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Largomento del quale parler oggi ha come titolo: io o tu? Questo il problema!

La pragmatica incontra la
sindrome di asperger, con sottotitolo Mio figlio autistico, ma non lo sembra.
Il seguente progetto stato sviluppato in collaborazione con le risorse umane di questa facolt: le mie
colleghe Lisa, Oriana, Veronica, Giordana, Chiara e Carola presso il centro Aba.community di Ragusa, dove
ci hanno accolto 4 mamme e 3 operatori, tra cui la referente, la dottoressa Valeria Scibilia, con la Sua gentile
supervisione. Al momento dellincontro, abbiamo somministrato unintervista semi-strutturata di 240 minuti.
Occorre fare una premessa: quando parliamo di pragmatica, non parliamo sicuramente di una pattumiera
della semantica, bens implichiamo molto di pi: la pragmatica una disciplina che tiene conto di tante altre
discipline come la linguistica, la sociologia, letnometodologia e tra le altre anche la psicologia. Scopo
fondamentale della pragmatica linguistica quella di analizzare la capacit comunicativa degli interlocutori e
a questo proposito la correlazione tra teoria della mente e capacit comunicative ha ricevuto interessanti
conferme dallo studio dellautismo, che rappresenta
La Teoria della Mente (ToM) la capacit di attribuire stati mentali (desideri, credenze, intenzioni, ecc.), a s
e agli altri e usare questa conoscenza per prevedere e influenzare i comportamenti degli altri e dir di pi: il
termine stato coniato durante uno studio sulla capacit degli scimpanz di prevedere il comportamento di
un attore.
Ex: Io penso che tu pensi X
I LIVELLO
Ex: Io penso che tu pensi che lei pensi X II LIVELLO
Forti di questa considerazione, della quale Grice nellelaborazione del suo modello ha tenuto conto, abbiamo
cercato di prendere in esame vari aspetti della pragmatica per comprendere meglio lautismo, ed in
particolare: la pragmatica cognitiva, in particolare Grice, Levinson, Sperber e Wilson, la pragmatica lessicale
ed in particolare la modulazione lessicale ed i concetti ad hoc; la pragmatica linguistica analizzando deittici,
metafore ed ironia.
Analizziamo la pragmatica cognitiva: La comunicazione per Grice la lettura della mente, tramite
lattribuzione al parlante di stati mentali da parte del destinatario; che nei termini di Sperber e Wilson, la
lettura della mente corrisponde alle varie meta-rappresentazioni degli stati mentali degli altri, che si
differenziano in intenzioni informative e intenzioni comunicative.
Allopposto, troviamo la cecit alla mente, ovverosia lincapacit di attribuire stati mentali agli altri. Ne
sono affetti soggetti con sindrome di down e di asperger. Prendendo in esame il test della falsa credenza in
bambini dai 3 anni ai 4 anni, possiamo considerare che raccontando una storia sia possibile testare il loro
livello di meta-rappresentazione degli altri. Se Anne vuole fare uno scherzo a Sally, nascondendo la sua
bambola, che prima era nella culla, mettendola nel baule, il bambino interessato dovr rispondere alla
domanda: dove andr Sally a cercare la bambola, lei che non ha visto Sally spostare la sua bambola?
I risultati sono chiari: in bambini normodotati allet di 3 anni, non ancora chiara la facolt di
metarappresentazione degli altri, gi allet di 4 anni sar possibile avere la facolt di metarappresentazione.
Lo stesso risultato di incapacit di metarappresentazione sar presente nei bambini autistici, perch se da un
lato, noi sappiamo che sono distratti, non si interessano agli stati mentali degli altri, comprendono soltanto il
livello vero-condizionale degli enunciati e quindi si pu presupporre che i soggetti autistici manchino di
empatia, anche se una lettura di default, per minimizzare il problema.
In realt, nella prima edizione della RT, Sperber e Wilson adottano una prospettiva fodoriana, alla mente: i
sistemi cognitivi sono di due tipi: sistemi di input (modulari) e sistemi centrali (le scelte decisionali). Nel
processo inferenziale non c un limite di tipo di informazione richiesta per la comprensione. Nella seconda
edizione di RT, Sperber e Wilson elaborano una modularit massiva della mente (meccanismi dedicati alla
comprensione), in cui la comprensione rappresenta un sotto-modulo della mente. Lattribuzione di intenzioni
non comunicative facilitata dal numero ridotto di azioni, che un agente pu compiere in un dato momento.
Ci comporta la scelta del significato pi pertinente. E impensabile per Sperber e Wilson che bambini di 4
anni riescano a comprendere la stratificazione di meta-rappresentazione che caratterizza la comprensione
verbale. Dato che il sistema deve elaborare degli input, il calcolo della pertinenza un processo cognitivo in
cui non avviene sempre un calcolo, ma un meccanismo di tentativi capaci di indovinare lo stimolo pi
promettente, per importante notare che se possiamo tenere conto da un lato del modello della mente dei
pertinentisti, dallaltro lato, il dato scientifico elaborato da Francesca Happ, psicologa cognitiva, ci dimostra
che: Alcuni soggetti autistici che non riescono a superare il test della falsa credenza di
primo ordine, sono in grado di interpretare semplici similitudini; Alcuni soggetti autistici, che
riescono a superare il test della falsa credenza di primo ordine, non riescono a superare il test di secondo

ordine (la meta-rappresentazione della meta-rappresentazione): lironia. E questa sembra una clamorosa
riconferma della teoria della pertinenza, in quanto la metafora si ferma al primo ordine della comprensione;
lironia invece necessita pi livelli di meta-rappresentazione, ma la metafora necessita un contesto e di
conoscenze pregresse, le cosiddette conoscenze enciclopediche. In realt a volte nei soggetti autistici, la
metafora perde significato in quanto pu essere ripetuta a memoria, piuttosto che avere una sua effettivit di
realizzazione. Abbiamo potuto constatare al centro, che i soggetti autistici Presentano enormi
difficolt nella comprensione di giochi di parole, metafore, richieste indirette e ironia;
Hanno difficolt nel problem-solving e questo confuta la base della pertinenza. La psicologia ingenua che
propongono come modello, il saper astrarre da una vasta gamma di stimoli sia presenti in natura, che il
saperli processare per ottenere la soluzione pertinente un processo che acquisiscono soltanto con il tempo e
la voglia di imparare e non sempre effettiva. Ci hanno fatto notare che il livello pragmatico subordinato
ad un insieme di norme, che devono rispettare e che vengono scritte su un quaderno.
Nellambito della pragmatica linguistica, la deissi ha una grande importanza, in quanto pu essere divisa in
deissi temporale, spaziale, personale e metalinguistica, che si colloca tra contenuto e carattere, ovverosia il
contenuto dellespressione e la valore in potenza che lespressione pu ottenere, tanto da definire anche
lintensione e lestensione dei deittici: intensione come valore in potenza dellespressione espressa,
estensione nel senso di valore effettivo di verit.Siamo nellambito della sematica, se definiamo cos i deittici
e per tramutare il loro valore di senso in pragmatica, abbiamo bisogno di un contesto pragmatico, in cui i
deittici vengono saturati, perch rappresentano i riferimenti per eliminare ogni possibile ambiguit. Per
quanto riguarda invece lironia e la metafora, dobbiamo fare riferimento a quanto proposto dalla pragmatica
lessicale, a cui Sperber e Wilson hanno dato un contributo significativo. La modulazione lessicale, ovverosia
la scelta dei termini alla base della pragmatica lessicale ed un processo di natura inferenziale. Sulla base
di questa modulazione lessicale vengono costruiti dei concetti ad hoc, che sono dei concetti occasionali,
costruiti in funzione dello scambio comunicativo. I concetti ad hoc vengono costruiti online (mentre la
conversazione ancora in corso) ed in parallelo (sia parlante che destinatario sono coinvolti) e vengono
modificati progressivamente, tramite un processo di backward inference a seconda della conversazione e dei
parlanti e sono alla base di due processi: narrowing e broadening, che possono essere predisposti in un
continuum. Non si parla mai di concetti ad hoc uguali per parlante e destinatario, ma di similarit di
interpretazione. Ironia e metafora, nel quadro pertinentista, sono parte dei concetti ad hoc (Barsalou). Per
meglio comprendere metafora e ironia bene fare qualche esempio. Sono delle figure retoriche del
linguaggio, fanno parte di un processo cognitivo, un caso di metafora sicuramente Balli come una
libellula, per Sperber e Wilson ci fanno notare che la metafora non rappresenta un genere naturale n segna
una distinzione concettuale interessante, ma si inserisce allestremo di un continuum di casi di broadening
tramite il contesto e le conoscenze enciclopediche. Fa quindi parte della moltiplicazione dei sensi che deve
essere evitata, dal punto di vista dei pertinentisti in quanto lo scambio tra costi comunicativi e benefici
effettivi si innalza prolificamente. Possiamo per confutare ci, affermando che la metafora un fenomeno
linguistico, che deve essere processata nellottica degli input e ha una sua valenza comunicativa.
Lironia invece si colloca nel secondo livello dellordine di comprensione. Essa rappresenta la combinazione
di due stimoli ostensivi: la parola con la mimica facciale e/o i gesti, il tono di voce.
Supponiamo che io odi la musica jazz e che i miei amici abbiano festeggiato una ricorrenza in un locale in
cui suonavano musica jazz e che io dica il giorno dopo: E stata una serata meravigliosa: soprattutto la
musica. Per meglio comprendere come deissi, metafora e ironia vengano contestualizzate nei soggetti
umani, ci siamo serviti di soggetti outsider e abbiamo posto sia a genitori che agli operatori alcune domande.
Tutte queste risposte ci fanno comprendere che il lavoro con soggetti autistici sia a cavallo tra semantica e
pragmatica, tra un livello di norme da dare e da rispettare, a un livello di senso a cui forse non arriveranno
mai, per via della loro patologia. Non bisogna far altro che considerare che solo dopo anni e anni di duro

lavoro, i soggetti autistici riescono a comprendere a pieno il livello pragmatico delle espressioni e non detto
che riescano a contestualizzarlo e a comprenderlo effettivamente sempre, perch la ripetitivit uno dei loro
tratti fondamentali.
In questo senso mi sento di dire che la loro patologia a favore di una tesi pi letteralista che contestualista.
Gli insegnamenti di Grice sembrano i pi consoni nella spiegazione del fenomeno, in quanto egli stesso si
fornito di una psicologia ingenua, dando valore al suo parlante P, che necessariamente implica il vero.
Abbiamo potuto constatare con mano che gli scambi comunicativi tra soggetti autistici e operatori
rappresentano il principio della comunicazione di Grice: collaborativa, finalizzata ad uno scopo e razionale.
I soggetti autistici sono in grado di decodificare a partire dal livello esplicito come livello vero-condizionale
delle espressioni ed per questo che la teoria del rasoio modificato di Occam ha una forte valenza, in quanto
moltiplicare i significati secondo loro non ha senso, soltanto dopo un lavoro di anni riescono a comprendere
tutti i significati lessicali. Se da un lato, le massime di Grice vengono rispettate quasi sempre nelle loro
comunicazioni, la validit della tesi di Levinson che ha modificato le massime di Grice, sostenibile ed in
particolare sono sostenibili le euristiche M e I, in quanto una mamma ci ha detto che suo figlio comprende
cose differenti gi a partire dal tono di voce e tende a imitare la madre. Cio ci che non marcato dal tono
di voce, rappresenta una situazione stereotipica, ma quando viene marcato non soltanto dal tono di voce, ma
anche dalla scelta lessicale, il bambino percepisce una situazione marcata, quindi atipica.
Se non sono curati in tempo, i soggetti autistici rischiano di restare intrappolati in ci che Kaplan chiama
intenzione direzionale. Il collo di bottiglia attenzionale viene sviluppato con il tempo ed ha una
rappresentazione univoca e non sempre con efficacia poich dalla psicologia ingenua, la generalizzazione dei
concetti e lattivit di problem-solving viene sviluppata dopo anni e anni di intenso lavoro, ma non sempre
avviene, poich prevedere tutte le situazioni di pericolo impossibile.