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Concordemente, oggi si ritiene che la pratica motoria costituisca uno degli strumenti pi efficaci per

la formazione della personalit e del carattere dei soggetti in giovane et, per lo sviluppo e il
mantenimento di un corretto equilibrio psico-fisico di ogni persona, per lincremento significativo
della qualit della vita e per favorire linclusione sociale.
A tal proposito la Commissione per la Cultura e lIstruzione del Parlamento Europeo, con la
Raccomandazione n A6/0415/2009 recante Accordi per migliorare leducazione fisica e la pratica
dello sport nei bambini e nei giovani di tutti i paesi europei, ha posto laccento sulla necessit di
sviluppare leducazione motoria e sportiva scolastica ed extrascolastica, considerando che tale
ambito disciplinare fornisce il contesto per trasmettere valori importanti quali la tolleranza, il fair
play, lesperienza di vittoria e sconfitta, la coesione sociale, il rispetto per lambiente e leducazione
alla democrazia.
La pratica motoria e ludico-sportiva
La pratica motoria e sportiva, infatti, rappresenta una significativa fonte di esperienza per tutti i
ragazzi, capace di costruire uno stile di vita salutare permanente, di favorire una maggiore
integrazione sociale ed apertura ai rapporti interpersonali, di assumere ruoli e responsabilit
precise.
Attraverso lesperienza ludico-sportiva si possono realizzare sensibili obiettivi educativi, acquisire
competenze indispensabili alla formazione ed alla crescita di bambini e ragazzi, come il dominio di
s, il senso della solidariet, la capacit di collaborare per un fine comune, la valorizzazione del
ruolo di tutti ed il rispetto del ruolo di ciascuno, lautostima, la cooperazione, la conoscenza e
laccettazione delle diversit. Le attivit motorie ed in particolare la pratica ludico-sportiva,
costituiscono pertanto un momento importante di socializzazione, dal quale nessuno, in nessun
caso, pu essere escluso. Nel periodo dellet evolutiva c pertanto la necessit e lurgenza di
dare sistematicit e continuit a molteplici e corrette esperienze di movimento che concorrano a
sostenere nel bambino il suo graduale sviluppo negli aspetti sia morfologici che cognitivi e psicosociali. Il gioco motorio rappresenta infatti uno dei modi privilegiati per esplorare il mondo esterno e
quello delle relazioni interpersonali, per sviluppare abilit motorie e cognitive, per sperimentare
ruoli, per agire la propria creativit.
E pertanto necessario acquisire un approccio allesperienza ludico-motoria in cui lattenzione
venga posta sullintero processo di costruzione della personalit pi che sulla prestazione, al fine
di favorire tra le giovani generazioni la trasmissione dei corretti valori dello sport.
La formazione motoria di base
La formazione motoria di base deve essere intesa come un processo, un percorso di
alfabetizzazione alla motricit che ogni bambino costruisce combinando diverse esperienze
attraverso il corpo e il movimento.
Nellattivit motoria troviamo linsieme di tutte le risposte di adattamento che si strutturano
progressivamente nel bambino per relazionarsi con s stesso (scoperta del proprio corpo e delle
abilit di movimento), relazionarsi con gli altri (scoperta delle possibilit comunicative controllo
delle reazioni emotive), relazionarsi con lambiente (scoperta e conoscenza del mondo esterno).
Attraverso lesperienza motoria e sportiva il bambino sviluppa labilit, la stima di s e soprattutto
impara a riconoscere i propri limiti nel confronto con gli altri e, in questo contesto, da un punto di
vista educativo, leducatore dovr considerare che lo stimolo del confronto, lesperienza

dellapprovazione e del successo, sono opportunit educative da offrire al bambino per migliorare
la disposizione al mettersi in gioco favorendo cos lapprendimento motorio e lautostima.
Attivit motoria ed esperienze di vita
In un contesto di progressiva alfabetizzazione motoria, ci si deve porre il compito di far acquisire al
bambino lalfabeto fondamentale del linguaggio motorio e di svilupparlo poi, arricchendolo di
coordinazione, funzionalit ed espressivit affinch possa vivere attraverso atti motori semplici e/o
complessi emozioni positive. Lattivit motoria e sportiva sar quindi loccasione, oltre che di
apprendimento di competenze specifiche (e sviluppo di capacit), di promuovere esperienze
cognitive, sociali, culturali e affettive; esperienze di vita quindi in cui conoscere, capire, applicare,
esprimere e comunicare. Promuovere pertanto esperienze in cui il corpo ed il movimento siano
vere e significative opportunit formative attraverso le quali il bambino impara a conoscere s
stesso, lambiente e le proprie possibilit di movimento, significa sostenere con urgenza la
necessit di riappropriarsi della specificit di un sapere disciplinare come potente mezzo
formativo che concorre a sostenere e dare chiarezza a tutti i campi di apprendimento.
La conquista del movimento, se ben vissuta, una conquista di realizzazione del bambino.
Nella stesura di un progetto centrato sulla motricit (coerentemente con quanto affermato in pi
occasioni dalla nostra Associazione), leducatore sportivo, oltre ad individuare le competenze
motorie verso le quali tendere, le competenze ed i comportamenti riconducibili agli obiettivi di
apprendimento di seguito suggeriti, puntualizzer sulle possibili connessioni trasversali in un
quadro pi ampio di progetto formativo rivolto alla persona, tenendo conto che il bambino
protagonista nellacquisizione delle proprie competenze motorie e sociali.
Il gioco palestra di vita
Nellaffermare quindi che non possibile disgiungere la educazione del movimento dalla
educazione attraverso il movimento, tutti gli operatori sportivi devono (o dovranno) prendere
consapevolezza di avere una preziosa occasione di utilizzare la dimensione ludica e il gioco
motorio come reali palestre di vita, dando lopportunit ad ogni bambino, in un clima di scambio
affettivo e relazionale, di dimostrare ci che capace di fare. E attraverso il movimento che il
bambino impara a conoscere s stesso, esplora, comunica, relaziona, mette in essere il fare.
Questo approccio permette di ricondurre le buone pratiche di attivit motoria e sportiva allinterno
di un contesto educativo in cui le esperienze del bambino non risentano di interventi metodologici
casuali, occasionali ed estemporanei ma presuppongano lassunzione di determinate strategie
formative che permettano di organizzare un contesto di apprendimento dove ogni bambino possa
rendersi costantemente protagonista e progressivamente consapevole nellacquisizione delle
proprie competenze motorie e sociali.

Se accettiamo questa sfida, facciamo in modo che il luogo e le occasioni dove si possono
maturare esperienze significative di movimento siano anche ambienti privilegiati di formazione alla
cittadinanza attiva, ovvero luoghi dove star bene con se stessi e con gli altri

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