Sei sulla pagina 1di 2

L’educazione riguarda i bambini: FALSO!

L’educazione riguarda tutto l’arco della vita, si occupa dei neonati, dei bambini, dei
preadolescenti, degli adolescenti, dei giovani, degli adulti e degli anziani. In termine
tecnico si parla di LONG LIFE EDUCATION.

L’educazione è un atto spontaneo: FALSO!

L’educazione è chiamata anche AGITO, ovvero un azione pensata e riflettuta prima,


durante e dopo. Si basa sull’aderenza a modelli o teorie pedagogiche che poi appunto
vengono messe in pratiche. Perciò serve l’INTENZIONALITA’ di educare

L’educazione ha sempre un FINE: VERO!

L’educazione deve avere sempre un obiettivo a cui mirare altrimenti ci si può perdere
lungo il percorso. Devo sapere esattamente dove voglio arrivare, perciò agisco con
intenzionalità. I fini, gli obiettivi, si ricavano dalle teorie e dai modelli pedagogici: ecco
perché serve una solida base teorica/antropologia pedagogica. L’antropologia
pedagogica giustifica e motiva l’agire degli educatori, perciò riveste un ruolo così
importante!

Nell’educazione è’ più importante il SAPER FARE CHE IL SAPERE:


FALSO!

Il pensiero riveste un’attività fondamentale nel processo; la parte pratica, spesso unico
dilemma degli educatori, è lo specchio della nostra attività riflessiva. In un altro modo
potremmo dire che l’antropologia pedagogica “giustifica” e motiva l’agire degli
operatori perciò riveste una parte fondamentale del processo. Questi pensieri sono
organizzati e elaborati dalla Scienza della Pedagogia: la quale, essendo appunto
scienza, non è tanto un fare quanto un sapere. In conclusione, quindi, l’educatore per
“fare” deve prima di tutto “sapere”.

In educazione non esistono RICETTE: VERO!

Non aspettiamoci delle “ricette” dalle teorie che ci dicano esattamente che cosa fare
in ogni situazione: la scienza pedagogica e l’antropologia ci danno delle INDICAZIONI
DI MOVIMENTO, i fini e gli obiettivi da raggiungere. Le persone sono diverse, perciò
ogni relazione educativa è diversa e ogni agito educativo sarà unico.

L’educazione consiste nell’INSEGNARE qualcosa: FALSO!

L’educazione non consiste nel trasmettere o nell’insegnare qualcosa ma PREDISPORRE


LE CONDIZIONI perché la persona possa crescere sulla base delle sue forze naturali,
seguendo le leggi del suo sviluppo spontaneo. L’educatore può essere paragonato a
un giardiniere, il cui compito consiste nell’aiutare e nell’interpretare la natura e non
nel modificarla o costringerla; la sua arte sta nel sapere attendere e perdere tempo
piuttosto che nell’affrettare, nel non fare piuttosto che nell’intervenire. L’educazione
quindi come strumento a servizio della libertà, in nome del diritto di ognuno alla
propria originalità e al proprio singolare percorso di vita. L’educazione, quindi, come
strada da percorrere per passare da individuo a Persona.