pochi giorni
dopo a colpi di mitra dai militari comandati da Rafael Francisco Ahumada
Valderrama. Il suo corpo non mai stato ritrovato. la prima volta che in
un'aula giudiziaria si parla del golpe cileno sottolinea Jorge Ithurburu.
Erano invece originari di Ancona gli argentini Luis Stamponi e sua madre
Mafalda Corinaldesi. Stamponi si era formato a Cuba, tanto che il Che Guevara lo nomina nel suo diario e gli chiede di accompagnarlo nella sua esperienza rivoluzionaria in Bolivia. Dove per non s'incontrarono mai perch
quando il Che arriv, l'amico si trovava in prigione. Era stato sorpreso a introdurre armi nel Paese. Stamponi venne catturato di nuovo alla fine del
1976 dagli uomini del dittatore boliviano Hugo Banzer. Dopo interrogatori
e lunghe sessioni di tortura fu trasferito al centro di detenzione Orletti di
Buenos Aires pochi giorni prima che il campo fosse smantellato dopo la
fuga di due prigionieri. Si presume che sia stato ucciso in Uruguay. La madre
di Luis Stamponi aveva 64 anni quando si rec in Bolivia, il 13 novembre
1976, per indagare sulla sorte di suo figlio. Non ricevendo notizie attendibili
dalle autorit boliviane si diresse a Buenos Aires. Venne sequestrata la notte
del 19 novembre in albergo da tre persone che dissero di appartenere alla
polizia federale argentina. Di lei non si saputo pi nulla.
Al processo sono parti civili anche diversi ragazzi di origine italiana figli di
desaparecidos nati nei centri di detenzione, strappati dalle braccia delle loro
madri e affidati a famiglie di fiducia del regime per essere rieducati. Tutti
sono stati ritrovati in Sud America tra la fine degli anni Ottanta e i primi
anni Duemila dalle Abuelas de Plaza de Mayo, la cui presidente Estela Carlotto citata tra i testimoni dell'accusa.
Questo processo ha un significato davvero importante, per molti di noi
il primo e arriva dopo decenni di denunce inascoltate nei nostri Paesi racconta Aurora Meloni, testimone e parte civile in quanto moglie di Danil
Alvaro Banfi Baranzano, rapito e ucciso a 24 anni tra il 12 e il 13 settembre
1974 alla periferia di Buenos Aires. Banfi era nato il 28 ottobre 1950 a Montevideo, era uno studente di storia e militava con la compagna nel Movimiento de liberacin nacional dei Tupamaros. Si trovavano in Argentina dal
1972 con le due figlie ed qui che fu sequestrato insieme a due giovani connazionali, Guillermo Jabif e Luis Latrnica. I loro corpi senza vita vennero

Le famiglie
dei ragazzi spariti
venivano da Piemonte,
Emilia e Marche...
Molti dei loro figli sono
parte civile nel processo

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FEDERICO TULLI

ritrovati il 29 ottobre a San Antonio di Areco (160 chilometri da Buenos


Aires). Il massacro stato attribuito alla Triple A (Alianza argentina anticomunista), e si trattato della prima operazione omicida in cui collaborarono
polizia e servizi segreti uruguayani e argentini sotto l'ala protettrice del
Piano Condor. Non mai stato possibile individuare gli esecutori ma spiega Aurora Meloni, la cui famiglia originaria di Parma - secondo la ricostruzione del pm Capaldo l'operazione fu coordinata a Montevideo dall'allora ministro degli Esteri uruguaiano Juan Carlos Blanco, uno degli
imputati. Come Banfi, molte delle vittime del Condor erano di origine italouruguayana e furono uccise in Argentina. Il principale accusato per gran
parte dei crimini Nestor Jorge Fernandez Troccoli. Faceva parte dei servizi
segreti della Marina uruguayana e dal 2002, dopo essere sfuggito all'arresto
in Uruguay, un cittadino italiano. Vive in Campania tra le province di Salerno e Benevento ed l'unico imputato presente al processo anche se a
piede libero. A lui sono attribuiti 20 sequestri e omicidi. Tutti compiuti,
come si legge nel rinvio a giudizio disposto il 19 dicembre 2014 dal gup Alessandro Arturi, nell'ambito del medesimo disegno criminoso in concorso
con Jorge Rafael Videla, Emilio Eduardo Massera e altri militari del Cono
Sur.
Secondo le carte dell'accusa, personaggi come Troccoli contribuirono a disseminare il Sud America di campi di sterminio clandestini e a rendere in
pochi anni il subcontinente una prigione a cielo aperto. Nel solo Uruguay
dopo il colpo di stato militare del 27 giugno 1973 si contarono circa 12mila
persone imprigionate - su una popolazione di poco pi di 2 milioni. Ma l'apparato repressivo contro i Tupamaros era attivo da molto prima. Per questo
molti di loro, come del resto tanti cileni, erano fuggiti in Argentina: dopo
anni di dittatura quel paese sembrava aprirsi alla democrazia e pareva garantire la sicurezza che nei Paesi d'origine non c'era pi. E qui trovarono la
morte.
Ancora oggi si discute sulla data di origine del Piano. La tesi prevalente attribuisce l'idea a un alto ufficiale dell'esercito USA durante una riunione a Santiago del Cile nell'estate del
1973. Sarebbe stata poi formalizzata seppur segretamente dal generale brasiliano Breno Borges Fortes il 3
settembre 1973 nel corso della decima Conferenza
degli eserciti americani. Otto giorni dopo, l'11 settembre, la democrazia cilena e Salvador Allende capitolavano di fronte ad Augusto Pinochet, l'emblema del
Condor.

Uno degli imputati,


Nestor Troccoli,
ex agente segreto
della marina uruguagia,
dal 2002 vive
proprio in Italia

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LATINOAMERICA ANALISI

23 VERIT SCOMODE SULLO STATO ISLAMICO

Analisi

COME SUCCESSE DOPO GLI EVENTI TRAGICI DELL11 SETTEMBRE 2001,


ANCHE CON LAPPARIZIONE DEGLI ORRIDI GUERRIGLIERI DELLISIS,
TROPPI SONO I DUBBI SU QUESTA COMPARSA E SULLA NUOVA PESTE DEL MONDO MODERNO.
QUELLI CHE QUI PROPONIAMO SONO UNA SERIE DI LEGITTIMI INTERROGATIVI
CHE ATTENDONO UNA RISPOSTA E UNA SPIEGAZIONE LOGICA.

ANALISI

INDAGINE SU UNO STATO NATO, A SORPRESA, APPENA 2 ANNI FA


4.

di Nazann Armanian
Analista politica e scrittrice. Editorialista per publico.es su temi rigurdanti Medio Oriente e Nord Africa

2.

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IL GRUPPO CHE OGGI PORTA IL NOME DI STATO ISLAMICO (ISIS) il mostro creato nei laboratori del Pentagono in Afghanistan intorno al 1978 per rovesciare il governo marxista del dottor Najibullah e incalzare lUnione Sovietica dai suoi
confini meridionali. Luso del fondamentalismo religioso (cattolico e islamico) si rivelato veramente vantaggioso: nientemeno che il crollo dellURSS, prodotto da errori e tradimenti perpetrati dai dirigenti sovietici. Da
allora gli Stati Uniti non lhanno pi abbandonato. John Kerry arrivato ad
ammettere che i talebani non sono nemici, e si riferiva a quelli accusati
di avere fatto saltare le Torri Gemelle. Le ultime reti stay-behind di Washington (i gruppi che hanno usato e controllato a loro vantaggio) sono state:
a) LEsercito di liberazione del Kosovo (UCK): il gruppo alqadista, sostenuto
dalla forza di stabilizzazione in Bosnia della Nato (SFOR) per rovesciare Milosevic e distruggere la Jugoslavia, la prima prova da parte degli Stati Uniti
di guerra umanitaria. Dopo linvasione della NATO, questo paese diventato una delle principali basi del jihadismo wahabita in Europa. Abdelmajid
Bouchar, coinvolto nellattentato dell11 marzo in Spagna, stato arrestato
a Belgrado nel 2005.
b) Ansar al-Sharia e i ribelli dellEsercito di liberazione libico: sono stati
finanziati per rovesciare Gheddafi, portando il paese sullorlo di una guerra
civile e di una nuova aggressione degli Stati Uniti in Operazione nuova normalit, che avrebbe garantito la stabilit del paese e non la democratizzazione promessa.
c) Esercito di liberazione contro il regime di Assad: comprende anche
ribelli islamisti, tra cui lISIS, ed ancora finanziato dagli Stati Uniti e dai
loro alleati per distruggere lo Stato della Siria.
Se vero che lISIS, il gruppo terroristico meglio finanziato nella storia,
la nuova minaccia per la pace mondiale; che il Qatar , secondo il ministro
dello Sviluppo tedesco Gerd Mueller, il bancomat dellIsis; e lArabia Saudita
, come rivela Hillary Clinton, il pagatore del terrorismo jihadista globale,
perch lONU e gli Stati Uniti non agiscono contro questi patrocinatori del
terrorismo? Risposta: perch sarebbe come sputare nel piatto in cui si mangia. Gli USA hanno firmato un accordo di vendita di armi allArabia Saudita
per un valore di 640 milioni di dollari. E Riad ha usato queste armi made in
USA per soffocare le proteste democratiche di Bahrein e Yemen, due basi militari degli Stati Uniti nella zona. E tutto questo senza lautorizzazione dellONU.
Come possono gli USA monitorare al millimetro lapplicazione delle san-

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zioni imposte sul gas e sul petrolio dellIran e della Russia, se non lo fanno
con il contrabbando dei petro-terroristi in Iraq, dove hanno dispiegato
ben 55.000 soldati in tutto il paese?
Perch gli USA non hanno reagito quando lISIS ha attaccato il magazzino
sotterraneo iracheno contenente 2.500 razzi con gas sarin? Perch non
hanno agito neppure quando, il 9 luglio, lambasciatore iracheno ha annunciato allONU che gli jihadisti, durante lattacco alluniversit di Mosul, si
erano portati via 40 chili di uranio?
Com possibile che le armi pi avanzate e letali del mondo in possesso
degli Stati Uniti e dei loro partner non riescano a fare neppure un graffio a
qualche migliaio di individui armati di bastoni e pugnali? Dallo scorso 20
settembre gli Stati Uniti hanno effettuato 150 bombardamenti sulle aree
controllate dallISIS. Nel 1991, ci furono fino a 110mila attacchi aerei per 42
giorni, che sganciarono circa 90mila tonnellate di esplosivo sullIraq, che
uccisero qualcosa come 300mila persone, provocarono la fuga di sei milioni
di persone dalle loro case e lasciarono il paese completamente distrutto. Se
oggi dicono che questa guerra durer anni, per lo stesso obiettivo per cui
non si sono sbarazzati di Saddam tra il 1991 e il 2003: avevano bisogno di
lui come pericoloso lupo mannaro che minaccia lOccidente per militarizzare tutta la regione. A quellepoca nessuno si chiese perch, se il dittatore
iracheno aveva quelle maledette armi di distruzione di massa, non le ha utilizzate nel 1991 per difendersi?
possibile che i 13 attacchi aerei contro 12 raffinerie di petrolio siriano
(non posizioni dellISIS) abbiano lobiettivo di applicare un embargo economico non dichiarato e illegale contro il paese, come quello che hanno imposto allIraq ammazzando mezzo milione di bambini, un numero maggiore
di quelli assassinati dalla bomba di Hiroshima? Per Madeleine Albright, segretaria di Stato degli USA, non era che il prezzo che valeva la pena pagare.
Certo! Non si trattava dei suoi figli! Come ci si pu aspettare da persone del
genere solidariet o compassione nei confronti degli oppressi?
Il metodo di reclutamento di terroristi dellISIS da parte dellArabia Saudita lo stesso usato da Bush durante laggressione allIraq: usare immigranti condannati a morte perch, in cambio della salvezza e di una
pensione alle loro famiglie, lottino nelle file dei gruppi che Riad gestisce
nel mondo.
Insinuare che dallOccidente lISIS possa trasformarsi in una minaccia
anche per lArabia Saudita solo un ammonimento a Riad per il suo idillio
militare con Mosca (anche lEgitto e il Libano hanno acquistato armi dalla Russia col denaro saudita) e criticare
Obama per il suo avvicinamento allIran. Gli USA vogliono mantenere Riad nella loro sfera di controllo, ammonendo che solo Washington pu salvare le
anacronistiche monarchie arabe da altre primavere, autentiche o provocate. In questo modo, anche lISIS diventa una spada di Damocle nelle mani di Obama,
sospesa sulla testa degli sceicchi come avvertimento nel

Attaccano depositi
di sarin, rubano uranio,
ma le armi pi letali
non le toccano:
davvero possibile?
O coprono qualcosa?

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ANALISI
23 VERIT SCOMODE SULLO STATO ISLAMICO

caso in cui avessero il coraggio di ritirare i fondi delle


istituzioni finanziarie degli Stati Uniti e dellUnione
Europea.
9. La Turchia, membro della NATO, accoglie, addestra,
cura e alimenta con kebab gli uomini dellISIS, e certo
non perch questi liberino i siriani oppressi da Assad.
10. I ribelli - sia jihadisti che altri - con il loro caos
creativo hanno ottenuto uno dei principali obiettivi:
spezzare lasse sciita Iran-Siria-Iraq-Hezbollah.
Questa situazione ha fatto saltare lincontro dello scorso settembre di
Teheran con le compagnie petrolifere occidentali per convincerle a investire
in Iran. Riad e Tel Aviv festeggiano.
Il grande balzo degli sceicchi sauditi sulla scena internazionale sorprendente: hanno esteso la loro influenza dal Qatar (dopo il colpo di stato
di Al Thani, figlio contro padre) a Yemen, Egitto, Libia, Sudan, Somalia e a
diversi paesi europei. E, come ultima mossa al Consiglio di sicurezza, hanno
impedito alla Turchia di guadagnarsi la poltrona disputata con la Spagna,
offrendo una mega cena (o qualcosa di pi?) ai votanti, che in un altro banchetto organizzato da Ankara avevano promesso ai turchi i loro voti.
Questa nuova minaccia planetaria musulmana non ha fatto nulla contro
Israele durante lultimo massacro compiuto contro gli abitanti di Gaza. E il
fatto che lISIS non sputa nemmeno nel piatto di Netanyahu, che ha comprato da loro (cio, finanzia) il petrolio che i curdi iracheni forniscono. Incidentalmente, il quartier generale degli alqaedisti di Al Nusra si trova a breve
distanza dalla base militare di Israele sulle alture del Golan. quello che
chiamano coesistenza pacifica.
La mappa delle alleanze cambia ai danni di Siria e Iran: Bashar al-Assad
ha rifiutato di bombardare le posizioni dellISIS a Kobane e non ha nemmeno
autorizzato lIran a farlo per averlo tradito. Si sono uniti ai ribelli nelloperazione Vulcano dEufrate per cacciare gli islamisti e si sono incontrati segretamente con gli agenti degli Stati Uniti. Obama ha tardato a dare il
sostegno degli Stati Uniti a Kobane in attesa dellimpegno della sinistra
curda a unirsi alla coalizione contro Assad?
Stando cos le cose, con quale logica lArabia, il Qatar o la Turchia improvvisamente possono unirsi alla coalizione anti-terrorismo per attaccare
le proprie creature? A preoccupare Erdogan sono i curdi, non gli jihadisti. Il
fatto che, improvvisamente, abbia consentito laiuto dei curdi iracheni a Kobane si spiega con la minaccia di Abdullah calan di rompere i negoziati di
pace con Ankara.
Israele e lArabia Saudita, con il caos creato dallISIS, mettono definitivamente in cantina la dottrina Obama di contenimento della Cina: ora invece di portare le loro truppe in prossimit del gigante asiatico, rimarranno
nella zona, riesumando la dottrina Carter per mantenere il controllo sui
paesi del Golfo Persico e i suoi 800mila milioni di barili di petrolio. Pechino
accoglie con favore questa svolta, per cui non si nemmeno presa la briga
di denunciare allOnu questa nuova invasione illegale degli Stati Uniti.

Una strana coesistenza:


il quartier generale
qaedista di Al Nusra
a breve distanza
dalla base di Israele
nel Golan
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Reclutare i mujaheddin afghani nel 1978 costato agli USA circa 3.500
milioni di dollari. Loccupazione dal 2001 al 2012 costata altri 6.000 milioni al mese alla NATO, nonostante il fallimento. Quanto coster ai cittadini
di questa coalizione la nuova guerra contro lIraq, la Siria (e lIran)?
I conflitti nel Vicino Oriente hanno fatto passare il bilancio della difesa
degli Stati Uniti da 301.000 milioni di dollari nel 2001 a 720.000 nel 2011,
anno delle primavere arabe, in cui il governo di Obama ha venduto circa
66.000 milioni di dollari in armi a 140 paesi del mondo, la maggior parte
violatori dei diritti umani, secondo la lista dello stesso presidente.
Ciliegina sulla torta: beneficiari immediati di questa situazione sono
le societ statunitensi di armi (Boeing, Lockheed Martin, Raytheon), le cui
azioni in borsa sono salite negli ultimi tre mesi, da quando forniscono armi
ai paesi della coalizione contro lISIS. La Raytheon ha realizzato un utile
dell8,3% e ha firmato un contratto da 251 milioni di dollari per fabbricare
missili Tomahowk. Solo il 23 settembre gli Stati Uniti hanno lanciato 47 di
questi missili sullIraq. Il valore di ciascuno di 1,4 milioni.
pi crudele lISIS dei cartelli della droga messicani, per esempio? Nel
2014 sono morti 9.000 iracheni, in Messico, circa 16.000 persone (negli ultimi sei anni, circa 60.000). Questa mafia sequestra anche, stupra, tortura,
taglia teste e dita, schiavizza migliaia di persone e usa i bambini per trasportare la droga. E tutto questo avviene sullintero confine degli Stati Uniti,
mentre Obama pi preoccupato per quello che succede a migliaia di chilometri da casa sua. La crisi attuale - che promette di protrarsi allinfinito la conseguenza dei precedenti attacchi allIraq e della distruzione delle
sue istituzioni, e non, come sostengono i repubblicani, del ritiro di parte
delle truppe.
Gli Stati Uniti sono intrappolati in un paradosso: distruggono stati solidamente strutturati (Iraq, Libia, Siria) per insediare al loro posto governi
deboli in modo da poterli manipolare, ignorando che questi, proprio in
quanto fragili, non sono in grado di garantire un minimo di sicurezza nemmeno per il lavoro delle societ occidentali, la maggior parte delle quali
hanno dovuto abbandonare la Libia, per esempio.
22.
Nella regione regna la realpolitik e ogni
tentativo di spiegare questo conflitto con argomenti
etnico-religiosi produrr solo leffetto degli alberi
che impediscono di vedere la foresta e lenorme
complessit della situazione.
23.
Gli Stati Uniti e i loro alleati, lONU n gli
stessi Stati della regione non hanno mai presentato
un piano di pace per questi interminabili conflitti.

Il paradosso degli USA:


che distruggono Stati
ben strutturati come Iraq,
Libia e Siria per insediare
governi manovrabili...
che lISIS poi travolge

PER GENTILE CONCESSIONE DI PUBILICO.ES

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LATINOAMERICA ANALISI

SCUSAMI PEPE,
MA BERGOGLIO NON ERA
UN CONSERVATORE?
di Ral Zibechi
Giornalista uruguaiano, scrive su Brecha e La Jornada ed collaboratore di Alai-Amlatina

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CUSA PEPE, MA BERGOGLIO UN CONSERVATORE. Non ricordo se ho detto fascista


Jose Mara Di Paola, padre Pepe per quelli del barrio, capelli lunghi, abbigliamento casual, 46 anni, di cui dieci passati nella villa 21 o villa di Barracas, mi guardava sconcertato, come se non potesse credere a quelle parole.
Seduto nella chiesa di Nuestra Seora de Caacup, costruita dagli immigrati
paraguaiani che ci lavoravano nei fine settimana, mi rispose con la stessa
serenit e la stessa semplicit con cui mi aveva raccontato come avevano
costruito il tempio. Ogni domenica, le donne preparavano da mangiare,
mentre gli uomini costruivano la chiesa, mattone su mattone, fino al giorno
in cui decisero di darle il nome della loro vergine, come per dire a tutta la
citt che faceva parte della loro vita.
Bergoglio, disse riferendosi allallora arcivescovo di Buenos Aires, arriva
in pulmino, scende alla fermata, cammina fino alla chiesa e beve il mate
con i fedeli. Non viene con la macchina dellarcidiocesi. Conosce il nostro
lavoro, supporta noi preti delle villas che siamo venuti a imparare dalla
gente, e non a dire loro che cosa devono fare. Mentre parlava, i muri della
parrocchia emanavano leterno sorriso di padre Mujica, il prete martire di
tutti i poveri della citt portea, assassinato dalla Tripla A, lAlleanza anticomunista argentina, quarantanni fa.
Cinque anni dopo quella lezione dumilt di Pepe, non mi sorpresi per
niente del fatto che Francesco ricevesse i movimenti sociali di tutto il
mondo, tra cui il Movimento dei Sem Terra del Brasile, che i militari brasiliani e la stampa di destra uruguaiana (come El Pas e El Observador), considerano dei sovversivi.

LATINOAMERICA

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E non si limit a riceverli. Disse loro: Non accontentatevi delle promesse


illusorie, delle scuse o degli alibi. Non aspettate a braccia conserte gli aiuti
delle ONG (Organizzazioni non governative), i piani di assistenza o le soluzioni che non arrivano mai o che, se arrivano, hanno il solo scopo di anestetizzare o addomesticare. una cosa pericolosa. Voi sentite che i poveri
non vogliono pi aspettare e vogliono essere protagonisti, si organizzano,
studiano, lavorano, reclamano, e soprattutto praticano quella solidariet
cos speciale che esiste tra coloro che soffrono, tra i poveri, e che la nostra
civilt sembra aver dimenticato, o comunque ha una gran voglia di dimenticare.
Li ha invitati a lottare contro le cause strutturali della povert, li ha messi
in guardia contro le strategie di contenimento che riescono solo a calmare
i poveri trasformandoli in esseri addomesticati e innocui e ha concluso con
continuate a lottare, perch per il bene di tutti.
Francesco Bergoglio non un rivoluzionario. un uomo di
fede, conservatore, che si distingue dai politici di sinistra
per un piccolo dettaglio: va sul campo, non teme i poveri,
si sente a suo agio con loro, non vuole n addomesticarli
n usarli, crede che nella povert, e solo in essa, ci possa
essere dignit e comunione.
Pepe aveva ragione

La visione di Jos,
prete di favela:
Arriva qui col bus,
beve il mate con noi
e non ci fa lezioni,
semmai le riceve

PER GENTILE CONCESSIONE DI ALAI-AMLATINA

LATINOAMERICA

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LATINOAMERICA ANALISI

IL MIGLIORE DI SEMPRE
ECCO PERCH EVO MORALES
HA VINTO ANCORA
di Atilio Boron
Sociologo, docente universitario e giornalista argentino

EVO MORALES ha una spiegazione molto semplice: ha


vinto perch il suo governo stato, senza alcun dubbio, il migliore della convulsa storia della Bolivia. Migliore vuole dire, sicuramente, che ha reso realt
la grande promessa cos tante volte non mantenuta di ogni democrazia: garantire il benessere materiale e spirituale delle grandi maggioranze nazionali, di
questa eterogenea massa plebea oppressa, sfruttata e umiliata da secoli. Non si
esagera minimamente se si dice che Evo lo spartiacque della storia boliviana:
c una Bolivia prima del suo governo e unaltra, distinta e migliore a partire
dal suo arrivo al Palacio Quemado. Questa nuova Bolivia, cristallizzata nello
Stato Plurinazionale, ha sepolto definitivamente laltra: coloniale, razzista, elitaria, che niente n nessuno potr riportare in vita.
Un errore frequente attribuire questa vera prodezza storica alla buona congiuntura economica, che si sarebbe riversata sulla Bolivia a partire dai venti di
coda dell economia mondiale, ignorando che poco dopo laccesso di Evo al governo essa sarebbe entrata in un ciclo recessivo dal quale ancora oggi non
uscita. Non c dubbio che il suo governo ha realizzato unaccurata gestione
della politica economica, eppure quello che a nostro giudizio essenziale per
spiegare la sua straordinaria dirigenza stato il fatto che con Evo si scatena una
vera rivoluzione politica e sociale, il cui cui segno pi notevole linstaurazione,
per la prima volta nella storia boliviana, di un governo dei movimenti sociali. Il
MAS non un partito nel senso stretto, bens una grande coalizione di organizzazioni popolari di diverso tipo, che durante questi anni si andata ampliando
fino a integrare nel suo progetto egemonico settori di classe media che nel passato si erano opposti con fervore al leader cocalero.
Per questo non sorprende che nel processo rivoluzionario boliviano (si ricordi
che la rivoluzione sempre un processo, mai un atto) si siano manifestate numerose contraddizioni, che lvaro Garca Linera, il compagno di formula di Evo,
aveva interpretato come le tensioni creative proprie di tutte le rivoluzioni. Nessuna esente da contraddizioni, come tutto quello che vive; per quello che distingue la gestione di Morales stato il fatto che le andate risolvendo
A SCHIACCIANTE VITTORIA DI

correttamente, rafforzando il blocco popolare e riaffermando il suo predominio


nellambito dello stato.
Un presidente che quando si sbagliato - per esempio, durante il gasolinazo di
dicembre del 2010 - ha ammesso il proprio errore e dopo aver ascoltato la voce
delle organizzazioni popolari, ha annullato laumento dei combustibili decretato pochi giorni prima. Questa infrequente sensibilit per ascoltare la voce del
popolo e rispondere conseguentemente ci che spiega come Evo abbia realizzato quello in cui Lula e Dilma non sono riusciti: trasformare la sua maggioranza elettorale in egemonia politica, vale a dire in capacit per elaborare un
nuovo blocco storico e costruire alleanze sempre pi ampie ma sempre sotto la
direzione del popolo, organizzato nei movimenti sociali.
Ovviamente, quanto suddetto non avrebbe potuto poggiare solo sullabilit politica di Evo o sulla fascinazione di una narrazione che esaltasse lepopea dei
popoli originari. Senza un adeguato ancoraggio alla vita materiale, tutto ci sarebbe svanito senza lasciare tracce. Invece si combinato con successi economici molto significativi che hanno apportato le condizioni necessarie a costruire
l egemonia politica che ha reso possibile la sua schiacciante vittoria elettorale.
Il pil passato da 9.525 milioni di dollari nel 2005 a 30.381 nel 2013, e il pil pro
capite balzato da 1.010 a 2.757 dollari in questi stessi anni. La chiave di questa
crescita - e di questa distribuzione! - senza precedenti nella storia boliviana si
trova nella nazionalizzazione degli idrocarburi. Se nel passato il settore della
rendita gasifera e petrolifera lasciava nelle mani delle transnazionali l82 % del
prodotto, mentre lo Stato captava appena il restante 18 %, con Evo questa relazione si invertita e adesso la parte del leone rimane nelle mani del fisco. Non
sorprende, pertanto, che un paese che aveva deficit cronici nei conti pubblici
abbia terminato lanno 2013 con 14.430 milioni di dollari in riserve internazionali (contro i 1.714 milioni di cui disponeva nel 2005). Per calibrare il significato
di questa cifra, basta dire che le stesse equivalgono al 47 % del pil, di gran lunga
la percentuale pi alta dellAmerica Latina. In linea con tutto quanto detto,
lestrema povert si abbassata dal 39 % nel 2005 al 18 % nel 2013, ed esiste
lobiettivo di sradicarla completamente entro lanno 2025.
Con questo risultato Evo continuer al Palacio Quemado fino al 2020, momento
nel quale il suo progetto rifondazionale avr passato il punto di non ritorno. Rimane da vedere se mantiene la maggioranza di due terzi nel Congresso, il che
renderebbe possibile approvare una riforma costituzionale che gli aprirebbe la
possibilit di una re-elezione indefinita. Di fronte a questa prospettiva non mancheranno coloro che alzeranno grida al cielo, accusando il presidente boliviano
di essere un dittatore o di pretendere di perpetuarsi al potere. Voci ipocrite e
falsamente democratiche, che non hanno manifestato
questa preoccupazione per i 16 anni di gestione di
Helmut Kohl in Germania o i 14 del lobbista delle
transnazionali spagnole Felipe Gonzlez. Quello che
in Europa una virt, prova inappellabile di prevedibilit o di stabilit politica, nel caso della Bolivia si
converte in un vizio intollerabile, che mette a nudo la
supposta essenza dispotica del progetto del MAS.
Niente di nuovo: c una morale per gli europei e
unaltra per gli indios. Semplicemente.

La vittoria elettorale
dovuta alla superiorit
politica. Chiave del successo
la nazionalizzazione
degli idrocarburi.
Il segreto il governo
dei movimenti sociali

PER GENTILE CONCESSIONE DI ALAI-AMLATINA


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LATINOAMERICA

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Documenti e testi

LATINOAMERICA DOCUMENTI E TESTI

La visita di Papa Francesco alla sede della FAO a Roma


per la 2 Conferenza internazionale sulla nutrizione:
Il paradosso dellabbondanza: ci sarebbe cibo per tutti
ma non tutti possono mangiare
a

Gioved, 20 novembre 2014

SE LOSTACOLO
SI CHIAMA MERCATO
IGNOR PRESIDENTE, SIGNORE E SIGNORI,
con sentimento di rispetto e apprezzamento mi presento oggi qui, alla seconda Conferenza internazionale sulla nutrizione. La ringrazio, signor presidente, per la calorosa accoglienza e per le parole di benvenuto. Saluto
cordialmente il direttore generale della FAO, il professor Jos Graziano da
Silva, e il direttore generale dellOMS, la dottoressa Margaret Chan, e mi rallegro per la vostra decisione di riunire in questa conferenza rappresentanti
di stati, istituzioni internazionali, organizzazioni della societ civile, del
mondo dellagricoltura e del settore privato, al fine di studiare insieme le
forme dintervento per assicurare la nutrizione, cos come i cambiamenti
necessari che si devono apportare alle strategie attuali. La totale unit di
propositi e di azioni, ma soprattutto lo spirito di fratellanza, possono essere
decisivi per soluzioni adeguate. La Chiesa, come voi sapete, cerca sempre
di essere attenta e sollecita nei confronti di tutto ci che si riferisce al benessere spirituale e materiale delle persone, anzitutto di quanti vivono
emarginati e sono esclusi, affinch siano garantite la loro sicurezza e la loro
dignit.
1.
I destini di ogni nazione sono pi che mai collegati tra loro, come i
membri di una stessa famiglia, che dipendono gli uni dagli altri. Ma viviamo
in unepoca in cui i rapporti tra le nazioni sono troppo spesso rovinati dal
sospetto reciproco, che a volte si tramuta in forme di aggressione bellica ed
economica, mina lamicizia tra fratelli e rifiuta o scarta chi gi escluso. Lo

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DOCUMENTI E TESTI
LOTTA ALLA FAME, SE LOSTACOLO SI CHIAMA MERCATO

Il cibo diventato
una merce qualsiasi,
soggetta a ogni tipo
di speculazioni,
mentre laffamato
attende l dietro langolo

sa bene chi manca del pane quotidiano e di un lavoro dignitoso. Questo il quadro del mondo, in cui
si devono riconoscere i limiti di impostazioni basate
sulla sovranit di ognuno degli stati, intesa come assoluta, e sugli interessi nazionali, condizionati
spesso da ridotti gruppi di potere. Lo spiega bene la
lettura della vostra agenda di lavoro volta a elaborare nuove norme, forme e maggiori impegni per
nutrire il mondo. In questa prospettiva spero che,
nella formulazione di tali impegni, gli stati sispirino alla convinzione che
il diritto allalimentazione sar garantito solo se ci preoccupiamo del suo
soggetto reale, vale a dire la persona che patisce gli effetti della fame e della
denutrizione. Il soggetto reale!
Oggi si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri; forse ci siamo
preoccupati troppo poco di quanti soffrono la fame. inoltre doloroso constatare che la lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla
priorit del mercato e dalla preminenza del guadagno, che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria. E mentre si parla di nuovi diritti laffamato l, allangolo della strada,
e chiede diritto di cittadinanza, chiede di essere considerato nella sua condizione, di ricevere una sana alimentazione di base. Ci chiede dignit, non
elemosina.
2.
Questi criteri non possono restare nel limbo della teoria. Le persone e
i popoli esigono che si metta in pratica la giustizia; non solo la giustizia legale, ma anche quella contributiva e quella distributiva. Pertanto i piani di
sviluppo e il lavoro delle organizzazioni internazionali dovrebbero tener
conto del desiderio, tanto frequente tra la gente comune, di vedere in ogni
circostanza rispettati i diritti fondamentali della persona umana e, nel nostro caso, della persona che ha fame. Quando questo accadr, anche gli interventi umanitari, le operazioni urgenti di aiuto e di sviluppo - quello vero,
integrale - avranno maggiore impulso e daranno i frutti desiderati.
3.
Linteresse per la produzione, la disponibilit di cibo e laccesso a esso,
il cambiamento climatico, il commercio agricolo devono indubbiamente
ispirare le regole e le misure tecniche, ma la prima preoccupazione deve
essere la persona stessa, quanti mancano del cibo quotidiano e hanno
smesso di pensare alla vita, ai rapporti familiari e sociali, e lottano solo per
la sopravvivenza. Il santo papa Giovanni Paolo II nellinaugurazione, in questa sala, della prima Conferenza sulla nutrizione nel 1992, mise in guardia
la comunit internazionale contro il rischio del paradosso dellabbondanza: c cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco,
lo scarto, il consumo eccessivo e luso di alimenti per altri fini sono davanti
ai nostri occhi. Questo il paradosso! Purtroppo questo paradosso continua a essere attuale. Ci sono pochi temi sui quali si sfoderano tanti sofismi
come su quello della fame; e pochi argomenti tanto suscettibili di essere
manipolati dai dati, dalle statistiche, dalle esigenze di sicurezza nazionale,
dalla corruzione o da un richiamo doloroso alla crisi economica. Questa

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PAPA FRANCESCO

la prima sfida che bisogna superare.


La seconda sfida che si deve affrontare la mancanza di solidariet. Una parola che abbiamo inconsciamente il sospetto di dover togliere dal dizionario.
Le nostre societ sono caratterizzate da un crescente individualismo e dalla
divisione; ci finisce col privare i pi deboli di una vita degna e con il provocare rivolte contro le istituzioni. Quando manca la solidariet in un paese,
ne risentono tutti. Di fatto, la solidariet latteggiamento che rende le persone capaci di andare incontro allaltro e di fondare i propri rapporti reciproci su quel sentimento di fratellanza che va al di l delle differenze e dei
limiti, e spinge a cercare insieme il bene comune.
Gli esseri umani, nella misura in cui prendono coscienza di essere parte responsabile del disegno della creazione, diventano capaci di rispettarsi reciprocamente invece di combattere tra loro, danneggiando e impoverendo il
pianeta. Anche agli stati, concepiti come comunit di persone e di popoli,
viene chiesto di agire di comune accordo, di essere disposti ad aiutarsi gli
uni gli altri mediante i principi e le norme che il diritto internazionale
mette a loro disposizione. Una fonte inesauribile dispirazione la legge naturale, iscritta nel cuore umano, che parla un linguaggio che tutti possono
capire: amore, giustizia, pace, elementi inseparabili tra loro. Come le persone, anche gli stati e le istituzioni internazionali sono chiamati ad accogliere e a coltivare questi valori, in uno spirito di dialogo e di ascolto
reciproco. In tal modo, lobiettivo di nutrire la famiglia umana diventa realizzabile.
4.
Ogni donna, uomo, bambino, anziano deve poter contare su queste garanzie dovunque. Ed dovere di ogni stato, attento al benessere dei suoi
cittadini, sottoscriverle senza riserve, e preoccuparsi della loro applicazione.
Ci richiede perseveranza e sostegno. La Chiesa cattolica cerca di offrire
anche in questo campo il proprio contributo, mediante unattenzione costante alla vita dei poveri, dei bisognosi in ogni parte del pianeta; su questa
stessa linea si muove il coinvolgimento attivo della Santa Sede nelle organizzazioni internazionali e con i suoi molteplici documenti e dichiarazioni.
Sintende in tal modo contribuire a identificare e adottare i criteri che devono realizzare lo sviluppo di un sistema internazionale equo. Sono criteri
che, sul piano etico, si basano su pilastri come la verit, la libert, la giustizia e la solidariet; allo stesso tempo, in campo giuridico, questi stessi criteri
includono la relazione tra il diritto allalimentazione e il diritto alla vita e
a unesistenza degna, il diritto a essere tutelati dalla legge, non sempre vicina alla realt di chi soffre la fame, e lobbligo morale di condividere la ricchezza economica del
mondo.
Se si crede al principio dellunit della famiglia
umana, fondato sulla paternit di Dio Creatore, e
alla fratellanza degli esseri umani, nessuna forma
di pressione politica o economica che si serva della
disponibilit di cibo pu essere accettabile. Pressione politica ed economica. E qui penso alla nostra

Sospetto di dover togliere


la parola solidariet
dal mio dizionario.
La nostra societ
priva i deboli
di una vita dignitosa

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DOCUMENTI E TESTI
LOTTA ALLA FAME, SE LOSTACOLO SI CHIAMA MERCATO

PAPA FRANCESCO

Dio perdona sempre,


gli uomini a volte,
la Terra mai: bisogna
preservare il pianeta
perch non risponda
con la distruzione

Gli affamati non chiedono


lelemosina
ma solo dignit:
il compito della FAO
quello di aiutarli
ad arrivarci

sorella e madre Terra, al pianeta. Se siamo liberi da pressioni politiche ed economiche per custodirlo, per evitare
che si autodistrugga. Abbiamo davanti Per e Francia,
due conferenze che ci lanciano una sfida. Custodire il Pianeta. Ricordo una frase che ho sentito da un anziano,
molti anni fa: Dio perdona sempre, le offese, gli abusi;
Dio sempre perdona. Gli uomini perdonano a volte. La
Terra non perdona mai! Custodire la sorella Terra, la
madre Terra, affinch non risponda con la distruzione.
Ma, soprattutto, nessun sistema di discriminazione, di fatto o di diritto, vincolato alla capacit di accesso al mercato degli alimenti, deve essere preso
come modello delle azioni internazionali che si propongono di eliminare
la fame.
Nel condividere queste riflessioni con voi, chiedo allOnnipotente, al Dio
ricco di misericordia, di benedire tutti coloro che, con responsabilit diverse, si mettono al servizio di quanti soffrono la fame e sanno assisterli
con gesti concreti di vicinanza. Prego anche affinch la comunit internazionale sappia ascoltare lappello di questa conferenza e lo consideri
unespressione della comune coscienza dellumanit: dare da mangiare agli
affamati per salvare la vita nel pianeta. Grazie.

e cos guardare al futuro con speranza. Il vostro lavoro nascosto guarda alle persone - uomini, donne,
bambini, nonni, nonne - persone affamate. E, come
ho detto recentemente, queste persone non ci chiedono altro che dignit. Ci chiedono dignit, non elemosina! Questo il vostro lavoro: aiutare perch
arrivi loro la dignit. Vi assicuro la mia preghiera e
chiedo a ciascuno di voi di pregare per me e per il
mio servizio. Grazie!

SALUTO AL PERSONALE DELLA FAO


Cari fratelli e sorelle,
sono lieto di incontrarmi con voi, che svolgete la vostra opera al servizio
della FAO, questa importante organizzazione delle Nazioni Unite. Vi saluto
tutti con affetto ed auguro a ciascuno di vivere in armonia con quanti vi
sono accanto in famiglia, e in ogni ambito in cui si svolge la vostra vita quotidiana. Mediante il vostro lavoro, spesso nascosto ma prezioso, voi venite
a contatto con i vari eventi ordinari e straordinari finalizzati alla promozione delle politiche produttive nel settore agricolo e alla lotta alla malnutrizione. In particolare, avete la possibilit di accostare le problematiche e
le sofferenze di quelle popolazioni che hanno il diritto di veder migliorare
le loro condizioni di vita.
Vi ringrazio per il vostro servizio in questa realt internazionale, che si pone
lobiettivo di ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il mondo i settori
dellalimentazione e dellagricoltura. So che avete uno spirito di solidariet
e di comprensione verso tutti e che sapete andare oltre le carte, per scorgere
al di l di ogni pratica i volti spenti e le situazioni drammatiche di persone
provate dalla fame e dalla sete. Lacqua non gratis, come tante volte pensiamo. Sar il grave problema che pu portarci ad una guerra. In ogni ambiente pubblico e istituzionale, soprattutto nel vostro, c tanto bisogno di
persone che si distinguano non soltanto per la professionalit ma anche
per un senso spiccato di umanit, di comprensione e di amore. Vi invito ad
essere premurosi e solidali verso i pi deboli, sullesempio di Ges che si
caricato delle sofferenze e dei mali dellumanit, a non scoraggiarvi di
fronte alle difficolt, e ad essere sempre pronti a sostenervi gli uni gli altri

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Il discorso del Presidente del Consiglio di Stato e dei ministri di Cuba, Ral Castro Ruz
allinaugurazione del vertice straordinario dellALBA-TCP sul virus dellebola.

LAvana, 20 ottobre del 2014, anno 56 della Rivoluzione.

CONTRO LAVVERSARIO PI LETALE,

LEBOLA CHE INSANGUINA LAFRICA.

TIMATI CAPI DI STATO E DI GOVERNO E CAPI DI DELEGAZIONI;

sua eccellenza signor


David Nabarro, inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite;
sua eccellenza signora Clarisse Etienne, direttrice dellOrganizzazione panamericana della salute; sua eccellenza signor Didacus Jules, direttore generale dellOrganizzazione degli stati dei Caraibi orientali:
Vi diamo il pi caloroso benvenuto nel nostro paese in occasione del vertice
straordinario dellALBA sullEbola convocato per iniziativa del presidente Maduro.
Compagne e compagni, una terribile epidemia si propaga oggi tra i fraterni
popoli dellAfrica e ci minaccia tutti. LEbola ha lasciato un saldo elevato di
casi diagnosticati e morti in vari paesi, includendo due nazioni fuori da questo continente.
Costituisce unimmensa sfida per lumanit, che deve affrontarla con la pi
assoluta urgenza. Per affrontare lemergenza Ebola sono necessarie azioni
della comunit internazionale nel suo insieme, con la conduzione dellOrganizzazione mondiale della sanit, lOrganizzazione panamericana della
salute e la missione delle Nazioni Unite.
Come parte del crogiolo della cultura latinoamericana e dei Caraibi, per le

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DOCUMENTI E TESTI
CINQUANTAMILA MEDICI CUBANI CONTRO LAVVERSARIO PI LETALE, LEBOLA CHE INSANGUINA LAFRICA

vene di Nuestra America corre sangue africano, portato da coloro che lottarono per lindipendenza e
contribuirono a creare la ricchezza in molti dei nostri paesi e in altri, includendo gli Stati Uniti.
Africa e Cuba sono unite da indistruttibili vincoli.
Pi di 76mila collaboratori cubani hanno prestato
servizi sanitari in 39 paesi. Sono stati formati 3.392
medici provenienti da 45 nazioni, in maniera totalmente gratuita.
Attualmente pi di quattromila cooperanti cubani della sanit lavorano in
32 paesi africani e come spiegher il nostro ministro per la di salute pubblica, prenderanno tutti parte allo sforzo preventivo contro lEbola.
Lo scorso primo ottobre, rispondendo alla richiesta della direttrice generale
dellOrganizzazione mondiale della sanit, dottoressa Margaret Chan, e del
segretario generale dellOrganizzazione delle Nazioni Unite, signor Ban Kimoon, una brigata medica specializzata di Cuba andata in Sierra Leone
per partecipare alla lotta contro questa epidemia , e marted 21 ottobre sono
partiti per la Liberia e la Guinea altre due brigate, le cui avanguardie si trovano gi in quei due paesi.
I numerosi allerta e le preoccupazioni espresse di recente sullinsufficienza
delle risorse apportate e sul ritmo di queste azioni evidenziano una crescente coscienza universale sulla necessit di agire con urgenza e con il fine
di evitare una crisi umanitaria dalle conseguenze imprevedibili.
Sono convinto che se questa minaccia non viene frenata e non si risolve in
Africa occidentale con una risposta internazionale immediata, efficace e con
sufficienti risorse, coordinata dallOMS e dallONU, pu diventare una delle
pandemia pi gravi della storia dellumanit.
Questo nobile e urgente obiettivo reclama lo sforzo e limpegno indispensabili di tutte le nazioni del mondo, ciascuna secondo le sue possibilit.
Riteniamo che si deve evitare qualsiasi politicizzazione di questo grave problema, perch potrebbe farci deviare dellobiettivo fondamentale che
quello di aiutare lAfrica a fare fronte a questa epidemia e prevenirla in altre
regioni.
Partendo da quello che ho detto al segretario generale dellONU lo scorso 5
settembre, orientiamo i nostri rappresentanti che partecipano agli incontri
realizzati da OMS e ONU a prendere atto che Cuba disposta a lavorare gomito a gomito con tutti i paesi, includendo gli Stati Uniti.
Secondo le modeste esperienze del sistema sanitario cubano, sono necessarie una volont integratrice, organizzazione, pianificazione e articolazione
del lavoro non solo assistenziale e terapeutico ma preventivo, che necessita
come complemento indispensabile un lavoro sistematico e permanente, con
una grande disciplina e il compimento di protocolli medici rigorosi ed esigenti. Nella riunione tratteremo gli aspetti pratici.
La maniera di evitare di essere contagiati dal virus prepararci intensamente e lavorare in collettivo nelle Americhe, con misure preventive e di
gestione della malattia per evitare la sua propagazione.

Sierra Leone, Guinea,


Liberia... Da Cuba
un esercito di medici
contro la febbre mortale.
Lavoreremo con tutti,
anche con gli Stati Uniti

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RAUL CASTRO RUZ

Desideriamo offrire ai membri dellALBA e della Comunit degli stati latinoamericani e dei Caraibi - CELAC - proposte di cooperazione collettiva che possano contribuire alla preparazione del personale sanitario e disegnare e
applicare misure efficaci e integrali di prevenzione, dando priorit ad Haiti
e ai paesi dei Caraibi.
Dobbiamo collaborare tutti con tutti gli stati che presentano maggior vulnerabilit, e invitiamo a cooperare in questo impegno anche le nazioni
dellAmerica del nord.
Se i rispettivi governi sono daccordo, i collaboratori sanitari cubani che attualmente prestano servizio in America Latina e nei Caraibi sono disposti a
dare il loro appoggio a tutto ci che loro possibile per prevenire il contagio, addestrare personale e offrire consulenza.
In poche parole, in 25 paesi di Nuestra America contiamo su 45.952 collaboratori sanitari cubani (dei quali 23.158 sono medici, il 50,4%), che assieme ai loro colleghi del continente costituiscono una poderosa forza per
raggiungere questo obiettivo di fermare lepidemia.
Teniamo presente che in molti paesi della nostra regione operano i 23.944
medici che si sono laureati sino a oggi nelle universit cubane, soprattutto
negli ultimi quindici anni.
Infine, il 14 dicembre commemoreremo in un nuovo vertice, a LAvana, il X anniversario dell Alleanza, frutto della
volont dei popoli della nostra regione e dellazione di
Hugo Chvez Fras e Fidel Castro Ruz. Vi aspettiamo, e potremo fare un bilancio su quello che abbiamo raggiunto
sino a oggi.
Senza altre parole, inauguriamo questo vertice straordinario.
Molte grazie.

In America Latina
sono gi al lavoro
i quasi 24mila medici
usciti negli ultimi
quindici anni dalle
universit cubane

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LATINOAMERICA DOCUMENTI E TESTI

LA REVOLUCIN DELLECUADOR
di Federica Zaccagnini
Dottore e ricercatrice in economia dellambiente e dello sviluppo.
Ideatrice e coordinatrice della scuola di formazione Continua sul Buen vivir ecuatoriano

ECUADOR, SI SONO CELEBRATI A GENNAIO, NELLA NEONATA Citt della ConoscenzaYachay, otto anni di revolucin ciudadana. Il governo presieduto dalleconomista di sinistra Rafael Correa, PhD in economia, scout, ammiratore di Papa
Francesco, che oltre allo spagnolo parla quechua, francese e inglese, ha realizzato molti degli impegni elettorali che si era preposto.
Questo sar un anno di prova per lEcuador della Revolucin Ciudadana.
Mentre sinora la rivoluzione democratica di Correa ha potuto godere di un
favorevole andamento del prezzo del petrolio, la decisione dellOPEC di ridurre il prezzo delloro nero potrebbe incidere fortemente sulle politiche
espansive intraprese dal governo di Correa, finanziate con esportazioni di
petrolio ma non solo, come vedremo successivamente.
DallEcuador si pu trarre un insegnamento importante: si pu passare da
politiche liberiste orientate al pagamento del debito estero, ad uno Stato
presente che nella propria costituzione sancisce una economia sociale e solidaria e riconosce liniziativa privata, pubblica e comunitaria. La grande
sfida di conciliare azione pubblica con efficienza ed efficacia forse laspetto
pi interessante del processo ecuadoriano.
Senza soffermarci nella descrizione della storia recente dellEcuador importante ricordare che a seguito di una profonda crisi economica che ha
martirizzato la popolazione per un decennio, nel 2000 il governo di Jamil
Mahuad (agosto 98 - gennaio 2000) decise di dollarizzare leconomia (il dollaro statunitense ancora oggi lunica moneta nazionale). Si tratt di una
risposta monetaria a un problema inflazionistico che derivava piuttosto dai
problemi strutturali di uneconomia basata sullesportazione di materie
prime, di una societ arretrata con alta povert1 e in gran parte determinati
dalle condizioni imposte al paese dagli organismi internazionali2, dal servizio del debito ma anche dalla corruzione dei governanti.
Lassenza dello Stato poteva essere letta attraverso alcuni indicatori come il
63% della popolazione povera (secondo la misurazione delle necessit di
N

NOTE

1) Misurazione della povert basata sul concetto dello sviluppo umano, cos come la
definisce lUNDP, considerando oltre al reddito anche altri indicatori concernenti la
speranza di vita e lalfabetizzazione.
2) Austerit, taglio della spesa pubblica, privatizzazione, controllo monetario e tutto
ci che ben noto nellattualit del vecchio continente.

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DOCUMENTI E TESTI
PI STATO, MENO MERCATO LA REVOLUCIN DELLECUADOR

base insoddisfatte) e una disuguaglianza in costante aumento3. Anche la crescita delleconomia era inesistente
se non negativa; la disoccupazione relativamente alta, ma
soprattutto la sottoccupazione oscillava attorno al 40-50%,
mentre i tassi di interessi rispecchiavano la sfiducia dei
risparmiatori nel sistema bancario. Ci si rese ancor pi
evidente a causa del feriado bancario, la chiusura delle
banche, quando i depositi vennero congelati per consentire il passaggio dalla moneta nazionale, il sucre, al dollaro USA. Tale manovra implic la perdita dei risparmi della classe media
ecuadoriana, a causa della svalutazione che il governo Correa riesce a battere in un paese destabilizzato socialmente e politicamente, finanziato
dallesportazione del petrolio greggio e dalle rimesse di circa due milioni e
mezzo di migranti principalmente in USA, Spagna e Italia. Diventa famoso
il suo discorso basato sul socialismo del secolo XXI, fatto dai latinoamericani per i latinoamericani senza schemi importati, sul superamento dellindividualismo, sulla fine della supremazia del mercato sugli interessi
dellessere umano, sul recupero del ruolo dello Stato, sulla liquidazione dei
vecchi politiqueros.
Di questi otto anni di governo ci focalizziamo essenzialmente sul recupero
dello Stato e su come questo sia stato permesso anche da nuove fonti di finanziamento.

Recuperare il ruolo
dello Stato attraverso
la pianificazione
delleconomia: ecco
la via ecuadoriana
verso il socialismo

LA PIANIFICAZIONE ECONOMICA
Il pilastro decisivo su cui poggia tutto il processo della Revolucin Ciudadana il recupero della pianificazione economica: dal 2007 al 2017 il governo ha disegnato tre Programmi nazionali per lo sviluppo e il buen vivir
che arrivano a proporre un progetto sociale ed economico ambizioso, che
punta al 20304. Alla chiusura dei periodi stabiliti dai programmi, viene effettuata una valutazione sul raggiungimento degli obiettivi e vengono aggiustati di conseguenza gli obiettivi del periodo successivo. Nellultimo
programma ad esempio si stabiliscono 12 obiettivi di medio-lungo periodo
(supportati da strategie e obiettivi intermedi) che possiamo dividere in obiettivi di tipo sociale, concernenti la sovranit nazionale e delle risorse energetiche, e obiettivi di tipo economico. Per quanto concerne il primo gruppo,
si punta al rafforzamento della struttura democratica dello Stato e alla partecipazione sociale, tanto nellambito dellapplicazione delle norme costituzionali come nello spirito comunitario proprio della societ ecuadoriana.
NOTE

3) Infatti nei dieci anni dal 1995 al 2005, si dimezza la gi esigua porzione di reddito
(4%) a disposizione del 20% della popolazione pi povera, mentre aumenta di otto
punti percentuali quella a disposizione del 20% dei pi ricchi, mentre il 60% della
classe media perde progressivamente accesso al reddito nazionale in forma sempre
pi consistente.
4) Plan nacional de desarrollo 2007-2010; Plan nacional para el buen vivir 2009-2013;
Buen vivir plan nacional 2013-2017.

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FEDERICA ZACCAGNINI

Si vuole proseguire nel cammino della lotta alliniquit, inteso come accesso
al reddito e eliminazione delle sperequazioni storiche basate sulla discriminazione etnica.
Una particolare menzione merita lobiettivo di garantire dignit al lavoro,
in tutte le sue forme, continuando un percorso iniziato con leliminazione
della terziarizzazione del lavoro, con lobbligo per i datori di lavoro di iscrivere al sistema sanitario e previdenziale pubblico i propri dipendenti, con
linnalzamento dei salari minimi degli ultimi (domestiche, guardie private, polizia, maestri), la raggiunta uguaglianza tra salario minimo e copertura del paniere familiare di consumi di base, eccetera.
Con lo stesso documento di pianificazione, mentre si punta a rafforzare
lidentit nazionale e la sovranit, in politica estera si punta anche a rafforzare lintegrazione regionale e linserimento strategico nel mondo (leggi:
diversificazione delle relazioni internazionali, politiche e commerciali).
Dal punto di vista economico il miglioramento della qualit della vita compatibile con il concetto del socialismo del buen vivir si basa sul rafforzamento
delle capacit delle persone, labbandono della concezione dellessere
umano come fattore produttivo e linvestimento sul talento umano delle
persone come unit di una nuova societ basata sulla conoscenza. Da ci
deriva limportante obiettivo del cambiamento della struttura produttiva:
passare da uneconomia prevalentemente basata sullesportazione delle materie prime a una economia basata sulla conoscenza. Questultimo aspetto
al centro della pianificazione economica a partire dal 2007, ma i risultati
tardano a vedersi in maniera concreta. Anche se a partire dal 2017 lEcuador
raggiunger lautosufficienza in termini di energia elettrica - importante
settore per la sostituzione delle importazioni - e ha gi sviluppato un piccolo
ma solido settore di alimentare di nicchia, lantica tappa dellindustrializzazione (prevista nella prima programmazione economica) come passaggio
intermedio per giungere alleconomia della conoscenza stata quasi sorpassata. Infatti possiamo prevedere con ragionevole certezza che grazie ai
forti investimenti in tutto il settore dei saperi si potrebbe raggiungere direttamente la tappa finale.

LA STABILIT POLITICA
La pianificazione economica sarebbe stata inutile nel far west istituzionale
in cui si trovava il paese prima dellattuale governo. Rafael Correa stato
eletto presidente nel 2006, a seguito di dieci anni in cui si sono susseguiti
nove presidenti, alcuni dei quali cacciati dalle proteste popolari. Con lattuale presidenza si pu riscontrare un sostanziale mantenimento del consenso popolare e una sostanziale stabilit
sociale. Il consenso al presidente Correa, che pure registra
manifestazioni di protesta, dimostrato dalla vittoria in
sei tornate elettorali (presidenziali del 2006, del 2009 e del
2013, elezione dei membri dellAssemblea costituente e
successiva approvazione della Costituzione, con vittorie
meno schiaccianti in alcuni degli undici quesiti del refe-

Dopo dieci anni


di instabilit, Correa
ha vinto sei elezioni
di seguito: la base
di partenza per poter
riformare lo Stato

LATINOAMERICA

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DOCUMENTI E TESTI
PI STATO, MENO MERCATO LA REVOLUCIN DELLECUADOR

Miliardi di dollari
sono stati strappati
al ricatto del debito estero
e impiegati
non in spese ma in
investimenti sociali

rendum del 2011). C da dire per che il processo


ha subito alcune battute darresto, infatti alle ultime elezioni amministrative di un anno fa il movimento Alianza Pais ha perso le principali citt
(particolarmente gravi due sconfitte: Quito e
Cuenca5). La stabilit politica, dunque, si trasforma
in un punto di partenza per il governo della Revolucion Ciudadana.

COME SI FINANZIA LA MANO VISIBILE DELLO STATO?


Si parla molto del successo economico del governo della Revolucin Ciudadana, ma anche del successo in termini di trasformazione della societ (accesso a istruzione, salute pubblica, rete stradale, opere pubbliche,
produzione di energetica). Ma come ha potuto un paese in via di sviluppo,
sommerso dal debito estero, finanziare tutto questo? Grazie ad alcune politiche realmente rivoluzionarie, lEcuador ha visto crescere le risorse a disposizione dello Stato per realizzare politiche sociali e grandi investimenti.
E dunque chiaro che sebbene landamento del prezzo del petrolio abbia
contribuito notevolmente alle entrate dello stato, ancor di pi hanno influito le decisioni della politica, e pertanto la gestione del governo e la decisa
interferenza dello Stato.
Rispettando limpegno elettorale preso con i cittadini, Correa e il gruppo
degli economisti a lui vicini, in testa a tutti Ricardo Patio (attuale ministro
degli Esteri ma a quellepoca ministro dellEconomia) appena insediati al
governo, convocano una commissione di analisi del debito e dopo aver valutato lorigine e le condizioni delle varie fonti di credito ricevuto, decidono
di sospendere i pagamenti di quei debiti che venivano considerati illegali o
illegittimi. Successivamente convocheranno anche unasta inversa di global
bond ad un prezzo fissato e a tempo determinato, e ricompreranno il 93,5%
degli stessi. Con questa manovra, che rappresenta anche un grande atto di
sovranit nazionale, vengono liberati otto miliardi di dollari e viene stravolta la proporzione del reddito nazionale che veniva utilizzata per pagare
il debito e quella destinata alla spesa sociale. Nel 2006 il pagamento del debito impegnava il 24% del bilancio nazionale, nel 2012 questo ammontare
sceso al 4%.
Anche grazie alla rinegoziazione dei contratti petroliferi con le compagnie
multinazionali, non solo si generano altre entrate da utilizzare per linvestimento sociale (in Ecuador non si parla di spesa sociale, ma di investimento sociale) ma si stravolgono le relazioni di potere tra Stato, dunque
collettivit e capitale. Anche qui troviamo un ribaltamento: se prima nelle
casse dello Stato entrava solo il 13% delle entrate lorde ricavate dalla vendita
NOTE

5) In questultimo caso non verificata laccettazione popolare al Presidente perch


non si tratta di elezioni presidenzia-li, e vari analisti politici, cos come lo stesso Correa, riconoscono come causa principale di questa disfatta (la perdita di Quito e
Cuenca principalmente) la gestione del Movimento Alianza Pais, che in effetti sta
vivendo in questi ultimi mesi una profonda ristrutturazione e riorganizzazione.

128

LATINOAMERICA

2014/2015

FEDERICA ZACCAGNINI

del greggio, oggi entra l87%.


Il terzo filone delle riforme che portano pi denaro nelle casse dello Stato
la riforma fiscale. A parte una serie di nuove imposte di tipo ambientale
che colpiscono soprattutto la ricchezza, la riforma fiscale orientata alla
creazione di una cultura impositiva. Uno strumento costituito anche dalla
possibilit di verificare online del pagamento delle tasse di ogni cittadino.
La rigida politica fiscale permette un incremento degli introiti statali: si
passa dai circa 22 miliardi di dollari del periodo compreso tra il 2000 e il
2006 ai 60 miliardi e 600 milioni nel periodo compreso tra il 2007 ed il 2013.
Da ultimo, ma senza esaurire tutte le interessanti novit del processo ecuadoriano, con la legge di ridistribuzione della spesa sociale del gennaio
2013 le banche debbono finanziare il 54% dellincremento del bono de desarrollo humano (un sussidio di 50 dollari alle famiglie pi povere) e sono inoltre
costrette a rinunciare a una imposizione fiscale di favore, mentre aumenta
la tassazione sui loro attivi tenuti allestero (passando dallo 0,08% al 0,25%
mensile) percentuale che aumenta per le banche con filiali nei paradisi
fiscali.
Novit di questi giorni, verranno ridotti tutti i salari dei funzionari statali
di alto livello (anche quelli di nomina politica come ministri, viceministri,
eccetera) che guadagnano a partire dai 6.000 dollari mensili, per finanziare
una missione medica in tutto il paese.
Alcune critiche vengono sollevate al processo ecuadoriano, le pi appassionanti sono quelle critiche che vengono dalla sinistra del governo, da ex
membri dello stesso, che discutono il modello di sviluppo che si persegue.
La critica pi consistente quella del tradimento degli ideali iniziali, determinati da uno spostamento a destra, e da un tradimento dei movimenti e degli
ideali ecologisti. Di fatto necessario considerare il punto di partenza del
paese, quello descritto allinizio di questo articolo, e nella valutazione non
possibile non considerare quello ecuadoriano come un processo in continua
evoluzione in cui i rapporti di forza dentro lo stesso governo determinano una
maggiore o minore spinta alla radicalizzazione.
In effetti, tutta la critica di sinistra si riunita in un cartello elettorale che ha
raggiunto appena il 3%, ma chiaro che queste critiche possono avere molto
pi successo dal punto di vista della teoria politica, perch indicano senzaltro
un cammino di rivoluzione ecologica meraviglioso, ma compiono lo stesso errore teorico dei liberisti classici, partono da una descrizione del mondo basata
su ipotesi irreali, e se pur nella teoria si compie la tesi desiderata, nellesercizio
del governo sarebbe suicida non tenere conto dei rapporti di forza storicamente consolidati nel paese, e voler scardinarli tutti
e subito. Non bisogna dimenticare che solo un
grande appoggio popolare, unito da una alleanza
tra le classi sociali, la chiave del successo di una
rivoluzione democratica, che avviene anchessa
non senza attacchi dei poteri forti che controllano
i mezzi di comunicazione e che deve fare i conti
con la politica estera (palese e non palese) degli Stati
Uniti.

Le critiche da sinistra
sostengono che Correa
abbia tradito le idee iniziali
dei movimenti
e degli ecologisti che per,
alle urne, hanno preso il 3%

LATINOAMERICA

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LATINOAMERICA DOCUMENTI E TESTI

CON 50 ANNI DI RITARDO


di Bruce Jackson
Professore illustre della State University of New York, professore di cultura statunitense
(cattedra intitolata a James Agee) all Universit di Buffalo (UB) e co-Direttore delliniziativa
di arti creative dellUB. editor di THE PUBLIC.

Per presentare il lavoro accademico e di denuncia


del professor Bruce Jackson, intellettuale e combattente
per i diritti civili, che in questo numero della rivista
ci ha offerto la sua acuta analisi sulla svolta politica fra
USA e Cuba, crediamo opportuno segnalare anche il suo
impegno antico per i problemi della giustizia negli
Stati Uniti e per la difesa delle minoranze.
Questo problema ancora aperto in quel paese, specie per
gli afroamericani, e permette di capire quanto sia stato
e sia strumentale e disonesto, da parte degli ultimi governi
di Washington, linserimento di Cuba fra gli Stati canaglia
specie se si considera che lisola ha avuto pi di tremila
vittime negli attentati organizzati in Florida e messi in atto
nella terra della Revolucin nel corso degli anni.
Sono il superamento di questi pregiudizi e di questa
guerra sporca che possono veramente ristabilire
un abbraccio fra la patria di Lincoln e quella di Jose Mart.
Come esempio segnaliamo il libro In This Timeless Time
(In questo tempo senza tempo) proprio di Bruce Jackson,
che ha come sottotitolo Vivere e morire nel braccio
della morte in America. Un libro che aspetta un editore
coraggioso per essere pubblicato anche in Italia.

PIACENZA, in Italia, nellambito di una settimana contro la guerra a settembre 2003, Wayne Smith, luomo di punta di
Jimmy Carter al dipartimento di Stato che tentava di normalizzare i rapporti con Cuba, mi disse che il fallimento di quel processo era stato una
delle pi grandi delusioni politiche di Carter. Questultimo pensava che
lembargo (che ebbe inizio nellottobre del 1960) e tutto quello che lo riguardava fossero immorali e disfunzionali. Il che, ovviamente, era vero.
Eravamo vicini cos, disse Wayne, tenendo la punta del pollice a qualche
centimetro da quella dellindice, ma non ce labbiamo fatta. Semplicemente non siamo riusciti. Nelle elezioni di quellanno alla Casa Bianca arriv Ronald Reagan, segnando la fine di qualsiasi dibattito o atto razionale
del governo statunitense riguardo alla politica verso Cuba. Fino alla settimana scorsa, quando il presidente Barack Obama ha annunciato che stava
prendendo delle misure per normalizzare i rapporti con lisola. I repubblicani, che prenderanno il controllo del Congresso tra pochi giorni, hanno
dichiarato immediatamente che faranno tutto il possibile per rovinare questo momento di buonsenso.
Le azioni di Obama sono molto sensate, e lo sarebbero state anche trenta o
quaranta anni fa. Abbiamo normalizzato i rapporti con qualunque tipo di
governo al mondo, anche i pi bizzarri e brutali. Per decenni abbiamo fatto

URANTE UN EVENTO ORGANIZZATO A

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DOCUMENTI E TESTI
OBAMA E CUBA, QUALCOSA DI SENSATO CON 50 ANNI DI RITARDO

tutto il possibile per distruggere leconomia cubana,


mentre allo stesso tempo intraprendevamo prosperi
rapporti economici con i pochi governi comunisti rimasti, come la Cina e il Vietnam. Le aziende statunitensi desiderano da tempo la ripresa dei rapporti
con Cuba: pensate a tutte le macchine che si potrebbero vendere, tutti gli alberghi e i casin che si potrebbero costruire, le numerose opportunit di
speculazione economica in cui le nostre aziende
sono cos brave, in particolare quando operano allestero. Non ho mai capito
chi intralciasse veramente quella via, eccetto per un numero sempre minore
di vecchi rancorosi nel sud della Florida.
Oggi lunica cosa che abbiamo a Cuba una base navale che ospita una delle
prigioni pi infami del mondo, Guantanamo, dove per un decennio abbiamo detenuto e torturato persone, molte delle quali -come abbiamo scoperto pi tardi- erano colpevoli soltanto di essere state segnalate da
qualcuno che voleva una ricompensa o forse una moglie. Guantanamo
una prigione brutale che Obama voleva cancellare dal suo primo giorno in
carica, ma il Congresso, sia a destra che a sinistra, glielo avrebbe impedito.
Si tratta, come segnala il rapporto del Senato della settimana scorsa sulle
torture perpetrate dagli Stati Uniti, della vergogna pi grande della CIA, o
almeno la vergogna pi grande di cui siamo a conoscenza.

Oggi la sola cosa


che abbiamo a Cuba
una delle prigioni
pi infami del mondo,
Guantanamo che Obama
voleva chiudere da subito

I CINQUE DI MIAMI
La settimana scorsa il New York Times ha riferito che gli Stati Uniti e Cuba
si sono spiati a vicenda per decenni. Larticolo concludeva che lefficacia di
queste attivit di spionaggio era scarsa, ma questo non completamente
vero. Per cominciare, lo spionaggio non era dello stesso tipo: mentre gli
Stati Uniti spiavano il governo cubano e in molte occasioni i suoi uomini
hanno tentato di assassinare il presidente cubano, lo spionaggio cubano si
concentrava maggiormente sui gruppi paramilitari cubani della Florida che
pianificavano attacchi terroristici sullisola.
Nel 1998 gli Stati Uniti catturarono e mandarono in prigione cinque di queste spie, conosciute come i Cinque cubani o i Cinque di Miami Geraldo
Hernndez, Antonio Guerrero, Ramn Labaino, Fernando Gonzlez e Ren
Gonzlez. Sono stati dichiarati colpevoli di una lunga lista di accuse di spionaggio, ma era tutta una farsa: la loro attivit consisteva nel monitoraggio
dei gruppi paramilitari cubani che dalla Florida pianificavano attacchi terroristici in territorio cubano. I gruppi sotto osservazione si facevano chiamare Alpha 66, Commando del Sud, Fondazione Nazionale Cubano
Americana e Fratelli per la Liberazione.
Gli ultimi tre dei Cinque Cubani sono stati rilasciati il 17 dicembre di questanno grazie a uno scambio di prigionieri con la spia statunitense Alan
Philip Gross.
Per anni gli Stati Uniti hanno finanziato, coperto e protetto Luis Posada Carriles, fervente terrorista anticastrista che lavorava per la CIA, dichiarato col-

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2014/2015

BRUCE JACKSON

pevole in absentia a Panama per labbattimento di un aereo cubano nel 1976


(76 civili uccisi) e reo confesso del coinvolgimento in attentati con esplosivi
ad alberghi cubani. Luomo era anche seriamente coinvolto nellorganizzazione dei gruppi paramilitari anticastristi con sede negli Stati Uniti che ho
menzionato due paragrafi fa. Ora abita a Miami. Che io sappia, Castro non
ha mai avuto nessuno come lui alle sue dipendenze.

UNA SPIA CHE CONOSCO


Percy Alvarado ha passato anni come spia negli Stati Uniti. Il suo nome in
codice era Fraile. Ci siamo conosciuti nel 2005, entrambi invitati a partecipare a un convegno a Roma sulla politica statunitense verso Cuba. Condoleezza Rice aveva appena divulgato un lunghissimo documento che
descriveva a grandi linee la parte pubblica della politica statunitense riguardo allisola. Io ero stato invitato per parlare di questo.
Percy aveva reso nota la sua identit poco prima. Era stato invitato per parlare del suo lavoro in incognito in Florida e le sue ragioni per uscire finalmente allo scoperto. Non aveva spiato il governo degli Stati Uniti n le sue
agenzie. Era andato in Florida e si era avvicinato ai gruppi paramilitari di
espatriati cubani che pianificavo luccisione di molte persone allAvana per
distruggere lindustria turistica. Erano finanziati dalla CIA. Molti di loro
erano anche addestrati dalla CIA. La loro unica missione era provocare scompiglio nei Caraibi. Erano i nostri terroristi.
Percy rimasto in incognito tra loro per 22 anni. I suoi genitori, a Cuba,
morirono pensando che lui avesse tradito la loro rivoluzione contro la brutalit di Batista. Non era cos, ma non poteva dirglielo. Mi disse che il momento pi triste della sua vita stato quando non ha potuto partecipare ai
loro funerali; non ha potuto dire a nessuno della famiglia dove si trovasse
e perch, n cosa stesse facendo.
Percy mantenne la sua copertura fino a quando scopr il complotto dei paramilitari cubani in esilio finanziato dalla CIA per far esplodere lHotel Tropicana allAvana e uccidere cos molti cittadini europei, asiatici e anche
alcuni statunitensi.
Percy torn a Cuba, raccont la sua storia e lattacco non avvenne. Era una
delle spie cubane che non abbiamo preso, di conseguenza molta gente
innocente non morta. Quando lho conosciuto, Percy era un colonnello
dellintelligence cubana. Adesso un giornalista e tiene un blog che potete
trovare on-line.

Ho conosciuto una loro


spia. Si chiama Percy,
per 22 anni ha vissuto
a Miami, dove ha sventato
una strage tentata
proprio dai nostri

LA BAIA DEI PORCI


LIsola dei Pini, oggi Isola della Giovent, unisola
al sud di Cuba. Ha una lunga storia che potete trovare in Wikipedia e che non ripeter qui. Fidel Castro vi stato in prigione dal 1953 al 1955. Dopo la
fallita invasione della Baia dei Porci (Baha de Cochinos) sponsorizzata dalla CIA il 17 aprile 1961,
che port a numerose esecuzioni a Cuba, 1.113 pri-

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DOCUMENTI E TESTI
OBAMA E CUBA, QUALCOSA DI SENSATO CON 50 ANNI DI RITARDO

gionieri furono rimandati negli Stati Uniti in cambio di alimenti e medicine, tutto finanziato con donazioni private e agevolazioni fiscali.
Ho trascorso una serata con uno di quei ragazzi nel
1964. Il mio vicino di casa chiam per dirmi che
era da lui, che parlava ininterrottamente di quello
che era successo e che forse i suoi racconti potevano interessarmi. Sono andato l, siamo stati presentati, ho chiesto se potevo registrare la nostra
conversazione, mi disse s, certo, e la serata prosegu.
A un certo punto mi guard e disse: Hai gli occhi del diavolo. Sei una spia.
Perch mi stai spiando?. Non cera nulla di quello che diceva che non fosse
pubblico, a parte la sua opinione. Sapeva perfettamente chi ero e cosa facevo. In quel momento ho pensato che fosse completamente pazzo.
Come lo sarebbe chiunque dopo un anno in una prigione cubana, o, pi recentemente, in una prigione statunitense a Cuba per un decennio.
Non so cosa gli sia successo dopo. In quel momento due persone lo trattennero per calmarlo e io attraversai il vialetto verso casa mia. Il giorno dopo
il mio amico mi disse, A volte diventa cos. Avrei dovuto avvertirti. Qualche tempo dopo mi raccont che luomo si era trasferito in Florida e aveva
cominciato a impegnarsi in politica.

Per anni tutti i politici


hanno leccato i piedi
ai ricconi di Miami.
Ma i loro figli sono stanchi
della stupida politica
dei genitori

LECCAPIEDI
Il panorama politico cambiato. Per anni i politici statunitensi, sia in Florida che nel resto del paese, hanno continuato a leccare i piedi ai ricconi
del sud della Florida. Ma la cosa ormai non funziona pi. Quelli che odiano
Castro sono vecchi o morti e i loro figli e nipoti vorrebbero poter visitare i
loro zii, zie e nonni senza assurde seccature su tutta la linea. Loro non
hanno quella sete di vendetta vecchia mezzo secolo. Hanno semplicemente
voglia di famiglia.
E questo ci riporta alla mossa di Obama. Forse lha fatto perch una cosa
sensata, razionale, decente e tutto il resto. Ma potrebbe anche averlo fatto
perch la Florida stata decisiva in molte delle ultime elezioni presidenziali
(vi ricordate di Al Gore?) e vuole che i democratici siano il partito che soddisfa i bisogni dei giovani cubano-americani, a lungo bloccati dai repubblicani.
Gli esiliati cubani pi anziani e i politici leccapiedi, come il senatore Mario
Rubio, si oppongono fortemente alla normalizzazione dei rapporti con una
piccola isola distante da Miami non pi di quanto Toronto lo sia da Buffalo.
Ma lo scenario demografico sta cambiando. Adesso ci sono pi figli di esiliati
cubani in et di voto che esiliati cubani, e questi cubano-americani pi giovani trovano la politica statunitense verso Cuba frustrante e stupida. Vogliono poter visitare il paese dorigine della loro famiglia, andare a trovare
i loro parenti e che i loro parenti vengano a trovarli. Per quel gruppo, la politica di Obama la benvenuta. Rubio continua a blandire il gruppo pi anziano perch ha pi soldi, il che vuol dire pi assegni per la sua campagna.

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LATINOAMERICA

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Bruce parla con Donnie Crawford (cella 11) durante le riprese del suo documentario,
Death Row (braccio della morte)

Questo funzioner per qualche anno, ma finir man mano che i cubani pi
anziani moriranno.
Secondo un articolo del 17 dicembre del New York Times, scritto da Nate
Cohn, nel 2004 Bush ottenne il 78% dei voti dei cubano-americani. Nel 2012,
Obama guadagn il voto cubano-americano per un 2%. Il mese scorso, il
democratico Charlie Christ ha superato il suo avversario repubblicano
del 4%. Nel 2012 Obama vinse in Florida per 77 mila voti. Quel blocco sar
fondamentale nelle elezioni del 2016 e il costante spostamento verso i
democratici dellultimo decennio preoccupa i repubblicani.
Inoltre, Obama il presidente e, al contrario di Bush Uno e Due, ha dato a
un bel gruppo di compagnie statunitensi quello che desideravano da anni: un nuovo e grande mercato che non
solo consente loro di vendere prodotti dove prima non
potevano, ma anche di fabbricarli a un costo minore.

Sono voti che pesano.


Nel 2004 Bush prese
la Florida col 78%,
ma nel 2012 vinse
Obama, anche se
per soli 77mila voti

IL CONGRESSO
Il Congresso repubblicano far tutto il possibile per impedirlo. Lembargo il risultato di una legge del Con-

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DOCUMENTI E TESTI
OBAMA E CUBA, QUALCOSA DI SENSATO CON 50 ANNI DI RITARDO

gresso e non di una decisione presidenziale. La Casa


Bianca pu allentare le catene ma il Congresso che pu
romperle. I repubblicani prenderanno il potere entro
pochi giorni e hanno gi detto che non hanno fretta di finanziare unambasciata allAvana o di sostenere il candidato di Obama come ambasciatore. Non vi aspettate che
il loro odio implacabile per un Presidente nero diminuisca prima delle elezioni del 2016. Come spesso ha detto
Mitch McConnell (il leader di maggioranza del Senato, repubblicano conservatore, ndr), faranno tutto quanto in loro potere per ostacolare qualsiasi iniziativa proveniente dalla Casa Bianca.

Abbiamo accusato
Cuba di terrorismo
mentre tentavamo
di uccidere Castro:
lindice era puntato
in direzione sbagliata

SCIOCCHI
In qualsiasi altra parte del mondo lembargo statunitense ci ha fatto apparire arroganti, meschini e ipocriti. Gli Stati Uniti impongono un embargo a
Cuba perch un paese comunista. E invece Cina e Vietnam, che pure sono
comunisti e con i quali abbiamo normali rapporti diplomatici? Che dire
della nostra richiesta attuale alla Cina di aiutarci con le ingerenze informatiche nordcoreane? Ci sono confini che hanno un senso oggi?
Lembargo cubano ha 54 anni, pi di quanti ne abbiano la maggior parte
dei lettori di questo articolo. stato imposto dal presidente Dwight D. Eisenhower nel 1960, lanno dopo abbiamo rotto i rapporti diplomatici con
Cuba. Lamministrazione Eisenhower ha messo in moto loperazione della
Baia dei Porci, che ha avuto luogo durante i primi mesi dellamministrazione di JFK ed stata un completo disastro: tutti gli invasori sono stati catturati o uccisi. Questa storia. Brutta storia. Storia stupida.

LAPPARENTE LOGICA ATTUALE


Quello che Obama ha annunciato la settimana scorsa non capitato per
caso. Secondo Peter Baker del New York Times (17 dicembre 2014) ci sono stati
nove incontri in Canada dal giugno 2013. Papa Francesco ha incoraggiato il
dialogo e ospitato la riunione di ottobre 2014 in cui si raggiunto laccordo.
Il sig. Obama ha parlato con il sig. [Ral] Castro al telefono il marted per
suggellare laccordo. La chiamata durata 45 minuti, il primo contatto diretto tra i leader dei due paesi in 50 anni.
Durante il periodo dellembargo si sono avvicendati dieci presidenti statunitensi, alcuni dei quali hanno approvato operazioni militari e segrete contro Cuba, fra cui non solo il disastro della Baia dei Porci nellaprile 1961 ma
anche diversi tentativi di assassinare Fidel Castro, e garantito il supporto a
gruppi terroristi paramilitari in Florida. Abbiamo accusato Cuba di essere
una nazione che ha favorito attivit terroristiche. Lindice puntava nella direzione sbagliata.

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BRUCE JACKSON

CAMBIAMENTI
Anche se leliminazione di tutte le restrizioni, incluse quelle turistiche, richieder lapprovazione del Congresso, ci saranno alcuni cambiamenti immediati. I lavoratori nei campi dellarte, latletica, i diritti umani e le attivit
umanitarie non saranno pi messi sotto torchio come negli ultimi anni. Invece di trattare (e spesso negare) questi visti di viaggio caso per caso, ora si
gestiranno secondo regole generali. Le regole finanziarie per individui e istituzioni ora hanno un senso: se arrivi a Cuba, puoi usare la tua carta di credito Visa e puoi portare a casa beni per un valore di 400 dollari, 100 dei
quali possono essere tabacco (gli amatori dei sigari Cohiba sono in estasi).
Abbiamo permesso il commercio di alcuni articoli con Cuba durante anni
(pollo surgelato dellAlabama, per esempio) ma le esportazioni sono diminuite perch il governo statunitense insisteva nel pagamento immediato,
mentre a paesi come Vietnam e Brasile consentiva di comprare a credito.
Questo frivolo impedimento stato abolito.
Nel futuro immediato sar il turismo a registrare il salto pi significativo.
Gli statunitensi andranno a Cuba (alcune delle migliori spiagge del mondo,
buon cibo, bella gente, musica fantastica, rum, e ho menzionato i Cohiba?)
Un altro settore che potrebbe espandersi in questa atmosfera politica pi
distesa laborto. Completamente legale a Cuba, disponibile su richiesta.
Prima che laborto fosse legale negli Stati Uniti, quando effettuarlo era un
grave reato punito con una lunga pena detentiva, molte donne statunitensi
che potevano permetterselo andavano a Cuba per brevi vacanze, facevano
lintervento, si riposavano alcuni giorni e tornavano a casa (per le donne
povere era luscita dalla porta posteriore). Adesso che la destra e i fondamentalisti religiosi stanno chiudendo le cliniche abortiste in tutto il paese
(il Texas lo stato pi brutale in questo senso), Cuba potrebbe ancora una
volta diventare un luogo di riscatto per molte donne statunitensi alle quali
i politici maschi negano aiuto a casa. Vorrei aggiungere che Cuba ha uno
dei migliori sistemi di assistenza sanitaria e uno dei pi alti tassi di alfabetizzazione dellemisfero occidentale.

TUTTI GLI ALTRI


Lassemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione annuale che condanna lembargo dal 1992. Tutte le principali organizzazioni per i diritti umani lhanno
condannato. Gli Stati Uniti, come spesso fanno, hanno
ignorato tutta questa pressione esterna. Con il suo atto
Barack Obama si unito al resto del mondo su questo
tema. I repubblicani continuano a dire che combatteranno con le unghie e con i denti. La musica continua. Ma
qualcosa di importante accaduto.

I turisti americani
a Cuba troveranno
mare, cibo, rum e...
aborti. Mentre da noi
la destra e i religiosi
chiudono le cliniche

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Cultura e culture

LATINOAMERICA CULTURA E CULTURE

LA DESPEDIDA DE MARCOS

LATINOAMERICA CULTURA E CULTURE

ANNUNCIA LA SUA SCOMPARSA


LA REALIDAD, 25 MAGGIO 2014

2:08 DELLALBA DI OGGI, IL SUBCOMANDANTE MARCOs ha annunciato che a partire da quel momento smetter di esistere. In una conferenza stampa con i
media liberi che partecipavano allomaggio a Galeano1, lo zapatista assassinato nella comunit zapatista di La Realidad, il capo militare dellEsercito
Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), ha detto: se posso definire Marcos, il personaggio, vi direi senza alcun dubbio che stata una pagliacciata.
Dopo pi di 20 anni alla guida delllorganizzazione politico-militare sollevatasi in armi il primo gennaio del 1994, Marcos ha annunciato il passaggio
di testimone. Ha detto che dopo i corsi della Escuelita Zapatista dellanno
scorso e dellinizio di questo, ci siamo resi conto che oramai cera gi una
generazione che poteva guardarci, che poteva ascoltarci e parlarci senza bisogno di una guida o leadership, n pretendere sottomissione. Allora, ha
detto, Marcos, il personaggio, non era pi necessario. La nuova tappa della
lotta zapatista era pronta.
Nella comunit emblematica di La Realidad, la stessa in cui il 2 maggio
scorso un gruppo di paramilitari della Central Independiente de Obreros Agrcolas
y Campesinos Histrica (CIOAC-H), ha assassinato un componente della base
di appoggio zapatista, Galeano, il subcomandante Marcos apparso di buon
mattino di fronte ai rappresentanti dei media liberi accompagnato da sei
comandanti del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno e del Subcomandante Insurgente Moiss, al quale nel dicembre scorso aveva trasferito
il comando.
nostra convinzione e pratica che per rivelarsi e lottare non sono necessari
n leader n capi, n messia n salvatori; per lottare c bisogno solo di un
po di vergogna, una certa dignit e molta organizzazione, il resto o serve
al collettivo o non serve, ha detto Marcos.
Con una benda nera col disegno di un teschio da pirata sullocchio destro,
il fino ad ora portavoce zapatista ha ricordato lalba del primo gennaio 1994,
quando un esercito di giganti, cio, di indigeni ribelli, scese in citt per
LLE

scuotere il mondo. Solo qualche giorno dopo, col sangue dei nostri caduti
ancora fresco per le strade, ci rendemmo conto che quelli di fuori non ci
vedevano. Abituati a guardare gli indigeni dallalto, non alzavano lo sguardo
per guardarci; abituati a vederci umiliati, il loro cuore non comprendeva la
nostra degna ribellione. Il loro sguardo si era fermato sullunico meticcio
che avevano visto con un passamontagna, cio, non vedevano. I nostri capi
e cape allora dissero: Vedono solo la loro piccolezza, inventiamo qualcuno
piccolo come loro, perch lo vedano e attraverso di lui ci vedano.
Cos nato Marcos, frutto di una complessa manovra di distrazione, un
trucco di magia terribile e meraviglioso, un gioco malizioso del nostro cuore
indigeno; la saggezza indigena sfidava la modernit in uno dei suoi bastioni:
i mezzi di comunicazione.
La cronaca della conferenza, filmato dai mezzi liberi, alternativi, autonomi
o come si chiamino, diffusa su diversi portali di comunicazione alternativa
come Radio Pozol, Promedios e Reporting on Resistences, testimoniava un clima
di applausi ed evviva allEZLN dopo lannuncio della Comandancia.
La figura del subcomandante Marcos fece il giro del mondo fin dalle prime
ore del primo gennaio 1994. Limmagine di un uomo armato con cartucciere
rosse ed un R-15, con indosso una divisa color caff e nera coperto da un
chuj di lana degli Altos del Chiapas, con il volto coperto da un passamontagna che fumava la pipa, and sulle prime pagine dei giornali pi importanti
del pianeta. Nei giorni e settimane successive cominciarono ad arrivare i
suoi comunicati carichi dironia ed umorismo, provocatori ed irriverenti.
Qualche foglio bianco scritto a macchina da scrivere letteralmente raffazzonati per la stampa nazionale e internazionale. Venti anni e quattro mesi
dopo, Marcos annuncia la fine di questa tappa.
Difficile credere che venti anni dopo quel niente per noi non fosse uno
slogan, una frase buona per striscioni e canzoni, ma una realt, La Realidad,
ha detto Marcos. Ed ha aggiunto: se essere coerente un fallimento, allora
lincoerenza la strada per il successo, per il potere. Ma noi non vogliamo
prendere quella strada, non ci interessa. Su queste basi, preferiamo fallire
che vincere.
Pensiamo ha detto, che necessario che uno di noi muoia affinch Galeano viva. Quindi abbiamo deciso che Marcos oggi deve morire.
Alle 2:10 il Subcomandante Insurgente Marcos sceso per sempre dal
palco, si sono spente le luci ed partita unondata di applausi degli e delle
aderenti della Sexta, seguita da unondata ancora pi grande di applausi
delle basi di appoggio zapatiste, miliziani ed insurgentes, hanno riferito da
La Realidad.
Fedele al suo stile ironico ed ai suoi tradizionali post scritti, il personaggio
di Marcos ha concluso: P.S. 1 Game Over. 2. Scaccomatto. 3. Touch. 4.
Cos Mhhh, questo linferno? 5. Cio, senza maschera posso andarmene
in giro nudo? 6. Qui buio, ho bisogno di una torcia

NOTE

1) Subcomandante Insurgente Galeano, brutalmente ucciso il 2 maggio 2014 durante


lennesima aggressione paramilitare ai danni delle comunit ribelli.

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LATINOAMERICA

2014/2015

A CURA DEL COMITATO CHIAPAS MARIBEL BERGAMO

LATINOAMERICA

2014/2015 141

LATINOAMERICA CULTURA E CULTURE

Il leader zapatista, a ventanni dallinsurrezione dei Maya del Chiapas, reputa terminata la stagione
della sua particolare resistenza e annuncia una nuova tappa che lo vedr impegnato
in una diversa veste, sempre al fianco delle popolazioni autoctone messicane che proprio lui
ha saputo trasferire dal mondo dei reietti alla raffinatezza della comunicazione pi davanguardia.
Quelli che pubblichiamo sono cinque estratti della sua lunga lettera di commiato, insomma
della sua despedida dal mondo che prima della sua rivoluzione mediatica per molti nemmeno esisteva.

MORTO
IL SUBCOMANDANTE
, MENTRE

Abbiamo dovuto ricostruire il cammino della vita che quello che avevano
rotto e continuano a rompere dall'alto. Il cammino non solo dei popoli originari ma anche dei lavoratori, degli studenti, dei maestri, dei giovani, dei
contadini e anche di tutte le differenze che si celebrano in alto e in basso si
perseguitano e si castigano. Abbiamo dovuto inscrivere il nostro sangue nel
cammino che altri dirigono verso il potere o abbiamo dovuto voltare il cuore
e lo sguardo a quelli che siamo e a quelli che sono quelli che siamo, cio, i
popoli originari guardiani della terra e della memoria.
Il nostro dilemma non era tra negoziare e combattere ma tra morire o vivere.
Abbiamo scelto di costruire la vita, questo, nel mezzo di una guerra. Una
guerra che anche se sorda non era meno letale.
Qui siamo i morti di sempre per adesso per vivere.
Forse pi di uno crede che abbiamo sbagliato a scegliere, che un esercito
che non pu e non deve impegnarsi in pace. Per molte ragioni certo, per
la principale era ed perch in questa forma finiremo per sparire. Forse
vero, forse ci siamo sbagliati a coltivare la vita invece di elogiare la morte.
Abbiamo scelto guardandoci e ascoltandoci, essendo il totale collettivo che
siamo. Abbiamo scelto la ribellione, sarebbe a dire, la vita.
Sapevamo e sappiamo che ci dovr essere la morte perche ci sia la vita. Sapevamo e sappiamo che per vivere moriamo,

2. UN FALLIMENTO?

del subcomandante insurgente Marcos

Difficile credere che vent'anni dopo quel nada para nosotros risulter che
non era solo uno slogan, una frase buona per cartelli e canzoni, ma una
realt, La Realidad.
Se essere conseguenti un fallimento, quindi l'incoerenza la strada per
il successo, la via del potere. Per noi non vogliamo andare da quella parte,
non ci interessa. Con questi parametri preferiamo fallire che trionfare.

3. EL RELEVO

1.
142

UNA DECISIONE DIFFICILE


Era ed la nostra come quella di molte e molti del basso una guerra per
l'umanit e contro il neoliberismo. Contro la morte pretendiamo la vita,
contro il silenzio esigiamo la parola e il rispetto, contro la dimenticanza la
memoria, contro l'umiliazione e il disprezzo la dignit, contro l'oppressione
la ribellione, contro la schiavit la libert, contro l'imposizione la democrazia, contro il crimine la giustizia.
La guerra che abbiamo iniziato ci ha dato il privilegio di arrivare ad orecchi
e cuori attenti e generosi e a geografie vicine e lontane, mancava quel che
mancava e manca quel che manca per abbiamo conseguito lo sguardo dell'altro e dell'altra, il suo ascolto e il suo cuore. Dunque ci siamo visti nella
necessit di rispondere ad una domanda decisiva: cosa segue?
Ammazzare o morire, come unico destino.

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2014/2015

In questi 20 anni c' stato un avvicendamento molteplice e complesso nell'EZLN. Alcuni hanno notato solo il pi evidente, quello generazionale. Ora
stanno portando avanti la lotta e dirigendo la resistenza quelli che erano
piccoli o ancora non erano nati all'inizio del levantamiento; per alcuni studiosi non si sono resi conto di altri avvicendamenti: di classe, da quello di
classe "mediero ilustrado" a quello dell'indgeno contadino. Quello di razza
dalla direzione meticcia alla direzione nettamente indigena. E il pi importante: l'avvicindamento di pensiero. Dall'avanguardismo rivoluzionario al
comandare obbedendo.
Il culto dell'individualismo si incontra con il culto dell'avanguardismo nel
suo estremo pi fanatico.
Il razzismo della sinistra che si pretende rivoluzionaria. L'EZLN non di
questi, per questo non tutti possono essere zapatisti.
Dalla presa del potere dall'alto alla costruzione dal basso. Dalla politica

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CULTURA E CULTURE
MARCOS MORTO. IL SUBCOMANDANTE CAMBIA NOME, MENTRE LEZLN CAMBIA STRATEGIA

Il mio personaggio,
non esiste pi.
Il leader zapatista sar
Galeano, che porta il nome
di un compagno ucciso
nel maggio scorso

professionale alla politica quotidiana. Dai leader ai


popoli. Dalla marginalizzazione di genere alla partecipazione diretta delle donne. Dal burlarsi dell'altro alla celebrazione della differenza.

4. UN OLOGRAMMA CHE CAMBIA E ANNUNCIA:


QUELLO CHE NON SAR

Nell'alba del primo giorno del gennnaio 1994, un


esercito di giganti, cio, di indigeni ribelli, scese
nelle citt, per scuotere il mondo. Appena alcuni giorni dopo con il sangue
dei nostri caduti ancora fresco nelle strade, ci siamo resi conto che quelli di
fuori non ci vedevano. Abituati a guardare dall'alto gli indigeni, non avevano
lo sguardo per guardarci; abituati a vederci umiliati, il loro cuore non comprendeva la nostra degna ribellione. Il loro sguardo si era fermato sull'unico
meticcio che videro con il passamontagna, cio non guardarono. I nostri
capi e cape dissero allora: Solo vedono il piccolo che sono, facciamo qualcuno cos piccolo come loro, che a lui lo vedano e che attraverso lui ci vedano.
Inizi cos la complessa manovra di distrazione, un trucco di magia terribile e meraviglioso, una mossa maliziosa del cuore indigeno che siamo;
la sapienza indigena sfidava la modernit in uno dei suoi bastioni: i mezzi
di comunicazione. Inizi allora la costruzione del personaggio chiamato
Marcos.
Avevamo bisogno di tempo per essere e per incontrare chi sapesse vederci
come quello che siamo. Avevamo bisogno di tempo per incontrare chi non
ci vedesse non dall'alto, non dal basso, ma di fronte, che ci vedesse con uno
sguardo da compagni.
vi ho detto che inizi allora la costruzione del personaggio. Se mi permettete di definire Marcos, il personaggio, allora vi direi senza titubanze
che stato un pagliaccio.
Abbiamo lanciato una e l'altra iniziativa per incontrare l'altro, l'altra, l'otro
compaero, cercando di incontrare lo sguardo e l'ascolto di cui avevamo bisogno e ci meritavamo; abbiamo fallito una e l'altra volta. Cos stato fino
alla Sexta Declaracin de la Selva Lacandona, la pi audace e la pi zapatista
delle iniziative che abbiamo lanciato fino ad adesso e alla fine abbiamo incontrato chi ci guarda di fronte e ci saluta e abbraccia.
All'interno gli avanzamenti dei villaggi erano stati impressionanti, e dunque arrivato il corso La libertad segn las y los zapatistas, ci siamo accorti che
c'era gi una generazione che poteva guardarci di fronte, che poteva ascoltarci e parlaci senza aspettare guida o leadership, n pretendere sottomissione o seguimento. Marcos il personaggio non era pi necessario.
La nuova tappa nella lotta zapatista era pronta.
E' nostra convinzione e nostra pratica che per rivelarsi e lottare non sono
necessari n leader n caudillos, n messia n salvatori; per lottare c' bisogno solo di un poco di vergogna, un tanto di dignit e molta organizzazione,
il resto o serve al collettivo o non serve.

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2014/2015

SUBCOMANDANTE MARCOS

5.- IL DOLORE E LA RABBIA. SUSSURRI E GRIDA


Aspetta compagno non andartene, diceva il nostro silenzio. Continuando
ha enumerato una larga lista di morti, desaparecidos e prigionieri politici e
sociali di Atenco, Ostula, Oaxaca, Ciudad de Mxico, Italia, Chiapas, Grecia,
Palestina, Chern, Guerrero, Morelos, Puebla, Chihuahua, Sonora, Jalisco,
Sinaloa, Migranti, Stati Uniti, Mapuches, nadie sigue tu paso, nadie levanta tu
vida y con la ltima paletada sentencia, aunque agarren y castigue a los que te mataron, siempre encontrar a otra, a otro, a otros, que de nuevo te embosquen, que repitan
la danza macabra que acab con tu vida.
Ha tanti nomi l'ingiustizia e sono tante le grida che provoca. E non dimenticare che mentre alcuni sussuranno altri gridano. L'ascolto deve trovare la
strada che lo faccia fertile. Basta abbassare lo sguardo e alzare il cuore.
La giustizia che vogliamo noi: la persistente e testarda ricerca della verit.
Pensiamo che necessario che uno di noi muoia perch Galeano viva.
Abbiamo deciso che Marcos deve morire oggi.
E in queste pietre che hanno lasciato nella suo tomba imparererete a non
vendersi, a non arrendersi e zoppicare.
Alle 2:08 dichiaro che smette di esistere il Subcomandante Insurgente
Marcos, autodenominato il Subcomandante di Acciao Inossidabile.
Per finire si sono aggiunte alcuni post scriptum: P.S. 1 Game Over. 2.- Jaque
Mate. 3.- Touch. 4.- Mhhh, cos e l'inferno ? 5.- Ossia che senza botarga
(vestito da pagliaccio) posso andare nudo? 6.- E' molto scuro qua, ho bisogno
di una lucetta ....
Alle 2:10 il Subcomandante Insurgente Marcos scende per sempre dal palco,
si spengono le luci e dopo si ascolta un'onda di applausi degli aderenti alla
Sexta, seguita da un'onda pi grande di appalausi delle basi d'appoggio zapatiste, miliziani e insurgentes.
Alcuni minuti dopo, si ascolta la voce in off di quello che fu il Subcomandante zapatista:
Buone albe, compaeros, compaeros y compaeras, io mi
chiamo Galeano, Subcomandante Insurgente Galeano,
mi hanno detto che quando sarei tornato a nascere lo
avrei fatto in collettivo.
Dopo la lettura ha preso la parola il Subcomandante
Insurgente Moiss: Quello che vi abbiamo spiegato si
vedr nei luoghi da cui venite, ojal (magari) lo abbiate
compreso . Ha concluso .

Il messaggio: dopo
ventanni di ribellione
abbiamo scoperto
una generazione che sa
chi siamo. Non serve
pi alcun mediatore

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LATINOAMERICA CULTURA E CULTURE

3.

4.

ECCO 10 MODI PER CAPIRE


TUTTE LE BUGIE CHE CI RACCONTANO

5.

6.

7.

di Noam Chomsky
Sociologo, professore emerito di Linguistica
al Massachusetts Institute of Technology di Boston

N
1.

2.

146

CHOMSKY, PADRE DELLA CREATIVIT DEL LINGUAGGIO, DEFINITO DAL New York Times
il pi grande intellettuale vivente, spiega attraverso dieci regole come sia
possibile mistificare la realt.
La necessaria premessa che i pi grandi mezzi di comunicazione sono
nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare
solo determinati messaggi.
La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere,
al fine di mantenere lattenzione del pubblico concentrata su argomenti
poco importanti, cos da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti
in realt insignificanti. Per esempio, lesasperata concentrazione su alcuni
fatti di cronaca.
Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un
problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo
che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un
esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto allesistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con lobiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.

8.

9.

OAM

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2014/2015

10.

La strategia della gradualit. Per far accettare una misura inaccettabile,


basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo,
privatizzazioni, precariet, flessibilit, disoccupazione in massa, salari che
non garantivano pi redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.
La strategia del differimento. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare quella di presentarla come dolorosa e necessaria, ottenendo laccettazione pubblica, al momento, per unapplicazione futura.
Parlare continuamente dello spread per far accettare le necessarie misure
di austerit come se non esistesse una politica economica diversa.
Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino. Pi si cerca di
ingannare lo spettatore, pi si tende ad usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, in base alla
suggestionabilit, lei tender ad una risposta probabilmente sprovvista di
senso critico, come un bambino di 12 anni appunto.
Puntare sullaspetto emotivo molto pi che sulla riflessione. Lemozione,
infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dellindividuo, rendendolo
pi facilmente influenzabile.
Mantenere il pubblico nellignoranza e nella mediocrit. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale.
E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet.
Imporre modelli di comportamento. Controllare individui omologati
molto pi facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicit sono funzionali a questo progetto.
Lautocolpevolizzazione. Si tende, in pratica, a far credere allindividuo
che egli stesso sia lunica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Cos invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che
lha ridotto ai margini, lindividuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si
autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, sfigati, choosy, bamboccioni. In pratica, colpa
loro se non trovano lavoro, non del sistema.
I media puntano a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza
che lutente-lettore-spettatore ne sappia
nulla) pi di quanto essi stessi si conoscano,
e questo significa che, nella maggior parte
dei casi, il sistema esercita un gran potere sul
pubblico, maggiore di quello che lo stesso
cittadino esercita su s stesso.
Si tratta di un decalogo molto utile. Io suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in
periodi difficili come questi.

Il pubblico va tenuto
nellignoranza. Pochi,
per esempio, conoscono
cosa siano il gruppo Bilderberg
e la Commissione Trilaterale.
Armi per il controllo del mondo

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LATINOAMERICA CULTURA E CULTURE

SE FIDEL MANCA ALL APPELLO


IL 23 GENNAIO FIDEL CASTRO HA RICEVUTO IL RAPPRESENTANTE DELLA FEU (FEDERACION ESTUDIANTIL UNIVERSITARIA), LA PI IMPORTANTE ORGANIZZAZIONE GIOVANILE DELLA REVOLUCIN, CHE FESTEGGIAVA LA PRIMA
VOLTA NELLA QUALE CASTRO, 70 ANNI FA, ERA ENTRATO COME STUDENTE ALLUNIVERSIT.
ERANO UNA SETTANTINA DI GIORNI CHE, LANZIANO COMANDANTE, NON COMPARIVA IN PUBBLICO E QUESTO
AVEVA DATO ADITO A MOLTE ILLAZIONI.
FIDEL, MALGRADO I SUOI ORMAI PROSSIMI 88 ANNI E IL RITIRO DALLA VITA POLITICA DA OLTRE 7 ANNI PER
MOTIVI DI SALUTE, CONTINUA A SEGNARE IL TEMPO NON SOLO A CUBA, MA IN TUTTA LAMERICA LATINA,
IN MOLTE OCCASIONI E MOMENTI DELICATI DELLA VITA DI QUEL CONTINENTE.
LO FA CON DISCREZIONE VERSO IL FRATELLO CHE HA EREDITATO DA LUI LA SCELTA DELLA POLITICA E ANCHE PER
NON MANCARE DI RISPETTO AI GIOVANI LEADER DELLE NAZIONI CHE STANNO CAMBIANDO IL CONTINENTE UNA

UNO STUDENTE DI 70 ANNI FA, FIDEL TORNA SUL BANCO

ANCHE CON GLI USA

VOLTA MARTORIATO E ORA AUTORIZZATO A SPERARE IN UN DESTINO SOCIALE DEGNO E QUESTO PROPRIO MENTRE
LOCCIDENTE PERDE VIA VIA LE TUTELE SOCIALI GUADAGNATE NEGLI ULTIMI CENTO ANNI.

FORSE PROPRIO PER QUESTO SUO RUOLO NON DICHIARATO DI ATTENTO SUGGERITORE DI UN SUD DEL MONDO
MAXIMO E LO STRATEGA DELLA RESISTENZA ALLE POLITICHE
DEGLI STATI UNITI CONTINUA A RAPPRESENTARE UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER I GOVERNANTI DI ALMENO
DIECI NAZIONI LATINOAMERICANE, MA ANCHE UN INCUBO PER CHI ERA CONVINTO CHE CUBA
E LA SUA RIVOLUZIONE FOSSERO ARRIVATI AL CAPOLINEA.
GLI STESSI STATI UNITI, IL PAESE PI POTENTE DEL MONDO, CHE GESTISCE I TEMPI DELLE GUERRE E DELLE PACI
SOLO IN BASE A IMPRESCINDIBILI INTERESSI ECONOMICI, HANNO DOVUTO CEDERE ALLA LOGICA E QUINDI AL
DIALOGO CON CUBA, DOPO IL FALLIMENTO DI UNA POLITICA AGGRESSIVA VERSO LA REVOLUCIN, DURATA MEZZO
SECOLO E NEGATIVA NEI RISULTATI ANCHE PER QUANTO RIGUARDA LASPETTO ECONOMICO.
BARACK OBAMA IN QUESTO STATO DI UN REALISMO ASSOLUTO, DALTRONDE NON AVEVA ALTRE SCELTE SE UN
CONTINENTE INTERO, COMPRESE LE NAZIONI COME COLOMBIA E MESSICO, SODALI DEGLI STATI UNITI, SI ERANO
ESPRESSE PER IL RITORNO DI CUBA NELLORGANIZZAZIONE DEGLI STATI AMERICANI.
SAR PER QUESTO O PER LINEVITABILE USURA DEL TEMPO, MA UN FATTO CHE, UN PAIO DI VOLTE LANNO, C
QUALCUNO PRONTO A SEGNALARE CHE FIDEL STIA MORENDO, CHE SE NE STA ANDANDO DA QUESTO MONDO E,
PER ALCUNE ORE, TUTTO LUNIVERSO MEDIATICO VA IN FIBRILLAZIONE PER UNA NOTIZIA CHE, OLTRE AD ESSERE
INVENTATA (SOLITAMENTE A MIAMI) RAPPRESENTA EVIDENTEMENTE UNA LIBERAZIONE PSICOLOGICA PER IL
MONDO CAPITALISTA, MA NON UNA SOLUZIONE.
QUASI COMICO QUELLO CHE SUCCEDE IN QUESTE OCCASIONI A PERSONE COME ME, CHE HANNO UNESPERIENZA
CONSOLIDATA CON IL CONTINENTE LATINOAMERICANO E CON CUBA, E CHE NON SI SA PERCH DEVONO ESSERE
TEMPESTATE DI TELEFONATE COME SE INVECE DI ESSERE A ROMA, IO ABITASSI AI CARAIBI.
COME SE UN CERTO MONDO ANCHE IN QUESTE PICCOLE BAZZECOLE DELLINFORMAZIONE NON SAPPIA FARE
ALTRO CHE RACCONTARSI LE SOLITE BUGIE, LE SPERANZE DELUSE, LE SCONFITTE SUBITE.
SE FOSSE STATO VERO TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO LETTO DAGLI ANNI 60 A OGGI SULLISOLA DELLA
REVOLUCIN, QUEL PAESE SAREBBE DOVUTO ESPLODERE, NON DOVREBBE ESISTERE PI.
E INVECE LUNICA COSA CHE TRASPARE DA QUELLE TELEFONATE IL MALUMORE VERSO LA PATRIA DEI CASTRO,
NON LA REALT CHE HA RESISTITO AL TEMPO E ALLE FASULLE CAMPAGNE MEDIATICHE.
CERTO CUBA DI ERRORI NE HA FATTI TANTI, COME GLI ALTRI PAESI, MA HA SAPUTO MANTENERE LA SUA DIGNIT
E QUESTO INCONTESTABILE.
FIDEL, VECCHIO STRATEGA DELLA POLITICA, SPIEGANDO AL SUO GIOVANE VISITATORE ALCUNI PARTICOLARI, NON
HA PERSO LOCCASIONE PER RICORDARE, PER ESEMPIO, CHE GRAZIE A CUBA, LANGOLA STATA LIBERATA, LA
NAMIBIA HA POTUTO NUOVAMENTE ESISTERE COME NAZIONE E IL SUDAFRICA HA ACCELERATO IL SUO DISTACCO
DALLAPARTHEID.
C QUALCHE PAESE AL MONDO CHE, PUR FRA TANTI SBAGLI, POSSA VANTARSI DI QUESTI MERITI E DI QUESTO
ALTRUISMO?
[G.M.]
IN VIA DI RISCATTO, CHE QUELLO CHE ERA IL LEADER

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2014/2015

di Fidel Castro Ruz

ARI COMPAGNI:

Dal 2006, per questioni di salute incompatibili con il tempo e lo sforzo necessari per adempiere a un dovere - che ho imposto a me stesso quando
sono entrato in questa universit settantanni fa, il 4 settembre 1945 -, ho
rinunciato ai miei incarichi.
Non ero figlio di operai, n mi mancavano le risorse materiali e sociali per
condurre unesistenza relativamente comoda; posso dire che sono sfuggito
miracolosamente alla ricchezza. Molti anni dopo, il nordamericano pi ricco
e indubbiamente molto in gamba, con circa 100 mila milioni di dollari, ha
dichiarato - secondo quanto pubblicato da unagenzia stampa lo scorso 22
gennaio - che il sistema di produzione e distribuzione privilegiata delle ricchezze trasformerebbe, di generazione in generazione, i poveri in ricchi.
Dai tempi dellantica Grecia, per circa tremila anni, i greci, per non andare
tanto lontano, hanno brillato in quasi tutte le attivit: fisica, matematica,
filosofia, architettura, arte, scienza, politica, astronomia e altri settori della
conoscenza umana. Ma la Grecia era un territorio di schiavi che svolgevano
i lavori pi duri nei campi e nelle citt, mentre unoligarchia era dedita alla
scrittura e alla filosofia. La prima utopia stata scritta proprio da loro.
Osservate bene le realt di questo pianeta Terra conosciuto, globalizzato e
molto mal ripartito, dove si conosce ogni risorsa vitale depositata in virt
di fattori storici: alcuni ne hanno a disposizione molte di meno rispetto a
quelli di cui hanno bisogno; altri ne hanno talmente tante che non sanno
che cosa farne. Ora, mentre incombono grandi minacce e pericoli di guerre,
regna il caos nella distribuzione delle risorse economiche e nella ripartizione della produzione sociale. Tra gli anni 1800 e 2015, la popolazione del
mondo aumentata da mille a settemila milioni di abitanti. E in questo

LATINOAMERICA

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CULTURA E CULTURE
LA PACE UN DOVERE, ANCHE CON GLI USA

modo che sar possibile risolvere lincremento demografico nei prossimi 100 anni e le esigenze di alimentazione,
salute, acqua e casa che avr la popolazione mondiale,
qualunque siano i progressi della scienza?
Bene, ma lasciando da parte questi complessi problemi,
bello pensare che luniversit dellAvana, quando io
sono entrato in questa amata e prestigiosa istituzione
quasi tre quarti di secolo fa, era lunica che esisteva a
Cuba.
Sicuramente, compagni studenti e professori, dobbiamo ricordare che oggi
disponiamo non di uno ma di oltre cinquanta centri di educazione superiore
distribuiti in tutto il paese. Quando mi avete invitato a partecipare alla giornata dedicata al 70 anniversario del mio ingresso alluniversit, e questa
una notizia che ho appreso con sorpresa e in giorni molto occupati da diversi temi sui quali forse posso essere ancora relativamente utile, ho deciso
di prendermi un po di riposo per dedicare alcune ore al ricordo di quegli
anni.
Mi spaventa pensare che sono passati 70 anni. In realt, compagni e compagne, se mi iscrivessi di nuovo a questa et, come mi ha chiesto qualcuno,
risponderei senza esitazioni che intraprenderei un percorso scientifico.
Laureandomi, direi come Oswaldo Guayasamn (pittore ecuadoriano, ndr):
lasciatemi una lucetta accesa.
In quegli anni, gi influenzato da Marx, sono riuscito a comprendere di pi
e meglio lo strano e complesso mondo in cui a tutti noi toccato vivere.
Sono riuscito a prescindere dalle illusioni borghesi, i cui tentacoli hanno
avviluppato molti studenti quando avevano ancora poca esperienza e molto
impeto. Largomento sarebbe lungo e interminabile.
Un altro genio dellazione rivoluzionaria, fondatore del Partito comunista,
stato Lenin. Per questo non ho avuto nemmeno un secondo di esitazione
quando nel processo del Moncada, a cui mi hanno permesso di assistere,
anche se una sola volta, ho dichiarato davanti ai giudici e a decine di alti
ufficiali batistiani che noi eravamo lettori di Lenin.
Di Mao Tse-tung non abbiamo parlato perch non aveva ancora concluso la
rivoluzione socialista in Cina, ispirata a propositi identici.
Avverto tuttavia che le idee rivoluzionarie devono stare sempre in guardia
mano a mano che lumanit amplia le sue conoscenze.
La natura ci insegna che anche se sono trascorse decine di migliaia di milioni di anni, la vita, in qualunque sua manifestazione, sempre soggetta
alle pi incredibili combinazioni di materia e radiazioni.
Il saluto personale dei presidenti di Cuba e degli Stati Uniti stato dato al
funerale di Nelson Mandela, insigne ed esemplare combattente contro
lapartheid, che aveva un rapporto di amicizia con Obama. Basta segnalare
che gi in quella data erano trascorsi vari anni da quando le truppe cubane
avevano inferto una sconfitta schiacciante allesercito razzista del Sudafrica,
comandato da una borghesia ricca e dalle risorse economiche ingenti. la
storia di un conflitto che deve ancora essere scritto. Il Sudafrica, il governo

Fidel agli studenti


della sua universit,
che allora era lunica
del paese: da Marx
e Lenin a Mandela,
il valore della lotta

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LATINOAMERICA

2014/2015

FIDEL CASTRO RUZ

con pi risorse finanziarie di quel continente, possedeva armi nucleari fornite dallo stato razzista di Israele, in virt di un accordo tra il governo israeliano e lamministrazione Reagan, che lha autorizzato a consegnare i
dispositivi per luso di quelle armi con cui colpire le forze cubane e angolane
che difendevano la Repubblica popolare dellAngola contro loccupazione
da parte dei razzisti. In quel modo si escludeva qualunque negoziato di pace,
mentre lAngola era attaccata dalle forze dellapartheid con lesercito pi addestrato ed equipaggiato del continente africano.
In una situazione del genere non cera nessuna possibilit di soluzione pacifica. Gli sforzi ininterrotti volti a liquidare la Repubblica popolare dellAngola per dissanguarla sistematicamente con il potere di quellesercito ben
addestrato ed equipaggiato, sono allorigine della decisione cubana di sferrare un colpo decisivo contro i razzisti a Cuito Cuanavale, ex base NATO, che
il Sudafrica cercava di occupare a tutti i costi.
Quel paese arrogante stato obbligato a negoziare un accordo di pace che
ha messo fine alloccupazione militare dellAngola e ha messo fine allapartheid in Africa.
Il continente africano stato liberato dalle armi nucleari. Cuba ha dovuto
affrontare, per la seconda volta, il rischio di un attacco nucleare.
Le truppe internazionaliste cubane si sono ritirate con onore dallAfrica.
sopraggiunto poi il periodo speciale in tempo di pace, che dura da pi di 20
anni, senza che alzassimo bandiera bianca, cosa che non abbiamo fatto e
che non faremo mai. Molti amici di Cuba conoscono la condotta esemplare
del nostro popolo, e a loro spiego in poche parole la mia posizione di base.
Non mi fido della politica degli Stati Uniti e non ho scambiato una sola parola con loro, ma questo non comporta affatto il rifiuto di una soluzione
pacifica dei conflitti o dei pericoli di guerra.
Difendere la pace un dovere di tutti. Qualunque soluzione pacifica e negoziata ai problemi tra gli Stati Uniti e i popoli o qualsiasi popolo dellAmerica Latina, che non implichi la forza o luso della forza, dovr essere trattata
in conformit ai principi e alle norme internazionali. Difenderemo sempre
la cooperazione e lamicizia con tutti i popoli del mondo e tra loro, quelli
dei nostri avversari politici. quello che stiamo chiedendo per tutti.
Il presidente di Cuba ha fatto i passi opportuni in accordo con le sue prerogative e le facolt che gli concedono lAssemblea nazionale e il Partito comunista di Cuba.
I gravi pericoli che oggi minacciano lumanit dovrebbero lasciare spazio a norme che siano conciliabili con la dignit umana. Da questi diritti nessun
paese escluso.
Con questo spirito ho lottato e continuer a lottare
fino allultimo respiro.

Linvito al negoziato
con il nemico storico:
Non mi fido degli
Stati Uniti, ma non rifiuto
una soluzione pacifica
dei conflitti

LATINOAMERICA

2014/2015 151

LATINOAMERICA CULTURA E CULTURE

COME SAREI
SE NON CI FOSSE STATA
LA RIVOLUZIONE CUBANA
di Alessandra Riccio

EL 1978, GABRIEL GARCA MRQUEZ RISPONDEVA A UNA DOMANDA BIZZARRA: Come


saresti oggi se non ci fosse stata la Rivoluzione cubana? e rispondeva
scrivendo a mano la paginetta che ho tradotto, con una calligrafia ordinata
e sicura, senza cancellature e senza ripensamenti. La rivista cubana Casa de
las Amricas lha riprodotta in fac-simile nel n. 275 di aprile-giugno 2014, a
pochi mesi dalla morte del grande Gabo. (A.R.)

Poco tempo fa, in Messico, un amico mi ha chiesto a un tratto:


Ma tu come saresti oggi se non avessero fatto la Rivoluzione cubana?
Non so - ho risposto spaventato -. Uno come fa a sapere come sarebbe se
fosse un coccodrillo?
Pi tardi, pensandoci bene, ho capito che la Rivoluzione cubana mi ha
messo in salvo dagli onori pi alti e deplorevoli. Alla mezzanotte del 31
dicembre 1958, nonostante i coriandoli, la musica e lo champagne dellAnno
Nuovo, io non ero altro che un giornalista di seconda fila a Caracas. Avevo
gi pubblicato un romanzo e una mezza dozzina di racconti e godevo di una
certa reputazione fra i miei amici, ma credevo ancora che il millenario litigio fra i poveri e i ricchi potesse essere risolto con elezioni presidenziali
ogni quattro anni. La Rivoluzione cubana, semplicemente, mi ha insegnato

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che non vero e questa lezione mi ha privato di tanti e tanti funesti onori.
Se non fosse stato per questo, oggi non sarei solamente lo scrittore che sono,
di quasi 50 anni che adesso mi sembrano 200 e con i miei libri tradotti in
25 lingue, ma sarei stato anche ambasciatore in qualche paese di molte
glorie, e sarei membro dellAccademia della Lingua e Cavaliere di un qualche ordine fuori dal comune, e con un po meno di timidezza e un poco pi
di spavalderia sarei in pericolo di diventare Presidente della Rrepubblica.
Ma quanti si sono incaricati di distribuire queste onorificenze, si sono ben
guardati dal farlo con me, perch la mia solidariet sfacciata e testarda verso
la Rivoluzione cubana mi ha trasformato, secondo loro, in una specie di deliquente sociale, pericoloso ma inevitabile (o ineludibile?)
Naturalmente potrei dire altre cose molto pi importanti della rivoluzione
cubana, ma non le dico a voce da quelle parti e neanche per iscritto, perch
solo gli sciocchi osano spiegare lamore. Io non lo spiego: lo uso (o lo abuso?)
Gabriel
1978

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LATINOAMERICA CULTURA E CULTURE

CRONACHE DAL VECCHIO MONDO:


SULLE TRACCE DI GABO A ROMA

di Mary Villalobos
Giornalista indipendente residente in Italia.

DAL NEOREALISMO ITALIANO


AL REALISMO MAGICO
Tutto cominciato domenica scorsa, molto presto, quando il signor Molotov sceso dallaereo e
ha cominciato ad agitare allegramente il cappello passando davanti alla tribuna dei giornalisti.
Questa la prima cronaca che Gabriel Garca Mrquez, giovane appassionato di cinema
tanto da venire a Roma per frequentare il Centro Sperimentale, scrisse nel 1955.
Quello che gli amici chiamavano Gabo era stato folgorato dallinventiva e dalla creativit di Cesare Zavattini, uno dei padri del Neorealismo, che aveva scritto con De Sica
Miracolo a Milano affascinando unintera generazione di intellettuali, anche latinoamericani, che stavano scoprendo la nuova arte e in particolare il cinema italiano.
Se non mi fossi imbattuto nelle opere di Zavattini e De Sica forse non avrei mai prodotto la mia letteratura, il mio modo di concepirla e di usarla mi rivel una volta il
futuro Nobel della letteratura 1982. Sono coincidenze e storie che hanno avvicinato
Garca Mrquez al nostro paese, anche come giovane cronista dassalto che si era appassionato alla storia della giovane Wilma Montesi, trovata morta sull litorale di Torvaianica e la cui triste fine caus, in Italia, un serio terremoto politico. Ma fu lamicizia
con tanti giovani colleghi che frequentavano Cinecitt e che sarebbero diventati maestri del nostro universo cinematografico a marcare quella stagione a Roma. Il cemento
fu il rapporto con autori come Gillo Pontecorvo o Francesco Rosi, che oltretutto trasform in un film una delle sue opere, Cronaca di una morte annunciata.
Mary Villalobos si appassionata alle tracce lasciate da quel futuro mito della cultura
mondiale che sbarcava il lunario facendo il cronista di nera.
[G.M.]

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TUTTO COMINCIATO DOMENICA SCORSA, molto presto, quando il signor Molotov


sceso dallaereo e ha cominciato ad agitare allegramente il cappello passando davanti alla tribuna dei giornalisti. stato il primo lampo in quella
tempesta di sorrisi che si era scatenata a Ginevra. Poche ore dopo arrivato
il signor Eden sorridendo allinglese: molto discretamente, sotto i piccoli
baffi color piombo. Scendendo dallaereo, anche il signor Eisenhower sorrideva. Il suo sorriso, come tutti sanno, sembra pi quello di un giocatore di
baseball che saluta la folla dopo un quadrangolare di fondo, che non quello
di un Presidente.
Comincia cos la prima cronaca inviata da Garca Mrquez dal Vecchio
mondo, pubblicata il 20 luglio 1955 su El Espectador con il titolo Los cuatro
alegres compadres (I quattro allegri compagni). Il giovane cronista era stato
inviato a Ginevra per seguire la conferenza dei quattro grandi, evento cruciale nella politica mondiale. I presidenti di Unione Sovietica, Regno Unito,
Stati Uniti e Francia, paesi protagonisti della guerra fredda, si erano riuniti
nella capitale svizzera. Dalla coesistenza pacifica tra di loro sarebbe dipesa
la pace nel mondo negli anni a venire. Lerba di Ginevra uguale a quella
che si vede dalla finestra di Aracataca. La gente si veste esattamente come
a Barranquilla, scrisse poi nei due cablo e nei sei articoli sulla riunione che aveva seguito in piena estate - a cui parteciparono pi di 500 giornalisti
provenienti da tutto il mondo.
Per seguire il suo primo evento internazionale ebbe parecchie limitazioni.
Non conosceva la lingua, spediva gli articoli per via aerea, il che significava
che sarebbero stati pubblicati quando ormai la notizia faceva parte della
storia nazionale. Come lui, nessuno dei corrispondenti ebbe accesso agli
argomenti esplosivi, le manovre di corridoio delle superpotenze dellepoca. Svilupp pertanto laltro aspetto della notizia, i dettagli marginali
e umani, tecnica in cui aveva gi dimostrato il suo talento durante i 18 mesi
in cui aveva lavorato per El Espectador.

TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA


Secondo il piano concordato con El Espectador, Garca Mrquez si trasfer
dalla Svizzera in Italia per seguire da vicino lo stato di salute di Papa Pio
XII. Anni dopo avrebbe dichiarato che Sua Santit aveva avuto una crisi di
singhiozzo e che il giornale gli aveva mandato un cablo che gli dava istruzioni di recarsi a Roma per monitorare la salute del pontefice. Il papa mor
tre anni dopo. Ma secondo lo scrittore Jos Luis Daz Granados, il motivo
del suo viaggio in Europa era un altro: El Espectador lo mand in Italia perch
in seguito alla pubblicazione del suo articolo Racconto di un naufrago,

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CULTURA E CULTURE
DAL NEOREALISMO ITALIANO AL REALISMO MAGICO

dove oltre a descrivere dettagliatamente lodissea in mare denunciava che la tragedia in cui
erano morti otto giovani della Marina colombiana era stata provocata non solo dalla furia
del mare ma dal peso degli elettrodomestici di
contrabbando che i marinai dellesercito nazionale avevano imbarcato. La denuncia del quotidiano, secondo Granados, suscit lira del
dittatore Rojas Pinilla (che mesi dopo avrebbe
fatto chiudere El Espectador) e per proteggere il giovane cronista, il direttore
del giornale Guillermo Cano lavrebbe mandato in Europa.

Il giovane reporter, terminato


Racconto di un naufrago
va in Europa. A Roma trova
I gatti del Colosseo,
la nascita della Dc e vive
la leggenda di Cinecitt

SCENARIO NEOREALISTA
Il 30 luglio 1955 sbarc a Roma, una delle sue mete pi ambite: cera Cinecitt, la fabbrica dei sogni degli anni 50, e l avrebbe avuto la possibilit
di conoscere i suoi idoli Vittorio de Sica e Cesare Zavattini. Alloggi in un
hotel in via Nazionale, che poi avrebbe ricordato cos: Le sue finestre erano
cos vicine alle rovine del Colosseo che non solo si potevano vedere le migliaia di gatti addormentati dal caldo sulle gradinate, ma si poteva anche
percepire l'intenso odore della loro urina fermentata. LItalia era un paese
in transizione, stava passando da una societ prevalentemente rurale a una
urbana, in cui erano ancora palpabili le devastazioni della guerra.
Il futuro Nobel arriv quando stavano per compiersi i 10 anni dalla fine della
seconda guerra mondiale. Trov una nazione che stava esorcizzando gli
strascichi del fascismo anteguerra, per far posto allegemonia della Democrazia Cristiana (partito politico di centro-destra, nato come risposta cattolica al socialismo). Davanti a lui scorreva l'Italia in bianco e nero, povera e
provinciale, che aveva conosciuto attraverso il cinema neorealista: Come
in un film di Zavattini, i poveri uscivano sconfitti ma in modo allegro e particolare. Il modo italiano di perdere che hanno i poveri si chiama realismo
del cinema, scrisse nell'agosto 1955. Ora era lui stesso a camminare in quel
set realista che era lItalia degli anni 50: una scenografia di eroi quotidiani
in carne e ossa che lottavano per seppellire le tracce della guerra, accompagnati da santi, miracoli e riti.

IL PAPA SENZA SINGHIOZZO


Il primo rito che document da cronista fu ludienza di papa Pio XII a Castel
Gandolfo, 28 chilometri a sud di Roma, dove si trova la residenza estiva dei
papi. Dal 1600 il rifugio dei pontefici. Destate stanno l due mesi per sfuggire al caldo di Roma. Da Castel Gandolfo proseguono tutte le attivit del
Vaticano, comprese le udienze pubbliche e private. And a Castel Gandolfo
per realizzare la serie Sua Santit va in vacanza. Al papa dedicher cinque
servizi in cinque mesi, dimostrando gi di essere affascinato dalle creature
del potere supremo.
Invi un ritratto umano di Pio XII, trovato senza crisi di singhiozzo e in per-

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MARY VILLALOBOS

fette condizioni di salute: Un anno fa aveva difficolt a muovere il braccio


destro, quello delle benedizioni. Lo descrisse come un uomo di bassa statura, magro, dalla pelle olivastra: Durante tutta l'udienza, non so per quale
associazione di idee, ho avuto la netta impressione che emanasse un profumo di lavanda. Presenzi due volte alludienza per provare limmutabilit
millenaria della cerimonia. Paragon la gente e le vendite di Castel Gandolfo
con lEspinal di Tolima, nel giorno di san Pietro.
Non nascose il desiderio di intervistare suor Pascalina, una creatura vaga
e misteriosa, la suora tedesca che amministrava la vita privata del pontefice, per scoprire i segreti delluomo seduto sul trono di Pietro. Avrebbe
volto chiederle, tra le altre cose, qual era il numero di scarpe del Papa,
quante paia ne aveva e altri dettagli intimi che il Vaticano occultava in maniera ferrea. Non riusc a sapere il numero di scarpe, ma svel altri dettagli:
La sua dieta: brodo, un pezzo di carne con verdura cotta, una mela cotta e
un bicchiere di vino, un pranzo sciapo perch il medico gli ha proibito il
sale. Un fatto di cronaca nera non sfugg al giovane cronista: vicino al palazzo pontificio venne ritrovato il corpo decapitato di una donna. La polizia
cercava disperatamente la testa che forse era stata gettata nel lago su cui
affaccia la residenza papale.
Forse sar lunica persona in grado di vedere - da una finestra che domina
tutto il lago - quello che tutti i romani sono ansiosi di sapere: la testa che la
polizia recuperer dalle acque di Castel Gandolfo. Questa immagine apparir poi nella raccolta di racconti I funerali della Mam grande. Segnal anche
l'interesse del pontefice per il cinema: Un divertimento che ha 15 anni in
meno del pontefice (allepoca del servizio Pio XII aveva 79 anni).
Sulludienza privata concessa a Sofia Loren scrisse: Un mese fa il Papa ha
conosciuto di persona una donna che mezza umanit ha associato al
diavolo: Sofia Loren. Sofia Loren ordin per loccasione un abito nero senza
un millimetro di scollatura e si present alludienza senza trucco, in mezzo
a una raffica impressionante di flash.
Cos concluse lintervista: Sarebbe stato il diavolo a ispirarmi un pensiero:
se per volont di Dio il Papa avesse perso l'equilibrio, il mio articolo sarebbe
stato triste e indesiderato, ma un articolo in esclusiva mondiale.

TENORE A DOMICILIO
Dall'hotel di via Nazionale si trasfer in una pensione nel quartiere Parioli.
Suo vicino di stanza era il tenore colombiano Rafael Ribero Silva, a Roma da sei anni. I due divennero complici.
Lamicizia con Ribero Silva gli avrebbe fatto conoscere
altre meraviglie della millenaria Roma, che in seguito
avrebbe riportato nel racconto La Santa: Io e il tenore non
facevamo la pennichella. Giravamo sulla sua Vespa, lui
guidava e io stavo dietro, e portavamo gelati e cioccolato
alle puttanelle che d'estate svolazzavano in pieno giorno
sotto gli allori secolari di Villa Borghese in cerca di turisti
insonni. Erano belle, povere e affettuose, come la maggior

Non nascose lidea


di intervistare
suor Pascalina,
una creatura vaga
e misteriosa, che
curava la vita privata
di Pio XII

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CULTURA E CULTURE
DAL NEOREALISMO ITALIANO AL REALISMO MAGICO

parte delle italiane di quel tempo, vestite di organza blu, di popeline rosa, di lino verde e per proteggersi dal sole usavano gli ombrellini sdruciti
dalle piogge della recente guerra.
Al tenore, che era suo coetaneo, lavorando con pazienza e disciplina e senza nessun aiuto, avrebbe
dedicato l'articolo Trionfo lirico a Ginevra: Alle
sette in punto Rafael si sveglia per fare gli esercizi
di canto. Le note si frantumano come pietre contro i vetri delle finestre e a quel punto i vicini capiscono che ora di alzarsi.
In un altro posto si sarebbe costituita un'associazione di vicini per buttare
il tenore dalla finestra. Ma Roma si differenzia dalle altre citt del mondo
proprio per questo. Pi che un telefono bianco o unautomobile, per i romani un lusso avere un tenore in carne e ossa come servizio a domicilio.
Nei primi mesi il tenore fu il suo traduttore, quando lui non conosceva ancora l'italiano e per lavoro doveva consultare diverse fonti, come avvenne
per il lungo, dettagliato articolo sull'omicidio di Wilma Montesi, a cui lavor
per una parte del mese di agosto e alcuni giorni di settembre. La Montesi
aveva 21 anni ed era figlia di un falegname romano; il suo omicidio, due
anni prima, era stato coperto per ragioni ancora oscure nel momento in cui
Mrquez scriveva sul caso, evidenziando la decadenza delle classi alte, la
corruzione della polizia e la manipolazione politica. Si pensa che questo
caso abbia ispirato il film La dolce vita di Federico Fellini nel 1959.
El Espectador riferiva: Per un mese, visitando i posti in cui si consumato il
delitto, Gabriel Garca Mrquez venuto a conoscenza dei minimi dettagli
della morte di Wilma Montesi e del processo che ne seguito. Lo intitol
Lo scandalo del secolo e fu un successo giornalistico, pubblicato in 14 puntate. In questo articolo, considerato un vero capolavoro, indag in profondit nella societ italiana.

Una scorpacciata di film


a Venezia dove vige
la democrazia dello
smoking. Affittarlo
costava mille lire, il salario
giornaliero di un operaio

VENEZIA, INDIGESTIONE DI FILM


A met settembre Gabo sbarc a Venezia per seguire la XVI edizione della
Mostra del cinema, per cui doveva vedere film giorno e notte. In dieci articoli copr nel dettaglio lintero evento: la prima grande indigestione di cinema della mia vita, come racconta. Il film che vinse il Leone d'oro fu Ordet
del regista danese Carl Theodor Dreyer, un premio assolutamente meritato,
secondo Garca Mrquez: Bastava Ordet, La parola, perch questo non fosse
un anno in bianco per la storia del cinema.
Si trov daccordo sul Leone dargento assegnato al film La cicala del regista
russo Samson Samsonov, basato su un racconto dello scrittore russo Anton
Cechov. Ma i film che lo entusiasmarono di pi furono Amici per la pelle di
Francesco Rosi (che 35 anni dopo avrebbe diretto, senza successo, Cronaca
di una morte annunciata) e Le amiche di Michelangelo Antonioni. Era un cronista in salsa cinematografica. Con occhio critico e ironico, rifer sulle due settimane del festival del cinema, da lui definito La democrazia dello smoking,
abbigliamento ancora oggi d'obbligo alle proiezioni ufficiali.

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MARY VILLALOBOS

Noleggiarne uno costava mille lire, che all'epoca era il salario quotidiano di
un operaio.
La guerra delle misure: cos sintetizz la rivalit tra Sofia Loren e Gina
Lollobrigida, attrici di moda in Italia che secondo lui si disputavano, metro
alla mano, popolarit e protagonismo cinematografico. Ma non si limit
alle proiezioni e al circolo mediatico che gira intorno al festival. Usc dalle
sale cinematografiche per raccontare laltro cinema, quello di strada: Per
capire il neorealismo italiano, per rendersi conto che Cesare Zavattini uno
dei grandi di questo secolo, necessario vedere un pranzo da poveri a Venezia.
I poveri portano due libbre di maccheroni al Lido e si mangiano due libbre
di maccheroni. Ma non sono gli stessi che hanno portato: sono due libbre
fatte con le due libbre di maccheroni di ognuno dei vicini. Quando apre il
suo pacco, la mamma di qui d un po' di maccheroni alla mamma di l. E
luna d all'altra un altro po' dei suoi maccheroni. E cos, mentre si aprono
i pacchi, c' uno scambio generale di pezzi di pane e maccheroni. Alla fine,
tutti hanno mangiato bene. Ma nessuno ha mangiato i propri maccheroni,
bens quelli del vicino. una caratteristica degli italiani: sui treni, ma solo
nei vagoni di terza classe, ti devi ingozzare con quel po di cibo che ti offrono i vicini.
Sempre commentando la vita degli italiani di domenica a Venezia: Vengono tutti vestiti da poveri: con gli abiti rattoppati e le scarpe rotte, parlando quel dialetto veneziano, ingarbugliato ed eccessivo, che magari hanno
inventato loro stessi per potersi burlare dei ricchi senza che questi se ne accorgano. Ogni cabina sulla spiaggia, urbanizzata dai ricchi, costa mille lire.
Questa la paga di un povero per un giorno di lavoro. E dato che i poveri
non sono stupidi come i ricchi, si infilano di traverso e cominciano a spogliarsi. La novit del festival del cinema era la partecipazione, per la prima
volta dal dopoguerra, dei paesi socialisti dellEst. A Venezia attiv i contatti
che gli sarebbero serviti dopo il festival per visitare Vienna, attraversare la
cortina di ferro e arrivare in Cecoslovacchia e in Polonia.

CINECITT, LA FABBRICA DEI SOGNI


Alla fine di ottobre si iscrisse al corso di regia al Centro sperimentale di cinematografia, quando Cinecitt era allapice della fama. Era la mecca del
cinema europeo, visitata da Charles Chaplin e Alfred Hitchcock, registi
dellavanguardia del XX secolo. A Roma trov un angelo custode: Fernando
Birri, cineasta argentino. Birri, che aveva dovuto
fuggire dal peronismo per le sue convinzioni di
sinistra, era a Cinecitt da cinque anni, dove
aveva fatto un corso di regia di due anni, dopo
un difficile esame su Citizen Kane (in Italia Quarto
potere, ndr), e dove aveva gi ottenuto la sua piccola fetta di gloria come assistente di Vittorio de
Sica e di Cesare Zavattini.
Nella lettera di raccomandazione che lo scrit-

Gabo e Birri sognavano


di poter lavorare insieme
nel cinema. 30 anni dopo
il sogno si sarebbe avverato
a Cuba, alla Scuola di cinema
di San Antonio de los Baos

LATINOAMERICA

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CULTURA E CULTURE
DAL NEOREALISMO ITALIANO AL REALISMO MAGICO

tore e poeta Alberto Zalamea diede a Garca Mrquez perch la consegnasse a Birri, pregava caldamente questultimo di aiutare lamico giornalista a entrare nel mondo
del cinema. Fin dallinizio, trov in Birri un altro dei suoi
amici e complici di tutta una vita. Al Caff di Spagna bevevano e discutevano per ore sul futuro del cinema latinoamericano. Sognavano di poter lavorare insieme nel
cinema, cosa che sarebbe effettivamente avvenuta trentanni dopo alla Scuola di cinema di San Antonio de los
Baos, a Cuba, fondata da Gabo, e della quale Birri sarebbe stato il direttore.
Birri diresse il film Un signore molto vecchio con certe ali enormi, basato su un
racconto di Garca Mrquez. Lobiettivo di Gabo era chiaro: studiare sceneggiatura. Questa materia per non esisteva come corso al Centro, ma era una
delle materie del corso di regia, quindi si iscrisse a questo. Con la sua allergia
cronica allaccademismo, presto cominci ad annoiarsi e a non frequentare
le lezioni, proprio come aveva fatto a Bogot e a Cartagena durante i pochi
anni da studente di legge. Le lezioni nel primo semestre erano troppo teoriche: Estetica del cinema, Teoria del linguaggio cinematografico o Storia
socio-economica del cinema: dopo due mesi si era gi stufato.
Dur ancora un mese perch negli scantinati della scuola poteva vedere i
classici del cinema e perch affianc la professoressa Rosado per imparare
le leggi del montaggio, la grammatica del cinema. In futuro, molti si sarebbero sorpresi di scoprire che aveva solide conoscenze degli aspetti tecnici
della produzione cinematografica, acquisite alla scuola di cinema.

Lincontro con il suo


idolo Cesare Zavattini:
Era una macchina,
i pensieri gli uscivano
a fiotti, quasi contro
la sua stessa volont

IL MAESTRO
La lezione pi emozionante fu lincontro con il suo idolo Cesare Zavattini,
grazie a Birri. Discutevano con lui di alcuni argomenti, ma lo spiavano anche
mentre lavorava: Era una macchina, i pensieri gli uscivano a fiotti, quasi
contro la sua volont. E talmente in fretta che gli serviva sempre l'aiuto di
qualcuno per formularli ad alta voce e coglierli al volo. Conservava le idee
in biglietti ordinati per argomenti, attaccati sul muro con puntine da disegno, e ne aveva cos tanti che occupavano una camera da letto di casa sua.
Zavattini era nato nel XX secolo, nel 1902. Era avvocato, giornalista, scrittore, autore di fumetti, ma la sua vera vocazione era il cinema. Nelle sue
prime opere, prodotte sotto il fascismo (1931-1943), faceva veri e propri salti
mortali tra realt e fantasia per sfuggire alla censura del dittatore Benito
Mussolini. Quando Garca Mrquez lo conobbe aveva 53 anni ed era gi riconosciuto come il padre del neorealismo: Sciusci (1946), Ladri di biciclette
(1948), Miracolo a Milano (1951) sono alcune delle sue sceneggiature pi popolari, ma ne scrisse pi di 60. Quando mor, allet di 87 anni, lavorava ancora. Il maestro Zavattini non arriv a immaginare limpatto che la sua
creatura artistica, il neorealismo, avrebbe prodotto sullallievo venuto da
un altro mondo. Vedere la vita in una sala cinematografica fu la poetica che
influenz maggiormente la sua maturazione estetica. Lo scrittore riconosceva il neorealismo non solo come forma di sensibilit ed espressione nar-

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MARY VILLALOBOS

rativa, ma riteneva che avesse unaltra qualit importante, quella cio di


produrre ottimi film a basso costo. Nellarticolo intitolato Dato che non
aveva argento, De Sica si dedicato a scoprire attori, racconta come Zavattini e De Sica andassero in giro nelle citt italiane a fare provini e foto, cercando uomini comuni e ordinari per trasformarli in attori.
Racconta anche di quando, per la parte del protagonista di Ladri di biciclette
chiamarono Henry Fonda, il quale chiese loro il triplo del budget di cui disponevano per fare il film. De Sica lo sostitu con un muratore che aveva
trovato mentre applicava mattoni in un quartiere di Roma: Ladri di biciclette
vinse lOscar. Garca Mrquez non si interess agli scrittori impegnati del
tempo, come Alberto Moravia, Elsa Morante, Pasolini, che proprio nel 1955
pubblicava Ragazzi di Vita. Moravia era stato messo allindice dal SantUffizio
del Vaticano, e segnalato come uno degli autori che un buon cristiano non
doveva leggere.
Questo dimostra che in quei cinque intensi mesi trascorsi a Roma il suo
obiettivo era il cinema e non la letteratura. Nel discorso pronunciato all'Avana per l'inaugurazione della Scuola di San Antonio de los Baos intitolata a Cesare Zavattini, il 4 dicembre 1986, riassume cos la sua esperienza
romana: Tra il 1952 e il 1955, quattro di noi che oggi siamo sulla stessa
barca studiavamo al Centro sperimentale di cinematografia di Roma: Julio
Garca Espinosa, vice ministro della cultura per il cinema; Fernando Birri,
grande pap del nuovo cinema latinoamericano; Toms Gutirrez Alea, uno
dei suoi orafi pi notevoli, e io, che allora non chiedevo niente altro dalla
vita che essere il regista cinematografico che non sono mai stato. Gi da allora parlavamo tanto, quasi quanto oggi, del cinema che bisognava fare in
America Latina e di come bisognava farlo, e i nostri pensieri erano ispirati
al neorealismo italiano, che - come dovrebbe essere il nostro - il cinema
con meno risorse e il pi umano che sia mai stato fatto. In quel giorni romani ho vissuto la mia unica avventura in una squadra di regia. Fui scelto
nella scuola come terzo assistente del regista Alessandro Blasetti nel film
Peccato che sia una canaglia, e questo mi rese molto felice, non tanto per il
mio progresso personale quanto per l'occasione di conoscere la protagonista
del film, Sofia Loren.
Ma non riuscii mai a vederla, perch il mio lavoro consisteva, per pi di
un mese, nel reggere una corda all'angolo perch non passassero i curiosi.
con questo titolo di buon servizio, e non con quelli numerosi e altisonanti
ottenuti per il mio lavoro di romanziere, che ho avuto
il coraggio di essere il presidente di questa Casa come
non lo sono mai stato nella mia, e di parlare a nome
di tanta gente di cinema degna di nota. Per fortuna
alla sua prima esperienza cinematografica lo trattarono da cialtrone, perch sicuramente avremmo guadagnato uno Zavattini latinoamericano, ma avremmo
perso un premio Nobel.

Non va a incontrare
gli autori impegnati
come Elsa Morante,
Moravia, Pasolini:
il suo unico interesse
era la macchina da presa

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LATINOAMERICA CULTURA E CULTURE

UN ANNO SENZA
.
IL FLAMENCO GLOBALE
di Eugenio Baldassarri Hernndez

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PASSATO PI DI UN ANNO DALLA SCOMPARSA del musicista andaluso Paco de Lucia.


Francisco Sanchez Gomez, in arte Paco de Lucia (Paco il diminutivo di Francisco, mentre il cognome, De Lucia, un segno daffetto verso la madre Lucia
Gomez) , era nato ad Algeciras, in provincia di Cadice, nel 1947, dove, fin
dallinizio, si ritrova immerso nella cultura flamenca, anche prima di apprendere a suonare la chitarra.
Il suo studio dello strumento inizia allet di 5 anni e a 11 anni lascia gli
studi per dedicarsi completamente allo studio e al perfezionamento della
sua tecnica chitarristica.
Il 1968 lanno dellincontro con Camaron de la Isla, estroso musicista e definito da molti come il pi grande cantante di flamenco della storia.
Questo incontro segna il momento decisivo per la sua carriera e per il perfezionamento del suo stile virtuoso e personalissimo.
La lunga serie di successi lo porta ad esibirsi al Teatro Real di Madrid, nel febbraio del 1977, luogo dove nessun chitarrista di flamenco si era esibito fino
a quel momento.
Negli anni Settanta, infatti, Paco entra in contatto con vari musicisti,
ognuno con una diversa natura musicale, e cos il suo stile diventa pi eterogeneo, quasi a creare un genere ibrido tra la cultura flamenca e il jazz.
Le maggiori collaborazioni De Lucia le instaura, soprattutto, con Al Di
Meola, musicista americano che ha vinto quattro volte il titolo di miglior
chitarrista jazz assegnato tramite votazione dei lettori della rivista Guitar
Player Magazine, e John McLaughin, musicista inglese considerato ancora
come uno dei migliori chitarristi viventi e che si contraddistinto per sperimentazioni influenzate dalle musiche di origine orientale e dallo stile fusion, ma soprattutto per aver sviluppato un modo di suonare che lo
caratterizza e lo identifica facilmente.

LATINOAMERICA

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Lalbum Friday Night in San Francisco il prodotto della loro collaborazione.


Tratto da una loro spettacolare jam session al Warfield Theatre di San Francisco la notte del 5 dicembre 1981, racchiude un repertorio ricco di sonorit
di grande fascino alternate a momenti di eccelso virtuosissimo con un susseguirsi di incredibili assoli.
Nel 1996, il successo raggiunto da questo trio viene replicato con la composizione di un nuovo album, 13 anni dopo lultima esibizione insieme, chiamato The Guitar Trio.
Il suo ultimo album, uscito nel 1998, intitolato Luzia ancora un omaggio
alla madre e mostra per la prima volta le sue doti di cantaor (termine utilizzato per definire un cantante di flamenco).
Ci ha lasciato a causa di un infarto a 66 anni in una spiaggia messicana il
25 febbraio 2014, ma sicuramente ha lasciato una quantit enorme di opere
di altissimo livello che potranno tenere vivo il suo ricordo negli appassionati
di flamenco e non solo.

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LATINOAMERICA CULTURA E CULTURA LIBRI

Armando Gnisci
Maniesto-ensayo de la transculturacin europea

Casa de las
Amricas, 2014, Armando Gnisci un prestigioso saggista e professore di letteratura compp. 100.
parata dellUniversit di Roma, La Sapienza. La rivista Casa de las Amricas ha

amicilibri

pubblicato nel n. 208 del 1997 il suo saggio La letteratura comparata come
disciplina di decolonizzazione, e nel n. 219 un altro articolo dal titolo Una
storia differente.
Questo piccolo libro un vero regalo di cento pagine. Cento esatte, anche
se ci sorprende questa precisione. Un vero regalo culturale che si scopre
solo nel piacere di leggerlo. Si tratta di un saggio erudito, anche se lerudizione non ne fa un articolo per specialisti; infatti si gode e si impara contemporaneamente, senza bisogno di essere particolarmente esperti del
linguaggio dellaccademia. Basta essere disposti a seguire lautore nella sua
avventura intellettuale.
Di cosa parla? Ci parla della transculturazione, limportante effetto di costruzione culturale caratterizzato da Fernando Ortiz per spiegare a fondo il
percorso civilizzatore della nostra spiritualit cubana. Prende da Ortiz questo concetto legittimamente e lo proietta alla ricerca dellampiezza della
sua connotazione. Dice Gnisci: La transculturazione uno dei percorsi per
mantenere e comprendere i fenomeni migratori e sociali del nostro tempo;
e anche per proporre e costruire in Europa e dovunque, insieme alla moltitudine delle nazioni, nuovi status di benessere individuale e comunitario.
La tendenza di tutte le culture umane a meticciarsi con altre, alimentata
dallintensicarsi del movimento migratorio, in una progressione inarrestabile che sta cambiando la composizione demograca mondiale, sta dominando, nel nostro tempo, il corso della storia. Lo scenario europeo,
sempre pi conservatore, ha generato un veemente ripudio come reazione:
Gli europei si scoprono razzisti in casa propria [] una specie di razzismo
in democrazia [] sintomo e malessere per il fallimento del multiculturalismo forzato e della multiculturalit astratta e confusa che, nel migliore
dei casi, possiamo denire come volonterosa e caritatevole.
Per squalicare alla radice il riuto eurocentrico, Gnisci fa notare che gli
immigranti oggi non arrivano per conquistarci o colonizzarci o per fare terrorismo: arrivano per vivere insieme a noi [] in una nuova comunit transculturale per costruire, insieme e adesso.
Gnisci sottolinea per costruire perch non ci sta parlando delleffetto al
quale siamo abituati a fare riferimento, orientato dallEuropa verso lAmerica, ma ad uno inverso, dallAmerica verso lEuropa, dal Terzo Mondo verso
il Primo, dalle periferie verso il centro. Per questo lo intitola Manifesto: non
si limita a spiegare una situazione, ma fa un appello per attivare i meccanismi per cambiarla.
Fa un appello per cambiare la mappa della dipendenza che ancora coloniale. Gli europei hanno inventato la guerra mondiale nel 1492 [] Ab-

LATinOAMERiCA

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LATINOAMERICA CULTURA E CULTURA LIBRI

biamo nito di governare il mondo da un secolo ma continuiamo ad agire


come se fossimo coloni e padroni, in Europa e nel mondo. Lascesa degli
Stati Uniti come leader materiale e politico del potere mondiale si conclusa con la creazione della nATO, nel secondo dopoguerra, che per lEuropa
signica la continuit estemporanea della sua condotta coloniale.
Gnisci ricorda, fra gli anni Cinquanta e i Sessanta del XX secolo, una domanda di decolonizzazione e di liberazione della mente europea dalla sua
volont imperiale e universale in Aim Csaire (Discours sur le colonialisme),
Frantz Fanon (Les damn de la terre), e Jean Paul Sartre nella prefazione al libro
di Fanon. Si trattato di un grande sforzo congiunturale, ma anche dellultimo gesto signicativo di una sinistra europea rivoluzionaria, e lautore
conclude lamentandosi che siano passati invano settanta anni.
Si appella, perci, alla formazione di una nuova cosmovisione, a ricomporre la storia dei popoli europei conquistatori, insieme e unitamente alle
civilt da loro distrutte e colonizzate. Si ispira, a questo scopo, a una nazione del Mundus novus, Cuba, che si liberata dal colonialismo europeo
e che di questa liberazione ha fatto un modo nuovo di civilt in marcia: posteuropea.
non esistono paesi poveri ma paesi che sono stati impoveriti e sottosviluppati dalloppressione e dallo sfruttamento imperiale. Da qui la transculturazione latinoamericana che propone a se stessa la sua cosmovisione,
centrata sul meticciato invocato da Fernando Ortiz, Oswald de Andrade,
Joao Guimaraes Rosa, Aim Cesaire, Gilberto Freire, Frantz Fanon, Edward
Glissant, Walter D. Mignolo, Alejo Carpentier, Roberto Fernndez Retamar,
Eduardo Galeano, per citare alcuni degli autori pi identicati con questa
proposta di retroantropofagia, per nominarla lasciandomi trascinare dalla
sua audacia contaminante. Credo che questo saggio ci dimostri che la metafora di Calibano dovr cavalcare ancora per un buon periodo.
Voglio solo aggiungere che il Manifesto-Ensayo vive il suo battesimo editoriale in spagnolo e non nella lingua del suo autore, e di una magnica traduzione in spagnolo di Manuela Derosas, in stretta collaborazione con il
suo maestro. E un omaggio che Gnisci ha voluto concedere al nostro pubblico lettore, alla Rivoluzione e in particolare al contributo di Casa de las Amricas per una nuova cultura.
Aurelio Alonso, vicedirettore di Casa de las Amricas
(La Ventana, 17.2.2015)

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LATinOAMERiCA

2014/2015

Luis Seplveda
L'avventurosa storia dell'ubzeko muto

Guanda Editore,
2015, pagg.
Luis Seplveda racconta in un libro diviso in varie storie il passato e i sogni
141, Euro 14,50 di una generazione. Lo fa attraverso la lente dellaffetto e dellironia, che
stempera le tensioni e ci riporta intatti le passioni e i momenti di entusiasmo della giovinezza. A partire dal personaggio pi vistoso del libro, luzbeko muto, che non n uzbeko n muto. Si tratta del peruviano Ramiro,
che sogna, come tanti studenti del Terzo Mondo, unistruzione sovietica
nella patria del socialismo. Peccato che a Mosca non ci sia nulla di quello
che interesser davvero a Ramiro, cio le ragazze, la musica e lalcool. Peggio gli va quando approda in Uzbekistan, con un freddo glaciale e nemmeno
un goccio dalcool. Come tornare almeno a Mosca? Afdandosi agli espedienti di un pope avvinazzato e ngendosi appunto uzbeko (e muto).
La solita grande fantasia mista a vita vissuta che ha fatto di questo scrittore
da anni un caso letterario.

Gennaro Carotenuto
Le Monnier,
Firenze 2015,
pagg. 241,
Euro14,00

Todo cambia
Figli di desaparecidos e fine dellimpunit in Argentina, Cile e Uruguay
Todo cambia, un titolo che non ricorda solola negraMercedes Sosa ma
ancora di pi, per chi avr lamabilit di leggere, testimonia chenon ci sia
un destino segnato n nel bene n nel male e come la Storia ci insegni che
dalle pi angosciose tragedie, la vita, la verit e la giustizia possano tornare
a orire facendo del passato e della memoria il semedel futuro.
Cosa hanno in comune Soa Prats, glia di un alto ufciale dell'esercito cileno, e Jessica Tapia, glia di un minatore comunista? Entrambi i loro padri
sono stati assassinati da Augusto Pinochet e dal terrorismo di Stato delle
dittature latinoamericane. Attraverso la storia orale, la metodologia che
aiuta a capire come le persone comuni abbiano affrontato i grandi passaggi
delle loro epoche, leggiamo le testimonianze originali, a volte drammatiche,
a volte serene, su come i gli dei desaparecidos in Argentina, Cile e Uruguay
abbiano preso in mano le loro vite. La storiograa serve cos a sciogliere
consolidati stereotipi sul continente. "Todo cambia", come canta Mercedes
Sosa. Decenni di lotte per la verit e la giustizia fanno s che oggi molti dei
torturatori e assassini che negli anni Settanta aprirono le vene dell'America
Latina, dopo processi esemplari, qui studiati attraverso fonti giudiziarie inedite, stiano nalmente pagando per i loro crimini suturando le ferite di una
intera societ.

LATinOAMERiCA

2014/2015 167

Occidente

LATINOAMERICA OCCIDENTE

LATINOAMERICA OCCIDENTE

LE CAMPAGNE MEDIATICHE

IN SPAGNA
di Juan Manuel Karg
Politologo dellUniversit di Buenos Aires. Analista internazionale

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L RECENTE TRIONFO DI Syriza in Grecia, che ha dato la possibilit ad Alexis Tsipras


di diventare primo ministro del paese ellenico, ha scatenato in Spagna un
inasprimento delle campagne mediatiche contro Podemos, la formazione di
Pablo Iglesias. Il messaggio sembra essere stato chiaro: impedire che questa
nuova organizzazione, che ha meno di un anno, si affermi come alternativa
al PP-PSOE in vista delle elezioni generali che si terranno alla fine del 2015
in Spagna. Perch aumentano gli attacchi mediatici contro Podemos? Qual
il piano del PP e del PSOE per cercare di cedere il minor terreno elettorale
possibile di fronte a un fenomeno travolgente in termini di popolarit? Che
cosa dicono i sondaggi?
Prima c stata la vittoria elettorale di Syriza. Poi un altro fatto ha provocato
linasprimento delle campagne mediatiche contro Podemos: la mobilitazione
di massa che Iglesias ha guidato lo scorso 31 gennaio a Madrid, e che ha
creato un massiccio sostegno popolare alle idee di questi giovani leader.
Quella Puerta del Sol sovraffollata, con circa trecentomila partecipanti secondo gli organizzatori, ha rappresentato un chiaro campanello dallarme
per i due partiti tradizionali, i quali cominciano a vedere minacciato il bipartitismo classico che, insieme alla corona, ha governato la vita politica
spagnola degli ultimi decenni.
Cos sono state messe in atto due campagne contro nigo Errejn e Juan
Carlos Monedero, i dirigenti pi importanti dopo Iglesias, guidate dai quotidiani da ABC e La Razn. Il primo ha sparso la voce di una presunta violazione
del contratto in una borsa di studio di ricerca, smentita dallo stesso rettore
delluniversit di Malaga, Adelaida de la Calle, che ha spiegato ai giornalisti
che Errejn ha dato conto dellevoluzione del progetto di ricerca in corso.

LATINOAMERICA

2014/2015

Quanto a Monedero laccusa nei suoi confronti che, dopo avere svolto incarichi di consulenza economica con diversi governi latinoamericani, non
avrebbe pagato le relative imposte, accusa che stata nettamente respinta
anche dai tecnici del ministero delle finanze spagnolo. A questo proposito
stato lo stesso Iglesias a ritenere che Monedero avesse dato spiegazioni
pi che sufficienti sui suoi redditi, dopodich passato alloffensiva e ha
sfidato a rivolgersi alla magistratura coloro che pensano che Podemos benefici di finanziamenti illegali. Le nostre tasche sono trasparenti e tutte le
informazioni che ci riguardano sono pubblicate sul sito web, e ci si pu accedere tramite registri pubblici, ha affermato Iglesias per chiudere largomento.
Non difficile tuttavia prevedere che nei prossimi mesi verranno fuori
nuove accuse -pi o meno fondate, come abbiamo visto- a seconda di quello
che ci sar in gioco dora in poi. Il fatto che, nonostante questi attacchi, il
movimento mantiene una posizione alta nelle preferenze degli elettori: questo dato confermato dallultimo sondaggio di Cadena Ser, che lo colloca
come prima forza politica con il 24,6% di intenzione di voto. Secondo Metroscopa, in un sondaggio per El Pas, Podemos supera anche questa percentuale e raggiunge gi il 27,7%; quasi sette punti in pi rispetto al 20,9% del
Partito popolare al governo. Con questi dati alla mano, e considerando
quello che successo in Grecia dopo il trionfo di Syriza, dove Tsipras ha aumentato la sua popolarit anche dopo le elezioni, si prevede che il PP inasprisca i suoi attacchi violenti contro Podemos. Il rientro in scena di Jos
Mara Aznar - che dopo anni riapparso in pubblico - un chiaro segnale
che il partito al governo gioca tutte le sue carte per cercare comunque di
superare la bufera, sopravvivere e rimanere al potere. Anche il nuovo rapporto di Rajoy con Pedro Snchez, neo segretario generale del PSOE, un
tentativo di convergenza su alcuni punti in agenda per fare in modo che il
salasso di entrambi i partiti, sia in termini di voti che di simpatizzanti, sia
ridotto al minimo.
Il calendario elettorale spagnolo non dar tregua nel 2015: il 24 maggio
avranno luogo le elezioni amministrative ed entro la
fine dellanno dovranno essere indette quelle politiche. Sar in grado Podemos di superare questi attacchi
mediatici e diventare unalternativa di governo? Si rafforzer la connivenza tra il PP e il PSOE di fronte alla
vertiginosa ascesa di questa nuova formazione? Le
campagne mediatiche si concentreranno ora su Iglesias? Si preannunciano mesi intensi per la politica spagnola in particolare e per quella europea in generale.

La nuova formazione
vola nei sondaggi,
PSOE e PP attuano
lattacco mediatico.
Ma gli scandali sono
soltanto bufale

PER GENTILE CONCESSIONE DI ALAI-AMLATINA

LATINOAMERICA

2014/2015 171

LATINOAMERICA OCCIDENTE

ARMIAMOCI E PARTITE,
SULLA GUERRA ALLISIS
di Dan Glazebrook
Scrittore inglese, politico ed autore di Dividi e distruggi:
la strategia imperiale occidentale nellepoca della crisi

172

OCCIDENTE STROMBAZZA LISIS QUALE ULTIMA MINACCIA ALLA CIVILT,

sostenendo limpegno totale per la sua sconfitta e lavanzata del gruppo in Siria e Iraq come
pretesto per allargare il proprio impegno militare in Medio Oriente. Eppure
in Libia, che sembra seguire lo stesso percorso della Siria delle milizie antigovernative moderate sostenute dalloccidente, che aprono la via allISIS,
Gran Bretagna e Stati Uniti sembrano riluttanti al confronto, e hanno subito
raffreddato la richiesta del Presidente egiziano al-Sisi di una coalizione internazionale per fermare lavanzata dello Stato islamico. Con tale suggerimento, prevedibilmente respinto, Sisi evidenzia la doppiezza occidentale
sullISIS e la vera natura della politica della NATO in Libia.
Il 29 agosto 2011, due mesi prima che le ultime vestigia dello Stato libico
venissero distrutte e il suo leader assassinato, fui intervistato da Russia Today
sul futuro del paese. Dissi: C un gran parlare di ci che accadr (in Libia
dopo la cacciata di Gheddafi), ci sar la sharia o una democrazia liberale?
Quello che dobbiamo capire che ci che sostituir lo Stato libico non sar
nessuna di queste cose, ci che sostituir lo stato libico sar ci che ha sostituito lo Stato in Iraq e in Afghanistan: un governo disfunzionale, assenza
totale di sicurezza, guerra per bande e guerra civile. Non un errore della
NATO, essa preferirebbe avere a che fare con Stati falliti piuttosto che Stati
potenti e indipendenti capaci di sfidarne legemonia. E coloro che lottano
per il CNT, (il Consiglio Nazionale di Transizione, ndt), lottano per la NATO,
devono capire che questa la visione della NATO sul loro paese. Gli amici,
al momento mi dissero che apparivo troppo pessimista e cinico. Risposi che
speravo in Dio che avessero ragione ma la mia esperienza di in un decennio,
dopo i risultati delle guerre di aggressione del mio paese (la Gran Bretagna)

LATINOAMERICA

2014/2015

in posti come Kosovo, Afghanistan e Iraq, da tempo ignorati dai media mainstream, mi portava a credere il contrario. Certo non ero il solo a esporre tali
avvertimenti. Il 6 marzo 2011, alcune settimane prima che la NATO iniziasse
sette mesi di bombardamenti, Gheddafi rilasci unintervista profetica al
quotidiano francese Le Monde du Dimanche, dichiarando: Voglio farmi capire:
se minacciano (la Libia), se si cerca di destabilizzare (la Libia), ci sar il caos,
Bin Laden, le fazioni armate. Questo ci che accadr. Avrete limmigrazione, migliaia di persone invaderanno lEuropa partendo dalla Libia, e non
ci sar pi nessuno a fermarli. Bin Laden si installer in Nord Africa e lascer
il mullah Omar in Afghanistan e Pakistan. Avrete Bin Laden a portata di
mano. In particolare avvertiva che Derna, citt che aveva gi fornito numerosi attentatori suicidi in Iraq, sarebbe diventata un emirato islamico
sul Mediterraneo. Gli avvertimenti di Gheddafi furono derisi dai media occidentali (anche se molti esperti di intelligence sostennero le sue affermazioni)
e pochi in Europa avevano mai sentito parlare di Derna fino al novembre
2014, cio quando lISIS ne annunci loccupazione, la prima di tre citt libiche ora sotto il suo controllo. Lultima conquista, Sirte, citt natale di
Gheddafi, fu annunciata su youtube con la decapitazione di 21 cristiani copti
catturati a dicembre. Si ritiene fossero lavoratori immigrati da una delle
zone pi povere dellEgitto.
Sirte era stata una roccaforte governativa durante lassalto della NATO nel
2011 e una delle ultime citt a cadere, grazie alla resistenza feroce e allassenza di sostegno ai ribelli. Fu sottoposta a un assedio massiccio e divenne
teatro di alcuni dei peggiori crimini di guerra della NATO e dei suoi alleati
sul campo. Ora che la gente di Sirte costretta a vivere, e morire, sotto lultima incarnazione degli eroici combattenti per la libert della NATO appare
sempre pi chiaro il motivo per cui li combatterono duramente, eppure
anche quel massacro stato eclissato dai quasi 600 soldati dellArmata nazionale libica uccisi dallISIS e dai suoi alleati nella battaglia per Bengasi,
negli ultimi tre anni. Questo lo stato delle cose provocate in Libia dalla
NATO, che ha sovvertito uno stabile e prospero stato pan-africano, attore di
primo piano nellUnione africana e spina nel fianco di Stati Uniti e Regno
Unito nei loro tentativi di ristabilire il proprio dominio. Non solo la Libia
subisce il vuoto di potere derivante dalla distruzione da parte della NATO dellapparato statale libico, ma lintera regione trascinata nel vortice. Come
Brendan ONeill ha raccontato in dettaglio, gli orrori quotidiani perpetrati
in Mali, in Nigeria e ora in Camerun sono il risultato diretto dellaggressione
della NATO, mentre gli squadroni della morte nel Sahel-Sahara sono liberi di
creare campi di addestramento e raccogliere armi nella
gigantesca zona dillegalit che la NATO ha imposto in
Libia. Risultato? Gli stati africani che nel 2010 avanzavano
economicamente, beneficiando degli investimenti cinesi
in infrastrutture e produzione, allontanandosi da secoli
di dipendenza coloniale e neocoloniale imposta dalle predatrici istituzioni finanziarie occidentali, affrontano
nuove gravi minacce terroristiche da parte di gruppi

USA e Gran Bretagna


rifiutano lintervento
contro gli islamisti,
creati proprio da loro
per destabilizzare
il Mediterraneo

LATINOAMERICA

2014/2015 173

OCCIDENTE
ARMIAMOCI E PARTITE, LEGITTO SVELA IL BLUFF SULLA GUERRA ALLISIS

In Siria c
la guerra civile,
in Libia due governi
si stanno scontrando:
lEgitto non vuol fare
la fine dei suoi vicini

come Boko Haram, dotati di nuove armi e strutture per


gentile concessione dellumanitarismo della NATO. Algeria
ed Egitto, ancora governati dagli stessi movimenti indipendentisti che rovesciarono il colonialismo europeo, vedono i loro confini destabilizzati e vedono porre le basi
per attacchi debilitanti pianificati ed eseguiti dalla nuova
miliziocrazia libica della NATO. Questo il contesto in
cui lEgitto avvia la reazione regionale contro la strategia
di destabilizzazione della NATO. Lo scorso anno in particolare gli egiziani hanno visto il loro vicino occidentale degradare rapidamente lungo la via delloccupazione dellISIS, come pure i siriani. In Siria
una guerra civile tra linsurrezione filo-occidentale e un governo laico democratico ha visto le forze antigovernative cadere rapidamente sotto il dominio dellISIS, i presunti moderati filo-occidentali dellEsercito libero
siriano si univano allISIS (impressionati dal suo valore militare, dalle armi
avanzate e dai suoi massicci finanziamenti) o venivano da esso sconfitti. In
Libia, lo stesso modello si evolve rapidamente. Lultima fase del disastro libico iniziata lo scorso giugno, quando le milizie che dominavano il parlamento precedente (che si fanno chiamare coalizione Alba di Libia) persero
le elezioni, rifiutarono i risultati incendiando aeroporti e depositi di petrolio
e avviarono cos una guerra civile contro il nuovo parlamento. Entrambi i
parlamenti hanno la fedelt di varie fazioni armate, e hanno istituito propri
governi rivali, e ognuno controlla diverse parti del paese. Ma da Derna, lo
scorso novembre, le aree occupate da Alba di Libia iniziavano a cadere in
mano allISIS. La caduta di Sirte, terza citt occupata dallo Stato islamico,
non sar lultima. il ruolo che i fantocci dellOccidente svolgono sempre
in tutta la regione: aprire la strada e gettare le basi per laffermazione dellISIS. Lintervento del Presidente egiziano Sisi, con gli attacchi aerei su obiettivi dellISIS in Libia, si propone di invertire tale corso prima che raggiunga
proporzioni iracheno-siriane.
Il governo di Tobruq, riconosciuto internazionalmente, nominato dalla Camera dei rappresentanti eletta la scorsa estate, ha accolto con favore lintervento egiziano. Non solo, spera che il Cairo lo aiuti ad impedire
lavanzata dellISIS cementando il sostegno egiziano nella guerra civile contro Alba di Libia. In effetti lEgitto potrebbe, con qualche ragione, sostenere
che vincere la guerra contro lISIS chieda un governo libico unitario impegnato allo scopo, e che il rifiuto di Alba di Libia a riconoscere il parlamento
eletto - per non parlare dellatteggiamento ambiguo verso lISIS - sia il principale ostacolo al conseguimento di questo risultato. Significa che lintervento egiziano far naufragare i colloqui di pace dialogo in Libia delle
Nazioni Unite? Non necessariamente, infatti potrebbe avere leffetto opposto. Le prime due tornate di colloqui sono state boicottate dal GNC, Congresso Generale Nazionale (il parlamento di Alba di Libia) con la certezza
che avrebbe continuato a ricevere armi e finanziamenti dai partner della
NATO Qatar e Turchia, mentre il governo di Tobruq subisce lembargo internazionale delle armi. Come ha osservato linviato del Regno Unito al dialogo
in Libia Jonathan Powell, la conditio sine qua non per la pace in una si-

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LATINOAMERICA

2014/2015

DAN GLAZEBROOK

tuazione di stallo reciprocamente dannosa. Riequilibrando la guerra civile,


il sostegno militare egiziano al governo di Tobruq pu mostrare al GNC che
prendere sul serio i colloqui sar nel suo interesse pi che continuare la
lotta.
Lappello di Sisi al sostegno militare dellOccidente al suo intervento stato
effettivamente respinto, ma molto probabilmente Sisi si aspettava che lo
fosse. La dichiarazione congiunta di Stati Uniti, Gran Bretagna e alleati ha
raffreddato lidea, e non c da stupirsene: non hanno posto la Libia al centro
della loro strategia di destabilizzazione regionale per poi cercare di stabilizzarla proprio quando comincia a dare risultati. Tuttavia, costringendoli a
respingere la richiesta di intervento, Sisi ha denunciato il bluff dellOccidente. Stati Uniti e Gran Bretagna pretendono di essere impegnati a distruggere lISIS, formazione prodotta dalla rivolta che essi hanno sponsorizzato
in Siria negli ultimi quattro anni, e Sisi chiede loro di supportarlo. Si sono
rifiutati e alla fine la risoluzione egiziana al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha fatto menzione dellintervento militare di altri potenze,
limitandosi a chiedere la fine dellunilaterale embargo internazionale delle
armi che impedisce larmamento del governo eletto, ma ci non sembra
scoraggiare i partner regionali della NATO, che armano apertamente le milizie di Alba di Libia. Sisi ha di fatto costretto lOccidente a smascherarsi: il
rifiuto della sua proposta di sostenere lintervento chiarisce a tutti la duplice
natura del loro presunto impegno a distruggere lISIS. Tuttavia in Europa vi
sono profonde divisioni su questo tema.
La Francia ha ampliato la presenza militare nella regione del Sahel-Sahara
con 3000 soldati in Ciad, Niger, Burkina Faso e Mali, ha aperto una nuova
base al confine tra Libia e Niger lo scorso ottobre e probabilmente accoglier
il pretesto per estendere le operazioni dal suo protettorato storico al sud
della Libia. LItalia, allo stesso modo, sempre tesa riguardo alla destabilizzazione che ha contribuito a scatenare, che non solo ha danneggiato un partner commerciale di valore ma ha provocato centinaia di migliaia di
profughi in fuga dagli orrore e dalla miseria che la NATO ha scatenato nella
regione. Francia e Italia per non sono propense ad agire senza lapprovazione del Consiglio di sicurezza, che probabilmente
sar bloccato da Stati Uniti e Gran Bretagna, sempre
pi felici di vedere paesi come lEgitto (alleato della
Russia) e la Nigeria (finanziata dalla Cina) indeboliti e
bloccati dal terrorismo.
Le azioni di Sisi, si spera, non solo rendano evidente
lacquiescenza dellOccidente agli orrori che ha
creato, ma spianeranno anche la strada a una risposta
efficace contro di essi.

LOccidente
non ha messo lISIS
al centro dei suoi piani
per poter poi intervenire
in quei paesi quando
iniziano a crollare

LATINOAMERICA

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