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La vita, le opere, la fortuna critica

Lallievo pi importante partorito dalla costola del Giordano Paolo De Matteis, che seppe evolvere il Barocco del suo maestro in una lieta e diafana visione, arcadica e classicistica; a lui il De Dominici, riconoscendone la statura, dedic una trattazione a parte.
La critica negli ultimi decenni ne ha scandagliato pi a fondo lo stile e la personalit e lartista,
grazie alle ricerche della Pasculli Ferrara e della De Martini, di Pavone e Rizzo, di Ferrari e Spinosa
e di tanti altri studiosi, emerso come il pi esemplare precorritore dei tempi moderni e come il pi
significativo battistrada della nuova pittura napoletana prima dello scadere del secolo.
Oggi il De Matteis occupa un posto di primo piano nel panorama delle arti figurative partenopee
di fine secolo ed ha superato in bellezza il giudizio poco lusinghiero che ebbe nei suoi riguardi la Lorenzetti, la quale, nello stilare il catalogo della mostra su tre secoli di pittura napoletana nel 1938, lo
defin stanco ripetitore dei modi del Giordano ed emulo impari del Solimena. Gli studi pi recenti, tra
cui linventario dei beni redatto dopo la sua morte, reperito dal Labrot, e molti altri documenti che ci
illustrano la sua attivit negli anni Novanta, collocano la sua figura in maniera originale ed indipendente a confronto dei due campioni della cultura figurativa napoletana tra Seicento e Settecento;
anzi, riguardo ai suoi rapporti col Solimena, gli studiosi riconoscono unanimemente che il De Matteis
con grande anticipo avvi un discorso di classicizzazione dellesperienza barocca. Il Solimena infatti
accrebbe, con lo studio dei modi pittorici del De Matteis, linteresse verso quei canoni proposti dal
Maratta, cui aveva spiritualmente gi aderito, attraverso la frequentazione di circoli letterari napoletani
fautori di un neopetrarchismo; solo cos si spiega infatti, nelle ispirate tele solimenesche eseguite a
Donnalbina, la presenza di tante fisionomie derivate dai dipinti del De Matteis eseguite in Donna Regina, oggi a San Giovanni dei Fiorentini e nella chiesa di San Liborio.
Il De Matteis, nato nel Cilento, a Piano Vetrale nel 1662, giunse giovanissimo a Napoli dove fu
presentato al Giordano da don Filippo Macedonio, con il quale dopo poco si rec a Roma, dove rimase
fino al 1683. Nella citt eterna entr nelle grazie del marchese del Carpio, don Gasparo de Haroy
Guzmn, ambasciatore del re spagnolo e raffinato collezionista, che lo introdusse nei circoli artistici
pi affermati.
Il contatto con gli esempi del Maratta avvenne tramite un discepolato presso latelier del Morandi,
ma il miglior apprendimento lottenne con lassidua frequentazione delle riunioni tenutesi allAccademia pittorica di San Luca diretta da Luigi Garzi, ove avevano luogo animati dibattiti tra i sostenitori
del Classicismo ed i fautori del Barocco. Il Maratta mediava tra opposte tendenze ed i suoi esempi furono seguiti dal De Matteis, quando nel 1683 ritorn a Napoli al seguito del marchese del Carpio, divenuto nel frattempo vicer.
Prima del 1690 poco conosciamo dellattivit dellartista, il quale pare attravers una fase giordanesca descritta dal De Dominici nella sua Vita: Ne suoi principii imit assai bene la tinta e la maniera di Luca suo maestro.
Lunica opera che abbiamo di questo decennio la grandiosa Allegoria delle arti, oggi nella collezione di Paul Getty, nella quale il filtro del Maratta agisce da catalizzatore dello stile di Luca, mentre
i colori chiari e vitrei, le tonalit pastello e la grazia spiritosa e un po ironica che spira dai volti (De
Martini), ci fanno respirare gi il gusto arcadico-rococ del nuovo secolo.
Dal 1686 il De Matteis risulta iscritto alla Congregazione dei pittori, strettamente legata alla Compagnia di Ges, che aveva sede nella casa professa dei Gesuiti.
Del 1690 la pala con la Madonna col Bambino, oggi nella chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini,
nella quale i modi del Giordano sono temperati attraverso il filtro marattesco.
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Negli anni Novanta la sua produzione contigua al Giordano, confermandoci che i suoi rapporti
con il maestro continuarono ben oltre la fine dellalunnato.
Lentamente il suo stile tende a differenziarsi e ad assumere caratteri distintivi. La movimentata
magniloquenza delle composizioni giordanesche si raffrena in un ritmo contenuto, che come percorso
da un brivido sottile ed esaltato dal colorito chiaro e frizzante (Ferrari).
I suoi dipinti assumono sempre pi caratteristiche squisitamente decorative, limpeto barocco
tende a stemperarsi, egli cambia le composizioni adattandole a schemi frontali, chiusi, riduce i voluminosi panneggi; attenua il pathos delle slargate forme giordanesche; raffredda il colore (Scavizzi).
Questa modernit dellarte di Paolo era stata gi percepita dalla critica di fine Ottocento, infatti
il Morelli tra le Biografie degli uomini illustri del regno napoletano, redatte nel 1882, cos descrive il
suo stile: La maggior parte dei suoi quadri veggonsi designati con precisione, con intelligenza e con
grazia del nudo..., la sua maniera grandiosa, amena, le sue figure, precisamente i volti delle Vergini
de Bambini, sono leggiadre, nobili e con grazia.
Il suo cammino artistico nellultimo decennio del secolo abbastanza noto alla critica, la quale
possiede una cronologia abbastanza precisa delle sue opere, che gli vengono commissionate dai pi
importanti ordini religiosi.
Nel 1690 esegue affreschi per la chiesa dei Teatini di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone. Invia
tra il 90 e il 92 al Collegio dei Gesuiti di Madrid una serie di ventidue tele, delle quali solo due oggi si
conservano in collezioni private spagnole. Nel 1693 esegue due quadri, firmati e datati, per la chiesa di
Santa Maria di Montesanto, nei quali attraverso il filtro del Beinaschi, conosciuto in Santa Maria degli
Angeli, riprende formule lanfranchiane in sintonia con le esperienze di altri artisti, i quali gi dal decennio
precedente si ispirano ai modi del grande emiliano. Egli si rif diligentemente a soluzioni di schietta eleganza formale, impreziosendo le materie cromatiche e producendo una luminosit chiara e avvolgente.
Dal 1693 al 1697 impegnato per i Gesuiti in affreschi nella chiesa di San Ferdinando, dove si
ispira allo stile del Giordano dopo le esperienze maturate a Firenze, decorando prima il coro e la crociera, quindi la cupola e la navata. Negli stessi anni allopera nel convento di San Sebastiano, oggi
Istituto Vittorio Emanuele II, dove completa una serie di affreschi quasi sovrapponibili a quelli di San
Ferdinando ed inoltre invia in Spagna una serie di tele per la chiesa delle Clarisse a Cocentaina.
Del 1695 un San Nicola che riceve la stola sacerdotale nella cappella Quadra del Duomo. Nel
1696 spedisce in Spagna le sovrapporte per la Casa del Campo, oggi conservate allAccademia di San
Fernando. Sempre del 1696 la Madonna del Carmine che d lo scapolare a San Simone Stock,
firmata e datata, in Santa Teresa degli studi, dove il De Matteis ci d una prova delleccletismo delle
sue fonti ispirative: Solimena presente nella costruzione dei panneggi, Lanfranco nella monumentalit delle figure, Giordano nella monaca inginocchiata ed estatica a sinistra in basso, estrapolata dalle
storie di San Gregorio Armeno (De Martini).
Nello stesso anno esegue due tele per la chiesa del Ges delle monache, stilisticamente contigue
alla precedente.
Nel 1698 lavora al Ges Nuovo a sostituire gli affreschi del Corenzio, perduti nel terremoto del
1688. In questa opera, pi che in Santa Maria degli Angeli, puntuale e preciso il richiamo al Lanfranco, del quale persistevano i peducci della monumentale cupola affrescata dal bolognese e precipitata a seguito del sisma.
E siamo al 1699 con cui si chiude il secolo. Il De Matteis impegnato in vari cicli decorativi:
nella farmacia di Santa Caterina a Formiello e in San Luigi di Palazzo, affreschi purtroppo oggi perduti
ed inoltre nella farmacia di San Martino, ove ci d una prova superba della sua abilit nel riquadro
centrale, di cui conserviamo il bozzetto, rappresentante San Bruno che intercede presso la Vergine
per lumanit sofferente. In questo splendido soffitto lartista diluisce limmagine in una spazialit
continua introducendoci con delicatezza ed eleganza in un gusto che gi decisamente rocaille. Coeve
al soffitto della farmacia sono quattro Virt, dipinte su tela, situate nel passaggio alla camera del Tesoro
nella Certosa di San Martino.
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Allo scadere del secolo il linguaggio pittorico del De Matteis sub una graduale sterzata verso
modi di pi contenuto classicismo. Non improbabile che a ci contribuisse la presenza a Napoli di
Luigi Garzi, gi conosciuto a Roma dal pittore. In ogni caso, da un giordanismo ancora bene evidente
nel 1699 il maestro pass a un composito gusto arcadico, che si un a elementi di tipo quietista professati dal padre Antonio Torres da lui frequentato. Nel 1699 gli affreschi (firmati e datati) della volta
della farmacia della Certosa di S. Martino a Napoli denunciano questorientamento insieme con un
ben preciso significato ideologico: i rimedi alle malattie degli uomini possono essere garantiti dai certosini erboristi solo se assistiti dalla Madonna e da san Bruno, fondatore e protettore dellOrdine, secondo una concezione profondamente lontana dai pur contemporanei orientamenti scientifici. Linizio
del nuovo secolo segn nel pittore un pi. evidente distacco dal Giordano.
Quelle descritte sono le commissioni pubbliche, ma il De Matteis negli anni Novanta infaticabile
anche al cavalletto.
Tra il 1692 ed il 1695 sono da collocare una Galatea oggi a Brera, un Olindo e Sofronia conservato
a Norfolk, un Pan e ninfa a palazzo Marchetti a Pistoia ed un Marco Curzio di collezione privata. Ed
inoltre un Aci e Galatea in collezione privata a Parigi ed un Lot e le figlie in collezione Gallotti a Napoli.
Sul finire del secolo la fama del De Matteis era ampia e meritata e fu il motivo per cui, unico tra
gli artisti napoletani, fu invitato in Francia dove lavor per alcuni anni, gravitando in ambienti laici e
con scarsi contatti con gli ordini religiosi.
Nel 1703, chiamato dal duca dEstres che era stato a Napoli al seguito di Filippo V, il Nostro si
rec a Parigi con un suo allievo, Giuseppe Mastroleo, per restarvi fino al 1705 protetto da Luigi XIV.
Gli intenti di razionalizzazione arcadico-marattesca perseguiti dal maestro erano infatti congeniali ai coevi orientamenti della pittura francese ufficiale. A Parigi il De Matteis partecip al clima
culturale del momento fondato sullabbandono dei soggetti artistici a carattere profano e paganeggiante
a favore di una pittura apologetica e celebrativa, di memoria lebruniana e di stampo religioso. Entrato
in contatto con i pittori attivi alla decorazione della cupola di St. Louis-des-Invalides, sub linflusso
in particolare di Paul Mignard, morto di recente, del quale vide, oltre le languide Madonne e i gi
citati affreschi agli Invalides, anche i lavori eseguiti per la chiesa di Val-de-Grce e per Versailles. A
Parigi il De Matteis lavor anche per il banchiere Pierre Crozat, affrescando alcuni ambienti del suo
palazzo, per il banchiere Thvenin, per la casa Clrambault, per la Compagnia delle Indie e per la
chiesa dei celestini (Santucci).
Prima o dopo il viaggio a Parigi egli esegu gli affreschi della volta della chiesa di S. Sebastiano
a Guardia Sanframondi (Benevento); nel 1707 dipinse le Storie della vita di S. Nicola di Bari in San
Nicola alla Carit a Napoli; lanno successivo era impegnato in S. Anna dei Lombardi (Madonna delle
Grazie con i SS. Mauro e Placido, dai modi bolognesi e correggeschi nonch santafediani; affreschi
con S. Bernardo in gloria; Virt. Nel 1711 decor la sede della congregazione dei pittori nella casa
professa dei Gesuiti, e fece nel mezzo della volta la pittura, ... in atto di dipingere per ordine dellEterno Padre... lImmaculata concezione di Maria (De Dominici) e altre raffigurazioni sulle pareti.
Pur continuando a lavorare per gli innumerevoli ambienti ecclesiastici, passato il Regno sotto il
dominio austriaco, fu nellambito del ceto civile ed aristocratico, ora assurto a posizioni di particolare
privilegio, che maturarono molte nuove commissioni: per il palazzo del vicer conte W. Daun a Vienna
tra il 1713-19 esegu Ercole coronato dalla Gloria ed assistito dalla Giustizia, dalla Fortezza e dal
valore, mentre la Verit e il tempo tenean linvidia, e la maldicenza abbattute (De Dominici); per Eugenio di Savoia lAllegoria per il trionfo di Eugenio di Savoia alla battaglia di Zenta, conservato a
Bernard Castle nel Bowes Museum in Inghilterra, di cui una seconda versione autografa nel castello
di Opocno; per il castello di Pommersfelden una Galatea e unAurora con il carro del Sole.
Nel 1711 conobbe il filosofo inglese A.A. Cooper, terzo conte di Shaftesbury, il quale lanno seguente gli commission un Ercole al bivio come esempio di virt (Giles House, Dorset, Inghilterra;
replica firmata e datata 1712 alla City Art Gallery and Temple Newsam House di Leeds, Inghilterra;
due repliche ancora a Monaco, Bayerisches Nationalmuseum).
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Per Aurora Sanseverino, arcade napoletana, dipinge lAnnunciazione. Ancora a Napoli esegue le
tele per la cappella degli avvocati nella chiesa dei Santi Apostoli e altre diciotto con Storie della Madonna per San Gregorio Armeno.
De Matteis si rec poi in Puglia, dove esegu nel 1713, nel cappellone del duomo di Taranto, affreschi con lApoteosi di san Cataldo e, nella chiesa di S. Giacomo della stessa citt, tre dipinti ispirati
al Reni e al Maratta. Per la chiesa del Purgatorio a Monopoli esegu la Madonna delle anime del Purgatorio, per quella di S. Lorenzo a Laterza il Martirio di san Lorenzo; infine per S. Croce in Bisceglie
lIncoronazione della Vergine.
Tornato a Napoli nel 1713, esegu in questanno lImmacolata (Napoli, chiesa di S. Brigida) per
i signori Gervasini. In questo periodo perduravano le sue posizioni classicistiche; da queste sembra
distaccarsi nellAllegoria della pace di Utrecht e della pace di Rastadt, celebrante la fine delle ostilit
per la successione al trono di Napoli, sancita dallavvento al trono di Carlo VI, ex candidato degli
Asburgo al trono di Spagna: della tela originale, oggi a Capodimonte, rimane soltanto la parte centrale
con lautoritratto del De Matteis ed alcune figure residue della grande allegoria.
Questo dipinto, ispirato al Rubens che dipinge lallegoria della Pace del Giordano, una contaminazione, di due generi, lo storico e il ritrattistico, ed eseguito in chiave di luminoso giordanismo,
con rapide stesure cromatiche. Sottolinea inoltre lintenzione del maestro di dichiarare la sua personale
adesione al nuovo assetto politico che gli consentiva, sotto gli auspici della ritrovata pace, di poter
esplicare serenamente la sua attivit nella tranquillit domestica, come denuncia il suo abbigliamento
in veste da camera.
Ripresi i consueti modi stilistici, il De Matteis continu ad inviare dipinti in Puglia e nel napoletano; nel 1721 esegu lApparizione dellImmacolata a san Bruno per la chiesa dellAddolorata in
Serra San Bruno. Eseguiti nel 1721-22 affreschi e quadri per il duca di Monteleone don Nicol Pignatelli, nel 1723 il pittore torn a Roma, dove si trattenne fino al 1726, per servire il cardinale M. de
Polignac gi conosciuto a Parigi. Qui incontr il napoletano cardinale Vincenzo Maria Orsini, poi
papa Benedetto XIII, il quale lo accolse con grande amorevolezza. La sua permanenza a Roma non
forn al De Matteis nuovi spunti culturali, essendo lambiente pittorico fermo sulle note posizioni di
classicismo barocco dei seguaci del Maratta e dei francesi l presenti. A Roma, oltre che per i committenti di area ecclesiastica e papale, egli lavor anche per alcuni aristocratici portoghesi, a dispetto di
un ambiente che male accoglieva la boriosit del suo carattere, come testimoniano le lettere di Onofrio
Avellino a Solimena. Per papa Innocenzo XIII Conti firm e dat nel 1723 il Miracolo del beato
Andrea Conti dAnagni, oggi in collezione Rosenberg a Parigi; Continuo inoltre il passaggio nelle
pi importanti aste internazionali di dipinti inediti del De Matteis, che quasi sempre prendono il volo
verso musei e collezioni straniere.
Di recente, a conferma di quanto asserito dal De Dominici, sono comparsi quadri di natura morta
con figure, spesso attribuiti al Giordano, come la Primavera, passata sul mercato antiquario londinese,
che pi credibilmente andrebbero assegnati al nostro artista per i probanti raffronti che si possono istituire con fisionomie presenti nella volta della chiesa di San Ferdinando.
Nel campo dei disegni il De Matteis stato a lungo confuso con il Giordano, dal quale si pu distinguere per le composizioni frontali costruite per linee verticali; tra gli esempi meno noti dellartista
precedenti la fine del secolo ricordiamo un Salomone e la Regina di Saba firmato, nella Biblioteca
Nazionale di Madrid.
Il De Matteis fu personaggio in vista negli ambienti culturali napoletani della sua epoca, non solo
figurativi, fu in rapporto con circoli letterar ed inoltre, come ha giustamente evidenziato il Pavone,
ader alle sollecitazioni mistiche che gli provenivano dalla frequentazione del famigerato padre Antonio
Torres, confessore dello stesso vicer, marchese del Carpio. Questo sofferto rapporto si realizz in
una progressiva pulizia formale nei suoi dipinti sacri e sollecita una pi accurata indagine da parte
della critica, la quale ha fino ad oggi trascurato il legame tra il quietismo e la produzione figurativa
della seconda met del secolo XVII. Egli non trad mai i suoi cromosomi giordaneschi, pur avendo
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appreso molto dalla lezione del Maratta. Lartista, organizzando lo spazio della composizione per
partiture geometriche ben definite (De Martini), cominci ad esprimersi con il linguaggio di un pittore
settecentesco con un sapore prematuramente rocaille, aprendo un poderoso varco entro cui immettere
sentimenti e proposte nuove. Fece tesoro di una particolare sensibilit di stampo arcadico rococ e
soltanto negli ultimi anni della sua attivit decadde in una ripetitiva riproposizione di stanchi formular
accademici, facendo ricorso al mestiere pi che alla sua vena poetica.
La produzione degli ultimi anni mostra ormai il De Matteis convinto esecutore di uno stanco formulario accademico sulla base del riferimento costante al Giordano e al Maratta: Madonna della Pace
e Madonna della Cintura (Benevento, Museo del Sannio); Transito di san Giuseppe e San Camillo De
Lellis (Napoli, chiesa del Chiatamone); Raccolta della manna, Oblazione di Melchisedec, Il serpente
di bronzo, Sacrificio dIsacco (parrocchiale di San Paolo dArgon presso Bergamo, Vocazione di san
Matteo (Messina, gi chiesa delle Anime del Purgatorio, Museo nazionale. La sua ispirazione si spense
lentamente nel delineare ombre sorde e luci disordinate che affastellano le forme senza raggiungere
lefficacia plastica.
Mor a Napoli il 26 luglio 1728 e fu sepolto nella chiesa della Concezione.
Il De Matteis aveva sposato in prime nozze Rosolena Perrone, figlia dello scultore Michele, e in
seconde nozze la figlia dellavvocato Francesco Di Agostino. Tre figlie, avute dalla prima moglie, furono pittrici e sono ricordate dal De Dominici allinterno della biografia del padre.
Mariangiola, la prima e la pi dotata, raggiunse risultati superiori a quelli delle altre due sorelle
Felice ed Emmanuella. Merita adeguata considerazione il fatto che Mariangiola, sotto la direzione patema, come ci rammenta il De Dominici, disegn ragionevolmente a concorrenza de migliori scolari
del Padre. Inoltre la sua attivit pittorica giudicata con lode soprattutto riguardo agli esiti nella
ritrattistica, ritenuta la sua specialit. Dei moltissimi quadri da lei eseguiti, parte copiati dal Padre,
e parte dinvenzione, non vi attualmente alcuna traccia. Il De Dominici sottolinea la continuit
della sua attivit pittorica, non interrotta dalle vicende familiari ed il suo amore per la pittura, che tuttavia non fu sufficiente a consentirle di raggiungere la perfezione del padre.

I dipinti di De Matteis per le chiese napoletane


Appena ritornato da Roma, dove si era recato al seguito del marchese del Carpio, il De Matteis
avvi quel processo di ammodernamento tra barocco e classicismo, dando luogo a composizioni raffinate ed impreziosite da una luminosit pi chiara, nello stesso tempo fioccano numerose le committenze per le chiese napoletane. Tra le prime la realizzazione della tela raffigurante la Madonna col
Bambino ed i santi Filippo Neri ed Antonio Abate (tav. 1), firmata e datata 1688, eseguita per la Cattedrale (cappella Marciano) ed oggi conservata al museo diocesano.
La figura della Madonna, molto dolce, resa con la stessa grazia delle altre madonne che il De
Matteis dipinse in quel periodo. La struttura disegnativa di chiara derivazione marattesca, lo schema
compositivo svolto secondo la normativa accademica del ritmo centrale, lelegante finitezza dei particolari pongono questa pala quale testimonianza emblematica della sua prima produzione pittorica
(Cautela).
Lartista nei suoi dipinti di soggetto sacro ambiva a che fossero il tramite di una serena contemplazione della divinit e su questo atteggiamento molto influirono, come sottolineato dal Pavone, le
predicazioni di padre Antonio Torres, confessore del marchese del Carpio e strenuo difensore di un
rigoroso purismo linguistico.
Lopera viene ricordata dal De Dominici. Ma non del tutto avea egli lasciato il colorito appreso in
Roma sotto la condotta del Morandi, come si vede dal quadro, chei fece nellaltare a lato alla porta grande
del Duomo napoletano nel qual quadro si scorge che egli cercava di scostarsi dalla prima maniera.
Di poco posteriore la Madonna col Bambino (tav. 2), firmata e datata 1690, gi collocata nel
presbiterio della chiesa di Donnaregina Nuova ed oggi conservata nella chiesa di San Giovanni dei
Fiorentini al Vomero. Essa risente dellinflusso marattesco rivissuto con inflessione dialettale napoletana. Infatti negli anni del suo lungo soggiorno romano il pittore fu alla scuola del Maratta ed assiduo
frequentatore dellAccademia pittorica di San Luca, diretta da Luigi Garzi, in cui molto accesi erano
i dibattiti tra i sostenitori del Barocco ed i fautori del Classicismo.
Di questi orientamenti moderni da lui assimilati vi una chiara testimonianza in questa Madonna
col Bambino, sottoposta a rigidi schemi compositivi che imbrigliano il libero svolgimento delle forme.
Nellambiente artistico napoletano queste nuove idee non rimasero inascoltate se anche lo stesso
Solimena ne fu influenzato, a tal punto da aderire, indirettamente ai canoni proposti dal Maratta, che
erano stati gi accettati a livello letterario con la frequentazione dellambiente neopetrarchesco napoletano. Vedremo cos nelle numerose opere eseguite da Solimena a Donnalbina la comparsa di tipiche
fisionomie mutuate dalla Madonna col Bambino di San Giovanni dei Fiorentini, la cui grazia spiritata
che emana dai volti ci fa gi respirare aria nuova, presaga del nuovo secolo e di un gusto che fra breve
travalicher nel Rococ.
Nel 1693 firma e data la tela raffigurante lAngelo custode (tav. 3) collocata nella prima cappella
a sinistra della chiesa di S. Maria di Montesanto, mentre su quella destra posta unaltra sua pala raffigurante un Miracolo di S. Antonio da Padova (Fig. 1), in cui il santo fa resuscitare un morto assassinato per scagionare il proprio padre ingiustamente accusato di omicidio. Non sono opere eccezionali,
ma mostrano un tentativo di innesto di formule lanfranchiane, filtrate attraverso moduli alla Beinaschi,
in un tessuto ancora giordanesco.
Al 1695 risale il San Nicola che riceve la stola sacerdotale (tav. 4-5), opera devozionale, firmata
e datata, conservata nel Duomo nella prima cappella a destra, che venne dedicata a San Nicol nel secolo XV dagli arcivescovi Nicola e Gaspare de Diana, ivi sepolti, mentre la famiglia Quadra, committente del dipinto, la rinnov sul finire del Seicento.
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Nella chiesa di San Ferdinando lavora per alcuni anni dal 1693 al 1697, realizzando numerosi affreschi, che testimoniano il tentativo di riagganciarsi allesempio del Giordano post fiorentino. Negli
stessi anni esegu le decorazioni (Fig. 2) nellex convento di San Sebastiano, oggi Istituto Vittorio
Emanuele II e nella cappella di Palazzo Tirone (tav. 6-7).
Ritornando alle numerose opere nella vecchia chiesa di San Francesco Saverio, per le quali il
primo pagamento noto del 1695, il De Matteis raffigura nella volta della navata episodi relativi
al Trionfo della religione sulleresia tramite S. Ignazio, San Francesco Saverio, San Francesco
Borgia e i tre martiri giapponesi, mentre Maometto precipita con il Corano (tav. 8). Nei due lunettoni laterali al finestrone di controfacciata rappresentato San Francesco Saverio mentre abbraccia
il Crocifisso ed il Santo in estasi. Nella cupola invece viene celebrata la Gloria dei santi gesuiti,
ma di questa decorazione oggi rimane soltanto la pittura dei pennacchi (tav. 9-9a-9b-9c-9d), dove
alle Virt teologali e alla Giustizia si unisce un bel coro di angeli che sfonda i limiti degli angusti
spazi triangolari per invadere, in un tripudio di colori di chiara valenza barocca, il cornicione sul
quale impostato il tamburo della cupola. Qui laffresco originario andato distrutto e venne sostituito da un intervento firmato Giovanni Diana. Nei peducci si vedono anche i gigli borbonici.
(Petrelli).
Il programma iconografico di esaltazione dei santi gesuiti prosegue con gli affreschi della tribuna.
A parte alcune Virt (Fig. 3), nella volta vi San Francesco Saverio che protegge la citt, mentre nei
ventagli laterali, a destra, San Francesco Borgia osserva il cadavere dellimperatrice Isabella ed a sinistra impegnato nella costruzione della chiesa. Infine la decorazione si conclude nei due bracci del
transetto; in quello di sinistra si osservano San Francesco Saverio che predica agli Indiani, la Nativit
e lAnnunciazione, nellaltro S. Ignazio in gloria, la Vergine che gli detta la regola (Fig. 4) ed il Santo
invia San Francesco Saverio in missione nellIndia.
Sempre collocabili cronologicamente agli anni Novanta sono le opere conservate nella chiesa di
S. Maria degli Angeli a Pizzofalcone, di matrice giordanesca, anche se si comincia ad intravedere un
recupero della lezione lanfranchiana, un revival nella cultura figurativa napoletana gi maturato negli
anni 70-80. In particolare sulle due porte laterali affresc LApparizione di Ges a San Gaetano, a
destra e la Morte di SantAndrea Avellino, a sinistra, mentre nella cappella di SantAndrea Avellino,
tutta rivestita di marmi policromi, le decorazioni risalgono al 1643 e vennero eseguite da validi seguaci
del suo stile, viceversa sullaltare il SantAndrea in estasi autografo.
Il De Matteis cerca in tutti i modi di adeguarsi allambiente pittorico napoletano e vi riesce pienamente quando nel 1996 firma e data la tela in S. Teresa degli Studi raffigurante la Madonna del Carmine che d lo scapolare a San Simone Stock (Fig. 5), posta sul coro ligneo in prossimit dellaltare
maggiore, nella quale possiamo notare lesempio del Solimena nella costruzione dei panneggi, del
Lanfranco nella monumentalit delle figure, ma con Giordano, il suo primo amore, il riscontro puntuale nella monaca inginocchiata ed estatica a sinistra in basso, una monaca vista ed estrapolata dalle
storie di San Gregorio Armeno (De Martini).
Vicine stilisticamente e cronologicamente alla tela ora descritta sono i due dipinti conservati nella
chiesa del Ges delle monache, nella seconda cappella a destra, sulle pareti laterali, raffiguranti, interpretando il linguaggio barocco di Giordano in chiave di moderato classicismo, la Monacazione di
Santa Chiara (Fig. 6 - tav. 79), con San Francesco che taglia i capelli alla santa e S. Chiara che scaccia
i Saraceni (tav. 80).
Nel 1698 firma e data gli affreschi nelle volte della navata e dei cappelloni di San Francesco Saverio e di S. Ignazio al Ges Nuovo, mentre per i dipinti registrato un pagamento di 20 ducati il 14
novembre dello stesso anno.
Parte degli affreschi vanno a sostituire quelli del Corenzio, distrutti dal terremoto del 1688. Essi
sono ispirati dalla lezione del Lanfranco, del quale si erano salvati i peducci della cupola e sono rappresentati da due riquadri centrali della volta della navata, quelli delle volte dei cappelloni di San
Francesco Saverio e S. Ignazio (Fig. 7) e le lunette del finestrone di questultimo.
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Tutta la chiesa impregnata dal programma iconografico perseguito dai Gesuiti nella realizzazione dei grandi cicli decorativi che adornano le volte della navata centrale e del transetto; temi rigorosamente legati alla loro storia, ai loro santi fondatori ed allImmacolata, cui dedicata la chiesa.
Il nome di Ges, da cui la Compagnia trae la denominazione ed il monogramma IHS nello stemma
rappresenta il filo conduttore che unisce le 10 storie (tav. 10) raffigurate sulla volta del primo tratto della
navata maggiore. Possiamo cos ammirare una serie di Storie bibliche e di miracoli compiuti nel nome
del Redentore. La committenza fu affidata tra il 1636 ed il 1638 a Belisario Corenzio, ma dopo i danni
provocati dal terremoto del 1688 i due riquadri centrali furono rifatti dal De Matteis con il Trionfo dellImmacolata e di San Michele sugli angeli ribelli (Fig. 8 - tav. 11) e la Circoncisione di Ges (Fig. 9).
Nella prima decorazione il De Maio ha ritenuto di leggere comeil corporativismo conventuale si appropriava delle tradizioni e dei miti e come i Gesuiti, apponendo il loro monogramma sullo scudo di San
Michele, intendono affermare leternit del loro istituto e di essere i nuovi arcangeli.
Nel monumentale cappellone di S. Ignazio, sullaltare, in sostituzione delloriginale dipinto di
Girolamo Imparato, raffigurante la Visione del Santo a La Storta, oggi spostato sulla parete destra, vi
collocata una tela del De Matteis eseguita nel 1715, proveniente dalla chiesa del Ges di Taranto e
raffigurante la Madonna con i santi Ignazio e Saverio (tav. 12). Questo quadro ha una storia curiosa,
perch quando nel 1767 nella chiesa di Taranto furono espulsi i Gesuiti ed al loro posto si insediarono
i Benedettini, essi incaricarono un ignoto pittore di sostituire i due santi precedentemente effigiati con
altri due appartenenti al loro ordine e ci vollero ben due secoli prima che un accorto restauro rivelasse
sotto le tonache bianche degli olivetani la vera identit delle due figure.
Le due lunette del finestrone centrale della cappella conservano affreschi del De Matteis, firmati
e datati 1698, sono lApparizione di San Pietro ad Ignazio ed il Santo che celebra la Messa (tav. 13).
Nel riquadro centrale raffigurata lApparizione della Vergine a S. Ignazio (tav. 14), mentre nei laterali
si ricordano altri quattro episodi della vita del Santo.
Storie della vita e dei miracoli di San Francesco Saverio sono raffigurate anche sugli affreschi
della volta del cappellone dedicato a San Francesco Saverio, con al centro la Predicazione del De Matteis ed ai lati 4 Scene di miracoli dipinte da Corenzio nel 1637.
Concludiamo con la grande volta nella quale nel 1634 il Lanfranco dipinse uno spettacolare Paradiso, del quale, dopo il disastroso terremoto pi volte citato, rimangono solo i 4 pennacchi. Era ritenuta una delle pi belle dEuropa. Ricostruita dal Guglielmelli ed affrescata dal De Matteis nel 1717,
la nuova cupola present gravi problemi statici che condussero alla decisione di abbatterla nel 1775.
Fino al 1785 conservato nella casa dei Gesuiti a Napoli ed oggi nel museo Duca di Martina vi uno
(tav. 15) dei due modelli preparatori per gli affreschi dipinti nel 1717 dal De Matteis per la distrutta
cupola della chiesa del Ges Nuovo; laltro (tav. 16), con laggiunta in basso dellepisodio di Salomone
che riceve la regina di Saba, appartiene alla Gemaldegalerie di Berlino. In entrambe le composizioni
si avverte il richiamo alle decorazioni luminose del Giordano, con tuttavia una ben definita propensione verso preziosit formali e cromatiche di gusto sottilmente rocaille (Spinosa).
Tra gli ultimi pagamenti del 1699 ve ne uno del 3 settembre nel quale riceve 200 ducati in
conto dellopera di pittura affresco che ha da fare nel monastero a Napoli ed il 30 ottobre riceve 50
ducati in conto di 100 intero prezzo stabilito di sei quadri da farsi di sua propria mano per la sacrestia
della Certosa di San Martino a Napoli.
Tra il 1699 ed il 1719 si collocano gli interventi del De Matteis per il complesso monastico: dallaffresco nella volta della farmacia: San Bruno intercede presso la Vergine per lUmanit sofferente
(tav. 17-18 - Fig. 10), alle tele nel vestibolo della Cappella del Tesoro: la Giustizia, la Purit, lInnocenza, la Religione, compreso laffresco sulla facciata dingresso (tav. 19); dalle tele nella cappella di
San Giovanni Battista in chiesa: San Giovanni Battista addita il Redentore a due suoi discepoli (tav.
20), San Giovanni Battista predica nel deserto (tav. 21), entrambe firmate e datate 1708, a quelle nella
cappella di San Giuseppe: LImmacolata con i santi Giuseppe, Anna e Gioacchino (tav. 22), lo Sposalizio della Vergine (tav. 23), la Fuga in Egitto, Morte di San Giuseppe (tav. 24), Gloria di San Giu8

seppe (tav. 25) compresi gli affreschi; lEterno Padre, angeli e putti (Fig. 11). In aggiunta a vari dipinti
nella quadreria del Quarto del Priore.
Il grande affresco chiude il secolo doro della pittura napoletana. La composizione ha un respiro
monumentale ed in essa palpita il calore umano e la sensualit tipica del Giordano.
La modernit dellopera non si coglie nel riquadro centrale mistilineo, ma nella decorazione allintorno
che occupa la rimanente parte della volta con i puttini sguscianti e monocromi, spiritosissimi ai bordi della
cornice mistilinea del riquadro centrale e le sei figure femminili, chiare e fredde nelle tonalit pastello, inquadrate in una finta architettura cassettonata, tutto sostanziato da unaria di arcadia felice (De Martini).
Un risultato tra arcadia e rococ che si pu apprezzare anche nelle 4 Virt (Fig. 12-13) dipinte su tela,
situate nel passaggio alla camera del Tesoro, presumibilmente collocabili anche esse nel 99.
Nel 1699, il 22 dicembre, il pittore riceve 100 ducati dal convento di S. Spirito di Palazzo, come
acconto per un prezzo pattuito di 1000, per pitture non identificate, mentre un affresco raffigurante
una Resurrezione di Cristo (Fig. 14), oggi distrutto, sar eseguito nel 1711.
Soggetto (Fig. 15) che, come vedremo in seguito, replicher con varianti nella chiesa della Piet
dei Turchini e nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme (tav. 26).
Nel 1700 firma e data lAssunta (tav. 27) nella terza cappella a destra della chiesa di S. Maria in
Portico.
Dopo aver lavorato a Montecassino, il De Matteis, dal 1702 al 1705, si sposta a Parigi, su invito
del duca dEstres, venuto a Napoli con Filippo V, feconda esperienza che gli permise di venire in contatto con la schiera dei pittori attivi presso la corte di Luigi XIV.
Alla ripresa della sua attivit a Napoli lo aspetta una tappa fondamentale tra le committenze ecclesiastiche, costituita dalle opere eseguite per la chiesa di San Nicola alla Carit, un vero e proprio
museo della pittura napoletana settecentesca, dove possono ammirarsi gli affreschi nella volta del Solimena ed i dipinti di Francesco De Mura.
Il De Matteis esegue il vasto affresco firmato che impegna la sovrapporta dentrata con San Nicola
che libera un energumeno (tav. 28) e la grande tela del coro, datata 1707 e raffigurante il Transito di
San Nicola (tav. 29-29a). Ancora suoi sono tutti gli affreschi della tribuna comprese le due figure su
tela di San Gennaro e San Liborio, collocate lateralmente ed i peducci della cupola con i Profeti (tav.
30). Laffresco sulla porta dingresso, firmato e datato 1712, descritto dal De Dominici: grande invenzione di fantasia e con spiccato senso darmonia. Il bozzetto (tav. 31) per laffresco venne pubblicato da Spinosa quando nel 1979 transit presso lantiquario Lebel di Parigi, Nella stessa chiesa il
De Matteis affresc la Gloria di San Nicola nel medaglione centrale della volta dellabside.
La struttura dellaffresco e i suoi colori risentono della temperatura cromatica delle decorazioni
del Beinaschi, in particolare nei caratteristici giallo ocra del piemontese presenti nella chiesa di S.
Maria degli Angeli a Pizzofalcone, dove anche Paolo ebbe occasione di lavorare.
Liconografia della composizione, una delle pi vaste del pittore, ben sette metri per sei, rinnovata rispetto alla tradizione. Infatti il santo, rivestito dai suoi paramenti episcopali, seduto su una
stuoia con le braccia aperte ed il volto rivolto al cielo, mentre il gruppo dei quattro angeli, che gli
stanno attorno, lo sorreggono offrendogli il messale con i tre pani simbolici ed il pastorale, mentre un
cherubino gli regge la mitra. In alto ed al centro della straordinaria composizione, Ges, ricoperto da
uno svolazzante manto azzurro, rivolto verso il santo in atto di benedirlo. Ai lati sono Mos, Davide,
Abramo e No, tutti con i loro simboli. Non mancano angeli e patriarchi e, come quasi sempre nei dipinti dematteisani, angeli musicanti e cherubini, mentre in un cartiglio sostenuto ancora da due angeli
si legge: ecce quomodo moritur justus (Pacelli).
Nella chiesa di Monteoliveto, nella terza cappella a sinistra, dedicata al beato Tolomei, sullaltare
conservata la tela raffigurante La Madonna con i SS. Mauro e Placido (tav. 32), firmata e datata
1708, mentre nello stesso anno il De Matteis decora anche le lunette poste nella volta (Fig. 16-17).
Poco note, anche alla critica pi avvertita, nellisola di Ischia sono conservate due pale daltare,
firmate e datate, che arricchiscono il catalogo di Paolo de Matteis.
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La prima si trova nella chiesa dello Spirito Santo nel comune di Ischia Porto sullaltare del transetto sinistro, dove fa bella mostra una Madonna delle Grazie con le anime purganti (Fig. 1), firmata
e datata 1710.
La Vergine, seduta in alto tra le nubi col Bambino, fa grondare dal seno copiose gocce di latte ad
un gruppo di anime purganti, che, caldamente, la implorano. La tela impregnata di grazia raffinata
e di misurata eleganza compositiva, attraverso luso di stesure cromatiche dalle tonalit preziosamente
rischiarate, che precorre il gusto rocaille.
Non si pu evidentemente rintracciare in questo dipinto il De Matteis brillante affreschista o il
disincantato ed ironico pittore di scene di soggetto profano, mitologico o letterario, mentre si pu apprezzare la seriet con cui affronta il tema sacro.
Il dipinto ischitano, che ripropone la tradizionale iconografia della Madonna delle Grazie, si rivela
composizione equilibrata sia nel registro superiore in cui la Madonna, seduta sulle nubi, rivolge uno
sguardo materno alle anime purganti, sia nellinferiore dove osserviamo figure non certo drammaticamente scomposte o testualmente agitate o dai lineamenti alterati, bens anime fiduciose, in attesa della
grazia auspicata, che non tarder ad arrivare. Il pittore seppe realizzare dunque una perfetta sintesi di
colore, disegno, contenuto e forma, in ossequio a quella vena di ritrovato classicismo che andava a bilanciare le pi moderne conquiste del suo stile in direzione decisamente rocaille (Rolando Persico).
Il primo ad accennare al dipinto fu il Borrelli nel 1968, che ne sottoline i colori trascoloranti
senza il minimo accenno di ombre, ma soprattutto la Vergine non appare nel consueto schema iconografico ma sembra addirittura il ritratto di una nobildonna napoletana attorniata da una schiera di
putti, che sono la pi mondana invenzione di unopera a carattere religioso; prima della esaustiva
descrizione della Persico Rolando ed al sottoscritto, che ne ha parlato nel suo libro Ischia sacra guida
alle chiese (consultabile in rete)
La seconda opera conservata nella Congrega dellImmacolata Concezione a Serrara Fontana.
Si tratta di una tela molto interessante collocata sulla parete di fondo del presbiterio: una Immacolata,
firmata e datata 1713, da Paolo De Matteis.
La Vergine in piedi orante sulle nubi, mentre gli angioletti le offrono rose e gigli. Il quadro,
come stato sottolineato dalla Persico Rolando, immerso in una atmosfera di caldo accademismo,
privo di reale ispirazione, senza partecipazione e coinvolgimento emotivo.
Nello stesso anno di esecuzione il De Matteis realizz, per la chiesa di Santa Brigida a Napoli,
una tela di identico soggetto, firmata e datata.
Il quadro interamente autografo, senza intervento della bottega, come prospettato da qualche
studioso, ed il tocco del maestro lo si avverte nei violenti colpi di luce, che creano una sorta di atmosfera argentea ed irreale intorno al capo della Vergine.
Unopera di prestigio ad ulteriore conferma della solidit delle committenze isolane, ma soprattutto della considerazione che il De Matteis fosse uno degli artisti pi quotati dei suoi tempi.
Nella chiesa della Piet dei Turchini sono presenti due opere molto note del De Matteis: un Transito di San Giuseppe (tav. 33) ed una Resurrezione di Cristo (Fig. 15),
Il primo quadro, attualmente presso il museo civico di Castel Nuovo, venne donato alla chiesa
nel 1759 da Giuseppe Maria Della Mura, per essere posto nella cappella di S. Maria delle Grazie da
lui acquistata. La morte del santo occupa il centro della composizione, mentre tutte le altre figure sono
poste intorno al vecchio Giuseppe morente. I protagonisti mostrano i loro sentimenti con toni pacati
e colpiscono losservatore per la loro gestualit.
Il dipinto riscosse un certo successo nel pubblico per la qualit molto alta, al punto che alcuni
studiosi, tra cui il Chiarini, lo reputavano eseguito dal Solimena.
La Resurrezione oggi collocata nella cappella dellAngelo custode, mentre in passato si trovava
in quella di S. Antonio. Probabilmente la sua esecuzione pu essere collegata ad un pagamento di 30
ducati (un acconto) in favore dellartista del 28 luglio 1710. Tutta la composizione permeata da una
luce calda dorata, che investe tutta la scena, mentre un certo dinamismo ottenuto dalla rappresen10

tazione della sorpresa e dello spavento dei soldati quasi travolto quello a sinistra che si rifugiano
ai lati della tela come a cercare scampo dinanzi al prodigio del Christus triumhans (Mileto).
Per quel che riguarda la Resurrezione (tav. 26) conservata nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, di cui abbiamo prima accennato, va sottolineato limpostazione della figura del Cristo e le
tonalit cromatiche, che richiamano alcuni dipinti con lo stesso soggetto eseguiti dal Giordano. Inoltre
una contiguit stilistica e cronologica con altri lavori del De Matteis, quali il Trionfo di San Rocco (Fig.
20) della chiesa eponima a Guardia Sanframondi e laffresco con la Madonna che accoglie san Cataldo
in Paradiso (tav. 34), firmato e datato 1713, nella cupola del cappellone del Santo, nella cattedrale di
Taranto, di cui noto il bozzetto preparatorio (Fig. 21) gi in collezione De Biase a Napoli.
Nel 1712 firma e data gli affreschi della cupola della chiesa di S. Caterina a Formello, oggi quasi completamente scomparsi. Inoltre nella Cappella della famiglia de Castellis, interamente dedicata alle storie
della vita di Ges, sono conservati due dipinti di Paolo De Matteis del 1711 raffiguranti la Fuga in Egitto
e, infinte sulla volta, sempre del De Matteis, un affresco che ritrae Angeli in gloria in Paradiso (tav. 35).
Anche la Cappella della Pentecoste ospita altri suoi lavori, databili intorno al 1712. A lui spetta
infatti il ciclo decorativo sulla Trinit (tav. 36), e le tele Discesa dello Spirito Santo su san Filippo e
la Discesa dello Spirito Santo sui domenicani.
Al 1712 vanno collocati i numerosi lavori eseguiti nella chiesa e nel monastero di San Gregorio
Armeno (Fig. 25 - tav. 53-54-55-56-57) a partire dagli ambienti del comunichino, dove conservata
la famosa Scala santa, nei quali presente una grande tela del De Matteis raffigurante Elia e langelo.
Ritornando in chiesa e continuando il percorso, dal vano alla destra dellaltare si accede in sacrestia
dove nel soffitto inserita una sua pregevole tela raffigurante lAdorazione del Sacramento, anche
essa databile intorno al 1712.
Passando poi nello splendido chiostro, sottoposta al calpestio, vi una vasta cappella dove si
conserva unantica immagine della Madonna dellIdria, di origine orientale ed oggetto di un antichissimo culto. Il Chiarini si dilunga in una accurata descrizione dei marmi e delle decorazioni eseguite dal De Matteis nel 1712 con raffigurazioni di Virt e puttini musicanti (tav. 58-59-60-61-6263-64) in precario stato di conservazione. Nella prima volta a botte e nella volta successiva si intravedono le immagini dellAssunta e della Trinit, a cui fanno cornice 18 tele sempre del Nostro,
raffiguranti Scene della Vergine ed angeli, da tempo immemore presso i depositi della sovrintendenza in attesa di restauro.
Nella chiesa di S. Maria della Colonna sono conservate alcune tele del De Matteis documentate
al 1716. Esse raffigurano la Madonna col Bambino sullaltare maggiore, San Gennaro, San Nicola e
San Biagio (Fig. 23) sul transetto destro e San Giuseppe col Bambino ed i SS. Filippo Neri, Antonio
e Francesco (Fig. 24) sul transetto sinistro.
Nella chiesa della Concordia nellaltar maggiore, di gusto tardo barocco, era collocata una Madonna del Carmine, su tavola, attualmente in sacrestia, da qualcuno riferita a De Matteis, ma di un
pittore suo contemporaneo; viceversa autografa la tela posta sul terzo altare di sinistra, eseguita dopo
il 1716 e raffigurante i SS. Alberto, Angelo martire e Nicola (tav. 37), mentre della sua scuola sono i
quadri con i SS. Gennaro ed Antonio e San Giuseppe con Santa Maria Maddalena de Pazzi, posti alle
pareti laterali della seconda cappella a destra.
Nello stesso anno il De Matteis esegue due pale daltare. Impregnate di classicismo romano, per
la chiesa di S. Maria Egiziaca a Pizzofalcone, raffiguranti, sulla destra, la Sacra Famiglia con i santi
Agostino e Monica (tav. 38) e sulla sinistra, la Sacra Famiglia con i santi Elisabetta, Zaccaria, Anna,
Gioacchino e Giovanni Battista (tav. 39)
Tra le realizzazioni degli anni Venti credo vadano collocate la Madonna col Bambino (tav. 40),
conservata nella farmacia della Santa Casa degli Incurabili, la Vergine orante (tav. 41) nel convento
di S. Maria al Monte ed I Ss. Pietro e Paolo ed un monaco basiliano (tav. 42), nella chiesa dei SS.
Pietro e Paolo dei Greci.
Sul finire del secondo decennio viene realizzato anche il San Sebastiano curato da S. Irene (tav.
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43), oggi nel museo diocesano, proveniente dallaltare del cappellone di sinistra della chiesa di S.
Maria della Vita, chiusa al culto nel 1969 ed annessa allex ospedale San Camillo.
La tela descritta dal Chiarini con parole di elogio: Il San Sebastiano meravigliosamente illuminato ed il rimanente del torso in iscorcio e gli arti inferiori sono trattati con una vivezza ed industria
di colorito che risaltano quasi dal quadro. Dellopera esiste una replica di maggiori dimensioni, centinata con alcune varianti, che si conserva nella chiesa di San Sebastiano a Guardia Sanframondi.
Allo stesso periodo si colloca anche lImmacolata della chiesa di San Francesco degli Scarioni
(Fig. 22)
Le sei tele (tav. 44-45-46-47-48) della chiesa di San Michele ad Anacapri, di cui una attribuita, la Madonna del Carmine con i Ss. Giuseppe e Teresa dAvila (tav. 49), sono tutte documentate intorno al 1720.
Per quanto riguarda la chiesa di Santo Stefano a Capri la Madonna del Carmine con le anime del
Purgatorio (tav. 50) datata 1723, mentre il San Michele Arcangelo (tav. 51) (attribuito) viene dato genericamente alla prima met del 700. In ogni caso la chiesa, fondata nel 1688, fu consacrata nel 1723.
Agli stessi anni appartiene certamente la Sacra Famiglia (tav. 52), conservata presso i Padri della
Passione.
Dal 1723 al 1726 il De Matteis di nuovo a Roma dove consolida le sue scelte classicistiche ed
accademiche. Al suo ritorno sono da collocare, dopo il 1725, anno della canonizzazione di San Stanislao Kotska, le opere conservate nella seconda cappella a destra nella chiesa di S. Maria Annunziata
a Pizzofalcone, pi nota come Nunziatella. Esse raffigurano San Stanislao che contempla la Vergine
(tav. 65) e San Stanislao che prende in braccio il Ges Bambino (tav. 66).
Per la chiesa dei Girolamini firma e data nel 1726 una Madonna col Bambino ed i santi Pietro e
Paolo con San Francesco da Sales (Fig. 26 - tav. 67) nella cappella contigua a quella che ospita il San
Francesco di Guido Reni, quindi nel tempio di San Francesco di Paola dipinge uno splendido e molto
apprezzato San Stupino.
Sempre nel 1726 firma e data una Morte di San Giuseppe (tav. 68) per la chiesa delle Crocelle al
Chiatamone.
Sono gli anni in cui (secondo Pacelli) impegnato anche nei cantieri delle chiese di S. Maria
Ognibene, della Madonna dei Sette dolori e della Trinit degli Spagnoli, dove realizz una Madonna
col Bambino e San Giacomo non pi in loco.
Concludiamo presentando, senza saper collocare cronologicamente con precisione le opere, una
S. Anna con la Vergine e S. Gioacchino (tav. 69), conservata nella cappella di S. Anna della chiesa di
S. Maria del Carmine, che evidenzia tangibilmente linsegnamento giordanesco, la Circoncisione (tav.
70) e lAdorazione dei Magi (tav. 71) poste nella cappella Burali in San Paolo Maggiore ed una scialba
Immacolata (tav. 72) nella Cappella del Palazzo Reale a Napoli.
Rimanendo in provincia descriviamo ora una serie di dipinti incastonati nel soffitto cassettonato
della basilica di San Michele a Piano di Sorrento (tav. da 73 a 78). Le due tele pi grandi rappresentano
gli episodi significati della fondazione del culto micalico nellarea garganica.
Nel primo dipinto rappresentato il momento in cui larcangelo Michele, per indicare il luogo
da lui prescelto per il suo culto, il monte Gargano, attira presso una grotta il toro pi maestoso del
ricco Gargano, signore di Siponto, il quale viene ferito dalla freccia che, miracolosamente, scagliata
contro lanimale, cambia direzione e lo colpisce.
Nel secondo dipinto narrato il successivo episodio, ovvero lapparizione in sogno di San Michele
che indica al vescovo di Siponto laltura del monte Gargano gi consacrata dallArcangelo al culto cristiano.
Nei quattro quadri bislunghi sono raffigurati gruppi di vezzosi puttini che mostrano gli attributi
iconografici del santo: La spada, la lancia e lo scudo indicano il carattere guerriero dellArcangelo
che sconfigge Satana.
Le tele di Piano di Sorrento sono collocabili allultimo decennio del Seicento e lapporto del linguaggio giordanesco e linfluenza delle opere coeve del Solimena si manifestano nei colori squillanti
e nelle figure possenti, ma a prevalere la raffinatezza dei toni espressivi.
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Lostentazione del nudo nei dipinti mitologici


Cominciamo questa carrellata tra sederi ben esposti e poppe al vento nei dipinti con soggetto mitologico del De Matteis con uno splendido nudo eseguito prima del viaggio del pittore a Parigi: una
Leda e il cigno (tav. 81) che comparve alla vendita del giugno 1991 presso la Sothebys a Montecarlo,
la quale, in qualche modo, anticipando per il soggetto illustrato e per la ripresa delle Veneri e di altri
modelli affini di Luca Giordano, altre composizioni con il mito di Danae del Museo di Detroit (tav.
82), del museo di Bahia (tav. 83) e di una raccolta privata inglese (tav. 84), permette di cogliere le varianti di resa pittorica riscontrabili nella sua produzione prima e dopo il soggiorno parigino.
Questa ultima composizione fu probabilmente a conoscenza del Solimena, che la replic con varianti nella piccola tela gi presso la collezione Harris a New York.
Alla Leda ed il cigno, o probabilmente subito dopo, sembra appartenere (secondo Spinosa), nel
giro di pochi anni e comunque prima del 1710, un nucleo numericamente consistente di prestigiose
composizioni, come una Galatea in coppia con unAnfitrite gi presso Corsini a Montecarlo (tav. 8586), un Apollo e Dafne di una privata raccolta a Berkley, California (Fig. 27), lAurora con il carro
del Sole (tav. 87) e il Trionfo di Galatea (Fig. 28) del castello di Pommersfelden, gi assegnati variamente al Trevisani, al Marchesini o allAmigoni, prima che Schleier nel 1979 li restituisse al napoletano, la Venere dormiente (Fig. 29), firmata, di una raccolta romana, il Bacco e Arianna (tav. 88), firmato e datato 1709, di una collezione milanese, di cui ( sempre Spinosa a ricordarlo) al muse di
Poitiers, dai depositi del Louvre, si conserva una tela di minori dimensioni, ma con lo stesso soggetto,
anche se diversamente illustrato ed infine, lAndromeda nelle versioni della collezione Stanley Goulde
a Londra (Fig. 30) e del Museum of Art di Bridgeport (Fig. 31).
Prima di proseguire il discorso, esaminando altre iconografie, approfondiamo lesame delle versioni della Danae precedentemente citate partendo da quella (tav. 84) di collezione privata inglese.
Il dipinto, firmato e datato 1704 sulla base della colonna a destra, illustra un celebre mito, di origine greca, ma raccontato anche da Ovidio nelle Metamorfosi (IV, 611) e rappresentato pi volte, in
versioni con varianti, da Tiziano, in particolare, e da altri pittori del Cinquecento come Correggio o
Tintoretto.
Danae, figlia di Acrisio, re di Argo, era stata rinchiusa dal padre in una torre o in una camera sotterranea in bronzo, affinch non restasse gravida e partorisse un figlio che, secondo la profezia delloracolo di Delfi, da grande lo avrebbe ucciso. Ma Giove, invaghitosi della bellissima giovane, trasformatosi in una pioggia di monete doro, riusc ugualmente a possederla, penetrando nella camera
blindata attraverso una fessura nel tetto. Dalla unione sarebbe poi nato Perseo, che involontariamente,
anni dopo, avrebbe effettivamente ucciso il nonno Acrisio.
Nel Seicento il tema fu riproposto da esponenti di scuole e tendenze pittoriche diverse, sia italiane che straniere (tra gli stranieri una citazione particolare spetta, ovviamente, a Rubens e a Rembrandt).
Nellambito della scuola napoletana, per la trattazione di questo stesso soggetto dalle evidenti allusioni erotiche, ma non solo, per la tela qui in esame il riferimento pi pertinente , agli inizi del secondo Seicento e in ormai avviata stagione barocca, a Luca Giordano. Del quale, anche se finora conosciamo, con la illustrazione del mito di Danae, solo un disegno a penna e acquerello firmato, nelle
raccolte grafiche della Galleria Estense di Modena, mentre ancora non stato rintracciato il dipinto
di palmi 2 per 2, segnalato nel 1688 nella raccolta di Ignazio Provenzale duca di Collecorvino, sono
ben note, per evidenti riferimenti ai celebri prototipi di Tiziano con raffigurazioni sia del mito in argomento che di Venere dormiente, le varie rappresentazioni di Venere con satiro e Cupido o di Lucrezia
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e Tarquinio conservate a Napoli nel museo di Capodimonte ed a Ginevra, in collezione privata, che di
sicuro furono fonti dispirazione per molti pittori del suo seguito napoletano, tra i quali lo stesso De
Matteis.
Un Andromeda liberata da Perseo (Fig. 30), collocabile intorno al 1710 ed attribuita al De Matteis
da Federico Zeri, dopo essere stata assegnata nel tempo al Cavalier dArpino, al Conca e addirittura
a Rutilio Manetti, riprende una nota composizione del Giordano conservata al Prado e mostra evidenti
affinit stilistiche con lEnea che riceve le armi da Venere (Fig. 32) eseguito nel 1714 per la galleria
di Palazzo Bonaccorsi a Macerata.
La tela assieme ad una (Fig. 31) di analoga iconografia, di collezione privata londinese, si inquadra
in una delle tante favole mitologiche che, come riferisce il De Dominici, furono eseguite per committenti inglesi, ma soprattutto rientra a pieno titolo nel tema dellesaltazione del nudo femminile.
Un altro tema mitologico che permette di mostrare seducenti fanciulle nature per la gioia degli
osservatori la rappresentazione di Galatea come nel dipinto (tav. 89), gi presso lantiquario Porcini
di Napoli, dove il mare diventa scenario per ambientare il racconto mitologico, costantemente sviluppato dallartista. Questo prezioso rametto rappresenta, infatti, unulteriore riflessione sul tema della
Galatea, che lartista tratta diverse volte, come nella pi nota redazione (tav. 90) conservata a Brera,
firmata e datata 1692, e in alcuni studi preparatori del Metropolitan Museum di New York. In entrambi i casi lartista sembra confrontarsi col Giordano, da cui attinge in particolare la ricchezza scenografica del corteo di amorini e tritoni e la versatilit narrativa che lo spinge ad accogliere nel racconto
anche il giovane pastore Aci che appare su una rupe ardente damore.
Nella versione in esame, avvicinabile per la stretta affinit stilistica, nonch iconografica ad unaltra redazione (Fig. 28) conservata nel Castello di Pommersfelden e databile nel secondo decennio del
700, la scena concentrata sulla Galatea. La ninfa, date anche le piccole dimensioni del supporto,
avanza sola varcando il mare sul suo carro di conchiglia trascinata dai delfini e dalla ingegnosa ruota
a pale di raffaellesca memoria. La levigatezza della materia e degli incarnati risente della classicit
marattesca, con cui lartista si confrontato a Roma, e la sua poetica ha ormai impreziosito la morbidezza ariosa del Giordano e virato il suo linguaggio verso una spiccata classicit che avr larga eco in
Europa.
Ricordiamo con la stessa iconografia la celebre tela (tav. 90) di Brera, originariamente nel convento di S. Giustina a Padova, nella quale rappresentato il momento in cui Galatea viene trasportata
in trionfo e festeggiata da tritoni, naiadi ed amorini, mentre Aci, il pastore amato dalla ninfa, ucciso
per gelosia dal ciclope e trasformato in fonte dalla Nereide, guarda la scena dallo scoglio nel momento
iniziale della sua metamorfosi.
Altri dipinti di notevole qualit, che ripetono con varianti la stessa storia sono un Trionfo di Galatea (Fig. 33) al museo di Kassel, ed in collezione privata (tav. 91), un Aci e Galatea (Fig. 34) a Parigi
in collezione privata, un Polifemo e Galatea (tav. 92) del museo di Bahia ed un Apollo e Galatea del
museo di Pavlovsk (tav. 93) a cui si collega una incisione con immagine speculare (Fig. 37).
Segnaliamo inoltre due disegni preparatori, uno (Fig. 35) ad Oxford, laltro (Fig. 36) a Londra.
Sempre in tema marino ricordiamo poi una spettacolare Allegoria delle arti, delle scienze e delle ricchezze di Napoli (tav. 94), conservata nel museo di San Martino, gi collezione Alisio, una tra le pi bizzarre composizioni dellartista: su una gigantesca conchiglia, trainata da nereidi e tritoni ed accompagnata
da eroti in volo ed in mare, Cenere e Dioniso procedono solenni tra le acque del golfo di Napoli.
Ricordiamo poi un Trionfo di Nettuno e Anfitrite (tav. 95) a Bordighera, presso la Fondazione
Teruzzi.
Molto sensuale la Donna sdraiata con Cupido (tav. 96) ed un vero trionfo di nudi rappresentato
dallErcole ed Onfale (Fig. 38) della collezione Frascione di Firenze.
Concludiamo con tema biblico con un conturbante Loth e le figlie (tav. 97) ed una Cacciata di
Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre (tav. 98).

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Committenza ecclesiastica fuori Napoli


Rimanendo nellambito della provincia di Napoli a Castellammare di Stabia, nella basilica di
Pozzano, si conserva una S. Lucia (tav. 99), firmata e datata 1715, ritenuta dal Cosenza uno dei
pi gentili lavori del De Matteis per soavit e dolce movenza della figura. La tela, collocata nella
seconda cappella sul lato sinistro della navata, costituiva un pendant con una S. Irene trafugata
negli anni Ottanta del secolo scorso. La giovane martire viene raffigurata in estasi con il volto che
risplende di una luce divina, mentre dalla nube alle sue spalle compaiono tre angioletti e sul fondo
si pu apprezzare uno scorcio naturalistico. La santa presenta i classici simboli iconografici: la
colonna della chiesa di S. Lucia al Sepolcro (Siracusa), che secondo la tradizione indica il luogo
esatto del martirio; la palma, simbolo costante del martirio ed il piattino ove sono posti i globi
oculari strappati, da cui il culto di S. Lucia come protettrice della vista e per molti fedeli come
speranza di luce non solo materiale, ma anche spirituale, che infonde in egual misura coraggio e
rassegnazione.
Per gli altri due dipinti conservati nella basilica e raffiguranti una Adorazione dei pastori (tav.
100) ed un San Girolamo nella grotta di Betlemme (tav. 101), da alcuni stata messa in dubbio lautografia, ma noi, in accordo col parere di Egidio Valcaccia, che di recente li ha pubblicati in un suo
prezioso libro sui tesori pittorici di Castellammare di Stabia, li riteniamo di ottima qualit ed assegnabili al pennello del De Matteis, tenendo anche conto che una firma sottostante, anche se rovinata, permette di leggere Paulus.
Sono viceversa di altro autore due affreschi scoperti nel 1994 nella sacrestia ed erroneamente accostati al nome del Nostro. Essi raffigurano un Cristo crocifisso ed una Madonna Addolorata, sono
databili agli anni Trenta del 700, di carattere prettamente devozionale e ben lontani dalla qualit del
pittore cilentano. Anche unAdorazione dei magi (tav. 102), sita nella navata della chiesa, nella cappella
dellEpifania, ispirata ai modi del De Matteis e da alcuni ritenuta autografa da ritenersi, secondo il
parere di Stefano De Mieri, opera della cerchia di Girolamo Cenatiempo.
Passando allesame dellAdorazione dei pastori, va sottolineata lambientazione della scena sulla
collina di Pozzano, come si evince dallo scorcio del Vesuvio che si intravede sullo sfondo. Il Bambino
scambia con la madre un tenero sguardo di complicit, mentre Giuseppe ed un gruppo di pastori rendono omaggio a Cristo. Losservatore catapultato in uno scenario fiabesco sul quale incombe, per,
la presenza dellagnello, simbolo delle sofferenze di Cristo (Valcaccia).
La seconda tela ci mostra San Girolamo nella grotta di Betlemme, dove si era ritirato per vivere
da eremita e dedicarsi alla traduzione della Bibbia. Lartista fissa sulla tela il momento in cui langelo
del Giudizio lo distoglie dagli studi, annunciandogli al suono della tromba limminente fine del mondo,
mentre il teschio posto sulla destra della composizione simboleggia la caducit della vita terrena.
Altre tele del De Matteis si possono ammirare a poca distanza nella chiesa del Clero di Ges e
Maria. La prima posta alla destra dellingresso raffigura una Sacra Famiglia con i Santi Luigi Gonzaga e Stanislao Kostka (tav. 103), nella quale il pittore propone una complessa scenografia, scandita
da una tavolozza dai colori vivaci, con San Giuseppe e la Madonna col Bambino posti in alto, mentre
sulla destra emergono le figure dei due santi rapiti nellestasi della contemplazione; in basso corona
e scettro buttati a terra simboleggiano la rinuncia al potere fatta da San Luigi in favore del fratello
Rodolfo. Nella seconda opera, in precario stato di conservazione, sono rappresentati S. Ignazio e San
Francesco mentre ricevono dal pontefice il breve della missione (tav. 104).
Per entrambi i dipinti, gi ricordati come autografi in una descrizione della chiesa del 1833, bisogna pensare ad una datazione successiva alla canonizzazione dei due santi avvenuta il 31 dicembre
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del 1726, a dare credito alla notizia secondo la quale esso fu terminato dalla figliola del De Matteis
Mariangiola.
Proseguendo lungo la costiera giungiamo a Piano di Sorrento, dove, nella chiesa di San Michele,
nel soffitto cassettonato, sono conservati sette dipinti di autografia border line raffiguranti Storie dellarcangelo San Michele, di cui abbiamo gi parlato. (tav. da 73 a 78).
Scendendo verso sud si giunge a Camerota, dove nella chiesa di San Nicola conservata una
pala daltare raffigurante la Trinit con gli angeli ed i SS. Nicola di Bari e San Giovanni Battista (tav.
105) eseguita nel 1711.
Poco distante a Campagna nella chiesa di S. Maria della Pace si conserva una pala daltare raffigurante la Madonna della Pace ed i santi tutelari della citt.
Trasferendoci a Maddaloni possiamo ammirare nella chiesa di San Francesco un Battesimo di
Cristo (tav. 106), mentre nella chiesa di Ave Maria Gratia plena conservata una Annunciazione
(tav. 107).
Ad Atripalda nella chiesa di S. Ippolisto sono conservati una Madonna col Bambino (tav. 108)
ed un San Giuseppe col Bambino (tav. 109).
Nella cattedrale di S. Angelo dei Lombardi vi una tela raffigurante S. Anna, San Giuseppe e la
Vergine bambina (Fig. 39), purtroppo in precario stato di conservazione.
A Grumo Nevano nella parrocchiale si conserva una Gloria di San Tammaro.
Nel duomo di Caserta sono conservati due dipinti, dei quali purtroppo possiamo proporre delle
immagini di bassa qualit; essi raffigurano Le tre Marie al sepolcro (tav. 110) e la Resurrezione di
Cristo (tav. 111) della quale abbiamo avuto modo di ammirare in un precedente capitolo foto di ben
altra qualit (tav. 26 - Fig. 14-15)
A Benevento nel museo del Sannio conservata una Madonna che d il cingolo a S. Chiara.
Ad Aversa nel museo diocesano conservata una tela raffigurante la Madonna con Bambino e
Santi (tav. 112), databile intorno al 1720, nella fase matura del pittore, che ci rappresenta un silenzioso
colloquio tra la Madonna ed il gruppo di santi, riconoscibili dai loro attributi convenzionali, i quali
dialogano tra loro con le membra abbandonate o castamente giunte verso il cielo. Tra questi possiamo
riconoscere san Pietro, san Carlo Borromeo e san Paolo.
Alla tela ora descritta riteniamo possa essere collegata una SS. Trinit con San Benedetto e Santa
Scolastica (tav. 113), firmata, nella quale il De Matteis sembra rifuggire la tentazione barocca per
lassottigliamento e il fulgore del registro oltremondano a favore di una forma circoscritta: ci evidente ad esempio nel bel manto dellEterno, ricco di pieghe assai naturali e ribadito dal mantello del
santo, con il risvolto aureo quasi sbalzato (Festa). I due santi rappresentati sono i fondatori dellordine
benedettino, che tanto apprezzarono lopera del pittore cilentano, il quale oper nellAbbazia di Montecassino, a Cava de Tirreni ed a San Martino delle Scale.
Sempre ad Aversa, nella cattedrale di San Paolo, sono esposti due dipinti riferiti alla vita di S.
Caterina: un Matrimonio mistico (tav. 114) ed una S. Caterina converte i pagani (tav. 115), entrambi
collocabili agli ultimi anni dellattivit del pittore. Nel primo limmagine della santa riprende i canoni
classici delliconografia, con gli angeli sullo sfondo che riempiono la scena, mentre nel secondo Caterina collocata al centro della composizione in maniera monumentale ed autoritaria, con il dito
alzato al cielo ad arringare la folla, pregna di energia latente, quasi a travolgere il gruppo degli astanti
stupiti.
Prima di chiudere la descrizione dei dipinti di committenza ecclesiastica in Campania poniamo
allattenzione dei lettori un busto del De Matteis (tav. 116) conservato nel paese natio a Piano Vetrale.
Guardia Sanframondi una localit famosa perch ogni 7 anni si svolge lantico rito dei flagellanti
ma ricordiamo, inoltre, la presenza nelle chiese del borgo di numerosi dipinti ed affreschi di Paolo de
Matteis. Le opere furono commissionate allartista dalla ricca corporazione dei conciatori di pellame
per le chiese di San Sebastiano, San Rocco e dellAnnunziata. Oggi il nucleo principale delle tele
conservato presso la chiesa di Santa Maria Assunta.
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Affreschi con Trionfo della Vergine (volta), Apoteosi di S. Sebastiano (catino absidale), Nativit,
S. Filippo Neri (parete sopra lingresso), nella chiesa di S. Sebastiano.
Lopera pi nota il Trionfo di San Rocco (Fig. 20), firmato, conservato nella chiesa omonima
sullaltare maggiore, ricordato in un sonetto del Pingue del 1712, quando il De Matteis con laiuto
della bottega realizz anche altre tele, tra cui una guasta Sacra Famiglia ed angeli (Fig. 40).
Di grande suggestione anche il Martirio di San Sebastiano (Fig. 63).
Sono da ricordare inoltre alcuni affreschi (Fig. 41-42) raffiguranti Virt e Gloria di angeli ed una
notevole Annunciazione (tav. 117), con un bel brano di natura morta in primo piano, conservata nella
chiesa dellAnnunziata.
Ritornando al Trionfo di San Rocco (tav. 176), la De Martini sottolinea la curiosit del pittore
nei riguardi delle opere del Solimena eseguite venti anni prima e come il soggetto rappresentato si
presti al recupero degli esempi citati, sia nel brano della donna morta con il bimbo attaccato al seno,
tratto dai giganteschi ex voto dipinti dal Preti sulle porte della citt di Napoli, brano non a caso assai
considerato dal Solimena nei suoi momenti neo pretiani. La studiosa descrive anche le altre tele che
ornano gli altari laterali della chiesa di San Rocco, da un Riposo dalla fuga in Egitto, talmente guasta
da essere pressoch illeggibile ad un San Gennaro e santi, opera di bottega e di scarso livello artistico;
ricorda inoltre due pale site nel presbiterio della chiesa di San Sebastiano, attribuite al De Matteis dal
Rotili e raffiguranti un Martirio di San Sebastiano ed il Santo curato dalla pia Irene.
Anche Spinosa ha commentato il dipinto sottolineando come la figura del San Rocco derivi, forse
anche attraverso la mediazione giordanesca, dal Cristo della perduta Resurrezione eseguita dal Caravaggio nella chiesa di S. Anna dei Lombardi. La figura dellinfermo in basso a destra viceversa replicata con varianti in una tela conservata ad Arezzo nella chiesa di Santa Flora e Lucilla, raffigurante
il Miracolo di San Mauro (tav. 118), di incerta datazione, ma certamente posteriore alla pala di Guardia
Sanframondi, per i caratteri di pi accentuata accademizzazione formale e toni pi corsivamente catechistici e devozionali.
Per quel che riguarda lattivit guardiense bisogna ricordare il bellissimo San Sebastiano in argento, purtroppo trafugato, eseguito su disegno del De Matteis dallargentiere Starace.
Concludiamo la Campania presentando una Deposizione (tav. 119), di chiara derivazione chiesastica, conservata a Benevento nel museo del Sannio.
In Calabria vanno segnalate due pale daltare. La prima a Scalea nella chiesa di S. Maria dEpiscopio raffigurante una Circoncisione (tav. 120), la seconda a Serra San Bruno nella chiesa dellAddolorata, che rappresenta lApparizione della Madonna a San Bruno (Fig. 43), datata 1721.
Inoltre va ricordato un notevole dipinto raffigurante Le Ss. Maria Maddalena e Dorotea (tav. 131)
datato 1722 e conservato a Cosenza nella Galleria Nazionale di Palazzo Arnone
In Sicilia, oltre ad una Vocazione di San Matteo, nel museo nazionale di Messina, particolarmente
importanti sono i dipinti conservati a Palermo nellAbbazia di San Martino delle Scale, di cui proponiamo il San Martino ed il povero (Fig. 44) ed il San Benedetto incorona Totila (Fig. 45). Essi fanno
parte assieme ad altri 4 teleri raffiguranti San Benedetto che accoglie i SS. Placido e Mauro, firmato
e datato 1726, San Mauro che riceve la visita di re Teodobaldo, San Leone Magno che sfama i poveri,
il Martirio di San Placido e dei suoi compagni della decorazione del coro.
Le sei composizioni furono commissionate al pittore nel 1725 dallabate Onorato Biundo da Salerno e documentano il declino finale dellartista, anche attraverso la riutilizzazione di modelli recenti
del Solimena, verso soluzioni sempre pi fiacche e ripetitive di pittura devota, dai toni catechistici e
genericamente didascalici, pi il l ripresi e continuati anche dal mediocre solimenesco Paolo de Majo
(Spinosa).
Nel Lazio prima di trattare dei lavori eseguiti a Montecassino ricordiamo una Madonna con San
Domenico a Roma nella chiesa di S. Maria sopra Minerva, una Madonna del Pilar, esposta nel museo
diocesano di Gaeta ed una Madonna col Bambino e San Gaetano, nella chiesa di S. Maria Assunta a
Filettino.
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Intorno al 1712 sono da collocare i lavori per lAbbazia di Montecassino, in particolare le perdute
tele raffiguranti Cristo e ladultera (Fig. 46) e Cristo che caccia i mercanti dal tempio.
Segnaliamo inoltre una Assunzione della vergine (tav. 121), firmata ed una Nativit (tav. 122).
In Lombardia segnaliamo unicamente due dipinti nella chiesa di San Paolo ad Argon raffiguranti
un Sacrificio di Isacco (Fig. 47) ed un Mos ed il serpente di bronzo (Fig. 48), documentabili al 1728.
Passiamo ora alla Basilicata, nel cui paragrafo includeremo i suoi confini protrudenti in Puglia,
cominciando dalla tela pi nota: un Martirio di S. Alessandro (tav. 123), nella cattedrale di Melfi, reso
noto nel 1981 dalla Grelle Iusco, che sottoline la stretta dipendenza giordanesca della composizione,
incentrata nel momento antecedente la decollazione. Come nel Martirio di San Lorenzo della cattedrale
di Laterza latmosfera che si respira non drammatica e predominano i legami con lambiente arcadico
romano nella fisionomia del santo, desunta da modelli maratteschi. La datazione dellopera, precedentemente collocata intorno al 1690, secondo Festa va spostata allinizio del secondo decennio del
Settecento.
Una S. Eulalia (Fig. 49), conservata a Ripacandida nella chiesa di San Donato, raffigura la santa
bambina, che venne crocifissa ad appena dodici anni. La Grelle Iusco, nel pubblicarla per prima, la
colloc agli ultimi anni del Seicento e riscontr unaffinit degli angeli adagiati sulla nuvola con quelli
presenti nella Visione di S. Antonio, firmata e datata 1697, gi nella parrocchiale di Genzano. In seguito
la Festa ha visto similitudini con il gi citato Martirio di San Lorenzo, eseguito nel 1712 ed ha proposto
di spostare in avanti la collocazione cronologica dellopera.
Unaltra pala interessante e dalla datazione controversa la Madonna che intercede per le anime
purganti (Fig. 50), firmata, della chiesa del Purgatorio di Monopoli, la quale pubblicata dal DElia nel
1964 fu accostata ad una tela di identico soggetto della cattedrale di Nard. In seguito sul dipinto si
sono espressi Mongelli, Pasculli Ferrara ed infine la Festa, il cui parere condividiamo pienamente,
datando lopera intorno al 1716, alla luce della composizione bilanciata, della delicatezza dei passaggi
chiaroscurali e della compattezza del modellato delle anime purganti.
Esaminiamo ora due tele, gi presso la chiesa di Monteoliveto di Taranto ed oggi conservate nella
Casa dei Gesuiti di Grottaglie; entrambe firmate e datate, la prima 1717, la seconda 1718, esse raffigurano la Nativit (Fig. 51) e la Visitazione (Fig. 52).
Nel primo dipinto possibile ravvisare, oltre al sostrato giordanesco, una forte ripresa della componente marattesca, anche se lartista tende a semplificare la rappresentazione per giungere ad un
maggiore equilibrio delle forme e dellordine compositivo.
Nel secondo evidente leco del Morandi, ma il De Matteis schiarisce ulteriormente le tonalit,
mostrando gi una sensibilit settecentesca, infatti, oltre alla componente classicista, si percepisce
chiaramente un richiamo alla cultura rocaille nella gestualit sofisticata delle figure.
UnEducazione della Vergine (Fig. 53), presso lEpiscopio di Matera, stata pubblicata dalla
Festa nel catalogo della mostra Splendori del Barocco defilato e per la prevalenza di tonalit rischiarate
e per i delicati passaggi chiaroscurali, stata proposta dalla studiosa una datazione intorno al 1718.
Esaminiamo ora due Madonne col Bambino, la prima (Fig. 54) presso la Fondazione Pomarici
Santomasi a Gravina di Puglia e la seconda (Fig. 55) nella chiesa di San Nicola di Mira a Vietri di Potenza.
Nella prima composizione, esemplata su modelli maratteschi, la fisionomia della Vergine richiama
altri soggetti con identica iconografia realizzati nella fase tarda del pittore. Anche nella seconda composizione si possono apprezzare i classici stilemi linguistici del De Matteis nel panneggio realizzato
con pieghe minute e nei lineamenti sottili del viso della Madonna.
E trovandoci a trattare di Madonne col Bambino, tema frequentemente trattato dal Nostro, senza
ritenere di essere esaustivi, proponiamo al lettore altri sei dipinti (tav. da 124 a 129) di diversa qualit,
transitati sul mercato o conservati presso sedi museali.
Concludiamo la nostra carrellata con la Puglia, dove sono conservate in diverse citt numerose
opere del De Matteis, la cui presenza si accentua nel Settecento.
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Il suo primo dipinto che incontriamo il San Gregorio taumaturgo in gloria (Fig. 56), una pala
eseguita nel 1696, che adorna la cappella del Seminario di Lecce, intrisa di un giordanismo ortodosso
un po raggelato in termini quasi accademici. Uniconografia che ebbe grande successo, ripresa ed
imitata per oltre un secolo da mediocri pittori locali.
Sempre nel Seminario di Lecce conservata una Vergine che appare a San Vincenzo Diacono
(tav. 130), firmata e datata 1705, pubblicata da Tanisi.
Nel 1711 invio a Grottaglie la Vergine del Rosario per la chiesa del Rosario, probabilmente su
commissione del vescovo.
Due anni dopo lo troviamo di persona a Taranto ad affrescare la cupola del cappellone di San Cataldo (tav. 34 - Fig. 57) con la Gloria del Santo e sette dipinti con Storie della sua vita nella cappella
eponima. Dellopera esisteva a Napoli, in collezione De Biase, un modello (Fig. 21) per gli affreschi
per la cupola, firmati e datati 1713, che il Causa aveva messo in connessione con la Gloria dellImmacolata Concezione, del museo Duca di Martina, modello per gli affreschi (distrutti) nella cupola
del Ges Nuovo, eseguiti tra il 1713 ed il 1717, ritenendoli relativi ad uno stesso tema iconografico.
Nonostante la fama che accompagn limpresa decorativa, particolarmente per gli illusionismi
ottici gi sperimentati dallartista in S. Caterina a Formiello, che gli valse ampie lodi in un poema del
De Vincentis, scritto nel 1718 in onore di San Cataldo, il risultato, secondo una parte della critica, non
fu eccelso, perch il tentativo di rivisitare in chiave giordanesca la lezione del Lanfranco non riusc
pienamente.
Nello stesso anno il De Matteis lavora anche a Bari nella chiesa delle Benedettine di San Giacomo,
dove realizza la pala dellaltare maggiore e due tele con San Francesca Romana (Fig. 58) ed il Beato
Bernardo Tolomei. Limpostazione delle tre tele, compostamente classica, le distingue nettamente
dagli affreschi tarantini, dimostrando la capacit dellartista di adeguare la propria maniera alle differenti richieste della committenza.
Tra le altre numerose tele pugliesi, senza tener conto di quelle conservate in raccolte private, ricordiamo un Martirio di San Lorenzo nella chiesa Maggiore di Laterza, una Incoronazione della Vergine, datata 1716, gi nella chiesa di S. Croce a Bisceglie ed oggi presso il locale museo diocesano.
Un Ecce Homo (tav. 132) nel Palazzo arcivescovile di Taranto, dove si trovano alcune tele firmate
e datate nellIstituto di San Luigi e nella chiesa del Carmine.
Una pala raffigurante La Vergine con San Benedetto e S. Scolastica (Fig. 59) a Bitonto nella
chiesa di S. Maria delle Vergini.
Una Madonna del Rosario (Fig. 60) nella cattedrale di Ascoli Satriano in provincia di Foggia.
Tutte a Barletta le ultime tele che segnaliamo, partendo da un San Matteo (tav. 133) nella chiesa
del Monte di Piet, quindi una Adorazione dei pastori (tav. 134) ed una Vergine e santi francescani
(Fig. 61), nella chiesa di S. Maria della Vittoria ed infine una miriade di santi nella chiesa di S. Maria
del Carmine, le cui foto (tav. da 135 a 143) ci ha fornito cortesemente Ruggero Doronzo.

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Capolavori, inediti ed opere minori


Il Tancredi ed Erminia (tav. 144) fa da pendant allOlindo e Sofronia salvati da Clorinda (Fig.
62), conservato a Norfolk, in Virginia, nel Chrysler museum, firmato e datato, anche se in maniera
poco leggibile 1692, col quale condivide, oltre alle dimensioni identiche, lo stesso soggetto, tratto
dalla Gerusalemme liberata, il poema eroico scritto da Torquato Tasso. Di questo soggetto con leggere
varianti vi un altro dipinto (tav. 145) in collezione privata, mentre Spinosa ne ha pubblicato un altro
(Fig. 62a) ancora, molto bello, in occasione della mostra su Luca Giordano tenutasi a Napoli nel 2001.
Come in tutti i dipinti eseguiti dopo il 1690 si osserva una derivazione stilistica compositiva dalle
opere di Luca Giordano, di cui stato allievo, ma nella tela in esame la dipendenza talmente evidente
da farci presupporre una frequentazione protrattasi ben oltre gli anni dellalunnato; tra laltro alcune
fonti, come il Baldinucci, affermano che il De Matteis accompagn il Giordano quando questi si rec
in Spagna.
Nel quadro evidente il compiacimento dellartista nellillustrare in maniera monumentale storie
mitologiche, attenuando il pathos e smorzando i colori, con una leggerezza di tocco, una concisione
ed una compattezza di volumi, tutte qualit che eredita da Giordano.
Lopera transit nel 1993 da Sothebys a Londra e ricordo ancora con emozione lasta alla quale
partecipai senza riuscire ad aggiudicarmi il dipinto.
Unaltra versione (tav. 146) dai colori smaglianti conservata a Cosenza nella sede della banca
Carime.
Lallegoria della divina Sapienza che incorona la pittura regina delle arti (tav. 147) faceva parte
del soffitto della biblioteca della chiesa dei Santi Gerolamo e Francesco a Genova.
Lopera, firmata e datata 168.., la prima che la critica assegna al De Matteis, il quale la esegu
in appena cinque giorni durante una sosta a Genova.
Pubblicata dal Ferrari quando, proveniente dal mercato inglese, era in collezione privata romana,
fa parte oggi del museo di Paul Getty in California.
Si conosce un disegno preparatorio (Fig. 111) per una prima stesura conservato nel museo di
Darmstaadt, che fu in mostra nella sezione grafica di Civilt del Seicento.
Il dipinto unisce armonicamente elementi classici e barocchi, con uno stile influenzato da Giordano, ma con un equilibrio formale felicemente raggiunto tra pittoricismo napoletano e classicismo
romano. Gli elementi giordaneschi, colti nella loro piena espressivit, sono filtrati attraverso lordinata
morfologia marattesca tutta infusa di sensibilit gi settecentesca.
La pittura che dipinge il ritratto di De Matteis (tav. 148), passata ad unasta di Semenzato nel
1990, ci mostra un curioso autoritratto del pittore, contemplato da due angioletti, eseguito simbolicamente dalla musa della pittura.
Il quadro ricorda liconografia del celebre Allegoria delle Arti (tav. 147), il cui stile influenzato
dal Giordano, anche se le forme sono pi levigate e tornite una delle prime intrusioni di tendenze
classicheggianti nellambito napoletano (Scavizzi).
Le sembianze del De Matteis nellautoritratto sono molto simili a quelle tramandateci dal Giannone che, come noto a tutti gli studiosi, ha arricchito la storia dellArte napoletana con una ricca
raccolta iconografica comprendente 45 ritratti di pittori partenopei, di molti dei quali non abbiamo
altre immagini da raffrontare.
In particolare del De Matteis Giannone ci tramanda un ritratto ed un disegno. Nel primo raffigurato lartista ancora giovane dallo sguardo severo e dai folti capelli biondi, mentre nellaltro, una
caricatura, il De Matteis molto anziano ed i caratteri fisionomici sono talmente precisi da escludere
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del tutto linvenzione. Let giovanile, tra i trenta ed i quaranta anni, colloca la tela sul finire del Seicento.
Lultima opera del De Matteis, con la quale chiude una feconda ed onorata carriera, la Madonna
col Bambino (tav. 149), firmata e datata 1728, destinata per le dimensioni per una cappella privata,
dipinta con mente ferma e mano tremante, sul punto di andarsene. Difficile osservarla senza commozione per lintegrit del concetto formale tradotto con semplicit ed estrema sintesi, nello spazio
accennato e nella grazia disarmante, vivace come lultimo barlume di vita che si allontana.
Intima, intensa, disadorna la piccola pala appare oramai pi essenza che esistenza ed il pittore si
congeda con infinita grazia (Sgarbi).
La dea Iris che appare alla dea Cibele (tav. 150) rappresenta una rarit iconografica, con Iris, raffigurata come personificazione dellarcobaleno e messaggera degli dei, che appare a Cibele, antica
divinit frigia della madre terra, identificata dal bambino da allattare, dalla corona turrita e dai simboli
ad essa collegati, quali la cornucopia, il serpente, i conigli e la tartaruga, oltre alle fiere, che si narra
ne trainassero il carro ed alla presenza di uomini, satiri e centauri.
Il dipinto, collocabile cronologicamente sul finir del Seicento caratterizzato da una materia cromatica luminosa e brillante, che oltre alla lezione giordanesca, rinvia a soluzioni in chiave rococ di
Giovan Battista Lama, con il quale frequenti sono le affinit stilistiche, tali da ingenerare confusioni
attributive.
La Madonna del silenzio (tav. 151), eseguita intorno al 1685, raffigura un Riposo durante la fuga
in Egitto, uniconografia frequente, nella quale il tempo sembra arrestarsi, con Maria intenta a leggere
un libricino di preghiere ed il Bambinello, teneramente addormentato tra le sue braccia, mentre tre
putti spargono fiori ed un angelo si avvicina premuroso a Giuseppe dormiente. Lo sfondo sembra partecipare alla serenit della scena, con un bastione su un costone roccioso orlato di ciuffi di vegetazione
ed il consueto inserto di montagne azzurre circondate da un alone rossastro. Lispirazione che sottende
alla composizione chiaramente giordanesca, il che consente una datazione del dipinto.
La Vocazione dei santi Pietro ed Andrea (tav. 152), transitato nel 2009 presso la Galleria Porcini
di Napoli, incentrata sul noto passo del Vangelo di Matteo nel quale Cristo trasforma pescatori di
pesci in pescatori di uomini Le figure grandi e ammantate in panneggi ondulati dal vento e la stesura
veloce e compendiaria della vivace materia cromatica suggeriscono una collocazione cronologica vicina agli esiti giordaneschi degli ultimi decenni del Seicento.
Nel dipinto si pu altres riconoscere unefficace sintesi tra linguaggio giordanesco e classicismo
marattesco appreso attraverso il Morandi.
Tra le opere pi note del De Matteis va annoverata quella del museo del Banco di Napoli, conservata a Palazzo Zevallos, raffigurante una libera interpretazione della Madonna dei Sette Dolori
(tav. 153), generalmente rappresentata con sette spade che le trafiggono il petto e le circondano la
testa a simboleggiare altrettanti dolori legati ad alcuni momenti della vita di Cristo. Tale iconografia
la trasposizione della profezia di Simeone riportata nel Vangelo di Luca.
Nella tela in esame la Vergine, seduta sulle rocce, rappresentata con il petto trafitto da una sola
spada, mentre si asciuga le lacrime con un grosso panno bianco. Ai suoi piedi chiodi e corona di spine
alludono alla Passione di Cristo, mentre in alto sono presenti un angioletto e tre cherubini.
La composizione va collocata nel secondo decennio del Settecento, quando lartista, di ritorno dal
soggiorno a Parigi, si ispir allo stile purista del Solimena, come dimostrano la classicistica compostezza
della Vergine e la scelta di una tavolozza dai toni freddi di intonazione gi quasi neoclassica.
Una Deposizione di Cristo (tav. 154) gi sul mercato antiquariale milanese, rappresenta eloquentemente una sintesi dellinflusso giordanesco mitigato dalle nuove istanze classicistiche di matrice marattesca. La scala monumentale, le pieghe metalliche, la gamma cromatica gi alquanto raffreddata
retaggi eloquenti dellapprendistato romano fanno da sfondo a questa contrita messinscena del dramma
sacro, secondo una modulazione in chiave gi devozionale e pietistica non lontana dalle interpretazioni
analoghe ed in parte coeve di pittori come Angelo Solimena e Paolo De Majo (Forgione).
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Il Giudizio di re Mida (tav. 155), raffigura il mitico re della Frigia nel ruolo di giudice della
celebre contesa musicale fra Apollo e Marsia ed contrassegnato da toni rischiarati e lievi, colorito
freddo ed un modellato raffinato ed intenerito, che inducono a collocare cronologicamente il dipinto
nel periodo pienamente europeo del pittore intorno alla seconda met del secondo decennio, quando
ha oramai assunto un vocabolario classicamente romano e francese, impreziosito dalle tendenze pi
aggiornate del rocaille europeo (Festa).
Il Martirio di san Vitale (tav. 156) fa parte di quella produzione a carattere devozionale, che serve
a indurre ad una riflessione losservatore, invitandolo a condividere la sofferenza dei personaggi rappresentati. Lopera databile intorno al 1712 per stringenti affinit con dipinti realizzati in quellanno,
come il San Girolamo penitente ed il Martirio di san Sebastiano (Fig. 63), entrambi a Guardia Sanframondi, con i quali condivide la vivacit cromatica e la capacit di modulare classicamente lespressione
del dolore, in linea con gli stilemi pi avanzati della pittura rocaille di matrice europea.
Venere consegna le armi ad Enea (Fig. 32) faceva parte, assieme ad altri dipinti di autori importanti
quali Solimena, del Po, Giaquinto, Franceschini ed altri delle decorazioni della Galleria dellEneide
nel Palazzo Bonaccorsi a Macerata realizzate entro il 1714. Il primo ad attribuirla al De Matteis fu
Miller nel 1963; in seguito Ferrari ne ha confermato lautografia nel 1979, sottolineando che il pittore
aveva utilizzato come fonte ispirativa un precedente modello del Giordano, identificabile con la tela
conservata presso il Museum of Fine Arts di Boston.
Di Rinaldo ed Armida (tav. 157 - Fig. 64) si conservano diverse repliche autografe con varianti
eseguite tra la fine del Seicento ed i primi decenni del secolo successivo. Soprattutto nella seconda
versione dovrebbe valere una datazione pi avanzata per le strette connessioni formali che la legano
al Venere che consegna le armi ad Enea di Palazzo Bonaccorsi a Macerata.
La Morte di Catone uticense (Fig. 65) conservato a Monaco nel Bayerische Staatgemaldesammlungen, riprende una tematica cara gi ai pittori napoletani del primo Seicento, dal Maestro degli Annunci al Ribera, dal Fracanzano al giovane Giordano, ripresa ad inizio Settecento dal Solimena e dal
del Po, rendendo difficile una datazione certa, nonostante le cogenti affinit verso il San Rocco (Fig.
20) di Guardia Sanframondi eseguito nel 1712.
Presso lo stesso prestigioso museo si conserva anche un Paesaggio con Diana e Atteone (Fig. 66),
una rarit iconografica nel catalogo del De Matteis per la presenza del vasto paesaggio naturale, di
gusto idealizzante tra arcadia e rococ, che potrebbe far pensare a Michele Pagano come autore. Lunico precedente certamente del De Matteis il bozzetto col Miracolo di San Nicola (tav. 31), per la
chiesa eponima, del quale abbiamo parlato nel relativo capitolo.
Ed inoltre, sempre nelle austere sale del museo di Monaco, conservato un San Giovanni Nepomuceno davanti al re Venceslao (tav. 158), firmato, proveniente dalla Galleria Elettorale di Dusseldorf.
Del dipinto sembra parlare il De Dominici, ma tenendo conto, che la beatificazione del soggetto rappresentato avvenuta solo nel 1721, difficilmente pu essere collocato prima di quella data.
Il beato conte Andrea Conti da Anagni (Fig. 67), conservato a Parigi nella collezione Rosenberg,
stato eseguito durante il soggiorno di tre anni a Roma, dal 1723 al 1726, in compagnia del Mastroleo
e di Giovan Battista Lama. Il De Dominici riferisce che il quadro gli fu commissionato da papa Innocenzo III Conti, per cui trattasi di opera dellavanzata maturit, di squisita fattura, anche se gi inclinante verso incipienti soluzioni di retorica catechistica e di didattica convenzionale.
Anche il Matrimonio mistico di S. Caterina (Fig. 68) probabilmente stato eseguito durante gli
anni del soggiorno romano e potrebbe identificarsi con il dipinto commissionato dal cardinale di Polignac. Infatti si pu notare che per quanto affine alle due composizioni eseguite per la duchessa di
Laurenzano, la tela presenta modi pi composti e toni freddi e rischiarati, caratteristici degli ultimi
anni della sua attivit. A questa tela va collegato il Martirio di S. Caterina dAlessandria (Fig. 69), firmato e datato 1708, conservato a New York in collezione Levine.
Descriveremo ora una serie di dipinti accomunati dal soggetto mitologico, partendo da un Apollo
e Dafne (Fig. 27), conservato in una raccolta di Berkeley, derivato da modelli maratteschi e di cui
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esiste una replica autografa in collezione californiana. Esso va collocato cronologicamente sul finire
del Seicento nel momento del trapasso tra classicismo e gusto rococ.
Un felice esempio delle qualit di raffinato interprete dei gusti moderatamente classicheggianti
espressi dallArcadia lo possiamo apprezzare in un Bacco ed Arianna (Fig. 70) transitato sul mercato
antiquario milanese.
Pienamente settecentesco ed influenzato dal Solimena viceversa il monumentale Salomone e
la regina di Saba (tav. 159) di una collezione viennese, da porre in relazione con la controfacciata
della distrutta chiesa di Santo Spirito di Palazzo eseguita dal pittore nel 1710.
Venere e Marte sorpresi da Vulcano (tav. 160), della collezione napoletana di Michele Gargiulo,
rappresenta una originale sintesi compositiva nella quale lautore appare rivolto a potenziare la componente classicista del suo linguaggio, soprattutto in relazione alla realizzazione dei due corpi splendidamente definiti di Marte e Venere. Lopera si pone in linea con gli esiti conseguiti dallartista nellambito delle tematiche profane sviluppate fra il primo ed il secondo decennio del Settecento, dopo
il suo soggiorno a Parigi, contraddistinte da un preziosismo materico nella definizione delle anatomie
dei protagonisti dei suoi dipinti.
Commentiamo ora uno dei capolavori dellartista: lAllegoria per la pace di Rastatt e di Utrecht
(tav. 161), che costituisce il bozzetto per la composizione descritta dal De Dominici, la quale sanciva
il passaggio del viceregno di Napoli dallamministrazione spagnola al governo imperiale di Vienna.
Di questa opera, distrutta in epoca imprecisata, si conserva nel museo di Capodimonte, proveniente
dalla collezione Santangelo, il frammento centrale con lautoritratto del De Matteis (tav. 162), mentre
dipinge la tela in cui sono rappresentate, personificate, lAustria e la Spagna che si riappacificano.
La grande tela, eseguita poco dopo il 1714, fu esposta al pubblico presso il Monte dei Poveri Vergognosi e non fu accolta positivamente dalla critica per la novit e larditezza delle soluzioni iconografiche, mentre, come sottolinea Spinosa, la brillantezza delle luci e delle materie cromatiche conducono lartista a esiti sottili di colta e raffinata ironia.
Lidea della composizione deriva da una celebre tela del Giordano, conservata al Prado, la quale
raffigura Rubens mentre ritrae lallegoria della pace e della guerra.
Unaltra famosa allegoria rappresentata da un dipinto conservato ad Opocno, firmato e datato
1717, raffigurante lAllegoria per il trionfo dellimperatore Carlo VI dAsburgo sui Turchi (tav. 163),
nella guerra combattuta dagli austriaci per oltre un anno, a partire dal 1716, sotto il comando di Eugenio di Savoia, il quale si riconosce nel personaggio a cavallo per la presenza dei vari attributi imperiali, tra i quali la corona e lo stemma dellAustria.
Secondo il racconto del De Dominici De Matteis dipinse per il soffitto di una residenza viennese
del conte Daun, nella fase finale del suo secondo incarico come vicer di Napoli (1713-1719), una
grande tela raffigurante Ercole coronato dalla gloria, opera da tutti lodata prima di essere spedita a
Vienna, quando fu esposta a Napoli in Palazzo Reale.
Di questa composizione conserviamo il bozzetto (tav. 164), transitato in unasta Christies nel
1985 ed oggi conservato in California nella raccolta Mc Donald, il quale riprende, come sottolineato
da Spinosa, schemi compositivi tipici della decorazione tardo barocca con temi e soggetti profani
dal complesso significato allusivo, moraleggiante, encomiastico e celebrativo, soluzioni gi sperimentate dal pittore in precedenti dipinti di matrice marattesca, confermando esiti di forzata chiarezza compositiva e di studiata evidenza formale, che anticipano tendenze e soluzioni della stanca produzione
finale, tra raggelante purismo e rigido accademismo e confermano una datazione della composizione
intorno al 1719.
Allo stesso momento, per evidenti affinit stilistiche, si pu datare lAllegoria della Notte (Fig.
71), pervenuta assieme ad altri dipinti napoletani nel 1864 con il legato Silguy al museo di Quimper
in Francia.
Abbiamo gi accennato in un capitolo precedente allAurora e trionfo di Apollo sul carro del Sole
(tav. 87), conservato nella raccolta del conte von Schonborn, in passato attribuito al Trevisani, prima
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di essere assegnato al De Matteis da Schleier, il quale lo identific con il modello per un plafond non
rintracciato, datandolo poco oltre gli inizi del Settecento. Nellopera si possono apprezzare le qualit
compositive da aereo e spigliato rococ, il tenero modellato delle figure come quello delle statuine di
porcellana policroma, i toni freddi e brillanti delle luminose materie cromatiche (Spinosa).
Un tassello importante nellattivit del De Matteis quella di collaboratore con generisti in quadri
di natura morta, come ci riferisce il De Dominici: accordava quadri di nature morte con un fare cos
simile a quello di Giordano da confondere gli intenditori. Un esempio calzante di questa sua abilit
lo possiamo riscontrare in una Primavera (Fig. 72), transitata sul mercato antiquario londinese ed attribuita da alcuni studiosi a Luca, mentre invece, in linea col parere di Scavizzi, va assegnata al Nostro,
che ci offre una immagine modellata sulla tarda produzione del maestro in sintonia con le figure realizzate dal De Matteis nella volta della chiesa di San Ferdinando.
Particolarmente interessanti sono due Nature morte con figure e paesaggio (tav. 165-166), le
quali, come da me pubblicato nella Natura morta napoletana del Settecento, fanno parte di un gruppo
con altre due tele raffiguranti Lot e le figlie e Salomone indotto a sacrificare agli dei stranieri, nelle
quali il De Matteis oltre alle figure esegue anche il paesaggio, in cui spiccano dei cipressi, che allepoca
adornavano le residenze aristocratiche della provincia. Esse vanno collocate nel primo decennio del
Settecento, subito dopo il ritorno da Parigi, perch si possono apprezzare nelle composizioni quelle
soluzioni di temperato classicismo appreso dal Maratta e dai pittori francesi, un modus pittorico di
calda intonazione sentimentale in antitesi allo stile solenne propugnato dal Solimena negli stessi anni.
I dipinti sono ambientati in uno scenario arcadico con protrudenti cascate di fiori rese con una tavolozza preziosa di gusto prettamente rococ, che esalta il variopinto cromatismo delle dalie, dei tulipani
e dei garofani, mentre la presenza del cocomero spezzato in due un chiaro omaggio alle invenzioni
del Brueghel napoletano.
Tra le collaborazioni con Baldassarre De Caro segnaliamo un Servente ad una battuta di caccia
con una contadina ed un cane (Fig. 73) ed una Cacciagione di penna ed una lepre con cacciatori e cani
(tav. 167), entrambi in collezione privata.
Ed infine descriviamo un vero capolavoro: una Allegoria dellEstate (tav. 168), conservata in una
raccolta olandese, facente parte di un nucleo di tele commissionate nel 1684 per la festa del Corpus
Domini dal vicer, il marchese del Carpio, al Giordano, il quale invit a collaborare con lui il De Matteis ed i maggiori generisti dellepoca da Giuseppe Recco ad Abraham Brueghel, da Giovan Battista
Ruoppolo a Francesco Della Questa. Il celebre pittore firm per loccasione Jordanus accordavit e
predispose un progetto che includeva 14 tele, nelle quali le figure umane svolgevano un ruolo sussidiario rispetto al dilagante protagonismo di fiori, frutta, ortaggi, armenti, cacciagione e frutta. Quadri
di altissima qualit finiti per la maggior parte ai quattro angoli della Terra fino alla lontana Australia,
traboccanti di vitalit ed estro decorativo, a dimostrazione palpabile di quanto leffimero barocco sia
stato capace di sfuggire al suo destino di precariet, riuscendo ad imprimere il suo suggello nelleternit
dellarte.
Nel 1712 il De Matteis esegue uno dei suoi quadri pi celebri e celebrati, un Ercole al bivio (tav.
169), firmato, su richiesta del conte di Shaftesbury, il quale si era ritirato a Napoli perch gravemente
ammalato e desiderava che nella tela fossero trasfuse le sue convinzioni estetiche, basate sullarmonia
e sulla concordanza tra Bellezza e Virt.
Lo Shaftesbury inizialmente ha dei dubbi di poter trovare a Napoli un artista capace di mettere
in pratica le sue idee, successivamente in una lettera indirizzata al suo amico Cropley, dichiara di aver
finalmente trovato in De Matteis il pittore eminente che cercava, quello che egli giudicava il migliore pittore italiano del momento. Affidata al cilentano la realizzazione del quadro, egli scrisse un
saggio, che costituisce il vero programma iconografico ed iconologico del dipinto, un trattato sulla
pittura di storia pubblicato a Londra nel 1713, nel quale il filosofo inglese cercava di dimostrare come
il classicismo fosse la via per il recupero della naturalezza di contro al concettismo barocco, un ideale
che circolava nellambiente dellArcadia.
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Nello stesso anno, su committenza di una figura eminente della colonia arcadica napoletana, cio
per Aurora Sanseverino, duchessa di Laurenzano, donna di estesa e raffinata cultura, poetessa nota
nellambiente come Lucinda Coritesia esegue una multi cromatica Annunciazione (tav. 170), esposta
negli Stati Uniti, presso il Saint Louse museum art ed una Adorazione dei pastori (Fig. 74) conservata
a Richmond, nel museum of Fine arts, citata dal De Dominici, il quale vi rivel segni precisi di uno
spiccato interesse per i modi del Reni, mentre il Ferrari annotava come nella tela si realizzasse il pi
lucido travaso nella tematica religiosa della poetica arcadica. Spinosa ha poi fatto notare che il particolare della Madonna col Bambino replicato in un dipinto della Crocker Art Gallery, a lungo assegnata al Sassoferrato e restituita nel 1979 al De Matteis da Schleier.
Queste opere, cos come la tela con Enea che riceve le armi da Venere (Fig. 32), segnano lapice,
anche qualitativo, del classicismo del De Matteis e del suo atteggiamento critico nei confronti del Solimena, il quale pure sera reso partecipe delle tendenze estetiche dellArcadia, traducendole per nei
modi duna compassata accademia (Ferrari).
Presso lo Statens museum for Kunst di Copenhagen sono raccolti due dipinti provenienti dalla
raccolta del cardinale Silvio Valenti Gonzaga, raffiguranti Caino uccide Abele (Fig. 75) e Adamo ed
Eva piangono Abele ucciso (Fig. 76). Precedentemente assegnati al Giordano sono stati attribuiti al
De Matteis da Olsen nel 1961 e collocati cronologicamente sul finir del Seicento, nel momento di pi
intensa apertura del pittore cilentano tra Arcadia marattesca e rococ.
Rimanendo ad Adamo ed Eva, segnaliamo una Cacciata dal Paradiso terrestre (Fig. 77), gi sul
mercato londinese, stilisticamente vicino alle due versioni dellAndromeda (Fig. 30-31) ed alla Danae
(tav. 82) del museo di Detroit, ulteriori esempi delle capacit del pittore, dopo il ritorno da Parigi, di
volgere elementi di cultura classicista in toni da Arcadia raffinati ed eleganti, laici e mondani, anche
nelle illustrazioni di tradizionali composizioni a tema sacro, con soggetti biblici o evangelici.
Prendiamo ora in esame un Episodio della Gerusalemme Liberata (Fig. 78), siglato, gi in collezione Catello a Napoli, collocabile cronologicamente nellultimo decennio del Seicento, per le strette
affinit con lOlindo e Sofronia (Fig. 62), che reca la data 169 ed evidenzia, come tutta la produzione
di quegli anni, il felice tentativo del De Matteis di conciliare elementi del classicismo marattesco con
il pittoricismo del Giordano, fino a raggiungere esiti di gusto ormai settecentesco, senza tuttavia sottovalutare la coeva sperimentazione tra preti, Giordano e lo stesso Maratta (Spinosa).
Un altro episodio dal poema del Tasso brillantemente illustrato dal Nostro in una splendida tavola
con Erminia tra i pastori (tav. 171) mette in evidenza le qualit di brillante colorista del De Matteis.
Passando dal Tasso allAriosto, proponiamo prima un tenero idillio tra Angelica e Medoro (tav.
172) e poi due tavole transitate tempo fa sul mercato antiquariale romano, presso Canessa, raffiguranti
episodi dallOrlando Furioso (Fig. 80-81). Esse sono impregnate da una rara vivacit cromatica e probabilmente in origine decoravano le pareti laterali di uno scrigno. Sono senza dubbio tra i pi preclari
esempi delle notevoli qualit di illustratore delle fonti principali dellArcadia letteraria e poetica, inclinante a soluzioni di gusto raffinatamente lirico e mondano.
La Caduta di Curzio Rufo (tav. 173) un altro dipinto collocabile allultimo decennio del Seicento, per la chiara ispirazione a modelli giordaneschi del periodo fiorentino, come unaltra tela di
identico soggetto conservata al Bowes museum Barnard Castle, replicata anche in un dipinto a Burghley House ed in seguito in uno conservato nei depositi delluniversit di Barcellona.
Agli stessi anni dovrebbero appartenere anche la Fucina di Vulcano (tav. 174), di attribuzione
border line e lintrigante Allegoria dellAstronomia (tav. 175).
Segnaliamo ora, nellambito delle opere minori di soggetto religioso, una serie di dipinti quasi
tutti in collezione privata o transitati di recente sul mercato.
Cominciamo dagli unici esposti in sedi museali: una Assunzione della Vergine (tav. 177) conservata a Boston, nel Museum of Fine Arts e due pendant esposti nella pinacoteca di Bari, raffiguranti un
Battesimo di Cristo (tav. 178) ed un Cristo nellorto (tav. 179).
Passiamo poscia ad una Nativit (tav. 180), ad una Sacra Famiglia (Fig. 82) di una privata raccolta
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di Reggio Emilia e a due dipinti transitati in asta da Semenzato a Venezia: una Adorazione dei pastori
(tav. 181) e una Madonna col Bambino e San Giuseppe (tav. 182).
Continuiamo con due tele particolarmente interessanti: una Gloria di S. Ignazio di Loyola (tav.
183) ed un San Francesco Borgia davanti al corpo della Regina Isabella di Castiglia (tav. 184) entrambi
in collezione privata, per concludere con due quadri quanto mai originali, presenti tempo fa sul mercato
antiquariale genovese, rappresentanti un Cristo benedicente (tav. 185) ed una Vergine addolorata (tav.
186) ed un San Sebastiano curato dalle pie donne (Fig. 83), un tempo assegnato al Conca, a conferma
delle relazioni costantemente tenute dal De Matteis con gli ambienti del classicismo romano e pubblicato poi da Spinosa, correttamente assegnato a De Matteis, con una datazione alla seconda met
del secondo decennio del Settecento, dopo i lavori eseguiti a Guardia Sanframondi.
Esaminiamo ora una serie di tele a soggetto mitologico, biblico e neotestamentario.
Partiamo da un Ratto di Proserpina (Fig. 84), firmato e datato 1709, che documenta chiaramente
un momento di vivace intensit pittorica dellartista dopo il ritorno da Parigi, nella resa di gusto preziosamente rocaille di modelli giordaneschi e maratteschi.
Gi nella collezione Gallotti a Napoli vi erano due pendant raffiguranti Salomone che sacrifica
agli idoli stranieri (tav. 187) ed un conturbante Loth e le figlie (tav. 188), uniconografia di grande
successo richiesta da una clientela laica e borghese.
Uno splendido Apollo promotore della musica (tav. 189) ed un David festeggiato dalle ragazze
ebree (tav. 190).
Una coppia di dipinti conservata nelle prestigiose sale del Kunsthistorisches museum di Vienna,
raffiguranti un Sacrificio di Isacco (tav. 191) ed un Agar nel deserto (tav. 192).
Nella Fondazione Teruzzi di Bordighera si conserva un dipinto ispirato alla penna immortale di
Omero: Ulisse che scopre Achille tra le figlie di Licomede (tav. 193).
Affollato di personaggi e con un interessante dettaglio di natura morta degno di uno specialista
il Viaggio di Rebecca a Canaan (tav. 194), pi modesti, ma dal cromatismo vivace, il Giudizio di
Paride (tav. 195), Latone ed i contadini Lici (tav. 196), un Apollo e Dafne (tav. 197) ed Abramo caccia
Agar ed Ismaele (tav. 198), firmato e datato 1714.
Nella collezione Varone a Castellammare di Stabia conservata una splendida tela raffigurante
il mito di Alfeo ed Aretusa (tav. 199), nel quale la ninfa, del seguito di Artemide, inseguita dal dio fluviale, riesce a raggiungere lisola di Ortigia, dove per viene raggiunta dalla divinit innamorata che,
ripresa la forma del fiume, ha attraversato il mare conservando pure le sue acque.
Assegnata al De Matteis dal Rosenberg stata collocata durante il periodo francese dellartista.
Lo studioso ha identificato altre tele di soggetto mitologico e di identiche dimensioni quali Salmace
ed Ermafrodito e Giove e Semele nel museo dAbbeville.
I colori chiari e vitrei e le tonalit pastello, il violetto dei vestiti della dea, imprimono un carattere
particolare allopera, mentre la grazia spiritosa ed un po ironica che spira dai volti ci evidenzia un
gusto settecentesco, gi arcadico rococ, che contrasta con il ricordo naturalistico del panno posto a
terra a destra della scena. Tutta la tela mette in mostra una certa indipendenza dal Giordano, mentre
si riscontra un palpabile influsso da parte di Carlo Maratta. Le figure femminili, posseggono una forte
carica di sensualit degna del miglior Sebastiano Ricci.
Una tela (tav. 200) con identica iconografia e di notevole qualit conservata in una raccolta privata di Verona.
Concludiamo con un Pan e Siringa (tav. 201) dai colori squillanti di una collezione privata di
Carpi.

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La grafica
La grafica del De Matteis (Fig. 85), dopo il pioneristico lavoro del Vitzthum del 1967 e dopo le
ultime delucidazioni della Farina, ma soprattutto di Pestilli, ha assunto contorni ben definiti ed passato il periodo in cui qualunque elaborato di sapore giordanesco, che non reggeva lautografia di Luca,
veniva attribuito al Nostro.
Oggi sappiamo distinguerlo tenendo conto che le sue composizioni sono costruite frontalmente
per linee verticali. I lavori pi significativi dellartista sono collocabili nellultimo decennio del secolo
e si basano sulla stessa tecnica adoperata dal maestro per costruire le forme: un tocco rapido di matita,
quindi le ombre create attraverso un acquerello, che risalta i caratteri della composizione.
Nellambito di questa ricostruzione occupa un posto di rilievo il disegno del Louvre raffigurante
San Filippo Neri mentre celebra la Messa (Fig. 86), che fu esposto alla mostra Civilt del Settecento
a Napoli, commentato nel catalogo dalla Causa Picone, la quale evidenzi come nel foglio in esame
non si fosse ancora operato un temperamento del barocco del Giordano in senso marattesco e colloc
la stesura dello stesso dopo il ritorno dellartista dalla Francia, avvenuto nel 1705.
Da poco il Giordano aveva eseguito per la chiesa dei Gerolamini una serie di tele con Storie di
San Filippo Neri ed il disegno del De Matteis vuole essere un doveroso omaggio al maestro.
Tra gli esempi pi noti eseguiti prima della fine del secolo ricordiamo un Salomone e la regina
di Saba (Fig. 87), firmato, conservato nella Biblioteca reale di Madrid. Il disegno di chiarezza compositiva bellissima ma anche di vaporoso degradare di forme nello spazio (Scavizzi) il segno pi
tangibile dellelevato livello raggiunto dallartista, del quale, quanto prima, imparando a distinguerlo
dal Giordano, si identificheranno sempre pi esempi di buona fattura.
Sempre nella Biblioteca di Madrid conservata una fiammante sanguigna raffigurante la Caduta
di Fetonte (Fig. 88)
La Causa Picone, nel 1999, nel catalogare i disegni conservati presso il museo di San Martino,
ha restituito al De Matteis una serie di fogli di non eccelsa qualit, a partire da una Testa di uomo (Fig.
89), ritenuta una copia da Di Giampaolo, mentre la studiosa pensa possa essere una delle esercitazione
sullantico eseguite a Roma per conto del marchese del Carpio.
Segue poi un foglio, firmato, che presenta sul verso uno Studio di nudo virile (Fig. 90) e sul
recto una Studio di testa di uomo (Fig. 91). Anche questo rientra tra le cosiddette accademie, ovverosia lindagine sul corpo umano ripreso dal naturale o dalla statuaria. Una traccia per lattribuzione
al De Matteis costituita dal passo del De Dominici: col frequentare laccademia di San Luca
cerc dimpossessarsi del nudo, oltre al disegnar le belle statue antiche. Delle quali fece anche molte
copie per lo mentovato marchese (Del Carpio) per le quali consegu Paoluccio molte lodi dai professori.
Per cogenti raffronti possono considerarsi della stessa serie anche un disegno (Fig. 92) conservato
a Capodimonte ed uno Studio di nudo (Fig. 93), firmato, transitato sul mercato antiquariale.
Proseguiamo con un foglio raffigurante Ercole e Bacco fanciullo (Fig. 94), che secondo Ortolani
era servito come idea iniziale per la realizzazione del celebre Ercole al bivio, eseguito nel 1712 e conservato nel museo di Monaco.
Vi poi un Socrate e i suoi discepoli (Fig. 95), di un certo interesse perch, come sottolinea la
Picone, si pone in termini ribereschi, a conferma di un distacco dai modi del Giordano.
Esaminiamo poi una Madonna in gloria con due santi (Fig. 96) per la quale la studiosa fa notare
come appartenga al De Matteis una grafica di discordanza qualitativa quando inventi una soluzione
scenica o quando, invece, abbozzi un disegno di presentazione o di imitazione giordanesca.
Un Cristo in gloria (Fig. 97) pu essere rapportato a due fogli americani raffiguranti una Sacra
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Famiglia con San Giovannino ed un San Marco in gloria; in questi esempi la condotta grafica dellartista si espande ricca e liberamente barocca per larghi tratti.
Concludiamo questa carrellata fra i disegni provenienti dalla raccolta Ferrara Dentice con una S.
Anna e la Vergine bambina che impara a leggere (Fig. 98), in passato ritenuta dalla critica opera di
Mattia Preti.
Sempre nel museo di San Martino sono conservati presso altre raccolte alcuni disegni border line
attribuibili al De Matteis; tra cui segnaliamo un San Luca intento a ritrarre la Madonna (Fig. 99) ed
un Ratto di Deinera (Fig. 100).
Negli Stati Uniti, a New York, sono visibili numerosi fogli, alcuni di notevole qualit, ascrivibili
al pittore cilentano; ne ricordiamo due presso The Morgan Library & Museum: una Sacra Famiglia
con San Giovannino (Fig. 101) ed una Testa grottesca (Fig. 102), uno presso il Cooper - Hewitt Smithsonian Design Museum, raffigurante Cupido alza con le braccia grappoli di fiori (Fig. 103) e lultimo
al Metropolitan, un Tobia e langelo (Fig. 104).
Trasferiamoci a Parigi, al Louvre, dove, nella sezione specializzata, sono visibili uno Studio di
angeli sulle nubi (Fig. 105) ed una S. Maria Maddalena portata in cielo dagli angeli (Fig. 106).
Ritorniamo in Italia a Palermo, dove, nella Galleria regionale di Palazzo Abatellis, possiamo ammirare il disegno preparatorio (Fig. 107) per lIncontro tra San Benedetto e Totila (Fig. 45), conservato
nellAbbazia di San Martino delle Scale.
A Venezia presso la direzione del Banco popolare esposto il disegno preparatorio (Fig. 108),
per il celebre dipinto (tav. 164) raffigurante il Trionfo di Ercole.
Nel campo delle incisioni possiamo segnalare, gi presso la raccolta della nobile famiglia Bisignano (Fig. 109), committente dellopera, un notevole lavoro raffigurante Europa sale sul dorso di un
toro (Fig. 110).
Tra le numerose versioni della Galatea (Fig. 36) dipinte dal De Matteis il foglio in esame (Fig.
35) si avvicina maggiormente a quelle di Pommersfelden (Fig. 28), per la presenza dei tritoni e dei
putti volanti in alto e di Kassel (Fig. 33), per la posizione della dea, voltata per specularmente.
Il Sestieri, nel catalogo della mostra Civilt del Seicento a Napoli, sottoline nel disegno lintelligente fruizione dellinsegnamento del Giordano, caratterizzata da una stesura rapida, abbondantemente
coadiuvata dallimpiego dellacquerello, al punto che il lavoro presenta il carattere di un vero e proprio
bozzetto, a differenza di altri due studi conservati al Metropolitan di New York, che si riferiscono alla
sola figura principale. Lo studioso infine collocava lopera a monte di tutte le altre esecuzioni dellartista
sul medesimo soggetto, estremamente richiesto al passaggio tra Seicento e Settecento..
Il disegno preparatorio (Fig. 111) per lAllegoria della Sapienza e delle Arti (tav. 147), un acquerello su sanguigna, conservato a Darmstadt, Hessischen Landsmuseum, come a suo tempo sottoline
lo Schleier, presenta sostanziali differenze col dipinto, marcato da elementi sia classici che barocchi.
Chiudiamo con due notevoli fogli, che di recente sono stati in mostra a Parigi in una rassegna sul
disegno napoletano dal 1550 al 1800. Essi raffigurano un Aurora conduce il carro trainato da draghi
(Fig. 112) ed unImmacolata Concezione (Fig. 113).
Il primo foglio rappresenta lAurora, in particolare raffigurata Cerere sul suo carro trainato da
draghi. Sul basso la presenza di Pan e della capra Amaltea, nutrice di Giove, costituiscono unallegoria
dellabbondanza e confermano che si tratta di Cerere, dea della Terra. La collocazione cronologica
pi attendibile quella del periodo di influsso giordanesco, quando il De Matteis dimostra gi una
provetta padronanza della tecnica del disegno.
Il secondo, raffigurante una Immacolata Concezione, uno studio per una composizione religiosa,
probabilmente un disegno preliminare per la pala (fig. 22), gi presso la chiesa di San Francesco degli
Scarioni, eseguita nel 1722 oppure per quella della chiesa della Concezione a Chiatamone, eseguita
nel 1726. La composizione in esame caratterizzata dalla posizione verticale della figura del Dio
Padre in cima, la Vergine al centro, in piedi su una luna crescente, mentre calpesta il serpente, circondata da cherubini e sostenuta da alcuni angeli.
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Documenti
A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 117.2.10 estinta il 7 maggio 1701, giorn. cop. matr. 443
A Francesco e Nicola Penta d. cento e diciassette gr. 2,10 e per loro al Cavalier dAragon di Lavali
per altri tanti e per lui a Pavolo de Matthia disse a compimento del prezzo di tre quadri da che importa
cento e ottanta scudi havendone ricevuto sessantadue e mezzo contanti quali detti quadri per Servitio
de SS.ri Abbati di Ginson et di Lonnois et con questo pagamento resta intieramente sodisfatto e per
lui al suddetto Castaldo per altri tanti.
A.S.B.N., Banco di S. Eligio. Partita di d. 100 estinta il 18 febbraio 1705, giorn. cop. matr. 689
Al Principe di S. Antimo e per lui al R. Giulio de Pace per doverseli pagare al Pavolo de Matteis,
secondo lordine di Monsignor Ruffo suo fratello per certi quadri e per lui a Paolo de Matteis li paga
in nome e parte dellIll. Monsignor Bichi Chirico di Camera e sono per mezzo di un quadro fatto per
detto Prelato da d. Pavolo e sono proprio denaro di detto Ill.mo Monsignor pervenutoli dal Monsignor
Vescovo di Sarno e per lui a Domenico Zotterelle per altri tanti.
A.S.B.N., Banco dello Spirito Santo. Partita di d. 300 estinta il 26 aprile 1706, giorn. cop. matr. 877
AD. Sebastiano Gadaleta d. trecento e per lui a Rosalena Perrone disse d. 200 sono a conto delle
pitture che sta facendo Paulo de Matteis suo marito nel Sagro e Real Monastero di Montecassino, e
laltri d. 100 se li pagano a conto delle tele comprate dal suddetto Pailo de Matteis e per essi a Giuseppe
de Matteis suo figlio per altri tanti.
A.S.B.N., Banco dello Spirito Santo. Partita di d. 40 estinta l1 marzo 1707, giorn. cop. matr. 888
A ChristoforoMaldacea d. quaranta e per lui a Paolo de Matteis e sono li medesimi che il Vescovo
dAscoli ha rimesso per pagarseli per il prezzo di un quadro dipinto e consignato e con detto pagamento
resta intieramente sodisfatto e per lui a Domenico Zotterelle per altri tanti.
A.S.B.N., Banco di S. Eligio. Partita di d. 30 estinta il 19 dicembre 1707, giorn. cop. matr. 715
A. D. Flaminio Grimaldi d. trenta e per lui a Paolo de Matteis a compimento di d. quarantaquattro,
mentre laltri d. 14 li riceve da lui contanti e detti d. 44 li sono da lui dati a conto di d. 100 per lintiero
prezzo di un quadro sopra tela che detto Paolo dovr fare con leffige de SS. Placido e Mauro che
deve collocarsi in una delle cappelle della chiesa di Monte Oliveto, dovendo correre a suo conto loltramarino e tela (sic) dove possa detta tela essendo fra di loro cossi convenuti

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A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 36.1.8 estinta il 27 maggio 1709, giorn. cop. matr. 528
Alla Regia Cassa m.le d. trentasei 1.8 e per lei al m. Giovanni Battista Starace Pagatore del Regio
Palazzo a compimento di d. cento fattoli esito 24 del corrente per Paolo de Matteis, atteso laltri d.
63.3.12 per detto compimento lha ricevuti di contanti e per lui a Paolo de Matteis a compimento de
d. cento per tanti liberatoli da S. Eminenza per causa di due retratti che ha fatto nella Sala de SognorVocer, atteso il compimento lha ricevuto cio in due partite per il Banco di S. Giacomo, uno da
31.4.11 e laltra da 31.4.1, atteso ad esso spettano e per lui a Domenico Zotterelle per altri tanti.
A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 30 estinta il 28 luglio 17010, giorn. cop. matr. 538
A Francesco de Fiore d. trenta e per lui a Paolo de Matteis per altri tanti e per lui a Domenico
Zottarella per altri tanti.
A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 360 estinta il 20 marzo 1712, giorn. cop. matr. 566
A. P. Flectuarso e Pers d. trecentosessanta e per esso a Paolo de Matteo et esserno per lintiero
prezzo di pingere fatto per il Signor Conte di Shafstbury e con questo pagamento resta sodisfatto e
per esso a Domenico Zottarella per altri tanti.
A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 150 estinta il 10 dicembre 1712, giorn. cop. matr. 570
A Domenico Perrelli d. centocinquanta e per esso a Carlo Antonio Ferri et esserno per tanti in
esso da Roma trattili Ferdinando Alesio Menicucci con sua di cambio a 21 ottobre p.p. pervenuta,
dallAbbate Faresi che disse farglieli pagare di ordine a conto della?abbate Filippo Bonaccorsi et per
esso a Paolo de Matteis et esserno per un picciolo riconoscimento al suo gran merito di un quadro di
palmi dodici in circa dove si appresenta Enea ca lui da Venere li viene aditare larmi che presentemente
sta dipingendo che terminato detto Virtuoso dovr consignarlo et per esso al detto Remo per altri
tanti.
A.S.B.N., Not. Biagio Imbrogne di Napoli. Conc. Pro Venerabilis Taranti et Magn. Paulo de Matteis.
Eodem die primo mensis Novemris 1714 Consituiti nella nostra presenza ill. D. Orontio Maria
Marrese della citt di Taranto Procuratore della Cattedrale di Taranto. D. Domenico Castaldo Cavitella sacerdote di detta Cattedrale, e Giulio Cesare Balsamelli Deputati della Venerabile Cappella
di S. Cataldo, eretta dentro detta Cattedrale. Il quale Ill. D. Oronzio in detto nome agge ed interviene
alle cose infrascritte come Procuratore ut supra, ed in nome e parte di detti Signori Deputati e della
Cappella suddetta e per li medesimi loro Posteri e successori. Per li qual Deputati e Cappella Ill. D.
Orontio sempre ed in ogni furutosempio ha promosso de rata e da una parte et il Sign Paolo de Matteis
da Napoli il quale parimenti agge ed interviene alle cose infratte per se suoi eredi e successori dallalua
parte.
Le dette Parti in detti nomi si sono venute fra di loro a conventione in nomine vigente della quale
detto Sign Paolo ha promosso e si obbligato di pittare a fresco di proprio sua mano la cupola della
Cappella di S. Cataldo sita dentro detta Cattedrale Chiesa di ogni perfettionebunt, qualit, et al naturale, con tutte quelle figure che pareranno convenienti ad esso sign Paolo al cielo di detta Cuppola ed
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in quanto allestremit di detta Cuppola dove so formano li finestroni che anco devono pingersi dal
detto Sign paolo come sa, si devono fare di quelle figure ed imagini che chiederanno essi signori deputati della medesima con ponerci detto Signor Paolo tutti li colori necessary anco di colore azzurro
doltremarino, che sar necessariio nella detta pittura di cuppola e finestroni in conformit del Disegno
che per me si conserva.
E questo fra lo spatio di un anno numerando dal giorno che detto Signor Paolo comincier lopera
suddetta.
Per convenuto e finito prezzo di d. quattromilatrecentocinquanta de carlini dargento.
A conto de quali detto Signor Paolo ha confessato haver ricevuto et havuto da detti Signori Deputati d. Duemila cio d. 1800 per mezzo del banco del Sacro Monte de Poveri con poliza notata fede
in testa del Signor Nicola Pastena del quondam Domenico, e da questo girata al detto Signor Paolo
per la causa suddetta e gli altri d. duemila, 200 complimento di detti d. 2000 per mezzo del banco del
SS. Salvatore con polizza notata fede in testa del detto ill. D. Cataldo Maria Marrese
E li restanti d. 2350 detto D. Orontio in detto nome ha promesso e si obligato di dare e pagare a
detto signor Paolo de carlini dargento in detta citt di Taranto o in questa citt subito finita lopera
suddetta ad elettione del detto Signor Paolo in pace e non ostante qualsiasaeccettione anco liquida preventione e alla quale preventione per ed a qualsivoglionoalueeccettioni onco liquide detto Signor D.
Orontio in detto nome con giuramento in presentia nostra ha dinunciato e promesso non servirsene.
Con patto che presente istrumento per la consequazione et esattione di detti restanti d. Duemilatrecentocinquantaelasso detto tempo si possi per detto Paolo per conto detta Cappella e suoi Deputati
criminalmente per liquido e chiaro produrre e liquidare in ogni corte Luogo e foro secondo la forma
delodabile della R.C. della Vicaria come se fusse puro e liquido istrumento di mutuo quale da Hora
detto ill. D. Orontio in detto nome ha giurato come liquido sicche in vigore di esso si possi esequirerealiterscutum anco via esequtiva come si costuma nei piggioni di case di questa citt di Napoli ed
obligate liquide di detta G.C. il rito di essa altrimenti dettate in qialsiaso modo non ostante. E per
qualsivoglionocitationi sopra detti occorrendo detto ill. D. Orontio in detto nome ha desegnato e disegna la Curia di me predetto Notaro sita qui in Napoli nella Reggione di Seggio Capuano nelle case
del Monte de SS. Capeci, allincontro il Monte delle sette opere della Misericordia quale citationeseucitationi tanto civili quanto criminali nella detta Curia come sopra faciende una con tutti e qualsiasi
atti dopposequenti vogliano e tenghino come se a detta Cappella e suoi Deputati fussero stati fatti o si
facessere personalmente anche in detta Curia nestuno vi residesse, o mutasse stato, et ha detto ill. D.
orontio de detto nome non allegare laccettionehostiva n il termine del denunciandu far domandare
ne quali alueeccettioniopponere o legare et allegare et ottenute non servirsene. E co li infrascritti patti
per e conventioni fra esse Parti in detti noi convenuti e non altrimente n daluo modo.
Primo, che detti SS.ri Deputati debbiano fare a loro proprie spese lanetro dogni perfettione e
forte, di modo tale che detto Signor Pavolo passi sopra di quello comodamente pingere.
2 che le spese occorreranno cos di galesso per andare in detta citt di Taranto, e ritornare come
di vitto ed altro tanto per detto Paolo quanto per li suoi Giovani vadino tutte a carico di detto Signor
Paolo con che per detta Cappella e suoi Signori Daputati non siano tenuti ad aluo che dare a detto
Signor Paolo e soui Giovani solamente il coverto con tutti li e comodit di letti per esso detto Paolo
e suoi giovani che poeter per detta opera restando anche a peso di detto Signor Paolo tutte le spese
di vitto faciende in detta citt.
3 che resti a peso di detto Signor Paolo portarsi il mastro muratore a sue proprie spese che deve
fare la tonica per dipingersi sopra, dovendo li Ss.ri Deputati contribuire e dare a loro spese tutto il
Materiale che sar richiesto da detto signor Paolo per la tonica suddetta e tutti gli altri materiali necessary per detta opera eccetto li colori come sopra sta spiegato.
4 Si conviene espressamente che in caso detta cuppola colli suoi finestroni nionfusse cominciata
e non finita nel modo di sopra espressato sia ternuto esso Signor Paolo Conforme in presentia nostra
ha promesso e si obligato subito restituire e pagare a detti SS. deputati assenti, e per essi a detto ill.
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D. Orontio in detto nome presente qui in Napoli de carlini dargento detti duemila che ha ricevuto a
conto dellIntiera somma de d. 4350. Se quella non sar cominciata e non finita restituire tutta quella
somma che sar apprezzata da due esperti communementeeligendihabbitaratione alla fatiga e conventionehavuta de d. 4350, di modo tale che apprezzandosi la quantit della cuppola pinta debbia aversi
riguardo al prezzo che per fare la cuppolaintiera, e suoi fenestroni come sopra si era convenuto e
questo in mancanza per qualsiasi cosa e causa di detto s. Paolo tanto e non altrimenti. In pace e non
ostante qualsivoglia eccettione anco liquida et qualsiasi alueeccettioni anco liquide di Signo Paolo
con giuramento in presentia nostra Con patto che il presente istrumento per la consequente et esatione di detti d. duemila come sopra ricevuti o pure di quella summa che sar giudicata et apprezzata
ut supra in ciascun di detti cos per detta Cappella e suoi SS.ri Deputati, et anco per detto ill. D.
Orontio in detto nome anco come principale proprio nome et instrumentoconno detto Signor Paolo
criminalmente e liquido, e chiaro produrre presentare, o liquidare in ogni Corte tribunale luogo e foro
secondo la forma del Rito della G.C. della Vicaria come se fusse puro e loiquidoinstrumento di mutuo
quale da hora detto Signor Paolo ha giurato come liquido sicche in vigore di esso si possa eseguire
realiter e personalmente anco via esequtiva come si costuma nei piggioni di case di questa citt di Napoli ed obliganzeliguide di detta G.C. il rito di essa altrimente dettante
E per qualsiasi citationi sopra di ci occorrente detto Signor Paolo ha desegnato la curia di me
predetto Notariodsita qui in Napoli nella reggione di Seggio Capuano nelle case del Monte de Ss. Capeci allincontro il Monte delle sette opere della Misericordia, quale citationeseucitationi tanto civili
quanto criminali nella detta curia come sopra faciende ma con tutti e qualsiasi atti dopposequendi vogliano e tenghino come se a detto Signor Paolo fussero state fatto, e si facessero personalmente ancorche in detta Curia in quel tempo nessuno vi residesse o mutasse stato, et ha promesso non allargare
lassenza, leccettionehostica ne il termine ad denunciandum far domandare
A tenore del suddetto instrumento di Procura, de quale di sopra se ne fa mentione il presente
inseriscasi.
E per la reale osservanza di tutte e singole le cose predette e ciaschedune di esse le dette parti in
citati noi spontaneamente hanno obbligo, cio detto Signor Paolo se suoi eredi successori e beni mobili
e stabili presenti e futuri e detto ill. D. Orontio, detta cappella e suoi Deputati loro Posteri e successori
e beni tutti mobili e stabili
A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 200 estinta il 10 dicembre 1714, giorn. cop. matr. 599
A D. Cataldo M.a Matarrese d. duecento e per lui a Paolo de Matteis a compimento di d. duemila,
atteso laltri d. mille ottocento lha ricevuto con Poliza del Banco dei Poveri di D. Nicola Pastana del
quondam Domenico ad esso girata per tanti trattoli da Taranto da Giorgio Leocritani, e da esso al detto
Paolo quali d. 2000 sono in conto di d. 4370 intiero prezzo col medesimo convenuto per la Pittura
dovr fare nella cupola e finestroni della Venerabile Cappella del Glorioso S. Cataldo sita nella Cattedrale Chiesa della citt di Taranto a tenore delli patti e conventioni contenute nellInstrumento stipulato il primo di novembre 1714 per mano di Not. Biase Imbrogne di Napoli
A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 100 estinta il 5 luglio 1718, giorn. cop. matr. 655
A D. Giovanna Pignatelli ducgessa di Monteleone d. cento e sono delli d. 200 da Domenico Perrelli e per esso a Paolo de Mattei a compimento di d. mille atteso d. 900 lave ricevuti in diverse
partite de conti e tutti detti d. 1000 sono per causa delle pitture dal medesimo fatte nel loro Palazzo
sito al largo del Gies e per esso ad Aniello de Matteis per altri tanti.

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A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 25 estinta il 26 marzo 1723, giorn. cop. matr. 738
A Nicola Pastena del quondam Giovanni Battista d. Venticinque e per esso a Paolo de Matteis e
detti sono per recognitione di un quadro del suo celebre pannello rappresentante lImmagine del Glorioso S. Antonio Abbate fatto a sua richiesta et a lui consegnato e con ci resta in tutto sodisfatto e per
esso al detto per altri tanti.
A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 30 estinta il 12 giugno 1726, giorn. cop. matr. 790
Al Sign. D. Nicol Pastena quondam Giovanni Battista d. trenta e per esso a Paolo de Mattei e
detti sono per ricognizione dun quadro del celebre pannello rappresentante S.ta Barbara, e con ci
resta da esso intieramente sodisfatto e per esso al Dottor Aniello de Matteis per altri tanti, notata fede
a 8 corrente.
A.S.B.N., Banco della Piet. Partita di d. 10 estinta il 24 dicembre 1726, giorn. cop. matr. 1552
Al Monastero della SS. Concetione del Fiatamone de PP. Ministri dellInfermi d. dieci e per essi
con polizza del D. Giuseppe dAnzi Procuratore di detto Monastero eccome tale pu esigere detta
summa per banco e quietare, come per procura per mano di notar Nicola Rocco che per la sua indisposizione conserva per notar Giov. Battista Cava di Napoli che vi fa fede a Giuseppe RanzecoImprimitore di tele di quadri e sono per due tele imprimate dal medesimo delli quadri dellaltare maggiore
e cappellone accosto la Sagrestia havendo il monastero posto li telari di loegno e perch detta tela del
quadro dellaltare maggiore non si potuta stendere nel proprio telaro per questo resta obbligato detto
Giuseppe subito che sar pittata detta tela stenderla sopra detto telaro senza poter pretendere altro denaro e per esso a Carlo Nestani per altri tanti.
A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 100 estinta il 28 febbraio 1728, giorn. cop. matr. 826
A D. Giuseppe Casimiri Capezzuto d. cento e per esso a D. Paolo de Matteis per un fiore di ricognitione dellassistenza disegni e direzione che fa per il Monastero della SS. Trinit delle Monache di
questa citt a fatto, e far nel Opera del paliotto, e detto pagamento lo fa in nome e parte, e di proprio
denaro del detto Monasterio, e detto fiore di recognitione e in conto di quello che a favorito, favorisce
e favorir detto D. Paolo e per esso ad Andrea Maselli per altri tanti, fede a 11 ottobre 1727.
A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 200 estinta il 23 marzo 1728, giorn. cop. matr. 828
Ad Andrea de Palma d. duecento e per esso al Celebre Pittore Paolo de Matteis glieli paga in
nome e parte del Monastero di MonteCassino e come Procuratore del medesimo e sono in conto delli
d. 500 convenuti per lintiero prezzo del quadro rappresentante la dedicazione della chiesa di Monte
Cassino fatta dal Sommo pontefice Benedetto terzo decimo e per esso a detto Buonanno per altri tanti
notata fede 14 corrente.

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A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 300 estinta il 23 marzo 1728, giorn. cop. matr. 828
Ad Andrea de Palma d. trecento e per esso a Paolo de Matteris a compimento de d. cinquecento
atteso laltri d. 200 li riceve per nostro Banco con una sotto li 14 Novembre 1727 e tutti detti d. 500
sono per lintiero prezzo convenuto per il quadro rappresentante la Dedicatione della Chiesa di Monte
Casino fatta dallodierno Pontefice Benedetto XIII, e con tale pagamento quale fa in nome e parte del
Monastero di Monte Casino resta il medesimo intieramente sodisfatto di tutto ci che deve avere per
il detto quadro e per esso a detto Buonanno per altri tanti notata fade 26 ceduto.
A.S.B.N., Banco della Piet. Partita di d. 25 estinta l8 luglio 1728, giorn. cop. matr. 1577
AllAbb. D. Gios. Battista de Miro d. venticinque e per esso a Paolo de Matteis e sono a compimento del prezzo convenuto di due quadri di esso fatti e consignati per la Chiesa di S. Paolo di Bergamo della Congregazione Cassinese e resta intieramente sodisfatto e per esso a Domenico Arena.
A.S.B.N., Banco del Salvatore. Partita di d. 30 estinta il 22 dicembre 1728, giorn. cop. matr. 836
A Lonardo Olivieri d. trenta e per esso a Giuseppe Bastelli, in virt di mandato firmato per il S.
Giudice de Tomaso, spedito a 20 corrente in Banca di Farace, e sono della fede di simil summa per
detto fatta a 17 corrente, quali paga alli legittimi Eredi del quondam Paolo de Matteis e sono per intiero
prezzo di un quadro di paese di mano di Paolo Brillo di palmi due e mezzo cos venduto al Sign. Antonio Bernach e detto pagamento lo fa in nome e parte del detto D. Antonio Bernach dal quale mandato
ut supra ne viene ordinato che delli d. 30 sistenti in detto nostro Banco in faccio di Lonardo Oliviero
sotto la fede di credito a 17 corrente fatta e girata alli legittimi Eredi del quondam D. Paolo de Matteis
per la causa in detta girata contenuta, si paghino al detto Giuseppe Bastelli, a compimento di d. duecentocinquanta per esso convenuto al detto quondam D. Paolo per una certa opera di marmo fatta
nella cappella della SS.ma Concezione nella Congregazione o sia Monastero de PP. Ministri infermi
al fiatamone di questa citt in vigore distrumento rogato a 22 marzo corrente per mano di N. Nicola
Rocca di Napoli, per ci si paghino a detto Giuseppe creditore di detto D. Paulo fatta per prima quietanza a detto Giuseppe a beneficio dellEredit di detto quondam D. Paolo e di detto D. Aniello di lui
figlio et Erede da notarsi nella margine tanto nel solenne inventario di detto quondam D. Paolo rogato
a 12 ottobre caduto per N. Nicola Farace

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Bibliografia
Sono contrassegnati con un asterisco i contributi fondamentali per la conoscenza del De Matteis
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Fig. da 120 a 127 - Napoli 2013
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Elenco delle figure

Fig. 1 - Miracolo di S. Antonio da Padova - Napoli, chiesa di S. Maria di Montesanto


Fig. 2 - Assunzione - affresco - Napoli, Istituto Vittorio Emanuele
Fig. 3 - Virt - affresco - Napoli, chiesa di San Ferdinando
Fig. 4 - La Vergine detta la regola a S. Ignazio - affresco - Napoli, chiesa di San Ferdinando
Fig. 5 - La Madonna del Carmine consegna lo scapolare a San Simone Stock - firmato e datato 1696 - Napoli,
chiesa di Santa Teresa degli Scalzi
Fig. 6 - Monacazione di S. Chiara - Napoli, chiesa del Ges delle monache
Fig. 7 - S. Ignazio fa voto di castit - Napoli, chiesa del Ges Nuovo
Fig. 8 - San Michele combatte gli angeli ribelli - Napoli, chiesa del Ges Nuovo
Fig. 9 - Circoncisione di Ges - Napoli, chiesa del Ges Nuovo
Fig. 10 - San Bruno intercede presso la Vergine (particolare) - affresco - firmato e datato 1699 - Napoli, Certosa
di San Martino, volta della farmacia
Fig. 11 - Gloria di angeli - Napoli, Certosa di San Martino
Fig. 12 - Allegoria della Mansuetudine - 240 - 92 - Napoli, Certosa di San Martino, vano di passaggio alla camera del Tesoro
Fig. 13 - Allegoria della Bont - 240 - 92 - Napoli, Certosa di San Martino, vano di passaggio alla camera del
Tesoro
Fig. 14 - Resurrezione di Cristo - (distrutta) - firmata e datata 1711 - Napoli, gi chiesa di S. Anna di Palazzo,
volta della navata
Fig. 15 - Resurrezione di Cristo - Napoli, chiesa della Piet dei Turchini
Fig. 16 - Virt - Napoli, chiesa di Monteoliveto, cappella del beato Tolomei, decorazione della volta
Fig. 17 - Apoteosi - Napoli, chiesa di Monteoliveto, cappella del beato Tolomei, decorazione della volta
Fig. 18 - Madonna delle Grazie con le anime purganti - 275 - 240 - firmato e datato 1710 - Ischia, chiesa dello
Spirito Santo
Fig. 19 - Immacolata Concezione - 202 - 155 - firmata e datata 1713 - Serrara Fontana, Congrega dellImmacolata Concezione
Fig. 20 - Trionfo di San Rocco - Guardia Sanframondi, chiesa di San Rocco
Fig. 21 - Gloria di San Cataldo - Napoli, gi collezione De Biase
Fig. 22 - Immacolata - Napoli, chiesa di San Francesco degli Scarioni
Fig. 23 - I SS. Gennaro, Nicola e Biagio - Napoli, chiesa di S. Maria della Colonna
Fig. 24 - San Giuseppe col Bambino ed i SS. Francesco ed Antonio - Napoli, chiesa di S. Maria della Colonna
Fig. 25 - Presentazione della Vergine al tempio - Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno
Fig. 26 - Madonna e santi Pietro e Paolo - firmato e datato 1726 - Napoli, chiesa dei Girolamini
Fig. 27 - Apollo e Dafne - 101 - 177 - Berkeley collezione James A. Coughlin
Fig. 28 - Trionfo di Galatea - 97 - 135 - Pommersfelden, castello
Fig. 29 - Venere dormiente - firmato - 111 - 81 - Roma, collezione Pazzi
Fig. 30 - Andromeda - Londra, collezione Stanley Goulde
Fig. 31 - Andromeda liberata da Perseo - 75 - 62 - Bridgeport (CT), Museum of Art, Science and Industry
Fig. 32 - Venere consegna le armi ad Enea - gi Macerata Palazzo Bonaccorsi
Fig. 33 - Trionfo di Galatea - Kassel, Staatliche Museen Kassel, Gemldegalerie Alte Meister
Fig. 34 - Aci e Galatea - Parigi, collezione privata
Fig. 35 - Galatea - disegno - Oxford, The Visitors of the Ashmolean museum
Fig. 36 - Galatea - disegno - Londra, Witt collection
Fig. 37 - Apollo e Galatea - incisione - Pavlovsk, museo
Fig. 38 - Ercole ed Onfale - Firenze, antiquario Frascione
Fig. 39 - S. Anna, la Vergine e San Giuseppe - S. Angelo dei Lombardi, cattedrale

41

Fig. 40 - Sacra Famiglia ed angeli - Guardia Sanframondi, chiesa di San Rocco


Fig. 41 - Virt - Guardia Sanframondi, chiesa di San Sebastiano
Fig. 42 - Gloria degli Angeli - Guardia Sanframondi, chiesa di San Sebastiano
Fig. 43 - San Bruno prega per la Vergine - Serra S. Bruno, chiesa dellAddolorata
Fig. 44 - San Martino ed il povero - Palermo, Abbazia di San Martino delle Scale
Fig. 45 - San Benedetto incontra Totila - Palermo, Abbazia di San Martino delle Scale
Fig. 46 - Cristo e ladultera - gi Montecassino Abbazia
Fig. 47 - Sacrificio di Isacco - Bergamo, chiesa di San Paolo ad Argon
Fig. 48 - Mos ed il serpente di bronzo - Bergamo, chiesa di San Paolo ad Argon
Fig. 49 - S. Eulalia - 162 - 126 - Ripacandida, chiesa conventuale di San Donato
Fig. 50 - Madonna che intercede per le anime purganti - 330 - 250 - firmato Paulus de Matteis - Monopoli,
chiesa del Purgatorio
Fig. 51 - Nativit - 171 - 149 - firmato e datato 1717 - Grottaglie Casa dei Gesuiti, gi Taranto chiesa di Monteoliveto
Fig. 52 - Visitazione - 190 - 154 - firmato e datato 1718 - Grottaglie Casa dei Gesuiti, gi Taranto chiesa di
Monteoliveto
Fig. 53 - Educazione della Vergine - 150 - 160 - Matera, Episcopio
Fig. 54 - Madonna col Bambino - 85 - 60 - Gravina di Puglia, Fondazione Pomarici Santomasi
Fig. 55 - Madonna col Bambino - 85 - 60 - Vietri di Potenza, chiesa di San Nicola di Mitra
Fig. 56 - San Gregorio taumaturgo - Lecce, cappella del Seminario
Fig. 57 - Gloria di San Cataldo (particolare) - Taranto, cattedrale
Fig. 58 - San Francesca Romana - Bari, chiesa di San Giacomo
Fig. 59 - La Vergine con San Benedetto e S. Scolastica - Bitonto, chiesa di S. Maria delle Vergini
Fig. 60 - Madonna del Rosario - Ascoli Satriano, cattedrale
Fig. 61 - Vergine e santi francescani - Barletta, chiesa di S. Maria della Vittoria
Fig. 62 - Olindo e Sofronia salvati da Clorinda - 177 -229 - firmato e datato 169.. - Norfolk, Chrysler museum
Fig. 62 a - Olindo e Sofronia salvati da Clorinda - Londra, mercato antiquariale
Fig. 63 - Martirio di San Sebastiano - Guardia Sanframondi, chiesa di San Rocco
Fig. 64 - Rinaldo e Armida - tavola - 140 - 192 - Parigi, Galerie Pardo
Fig. 65 - Morte di Catone uticense - 260 - 130 - Monaco, Bayerische Staatgemaldesammlungen
Fig. 66 - Paesaggio con Diana e Atteone - 205 - 300 - Monaco, Bayerische Sammlungen
Fig. 67 - Il beato Andrea Conti da Anagni - 148 - 124 - Parigi, collezione Rosenberg
Fig. 68 - Matrimonio mistico di S. Caterina - 138 - 119 - Napoli, collezione privata
Fig. 69 - Martirio di S. Caterina dAlessandria - 45 - 36 - firmato e datato 1708 - New York collezione Levine
Fig. 70 - Bacco ed Arianna - 66 - 155 - Milano, mercato antiquario
Fig. 71 -La Notte - Quimper, musee des Beaux Arts
Fig. 72 - Primavera - gi Londra, mercato antiquario
Fig. 73 - De Matteis e De Caro B - siglato - Servente ad una battuta di caccia con una contadina ed un cane Italia, collezione privata
Fig. 74 - Adorazione dei pastori - 202 - 178 - documentato 1712 - Richmond, museum of Fine arts
Fig. 75 - Caino uccide Abele - 206 - 153 - Copenhagen, Statens museum for Kunst
Fig. 76 - Adamo ed Eva piangono Abele ucciso - 206 - 153 - Copenhagen, Statens museum for Kunst
Fig. 77 -Adamo ed Eva con lArcangelo Gabriele nel Paradiso terrestre - 130 - 100 - Londra presso Harari &
Johns 1984
Fig. 78 - Episodio della Gerusalemme Liberata con Corinne ed Argante - siglato PDM - Napoli, collezione Catello
Fig. 79 - Rinaldo e Armida - tavola 140 - 192 - Parigi, Galerie Pardo
Fig. 80 - Episodio dellOrlando Furioso - olio su tavola 54 - 55 - Roma, gi mercato antiquario
Fig. 81 - Episodio dellOrlando Furioso - olio su tavola 54 - 55 - Roma, gi mercato antiquario
Fig. 82 - Sacra Famiglia - Reggio Emilia, collezione privata
Fig. 83 - San Sebastiano curato dalle pie donne - Roma, mercato antiquario
Fig. 84 - Ratto di Proserpina - firmato e datato 1709 - ubicazione ignota
Fig. 85 - Autoritratto - Italia, collezione privata

42

Fig. 86 - San Filippo celebrando la messa appare crocifisso di luce - penna, acquerello e biacca su carta - 31 23 - firmato Paulo de Mattei - Parigi, Louvre Gabinet des Dessins
Fig. 87 - Salomone e la regina di Saba - Madrid, Biblioteca nazionale
Fig. 88 - Caduta di Fetonte - Madrid, Biblioteca Nazionale di Spagna
Fig. 89 - Testa di uomo - sanguigna su carta beige - 25 - 18 - Napoli, museo di San Martino
Fig. 90 - Studio di nudo virile (verso) - sanguigna su cartoncino avorio - 47 - 33 - Napoli, museo di San Martino
Fig. 91- Studio di testa (recto) - sanguigna su cartoncino avorio - 47 - 33 - Napoli, museo di San Martino
Fig. 92 - Accademia - Napoli, museo di Capodimonte
Fig. 93 - Studio di nudo - firmato - Italia, mercato antiquariale
Fig. 94 - Ercole e Bacco fanciullo - sanguigna su carta avorio - 57 - 36 - Napoli, museo di San Martino
Fig. 95 - Socrate ed i suoi discepoli - inchiostro su carta avorio - 20 - 26 - Napoli, museo di San Martino
Fig. 96 - Madonna in gloria con due santi - inchiostro ed acquerello su carta - 37 - 23 - Napoli, museo di San
Martino
Fig. 97 - Cristo in gloria - inchiostro seppia e matita su carta avorio - 25 - 20 - Napoli, museo di San Martino
Fig. 98 - S. Anna e la Vergine bambina che impara a leggere - inchiostro ed acquerello su carta - 39 - 22 Napoli, museo di San Martino
Fig. 99 - San Luca intento a ritrarre la Madonna - Napoli, museo di San Martino
Fig. 100 - Ratto di Deinera - Napoli, museo di San Martino
Fig. 101 - -Sacra Famiglia con San Giovannino - New York, The Morgan Library & Museum
Fig. 102 - Testa grottesca - New York, The Morgan Library & Museum
Fig. 103 - Cupido alza con le braccia grappoli di fiori - New York, Cooper - Hewitt Smithsonian Design Museum
Fig. 104 - Tobia e langelo - New York, The Metropolitan Museum of Art
Fig. 105 - Studio di angeli sulle nubi - Parigi, Louvre
Fig. 106 - S. Maria Maddalena portata in cielo dagli angeli - Parigi, Louvre
Fig. 107 - Incontro tra San Benedetto e Totila - Palermo Galleria regionale di Palazzo Abatellis
Fig. 108 - Trionfo di Ercole - Venezia Banco Popolare
Fig. 109 - Iscrizione dedicatoria dellincisione raffigurata nella figura 110
Fig. 110 - Europa sale sul dorso di un toro - incisione - mercato antiquario
Fig. 111 - Allegoria della Sapienza e delle Arti - inchiostro ed acquerello su sanguigna - 33 - 22 - Darmstadt,
Hessischen Landsmuseum
Fig. 112 - Aurora conduce un carro trainato da draghi - penna ed inchiostro bruno,matita bruna su tracce di
gesso nero, ottogonale - 41 - 26 - Firenze, collezione Giancarlo Baroni
Fig. 113 - Immacolata Concezione - penna ed inchiostro bruno,matita bruna, curvo nella parte superiore- 41 23 - Londra, collezione Robert Low

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Elenco delle tavole


Tav. 1 - Madonna col Bambino, S. Antonio abate e San Filippo Neri - 264 - 200 - firmato Paulus de Mattheis
1688 - Napoli, Duomo cappella Marciano
Tav. 2 - Madonna col Bambino - firmata e datata 1690 - Napoli, chiesa di San Giovanni dei Fiorentini
Tav. 3 - Angelo custode - Napoli, chiesa di S. Maria di Montesanto
Tav. 4 - San Nicola che riceve la stola sacerdotale - Napoli Duomo, cappella Quadra
Tav. 5 - San Nicola che riceve la stola sacerdotale - Napoli Duomo, cappella Quadra
Tav. 6 - Assunzione - affresco - documentato 1695- Napoli palazzo Tirone Nifo
Tav. 7 - San Giuseppe - documentato 1695 - Napoli, Palazzo Tirone Nifo
Tav. 8 - Trionfo della Religione sullEresia - Napoli, chiesa di San .Ferdinando
Tav. 9 - Virt - documentato 1695 - Napoli, chiesa di San Ferdinando, peducci
Tav. 9a - Virt - documentato 1695 - Napoli, chiesa di San Ferdinando, peducci
Tav. 9b - Virt - documentato 1695 - Napoli, chiesa di San Ferdinando, peducci
Tav. 9c - Virt - documentato 1695 - Napoli, chiesa di San Ferdinando, peducci
Tav. 9d - Virt - documentato 1695 - Napoli, chiesa di San Ferdinando, peducci
Tav. 10 - Serie di affreschi (con Corenzio) - Napoli, chiesa del Ges Nuovo, navata centrale
Tav. 11 - Trionfo dellImmacolata e di San Michele sui demoni - Napoli, chiesa del GesNuovo
Tav. 12 - Madonna col Bambino e Santi - Napoli, chiesa del Ges Nuovo, cappellone di S. Ignazio
Tav. 13 - Storie di S. Ignazio di Lojola (con Corenzio) - Napoli, chiesa del Ges Nuovo,
Tav. 14 - Apparizione della Vergine a S. Ignazio - Napoli, chiesa del Ges Nuovo
Tav. 15 - Trionfo e gloria dellImmacolata Concezione - 155 - 203 - bozzetto per laffresco della cupola distrutta
- Napoli, museo Duca di Martina
Tav. 16 - Trionfo dellImmacolata - bozzetto per laffresco della cupola distrutta - Berlino, Gemaeldegalerie
Tav. 17 - San Bruno intercede presso la Vergine - affresco - firmato e datato 1699 - Napoli, Certosa di San Martino, volta della farmacia
Tav. 18 - Mansuetudine - Napoli Certosa di San Martino, particolare della volta della farmacia
Tav. 19 - Angeli reggi simboli - Napoli Certosa di San Martino, vestibolo della cappella del Tesoro Nuovo
Tav. 20 - Cristo addita S. Giovanni Battista ai suoi discepoli - firmato e datato 1708 - Napoli, Certosa di San
Martino, cappella di San Giovanni Battista
Tav. 21 - San Giovanni Battista che predica nel deserto - firmato e datato 1708 - Napoli, Certosa di San Martino,
cappella di San Giovanni Battista
Tav. 22 - San Giuseppe con la Vergine Immacolata e i Ss. Anna e Gioacchino - firmata e datata 1718 - Napoli,
Certosa di San Martino, cappella di San Giuseppe
Tav. 23 - Sposalizio della Vergine - Napoli, Certosa di San Martino, cappella di San Giuseppe
Tav. 24 - Morte di San Giuseppe - firmato e datato 1719 - Napoli, Certosa di San Martino, cappella di San Giuseppe
Tav. 25 - Gloria di San Giuseppe - firmato e datato 1718 - Napoli, Certosa di San Martino, cappella di San Giuseppe
Tav. 26 - Resurrezione di Cristo - Gerusalemme, Basilica del Santo Sepolcro
Tav. 27 - Assunta - firmata e datata 1700 - Napoli, chiesa di S. Maria in Portico
Tav. 28 - San Nicola che libera un energumeno - Napoli, chiesa di San Nicola alla Carit
Tav. 29 - Transito di San Nicola - documentato 1707 Napoli, chiesa di San Nicola alla Carit
Tav. 29 a -Transito di San Nicola - bozzetto - 73 - 102 - documentato 1707 Napoli, antiquario Gianni Febbraio
Tav. 30 - Abele - Napoli, chiesa di San Nicola alla Carit
Tav. 31 - San Nicola da Bari scaccia i demoni da un albero sacro alla dea Diana - 87 - 138 - Atlanta, High museum of art Fay and Barrett Howell Fund
Tav. 32 - Madonna ed i Santi Mauro e Placido - firmato e datato 1708 - Napoli, chiesa di Monteoliveto
Tav. 33 - Morte di San Giuseppe - Napoli, museo di Castelnuovo, gi chiesa della Piet dei Turchini

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Tav. 34 - Apoteosi di San Cataldo - firmato e datato 1713 - Taranto, Duomo


Tav. 35 - Gloria di angeli - affresco - Napoli, chiesa di S. Caterina a Formiello
Tav. 36 - Trinit - affresco - Napoli, chiesa di S. Caterina a Formiello
Tav. 37 - I Ss. Alberto, Angelo martire e Nicola - Napoli, chiesa di S. Maria della Concordia
Tav. 38 - Sacra Famiglia con i santi Agostino, Monica ed altri - documentato 1716 - Napoli, chiesa di Santa
Maria Egiziaca a Pizzofalcone
Tav. 39 - Sacra Famiglia e Santi - documentato 1716 - Napoli, chiesa di S. Maria Egiziaca a Pizzofalcone
Tav. 40 - Madonna col Bambino - Napoli, Santa Casa degli Incurabili, farmacia
Tav. 41 - Vergine orante - Napoli - S. Maria al Monte, convento
Tav. 42 - I Ss. Pietro e Paolo ed un monaco basiliano - Napoli, SS. Pietro e Paolo dei Greci
Tav. 43 - San Sebastiano curato da S. Irene - 277 - 212 - Napoli, museo diocesano, gi chiesa di Santa Maria
della Vita
Tav. 44 - Addolorata - documentata 1720 - Anacapri, chiesa di San Michele
Tav. 45 - Angelo custode documentata 1720 - Anacapri, chiesa di San Michele
Tav. 46 -Vergine Assunta tra i Ss.Nicola e Biagio - documentata 1720 - Anacapri, chiesa di San Michele
Tav. 47 - Tobiolo e lAngelo - documentata 1720 - Anacapri, chiesa di San Michele
Tav. 48 - Annunciazione - documentata 1720 - Anacapri, chiesa di San Michele
Tav. 49 -Madonna del Carmine tra i Ss. Giuseppe e Teresa dAvila - (attribuita) - Anacapri, chiesa di San Michele
Tav. 50 - Madonna del Carmelo e le anime del Purgatorio - datata 1723 - Capri, chiesa di S. Stefano
Tav. 51 - San Michele che calpesta Satana (attribuita) - Capri, chiesa di S. Stefano
Tav. 52 - Sacra Famiglia - Napoli, Padri della Missione
Tav. 53 - Annunciazione - Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno
Tav. 54 - Morte della Vergine - Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno
Tav. 55 -Nascita della Vergine Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno
Tav. 56 -Nativit- Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno
Tav. 57 - Immacolata Concezione - Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno
Tav. 58 - Puttini - 1 - Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno
Tav. 59 - Puttini - 2 - Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno
Tav. 60 - Puttini - 3 - Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno
Tav. 61 - Virt e puttini musicanti -1 - Napoli,chiesa di San Gregorio Armeno
Tav. 62 - Virt e puttini musicanti - 2 - Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno
Tav. 63 - Virt e puttini musicanti - 3 - Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno
Tav. 64 - Virt e puttini musicanti - 4 - Napoli, chiesa di San Gregorio Armeno
Tav. 65 - San Stanislao che contempla la Vergine - Napoli, Nunziatella
Tav. 66 - San Stanislao prende in braccio il Bambino Ges - Napoli, Nunziatella
Tav. 67 - Madonna e santi Pietro e Paolo - firmato e datato 1726 - Napoli, chiesa dei Girolamini
Tav. 68 - Morte di San Giuseppe - firmato e datato 1726 - Napoli, chiesa delle Crocelle al Chiatamone
Tav. 69 - S. Anna con la Vergine e San Gioacchino - Napoli, chiesa di S. Maria del Carmine
Tav. 70 - Circoncisione - Napoli, chiesa di San Paolo Maggiore
Tav. 71 - Adorazione dei Magi - Napoli, chiesa di San Paolo Maggiore
Tav. 72 - Immacolata Concezione - Napoli, Palazzo Reale, cappella
Tav. 73 - Apparizione dellArcangelo Michele sul Gargano - Piano di Sorrento, Basilica di San Michele, cassettonato
Tav. 74- Apparizione dellArcangelo Michele al vescovo di Siponto - Piano di Sorrento, Basilica di San Michele,
cassettonato
Tav. 75 - Angeli che reggono la bilancia - Piano di Sorrento, Basilica di San Michele, cassettonato
Tav. 76 - Angeli che reggono lo scudo - Piano di Sorrento, Basilica di San Michele, cassettonato
Tav. 77 - Angeli che reggono la spada - Piano di Sorrento, Basilica di San Michele, cassettonato
Tav. 78 - Angeli che reggono la lancia - Piano di Sorrento, Basilica di San Michele, cassettonato
Tav. 79 - Monacazione di S. Chiara - Napoli, chiesa del Ges delle monache
Tav. 80 - S. Chiara mette in fuga i Saraceni - Napoli, chiesa del Ges delle monache
Tav. 81 - Leda e il cigno - 126 - 178 - giugno 1991 Montecarlo, Sothebys
Tav. 82 - Danae - 97 - 125 - Detroit, The Detroit Institute of Arts

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Tav. 83 - Danae riceve la pioggia doro - 144 - 198 - Valencia, Museu de Belles Arts
Tav. 84 - Danae - firmata e datata 1704 - Inghilterra, collezione privata
Tav. 85 - Galatea - Montecarlo, Galleria Corsini
tav.86 - Anfitrite - Montecarlo, Galleria Corsini
Tav. 87 - Aurora e trionfo di Apollo sul carro del sole - 151 - 125 - Pommersfelden, collezione Conte von
Schonborn
Tav. 88 - Bacco e Arianna, firmata e datata 1709 - 66 - 155 - Milano, collezione Zecchini
Tav. 89 - Trionfo di Galatea - olio su rame - 48 - 39 - Napoli, antiquario Porcini
Tav. 90 - Galatea - 125 - 127 - firmato e datato 1692 - Milano, pinacoteca di Brera
Tav. 91 - Trionfo di Galatea - Italia, collezione privata
Tav. 92 - Polifemo e Galatea - Bahia, museo
Tav. 93 - Apollo e Galatea - 134 - 202 - firmato Paulus de Matthei e datato 1703 a Paris - Pavlovsk, museo
Tav. 94 - Allegoria delle arti, delle scienze e delle ricchezze di Napoli - Napoli, museo di San Martino, gi collezione Alisio
Tav. 95 - Trionfo di Nettuno e Anfitrite - Bordighera, Fondazione Teruzzi
Tav. 96 - Donna sdraiata con Cupido - Frosinone, collezione Perrucci
Tav. 97 - Loth e le figlie - Italia, collezione privata
Tav. 98 - Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre - Ariccia, Palazzo Chigi
Tav. 99 - S. Lucia - firmata e datata 1715 - Castellammare di Stabia, basilica di S. Maria di Pozzano
Tav. 100 - Adorazione dei pastori - Castellammare di Stabia, basilica di S.Maria di Pozzano
Tav. 101 - San Girolamo nella grotta di Betlemme - Castellammare di Stabia, basilica di S. Maria di Pozzano
Tav. 102 - Girolamo Cenatiempo (cerchia)- Adorazione dei Magi - Castellammare di Stabia, basilica di S.Maria
di Pozzano
Tav. 103 - Sacra Famiglia con i santi Luigi Gonzaga e Stanislao - documentabile 1728 - Castellammare di
Stabia, chiesa del Clero di Ges e Maria
Tav. 104 - I SS. Ignazio e Francesco ricevono il breve della missione - Castellammare di Stabia, chiesa del
Clero di Ges e Maria
Tav. 105 - Ss. Trinit tra gli angeli, San Nicola di Bari e San Giovanni Battista - Camerota, chiesa di San
Nicola
Tav. 106 - Battesimo di Cristo - Maddaloni, chiesa di San Francesco
Tav. 107 - Annunciazione - Maddaloni, chiesa di Ave Gratia Plena
Tav. 108 - Madonna col Bambino Atripalda, chiesa di S. Ippolisto
Tav. 109 - San Giuseppe col Bambino - Atripalda, chiesa di S. Ippolisto
Tav. 110 - Le tre Marie al Sepolcro- Caserta, Duomo
Tav. 111 - Resurrezione di Cristo - Caserta, Duomo
Tav. 112 - Madonna con Bambino e santi - 290 - 370 - Aversa, museo diocesano
Tav. 113 - Santissima Trinit con San Benedetto e santa Scolastica - 178 - 233 - ubicazione ignota
Tav. 114 - Matrimonio mistico di S. Caterina - 200 - 230 - Aversa, cattedrale di San Paolo
Tav. 115 - S. Caterina converte i pagani - 200 - 230 - Aversa, cattedrale di San Paolo
Tav. 116 - Busto del De Matteis a Piano Vetrale
Tav. 117 - Annunciazione - Guardia Sanframondi, chiesa della SS. Annunziata
Tav. 118 - Miracolo di San Mauro - firmato e datato 1690 - Arezzo, Chiesa di Badia (ex chiesa delle SS. Flora
e Lucilla)
Tav. 119 - Deposizione di Cristo - Benevento, museo del Sannio
Tav. 120 - Circoncisione - Scalea, chiesa di S. Maria dEpiscopio
Tav. 121 - Assunzione della Vergine - firmata e datata 1702 - Montecassino, Abbazia
Tav. 122 - Nativit - Montecassino, Abbazia
Tav. 123 - Martirio di S. Alessandro - 100 - 70 - firmato Paulus de Mattei - Melfi, Cattedrale di S. Maria Assunta
Tav. 124 -Madonna - Napoli, Quadreria dei Girolamini
Tav. 125 -Madonna col Bambino e San Giuseppe - 67 - 51 - Napoli Semenzato 1997
Tav. 126 - Madonna della Modestia - Napoli, museo di Capodimonte
Tav. 127 - Madonna della Pace - Benevento, Museo del Sannio
Tav. 128 - Meditazione sulla Passione di Cristo - Napoli, Antiquario Torlo

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Tav. 129 - Madonna Addolorata - Napoli, collezione privata


Tav. 130 - La Vergine appare a S. Vincenzo Diacono - firmataPaulus de Matteis F[ecit] 1705 - Lecce, Cappella
del Seminario
Tav. 131 - Le Ss. Maria Maddalena e Dorotea - 214 - 296 - datato 1722 - Cosenza, Galleria Nazionale di Palazzo
Arnone
Tav. 132 - Ecce Homo - Taranto, Palazzo Arcivescovile
Tav. 133 - San Matteo - Barletta, chiesa del Monte di Piet
Tav. 134 - Adorazione dei pastori - Barletta, chiesa di S. Maria della Vittoria
Tav. 135 - S. Angelo di Gerusalemme - Barletta, chiesa di S. Maria del Carmine
Tav. 136 - S. Bertoldo - Barletta, chiesa di S. Maria del Carmine
Tav. 137 - San Cirillo Alessandrino - Barletta, chiesa di S. Maria del Carmine
Tav. 138 - San Cirillo di Costantinopoli - Barletta, chiesa di S. Maria del Carmine
Tav. 139 - S. Andrea Corsini - Barletta, chiesa di S. Maria del Carmine
Tav. 140 - San Pietro Tommaso - Barletta, chiesa di S. Maria del Carmine
Tav. 141 - San Tommaso Stock - Barletta, chiesa di S. Maria del Carmine
Tav. 142 - SantElia - Barletta, chiesa di S. Maria del Carmine
Tav. 143 - SantEliseo - Barletta, chiesa di S. Maria del Carmine
Tav. 144 - Tancredi ed Erminia - 180 - 233 - Londra, Sothebs 1993
Tav. 145 - Clorindo chiede la libert di Olindo e Sofronia - 128 - 182 - Europa, collezione privata
Tav. 146 - Tancredi ed Erminia - Cosenza, Banca Carime
Tav. 147 -Allegoria della Sapienza e delle Arti - 356 - 265 - firmato e datato 168..- Malibu, The Paul Getty
museum
Tav. 148 - La pittura dipinge il ritratto del De Matteis - 109 - 167 - Semenzato, Venezia maggio 1990
Tav. 149 - Madonna col Bambino - 151 - 100 - firmato e datato 1728 - Italia, collezione privata
Tav. 150 - La dea Iris - 128 - 152 - Napoli, collezione privata
Tav. 151 - Madonna del silenzio - olio su rame - 55 - 67 - Milano, Finarte 2001
Tav. 152 - Vocazione dei santi Pietro ed Andrea - 66 - 92 - Napoli, gi antiquario Porcini
Tav. 153 - Vergine addolorata - 150 - 100 (formato ovale) - Napoli, museo del Banco di Napoli
Tav. 154 - Deposizione - 205 - 259 - Milano, mercato antiquario
Tav. 155 - Giudizio di re Mida - 305 - 256 - Italia, collezione privata
Tav. 156 - Martirio di San Vitale - 218 - 140 - Italia, collezione privata
Tav. 157 - Rinaldo ed Armida - Italia, mercato antiquariale
Tav. 158 - San Giovanni Nepomuceno davanti a re Venceslao - 67 - 50 - firmato - Monaco, Alte Pinakothek
Tav. 159 - Salomone e la regina di Saba - 74 - 126 - Vienna, collezione privata
Tav. 160 - Venere e Marte sorpresi da Vulcano - 37 - 97 - Napoli, collezione Michele Gargiulo
Tav. 161 - Allegoria per la pace di Rastatt e Utrecht- Houston, Sarah Campbell Blaffer Foundation
Tav. 162 - Autoritratto - Napoli, museo di Capodimonte
Tav. 163 - Allegoria per il trionfo dellimperatore Carlo VI dAsburgo sui Turchi - 101 - 152 - firmato e datato
1717 - Opocno, Staatliches Scholoss
Tav. 164 - Trionfo di Ercole - 150 - 112 - Lancaster (California), collezione K.R. Mc Donald
Tav. 165 - De Matteis e Lopez - Natura morta con figure - 53 - 61 - Napoli, collezione privata
Tav. 166 - De Matteis e Lopez - Natura morta con figure - 53 - 61 - Napoli, collezione privata
Tav. 167 - De Matteis e De Caro B. - Cacciagione di penna e una lepre con cacciatori e cani - Italia, collezione
privata
Tav. 168 - De Matteis, Brueghel Ab., Giordano e Ruoppolo G.B.-Estate - Olanda, collezione privata
Tav. 169 - La scelta di Ercole - 64 - 77 - firmato Paulus de Matthei e datato 1712 - Oxford, Ashmolean Museum
Tav. 170 - Annunciazione - documentato 1712 - Saint Louise, Art museum
Tav. 171 - Erminia tra i pastori - Italia, collezione privata
Tav. 172 - Angelica e Medoro - Verona, collezione privata
Tav. 173 - Caduta di Curzio Rufo - Napoli, collezione privata
Tav. 174 - La fucina di Vulcano - Italia, collezione privata
Tav. 175 - Allegoria dellAstronomia 110 - 110 - Italia, mercato antiquario
Tav. 176 - Trionfo di San Rocco (particolare) - Guardia Sanframondi, chiesa di San Rocco

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Tav. 177 - Assunzione della Vergine - Boston, Museum of Fine Arts


Tav. 178 - Battesimo di Cristo - Bari, pinacoteca provinciale
Tav. 179 - Cristo nellorto - firmato e datato 1693 - 124 - 164 - Bari, pinacoteca provinciale
Tav. 180 - Nativit - Italia, collezione privata
Tav. 181 - Adorazione dei pastori - 101 - 180 - Venezia, Semenzato luglio 1987
Tav. 182 - Madonna col Bambino e San Giuseppe - 67 - 51 - Napoli, Semenzato 1997
Tav. 183 - Gloria di S. Ignazio di Loyola - Italia, collezione privata
Tav. 184 - San Francesco Borgia davanti al corpo della Regina Isabella di Castiglia - Italia, collezione privata
Tav. 185 - Ges benedicente - Genova, mercato antiquariale
Tav. 186 - Vergine addolorata - Genova, mercato antiquariale
Tav. 187 - Salomone sacrifica agli dei stranieri - Napoli, collezione Gallotti
Tav. 188 - Loth e le figlie - Napoli, collezione Gallotti
Tav. 189 - Apollo promotore della Musica - Verona, collezione privata
Tav. 190 - David in trionfo festeggiato dalle fanciulle dIsraele - Napoli, collezione privata
Tav. 191 - Sacrificio di Isacco - Vienna, Kunsthistorisches museum
Tav. 192 - Agar nel deserto - Vienna, Kunsthistorisches museum
Tav. 193 - Ulisse scopre Achille tra le figlie di Licomede - Bordighera, Fondazione Teruzzi
Tav. 194 - Viaggio di Rebecca a Canaan - Italia, collezione privata
Tav. 195 - Giudizio di Paride - Italia, collezione privata
Tav. 196 - Latone e i contadini Lici - Italia, collezione privata
Tav. 197 - Apollo e Dafne - Italia, collezione privata
Tav. 198 - Abramo caccia Agar ed Ismaele -171 - 225 - firmato Paulus De Matthei 1714 - Lecce, collezione
privata
Tav. 199 - Alfeo ed Aretusa - 147 - 197 - Castellammare di Stabia, collezione Varone
Tav. 200 - Alfeo e Aretusa - Verona, collezione privata
Tav. 201 - Pan e Siringa - Carpi, collezione privata

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Fig. 3

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Tav. 1

Tav. 2

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Tav. 5

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Tav. 15

Tav. 18

Tav. 16

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Tav. 19

Tav. 22
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Tav. 23

Tav. 21

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Tav. 26

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Tav. 32

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Tav. 44

Tav. 45

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Tav. 48

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