Sei sulla pagina 1di 1

SVILUPPO

SOSTENIBILE

Marted 26 Maggio 2015


Marted
26 Maggio 2015
www.ilsole24ore.com
www.ilsole24ore.com

RAPPORTI 24 / IMPRESA
IMPRESA

ILLUSTRAZIONE DI FEDERICO MARIANI (FONTE: COMMISSIONE EUROPEA)

Economia 2.0

Un modello circolare
al posto dellusa e getta
Prodotti che passano dalla culla alla culla e non dalla culla alla tomba
di Elena Comelli
e Laura La Posta

on pi usa e getta, ma usa e ricicla.


Dopo la rivoluzione dei prodotti
monouso, partita allinizio del secolo scorso, quando le risorse del
pianeta sembravano inesauribili, e
attualmente estesa a vaste fette del mercato dei
beni di consumo, oggi siamo in una fase in cui c
chi guarda in unaltra direzione. La coperta delle
risorse sempre pi corta (o costosa), la plastica
lasciata nellambiente invade gli oceani e linquinamento ci toglie laria, perci il sistema economico internazionale deve ripensare i suoi modelli di sviluppo, anche per rallentare il cambiamento climatico in atto, con il suo carico di problemi. Bisogna quindi - facilitati da nuove
tecnologie e nuovi materiali - imparare buone
pratiche, partendo dalla fine vita e non dalla facilit di consumo dei prodotti, sia nei processi industriali che negli acquisti.
Anche lindustria pu trarre - e conferire alle
sue comunit di riferimento - indubbi vantaggi
da un nuovo modo di produrre, distribuire e recuperare,ovveroentrandonelcircolovirtuoso
delleconomia circolare e trasformando rifiuti
e residui in risorse. E i consumatori possono
imparare a scegliere i prodotti pi sostenibili,
consumarli in modo responsabile, condividerli se possibile e poi ripararli o manutenerli per
farli durare di pi, conferendo poi nel luogo
giusto residui e rifiuti.
Al modello lineare - che si conclude nella
pattumiera, con prodotti cradle to the grave (dalla culla alla tomba) - si pu sostituire
gradualmente un sistema circolare, pensato
in chiave rigenerativa, con beni cradle to
cradle (dalla culla alla culla), come li ha definiti Michael Braungart negli anni Ottanta. Rispetto al primo, questo sistema, dopo le fasi di
scelta delle materie prime, design, produzione, distribuzione e consumo, prevede altri
due passaggi, la raccolta e il riciclo, che nel

modello lineare tradizionale mancano.


Questa concezione stata annoverata fra le
priorit dellUnione europea dal 2014, con la proposta di un pacchetto di misure sulleconomia
circolare. Un pacchetto parziale, per, incentrato in prevalenza sulla mera gestione dei rifiuti,
giudicato da pi parti punitivo nei confronti dellindustria, quindi ritirato e ridiscusso in queste
settimane (se ne parler anche in una grande
conferenza a Bruxelles il prossimo 25 giugno),
per essere ripresentato riscritto integralmente
entro fine anno.
Quel pacchetto conteneva la comunicazioneVersouneconomiacircolare:unprogramma a zero rifiuti per lEuropa (citata anche in
Italianeltestodeldecretocompetitivitdopola
conversioneinlegge),doveeranopresentatigli
enormivantaggisulpianodellefficienzaedella
valorizzazione dei processi, realizzabili attraverso leconomia circolare. Migliori strategie
per leco-design dei prodotti, per la prevenzionedeirifiutieperilriusopossonofarrisparmiare al business europeo fino a 600 miliardi di euro, riducendo nel contempo le emissioni di gas
serra - scriveva la Commissione Ue -. Misure
aggiuntive per aumentare la produttivit delle
risorse impiegate del 30% entro il 2030 potrebbero far crescere il prodotto interno lordo europeo di circa l1%, creando due milioni di posti
di lavoro addizionali.
Nonmancanoglistudiasupportodiquestateoriadeibeneficicondivisidelleconomiacircolare. A partire dalla ricerca-pioniera, realizzata per
laEllenMacArthurFoundation(chehauncentinaio di influenti soci industriali) dalla societ di
consulenza strategica pi gettonata dalle multinazionali, McKinsey. L c una prima stima dei
benefici per alcuni segmenti del manifatturiero
mondiale, generati dai soli risparmi in materie
prime realizzabili se venisse adottato su vasta
scala il modello delleconomia circolare: 630 miliardi di dollari allanno.
Su questo tema si sofferma anche un recente
studiodellasocietdiconsulenzainternazionale

Accenture.Leimpreseintransitoversounmodellocircolarestannoacquisendovantaggicompetitivi rilevanti e sostenibili (da Renault ad


Amazon, da Philips a Google, da Michelin a
Marks&Spencer) - spiega Danilo Troncarelli,
managingdirectorUtility&sustainabilitydiAccenture Strategy -. Il 2000 ha segnato la fine di
uneracaratterizzatadarisorse(energia,materie
prime, metalli, fertilizzanti, alimenti) abbondantieconprezzistabilioincalo.Poi,dal2000al2013,
per ogni incremento del Pil mondiale dell1%, il
prezzodellerisorseaumentatodell1,9%(mentrenei25anniprecedentierascesodello0,5%).Ei
costi di estrazione e sfruttamento delle risorse
salirannosempredipi.Perquestoleopportunitdibusinesslegatealleiniziativedicirculareconomysonointeressanti,considerandochesipu
recuperare quasi tutta lenorme quantit di materialiprimioggipersa(stimabiledal60%al90%,
in base al materiale, al Paese e alla industry).
Anche il Green economy observatory (Geo)
dellUniversitBocconigiuntoaconclusionisimili in uno studio recente. Si stima che nel 2020
circa 82 miliardi di tonnellate di materie prime
saranno utilizzate dalleconomia mondiale: il
30% in pi del livello attuale; e allora, come far
leconomiamondialeagirareallostessoritmoattuale? - si chiede Fabio Iraldo, coordinatore Geo
Bocconi-.Questo30%sipuconsiderarelasommadelleoccasioniperdutedalflussodelleconomia circolare, che le autorit mondiali stanno
cercando di innescare. Basti pensare che solo un
terzodei60metallipicomunihauntassodiriciclo pi alto del 25%: una percentuale da alzare
drasticamente,mediantepoliticheadhocchefacilitino la rimozione delle attuali barriere. Ma
qualisonolecausealloriginediquesteoccasioni
perdute? Le forze centrifughe - spiega Iraldo che distraggono risorse potenziali dal modello
circolare, derivano da una serie di inerzie: culturali, tecnologiche, istituzionali, di mercato e cos
via. Soltanto superando queste inerzie sar possibile realizzare la circolarit delleconomia.
Continua u pagina 20

Percorsi dellarchitettura

Una vita nuova per edifici e spazi,


cos si reinventano paesaggi e citt
JAN OLIVER KUNZE

di Paola Pierotti

In Francia.
A Saint Nazaire
un gigantesco
bunker
nellestuario
della Loira stato
trasformato in uno
spazio pubblico
attrezzato per
eventi culturali.
Il tetto diventato
una piazza,
arricchita da una
cupola geodetica
(foto tratta dal
volume Atlante
dei Paesaggi
Riciclati edito
da Skira )

ave recuperate, terreni bonificati, ex


discariche e spazi dismessi oggi vengono spesso riconosciuti per la loro
ricchezza sociale, economica e ambientale e
possono diventare occasione di progetti
contemporanei. In Francia la societ delle
autostrade ha trasformato una ex cava di pietra in unarea di ristoro. A Wellesley nel Massachussets una ex discarica di materiali tossici diventata un campus universitario. E ancora in luoghi dove una volta cerano delle cave, in Austria, a St Magarethen, stato
realizzato un auditorium per concerti allaperto e in Portogallo, a Braga, stato costruito uno stadio. Esempi concreti che dimostrano che il paesaggio naturale e urbano,
reinventato, pu offrire inaspettate possibilit di fruizione del territorio. Le citt, i loro
edifici, i loro spazi, hanno tutte le carte per vivere una seconda vita e poi una terza e tante
altre vite ancora.

La cultura della rigenerazione urbana


In Italia professionisti e costruttori condividono da alcuni anni una linea operativa che
investe sul recupero dellesistente piuttosto
che investire sulle nuove costruzioni: Architetti, Ance e Legambiente hanno promosso il
progetto Riuso. E in linea con gli obiettivi di
Horizon 2020 e con le politiche strategiche di
Europe 2020, nata tra alcune universit italiane la rete Recicle-Italy che guarda con interesse alla risorsa urbana e che si occupa
della sua conservazione, cos come si fa con le
foreste e i fiumi, riconoscendo una progressione, dalla nascita allinvecchiamento, e sostenendo la possibilit e lutilit di progetti e
pratiche capaci di attivare nuovi cicli di vita.

Industria del riciclo, Italia campione


In Italia lobiettivo rifiuti zero un orizzonte culturale, ma anche una possibilit di sviluppo tecnologico in grado di dare forza e
competitivit alla nostra economia.
Noi siamo gi campioni europei nellindustria del riciclo: recuperiamo 24,1 milioni
di tonnellate di rifiuti e dopo di noi c la Germania con 22,4 milioni di tonnellate. Siamo la
seconda manifattura dEuropa nonostante
8-10 anni di crisi e questa ottimizzazione oggi anche strettamente legata al tema green, al risparmio energetico e allapprovvigionamento da fonti rinnovabili. Cos spiega Fabio Renzi, segretario generale della
Fondazione Symbola, che con Kinexia ha
pubblicato un rapporto sulleconomia circolare, Waste End, indicata come nuova frontiera del made in Italy.

Basta guardare le novit dellultimo Salone del mobile per rendersi conto che nel settore del legno e arredo c un crescente interesse per la progettazione e produzione di
elementi con materiale riciclato. Ancora,
dalle macchine per il caff a cialde agli yacht,
spesso non si ipotizzano pi soluzioni pensando alla rottamazione: lItalia il secondo
Paese europeo per brevetti di eco-design.
Siamo un Paese trasformatore ma anche
creativo. Inventiamo con la consapevolezza
che ogni prodotto andr disassemblato e recuperato. A Camerata Picena nelle Marche
continua Renzi stato appena inaugurato il
primo outlet degli elettrodomestici rigenerati e garantiti, giusto per dire che investendo
sui diversi cicli di vita possono nascere anche
business e professioni nuove.
Continua u pagina 21

QUI BRUXELLES
di Beda Romano

Vella: vogliamo
garantire benefici
a tutti gli attori

a tempo la difesa dellambiente diventata


un business economico, oltre che un
impegno civile. Karmenu Vella, 64 anni,
commissario europeo allAmbiente nella nuova
Commissione Juncker. In questa intervista spiega
come intende affrontare il tema delleconomia
circolare. Precisa tra le altre cose che intende
proporre obiettivi nella gestione dei rifiuti che
tengano conto delle differenze nazionali.
La Commissione europea presenter entro fine
anno una nuova strategia relativa alleconomia
circolare. Ce ne tratteggia gli aspetti principali?
Vogliamo avere un approccio pi sistemico,
che permetta di mantenere le risorse nelleconomia. La strategia andr oltre la questione dei
rifiuti e riguarder altri aspetti nel ciclo dei
prodotti, tenendo in mente la situazione in tutti i
Paesi membri.
Pu essere pi preciso sul ciclo dei prodotti?
Adottare una economia pi circolare richiede
una azione in tutti gli stadi nel ciclo di vita di un
prodotto. Mi riferisco in particolare allestrazione
di materie prime, al design di prodotti e materiali;
alla produzione, alla distribuzione e al consumo di
prodotti; ai sistemi nella prospettiva della riparazione, del remanufacturing e del riutilizzo dei
prodotti; alla gestione dei rifiuti e al riciclo. Tutti
questi stadi sono legati tra loro e miglioramenti in
termini di efficienza energetica e di risorse possono essere introdotti in tutte le fasi.
Continua u pagina 22