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NICOLA IANNELLO

Lutopia dello stato minimo.


Robert Nozick e la sfida anarco-capitalistica
Prima di Rawls
Nel breve arco di pochi anni, la filosofia politica ha conosciuto un ritorno
di interesse per i problemi del giusto ordine politico. Si soliti far risalire la
rinascita di interesse della filosofia contemporanea per questo tema al celebre
libro di Rawls sulla giustizia. Se si guarda alla quantit del dibattito suscitato, la
ricostruzione pu apparire fondata; ma conviene scendere pi a fondo nelle
pieghe della discussione. La filosofia politica contemporanea non comincia n,
fortunatamente, finisce col 1971. Per comprendere il dibattito allinterno del
quale si inserisce il libro di Robert Nozick (Anarchy, State, and Utopia) bisogna
spostare indietro di un anno il dies a quo, al 1970, quando Murray N. Rothbard
pubblica Power and Market. Lopera il compimento del pi ardito e coerente
tentativo di fondazione di una teoria anarchica individualista basata sul diritto di
propriet e il capitalismo; Rothbard aveva gettato le basi teoriche della sua
impresa nel 1962 con la pubblicazione del monumentale Man, Economy, and
State, un trattato di economia politica mirante a restituire alla disciplina lo
spessore e la vastit dei classici. Con Power and Market la radicalit della sfida
anarchica alla filosofia politica posta in modo audace e solido. Nonostante
labbondanza di riferimenti a A Theory of Justice di Rawls, il vero bersaglio di
Nozick , come cercheremo di dimostrare, lopera di Rothbard del 1970.
Dopo Rawls
Per quanto riguarda il breve lasso di tempo intercorso tra la pubblicazione
delle opere dei due filosofi di Harvard, molte cose ebbero modo di accadere. Nel
solo 1973, infatti, apparivano quelle che, per comodit espositiva, possiamo
chiamare tre risposte a distanza al libro di Rawls, ovvero il primo volume
della trilogia hayekiana Law, Legislation and Liberty, dal titolo Rules and Order
(gli altri due volumi il primo dei quali, dal titolo The Mirage of Social Justice,
costituisce una formidabile risposta liberale alle argomentazioni di Rawls
sarebbero seguiti nel 1976 e nel 1979), il manifesto libertario di Murray
Rothbard, For a New Liberty, e quello anarco-capitalista di David Friedman,
The Machinery of Freedom. Risposte a distanza, s detto, poich nessuno degli
autori in questione, salvo Hayek con un richiamo nella Prefazione al secondo
volume della trilogia, ha sentito il bisogno di contrapporre esplicitamente le sue
idee a quelle di Rawls. Lanno seguente poteva finalmente vedere luscita di
Anarchy, State, and Utopia, quella che, almeno per ora, possiamo considerare
una risposta diretta allopera di Rawls.
Una storia molto pi complessa

Una precisazione sullo spettro del dibattito filosofico-politico in esame


non inopportuna. Per restringere il nostro interesse ai primi anni Settanta, la
collocazione dellopera di Nozick in questo contesto per cos dire al centro. Se
infatti la societ giusta di Rawls, pace il suo autore e i suoi molti epigoni, rientra
in una delle molteplici forme di socialismo qui il caso di ripetere che un
liberal americano non un liberale , allestremo opposto troviamo la teoria
anarchica di Rothbard e D. Friedman, quella del primo basata sulla tradizione
dei diritti naturali, quella del secondo utilitaristica, allinterno della quale non
c spazio alcuno per il governo; tra i due estremi, la teoria giuridica di Hayek si
iscrive saldamente nel solco del liberalismo classico, pur con occhio di simpatia
nei confronti del libertarismo. Lo spazio di Nozick individuabile tra lanarcocapitalismo di Rothbard e D. Friedman, e il liberalismo classico di Hayek; la
teoria del filosofo di Harvard infatti riconducibile a quella visione minarchica
dello stato che si colloca a met strada tra la visione anarchica che nega ogni
spazio allo stato, e la visione liberale classica che riconosce allo stato i
tradizionali poteri sotto il rule of law. Assunto questo angolo visuale, la
consueta contrapposizione tra le tesi di Rawls e quelle di Nozick perde molta
della sua rilevanza, e il fulcro del dibattito si sposta allinterno del pensiero
liberale dove assume importanza centrale il confronto tra Rothbard e Nozick;
altrimenti non si capirebbe lampio spazio concesso da Nozick al primo termine
del titolo del libro lanarchia e lesteso tentativo di confutare la possibilit di
una societ senza alcuna forma di stato. Detto per inciso, non deve sfuggire che
il sottotitolo dellopera di Buchanan fornisce linquadramento degli estremi tra
cui cerca di collocarsi il liberalismo classico, lanarchia, appunto, da un lato, e il
Leviatano dallaltro.
Il momento libertario
La prospettiva che si voluto dare in questa sede quella di una
ricognizione la pi ampia possibile dello spettro delle proposte liberali nella
filosofia politica contemporanea. Un posto di primo piano in questo panorama
spetta a Murray Rothbard, colui che ha formulato nel modo pi conseguente i
princpi e le condizioni di una libera societ senza stato. Power and Market un
libro di economia politica meglio, di analisi economica dellintervento politico
sul mercato che affronta uno dei nodi pi importanti della filosofia politica,
quello del rapporto di comando-obbedienza.
Nel 1970, oltre al libro di Rothbard, esce, stampato privatamente, anche
quello dei Tannehill, The Market for Liberty; la sistematizzazione del
libertarismo completata nel 1971 lanno rawlsiano con lampia monografia
di John Hospers. Nello stesso anno il libertarismo si costituiva in partito
politico, ed esso ancora oggi il terzo partito organizzato degli Stati Uniti; in
effetti, For a New Liberty di Rothbard il manifesto teorico-politico del
Libertarian Party. Il libertarismo e lanarco-capitalismo non hanno mai suscitato
grande interesse in Italia; per cominciare ad avere un inquadramento scientifico
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della cultura libertaria americana si dovuto attendere i nostri giorni che hanno
visto anche, finalmente, la traduzione della rothbardiana The Ethics of Liberty
cui Luigi Marco Bassani ha premesso una preziosissima introduzione.
Con Rothbard siamo su ben altro scenario che con Rawls; la
radicalit e profondit del primo va ben oltre le discutibili argomentazioni del
secondo in favore dei princpi che rendono giusta una societ. Non dunque per
caso se la trattazione di Nozick comincia raccogliendo la sfida lanciata da
Rothbard a ogni futuro tentativo di giustificare lesistenza stessa dello stato; la
Prima Parte di Anarchy, State, and Utopia si intitola infatti La teoria dello stato
di natura, ossia come pu sorgere lo stato senza che nessuno stia cercando di
erigerlo, e cerca di rispondere al quesito di come da una situazione di anarchia
iniziale si giunga a un ordine politico basato sullagenzia di protezione
dominante, ovvero a unorganizzazione monopolistica della forza fisica
riconducibile alla categoria dello stato. Lo stesso Nozick, del resto, riconosce
limportanza di Rothbard per le sue riflessioni: Circa sei anni fa, proprio una
lunga conversazione con Murray Rothbard stimol il mio interesse nella teoria
anarchica individualistica. Per queste ragioni, langolo visuale del presente
scritto privileger il rapporto di Nozick con Rothbard rispetto a quello con
Rawls. Ragioni divulgative militano a favore di questa scelta; sul rapporto di
Nozick con il meglio conosciuto Rawls esiste una gi cospicua letteratura, sul
rapporto di Nozick con il quasi sconosciuto Rothbard esiste ben poco, per non
dire nulla in italiano.
In principio era Ayn Rand
La radicalit della sfida anarchica, sempre presente nella cultura
americana dai tempi di Lysander Spooner e Benjamin Tucker, aveva fatto una
nuova agguerrita apparizione allinterno della corrente di pensiero che pi
coerentemente sosteneva la causa del capitalismo. Il cenacolo di Ayn Rand
con la quale di solito comincia lesperienza intellettuale dei giovani
sostenitori del capitalismo era il catalizzatore di energie intellettuali devote
alla causa della libert in unepoca in cui lintelligencija era massicciamente
orientata verso linterventismo, il keynesismo, il socialismo. Anche il giovane
Rothbard fu accolto nel ristretto gruppo newyorkese degli adepti per esserne
presto allontanato a causa sia della sua avversione per il fumo il secondo
vizio preferito della papessa sia del suo deviazionismo anarchico. Per
rendersene conto basta leggere tra le righe del saggio randiano The Nature of
Government, uscito su The Objectivist Newsletter organo ufficiale del
randismo nel dicembre 1963, giusto un anno dopo la comparsa dellopera
teorica fondamentale di Rothbard Man, Economy, and State; la condanna
dellanarchismo e di qualche confuso giovane sostenitore del capitalismo
spintosi fino a parlare di governi in concorrenza senza appello.
Diritti naturali, propriet, non-aggressione
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Rothbard un giusnaturalista che si muove nel solco della tradizione


lockeiana. Egli prende le mosse dallassioma dellassoluto diritto di ogni uomo,
primo sul suo corpo, secondo sulle risorse naturali da lui trasformate col suo
lavoro. Sono i due assiomi del diritto di self-ownership, il diritto di controllare il
proprio corpo libero da interferenza coercitiva, e del diritto di homestead, cio il
diritto del primo occupante; da questi due assiomi deriva tutta la dottrina
libertaria. Per gli uomini vale il principio del godimento del diritto di disporre
liberamente del proprio corpo e dei propri talenti, inclinazioni, capacit. Per gli
oggetti abbiamo bisogno di una teoria della giustizia nella propriet: ci soccorre
la lockeiana appropriazione di ci che si trasforma col proprio lavoro inteso
come estensione della propria personalit. La propriet, cos come il lavoro, pu
essere data o scambiata col consenso di che ne ha diritto: la giustificazione del
libero contratto e delleconomia di libero mercato; il capitalismo lordine delle
cose umane che si basa su queste premesse. La libert una condizione in cui i
diritti di ownership di una persona sul suo corpo e la sua legittima propriet
materiale non sono invasi, non subiscono aggressione; secondo questa visione, il
crimine essenzialmente aggressione contro la persona o le cose della persona.
Riprendendo una fondamentale osservazione di Ayn Rand, Rothbard
afferma che non ci sono diritti umani separabili dai diritti di propriet. La
dicotomia tra diritti umani e di propriet artificiale; i diritti di propriet
pertengono solo agli umani, il diritto umano alla vita richiede il diritto a
mantenere ci che si prodotto per sostenere la vita; non solo i diritti di
propriet sono anche diritti umani, ma nel senso pi profondo non ci sono diritti
se non diritti di propriet. I soli diritti umani, in breve, sono diritti di propriet
[]. I diritti umani della persona che sono difesi nella pura societ di mercato
sono, in effetti, il diritto di propriet di ogni uomo sul suo proprio essere, e da
questo diritto di propriet deriva il suo diritto ai beni materiali che egli ha
prodotto. I diritti umani, quindi, devono essere assorbiti nei diritti di propriet.
Ovviamente, secondo Rothbard, non c bisogno dello stato per definire o
allocare i diritti di propriet, bastano luso della ragione e i processi di mercato;
lo stato normalmente un aggressore del diritto di propriet, segnatamente per
mezzo della tassazione, equivalente al furto.
Alla centralit dei diritti naturali delluomo si affianca, in un binomio
inscindibile, lassioma anche questo di derivazione randiana di nonaggressione: nessun uomo o gruppo di uomini pu aggredire la persona o la
propriet di alcun altro. [] ognuno ha lassoluto diritto di essere libero
dallaggressione. Il rifiuto totale ed assoluto dellinizio delluso della forza
fisica colloca saldamente il libertarismo nel movimento di difesa delle libert
civili e di depenalizzazione di ci che gli americani chiamano victimless crimes,
ovvero attivit come la prostituzione, la pornografia, la droga, il ricatto, lusura,
che non implicano in s il ricorso allaggressione (laccenno al ricatto

importante perch come vedremo la liceit del ricatto sar oggetto di


unattacco di Nozick).
La protezione privata
La sfida fondamentale per lanarco-capitalismo dimostrare come il
servizio di sicurezza contro laggressione il tipico servizio considerato
necessario appannaggio dello stato possa esser fornito da operatori privati.
Rothbard si occupa della produzione privata del servizio di protezione in Power
and Market e in For a New Liberty; sul libero mercato, la difesa sarebbe fornita
da ditte, competitive e non coercitive, che guadagnerebbero in base a scambi
volontari senza arrogarsi un monopolio obbligatorio. I servizi sarebbero venduti
in forma di sottoscrizione in anticipo di una polizza con pagamento di premi, e
forniti su richiesta; senza monopolio territoriale, emergerebbero competitori si
pu supporre compagnie di assicurazione, imprese gi operanti nel campo della
protezione dai rischi per conquistarsi i consumatori attraverso una reputazione
di efficienza e probit.
Nella argomentazione rothbardiana, il servizio della sicurezza non sbocca
necessariamente in un monopolio. In effetti la questione tutta qui; come
vedremo quando ci occuperemo della posizione di Nozick, questultimo afferma
il carattere di monopolio virtuale del servizio di protezione, negando la teoria
rothbardiana di una concorrenza tra agenzie di protezione su un medesimo
territorio. La posizione di Rothbard in merito alla mancanza di un monopolio
naturale nel servizio di protezione non che lestensione a un caso particolare di
un principio generale; nellopera teorica Man, Economy and State, marcando
unimportante differenza dal maestro Mises, egli compie unanalisi del
monopolio giungendo alla conclusione che sul mercato libero da interferenze
governative non possono prodursi monopol e che questi non sono altro che la
conseguenza di unintrusione governativa per mezzo di restrizioni alla
concorrenza. Forte di questa conclusione, Rothbard estende la sua analisi al
servizio di protezione, non considerandolo qualitativamente diverso da
qualunque altro servizio fornito per soddisfare un bisogno umano. La
contrapposizione tra concorrenza e monopolio ben si applica anche in questo
campo: la competizione tra agenzie private che forniscono protezione permette
di soddisfare meglio i bisogni dei consumatori e a un prezzo pi basso che nel
caso del monopolio governativo. Garanzie assolute di funzionamento del
sistema non esistono, ma ci meglio dellutopia del governo limitato; il peggio
che potrebbe accadere in conseguenza del cattivo funzionamento di una societ
libertaria senza stato sarebbe che si ristabilisse lo stato stesso; parafrasando
Marx, Rothbard conclude che battendo la via della libert non avremmo nulla da
perdere e avremmo tutto da guadagnare.
Il capitalismo, il mercato, le libere relazioni di individui che agiscono
tramite accordi volontari esauriscono il problema della pacifica e produttiva

convivenza degli uomini senza lasciare spazio alcuno alle relazioni di comando
e obbedienza proprie dello stato.
Nozick, Rothbard, e i due libertarismi
Nozick condivide con Rothbard il punto di partenza, i diritti delluomo
Gli individui hanno dei diritti, e ci sono cose che nessuna persona o nessun
gruppo di persone pu far loro (senza violare i loro diritti) , e il principio di
non-aggressione Lidea fondamentale, che esistono individui differenti con
vite separate, e che quindi nessuno pu essere sacrificato per altri, [] porta a
un vincolo collaterale libertario, che proibisce laggressione contro altri. Una
distinzione ravvisabile nella valutazione del diritto di propriet, per Rothbard
pietra dangolo della sua costruzione, per Nozick diritto da difendere contro le
pretese redistributive dello stato; non sfugge infatti che Nozick introduce il
diritto di propriet come teoria della giustizia nella propriet basata sul titolo
valido solo nella Seconda Parte, quando difende lo stato minimo contro
pretese di estensione delle sue prerogative: strano atteggiamento per un filosofo
che si rif a Locke e prende le mosse dai diritti degli uomini nello stato di
natura; pi lockeianamente, Ayn Rand e Murray Rothbard riconducono non
riducono i diritti delluomo ai diritti di propriet. Lordine espositivo
nozickiano non senza conseguenze nelleconomia del discorso in quanto,
come cercheremo di dimostrare, il primato dei diritti individuali viene elaborato
da Nozick in una versione debole, in cui i diritti non hanno quella caratteristica
di assolutezza che sembrano avere alla luce delle premesse.
Le divergenze fondamentali tra i due libertarismi sono sulle conclusioni
politiche in quanto Nozick ammette che si giunge alledificazione di uno stato
senza alcuna violazione di diritti individuali e che quindi uno stato minimo
legittimo (e desiderabile) moralmente. Comunque, la questione dello stato si
pone solo a partire dai diritti degli individui. La questione non se lo stato sorge
o no Rothbard ha speso pagine per dimostrare come lo stato sorto nelle
diverse circostanze storiche dellOccidente, circostanze riconducibili quasi
sempre alla conquista violenta ma se lo stato pu sorgere senza violare i diritti
degli individui. I due corni del dilemma sono in ordine assiologico i diritti
degli individui e lo stato; il dilemma se le due cose possono esser conciliate: la
risposta di Rothbard che ci non possibile, ovvero che le due cose non
possono darsi contestualmente; la risposta di Nozick positiva per quanto
riguarda lo stato minimo, una costruzione teorica che la maggioranza degli
studiosi europei di dottrina dello stato non gratificherebbero della qualifica di
stato.
Anarchismo e filosofia politica
Lanarchismo non alternativo alla filosofia politica se con questa
intendiamo linvestigazione sul problema del miglior ordine politico; la teoria
anarchica cerca di risolvere questo problema facendo a meno secondo letimo
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del potere politico ovvero della concentrazione dei mezzi di coercizione in


unistanza suprema che rivendichi in modo monopolistico luso di tale
coercizione. Lo stato non esaurisce la filosofia politica; a riprova di ci si pu
affermare che la filosofia politica esisteva gi quando non esisteva ancora lo
stato; lerrore comune unindebita estensione del concetto di stato oltre le sue
giuste dimensioni storiche. Non vero che lo stato sempre esistito quante
volte si dovr ripetere che la polis greca non la stessa cosa che lo stato? , non
detto che lo stato debba esistere in eterno. Lanarchismo risucchia fuori dalla
politica il potere: ci significa che non resta nulla? Se si crede che in questo
modo si faccia il vuoto, allora lanarchismo alternativo alla filosofia politica;
se si crede che nella politica residui qualcosa, allora lanarchismo ha piena
cittadinanza allinterno della filosofia politica.
Il metodo
Nozick si colloca in una tradizione minoritaria del pensiero politico,
quella, per usare la sua espressione preferita, che postula la mano invisibile;
tradizione minoritaria, s detto, in quanto la pi diffusa spiegazionegiustificazione dellordine politico quella del contrattualismo: A Theory of
Justice di Rawls proprio il pi noto tentativo di dare nuovo slancio a un
paradigma che ha sempre fatto la parte del leone nella filosofia politica, tanto
che a partire da questopera si parla anche di neo-contrattualismo. Anche Mises,
Hayek e Rothbard, tutti eredi del contributo di Carl Menger alle scienze sociali,
non sono contrattualisti in quanto i teorici che hanno ben compreso il
funzionamento del mercato non hanno bisogno di un artificiale consenso che
spieghi la nascita delle istituzioni sociali ed imprima a queste il crisma della
legittimit. Tra tutti gli scienziati sociali, gli economisti di Scuola austriaca
hanno il vantaggio di possedere una formidabile chiave di accesso al problema
dellordine sociale; il mercato infatti, chiamato pi propriamente catallassi,
fornisce un paradigma esplicativo di come possa prodursi un mbito di relazioni
sociali ordinate senza lintervento di un accordo preventivo tra i partecipanti. Il
contratto esiste, secondo questo paradigma esplicativo, ma sotto forma di
accordo inter-individuale allinterno di un ordine stabilito, non sotto forma di
patto sociale, fonte e giustificazione dellordine stesso. Non un caso che
Rawls, il quale non appartiene alla Scuola austriaca e non ha capito nulla di
come funziona il mercato, sia un contrattualista.
Nozick invece un giusnaturalista non contrattualista come
Rothbard, solo che la mano invisibile del primo permette ledificazione di uno
stato che non viola i diritti degli individui, mentre il capitalismo del secondo
permette di pensare un ordine sociale anarchico che prescinde totalmente dalla
costruzione di uno stato. I due nipoti di Locke dirazzano dallaugusto antenato e
seguono percorsi autonomi luno dallaltro.
In modo sorprendente, Nozick, dopo aver fatto lelogio di alcune
spiegazioni tipicamente austriache di fenomeni sociali come la nascita della
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moneta e il calcolo economico nel mercato per Mises, la conoscenza nella


collaborazione sociale per Hayek, spende una pagina per dimostrare in che
modo lindividualismo metodologico non sia una spiegazione adeguata dei
fenomeni sociali in quanto privo di processi-filtro.
Sotto lincalzare della sfida anarchica, Nozick vede lo stato emergere in
base ad un processo a mano invisibile attraverso gli strumenti del monopolio di
fatto e dellobbligo morale del risarcimento; in questo modo lo stato non
avrebbe quei caratteri immorali che gli attribuiscono gli anarchici. Tre sono
quindi gli elementi fondamentali della teoria nozickiana dello stato: il
monopolio de facto, il principio di risarcimento, il carattere non redistributivo
dello stato minimo.
Il carattere virtualmente monopolistico del servizio di protezione
Seguendo la prima via, Nozick prende le mosse dallo stato di natura di
Locke; in questa condizione non-politica si formano associazioni di mutua
protezione in cui gli uomini sono disposti ad aiutarsi lun laltro per la difesa dei
loro diritti dallaggressione. Si pu supporre di arrivare a un punto in cui gli
uomini trovano troppo oneroso esser sempre allerta; attraverso la divisione del
lavoro e lo scambio, nascono imprenditori del servizio di protezione e si giunge
cos a agenzie private di protezione, lo stadio a cui si arresta Rothbard. Il
problema pratico che si pone Nozick che cosa succede nel caso di conflitto tra
clienti di agenzie differenti: se le agenzie giungono alla medesima decisione in
merito alla lite, non si pone alcun problema; se esse giungono a conclusioni
diverse cosa succede? Tre casi sono i pi probabili secondo Nozick: 1.
unagenzia vince sempre, attirando i clienti dellaltra; 2. le due agenzie hanno
sede ciascuna in unarea geografica nella quale prevalgono e attirano clienti (ex
clienti dellaltra); 3. per evitare scontri frequenti le due agenzie si mettono
daccordo per un sistema di corti dappello, un giudice terzo sopra di loro: le
agenzie restano diverse ma esiste un solo sistema giudiziario federale unificato.
In conseguenza dei tre casi, dallanarchia nasce lassociazione protettiva
dominante, qualcosa che assomiglia molto da vicino a uno stato minimo. I tre
casi suppongono una inevitabile tendenza al conflitto tra le agenzie di
protezione; di questa tendenza ci d conto la dimostrazione teorica.
Seguendo la via teorica, Nozick deve dimostrare la particolarit del
mercato della protezione. In che cosa questo mercato diverso da tutti gli altri
mercati? Da un lato, le agenzie sono condotte a una concorrenza violenta: Il
valore del prodotto che si acquista, la protezione contro altri, relativo: dipende
da quanto sono forti gli altri. Tuttavia, diversamente da altri beni valutati
comparativamente, servizi protettivi con efficienza massima non possono
coesistere in concorrenza; la natura del servizio mette le diverse compagnie non
solo in concorrenza per la protezione dei clienti, ma anche in conflitti violenti
luna contro laltra. Dallaltro lato, le agenzie non sufficientemente forti sono
espulse dal mercato: siccome il valore del prodotto ad efficienza non
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massimale diminuisce in modo pi che proporzionale rispetto al numero di chi


acquista il prodotto ad efficienza massima, i clienti non accettano stabilmente il
bene minore, e le compagnie in concorrenza sono prese in una spirale in
discesa.
Nozick fa fronte alle argomentazioni anarchiche con due tipi di
ragionamento: egli crede che le agenzie private sono portate a continui conflitti,
e crede che uneventuale via duscita dal conflitto tramite un sistema di corti di
appello costituisca latto fondativo dello stato. Quanto al primo ragionamento,
lobiezione anarchica che nel mercato della protezione, come negli altri
mercati, nellinteresse delle compagnie abbassare i costi; nel mercato della
protezione questo abbassamento sar ottenuto minimizzando i conflitti. Quanto
al secondo argomento, Nozick scettico sulla possibilit di por termine a un
regressus ad infinitum adottando il sistema di corti dappello libertarie proposto
da Rothbard; questi sostiene infatti che, dopo due responsi discordanti, quello
della corte dappello liberamente scelta dai litiganti porr termine alla lite in
quanto ribadir luno o laltro dei giudizi precedenti: il principio dei due
qualsiasi tribunali, da ritenersi vincolante secondo il codice legale libertario.
Nozick pensa che la corte dappello sia lanticamera dello stato; per Rothbard la
corte dappello un tribunale come gli altri, privato e scelto dalle parti, che non
d origine a nessun monopolio della decisione giudiziaria. In effetti Nozick non
considera convincente il principio dei due qualsiasi tribunali perch non
vincolante da un punto di vista morale; le obiezioni sostenute da Nozick
possono esser sollevate anche contro il suo sistema di corti dappello in quanto
non si capisce perch esso debba esser ritenuto moralmente vincolante dal
cliente dellagenzia condannata in appello. Lo stesso Nozick del resto ammette
lesigenza che il sistema di corti dappello sia accompagnato da norme
accettate sulla giurisdizione e sul conflitto delle leggi; ci si potrebbe
domandare nozickianamente: accettate da chi? E per chi non le accetta?
Il problema di fondo quello dei principi generali di una societ
libertaria. Secondo Rothbard il principio dei due qualsiasi tribunali iscritto
nel codice legale libertario, un insieme di principi derivante dalla pratica dei
tribunali libertari (come la common law anglo-sassone) e dalla ragione Nozick si
dice scettico sulla possibilit di giungere a enunciare i principi libertari; la tesi in
favore dello stato nega che esistano principi accettati da tutti, precisi, chiari,
compiuti: Non soltanto sembra lontano il giorno in cui tutti gli uomini di buona
volont accetteranno i principi libertari, ma questi principi non sono ancora stati
compiutamente enunciati, e non esiste neppure per ora ununica serie di principi
su cui siano daccordo tutti i libertari. Losservazione di Nozick tuttaltro che
peregrina e mette il dito sulla piaga di diverse correnti del libertarismo; con una
certa leggerezza per, egli cita a sostegno la divergenza Rothbard-Rand sul
diritto di autore, dimenticando che la Rand non daccordo con Rothbard su di
una societ senza stato, figuriamoci se pu esser daccordo sul diritto dautore.
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Anche il riferimento alla buona volont degli uomini non felice in quanto il
realismo di Rothbard non prende mai in considerazione la buona volont per
il funzionamento di una societ libertaria; il sistema di protezione privata un
modo per far fronte ai problemi della coesistenza tra gli uomini che prescinde da
considerazioni di bont o malvagit. Nozick sopravvaluta limportanza di
codificare ex ante le regole della societ libertaria, curiosamente nello stesso
libro in cui sostiene come la libert sconvolge i modelli; la libert non pu
esser codificata, essa un principio che sfugge a ogni tentativo di traduzione in
norme giuridiche.
Le due tappe ancora da percorrere sono quelle del passaggio dal sistema
di protezione privata allo stato ultraminimo (ovvero lo stato che si riserva il
monopolio della forza), e del passaggio da questo allo stato minimo (ovvero lo
stato che fornisce indistintamente a tutti la sua protezione).
Il monopolio di fatto
Per affermarsi compiutamente, il monopolio dellassociazione protettiva
dominante, non ancora assurta al rango di stato, ha bisogno di coinvolgere anche
coloro che non sono clienti di alcuna agenzia, coloro che lockeianamente
restano nello stato di natura. Sorge il problema degli indipendenti. La
condizione individualistica che Nozick cerca di soddisfare quella di non
attribuire allo stato nuovi diritti che non fossero prima negli individui (un
gruppo non ha pi diritti degli individui che lo compongono); questa condizione
fa problema con la necessit di proibire agli indipendenti lesecuzione privata
della giustizia. La proibizione dellesecuzione privata della giustizia imposta
dallagenzia dominante agli indipendenti deve sfuggire allobiezione che nessun
singolo individuo ha diritto a imporre tale proibizione; Nozick se la cava
allontanandosi dalla prospettiva dei diritti dalla quale aveva preso le mosse; egli
escogita il principio epistemico della violazione di confine: [] quanto una
persona pu fare non limitato unicamente dai diritti degli altri. [] Questo
spazio in pi creato da considerazioni epistemiche. Al fondo di questo
principio ci sono considerazioni di informazione e conoscenza, come quella che
lagenzia non sa, a differenza del cliente, se il cliente punito dallindipendente
veramente colpevole e quindi meritevole della punizione oppure no. Sulla
base di questa teoria epistemologica della legittimit delle azioni, Nozick pu
concludere in favore della rivendicazione dellagenzia-stato a proibire il diritto
della giustizia privata: Questa associazione protettiva dominante proibir a tutti
di applicare ai propri membri qualsiasi procedura di cui siano a disposizione
informazioni insufficienti circa laffidabilit e lequit.
Il principio di risarcimento
Laffermazione del monopolio dellagenzia dominante sembra violare i
diritti degli indipendenti in quanto si traduce nella proibizione della tutela diretta
dei propri diritti. Per aggirare questo ostacolo, Nozick escogita il principio di
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risarcimento, un obbligo morale a rifondere colui al quale si impedisce


unazione ritenuta rischiosa. In sostanza, lagenzia dominante si arroga il potere
di proibire agli indipendenti lesecuzione privata della giustizia in cambio di
unestensione a costoro dei suoi servizi di protezione.
Grazie al concetto di azione rischiosa Nozick rovescia il concetto di
risarcimento: normalmente chi viola un confine, chi arreca un danno, che paga
il risarcimento; qui chi proibisce lazione rischiosa che paga il risarcimento.
Come Alice nel paese delle meraviglie, Nozick passa dallaltra parte dello
specchio. Egli preferisce proibire unazione rischiosa nel caso specifico,
lesecuzione privata della giustizia dietro pagamento di un risarcimento
piuttosto che lasciar liberamente agire gli uomini e affidare la risoluzione delle
eventuali dispute sui diritti a un sistema privato (non a caso Nozick prende
esplicitamente le distanze da Rothbard che ammette lesecuzione privata della
giustizia).
Al fine di precisare la classe di azioni risarcibili, Nozick propone la
distinzione tra attivit (scambi) produttive e attivit (scambi) improduttive, una
distinzione che fa sorgere pi di un dubbio. Con le prime lacquirente sta meglio
che se il venditore non ci fosse; nel caso delle attivit improduttive, se esse
fossero proibite una delle parti non si troverebbe in condizioni peggiori. Il
silenzio del ricattatore, anche se pagato, unattivit improduttiva perch le
vittime starebbero altrettanto bene se il ricattatore non esistesse; Nozick sembra
qui abbracciare un punto di vista utilitaristico perch considera il vantaggio che
si trae dallo scambio, non il fatto che lo scambio espressione di libert. La
distinzione tra attivit produttive e attivit improduttive passa attraverso la
confutazione della liceit del ricatto secondo Rothbard; Nozick considera il
ricatto attivit improduttiva; egli fa questo perch sostiene che si pu pretendere
risarcimento solo per la proibizione di attivit produttive. Nozick elabora una
teoria del giusto prezzo del ricatto: il ricattatore pu lecitamente pretendere
solo ci di cui si priva tacendo (ci che altri gli pagherebbe perch riveli
linformazione), non la cifra che il ricattato disposto a pagare. Il discorso sul
ricatto introduttivo al parallelo tra servizi di protezione, produttivi e
vantaggiosi per chi li riceve, e il racket della protezione, non produttivo;
Nozick manca clamorosamente il punto, non accorgendosi che il racket vende
lastensione dal danneggiare, cio minaccia ricorso alla violenza fisica contro
individui non aggressori, ci che per Rothbard manca nellazione del ricatto. Il
racket della protezione pu esser proibito senza risarcimento non perch
unattivit improduttiva ma perch unattivit aggressiva quindi illegittima.
Con il principio di risarcimento, secondo il quale chi impone una
proibizione ad attivit rischiose deve risarcire chi svantaggiato dal fatto che
gli siano proibite, Nozick pensa di aver superato le difficolt derivanti dal
potere che lo stato in fieri si arroga di impedire agli indipendenti lesercizio del
loro diritto di eseguire la giustizia.
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Intermezzo: libert, neminem ldere, propriet


Il campo liberale alla ricerca dei confini della libert poich ovviamente
la libert non comprende le attivit di aggressione violenta contro soggetti non
aggressori; vari sono stati i limiti concettualmente prospettati alla libert:
secondo una visione classica vale il principio del neminem ldere, in base al
quale la libert di un soggetto trova un limite nelle conseguenze dannose che
ricadono su altri soggetti: La libert consiste nel poter fare tutto ci che non
nuoce ad altri, come recita lart. 4 della Dichiarazione dei diritti delluomo e
del cittadino del 1789. Ma il concetto di nuocere ad altri troppo ampio per
poter essere una guida sicura; fuor di dubbio infatti che in base al principio del
neminem ldere si pu autorizzare qualsivoglia intervento limitativo della
libert in quanto ogni azione umana produce una serie di conseguenze, positive
o negative, imprevedibili; non a caso, la giustificazione della co-gestione delle
fabbriche (mitbestimmung) parte proprio dalla constatazione incontrovertibile
che le decisioni dellimprenditore producono conseguenze nelle situazioni degli
operai. Nella filosofia politica contemporanea in atto un ripensamento del
concetto di neminem ldere attraverso la categoria della propriet privata: sia
Hayek, che Rothbard, che Nozick convergono sul punto che la sfera inviolabile
del singolo delimitata da quello spazio individuabile per mezzo del diritto di
propriet; la differenza sta nellapproccio, utilitaristico ma fino a che punto?
quello di Hayek, giusnaturalistico quello di Rothbard e di Nozick.
Hayek partito proprio dalla problematicit del concetto di azione
dannosa per ripensare dalla radice i fondamenti del pensiero liberale. La
concezione hayekiana del diritto si salda con la consapevolezza
dellimprevedibilit delle conseguenze verso terzi delle azioni umane; il
principio classico del neminem ldere va riformulato (stante limpossibilit di
proibire tutte le azioni che possono in qualche modo danneggiare gli altri)
distinguendo tra aspettative legittime, con cui nessuno singolo o governo
pu interferire, e aspettative che possono andar deluse. Il solo modo finora
trovato per tutelare le aspettative legittime quello di definire per ogni
individuo un campo di azioni permesse determinando [...] campi di oggetti di
cui solo certi individui possono disporre, escludendo tutti gli altri dal loro
controllo.
Rothbard affronta il problema dal punto di vista giusnaturalistico,
iscrivendo lassioma di non-aggressione nel codice genetico del suo sistema; la
formulazione classica del non recar danno ad altri ritenuta troppo vaga
poich pu includere nella proibizione qualunque azione. Attraverso una critica
sia interna che esterna della Legge di egual libert di Herbert Spencer Ogni
uomo ha libert di fare tutto ci che vuole, a patto che non violi la eguale libert
di ogni altro uomo , egli cerca di dare una definizione accettabile di libert.
La posizione di Nozick pi difficile da individuare in quanto egli
sembra non ricondurre integralmente i diritti delluomo ai diritti di propriet.
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Lambiguit del principio del neminem ldere non sembra preoccupare Nozick,
il quale ha limmagine di una societ libera fondata su una premessa di libert,
in cui la gente ha il permesso di compiere azioni purch non danneggino altri in
certi modi specifici. Con il principio conoscitivo della violazione di confine,
che introduce considerazioni di conoscenza nella limitazione delle azioni verso
terzi, e con la giustificazione del principio di risarcimento, egli rende difficile
lindividuazione degli spazi intangibili di libert degli individui, e rende
problematica la formulazione di diritti assoluti. Nozick non crede che i diritti e
la propriet possano da soli risolvere il problema della coesistenza delle libert;
in effetti egli non affronta il problema del neminem ldere, e cerca di risolvere
le antinomie del suo discorso attraverso il principio di risarcimento che si fonda
sul concetto di azione rischiosa e sulla distinzione tra attivit produttive e
attivit improduttive; non a caso ci lo induce a ritenere legittima la proibizione
dellesecuzione privata della giustizia che una manifesta violazione dei diritti
degli indipendenti. Nozick tocca il problema ma non lo vede; la ritardata
introduzione del diritto di propriet nel suo discorso non gli permette una
corretta definizione dei confini delle azioni lecite.
Il carattere non redistributivo dello stato minimo
Il coinvolgimento degli indipendenti attraverso la proibizione
dellesecuzione privata della giustizia e lestensione dei servizi protettivi
equivale alla nascita dello stato: lassociazione protettiva dominante in un
territorio [] uno stato. In conclusione della sua analisi del modo in cui lo
stato emerge dallo stato di natura, Nozick deve affrontare la portata concettuale
dei suoi strumenti, lelemento monopolistico e lelemento redistributivo: sono
i due elementi che fanno condannare come immorale lo stato dagli anarchici
individualisti e che Nozick considera moralmente legittimi e non violanti i diritti
di nessuno.
Nozick si proclama convinto di aver superato indenne la sfida anarchica:
Le obiezioni morali dellanarchico individualista allo stato minimo sono
superate. Non unimposizione ingiusta di monopolio; il monopolio di fatto
cresce con un processo mano invisibile e con mezzi moralmente accettabili,
senza che siano violati i diritti di una sola persona e senza che sia rivendicato
uno speciale diritto che altri non possiedono. E la richiesta ai clienti del
monopolio di fatto di pagare per la protezione di coloro cui vietano di applicare
privatamente giustizia contro di loro, lungi dallessere immorale, moralmente
voluta dal principio di risarcimento. La valutazione dellelemento
redistributivo ha importanza particolare per la definizione dei caratteri dello
stato nozickiano. La redistribuzione non il semplice trasferimento di denaro
da un individuo allaltro, altrimenti anche la restituzione del denaro rubato
sarebbe redistribuzione di ricchezza; siccome la redistribuzione dipende dai
motivi, si pu dire che il provvedere tali servizi [di protezione] non
necessariamente redistributivo, dato che si pu giustificarlo con motivi non
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redistributivi, vale a dire con i motivi forniti dal principio di risarcimento. Egli
nega il carattere redistributivo dello stato minimo per salvare la capra del diritto
a non entrare nellassociazione protettiva dominante e i cavoli dellestensione a
tutti della tutela dei diritti; egli nega il carattere redistributivo dello stato minimo
perch altrimenti non pu opporsi, nella Seconda Parte, alle teorie della giustizia
distributiva che propugnano una redistribuzione dei redditi tra gli individui. Il
principio di risarcimento la chiave di volta del sistema: esso permette di
coinvolgere gli indipendenti nella protezione fornita dallo stato minimo (il
monopolio de facto) senza violare i diritti dei clienti a non pagare la protezione
di altri (negazione del carattere redistributivo).
Lo stato finalmente emerso dallo stato di natura; ripercorrendo le tappe
di questo processo Nozick non vede violazioni degli assunti di partenza: il
passaggio dallo stato di natura allo stato ultraminimo parzialmente a mano
invisibile in quanto i diritti posseduti dallo stato sono gi posseduti dagli
individui, e solo il monopolio di fatto spiegato a mano invisibile; il passaggio
dallo stato ultraminimo a quello minimo a mano invisibile in quanto nessuno
ha lo scopo di arrivare allo stato.
Il commento di Rothbard che definisce il processo appena descritto
come la immacolata concezione dello stato sferzante: quello di Nozick
il pi importante tentativo in questo secolo di rigettare lanarchismo e di
giustificare lo Stato.
Purtroppo quello che poteva diventare uno dei dialoghi
pi interessanti della filosofia politica contemporanea non mai decollato a
causa del silenzio di Nozick; come spesso accade, tra posizioni non molto
lontane pu crearsi unincomprensione che sfocia nellostilit aperta. La nota vis
polemica di Rothbard (i cui severi giudizi daltronde non diversi da quelli di
Nozick su Rawls sconfinano nella derisione a proposito dellulteriore
produzione scientifica di Nozick), alimentata dalla sicurezza di un emarginato
considerato un guru dai suoi, non ha certo contribuito a smussare le asperit, ma
il silenzio di Nozick sa non poco di albagia.
La propriet e lo stato
Per far fronte alle proposte socialiste di estensione dello stato a fini di
giustizia distributiva, Nozick contrappone una sua teoria alla teoria della
giustizia di Rawls. La teoria della giustizia di Nozick si fonda su una teoria dei
diritti di propriet; stupisce per che in un lockeiano si trovi prima
ledificazione dello stato, poi la difesa della propriet. Contrariamente a Locke,
Nozick difende il diritto di propriet dopo la nascita dello stato. Seguendo
Locke, Ayn Rand e Murray Rothbard derivano il diritto di propriet dalle
caratteristiche della natura umana. Nozick, in tutta la Prima Parte, non parla di
diritti di propriet e quando ne parla nella Seconda polemizza con Ayn Rand che
li fa derivare, come Rothbard dopo di lei, dal diritto alla vita.
Produzione, distribuzione, redistribuzione
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Come premessa a ogni discorso sulla giustizia sociale si pone la questione


fondamentale della separazione dei processi di distribuzione e produzione della
ricchezza; non a caso Nozick avvicina Rawls a John Stuart Mill, il teorizzatore
pi conseguente di questa separazione. Con la sua rigorosa confutazione
dellartificiosa separazione milliano-rawlsiana, Nozick si iscrive di diritto tra i
grandi difensori delleconomia di mercato e della societ libera in questo secolo;
egli fa tesoro della lezione di von Mises, di Ayn Rand, di Rothbard, di Hayek, e
vi aggiunge del suo con argomentazioni brillanti ed esempi efficaci, su tutti
quello della manna dal cielo.
Ci che caratterizza la classica distinzione milliana della scienza
economica in sfera della produzione e sfera della distribuzione la ferrea
naturalit delle leggi della produzione contrapposta alla convenzionalit e quindi
modificabilit delle leggi della distribuzione su cui la societ pu intervenire a
piacimento.
Le diverse teorie che si propongono di realizzare le condizioni della
giustizia sociale o distributiva o economica si basano su questo errore
concettuale: che ci sia qualcosa da distribuire indipendentemente da come
stato prodotto. Ma i beni prodotti sono gi distribuiti perch gi appropriati;
senza contare che redistribuire ricchezza significherebbe modificare i modi
stessi in cui si combinano i fattori della produzione. Il punto teorico
fondamentale quindi che non c se non per comodit espositiva una
distribuzione della ricchezza separabile dalla produzione della stessa. Questo
punto teorico comune agli esponenti della Scuola austriaca, Nozick incluso e
per quanto possa apparir strano anche a Marx, il quale, nella Introduzione del
1857 a Per la critica delleconomia politica, e nella Critica al programma di
Gotha, rifiuta come rozza la distinzione di Mill.
Rawls
John Rawls il pi coerente esponente del redistribuzionismo
contemporaneo; alla base di tutta la sua ponderosa costruzione sta il vecchio
errore di Mill, larbitraria considerazione della distribuzione della ricchezza
come momento autonomo. La giustizia diventa cos un metro di giudizio da
applicare a chi destinatario della ricchezza, indipendentemente da come se la
procura. Punto debole di Rawls, infatti, che la sua teoria si applica
indifferentemente a una societ socialistica e a una societ di libero mercato,
come se non ci fosse nessuna differenza. Questo significa non aver capito nulla
su come si produce la ricchezza in una societ moderna (la manna dal cielo),
quasi che il grande benessere provocato dalleconomia di libero mercato abbia
fatto dimenticare agli scienziati sociali le condizioni secondo le quali esso viene
prodotto.
Rawls non si rende conto che il suo maximin un concetto
completamente avulso dalla realt delle cose in quanto, ad esempio,
limprenditore che si arricchisce perch mette sul mercato un prodotto a prezzi
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pi bassi dei concorrenti rende per ci stesso un servizio anche ai meno


avvantaggiati permettendo loro lacquisto di un bene a condizioni pi
favorevoli; in ogni caso limprenditore che si arricchisce non toglie nulla ai
meno avvantaggiati e quindi solo un concetto astratto di giustizia pu far dire
che non giusto che si arricchisca a quelle condizioni.
Quella di Rawls vorrebbe essere una concezione procedurale della
giustizia ma finisce per essere una concezione dello stato finale; egli impiega la
pi pudica espressione di giustizia sociale per camuffare una proposta di
giustizia economica.
Risposte liberali alle teorie redistributive
La risposta utilitaristico-consequenzialista, riscontrabile nelle opere di
Ludwig von Mises, si colloca su un piano di efficienza economica; essa sostiene
limportanza delleffetto incentivante delle diseguaglianze e delleffetto
disincentivante delleguagliamento delle condizioni. La ricchezza viene prodotta
in quella data quantit e il mercato ne produce una quantit
incomparabilmente maggiore rispetto a qualunque altro sistema in quanto chi
partecipa alla fase produttiva conta di vedersene distribuita una parte pi o
meno prevedibile, e sperabilmente superiore a quella degli altri individui agenti;
la redistribuzione distorcerebbe queste previsioni agendo negativamente sul
processo produttivo, riducendo la produzione complessiva.
Largomento epistemologico, caratteristico del pensiero di Hayek, e
ripreso dagli studi di Israel Kirzner, basato sulla comprensione del mercato
come processo di scambio di informazioni e di scoperta che impiega pi
conoscenza di quanta ne possieda qualunque individuo che vi agisca;
latteggiamento redistributivo, per mezzo di unantropomorfizzazione indebita
delle relazioni sociali, suppone che ci sia qualcuno a distribuire la ricchezza
senza capire che tutto avviene tramite la procedura impersonale del mercato e
pretende di sostituire a questo qualcuno il potere politico, democraticamente
legittimato, che fa valere altri criteri, di giustizia sociale, solidariet, ecc. Nei
fatti nessuno in concreto preposto a questo compito, essendo il processo
anonimo del mercato a farlo.
La risposta proprietaria, che troviamo in Rand, Rothbard, Nozick, si basa
sulla difesa dei diritti di propriet; secondo questo argomento la ricchezza nasce
gi appropriata, e redistribuirla violare il diritto di propriet. Nessuno ha
diritto a togliere a qualcun altro il frutto del suo lavoro; in una societ libera non
si d una distribuzione della ricchezza separata dal modo in cui essa viene
prodotta, in quanto la ricchezza viene ad esistenza gi appropriata, e quindi
senza il bisogno di esser ri-distribuita.
Nozick
Largomentazione di Nozick pi articolata di quanto indicato nel
paragrafo precedente, comprendendo anche la concezione del mercato come
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procedura, diffusa e non centralizzata, di scambio di informazioni e di


coordinamento delle azioni umane. Largomento prncipe, tuttavia, rimane
quello proprietario. Il discorso specifico di Nozick sottolinea lerrore di
considerare la produzione e la distribuzione come due argomenti separati e
indipendenti. Secondo la teoria del titolo valido questi non sono due problemi
separati; linseparabilit teorica dei momenti della produzione e della
distribuzione della ricchezza si spiega con la comprensione del modo in cui la
ricchezza viene prodotta: dal momento che le cose vengono a esistere gi
possedute (o con accordi gi conclusi su come devono essere possedute), non
c affatto bisogno di cercare un modello che si adatti alle cose senza possessore
[]. In un mondo in cui dal cielo non cade la manna, in cui le cose devono
essere fatte o prodotte o trasformate dalla gente, non esiste un processo separato
di distribuzione che possa fungere da soggetto per una teoria della
distribuzione. In base a queste considerazioni, la giustizia distributiva nel
caso della ricchezza liberamente prodotta attraverso il lavoro, i contratti privati e
lo scambio volontario una virt senza oggetto.
La teoria della giustizia di Nozick basata sullargomento del titolo
valido una teoria storica e si contrappone alle teorie strutturali dello stato
finale, articolate nelle varianti utilitaristica, egualitaria, socialistica, e di
economia del benessere. Questa teoria si articola in tre princip: il principio di
giustizia nellacquisizione, che riguarda lacquisizione iniziale della propriet; il
principio di giustizia nel trasferimento, basato sullo scambio volontario e sulla
donazione; il principio di (eventuale) rettificazione, che nasce dallesigenza di
riparare alle ingiustizie passate. Essendo storica, la teoria nozickiana si interessa
al come della distribuzione della propriet, non al chi rawlsiano; essa non si
pone come un modello ma come un processo in cui la libert degli individui il
criterio di giudizio. Alla luce di queste premesse non esiste alcun modello
distributivo astratto in base al quale imporre il chi e il quanto: un sostenitore
della teoria del titolo valido reputerebbe accettabile qualsiasi distribuzione
risultante dagli scambi volontari dei contraenti. Il grande vantaggio di Nozick
su Rawls una migliore comprensione del funzionamento del mercato e del
non-funzionamento del socialismo, ricordando che per Rawls mercato e
socialismo sono indifferenti.
Lintuizione felice di Nozick nelluso dei termini gli permette di
distinguere dalla sua la posizione di un pensatore per molti versi a lui vicino; la
giustizia nel mercato di Hayek che non ha alcun carattere redistributivo
ricondotta infatti a un genere modellistico che giustifica le retribuzioni ottenute
in base al valore riconosciuto dagli altri alle nostre azioni; Nozick mette in
evidenza la parzialit del modello di Hayek, certamente importante per le
transazioni in un libera societ capitalistica, ma non in grado da solo di
costituire un sistema di diritti.

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Le teorie redistributive operano, per realizzare il loro modello, attraverso


la fiscalit; non avendo lo stato un reddito da lavoro, le sue entrate sono frutto di
imposizione. Contro questa politica Nozick prende una posizione netta: La
tassazione dei guadagni di lavoro sullo stesso piano del lavoro forzato. Dopo
aver conosciuto la posizione di Rothbard sullargomento, quella di Nozick
apparir meno estremistica di quanto normalmente si crede; in effetti, risponde
pi al vero laccostamento rothbardiano della tassazione col furto che quello
nozickiano col lavoro forzato. Nozick ha il coraggio di non tirarsi indietro e di
prender di mira apparentandosi in questo a Rothbard anche le istituzioni
democratiche; portando alle estreme conseguenze la teoria rousseauiana della
democrazia (ciascuno dandosi ad ognuno non si d a nessuno), egli ha una
visione del moderno stato democratico come istituzione basata sulla schiavit
ovvero sulla propriet collettiva dellindividuo; parafrasando la famosa formula
di Abraham Lincoln, egli introduce il concetto di democtesi, propriet del
popolo, da parte del popolo, e per il popolo.
In ultima analisi tutte le proposte redistributive, anche allinterno della
democrazia politica, si collocano in una posizione esterna al mercato; non
possibile, allinterno del mercato, sostenere interventi redistributivi. Ma allora o
si rifiuta il mercato, e si pu quindi proporre qualunque misura redistributiva
(col problema che, rifiutato il mercato, sar difficile trovare qualcosa da
redistribuire), o si accetta il mercato con tutto ci che questa accettazione
comporta, compreso il fatto che il campione sportivo guadagni una cifra
incomparabilmente superiore al chirurgo, al professore universitario e al
minatore: non si pu con coerenza restare a met del guado.
La differenza tra le posizioni in campo pi semplice di quanto non si
creda, basta rispondere alla domanda se si considera la libert il valore pi alto
delluomo: se la risposta positiva, non si possono accettare limitazioni e
restrizioni della libert per promuovere altri valori, e le uniche restrizioni e
limitazioni saranno quelle necessarie a proteggere la libert medesima (e le
distinzioni nel campo liberale come abbiamo cercato di evidenziare a
proposito del problema del neminem ldere prendono avvio da questo punto
dolente: cosa vuol dire limitare la libert in nome della libert?); se la risposta
negativa, si possono ammettere limitazioni coercitive alla libert in nome di altri
valori pi importanti come la solidariet, la lotta alla povert, la dignit umana,
la supremazia della razza ariana.
In effetti sono di fronte due diverse concezioni della vita e delluomo: da
un lato legualitarismo ci che Rothbard chiama la rivolta contro la natura
, dallaltro il libertarismo. Per il primo, attraverso lintervento dello stato, nella
vita bisogna concedere a tutti pari opportunit per mezzo delleguaglianza dei
punti di partenza, come se la vita fosse una gara; il secondo rifiuta limmagine
della gara: la vita non una corsa a cui partecipiamo tutti per vincere un
premio che qualcuno ha stabilito; non c affatto una corsa unificata con una
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persona che giudica la velocit. Non un caso che i teorici del mercato
rifiutino la visione della vita come una corsa in quanto questa visione non
appartiene alla loro cultura ma deriva da una concezione delluomo e della
societ riconducibile a Thomas Hobbes. Laspetto competitivo della societ di
mercato non consiste nellarrivare primi a un traguardo una volta per tutte, ma
nelladeguarsi al meglio a situazioni che cambiano giorno per giorno, senza
portare attentato ai diritti degli individui che sul mercato agiscono.
Tuttavia, alla luce di quel che si detto sopra, il tentativo nozickiano di
difesa dei diritti individuali non appare coerente fino in fondo in quanto, al di l
delle buone intenzioni dellautore, c uno scollamento tra enunciazione dei
diritti e fondazione del diritto di propriet. La riprova si ha nel caso del diritto
delloratore a non essere interrotto durante il suo discorso; Nozick non riesce a
vedere la soluzione che per Rothbard deriva automaticamente dalle premesse. Il
problema : chi interrompe loratore in un posto pubblico viola anche il diritto
di chi ascolta? La risposta nozickiana s, se loratore aveva diritto a parlare. In
piena coerenza con la riconduzione dei diritti individuali ai diritti di propriet
la risposta di Rothbard quando egli si interroga sullesistenza o meno di un
diritto o libert di parola; anche questo diritto in funzione del diritto di
propriet, e linterruzione di uno spettacolo teatrale ad opera di chi grida
falsamente al fuoco punibile in quanto aggressione ai diritti di propriet
degli spettatori paganti nel caso a gridare sia il proprietario, dei diritti degli
spettatori e del proprietario del teatro nel caso sia uno spettatore: tutto dipende
dal diritto di propriet, cosa che Nozick non sembra afferrare lasciando in
sospeso la questione.
La vera utopia del sistema nozickiano consiste nel ritener superata la
radicalit della sfida anarchica, nella variante rothbardiana, grazie ad un
ordinamento politico che gli anarco-capitalisti considerano illegittimo
moralmente e i socialisti totalmente inadeguato al perseguimento di fini di
giustizia. Nozick ha avuto il coraggio di affrontare limpresa di un ripensamento
delle categorie del politico alla luce della sfida pi radicale alla filosofia
politica tradizionale; con tutte le sue ambiguit, la sua opera resta un momento
importante nello sviluppo della teoria liberale contemporanea.

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