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CAMERA DEI DEPUTATI SENATO DELLA REPUBBLICA COMMISSIONE

PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVIT ILLECITE CONNESSE AL


CICLO DEI RIFIUTI E SU ILLECITI AMBIENTALI AD ESSE CORRELATI
RESOCONTO STENOGRAFICO MISSIONE IN SICILIA

Seduta n. 28 di Mercoled 4 marzo 2015 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE


ALESSANDRO BRATTI Audizione dell'ex assessore all'energia e ai servizi
di pubblica utilit della regione siciliana, Marco Lupo Laudizione
comincia alle 14.05.
PRESIDENTE. Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicit dei lavori
della seduta odierna sar assicurata anche attraverso impianti audiovisivi a
circuito chiuso.
(Cos rimane stabilito).

Audizione dell'ex dirigente generale del dipartimento della regione siciliana delle
acque e dei rifiuti ed ex commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a dicembre
2013, Marco Lupo:
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione dell'ex dirigente generale
del dipartimento della regione siciliana delle acque e dei rifiuti ed ex
commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a dicembre 2013, Marco Lupo,
che oggi direttore di ARPA Lazio.

L'audizione odierna si colloca nell'ambito dell'approfondimento sulla regione


siciliana, di cui sono relatrici Stella Bianchi e Renata Polverini. Ricordo che,
secondo quanto stabilito dall'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti
dei gruppi, nelle riunioni del 10 e 17 febbraio scorsi, la Commissione prima di
recarsi in Sicilia per lo svolgimento di due missioni ha ascoltato luned 23
scorso il dottor Nicol Marino, ex assessore all'energia e ai servizi di pubblica
utilit della regione siciliana, e mercoled 25 scorso l'assessore all'energia e ai
servizi di pubblica utilit della regione siciliana, Vania Contraffatto.
Abbiamo quindi chiesto di audire il dottor Lupo, che ha lavorato negli ultimi
anni su diverse questioni importanti di nostra competenza, in modo che con la
sua audizione e le due precedenti abbiamo un quadro esaustivo per poter poi
affrontare i diversi auditi e le diverse situazioni che si presenteranno.
Avverto quindi il nostro ospite che della presente audizione sar redatto un
resoconto stenografico e che, se lo riterr opportuno, consentendo la
Commissione, i lavori proseguiranno in seduta segreta, invitando comunque a
rinviare eventuali interventi di natura riservata alla parte finale della seduta.
Do la parola al dottor Marco Lupo per delinearci un quadro dell'attivit che
ha svolto in questi anni in Sicilia, per poi passare alle domande dei commissari.

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MARCO LUPO, ex dirigente generale del dipartimento della regione siciliana


delle acque e dei rifiuti ed ex commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a
dicembre 2013. Ho preparato una relazione che contiene circa 22 allegati, che
lascerei agli atti della Commissione, perch mi rendo conto che non semplice
parlare in poco tempo di un settore cos importante in una regione molto
complicata.
Io ho svolto l'incarico di dirigente generale del dipartimento delle acque e
dei rifiuti della regione siciliana per circa due anni, da fine luglio 2012 a
settembre 2014, e ho svolto anche l'incarico di custode giudiziario della
discarica di Bellolampo, che stata sequestrata a febbraio del 2013 e poi
dissequestrata a giugno del 2014.
Ho svolto altres per circa 8 mesi, da maggio 2013 a dicembre 2014,
l'incarico di commissario per evitare l'interruzione del servizio di raccolta dei
rifiuti urbani nel territorio di Palermo.

Non semplice riassumere tutte le attivit espletate e le varie


problematiche e difficolt incontrate in due anni di attivit, in cui si sono
susseguiti quattro assessori regionali. Quando sono stato nominato, infatti,
l'assessorato era retto ad interim dal presidente della Regione Lombardo, dopo
qualche mese stato nominato l'assessore Torrisi, che rimasto in carica il
tempo delle elezioni. A dicembre 2012 si insediato il presidente Crocetta, che
ha nominato l'assessore Nicol Marino, poi seguito dall'assessore Calleri. In
seguito sono andato via e adesso c l'assessore Vania Contraffatto.
Non semplice riassumere tutte le problematiche e tutte le criticit, ma
pu essere significativo il fatto che dopo due anni di incarico, pur avendo altri
due anni di contratto, abbia chiesto la risoluzione anticipata del contratto e me
ne sia andato, perch le difficolt erano molte e tutte queste attivit di custode
e di commissario sono state particolarmente usuranti. Il presidente Bratti
stato in passato all'ARPA e sa che non comune che un direttore esterno
rinunci a due anni di contratto, non so se ci siano precedenti nella regione.
Mi sono insediato a luglio del 2012 e all'atto del mio insediamento nella
regione siciliana vi era uno stato di emergenza dichiarato ad aprile del 2010,
perch l'ultima emergenza prima del mio insediamento era stata da aprile
2010 a dicembre 2012 e riguardava tutto il territorio dalla regione siciliana.
Quando mi sono insediato era in atto l'emergenza, vi era un commissario
che era presidente della regione e tre soggetti attuatori, uno per Bellolampo,
uno per l'impiantistica regionale e uno per la raccolta. La regione si era dotata
due anni prima del mio insediamento di una nuova legge che regolamentava il
settore, che la legge n. 9 del 2010, che riorganizzava il settore prevedendo il
passaggio dalle attuali ATO, che erano 27, alle nuove societ per la
regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti che in acronimo si
chiamano SRR.
Dopo due anni e mezzo dall'emanazione di questa legge e dalla
dichiarazione dell'emergenza, a fine 2012, non ho timore di essere smentito
affermando che non era stato fatto nulla di concreto n per l'attuazione della
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legge, n per la realizzazione degli obiettivi previsti nella dichiarazione di


emergenza.
Nessun impianto pubblico era stato realizzato, n ne era stata avviata la
realizzazione, nessuna SRR era stata costituita, nessun piano d'ambito
predisposto da parte di queste SRR, nessuna attivit era stata realizzata su
Bellolampo n per quanto attiene la messa in sicurezza delle vecchie vasche,
n per quanto attiene la nuova discarica da realizzare, come previsto
dall'ordinanza della Presidenza del Consiglio di dichiarazione di emergenza,
tanto che dopo circa tre mesi dal mio insediamento la discarica stata
sequestrata e ne sono stato nominato custode.

Basti pensare che il punto di partenza dell'emergenza del 2010 era la


redazione di una sorta di piano rifiuti che avrebbe dovuto essere realizzato
durante l'emergenza. Questo piano stato approvato dal Ministero
dell'ambiente a fine 2012, praticamente con la chiusura dell'emergenza, quindi
non poteva essere realizzato un piano approvato quando l'emergenza
sostanzialmente finita !
Per quanto riguarda la raccolta, all'atto del mio insediamento la raccolta era
suddivisa in 27 ATO e purtroppo a mio parere (non mi ergo a perfetto
conoscitore della problematica) i ritardi che la regione ha accumulato derivano
dalle patologie che si sono create con questi 27 ATO, intanto una situazione
assolutamente disomogenea nel territorio, perch alcuni di questi ATO hanno
pensato di gestire direttamente il servizio, assumendo migliaia di persone
senza concorso, senza una procedura ad evidenza pubblica. Tra l'altro, queste
persone hanno poi avuto progressioni di carriera che non mi risulta siano
compatibili con la normativa vigente.
Altri ATO hanno invece appaltato il servizio all'esterno, per si sono caricati
comunque di centinaia di personale amministrativo, altri ATO ancora non
hanno fatto n l'uno, n l'altro, cio hanno lasciato ai comuni la possibilit
peraltro non consentita dalla norma di appaltare direttamente il servizio.
In tutta la provincia di Siracusa, ad esempio, ogni comune ha fatto una sua
procedura ad evidenza pubblica nel lontano 2003-2004, quindi la situazione sul
territorio era veramente diversa. Chiaramente questi ATO si sono caricati di
una serie di costi di personale e di altro tipo che poi non sono pi stati in grado
di
sopportare,
non
riuscendo
quindi
a
far
fronte
ai
debiti.
Mi risulta che la regione abbia anticipato 600 milioni di euro agli ATO, in
minima parte restituiti. La struttura commissariale che ha operato tra il 2010 e
il 2012 ha anticipato direttamente agli ATO (la norma consentiva di anticipare
ai comuni, perch sono i comuni che, attraverso l'approvazione di un piano di
rientro decennale in consiglio comunale, possono garantire la restituzione delle
somme ricevute) e i comuni soci poi si sono rifiutati di restituire le somme e da
un punto di vista normativo hanno avuto anche qualche riconoscimento da
parte di tribunali amministrativi, che hanno ribadito che l'unico organo che pu
impegnare un comune a restituire nel tempo delle somme il consiglio
comunale.
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I sindaci cambiano nel tempo, quindi un discorso rivolto al sindaco in


quanto rappresentante del comune. I comuni soci dell'ATO al cento per cento
con mezza faccia li hanno riempiti di costi e con l'altra mezza li accusavano di
non fare il servizio, situazione che diventa difficile risolvere, perch tra
dipendenti di imprese private che avevano vinto le gare e dipendenti assunti
direttamente
dall'ATO
stiamo
parlando
di
13.000
addetti.
Solo per il comune di Palermo con tutta la questione AMIA e RAP stiamo
parlando di pi di 2.000 persone che lavorano, quindi una media di 1
dipendente ogni 250 abitanti, quando mi pare che nelle realt pi virtuose si
parli di 1 dipendente ogni 700-1.000 abitanti, quindi 5 volte il numero delle
persone
che
servirebbero
per
svolgere
il
servizio.
Per quanto attiene all'impiantistica, nel 2010-2011 la regione aveva
abbandonato l'idea di realizzare i termovalorizzatori, anche perch le gare dei
quattro famosi dei termovalorizzatori sapete penso tutti come sono andate, e
tra il 2010 e il 2012, cio prima del mio insediamento, non facendosi
termovalorizzatori la regione ha autorizzato circa 11 milioni di metri
cubi di discariche fondamentalmente a quattro soggetti privati, cio 3
milioni di metri cubi a Oikos a Catania, 3 milioni di metri cubi a Sicula
Trasporti a Catania/Siracusa perch al confine, 2 milioni di metri
cubi a Messina Tirrenoambiente e 3 milioni di metri cubi a Catanzaro
Costruzioni ad Agrigento.
Quattro soggetti privati hanno quindi ricevuto autorizzazioni per circa 11
milioni di metri cubi di discariche, quindi l'attenzione era molto concentrata sui
termovalorizzatori, ma nel frattempo la vera problematica erano questi volumi
autorizzati, e nessuna iniziativa era stata adottata per il trattamento
della frazione umida prima del conferimento in discarica, la
biostabilizzazione dei rifiuti, tenuto conto che soltanto una discarica,
quella
di
Sicula
Trasporti,

dotata
di
un
impianto
di
biostabilizzazione.
In tutto il resto della regione si ritenuto di interpretare, secondo me
erroneamente, una circolare che consentiva in un periodo transitorio, in attesa
di realizzare l'impianto di biostabilizzazione, di limitarsi alla tritovagliatura con
la possibilit di autorizzare una nuova discarica da 3 milioni di metri cubi,
quindi in quel modo l'adeguamento non sarebbe avvenuto mai.
PRESIDENTE. interessante come quella direttiva sia stata interpretata in
diverse regioni dove tutti le hanno dato delle interpretazioni pur di non farlo...
MARCO LUPO, ex dirigente generale del dipartimento della regione siciliana
delle acque e dei rifiuti ed ex commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a
dicembre 2013. Io ero direttore al Ministero dell'ambiente quando stata fatta
quella circolare e la situazione era che nel decreto Milleproroghe ogni anno si
prorogava l'obbligo di biostabilizzazione, ma a un certo punto la
Commissione europea ha detto che alla proroga successiva avrebbero
aperto la procedura d'infrazione.
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Abbiamo quindi evitato di fare la proroga, per le regioni lamentavano che


in pochi mesi non sarebbero state in grado di adeguarsi. Con la circolare si
intendeva dire quindi che nel periodo transitorio la tritovagliatura potesse
essere considerata una forma di pretrattamento, per certo non poteva
consentire di autorizzare una nuova discarica da 3 milioni di metri cubi che
sarebbe stata utilizzata nei successivi 7-8 anni senza prevedere l'obbligo di
biostabilizzazione ! Quello non pi un periodo transitorio: un sine die.
Nessuna iniziativa era stata adottata neppure per quanto riguarda la
discarica di Bellolampo, al punto che, come ho accennato, stata sequestrata
dopo qualche mese.
Io sono stato nominato il 19 luglio, il 30 luglio si dimesso il presidente
della regione e quindi c stato il periodo elettorale, quindi di fatto il mio primo
assessore con cui si potuto fare un programma...
PRESIDENTE. Queste autorizzazioni qui sono state rilasciate sotto quale
governatore ?
MARCO LUPO, ex dirigente generale del dipartimento della regione siciliana
delle acque e dei rifiuti ed ex commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a
dicembre 2013. Tra il 2010 e il 2012, quindi governo Lombardo. Come dicevo,
con l'assessore Marino, che stato il mio primo assessore di lunga prospettiva,
abbiamo cercato di agire su pi fronti, intanto sul fronte della verifica degli iter
amministrativi che avevano condotto al rilascio di queste autorizzazioni da
parte dell'Assessorato ambiente, perch da noi sia la VIA che l'AIA erano di
competenza dell'Assessorato ambiente.
Con l'assessore Marino abbiamo invece presentato una norma attraverso il
Governo, poi approvata dal Parlamento, in cui la valutazione di impatto
ambientale rimaneva di competenza dell'Assessorato ambiente, mentre l'AIA
diventava competenza del mio dipartimento. Questa norma entrata in vigore
a gennaio del 2013 per avere modo di pianificare una soluzione, perch la
situazione era gi molto compromessa; Palermo aveva due mesi di possibilit
di abbancamento e Palermo la quinta citt metropolitana italiana, produce
1.000 tonnellate al giorno di rifiuti, quindi eravamo obiettivamente molto
preoccupati.
Da un lato, quindi, questa verifica degli iter amministrativi, dall'altro la
realizzazione delle attivit previste dalla nuova dichiarazione di emergenza, che
per era meno estesa, aveva una serie di attivit da realizzare soprattutto su
Bellolampo ma anche sull'implementazione dell'impiantistica nel resto della
regione.
Abbiamo agito infine sull'attuazione della legge n. 9 del 2010, che
prevedeva la creazione delle SRR e il passaggio a un nuovo sistema, perch
era indubbio che per cominciare a lavorare in prospettiva, per vedere qualcosa
di nuovo non si potesse interloquire con i 27 ATO che avevano determinato
quella situazione di disastro, anche perch non potevano pi essere beneficiari
di fondi comunitari e avere delle risorse assegnate perch erano in una
situazione di decozione finanziaria, per cui la Corte dei conti non registrava
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neppure i decreti con cui venivano assegnati i fondi comunitari agli ATO.
La prima attivit stata quindi la verifica degli iter amministrativi. Da
questo punto di vista, con una norma del gennaio stata modificata la
competenza in materia di AIA, che passata dall'Assessorato ambiente
all'Assessorato
all'energia,
in
cui
c'era
il
mio
dipartimento.
Sulla base di quanto previsto da questa norma, ad aprile del 2013 viene
siglato un protocollo di intesa tra i due assessorati per regolamentare il
passaggio della documentazione, perch chiaramente i documenti si trovavano
nell'altro assessorato.
Tale protocollo, che ho allegato alla relazione, prevedeva che l'assessorato
trasmettesse un elenco delle richieste ricevute con l'ordine cronologico, la
documentazione e i fascicoli con un rapporto sullo stato istruttorio di ogni
pratica, ma da subito le cose cominciano ad andare male perch io sono
andato via a settembre del 2014 e non c stato modo di avere queste carte.
Vi ho allegato tutti i solleciti che sono stati trasmessi a quell'assessorato a
maggio del 2013, a ottobre del 2013, a dicembre del 2013, a febbraio del
2014, a giugno del 2014, ma purtroppo non stato possibile ricevere la
documentazione in modo ordinato, sono arrivate di volta in volta alcune
pratiche sempre senza rapporto istruttorio, molto spesso senza la descrizione
di quello che il fascicolo conteneva, anzi ci sono stati casi (non lo dico io, ma
l'hanno visto i Carabinieri, e sapete che nell'altro assessorato c stata
anche una misura cautelare nei confronti di un dipendente per il
rilascio di alcune autorizzazioni) in cui nel fascicolo era scritto ad esempio
Oikos, ma le carte riguardavano un altro, quindi una situazione veramente
difficile da affrontare.
Queste carte sono sempre arrivate in modo parziale e ritengo che questo
dipendesse dal fatto che non si vedeva di buon occhio che qualcun altro
potesse visionare questa documentazione.
A questo punto, con un decreto dell'assessore regionale e mio, a doppia
firma del direttore e dell'assessore, abbiamo istituito una Commissione per la
verifica degli iter amministrativi, cominciando proprio dalle quattro discariche
prima citate, perch avevano una volumetria rilevante, da cui dipendeva la
possibilit di conferire di circa 380 comuni, quindi erano quelle pi importanti.
Nella Commissione di verifica sono stati inseriti dei componenti di grande
competenza ambientale: una funzionaria della provincia di Palermo, la
dottoressa Di Franco della provincia di Palermo, la dottoressa Abita dell'ARPA
(l'ARPA ha una struttura centrale e delle sezioni provinciali), una funzionaria
del dipartimento, la dottoressa Fais, e alcuni componenti inseriti dal dottor
Marino, che lavoravano nel suo Gabinetto e aveva portato con lui quando si era
insediato, in particolare il dottore Buceri, un funzionario di polizia che lavorava
con lui alla procura di Caltanissetta quando lui faceva il magistrato.
Dall'esame di queste autorizzazioni emerso di tutto. difficile riassumere
tutte le questioni, ma posso dire che per quanto riguarda la discarica di
Catania, di Motta Sant'Anastasia gestita dalla ditta Oikos, ricevuta la relazione
io ho adottato tre provvedimenti. Loro avevano una discarica esaurita, la
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discarica in contrada Tirit, per la quale ho fatto un provvedimento di chiusura


per gravi motivi ambientali; avevano l'autorizzazione alla realizzazione di un
bioreattore, per cui non ho neanche avviato il procedimento di revoca perch la
realizzazione dell'impianto non era ancora iniziata.
Per la discarica in corso di coltivazione da circa 3 milioni di metri cubi ho
avviato il procedimento di revoca dell'autorizzazione, che poi ho concluso a
luglio del 2014 con la revoca dell'autorizzazione.
PAOLA NUGNES. In questa fase lei era commissario ?
MARCO LUPO, ex dirigente generale del dipartimento della regione siciliana
delle acque e dei rifiuti ed ex commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a
dicembre 2013. No, lo facevo come direttore, l'emergenza finita a dicembre
del 2013 e queste sono attivit che ho fatto come direttore del dipartimento
acque e rifiuti.
Per quanto riguarda la discarica in esercizio ho quindi adottato questo
provvedimento
di
diniego
del
rinnovo
dell'autorizzazione,
previa
predisposizione di un progetto di chiusura, perch evidentemente per chiudere
una discarica da 3 milioni di metri cubi bisogna prevedere un progetto di
regimazione
delle
acque,
bisogna
farlo
in
un
certo
modo.
Qualche giorno prima della revoca, ma dopo l'avvio del
procedimento, il titolare della discarica stato arrestato insieme al
dipendente del dipartimento ambiente e nell'ordinanza del GIP
vengono espressamente citate le conclusioni della Commissione che
aveva istruito l'iter amministrativo dell'autorizzazione rilasciata.
Questo per quanto riguarda la discarica di Catania di Oikos. Per quanto
riguarda la discarica di Messina di Tirrenoambiente, anche l la Commissione ha
concluso la sua relazione e sulla base della relazione ricevuta io ho adottato un
avvio di procedimento di revoca del rinnovo dell'autorizzazione per la discarica
e anche una revoca dell'autorizzazione dell'impianto di biostabilizzazione.
Nel frattempo successo (lo racconto perch sintomatico di come
funzionano le cose in Sicilia) che il gestore della discarica che serve tutta la
provincia di Messina (Messina la provincia con il maggior numero di comuni
in Sicilia, oltre 100 comuni, anche molto piccoli) comunica che aveva terminato
i volumi utili per l'abbancamento e che dopo venti giorni non avrebbe pi
consentito l'accesso ai comuni.
A noi risultava per che la discarica avesse avuto un'autorizzazione nel
2012 per 1,700.000 metri cubi, per cui facendo due conti spannometrici non ci
quadrava. Ho quindi convocato una riunione presso il mio dipartimento e ho
fatto fare dei sopralluoghi in discarica, dai quali emerso che il progetto che
era stato approvato in realt poteva avere scritto 5 milioni, 8 milioni o 7
milioni, perch non c'era neanche un progetto che potesse definirsi tale e forse
nel progetto si teneva conto di volumi gi finiti.
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Emerse anche che non avevano utilizzato per l'abbancamento un'area


compresa
nell'autorizzazione,
perch
questo
non
era
funzionale
all'ampliamento che avrebbero dovuto fare, in quanto abbancando l non
avrebbero pi potuto ampliare, e non avevano ancora l'autorizzazione per
questo ampliamento per avevano gi pensato di sbancare un'intera collina in
assenza di autorizzazione.
Queste situazioni sono state rappresentate alla procura competente, quella
di Barcellona Pozzo di Gotto, che mi risulta che a novembre del 2014 abbia
sequestrato anche quella discarica, che tra l'altro ha anche altri problemi.
In pi, mentre nel loro progetto (chiamiamolo cos) si prevedeva di arrivare
a un abbancamento fino a 118 metri sul livello del mare, erano arrivati a circa
145 metri sul livello del mare, cio 30 metri pi dei quanto previsto nelle
planimetrie, e 30 metri sono un palazzo ! Purtroppo nessuno ha mai segnalato
in un sopralluogo la presenza di un palazzo che non avrebbe dovuto esserci.
Questo sintomatico della situazione in Sicilia.
Anche per quanto riguarda la discarica di Siculiana, quella di Agrigento,
la Commissione ha fatto la relazione e io ho avviato un procedimento di
secondo grado, perch obiettivamente le criticit rilevate non erano certo
paragonabili a quelle delle altre due di cui vi ho parlato. La grossa criticit che
ho rilevato che questo impianto non biostabilizzava la frazione umida
per, per effetto di una circolare che avevo fatto all'atto del mio insediamento,
che imponeva a ogni gestore di presentare un progetto entro una certa data
pena chiusura, l'operatore aveva gi presentato il progetto dell'impianto e
quindi questo gli stato prescritto anche in sede di revisione
dell'autorizzazione.
Ho effettuato tutte queste verifiche non essendo autorit ambientale,
perch l'autorit ambientale avrebbe dovuto essere l'Assessorato ambiente e
purtroppo penso che in Sicilia il vero problema sia stato questo, perch quando
manca l'autorit ambientale, cio quando manca il soggetto deputato a
tutelare l'ambiente, tutto diventa pi complicato.
Pur avviando un procedimento di revoca, ad esempio, non essendo io
l'autorit ambientale ho revocato autorizzazioni quando l'Assessorato ambiente
diceva che invece era tutto a posto. Vi posso citare una nota di fine giugno in
cui l'Assessorato ambiente dice che per l'autorizzazione di Oikos conferma il
giudizio positivo, io revoco l'autorizzazione e poi arrestano il funzionario e il
anche il gestore della discarica.
In tutta questa attivit purtroppo non c stato un apporto costruttivo da
parte dell'Assessorato ambiente e mi rendo conto che questi provvedimenti di
chiusura hanno determinato anche la situazione che si venuta a determinare
in questi mesi, perch sono venute a mancare due discariche importanti, quella
di Mazzarr Salt'Andrea e quella di Messina che comunque avrebbe chiuso
perch aveva terminato i volumi.
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Funzionava cos: loro sbancavano una collina senza autorizzazione, poi


dichiaravano di chiudere e quindi in qualche modo si doveva autorizzare
l'ampliamento. La filosofia adottata era questa.
PRESIDENTE. Anche Mazzarr Sant'Andrea stata sequestrata ?
MARCO LUPO, ex dirigente generale del dipartimento della regione siciliana
delle acque e dei rifiuti ed ex commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a
dicembre 2013. S, stata sequestrata per queste difformit rispetto
all'autorizzazione. Vorrei quindi terminare questa parte sulliter amministrativo
e soffermarmi sulle attivit svolte in qualit di commissario per l'emergenza
soprattutto di Bellolampo.
A Bellolampo in 8 mesi (tanto durata l'emergenza), come potrete valutare
dalle fotografie che vi ho portato di prima e dopo i lavori, stata fatta la sesta
vasca della discarica, che per la prima volta nella storia del sito di Bellolampo
dotata di una valutazione di impatto ambientale e di un'autorizzazione di
impatto ambientale, quindi delle autorizzazioni previste dalla legge.
La discarica ha prescrizioni molto rigide per la sua gestione, ma purtroppo
gestita da RAP, ex AMIA, e questo preoccupante perch conoscete le
problematiche della gestione della discarica da parte del comune di Palermo,
non c un contratto vero e proprio di gestione della discarica, il comune paga
una cifra ingentissima alla RAP per la gestione del servizio, una cifra
omnicomprensiva, non paga un tot per ogni tonnellata che conferisce in
discarica.
Se quindi RAP riceve 100 milioni, 99,999 li spende per gli stipendi, quindi
non le rimane niente per gestire correttamente una discarica, cio comprare
delle attrezzature adeguate, pressare i rifiuti. Qualunque discarica gestita in
questo modo potrebbe avere dei problemi.
stata quindi realizzata questa discarica, stato appaltato (e sono iniziati i
lavori oggi ultimati) un impianto di trattamento meccanico-biologico della
frazione umida di una capacit di 1.000 tonnellate al giorno, che di poco
superiore alla produzione dei rifiuti della citt di Palermo, un impianto che ha
una linea dedicata per l'umido da raccolta differenziata, quindi per produrre
compost di qualit, qualora il materiale in ingresso sia idoneo.
stata bandita una gara europea, sono stati aggiudicati i lavori, sono
iniziati e l'impianto dovrebbe essere consegnato nel mese di marzo di
quest'anno, quindi dovreste vederlo realizzato (ho comunque portato delle
foto). stata fatta la messa in sicurezza di 25 ettari della vecchia discarica,
stiamo parlando di copertura con terra e materasso bentonitico, perch a
Bellolampo pioveva dentro la discarica e tutto quello che usciva era percolato,
quindi fiumi di percolato.
stata fatta secondo me una cosa storica, questa una foto che vi mostro
in quanto competenti in materia, un lavoro fondamentale. Sono stati fatti altri
mille interventi che troverete qui: tutte le vasche di stoccaggio del percolato
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sono state svuotate, stata rifatta l'impermeabilizzazione, sono state fatte le


coperture perch erano vasche senza copertura, quindi ci pioveva dentro e il
percolato che era un metro diventava un metro e mezzo, e ancora la bonifica
dell'area del poligono di tiro.
Tutto quello che stato fatto a Bellolampo stato fatto in 8 mesi nell'ultima
situazione emergenziale. Probabilmente ci sarebbe da chiedersi cosa sia stato
fatto nei dieci anni precedenti, perch non mi risulta che sia stato fatto molto.
In pi, sempre in questi 8 mesi stato appaltato il piano di
caratterizzazione dell'intera discarica, che credo sia stato ormai aggiudicato,
perch io manco ormai da 6 mesi e non ho contezza dello stato
d'avanzamento,
ma
dovrebbe
essere
gi
stato
aggiudicato.
stata bandita la gara per l'acquisto dei mezzi e delle attrezzature per
estendere la raccolta differenziata nella citt di Palermo ad altri 130.000
abitanti. Tenete conto che il primo step che riguarda 130.000 abitanti era stato
fatto comunque da un commissario, perch il comune di Palermo aveva
evidenziato che la competenza era del commissario, ma in base alla mia
esperienza se uno fa la gara per i mezzi, compra i mezzi e le attrezzature,
individua un ufficio per distribuire i kit alle famiglie che non siano state trovate
nella loro abitazione, non c alcuna collaborazione reale, ma solo una polemica
per cui ciascuno (regione, provincia, comune) scarica sull'altro.
stata quindi bandita una gara per l'acquisto di mezzi e attrezzature per la
raccolta differenziata e infine sono state fatte quattro gare per la realizzazione
di altre tre piattaforme pubbliche, una a Messina in contrada Pace, una a Gela
e un'altra, tutte piattaforme dotate di impianto di biostabilizzazione con linea
dedicata all'umido da raccolta differenziata, e mi risulta che siano gi state
fatte le aggiudicazioni definitive, quindi dovrebbero iniziare i lavori.
Stiamo parlando di una somma totale di opere che supera i 100
milioni, tutto questo fatto negli 8 mesi, di cui vi ho portato
un report anche fotografico. Mi fermerei qui.
STEFANO VIGNAROLI. difficile fare domande in una situazione del genere,
per vorrei chiederle di farci una panoramica della situazione delle discariche
ex articolo 13, della gestione post mortemdelle bonifiche, a Bellolampo per
quanto riguarda le prime cinque vasche chi sta gestendo il post mortem, quali
sono le contestazioni che sta avanzando l'Unione europea e cosa si fatto in
merito a questo.
Vorrei sapere inoltre come venissero stabilite le tariffe di smaltimento e, per
quanto riguarda i debiti dei 27 ATO, che nel 2010 Lombardo stimava in 800
milioni, a che cifra ammontassero finch c'era lei, e se sia vero che i 200
milioni destinati ai vari impianti sono stati utilizzati per risanarli parzialmente,
e se sia stato fatto, come d'obbligo entro 40 giorni dalla fine del
commissariamento, un rendiconto delle spese delle varie opere realizzate.
PAOLA NUGNES. Posso fare una domanda segretata ? Purtroppo devo
scappare perch c il collegato in Commissione e purtroppo sempre cos.
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PRESIDENTE. Le domande non si fanno in seduta segreta, eventualmente la


risposta...
PAOLA NUGNES. Rileggendo l'audizione dell'ex assessore Marino e adesso
sentendo la sua testimonianza mi pongo probabilmente per mia mancanza di
informazioni due domande ricorrenti: per quale motivo l'assessore sia stato
rimosso e per quale motivo lei abbia ritenuto di doversi sospendere
dall'incarico, bench ci rendiamo conto della mole di lavoro, per comprendere
se queste siano state le uniche motivazioni o ce ne siano altre.
Mi chiedevo (anche qui sar una mia mancanza) se la procura abbia avviato
solo le specifiche indagini di cui parlava, quindi caso per caso, o un'indagine su
tutto il ciclo dei rifiuti, perch mi sembra che tutto il ciclo sia collegato, non si
tratti della singola gestione della singola discarica o del singolo impianto, ma
emerga un sistema, quindi se questo sistema sia stato attenzionato dalla
procura.
PAOLO ARRIGONI. Mi limito a fare due domande. Sugli ATO lei ha parlato di
patologie, non so se si riferisse alle tre categorie di gestione del servizio. Lei ha
parlato di 1) gestione diretta, 2) affidamento con gara, ancorch assunzione di
personale amministrativo, 3) affidare ai comuni gare di gestione singole. Le
patologie sono queste oppure lei ci pu dire altro ?
La seconda cosa questa: posto che il costo del servizio raccolta e
smaltimento dovrebbe essere coperto in tariffa, qual la percentuale di
copertura dei costi pagati dagli utenti suddivisi per i 27 ATO (ovviamente un
dato che lei ci far avere).
GIUSEPPE COMPAGNONE. Se ho capito bene, i lavori di Bellolampo sono
ultimati, dovrebbero essere consegnati e comprendono un impianto di
biostabilizzazione e un impianto di compostaggio, quindi in teoria, visto che gli
impianti sono tarati per un quantitativo superiore a quanto prodotto a Palermo,
potrebbero raccogliere anche dai comuni circostanti, e questa una buona
notizia.
Il problema potrebbe essere la mancanza di collaborazione con il comune di
Palermo ma, se cos, noi faremo il nostro dovere facendo pressioni affinch
questo meccanismo funzioni. Vorrei capire dove sia il problema, perch mi
risulta che Palermo sia coperta da spazzatura e che tuttora, come testimoniano
le notizie di stampa, l'emergenza evidente, cosa che non collima con le
informazioni che ci ha fornito.
Da articoli di stampa emerge che tanti impianti di compostaggio, di cui 4
addirittura finanziati con 15 milioni di euro, sono rimasti fermi e non si capisce
perch non vadano avanti, quindi vorremmo capire dove sia il problema.
Ricollegandomi alla domanda dell'onorevole Vignaroli, vorrei sapere che fine
abbiano fatto tutti quei finanziamenti, perch anche dalle mie parti c'era stato
un finanziamento per un impianto di compostaggio a biocelle e
il restyling dell'altro ma se ne persa traccia. Vorrei inoltre conoscere lo stato
dell'arte dei siti inquinati di Priolo e di Gela.
11 di 34 aggiornato 10 marzo 2015

STEFANO VIGNAROLI. Vorrei aggiungere una domanda per quanto riguarda


il percolato di Bellolampo, perch risulta che solfiti, nitrati, metalli pesanti si
infiltrassero anche nei pozzi di captazione degli abitanti a nord di Palermo.
Vorrei sapere se la situazione sia sotto controllo.
PRESIDENTE. Parto da quest'ultima considerazione, perch il trattamento
dei percolati di queste discariche continua a essere fatto extra regione o avete
costruito nel tempo un'impiantistica adeguata in regione ? All'interno
dell'impianto di Bellolampo la gestione unica in tutti i suoi aspetti, cio il
biogas, il percolato viene tutto gestito da RAP o da strutture diverse ?
Avete bandito questa gara per tre piattaforme pubbliche, ma cosa significa
pubblico ? pubblica perch la propriet pubblica, ma non c una gestione
diretta dell'ATO o di una societ in house perch mi sembra di capire che
queste abbiano funzionato, quindi pubblica semplicemente perch il
pubblico
che
decide
di
farla
ma
la
mette
in
appalto.
Questo ci serve per capire le dinamiche, per la gestione rimane sempre
privata, perch le quattro attuali sono di propriet privata e di gestione
privata, le successive sono di propriet pubblica ma la gestione sar comunque
privata.
GIUSEPPE COMPAGNONE. Non credo che sia obbligatoria la gestione
privata...
PRESIDENTE. No, non obbligatoria, una scelta politica, quindi in realt
gestione
diventa
una
contrapposizione
di
gestori
privati.
Questi ampliamenti per 11 milioni di tonnellate sono stati autorizzati prima
del 2012 e quindi si presume (poi abbiamo visto che non cos) che per essere
autorizzati sia stata presentata una serie di domande, ma voi dopo avete fatto
un'istruttoria su quelle richieste di autorizzazione e, a parte alcune ispezioni
eseguite, dalle carte vi siete accorti che non c'erano delle corrispondenze e
quindi siete intervenuti per la revoca perch l'autorizzazione precedente era
stata costruita senza le basi, non avete revocato perch era successo
qualcosa.
Sono due cose diverse verificare se quanto fatto prima non a posto e
revocarla o invece considerarla a posto con quella di prima per ritenere che
non la stia gestendo in modo consono e quindi revocarla.
la

vero che questa cosa in capo all'Assessore all'ambiente, ma credo che


l'ARPA Sicilia abbia qualche ufficiale di polizia giudiziaria tra i suoi dipendenti,
quindi mi chiedevo come sia passata una discarica con un sopralzo di 30 metri
e, visto che le agenzie ambientali devono effettuare un minimo di
controlli di routine, come non si siano mai accorti di questa situazione.
L'altra domanda pi di carattere generale un suo giudizio, che se vuole
pu esprimere o, se non vuole, non fa comunque parte del suo mestiere. Qual
il suo giudizio da operatore che rimasto tanti anni l: a) c una sorta di
ignavia, di sconsiderata gestione della cosa pubblica, superficialit alla
millesima potenza, e non credo che sia questo il caso, b) ci sono degli interessi
di un certo tipo, perch queste situazioni di palese illegalit sono evidenti.
12 di 34 aggiornato 10 marzo 2015

Non so poi se ci siano quelli corretti e quelli scorretti, i buoni e i cattivi, per
c sicuramente un giro di affari, quindi bisogna capire cosa si muova. Sar
compito nostro metterlo in evidenza, per da operatore mi chiedevo quale
giudizio dia di questa situazione che di fatto ferma da quindici anni, perch
da quanto ci hanno raccontato i due assessori non ci sembra sia stato fatto un
passo avanti rispetto all'indagine che abbiamo chiuso nel 2010, e sicuramente
negli ultimi cinque anni le cose sono assolutamente peggiorate.
MARCO LUPO, ex dirigente generale del dipartimento della regione siciliana
delle acque e dei rifiuti ed ex commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a
dicembre 2013. Rispondo subito alla domanda della senatrice: non conosco le
motivazioni dell'assessore Marino, ma di dominio pubblico che ci sono stati
alcuni contrasti con il resto della Giunta e con il presidente, per le
informazioni del Governo stanno al di sopra della mia conoscenza.
Per quanto riguarda il sottoscritto, invece, come dicevo, nessuno mi ha mai
chiesto di andare via, anzi il presidente Crocetta come anche prima il
presidente Lombardo penso mi stimassero da un punto di vista tecnico, per
dopo due anni sinceramente senza vedere un effettivo miglioramento della
situazione non mi sentivo neanche pi utile. Nonostante tutto il tempo
dedicato, senza Ferragosto perch comunque la discarica di Bellolampo doveva
aprire il 3 settembre, giorni e notti passati l per poi per gestire comunque
l'emergenza, non programmare qualcosa di nuovo.
In pi sinceramente anche la stanchezza (ho anche due bambini piccoli),
tanti motivi anche personali mi hanno fatto decidere di andare via.
Tutte le altre questioni che lei ha sollevato sono argomenti molto complessi.
Per quanto attiene le discariche articolo 13 penso che si riferisca alla
gestione di discariche non a norma, e la regione siciliana ha destinato risorse
comunitarie e del Ministero, e recentemente penso sia stato fatto anche un
accordo di programma proprio per questi casi; tuttavia questo discorso degli
ATO
coinvolge
secondo
me
anche
questo
aspetto.
Purtroppo questi enti versano in situazioni all'ultimo stadio, perch uno che
non paga gli stipendi certamente non ha accantonato le somme del post
mortem. C tutta una serie di impianti che sono stati utilizzati nel passato e
che io non conosco neanche tutti, che sono stati gestiti, poi non messi in
sicurezza, non fatto il post mortem n la chiusura a norma di legge, che
adesso bisogna andare a capire come gestire perch certamente gli ATO non
sono in grado di farlo e non lo faranno.
La situazione di Bellolampo tipica. Io ho messo in sicurezza il 75 per cento
della superficie totale delle vecchie vasche, quindi circa 25 ettari, e ho assistito
(e di questo ho informato anche la procura di Palermo) a un rimbalzo di
responsabilit. La discarica era di AMIA posseduta al cento per cento dal
comune di Palermo; fallita AMIA va a un'altra societ, RAP, sempre posseduta
al cento per cento dal comune.

Nella logica (non sono un giurista) rilevo che come sostenevo per iscritto:
13 di 34 aggiornato 10 marzo 2015

AMIA tua al cento per cento, RAP tua al cento per cento, la discarica
nel territorio del tuo comune, tu sei l'autorit sanitaria di quel comune, a me
non interessa chi dei tre gestisce il post mortem, ma certamente non posso
farlo io, perch comunque RAP, AMIA e comune li vedo un po come la stessa
cosa...
Questa cosa stata fortemente avversata da RAP, quindi quando finita
l'emergenza io volevo consegnargli le vecchie vasche e non era possibile,
perch obiettavano di essere la nuova societ e di non avere la propriet di
quelle vasche, quindi io dovevo continuare a gestirle e non sapevo come uscire
da questa situazione.
A un certo punto addirittura il sindaco del comune di Palermo ha fatto un
191, in cui ha ordinato a me in qualit di custode della procura di Palermo
(vedete dove arrivata la disperazione perch non neanche colpa del
sindaco, in quanto si trova a gestire una situazione pesante per tutti),
arrivato a fare un'ordinanza 191 che ordinava a me, custode della procura, di
gestire le vecchie vasche.
Avendo gi fatto tutte le opere che garantivano il superamento
dell'emergenza e trattandosi di gestire una discarica, che cosa diversa dal
mandato che avevo come custode nonch come commissario, perch la postgestione comunque una gestione, stata fatta una richiesta di dissequestro
che la procura ha accolto dissequestrando la discarica.
Contro il provvedimento di dissequestro della discarica RAP e penso anche il
comune hanno fatto ricorso al Tribunale del riesame. Avete mai visto un caso
di ricorso contro il dissequestro ? A me capitato sempre contro il sequestro,
ma nel caso di Bellolampo c il ricorso contro il dissequestro. Questo per
rendere l'idea della situazione.
STELLA BIANCHI. Scusi, questo episodio a che anno si riferisce ?
MARCO LUPO, ex dirigente generale del dipartimento della regione siciliana
delle acque e dei rifiuti ed ex commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a
dicembre 2013. Al 2014; a giugno 2014 stata dissequestrata la discarica e
contro il provvedimento di dissequestro stato fatto ricorso al Tribunale del
riesame, che evidentemente lo ha respinto, per stato fatto ricorso proprio
perch nessuno voleva le vecchie vasche che ormai sono solo un peso.
Il sindaco giustamente dice che, se le carica a RAP, fallisce anche RAP, per
certamente non pu gestirle la procura o il custode della procura. Ho avuto
(rispondo cos anche a una delle domande del senatore Compagnone) ottimi
rapporti con il sindaco di Palermo, abbiamo affrontato insieme molte questioni,
per poi ci sono delle contraddizioni che derivano anche dal passato che
purtroppo rendono impossibile trovare una soluzione condivisa, perch spesso
significano mettere a rischio societ pubbliche, stipendi dei dipendenti pubblici,
quindi i buoni rapporti arrivano fino a un certo punto, oltre il quale subentra la
14 di 34 aggiornato 10 marzo 2015

giusta difesa del proprio ente, quindi io difendevo la regione e lui difendeva
evidentemente il comune.
Il rendiconto delle spese: prevista nella stessa legge che ha istituito
l'emergenza la presentazione di rendiconti, perch il commissario un organo
della Protezione civile, quindi tutte le relazioni previste sono state presentate,
inclusa la rendicontazione della contabilit. Io rispondo dei miei 8 mesi; per il
pregresso, cio l'emergenza del 2010-2012, non lo so.
STEFANO VIGNAROLI. messa sul sito ? A me non risulta che sia stata
pubblicata.
MARCO LUPO, ex dirigente generale del dipartimento della regione siciliana
delle acque e dei rifiuti ed ex commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a
dicembre 2013. Io non sono il capo dipartimento della Protezione civile, sono
uno dei commissari della Protezione civile, ho consegnato tutta la
documentazione inclusa la rendicontazione alle amministrazioni competenti.
Con riferimento al debiti ATO, impossibile fare una quantificazione perch
molti di questi ATO non hanno approvato neanche i bilanci. Se un comune
socio di quell'ATO gli approva il bilancio e quello ha un debito di un miliardo,
dovr iscrivere una quota nel proprio bilancio e, se si iscrive quella quota di
debito, va in dissesto anche lui, quindi non approvano i bilanci e in assenza di
bilanci approvati difficile quantificare.
Ho parlato di anticipazioni fatte dalla regione e rispondo di questa cifra: ho
parlato di oltre 600 milioni di euro, e ne sono sicuro perch l'ho scritto anche
alla Corte dei conti quindi ho fatto i conti.
Le tariffe erano approvate all'interno del provvedimento di AIA con un piano
finanziario, noi abbiamo dato mandato alla Commissione che si occupata
delle discariche di verificare anche i piani tariffari, ma in questi due anni scarsi
stato talmente impegnativo il lavoro sull'autorizzazione che non so se la
Commissione abbia ultimato anche la parte relativa alle tariffe, e mentre c'ero
io aveva fatto solo la parte delle autorizzazioni.
sorto qualche altro impianto di trattamento del percolato, ad esempio uno
a Termini Imerese che ho autorizzato io, per stiamo parlando non di volumi
tali da poter gestire la produzione di percolato che prima della copertura c'era
a Bellolampo, quindi chiaro che si continuato a fare riferimento a impianti
esterni.
Anche sulla questione del percolato c stata una diatriba tra la struttura del
commissario e la RAP, perch io ho inserito all'interno dell'AIA anche un
impianto fisso di trattamento del percolato. Come ho fatto a inserirlo ? La
precedente societ, AMIA, aveva fatto una gara pubblica, che era stata vinta
da una societ, per la realizzazione in project financing di un impianto fisso di
gestione del percolato.

15 di 34 aggiornato 10 marzo 2015

Non conosco la procedura ad evidenza pubblica perch non l'ho fatta io,
per ho preso quel progetto che aveva vinto la gara e l'ho autorizzato in AIA,
dando ovviamente le prescrizioni. Questa opera non poteva essere realizzata
dal commissario, perch un project financing significa che la ditta avrebbe fatto
l'opera a spese sue e l'amministrazione si sarebbe dovuta impegnare per
cinque anni, attraverso il pagamento della tariffa, a restituire sia le spese di
gestione che la parte di realizzazione, quindi non era un contratto che potevo
fare come commissario in scadenza dopo qualche mese, ma avrebbe dovuto
farlo RAP.
RAP ha cominciato a dire che la gara non era stata fatta bene, ma in realt
sempre per nascondere il fatto di non ricevere nulla dal comune di Palermo per
la gestione del percolato, come potrebbe impegnarsi per cinque anni a pagare
una tariffa per il trattamento del percolato se non riceve nulla dal comune ?
Il comune di Palermo non paga infatti nulla per conferire i rifiuti, cio ritiene
che con la somma erogata a RAP, che serve solo per pagare gli stipendi, si
gestisca anche la discarica, ma come commissario ho dovuto noleggiare
bomag, trituratori, sostituirmi in spese di gestione della discarica, e
chiaramente l'ho fatto prima diffidando il soggetto competente.
Fortunatamente (mi riaggancio alle spese della contabilit speciale) nel
periodo in cui ho fatto il commissario per l'emergenza, a differenza di quanto
mi succedeva come direttore del dipartimento, ero soggetto al controllo
preventivo della Corte dei conti.
Uno pensa che come commissario fai quello che vuoi, mentre invece io
dovevo mandare prima il provvedimento alla Corte dei conti che lo vistava
entro cinque giorni, mentre non ero soggetto al controllo preventivo della Corte
dei conti come dirigente del dipartimento, quindi forse, pi che chiedere i
rendiconti delle spese della contabilit speciale che sono tutti vidimati dalla
Corte dei conti, che esprime anche un giudizio di legittimit, sarebbe pi utile
chiedere quelli di direttore.
Mi riferisco a questa cosa perch con una sua collega del suo Movimento
abbiamo discusso tante volte su questo ed uno dei motivi per cui dico che
uno sta l a fare tutte queste cose per poi avere quale riconoscimento ? In
Sicilia non si fa differenza tra chi fa le cose bene e chi male, c soltanto grigio,
e questo stato uno degli ulteriori motivi (non la sua collega, ovviamente) per
cui alla fine uno si chiede cosa glielo faccia fare.
Se uno in due anni e mezzo di emergenza non fa niente e se uno in otto
mesi di emergenza fa tutto, non c alcuna differenza, uguale.
Chi gestir le discariche nuove. La norma nazionale ed europea prevede che
il servizio di gestione integrata dei rifiuti, che un servizio pubblico di rilevanza
economica, possa essere affidato secondo tre modalit: 1) una procedura ad
evidenza pubblica, 2) una societ mista, scegliendo il privato con una
procedura ad evidenza pubblica, 3) una societ in house. Questo potr
avvenire secondo queste tre modalit.
16 di 34 aggiornato 10 marzo 2015

In Sicilia si hanno delle idee diverse perch si pensa...


PRESIDENTE. Si potrebbe trovare una quarta...
MARCO LUPO, ex dirigente generale del dipartimento della regione siciliana
delle acque e dei rifiuti ed ex commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a
dicembre 2013. Questo disastro determinato dagli ATO ha diffuso la
convinzione in quasi tutti i sindaci della regione siciliana che fosse necessario
non ripetere l'esperienza degli ATO e quindi fosse pi opportuno che ciascun
comune gestisse singolarmente il servizio dei rifiuti perch mettersi insieme
aveva provocato questi disastri.
Non si considera per che forse non il sistema che non va bene, perch,
se questo sistema, tranne qualche difficolt, funziona in Veneto, in Emilia, in
Toscana, perch non funziona in Sicilia ? Sono le persone che amministrano e,
qualunque sistema (ATO, ARO) se amministrato da persone che pensano non
a svolgere il servizio ma a fare assunzioni e clientele, produrr delle patologie,
non un servizio che funziona.
proprio l che c da questa difficolt, e sono stato io a fare le SRR, su 382
comuni ho fatto 210 delibere di consiglio comunale (io con il mio dipartimento)
mandando il funzionario presso quel consiglio comunale, diffidandolo a fare la
delibera della SRR, loro non la facevano e io facevo la delibera, poi dovevamo
andare dai notai, 18 SRR. In 122 SRR dai notai sono andati i miei funzionari.
Se in Sicilia c una norma di legge che non piace non la applico, e questo
un discorso fatto da consigli comunali e sindaci. C una norma regionale,
approvata tra l'altro all'unanimit con 1 astenuto, perch cos stata
approvata la legge n. 9 del 2010, che prevede la costituzione delle SRR e
nessuno le vuole costituire.
Da un notaio, siccome i comuni soci erano 30, non potevo mandare un solo
funzionario, perch purtroppo, siccome si eleggono dal notaio anche gli organi
di amministrazione, uno stesso commissario non pu rappresentare pi di un
ente locale altrimenti ha un interesse confliggente, quindi dovevo mandare 20
funzionari che la mattina andavano tutti a Catania dal notaio, verificavano
quale comune era assente, mi telefonavano, io inserivo nella delibera che
avevo preparato il nome del comune e la mandavo posta certificata al notaio.
Questo il modo in cui ho lavorato, ma secondo voi un Paese civile quello
in cui, su 380 delibere di Consiglio comunale, 210 le deve fare il direttore del
dipartimento delle acque e dei rifiuti ? Penso di no.
La questione se i provvedimenti di revoca sono per problematiche ex
post o ex ante: sono per vizi nelliter autorizzativo, quindi diciamo ex
ante, tranne il caso di Tirrenoambiente in cui, verificando liter amministrativo,
siamo andati a fare un sopralluogo evidenziando dei problemi anche nellex
post, perch c'era una sopraelevazione. La relazione della Commissione
avrebbe comunque richiesto la revoca dell'autorizzazione.
17 di 34 aggiornato 10 marzo 2015

PRESIDENTE. Quella di Siculiana aveva avuto un'osservazione di secondo


livello...
MARCO LUPO, ex dirigente generale del dipartimento della regione siciliana
delle acque e dei rifiuti ed ex commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a
dicembre 2013. Bisogna distinguere perch la discarica di Siculiana ha diverse
vasche.
La Commissione ha visto tutti gli iter autorizzativi e ha rilevato molti vizi
sulle vasche che per ormai erano chiuse, in post-gestione in qualche caso
conclusa. Chiaramente ho fatto un procedimento di secondo grado solo sulla
discarica in esercizio, in cui la Commissione rilevava tre criteri criticit: 1) non
era stato coinvolto il dipartimento urbanistico, che per dagli atti risultava
convocato e non presente; 2) il sindaco del Comune di Montallegro era
contrario, ma poi nel procedimento di secondo grado esprime parere
favorevole; 3) la biostabilizzazione, e l gi era in atto un procedimento.
ARPA in Sicilia fortemente sottodimensionata, perch ha circa 300
dipendenti e sono pochi, perch l'ARPA Lazio, dove io attualmente lavoro,
che gi sottodimensionata, ne ha circa 500. Le ARPA sono divise per sezioni
provinciali, se uno trova persone che lavorano capaci e competenti va tutto
bene, ma purtroppo non sempre cos. In ARPA Palermo il dottor Librici e
il dottor Abate sono bravissimi, ARPA Caltanissetta perlomeno per la
mia esperienza no, ARPA Messina neppure.
Sui siti inquinati bisognerebbe aprire una discussione molto lunga. Me ne
sono occupato anche quando ero direttore, la linea del Ministero dell'ambiente
si modificata rispetto al passato e il Ministero dell'ambiente ha richiesto una
riformulazione dell'accordo di programma (mi riferisco a Priolo) stipulato nel
2008, che tenesse conto delle nuove modifiche e degli orientamenti anche
normativi, perch alcune norme hanno modificato anche il 152, per esempio
sui
marginamenti
fisici
che

l'ultima
delle
opzioni.
Ha quindi richiesto una modifica dell'accordo, la regione ha mandato il testo
definitivo che mi risulta condiviso dal Ministero dell'ambiente e quando sono
andato via era in Giunta per la sottoscrizione, poi sono trascorsi sei mesi e non
saprei dire.
PRESIDENTE. La ringrazio delle indicazioni di cui faremo tesoro, e, se poi
avremo bisogno di ulteriori approfondimenti...
STEFANO VIGNAROLI. La domanda sull'Europa, EU Pilot e cosa chiede
l'Europa...
MARCO LUPO, ex dirigente generale del dipartimento della regione siciliana
delle acque e dei rifiuti ed ex commissario per l'emergenza rifiuti da aprile a
dicembre 2013. EU Pilot una procedura che stata aperta in relazione
al piano rifiuti, perch stato approvato prevedendo l'espletamento
della VAS in fase successiva.

18 di 34 aggiornato 10 marzo 2015

Questo quello che risulta a me, ma non l'ha fatto la Regione siciliana, l'ha
fatto il Ministro dell'ambiente, che l'ha approvato sempre per effetto
dell'emergenza del 2010. Mi pare che fosse un decreto del Ministro Clini.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre domande la ringrazio e dichiaro conclusa
l'audizione.
La seduta termina alle 15.30.
http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/html/39/
audiz2/audizione/2015/03/04/indice_stenografico.0028.html#

A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE FEMMINE


SEDE DEL CEMENTIFICIO ITALCEMENTI AZIENDA INSALUBRE DI 1
CATEGORIA
http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2015/03/piano-regionesicilia-tutela-qualita_10.html
http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2015/03/blog-post.html
http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2015/04/blog-post_4.html
http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2015/02/cinisi-espostoalla-corte-dei-conti-del.html
http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2015/03/blog-post_22.html

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA


Interrogazione a risposta scritta 4-04949 presentato da MANNINO Claudia
testo di Marted 27 maggio 2014, seduta n. 234
MANNINO, BUSTO, DAGA, DE ROSA, MICILLO, SEGONI, TERZONI, ZOLEZZI,
CANCELLERI, CURR, DI BENEDETTO, D'UVA, DI VITA, GRILLO, LOREFICE,
LUPO, MARZANA, NUTI, RIZZO e VILLAROSA. Al Presidente del Consiglio dei
ministri, al Ministro della salute . Per sapere premesso che:
il sito di Gela incluso nell'elenco dei siti di bonifica di interesse nazionale
(SIN) di cui all'articolo 1, comma 4, della legge 9 dicembre 1998, n. 426. Il
sito inoltre, stato perimetrato con decreto del Ministro dell'ambiente del 10
gennaio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 44 del 23 febbraio del
2000;
l'area ricade nel territorio del comune di Gela (provincia di Caltanissetta) ed
stata dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale con delibera del
Consiglio dei ministri del 30 novembre 1990 e pertanto, compresa nel piano
19 di 34 aggiornato 10 marzo 2015

di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di


Caltanissetta, approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 17
gennaio 1995 (GU Serie Generale n. 100 del 2-5-1995 Suppl. Ordinario n.
51). La zona dichiarata ad elevato rischio ambientale costituita dai territori
dei comuni di Gela, Butera e Niscemi, per un'estensione complessiva di 671
Km2;
le superfici private con annessi impianti all'interno del SIN sono: Syndial Spa
(ex Agricoltura Spa in liquidazione, ex Enichem), EniMed, EniMediterranea
Idrocarburi Spa (ex ENI Divisione Exploration & Production, ex Agip
mineraria), Raffineria di Gela Spa (ex AGIP), ISAF (Industria Siciliana Acido
Fosforico SpA in liquidazione), Polimeri Europa Spa (ex Enichem), di questi,
solo EniMed, Raffineria di Gela e Polimeri Europa hanno ancora impianti in
attivit. Le aree pubbliche all'interno del SIN sono: il Biviere di Gela; l'area
marina, i tratti terminali dei torrenti Gattano, Acate e del fiume Gela; la
discarica Cipolla;
con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 dicembre 1999
lo stato d'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella
regione siciliana precedentemente dichiarato con il decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri del 22 gennaio 1999 stato esteso anche al sistema
dei rifiuti speciali, speciali pericolosi e alla bonifica dei siti inquinati;
con successivi provvedimenti, lo stato di emergenza in materia di bonifiche e
di risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati,
nonch in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di
depurazione nell'interno territorio della regione siciliana stato prorogato fino
alla data del 31 dicembre 2012;
con l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3852 del 19
febbraio 2010 stato nominato, quale soggetto attuatore, l'ingegnere Ticali,
gi presidente della commissione Aia/Ippc nazionale, con successiva ordinanza
n. 4008 del 14 marzo 2012 stato nominato soggetto attuatore il dottor Marco
Lupo ex direttore generale della direzione del Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare in materie di bonifiche. Al commissario delegato
ed al soggetto attuatore sono affidati i poteri sostitutivi di intervento, in caso di
inerzia dei soggetti istituzionalmente preposti in materia di bonifica dei siti
inquinati, anche con riferimento a discariche autorizzate e non pi attive, alle
aree a qualsiasi titolo divenute discariche abusive, nonch ai siti contaminati
da amianto. Il soggetto attuatore opera anche sulla base di specifiche
indicazioni impartite dal commissario delegato, in deroga al regime delle
competenze disciplinate dagli articoli 242, 250 e 251 del decreto legislativo n.
152 del 2006;
dalla lettura della Relazione sulle bonifiche dei siti contaminati in Italia: i
ritardi nell'attuazione degli interventi e i profili di illegalit approvata dalla
Commissione parlamentare di inchiesta sulle attivit illecite connesse al ciclo
dei rifiuti in data 12 dicembre 2012, emerge un quadro particolarmente critico,
e dunque drammatico, dei risultati conseguiti dalle gestioni commissariali che
20 di 34 aggiornato 10 marzo 2015

si sono susseguite nell'ultimo decennio con specifico riferimento al sito di


interesse nazionale di Gela;
dal quadro aggiornato al mese di marzo 2012 fornito alla Commissione dalla
struttura commissariale risulta, infatti, quanto segue:
a) rispetto alla caratterizzazione dell'area marinocostiera, i risultati della
fase prioritaria sono stati trasmessi al commissario delegato l'8 settembre
2008, le attivit sono state oggetto di collaudo nel mese di dicembre
2011, ma non vi sono allo stato informazioni in merito alla fase di
completamento delle indagini di caratterizzazione;
b) rispetto alla discarica idrocarburi Biviere di Gela, l'intervento che prevede
la realizzazione di indagini indirette di tipo geofisico, indagini geotecniche
in situ, realizzazione di sondaggi per il prelievo di campioni di terreno e la
realizzazione di piezometri per le analisi di acqua di falda, stato
approvato nel mese di aprile 2010, e i lavori, propedeutici alla definizione
degli interventi di messa in sicurezza di emergenza (MISE), sono iniziati
nel novembre 2011;
c) rispetto al piano di caratterizzazione ambientale del sito Biviere di Gela
approvato nel luglio del 2009, l'intervento operativo che prevede
l'esecuzione di sondaggi, il prelievo di campioni e l'esecuzione delle
analisi sugli stessi campioni stato approvato nel 2010, e i lavori sono in
corso di esecuzione;
d) rispetto al piano di caratterizzazione ambientale del sito Discarica
Cipolla, Piana del Signore, l'intervento finanziato con due successive
ordinanze nel 2009 e nel 2011 in corso di esecuzione;
e) rispetto alla messa in sicurezza d'emergenza (MISE) della Discarica
Cipolla in contrada Marabusca, i lavori, affidati in esecuzione nel 2011,
sono in corso di esecuzione;
f) rispetto al piano di caratterizzazione ambientale dei sedimenti dei fiumi
Gela e Dirillo, del torrente Gattano e del canale Valle Priolo, finanziato nel
2008, stata redatta ed approvata la valutazione di incidenza, con
conclusione prevista nel febbraio 2012;
nelle considerazioni finali della Relazione sulle bonifiche dei siti
contaminati in Italia: i ritardi nell'attuazione degli interventi e i profili di
illegalit sull'esperienza siciliana in materia di bonifiche, stato riportato
il seguente giudizio: la prova lampante dell'assoluta inettitudine
delle strutture commissariali ad affrontare le problematiche
connesse alla bonifica dei siti inquinanti e, in generale,
all'ambiente. Il territorio rientrante nel SIN di Gela ben lontano
dall'essere bonificato e la magistratura sta svolgendo un attento
lavoro finalizzato alla verifica della liceit delle condotte tenute
dagli
enti
interessati
alla
bonifica
medesima;
nelle stesse considerazioni finali della relazione si segnala l'esistenza di
una situazione sanitaria molto preoccupante, riportando che il Progetto
SENTIERI (studio epidemiologico nazionale dei territori e degli
insediamenti esposti a rischio da inquinamento) per il sito di Gela ha
evidenziato un eccesso di tumori polmonari sia tra gli uomini sia
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tra le donne; tra gli uomini sono in eccesso anche il tumore dello
stomaco e l'asma; tra le donne il tumore del colon-retto e
l'asma;
il decreto-legge del 15 maggio 2012, n. 59, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2012, n. 100 con il quale stata
sancito un limite temporale stringente, e non derogabile, rispetto alla
possibilit di procedere alla proroga ovvero al rinnovo di una
dichiarazione dello stato di emergenza, come accaduto in Sicilia dal 16
dicembre 1999 fino al 31 dicembre 2012 detta le norme da osservare
per procedere ad una regolare e ordinata transizione dal regime
commissariale a quello ordinario;
in base alle disposizioni richiamate nel punto precedente, e nonostante il
quadro drammatico descritto nella Relazione sulle bonifiche dei siti
contaminati in Italia, il Capo dipartimento della protezione civile ha
emanato l'ordinanza di protezione civile, la n. 44 del 29 gennaio 2013,
con la quale senza adottare alcuna disposizione idonea a tenere in
considerazione e conseguentemente a gestire la situazione lasciata in
eredit dalla gestione commissariale sono state disciplinate le modalit
attraverso le quali la regione siciliana subentrata al presidente della
stessa regione, quale commissario delegato, nel coordinamento delle
attivit necessarie al completamento degli interventi da eseguirsi in
materia di bonifica e risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei
sedimenti inquinati;
con decreto dirigenziale del 19 luglio del 2012 registrato dall'Ufficio
centrale di bilancio il 10 agosto 2010, al numero decreto 4146 Cap.
4393 esercizio finanziario 2010, stato approvato l'accordo di
collaborazione, tra il Ministero della salute e l'Istituto di fisiologia clinica
del CNR per la realizzazione del progetto Sorveglianza epidemiologica in
aree interessate da inquinamento ambientale da arsenico di origine
naturale o antropica;
lo studio del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie del
Ministero della salute coordinato dall'istituto di fisiologia clinica del
Consiglio nazionale delle ricerche (IFC-CNR) del quale responsabile
Fabrizio Bianchi stato pubblicato sulla rivista Epidemiologia &
Prevenzione (supplemento 1 numero 3/4, anno 38 maggioagosto
2014). La ricerca ha riguardato 282 residenti in aree del Monte Amiata,
nel viterbese, a Taranto e Gela;
lo studio stato effettuato in due aree caratterizzate da
contaminazione da arsenico di origine prevalentemente naturale (Amiata
e Viterbese) e in due aree caratterizzate da contaminazione da arsenico
di origine antropica (Taranto e Gela). Le analisi statistiche sono state
effettuate su 271 soggetti (Amiata 58, 28 maschi e 30 femmine; Viterbo
72, 32 maschi e 40 femmine; Taranto 50, 24 maschi e 26 femmine; Gela
91, 48 maschi e 43 femmine). Per quanto riguarda l'area di Gela, lo
studio riporta sia i dati ambientali che i dati sanitari. In merito ai primi si
sottolinea come le sostanze pericolose presenti nell'acqua sotterranea,
che mostrano elevati superamenti dei limiti normativi, sono
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prevalentemente metalli pesanti (arsenico, mercurio, nichel,


manganese, ferro, piombo, alluminio, cobalto, selenio, vanadio,
cadmio, manganese, ferro, cromo), idrocarburi policiclici
aromatici (IPA) e composti alifatici clorurati cancerogeni e BTEX
(benzene, toluene, etilbenzene e xileni). L'arsenico ha mostrato
concentrazioni massime fino a 25.000 volte il limite normativo. Per
quanto riguarda invece i parametri del suolo, lo studio rileva come siano
stati superati in modo rilevante le concentrazioni limite della normativa.
L'arsenico ha mostrato un livello massimo di 34,24 mg/Kg, rispetto a una
concentrazione soglia di contaminazione (CSC) di 20 mg/Kg. Per quanto
concerne i dati sanitari riportati alle analisi di mortalit, per il caso in
esame, riferiti al periodo 20042011 hanno evidenziato eccessi per tutte
le cause, tutti i tumori, tumore dello stomaco tra i maschi, tumore della
trachea, dei bronchi e del polmone tra le femmine, morbo di Hodgkin tra
le femmine, malattie del sistema circolatorio, malattie ischemiche del
cuore tra le femmine, malattie cerebrovascolari, sintomi, segni e stati
morbosi mal definiti e traumatismi e avvelenamenti tra le
femmine;
dal mancato completamento degli interventi necessari al
superamento dello stato di emergenza in materia di bonifiche e di
risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati,
possono discendere l'alterata esposizione al rischio di mortalit e di
morbosit dei cittadini oggetto dello studio e, dunque, una grave e
permanente compromissione del diritto costituzionale alla salute :
se
siano
a
conoscenza
dello
studio
denominato
Sorveglianza
epidemiologica in aree interessate da inquinamento ambientale da
arsenico di origine naturale o antropica condotto dall'Istituto di fisiologia
clinica del CNR, e in particolare dei dati allarmanti relativi allo stato di
salute della popolazione residente nel sito di interesse nazionale per le
bonifiche di Gela e delle raccomandazioni e delle indicazioni operative
formulate
nel
capitolo
conclusivo
dello
stesso
studio;
quali iniziative intendano intraprendere per fronteggiare la drammatica
situazione ambientale ed epidemiologica, che viene documentata dai dati
forniti nella citata indagine scientifica, in particolare da quelli sulla
mortalit e sull'ospedalizzazione riferiti all'area di Gela, numeri peraltro
ed in parte gi presenti all'interno del Progetto SENTIERI (studio
epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a
rischio da inquinamento);
se nelle relazioni semestrali sullo stato di avanzamento delle attivit
condotte per l'attuazione degli interventi di cui all'ordinanza del capo
dipartimento protezione civile n. 44/2013 da trasmettere al
Dipartimento della protezione civile, a cura del Direttore generale del
dipartimento dell'acqua e dei rifiuti dell'assessorato dell'energia e dei
servizi di pubblica utilit della regione siciliana siano state fornite
informazioni aggiornate e circostanziate in merito agli interventi
realizzati, in corso di realizzazione e da realizzare, con specifico
riferimento a quelli idonei a ridurre i livelli di arsenico nell'acqua di falda e
nel suolo all'origine dell'emergenza sanitaria richiamata nelle
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premesse;
se il direttore generale del dipartimento dell'acqua e dei rifiuti
dell'assessorato dell'energia e dei servizi di pubblica utilit della regione
siciliana entro il termine previsto dall'articolo 1 comma 12
dell'Ordinanza n. 44/2013 abbia provveduto a chiudere la contabilit
speciale e a trasmettere al dipartimento della protezione civile una
relazione conclusiva sulle attivit svolte;
se nella relazione di chiusura della contabilit speciale, di cui al punto
precedente, sia stata evidenziata la presenza di fondi residui utilizzabili
per la realizzazione degli interventi necessari a ridurre i livelli di arsenico
nell'acqua di falda e nel suolo e per la gestione della grave situazione
epidemiologica descritta nello studio;
quali iniziative, per quanto di competenza, sono state adottate o si
intendano adottare per ridurre l'esposizione al rischio di morbosit e
mortalit dei cittadini dei comuni di Butrera, Gela e Niscemi. (4-04949)

http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/47804/sf_highlight/LUPO+MARCO

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA


Interrogazione a risposta scritta 4-04217 presentato da MANNINO Claudia
testo di Mercoled 26 marzo 2014, seduta n. 234
MANNINO, BUSTO, DAGA, DE ROSA, MICILLO, SEGONI, TERZONI, ZOLEZZI,
CANCELLERI, CURR, DI BENEDETTO, D'UVA, DI VITA, GRILLO, LOREFICE,
LUPO, MARZANA, NUTI, RIZZO e VILLAROSA. Al Presidente del Consiglio dei
ministri, al Ministro della salute .
Per sapere premesso che: in base alla Direttiva europea 1999/31/CE,
nelle discariche non possono essere smaltiti rifiuti non trattati, e la separazione
dei rifiuti destinati agli invasi deve consistere in processi che, oltre a modificare
le caratteristiche dei rifiuti allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa
e di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero, abbiano altres l'effetto di
evitare o diminuire nel miglior modo possibile ripercussioni negative
sull'ambiente nonch rischi per la salute umana;
la direttiva 1999/31/CE recepita in Italia con il decreto legislativo 13
gennaio 2003, n. 36, ed attuata con il decreto del Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio 3 agosto 2005 individua come biodegradabile
qualsiasi rifiuto che per natura subisce processi di decomposizione aerobica o
anaerobica, quali, ad esempio, rifiuti di alimenti, rifiuti dei giardini, rifiuti di
carta e di cartone;
ad esito del trattamento meccanico biologico che viene utilizzato
diffusamente come forma di pretrattamento di rifiuti urbani indifferenziati
prima dello smaltimento in discarica i rifiuti presentano, in molti casi, valori
dell'Indice di respirazione dinamico ben pi alti di 1.000 mg O2/kg SV/h, che
rappresenta il valore di riferimento proposto a livello europeo per non
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considerare
biodegradabile
il
rifiuto
trattato;
con la circolare U.prot.GAB-2009-0014963 del 30 giugno 2009, il Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha fornito delle indicazioni
in merito alle forme di trattamento dei rifiuti, includendo la trito vagliatura tra
quelle idonee a soddisfare gli obblighi contenuti nella normativa comunitaria di
riferimento;
il 6 agosto del 2013, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare ha inviato a tutte le regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano
una circolare avente per oggetto termine di efficacia della circolare del
Ministro dell'ambiente U.prot.GAB-2009-0014963 del 30 giugno 2009,
all'interno della quale viene precisato in base a quanto asserito dalla
Commissione nel parere motivato della Commissione europea (prot. 9026 del
1o giugno 2012) e nel ricorso depositato il 13 giugno 2013 contro la
Repubblica Italiana (registro della Corte numero causa C 323/13) che la trito
vagliatura, pur rappresentando un miglioramento della gestione dei rifiuti
indifferenziati, non pu soddisfare, da sola, l'obbligo di trattamento previsto
dall'articolo 6, lettera a) della direttiva 1999/31/Ce;
in quell'occasione il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare ha dichiarato che con questa circolare viene definitivamente chiarito
quali sono i trattamenti necessari per il conferimento dei rifiuti in discarica
dove non potr arrivare mai pi il cosiddetto tal quale, anche se sottoposto a
trito vagliatura;
con la stessa circolare del 6 agosto del 2013 il Ministero ha invitato le
regioni e le province autonome a osservare le precisazioni fornite, e ad
adottare le iniziative conseguenti e necessarie al fine di assicurare il pieno
rispetto degli obiettivi stabiliti dalle norme comunitarie; in base ai dati del
Rapporto dei Rifiuti Urbani 2013, a cura dell'ISPRA, risulta che in Sicilia, per
l'anno 2012, la quota percentuale rifiuti oggetto di raccolta differenziata pari
al 13.3 per cento;
nello stesso documento vengono riportate le quantit complessive dei rifiuti
conferiti negli invasi di Sciacca (AG), Siculiana (AG), Gela (CL), Catania (CT),
Motta Sant'Anastasia (CT), Enna (EN), Mazzara Sant'Andrea (ME), Castellana
Sicula (PA), Palermo (PA), Ragusa (RG), Augusta (SR), Campobello di Mazzara
(TP), Trapani (TP), distinguendo la parte smaltita come tal quale e quella
pretrattata;
rispetto all'anno 2013 non si sono riscontrati n aumenti significativi di
raccolta differenziata n tantomeno si provveduto alla costruzione e alla
messa in esercizio di impianti di trattamento a servizio della raccolta
dell'indifferenziato;
dopo la scadenza della dichiarazione dello stato di
emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani nella regione
siciliana il capo del dipartimento della protezione civile ha adottato l'ordinanza
n. 148/2014, in base alla quale spetta alla regione siciliana subentrare alle
strutture del commissario delegato, e coordinare le attivit necessarie al

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completamento degli interventi e al proseguimento, in regime ordinario, delle


iniziative in corso da eseguire per fronteggiare l'emergenza in questione
:
se sia a conoscenza del fatto che, in Sicilia, 1.188.632 tonnellate di
rifiuti, pari al 58,8 per cento del totale nel 2012, sono state smaltite in
palese violazione della direttiva europea 1999/31/CE senza essere
sottoposte ad alcuna forma di pretrattamento;
se risulti che il commissario delegato pro tempore per l'emergenza nel
settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani nella regione siciliana, dottor
Marco Lupo, ovvero la regione siciliana subentrata al commissario delegato
allo scadere dello stato di emergenza abbiano provveduto ad adeguare il
sistema di trattamento e conferimento in discarica dei rifiuti, rispetto alle
precisazioni fornite con la circolare del Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare del 6 agosto 2013;
se e in che modo nella fase di transizione dalla gestione commissariale
disciplinata dalla richiamata Ordinanza n. 148/2014 intenda procedere
perch vengano adottate tutte le misure necessarie ad assicurare che la
quantit di rifiuti raccolti e conferiti, senza alcun trattamento, nelle discariche
presenti in Sicilia, venga tempestivamente azzerata, in ottemperanza agli
obblighi imposti dall'articolo 6, lettera a) della direttiva 1999/31/Ce, cos come
precisato dalla circolare del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare richiamata in premessa. (4-04217)
http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/39000/sf_highlight/LUPO+MARCO

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA


Interrogazione a risposta scritta 4-04150 presentato da MANNINO Claudia
testo di Venerd 21 marzo 2014, seduta n. 195
MANNINO, NUTI, BUSTO, DAGA, DE ROSA, MICILLO, SEGONI, TERZONI,
ZOLEZZI, CANCELLERI, CURR, DI BENEDETTO, D'UVA, DI VITA, GRILLO,
LOREFICE, LUPO, MARZANA, RIZZO e VILLAROSA.
Al Presidente del Consiglio dei ministri.
Per sapere premesso che:
con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il 16 gennaio 2009,
stato dichiarato lo stato di emergenza per lo smaltimento dei rifiuti urbani nel
territorio della provincia di Palermo, la durata del quale stata prorogata fino
al 31 dicembre 2010;
con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il 9 luglio 2009,
stato dichiarato lo stato di emergenza per lo smaltimento dei rifiuti urbani nel
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territorio della regione siciliana fino al 31 dicembre 2012;


con l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3887 del 9 luglio
2010 Immediati interventi per fronteggiare la situazione di emergenza
determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella regione
siciliana, stato nominato commissario delegato per il superamento della
situazione di emergenza il presidente della regione siciliana, che subentra,
altres, nella gestione delle iniziative poste in essere fino a quel momento dal
commissario delegato prefetto di Palermo;
la stessa ordinanza n. 3887 del 2010, all'articolo 3, stabilisce che per tutta
la durata dello stato di emergenza, il commissario delegato informando le
competenti strutture sanitarie, con le risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili allo scopo a legislazione vigente, dispone per la rimozione ed il
trasporto di cumuli di rifiuti, anche pericolosi, presenti su aree pubbliche o
private, in danno del soggetto interessato, da parte di soggetti in possesso dei
necessari titoli abilitativi, anche in deroga alle procedure vigenti;
il decreto-legge n. 43 del 26 aprile 2013, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 71 del 24 giugno 2013, all'articolo 2, comma 1, ha stabilito, in deroga
al divieto di proroga o rinnovo richiamato al punto precedenti che atteso il
permanere delle condizioni di emergenza ambientale e ritenuta la straordinaria
necessit e urgenza di evitare il verificarsi di soluzioni di continuit negli
interventi posti in essere nel corso della gestione della medesima emergenza
ambientale, sino al 31 dicembre 2013 continuano a produrre effetti, salva
diversa previsione del presente articolo, le disposizioni di cui all'ordinanza del
Presidente del Consiglio dei ministri 3887 del 9 luglio 2010 pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 170 del 23 luglio 2010;
la proroga del termine di efficacia della dichiarazione dello stato di emergenza
e dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3887 del 2010
disposta con la norma richiamata sopra ha trovato applicazione, fino al 31
dicembre 2013, rispetto all'esecuzione degli interventi elencati nello stesso
decreto-legge richiamato nel punto precedente;
con il decreto del presidente della regione siciliana del 29 aprile
2013, il dirigente generale del dipartimento regionale dell'acqua e dei
rifiuti Marco Lupo stato nominato commissario delegato, e con un
successivo decreto lo stesso Marco Lupo stato, altres, nominato
soggetto attuatore degli interventi indicati nel citato decreto-legge n.
43 del 2013;
in base alle disposizioni in materia di chiusura degli stati di emergenza
contenute nel decreto-legge n. 59 del 2012, il capo dipartimento della
protezione civile ha emanato un'apposita ordinanza di protezione civile, la n.
148 del 18 febbraio 2014, con la quale la regione siciliana stata individuata
quale amministrazione competente al coordinamento delle attivit ancora
necessarie per il completamento degli interventi e delle attivit previste, al fine
di fronteggiare l'emergenza nel settore della gestione dei rifiuti;
con l'ordinanza n. 148 del 2014, il direttore generale del dipartimento
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dell'acqua e dei rifiuti dell'assessorato regionale dell'energia e dei servizi di


pubblica utilit della regione siciliana Marco Lupo stato individuato quale
soggetto
responsabile
delle
attivit
occorrenti
per
il
subentro
dell'amministrazione regionale nel coordinamento degli interventi finanziati e
contenuti nei piani finalizzati al superamento dell'emergenza smaltimento rifiuti
urbani, e dunque per il proseguimento, in regime ordinario, delle iniziative in
corso;
in base all'articolo 1, comma 5 dell'ordinanza n. 148 del 2014, il
completamento degli interventi in corso curato dal direttore generale del
dipartimento acqua e rifiuti, a valere sulle risorse disponibili nella contabilit n.
5446 aperta per la gestione dell'emergenza, della quale lo stesso direttore
diviene intestatario per 12 mesi, salvo proroghe, a decorrere dalla
pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della stessa ordinanza n. 148 del 2014, e
dunque a partire dal 25 febbraio 2014;
con una precedente ordinanza del capo dipartimento della protezione civile
la n. 44 del 29 gennaio 2013 il direttore generale del dipartimento dell'acqua
e dei rifiuti dell'assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilit della regione siciliana stato chiamato a svolgere la stessa funzione, con
riferimento alla chiusura della gestione commissariale relativa allo stato di
emergenza in materia di bonifica e di risanamento ambientale dei suoli, delle
falde e dei sedimenti inquinati oltre che in materia di tutela delle acque
superficiali
e
sotterranee
e
dei
cicli
di
depurazione;
con interrogazione a risposta scritta n. 4-02858 presentata il 5 dicembre 2013
ancora pendente e della quale si richiamano integralmente le premesse e i
quesiti era stato evidenziato come la gestione commissariale relativa allo
stato di emergenza in materia di bonifica e di risanamento ambientale dei
suoli, fosse stata sostituita, attraverso l'ordinanza del capo dipartimento della
protezione civile n. 44 del 2013, con una gestione ordinaria della stessa
problematica e delle stesse attivit, da parte della regione siciliana, e dunque
da parte della stessa struttura amministrativa chiamata, negli ultimi anni, a
supportare l'attivit del presidente della regione siciliana quale commissario
delegato;
con la stessa interrogazione n. 4-02858 era stato, altres, evidenziato come
l'ordinanza n. 44 del 2013 non prevedesse meccanismi idonei a vigilare
attivamente sul rispetto degli adempimenti connessi al passaggio di consegne
tra il commissario delegato e la regione siciliana, sulla prosecuzione degli
interventi in corso e, pi in generale, sull'appropriatezza, l'efficacia e
l'efficienza dell'azione regionale finalizzata a fronteggiare un'emergenza che
al pari di quella relativa allo smaltimento dei rifiuti urbani in discussione
oggetto della presente interpellanza incide significativamente sullo stato di
salute dei cittadini siciliani e sulla qualit complessiva dell'ambiente nel quale
vivono;
l'ordinanza del capo dipartimento della protezione civile n. 148 del 2014
relativa alla chiusura dell'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti
solidi urbani non contiene meccanismi di controllo rispetto all'attivit della
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regione siciliana e differentemente da quanto stabilito nella citata ordinanza


n. 44 del 2013 non ha previsto, neanche, la trasmissione al dipartimento
della protezione civile di una relazione semestrale sulle attivit svolte
dall'amministrazione subentrata, riducendo ulteriormente la possibilit, per lo
stesso dipartimento, di vigilare su queste attivit ed in particolare sull'azione
del direttore generale acqua e rifiuti;
l'ordinanza n. 148 del 2014 stabilisce che la contabilit speciale viene
intestata al direttore generale Marco Lupo per dodici mesi a partire dalla data
di pubblicazione della stessa ordinanza, prevedendo gi la possibilit che
questo periodo venga, successivamente, prorogato con un decreto del
Ministero dell'economia e delle finanze;
la stessa ordinanza, all'articolo 1, comma 10, stabilisce che per un periodo
di 6 mesi sempre a decorrere dalla pubblicazione dell'ordinanza il direttore
generale Marco Lupo, ai fini dell'espletamento delle funzioni attribuite,
provvede in deroga a numerosi articoli del codice dei contratti elencati
nell'ordinanza, nonch alle disposizioni correlate contenute nel regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010;
l'ordinanza n. 148 del 2014, all'articolo 1 comma 12, stabilisce, comunque,
che restano fermi gli obblighi fissati dall'articolo 5, comma 5-bis, della legge n.
225 del 1992, in base al quale i commissari delegati titolari di contabilit
speciali sono tenuti a rendicontare entro il quarantesimo giorno dalla
chiusura dal termine della gestione o del loro incarico tutte le entrate e tutte
le spese riguardanti l'intervento delegato;
il rendiconto relativo
all'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella regione
siciliana non stato pubblicato nell'apposita sezione del sito web della
protezione civile
: se ritenga appropriata e pienamente rispondente all'esigenza di
assicurare la massima trasparenza sulla gestione amministrativa e contabile
dei poteri commissariali delegati la scelta di affidare il coordinamento del
subentro della regione siciliana alla struttura commissariale, la gestione, per
almeno altri 12 mesi, e la chiusura della contabilit speciale, al direttore
generale Marco Lupo, che fino al 31 dicembre 2013, ha svolto il ruolo di
commissario delegato e che, in quanto tale, deve predisporre il rendiconto
relativo all'intervento delegato, con i modi e i tempi stabiliti dall'articolo 5,
comma 5-bis, della legge n. 225 del 1992;
se il rendiconto relativo all'emergenza nel settore dello smaltimento dei
rifiuti urbani nella regione siciliana, con l'indicazione di tutte le entrate e tutte
le spese riguardanti l'intervento delegato, e non solo quelle relative all'ultimo
esercizio finanziario come prescritto dall'articolo 5, comma 5-bis, della legge
n. 225 del 1992 sia stato predisposto da parte del commissario delegato pro
tempore, ed entro quale termine lo stesso rendiconto verr pubblicato
nell'apposita sezione del sito web della protezione civile. (4-04150)
http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/38517/sf_highlight/LUPO
+MARCO
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RISPOSTA SCRITTA PUBBLICATA GIOVEDI 1 AGOSTO 2014 NELLALLEGATO AL


BOLLETTINO IN COMMISSIONE VIII AMBIENTE 5-00801
Gli onorevoli Mannino e Busto nell'interrogazione presentata chiedono al
Ministro dell'Ambiente di verificare la rispondenza dell'attivit pianificatoria del
Commissario delegato per il superamento della situazione di emergenza nel
settore della gestione dei rifiuti in Sicilia, dott. Lupo, agli obiettivi fissati dal
Governo e, in particolare, propongono la modifica degli interventi previsti,
affinch le risorse destinate alla realizzazione del sovradimensionato impianto
di tritovagliatura e biostabilizzazione vengano destinate, prioritariamente,
all'ampliamento ed al miglioramento degli impianti e delle attrezzature per la
raccolta
differenziata,
attualmente
ferma
al
6
per
cento.
Ebbene in proposito si rappresenta che l'impianto di Bellolampo contemplato
nel Piano di gestione dei rifiuti, approvato con Decreto del Ministro
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 125 dell'11 luglio 2012.
Nel suddetto piano stata prevista la realizzazione ed attivazione di un
impianto di preselezione meccanica del RUR per una capacit di trattamento
prevista di 250.000 t/a e di un impianto di biostabilizzazione della frazione
organica in uscita dall'impianto di preselezione del RUR con una capacit di
trattamento pari a 80.000 t/a.
Ora, per valutare se l'impianto di Bellolampo sia sovradimensionato,
necessario prendere in considerazione l'elaborazione dei flussi e dei fabbisogni
impiantistici per la Provincia di Palermo.
Il piano, infatti, riporta due diversi schemi di flusso della gestione dei rifiuti
della Provincia di Palermo: uno relativo alla fase di transizione (da gennaio a
dicembre 2013), con una raccolta differenziata al 45 per cento, ed uno,
relativo alla fase a regime (gennaio 2014 a dicembre 2015), con una raccolta
differenziata al 65 per cento. Sulla base delle percentuali di raccolta
differenziata vengono calcolate le capacit degli impianti di trattamento
necessari
al
corretto
funzionamento
del
sistema.
La produzione complessiva dei rifiuti per la Provincia di Palermo pari a
656,683 t/a (1799 t/g) nell'anno 2009, pertanto, il piano ha individuato
una necessit di trattamento del rifiuto urbano residuo nella Provincia pari a
989 t/g per una raccolta differenziata pari al 45 per cento e di 629 t/g per una
raccolta differenziata pari al 65 per cento.

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I dati ufficiali dell'ISPRA, pubblicati nel Rapporto Rifiuti 2013 sulla


produzione dei rifiuti urbani, mostra per la Provincia di Palermo una produzione
pari a 604.064 t/a (1.654 t/g) nel 2012 ed a 644572 t/a nel 2011.
La capacit prevista di 1000 t/g dell'impianto di trattamento di cui alla
richiesta di autorizzazione presentata dal dottor Marco Lupo risulta, pertanto,
coerente con lo scenario di piano transitorio che prevede una capacit di
trattamento pari a 989 t/g.
Risulta, infatti che il Commissario delegato, sin dalla fase emergenziale, ha
assunto iniziative per implementare la raccolta differenziata al fine di
conseguire gli obiettivi stabiliti nel piano di gestione dei rifiuti, ponendo in
essere un'attivit di promozione ed organizzazione della stessa.
In data 9 gennaio 2013, il Ministero ha approvato l'Accordo di Programma
finalizzato alla riduzione e prevenzione della produzione dei rifiuti ed ad
incentivare la raccolta differenziata e lo sviluppo di nuove tecnologie di
riciclaggio sottoscritto il 21 dicembre 2012 con il Comune di Palermo,
stanziando la somma di euro 2.492.980,96.
http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/12288/sf_highlight/LUPO
+MARCO

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE


Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00801 presentato da
MANNINO Claudia testo di Mercoled 31 luglio 2013, seduta n. 62
MANNINO e BUSTO
Al Presidente del Consiglio dei ministri.
Per sapere premesso che:
con legge n. 71 del 24 giugno 2013, si realizzata la conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, recante, tra l'altro,
misure di contrasto ad emergenze ambientali e specificamente all'articolo 2
norme per evitare l'interruzione del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti
urbani nel territorio di Palermo;
in relazione a tale legge, durante liter di conversione nella seduta n. 38, di
venerd 21 giugno 2013, il Governo ha accolto l'ordine del giorno n.
9/01197/048 a prima firma della deputata Mannino che impegna il Governo
ad adottare ogni idoneo provvedimento volto a privilegiare il completamento
e/o la realizzazione dell'impianto di selezione di Partanna Mondello,
dell'impianto di trattamento degli sfabricidi dell'edilizia e dell'impianto di
trattamento del percolato entrambi previsti all'interno della discarica di
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Bellolampo;
in data 26 giugno 2013, il commissario delegato per l'emergenza rifiuti in
Sicilia di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 3887/2010
come prorogata sino al 31 dicembre 2013 decreto-legge n. 43 del 2013, dottor
Marco Lupo ha presentano domanda di Autorizzazione integrata ambientale
(A.I.A.) al dipartimento acqua e rifiuti dell'assessorato regionale energia e
servizi di pubblica utilit della regione Sicilia, diretto dal medesimo dottor
Marco Lupo, per i Progetti degli impianti della piattaforma logistica per la
gestione integrata dei rifiuti sita in localit Bellolampo del comune di Palermo
relativi alla gestione, stoccaggio e recupero dei rifiuti;
in particolare, detta istanza riguarda, tra l'altro, la realizzazione e la
gestione di un impianto di biostabilizzazione aerobica previo trattamento di
tritovagliatura e selezione del rifiuto per una capacit massima di 1000
tonn/giorno;
l'istanza richiamata a firma del commissario dottor Marco Lupo
assolutamente coerente con la relazione tecnica, recante il progetto definitivo
predisposto dal medesimo commissario relativamente alla Realizzazione di un
impianto per il trattamento meccanico biologico della frazione residua di rifiuti
solidi urbani (RSU), in cui si prevede la produzione di CSS (combustibile solido
secondario, pagine 9 e 10 del documento) che ha come unica logica
conseguenza l'incenerimento dello stesso, dato che si tratta di un combustibile
ad alto potere calorifero che in quanto tale non pu, per legge, andare in
discarica ma solo finire in inceneritori o cementifici;
la stessa relazione richiamata prevede a pagina 33, paragrafo 6.3 relativo
alla sezione di trattamento meccanico che tale frazione trover collocazione
per i seguenti utilizzi: recupero di energia presso termovalorizzatori; invio ad
impianti di recupero per la produzione di CDR; smaltimento in discarica;
in data 17 luglio 2013 il Movimento 5 Stelle, nella persona del deputato
dell'Assemblea regionale siciliana, Giorgio Ciaccio, denunciava che, in base a
quanto risultava dai documenti prodotti dal dipartimento della protezione civile
Sicilia, nella discarica di Bellolampo prevista la realizzazione di un
inceneritore;
in particolare nel verbale del 3 gennaio 2013, acquisito in forza di un accesso
agli atti realizzato dal deputato Ciaccio, relativo alla realizzazione degli
impianti e delle infrastrutture di completamento della piattaforma integrata di
Bellolampo si pu leggere come il responsabile unico del procedimento
rappresenta la necessit di determinare un quadro planimetrico dell'intera
piattaforma di Bellolampo (...) individuando anche un'area per la localizzazione
di un impianto di valorizzazione termica del rifiuto residuale da TMB (le
cosiddette ecoballe). In un verbale di qualche giorno prima, il responsabile
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unico del procedimento precisa che l'impostazione progettuale (...) produrr


una frazione residuale secca che (...) dovr essere inviata ad un impianto di
valorizzazione energetica (esempio pirolisi o altro) da prevedere anche
nell'ambito della medesima piattaforma di Bellolampo per il completamento del
ciclo;
in data 19 luglio il commissario Marco Lupo, a mezzo stampa, ha smentito la
circostanza che sia previsto un impianto di termovalorizzazione o pirolisi tra i
progetti per la piattaforma di Bellolampo, a Palermo, in particolare ha detto
categoricamente che i termovalorizzatori non sono previsti a Bellolampo, non
sono previsti nel piano regionale e la Regione siciliana non intende ritornare a
discutere di questo argomento che ritiene definitivamente superato;
quanto affermato a mezzo stampa dal dottor Lupo lascia impregiudicata la
questione sulla destinazione delle ecoballe (CDR o CSS) che verranno prodotte
dal nuovo impianto di Bellolampo;
la realizzazione e la gestione di un impianto di biostabilizzazione aerobica
previo trattamento di tritovagliatura e selezione del rifiuto per una capacit
massima di 1000 tonn/giorno risulta essere del tutto sproporzionata rispetto
alle necessit di un impianto che prevedesse un serio e sistematico
ampliamento del ciclo della raccolta differenziata dei rifiuti;
la capacit massima di trattamenti pianificata per l'impianto di
tritovagliatura costruendo pari all'attuale tonnellaggio/giorno di rifiuti
indifferenziato conferito (con una raccolta differenziata ferma al 6 per cento
circa);
il combustibile solido secondario (CSS) si utilizza con finalit il recupero
energetico (energia elettrica e/o termica) prevalentemente nei cementifici
(nessun impianto in Sicilia ha l'autorizzazione AIA necessaria), inceneritori (la
regione Sicilia ne sprovvista) e centrali termoelettriche (non conveniente
per la quasi totalit degli impianti perch non un buon combustibile, sporca
la camera e il camino e ha bisogno di notevole combustibile per essere bruciato
e mantenere la temperatura di servizio);
le abnormi dimensioni dell'impianto di tritovagliatura da costruire sono
accompagnate dall'assenza di un verosimile programma di smaltimento delle
ecoballe prodotte
:
se non ritenga urgente intervenire, per quanto di competenza, per
verificare la rispondenza dell'attivit pianificatoria del commissario agli obiettivi
fissati dal Governo, modificando gli interventi previsti affinch le risorse
destinate alla realizzazione del sovradimensionato impianto di tritovagliatura e
biostabilizzazione siano destinate prioritariamente all'ampliamento ed al
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miglioramento degli impianti e delle attrezzature per la raccolta differenziata,


attualmente ferma al 6 per cento. (5-00801)
http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/12287/sf_highlight/LUPO
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A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE FEMMINE
SEDE DEL CEMENTIFICIO ITALCEMENTI AZIENDA INSALUBRE DI 1
CATEGORIA
http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2015/03/piano-regionesicilia-tutela-qualita_10.html

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