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Paolo Pellegrini e Pietro Piussi

GUIDA ALLA STESURA DI APPUNTI E RELAZIONI

Obiettivi:
Questa nota espone alcuni suggerimenti utili per la raccolta di appunti relativi ad osservazioni di
ordine tecnico, da stendere poi in forma di relazione.
Spesso infatti si presenta la necessit di fermare in forma scritta le notizie raccolte, in modo che
possano essere utilizzate successivamente. Il passaggio dalla nota immediata alla stesura della
relazione pu avvenire anche a distanza di mesi od anni dal momento in cui la nota stata raccolta e
quindi i limiti della memoria ridurrebbero le possibilit di una integrale utilizzazione delle
informazioni raccolte se queste non venissero registrate in forma ordinata.

1. Raccolta degli appunti


Nella prima fase gli appunti vengono raccolti durante lezioni, conferenze, colloqui con docenti
(durante la preparazione della tesi di laurea) ed inoltre in seguito ad osservazioni in bosco, in
laboratorio o altri luoghi, da lettura di libri o articoli, dalla consultazione di materiale fotografico o
cartografico, ed infine per registrare informazioni raccolte in seguito ad incontri, talvolta
occasionali, con tecnici o altre persone con cui si siano avuti scambi di idee interessanti.
In molte situazioni la scrittura su carta resta la modalit preferibile, oltre che la pi semplice e meno
costosa, per prendere appunti, particolarmente quando si debba operare all'aperto. Il Personal
Computer invece molto utile nella fase successiva, quando gli appunti vengono utilizzati per la
stesura della relazione.
1.1. Materiale per scrivere
1.1.1.
Carta.
Per scrivere all'aperto sono pratici notes tascabili, o fogli in formato A4 con uso di
tavoletta rigida di supporto qualora si disponga di borsa o zaino per trasportarli. Per
facilitare la raccolta sistematica delle osservazioni, come, ad esempio, in rilievi entro
aree di saggio, saranno utili fogli gi predisposti in forma di tabella.
Se si utilizzano modelli preparati con PC utilizzando una stampante a getto di
inchiostro preferibile usare fotocopie del modello stesso per evitare che lumidit e la
pioggia dilavino la stampa.
1.1.2.
Matita.
Quando gli appunti o misure sono raccolti all'aperto preferibile scrivere con matita, il
cui segno non viene dilavato in caso di pioggia.
1.1.3.
Impiego del foglio.
E opportuno lasciare ampi margini (2 o 3 cm) sui quattro lati, particolarmente sul
margine sinistro per facilitare la raccolta dei fogli in quaderni o rilegature, e comunque
per consentire laggiunta di note successive per integrare o commentare il testo.
Qualora si utilizzino fogli sciolti si dovr scrivere su una facciata solamente cos da
consultare pi comodamente gli appunti e compiere operazioni di taglia e incolla che
possono servire a riordinare il testo in un momento successivo alla stesura.

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1.2. Organizzazione degli appunti


1.2.1.

Indicazioni sui fogli.


Per ogni tema (appunti di lezioni, descrizione di un bosco, intervista ad un operaio,
sommario di un articolo) il foglio degli appunti deve recare in testa la data, il luogo,
largomento trattato, il nome di chi scrive. Questultima indicazione superflua
qualora si utilizzi un notes per appunti, che comunque sar contrassegnato in prima
pagina dal nome ed indirizzo del possessore. Qualora per un tema siano necessari pi
fogli, questi andranno numerati progressivamente (lo stesso vale per la relazione) e
su ognuno di essi andranno riportate le stesse coordinate indicate nel primo foglio.
Potr essere utile impiegare anche una parola chiave oppure una sigla facilmente
riconoscibili, da riportare in alto su ciascuna pagina degli appunti, e diverso per
ciascun tema affrontato, che aiuti a rintracciare con facilit tra i propri fogli quelli
che appartengono alla medesima serie di appunti. In occasione di colloqui o nel caso
di sommari di libri ed articoli, vanno rilevati con precisione gli elementi che
individuano il testo scritto (titolo) o la persona con cui si parlato (nome) ed il modo
di rintracciare la fonte a distanza di tempo (collocazione del libro in una biblioteca,
indirizzo della persona contattata, ecc.).

1.2.2.

Linguaggio
opportuno impiegare un linguaggio tecnico appropriato fin dalla prima stesura.

1.2.3.

Misure speditive
Nel corso delle osservazioni sul terreno opportuno procedere a una quantificazione,
anche se approssimativa, delloggetto che si intende descrivere, come, ad esempio, il
diametro di un albero o la distanza tra due punti sul terreno. In mancanza di
strumenti adatti o del tempo richiesto per usarli, utile imparare luso delle
dimensioni del proprio corpo per procedere a stime pi approssimate (ad esempio
lunghezza della spanna, del passo, dellapertura delle braccia). Sar necessario un
esercizio preliminare volto a "tarare" le lunghezze di questi elementi e prendere
dimestichezza con il loro impiego.

2. Stesura della relazione


2.1. Prima pagina
Nella prima pagina opportuno che compaiano con chiarezza il nome dellautore della relazione e
largomento trattato, in particolare se si tratta di un documento che viene trasmesso ad un docente.
In tal caso la prima pagina deve contenere: nome e cognome dellautore; recapito (anche telefono
e/o e-mail); altre informazioni utili quali numero di matricola ed anno di corso; titolo
(sufficientemente esplicativo del contenuto) e motivazione (riferimento al corso di insegnamento a
cui si riferisce).
2.2. Articolazione.
2.2.1.
Contenuto
Nel caso di brevi relazioni o di tesi conviene adottare la traccia che segue:
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Introduzione (costituisce un chiarimento dettagliato degli obiettivi del lavoro espressi in forma
sintetica dal titolo)
Ambiente fisico (geografia, geologia, clima, tipo di vegetazione, etc.) e sociale (tipo di
propriet, presenza di infrastrutture di servizio alle attivit che si svolgono in foresta,
caratteristiche delle aziende e dei lavoratori, etc. )
Metodi utilizzati per la descrizione (ad es.: aree di saggio, stime, testimonianze di tecnici,
consultazione di documenti scritti)
Risultati
Commento critico ai risultati stessi e conclusioni

2.2.2.
Numerazione dei capitoli
Capitoli e sottocapitoli vanno numerati seguendo un criterio gerarchico che evidenzia limportanza
relativa delle diverse parti, analogo a quello impiegato in questa nota.
2.2.3.
Tabelle e figure
La relazione, ove necessario, va integrata con documenti grafici e/o tabelle. Sia le figure (Fig. X )
che le tabelle (Tab. Y ) vanno numerate progressivamente e indipendentemente, devono essere
corredate da una esauriente didascalia e nel testo devono essere richiamate nei punti appropriati.
Quando vengono introdotte delle carte o degli schizzi topografici, anche se sommari, devono essere
indicati lorientamento, la scala, e la simbologia (legenda) relativa al tema trattato.
2.3. Bibliografia
Qualora si consultino libri, riviste o altro materiale a stampa, va fatto riferimento a questi documenti
riportandoli alla fine del lavoro nella sezione che costituisce la bibliografia, indicando lautore o gli
autori (cognome e iniziale del nome), anno di pubblicazione, titolo del documento ed estremi della
pubblicazione da cui si ricavato (titolo, annata, numero della prima e dellultima pagina), secondo
lesempio posto qui di seguito.
Romano D. (1986). I rimboschimenti nella politica forestale italiana. Monti e Boschi, 37 (6) 7-12.

L'elencazione dei lavori va fatta riportandoli secondo l'ordine alfabetico degli autori e, per pi
pubblicazioni dello stesso autore, va adottato lordine cronologico. Nel caso di pi lavori del
medesimo autore nello stesso anno di pubblicazione, questi si elencano nellordine alfabetico del
titolo.

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ALLEGATO
UNIT DI MISURA, SIMBOLI
Le unit di misura da impiegare in ambito tecnico e scientifico sono quelle del sistema
internazionale (S.I.).
Nella pratica ( il caso dellambiente tecnico forestale) sono talvolta impiegate altre unit cos che
ci si pu trovare nella situazione di dover trasformare le unit S.I. in altre di uso corrente e
viceversa.
Fra le unit di misura del S.I. usate nelle scienze forestali ricordiamo:
Unit
lunghezza
massa
tempo
temperatura
termodinamica
temperatura Celsius
potenza
lavoro, energia
forza
pressione

simbolo

metro
chilogrammo
secondo
kelvin

m
kg
s
K

grado Celsius
watt
joule
newton
pascal

C
W
J
N
Pa

Come si nota alcuni simboli sono indicati con la iniziale maiuscola, poich sono quelli che derivano
da nomi propri. Tuttavia, quando sono indicati per esteso, anch'essi si scrivono con iniziale
minuscola, privi di accenti. I simboli seguono sempre (e non precedono) il valore numerico a cui si
riferiscono. Cos ad esempio si indicher 3 metri oppure 3 m, 10 W o 10 watt, e cos via. In
mancanza del valore numerico le unit di misura vanno scritte per esteso.
Le unit di misura sono espresse da simboli e non sono abbreviazioni, pertanto non sono seguite dal
punto di abbreviazione.
Multipli e sottomultipli delle unit di misura sopra elencate sono indicati facendo precedere il
simbolo dellunit stessa da un prefisso.
I principali prefissi sono i seguenti:

prefisso
simbolo
valore

Sottomultipli
nano micro milli centi
n

m
c
-9
-6
-3
10
10
10
10 -2

deci
d
10 1

deca
da
10

Etto
H
10 2

Multipli
chilo mega
k
M
3
10
10 6

giga
G
10 9

tera
T
10 12

Pertanto non si scrive Kg, Km, . ma kg, km, ; si scriver invece MJ, GHz, TW, . che
stanno per megajoule, gigahertz, terawatt ecc.

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Si impiegano anche unit di superficie agrarie quali l'ettaro (ha) pari a 10.000 m2, e l'ara (a)
corrispondente a 100 m2. Si ricordi che non si scrive mq , ma invece m2 , non mc , ma m3.
Qualora una determinata quantit si riferisca ad una certa unit di tempo o di spazio (ad esempio
metri cubi di massa legnosa ad ettaro) non si riportano le due unit di misura separate dal segno di
frazione ma la seconda viene contrassegnata con lesponente di segno negativo. Di conseguenza una
massa legnosa di 200 metri cubi ad ettaro si indicher con 200 m3 ha-1 e non 200 m3/ ha.
Nella letteratura scientifica di lingua inglese vengono impiegati per gli intervalli di tempo alcuni
simboli (ricavati da termini in lingua inglese) pi pratici in quanto lunit di misura del S.I. troppo
piccola ed appartiene ad un sistema sessagesimale. Le unit di impiego pi frequente sono:
anno: y (year)
giorno: d (day)
ora: h (hour)
Come si visto il simbolo per lunit di massa, il kg, in realt ricavato da un multiplo dellunit di
misura di peso grammo (simbolo: g) adottato dal sistema c.g.s. che ora stato abbandonato e
sostituito dal S.I.. I multipli e sottomultipli si formano in questo caso con riferimento al grammo.
Nella pratica corrente ci che viene misurato il peso di una sostanza; anche per questo si fa uso in
pratica dellunit di massa e non del newton. Largamente usati come multipli sono il quintale (q) e
la tonnellata (t) il cui impiego, tuttavia, non riconosciuto dal S.I. ed stato ammesso solo in via
temporanea. I multipli e sottomultipli usati con maggior frequenza e i relativi simboli sono:
grammo
g
decagrammo
dag
ettogrammo
hg
chilogrammo
kg
quintale (100 kg)
q
tonnellata (1000 kg)
t
migliaio di tonnellate
kt
milione di tonnellate
Mt
miliardo di tonnellate
Gt

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