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COMMISSARIO

CASTRATO
(1942 La ragazza di Maigret )
La sala del ristorante era vecchiotta, familiare,
con le pareti di un bianco cremoso, grandi
specchi un po' appannati, dei recipienti nichelati
dove il cameriere teneva i suoi strofinacci, gli
scaffali dipinti a finto legno dove i clienti abituali
lasciano il tovagliolo. Sulla lista segnato il
piatto del giorno: castrato in umido; e a fianco di
quasi tutte le altre pietanze ci sono supplementi
di prezzo.
(1951 Maigret e l'affittacamere)
La piccola osteria di fronte, dove Maigret aveva
cenato, aveva gi chiuso da un po', e in quel
preciso istante, chiss perch, Maigret
incominci a pensare ad un bel bicchiere di birra
fresca. Forse perch un autobus si era arrestato
sul boulevard Saint-Michel ricordandogli le
birrerie di quel rione? Quel pensiero divenne
presto una vera e propria ossessione. La
chartreuse gli aveva lasciato la bocca pastosa,
inoltre sentiva ancora in gola il grasso del rag di
castrato che aveva mangiato dall'alverniese e
che gli era parso tanto gustoso. (...) Allora
divent di cattivo umore e se ne and a letto

lasciando la finestra spalancata. (...) Cinque o


dieci minuti pi tardi era completamente sveglio
e pensava pi intensamente ad un bicchiere di
birra. Stavolta sentiva dei bruciori di stomaco e
non ebbe dubbio che la colpa fosse del rag di
castrato.
[]
Fu risvegliato dalla luce, perch non aveva
chiuso le persiane (...) Non aveva voglia di caff,
ma di un bicchiere di vino bianco e la sua sete si
fece pi viva quando vide l'alverniese tirar su le
saracinesche e metter fuori sedie e tavolini. (...)
Un bianchino. ordin all'alverniese, che
indossava una camicia dello stesso azzurro
lavato del cielo. (...) Maigret bevve tre bicchieri
di un vinello bianco che aveva dei riflessi
verdastri, poi, con le mani sprofondate nelle
tasche della giacca, discese lentamente la strada
come se fosse gi del rione. (...) Fu sul punto di
entrare in un bar per telefonare, poi una specie
di fedelt verso il suo alverniese gli sugger di
aspettare ad essere in via Lhomond. Forse
c'entrava per qualche cosa anche il ricordo del
vino bianco, che aveva un grato sapore di
trattoria di campagna. (...) Maigret annuso
l'odore di cucina mentre stava telefonando, fece
una smorfia constatando che si trattava ancora

di castrato e and a bersi un bicchiere al banco.


(1955 Maigret e il corpo senza testa)
Non vengo a casa a mangiare. Che cosa mi
avevi preparato? Castrato in umido con
patate. Non ebbe rimpianti, perch era un
piatto troppo pesante per una giornata come
quella.
(1966 Maigret e il ladro)
(...) che cosa prende dopo la zuppa di pesce?
Mia moglie le consiglia il cosciotto, autentica
carne di castrato di maremma. (...) Una
caraffa di bordeaux rosso?
CCILE NIPOTE DI VECCHIA ZIA
(1937 La vecchia signora di Bayeux)
Aveva un aspetto decoroso, la signorina Ccile,
() La sua et? Ventotto anni () In seguito mi
ha tenuto presso di s a titolo di damigella di
compagnia e voleva che la chiamassi zia ()
(1940 Un'ombra su Maigret)
Povera Ccile! () ventottanni appena. Una
vecchia che non esce pi di casa da alcuni mesi,
e sua nipote che le fa da domestica e da
infermiera ()
CHAMPAGNE ABORRITO

(1929 Maigret e il Lettone)


Gli misero davanti, d'autorit una bottiglia di
champagne. (...) Maigret, che aveva orrore dello
champagne, beveva a piccoli sorsi, per
dissetarsi. Sul tavolo c'erano delle mandorle
salate che ebbe la cattiva idea di sgranocchiare e
gli diedero una sete inestinguibile.
(1930 Maigret e il castellano)
Cosa posso fare per lei?... (...) Baptiste! Due
bicchieri e una bottiglia di spumante! Dell'ultima
fila... (...) (...) E' vino prodotto nella
propriet, lavorato secondo il metodo
"champenois"... (...) Sempre parlando, stappava
lentamente la bottiglia, riempiva i bicchieri senza
perdere nemmeno una goccia di schiuma. (...)
Sorrise, bevve il suo spumante facendo
schioccare la lingua in maniera molto
democratica, attese che Maigret avesse vuotato
a sua volta il bicchiere per riempirglielo
nuovamente.
(1930 Maigret si commuove)
Ha dello champagne genuino?... Non
spumante?...
(1933 Maigret e la chiusa n. 1)
Non bevo champagne disse Maigret quando la
cameriera se ne fu andata. Berr questo. E' una

qualit di secco del 1897, che mi ha mandato il


padrone della pi grande ditta di Reims.
(1950 Maigret al night-club)
(...) la bocca pastosa gli diceva che aveva
bevuto pi di quanto egli non si fosse reso conto.
Probabilmente Dsir, il cameriere, aveva
sturato la bottiglia di champagne che in principio
era l soltanto per bella mostra e Maigret,
macchinalmente, l'aveva vuotata fra un bicchiere
e l'altro di grappa senza pensare.
(1965 La pazienza di Maigret)
Vuole che faccia portare una bottiglia di
champagne? E' forse l'unica bevanda che non
mi tenti.
CHIAVI DI CASA
(1938 L'innamorato della signora Maigret)
In casa Maigret, come nella maggior parte delle
famiglie, c'era un certo numero di tradizioni che
finivano per prendere la stessa importanza che
hanno, per altri, i riti religiosi. Cos, da anni e
anni che abitavano in place des Vosges, il
commissario aveva l'abitudine, d'estate, quando
cominciava a salire la scala che dava sul cortile,
di sciogliere la sua cravatta scura, cosa che gli
dava il tempo di raggiungere il primo piano. La

scala dell'edificio che come tutti quelli della


piazza era stato un tempo una sontuosa
palazzina, da quel momento cessava di innalzarsi
con maest lungo una balaustra di ferro battuto
e dei muri in falso marmo, diventava stretta e
ripida e Maigret, che ansimava un po',
raggiungeva il secondo piano col colletto aperto.
Seguiva poi un corridoio male illuminato fino alla
sua porta, la terza a sinistra e, quando
introduceva la chiave nella serratura, la giacca
sul braccio, lanciava un tradizionale: Sono io!
E annusava l'aria, indovinando dall'odore quello
che c'era a colazione, entrava nella sala da
pranzo, la cui finestra era spalancata sullo
spettacolo abbagliante della piazza dove
cantavano quattro fontane.
(1947 Le vacanze di Maigret)
Non portava mai chiavi con s. Quando per caso
lo faceva, le perdeva.
(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913])
(...) non ebbe bisogno di tirar fuori la chiave. La
signora Maigret riconosceva sempre il suo passo;
(...)
(1949 L'amica della signora Maigret)
Quando, in punta di piedi, entr in casa, la
signora Maigret era appena andata a dormire.
(1952 La rivoltella di Maigret)

Era l'una meno dieci quando finalmente aveva


salito i tre piani di casa nel boulevard
Richard-Lenoir, e, come sempre, la porta del suo
appartamento si era aperta prima che lui avesse
avuto il tempo di tirar fuori di tasca la chiave.
(1953 Maigret si sbaglia)
Si fece accompagnare da una macchina della
polizia e, come al solito, la signora Maigret apr
la porta dell'appartamento prima che lui girasse
la maniglia.
(1954 Maigret e la giovane morta)
Maigret sal le scale senza far rumore. Mentre
cercava d'introdurre la chiave nella serratura, la
porta si apr. La signora Maigret, in camicia da
notte, gir l'interruttore e lo guard con occhi
abbagliati dalla luce. Sei tornato tardi! Che ora
? Anche quando sua moglie era
profondamente addormentata Maigret non
riusciva a non farsi sentire mentre saliva le
scale.
(1954 Maigret solo)
Come ogni sera, tornando a casa, nello stesso
punto del marciapiede, un po' dopo il lampione a
gas, Maigret alz lo sguardo verso le finestre
illuminate del suo appartamento. Non se ne
rendeva pi conto. Gli avessero domandato a
bruciapelo se la luce era accesa o no,

probabilmente avrebbe esitato a rispondere.


Inoltre, come per una specie di mania, fra il
secondo e il terzo piano cominciava a sbottonarsi
il soprabito per prendere la chiave nella tasca dei
pantaloni, e, invariabilmente, la porta si apriva
nel momento stesso in cui lui posava il piede
sullo stuoino. Erano consuetudini vecchie di anni,
alle quali il commissario teneva pi di quanto
avrebbe ammesso. Quella sera era bel tempo,
ma quando pioveva, per esempio, sua moglie
aveva un gesto tutto particolare per prendergli
dalla mani l'ombrello bagnato, mentre,
contemporaneamente, piegava la testa e lo
baciava su una guancia.
(1955 La trappola di Maigret)
La signora Maigret, in camicia da notte, gli apr
la porta prima che lui tirasse fuori la chiave dalla
tasca e il commissario si avvi, brontolando,
verso la credenza dov'era la bottiglia del cognac.
(1957 Gli scrupoli di Maigret)
Come sempre accadeva, da tanti e tanti anni,
non ebbe bisogno di suonare alla porta, che si
apr nel momento stesso in cui metteva piede
sullo zerbino.
(1957 Gli scrupoli di Maigret)
Non aveva la chiave di casa, ma sapeva che
l'avrebbe trovata sotto lo zerbino. (...) La moglie

dormiva ed egli cominci a svestirsi nella


penombra,
(1961 Maigret e il ladro pigro)
Sua moglie s'era messa a letto, ma lo sent lo
stesso che saliva le scale e gli apr la porta.
(1961 Maigret e la famiglia felice)
Sal le scale con passo pesante, rimuginando
pensieri vaghi, e trov la signora Maigret che gli
apr la porta in camicia da notte.
(1962 Maigret e il cliente del sabato)
La porta si apr come al solito, prima che ne
toccasse la maniglia.
(1963 Maigret e il fantasma)
Pochi minuti pi tardi Maigret saliva, senza
rumore, la scala di casa sua in Boulevard Richard
Lenoir, cercandosi in tasca la chiave, la girava
delicatamente nella serratura, sentiva quasi
subito la signora Maigret che si girava nel letto.
(1964 Maigret sotto inchiesta)
Appena riconobbe il suo passo per le scale, lei
and ad aprirgli la porta, in vestaglia a fiori e in
pantofole.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
Era quasi mezzanotte quando cominci a salire le
scale e sent la porta dell'appartamento aprirsi.
La moglie era ad aspettarlo sul pianerottolo.
[]

Un taxi lo ricondusse a casa. Sal lentamente le


scale e non era ancora sul pianerottolo che gi
sua moglie aveva aperto la porta e gli chiedeva,
osservandolo attentamente: Come stai?
(1970 Maigret e la vecchia pazza)
La signora Maigret apr la porta non appena
raggiunse il pianerottolo, come sempre.
[]
Sei gi qui? La moglie non gli aveva aperto la
porta e, per una volta, Maigret aveva usato la
propria chiave.
CHOPE DU PONT NEUF
(1934 Maigret e il nipote ingenuo)
Era solo al suo vecchio posto, in fondo alla
Chope du Pont Neuf, ed era troppo tardi per
chiedersi se avesse fatto bene o male a venirci.
Tutti l'avevano visto e il padrone gli aveva
stretto la mano. (...) Un tovagliolo sotto il
braccio, la faccia ilare, il padrone della birreria
pens di rendersi amabile aggiungendo: Allora,
contento eh? E' venuto a fare un giro per
rivedere gli amici!
CINEMA

(1946 Maigret a New York)


Nell'attesa andr al cinema. Semplicemente. Ci
deve pur essere un film comico da qualche parte
a Broadway. Le confesso che amo solo i film
comici (...) (...) In un cinema stavano
proiettando un film con Stanlio e Ollio e Maigret,
soddisfatto, pass davanti alla cassa per
prendere il biglietto, e segu la maschera nel
buio della sala. Un quarto d'ora dopo scoppiava
dalle risate cos volentieri e in modo talmente
rumoroso che i suoi vicini si davano di gomito.
(1951 Maigret e i gangster)
Aveva giurato a se stesso di cacciarsi a letto con
un grog e un'aspirina per tagliar le gambe
all'infreddatura che cominciava a tormentarlo,
ma si ricord che era venerd, giornata di
cinema. (...) Maigret non era difficile in fatto di
film. Per essere pi esatti lui preferiva un
qualsiasi film mediocre anzich un grande
capolavoro e, sprofondato in poltrona, guardava
sfilare le immagini senza preoccuparsi della
trama. Pi il cinema era popolare, con atmosfera
pesante, con gente che rideva ai momenti buoni
e mangiava semifreddi o caramelle, con
innamorati abbracciati, pi lui era contento.
CLAUSTROFOBIA

(1966 Maigret e il ladro)


Aveva fornito una ragione curiosa della sua fuga:
claustrofobia... Era la prima volta, in trent'anni di
mestiere, che Maigret aveva sentito giustificare
cos una fuga. Eppure, pensandoci, bisognava
ammettere che poteva essere vero. Lui stesso,
infatti, prendeva la metropolitana solo quando
era veramente necessario perch, rinchiuso, si
sentiva soffocare. E qual era l'origine della sua
mania, in ufficio, di piazzarsi ogni momento
davanti alla finestra?
CODICE ISTRUTTORIA CRIMINALE
(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913])
Ah! Le chiedo scusa se non sono al corrente
degli usi della sua professione. (...) Ma veniamo
al fatto. Che ore sono? Finse di cercare un po'
l'orologio, finch Maigret estrasse dal taschino il
suo cipollone d'argento. Le due e venticinque.
E in questa stagione il sole sorge verso le
cinque, se non sbaglio. Credevo che le abitazioni
dei cittadini fossero inviolabili dal tramonto
all'alba. Giusto, ma...
(1967 Maigret a Vichy)
Lecoeur accese una sigaretta, si mise al riparo

sulla soglia. Non ho il diritto di arrestarlo fra il


tramontare e il sorgere del sole, salvo il caso di
flagrante delitto... Metteva una certa ironia
nella recitazione di quell'articolo del codice
d'istruttoria criminale.
COGNAC ANCHE CON ACQUA
(1945 La collera di Maigret)
Si tolse la giacca, il colletto, la cravatta, slacci
le bretelle lasciandole pendere sulle reni, e
mescol nel bicchiere del dentifricio acqua e
cognac.
(1951 Maigret e i gangster)
Vacher gli port una tazza di caff fumante e il
commissario and ad aprire l'armadio in cui
teneva sempre di riserva una bottiglia di cognac.
(...) Maigret era stato in forse rivolgendo
un'occhiata all'armadio dove era chiusa la
bottiglia di cognac.
(1951 Maigret e la spilungona)
Senza preoccuparsi dello stenografo che lo
guardava, Maigret bevve una gran sorsata di
cognac dalla bottiglia, si asciug la bocca,
raggiunse il corridoio e apr con gesto deciso la
porta della sala d'aspetto.
(1953 Maigret ha paura)

Che cosa prendi? Un vecchio cognac? Se


vuoi. (...) Rose era entrata reggendo un
vassoio sul quale spiccava una bottiglia coperta
di una polvere fine, polvere di cantina, e un solo
bicchiere.
[]
Ritrovarono l'aria stantia dello studio, dove la
bottiglia del cognac era ancora al suo posto.
Maigret si serv, mise la schiena al fuoco, il
bicchiere in mano.
(1954 Maigret e la giovane morta)
Il dottor Paul apr un armadio a muro dove,
insieme al camice, ai guanti di gomma e ad altri
oggetti, custodiva una bottiglia di cognac. Ne
vuole un bicchiere? Maigret accett senza
complimenti, e cos pure Janvier.
(1955 La trappola di Maigret)
La signora Maigret, in camicia da notte, gli apr
la porta prima che lui tirasse fuori la chiave dalla
tasca e il commissario si avvi, brontolando,
verso la credenza dov'era la bottiglia del cognac.
Non di cognac, ma di birra aveva voglia;
tuttavia, vuotando il bicchiere d'un colpo solo,
aveva un po' l'impressione di vendicarsi.
(1957 Gli scrupoli di Maigret)
(...) commissario. Questi, quando fu solo, apr
l'armadio a muro, prese la bottiglia del cognac

che vi teneva sempre, non tanto per s quanto


per certi suoi clienti a cui capitava di averne
bisogno, e se ne vers un po' nel bicchiere
dell'acqua.
(1959 Maigret alle assise)
Non tocc la bottiglia di cognac che teneva da
parte per certi "clienti". Ebbe appena il tempo di
riempire la pipa: Lucas gli port un grosso
fascicolo.
(1961 Maigret e il ladro pigro)
Entr nel bar pieno di vapori, ordin un cognac,
se ne pent vedendo sulla bottiglia sei o sette
stelle.
(1964 Maigret sotto inchiesta)
Non barcollava. Non era ubriaco. Non ci si
ubriaca con due cognac, anche se doppi. Aspett
saggiamente la luce verde per attraversare la
strada e dirigersi verso il famoso n. 38 del Quai
des Orfvres.
(1966 Maigret e il ladro)
La zuppa di pesce era eccellente, innaffiata da un
vino bianco della Charente che si trova
raramente in commercio, un vino secco e
robusto col quale si fa il cognac.
[]
Maigret aveva aperto l'armadio dove teneva
sempre una bottiglia di cognac che, spesso, si

era rivelata utile. Ne riemp un bicchiere e lo


porse al giovane.
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
Maigret apr la porta del bar-tabacchi e trov
Lourtie appoggiato al banco. Ordin un cognac,
perch si era parlato molto di cognac il giorno
prima,
COLLETTO RIGIDO
(1929 Maigret e il Lettone)
Dopo di che, in piedi, la schiena rivolta al fuoco,
riempi la pipa, si tir gi il colletto che, bench
molto basso, gli dava fastidio.
(1931 Maigret al "Convegno dei Terranova")
Era un mattino di giugno, la signora Maigret,
nell'appartamento di boulevard Richard Lenoir, di
cui tutte le finestre erano aperte, terminava di
riempire delle grandi valigie di vimini, e Maigret
senza colletto, leggeva a mezza voce.
(1931 Maigret e una vita in gioco)
Di tanto in tanto, Maigret si alzava per attizzare
la stufa, poi riprendeva il suo posto non senza
abbandonare, un capo per volta, giacca, colletto
e alla fine, anche il panciotto.
(1938 La stella del Nord [in Due giorni per
Maigret])

Si apr una porta, quella del 32, e un uomo


vestito in fretta, senza colletto n cravatta e coi
piedi nudi nelle pantofole domand: Il
commissario di polizia?
(1938 L'innamorato della signora Maigret)
E sospirando si rimise il colletto e la cravatta,
(1945 La collera di Maigret)
Si tolse la giacca, il colletto, la cravatta, slacci
le bretelle lasciandole pendere sulle reni, e
mescol nel bicchiere del dentifricio acqua e
cognac.
(1950 Un Natale di Maigret)
Maigret, che era ancora senza colletto e senza
cravatta, fin di vestirsi, mentre si aspettava il
secondo autista.
COMMISSARIO COLOMBANI
(1947 Ben tornato Maigret)
Su richiesta di Maigret, era presente anche il
direttore della Polizia Giudiziaria, seduto in una
poltrona, mentre, sulla sedia di velluto di solito
riservata alle persone che si interrogano, stava il
commissario Colombani, della Pubblica
Sicurezza. (...) Colombani era piccolo di statura,
come la maggior parte dei Crsi, portava scarpe
con tacchi alti, cravatte a vivaci colori e,

all'anulare, un anello con diamante, vero o falso


che fosse. Per questa sua ricercatezza, qualche
volta era stato preso per un pregiudicato
piuttosto che per un commissario di polizia. (...)
Dal suo ufficio Maigret seguiva i loro movimenti.
Per la seconda volta il cameriere della Birreria
Dauphine port il vassoio carico di panini e di
birra. L'ufficio era ingombro di bicchieri vuoti e di
panini lasciati a mezzo. Lodore del tabacco
prendeva alla gola. E, nonostante l'eccessivo
caldo, Colombani non s'era tolto il soprabito
chiaro di cammello, che indossava come
un'uniforme, n il cappello, che portava buttato
all'indietro. (...) Intanto accorreva Colombani,
che, con tutta calma, sferr un violento calcio
alla testa del Cco.
CORRENTI DARIA
(1929 Maigret e il Lettone)
Alla fine di un lungo corridoio, sul pianerottolo
che serviva da anticamera, fece una
raccomandazione a Jean: Non dimenticare il
mio fuoco! Per le scale fu sorpreso dal vento
che si ingolfava e dovette ficcarsi in un angolo
per accendere la pipa.
(1942 La ragazza di Maigret)

Quante migliaia di volte ha salito col suo passo


pesante quella larga scala polverosa del Quai des
Orfvres dove l'impiantito scricchiola sempre un
po' sotto le suole e dove, d'inverno, regnano cos
mortali correnti d'aria?
(1951 Maigret e la spilungona)
Mi passi il commissariato di polizia di Neuilly.
(...) Il commissariato di polizia si trovava al
pianterreno del municipio, un brutto edificio
quadrangolare, da cui pendeva una bandiera
sporca, situato in mezzo a un terrapieno di alberi
spogli. Dall'esterno Maigret avrebbe potuto
entrare direttamente negli uffici degli ispettori
ma, per non correre il rischio di trovarsi faccia a
faccia con Guillaume Serre, prefer passare
attraverso i corridoi pieni di correnti d'aria nei
quali non tard a perdersi.
(1958 Maigret e i testimoni reticenti)
Sui quais la pioggia era pi obliqua e pi fredda.
Si cacci sotto la volta della Polizia Giudiziaria
dove regnava una perpetua corrente d'aria,
(1963 Maigret e il fantasma)
Era gi passata l'una, quella notte, quando si
spense la luce nell'ufficio di Maigret. Il
commissario, con gli occhi gonfi per la fatica,
spinse la porta dell'ufficio degli ispettori dove il
giovane Lapointe e Bonfils restavano di guardia.

Buona notte, ragazzi bofonchi. Nel vasto


corridoio, le donne delle pulizie spazzavano ed
egli rivolse loro un piccolo cenno con la mano.
Come sempre a quell'ora, c'era corrente d'aria e
la scala che egli discendeva in compagnia di
Janvier era umida e gelida.
CURAAO
(1945 I maialini senza coda [in La vecchia
signora di Bayeux])
Germaine bevve senza accorgersene il
mandarin-curaao, pieg pi volte il giornale e lo
infil nella borsetta.
(1961 Maigret e il ladro pigro)
Da settimane cercavano Fernand, senza avere la
certezza che fosse immischiato con le recenti
rapine. (...) Un particolare stupido, per esempio,
poteva aiutare a trovarlo: non beveva mai altro
che mandarino e curaao.
(1963 Maigret e il fantasma)
Il signor Jonker mi ha accolto, (...) "Detesto il
rumore..." mi ha dichiarato prima di offrirmi un
bicchiere di un liquore che non conosco, un
liquore fortissimo, che lascia in bocca un sapore
d'arancia... (...) Faceva pi scuro nella stanza e
l'olandese accese le lampade, si serv di curaao,

e
(1964 Maigret sotto inchiesta)
Che cosa prende? Me lo sto chiedendo...
Voleva bere qualcosa di diverso, non un aperitivo
qualsiasi. Si ricord allora dei suoi primi anni a
Parigi; si reclamizzava allora una bibita nuova,
che era stata il suo aperitivo preferito per uno o
due anni. Forse che esiste ancora, il curaao al
mandarino? Certamente. Non me lo chiedono
pi molto spesso, e i giovani non sanno che cosa
sia, ma ne abbiamo sempre una bottiglia nello
scaffale. Scorza di limone? Ne bevette due, ma
non vi ritrov che in parte il sapore di un tempo.
DISTINTIVO
(1940 Un'ombra su Maigret)
Poi, alla vista della medaglietta del commissario,
era stato invaso da uno zelo
(1942 La ragazza di Maigret)
Maigret gli fa vedere la sua tessera.
(1963 Maigret e il fantasma)
... Inutile esibire la medaglia n pronunciare ad
alta voce la parola polizia...
(1966 Maigret e il ladro)
No, niente. O meglio, s. Sono stato derubato.
L'orologio? Il portafoglio. Per la strada?

Sulla piattaforma esterna dell'autobus. E


c'era dentro molto denaro? Una cinquantina
di franchi. Non ne porto quasi mai di pi con me.
E i documenti? Non solo i documenti, ma
anche la medaglia! La famigerata medaglia
della polizia giudiziaria, incubo di tutti i
commissari! Il regolamento impone loro di
portarla sempre addosso per poter dimostrare, in
qualsiasi momento, di es-sere effettivamente
ufficiali di polizia. una bella medaglia
d'argento, o pi esattamente di bronzo
argentato, perch. il sottile strato d'ar-gento,
dopo un po' di tempo, lascia intravvede-re il
metallo rossastro. Su un lato ci sono una
Marianna In berretto frigio, le lettere "R. F." e
la parola" Polizia" incisa su smalto rosso.
Sull'altro lato le insegne di Parigi, un numero
d'ordine e il nome del titolare inciso a piccoli
caratteri. La medaglia di Maigret aveva il numero
0004, essendo il numero l riservato al prefetto, il
2 al direttore della polizia giudiziaria e il 3, per
un'oscura ragione, al capo delle Informazioni
generali. Tutti, comunque, malgrado il
regolamento, esitavano un po' a tenersi la
medaglia in tasca perch lo stesso regolamento
prevedeva, in caso di perdita, la sospensione
dello stipendio per un mese.

(1969 Maigret e il capellone imprudente)


Le mostr la medaglia della Polizia giudiziaria
[]
Mostrava con discrezione il distintivo nel cavo
della mano.
DISTRIBUTORI BENZINA
(1931 Maigret e la casa delle tre vedove)
Dal lato del garage, i dischi lattiginosi dei
distributori di benzina e (...)
[viene in mente il quadro di Hopper "Benzina"
del 1940]
DOMENICA
(1953 Maigret ha paura)
Quando si accorse che era domenica cominci a
poltrire. Gi prima, aveva fatto un gioco segreto,
un gioco di quando era ancora bambino. Gli
accadeva ancora di farlo, sdraiato a fianco della
moglie, avendo cura di non essere scoperto. Ed
ella non capiva e gli diceva, portandogli il caff:
"Che cosa sognavi?" "Perch?" "Sorridevi agli
angeli." Quella mattina, a Fontenay, prima di
aprire gli occhi, senti un raggio di sole che gli
attraversava le palpebre. Lo sentiva soltanto.

Aveva l'impressione di vederlo, attraverso la


pelle sottile che pungeva e, certamente a causa
del sangue che vi circolava, era un sole pi rosso
di quello che in cielo, trionfante, come nelle
immagini. Poteva creare tutto un mondo con
quel sole, fasci di scintille, vulcani, cascate d'oro
fuso. Bastava muovere leggermente le palpebre,
come per un caleidoscopio, servendosi delle
ciglia come di una grata. Ud i piccioni che
tubavano sul cornicione sopra la finestra, poi le
campane che suonavano insieme in due posti
diversi e immagin i campanili puntati verso il
cielo, che doveva essere di un azzurro perfetto.
Continuava il suo gioco ascoltando i rumori della
strada, e fu allora, dall' eco che lasciavano i
passi, da una certa qualit del silenzio, che egli
capi che era domenica. Esit a lungo prima di
allungare il braccio per prendere l'orologio sul
tavolino da notte. Erano le nove e mezzo. A
Parigi, sul boulevard Richard-Lenoir, se anche li
era finalmente primavera, la signora Maigret
aveva certamente aperto le finestre e faceva le
pulizie in camera da letto, in vestaglia e
pantofole, mentre un intingolo cuoceva
lentamente sul fuoco. Decise di telefonarle. Ma
poich non c'era telefono in camera, doveva
aspettare di scendere, per chiamarla dalla

cabina. Suon il campanello. La cameriera gli


sembr pi in ordine e gaia del giorno prima.
Cosa desidera mangiare? Niente. Vorrei
molto caff. Lo guardava ancora con curiosit.
Le preparo il bagno? Soltanto quando avr
bevuto il caff. Accese la pipa, and ad aprire la
finestra.
[]
Un gallo cantava, non lontano, e si udiva
scorrere l'acqua della Vende. Quando una
vecchia in cappello viola gli pass accanto,
avrebbe giurato che i suoi vestiti sprigionavano
odore d'incenso. Era proprio domenica.
DOMESTICHE TIPICHE
(1966 Maigret e il libanese)
Louise Bodin entr, con un'espressione ostinata,
di sfida. Maigret conosceva quel tipo, comune
alla maggior pare delle domestiche di Parigi:
donne che hanno sofferto, che la vita ha
bistrattato e che, senza speranza, attendono una
vecchiaia ancora pi penosa. Cos, diventano
dure, diffidenti, e serbano rancore al mondo
intero per i loro guai.
DONNE

(1931 Maigret e il cane giallo)


Alz gli occhi, vide una sottana nera, un
grembiule bianco, un volto privo di grazia e
tuttavia cos interessante che durante tutta la
conversazione egli non smise mai di osservarlo.
D'altronde, ogni volta che girava la testa era la
cameriera a fissare su di lui il suo sguardo
febbrile. (...) Tuttavia sotto tali apparenze, si
avvertiva come una punta di orgoglio che lei si
sforzava di reprimere. Era anemica. Il suo seno
piatto non era fatto per accendere la sensualit.
Ma sprigionava una certa attrattiva, proprio per
quanto c'era in lei di torbido, di triste, di
malaticcio.
(1953 Maigret ha paura)
Luisa Sabati non era bella. Vestita di nero con
grembiule bianco, doveva avere quell'aria stanca
che si nota nella maggior parte delle cameriere
degli alberghi di provincia. Eppure c'era qualcosa
di attraente, di patetico quasi, nel suo volto
pallido in cui gli occhi scuri avevano uno sguardo
vivo e intenso.
DONNE DI POCA VIRT
(1932 Maigret al Liberty Bar)

Aveva quarantacinque anni? Cinquanta? O di


pi? Era difficile a dirsi. Era grassa, sorridente,
sicura di s. Si capiva che niente la spaventava,
che aveva veduto, sentito, sofferto tutto.
(1950 Maigret al night-club)
Il proprietario c'? (...) Vorrei parlare con lui
personalmente. Dorme. Io sono sua moglie.
Aveva passato la cinquantina, forse era vicina ai
sessanta. Era piuttosto grassa, ma ancora
vivace, con dei begli occhi castani in un viso
impiastricciato di belletto.
(1951 Maigret e i gangster)
Adrienne Laur (...) Una donna bruna dalle forme
opulente stava in piedi al centro del salotto,
coperta soltanto da una vestaglia. (...) Era una
bella donna in complesso, sulla trentina, con la
voce leggermente rauca della gente che vive pi
di notte che di giorno. Un pesante profumo
impregnava l'aria. (...) Fa la donna nuda alle
Folies-Bergre.
(1951 Maigret e i gangster)
Helen (...) Aveva la voce roca delle donne che
bevono e passano tutte le notti in piedi, lo
sguardo spento.
(1956 Uno scacco di Maigret)
Doveva avere ormai sessant'anni, ma era
cambiata pochissimo dall'epoca in cui Maigret

l'aveva tirata fuori da un pasticcio, quando


aveva, in rue Notre-Dame-de-Lorette, una
discreta casa di appuntamenti. Non si aspettava
di trovarla in quell' "hotel meubl" di rue de
l'Etoile, la cui targa annunciava: "Si affittano
studi lussuosi a mese e a settimana". Non era un
albergo vero e proprio. (...) Con i capelli pi radi,
ancora di un biondo ossigenato, il viso e il corpo
grassottelli, la pelle color della cera, Rose
domand: Chi cerca?
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
La signora Blanche dimostrava cinquant'anni, ma
ne aveva certamente una sessantina. Era una
donna piccola e grassoccia che qualcuno avrebbe
trovato molto distinta. (...) Maigret l'aveva
conosciuta trent'anni prima, quando faceva
ancora la passeggiatrice in boulevard de la
Madeleine. Era carina e dolce, sempre con un
gentile sorriso che le faceva due fossette sulle
guance. Pi tardi era diventata vicedirettrice di
una casa di rue Notre-Dame-de-Lorette in cui si
era sempre sicuri di trovare belle donne.
(1972 Maigret e il signor Charles)
Chez Mademoiselle. Avenue de la
Grande-Arme. Un locale molto chic, tenuto da
una donna, Blanche Bonnard. (...) (...) La
donna, come Lenoir, doveva aver passato la

cinquantina ma si difendeva ancora, anche in


vestaglia. Era grassa ma, a causa delle sue
proporzioni, non era sgradevole e aveva dei
bellissimi occhi.
DOTTOR PAUL
(1947 Ben tornato Maigret)
Da pi di trentacinque anni il dottor Paul era
perito settore e i delitti gli erano familiari pi
della maggior parte degli uomini della polizia.
(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913[)
Un'automobile si ferm al margine del
marciapiede; ne discese in fretta un giovane
medico dalla barba bruna, che teneva in mano
una valigetta; Maigret lo riconobbe dalle
fotografie apparse sui giornali: era il dottor Paul,
il medico legale gi quasi celebre.
(1949 L'amica della signora Maigret)
Il dottor Paul raccontava aneddoti di autopsie
che in bocca sua diventavano divertenti quanto
le storielle sugli ebrei o sui matti.
(1955 Maigret e il corpo senza testa)
Il dottor Paul, in camice bianco e guanti di
gomma, fumava una sigaretta dopo l'altra.
Affermava volentieri che il tabacco uno dei pi
sicuri antisettici ed era capace, nel corso di

un'autopsia, di fumarsi i suoi due pacchetti.


(1958 Maigret e i testimoni reticenti)
E' vero che il vecchio dottor Paul lo seguiva da
vicino, ansimante ma arzillo, gli occhi e il labbro
ingordi. Dov' il cadavere? chiese con tono
niente affatto rispettoso.
(1960 Maigret e gli aristocratici)
Era con loro il dottor Tudelle, successore del
dottor Paul. (...) Tudelle non ha ancora ricevuto
il reperto (sic!) del dottor Paul [?], ma quasi
sicuro
(1966 Maigret e il libanese)
Il medico legale, Colinet, che adesso stava chino
sul cadavere, sostituiva da qualche tempo il
dottor Paul, con il quale Maigret aveva lavorato
per tanti anni.
(1971 Maigret e l'uomo solo [1965])
Il rapporto seguente portava la firma di un uomo
con cui aveva lavorato a lungo e che purtroppo
era morto, il dottor Paul, medico legale e
gastronomo accorto.
ET DI MAIGRET
(1929 Maigret e il Lettone)
[Nato il 1884]
Il commissario aveva quarantacinque anni.

Torrence, appena trenta. Ma c'era gi in lui


qualcosa di massiccio che ne faceva una
riproduzione un po' ridotta di Maigret [vedi poi
Lucas al posto di Torrence]. Avevano condotto
insieme tante inchieste senza pronunciare una
parola inutile.
(1930 Maigret e il castellano)
Il primissimo contatto che il commissario Maigret
ebbe con il morto, assieme al quale avrebbe
passato intere settimane nella pi sconcertante
intimit, avvenne il 27 giugno 1930, in
circostanze nel contempo ordinarie, ingrate e
indimenticabili. (...) Maigret era il pi anziano dei
commissari e doveva occuparsi di tutto, con un
caldo soffocante e con gli effettivi che le ferie
avevano ridotto al minimo.
[]
[Nato il 1885]
[Maigret] Aveva quarantacinque anni e aveva
passato met della sua vita nei pi vari reparti
della polizia: nella buoncostume, nella stradale,
nel servizio controllo locali pubblici, nella brigata
ferroviaria e in quella del gioco d'azzardo. E'
abbastanza per ammazzare ogni velleit di
misticismo e per eliminare la fede nell'intuizione.
(1931 Maigret e una vita in gioco)
[Nato il 1886]

Dopo un ultimo rimprovero, Comliau scrut il


viso del suo interlocutore e volse la testa,
perch, infine, Maigret era un uomo di
quarantacinque anni, che s'era occupato per
vent'anni delle inchieste pi diverse e delicate.
(1938 Tempesta sulla Manica [in Due giorni per
Maigret])
Sembrava che un caso malizioso volesse
approfittare del recente pensionamento di
Maigret per dargli ironicamente una prova
flagrante della fragilit delle testimonianze
umane. E, questa volta, il famoso commissario,
o piuttosto colui che portava questo titolo tre
mesi prima, era dall'altra parte del tavolo, dalla
parte dei clienti, se si pu dire casi, poich era a
lui che veniva chiesto con sguardo insistente:
sicuro che erano pi o meno le sei e mezzo, e
che era accanto al caminetto? (...) E si trattava
di un viaggio di piacere, il solo, in realt, che la
coppia si fosse offerto dal viaggio di nozze,
venticinque anni prima!
(1946 Maigret a New York)
[Nato il 1890]
Cos'era successo dopo? Questa era la sua prima
traversata a cinquantasei anni, ed era sorpreso
nel vedersi senza curiosit, nel restare
insensibile al fascino.

(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913])


[Nato il 1887]
Davanti a una delle scrivanie il segretario del
commissario del quartiere Saint-Georges
muoveva le labbra come uno scolaro, chino su di
un piccolo libro di recente pubblicazione: "Corso
di segnaletica descrittiva ad uso dei funzionari e
ispettori di polizia". Sul risguardo era scritto a
penna, in maiuscoletto: "J. Maigret". Gi un paio
di volte il giovane segretario del commissario
aveva dovuto alzarsi per andare a riattizzare la
stufa, e quella stufa di cui avrebbe avuto
nostalgia per tutta la vita era la stessa, o quasi
che avrebbe ritrovato un giorno al Quai des
Orfvres e che pi tardi, quando avrebbero
installato il riscaldamento centrale nei locali della
Polizia Giudiziaria, il commissario divisionale
Maigret, Capo della Brigata speciale, avrebbe
ottenuto di conservare nel suo ufficio. Era il 15
aprile 1913. La Polizia Giudiziaria non si
chiamava ancora cos, ma si chiamava "Suret".
(...) Maigret e l'agente Lecoeur erano soli, alle
una e mezzo di notte, nell'ufficio del
Commissario (sic!) di polizia del quartiere
Saint-Georges, nella tranquilla rue La
Rochefoucauld. Aveva ventisei anni ed era
sposato da cinque mesi appena. Da quando era

entrato nella polizia, quattro anni prima, era


passato per i servizi pi umili: la pubblica via, le
stazioni, i grandi magazzini... Da poco meno di
un anno era segretario al commissariato del
quartiere Saint-Georges.
(1953 Maigret ha paura)
Mi sarebbe piaciuto, a tre anni dalla pensione,
(...) Anche tu, fra tre anni... S, anch'io. Hai
progetti? Ho comperato una casetta in
campagna, sulle rive della Loira.
(1953 Maigret si sbaglia)
[Nato il 1897ca]
Si rese conto, mentre parlava, che Maigret aveva
abbondantemente passato la cinquantina e
balbett: Oh, scusi...
(1959 Maigret alle assise)
[Nato il 1906]
Tra poco, allorch il presidente gli avrebbe
chiesto la sua et, avrebbe risposto:
"Cinquantatr anni." Ci significava che, secondo
i regolamenti, sarebbe andato in pensione tra
due anni.
(1964 Maigret sotto inchiesta)
[Nato il 1912]
Io ho 52 anni... Il medico lo sapeva perch
aveva in cura il commissario e aveva dovuto
compilare la sua scheda. Fra tre anni, andr in

pensione. Nella polizia, a 55 anni, ci mandano a


pescare...
(1964 Maigret sotto inchiesta)
[Nato il 1912]
Io ho 52 anni... (...) Dopo 30 anni che
apparteneva alla Polizia Giudiziaria, dopo 10 anni
che era a capo della Squadra Criminale, era
quella la prima volta che veniva convocato in
tale modo.
(1965 La pazienza di Maigret)
[Nato il 1907]
Non sei stanco? chiese la signora Maigret.
Perch dovrei essere stanco? rispose lui,
sorpreso, gustando il caff che gli sembrava
particolarmente buono. Dopo tutto il lavoro che
hai fatto ieri in giardino ... Da mesi, non prendi
in mano una zappa o un rastrello. Era il 7
luglio. Il sabato sera si erano recati in treno a
Meung-sur-Loire, nella piccola casa che stavano
restaurando da tempo, per il giorno in cui
Maigret, in forza dei regolamenti, sarebbe
dovuto andare in pensione. Tra due anni pochi
mesi! A cinquantacinque anni, come se un uomo
di cinquantacinque anni, che si poteva dire non
fosse mai stato malato e che nessuna infermit
indeboliva, dovesse diventare improvvisamente
incapace di dirigere la brigata criminale.

(1967 Maigret a Vichy)


[Nato il 1914]
Cos' che non va, Maigret? Non lo so. L'et,
probabilmente... Cinquantadue?
Cinquantatr... Ho avuto molto lavoro (...)
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
[Nato il 1906]
Bench avessero la macchina da un anno,
Maigret non l'aveva mai guidata e la signora
Maigret preferiva adoperarla il meno possibile a
Parigi. La usavano soprattutto il sabato sera o la
domenica mattina, per arrivare a
Meung-sur-Loire dove ave-vano una casetta.
Quando andr in pensione ... Talvolta si
poteva credere che Maigret, ormai stanco,
contasse i giorni. Altre volte, invece, si sentiva in
lui un certo panico alla prospettiva di lasciare il
quai des Orfvres. Fino a tre mesi prima, si
andava in pensione a sessantacinque anni e lui
ne aveva sessantatr. Un nuovo decreto aveva
cambiato tutto portando il ri-poso a
sessantott'anni ...
(1971 Maigret e l'informatore)
[Nato il 1910]
Era giovane, molto pi giovane del marito, che
era un bel po' pi anziano di Maigret e doveva
avere sessanta o sessantuno anni.

(1971 Maigret e l'uomo solo [1965])


[Nato il 1910]
Maigret beveva la birra. La prima della giornata.
Le contava. Quando avrebbe visto Pardon gliene
avrebbe detto il numero, non senza fierezza. Per
quanto riguardava il tabacco, per, la situazione
era meno brillante e fumava la pipa come
sempre. Non gli potevano togliere tutti i piaceri
col pretesto che si avvicinava ai cinquantacinque
anni.
(1972 Maigret e il signor Charles)
In pochi attimi egli aveva deciso il suo avvenire
che non era lungo perch, fra tre anni,
l'avrebbero mandato in pensione. Almeno,
perbacco, gli lasciassero passare quei tre anni a
modo suo!
FEGATO DI VITELLO ALLA CASALINGA
(1949 Maigret e la casa del giudice)
Che cosa ci d da mangiare padrona? Fegato
di vitello alla casalinga... spero che le piacer...
Non ho pensato di chiederglielo... La decisione
scatur da questo. Odiava [!!!] il fegato di vitello
in qualsiasi maniera fosse preparato.
(1950 Maigret al night-club)
Nello stesso momento, nella sala da pranzo con

tovaglie di carta, scorse Lucas (...) Devi andare


da qualche parte? No. Contavo... Di
mangiare qui? E, siccome annuiva, Maigret
decise: Allora mangiamo tutti e due. Do un
colpo di telefono a mia moglie. Puoi ordinare
intanto. Prende degli sgombri? E fegato di
vitello al cartoccio. Lo tentavano soprattutto il
fegato di vitello [!!!] e l'atmosfera della birreria
dove non aveva pi messo piede da settimane.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
(...) Cosa c' da mangiare? (...) Fegato di
vitello alla casalinga. Era uno dei suoi piatti
preferiti. (...) Ne hai preso abbastanza per
poterlo mangiare freddo, domani, come
antipasto? Il fegato di vitello gli piaceva
moltissimo [!!!] anche freddo, il giorno dopo.
Come dessert, mangi noci, fichi secchi e
mandorle. Aveva bevuto solo due bicchieri di
Bordeaux, tuttavia si sentiva intorpidito e and a
sedersi nella sua poltrona, accanto alla finestra.
FINTO MARMO
(1930 Maigret e il viaggiatore di terza classe)
L'ingresso era ampio, delimitato da una porta a
vetri. Le pareti erano di finto marmo e il
pavimento di pietra a due colori, formava dei

disegni geometrici.
(1932 Maigret nella casa dei Fiamminghi)
Il commissario entr. I muri del corridoio erano
dipinti in falso marmo.
(1933 Maigret e la chiusa n. 1)
Non vide il portiere dietro i vetri della guardiola:
not una passatoia logora, di color rosso scuro, i
gradini verniciati, i muri dipinti in falso marmo.
(1956 Uno scacco di Maigret)
C'era troppo spazio e troppo poca vita, le voci
risuonavano tra i muri dipinti ad imitazione del
marmo.
FLANELLA
(1931 Maigret e l'Osteria dei due soldi)
Gruppi di gente facevano merenda qua e l.
Sulla riva si vedevano, a circa cento metri l'una
dall'altra, persone intente a pescare. Il caldo
aumentava. L'aria, straordinariamente calma,
faceva quasi paura. (...) Marcel Basso indossava
pantaloni di flanella bianca, una camicia aperta
sul petto che ne metteva in mostra l'ampiezza.
(1945 La collera di Maigret)
Era in tenuta da tennis o di campagna, calzoni di
flanella bianca, giacca e scarpe bianche. (...) E
poi, Ernest Malik rappresentava il tipo d'uomo

che lo aveva sempre irritato. Lui camminava con


disinvoltura, a suo agio nel completo di flanella
bianca di ottimo taglio, il capo ben curato, i
capelli lucidi, la pelle asciutta malgrado il caldo.
(1949 Il mio amico Maigret)
Lechat era fuori, stavolta in compagnia di un
giovanotto con i pantaloni di flanella bianca, una
giacca blu a doppio petto e un berretto da
yachtsman in testa.
[]
De Greef si era infilato un paio di pantaloni di
flanella grigia e una maglietta da marinaio a
righe bianche e blu.
(1949 Maigret e la casa del giudice)
Van Usschen sembrava fatto apposta per
divertirli, col suo vestito di flanella chiara, le
scarpe bianche l'ampio soprabito a quadrettini e
il berretto di panno bianco. Conciato in quel
modo, non doveva destar meraviglia sulla Costa
Azzurra, ma era piuttosto insolito all'Aiguillon
dove si vedevano durante l'estate soltanto turisti
di media tacca.
FONDINA PISTOLA
(1947 Le vacanze di Maigret)
Da anni e anni, da sempre, per cos dire, ognuna

delle sue tasche aveva una funzione ben definita.


Nella tasca sinistra dei calzoni, la borsa del
tabacco e il fazzoletto, di modo che nei suoi
fazzoletti c'erano sempre briciole di tabacco; in
quella destra le due pipe e la moneta spicciola.
Nella tasca posteriore, il portafogli, che, sempre
rigonfio com'era di carte inutili, gli faceva una
natica pi grossa dell'altra. Non portava mai
chiavi con s. Quando per caso lo faceva, le
perdeva. Nella giacca non metteva quasi nulla,
solamente una scatola di fiammiferi nella tasca
destra.
(1966 Maigret e il ladro)
Improvvisamente, senza una ragione precisa,
Maigret port la mano alla fondina della pistola
dove era solito tenere il portafoglio.
FRASCA
(1931 Maigret e la casa delle tre vedove)
Maigret e Lucas furono presi nel fascio di luce,
dritti ambedue di fronte alla locanda. (...) Un
autista scese, si diresse alla portiera che apr
(...) S, signora... Avrainville... E c' un ramo di
abete sulla porta...
FRONTE VETRO FINESTRA

(1931 Maigret al "Convegno dei Terranova")


Ora Maigret (...) Cammin in lungo e in largo per
la camera, appoggi un istante la fronte alla
doppia finestra, da dove si vedevano
(1932 Maigret e il caso Saint-Fiacre)
Chiusa la porta alle spalle della cameriera, and
ad appoggiare la fronte al vetro della finestra,
lasciando errare lo sguardo sul parco ricoperto di
foglie morte e di grigiore.
(1932 Maigret nella casa dei Fiamminghi)
And due o tre volte ad appoggiare la fronte al
vetro appannato: il cielo stava diventando un po'
pi chiaro, la pioggia pi rada, ma il lungofiume
fangoso era sempre deserto.
(1957 Gli scrupoli di Maigret)
Con la fronte contro il vetro freddo, come
quando, da piccolo, rimaneva in quella posizione,
finch la pelle diventava bianca e sentiva delle
trafitture alla testa, Maigret, senza
GASTINNE-RENETTE
(1942 La ragazza di Maigret )
Con grande spavento dell'economo, Maigret
toglie il caricatore, nel quale manca una
pallottola . (...) Da Gastinne-Renette,

l'armaiolo! grida poco dopo il commissario


all'autista di un taxi. (...) un'idea che gli
venuta poco prima, mentre aspettava, dal signor
Gastinne-Renette, il risultato della perizia. (...)
Un quarto d'ora pi tardi il vecchio signor
Gastinne-Renette lo confermava nella sua
ipotesi.
(1951 Maigret e l'affittacamere)
Gi alle undici del mattino, Gastinne-Renette,
l'esperto di balistica, aveva inviato il suo
rapporto.
(1953 Maigret si sbaglia)
Gastin-Renette (sic!) ha chiamato un'ora fa.
Era l'esperto di balistica.
1960 Maigret e gli aristocratici Ne sicuro?...
Ha gi mandato i proiettili a Gastin-Renette
(sic!)?... Gli telefoner pi tardi... (...)
(1963 Maigret e il fantasma)
Un tempo, si sarebbe affidato questo lavoro a un
esperto della citt, Gastin-Renette(sic), ma ora
uno specialsta di balistica si teneva a
disposizione nel laboratorio del Palazzo di
Giustizia.
(1965 La pazienza di Maigret)
Poi fu la volta di Gastinne-Renette. Ha gi fatto
in tempo ad esaminare l'arma che le ho mandato
con i tre proiettili?

(1966 Maigret e il ladro)


Maigret riattacc e compose il numero del
laboratorio. Moers?... M'hanno detto che mi ha
cercato... Ha trovato la pallottola nel muro?...
Come?... Calibro 6,35? La mandi a
Gastinne-Renette... Probabilmente, domani gli
manderemo anche un'arma da esaminare... (...)
[Nel precedente (1963 Maigret e il fantasma):
Un tempo, si sarebbe affidato questo lavoro a
un esperto della citt, Gastin-Renette(sic), ma
ora uno specialsta di balistica si teneva a
disposizione nel laboratorio del Palazzo di
Giustizia.]
(1966 Maigret e il libanese)
Vieni da me, prima di andartene, Moers...
Quanto alla pistola, mandala a Gastinne-Renette,
dopo aver fatto la perizia. E accludi questa
pallottola.
(1972 Maigret e il signor Charles)
Dove andiamo adesso? Da
Gastinne-Renette... Era l'armaiolo che serviva
abitualmente da esperto alla Polizia Giudiziaria.
L'impiegato che si trovava nel negozio and a
chiamare il padrone. Guarda! Maigret!... Si
conoscevano da pi di vent'anni. Il commissario
gli porse la pallottola. Gastinne-Renette si mise
gli occhiali.

[Da Bel Ami di Maupassant. Rival disse a


Duroy: Ho preso le pistole da Gastine-Renette.
Le ha caricate lui stesso. La cassetta sigillata.
Dovremo per tirarle a sorte con quelle del
nostro avversario.].
GHETTO DI PARIGI
(1929 Maigret e il Lettone)
Raggiunse il ghetto di Parigi, il cui nucleo
costituito da rue des Rosiers, pass vicino a delle
botteghe con iscrizioni in "yiddish", alle
macellerie "caschr", alle vetrine che
esponevano pane azzimo. (...) In fine arriv in
rue du Roi de Sicile, irregolare, costeggiata da
vicoli, stradette, cortili brulicanti, met quartiere
ebreo, met colonia polacca, e dopo duecento
metri spar nel corridoio di un albergo. Alcune
lettere in maiolica annunciavano: Au Roi de
Sicile. (...) Una scala. Al mezzanino una specie di
gabbia a vetri in cui una famiglia ebrea
mangiava. Il commissario buss e, invece di
aprirgli la porta, un uomo sollev il vetro di uno
sportello. Ne sfugg un odore di rancido. L'ebreo
aveva una papalina nera in testa. La moglie, una
donna grassa, non smise di mangiare. Che
c'? Polizia! Il nome dell'inquilino che

entrato? (...) Che stanza? 32... (...) Il


resto non mi riguarda, non vero? disse l'ebreo
con tono untuoso. Paga regolarmente. (...)
(...) Maigret si volt all'improvviso e disse:
Scenda, Anna Gorskine! (...) Dimostrava pi
dei venticinque anni denunciati nel registro, con
ogni probabilit a causa della sua razza. Come
molte donne ebree della sua et, era sformata,
senza aver per perduto una certa bellezza. (...)
I capelli, neri, grassi, non pettinati, le cadevano
in grosse ciocche sul collo.
(1931 Maigret e l'Osteria dei due soldi)
Maigret, assicuratosi che tra la posta non ci fosse
nulla di urgente, raggiunse a piedi il ghetto la cui
via pi animata e piena di traffico era appunto
rue des Blancs Manteaux, dov'erano raggruppati,
non lontano dal Monte di Piet, quasi tutti i
rigattieri.
GHIGLIOTTINA
(1931 Maigret e l'Osteria dei due soldi)
Un tramonto straordinario. Nelle sonnolenti
strade della ''rive gauche" s'infila un sole quasi
sciropposo, mentre dai visi, dai mille rumori
familiari della strada traspare la gioia di vivere.
In giorni come questi l'esistenza sembra meno

monotona e i passanti, i tram, gli autobus paiono


muoversi come in un incantesimo. Era il 27
giugno. Quando Maigret giunse all'entrata della
Sant, la sentinella guardava intenerita un
gattino bianco che giocava col cane del lattaio.
Si, vi sono giorni nei quali anche il selciato
emette suoni pi profondi. I passi di Maigret
sollevarono infatti una lunga eco nell'immenso
cortile. Giunto in fondo a un corridoio, chiese a
una guardia carceraria: Ha saputo? ... Non
ancora. Un giro di chiave. Lo stridere di un
catenaccio. Una cella molto alta e un uomo che
si alzava mentre il viso sembrava cercare un'
espressione. Come va, Lenoir? domand il
commissario. L'uomo pareva stesse per
sorridere, ma d'un tratto un pensiero improvviso
gli aveva indurito i lineamenti e le sopracciglia
s'erano aggrottate sospettosamente. Per qualche
secondo mostr una faccia stizzita, quindi alz le
spalle e porse la mano. Capito! sillab.
Capito che cosa? Adesso c'era sulle sue
labbra un sorriso canzonatorio. A me non la fa!
Se lei qui... Perch domani mattina vado in
vacanza e ...
GINEPRO

(1932 Maigret nella casa dei Fiamminghi)


La tazza si riempiva di caff bollente. La signora
Peeters usc e ritorn con un bicchierino e una
bottiglia di ginepro. E' acquavite stravecchia.
GRANDJEAN GROSJEAN
(1931 Maigret e la casa delle tre vedove)
Grandjean apparteneva alla polizia stradale.
C'erano altri die ispettori con lui nel tass.
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
Ora, fuori Parigi, la Polizia giudiziaria non aveva
pi potere. Era dominio della Suret Nationale,,
in rue Saussaies, e, d'accordo con il giudice
istruttore, Maigret telefon a quello che era ora il
suo omologo, il commissario Grosjean, un
veterano che aveva circa l'et di Maigret e che,
come lui, aveva sempre la pipa in bocca.
GRAPPA/MARC
(1931 Maigret e il cane giallo)
Nel caff, Maigret ordin una grappa, che gust
con visibile piacere, dicendo ai giornalisti: (...)
(1934 Maigret e il nipote ingenuo)
L'orologio (...) segnava le quattro e mezzo. (...)
Poco dopo scese un Maigret che indossava il

cappotto col bavero di velluto e la bombetta.


Respinse le uova gi pronte e, incurante della
moglie, si bevve un quarto bicchierino di grappa.
(1945 La collera di Maigret)
Per conservare il cattivo umore fece fermare il
taxi a una bettola mal rischiarata, a Corbeil e
comand due bicchieri di grappa: uno per
l'autista e l'altro per lui. (...) Ancora una
grappa... no, due!
(1946 Maigret a New York)
Aveva bevuto - doveva ricordarselo come ci si
ricorda di particolari senza importanza - aveva
bevuto, dal collo della bottiglia, un sorso di
"marc" che la signora Maigret aveva infilato nella
sua valigia.
(1950 Maigret al night-club)
Com' successo? domand Fred andando
verso il bar. Scelse una bottiglia con cura, riemp
tre bicchieri e ne porse per primo uno a sua
moglie. Era vecchia grappa. Senza insistere, ne
pos un bicchiere davanti a Maigret che fin per
assaggiarla.
[]
Maigret trangugi un bicchierino di grappa e si
avvi a piedi verso place de la Rpublique per
respirare un po' d'aria fresca.
[]

(...) la bocca pastosa gli diceva che aveva


bevuto pi di quanto egli non si fosse reso conto.
Probabilmente Dsir, il cameriere, aveva
sturato la bottiglia di champagne che in principio
era l soltanto per bella mostra e Maigret,
macchinalmente, l'aveva vuotata fra un bicchiere
e l'altro di grappa senza pensare.
[]
Di tanto in tanto Fred andava a sedersi al tavolo
di Maigret per scambiare qualche parola con lui,
e ogni volta Dsir portava loro due grappe
all'acqua.
(1961 Maigret e la famiglia felice)
Io prendo una grappa allungata con acqua
disse Maigret. E tu, Lapointe? Una anche per
me, capo. (...) Maigret fece segno al cameriere
di riempire di nuovo i bicchieri.
[]
Trovarono Torrence accomodato davanti a un
boccale di birra (...) Maigret ordin una birra a
sua volta, e la bevve quasi tutta d'un fiato. (...)
Raggiunse i tre uomini al Clairon e bevve un'altra
birra prima di avviarsi con loro verso la scala di
servizio dello stabile. (...) Maigret esit ad
attraversare la strada e a entrare di nuovo al
Clairon. Fin per farlo, e ordin istintivamente:
una birra... (...) Per cominciare entr nel

piccolo bar in cui la sera prima aveva bevuto tre


birre. Il cameriere lo tratt come se fosse un
vecchio cliente. Il solito? Fece segno di si
senza pensarci, bench non avesse voglia di
birra. (...) Un bar, un altro. Vi entr, e siccome
aveva cominciato con la birra, ne ordin un'altra
e poi trasse la foto di tasca. (...) Maigret entr in
una brasserie in boulevard Montparnasse. (...)
Un bicchiere di qualsiasi cosa, purch non sia
birra ordin. Un aperitivo? O una grappa?
Una grappa...
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
Suo padre, il vecchio Dsir. Ha settantadue
anni, ma gestisce ancora la sua osteria del quai
de la Tournelle. Si chiama Au Petit Sancerre. (...)
Arrivarono giusto nel momento in cui un uomo
dai capelli grigi, con un grembiule di grossa tela
blu intorno ai fianchi, stava abbassando la
saracinesca. Dalla porta socchiusa si vedevano le
sedie sui tavoli, la segatura sul pavimento, alcuni
bicchieri sporchi sul banco di zinco. (...) Una
grossa stufa, in un angolo del locale, emanava
un piacevole calore. (...) Il vecchio pass
dall'altra parte del banco e, senza parlare, si
riemp un bicchierino di grappa che tracann
d'un sorso. Ne volete? chiese. Maigret fece
segno di si. Lapointe, che detestava la grappa,

rifiut.
[]
Maigret si soffi ripetutamente il naso, si alz, si
ferm un momento davanti alla finestra, infine si
vers un bicchierino della grappa che aveva
sempre di riserva nel suo armadio. Si sentiva
ancora intorpidito e aveva la spiacevole
impressione di muoversi in un universo ovattato.
GROG GOGO
(1931 Maigret e il cane giallo)
(...) il giornalista (...) ordin, mettendosi in tasca
il bloc-notes: Un grog!... Molto rum e appena
un po' d'acqua calda...
(1932 Maigret nella casa dei Fiamminghi)
Io non penso niente, Machre! Ho cado! Ho
freddo! Credo di essermi preso un bel
raffreddore... Sto cercando di capire se non mi
conviene andare a letto senza mangiare...
Un'altra birra, cameriere!... Anzi, no! Un grog...
Con molto rum...
(1939 Il delitto di Bagatelle)
Maigret si era messo a bere dei grog per
ammazzare il raffreddore.
[]
Maigret torn a letto e si intont a forza di grog e

pastiglie di aspirina.
(1951 Maigret e i gangster)
Aveva giurato a se stesso di cacciarsi a letto con
un grog e un'aspirina per tagliar le gambe
all'infreddatura che cominciava a tormentarlo,
ma si ricord che era venerd, giornata di
cinema.
[]
Si diresse al bar e, per combattere il raffreddore
che stava covando bevve un grog, volgendo la
schiena alle ragazze che lo osservavano
speranzose.
[]
Che cos'hai? domand la signora Maigret. Si
direbbe...Che ho un raffreddore,
semplicemente, e che vado a coricarmi con un
grog e due aspirine.
(1952 Le due pipe di Maigret)
Un grog ordin Maigret. Gli sembrava che una
parte dell'acqua fredda che cadeva dal cielo, gli
fosse entrata nelle narici, e si aspettava un
raffreddore di testa. Forse a causa della
tradizione secondo la quale si prende il
raffreddore ai funerali.
(1953 Maigret si sbaglia)
La nebbia si era trasformata in una pioggerella
fine e gelida che faceva prevedere un bel

raffreddore di testa, e il commissario entr in un


piccolo bar all'angolo della strada per bere un
grog.
(1957 Gli scrupoli di Maigret)
Maigret entr, ordin un grog, non tanto per
scaldarsi, quanto perch gli avevano parlato di
grog poco prima.
[]
E vi trov un bel caldo, un odore familiare di vino
e di cucina. Le tavole, sette otto al massimo,
erano coperte di tovaglie di carta e una piccola
lavagna annunciava che c'era da mangiare del
cotechino e pur di patate. Due muratori stavano
mangiando in fondo al locale. (...) "Un grog!"
ordin. (...) Probabilmente stava per prendersi
un raffreddore. (...) Maigret ordin un altro grog.
[]
Cen con dei panini, torn a casa e bevve un
altro grog con due compresse di aspirina prima
di andare a letto.
[]
Au bon Coin (...) Non so perch rimanga aperto
la sera dato che c' soltanto un uomo che beve
un grog vicino alla finestra.
[]
Indoss il cappotto e non dimentic la sciarpa.
Aveva da poco bevuto un grog perch si sentiva

sul punto di prendere un'influenza.


[]
Sua moglie gli prepar ancora un grog. E lui
sud tutta la notte.
(1958 Maigret e i testimoni reticenti)
Aveva percorso appena cinquanta metri quando
qualcuno gli fece segno dalla porta di un piccolo
bar: "Aux Copains du Quai". Era Janvier.
All'interno non c'era nessuno, tranne la padrona,
una grossa donna spettinata che sorvegliava da
lontano, attraverso la porta della cucina, un
tegame che fumava sul fornello spandendo un
forte odore di cipolle. Cosa prende, capo?
Janvier aggiunse: Io ho preso un grog. Con
questo tempo facile prendere un'influenza.
Anche Maigret prese un grog.
[]
Che cosa vuole, commissario? Un grog.
Visto che aveva cominciato con un grog decise di
seguitare, anche se non era l'ora.
[]
C'era un bar, di fronte alla casa, (...) Maigret,
dopo una breve esitazione, ordin : Un grog!
(...) Un altro... ordin.
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
Non hai preso freddo? Non credo... Ho
dell'acqua bollente per preparare un grog...

Siediti... Lascia che ti levi le scarpe... Le calze


erano da torcere. (...) Vers del rum in un
bicchiere, dello zucchero, lasci dentro il
cucchiaino perch il vetro non si rompesse e ci
aggiunse l'acqua bollente. Una fetta di limone?
No... (...) Si mise il pigiama, si pul i denti e
un quarto d'ora dopo, col sangue alla testa per
effetto del grog, era a letto vicino alla signora
Maigret.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
Hai preso freddo? E' tanto se ho messo il
naso fuori. Il tempo di entrare e uscire dalla
macchina. Hai una voce da raffreddore.
Eppure non tossisco e non mi soffio il naso.
Aspetta domani mattina. Sarebbe meglio che ti
preparassi un grog e ti dessi due aspirine. Il
ragazzo ha confessato? (...) Nel frattempo
Maigret si spogli, si mise il pigiama, esit a
caricare un'ultima pipa e, beninteso, fin per
farlo. Per caso il tabacco non incominciava ad
avere un gusto strano?
[]
Maigret si sentiva pesante e, prima di sedersi di
nuovo, si vers un bicchierino di prunelle. Non
credi che ti far venire caldo? Non si bevono
forse dei grog contro l'influenza? Il che fra
parentesi, non va a genio a Pardon.

[]
La notte non calda. Soprattutto per il vento.
(...) And fin sulla porta della camera da letto e
disse alla moglie che stava vestendosi:
Preparaci due grog. (...) E' per me che ha
ordinato il grog? E anche per me. Ho
l'influenza, forse un'angina, e mi far bene. (...)
Molto zucchero? Si, grazie. Limone? Gli
prepar il suo bicchiere e lo pos su un
tavolinetto di fronte a lui. poi serv il marito. Se
hai bisogno di qualcosa, chiamami. Chiss?
Forse, fra poco, di altri due grog. (...) In
cucina, la signora Maigret preparava altri due
grog.
HALLES
(1942 La ragazza di Maigret)
Ptillon ha conosciuto momenti duri, gli
capitato di scaricare verdura alle Halles di notte.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
(...) e c' un posto che attira irresistibilmente
gli uomini alla deriva: les Halles. Chiss dove
andranno quando, fra qualche mese, i mercati
generali saranno trasferiti a Rungis.
(1970 Maigret e la vecchia pazza)
(...) Mi dispiace molto che le Halles non ci sono

pi, perch erano a due passi e avevo le mie


abitudini. Dopo sono andata da diversi
negozianti, ma diverso.
(1971 Maigret e l'uomo solo [1965])
Era il 1965 e les Halles di Parigi non erano
ancora state trasferite a Rungis.
HOTEL BEAUSJOUR
(1932 Maigret al Liberty Bar)
L'albergo si chiamava Beausjour ed era situato
in una strada parallela al porto [di Cannes],
proprio di fronte a una panetteria.
(1938 Stan l'assassino [in Due giorni per
Maigret])
Proprio all'angolo di rue Birague, si vedeva
l'insegna di un misero albergo, uno di quelli in
cui si affitta "per il mese, la settimana o la
giornata", non senza pagamento anticipato, e
questo albergo, per ironia, portava il nome di
"Beausjour".
(1942 La ragazza di Maigret)
Penetra nel corridoio dell'Hotel Beausjour,
stretto tra una salumeria e un negozio di
calzature. Nel "bureau", dietro un gabbiotto a
vetri, un uomo mostruosamente grasso seduto
su una poltrona "Voltaire", vicino al quadro delle

chiavi e le sue gambe idropiche sono immerse in


un recipiente di smalto. Le assicuro che non
colpa mia. Del resto, non ha che da interrogare
Ernest, E' lui che li ha fatti salire... (...) Era di
primo pomeriggio... A quell'ora ci sono clienti
"casuali"... Capisce... Le camere del primo piano
servono solo a questo... Di solito conosciamo
tutte le donne... Gridano passando: Salgo al
numero 8...
(1949 L'amica della signora Maigret)
Sulla sinistra Maigret riconobbe la trattoria a
prezzo fisso dove aveva mangiato il taxista e, di
fronte, L'Hotel Beausjour, di cui non si vedeva
che l'angusta entrata tra due botteghe, una
salumeria e una drogheria. CAMERE AL MESE,
ALLA SETTIMANA E PER LA GIORNATA. ACQUA
CORRENTE. RISCALDAMENTO CENTRALE.
PREZZI MODICI. (...) C' nessuno? chiam
Maigret. L'odore gli ricord il periodo in cui, pi o
meno all'et di Lapointe, lavorava nella squadra
addetta al controllo delle camere in affitto e
passava le giornate andando di pensione in
pensione. Era un odore che sapeva di bucato e di
sudore al tempo stesso, di letti sfatti, di secchi
sporchi e di cibo riscaldato sui fornelli ad alcool.
(...) Come ha potuto dargli al camera se non ne
aveva pi? Maigret conosceva gi la risposta,

ma voleva sentirglielo dire. In quel tipo di


alberghi si riservano spesso le camere del primo
piano alle coppie "occasionali", che salgono per
un attimo o per un'ora. Ci sono sempre le
camere "occasionali" rispose adoperando il
termine consacrato.
(1962 Maigret e il cliente del sabato)
Abitava ancora con i suoi genitori? Era un bel
po' che vivevo solo in una stanza mobiliata...
Dove? In fondo a rue Lepic... L'Hotel
Beausejour...
INCARICHI DI MAIGRET
(1930 Maigret e il castellano)
Il primissimo contatto che il commissario Maigret
ebbe con il morto, assieme al quale avrebbe
passato intere settimane nella pi sconcertante
intimit, avvenne il 27 giugno 1930, in
circostanze nel contempo ordinarie, ingrate e
indimenticabili. (...) Maigret era il pi anziano dei
commissari e doveva occuparsi di tutto, con un
caldo soffocante e con gli effettivi che le ferie
avevano ridotto al minimo. (...) Commissario
Maigret, della Prima brigata mobile. Vorrei
scambiare quattro parole con lei, signora...
[]

[Maigret] Aveva quarantacinque anni e aveva


passato met della sua vita nei pi vari reparti
della polizia: nella buoncostume, nella stradale,
nel servizio controllo locali pubblici, nella brigata
ferroviaria e in quella del gioco d'azzardo. E'
abbastanza per ammazzare ogni velleit di
misticismo e per eliminare la fede nell'intuizione.
(1931 Maigret e il cane giallo)
Da un mese, era distaccato presso la Mobile di
Rennes, dove si doveva procedere alla
riorganizzazione di alcuni servizi.
(1938 La stella del Nord [in Due giorni per
Maigret])
Maigret, al suo esordio, era stato riempito di
botte, perch un borsaiolo che aveva arrestato
all'uscita di un grande magazzino si era messo a
urlare: Al ladro!
(1938 L'amico della signorina Berthe [in Due
giorni per Maigret])
Sali... Al Quai des Orfvres!... (...) Un ufficio
che Maigret aveva occupato ai suoi esordi,
quando nello stabile non c'era ancora la luce
elettrica.
(1939 Maigret e il sergente maggiore)
Non era sgradevole: ben sistemato davanti al
suo tavolo, con la stufa che ronzava alle sue
spalle, a sinistra la finestra che la nebbia del

mattino copriva di uno strato spesso, davanti a


s il camino Louis-Philippe, in marmo nero, le
lancette dell'orologio a pendolo ferme da
vent'anni su mezzogiorno; al muro in una
cornice nero e oro, una fotografia in gruppo di
signori in redingote e cilindro, con baffi
inverosimili e barbe puntute: l'associazione dei
segretari di commissariato, al tempo in cui
Maigret era ben giovane! Quattro pipe sistemate
in ordine di grandezza sul tavolo.
(1939 Vendita all'asta)
al suo arrivo sul posto Maigret, che dirigeva a
quell'epoca la brigata mobile di Nantes, aveva
aggrottato le sopracciglia nell'esaminare da capo
a piedi Michaux.
(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913])
Davanti a una delle scrivanie il segretario del
commissario del quartiere Saint-Georges
muoveva le labbra come uno scolaro, chino su di
un piccolo libro di recente pubblicazione: "Corso
di segnaletica descrittiva ad uso dei funzionari e
ispettori di polizia". Sul risguardo era scritto a
penna, in maiuscoletto: "J. Maigret". Gi un paio
di volte il giovane segretario del commissario
aveva dovuto alzarsi per andare a riattizzare la
stufa, e quella stufa di cui avrebbe avuto
nostalgia per tutta la vita era la stessa, o quasi

che avrebbe ritrovato un giorno al Quai des


Orfvres e che pi tardi, quando avrebbero
installato il riscaldamento centrale nei locali della
Polizia Giudiziaria, il commissario divisionale
Maigret, Capo della Brigata speciale, avrebbe
ottenuto di conservare nel suo ufficio. Era il 15
aprile 1913. La Polizia Giudiziaria non si
chiamava ancora cos, ma si chiamava "Suret".
(...) Maigret e l'agente Lecoeur erano soli, alle
una e mezzo di notte, nell'ufficio del
Commissario (sic!) di polizia del quartiere
Saint-Georges, nella tranquilla rue La
Rochefoucauld. Aveva ventisei anni ed era
sposato da cinque mesi appena. Da quando era
entrato nella polizia, quattro anni prima [*], era
passato per i servizi pi umili: la pubblica via, le
stazioni, i grandi magazzini... Da poco meno di
un anno era segretario al commissariato del
quartiere Saint-Georges.
[]
Maigret avrebbe potuto anche telefonare al
direttore generale, o andarlo a trovare.
Conosceva infatti personalmente Xavier
Guichard, capo della Suret, il quale aveva
trascorso spesso le vacanze nella casa di
Maigret, nell'Allier, ed era stato un tempo grande
amico di suo padre. Non che Guichard lo

proteggesse nel vero senso della parola, ma lo


seguiva discretamente da lontano, o meglio
dall'alto; ed era senza dubbio lui che ogni
quattro anni [*ma non in polizia da soli quattro
anni?] gli faceva cambiare servizio, perch
potesse impratichirsi pi in fretta di tutto il
meccanismo della Polizia.
[]
Il giorno dopo fu chiamato al Quai. Ancora
offeso, ragazzo mio? gli domand il gran capo
posandogli una mano sulla spalla. (...) Pu
riaccendere la pipa. Luned entrer come
ispettore nella brigata del commissario Barodet
[il Maigret dell'epoca].
(1949 L'amica della signora Maigret)
Sulla sinistra Maigret riconobbe la trattoria a
prezzo fisso dove aveva mangiato il taxista e, di
fronte, L'Hotel Beausjour, di cui non si vedeva
che l'angusta entrata tra due botteghe, una
salumeria e una drogheria. CAMERE AL MESE,
ALLA SETTIMANA E PER LA GIORNATA. ACQUA
CORRENTE. RISCALDAMENTO CENTRALE.
PREZZI MODICI. (...) C' nessuno? chiam
Maigret. L'odore gli ricord il periodo in cui, pi o
meno all'et di Lapointe, lavorava nella squadra
addetta al controllo delle camere in affitto e
passava le giornate andando di pensione in

pensione. Era un odore che sapeva di bucato e di


sudore al tempo stesso, di letti sfatti, di secchi
sporchi e di cibo riscaldato sui fornelli ad alcool.
[]
C'erano anche altre fotografie, tra cui una di
quando ero segretario in un commissariato e
portavo dei gran baffoni. (...)
(1949 Maigret e la casa del giudice)
Maigret ignorava perch fosse caduto in
disgrazia e fosse stato nominato commissario
capo a Luon.
(1951 Maigret e i gangster)
Maigret era passato per quasi tutti i servizi, ivi
compresi la pubblica via, le stazioni e i grandi
empori, ivi compresa anche, con sua grande
contrariet, la squadra del buon costume, ma
non si era mai occupato dei campi di corse.
(1953 Maigret ha paura)
Sono stato a Luon per pi di un anno!
(1954 Maigret e la giovane morta)
Aprendogli la portiera, Maigret gett un'occhiata
alla facciata del commissariato [II Distretto - Rue
de La Rochefoucauld] dalla quale una bandiera
stinta pendeva immobile nell'aria: era in
quell'edificio che aveva debuttato tanto tempo
fa, non come ispettore ma come segretario del
commissario.

(1956 Uno scacco di Maigret)


Circa trent'anni prima, quando Maigret, appena
sposato, era ancora segretario del commissario
(sic!) Rochechouart, capitava ogni tanto che sua
moglie lo andasse a prendere in ufficio, a
mezzogiorno.
(1965 La pazienza di Maigret)
Aveva fortuna quel giorno. Un vecchio autobus
con la piattaforma scoperta si ferm accanto al
marciapiede, e cos Maigret pot continuare a
fumare la pipa guardando le strade e la gente.
Perch questo gli ricordava un corteo che aveva
fatto accorrere tutta Parigi, tanti anni prima,
quando si era appena sposato ed era soltanto un
giovane timido segretario del commissariato di
polizia del quartiere Saint-Lazare?
(1971 Maigret e l'uomo solo [1965])
Lui, nel 1946 non era a Parigi. Era l'epoca in cui
non andava d'accordo col direttore della Polizia
Giudiziaria che era andato in pensione pochi
mesi dopo. L'avevano mandato a Luon dove
non c'era quasi niente da fare e dove, per
passare il tempo, giocava a bigliardo quasi tutto
il giorno.
INTERROGATORI LUNGHI

(1931 Maigret e la casa delle tre vedove)


[17 ore]
Quando Maigret, con un sospiro di stanchezza,
respinse la sedia dal tavolo a cui stava
appoggiato, l'interrogatorio di Carl Andersen
durava esattamente da diciassette ore. Dalle
finestre senza tende si erano viste di volta in
volta le ragazze e gli impiegati in frotta prendere
d'assalto le latterie di place Saint-Michel, poi
l'animazione affievolirsi, la corsa delle sei verso
le stazioni della metropolitana, il movimento nei
bar all'ora dell'aperitivo ... La Senna si era
avviluppata di nebbia. Un ultimo rimorchiatore
era passato, con luci verdi e rosse, trainando tre
battelli. Ultimo autobus. Ultimo metr. Il cinema,
di cui si chiudevano i cancelli, dopo aver staccato
i cartelli pubblicitari. E la stufa che pareva
ronfare pi forte nell'ufficio di Maigret. Sul tavolo
c'erano bicchieri vuoti di birra e resti di
sandwiches. Dovette scoppiare in qualche luogo
un incendio, perch si udirono passare le
rumorose macchine dei pompieri. Poi ebbe luogo
una retata. Il cellulare usci verso le due dalla
prefettura, e ritorn pi tardi attraverso il cortile
del Dpot dove scaric il suo bottino.
(1946 Maigret a New York)
[26 ore]

Perch, quella sera, pens al pi lungo [falso], al


pi difficile di tutti i suoi interrogatori, divenuto
quasi un classico negli annali della Polizia
Giudiziaria, quello di Mestorino, che non era
durato meno di ventisei ore? Alla fine, l'ufficio
era pieno di fumo, l'atmosfera era irrespirabile,
c'erano dappertutto cicche, bicchieri vuoti, resti
di panini, e i due uomini si erano tolte le cravatte
e le giacche; le facce di entrambi erano cos
provate che chi fosse entrato nell'ufficio senza
sapere niente avrebbe avuto difficolt a dire
quale dei due fosse l'assassino.
(1949 Il mio amico Maigret)
[36 ore]
Devi finire per confessare, anche se me ne
dovr star qui tre giorni e tre notti! Ne ho
conosciuto uno pi forte di te. Si dava delle arie
anche lui, entrando al "Quai des Orfvres". Era
ben vestito come te. E' durata a lungo. Eravamo
in cinque o sei a darci il cambio. Dopo trentasei
ore, sai che cosa gli capitato? Sai come
abbiamo fatto a capire che finalmente cedeva?
Dall'odore. Un odore nauseante come lui. Aveva
mollato tutto nei pantaloni!
(1949 Maigret e la casa del giudice)
[27 ore]
Il pi famoso dei suoi interrogatori, al Quai des

Orfvres, era durato ventisette ore, e si erano


dati il cambio in tre per non concedere a quel
tale un minuto di respiro.
(1954 Maigret e la giovane morta)
[30 ore]
Maigret sbadigli spingendo i fogli verso
l'estremit della scrivania. Firmate qui, ragazzi,
e poi potete andarvene a dormire. I "ragazzi"
erano probabilmente i tre elementi pi duri da
cucinare che fossero passati per le mani della
polizia giudiziaria da un anno a questa parte.
Uno di loro, quello che chiamavano Dd,
sembrava un gorilla e il pi mingherlino, che
aveva uno sguardo da pesce morto, avrebbe
potuto guadagnarsi la vita come lottatore da
fiera. Janvier pass loro i fogli e una penna
avevano sputato l'osso, i tre non si presero piu la
briga di discutere , non lessero neppure il
verbale del loro interrogatorio e firmarono con
aria disgustata. L'orologio di marmo segnava le
tre e qualche minuto e quasi tutti gli uffici del
Quai des Orfvres erano piombati nell'oscurit.
Da molto tempo non si udiva altro rumore che
quello lontano di un clacson o dei freni di un
tass che slittava sull'asfalto bagnato. Anche al
loro arrivo, il giorno prima, gli uffici erano
deserti, dato che non erano ancora le nove del

mattino. Pioveva gi, una pioggerella


melanconica e insistente. Da pi di trenta ore
essi stavano fra quelle mura, sia insieme, sia
separati, mentre Maigret e cinque suoi
collaboratori si davano il turno a tempestarli di
domande.
(1963 Maigret e il fantasma)
[41 ore in servizio]
Era gi passata l'una, quella notte, quando si
spense la luce nell'ufficio di Maigret. Il
commissario, con gli occhi gonfi per la fatica,
spinse la porta dell'ufficio degli ispettori dove il
giovane Lapointe e Bonfils restavano di guardia.
Buona notte, ragazzi bofonchi. Nel vasto
corridoio, le donne delle pulizie spazzavano ed
egli rivolse loro un piccolo cenno con la mano.
Come sempre a quell'ora, c'era corrente d'aria e
la scala che egli discendeva in compagnia di
Janvier era umida e gelida. Si era a met
novembre, era piovuto tutto il giorno. Dalle otto
del mattino del giorno prima, Maigret non aveva
lasciato l'atmosfera surriscaldata del suo ufficio
e, prima di attraversare il cortile, sollev il
bavero del soprabito. Vuoi che ti lasci da
qualche parte? Un taxi, chiamato per telefono,
aspettava davannti al portale del Quai des
Orfvres. In qualsiasi stazione di metr, capo.

Pioveva a dirotto. La pioggia rimbalzava sul


selciato. L'ispettore discese a Chatelet. Buona
notte, capo. Buona notte, Janvier. Era un
istante come ne avevano vissuti assieme a
centinaia, provando la stessa soddisfazione un
po triste.
(1965 La pazienza di Maigret)
[27 ore]
Ci sono fatti che a poco a poco entrano nella
leggenda. I funzionari si ricordavano l'un l'altro e
raccontavano ai nuovi arrivati il pi lungo
[falso] interrogatorio del commissario: un
interrogatorio di ventisette ore, durante il quale
il cameriere della birreria Dauphine non aveva
quasi mai smesso di portare nel suo ufficio birre
e panini.
INTORPIDIMENTO
(1930 Maigret e il castellano)
Trascin la sua sedia vicino al pozzo, si apr un
giornale sulla faccia per proteggersi dalle mosche
e, parola mia, non tard molto a cadere in una
piacevolissima sonnolenza. A poco a poco
l'acciottolio dei piatti che venivano lavati in
cucina diventava irreale, e Maigret, intorpidito,
sfuggiva al dominio ossessionante del suo morto.

(1931 Maigret al "Convegno dei Terranova")


Maigret lasciava errare il suo sguardo sul
paesaggio e il suo pensiero diventava fluttuante,
il suo cervello si intorpidiva in una fantasticheria
che ruotava intorno a un capitano Fallut sempre
pi inconsistente.
(1934 Maigret e il nipote ingenuo)
Maigret aveva caldo. Sentiva il corpo intorpidito,
ma non lo dava a vedere e l'espressione del viso
restava la stessa di quando, all'una e mezzo, era
montato di sentinella.
(1943 Maigret e la ragazza di provincia)
Gli odori provenienti dalla cucina promettevano
ottimi cibi, (...) Gli furono servite delle allodole e
gli fu minutamente spiegato il modo in cui i
contadini del Marais letteralmente le pescavano
di notte trascinando le reti per i prati. (...)
Prende un altro po' di pollo?... (...) C'era
troppo da mangiare, troppo da bere. Faceva
troppo caldo. Si ritir, intorpidito, nel salotto,
con i piedi davanti ai ceppi crepitanti.
(1947 Le vacanze di Maigret)
Anche nella sala da pranzo dell'albergo (...) Il
primo giorno, dopo aver preso il caff, aveva
ordinato un calvados. Da allora, Germaine gli
domandava invariabilmente: Calvados, signor
commissario? Lui non osava rifiutare. Era

intorpidito.
(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913])
Maigret (...) Aveva mangiato e bevuto troppo. Si
sentiva intorpidito e, se si fosse trovato in
campagna al posto del flautista, un riposino
sull'erba, magari all'ombra di un albero, non
glielo avrebbe tolto nessuno.
(1949 Maigret e la casa del giudice )
Be'! sospir Maigret che il caldo aveva
intorpidito.
(1950 Maigret al night-club)
Maigret si alz, intorpidito dal caldo dell'ufficio,
con la bocca ancora amara e un sordo dolore alla
nuca. (...) se ne avesse avuto il tempo, avrebbe
fatto un salto alla Brasserie Dauphine per buttar
gi un "mezzo" che l'avrebbe rimesso in sesto.
(1950 Un Natale di Maigret)
I due uomini aspettavano senza impazienza,
ciascuno nell'abbraccio di una poltrona, entrambi
nell'identico atteggiamento, tutti e due con un
bicchierino a portata di mano: e Maigret
incominciava a intorpidirsi.
(1957 Gli scrupoli di Maigret)
(...) Faceva molto caldo nel mio ufficio. Ero
intorpidito...
[]
(...) Maigret si alz pesantemente, col capo e la

mente intorpiditi, si diresse


(1965 La pazienza di Maigret)
Era stata una bella domenica. Il rag cuoceva a
fuoco lento nella cucina (...) Maigret in maniche
di camicia, col colletto aperto e il cappello di
paglia, sarchiava le aiuole e poi si assopiva, dopo
pranzo - dopo quel vinello bianco del paese - su
una sdraio a righe rosse e gialle dove il sole non
avrebbe tardato a raggiungerlo, senza tuttavia
sottrarlo a quel torpore.
[]
Maigret si alz pesantemente, intorpidito dal
caldo e dalla giornata faticosa.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
(...) Cosa c' da mangiare? (...) Fegato di
vitello alla casalinga. Era uno dei suoi piatti
preferiti. (...) Ne hai preso abbastanza per
poterlo mangiare freddo, domani, come
antipasto? Il fegato di vitello gli piaceva
moltissimo anche freddo, il giorno dopo. Come
dessert, mangi noci, fichi secchi e mandorle.
Aveva bevuto solo due bicchieri di Bordeaux,
tuttavia si sentiva intorpidito e and a sedersi
nella sua poltrona, accanto alla finestra.
[]
Maigret si soffi ripetutamente il naso, si alz, si
ferm un momento davanti alla finestra, infine si

vers un bicchierino della grappa che aveva


sempre di riserva nel suo armadio. Si sentiva
ancora intorpidito e aveva la spiacevole
impressione di muoversi in un universo ovattato.
[]
Maigret si alz tutto intorpidito, la fronte bagnata
di sudore.
ISPETTORE O BRIGADIERE? LUCAS
(1930 Maigret e il viaggiatore di terza classe)
Il brigadiere Lucas passava con delle carte in
mano dirigendosi verso l'ufficio del commissario.
(1931 Maigret e la casa delle tre vedove)
I due uomini si erano fermati e Lucas, che era
uno dei pi vecchi collaboratori di Maigret,
diceva: Prima di tutto, bisogna che Goldberg sia
venuto fin qui. Ha visto il cadavere, all'obitorio di
Etampes? No?... Un uomo di quarantacinque
anni, dai tratti israeliti molto pronunciati... Un
tipo piccolo e solido, con la mascella dura e la
fronte testarda coronata da capelli ricci da
montone... (...)
(1938 L'amico della signorina Berthe [in Due
giorni per Maigret])
(...)Quanto al collaboratore ucciso accanto a
me poco prima che andassi in pensione, non pu

essere che Lucas (...)


(1938 Stan l'assassino [in Due giorni per
Maigret])
A quella finestra, un vecchietto sedeva presso la
gabbia di un canarino e pareva non avesse altra
occupazione che quella di scaldarsi al sole finch
il buon Dio gli accordasse di vivere. Era Lucas, il
brigadiere Lucas, che si era abilmente
invecchiato di una ventina d'anni.
(1939 Maigret e il sergente maggiore)
Da un'ora buona il brigadiere Lucas telefonava
da tutte le parti senza riuscire a raggiungere il
suo capo.
(1940 Un'ombra su Maigret)
Maigret sorrise pensando a Lucas, il brigadiere
che, da quattro giorni, si era trasformato in un
vecchio infermo. Si trattava di sorvegliare la
banda dei Polacchi, (...) Lucas trasformato in
infermo, soffocato dagli scialli, li sorvegliava da
mattina a sera dalla finestra di un appartamento
di fronte.
(1941 Maigret e l'affare Picpus)
La porta si apre. E' il brigadiere Lucas, piccolo,
tondo, indaffarato, che a sua volta, si asciuga il
sudore dalla fronte.
[]
Mi capitato un incidente spiacevole, (...) Ma

nessuno poteva riconoscermi, perch mi ero


travestito da mendicante e... Imbecille!
Come?... Che dice? Tutti sanno, alla Polizia
Giudiziaria, che Maigret detesta i travestimenti.
Ma come impedire a Lucas di recitare una parte,
se questo rappresenta tutta la sua gioia nella
vita?
(1942 La ragazza di Maigret)
(...) guarda, Lucas fumando la pipa con una
placidit copiata da quella del commissario.
(1946 Maigret a New York)
E quando Lucas veniva a trovarlo, Lucas che era
stato per quindici anni il suo ispettore preferito,
era sottinteso che non si doveva assolutamente
alludere alla "Polizia".
(1946 Maigret a New York)
Anche gente che aveva lavorato con lui anni e
anni, come il brigadiere Lucas,
(1947 Ben tornato Maigret)
Si segga, signor commissario, prego. Anche lei,
signor... L'ispettore Lucas.
(1949 Maigret e la casa del giudice )
A Parigi, avrebbe avuto intorno a s tutta la sua
squadra, tipi in gamba che conoscevano i suoi
metodi e ai quali non avrebbe avuto quasi
bisogno di parlare: Lucas che era salito di grado,
Janvier, Torrence, e quelli dell'Ufficio

Segnaletico.
(1950 Un Natale di Maigret)
Lucas era pi o meno la sua copia; ma di una
testa pi basso, di spalle la met meno larghe, e
con un viso a cui si sforzava di dare una
espressione severa. Non per sfoggio,
probabilmente anzi senza rendersene conto, ma
per mimetismo, per ammirazione, era arrivato a
imitare il suo superiore nei minimi gesti, negli
atteggiamenti, nelle espressioni; e la cosa si
notava pi qui che in ufficio. Perfino quel suo
modo d'inumidire l'orlo del bicchierino prima di
bagnarvi le labbra.
(1951 Maigret e i gangster)
Quando uscirono dal Manhattan, entrambi in
cappotto e cappello nero, con un Maigret che
sembrava due volte pi grande e pi voluminoso
di Lucas, avevano un po' l'aria di due vedovi che,
al ritorno dal cimitero, avessero fatto tappa in
parecchi bar.
(1951 Maigret e la spilungona)
Lucas portava un panama che sulla sua testa
assumeva la forma di una capanna indigena o di
un porta lume.
(1951 Maigret e l'affittacamere)
Perch non viene a mangiare con noi? Il
bravo Lucas aveva probabilmente aggiunto: Le

assicuro che mia moglie ne sar felice. Povero


vecchio Lucas! Non era affatto vero, perch sua
moglie, che si agitava per ogni nonnulla e
detestava avere ospiti a pranzo, l'avrebbe
certamente sommerso di rimproveri. Avevano
lasciato insieme Quai des Orfvres verso le sette,
quando il sole non era ancora tramontato, si
erano diretti alla Brasserie Dauphine e avevano
preso posto nel loro angolo. Avevano bevuto un
primo aperitivo con quell'aria un po' as-sorta
delle persone che hanno finito la loro giornata.
Poi Maigret aveva picchierellato disinvolto una
moneta sull'orlo del piattino per chiamare il
cameriere e ordinargli un altro aperitivo. Sono
cose senza importanza, d'accordo. Cose a cui si
d un peso esprimendole, ma che in realt sono
appena percettibili. Tuttavia Maigret era convinto
che Lucas avesse pensato: " perch non c' sua
moglie, che il capo beve cos." Da due giorni,
infatti, la signora Maigret si trovava in Alsazia,
chiamata al capezzale di sua sorella che doveva
essere operata.
[]
Lucas gli and incontro col passo obliquo di un
cane bastonato.
[]
Nel racconto di Lucas, Maigret lo chiamava

spesso "figliolo", bench non vi fossero che dieci


o dodici anni di differenza fra loro.
(1957 Gli scrupoli di Maigret)
Tra tutti gli altri, Lucas era quello che aveva pi
fiuto, ma Lucas aveva un difetto: bastava
guardarlo per capire che era un poliziotto.
(1957 Maigret viaggia)
Lucas, che aspettava un rimprovero, si sent
ancora pi mortificato quando Maigret lo guard
con aria sorpresa, come se un errore di
valutazione di quel genere gli sembrasse
impossibile da parte del suo pi vecchio
collaboratore.
[]
(...) Ho quindi chiamato la P. G. con la massima
urgenza e l'ispettore Lucas... Brigadiere... Il
brigadiere Lucas, mi scusi, sembrava perplesso
(...)
(1962 Maigret e l'affare strip-tease)
Qualche minuto pi tardi, risalivano sull'auto
nera che Lucas guidava con molta prudenza.
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
Lucas era il pi anziano dei suoi collaboratori e il
commissario qualche volta gli dava del tu. La
stessa cosa succedeva con Lapointe, perch
aveva iniziato giovanissimo, quando ancora
aveva l'aria di un ragazzino troppo cresciuto.

1969 Maigret e il commerciante di vini


Sono
ancora io. Le presento l'ispettore Lucas, il mio
pi vecchio collaboratore.
ISPETTORI IGNORANTI
(1951 Maigret e la spilungona)
Boissier, in realt, avrebbe dovuto essere uno
dei loro, e lo sarebbe diventato gi da molto
tempo se una totale ignoranza dell'ortografia e
una scrittura infantile non gli avessero impedito
di superare gli esami pi elementari. Una volta
tanto, per, l'amministrazione non era stata
troppo malaccorta. Aveva nominato a capo del
servizio il commissario Peuchet, un vecchio
rudere sempre sonnolento, e aveva lasciato a
Boissier, tranne che per la redazione dei
rapporti, il disbrigo di tutto il lavoro e la
direzione dei colleghi.
(1964 Maigret sotto inchiesta)
Al "Quai", come anziano, non restava che il
vecchio Barnacle, un ispettore gi in servizio
quando Maigret era arrivato e che occupava
sempre lo stesso posto perch non era riuscito a
superare un solo esame. Lo chiamavano "il
raffreddato", a causa del suo raffreddore di testa
quasi perpetuo, oppure "il piedone". (...) Povero

Barnacle! Maigret non si era mai sentito tanto


vicino a lui. L'ispettore avrebbe lasciato il
servizio fra tre mesi. E Maigret?
ISPETTORE JANVIER ALBERT
(1931 Maigret e una vita in gioco)
Un po' pi lontano, sull'orlo della banchina di
pietra, un giovanotto biondo, con un
impermeabile e un berretto grigio, sembrava
sorvegliare lo scarico del barcone da cemento.
Era l'ispettore Janvier, uno dei pi giovani
elementi della Polizia Giudiziaria
[]
All'altra estremit del filo il venticinquenne
ispettore Janvier aveva la voce di un ragazzino
che sta per scoppiare in lacrime.
(1947 Ben tornato Maigret)
Janvier, che era sposato da appena un anno,
rispose, con un sorriso malizioso: Abbraccio
mia moglie.
(1949 L'amica della signora Maigret)
Janvier abitava sulla sua stessa strada, in rue
Raumur.
(1951 Maigret e l'affittacamere)
Abitavano in periferia, in una casetta che Janvier
si era fatto costruire tre anni prima, a causa dei

bambini, che tanto difficile allevare in un


appartamento a Parigi. Era molto fiero del suo
giardino. (...) Maigret aveva tratto di tasca la
pipa, poi l'aveva riposta ricordandosi che era
proibito fumare. La pipa gli mancava
terribilmente e fu l l per andarsene in cortile a
tirare qualche boccata. (...) Non poteva
nemmeno abbandonarli. Lavorava con lui da
quando era ancora un ragazzo, come adesso
Lapointe, e a volte gli capitava ancora di
chiamarlo il piccolo Janvier. (...) Albert... grid
la moglie con un singhiozzo soffocato.
Silenzio... ordin il chirurgo, che arrivava
sfilandosi i guanti di gomma. Janvier aveva gli
occhi aperti e sembr riconoscerli, perch un
tenue sorriso si disegn sulle sue labbra.
(1953 Maigret si sbaglia)
Janvier, fra i funzionari della polizia, era quello
che meno di tutti aveva l'aria del poliziotto.
(1954 Maigret e la giovane morta)
Janvier era tornato verso le tre, leggermente
brillo. Era raro vederlo cos, l'occhio pi acceso
del solito, la voce pi allegra.
(1957 Maigret viaggia)
(...) e fu sul punto di chiamare Janvier, ma
questi abitava nei sobborghi e forse non avrebbe
trovato subito un taxi.

(1964 Maigret sotto inchiesta)


Janvier era, insieme a Lapointe, il miglior
stenografo della squadra e poco dopo entr
nell'ufficio, di cui chiuse la porta.
(1971 Maigret e l'informatore)
Le presento l'ispettore Janvier, uno dei miei
principali collaboratori.
ISPETTORE LAPOINTE ALBERT
(1949 L'amica della signora Maigret)
[non beve mai!!!]
Maigret e Lapointe si ritrovarono sul marciapiede
soleggiato, in mezzo al frastuono del traffico.
Un aperitivo? propose il commissario. Non
bevo mai.
(1950 Maigret al night-club)
Mentre Maigret apriva la porta del suo ufficio,
comparve il piccolo Lapointe con le palpebre
arrossate e gli occhi febbrili. (...) Maigret si era
seduto. Disse lentamente: Non mi ero ricordato
che tu ti chiami Albert
(1952 Le due pipe di Maigret)
[beve aperitivi]
Quello bruno con tanti capelli. L'ispettore
Lapointe. (...) Cosa prendi? Lapointe osava
appena guardare la ragazza che, invece, lo

esaminava sorridendo. Un aperitivo.


(1954 Maigret e la giovane morta)
... e guarderai bene il cadavere. Il giovane
Lapointe, da due anni soltanto in servizio, fece
una smorfia. (...) Bravo Lapointe che, dopo due
anni di polizia giudiziaria era ancora capace di
arrossire.
(1955 La trappola di Maigret)
Lapointe (...) Dal canto suo, entr in un piccolo
bar dal pavimento coperto di segatura di legno,
ordin un aperitivo e si chiuse nella cabina
telefonica. (...) Fu il piccolo Lapointe ad arrivare
primo. Gli era toccata la riva sinistra, dalle parti
del boulevard Saint-Garmain, che conosceva
bene perch ci abitava.
[]
[beve birra]
A che punto sono, l dentro? Lapointe ha
fatto venire della birra e dei panini. Per tutti e
due? I panini s. L'altro ha preso dell'acqua
minerale.
(1955 Maigret e il corpo senza testa)
[beve vino]
Il vino aveva colorito le guance di Lapointe e i
suoi occhi brillavano un poco.
(1957 Gli scrupoli di Maigret)
Scelse il giovane Lapointe, meno allenato, meno

esperto, ma che spesso veniva scambiato per


uno studente o un giovane impiegato.
(1957 Maigret viaggia)
[beve birra, invece che whisky, per discrezione]
Maigret aveva accettato il bicchiere di whisky che
gli era stato offerto mentre Lapointe, per
discrezione, aveva preso soltanto della birra.
(1961 Maigret e la famiglia felice)
[beve grappa con acqua)
Io prendo una grappa allungata con acqua
disse Maigret. E tu, Lapointe? Una anche per
me, capo. (...) Maigret fece segno al cameriere
di riempire di nuovo i bicchieri.
(1966 Maigret e il ladro)
Lapointe seguiva il suo capo in silenzio, con
l'atteggiamento e lo sguardo di un cane fedele.
(1966 Maigret e il ladro)
[beve Porto]
preferirebbe un bicchierino di vecchio porto?
Preferisco una birra. E tu, Lapointe? Un
porto... mormor il giovane, arrossendo.
(1966 Maigret e il ladro)
Uscendo dalla cabina, il commissario non pot
trattenere un sorriso. La ragazza Fernande,
improvvisamente risvegliata dal suo torpore
alcolico, parlava con grande vivacit a Lapointe,
il quale appariva molto imbarazzato.

(1969 Maigret e il capellone imprudente)


Alle due, riuniva nel suo ufficio tre dei suoi
ispettori preferiti, Janvier, Lucas e il giovane
Lapointe che senza dubbio avrebbero chiamato
cos fino a cinquant'anni.
[]
Lucas era il pi anziano dei suoi collaboratori e il
commissario qualche volta gli dava del tu. La
stessa cosa succedeva con Lapointe, perch
aveva iniziato giovanissimo, quando ancora
aveva l'aria di un ragazzino troppo cresciuto.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
[detesta grappa]
Il vecchio pass dall'altra parte del banco e,
senza parlare, si riemp un bicchierino di grappa
che tracann d'un sorso. Ne volete? chiese.
Maigret fece segno di si. Lapointe, che detestava
la grappa, rifiut.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
[beve, accontentandosi, di un succo di frutta]
Prima di risalire in macchina, Maigret entr in un
bar e bevve un bicchierino di rum. Sperava che
gli avrebbe fatto bene. Lapointe si accontent di
un succo di frutta.
[]
Maigret segu il rituale e disegn una croce per
aria col rametto di bosso intinto nell'acqua

benedetta. Lapointe lo imit con una convinzione


quasi comica.
(1970 Maigret e la vecchia pazza)
[beve vino Beaujolais]
Dieci minuti dopo, Maigret e Lapointe erano
seduti a un tavolo della birreria Dauphine. Un
aperitivo? propose il padrone. No. Ci porti
subito una bottiglia di Beaujolais.
[]
Guardando curiosamente, la signora chiese: E'
suo figlio? Figlio di chi? Del commissario.
No, signora. Sono l'ispettore Lapointe. Ma
ancora un ragazzo! Ho ventisette anni.
[]
[beve birra]
Maigret e Lapointe scesero e all'angolo della
strada, il commissario entr in un bar. Quei due
m'hanno fatto venir sete. Una birra, per favore.
Cosa prendi? La stessa cosa. Due birre.
(1972 Maigret e il signor Charles)
[beve pastis]
Erano passati dieci anni da quando Lapointe era
entrato nella Polizia Giudiziaria e avevano preso
l'abitudine di chiamarlo il piccolo Lapointe. Era
alto e magro a quell'epoca. In seguito si era un
po' ingrossato. Si era sposato e aveva due figli.
Era rimasto ugualmente il piccolo Lapointe e

alcuni aggiungevano: il cocco di Maigret. (...) Il


padrone strinse loro la mano. Un piccolo pastis
per salutare la primavera?... Maigret esit e fin
per dire di s. Lapointe fece altrettanto e il
padrone port i bicchieri.
ISPETTORE LOGNON
(1950 Maigret al night-club)
(...) Alla fine del numero, Arlette era nuda
come un bruco. Il lungo naso bulboso di Lognon
pareva fremere di vergogna.
[]
Non avendo trovato una busta, si ficc le
fotografie nella tasca del cappotto, sorrise
all'indirizzo di Lognon, che i colleghi avevano
soprannominato l'ispettore Malgracieux, e si
avvi per le scale.
(1951 Maigret e i gangster)
Con un tempo simile e quando Maigret era gi
esasperato, sembrava uno scherzo udire a un
tratto all'altro capo del filo il nome di colui che
era soprannominato il "Malgracieux", ossia lo
sgarbato, l'uomo pi lugubre di tutta la polizia
parigina, dalla sgarberia talmente proverbiale
che alcuni pretendevano che fosse uno iettatore.
(...) Per quanto lo desiderasse ferocemente,

l'ispettore Lognon non apparteneva al Quai des


Orfvres, bens alla seconda zona del IX distretto
ed aveva il suo ufficio al commissariato di rue La
Rochefoucauld. (...)Maigret (...) Lognon lo
detestava. Lognon detestava tutti quelli che
avevano la fortuna di lavorare al Quai des
Orfvres, tutti i commissari, tutti coloro che
avevano un grado superiore al suo. Detestava gli
anziani perch erano pi anziani di lui e i giovani
perch erano giovani. (...) il diploma che
Lognon ha ricevuto per i venticinque anni di
servizio. (...) Lo faccia entrare. Lognon era
inzuppato e infangato come se avesse errato
tutta la notte per le strade, e aveva un tale
raffreddore che era costretto a tenere
continuamente il fazzoletto in mano. Chinava la
testa di lato come uno che si aspetta un
rabbuffo, e se ne stava in piedi in mezzo alla
stanza.
[]
(...) Quell'imbecille, a forza di voler far bene, si
metteva immancabilmente nei pasticci, convinto
che il mondo intero ce l'avesse con lui, e di
essere vittima di una congiura ordita per
impedirgli di ottenere una promozione e di
occupare finalmente alla Brigata Speciale del
Quai des Orfvres il posto che si meritava. Ci

che sconcertava maggiormente era il fatto che


Lognon aveva una notevole intelligenza, che era
effettivamente coscienzioso e l'uomo pi onesto
di questa terra. (...) Non fumava a causa della
signora Lognon, alla quale l'odore del tabacco
dava un certo malessere. (...) Lognon non
piangeva, ma il raffreddore gli inumidiva gli
occhi, ed era snervante vederlo ogni momento
col fazzoletto sul viso.
[]
(...) Realmente si poteva pensare che fosse
scalognato. Il suo settore era uno di quelli in cui
avveniva il maggior numero di delitti. Ebbene,
ogni volta che ne veniva commesso uno, o lui
non era di servizio, o per un motivo o per l'altro
interveniva la Brigata Speciale a prendere in
mano il caso. (...) Lognon torn a soffiarsi il naso
e guard Maigret con aria contrita.
[]
(...) Nell'attraversare l'anticamera, ebbe
l'impressione, in un angolo buio, di una presenza
estranea, si volt e fu sorpreso nello scorgere in
una poltrona Lognon che gli rivolgeva un pallido
sorriso.
[]
Maigret per poco non and su tutte le furie
perch sentiva che tutta quell'umilt era ancora

una forma di orgoglio. L'altro aveva l'aria di dire:


"Vede! Ho sbagliato. Lei avrebbe potuto
deferirmi al consiglio di disciplina. stato buono
con me. Lo riconosco, e me ne sto al mio vero
posto, quello di un poveraccio ... "Era idiota!
C'era tutto Lognon. E forse proprio a causa di
questo suo aspetto passava la voglia di aiutarlo.
Persino quel raffreddore che portava in giro
come una specie di espiazione: "Era andato a
cambiarsi. Ma il suo abito era liso come quello
del mattino, e le scarpe erano gi inzuppate.
Quanto al cappotto, doveva averne uno solo. "Se
aveva girato per Parigi, l'aveva fatto in autobus,
certamente, aspettando le vetture agli angoli
delle strade, sotto una pioggia torrenziale, e a
bella posta, per giunta. "lo non ho automobili a
mia disposizione! Io non posso e non voglio
prendere taxi, perch alla fine del mese la mia
dignit mi proibisce di discutere col cassiere, il
quale sembra sempre accusarvi di voler
imbrogliare sulla nota spese. Io non imbroglio. Io
sono un uomo onesto, un uomo scrupoloso."
"Maigret gli lanci un: Vuole parlarmi? Non
ho fretta. Quando potr ricevermi.
[]
Vada allora ad aspettarmi nel mio ufficio.
L'aspetter qui. Imbecille. Lugubre imbecille!

Eppure era impossibile non compiangerlo. Era


certamente molto infelice. Si rodeva. Maigret
usc dall'ufficio del capo venti minuti dopo, e
Lognon non si era mosso, non aveva fumato, era
rimasto immobile in anticamera a sgocciolare
come un ombrello. (...) Si soffi il naso come
certe donne le quali hanno avuto un lutto
recente e si mettono all'improvviso a versare
qualche lacrima.
[]
(...) Per un istante, Maigret era stato costretto a
guardare da un'altra parte. Infatti, nonostante
tutto, non aveva potuto fare a meno di sorridere
nel vedere il viso del "Malgracieux": aveva un
occhio tumefatto completamente chiuso e il
medico di Saint-Germain gli aveva coperto una
narice e un angolo della bocca con un cerotto di
un color rosa violento.
(1954 Maigret e la giovane morta)
Maigret non pens che il II Distretto era il
settore di Lognon, quello che i suoi colleghi
avevano soprannominato l'"ispettore sfortunato".
[]
Provava piet per il Malchanceux, lo sfortunato.
[]
Al Quai des Orfvres, intravide improvvisamente
una figura grigia nel vestibolo, vi riconobbe

Lognon con il naso pi rosso che mai. (...) La


gente che aveva visto Lognon attendere invano
doveva averlo preso non per un poliziotto, ma
per qualcuno che veniva a fare una confessione,
dato il suo aspetto cupo e taciturno. Questa volta
era davvero raffreddato, aveva la voce rauca e
doveva continuamente levare il fazzoletto di
tasca.
(1955 La trappola di Maigret)
La pi familiare delle tre figure era quella di
Lognon, l'ispettore del XVIII distretto. Da
lontano pareva ancora pi piccolo e pi magro, e
Maigret lo vedeva per la prima volta con un
cappello di paglia. (...) Era difficile immaginarsi
l'Ispettore Sgarbato, come lo chiamavano tutti
alla polizia e sui giornali, con un cappello di
paglia quasi allegro. (...) Lognon ancora con
loro? S. Contento? Difficile capirlo, dato
il tipo. Porta una cravatta rossa. Perch?
Sua moglie fa una cura. (...) Tuttavia Lognon
era rilassato, quasi ottimista. (...) Lognon arriv
con la cravatta rossa e il cappello di paglia. A
prima vista, ci si chiedeva che cosa fosse
cambiato in lui, e si restava sorpresi nel
constatare fino a che punto il colore di una
cravatta pu trasformare un uomo. Aveva
un'aria arzilla.

(1963 Maigret e il fantasma)


Era un borghese, come si diceva, uno dei venti
ispettori "civili" che avevano l'ufficio nel
municipio di Montmartre, all'angolo fra Rue
Caulaincourt e Rue du Mont-Cenis. Taluni lo
chiamavano l'ispettore Malgracieux, cio
sgarbato, per via della sua aria imbronciata.
Maigret, invece, lo chiamava l'ispettore
Malchanceux, cio sfortunato, e si sarebbe detto
infatti, che il povero Lognon avesse il dono di
attirare su di s tutti i guai. Piccolo e magro, era
raffreddato tutto l'anno, il che gli conferiva il
naso rosso e gli occhi lacrimosi da ubriacone,
mentre era probabilmente l'uomo pi sobrio della
polizia.
ISPETTORE NEVEU
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
Era proprio Neveu, che adorava aggiungere il
suo tocco personale. Gli piacevano i
travestimenti, che curava fino ai minimi dettagli.
ISPETTORE TORRENCE
(1929 Maigret e il Lettone)
Ordinami qualche bicchiere di birra e dei

sandwiches. Niente mollica, eh? Apr una porta


e chiam: Torrence!... E il brigadiere Torrence
lo segu nel suo ufficio. (...) Il cameriere della
birreria Dauphine entr, pos sul tavolo un
vassoio con sei birre e quattro sandwiches ben
ripieni. Baster? chiese constatando che
Maigret non era solo. Va bene cos. Senza
smettere di fumare, il commissario si mise a
mangiare e a bere, non senza aver offerto una
birra al brigadiere.
[]
Il commissario aveva quarantacinque anni.
Torrence, appena trenta. Ma c'era gi in lui
qualcosa di massiccio che ne faceva una
riproduzione un po' ridotta di Maigret [vedi poi
Lucas al posto di Torrence]. Avevano condotto
insieme tante inchieste senza pronunciare una
parola inutile.
[]
Maigret aveva preso la pipa e la borsa per il
tabacco che non conteneva pi che un po' di
polvere bruna. Con un gesto automatico,
Torrence gli porse un pacchetto di "gris" gi
cominciato [vedi poi Lucas al posto di Torrence].
[]
La sua mano esit nel tastare il petto. E quando
ebbe raggiunto il cuore, il commissario si irrigid,

rimase l, immobile sul tappeto, gli occhi fissi sul


suo compagno. Torrence era morto! La bocca di
Maigret, insensibilmente, si contrasse. Il suo
pugno si strinse e mentre le sue pupille si
intorpidivano, lanci, nel silenzio della stanza
chiusa, una terribile bestemmia.
(1939 Il delitto di Bagatelle)
Uno di loro Torrence, che adorava i
travestimenti, s'era vestito da garzone di lattaio,
cosa che fece trasalire il superiore.
(1950 Maigret al night-club)
Per combinazione c'era l Torrence, largo e ben
piantato con quelle sue mani di garzone
macellaio. Le persone che gli capitava di
interrogare non avrebbero mai supposto ch'era
di natura gentile e affettuosa.
[]
Prima che il cameriere entrasse nello sgabuzzino
di Torrence, Maigret afferr avidamente il
bicchiere appannato dal gelo e ne trangugi d'un
fiato il contenuto.
(1951 Maigret e i gangster)
Torrence pretendeva che i suoi pugni valevano
qualsiasi arma.
(1951 Maigret e l'affittacamere)
Riconobbe la voce tonante di Torrence che, al
telefono, aveva una sonorit da tromba.

(1957 Gli scrupoli di Maigret)


Torrence aveva ordinato un bicchiere di birra e,
macchinalmente, Maigret la bevve d'un fiato.
(1962 Maigret e l'affare strip-tease)
Aveva appena sorpreso nell'ufficio degli ispettori,
il grosso Torrence che mostrava ai suoi
compagni un mulinello da pesca, a lancio
[]
Nel frattempo, il grosso Torrence si era
sistemato in un bistrot, di fronte alla casa (...)
Se Torrence doveva passare l'intero pomeriggio
davanti al tavolino, sorvegliando la porta della
villa, quanti boccali di birra avrebbe trangugiato?
(1966 Maigret e il libanese)
Il grosso Torrence, che stava di guardia quel
giorno, apr la porta
(1970 Maigret e la vecchia pazza)
Mandi Torrence, se libero. Gli piace la molto
televisione.
ISTANTANEE
(1930 Maigret e il viaggiatore di terza classe)
Chiam il cameriere, pag. E, estraendo il
portafoglio dalla tasca, fece un gesto che Maigret
aveva visto spesso fare dagli uomini d'affari della
sua specie, che prendono l'aperitivo nei pressi

della Borsa, un gesto inimitabile, un modo di


gettarsi un poco all'indietro gonfiando il petto, e
di aprire con noncuranza ostentata quella cosa
sacra, quell'oggetto di cuoio colmo di danaro.
(1940 Un'ombra su Maigret)
Quando il taxi doveva fermarsi per un ingorgo,
capitava di vedere dal baso in alto i passeggeri di
un autobus impietriti come figure da museo.
(1945 La collera di Maigret)
Era alta e magra, con un viso tutte rughe, dove il
sudore aveva sciolto uno spesso strato di cipria.
Ci che pi in lei colpiva, erano gli occhi di un
nero intenso e di una straordinaria vitalit. (...)
Seguiva la cameriera, che poteva avere una
quarantina d'anni, molto brutta, con gli stessi
occhi a bottone di scarpetta della sua padrona.
(1949 Maigret dal giudice)
Lei lo segu docilmente, col suo sedere troppo
basso che ballonzolava come quello di una
grossa gallina.
(1959 Maigret alle assise)
Quanto ai giurati, erano immobili come se
fossero stati i personaggi di gesso di un presepe.
KIRSCH
(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913])

Maigret le mostr la tessera e da quel momento


la ragazza non gli tolse gli occhi di dosso; aveva
davanti un bicchierino: la signora Maigret aveva
tirato fuori il kirsch delle grandi occasioni.
(1961 Maigret e il ladro pigro)
Anche perch mi ha chiesto se avevo del vero
kirsch, non del kirsch di fantasia... Non ne
serviamo molto... Ho preso una bottiglia della
seconda fila, questa, guardi, con scritto in
tedesco sull'etichetta, e mi parso che gli
facesse piacere. Ha detto: E' di quello buono!
LADRI IN CASE ABITATE
(1951 Maigret e la spilungona)
Prima di introdursi in una casa o in un ufficio, li
sorvegliava (...) E per essere sicuro che dentro
non ci sia pi nessuno No. Gli indifferente.
Credo persino che preferisca lavorare dove c'
qualcuno anzich in un ambiente vuoto. E'
capace di muoversi senza fare il minimo rumore.
(1958 Maigret e i testimoni reticenti)
(...) e che aveva la fissazione di fare i colpi pi
difficili, come entrare nella camera di una coppia
addormentata e rubare i gioielli senza svegliarla.
Naturalmente non era armato.
(1961 Maigret e il ladro pigro)

Cuendet non si interessa che di appartamenti


occupati. Spesso, per penetrarvi, aspetta che i
padroni siano tornati da teatro o da qualsiasi
altro posto, che la donna abbia posato i gioielli in
una stanza vicina o anche, a volte, su un mobile
della camera da letto. (...) (...) Una volta ha
preso un cronometro sul comodino di un tale che
dormiva e nessuno ha sentito niente.
LAMPADA UFFICIO
(1941 Maigret e l'affare Picpus)
Franois, il vecchio usciere, non gli lascia
neanche il tempo di entrare nel suo ufficio. Quei
signori l'aspettano, signor commissario. Uno
sguardo verso la porta imbottita del capo.
Maigret capisce. La lampada dal paralume verde
accesa sulla scrivania, ma le tende non sono
tirate, le finestre sono spalancate sul panorama
dei quais e un fresco umido entra a folate nella
stanza.
(1942 La ragazza di Maigret)
Quante inchieste sono finite a quell'ora,
nell'ufficio di Maigret, quando i locali della Polizia
Giudiziaria sono deserti e un uomo di guardia
veglia nel corridoio, mentre la lampada dal
paralume verde illumina stranamente l'uomo, i

cui nervi hanno ceduto?


(1943 Maigret e la ragazza di provincia)
Nell'ufficio del giudice, la lampada, sul tavolo,
era coperta da un paralume verde. E, mentre
Brjon parlava, continuando a pulire le lenti degli
occhiali, Maigret pensava che anche sul suo
tavolo c'era una lampada col paralume verde;
ma quello del giudice era rigato come un
melone. (...) In realt, ascoltando con orecchie
distratte la storia che gli raccontava il giudice,
Maigret pensava al paralume verde, a quello che
era sul suo tavolo, invidiava il paralume rigato e
meditava di procurarsene uno simile.
(1947 Ben tornato Maigret)
Erano le quattro del pomeriggio. Nonostante
fosse ancora giorno chiaro, Maigret aveva acceso
la lampada verde che stava sul suo tavolo.
(1952 Le due pipe di Maigret)
Maigret, che aveva acceso la pipa, stava finendo
lentamente il suo secondo bicchiere di birra. Si
era seduto al tavolo. Aveva acceso la lampada
dal paralume verde, mentre le prime gocce di
pioggia cadevano sul davanzale della finestra.
(1957 Maigret viaggia Maigret)
(...) Accese la lampada col paralume verde sul
tavolo e indic una sedia di fronte alla sua.

LON PADRONE ESERCIZI PUBBLICI


(1929 Maigret e il Lettone)
Nel periodo invernale i pescatori si
accontentavano di bere e di mangiare ostriche e
aringhe nel caff. Maigret spinse la porta.
Attravers la sala oscura col suo compagno,
sbuc nella cucina, dove una piccola cameriera
gett un grido di stupore. Chiama il tuo
padrone... Lei grid senza muoversi: Signor
Lon!... Signor Lon!...
(1931 Maigret al "Convegno dei Terranova")
Ora Maigret, solo, spingeva la porta a vetri di
un'osteria del porto: al "Convegno dei
Terranova". (...) Ah!... Ah!... Provaci tu,
adesso!... Da bere, Lon!... (...) Vuole una
stanza?... domand Lon a Maigret. (...) Ehi!
signor commissario... Era Lon, il padrone del
"Convegno dei Terranova", che cercava di
raggiungerlo con un passo tanto veloce quanto
gli permettevano le sue corte gambe.
(1947 Le vacanze di Maigret)
Come il giorno precedente, aveva bevuto
parecchio. Non per colpa sua. Solo perch la sua
vita a Les Sables era impostata cos. Alle nove
del mattino, per esempio, quando scendeva, era
gi costretto a bere. (...) Il signor Lonard

sbucava invariabilmente dalla cantina. (...) Un


sorso di bianco, commissario? Era il primo della
giornata. Ed era proprio un eccellente vinello dai
riflessi quasi verdi.
(1953 Maigret si sbaglia)
Lucas? Il suo uomo ha chiamato da un bar che
all'angolo di boulevard Rochechouart con rue
Riquet. Si chiama Chez Lon.
(1970 Maigret e la vecchia pazza)
Dieci minuti dopo Maigret e Lapointe erano
seduti ad un tavolo della Brasserie Dauphine.
(...) Fece cenno al padrone: Due caff, Lon.
LETTURE
(1947 Ben tornato Maigret)
Aveva conservato l'abitudine, quando era
ammalato, di sprofondarsi nella lettura di un
romanzo di Dumas padre. Ne possedeva l'opera
completa, in edizione popolare, e le vecchie
pagine ingiallite e adorne di illustrazioni, dalle
quali si sprigionava il caratteristico odore di libri
vecchi, gli ricordavano tutte le piccole malattie
della sua vita.
LICENZIATI FINTI LAVORANTI

(1930 Maigret e il castellano)


Il nome di battesimo di suo marito Emile? E
sui documenti d'identit indicato, come
professione, viaggiatore di commercio? E'
l'agente della ditta Niel e Co. per tutta la
Normandia! (...) Mezz'ora dopo, cio alle dieci,
giungeva il telegramma della Niel: "Emile Gallet
non fa pi parte della ditta dal 1912".
(1941 La spilla a ferro di cavallo[senza Maigret])
Arrivando in stazione sono andato nel suo
ufficio. Ho chiesto di Charles e l'impiegato mi ha
risposto che erano due anni che non era pi
presso il signor Bastien... Andiamo, Nicolas,
impossibile! Anche stamattina uscito alle otto e
mezzo, come sempre...
(1950 Sette croci in un'agenda [in Un Natale di
Maigret])
Ha detto poco fa che suo fratello non ha
confessato a suo figlio di essere disoccupato.
Continuava dunque a uscire di casa e a rientrare
alla stessa ora? Perch?
(1950 Sette croci in un'agenda [in Un Natale di
Maigret])
Mi dispiace, signora. Son pi di due mesi che
suo marito stato licenziato dal'agenzia. Lei
mente. Vuole dire che da due mesi in qua,
andava egualmente ogni sera al lavoro? Dove

sarebbe andato? Alle Folies-Bergre? (...) (...)


Non sa niente. Assicura che lui ha portato la
paga negli ultimi mesi come sempre.
(1952 Le due pipe di Maigret)
Lavora a Parigi? E' vice-direttore da "Kaplan
e Zanin", in rue de Bondy. (...) Suo marito
aveva una vita regolare? Quanto c' di pi
regolare, mia sorella pu confermarvelo. La
mattina prendeva all'angolo della strada
l'autobus che lo portava alla stazione di Juvisy,
in tempo per il treno delle otto e diciassette.
Faceva sempre il tragitto con il signor Beaudoin,
che lavora alle imposte dirette. Alla gare de Lyon
scendeva nel metro e ne usciva alla stazione
Saint-Martin. (...) L, da "Kaplan e Zanin",
secondo la signora Thouret, Louis Thouret aveva
lavorato tutta la vita e lavorava ancora il giorno
prima. (...) La portinaia, la cui guardiola dava
sull'androne, era occupata a esaminare la posta.
"Kaplan e Zanin"? domand Maigret.
Saranno tre anni il mese prossimo che la ditta
non esiste pi, mio caro signore.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
Ancora no. Mi sono informata presso la sua
ditta, ma sono sei mesi che non ci mette piede.
(...) Lei non ha sospettato di nulla finch suo
marito non scomparso? No. Non so se

andava a lavorare altrove, ma usciva di casa


sempre alla stessa ora e rientrava pure alla solita
ora. E le consegnava alla fine del mese la
medesima somma? Si. Gli lasciavo quaranta
franchi al mese per le sigarette e le piccole
spese.
LINGUA NEVE
(1950 Un Natale di Maigret)
Non era neve sul serio. Cadeva dal cielo come
una fine polvere bianca facendogli tornare in
mente che, da piccino, cavava la lingua per
coglierne qualche granuzzo. (...) Anche alla sua
finestra una tendina appariva inquieta. Era la
signora Maigret che stava in vedetta per sapere
se poteva mettere il pollo sul fuoco. Da basso,
egli le fece un piccolo cenno con la mano; e si
ritenne a stento dal cacciar fuori la lingua per
catturare uno di quei microscopici ghiaccioli che
fluttuavano nell'aria e dei quali rammentava
ancora il caratteristico gusto insipido.
LINGUA PIOGGIA
(1955 La trappola di Maigret)
La signora Maigret fece finta di non accorgersi di

ci che il commissario stava facendo,


furtivamente, come quando era un ragazzo.
Quella pioggia era talmente fresca e gustosa che
di tanto in tanto egli sporgeva la lingua per
succhiarne qualche goccia. Aveva un sapore
straordinario.
LIQUORI SCIROPPOSI
(1945 La collera di Maigret)
Le nove e mezzo: e non si era ancora alzato.
(...) "Beve sodo" si diceva ora, in quel
dormiveglia che non osava interrompere di
colpo, per paura del forte mal di testa che
certamente lo aspettava al risveglio (...)
Prenderei volentieri un bicchierino le aveva
detto sedendole vicino, o piuttosto, installandosi
a cavalcioni su una sedia. E a lei, signora
Jeanne? Che cosa posso offrirle? Pareva
intingesse il naso nel kuemmel, ecco, e anche
lui, per cortesia, aveva bevuto kuemmel. Ne
sentiva ancora la nausea. Giur che non avrebbe
mai pi bevuto una goccia di kuemmel in tutta la
vita. (...) Jeanne non doveva essersi ancora
alzata. Cos egli si decise a scendere dal letto, a
dirigersi verso il bagno, prima di tutto per bere,
per bere della buona acqua fresca a lunghi sorsi,

poi per lavare il cattivo sudore che sapeva di


alcool, di kuemmel. No! Non avrebbe mai pi
bevuto un bicchierino di kuemmel.
(1951 Maigret e l'affittacamere)
Doveva dare la colpa alla chartreuse? Aveva
sempre detestato i liquori, che formavano invece
la delizia della signorina Clment. Come gi il
giorno prima, non aveva lasciato passare molto
tempo prima di andare a prendere la bottiglia
nella credenza, e, solo a guardare la bottiglia,
ripiena di un liquido verde sciropposo, il suo viso
esprimeva una golosit infantile e i suoi occhi
brillavano mentre si passava la lingua sulle
labbra. Maigret non aveva avuto il coraggio di
rifiutare. (...) La piccola osteria di fronte, dove
Maigret aveva cenato, aveva gi chiuso da un
po', e in quel preciso istante, chiss perch,
Maigret incominci a pensare ad un bel bicchiere
di birra fresca. Forse perch un autobus si era
arrestato sul boulevard Saint-Michel
ricordandogli le birrerie di quel rione? Quel
pensiero divenne presto una vera e propria
ossessione. La chartreuse gli aveva lasciato la
bocca pastosa, inoltre sentiva ancora in gola il
grasso del rag di castrato che aveva mangiato
dall'alverniese e che gli era parso tanto gustoso.

LOCALI PUBBLICI
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(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913])
Louis era grande e grosso, e doveva avere circa
quarantacinque anni. Gli occhi scuri erano
sormontati da sopracciglia foltissime.
(1949 Maigret dal giudice)
Pensa che sia un'azione da gentiluomo
abbandonare una donna, di notte nel deserto?
Ward non rispose. Aveva la fronte bassa e
Maigret osserv che le folte sopracciglia gli
davano un'espressione ostinata.
1950 Maigret al night-club Era molto scuro di

carnagione, aveva i capelli molto folti attaccati


bassi sulla fronte e delle foltissime sopracciglia
nere. (...)
(1951 Maigret e l'affittacamere)
Il padrone era un alverniese con dei folti
mustacchi e i capelli attaccati bassi sulla fronte.
(...) L'alverniese aggrott le folte sopracciglia
(...)
(1956 Uno scacco di Maigret)
Non ha letto niente nei giornali? Eppure hanno
pubblicato la mia fotografia. Ho avuto dei guai,
laggi. alla fine hanno capito che non l'avevo
fatto apposta. Aveva i capelli folti, la fronte
bassa.
(1962 Maigret e il cliente del sabato)
Appena aveva sentito il suono della sua voce
Maigret aveva provato antipatia per l'amante di
Rene e ne era scontento. La sua antipatia non
era dovuta a quanto gli aveva detto Planchon.
Era dovuta alla voce stessa, dall'accento pigro e
aggressivo. Avrebbe giurato che Prou, parlando,
guardava l'apparecchio con aria diffidente, che
non rispondeva mai direttamente alle domande.
Apparteneva a un genere di uomini che egli
conosceva bene, uomini che non si lasciano
impressionare facilmente, che vi squadrano con
aria ironica, e che, alla prima domanda

imbarazzante, aggrottano le folte sopracciglia. E


Prou aveva veramente la(sic) sopracciglia folte e
i capelli attaccati bassi sulla fronte? (...) Maigret
non si era sbagliato immaginandolo con capelli
nerissimi, attaccati bassi sulla fronte, delle folte
sopracciglia.
(1972 Maigret e il signor Charles)
Fu il barman che intervenne, un omone dalle
sopracciglia estremamente folte.
LUNA INFLUSSI MALEFICI
(1947 Ben tornato Maigret)
Maigret pens: "Ci siamo. Un altro pazzo... E' la
giornata..." Aveva infatti notato altre volte che i
pazzi si manifestano in generale nello stesso
periodo di tempo, come se fossero influenzati
dalla medesima lunazione. Si ripromise di
consultare il calendario.
(1955 La trappola di Maigret)
Era il famoso Tissot che dirigeva Saint-Anne,
l'ospedale psichiatrico di rue Cabanis. (...) La
gente d molta importanza alla luna quando si
tratta di azioni che non pu spiegare altrimenti.
Lei ci crede? Come medico no. Come
uomo? Non lo so.

MAIGRET BARISTA
(1932 Maigret al Liberty Bar)
Maigret si alz con un gesto d'impazienza: per
evitare un'eventuale manovra delle due donne (il
cliente poteva essere, ad esempio, un complice
di Joseph) prefer andare lui stesso al bar. Cosa
vuole? (...) Una birra... balbett,
abbandonando il biliardino. (...) Non ce n'.
Maigret almeno non ne vedeva a portata di
mano! Allora, quello che vuole... Un porto...
Gli vers un liquore qualunque, nel primo
bicchiere che gli capit sotto mano, e l'uomo non
fece che bagnarsi le labbra. Quant'? Venti
franchi! (...) Il cliente se ne and,
domandandosi in che razza di posto fosse mai
capitato e Maigret, tornato nell'altra stanza,
sedette a cavalcioni di una sedia.
(1947 Ben tornato Maigret)
Le imposte del caff erano chiuse, come le
avevano trovate. L'atmosfera era quella di uno
dei soliti piccoli bar, dopo la chiusura, quando le
lampade sono ancora accese, i tavolini al loro
posto, il pavimento cosparso di segatura. Maigret
prese alcuni bicchieri dalla credenza.
Picon-granadine? Export-Cassis? Export.
Egli si serv un Suze ricordandosi della bibita

preferita dal suo morto.


(1955 Maigret e il corpo senza testa)
Maigret rimase un momento sulla soglia con uno
strano sorriso sulle labbra. Era la prima volta
nella sua carriera che restava solo in un locale
pubblico come se fosse lui il proprietario, e l'idea
lo divert talmente che scivol dietro il banco.
MAIGRET NOME
(1933 Maigret e la chiusa n. 1)
[Joseph]
Prenda nota: "Tra i sottoscritti Ducrau Emile e
Maigret... Nome?... e Maigret Joseph, stato
convenuto quanto segue: A partire dal 18 marzo
p.v., il signor Joseph Maigret prender servizio
presso..."
(1945 La collera di Maigret)
[Jules]
Jules!... Perbacco!... Che cosa fai qui?
Scusi... Prima di tutto da anni e anni nessuno
lo chiamava Jules, a tal punto che aveva quasi
dimenticato il proprio nome. La moglie stessa, e
ci finiva per farlo sorridere, aveva la mania di
chiamarlo Maigret.
(1946 Maigret a New York)
[Jules]

Io mi chiamo Michael... Sa... Mi pu chiamare


Michael... non per questo io la chiamer Jules,
perch so che questo il suo nome di battesimo
e che a lei non piace...
(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913])
[Jules Amde Franois]
Davanti a una delle scrivanie il segretario del
commissario del quartiere Saint-Georges
muoveva le labbra come uno scolaro, chino su di
un piccolo libro di recente pubblicazione: "Corso
di segnaletica descrittiva ad uso dei funzionari e
ispettori di polizia". Sul risguardo era scritto a
penna, in maiuscoletto: "J. Maigret". (...)
[]
Era una ragazzona sana e piena di vitalit che
poteva restare giornate intere nel loro
appartamento del Boulevard Richard-Lenoir
senza annoiarsi un istante. A che pensi, Jules?
A quei tempi non lo chiamava ancora Maigret.
[]
Un individuo che giaceva sul marciapiede ha
dichiarato di chiamarsi Maigret, Jules, Amde,
Franois...
(1949 Maigret dal giudice)
[Jules]
Qual' il suo nome?" Non poteva dire di non
averne uno e, a malincuore, doveva confessare

di chiamarsi Jules.
1951 Maigret e i gangster
[Jules]
Hello! Jules!
(1952 La rivoltella di Maigret)
[Jules Joseph Anthelme]
Quando era andato a trascorrere alcune
settimane negli Stati Uniti, dietro invito del
F.B.I., l'argomento trattato era stato in gran
parte quello delle armi. Gli americani, prima
della sua partenza, gli avevano fatto dono di
un'automatica della quale erano molto fieri, una
Smith e Wesson 45 speciale, a canna corta, il cui
scatto era estremamente sensibile. Recava inciso
il suo nome. "To J. J. Maigret, from his F.B.I.
friends". (...) Gli americani che hanno l'abitudine
di usare due nomi, si erano informati dei suoi.
Dei primi due, per fortuna: Jules-Joseph. In
realt ne aveva un terzo: Anthelme.
(1953 Maigret ha paura)
[Jules]
Lei qui, Jules! Da quanti anni nessuno lo
chiamava pi cos?
(1954 Maigret solo)
[Jules]
Arrivederci, Jules.
(1955 Maigret e il corpo senza testa)

[Jules]
Non sei comico Jules. Era raro che lo
chiamasse cos, e avveniva solo quando era
intenerita.
(1959 Maigret alle assise)
[Jules]
Il suo nome, cognome, et e professione...
Maigret, Jules, cinquantatr anni commissario
capo della Polizia Giudiziaria di Parigi.
(1964 Maigret sotto inchiesta)
[Jules]
(...) Il suo nome? Maigret... Jules Maigret...
(1966 Maigret e il libanese)
[Jules]
Jules ... Il telefono ... Aveva udito, infatti, un
rumore che, nel sonno, sembrava minaccioso,
ma nemmeno per un attim0 aveva pensato che
si trattava della suoneria del telefono, che lui era
nel suo letto, in preda a un incubo del quale non
si ricordava gi pi, e sua moglie lo stava
scrollando.
MAIGRET PADRE NOME
(1932 Maigret e il caso Saint-Fiacre)
Qui giace Evariste Maigret..."

MANHATTAN COCKTAIL
(1931 Maigret e una vita in gioco)
Il commissario ud qualcuno ordinare: Un
"Manhattan"... E lui: Lo stesso per me...
disse. Era della generazione delle birrerie e dei
bicchieri di birra.
(1946 Maigret a New York)
Bench odiasse profondamente i cocktail e i
luoghi stupidamente lussuosi, Maigret si ferm al
bar e bevve due "Manhattans".
MASCALZONI
(1934 Maigret e il nipote ingenuo)
Quando Maigret gli pass davanti sfiorandolo,
Cageot schiuse la bocca in un sorriso insultante,
al quale il commissario reag con uno scatto
brutale, incontrollabile. La sua mano si abbatt
sulla guancia del Notaio.
(1939 Maigret e il sergente maggiore)
Una voce lo fece trasalire. Veniva dalla
penombra, ch solo il lume che stava sulla
scrivania era acceso. Commissario, io protesto
contro ... Allora, a un tratto, Maigret parve
rammentarsi d'aver dimenticato qualche cosa.
Abbass la tendina della finestra. Poi si guard le

mani. Era un Maigret che pochi conoscevano, e


costoro se ne vantavano raramente. Vieni qui,
mio piccolo Ramuel... Vieni qui, ti dico! ...
Avanti! ... Non aver paura! ... Che cosa? ..
Pensa che, dopo che ho scoperto la verit ho
una voglia matta di ... In un attimo, il pugno di
Maigret part e si abbatt sul naso del contabile
che aveva alzato il braccio troppo tardi. Ecco !
... Non molto regolare, certo, ma fa bene ...
(1946 Maigret a New York)
Forse lei sar diventato un uomo onesto o
qualcosa che da fuori rassomiglia a un uomo
onesto, ma a quell'epoca lei era una vera
canaglia. (...) Vada avanti, per favore!... Sono
sicuro che non deve essere una bella scena
vederla adesso, signor Daumale... Non mi
dispiace pi interrogarla per telefono, perch
credo che mi sarebbe molto difficile trattenermi
dal darle un pugno in piena faccia.
(1949 Il mio amico Maigret)
Maigret si mise a girare intorno nella stanza,
come un orso. Si ferm davanti a Filippo de
Moricourt e improvvisamente, senza che nulla
potesse far prevedere il suo gesto, senza che
stavolta il giovanotto avesse il tempo di
proteggersi, gli batt una manata in pieno viso.
Si sent sollevato.

(1951 Maigret e la spilungona)


Dovette fare uno sforzo per non metterle le mani
addosso, malgrado l'et della donna, perch un
sorrisetto involontario venne a delinearsi sulle
sue labbra sottili.
(1962 Maigret e l'affare strip-tease)
Aveva pronunciato queste ultime parole con un
disprezzo che non aveva mai manifestato
davanti a un essere umano.
(1965 La pazienza di Maigret)
Vede, ci sono mascalzoni e mascalzoni. Ad
alcuni posso stringere la mano, come per
esempio a Palmari. Ma lei della specie
peggiore, di quella che non si pu guardare in
faccia senza provare la voglia di colpire o di
sputare. E il commissario fece veramente uno
sforzo per contenersi.
MAUPASSANT
(1953 Maigret ha un dubbio)
(...) Lei aveva venti anni pi di Louis. Non le
dispiaceva alzare il gomito. Allora, siccome era
gelosa come il diavolo e il danaro era suo, lui l'ha
ammazzata a forza di bicchierini. Mi capisce? Si
ingegnava a farla bere a pi non posso e non era
raro che subito dopo pranzo lei dovesse gi

salire a coricarsi. Ha tenuto duro per sette anni,


con un fegato come un sasso e alla fine lui ha
potuto offrirle un bel funerale. (...)
[Ricorda la novella di M. Le petit ft (Il
barilotto)]
MEDICAMENTI FUORI MODA
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
Non mi piace quando cominci ad avere la gola
rossa. Fra un momento ti dar una pennellata.
Lo sai bene che rischi fi farmi vomitare. Non
sentirai niente. Mi hai detto la stessa cosa
l'ultima volta e tutto andato benissimo. Era
un liquido vischioso, a base di blu di metilene,
col quale gli imbrattavano la gola con l'aiuto di
un pennello. Era un medicamento fuori moda,
ma la signora Maigret gli era rimasta fedele da
oltre vent'anni.
MEDICINA STUDI
(1947 Le vacanze di Maigret)
Proprio di fronte stazionavano due lunghe
automobili lucenti, che davano la medesima
sensazione di decorosa agiatezza. Maigret le
aveva viste altre volte e sapeva che

appartenevano a due chirurghi. "Anch'io avrei


potuto essere chirurgo" pens. E possedere
un'automobile simile. Probabilmente, chirurgo
no, ma era un fatto che avrebbe potuto essere
medico, che aveva iniziato gli studi di medicina e
che qualche volta ne aveva nostalgia. Se suo
padre non fosse morto tre anni troppo presto ...
[]
Sognavo di fare il medico e ho frequentato i
primi tre anni di medicina. La morte di mio padre
ha interrotto i miei studi e il caso mi ha fatto
entrare nella polizia.
(1948 La prima inchiesta di Maigret [1913])
E, cosa strana, tutto ci aveva radici nei suoi
sogni di fanciullo e di adolescente. A causa della
morte di suo padre aveva dovuto interrompere al
secondo anno gli studi di medicina, ma in realt
non aveva mai avuto l'intenzione di essere
medico, di curare dei malati. Per dire la verit, il
mestiere che Maigret aveva sempre desiderato
fare non esisteva; giovanissimo, al suo paese,
aveva avuto l'impressione che una quantit di
gente non fosse al suo posto e prendesse una
strada sbagliata solo perch non sapeva quale
strada prendere. Ed immaginava un uomo
intelligente e soprattutto pieno di comprensione,
medico e sacerdote nello stesso tempo, un uomo

che, con un colpo d'occhio, comprendesse il


destino altrui. La risposta che aveva dato poco fa
a sua moglie, nei riguardi di Germaine, era
appunto su quello stile: Se la ragazza fosse
rimasta ad Anserval.... La gente sarebbe
venuta a consultare un uomo simile come si
consulta un medico; un uomo che sarebbe stato,
in un certo senso, un facitore di destini. E non
solo per la sua intelligenza: aveva forse bisogno
di possedere un'intelligenza eccezionale? Ma
perch era capace di vivere la vita di tutti gli
uomini, di identificarsi con tutti gli uomini.
Maigret non aveva mai parlato di questo con
nessuno; quasi quasi non osava neanche
pensarci perch certo si sarebbe preso in giro da
s. Non era forse entrato nella polizia? Per caso,
certo, ma era poi stato veramente un caso? E i
Poliziotti, qualche volta, non sono un po' dei
facitori di destini? La notte precedente, in sogno
ed anche quando era sveglio, aveva vissuto con
quella gente che conosceva appena, di cui non
sapeva quasi nulla; a cominciare dal vecchio
Balthazar che era morto gi da cinque anni; ed
ora portava con s, nella stanza di Germaine, a
cui stava bussando, tutta la famiglia.
(1953 Maigret ha paura)
Erano stati amici un tempo, quando Maigret per

due anni frequentava medicina all'universit di


Nantes.
(1955 La trappola di Maigret)
Molte volte, dopo quegli incontri, l'interlocutore
di Maigret gli aveva chiesto, guardandolo
gravemente: Non ha mai avuto la tentazione di
studiare medicina? . Il commissario rispondeva,
arrossendo, che quella era stata la sua prima
vocazione, e che la morte del padre lo aveva
costretto ad abbandonare gli studi. Non era
strano che costoro lo capissero, dopo tanti anni?
La loro maniera di occuparsi dell'uomo, di
osservarne le pene e gli scacchi era quasi la
stessa. E il poliziotto non cercava di nascondere
il proprio piacere nel constatare che dei
professori dal nome universalmente noto
finissero per conversare con lui come se fossero
colleghi.
METEO
(1930 Maigret e il castellano)
Maigret si tolse la giacca, infil un fazzoletto
sotto il cappello a bombetta allo scopo di
proteggersi la nuca, (...) Il sole era di un triste
color rame. Le mosche mordevano rabbiose,
annunciando il temporale.

(1930 Maigret si commuove )


I fatti erano stati ricostruiti nei minimi
particolari, ma senza alcun risultato: la scoperta
dei due carrettieri di Dizy rimaneva avvolta nel
pi fitto mistero. La domenica - era il 4 di aprile
- la pioggia cadeva a rovesci fin dalle tre del
pomeriggio.
[]
E la pioggia cadeva senza tregua su un brutto
paesaggio. A destra e a sinistra l'orizzonte era
delimitato da colline argillose su cui le vigne, in
quella stagione, parevano croci di legno in un
cimitero di guerra.
(1931 Maigret e il cane giallo)
Maigret guard attraverso i vetri. Non pioveva
pi, ma le strade erano piene di fango e il vento
continuava a soffiare con violenza. Il cielo era di
un grigio livido.
[]
L'indomani mattina Maigret era talmente di buon
umore, che l'ispettore Lroy si arrischi a
seguirlo chiacchierando e perfino a fargli delle
domande. D'altronde, senza che se ne potesse
spiegare il perch, la distensione era generale.
Forse dipendeva dal tempo che,
improvvisamente, si era messo al bello. Il cielo
pareva essere stato lavato di fresco. Era azzurro,

di un azzurro un po' pallido, ma scintillante, nel


quale vibravano delle leggere nuvole. L'orizzonte
sembrava pi vasto, come se la calotta del cielo
si fosse spalancata. Il mare, calmissimo,
scintillava, punteggiato da piccole vele che
parevano altrettante bandierine piantate sulla
mappa di uno stato maggiore. Ora basta un
raggio di sole per trasformare Concarneau,
perch allora le mura della citt vecchia, lugubri
sotto la pioggia, diventano di un bianco
allegrissimo, splendente.
(1931 Maigret e una vita in gioco)
Parigi aveva l'aspetto triste delle brutte giornate
di ottobre. Dal cielo, simile a un soffitto sudicio,
cadeva una luce cruda. Sui marciapiedi
rimanevano tracce della pioggia notturna e i
passanti avevano l'aria arcigna di gente che non
si ancora adattata all'inverno.
(1932 Maigret e il pazzo di Bergerac)
Il caso, sempre il caso! Il giorno prima, Maigret
non sapeva che avrebbe intrapreso un viaggio.
Eppure era la stagione in cui Parigi cominciava a
pesargli: era un mese di marzo in cui si sentiva
gi la primavera nell' aria, con un sole chiaro,
acuto, quasi tiepido.
(1938 La stella del Nord [in Due giorni per
Maigret])

Il giorno appena iniziato gli mostrava la pioggia


sui marciapiedi dove i lampioni erano ancora
illuminati e questa atmosfera gli ricordava molti
interrogatori che, cominciati al principio del
pomeriggio, si erano conclusi, in quell'ufficio,
all'alba, con la confessione di un colpevole
estenuato mentre chi in
(1938 L'innamorato della signora Maigret)
Maigret leggeva, lentamente, fumando la pipa a
piccole boccate, interrompendosi ogni tanto per
guardare scorrere la Senna nel bagliore del sole
mattutino, o per scrivere una parola o due che
lui solo poteva capire, sul suo taccuino, celebre
tanto per la sua volgarit quanto perch dopo
anni e anni che lo usava, aveva annotazioni in
tutti i sensi, le une sulle altre, tanto da chiedersi
come uno ci si potesse raccapezzare.
(1938 Stan l'assassino [in Due giorni per
Maigret])
Un piccolo Macon bianco... brontol il
commissario. (...) Maigret assaporava il suo
vinello bianco secco, mentre con lo sguardo non
pareva cercare niente di speciale nella folla
variopinta che brulicava sotto il sole primaverile.
(1939 Il delitto di Bagatelle)
L'osservatore registrava quella sera otto gradi
sotto zero.

(1940 Un'ombra su Maigret)


La pipa che Maigret accese sulla soglia di casa in
boulevard Richard- Lenoir, era gi pi gustosa
delle altre mattine. La prima nebbia era una
sorpresa piacevole, come per i bambini la prima
neve, tanto pi che non era la brutta nebbia
giallastra di certi giorni d'inverno, ma un vapore
lattiginoso nel quale erravano aloni di luce.
Faceva fresco. Si sentiva un pizzicore alla punta
delle dita, alla punta del naso e le suole delle
scarpe risuonavano con un rumore secco sul
selciato.
[]
Erano le cinque del pomeriggio. La nebbia s'era
trasformata in acquerugiola e i lampioni erano
stati accesi prima del solito.
[]
Pioveva ancora, quella mattina; una pioggia
dolce, triste, rassegnata come una vedovanza.
Non la si vedeva cadere, non la si sentiva,
eppure invadeva tutto di una lacca fredda, e la
Senna era coperta da miliardi di cerchietti vivi.
Alle nove, si aveva l'impressione di andare a
prendere un treno all'alba, poich il giorno non si
decideva a spuntare e i lampioni a gas
rimanevano accesi.
(1941 Maigret e l'affare Picpus)

agosto. Parigi odora di asfalto.


(1942 La ragazza di Maigret)
Quell'anno era la prima volta che usciva senza
soprabito, la prima volta che si trovava in
campagna alle dieci del mattino. Anche la sua
grossa pipa aveva un gusto di primavera. Faceva
ancora fresco.
[]
L'aria dolce. Il cielo volge sensibilmente al
viola. Sbuffi freschi vengono dalla campagna e
Maigret si sorprende, con la pipa tra i denti, a
stare un po' curvo, come stava Lapie. Ecco che
perfino trascina un po' la gamba sinistra, mentre
si dirige verso la dispensa. Apre il rubinetto del
barile di vino ros, sciacqua il bicchiere e si
serve...
[]
Il temporale vicino. L'orizzonte diventa di un
viola minaccioso e i raggi obliqui del sole
sembrano pi acuti; le mosche pizzicano.
(1943 Maigret e la ragazza di provincia)
Erano le cinque. La sera era scesa insieme ad
una fitta nebbia.
(1945 La collera di Maigret)
La signora Maigret, che sbucciava piselli in una
zona di ombra calda - il blu del grembiule e il
verde delle bucce creavano forti macchie di

colore - la signora Maigret - le cui mani non


erano mai oziose, fossero le due del pomeriggio
nella pi calda giornata d'un agosto
insopportabile - la signora Maigret che
sorvegliava il marito come un bambino, si
inquiet: Scommetto che ti alzi gi!
(1946 Maigret a New York)
Le ultime ore della traversata erano state le pi
difficili. Ancora adesso, nell'estuario, a pochi
chilometri dalla statua della Libert, una forte
mareggiata sollevava la nave ... Pioveva.
Piovigginava, o meglio, una fredda umidit
calava da tutte le parti, impregnava ogni cosa,
rendeva neri e scivolosi i ponti, laccava i
parapetti e le paratie metalliche.
(1947 Ben tornato Maigret)
Si era di febbraio. La temperatura era mite e nel
cielo, lucente di un pallido sole, passava di tanto
in tanto qualche nuvola carica di pioggia.
(1949 L'amica della signora Maigret)
L'aria era frizzante e su Parigi scintillava il sole.
[]
Splendeva sempre un bel sole, con un freddolino
secco che faceva uscire il vapore dalla bocca e
raffreddava la punta delle dita. (...) Maigret
pass nel suo ufficio, si tolse cappello e cappotto
e riemp di carbone, nonostante il clima mite,

l'unica stufa ancora esistente nel palazzo - che


aveva faticato tanto a farsi lasciare quando era
stato installato il riscaldamento centrale.
(1949 Maigret e la casa del giudice)
Maigret fumava lentamente la pipa. (...) Le
stecche vennero riposte nella rastrelliera. Il
signor Le Flem si avvicin alla spina della birra e
riemp due bicchieri, che livell con un coltello di
legno. Alla sua... Che altro potevano dirsi?
Continua a piovere... Maigret indoss il
cappotto, si pos la bombetta molto in avanti
sulla fronte e, pochi istanti dopo, con le mani in
tasca, camminava per le vie della cittadina, nella
cortina di pioggia.
(1950 Maigret al night-club)
All'agente Jussiaume, che ogni sera alla stessa
ora prestava servizio notturno nei medesimi
paraggi, quell'andirivieni era diventato ormai cosi
familiare ch'egli ne prendeva nota
macchinalmente, pressappoco come chi abitando
vicino ad una stazione ferroviaria registra gli
arrivi e le partenze dei treni. Veniva gi
un'acquerugiola gelata e Jussiaume si era
riparato un momento contro un portone
all'angolo di rue Fontaine con rue Pigalle.
L'insegna rossa del "Picratt's" era una di quelle
poche ancora accese in quel rione e disegnava

delle macchie color sangue sul selciato bagnato.


(1950 Maigret al night-club)
Gli piacevano tutti i tempi. Amava soprattutto il
tempo eccezionale, quello di cui il giorno dopo
parlano i giornali, i diluvi, le tempeste, il freddo
gelido o il caldo torrido. Anche la neve gli faceva
piacere perch gli ricordava la sua infanzia, ma
si chiedeva come sua moglie potesse trovarla
allegra a Parigi,
(1951 Maigret e i gangster)
Maigret pos la cornetta, riaccese la pipa e
rivolse uno sguardo di rimprovero alla pioggia
che scendeva lunga e fredda dietro i vetri, poi
[]
Faceva un tale freddo che c'era da aspettarsi il
gelo, e il cielo sembrava un tetto di zinco.
(1951 Maigret e la spilungona)
Maigret diede una sbirciatina al vecchio Joseph
per vedere se avesse letto il messaggio, ma
l'usciere dai capelli bianchi rimase impassibile. In
tutti gli uffici della Polizia Giudiziaria era
probabilmente l'unico, quella mattina, a non
essere in maniche di camicia, e, per la prima
volta in tanti anni, il commissario si chiese per
quale aberrazione si obbligava un uomo quasi
venerando a portare al collo una pesante catena
con un'enorme medaglia. Ci sono giorni in cui ci

si pone domande assurde, e questo era uno di


quelli. Forse per via della canicola. O forse era
l'atmosfera delle vacanze che impediva di
prendere le cose troppo sul serio. Le finestre
erano spalancate e il frastuono di Parigi
penetrava nell'ufficio in cui, prima che arrivasse
Joseph, Maigret era intento a seguire con gli
occhi il volo di una vespa che girava in tondo e
che continuava a sbattere sul soffitto sempre nel
medesimo punto.
(1952 La rivoltella di Maigret)
Quando, in futuro, Maigret avrebbe ripensato a
quell'inchiesta, l'avrebbe paragonata a una di
quelle malattie che non si manifestano
chiaramente, ma cominciano con dei malesseri
vaghi, dei doloretti, dei sintomi troppo lievi
perch vi si presti attenzione. Non vi furono, da
principio, n reclami alla polizia giudiziaria, n
chiamate alla Volante, n denunce anonime; ma,
risalendo il pi lontano possibile, ci fu soltanto
una banale telefonata della signora Maigret. La
pendola di marmo nero, sul caminetto, segnava
mezzogiorno meno venti, il commissario
rivedeva nettamente l'angolo delle lancette sul
quadrante. La finestra era spalancata, poich era
giugno, e sotto il sole caldo, Parigi aveva preso
la sua atmosfera estiva.

(1952 Le due pipe di Maigret)


Per Maigret era facile ricordare la data grazie al
compleanno di sua cognata che cadeva appunto
il 19 ottobre. Era un luned, e anche di questo si
sarebbe ricordato, perch era riconosciuto come
vero, al Quai des Orfvres, che solo raramente la
gente si fa ammazzare di luned. Infine, era la
prima inchiesta, quell'anno, che avesse un
sapore invernale. Aveva piovuto per tutta la
domenica: una pioggia fredda e leggera, i tetti e
i selciati erano di un nero luccicante, e una
nebbia giallastra sembrava insinuarsi attraverso
gli interstizi della finestre, tanto che la signora
Maigret aveva detto: Bisogner che pensi a far
mettere un'imbottitura alle finestre . Da cinque
anni almeno, ogni autunno, Maigret prometteva
di metterla la domenica prossima. meglio
che tu ti metta il soprabito pesante. Dov'?
Vado a prenderlo. Alle otto e mezzo le luci
nelle case erano ancora accese e il soprabito di
Maigret odorava di naftalina. Durante la giornata
non piovve. Per lo meno la pioggia non fu
visibile, ma i marciapiedi restarono bagnati e
divennero sempre pi sudici a mano a mano che
la folla li calpestava. Poi, verso le quattro del
pomeriggio, poco prima che cadesse la sera, la
stessa nebbia giallastra del mattino scese su

Parigi, appannando le luci delle strade e delle


vetrine.
(1953 Maigret ha paura)
All'improvviso, tra due stazioncine di cui non
avrebbe saputo dire il nome e di cui non vide, a
causa dell'oscurit, che righe di pioggia contro
un grosso fanale e figure umane che spingevano
delle carrette, Maigret si chiese che cosa mai
facesse in quel luogo.
[]
A un tal punto di tenacia, di violenza, la pioggia
non era pi soltanto pioggia, il vento non era pi
vento ghiacciato; era, l'insieme, una malvagit
degli elementi, e, poco prima, sul marciapiede
mal riparato della stazione di Niort, Maigret,
perseguitato dalle convulsioni isteriche
dell'inverno che non finiva mai, lo aveva
paragonato mentalmente a una bestia che non
vuol morire e che si accanisce a mordere, fino
all'ultimo istante.
[]
Verso le cinque del pomeriggio, il cielo era
diventato nero, di un nero da Crocifissione e si
erano dovute accendere le lampade in tutta la
citt. Erano scoppiati due colpi di tuono, brevi,
laceranti e infine le nubi si erano sciolte non in
acqua, ma in grandine, i passanti erano

scomparsi, come trascinati via dalla bufera,


mentre grossi chicchi bianchi rimbalzavano sul
marciapiede, simili a palline da ping-pong.
[]
Quando si accorse che era domenica cominci a
poltrire. Gi prima, aveva fatto un gioco segreto,
un gioco di quando era ancora bambino. Gli
accadeva ancora di farlo, sdraiato a fianco della
moglie, avendo cura di non essere scoperto. Ed
ella non capiva e gli diceva, portandogli il caff:
"Che cosa sognavi?" "Perch?" "Sorridevi agli
angeli." Quella mattina, a Fontenay, prima di
aprire gli occhi, senti un raggio di sole che gli
attraversava le palpebre. Lo sentiva soltanto.
Aveva l'impressione di vederlo, attraverso la
pelle sottile che pungeva e, certamente a causa
del sangue che vi circolava, era un sole piu rosso
di quello che in cielo, trionfante, come nelle
immagini. Poteva creare tutto un mondo con
quel sole, fasci di scintille, vulcani, cascate d'oro
fuso. Bastava muovere leggermente le palpebre,
come per un caleidoscopio, servendosi delle
ciglia come di una grata. Ud i piccioni che
tubavano sul cornicione sopra la finestra, poi le
campane che suonavano insieme in due posti
diversi e immagin i campanili puntati verso il
cielo, che doveva essere di un azzurro perfetto.

Continuava il suo gioco ascoltando i rumori della


strada, e fu allora, dall' eco che lasciavano i
passi, da una certa qualit del silenzio, che egli
capi che era domenica. Esit a lungo prima di
allungare il braccio per prendere l'orologio sul
tavolino da notte. Erano le nove e mezzo. A
Parigi, sul boulevard Richard-Lenoir, se anche li
era finalmente primavera, la signora Maigret
aveva certamente aperto le finestre e faceva le
pulizie in camera da letto, in vestaglia e
pantofole, mentre un intingolo cuoceva
lentamente sul fuoco. Decise di telefonarle. Ma
poich non c'era telefono in camera, doveva
aspettare di scendere, per chiamarla dalla
cabina. Suon il campanello. La cameriera gli
sembr pi in ordine e gaia del giorno prima.
Cosa desidera mangiare? Niente. Vorrei
molto caff. Lo guardava ancora con curiosit.
Le preparo il bagno? Soltanto quando avr
bevuto il caff. Accese la pipa, and ad aprire la
finestra.
(1953 Maigret ha un dubbio )
Maigret, dopo tanti anni, arrivando sempre un
po' affannato in cima alla scala ripida e polverosa
della polizia giudiziaria, non si accorgeva pi di
fare una brevissima sosta per dare
macchinalmente un'occhiata verso la gabbia a

vetri che serviva da sala d'aspetto, e che alcuni


chiamavano l'acquario, altri il purgatorio. Forse
tutti facevano cos, si trattava di una specie di tic
professionale. Anche quando, come quella
mattina, un sole chiaro e leggero, allegro quanto
un mughetto, brillava su Parigi, e faceva
scintillare sui tetti gli steli rosei dei camini, una
lampada restava accesa tutto il giorno nel
purgatorio, che non aveva finestre e riceveva
luce soltanto dall'immenso corridoio.
(1953 Maigret si sbaglia)
Erano le otto e venticinque del mattino, quando
Maigret si alz da tavola terminando di
sorseggiare l'ultima tazza di caff. La giornata di
novembre era grigia e caliginosa e nella stanza
brillava la luce del lampadario. La signora
Maigret guardava fuori dalla finestra, attraverso i
vetri, osservando la gente che passava. Sar
meglio che tu metta il cappotto pesante disse.
Immaginava che il tempo fuori fosse orribile
dall'aspetto dei passanti, che quella mattina
quasi correvano. Molti uomini sporgevano
soltanto il naso dalla sciarpa di lana nella quale
si erano imbacuccati e battevano forte i piedi in
terra cercando di scaldarsi. Si vedeva in
continuazione un gran spiegarsi di fazzolettoni e
conseguenti soffiate di naso. nell'armadio.

Adesso te lo vado a prendere aggiunse la


signora Maigret. Il commissario aveva ancora la
tazzina in mano quando suon il telefono. Mentre
staccava il ricevitore guard fuori a sua volta. Le
case di fronte erano quasi invisibili per la nebbia
giallastra che era calata sulle strade durante la
notte.
(1954 Maigret e la giovane morta)
Due o tre volte, quel pomeriggio, Maigret,
alzando la testa dalle sue carte, aveva guardato
il cielo e, siccome era di un azzurro pallido, con
nuvole frangiate d'oro e il sole che faceva
gocciolare i tetti, si era alzato sospirando per
andare ad aprire la finestra. Aveva avuto appena
il tempo, ogni volta, di ritornare al suo posto e di
assaporare un soffio di primavera che dava un
gusto particolare alla pipa, che le carte si
mettevano a fremere, a sollevarsi per
sparpagliarsi infine nella stanza. Lass, le nuvole
non erano gi pi bianche e dorate, ma di un
grigio turchino e la pioggia, cadendo
diagonalmente, picchiettava sul davanzale della
finestra mentre, sul ponte Saint-Michel, la gente
camminava d'improvviso pi in fretta, come nei
vecchi film muti, e le donne si tenevano le
sottane. La seconda volta, non furono gocce di
pioggia a cadere, ma chicchi di grandine che

rimbalzavano come palline da ping-pong;


quando ebbe chiuso la finestra, Maigret ne trov
persino in mezzo alla stanza.
[]
Aveva cessato di piovere. Il cielo era bianco con
una certa luminosit giallastra, che lasciava
sperare nel sole durante il corso della giornata.
(1954 Maigret solo)
Quella sera era bel tempo, ma quando pioveva,
per esempio, sua moglie aveva un gesto tutto
particolare per prendergli dalla mani l'ombrello
bagnato, mentre, contemporaneamente, piegava
la testa e lo baciava su una guancia. Maigret fece
la domanda tradizionale: Nessuna telefonata?
. Chiudendo la porta, la moglie rispose: S.
Forse meglio che non ti tolga nemmeno il
soprabito . La giornata era stata grigia, n
fredda n calda, con un temporale verso le due
del pomeriggio.
(1955 La trappola di Maigret)
Il cielo era coperto, ma non di vere nubi che
avrebbero portato un po' di fresco. Un velo grigio
s'era diffuso sulla citt, un vapore appiccicaticcio
scendeva a poco a poco nelle strade, carico di
polvere e d'odore di benzina che prendeva alla
gola. Maigret apr la finestra ma la chiuse quasi
subito perch l'aria aperta era pi irrespirabile di

quella dell'ufficio.
(1956 Uno scacco di Maigret)
Gi da otto giorni Maigret era di umore nero e i
suoi collaboratori non entravano nel suo ufficio
che in punta di piedi. Del resto non era l'unico, in
quelle condizioni, a Parigi n altrove in Francia,
perch non si era mai visto un marzo cos
piovoso, cos freddo e lugubre. Alle undici del
mattino, negli uffici, la luce era quella di un'alba
da esecuzione capitale; a mezzogiorno le
lampade erano tutte accese e alle tre scendeva
la sera. Non si poteva pi dire che piovesse: si
viveva letteralmente nelle nubi, con acqua
ovunque, rigagnoli attraverso la pavimentazione
e gente che non riusciva a dire tre parole senza
soffiarsi il naso. I giornali pubblicavano fotografie
della periferia, i cui abitanti tornavano a casa in
barca lungo strade trasformate in autentici fiumi.
(1957 Maigret viaggia)
Alle tre del mattino cadeva una pioggia sottile,
quasi invisibile, che bastava tuttavia a lustrare le
strade e, come lacrime che velano gli occhi, a
dare pi splendore alle luci.
(1958 Maigret e i testimoni reticenti)
Hai dimenticato l'ombrello? No. La porta
stava per chiudersi e Maigret aveva gi voltato la
testa verso le scale. Faresti bene a metterti la

sciarpa. . Sua moglie corse a cercarla, senza


sospettare che quella piccola frase l'avrebbe
punto sul vivo e gli avrebbe ispirato dei pensieri
malinconici. Era soltanto novembre - il tre
novembre - e non faceva particolarmente freddo.
Ma, da un cielo basso e uniforme, cadeva una di
quelle piogge che, soprattutto di prima mattina,
sembrano pi fluide e traditrici del solito. Era
stato lui, poco prima, scendendo dal letto, a fare
una smorfia perch gli doleva il collo, girando la
testa. Non si poteva parlare di torcicollo ma
piuttosto di una certa rigidit, di una esagerata
sensibilit. Il giorno prima, uscendo dal cinema,
avevano camminato a lungo sui boulevards e la
pioggia cadeva gi.
(1959 Maigret alle assise)
Si vedeva un po' di cielo incolore attraverso le
finestre inaccessibili, poste cosi in alto che
venivano aperte e chiuse con una corda, e la
luce elettrica scolpiva i volti dagli occhi vuoti.
Faceva caldo, ma sarebbe stato sconveniente
togliersi il soprabito. (...) Era ottobre. Il
commissario era tornato dalle vacanze solo da
due giorni, in una Parigi battuta da una pioggia
che pareva non dovesse finire mai.
(1961 Maigret e il ladro pigro)
Non era n giorno n notte. I bambini si

avviavano verso la scuola, cercando di farsi


cadere n bocca i fiocchi di neve che dovevano
avere un sapore di polvere.
(1962 Maigret e il vagabondo)
Sebbene si fosse gi al 25 marzo, quella era la
prima vera giornata di primavera tanto pi
limpida perch quella notte c'era stato un ultimo
temporale accompagnato in distanza da rombi di
tuoni.
(1963 Maigret e il fantasma)
Il giorno era di un grigio sporco e continuava a
piovere.
(1964 Maigret sotto inchiesta)
Si era in giugno. La giornata era stata soffocante
e la sera era tempestosa. Attraverso la finestra
aperta si intravedeva ogni tanto la luna tra due
nuvole nere che essa orlava per un istante di
bianco.
(1965 La pazienza di Maigret)
La giornata era incominciata come un ricordo
d'infanzia, smagliante e gustoso. Senza una
ragione, soltanto perch la vita era bella e
buona, gli occhi di Maigret s0rridevano, mentre
faceva colazione, e quelli della signora Maigret,
seduta davanti a lui, riflettevano la stessa
gaiezza. Le finestre dell' appartamento erano
spalancate e lasciavano entrare gli odori della

strada, i rumori familiari del boulevard Richard


Lenoir. L'aria gi calda vibrava. Un vapore.
sottile filtrava i raggi di sole, rendendoli quasi
palpabili.
(1966 Maigret e il ladro)
Rincasavano a braccetto, secondo una vecchia
abitudine, e l'aria era ancora tiepida. Perfino
l'odore di benzina, quella sera, non era
sgradevole. Faceva parte della primavera che si
annunciava come l'odore di bitume fuso faceva
parte dell'estate.
(1969 Maigret e il capellone imprudente)
Per la prima volta da quando andavano a cena
ogni mese dai Pardon, Maigret conservava di
quella serata al boulevard Voltaire un ricordo
quasi penoso. Era gi cominciato in boulevard
Richard-Le-noir. Sua moglie aveva ordinato un
taxi per telefono, perch pioveva da tre giorni,
come, secondo la radio, non capitava da
trentacinque anni. L'acqua cadeva a catinelle,
gelida, sferzando il viso e le mani, appiccicando
al corpo i vestiti bagnati. Le scale, gli ascensori,
gli uffici, i gradini, erano coperti di macchie scure
e la gente era di pessimo umore. Erano scesi e
avevano aspettato circa mezz'ora, davanti al
portone, sempre pi infreddoliti, che arrivasse
finalmente il taxi. Inoltre, avevano discusso con

l'autista perch accettasse di fare un percorso


cos breve. Scusateci. Siamo in ritardo ...
Tutti sono in ritardo in questi giorni... Non vi
dispiace se ci mettiamo subito a tavola? ..
L'appartamento era caldo, intimo, e ci si stava
bene, tanto pi che si sentiva la pioggia battere
violentemente sulle imposte.
(1969 Maigret e il commerciante di vini)
Era il 15 dicembre. La tramontana soffiava,
faceva volteggiare dei minuscoli fiocchi di neve
che si posavano come polvere sul selciato.
(1970 Maigret e la vecchia pazza)
L'agente Picot era di guardia al lato sinistro del
portone, in quai des Orfvres, mentre il suo
compagno Latuile sorvegliava il lato destro.
Erano circa le dieci del mattino. Si era di
maggio; il sole splendeva e Parigi aveva colori
tenui.
(1971 Maigret e l'uomo solo [1965])
Era il mese d'agosto. Lucas, Lapointe e buona
parte degli ispettori si trovavano in vacanza.
Janvier e Torrence avevano preso le ferie in
luglio e Maigret contava di passarle in settembre,
nella sua casa di Meung-sur-Loire. Da circa una
settimana, tutti i giorni, verso la fine del
pomeriggio, scoppiava un temporale breve ma
violento e una pioggia torrenziale faceva correre

i passanti lungo i muri delle case. L'estate stava


per finire e di notte l'aria era fresca.
(1972 Maigret e il signor Charles)
Maigret giocava nel raggio di sole tiepido di
marzo. Non giocava con i cubi, come quando era
bambino, ma con due pipe.

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