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Lectio Divina Febbraio 2015

Lectio Divina: Domenica, 1 Febbraio, 2015 .............................................................. 2


Lectio Divina: Luned, 2 Febbraio, 2015 ................................................................... 8
Lectio Divina: Marted, 3 Febbraio, 2015 ................................................................ 12
Lectio Divina: Mercoled, 4 Febbraio, 2015 ............................................................ 15
Lectio Divina: Gioved, 5 Febbraio, 2015 ................................................................ 17
Lectio Divina: Venerd, 6 Febbraio, 2015 ................................................................ 19
Lectio Divina: Sabato, 7 Febbraio, 2015 .................................................................. 21
Lectio Divina: Domenica, 8 Febbraio, 2015 ............................................................ 23
Lectio Divina: Luned, 9 Febbraio, 2015 ................................................................. 29
Lectio Divina: Marted, 10 Febbraio, 2015 .............................................................. 30
Lectio Divina: Mercoled, 11 Febbraio, 2015 .......................................................... 32
Lectio Divina: Gioved, 12 Febbraio, 2015 .............................................................. 34
Lectio Divina: Venerd, 13 Febbraio, 2015 .............................................................. 36
Lectio Divina: Sabato, 14 Febbraio, 2015 ................................................................ 38
Lectio Divina: Domenica, 15 Febbraio, 2015 .......................................................... 40
Lectio Divina: Luned, 16 Febbraio, 2015 ............................................................... 47
Lectio Divina: Marted, 17 Febbraio, 2015 .............................................................. 48
Lectio Divina: Mercoled, 18 Febbraio, 2015 .......................................................... 50
Lectio Divina: Gioved, 19 Febbraio, 2015 .............................................................. 58
Lectio Divina: Venerd, 20 Febbraio, 2015 .............................................................. 60
Lectio Divina: Sabato, 21 Febbraio, 2015 ................................................................ 62
Lectio Divina: Domenica, 22 Febbraio, 2015 .......................................................... 63
Lectio Divina: Luned, 23 Febbraio, 2015 ............................................................... 69
Lectio Divina: Marted, 24 Febbraio, 2015 .............................................................. 72
Lectio Divina: Mercoled, 25 Febbraio, 2015 .......................................................... 74
Lectio Divina: Gioved, 26 Febbraio, 2015 .............................................................. 76
Lectio Divina: Venerd, 27 Febbraio, 2015 .............................................................. 79
Lectio Divina: Sabato, 28 Febbraio, 2015 ................................................................ 81

Lectio Divina: Domenica, 1 Febbraio, 2015


Ges insegna e guarisce la gente
Il primo impatto della Buona Notizia di Ges sulla gente
Marco 1,21-28

1. Orazione iniziale
Signore Ges, invia il tuo Spirito, perch ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo,
con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola,
scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti
della tua condanna e della tua morte. Cos, la croce che sembrava essere la fine di ogni
speranza, apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli
avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti,
affinch anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua
risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternit,
di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Ges, figlio di Maria, che ci hai rivelato il
Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura
a) Chiave di lettura:
Il testo del Vangelo di questa quarta domenica del Tempo Ordinario parla dell'ammirazione
della gente vedendo come Ges trasmette il suo insegnamento (Mt 1,21-22), poi presenta il
primo miracolo concernente lespulsione di un demonio (Mt 1,23-26) ed infine parla di nuovo
dell'ammirazione della gente, dinanzi allinsegnamento di Ges e del suo potere di scacciare
gli spiriti impuri (Mc 1,27-28).
Negli anni 70, epoca in cui Marco scrive, le Comunit dellItalia avevano bisogno
dorientamento per sapere come annunciare la Nuova Novella di Dio al popolo che viveva
oppresso dalla paura dei demoni, per limposizione arbitraria di norme religiose da parte
dellImpero romano. Nel descrivere lattivit di Ges, Marco indicava come le comunit
dovevano annunciare la Buona Novella. Gli evangelisti facevano la catechesi contando i fatti
e gli eventi della vita di Ges.
Il testo che ora mediteremo indica limpatto della Buona Novella di Ges sul popolo del suo
tempo. Durante la lettura, cerchiamo di fare attenzione a quanto segue: Qual lattivit di
Ges che causava pi ammirazione nella gente?
b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:
Marco 1,21-22: Ammirata dallinsegnamento di Ges, la gente si crea una coscienza critica
Marco 1,23-24: La reazione di un uomo posseduto dal demonio davanti a Ges nella
Sinagoga

Marco 1,25-26: Ges vince e scaccia il demonio


Marco 1,27-28: Di nuovo, limpatto della Buona Novella di Ges tra la gente
Testo:
21

Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Ges si


mise ad insegnare. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento, perch
insegnava loro come uno che ha autorit e non come gli scribi. 23Allora un
uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno

spirito immondo, si mise a gridare: 24Che


c'entri con noi, Ges Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il
santo di Dio. 25E Ges lo sgrid: Taci! Esci da quell'uomo. 26E lo spirito
immondo, straziandolo e gridando forte, usc da lui. 27Tutti furono presi da
timore, tanto che si chiedevano a vicenda: Che mai questo? Una dottrina
nuova insegnata con autorit. Comanda persino agli spiriti immondi e gli
obbediscono!. 28La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della
Galilea.
3. Momento di silenzio orante
perch la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nella orazione.
a) Qual il punto del testo che pi ti piaciuto?
b) Che cosa ha causato pi ammirazione nella gente al tempo di Ges?
c) Cosa spingeva la gente a percepire la differenza tra Ges ed i dottori dellepoca?

d) Lo spirito del male non ha nessun potere davanti a Ges. Che impatto produce ci sulla
gente?
e) Lattuazione della nostra comunit produce ammirazione tra la gente? Quale?

5. Per coloro che desiderano approfondire il tema


a) Contesto di allora e di oggi:
In questa domenica meditiamo la descrizione che il Vangelo di Marco fa del primo miracolo
di Ges. Non tutti gli evangelisti raccontano i fatti della vita di Ges nello stesso modo. Di
fronte ai bisogni delle comunit per cui scriveva, ognuno di loro accentuava alcuni punti ed
aspetti di vita, attivit ed insegnamento di Ges che pi potessero aiutare i loro lettori. I
lettori di Matteo vivevano nel nord della Palestina ed in Siria; quelli di Luca, in Grecia; quelli
di Giovanni, in Asia Minore; quelli di Marco, probabilmente in Italia. Un esempio concreto
di questa diversit il modo in cui ognuno dei quattro rappresenta il primo miracolo di Ges.
Nel Vangelo di Giovanni, il primo miracolo avviene in una festa di nozze a Cana di Galilea,
dove Ges trasform lacqua in vino (Gv 2,1-11). Per Luca, il primo miracolo la tranquillit
con cui Ges si libera dalla minaccia di morte da parte del popolo di Nazaret (Lc 4,29-30).
Per Matteo, la guarigione di un grande numero di malati ed indemoniati (Mt 4,23) o, pi
specificamente, la guarigione di un lebbroso (Mt 8,1-4). Per Marco, il primo miracolo
lespulsione di un demonio (Mc 1,23-26). Cos, ogni evangelista, a modo suo nel narrare le
cose rileva quali sono, secondo lui, i punti pi importanti nellattivit e nellinsegnamento di
Ges. Ognuno di loro ha una preoccupazione che cerca di trasmettere ai suoi lettori e alle
comunit: oggi viviamo in un luogo ed in unepoca ben diversi dal tempo di Ges e degli
evangelisti. Qual per noi la maggiore preoccupazione in rapporto al vissuto del Vangelo?
Vale la pena che ognuno di noi oggi si chieda: Qual per me la maggiore preoccupazione?
b) Commento del testo:
Marco 1,21-22: Ammirata dallinsegnamento di Ges, la gente si crea una coscienza critica.
La prima cosa che Ges fece allinizio della sua attivit missionaria fu chiamare quattro
persone per formare una comunit con lui (Mc 1,16-20). La prima cosa che la gente
percepisce in Ges il suo modo diverso di insegnare e di parlare del Regno di Dio. Non
tanto il contenuto, ma il suo modo di insegnare che colpisce. Leffetto di questinsegnamento
diverso era la coscienza critica nella gente in rapporto alle autorit religiose dellepoca. La
gente percepiva, paragonava e diceva: Lui insegna con autorit, diversa dagli scribi. Gli
scribi insegnavano alla gente citando i dottori, le autorit. Ges non citava nessun dottore, ma
parlava a partire dalla sua esperienza di Dio e della vita. La sua autorit nasceva dal di dentro.
La sua parola aveva radici nel cuore, e nella testimonianza della sua vita.
Marco 1,23-26: Ges combatte il potere del male
In Marco, il primo miracolo lespulsione di un demonio. Il potere del male si radicava nelle
persone e le alienava da se stesse. La gente viveva schiacciata dalla paura dei demoni e
dallazione degli spiriti impuri. Anche oggi, la paura dei demoni, grande e cresce sempre di
pi. Basta vedere linteresse causato da film sullesorcismo dei demoni. E non solo questo.
Come ai tempi dellImpero romano, molte sono le persone che vivono alienate da se stesse, a
causa del potere dei mezzi di comunicazione, della propaganda e del commercio. La gente

vive schiava del consumismo, oppressa dalle fatture da pagare in una determinata data e
minacciata dai creditori. Molti pensano che non vivono come persone degne di rispetto se
non comprano ci che la propaganda annuncia in televisione. In Marco, il primo gesto di
Ges proprio quello di scacciare e combattere il potere del male. Ges restituisce le persone
a se stesse. Restituisce loro la coscienza e la libert. Sar che la nostra fede in Ges riesce a
combattere contro questi demoni che ci alienano da noi stessi, dalla realt e da Dio?
Marco 1,27-28: La reazione della gente: il primo impatto
I due primi segnali della Buona Novella di Dio che la gente percepisce in Ges, sono questi.
Il suo modo diverso di insegnare le cose di Dio, il suo potere sugli spiriti immondi. Ges apre
un nuovo cammino di purezza per la gente. In quel tempo, chi era dichiarato impuro, non
poteva mettersi davanti a Dio per pregare o ricevere la benedizione promessa da Dio ad
Abramo. Doveva prima purificarsi. Per quanto riguardava la purificazione delle persone,
cerano molte leggi e norme rituali che rendevano difficile la vita della gente ed
emarginavano molta gente considerandola impura. Per esempio, lavare il braccio fino al
gomito, aspergersi, lavare bicchieri di metallo, coppe, brocche, etc. (cfr Mc 7,1-5). Ora
purificate dalla fede in Ges, le persone impure potevano di nuovo prostrarsi alla presenza di
Dio e non avevano pi bisogno di osservare tutte quelle norme rituali. La Buona Novella del
Regno di Dio, annunciata da Ges, deve essere stata un sollievo per la gente ed un motivo di
grande allegria e tranquillit.
Ampliando le informazioni: lespulsione dei demoni e la paura della gente
* La spiegazione magica dei mali della vita
Al tempo di Ges, molta gente parlava di Satana e dellespulsione dei demoni. Cera in giro
molta paura, e cerano persone che approfittavano della paura degli altri. Il potere del male
aveva molti nomi: demonio, diavolo, belzeb, principe dei demoni, Satana, Dragone,
Dominazioni, Poteri, Potest, Sovranit, etc. (cfr. Mc 3,22.23; Mt 4,1; Ap 12,9; Rom 8,38; Ef
1,21).
Oggi, quando la gente non sa spiegare un fenomeno, un problema o un dolore, ricorre, a
volte, a spiegazione e rimedi che vengono da tradizioni e culture antiche e dice: E il
malocchio, E il castigo di Dio, E qualche cattivo spirito. E ci sono persone che cercano di
far tacere questi cattivi spiriti mediante la magia e preghiere ad alta voce. Altri cercano un
esorcista per scacciare lo spirito immondo. Altri ancora, spinti dalla cultura nuova e pi
sadica del nostro tempo, combattono la forza del male in altro modo. Cercano di capire le
cause del male. Cercano un medico, una medicina alternativa, si aiutano a vicenda, fanno
riunioni comunitarie, combattono lalienazione della gente, organizzano club di madri,
sindacati, partiti e molte altre forme di associazione per espellere il male e migliorare le
condizioni di vita della gente.
Nel tempo di Ges, il modo di spiegare e di risolvere i mali della vita era simile alla
spiegazione delle nostre antiche tradizioni e culture. In quel tempo, come appare nella Bibbia,
la parola demonio o Satana, indicava molte volte il potere del male che deviava la gente dal
buon cammino. Per esempio, nei quaranta giorni nel deserto Ges fu tentato da Satana che
volle condurlo per un altro cammino (1,12; cfr. Lc 4,1-13). Altre volte, la stessa parola
indicava la persona che portava ad un altro per un cammino sbagliato. Cos, quando Pietro
cerc di far deviare il cammino a Ges, lui fu Satana per Ges: Allontanati da me, Satana,

perch non pensi nelle cose di Dio, ma in quelle degli uomini (8,33). Altre volte, quelle
stesse parole erano usate per indicare il potere politico dellImpero romano che opprimeva e
sfruttava la gente. Per esempio, nellApocalisse, lImpero romano viene identificato con il
gran Dragone, lantico serpente, il chiamato Diavolo o Satana, seduttore di tutta la terra
abitata (Ap 12,9). Nel Vangelo di Marco, questo stesso Impero romano viene evocato
mediante il nome di Legione, dato al demonio che maltrattava un uomo (Mc 5,9). Altre volte,
la gente usava le parole demonio o spirito per indicare i mali ed i dolori. Cos si parlava del
demonio come dello spirito muto (Mc 9,17), dello spirito sordo (Mc 9,25), del demonio o
spirito impuro (Mc 1,23; 3,11), etc. E cerano persone esorciste che scacciavano questi
demoni (cfr. Mc 9,38; Mt 12,27).
Tutto ci indica la gran paura della gente dinanzi al potere del male, che loro chiamavano
demonio o Satana. Nellepoca in cui Marco scriveva il suo vangelo, questa paura stava
aumentando. Inoltre, alcune religione venute dallOriente, divulgavano il culto degli spiriti,
che intermediavano tra Dio e lumanit, considerati demoni, demiurghi o semi-dei. In questi
culti si insegnava che alcuni nostri gesti potevano irritare questi spiriti, e loro per vendicarsi
di noi, potevano impedirci laccesso a Dio, e privarci, cos, dei benefici divini. Per questo,
mediante riti magici, preghiere ad alta voce e cerimonie complicate, la gente si sforzava di
invocare e calmare questi spiriti o demoni, affinch non recassero danno alla vita umana. Era
questa la forma che alcune religioni avevano incontrato per difendersi dallinflusso degli
spiriti del male. E questo modo di vivere la relazione con Dio, invece di liberare la gente,
alimentava in essa la paura e langoscia.
* La fede nella risurrezione e la vittoria sulla paura
Ora, uno degli obiettivi della Buona Novella di Ges era aiutare la gente a liberarsi da questa
paura. Larrivo del Regno di Dio significava larrivo di un potere pi forte. Dice il vangelo di
Marco: Nessuno pu entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose, se prima non
avr legato luomo forte; allora ne sacchegger la casa (Mc 3,27). Luomo forte
unimmagine che indica il potere del male che mantiene la gente imprigionata nella paura.
Ges luomo pi forte che giunge per legare Satana, il potere del male, e rapirgli lumanit
prigioniera della paura. Se invece io scaccio i demoni con il dito di Dio, dunque giunto a
voi il Regno di Dio! (Lc 11,20) Ecco linsistenza degli scritti del Nuovo Testamento,
sopratutto del vangelo di Marco, nella vittoria di Ges sul potere del male, sul demonio, su
Satana, sul peccato e sulla morte.
Come abbiamo visto nella lettura di questa Domenica, nel Vangelo di Marco, il primo
miracolo di Ges lespulsione di un demonio: Taci ed esci dal quelluomo! (Mc 1,25). Il
primo impatto che Ges causa nella gente causato dallespulsione dei demoni: Comanda
persino agli spiriti immondi e gli obbediscono! (Mc 1,27). Una delle cause principali della
discussione di Ges con gli scribi lespulsione dei demoni. Loro lo calunniavano dicendo:
E posseduto da Belzeb! E scaccia i demoni per mezzo del principe dei demoni! (Mc
3,22). Il primo potere che gli apostoli ricevono quando sono mandati in missione il potere di
scacciare i demoni: Dette loro potere sugli spiriti immondi (Mc 6,7). Il primo segnale che
accompagna lannuncio della risurrezione lespulsione dei demoni: I segnali che
accompagneranno coloro che credono sono questi: nel mio nome scacceranno i demoni (Mc
16,17).
Lespulsione dei demoni era ci da cui la gente rimaneva pi colpita (Mc 1,27). Attingeva il
suo centro dalla Buona Novella del Regno. Per mezzo di essa Ges restituiva le persone a se

stesse. Ridava loro il giudizio, la coscienza (Mc 5,15). Dallinizio alla fine, con parole quasi
uguali, il Vangelo di Marco ripete, senza sosta, lo stesso messaggio: E Ges scacciava i
demoni! (Mc 1,26.34.39; 3,11-12.22.30; 5,1-20; 6,7.13; 7,25-29; 9,25-27.38; 16,17). Sembra
un ritornello incessante. Oggi noi, invece di usare sempre le stesse parole, usiamo parole
diverse per trasmettere lo stesso messaggio e diremmo Il potere del male, il Satana che fa
tanta paura alla gente, Ges lo vinse, lo leg, lo domin, lo distrusse, lo abbatt, lo elimin, lo
stermin, lo annichil ed uccise! Ci che Marco ci vuole dire questo: Ai cristiani
proibito aver paura di Satana! Per la sua risurrezione e per la sua azione liberatrice, presente
in mezzo a noi, Ges lega la paura di Satana, fa nascere libert nel cuore, fermezza
nellazione e speranza nellorizzonte! Dobbiamo camminare lungo il Cammino di Ges con
sapore di vittoria sul potere del male!

6. Orazione con il Salmo 46 (45)


Dio, rivelato in Ges, la nostra forza!
Dio per noi rifugio e forza,
aiuto sempre vicino nelle angosce.
Perci non temiamo se trema la terra,
se crollano i monti nel fondo del mare.
Fremano, si gonfino le sue acque,
tremino i monti per i suoi flutti.

Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la citt di Dio,


la santa dimora dell'Altissimo.
Dio sta in essa: non potr vacillare;
la soccorrer Dio, prima del mattino.
Fremettero le genti, i regni si scossero;
egli tuon, si sgretol la terra.

Il Signore degli eserciti con noi,


nostro rifugio il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,

egli ha fatto portenti sulla terra.

Far cessare le guerre sino ai confini della terra,


romper gli archi e spezzer le lance,
brucer con il fuoco gli scudi.
Fermatevi e sappiate che io sono Dio,
eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.

Il Signore degli eserciti con noi,


nostro rifugio il Dio di Giacobbe.

7. Orazione Finale
Signore Ges, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volont del
Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire
quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non
solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unit dello
Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Lectio Divina: Luned, 2 Febbraio, 2015


La presentazione del Bambino al tempio

1. LECTIO
a) Orazione iniziale
O Dio, nostro creatore e padre, tu hai voluto che il tuo Figlio, generato prima dellaurora del
mondo, divenisse membro dellumana famiglia; ravviva in noi la venerazione per il dono e il
mistero della vita, perch i genitori si sentano partecipi della fecondit del tuo amore, gli
anziani donino ai piccoli la loro saggezza matura, e i figli crescano in sapienza, piet e grazia,
rendendo lode al tuo santo nome. Per Cristo nostro Signore.

b) Lettura del vangelo: Luca 2,22-40

Quando furono compiuti i giorni della


loro purificazione
rituale, secondo la legge di Mos, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per
presentarlo al Signore come scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito
sar sacro al Signore e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi,
come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme cera un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la
consolazione dIsraele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva
preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si rec al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Ges per
fare ci che la legge prescriveva a suo riguardo, anchegli lo accolse tra le braccia e benedisse
Dio, dicendo:
Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perch i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele.
Il padre e la madre di Ges si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li
benedisse e a Maria, sua madre, disse: Ecco, egli qui per la caduta e la risurrezione di
molti in Israele e come segno di contraddizione e anche a te una spada trafigger lanima ,
affinch siano svelati i pensieri di molti cuori.
Cera anche una profetessa, Anna, figlia di Fanule, della trib di Aser. Era molto avanzata in
et, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e
ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno
con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e
parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea,
alla loro citt di Nzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di
Dio era su di lui.
c) Momento di silenzio orante
- perch la Parola di Dio possa abitare in noi e la lasciamo illuminare la nostra vita;
- perch prima dei nostri commenti, la luce stessa della Parola che deve brillare e imporsi,
col suo mistero di presenza vivente del Signore.

2. MEDITATIO
a) Per coloro che vogliono approfondire il contenuto
Secondo la legge di Mos/del Signore.
una specie di ritornello, pi volte ripetuto. Luca mescola due prescrizioni, senza molta
distinzione. La purificazione della madre era prevista dal Levitico (12,2-8) e si compiva
quaranta giorni dopo il parto. Fino a quel momento la donna non poteva avvicinarsi ai luoghi
sacri, e la cerimonia era accompagnata dallofferta di un capo di bestiame minuto. Invece la
consacrazione dei primogeniti era prescritta in Esodo 13, 11-16: ed era considerata una specie
di "riscatto" anche qui con lofferta di piccoli animali in ricordo dellazione salvifica di
Dio quando liber gli israeliti dalla schiavit dEgitto. In tutta la scena i genitori appaiono
come nellatto di presentare/offrire il figlio come si faceva con le vittime e i leviti; mentre
nella figura di Simeone e Anna appare piuttosto Dio che offre/presenta il figlio per la
salvezza del popolo.
Le figure di Simeone e Anna.
Sono figure cariche di valore simbolico. Esse hanno il ruolo del riconoscimento, che proviene
sia dalla illuminazione e dal movimento dello Spirito, ma anche da una vita condotta con
lattesa pi intensa e fiduciosa. In particolare Simeone; lo si definisce come
"prosdekmenos", cio uno tutto concentrato nellattesa, uno che va incontro per accogliere.
Anche lui appare perci obbediente alla legge, quella dello Spirito, che lo spinge verso il
bambino, dentro il tempio. Anche il cantico che proclama manifesta questa sua pro-existentia:
vissuto per arrivare a questo momento; ora si sottrae, perch anche gli altri vedano la luce e
la salvezza che arriva, per Israele e per le genti. A sua volta Anna, con la sua stessa et
(valore simbolico: 84 7x12: dodici il numero delle trib; oppure 847=77, perfezione
raddoppiata), ma soprattutto con il suo modo di vivere (digiuni e preghiere) e con la
proclamazione a chi "attendeva", completa il quadro. guidata dallo Spirito di profezia,
docile e purificata nel cuore. Inoltre appartiene alla pi piccola delle trib, quella di Aser:
segno che i pi piccoli e fragili sono pi disposti a riconoscere in Ges il Salvatore. Tutti e
due questi anziani che sono come una coppia originale - sono simbolo del giudaismo
migliore, della Gerusalemme fedele e mite, che attende e gioisce, e che lascia dora in poi
brillare la nuova luce.
Una spada che trafigge.
In genere si interpreta come annuncio di sofferenza per Maria, un dramma visibilizzato
dallAddolorata. Ma dobbiamo piuttosto intendere qui la Madre come il simbolo di Israele:
Simeone intuisce il dramma del suo popolo, che sar profondamente lacerato dalla parola
viva e tagliente del redentore (cfr. Lc 12,51-53). Maria ne rappresenta il percorso: deve
affidarsi, ma attraverser dolori e oscurit, lotte e silenzi angosciosi. La storia del Messia
sofferente sar dilacerante per tutti, anche per la Madre: non si segue la nuova luce destinata
al mondo intero, senza pagare il prezzo, senza essere provocati a scelte rischiose, senza
rinascere sempre di nuovo dallalto e in novit. Ma queste immagini della "spada che
trafigge", del bambino che "far inciampare" e scuoter i cuori dal torpore, non vanno
separate dal gesto cos carico di senso dei due anziani: luno, Simeone, prende fra le braccia il
bambino, per indicare che la fede incontro e abbraccio, non idea e teorema; laltra, Anna, si
fa annunciatrice, e accende in chi "lo attendeva" una luce sfolgorante.
La vita quotidiana, epifania di Dio.

Interessante infine notare che tutto lepisodio d rilievo alle situazioni pi semplici e
familiari: la coppia degli sposi con il bambino in braccio; lanziano che gioisce e abbraccia,
lanziana che prega e annuncia, gli ascoltatori che appaiono indirettamente coinvolti. E anche
la conclusione del brano fa intravedere il borgo di Nazaret, la crescita del bambino in un
contesto normale, limpressione di un bambino dotato in modo straordinario di sapienza e
bont. Il tema della sapienza intrecciata con la vita normale di crescita e nel contesto del
villaggio, lascia come sospesa la storia: essa si riaprir proprio con il tema della sapienza del
ragazzo fra i dottori del tempio. Sar proprio lepisodio che segue immediatamente (Lc 2,4152).
b) Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nellorazione.
a) Perch mai Ges, figlio dellAltissimo, e sua madre Maria, concepita senza peccato,
devono sottomettersi alla prescrizione di Mos? Forse perch Maria non aveva ancora
coscienza della sua innocenza e santit?
b) Oltre alle parole di Simeone, in tutto il suo atteggiamento, come anche in quello della
profetessa Anna, c un significato speciale? Il loro agire e la loro gioia non richiamano forse
lo stile degli antichi profeti?
c) Come spiegare questa "spada che trafigge": si tratta di una lacerazione delle coscienze
davanti alle sfide e alle richieste di Ges? Oppure si tratta solo di una sofferenza intima della
Madre?
d) Pu significare qualche cosa questa scena per i genitori di oggi: per la formazione religiosa
dei loro figli; per il progetto che Dio ha su ciascuno dei loro figli, per le paure e le angosce
che i genitori si portano nel cuore pensando a quando i figli saranno grandi?

3. ORATIO
a) Salmo 122 (121)
Quale gioia, quando mi dissero:
"Andremo alla casa del Signore".
E ora i nostri piedi si fermano
alle tue porte, Gerusalemme!
Gerusalemme costruita
come citt salda e compatta.
L salgono insieme le trib,
le trib del Signore,
secondo la legge di Israele,
per lodare il nome del Signore.
L sono posti i seggi del giudizio,
i seggi della casa di Davide.
Domandate pace per Gerusalemme:
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura,
sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici
io dir: "Su di te sia pace!".
Per la casa del Signore nostro Dio,

chieder per te il bene.


b) Orazione finale
Noi ti lodiamo e ti benediciamo, Padre, perch mediante il tuo Figlio, nato da donna per
opera dello Spirito santo, nato sotto la legge, ci hai riscattati dalla legge e hai riempito la
nostra esistenza di luce e di speranza nuova. Fa che le nostre famiglie siano accoglienti e
fedeli verso i tuoi progetti, aiutino e sostengano nei figli i sogni e lentusiasmo nuovo, li
avvolgano di tenerezza quando sono fragili, li educhino allamore a te e a tutte le tue creature.
A te nostro Padre, ogni onore e gloria.

4. CONTEMPLATIO
Contempli nel silenzio le parole
"I miei occhi hanno visto la tua salvezza."

Lectio Divina: Marted, 3 Febbraio, 2015


Tempo ordinario

1) Preghiera
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta lanima
e di amare i nostri fratelli nella carit del Cristo.
Egli Dio, e vive e regna con te...

2) Lettura del Vangelo


Dal Vangelo secondo Marco 5,21-43
In quel tempo, essendo passato di nuovo Ges allaltra riva, gli si radun attorno molta folla,
ed egli stava lungo il mare. Si rec da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giairo, il
quale, vedutolo, gli si gett ai piedi e lo pregava con insistenza: La mia figlioletta agli
estremi; vieni a imporle le mani perch sia guarita e viva. Ges and con lui. Molta folla lo
seguiva e gli si stringeva intorno.
Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto per opera di
molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, udito
parlare di Ges, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli tocc il mantello. Diceva infatti: Se
riuscir anche solo a toccare il suo mantello, sar guarita.

E allistante le si ferm il flusso di sangue, e sent nel suo corpo che era stata guarita da quel
male. Ma subito Ges, avvertita la potenza che era uscita da lui, si volt alla folla dicendo:
Chi mi ha toccato il mantello? I discepoli gli dissero: Tu vedi la folla che ti si stringe
attorno e dici: Chi mi ha toccato? Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva
fatto questo. E la donna impaurita e tremante, sapendo ci che le era accaduto, venne, gli si
gett davanti e gli disse tutta la verit. Ges rispose: Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va in
pace e sii guarita dal tuo male.
Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: Tua figlia
morta. Perch disturbi ancora il Maestro? Ma Ges, udito quanto dicevano, disse al capo
della sinagoga: Non temere, continua solo ad aver fede!. E non permise a nessuno di
seguirlo fuorch a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del
capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava. Entrato, disse loro:
Perch fate tanto strepito e piangete? La bambina non morta, ma dorme. Ed essi lo
deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con s il padre e la madre della fanciulla e
quelli che erano con lui, ed entr dove era la bambina. Presa la mano della bambina, le disse:
Talit kum, che significa: Fanciulla, io ti dico, alzati! Subito la fanciulla si alz e si mise
a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. Ges raccomand loro
con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordin di darle da mangiare.

3) Riflessione
Nel vangelo di oggi, meditiamo due miracoli di Ges in favore di due donne. Il primo in
favore di una donna considerata impura a causa di unemorragia che le durava da 12 anni.
Laltro, in favore di una bambina di dodici anni, spirata da poco. Secondo la mentalit
dellepoca, chiunque toccasse il sangue o un cadavere era considerato impuro. Sangue e
morte erano fattori di esclusione! Per questo, quelle due donne erano persone emarginate,
escluse dalla partecipazione alla comunit.
Il punto di partenza. Ges arriva in barca. La gente gli si unisce. Giairo, il capo della
sinagoga, chiede per la figlia che sta morendo. Ges va con lui e la gente li accompagna,
spingendo da tutte le parti. Questo il punto di partenza delle due guarigioni che seguono: la
guarigione della donna e la risurrezione della bambina di 12 anni.
La situazione della donna. Dodici anni di emorragia! Per questo, viveva esclusa, poich, in
quel tempo, il sangue rendeva impura una persona, e chi la toccava diventava anche
impuro/a. Marco informa che la donna aveva speso tutti i suoi averi con i medici. Ed invece
di migliorare, era peggiorata. Situazione senza soluzione!
Latteggiamento della donna. Sent parlare di Ges. Nacque in lei una speranza. Si disse:
Se riuscir anche solo a toccare il suo mantello, sar guarita. Il catechismo dellepoca
diceva: Se io tocco il suo mantello, lui diventer impuro. La donna pensa esattamente il
contrario! Segno che le donne non erano daccordo con tutto quello che insegnavano le
autorit religiose. La donna si mette in mezzo alla gente e, senza farsene accorgere, tocca
Ges, poich tutti lo spingevano e lo toccavano. In quellistante lei avvert nel suo corpo
lavvenuta guarigione.

La reazione di Ges e dei discepoli. Anche Ges sent che una potenza era uscita da lui e
chiese: Chi mi ha toccato il mantello? I discepoli gli dissero: Tu vedi la folla che ti si
stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato? Ecco apparire qui lo scontro tra Ges ed i
discepoli. Ges aveva una sensibilit che non era percepita dai discepoli. Costoro reagirono
come tutti gli altri e non capirono la reazione diversa di Ges. Ma Ges non fa attenzione e
continua ad indagare.
La guarigione per la fede. La donna si rende conto che era stata scoperta. Fu per lei un
momento difficile e pericoloso. Poich, secondo la credenza dellepoca, una persona impura
che come lei si metteva in mezzo alla gente, contaminava tutti coloro che la toccavano. E tutti
diventavano impuri davanti a Dio (Lv) (Lc 15,19-30). Per questo il castigo era la probabile
lapidazione. Ma la donna ebbe il coraggio di assumere ci che aveva fatto. Impaurita e
tremante cadde ai piedi di Ges e raccont tutta la verit. Ges dice la parola finale:
Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va in pace e sii guarita dal tuo male. (a) Figlia, con
questa parola Ges accoglie la donna nella nuova famiglia, nella comunit, che si formava
attorno. (b) Ci che lei pensava avvenne di fatto. (c) Ges riconosce che senza la fede di
quella donna lui non avrebbe potuto fare il miracolo.
La notizia della morte della bambina. In quel momento il personale della casa di Giairo
informa che la figlia morta. Non cera pi bisogno di disturbare Ges. Per loro, la morte era
la grande barriera. Ges non riuscir a oltrepassare la morte! Ges ascolta, guarda Giairo e
applica ci che aveva appena visto, cio, che la fede capace di realizzare ci che la persona
crede. E dice: Non temere, continua solo ad aver fede!
In casa di Giairo. Ges permette solo a tre discepoli di entrare con lui. Vedendo il
trambusto provocato dalla gente che gridava e piangeva per la morte della bambina, dice: La
bambina non morta, dorme! La gente attorno rideva. La gente sa distinguere quando una
persona sta dormendo o quando morta. E la risata di Abramo e di Sara, cio, di coloro che
non riescono a credere che nulla impossibile a Dio (Gn 17,17; 18,12-14; Lc 1,37). Anche
per loro, la morte era una barriera che nessuno poteva oltrepassare! Le parole di Ges
avevano un significato molto profondo. La situazione delle comunit perseguitate al tempo di
Marco sembrava una situazione di morte. Dovevano udire: Non morta! Voi state
dormendo! Svegliatevi! Ges non d importanza alla risata ed entra nella stanza dove si
trova la bambina, lui solo, i tre discepoli ed i genitori della bambina.
La risurrezione della bambina. Ges prende per mano la bambina e dice: Talit kum! Lei
si alza. Grande trambusto! Ges conserva la calma e chiede che le diano da mangiare. Due
donne sono guarite! Una ha dodici anni di vita, e laltra dodici anni di emorragia, dodici anni
di esclusione! Ai dodici anni comincia lesclusione della bambina, poich cominciano le
mestruazioni, comincia a morire! Ges ha la potenza maggiore e risuscita: Alzati!

4) Per un confronto personale


Qual il punto di questo testo che pi ti piaciuto o che ti ha maggiormente colpito?
Perch?

Una delle donne stata guarita e integrata di nuovo nella convivenza della comunit. Una
bambina stata alzata dal suo letto di morte. Cosa ci insegna questa azione di Ges per la
nostra vita in famiglia e per la nostra comunit, oggi?

5) Preghiera finale
Sei tu la mia lode nella grande assemblea,
scioglier i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano:
Viva il loro cuore per sempre. (Sal 21)

Lectio Divina: Mercoled, 4 Febbraio, 2015


1) Preghiera
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta lanima
e di amare i nostri fratelli nella carit del Cristo.
Egli Dio, e vive e regna con te...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 6,1-6
In quel tempo, Ges and nella sua patria e i discepoli lo seguirono.
Venuto il sabato, incominci a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano
stupiti e dicevano: Donde gli vengono queste cose? E che sapienza mai questa che gli
stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non costui il carpentiere, il figlio di
Maria, il fratello di Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui
da noi?. E si scandalizzavano di lui.
Ma Ges disse loro: Un profeta non disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in
casa sua. E non vi pot operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e
li guar. E si meravigliava della loro incredulit. Ges percorreva i villaggi, insegnando.

3) Riflessione
Il vangelo di oggi parla della visita di Ges a Nazaret e descrive la chiusura mentale della
gente di Nazaret, che non volle accettarlo (Mc 6,1-6). Il vangelo di domani descrive
lapertura di Ges verso la gente della Galilea, dimostrata tramite linvio in missione dei suoi
discepoli (Mc 6,7-13).
Marco 6,1-2: Ges ritorna a Nazaret. In quel tempo, Ges and nella sua patria e i
discepoli lo seguirono. Venuto il sabato, incominci a insegnare nella sinagoga. E sempre
bene tornare nella propria patria e ritrovare le persone amiche. Dopo una lunga assenza,
anche Ges ritorna e, come al solito, il sabato, va alla sinagoga per partecipare alla riunione

della comunit. Ges non era il coordinatore della comunit, ma pur non essendolo prende la
parola e comincia ad insegnare. Segno questo che le persone potevano partecipare ed
esprimere la propria opinione.
Marco 6,2b-3: Reazione della gente di Nazaret davanti a Ges. La gente di Cafarnao aveva
accettato linsegnamento di Ges (Mc 1,22), ma alla gente di Nazaret non sono piaciute le
parole di Ges e rimane scandalizzata. Motivo? Ges, il ragazzo che conoscevano fin dalla
nascita, come mai ora cosi diverso? Loro non accettano il mistero di Dio presente in Ges,
un essere umano comune come loro, conosciuto da tutti! Per poter parlare di Dio, doveva
essere diverso da loro! Come si vede, non tutto and bene per Ges. Le persone che
sarebbero dovute essere le prime ad accettare la Buona novella erano proprie quelle che
facevano pi fatica ad accoglierla. Il conflitto non era solo con gli estranei, ma anche e
sopratutto con i propri parenti e con la gente di Nazaret. Loro si rifiutavano di credere in
Ges, perch non riuscivano a capire il mistero di Dio che avvolgeva la persona di Ges. Da
dove gli vengono queste cose? E che sapienza mai questa che gli stata data? E questi
prodigi compiuti dalle sue mani? Non costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di
Giacomo, di Giuseppe, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi? Non
riescono a credere in Ges!
I fratelli e le sorelle di Ges. Lespressione fratelli di Ges suscita grande polemica tra
cattolici e protestanti. Basandosi su questo testo ed su altri, i protestanti dicono che Ges
ebbe pi fratelli e sorelle e che Maria ebbe pi figli! I cattolici dicono che Maria non ebbe
altri figli. Che pensare di tutto questo? In primo luogo, le due posizioni, sia dei cattolici sia
dei protestanti, tutte e due hanno argomenti tratti dalla Bibbia e dalla tradizione delle due
rispettive Chiese. Per questo, non conviene discutere su questa questione con argomenti
attinenti solo alla ragione. Perch si tratta di convinzioni profonde, che hanno a che vedere
con la fede e con i sentimenti sia dei cattolici sia dei protestanti. Un argomento, attinente solo
alla ragione non riesce a smontare una convinzione del cuore! Irrita ed allontana! Anche
quando non condivido lopinione dellaltro, devo comunque rispettarla! E noi cattolici e
protestanti, invece di discutere sui testi, dovremmo unirci per lottare in difesa della vita,
creata da Dio, vita cosi sfigurata dalla povert, dallingiustizia, dalla mancanza di fede.
Dovremmo ricordare altre frasi di Ges: Sono venuto affinch tutti abbiano vita, e vita in
abbondanza (Gv 10,10). Che tutti siano uno, affinch il mondo creda che Tu, Padre, mi hai
mandato (Gv 17,21). Chi non contro di noi, con noi (Mc 10,39.40).
Marco 6,4-6. Reazione di Ges dinanzi allatteggiamento della gente di Nazaret. Ges sa
molto bene che nessuno profeta nella sua patria. E dice: Un profeta non disprezzato
che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua. Infatti, l dove non c accettazione n
fede, la gente non pu fare nulla. Il preconcetto lo impedisce. Ges, pur volendo, non pu
fare nulla e si meraviglia di fronte alla loro mancanza di fede. Per questo, dinanzi alla porta
chiusa della sua comunit, cominci a percorrere i villaggi, insegnando. Lesperienza del
rifiuto spinse Ges a cambiare direzione. Lui si dirige verso altri villaggi e, come vedremo
nel vangelo di domani, coinvolge i discepoli nella missione dando istruzioni su come devono
continuare la missione.

4) Per un confronto personale


Ges ebbe problemi con i suoi parenti e con la sua comunit. Da quando tu hai cominciato a
vivere meglio il vangelo, qualcosa cambiato nel tuo rapporto con la tua famiglia, con i tuoi
parenti?
Ges non pu operare molti miracoli a Nazaret perch manca la fede. Ed oggi, trova fede in
noi, in me?

5) Preghiera finale
Beato luomo a cui rimessa la colpa,
e perdonato il peccato.
Beato luomo a cui Dio non imputa alcun male
e nel cui spirito non inganno. (Sal 31)

Lectio Divina: Gioved, 5 Febbraio, 2015

1) Preghiera
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta lanima
e di amare i nostri fratelli nella carit del Cristo.
Egli Dio, e vive e regna con te...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 6,7-13
In quel tempo, Ges chiam i dodici, ed incominci a mandarli a due a due e diede loro
potere sugli spiriti immondi. E ordin loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il
viaggio: n pane, n bisaccia, n denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non
indossassero due tuniche.
E diceva loro: Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in
qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di
sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro.
E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio
molti infermi e li guarivano.

3) Riflessione
Il Vangelo di oggi continua quanto abbiamo visto nel vangelo di ieri. Il passaggio per
Nazaret fu doloroso per Ges. Fu rifiutato dalla propria gente (Mc 6,1-5). Quella che prima
era la sua comunit, ora non lo pi. Qualcosa cambiato. A partire da questo momento,
come dice il vangelo di oggi, Ges cominci ad andare per i villaggi della Galilea per
annunciare la Buona Novella (Mc 6,6) e mandare i dodici in missione. Negli anni 70, epoca
in cui Marco scriveva il suo vangelo, le comunit cristiane vivevano una situazione difficile,
senza orizzonte. Umanamente parlando, non cera futuro per loro. Nel 64, Nerone cominci a
perseguitare i cristiani. Nel 65, scoppi la rivolta dei giudei della Palestina contro Roma. Nel
70, Gerusalemme fu totalmente distrutta dai romani. Per questo la descrizione dellinvio dei
discepoli, dopo il conflitto a Nazaret, era fonte di luce e di coraggio per i cristiani.
Marco 6,7. Lobiettivo della Missione. Il conflitto crebbe e tocc da vicino la persona di
Ges. Come reagisce? In due modi: a) Dinanzi alla chiusura mentale della gente della sua

comunit, Ges lascia Nazaret ed inizia a percorrere i villaggi nelle vicinanze (Mc 6,6). b)
Allarga la missione ed intensifica lannuncio della Buona Novella chiamando altre persone
per coinvolgerle nella missione. Chiam i dodici, ed incominci a mandarli a due a due e
diede loro potere sugli spiriti immondi. Lobiettivo della missione semplice e profondo: La
partecipazione dei discepoli alla missione di Ges. Non possono andare da soli, devono
andare due a due, perch due persone rappresentano la comunit meglio di una sola e si
possono aiutare a vicenda. Ricevono potere sugli spiriti immondi, cio devono essere di
sollievo agli altri nella sofferenza e, attraverso la purificazione, devono aprire le porte di
accesso diretto a Dio.
Marco 6,8-11. Gli atteggiamenti da avere nella Missione. Le raccomandazioni sono
semplici: E ordin loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: n pane,
n bisaccia, n denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E
diceva loro: Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in
qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di
sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro. E se ne andarono. E linizio di una nuova
tappa. Ora non solo Ges, bens tutto il gruppo, annuncia la Buona Novella di Dio alla gente.
Se la predicazione di Ges causava conflitto, molto pi ora, con la predicazione di tutto il
gruppo. Se gi il mistero era grande, ora sar maggiore con la missione intensificata.
Marco 6,12-13. Il risultato della missione. E partiti, predicavano che la gente si
convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.
Annunciare la Buona Novella, produce conversione o cambiamento nelle persone, sollievo
nel dolore, cura le infermit e scaccia i demoni.
Linvio dei discepoli in Missione. Al tempo di Ges cerano diversi altri movimenti di
rinnovamento. Per esempio, gli esseni ed i farisei. Anche loro cercavano un nuovo modo di
vivere in comunit ed avevano i loro missionari (cf. Mt 23,15). Per costoro, quando
andavano in missione erano prevenuti. Portavano bisaccia e denaro per occuparsi del proprio
cibo. Perch non avevano fiducia nel cibo della gente, che non era sempre ritualmente
puro. Al contrario degli altri missionari, i discepoli e le discepole di Ges ricevevano
raccomandazioni diverse che aiutavano a capire i punti fondamentali della missione di
annunciare la Buona Novella, che ricevevano da Ges e che anche la nostra missione:
a) Dovevano andare senza nulla. Non dovevano portare nulla, n bisaccia, n denaro, n
bastone, n pane, n sandali, n avere due tuniche. Ci significava che Ges li obbliga ad
avere fiducia nellospitalit. Perch colui che va senza nulla, va perch ha fiducia nella gente
e pensa che sar accolto. Con questo atteggiamento criticavano le leggi di esclusione,
sostenute dalla religione ufficiale, e mostravano, per mezzo della pratica nuova, che avevano
una concezione diversa della comunit.
b) Dovevano mangiare ci che la gente mangiava o ci che la gente dava loro. Non potevano
vivere separati con il proprio cibo, ma dovevano accettare di mettersi insieme a tavola (Lc
10,8). Ci significa che nel contatto con la gente, non dovevano aver paura di perdere la
purezza cos come veniva insegnata allepoca. Con questo atteggiamento criticavano le leggi
della purezza in vigore e mostravano, per mezzo della nuova pratica, che avevano un altro
tipo di accesso alla purezza, cio, allintimit con Dio.
c) Dovevano rimanere ospitati nella prima casa in cui fossero stati accolti. Dovevano vivere
insieme in modo stabile e non andare di casa in casa. Dovevano lavorare come tutti gli altri e
vivere di ci che ricevevano in cambio, poich loperaio merita il suo salario (Lc 10,7). In
altre parole, dovevano partecipare alla vita ed al lavoro della gente, e la gente li avrebbe
accolti nella sua comunit e avrebbe condiviso con loro il cibo. Significa che dovevano aver
fiducia nella condivisione.
d) Dovevano occuparsi dei malati, curare i lebbrosi e scacciare i demoni (Lc 10,9; Mc 6,7.13;
Mt 10,8). Dovevano svolgere la funzione di difensori (gol) ed accogliere dentro del clan,

nella comunit, coloro che vivevano da emarginati. Con questo atteggiamento criticavano la
situazione di disintegrazione della vita comunitaria del clan e puntavano a soluzioni concrete.
Erano questi i quattro punti fondamentali che dovevano dare slancio allatteggiamento dei
missionari che annunciavano la Buona Novella di Dio, nel nome di Ges: ospitalit,
comunione, condivisione ed accoglienza degli esclusi. Se queste quattro esigenze venivano
rispettate, loro potevano e dovevano gridare ai quattro venti: Il Regno venuto! (cf. Lc
10,1-12; 9,1-6; Mc 6,7-13; Mt 10,6-16). Poich il Regno rivelato da Ges non una dottrina,
n un catechismo, n una legge. Il Regno di Dio viene e si rende presente quando le persone,
motivate dalla loro fede in Ges, decidono di vivere in comunit per dare testimonianza e
rivelare a tutti che Dio Padre e Madre e che, quindi, noi esseri umani siamo fratelli e sorelle
tra di noi. Ges voleva che la comunit locale fosse di nuovo unespressione dellAlleanza,
del Regno, dellamore di Dio Padre, che fa di tutti noi fratelli e sorelle.

4) Per un confronto personale


Partecipi nella missione di Ges come discepolo?
Qual il punto pi importante per noi oggi nella missione degli apostoli? Perch?

5) Preghiera finale
Grande il Signore e degno di ogni lode
nella citt del nostro Dio.
Il suo monte santo, altura stupenda,
la gioia di tutta la terra. (Sal 47)

Lectio Divina: Venerd, 6 Febbraio, 2015


1) Preghiera
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta lanima
e di amare i nostri fratelli nella carit del Cristo.
Egli Dio, e vive e regna con te...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 6,14-29
In quel tempo, il re Erode sent parlare di Ges, poich intanto il suo nome era diventato
famoso. Si diceva: Giovanni il Battista risuscitato dai morti e per questo il potere dei
miracoli opera in lui. Altri invece dicevano: Elia; altri dicevano ancora: un profeta,
come uno dei profeti. Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: Quel Giovanni che io ho fatto
decapitare risuscitato!.
Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodiade,
moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata. Giovanni diceva a Erode: Non ti
lecito tenere la moglie di tuo fratello.
Per questo Erodiade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva,
perch Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se
nellascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne per il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i
grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa
Erodiade, danz e piacque a Erode e ai commensali.

Allora il re disse alla ragazza: Chiedimi quello che vuoi e io te lo dar. E le fece questo
giuramento: Qualsiasi cosa mi chiederai, te la dar, fosse anche la met del mio regno. La
ragazza usc e disse alla madre: Che cosa devo chiedere?. Quella rispose: La testa di
Giovanni il Battista. Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: Voglio che tu mi
dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista. Il re ne fu rattristato; tuttavia, a
motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto.
E subito mand una guardia con lordine che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia
and, lo decapit in prigione e port la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza
la diede a sua madre.
I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un
sepolcro.

3) Riflessione
Il vangelo di oggi descrive come Giovanni Battista fu vittima della corruzione e della
prepotenza del Governo di Erode. Mor senza essere giudicato da un tribunale, nel corso di un
banchetto di Erode con i grandi del regno. Il testo presenta molte informazioni sulla vita di
Ges e sul modo in cui i potenti dellepoca esercitavano il potere. Fin dallinizio del Vangelo
di Marco scorgiamo una situazione in sospeso. Lui aveva detto: Dopo che Giovanni fu
arrestato, Ges si rec nella Galilea predicando il vangelo di Dio! (Mc 1,14). Nel vangelo di
oggi, quasi improvvisamente, sappiamo che Erode aveva gi ucciso Giovanni Battista. Quindi
il lettore si pone la domanda: Cosa far allora con Ges? Patir lo stesso destino? Oltre a
fare un bilancio delle opinioni della gente e di Erode su Ges, Marco pone unaltra domanda:
Chi Ges? Questa ultima domanda cresce nel vangelo fino a ricevere la risposta definitiva
dalla bocca del centurione ai piedi della Croce: "Veramente questuomo era Figlio di Dio!"
(Mc 15,39)
Marco 6,14-16. Chi Ges? Il testo comincia con un bilancio sulle opinioni della gente e di
Erode su Ges. Alcuni associavano Ges a Giovanni Battista e ad Elia. Altri lo identificavano
con un Profeta, cio con qualcuno che parlava a nome di Dio, che aveva il coraggio di
denunciare le ingiustizie dei potenti e che sapeva animare la speranza dei piccoli. Le persone
cercavano di capire Ges partendo dalle cose che loro stesse sapevano, credevano e
speravano. Cercavano di inquadrarlo secondo i criteri familiari dellAntico Testamento con le
sue profezie e le sue speranze, e della Tradizione degli Antichi, con le loro leggi. Ma erano
criteri insufficienti. Ges non entrava in questi criteri. Lui era pi grande!
Marco 6,17-20. La causa delluccisione di Giovanni. Galilea, terra di Ges, fu governata da
Erode Antipa, figlio del re Erode, il Grande, dal 4 avanti Cristo fino al 39 dopo Cristo. In
tutto, 43 anni! Durante tutto il tempo in cui Ges visse, cerano stati cambiamenti nel
governo della Galilea! Erode Antipa era il signore assoluto di tutto, non ascoltava nessuno e
faceva ci che gli pareva! Ma chi veramente comand in Palestina, fin dal 63 prima di Cristo,
fu lImpero Romano. Erode, per non essere deposto, cercava di accontentare Roma in tutto.
Insisteva soprattutto in unamministrazione efficiente che producesse entrate allImpero
Romano. Lunica cosa che lo preoccupava era la sua sicurezza e la sua promozione. Per
questo, reprimeva qualsiasi tipo di sovversione. Flavio Giuseppe, uno scrittore di quellepoca,
informa che il motivo della prigionia di Giovanni Battista era la paura che aveva Erode di una
sommossa popolare. A Erode piaceva essere chiamato benefattore della gente, ma in realt
era un tiranno (cf. Lc 22,25). La denuncia di Giovanni contro di lui (Mc 6,18), fu la goccia
che riemp il bicchiere, e Giovanni fu fatto prigioniero.
Marco 6,21-29: La trama dellassassinato. Lanniversario e il banchetto di festa, con danze e
orge! Era lambiente in cui si tramavano le alleanze. La festa prevedeva la presenza dei
grandi della corte, degli ufficiali e delle persone importanti della Galilea. In questo ambiente

si trama lassassinio di Giovanni Battista. Giovanni, il profeta, era una denuncia viva in
questo sistema corrotto. Per questo fu eliminato con il pretesto di un problema di vendetta
personale. Tutto ci rivela la debolezza morale di Erode. Tanto potere accumulato nelle mani
di un uomo che non si controlla! Sotto lentusiasmo della festa e del vino, Erode giur con
leggerezza qualcosa a una giovane ballerina. E superstizioso comera, pensava di dover
mantenere questo giuramento. Per Erode, la vita dei sudditi non contava nulla. Disponeva di
loro come se fossero degli oggetti. Marco racconta il fatto cos come avvenne e lascia alle
comunit il compito di trarre le conclusioni.

4) Per un confronto personale


Conosci casi di persone morte vittima della corruzione e del dominio dei potenti? E conosci
nella nostra comunit e nella nostra chiesa persone vittima dellautoritarismo e di un eccesso
di potere?
Superstizione, vigliaccheria e corruzione distinguevano lesercizio del potere da parte di
Erode. Come si comportano quelli che oggi esercitano il loro potere su gli altri?

5) Preghiera finale
La via di Dio diritta,
la parola del Signore provata al fuoco;
egli scudo per chi in lui si rifugia. (Sal 17)

Lectio Divina: Sabato, 7 Febbraio, 2015


1) Preghiera
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta lanima
e di amare i nostri fratelli nella carit del Cristo.
Egli Dio, e vive e regna con te...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 6,30-34
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Ges e gli riferirono tutto quello che
avevano fatto e insegnato.
Ed egli disse loro: Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po.
Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano pi neanche il tempo di
mangiare. Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte.
Molti per li videro partire e capirono, e da tutte le citt cominciarono ad accorrere l a piedi
e li precedettero.
Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perch erano come pecore senza pastore,
e si mise a insegnare loro molte cose.

3) Riflessione
Il vangelo di oggi in vivo contrasto con quello di ieri! Da un lato, il banchetto di morte,
voluto da Erode con i grandi del regno nel palazzo della Capitale, durante il quale Giovanni
Battista fu assassinato (Mc 6,17-29), dallaltro, il banchetto di vita promosso da Ges con la
gente affamata della Galilea, nel deserto (Mc 6,30-44). Il vangelo di oggi presenta solo
lintroduzione della moltiplicazione dei pani e descrive linsegnamento di Ges.

Marco 6,30-32. Laccoglienza data ai discepoli. In quel tempo, gli apostoli si riunirono
attorno a Ges e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro:
Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po. Questi versetti mostrano come
Ges formava i suoi discepoli. Non si preoccupava solo del contenuto della predicazione, ma
anche del riposo dei discepoli. Li invit ad andare in un luogo tranquillo per poter riposare e
fare una riflessione.
Marco 6,33-34. Laccoglienza data alla gente. La gente percepisce che Ges era andato a
unaltra parte del lago, e loro gli andarono dietro cercando di raggiungerlo via terra, fino
allaltra riva. Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perch erano come pecore
senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Vedendo quella moltitudine, Ges si
rattrist, perch andavano come pecore senza pastore. Lui dimentica il suo riposo e
comincia ad insegnare. Nel rendersi conto che la gente non ha un pastore, Ges comincia ad
essere pastore. Comincia ad insegnare. Come dice il Salmo: Il Signore il mio pastore! Non
manco di nulla! Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se
dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perch tu sei con me. Il tuo
bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli
occhi dei miei nemici (Sal 23,1.3-5). Ges voleva riposare insieme ai discepoli, ma il
desiderio di rispondere ai bisogni della gente lo spinse a lasciare da parte il riposo. Qualcosa
di simile avviene quando incontra la samaritana. I discepoli andarono in cerca di cibo. Al
ritorno, dicono a Ges: Maestro, mangia qualcosa! (Gv 4,31), ma lui risponde: Io ho un
alimento da mangiare che voi non conoscete (Gv 4,32). Il desiderio di rispondere ai bisogni
del popolo samaritano lo porta a dimenticare la fame. Il mio alimento fare la volont di
colui che mi ha mandato a realizzare la sua opera (Gv 4,34). La prima cosa rispondere alla
gente che lo cerca. Dopo viene il mangiare.
Allora Ges comincia a insegnare loro molte cose. Il vangelo di Marco ci dice molte volte
che Ges insegnava. La gente rimane impressionata: Un nuovo insegnamento! Dato con
autorit! Diverso dagli scribi! (Mc 1,22.27). Insegnare era ci che Ges faceva di pi (Mc
2,13; 4,1-2; 6,34). Cos soleva fare (Mc 10,1). Per oltre quindici volte Marco dice che Ges
insegnava, ma raramente dice ci che insegnava. Forse perch a Marco non interessava il
contenuto? Dipende da ci che la gente intende quando parla di contenuto! Insegnare non
solo questione di insegnare verit nuove per dire qualcosa. Il contenuto che Ges dava non
appariva solamente nelle parole, ma anche nei gesti e nel suo modo di rapportarsi con le
persone. Il contenuto non mai separato dalla persona che lo comunica. Ges era una
persona accogliente (Mc 6,34). Voleva il bene della gente. La bont e lamore che
emergevano dalle sue parole facevano parte del contenuto. Erano il suo temperamento. Un
contenuto buono, senza bont, come latte caduto a terra. Questo nuovo modo che Ges
aveva di insegnare si manifestava in mille modi. Ges accetta come discepoli non solo
uomini, ma anche donne. Insegna non solo nella sinagoga, ma anche in qualsiasi luogo dove
cera gente ad ascoltarlo: nella sinagoga, in casa, su una riva, sulla montagna, sulla pianura,
su una barca, nel deserto. Non crea rapporto da alunno-professore, ma da discepolo a
maestro. Il professore insegna e lalunno sta con lui durante il tempo della lezione. Il maestro
testimonia e il discepolo vive con lui 24 ore al giorno. E pi difficile essere maestro che
professore! Noi non siamo alunni di Ges, siamo discepoli e discepole! Linsegnamento di
Ges era una comunicazione che scaturiva dallabbondanza del cuore nelle forme pi
variegate: come una conversazione che cerca di chiarire i fatti (Mc 9,9-13), come un
paragone o parabola che invita la gente a pensare e a partecipare (Mc 4,33), come una
spiegazione di ci che egli stesso pensava e faceva (Mc 7,17-23), come una discussione che
non evita necessariamente ci che polemico (Mc 2,6-12), come una critica che denuncia ci
che falso e sbagliato (Mc 12,38-40). Era sempre una testimonianza di ci che lui stesso
viveva, unespressione del suo amore! (Mt 11,28-30).

4) Per un confronto personale


Ges si preoccupa del uomo intero, anche del suo riposo. E noi come ci comportiamo con il
nostro prossimo?
Come fai tu quando vuoi insegnare agli altri qualcosa della tua fede e della tua religione?
Imiti Ges?

5) Preghiera finale
Come potr un giovane tenere pura la sua via?
Custodendo le parole del Signore.
Con tutto il cuore ti cerco:
non farmi deviare dai tuoi precetti. (Sal 118)

Lectio Divina: Domenica, 8 Febbraio, 2015


La guarigione della suocera di Pietro
e lannuncio del regno in Galilea
Lincontro con Ges, Medico misericordioso
Marco 1, 29-39

1. Orazione iniziale
Signore, non unerba, n un emolliente guariscono le ferite e le malattie dellanima, ma la tua
Parola, che tutto sostiene e tutto crea, sempre nuovo, ogni giorno. Accostati a noi e stendi la
tua mano forte, affinch, afferrati ad essa, possiamo lasciarci rialzare, possiamo risorgere e
cominciare ad essere tuoi discepoli, tuoi servi. Ges, Tu sei la Porta delle pecore, la Porta
aperta nel cielo: a Te noi ci accostiamo, con tutto ci che siamo e portiamo nel cuore. Portaci
con Te, nel silenzio, nel deserto fiorito della tua compagnia e l insegnaci a pregare, con la tua
voce, la tua parola, affinch anche noi diventiamo annunciatori del Regno. Manda ora su di
noi il tuo Spirito con abbondanza, perch ti ascoltiamo con tutto il cuore e tutta la mente.
Amen.

2. Lettura
a) Per inserire il brano nel suo contesto:

In continuit con i vv. precedenti (21-28), il brano descrive la conclusione di una giornata
tipo di Ges. Qui a Cafarnao, in giorno di Shabbt, e, dopo aver partecipato alla liturgia
sinagogale, Ges continua la celebrazione della festa in casa di Pietro, in un clima familiare.
Col tramonto del sole, terminato il riposo, Ges continua il suo ministero, estendendolo a
tutta la Galilea. Il Vangelo ci presenta tre sequenze, che non sono solo cronaca, perch io
sappia cosa ha fatto Ges a Cafarnao, ma rivelano il mistero grande della salvezza di Cristo,
che sconvolge la mia vita. Pu aiutare lessere attenti al percorso che Ges compie: dalla
sinagoga alla casa, al deserto, fino a tutti i villaggi della Galilea. E anche al trascorrere dei
tempi che levangelista sottolinea: il sopraggiungere della sera, cio il tramonto del sole e il
mattino ancora immerso nelle tenebre.

b) Per aiutare nella lettura del brano:

vv. 29-31: Ges entra nella casa di Pietro e accoglie la preghiera dei discepoli, guarendo la
suocera, che giace a letto con la febbre.
vv. 32-34: Passato il sabato, Ges guarisce molti malati e indemoniati, che vengono portati da
Lui.
vv. 35-39: Ges anticipa la luce nella preghiera, ritirandosi in un luogo solitario, ma molti lo
inseguono, finch non riescono a trovarlo. Egli li spinge con s, verso un ministero pi
ampio, che abbraccia tutta la Galilea.
c) Il testo:

29-31: E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in


compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito
gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollev prendendola per mano; la febbre la lasci ed

essa si mise a servirli.


32-34: Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati.
Tutta la citt era riunita davanti alla porta. Guar molti che erano afflitti da varie malattie e
scacci molti demni; ma non permetteva ai demni di parlare, perch lo conoscevano.
35-39: Al mattino si alz quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritir in un luogo deserto
e l pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli
dissero: Tutti ti cercano!. Egli disse loro: Andiamocene altrove per i villaggi vicini,
perch io predichi anche l; per questo infatti sono venuto!. E and per tutta la Galilea,
predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demni.

3. Un momento di silenzio orante


Entro nel silenzio che Ges mi ha preparato con la sua opera di guarigione profonda, con la
sua preghiera, che sconfigge la notte. Dispongo il mio essere, cos, a cercare Ges, senza
stancarmi e a seguirlo, dove Lui mi porter.

4. Alcune domande
Che possono aiutare le mie orecchie spirituali ad ascoltare pi in profondit e gli occhi del
mio cuore a contemplare, fino ad incontrare lo sguardo di Ges.
a) Ges lascia la sinagoga per entrare nella casa di Pietro, che diventa il centro luminoso della
sua opera di salvezza. Provo a seguire il percorso di Ges: Lui giunge fino al punto pi
intimo della casa, cio la stanza da letto. Rifletto, cercando e guardando la "via" che dentro
di me, casa di Dio. Lascio a Ges la possibilit di percorrere questo cammino fino in fondo,
fino al cuore?
b) Osservo e prendo nota dei gesti di Ges. Entra subito, si accosta, prende la mano, solleva.
Sono i termini tipici della risurrezione. Non sento il Signore che dice anche a me: "Alzati,
risorgi, nasci di nuovo!"?
c) Noto linsistenza sulloscurit: "tramonto del sole, ancora buio". Perch? Che cosa
significa e a quali altri termini posso collegare queste espressioni?
d) "Tutti davanti alla porta di Ges". Ci sono anchio in mezzo a quei "tutti". Mi risuona nel
cuore quella parola di Ges, che dice: "Bussate e vi sar aperto". Provo a immaginare la
scena: alzo la mano e busso alla porta di Ges. Lui apre. Che cosa gli dir? E Lui come mi
risponder?
e) "Lo conoscevano". Mi interrogo sul mio rapporto con il Signore. Lo conosco veramente?
O solo per sentito dire, come afferma Giobbe? Mi guardo dentro e chiedo a Ges di aiutarmi
in questo rapporto di scoperta, di avvicinamento, di comunione e condivisione con Lui. Cerco
di ricordare dei versetti che possano facilitarmi: "Fammi conoscere, Signore, le tue vie",
"Mostrami il tuo volto".
f) Ges prega in un luogo deserto. Ho paura di entrare anchio in questa preghiera, che
attraversa le notti e precede la luce? Ho paura dei tempi di silenzio, di solitudine, in
compagnia solo di Lui? Noto limperfetto "pregava", che indica unazione calma, prolungata,
approfondita. Tendo, invece, a fuggire, a non volermi fermare?
g) "Le tracce di Ges". E una bella espressione, che mi ricorda il manoscritto di s. Teresa di
Ges Bambino, dove lei dice che le tracce luminose di Ges sono disseminate lungo le pagine
del Vangelo. Rifletto. Mi sono mai impegnato a seguire queste tracce, a volte pi marcate, a
volte quasi impercettibili? So riconoscerle, anche lungo i sentieri del tempo e della storia di
ogni giorno, quella mia e quella di tutti gli uomini? C una traccia particolare di Ges, una
sua impronta indelebile, che Egli ha lasciato sulla terra del mio cuore, della mia vita?
h) Mi fermo sugli ultimi versetti e metto in luce i verbi di movimento, di azione:
"Andiamocene altrove, io predichi, sono venuto, and, predicando". So che anchio sono
chiamato ad andare e a farmi annunciatore dellamore e della salvezza di Ges. Sono

disposto, con la grazia e la forza che vengono da questa Parola che ho meditato, a prendermi,
ora, un impegno concreto, preciso, anche piccolo, di annuncio ed evangelizzazione? Verso
chi andr? Quali passi decido di compiere?

5. Una chiave di lettura


Posso percorrere alcuni percorsi di approfondimento, che mi aiutino ad entrare ancora di pi
in dialogo con il Signore, ascoltando la sua Parola.

Il passaggio dalla sinagoga alla Chiesa

La sinagoga la madre, ma la Chiesa la Sposa. Ges, che lo Sposo, ce la rivela e ci fa


conoscere la bellezza e lo splendore, che da essa si irradia per noi. Se proviamo a seguirlo,
nei Vangeli, ci accorgiamo che Ges ci conduce, in un cammino di salvezza, dalla sinagoga
alla Chiesa. Marco, come anche Luca, insiste molto sul legame che Ges instaura subito con
la sinagoga, che diventa il luogo privilegiato e sacro della sua rivelazione, il luogo
dellinsegnamento. Leggo, ad es. Mc 1, 21 e Mc 6, 2, oppure Lc 4, 16 e 6, 6 e anche Gv 6,
59; durante la passione, Ges dir davanti a Pilato che lui ha sempre insegnato apertamente,
nella sinagoga e nel tempio (Gv 18, 20). Ma anche il luogo della guarigione, dove Ges si
rivela come medico potente, che guarisce e salva; ad es. in Mc 1, 23 e 3, 1. Questa duplice
azione di Ges diventa il ponte attraverso cui passare alla nuova casa di Dio, casa di
preghiera per tutti i popoli, cio la Chiesa; casa dalle porte aperte, affinch nessuno debba
restarne fuori. Tutti siamo invitati ad entrare, con Ges, in questo luogo di riconciliazione, di
comunione e di salvezza. Cristo ama la Chiesa (Ef 5, 25), perch Egli ne il capo (Ef 1, 22;
5, 23), con il proprio sangue lha acquistata (At 20, 28) e non cessa di nutrirla e di curarla (Ef
5, 29). Essa ledificio spirituale costituito da pietre vive, che siamo noi, come dice san
Pietro (1 Pt 2, 4s). La vita, per, sgorga da noi, come acqua dalla roccia, se ci abbandoniamo
al Signore (Ef 5, 24) in un dono reciproco di amore e fiducia, se perseveriamo nella preghiera
insistente e per tutti (At 12, 5) e se partecipiamo alla passione del Signore per lumanit (Col
1, 24). La Chiesa la colonna e il sostegno della verit (1 Tim 3, 15): bello camminare in
essa, uniti a Cristo Signore.

La febbre come segno del peccato

Come dice la stessa etimologia della parola greca, la febbre come un fuoco che si accende
dentro di noi e ci consuma in modo negativo, attaccando le nostre energie interiori, spirituali,
rendendoci incapaci di compiere il bene. Nel salmo 31, per es. troviamo unespressione molto
eloquente, che pu rappresentarci bene lazione della febbre del peccato in noi: "Come per
arsura destate inaridiva il mio vigore. Ti ho manifestato il mio peccato" (Sal 31, 4s).
Lunico modo per essere guariti, infatti, quello gi visto nel Vangelo e cio la confessione,
il portare davanti al Signore il nostro male.
Il libro della Sapienza rivela un altro aspetto molto importante, l dove dice che un fuoco
divorer coloro che rifiutano di conoscere il Signore (Sap 16, 16).
Anche nel Deuteronomio la febbre indicata come una conseguenza della lontananza da Dio,
della durezza del cuore, che non vuole ascoltare la sua voce e seguire le sue vie (cfr. Dt 28,
15. 22; 32, 24).

Ges medico misericordioso

Questo brano del Vangelo, come infiniti altri, ci ha fatto incontrare con Ges, che, quale vero
medico e vera medicina, si accosta a noi per raggiungerci nei punti pi feriti, pi malati e l
portare la sua guarigione, che sempre salvezza. E Lui il samaritano che, lungo la strada
della vita, ci vede, con certezza, con sguardo acuto e amoroso e non passa oltre, ma si fa
vicino, si china, fascia le ferite e versa su di esse la buona medicina che viene dal suo cuore.
Tantissimi sono gli episodi nei Vangeli che raccontano di guarigioni operate da Ges; posso
cercarne alcuni, limitandomi anche solo al Vangelo di Marco: Mc 2, 1-12; 3, 1-6; 5, 25-34; 6,
54-56; 7, 24-30; 7, 31-37; 8, 22-26; 10, 46-52. Pu aiutarmi un lavoro di approfondimento e
di confronto, per assorbire meglio dentro di me le caratteristiche di Ges, che guarisce e, cos,
ricevere anchio, attraverso lascolto profondo della sua Parola, la guarigione interiore e di
tutto il mio essere. Ad esempio mi soffermo sui verbi, sui gesti specifici che Ges compie e
che si ripetono in molti di questi racconti e ancora di pi metto in luce le parole che Lui dice.
Mi accorgo che non sono tanto i gesti di Ges a guarire, ma la sua parola: "alzati e va; va in
pace; va; va, la tua fede ti ha salvato". Raramente Egli fa dei gesti specifici, che attirino
lattenzione e sbalordiscano; trovo queste espressioni: "presolo per mano; portandolo in
disparte; pose; impose le mani". Riecheggia, in questi racconti, la parola del salmo, che dice:
"Mand la sua parola e li fece guarire" (Sal 106, 20). Ges il Signore, Colui che ci guarisce,
come gi proclam nel libro dellEsodo (Es 15, 26) e pu esserlo perch Lui stesso ha portato
su di s le nostre infermit, i nostri peccati. Lui un Medico ferito, che ci cura con le sue
piaghe (cfr. 1 Pt 2, 24-25).

La sera, le tenebre trasfigurate dalla luce di Ges

Il tema della notte, del buio, delle tenebre attraversa un po tutta la Scrittura, fin dai primi
versetti, quando la luce appare come prima manifestazione della forza damore di Dio, che
crea e salva. Alle tenebre segue la luce, alla notte il giorno e parallelamente la Bibbia ci fa
vedere che anche al buio interiore che pu invadere luomo, segue la luce nuova della
salvezza e dellincontro con Dio, dellabbraccio in quel suo sguardo luminoso che rapisce.
"Per te le tenebre sono come luce", dice il salmo (138, 12) ed vero, perch il Signore la
luce stessa: "Il Signore mia luce e mia salvezza" (Sal 26, 1). Nel Vangelo di Giovanni Ges
afferma di se stesso di essere la luce del mondo (Gv 9, 5), per indicarci che chi segue Lui non
cammina nelle tenebre; infatti Lui che, come Parola di Dio, diventa lampada per i nostri
passi in questo mondo (Sal 118, 105).
Le tenebre sono spesso associate allombra della morte, a dire che il buio spirituale uguale
alla morte; posso leggere, ad es. Sal 87, 7; 106, 10. 14. Il braccio forte del Signore non teme
il buio, ma anche in esso ci afferra e ci fa uscire, spezzando le catene che ci opprimono. "Sia
la luce" una parola eterna, che Dio non smette mai di pronunciare e che raggiunge ogni
uomo, in ogni situazione.
"Rimani con noi, Signore; ormai si fa sera" (Lc 24, 9): la preghiera dei due di Emmaus, ma
anche la preghiera di tutti; cos come le parole della sposa del Cantico risuonano anche sulle
nostre labbra: "Prima che si allunghino le ombre, ritorna, o mio diletto!" (Ct 2, 17).
San Paolo ci aiuta a compiere un percorso interiore molto forte che ci avvicini a Cristo e ci
salvi dal peccato. Cos ci invita: "La notte avanzata, il giorno vicino. Gettiamo via perci
le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce" (Rm 13, 12); "Voi tutti siete figli della
luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, n delle tenebre" (1 Tess 5, 5 ss). Ma in
molti altri modi la Parola ci invita a farci figli della luce, a esporci ai raggi del Sole divino,
che Ges, lOriente, per essere illuminati e trasfigurati. Quanto pi ci consegneremo alla

luce di Cristo, tanto pi sar vera per noi la parola dellApocalisse: "Non vi sar pi notte e
non avranno pi bisogno di luce di lampada, n di luce di sole, perch il Signore Dio li
illuminer e regneranno nei secoli dei secoli" (Ap 22, 5).

6. Un momento di preghiera: Salmo 29

Canto di ringraziamento per la liberazione da una grande prova


Rit. Alle tue mani, Signore, affido la mia vita.
Ti esalter, Signore, perch mi hai liberato
e su di me non hai lasciato esultare i nemici.
Signore Dio mio, a te ho gridato e mi hai guarito.
Signore, mi hai fatto risalire dagli inferi,
mi hai dato vita perch non scendessi nella tomba. Rit.
Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
rendete grazie al suo santo nome,
perch la sua collera dura un istante, la sua bont per tutta la vita.
Alla sera sopraggiunge il pianto e al mattino, ecco la gioia.
Nella mia prosperit ho detto: Nulla mi far vacillare!.
Nella tua bont, o Signore, mi hai posto su un monte sicuro;
ma quando hai nascosto il tuo volto, io sono stato turbato. Rit.
A te grido, Signore, chiedo aiuto al mio Dio.
Quale vantaggio dalla mia morte, dalla mia discesa nella tomba?
Ti potr forse lodare la polvere e proclamare la tua fedelt?
Ascolta, Signore, abbi misericordia,
Signore, vieni in mio aiuto.
Hai mutato il mio lamento in danza,
la mia veste di sacco in abito di gioia,

perch io possa cantare senza posa.


Signore, mio Dio, ti loder per sempre. Rit.

7. Orazione finale
Signore, desidero lodarti, benedirti e ringraziarti con tutto il cuore per questa tua Parola,
scritta per me, oggi, pronunciata dal tuo Amore per me, perch Tu veramente mi ami. Grazie,
perch sei venuto, sei sceso, sei entrato in casa mia e mi hai raggiunto proprio l dove io
stavo male, dove mi bruciava una febbre nemica; sei giunti l dove io ero lontano e solo. E mi
hai preso. Mi hai afferrato la mano e mi hai fatto rialzare, ridandomi la vita piena e vera,
quella che viene da Te, quella che si vive accanto a Te. Per questo adesso sono felice, mio
Signore. Grazie perch hai oltrepassato le mie oscurit, hai sconfitto la notte con la tua
preghiera potente, solitaria, amorosa; hai fatto risplendere la tua luce in me, nei miei occhi e
adesso anchio ci vedo di nuovo, sono illuminato dentro. Anchio prego con te e cresco
proprio grazie a questa preghiera fatta insieme.
Signore, grazie perch mi spingi verso gli altri, verso mondi nuovi, strade nuove, fuori dalla
porta di casa. Io non sono del mondo, lo so, per sono e rimango dentro il mondo, per
continuare ad amarlo e ad evangelizzarlo. Signore, la tua Parola pu rendere veramente il
mondo pi bello. Grazie, Signore. Amen.

Lectio Divina: Luned, 9 Febbraio, 2015


1) Preghiera
Custodisci sempre con paterna bont
la tua famiglia, Signore,
e poich unico fondamento della nostra speranza
la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 6,53-56
In quel tempo, Ges e i suoi discepoli, compiuta la traversata, approdarono e presero terra a
Genesaret.
Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, e accorrendo da tutta quella regione
cominciarono a portargli sui lettucci gli ammalati, dovunque udivano che si trovasse.
E dovunque giungeva, in villaggi o citt o campagne, ponevano gli infermi nelle piazze e lo
pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano
guarivano.

3) Riflessione
Il testo del Vangelo di oggi la parte finale dellinsieme del passaggio di Marco 6,45-56
che espone tre temi diversi: a) Ges va da solo sulla montagna per pregare (Mc 6,45-46). b)
Subito dopo, cammina sulle acque, va verso i discepoli che lottano contro le onde del mare
(Mc 6,47-52). c) Ora, nel vangelo di oggi, stando gi in terra la gente cerca Ges affinch lui
curi le loro malattie (Mc 6,53-56).

Marco 6,53-56. La ricerca della gente. In quel tempo, Ges e i suoi discepoli, compiuta la
traversata, approdarono e presero terra a Genesaret. Appena scesi dalla barca, la gente lo
riconobbe. La gente si reca numerosa alla ricerca di Ges. Viene da tutte le parti, portando i
malati. Stupisce lentusiasmo della gente che riconosce Ges e gli va dietro. Cosa spinge alla
ricerca di Ges non solo il desiderio di incontrarsi con lui, di stare con lui, ma piuttosto il
desiderio di essere curati dalle malattie. E accorrendo da tutta quella regione cominciarono a
portargli sui lettucci gli ammalati, dovunque udivano che si trovasse. E dovunque giungeva,
in villaggi o citt o campagne, ponevano gli infermi nelle piazze e lo pregavano di potergli
toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano. Il vangelo di
Matteo commenta e illumina questo fatto citando la figura del Servo di Yav, di cui Isaia
dice: Eppure egli si caricato delle nostre sofferenze (Is 53,4 e Mt 8,16-17).
Insegnare e curare, curare e insegnare. Fin dallinizio della sua attivit apostolica, Ges va
per tutti i villaggi della Galilea, per parlare alla gente della venuta imminente del Regno di
Dio (Mc 1,14-15). L dove trova gente per ascoltarlo, lui parla e trasmette la Buona Novella
di Dio, accoglie i malati, in qualsiasi luogo: nelle sinagoghe durante la celebrazione della
Parola, il sabato (Mc 1,21; 3,1; 6,2); nelle riunioni informali a casa di amici (Mc 2,1.15; 7,17;
9,28; 10,10); andando per la strada con i discepoli (Mc 2,23); lungo la spiaggia, seduto in una
barca (Mc 4,1); nel deserto dove si rifugi e dove la gente lo cercava (Mc 1,45; 6,32-34);
sulla montagna, da dove proclam le beatitudini (Mt 5,1); nelle piazze dei villaggi e delle
citt, dove la gente gli portava i malati (Mc 6,55-56); nel Tempio di Gerusalemme, in
occasione dei pellegrinaggi, ogni giorno, senza paura (Mc 14,49)! Curare ed insegnare,
insegnare e curare ci che Ges faceva di pi (Mc 2,13; 4,1-2; 6,34). Cosi soleva fare (Mc
10,1). La gente rimaneva ammirata (Mc 12,37; 1,22.27; 11,18) e lo cercava, in massa.
Alla radice di questo grande entusiasmo della gente stava, da un lato, la persona di Ges che
chiamava ed attraeva e, dallaltro, labbandono della gente che era come pecore senza pastore
(cf. Mc 6,34). In Ges, tutto era rivelazione di ci che lo spingeva dal di dentro! Non solo
parlava di Dio, ma lo rivelava anche. Comunicava qualcosa che lui stesso viveva e
sperimentava. Non solo annunciava la Buona Novella. Lui stesso era una prova, una
testimonianza viva del Regno. In lui si manifestava ci che avviene quando un essere umano
lascia che Dio regni nella sua vita. Ci che vale non sono solo le parole, ma anche e
sopratutto la testimonianza, il gesto concreto. Questa la Buona Novella che attira!

4) Per un confronto personale


Lentusiasmo della gente di Ges, alla ricerca di un senso per la vita e una soluzione per i
loro mali. Dove esiste questo oggi? Esiste in voi, esiste in me?
Ci che attira latteggiamento affettuoso di Ges con i poveri e gli abbandonati. Ed io
come mi comporto con le persone escluse della societ?

5) Preghiera finale
Quanto sono grandi, Signore,
le tue opere!
Tutto hai fatto con saggezza,
la terra piena delle tue creature.
Benedici il Signore, anima mia. (Sal 103)

Lectio Divina: Marted, 10 Febbraio, 2015


Tempo ordinario

1) Preghiera
Custodisci sempre con paterna bont
la tua famiglia, Signore,
e poich unico fondamento della nostra speranza
la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 7,1-13
In quel tempo, si riunirono attorno a Ges i farisei e alcuni degli scribi venuti da
Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani
immonde, cio non lavate - i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate
le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi, e tornando dal mercato non
mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come
lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame - quei farisei e scribi lo interrogarono:
Perch i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono
cibo con mani immonde?.
Ed egli rispose loro: Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo
mi onora con le labbra, ma il suo cuore lontano da me. Invano essi mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi
osservate la tradizione degli uomini. E aggiungeva: Siete veramente abili nelleludere il
comandamento di Dio, per osservare la vostra tradizione. Mos infatti disse: Onora tuo padre
e tua madre, e chi maledice il padre e la madre sia messo a morte. Voi invece dicendo: Se uno
dichiara al padre o alla madre: Korban, cio offerta sacra, quello che ti sarebbe dovuto da
me, non gli permettete pi di fare nulla per il padre e la madre, annullando cos la parola di
Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte.

3) Riflessione
Il vangelo di oggi parla delle tradizioni religiose di quel tempo e dei farisei che insegnavano
queste tradizioni alla gente. Per esempio, mangiare senza lavarsi le mani, come loro
dicevano, mangiare con mani impure. Molte di queste tradizioni erano staccate dalla vita ed
avevano perso il suo significato. Ma pur stando cos le cose, erano tradizioni conservate e
insegnate, o per paura o per superstizione. Il Vangelo presenta alcune istruzioni di Ges
rispetto a queste tradizioni.
Marco 7,1-2: Controllo dei farisei e libert dei discepoli. I farisei e alcuni scribi, venuti da
Gerusalemme, osservavano come i discepoli di Ges mangiavano il pane con mani impure.
Qui ci sono tre punti che meritano di essere segnalati: a) Gli scribi erano di Gerusalemme,
della capitale! Significa che erano venuti per osservare e controllare i passi di Ges. b) I
discepoli non si lavavano le mani prima di mangiare! Significa che il loro stare con Ges li
spinse ad avere il coraggio per trasgredire le norme che la tradizione imponeva alla gente, ma
che non avevano pi senso nella vita. c) Il fatto di lavarsi le mani, che ancora oggi continua
ad essere una norma digiene importante, aveva assunto per loro un significato religioso che
serviva per controllare e discriminare le persone.
Marco 7,3-4: La Tradizione degli Antichi. La Tradizione degli Antichi trasmetteva le
norme che dovevano essere osservate dalla gente per avere la purezza voluta dalla legge.
Losservanza della legge era un aspetto molto serio per la gente di quel tempo. Loro
pensavano che una persona impura non potesse ricevere la benedizione promessa da Dio ad
Abramo. Le norme sulla purezza erano insegnate per aprire il cammino fino a Dio, fonte di

pace. In realt, invece di essere fonte di pace, le norme costituivano una prigione, una
schiavit. Per i poveri, era praticamente impossibile osservare le centinaia di norme, di
tradizioni e di leggi. Per questo erano considerati persone ignoranti e maledette che non
conoscevano la legge (Gv 7,49).
Marco 7,5: Scribi e farisei criticano il comportamento dei discepoli di Ges. Gli scribi e i
farisei chiedono a Ges: Perch i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli
antichi e mangiano il pane con mani impure? Loro pensano di aver interesse nel conoscere il
perch del comportamento dei discepoli. In realt, criticano Ges perch permette ai discepoli
di trasgredire le norme di purezza. I farisei formavano una specie di confraternita, la cui
principale preoccupazione era osservare tutte le leggi della purezza. Gli scribi erano
responsabili della dottrina. Insegnavano le leggi relative allosservanza della purezza.
Marco 7,6-13 Ges critica lincoerenza dei farisei. Ges risponde citando Isaia: Questo
popolo si avvicina a me solo a parole, mentre il suo cuore lontano da me (cf. Is 29,13).
Insistendo nelle norme di purezza, i farisei svuotavano del contenuto i comandamenti della
legge di Dio. Ges cita un esempio concreto. Dicevano: la persona che offre al Tempio i suoi
beni, non pu usare questi beni per aiutare i pi bisognosi. Cos, in nome della tradizione
svuotavano del contenuto il quarto comandamento che dice di amare il padre e la madre.
Queste persone sembrano molto osservanti, ma lo sono solamente allesterno. Nel loro cuore,
rimangono lontani da Dio! Come dice il canto: Il suo nome Ges Cristo ed ha fame, e vive
sui marciapiedi. E la gente quando passa davanti, a volte, non si ferma, perch teme di
arrivare tardi in Chiesa! Al tempo di Ges, la gente, nella sua saggezza, non era daccordo
con tutto ci che si insegnava. Sperava che, un giorno, il Messia venisse ad indicare un altro
cammino per raggiungere la purezza. In Ges questa speranza diventa realt.

4) Per un confronto personale


Conosci qualche tradizione religiosa di oggi che non ha molto senso, ma che continua ad
essere insegnata?
I farisei erano giudei praticanti, ma la loro fede era lontana dalla vita della gente. Per questo
Ges li critica. Ed oggi, Ges ci criticherebbe? In cosa?

5) Preghiera finale
Signore nostro Dio,
com grande il tuo nome su tutta la terra!
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa luomo perch te ne ricordi,
il figlio delluomo perch te ne curi? (Sal 8)

Lectio Divina: Mercoled, 11 Febbraio, 2015


Tempo ordinario

1) Preghiera
Custodisci sempre con paterna bont
la tua famiglia, Signore,
e poich unico fondamento della nostra speranza
la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 7,14-23
In quel tempo, Ges, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: Ascoltatemi tutti e intendete
bene: non c nulla fuori delluomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le
cose che escono dalluomo a contaminarlo.
Quando entr in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di
quella parabola. E disse loro: Siete anche voi cos privi di intelletto? Non capite che tutto ci
che entra nelluomo dal di fuori non pu contaminarlo, perch non gli entra nel cuore ma nel
ventre e va a finire nella fogna?. Dichiarava cos mondi tutti gli alimenti.
Quindi soggiunse: Ci che esce dalluomo, questo s contamina luomo. Dal di dentro
infatti, cio dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi,
adulteri, cupidigie, malvagit, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano luomo.

3) Riflessione
Il vangelo di oggi la continuazione del tema che abbiamo meditato ieri. Ges aiuta la
gente e i discepoli a capire meglio il significato della purezza davanti a Dio. Da secoli, i
giudei, per non contrarre impurezza, osservavano molte norme e costumi legati al cibo, alle
bevande, al vestito, alligiene del corpo, al contatto con le persone di altre razze e religioni,
ecc (Mc 7,3-4). A loro era proibito entrare in contatto con i pagani e mangiare con loro. Negli
anni 70, epoca di Marco, alcuni giudei convertiti dicevano: Ora che siamo cristiani
dobbiamo abbandonare questi antichi costumi che ci separano dai pagani convertiti! Ma altri
pensavano che dovevano continuare losservanza di queste leggi della purezza (cf Col
2,16.20-22). Latteggiamento di Ges, descritto nel vangelo di oggi, ci aiuta a superare il
problema.
Marco 7,14-16: Ges apre un nuovo cammino per fare avvicinare le persone a Dio. Lui dice
alla moltitudine: non c nulla fuori delluomo che, entrando in lui, possa contaminarlo;
sono invece le cose che escono dalluomo a contaminarlo (Mc 7,15). Ges rovescia le cose:
ci che impuro non viene da fuori a dentro, come insegnavano i dottori della legge, ma da
dentro a fuori. Cosi, mai nessuno ha bisogno di chiedersi se questo o quel cibo puro o
impuro. Ges mette ci che puro e impuro su un altro livello, non sul livello del
comportamento etico. Apre un nuovo cammino per giungere fino a Dio, e cos realizza il
disegno pi profondo della gente.
Marco 7,17-23: In casa, i discepoli chiedono una spiegazione. I discepoli non capivano bene
ci che Ges voleva dire con quella affermazione. Quando arrivano a casa, chiedono una
spiegazione. La domanda dei discepoli sorprende Ges. Pensava che avessero capito la
parabola. Nella spiegazione ai discepoli va fino in fondo alla questione della purezza.
Dichiara puri tutti gli alimenti! Ossia, nessun alimento che da fuori entra nellessere umano
pu farlo diventare impuro, perch non va fino al cuore, ma fino allo stomaco e termina nella
fossa. Ma ci che fa diventare impuri, dice Ges, ci che da dentro del cuore esce per
avvelenare la relazione umana. Ed elenca: prostituzione, assassinio, adulterio, ambizione,
furto, ecc. Cos, in molti modi, per mezzo della parola, della convivenza, della sua vicinanza,
Ges aiuta le persone a raggiungere la purezza in un altro modo. Per mezzo della parola
purificava i lebbrosi (Mc 1,40-44), scacciava gli spiriti immondi (Mc 1,26.39; 3,15.22 ecc) e
vinceva la morte che era fonte di tutte le impurit. Ma grazie a Ges che la tocca, la donna
esclusa e considerata impura guarita (Mc 5,25-34). Senza paura di contaminarsi, Ges
mangia insieme alle persone considerate impure (Mc 2,15-17).
Le leggi della purezza al tempo di Ges. La gente di quellepoca si preoccupa molto della
purezza. Le leggi e le norme della purezza indicavano le condizioni necessarie per poter

mettersi davanti a Dio e sentirsi bene alla sua presenza. Non ci si poteva mettere davanti a
Dio in qualsiasi modo. Perch Dio santo. La Legge diceva: Siate santi, perch io sono
santo! (Lv 19,2). Chi non era puro non poteva arrivare vicino a Dio per ricevere la
benedizione promessa ad Abramo. Le legge di ci che puro e impuro (Lv 11 a 16) fu scritta
dopo la schiavit in Babilonia, verso l800 dopo lEsodo, ma aveva le sue radici nella
mentalit e nei costumi antichi della gente della Bibbia. Una visione religiosa e mitica del
mondo portava la gente ad apprezzare le cose, le persone e gli animali, partendo dalla
categoria della purezza (Gn 7,2; Dt 14,13-21; Nm 12,10-15; Dt 24,8-9).
Nel contesto della dominazione persa, secoli V e IV prima di Cristo, davanti alle difficolt
per ricostruire il tempio di Gerusalemme e per la sopravvivenza del clero, i sacerdoti che
stavano governando la gente della Bibbia aumentarono le leggi relative alla povert e
lobbligo di offrire sacrifici di purificazione dal peccato. Cos, dopo il parto (Lv 12,1-8), la
mestruazione (Lv 15,19-24) la guarigione di unemorragia (Lv 15,25-30), le donne dovevano
offrire sacrifici per recuperare la purezza. Persone lebbrose (Lv 13) o che entravano in
contatto con cose e animali impuri (Lv 5,1-13) anche loro dovevano offrire sacrifici. Una
parte di queste offerte rimaneva per i sacerdoti (Lv 5,13).
Al tempo di Ges, toccare un lebbroso, mangiare con un pubblicano, mangiare senza lavarsi
le mani, e tante altre attivit, ecc. tutto questo rendeva impura la persona, e qualsiasi contatto
con questa persona contaminava gli altri. Per questo, bisognava evitare le persone impure.
La gente viveva intimorita, sempre minacciata da tante cose impure che minacciavano la vita.
Si vedeva obbligata a vivere sfiduciata di tutto e di tutti. Ora, improvvisamente, tutto cambia!
Mediante la fede in Ges, era possibile avere la purezza e sentirsi bene dinanzi a Dio senza
che fosse necessario osservare tutte quelle leggi e quelle norme della Tradizione degli
Antichi. Fu una liberazione! La Buona Novella annunciata da Ges libera la gente dalla
paura, dallo stare sempre sulla difensiva, e gli restituisce la voglia di vivere, la gioia e la
felicit di essere figlio e figlia di Dio!

4) Per un confronto personale


Nella tua vita, ci sono tradizioni che tu consideri sacre ed altre che non consideri sacre?
Quali? Perch?
In nome della tradizione degli antichi, i farisei dimenticavano il comandamento di Ges.
Ci avviene anche oggi? Dove e quando? Anche nella mia vita?

5) Preghiera finale
La salvezza dei giusti viene dal Signore,
nel tempo dellangoscia loro difesa;
il Signore viene in loro aiuto e li scampa,
li libera dagli empi e d loro salvezza,
perch in lui si sono rifugiati. (Sal 36)

Lectio Divina: Gioved, 12 Febbraio, 2015


Tempo ordinario

1) Preghiera
Custodisci sempre con paterna bont
la tua famiglia, Signore,
e poich unico fondamento della nostra speranza
la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 7,24-30
In quel tempo, Ges, partito da Genesaret, and nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato
in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non pot restare nascosto. Subito una donna
che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, and e si
gett ai suoi piedi.
Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine sirofenicia. Ed egli le disse: Lascia prima che si sfamino i figli; non bene prendere il pane dei
figli e gettarlo ai cagnolini. Ma essa replic: S, Signore, ma anche i cagnolini sotto la
tavola mangiano delle briciole dei figli. Allora le disse: Per questa tua parola va, il
demonio uscito da tua figlia.
Tornata a casa, trov la bambina coricata sul letto e il demonio se nera andato.

3) Riflessione
Nel vangelo di oggi vediamo come Ges si occupa di una donna straniera, appartenente ad
unaltra razza e ad unaltra religione, pur essendo ci proibito dalla legge religiosa di
quellepoca. Allinizio Ges non se ne vuole occupare, ma la donna insiste ed ottiene ci che
lei vuole: la guarigione della figlia.
Ges sta cercando di aprire la mentalit dei discepoli e della gente oltre la visione
tradizionale. Nella moltiplicazione dei pani, lui aveva insistito nella condivisione (Mc 6,3044), aveva dichiarato puri tutti gli alimenti (Mc 7,1-23). In questo episodio della donna
cananea, supera le frontiere del territorio nazionale ed accoglie una donna straniera che non
era del popolo e con cui era proibito parlare. Queste iniziative di Ges, nate dalla sua
esperienza di Dio Padre, erano estranee alla mentalit della gente dellepoca. Ges aiuta la
gente ad uscire dal suo modo di sperimentare Dio nella vita.
Marco 7,24: Ges esce dal territorio. Nel vangelo di ieri (Mc 7,14-23) e dellaltro ieri (Mc
7,1-13), Ges aveva criticato lincoerenza della Tradizione degli Antichi ed aveva aiutato
la gente e i discepoli ad uscire dalla prigione delle leggi della purezza. Qui, in Marco 7,24, lui
esce dalla Galilea. Sembra voler uscire dalla prigione del territorio e della razza. Trovandosi
allestero, lui non vuole essere riconosciuto. Ma la sua fama era giunta prima. La gente
ricorre a Ges.
Marco 7,25-26: La situazione. Una donna arriva vicino a Ges e comincia a chiedere aiuto
per sua figlia che malata. Marco dice in modo esplicito che lei appartiene ad unaltra razza e
ad unaltra religione. Ci vuol dire che era pagana. Lei si lancia ai piedi di Ges e comincia a
supplicare la guarigione della figlia che era posseduta da uno spirito immondo. Per i pagani
non era un problema ricorrere a Ges. Per i giudei vivere con i pagani era invece un
problema!
Marco 7,27: La risposta di Ges. Fedele alle norme della sua religione, Ges dice che non
conviene togliere il pane ai figli per darlo ai cagnolini. Frase dura. Il paragone veniva dalla
vita in famiglia. Ancora oggi, bambini e cani sono ci che abbonda maggiormente nei
quartieri poveri. Ges afferma una cosa: nessuna madre toglie il pane dalla bocca dei figli per
darlo ai cani. In questo caso, i figli erano il popolo ebreo e i cagnolini, i pagani. Al tempo
dell AT, a causa di rivalit tra i popoli, la gente soleva chiamare laltro popolo cane (1Sam
17,43). Negli altri vangeli, Ges spiega il perch del suo rifiuto: Sono stato mandato solo per
le pecore perdute della casa di Israele! (Mt 15,24). Cio: Il Padre non vuole che io mi
occupi di questa donna!
Marco 7,28: La reazione della donna. Lei daccordo con Ges, ma allarga il paragone e lo
applica al suo caso: Ges, vero, ma anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dal

tavolo dei figli! E come se dicesse: Se sono un cagnolino, allora ho il diritto dei cagnolini,
cio: le briciole mi appartengono! Lei trae semplicemente conclusioni dalla parabola che
Ges aveva raccontato e dimostra che perfino nella casa di Ges, i cagnolini mangiavano le
briciole cadute dal tavolo dei figli. E nella casa di Ges, cio, nella comunit cristiana, la
moltiplicazione dei pani per i figli era talmente abbondante che erano rimasti dodici cesti
pieni (Mc 6,42) per i cagnolini, cio per lei, per i pagani!
Marco 7,29-30: La reazione di Ges: Per questa tua parola, v. Il demonio uscito da tua
figlia! Negli altri vangeli si esplicita: Grande la tua fede! Sia fatto come tu vuoi! (Mt
15,28). Se Ges accoglie la richiesta della donna, perch capisce che ora il Padre voleva che
lui accogliesse la sua richiesta. Questo episodio aiuta a capire qualcosa del mistero che
avvolgeva la persona di Ges e la sua vita con il Padre. Osservando le reazioni e gli
atteggiamenti delle persone, Ges scopre la volont del Padre negli eventi della vita.
Latteggiamento della donna apre un nuovo orizzonte nella vita di Ges. Grazie a lei, lui
scopre meglio il progetto del Padre per tutti coloro che cercano la vita e di liberarsi dalle
catene che imprigionano la loro energia. Cosi, lungo le pagine del vangelo di Marco, c un
apertura crescente in direzione degli altri popoli. In questo modo, Marco porta i lettori ad
aprirsi nei confronti della realt del mondo che li circonda, ed a superare i preconcetti che
impedivano la convivenza pacifica tra la gente. Questa apertura verso i pagani appare in
modo molto chiaro nellordine finale dato da Ges ai discepoli, dopo la sua risurrezione:
Andate per il mondo intero e proclamate il Vangelo a tutte le genti (Mc 16,15).

4) Per un confronto personale


Cosa fai tu concretamente per vivere in pace con persone delle altre chiese cristiane? Nel
quartiere dove abiti, ci sono persone di altre religioni? Quali? Parli normalmente con persone
di altre religioni?
Qual lapertura che questo testo richiede da noi, oggi, nella famiglia e nella comunit?

5) Preghiera finale
Beati coloro che agiscono con giustizia
e praticano il diritto in ogni tempo.
Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo,
visitaci con la tua salvezza. (Sal 105)

Lectio Divina: Venerd, 13 Febbraio, 2015


Tempo ordinario

1) Preghiera
Custodisci sempre con paterna bont
la tua famiglia, Signore,
e poich unico fondamento della nostra speranza
la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 7,31-37
In quel tempo, di ritorno dalla regione di Tiro, Ges pass per Sidone, dirigendosi verso il
mare di Galilea in pieno territorio della Decapoli. E gli condussero un sordomuto, pregandolo
di imporgli la mano. E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi

e con la saliva gli tocc la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse:
Effat cio: Apriti!.
E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comand loro di non dirlo a nessuno. Ma pi egli lo raccomandava, pi essi ne parlavano e,
pieni di stupore, dicevano: Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!.

3) Riflessione
Nel vangelo di oggi, Ges sana un sordomuto. Questo episodio poco conosciuto.
Nellepisodio della donna cananea, Ges supera le frontiere del territorio nazionale ed
accoglie una donna straniera che non apparteneva al popolo e con cui era proibito conversare.
Nel vangelo di oggi avvertiamo questa stessa apertura.
Marco 7,31. La regione della Decapoli. In quel tempo, di ritorno dalla regione di Tiro,
Ges pass per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della
Decapoli. Decapoli letteralmente significa: Dieci Citt. Era una regione di dieci citt nel
sudest della Galilea, la cui popolazione era pagana.
Marco 7,31-35. Aprire ludito e sciogliere la lingua. Un sordomuto condotto dinanzi a
Ges. La gente voleva che Ges gli imponesse le mani. Ma Ges va assai oltre questa
richiesta. Conduce luomo lontano dalla moltitudine, mette le dita sulle sue orecchie e con la
saliva gli tocca la lingua, lo sguardo rivolto al cielo, emette un profondo respiro e dice:
ffata!, cio, Apriti! In quello stesso istante, ludito del sordo si apre, la lingua si scioglie
e luomo comincia a parlare correttamente. Ges vuole che la gente para ludito e sciolga la
lingua!
Marco 7,36-37: Ges non vuole pubblicit. E comand loro di non dirlo a nessuno. Ma pi
egli lo raccomandava, pi essi ne parlavano e, pieni di stupore, dicevano: Ha fatto bene ogni
cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti! Lui proibisce la divulgazione della guarigione, ma
di fatto ci non avvenne. Coloro che hanno sperimentato ci che Ges ha fatto, lo vanno a
raccontare agli altri, lo voglia o no Ges! Le persone che assistono alla guarigione
cominciano a proclamare ci che hanno visto e riassumono cos la Buona novella: Ha fatto
bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!. Questa affermazione della gente fa
ricordare la creazione, quando viene detto: Dio vide che tutto era buono! (Gen 1,31). Ed
evoca anche la profezia di Isaia, dove dice che nel futuro i sordi udiranno e i muti parleranno
(Is 29,28; 35,5. cf Mt 11,5).
La raccomandazione di non raccontare nulla a nessuno. A volte, si esagera lattenzione che
il vangelo di Marco attribuisce alla proibizione di divulgare la guarigione, come se Ges
avesse un segreto da conservare. Nella maggioranza dei casi in cui Ges opera un miracolo,
lui non chiede il silenzio. Anzi, una volta chiese perfino pubblicit (Mc 5,19). Alcune volte,
lui d lordine di non divulgare la guarigione (Mc 1,44; 5,43; 7,36; 8,26), ma ottiene il
risultato contrario. Quanto pi lo proibisce, tanto pi la Buona Novella si diffonde (Mc
1,28.45; 3,7-8; 7,36-37). Non serve a nulla proibire! La forza interna della Buona Novella
cosi grande che si divulga da sola!
Apertura crescente nel vangelo di Marco. Lungo le pagine del vangelo di Marco, c
unapertura crescente verso le altre popolazioni. Cos, Marco conduce i lettori e le lettrici ad
aprirsi verso la realt del mondo attorno e a superare i preconcetti che impedivano la
convivenza pacifica tra le popolazioni. Nel suo passaggio per la Decapoli, regione pagana,
Ges risponde alla richiesta della gente del luogo e cura un sordomuto. Non ha paura di
contaminarsi con limpurezza di un pagano, perch nel curarlo, gli tocca le orecchie e la
lingua. Per quanto riguarda le autorit, due giudei e i discepoli stessi hanno difficolt ad
ascoltare e capire che un pagano che era sordo e muto possa udire e parlare grazie a Ges che
lo tocca. Ricorda il cantico del servo Il Signore Yav mi ha aperto ludito, ed io ascoltai (Is

50,4-5). Nello scacciare i venditori dal tempio, Ges critica il commercio ingiusto ed afferma
che il tempio deve essere casa di preghiera per tutte le genti (Mc 11,17). Nella parabola dei
vignaioli omicidi, Marco allude al fatto che il messaggio sar tolto al popolo eletto, i giudei, e
sar dato ad altri, i pagani (Mc 12,1-12). Dopo la morte di Ges, Marco presenta la
professione di fede di un pagano ai piedi della croce. Nel citare il centurione romano e come
costui riconosce in Ges il Figlio di Dio, sta dicendo che il pagano pi fedele dei discepoli e
pi fedele dei giudei (Mc 15,39). Lapertura per i pagani appare in modo molto chiaro
nellordine finale dato da Ges ai discepoli, dopo la sua risurrezione: Andate per il mondo
intero, proclamato il Vangelo a tutte le genti (Mc 16,15).

4) Per un confronto personale


Ges ha molta apertura verso le persone di unaltra razza, di unaltra religione e di altri
costumi. Noi cristiani, oggi, abbiamo la stessa apertura? Io ho questa apertura?
Definizione della Buona Novella: Ges fa il bene in tutto! Sono Buona Novella per gli
altri?

5) Preghiera finale
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome. (Sal 95)

Lectio Divina: Sabato, 14 Febbraio, 2015


1) Preghiera
O Dio, ricco di misericordia,
che nella missione apostolica dei santi fratelli Cirillo e Metodio
hai donato ai popoli slavi la luce del Vangelo,
per la loro comune intercessione fa' che tutti gli uomini accolgano la tua parola
e formino il tuo popolo santo concorde nel testimoniare la vera fede.
Per il nostro Signore Ges Cristo, tuo Figlio, che Dio,
e vive e regna con te, nellunit dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 10,1-9
Dopo questi fatti il Signore design altri settantadue discepoli e li invi a due a due avanti a
s in ogni citt e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: "La messe molta, ma gli operai
sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perch mandi operai per la sua messe.
Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, n bisaccia, n
sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a

questa casa. Se vi sar un figlio della pace, la vostra pace scender su di lui, altrimenti
ritorner su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perch
l'operaio degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una
citt e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sar messo dinanzi, curate i malati che vi si
trovano, e dite loro: Si avvicinato a voi il regno di Dio."

3) Riflessione
Nel tempo di Ges cerano diversi movimenti che, come Ges, cercavano un nuovo modo
di vivere. Per esempio, Giovanni Battista, i farisei ed altri. Molti di loro formavano comunit
di discepoli (Gv 1,35; Lc 11,1; At 19,3) ed avevano i loro missionari (Mt 23,15). Ma cera
una grande differenza! I farisei, per esempio, quando andavano in missione, andavano gi
prevenuti. Pensavano che non potevano mangiare ci che la gente offriva loro, perch il cibo
non era sempre ritualmente puro. Per questo, portavano borsa e denaro per potersi occupare
del proprio cibo. Cos invece di aiutare a superare le divisioni, queste osservanze della Legge
della purezza indebolivano ancor pi il vissuto dei valori comunitari.
La proposta di Ges diversa. Lui cerca di riscattare i valori comunitari che erano soffocati,
e cerca di rinnovare e di riorganizzare le comunit in modo che fossero di nuovo
unespressione dellAlleanza, un segno del Regno di Dio. E ci che ci viene detto dal
vangelo di oggi che descrive linvio dei 72 discepoli:
Luca 10,1: La Missione. Ges manda i discepoli nei luoghi dove anche lui deve andare. Il
discepolo il portavoce di Ges. Non padrone della Buona Novella. Ges manda i discepoli
due a due. Ci favorisce laiuto reciproco, poich la missione non individuale, bens
comunitaria. Due persone rappresentano meglio la comunit, meglio che una sola.
Luca 10,2-3: La Corresponsabilit. Il primo compito quello di pregare affinch Dio mandi
operai. Qualunque discepolo e discepola deve sentirsi responsabile della missione. Per questo
deve pregare il Padre di mandare operai per continuare la missione. Ges manda i suoi
discepoli come agnelli in mezzo ai lupi. La missione un compito difficile e pericoloso.
Poich il sistema in cui vivevano ed in cui vivono era e continua ad essere contrario alla
riorganizzazione della gente in comunit vive. La Missione per cui Ges manda i 72 discepoli
cerca di riscattare quattro valori comunitari:
- Luca 10,4-6: Lospitalit. Al contrario degli altri missionari, i discepoli e le discepole di
Ges non possono portare nulla, n borsa, n sandali. Solo possono e devono portare la pace.
Ci significa che devono aver fiducia nellospitalit della gente. Poich il discepolo che va
senza nulla, portando solo la pace, mostra che ha fiducia nella gente. Pensa che sar ricevuto,
e la gente si sente rispettata e confermata. Per mezzo di questa pratica il discepolo critica le
leggi dellesclusione e riscatta lantico valore dellospitalit. Non salutare nessuno lungo la
strada significa, probabilmente, che non si deve perder tempo in cose che non appartengono
alla missione.
- Luca 10,7: La Condivisione. I discepoli non devono andare di casa in casa, ma rimanere
nella stessa casa. Cio, devono convivere in modo stabile, partecipare alla vita ed al lavoro
della gente del luogo e vivere di ci che ricevono in cambio, perch loperaio degno della
sua mercede. Ci significa che devono aver fiducia nella condivisione. Cos, per mezzo di
questa nuova pratica, riscattano una vecchia tradizione della gente, criticano la cultura di
accumulazione che distingueva la politica dellImpero Romano ed annunciava un nuovo
modello di convivenza.
- Luca 10,8: La Comunione attorno al tavolo. I discepoli devono mangiare ci che la gente
offre loro. Non possono vivere separati, mangiando il proprio cibo. Ci significa che devono
accettare la comunione e non possono vivere separati, e mangiare il loro cibo. Ci significa
che devono accettare di sedersi attorno alla tavola con gli altri. In questo contatto con gli altri

non possono aver paura di perdere la purezza legale. Agendo in questo modo, criticano le
leggi vigenti della purezza ed annunciano un nuovo accesso alla purezza, allintimit con
Dio.
- Luca 10,9a: LAccoglienza agli esclusi. I discepoli devono occuparsi dei malati, curare i
lebbrosi e scacciare i demoni (Mt 10,8). Ci significa che devono accogliere nella comunit
coloro che ne sono stati esclusi. Questa pratica solidale critica la societ che esclude ed indica
soluzioni concrete.
Luca 10,9b: La Venuta del Regno. Se tutte queste esigenze vengono rispettate, i discepoli
possono e devono gridare ai quattro venti: Il Regno giunto! Poich il Regno un nuovo
modo di vivere e convivere partendo dalla Buona Novella che Ges venuto a rivelarci: Dio
Padre e per questo siamo tutti fratelli e sorelle. In primo luogo, educare per il Regno
significa: insegnare un nuovo modo di vivere e di convivere, un nuovo modo di agire e
pensare.

4) Per un confronto personale


Perch tutti questi atteggiamenti raccomandati da Ges sono segni della venuta del Regno di
Dio?
Come realizzare oggi ci che Ges chiede: non portare borsa, non andare di casa in
casa, non salutare nessuno lungo la strada , annunciare il Regno?

5) Preghiera finale
La legge del Signore perfetta,
rinfranca l'anima;
la testimonianza del Signore verace,
rende saggio il semplice. (Sal 18)

Lectio Divina: Domenica, 15 Febbraio, 2015


Ges cura un lebbroso
Inserire di nuovo gli esclusi nella convivenza umana
Marco 1,40-45

1. Orazione iniziale
Signore Ges, invia il tuo Spirito, perch ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo,
con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola,
scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti
della tua condanna e della tua morte. Cos, la croce che sembrava essere la fine di ogni
speranza, apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli
avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti,
affinch anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua
risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternit,
di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Ges, figlio di Maria, che ci hai rivelato il
Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura
a) Chiave di lettura:

Il vangelo di questa sesta domenica del Tempo Ordinario ci mostra come Ges accoglie un
lebbroso. In quel tempo, i lebbrosi erano le persone pi escluse dalla societ, evitate da tutti.
Non potevano partecipare a nulla. Perch, anticamente, la mancanza di medicine efficaci, la
paura del contagio e la necessit di difendere la vita della comunit, spingevano la gente ad
isolarsi e ad escludere i lebbrosi. Inoltre, tra il popolo di Dio, dove la difesa del dono della
vita era uno dei doveri pi sacri, si giunse a pensare che l'esclusione del lebbroso fosse un
obbligo divino poich era l'unico modo di difendere la comunit contro il contagio della
morte. Per questo, in Israele, il lebbroso si sentiva impuro ed escluso non solo dalla societ,
ma perfino da Dio (cfr. Lev 14,1-32). Poco a poco, comunque, nella misura in cui si
scoprivano rimedi migliori e soprattutto grazie all'esperienza profonda comunicataci da Ges
rispetto a Dio Padre nostro, i lebbrosi cominciarono ad essere accolti e reintegrati, in nome di
Dio stesso, come fratelli e sorelle nella convivenza umana.
Malgrado i duemila anni di cristianesimo, l'esclusione e l'emarginazione di certe categorie di
persone continuano comunque fino ad ora, sia nella societ come nella Chiesa. Per esempio, i
malati di AIDS, i migranti, gli omosessuali, i divorziati, etc. Quali sono oggi, nel tuo paese, le
categorie di persone escluse ed evitate nella societ e nella Chiesa? Con queste domande
nella mente ci accingiamo a leggere e meditare il vangelo di questa domenica.
b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:
Marco 1,40: La situazione di abbandono e di esclusione di un lebbroso
Marco 1,41-42: Ges accoglie e cura il lebbroso
Marco 1,43-44: Inserire di nuovo gli esclusi nella convivenza fraterna
Marco 1,45: Il lebbroso annuncia il bene fattogli da Ges, e Ges diventa un escluso
c) Testo:

40

Allora venne a lui un lebbroso: lo


supplicava in ginocchio e gli diceva: Se
vuoi, puoi guarirmi!. 41Mosso a
compassione, stese la mano, lo tocc e gli
disse: Lo voglio, guarisci!. 42Subito la
lebbra scomparve ed egli guar. 43E,
ammonendolo severamente, lo rimand e gli
disse: 44Guarda di non dir niente a nessuno,
ma v, presentati al sacerdote, e offri per la
tua purificazione quello che Mos ha
ordinato, a testimonianza per loro. 45Ma
quegli, allontanatosi, cominci a proclamare
e a divulgare il fatto, al punto che Ges non
poteva pi entrare pubblicamente in una
citt, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.
3. Momento di silenzio orante
perch la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nella orazione.
a) Quale punto di questo testo ti piaciuto di pi o quale punto ti ha maggiormente colpito?
Perch?
b) Come si esprime in questo testo l'emarginazione dei lebbrosi?
c) Come Ges accoglie, cura e reintegra il lebbroso? Cerchiamo di osservare bene tutti i
dettagli.
d) Come imitare oggi l'atteggiamento di Ges con gli esclusi?

5. Per coloro che desiderano approfondire maggiormente il tema


a) Contesto di allora e di oggi:
Sia negli anni '70, epoca in cui Marco scrive, come pure oggi, epoca in cui noi viviamo, era e
continua ad essere molto importante avere dei criteri o modelli per sapere come vivere ed
annunciare la Buona Novella di Dio, e come svolgere la nostra missione di cristiani. Nei versi
dal 16 al 45 del primo capitolo, nel riunire otto episodi, Marco descrive come Ges
annunciava la Buona Novella. Ogni episodio costituisce un criterio per le comunit del suo
tempo, in modo che queste potessero esaminare la loro missione. Il testo di questa domenica
concreta l'ottava criterio: reinserire gli esclusi. Ecco lo schema d'insieme che si espliciter a
continuazione:

TESTO
ATTIVITA' DI GESU'
SCOPO DELLA BUONA NOVELLA
Marco 1,16-20
Ges chiama i primi discepoli
formare comunit
Marco 1,21-22
La gente rimane ammirata dal suo insegnamento
creare coscienza critica
Marco 1,23-28
Ges scaccia un demonio
combattere il potere del male
Marco 1,29-31
La guarigione della suocera di Pietro
restaurare la vita per mezzo del servizio
Marco 1,32-34
La guarigione di malati e di indemoniati
accogliere gli emarginati
Marco 1,35
Ges si alza quando ancora buio per pregare
rimanere unito al Padre
Marco 1,36-39
Ges continua ad annunciare la Buona Novella
non limitarsi ai risultati
Marco 1,40-45

Ges guarisce un lebbroso


reintegrare gli esclusi
b) Commento del testo:
Marco 1,40: La situazione di abbandono e di esclusione di un lebbroso
Un lebbroso arriva vicino a Ges. Era un escluso, impuro! Doveva essere allontanato dalla
convivenza umana. Chi si avvicinava a lui rimaneva anche impuro. Ma quel lebbroso aveva
molto coraggio. Trasgred le norme della religione per poter stare vicino a Ges. Lui dice: Se
vuoi, puoi guarirmi! Ossia: Non c' bisogno che mi tocchi! Basta volerlo, per essere guarito!
La frase rivela due mali: 1) il male della malattia della lebbra che lo rendeva impuro; 2) il
male della solitudine a cui era condannato dalla societ e dalla religione. Rivela anche la
grande fede degli uomini nel potere di Ges.
Marco 1,41-42: Accogliendo e curando il lebbroso Ges rivela un nuovo volto di Dio
Profondamente compassionevole, Ges guarisce i due mali. In primo luogo, per curare il
male della solitudine, tocca il lebbroso. E come se gli dicesse: "Per me tu non sei un escluso.
Ti accolgo come un fratello!" In secondo luogo, guarisce la malattia della lebbra dicendo: Lo
voglio! Guarisci! Per poter entrare a contatto con Ges, il lebbroso aveva trasgredito le
norme della legge. Ges, per poter aiutare quell'escluso e, cos rivelare un nuovo volto di Dio,
trasgredisce le norme della sua religione e tocca il lebbroso. In quel tempo, chi toccava un
lebbroso diventava impuro agli occhi delle autorit religiose e dinanzi alla legge dell'epoca.
Marco 1,43-44: Reinserire gli esclusi nella convivenza fraterna
Ges non solo guarisce, ma vuole che la persona guarita possa di nuovo convivere con gli
altri. Reintegra la persona nella convivenza. In quel tempo, affinch un lebbroso fosse di
nuovo accolto in comunit, aveva bisogno di un attestato di guarigione datogli da un
sacerdote. Cos era scritto nella legge nei riguardi della purificazione di un lebbroso (Lev. 14,
1-32). Lo stesso succede oggi. Il malato esce dall'ospedale con la cartella clinica firmata dal
medico del reparto. Ges obbliga il lebbroso a farsi consegnare il documento dalle autorit
competenti, in modo da poter reinserirsi con normalit nella societ. Obbligando cos le
autorit a riconoscere che l'uomo era stato curato.
Marco 1,45: Il lebbroso annuncia il bene che Ges gli ha fatto, e Ges diventa un escluso
Ges aveva proibito al lebbroso di parlare della guarigione. Ma costui non lo fece. Il
lebbroso, cominci a proclamare ed a divulgare il fatto, al punto che Ges non poteva pi
entrare pubblicamente in una citt. Ma se ne stava fuori, in luoghi deserti. Perch Ges
rimaneva fuori in luoghi deserti? Ges aveva toccato il lebbroso. Quindi, secondo l'opinione
della religione di quel tempo, ora lui stesso era un impuro, e doveva vivere lontano da tutti.
Non poteva entrare nelle citt. Ma Marco indica che alla gente non importavano molto queste
norme ufficiali, ma venivano a lui da ogni parte! Sovvertimento totale!
La duplice notizia che Marco d alle comunit del suo tempo ed a tutti noi questo: 1)
Annunciare la Buona Novella vuol dire testimoniare l'esperienza concreta che la persona ha
di Ges. Il lebbroso, cosa annuncia? Racconta agli altri il bene che Ges gli ha fatto. Solo

questo! Tutto questo! Ed proprio questa testimonianza che spinge gli altri ad accettare la
Buona Novella di Dio che Ges ci annuncia. Colui che non tiene esperienza di Ges, avr
poco da annunciare agli altri. 2) Per portare la Buona Novella di Dio alla gente non bisogna
aver paura di trasgredire le norme religiose che sono contrarie al progetto di Dio e che
rendono difficile la comunicazione, il dialogo ed il vissuto dell'amore. Anche se ci comporta
difficolt alla gente, come lo fu per Ges!
c) Ampliando le informazioni:
Gli otto criteri per valutare la Missione della Comunit
Una duplice schiavit marcava la situazione della gente all'epoca di Ges: la schiavit della
religione ufficiale, mantenuta dalle autorit religiose dell'epoca, e la schiavit della politica di
Erode, appoggiata dall'Impero Romano e mantenuta da tutto il sistema organizzato di
sfruttamento e di repressione. A causa di tutto questo, una grande parte della gente veniva
esclusa dalla religione e dalla societ. Il contrario, quindi, della fraternit che Dio sogn per
tutti! Ed proprio in questo contesto che Ges comincia a svolgere la sua missione di
annunciare la Buona Novella di Dio.
Il vangelo di questa domenica fa parte di un'unit letteraria pi ampia (Mc 1,16-45). Oltre alla
descrizione della preparazione della Buona Novella (Mc 1,1-13) e della sua proclamazione
(Mc 1,14-15), Marco riunisce otto attivit di Ges per descrivere come fu la missione di Ges
di annunciare la Buona Novella e come deve essere la missione delle comunit (Mc 1,16-45).
E la stessa missione che Ges ricevette dal Padre (Gv 20,21). Marco raccoglie questi episodi,
che nelle comunit erano trasmessi oralmente, e li unisce tra di loro come vecchi mattoni di
una parete nuova. Questi otto episodi sono otto criteri che servono alle comunit per una
buona revisione e per verificare se stanno svolgendo bene la loro missione. Vediamo:

i) Mc 1,16-20: Creare comunit.


La prima cosa che Ges fa chiamare le persone a seguirlo. Un compito fondamentale della
missione congregare le persone attorno a Ges e creare comunit.

ii) Mc 1,21-22: Suscitare una coscienza critica.


La prima cosa che la gente percepisce la differenza tra l'insegnamento di Ges e degli
scribi. Fa parte della missione fare in modo che la gente assuma una coscienza critica, anche
dinanzi alla religione ufficiale.

iii) Mc 1,23-28: Combattere il potere del male.


Il primo miracolo di Ges l'espulsione di uno spirito impuro. Fa parte della missione
combattere il potere del male che distrugge la vita ed aliena le persone da se stesse.

iv) Mc 1,29-31: Restaurare la vita mediante il servizio.


Ges cura la suocera di Pietro, e costei si alza e comincia a servire. Fa parte della missione
preoccuparsi dei malati in modo che possano alzarsi e di nuovo offrire agli altri il loro
servizio.

v) Mc 1,32-34: Accogliere gli emarginati

Dopo che era trascorso il sabato, la gente porta davanti a Ges tutti i malati e gli indemoniati,
per essere curati da Ges, e lui cura tutti, imponendo loro le mani. Fa parte della missione
accogliere gli emarginati.

vi) Mc 1,35: Rimanere uniti al Padre mediante la preghiera.


Dopo un giorno di lavoro che si protrae fino alla sera, Ges si alza presto per poter pregare in
un luogo deserto. Fa parte della missione rimanere uniti alla fonte della Buona Novella, che
il Padre, mediante la preghiera.

vii) Mc 1,36-39: Mantenere la coscienza della missione.


I discepoli erano contenti del risultato e volevano che Ges ritornasse. Ma lui continu per la
sua strada. Fa parte della missione non contentarsi con il risultato ottenuto, ma mantenere
viva la coscienza della missione.

viii) Mc 1,40-45: Reinserire gli emarginati nella convivenza.


Ges cura un lebbroso e chiede che si presenti ad un sacerdote per poter essere dichiarato
guarito e ritornare a vivere tra la gente. Fa parte della missione reinserire gli esclusi nella
convivenza umana.
Questi otto punti cos bene scelti da Marco indicano lo scopo della missione di Ges: Sono
venuto affinch tutti abbiamo vita, ed in abbondanza! (Gv 10,10). Questi stessi otto punti
possono servire per valutare la nostra comunit. Cos si vede come Marco ha costruito il suo
vangelo. Una bella costruzione che tiene conto di due cose nello stesso tempo: (1) informa le
persone rispetto a ci che Ges ha fatto ed ha insegnato; (2) forma le comunit e le persone
alla missione di annunciatori ed annunciatrici della Buona Novella di Dio.

6. Preghiera di un Salmo: Salmo 125 (124)


Chi confida nel Signore non vacilla!
Chi confida nel Signore come il monte Sion:
non vacilla, stabile per sempre.
I monti cingono Gerusalemme:
il Signore intorno al suo popolo
ora e sempre.
Egli non lascer pesare lo scettro degli empi
sul possesso dei giusti,
perch i giusti non stendano le mani
a compiere il male.

La tua bont, Signore, sia con i buoni


e con i retti di cuore.
Quelli che vanno per sentieri tortuosi
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi.
Pace su Israele!

7. Orazione Finale
Signore Ges, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volont del
Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire
quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non
solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unit dello
Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Lectio Divina: Luned, 16 Febbraio, 2015


Tempo ordinario

1) Preghiera
O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Ges Cristo...

2) Lettura del Vangelo


Dal Vangelo secondo Marco 8,11-13
In quel tempo, vennero i farisei e incominciarono a discutere con Ges, chiedendogli un
segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli, con un profondo sospiro, disse: Perch
questa generazione chiede un segno? In verit vi dico: non sar dato alcun segno a questa
generazione. E lasciatili, risal sulla barca e si avvi allaltra sponda.

3) Riflessione
Marco 8,11-13: I farisei chiedono un segno del cielo. Il vangelo di oggi narra una
discussione dei farisei con Ges. Anche Ges, come avvenne con Mos nellAntico
Testamento, aveva alimentato la gente affamata nel deserto, con la moltiplicazione dei pani
(Mc 8,1-10). Segno che lui si presentava dinanzi alla gente come un nuovo Mos. Ma i farisei
non furono capaci di percepire il significato della moltiplicazione dei pani. Loro cominciano
a discutere con Ges e chiedono un segno, venuto dal cielo. Non avevano capito nulla di
tutto ci che Ges aveva fatto. Ges sospira profondamente, probabilmente sentendo
disgusto e tristezza dinanzi a tanta cecit. E conclude dicendo: Nessun segno sar dato a
questa generazione. Li lasci e se ne and verso laltra riva del lago. Non serve a nulla
mostrare un bel quadro a chi non vuole aprire gli occhi. Chi chiude gli occhi non pu vedere!

Il pericolo dellideologia dominante. Qui si percepisce chiaramente come il lievito di


Erode e dei farisei (Mc 8,15), lideologia dominante dellepoca, faceva perdere alle persone
la capacit di analizzare con obiettivit gli eventi. Questo lievito veniva da lontano ed aveva
radici profonde nella vita della gente. Arriv a contaminare la mentalit dei discepoli e si
manifestava in essa in molti modi. Con la formazione che Ges dava loro, lui cercava di
sradicare questo lievito.
Ecco alcuni esempi di questo aiuto fraterno di Ges ai discepoli.
a) Mentalit di gruppo chiuso. Un certo giorno, una persona non appartenente alla comunit,
us il nome di Ges per scacciare i demoni. Giovanni vide e proib di farlo: Glielo abbiamo
vietato perch non era dei nostri (Mc 9,38). Giovanni pensava di avere il monopolio su Ges
e voleva impedire agli altri di usare il nome di Ges per fare il bene. Voleva una comunit
chiusa in se stessa. Era il lievito del "Popolo eletto, Popolo separato!" Ges risponde: "Non
glielo impedite!... Chi non contro di noi per noi!" (Mc 9,39-40).
b) Mentalit di gruppo che si considera superiore agli altri. Certe volte, i samaritani non
volevano dare ospitalit a Ges. La reazione di alcuni discepoli fu immediata: Scenda un
fuoco dal cielo e li consumi! (Lc 9,54). Pensavano che per il fatto di stare con Ges, tutti
dovevano accoglierli. Pensavano di avere Dio dalla propria parte per difenderli. Era il lievito
del Popolo eletto, Popolo privilegiato! Ges li riprende: "Ges si volt e li rimprover" (Lc
9,55).
c) Mentalit di competitivit e di prestigio. I discepoli discutevano tra di loro del primo posto
(Mc 9,33-34). Era il lievito di classe e di competitivit, che caratterizzava la religione
ufficiale e la societ dellimpero romano. Gi si infiltrava nella piccola comunit attorno a
Ges. Ges reagisce e ordina di avere la mentalit contraria: "Il primo sia lultimo" (Mc 9,
35).
d) Mentalit di chi emargina i piccoli. I discepoli allontanavano i piccoli. Era il lievito della
mentalit dellepoca, secondo cui i bambini non contavano e dovevano essere disciplinati
dagli adulti. Ges riprende i discepoli: Lasciate che i piccoli vengano a me! (Mc 10,14). I
bambini diventano gli insegnanti degli adulti: Chi non accoglie il Regno di Dio come un
bambino, non vi entrer (Lc 18,17).
Come avvenne al tempo di Ges, anche oggi la mentalit neoliberale dellideologia
dominante rinasce e appare di nuovo perfino nella vita delle comunit e delle famiglie. La
lettura orante del vangelo, fatta in comunit, pu aiutare a cambiare in noi la visione delle
cose e ad approfondire in noi la conversione e la fedelt che Ges ci chiede.

4) Per un confronto personale


Dinanzi allalternativa: avere fede in Ges o chiedere un segno dal cielo, i farisei vollero un
segno dal cielo. Non furono capaci di credere in Ges. Avviene la stessa cosa con me. Cosa
ho scelto io?
Il lievito dei farisei impediva ai discepoli e alle discepole di percepire la presenza del Regno
in Ges. C in me qualche rimanenza di questo fermento dei farisei?

5) Preghiera finale
Tu sei buono, Signore, e fai il bene,
insegnami i tuoi decreti. (Sal 118)

Lectio Divina: Marted, 17 Febbraio, 2015


Tempo ordinario

1) Preghiera
O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Ges Cristo...

2) Lettura del Vangelo


Dal Vangelo secondo Marco 8,14-21
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con s
sulla barca che un pane solo. Allora Ges li ammoniva dicendo: Fate attenzione, guardatevi
dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!.
E quelli dicevano fra loro: Non abbiamo pane. Ma Ges, accortosi di questo, disse loro:
Perch discutete che non avete pane? Non intendete e non capite ancora? Avete il cuore
indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho
spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via? Gli
dissero: Dodici. E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di
pezzi avete portato via? Gli dissero: Sette. E disse loro: Non capite ancora?

3) Riflessione
Il vangelo di ieri parlava del malinteso tra Ges e i farisei. Il vangelo di oggi parla del
malinteso tra Ges ed i discepoli e mostra che il lievito dei farisei e di Erode (religione e
governo), si era talmente impossessato del pensiero dei discepoli che impediva loro di udire
la Buona Novella.
Marco 8,14-16: Attenzione al lievito dei farisei e di Erode. Ges avverte i discepoli:
Guardatevi dal lievito dei farisei e di Erode. Ma loro non capivano le parole di Ges.
Pensavano che lui parlasse cos perch avevano dimenticato di comprare il pane. Ges dice
una cosa e loro ne capiscono unaltra. Questo scontro era il risultato dellinflusso insidioso
del lievito dei farisei nella testa e nella vita dei discepoli.
Marco 8,17-18: Le domande di Ges. Dinanzi a questa mancanza quasi totale di percezione
nei discepoli, Ges pone una serie di domande rapide, senza aspettare una risposta. Domande
dure che evocano cose molto serie e rivelano una totale incomprensione da parte dei
discepoli. Anche se sembra incredibile, i discepoli giunsero al punto in cui non cera
differenza tra loro ed i nemici di Ges. Prima Ges si era rattristato vedendo la durezza di
cuore dei farisei e degli erodiani (Mc 3,5). Ora, i discepoli stessi hanno il cuore indurito
(Mc 8,17). Prima, quelli di fuori (Mc 4,11) non capivano le parabole, perch hanno occhi
e non vedono, ascoltano, ma non intendono (Mc 4,12). Ora, i discepoli stessi non capiscono
pi nulla, perch hanno occhi e non vedono, ascoltano, ma non intendono (Mc 8,18).
Inoltre, limmagine del cuore indurito evocava la durezza di cuore del popolo dellAT che
si allontanava sempre dal cammino. Evocava inoltre il cuore indurito del faraone che
opprimeva e perseguitava il popolo (Es 4,21; 7,13; 8,11.15.28; 9,7...). Lespressione hanno
occhi e non vedono, ascoltano ma non intendono evocava non solo la gente senza fede,
criticata da Isaia (Is 6,9-10), ma anche gli adoratori dei falsi di, di cui il salmo dice: hanno
occhi e non vedono, udito e non sentono (Sal 115,5-6).
Marco 18b-21: Le due domande sul pane. Le due domande finali si riferiscono alla
moltiplicazione dei pani: Quanti cesti raccolsero la prima volta? Dodici! E la seconda? Sette!
Come i farisei, anche i discepoli, malgrado avessero collaborato attivamente alla
moltiplicazione dei pani, non arrivavano a capirne il significato. Ges termina dicendo: "E

voi ancora non capite". Il modo in cui Ges lancia queste domande, una dopo laltra, quasi
senza aspettare la risposta, sembra un taglio. Rivela uno scontro molto grande. Qual la
causa di questo scontro?
La causa dello scontro tra Ges e i discepoli. La causa dello scontro tra Ges ed i discepoli
non era dovuta a cattiva volont da parte loro. I discepoli non erano come i farisei. Anche
loro non capivano, ma in loro cera malizia. Si servivano della religione per criticare e
condannare Ges (Mc 2,7.16.18.24; 3,5.22-30). I discepoli erano buona gente. Non avevano
cattiva volont. Poich, pur essendo vittima del lievito dei farisei e degli erodiani, non
interessava loro difendere il sistema dei farisei e degli erodiani contro Ges. E allora qual era
la causa? La causa dello scontro tra Ges e i discepoli aveva a che fare con la speranza
messianica. Tra i giudei cera un enorme variet di aspettative messianiche. Secondo le
diverse interpretazioni delle profezie, cera gente che aspettava un Messia Re (cf. Mc
15,9.32). Altri, un Messia Santo o Sacerdote (cf. Mc 1,24). Altri, un Messia Guerriero
sovversivo (cf Lc 23,5; Mc 15,6; 13,6-8). Altri, un Messia Dottore (cf. Gv 4,25; Mc 1,22.27).
Altri, un Messia Giudice (cf. Lc 3,5-9; Mc 1,8). Altri, un Messia Profeta (6,4; 14,65). Ma
sembra che nessuno aspettasse un Messia Servo, annunciato dal profeta Isaia (Is 42,1; 49,3;
52,13). Loro non si aspettavano di considerare la speranza messianica come servizio del
popolo di Dio allumanit. Ognuno, secondo i suoi propri interessi e secondo la sua classe
sociale, aspettava il Messia, volendo ridurlo alla propria speranza. Per questo, il titolo Messia,
secondo la persona o la posizione sociale, poteva significare cose assai diverse. Cera
unenorme confusione di idee! E proprio in questo atteggiamento di Servo si trova la chiave
che accende una luce nelloscurit dei discepoli e li aiuta a convertirsi. Solamente accettando
il Messia come il Servo Sofferente di Isaia, loro saranno capaci di aprire gli occhi e di capire
il Mistero di Dio in Ges.

4) Per un confronto personale


Qual oggi per noi il lievito dei farisei e di Erode? Cosa significa oggi per me avere un
cuore indurito?
Il lievito di Erode e dei farisei impedisce ai discepoli di capire la Buona Novella. Forse oggi
la propaganda della televisione ci impedisce di capire la Buona Novella di Ges?

5) Preghiera finale
Quando dicevo: Il mio piede vacilla,
la tua grazia, Signore, mi ha sostenuto.
Quandero oppresso dallangoscia,
il tuo conforto mi ha consolato. (Sal 93)

Lectio Divina: Mercoled, 18 Febbraio, 2015


Il significato della preghiera, dell'elemosina e del digiuno
Come trascorrere bene il tempo della Quaresima
Matteo 6,1-6.16-18

1. Orazione iniziale
Signore Ges, invia il tuo Spirito, perch ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo
con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola,

scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti
della tua condanna e della tua morte. Cos, la croce che sembrava essere la fine di ogni
speranza, apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli
avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti,
affinch anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua
risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternit,
di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Ges, figlio di Maria, che ci hai rivelato il
Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura
a) Chiave di lettura
Il vangelo di questo mercoled delle Ceneri tratto dal Discorso della Montagna e vuole
offrirci un aiuto per farci capire come praticare le tre opere di piet: preghiera, elemosina e
digiuno e come passare bene il tempo della Quaresima. Il modo di svolgere queste tre opere
cambiato lungo i secoli, secondo la cultura e i costumi dei popoli e la salute delle persone.
Oggi le persone pi anziane ricordano il digiuno severo ed obbligatorio di quaranta giorni
durante tutta la Quaresima. Malgrado i cambiamenti nel modo di praticare le opere di piet,
rimane l'obbligo umano e cristiano (i) di condividere i nostri beni con i poveri (elemosina),
(ii) di vivere in contatto con il Creatore (preghiera) e (iii) di sapere controllare il nostro
impeto e i nostri desideri (digiuno). Le parole di Ges che meditiamo possono far sorgere in
noi la creativit necessaria per trovare nuove forme per vivere queste tre pratiche cos
importanti della vita cristiana.

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura


Mt 6,1: La chiave generale per capire l'insegnamento che segue
Mt 6,2: Come non fare elemosina
Mt 6,3-4: Come fare elemosina
Mt 6,5: Come non pregare
Mt 6,6: Come pregare
Mt 6,16: Come non fare digiuno
Mt 6,17-18: Come fare digiuno

c) Il testo: Matteo 6,1-6.16-18


Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro
ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che nei cieli. Quando
dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle
sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verit vi dico: hanno gi ricevuto la
loro ricompensa. Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ci che fa la tua

destra, perch la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti
ricompenser.
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e
negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verit vi dico: hanno gi ricevuto la
loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il
Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenser.
E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la
faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verit vi dico: hanno gi ricevuto la loro
ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perch la gente
non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel
segreto, ti ricompenser.

3. Momento di silenzio orante


perch la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nella orazione.
a) Qual il punto del testo che pi ti ha colpito o che ti pi piaciuto?
b) Come capire l'avvertenza iniziale fatta da Ges?
c) Cosa critica e cosa insegna Ges sull'elemosina? Fai un riassunto per te.
d) Cosa critica e cosa insegna Ges sulla preghiera? Fai un riassunto per te.
e) Cosa critica e cosa insegna Ges sul digiuno? Fai un riassunto per te.

5. Per coloro che vogliono approfondire il tema


a) Contesto
Ges parla di tre cose: l'elemosina (Mt 6,1-6), la preghiera (Mt 6,5-15) ed il digiuno (Mt
6,16-18). Erano le tre opere di piet dei giudei. Ges critica il fatto che pratichino la piet per
essere visti dagli uomini (Mt 6,1). Non permette che la pratica della giustizia e della piet
venga usata come un mezzo per la promozione sociale nella comunit (Mt 6,2.5.16). Nelle
parole di Ges appare un nuovo tipo di relazione con Dio che si dischiude per noi. Lui dice:
Tuo Padre che vede nel segreto ti ricompenser" (Mt 6,4). Vostro Padre conosce le vostre
necessit prima ancora che gli chiediate qualcosa (Mt 6,8). Se perdonate agli uomini i loro
delitti, anche il vostro Padre celeste vi perdoner (Mt 6,14). Ges ci offre un nuovo
cammino di accesso al cuore di Dio. La meditazione delle sue parole riguardo alle opere di
piet potr aiutarci a scoprire questo nuovo cammino.

b) Commento del testo

Mt 6,1: La chiave generale per capire l'insegnamento che segue.


Ges dice: Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini, per essere da
loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che nei cieli. La
giustizia di cui parla Ges consiste nel raggiungere il luogo dove Dio ci vuole. Il cammino
per giungervi espresso nella legge di Dio. Ges avvisa del fatto che non si deve osservare la
legge per essere elogiati dagli uomini. Prima aveva detto: Se la vostra giustizia non supera la
giustizia dei dottori della legge e dei farisei, voi non entrerete nel regno dei Cieli" (Mt 5,26).
Nel leggere questa frase non dobbiamo pensare solo ai farisei del tempo di Ges, ma
soprattutto al fariseo che dorme in ciascuno di noi. Se Giuseppe, sposo di Maria, avesse
seguito la giustizia della legge dei farisei, avrebbe dovuto denunciare Maria. Ma lui era
giusto (Mt 1,19), possedeva gi la nuova giustizia annunciata da Ges. Per questo, trasgred
l'antica legge e salv la vita di Maria e di Ges. La nuova giustizia annunciata da Ges riposa
su un'altra base, scaturisce da un'altra sorgente. Dobbiamo costruire la nostra sicurezza dal di
dentro, non in ci che noi facciamo per Dio, ma in quello che Dio fa per noi. questa la
chiave generale per capire l'insegnamento di Ges sulle opere di piet. In ci che segue,
Matteo applica questo principio generale alla pratica dell'elemosina, della preghiera e del
digiuno. Dal punto di vista didattico, prima dice come non deve essere, e poi subito insegna
come deve essere.
Mt 6,2: Come non fare l'elemosina.
Il modo sbagliato, sia allora che oggi, di fare l'elemosina quello di usare un modo vistoso,
per essere riconosciuti ed acclamati dagli altri. Spesso sui banchi delle chiese si vedono
scritte queste parole: Dono della famiglia tale. In televisione, ai politici piace mostrarsi
come grandi benefattori dell'umanit nelle inaugurazioni di opere pubbliche al servizio della
comunit. Ges dice: Coloro che agiscono cos hanno gi ricevuto la loro ricompensa.
Mt 6,3-4: Come fare l'elemosina.
Il modo corretto di fare elemosina questo: Che la mano sinistra non sappia ci che sta
facendo la destra! Ossia devo fare l'elemosina in modo tale che nemmeno io devo avere la
sensazione di star facendo una cosa buona, che merita una ricompensa da parte di Dio ed
elogio da parte degli altri. L'elemosina un obbligo. una forma di condividere qualcosa che
possiedo, con coloro che non hanno nulla. In una famiglia, ci che di uno di tutti. Ges
elogia l'esempio della vedova che dava persino ci che gli era necessario (Mc 12,44).
Mt 6,5: Come non pregare.
Parlando del modo sbagliato di pregare, Ges menziona alcuni usi e costumi strani di
quell'epoca. Quando veniva suonata la trombetta per la preghiera del mattino, di mezzogiorno
e del pomeriggio, c'era gente che cercava di trovarsi in mezzo alla strada per pregare
solennemente con le braccia aperte facendosi cos vedere da tutti ed essere considerata, cos,
gente pia. Altri nella sinagoga, assumevano atteggiamenti stravaganti, per attirare l'attenzione
delle comunit.
Mt 6,6: Come pregare.

Per non lasciare dubbi, Ges esagera su come pregare. Dice che bisogna pregare, in segreto,
solo davanti a Dio Padre. Nessuno ti vedr. Anzi, forse, per gli altri, tu sarai una persona che
non prega. Non importa! Anche di Ges lo dissero: Non da Dio! E questo perch Ges
pregava molto di notte e non gli importava dell'opinione degli altri. Ci che importa avere
la coscienza in pace ed avere la certezza che Dio il Padre che mi accoglie, e non a partire da
ci che io faccio per Dio o a partire dalla soddisfazione che cerco nellessere apprezzato
come una persona pia e che prega.
Mt 6,16: Come non fare digiuno.
Ges critica le pratiche sbagliate del digiuno. C'era gente che si rattristava nel volto, non si
lavava, usava vestiti stracciati, non si pettinava, in modo che tutti potessero vedere che stava
digiunando, ed in modo perfetto.
Mt 6,17-18: Come fare il digiuno.
Ges raccomanda il contrario: Quando tu digiuni, spargi profumo sulla tua testa, lavati il
viso, in modo che nessuno capisca che tu stai facendo digiuno, ma solo tuo Padre che nei
cieli.
Come dicevamo prima, si tratta di un cammino nuovo di accesso al cuore di Dio che si apre
davanti a noi. Ges, per assicurarci interiormente, non chiede ci che noi facciamo per Dio,
bens ci che Dio fa per noi. L'elemosina, la preghiera ed il digiuno non sono soldi per
comprare il favore di Dio, ma sono la risposta di gratitudine all'amore ricevuto e
sperimentato.

c) Ampliando l'informazione
Il contesto pi ampio del vangelo di Matteo
Il vangelo di Matteo stato scritto per una comunit di giudei convertiti che stavano
attraversando una crisi profonda di identit in rapporto al loro passato. Dopo essersi convertiti
a Ges, avevano continuato a vivere secondo le loro antiche tradizioni e frequentavano le
sinagoghe, insieme a parenti ed amici, come prima. Ma soffrivano a causa di una forte
pressione da parte degli amici giudei che non accettavano Ges come il Messia. Questa
tensione aument dopo lanno 70 dC. Quando, nel 66 dC, scoppi la rivolta dei giudei contro
Roma, due gruppi non vollero partecipare, il gruppo dei farisei ed il gruppo dei giudei
cristiani. Ambedue i gruppi sostenevano che andare contro Roma non aveva nulla a che fare
con la venuta del Messia, come altri sostenevano. Dopo la distruzione di Gerusalemme da
parte dei romani nel 70, gli altri gruppi giudei scomparvero tutti. E rimasero solo i farisei e i
giudei cristiani. Ambedue i gruppi pretendevano di essere gli eredi delle promesse dei profeti
e, per questo, aumentava la tensione tra i fratelli, a causa dell'eredit. I farisei riorganizzarono
il resto del popolo e presero posizione sempre di pi contro i cristiani, che finirono per essere
scomunicati dalle sinagoghe. Questa scomunica riaccese tutto il problema dell'identit. Ora i
cristiani erano in modo ufficiale e formale separati dal popolo delle promesse. Non potevano
frequentare pi le loro sinagoghe, i loro rabbini. E loro si chiedevano: Chi il vero popolo di
Dio: loro o noi? Con chi sta Dio? Ges veramente il Messia?

Matteo, quindi, scrive il suo vangelo (i) per questo gruppo di cristiani, come un vangelo di
consolazione per coloro che erano stati scomunicati e perseguitati dai giudei; aiutandoli a
superare il trauma della rottura; (ii) come un vangelo di rivelazione, mostrando che Ges il
vero Messia, il nuovo Mos, che compie le promesse; (iii) come vangelo della nuova pratica,
mostrando come devono fare per arrivare alla vera giustizia, maggiore della giustizia dei
farisei.
Una chiave per il Discorso della Montagna
Il Discorso della Montagna il primo dei cinque discorsi del vangelo di Matteo. Descrive le
condizioni che permettono a una persona di poter entrare nel regno di Dio: la porta di entrata,
la nuova lettura della legge, il modo nuovo di vedere e praticare le opere di piet; il modo
nuovo di vivere in comunit. In una parola, nel Discorso della Montagna, Ges comunica il
modo nuovo di guardare le cose della Vita e del regno. Si tratta di una divisione che serve da
chiave di lettura:
Mt 5,1-16: La Porta di entrata.
Mt 5,1-10: Le otto Beatitudini aiutano a percepire dove il regno gi presente (Mt tra i poveri
ed i perseguitati) e dove star tra breve (Mt tra gli altri sei gruppi).
Mt 5,11-16: Ges dirige parole di consolazione ai discepoli ed avvisa: colui che vive le
beatitudini sar perseguitato (Mt 5,11-12), ma la sua vita avr un senso, un significato, perch
sar sale della terra (Mt 5,13) e luce del mondo (Mt 5,14-16)
Mt 5,17-48;6,1-18: La nuova relazione con Dio: Una nuova Giustizia.
Mt 5,17-48: La nuova giustizia deve superare la giustizia dei farisei.
Ges radicalizza la legge, cio, la conduce alla sua radice, al suo obiettivo principale ed
ultimo che servire la vita, la giustizia, l'amore e la verit. I comandamenti della legge
indicano un nuovo cammino di vita, evitato dai farisei (Mt 5,17-20).
Subito Ges presenta vari esempi di come devono essere capiti i comandamenti della legge di
Dio data da Mos: anticamente vi stato detto, ma io vi dico (Mt 5,21-48)
Mt 6,1-18: La nuova giustizia non deve cercare ricompensa o merito.
( il vangelo di questo Mercoled della Ceneri)
Mt 6,19-34: Il nuovo rapporto con i beni della terra: una nuova visione della creazione.
Affronta i bisogni primari della vita: alimenti, vestiti, casa, salute. la parte della vita che
produce pi angoscia nelle persone. Ges insegna come rapportarsi ai beni materiali ed alle
ricchezze della terra: non accumulare beni (Mt 6,19-21), non guardare il mondo con sguardo
afflitto (Mt 6,22-23), non servire Dio e il denaro nello stesso tempo (Mt 6,24), non
preoccuparsi di ci che mangiamo e beviamo (Mt 6,23-34).
Mt 7,1-29: Il nuovo rapporto con le persone: una nuova vita in comunit.

Non cercare la pagliuzza nell'occhio di tuo fratello (Mt 7,1-5); non gettare le perle ai porci
(Mt 7,6); non aver paura di chiedere le cose a Dio (Mt 7,7-11); la regola d'oro (Mt 7,12);
scegliere il cammino stretto e difficile (Mt 7,13-14); fare attenzione ai falsi profeti (Mt 7,1520); non solo parlare ma agire (Mt 7,21-23); la comunit costruita su questa base rester in
piedi malgrado la tempesta (Mt 7,24-27). Il risultato di queste parole una nuova coscienza
dinanzi agli scribi e ai dottori (Mt 7,28-29).

6. Orazione - Salmo 40 (39)


Annunciare la grande giustizia di Dio
Ho sperato: ho sperato nel Signore
ed egli su di me si chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha tratto dalla fossa della morte,
dal fango della palude;
i miei piedi ha stabilito sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore.
Beato l'uomo che spera nel Signore
e non si mette dalla parte dei superbi,
n si volge a chi segue la menzogna.
Quanti prodigi tu hai fatto, Signore Dio mio,
quali disegni in nostro favore:
nessuno a te si pu paragonare.
Se li voglio annunziare e proclamare
sono troppi per essere contati.
Sacrificio e offerta non gradisci,

gli orecchi mi hai aperto.


Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.
Allora ho detto: "Ecco, io vengo.
Sul rotolo del libro di me scritto,
che io faccia il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero,
la tua legge nel profondo del mio cuore".
Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea;
vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.
Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore,
la tua fedelt e la tua salvezza ho proclamato.
Non ho nascosto la tua grazia
e la tua fedelt alla grande assemblea.
Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia,
la tua fedelt e la tua grazia
mi proteggano sempre,
poich mi circondano mali senza numero,
le mie colpe mi opprimono
e non posso pi vedere.
Sono pi dei capelli del mio capo,
il mio cuore viene meno.
Degnati, Signore, di liberarmi;
accorri, Signore, in mio aiuto.
Vergogna e confusione
per quanti cercano di togliermi la vita.

Retrocedano coperti d'infamia


quelli che godono della mia sventura.
Siano presi da tremore e da vergogna
quelli che mi scherniscono.
Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano,
dicano sempre: "Il Signore grande"
quelli che bramano la tua salvezza.
Io sono povero e infelice;
di me ha cura il Signore.
Tu, mio aiuto e mia liberazione,
mio Dio, non tardare.

7. Orazione finale
Signore Ges, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volont del
Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire
quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo
non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unit
dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Lectio Divina: Gioved, 19 Febbraio, 2015


Tempo di Quaresima

1) Preghiera
Ispira le nostre azioni, Signore,
e accompagnale con il tuo aiuto,
perch ogni nostra attivit
abbia sempre da te il suo inizio
e in te il suo compimento.
Per il nostro Signore Ges Cristo...

2) Lettura del Vangelo


Dal Vangelo secondo Luca 9,22-25
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli: Il Figlio delluomo deve soffrire molto, essere
riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il
terzo giorno.
E, a tutti, diceva: Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua
croce ogni giorno e mi segua.
Chi vorr salvare la propria vita, la perder, ma chi perder la propria vita per me, la salver.
Che giova alluomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?

3) Riflessione
Ieri abbiamo incominciato il tempo della Quaresima. Finora la liturgia quotidiana seguiva il
vangelo di Marco, passo a passo. A partire da ieri fino al giorno di Pasqua la sequenza delle
letture del giorno sar data dalla tradizione antica della quaresima con le sue letture, gi fisse,
che ci aiuteranno ad entrare nello spirito della quaresima e della preparazione alla Pasqua. Fin
dal primo giorno, la prospettiva quella della Passione, Morte e Risurrezione e del senso che
questo mistero ha per la nostra vita. E quanto ci viene proposto nel testo assai breve del
vangelo di oggi. Il testo parla della passione, morte e risurrezione di Ges ed afferma che
seguire Ges vuol dire caricarsi la croce dietro Ges.
Poco prima, in Luca 9,18-21, Ges chiede: Chi dice la gente che io sia?. Loro risposero
indicando le diverse opinioni: Giovanni Battista, Elia o uno degli antichi profeti. Dopo aver
ascoltato le opinioni degli altri, Ges chiese: E voi, chi dite che io sia? Pietro rispose: Il
Cristo di Dio!, ossia il signore colui che atteso dalla gente! Ges era daccordo con
Pietro, ma proib di parlarne alla gente. Perch Ges lo proibisce? Perch in quel tempo tutti
aspettavano il messia, per ciascuno a modo suo: alcuni come re, altri come sacerdote,
dottore, guerriero, giudice o profeta! Ges pensa in modo diverso. Lui si identifica con il
messia servo e sofferente, annunciato da Isaia (Is 42,1-9; 52,13-53,12).
Il primo annuncio della passione. Ges comincia ad insegnare che lui il Messia Servo ed
afferma che, come il Messia Servo annunciato da Isaia, presto sar messo a morte nello
svolgimento della sua missione di giustizia (Is 49,4-9; 53,1-12). Luca solito seguire il
vangelo di Marco, ma qui lui omette la reazione di Pietro che sconsigliava Ges di pensare al
messia sofferente ed omette anche la dura risposta: Lontano da me, Satana! Perch non
pensi le cose di Dio, ma degli uomini! Satana una parola ebraica che significa accusatore,
colui che allontana gli altri dal cammino di Dio. Ges non permette che Pietro si allontani
dalla sua missione.
Condizioni per seguire Ges. Ges tira conclusioni valide fino al giorno doggi: Se
qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi
segua. In quel tempo la croce era la pena di morte che limpero romano imponeva ai
criminali emarginati. Prendere la croce e caricarla dietro Ges era lo stesso che accettare di
essere emarginato dal sistema ingiusto che legittimava lingiustizia. Era lo stesso che rompere
con il sistema. Come dice Paolo nella Lettera ai Galati: Il mondo per me stato crocifisso,

come io per il mondo (Gal 6,14). La croce non fatalismo, nemmeno esigenza del Padre.
La Croce la conseguenza dellimpegno liberamente assunto da Ges di rivelare la Buona
Novella che Dio Padre, e che quindi tutti e tutte dobbiamo essere accettati e trattati/e da
fratelli e sorelle. A causa di questo annuncio rivoluzionario, lui fu perseguitato e non ebbe
paura di dare la propria vita. Non c prova damore pi grande che dare la vita per il fratello.

4) Per un confronto personale


Tutti aspettavano il messia, ognuno a modo suo. Qual il messia che io aspetto e che la
gente di oggi aspetta?
La condizione per seguire Ges la croce. Come reagisco davanti alle croci della vita?

5) Preghiera finale
Beato luomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte. (Sal 1)

Lectio Divina: Venerd, 20 Febbraio, 2015


Tempo di Quaresima

1) Preghiera
Accompagna con la tua benevolenza,
Padre misericordioso,
i primi passi del nostro cammino penitenziale,
perch allosservanza esteriore
corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito.
Per il nostro Signore Ges Cristo...

2) Lettura del Vangelo


Dal Vangelo secondo Matteo 9,14-15

In quel tempo, giunto Ges allaltra riva del lago, nella regione dei Gadareni, gli si
accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: Perch, mentre noi e i farisei digiuniamo, i
tuoi discepoli non digiunano?.
E Ges disse loro: Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo con
loro? Verranno per i giorni quando lo sposo sar loro tolto e allora digiuneranno.

3) Riflessione
Il vangelo di oggi una versione abbreviata del vangelo che abbiamo gi meditato a
Gennaio, quando ci venne proposto lo stesso tema del digiuno (Mc 2,18-22), ma con una
piccola differenza. La liturgia di oggi omette tutto il discorso sul rammendo nuovo su un
panno vecchio e del vino nuovo in un vecchio otre (Mt 9,16-17), e concentra la sua attenzione
sul digiuno.
Ges non insiste nella pratica del digiuno. Il digiuno unusanza molto antica, praticata in
quasi tutte le religioni. Ges stesso la pratic per quaranta giorni (Mt 4,2). Ma lui non insiste
con i discepoli per fare lo stesso. Li lascia liberi. Per questo, i discepoli di Giovanni Battista e
dei farisei, che erano obbligati a digiunare, vogliono sapere perch Ges non insiste nel
digiuno.
In quanto allo sposo, sta con loro e quindi non hanno bisogno di digiunare. Ges risponde
con un paragone. Quando lo sposo sta con gli amici dello sposo, cio, durante la festa delle
nozze, loro non hanno bisogno di digiunare. Ges si considera lo sposo. I discepoli sono gli
amici dello sposo. Durante il tempo in cui lui, Ges, sta con i discepoli, la festa delle nozze.
Verr un giorno in cui lo sposo non ci sar pi. Allora, possono digiunare se cos vogliono. In
questa frase Ges allude alla sua morte. Sa e si rende conto che se continua lungo questo
cammino di libert, le autorit religiose vorranno ucciderlo.
Il digiuno e lastinenza della carne sono pratiche universali e ben attuali. I mussulmani
hanno il digiuno del Ramadan, durante il quale non mangiano, n bevono, fino allo spuntar
del sole. Sempre di pi, e per diversi motivi, le persone si impongono qualche forma di
digiuno. Il digiuno un mezzo importante per controllarsi, e dominarsi, ed esiste in quasi
tutte le religioni. E anche apprezzato dagli sportivi.
La Bibbia fa molto riferimento al digiuno. Era una forma di penitenza per giungere alla
conversione. Mediante la pratica del digiuno, i cristiani imitavano Ges che digiun quaranta
giorni. Il digiuno tende a raggiungere la libert di mente, il controllo di s, una visione critica
della realt. E uno strumento per mantenere libera la mente e per non lasciarsi trasportare da
qualsiasi vento. Grazie al digiuno, aumenta la chiarezza di mente. Ed un mezzo che aiuta a
curare meglio la salute. Il digiuno pu essere una forma di identificazione con i poveri che
sono obbligati al digiuno tutto lanno e raramente mangiano la carne. Ci sono anche coloro
che digiunano per protestare.
Anche se oggi il digiuno e lastinenza non si fanno pi, lobiettivo alla base di questa pratica
continua inalterato ed una forza che deve animare la nostra vita: partecipare alla passione,
morte e risurrezione di Ges. Dare la propria vita per poterla possedere in Dio. Prendere
coscienza del fatto che limpegno con il Vangelo un viaggio senza ritorno, che esige
perdere la vita per poterla possedere e ritrovare tutto in piena libert.

4) Per un confronto personale


Qual la forma di digiuno che pratichi? E se non ne pratichi nessuna, qual la forma che
potresti praticare?
Il digiuno, come pu aiutarmi a prepararmi meglio per la festa della pasqua?

5) Preghiera finale
Piet di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bont cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato. (Sal 50)

Lectio Divina: Sabato, 21 Febbraio, 2015


Tempo di Quaresima

1) Preghiera
Guarda con paterna bont, Dio onnipotente,
la debolezza dei tuoi figli,
e a nostra protezione e difesa
stendi il tuo braccio invincibile.
Per il nostro Signore Ges Cristo...

2) Lettura del Vangelo


Dal Vangelo secondo Luca 5,27-32
In quel tempo, Ges vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli
disse: Seguimi! Egli, lasciando tutto, si alz e lo segu.
Levi gli prepar un grande banchetto nella sua casa. Cera una folla di pubblicani e daltra
gente seduta con loro a tavola.
I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: Perch mangiate e bevete
con i pubblicani e i peccatori?
Ges rispose: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono
venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi.

3) Riflessione
Il Vangelo di oggi presenta lo stesso tema su cui abbiamo riflettuto a Gennaio nel vangelo
di Marco (Mc 2,13-17). Solo che questa volta ne parla il Vangelo di Luca ed il testo ben pi
corto, concentrando lattenzione sulla scena principale che la chiamata e la conversione di
Levi e la conversione che ci implica per noi che stiamo entrando in quaresima.
Ges chiama un peccatore ad essere suo discepolo. Ges chiama Levi, un pubblicano, e
costui, immediatamente, lascia tutto, segue Ges ed entra a far parte del gruppo dei discepoli.
Subito Luca dice che Levi ha preparato un grande banchetto nella sua casa. Nel Vangelo di
Marco, sembrava che il banchetto fosse in casa di Ges. Ci che importa linsistenza nella
comunione di Ges con i peccatori, attorno al tavolo, cosa proibita.
Ges non venuto per i giusti, ma per i peccatori. Il gesto di Ges produsse rabbia tra le
autorit religiose. Era proibito sedersi a tavola con pubblicani e peccatori, poich sedersi a
tavola con qualcuno voleva dire trattarlo da fratello! Con il suo modo di fare, Ges stava
accogliendo gli esclusi e li stava trattando da fratelli della stessa famiglia di Dio. Invece di
parlare direttamente con Ges, gli scribi dei farisei parlano con i discepoli: Perch mangiate e
bevete con i pubblicani e i peccatori? E Ges risponde: Non sono i sani che hanno bisogno
del medico; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi! La
coscienza della sua missione aiuta Ges a trovare la risposta e ad indicare il cammino per
lannuncio della Buona Novella di Dio. Lui venuto per riunire la gente dispersa, per
reintegrare coloro che erano stati esclusi, per rivelare che Dio non un giudice severo che
condanna e respinge, bens un Padre/Madre che accoglie ed abbraccia.

4) Per un confronto personale


Ges accoglie ed include le persone. Qual il mio atteggiamento?
Il gesto di Ges rivela lesperienza che ha di Dio Padre. Qual limmagine di Dio di cui
sono portatore/portatrice verso gli altri mediante il mio comportamento?

5) Preghiera finale
Signore, tendi lorecchio, rispondimi,
perch io sono povero e infelice.
Custodiscimi perch sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera. (Sal 85)

Lectio Divina: Domenica, 22 Febbraio, 2015


Il primo conflitto dallannuncio della Buona Novella
La Buona Novella di Dio come luce:
fa evidenziare le contraddizioni
Marco 2, 1-12

1. Orazione iniziale
Signore Ges, invia il tuo Spirito, perch ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo,
con il quale l hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola,
scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti
della tua condanna e della tua morte. Cos, la croce che sembrava essere la fine di ogni
speranza, apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli
avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti,
affinch anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua
risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternit,
di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Ges, figlio di Maria, che ci hai rivelato il
Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura
a) Una chiave di lettura:

Il testo del vangelo di questa domenica tratta due argomenti mescolandoli: descrive la
guarigione di un paralitico e parla della discussione che Ges ebbe con i dottori della legge o
scribi sul perdono dei peccati.
b) Divisione del testo per aiutare la lettura:

Marco 2,1-2: Il popolo cerca Ges e Ges annuncia la Parola.


Marco 2,3-5: La fede del paralitico e dei suoi amici ottiene il perdono dei peccati.
Marco 2,6-7: Ges accusato di bestemmia per i capi del potere.
Marco 2,8-11: Per provare chi ha il potere di perdonare, Ges guarisce il paralitico.
Marco 2,12: La reazione del popolo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!".
c) Il testo:

1 Ed entr di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa 2 e si radunarono
tante persone, da non esserci pi posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la

parola.
3 Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. 4 Non potendo per
portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dovegli si trovava
e, fatta unapertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. 5 Ges, vista la loro fede,
disse al paralitico: "Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati".
6 Seduti l erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: 7 "Perch costui parla cos?
Bestemmia! Chi pu rimettere i peccati se non Dio solo?".
8 Ma Ges, avendo subito conosciuto nel suo spirito che cos pensavano tra s, disse loro:
"Perch pensate cos nei vostri cuori? 9 Che cosa pi facile: dire al paralitico: Ti sono
rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? 10 Ora, perch sappiate
che il Figlio delluomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, 11 ti ordino - disse al
paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e v a casa tua". 12 Quegli si alz, prese il suo
lettuccio e se ne and in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo:
"Non abbiamo mai visto nulla di simile!"

3. Momento di silenzio orante


perch la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nellorazione.
a) Quale punto di questo testo vi piaciuto di pi e quale ha richiamato di pi la vostra
attenzione?
b) In che consiste il conflitto tra Ges e gli scribi? Dove avviene e chi lo provoca? Qual la
causa?
c) Che cosa ci rivela questo testo su Ges e su Dio Padre?

d) Esiste un legame fra malattia e peccato? Che ne pensate?


e) Qual il messaggio di questo testo per le comunit del tempo di Marco e per noi oggi?

5. Una chiave di lettura


per coloro che volessero approfondire di pi il testo
a) Il contesto nel quale si trova il testo del Vangelo di Marco
* In Mc 1,1-15, Marco ha mostrato come la Buona Novella deve essere preparata e divulgata.
E poi subito, in Mc 1, 16-45, stato insegnato lobiettivo della Buona Novella e quale la
missione della comunit. Ora, nel capitolo 2, si mostra come lannuncio della Buona Novella,
quando fatta con fedelt, fonte di conflitto. In Mc 2,1-3,6, sono presentati cinque conflitti
provocati a Ges dallannuncio della Buona Novella di Dio.
* Negli anni 70, tempo in cui Marco scrive, lannuncio della Buona Novella aveva generato
molti conflitti alle comunit. Esse non sempre sapevano come affrontarli e che rispondere alle
accuse dei romani o dei giudei. Il racconto dei cinque conflitti serviva come una specie di
manuale di orientamento.
b) Commento
* Marco 2,1-2: Il popolo cerca Ges e vuole ascoltare la Parola di Dio.
Ges sta tornando a casa. Il popolo lo cerca. Molta gente si riunisce davanti alla porta. Ges
accoglie tutti e Marco dice che egli annuncia la Parola al popolo. Molte volte, Marco
informa che Ges annuncia la Parola di Dio al popolo (Mc 1,21.22.27.39; 2,2.13; 4,1;
6,2.6.34; ecc.). Ma poche volte egli ci dice cosa Ges diceva. Cosa mai insegnava Ges al
popolo? Egli parlava di Dio e usava per questo gli esempi della vita (parabole) e storie del
popolo (Bibbia). Parlava a partire dallesperienza che aveva lui stesso di Dio. Ges viveva in
Dio. Il popolo lo ascoltava con piacere (Mc 1,22.27). Le sue parole toccavano il cuore. A
partire dalla predicazione di Ges, Dio invece di essere un giudice severo che minacciava
castigo e inferno, diventava una presenza amica, una buona Notizia per il popolo.
* Marco 2,3-5: La fede del paralitico e dei suoi amici ottiene il perdono dei peccati.
Mentre Ges sta parlando arriva un paralitico, portato da quattro persone. Ges la unica
speranza per loro. Salgono sul tetto, lo scoperchiano e calano il paralitico davanti a Ges.
Segno di molta solidariet. Ges, vista la loro fede, disse al paralitico: Ti sono rimessi i tuoi
peccati. In quel tempo la gente pensava che i difetti fisici, come la paralisi, fossero castigo di
Dio per qualche peccato. I dottori insegnavano che la tale persona era impura, incapace di
avvicinarsi a Dio. Per questo gli ammalati, i poveri, i paralitici, e tanti altri si sentivano
rigettati da Dio. Ma Ges non pensava cos. Egli pensava il contrario. Quella fede tanto
grande del paralitico e dei suoi compagni era un segno che quelluomo stava in pace con Dio,
accolto da Lui. Per questo Ges dichiara: I tuoi peccati sono perdonati. Cio: "Tu non sei
lontano da Dio". Con questa affermazione Ges negava che la malattia fosse un castigo per il
peccato di quelluomo.
* Marco 2,6-7: Ges viene accusato dai capi di bestemmiare.

Laffermazione di Ges non andava daccordo con la idea che i dottori della legge avevano di
Dio. Per questo reagiscono e accusano Ges: Costui bestemmia! Secondo la loro dottrina,
solo Dio poteva perdonare i peccati. E solamente il sacerdote poteva dichiarare una persona
perdonata e purificata. Com che Ges di Nazaret, uomo senza studio, semplice operaio,
falegname, poteva dichiarare le persone perdonate e purificate dai peccati? Oltre a ci devono
aver pensato: "Se fosse vero quello che Ges sta dicendo, rischiamo di perdere il nostro
potere e la ragione di essere! Perdiamo anche la nostra fonte di guadagno".
* Marco 2,8-11: Ges guarisce per provare che ha il potere di perdonare i peccati.
Ges capiva che lo condannavano. Per questo domanda: Che cosa pi facile: dire al
paralitico: Ti sono perdonati i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?.
Evidentemente molto pi facile dire: "I tuoi peccati sono perdonati". Perch nessuno pu
verificare se di fatto il peccato stato perdonato o no. Ma se io dico: "Alzati e cammina", l s
tutti potranno verificare se ho o no il potere di guarire. Cos, per mostrare che aveva il potere
di perdonare i peccati in nome di Dio, Ges disse al paralitico: Alzati, prendi il tuo lettuccio e
va a casa tua! Guar quella persona. Prov che la paralisi non un castigo di Dio e che la
fede dei poveri segno che Dio lo aveva gi accolto nel suo amore.
* Marco 2,12. La reazione del popolo: non abbiamo mai visto nulla di simile.
Il paralitico si alza, prende il suo letto e se ne va: e tutti esclamano: Mai vista una cosa
simile! E chiaro il senso del miracolo: 1) I malati non devono pensare che Dio li sta
castigando per qualche peccato. 2) Ges apr un nuovo cammino verso Dio. Quello che la
religione del tempo chiamava impurit non era pi un impedimento alla persona per
avvicinarsi a Dio. 3) Il volto di Dio che si rivela attraverso latteggiamento di Ges era molto
differente dal volto severo del dio rivelato dagli atteggiamenti dei dottori.
c) Ampliando le informazioni

I cinque conflitti raccontati da Marco (Mc 2,1-3,6)


* Gli argomenti del conflitto: I conflitti girano intorno ai temi fondamentali della religione
dellepoca: il perdono dei peccati, la comunione della tavola con i peccatori, la pratica del
digiuno, la osservanza del sabato, la pratica della medicina o cura delle persone in giorno di
sabato
* Gli avversari di Ges: Gli scribi rappresentavano la dottrina religiosa, la catechesi. I farisei
rappresentavano le leggi e le pratiche religiose, soprattutto quelle che avevano relazione con
losservanza del puro/impuro. I discepoli di Giovanni Battista rappresentavano le altre
tendenze messianiche. Gli erodiani rappresentavano il governo della Galilea. Erode Antipa
governava gi da oltre trentanni (4 aC - 39 dC). Era, per cos dire, il padrone della Galilea.
* Cause del conflitto: Il primo conflitto ha a che fare con la relazione con Dio: perdono dei
peccati. Il secondo: con le relazioni fra le persone: mangiare con i peccatori. Il terzo con gli
usi religiosi: osservanza del digiuno. Il quarto con losservanza della legge di Dio: il sabato.
Questi quattro conflitti sono provocati dagli altri contro Ges. Il quinto: provocato da Ges
stesso, mostra la gravit del conflitto fra lui e la religione del suo tempo.
Malattia e peccato

In quel tempo si insegnava che ogni sofferenza era frutto di un peccato. Di fronte al cieco
dalla nascita, Pietro domand: "Chi ha peccato, lui o i suoi genitori perch egli nascesse
cieco?" (Gv 9,1-3). Ges rispose: n lui n i suoi genitori. Ges separa il peccato dalla
persona malata. Non permette che si usi la religione per dire al paralitico: "Tu sei peccatore!".
Ges afferma il contrario: "Tu non sei peccatore! Dio ti accoglie, anche se sei paralitico. La
tua malattia non frutto del tuo peccato!". Aver il coraggio di affermare cos davanti alle
autorit presenti era una rivoluzione! Un cambiamento molto grande. Il popolo si
entusiasmava con Ges, perch lo faceva diventare pi libero. Questo un lato della
medaglia. Ma c anche laltro lato. Tanto ieri come oggi, molta sofferenza di fatto frutto di
qualche peccato. Per esempio, la sofferenza della madre che piange luccisione del figlio.
Ges pure ha qualcosa da dire su questo punto. Una volta in Gerusalemme una torre cadde e
uccise 18 persone (Lc 13,4). In altra circostanza Pilato massacr un gruppo di galilei e
mescol il loro sangue con il sangue dei sacrifici (Lc 13,1). Ges domanda: "Credete che essi
erano pi peccatori di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite,
perirete tutti allo stesso modo" (Lc 13, 2.4). Ges trasform i mali in appello alla conversione
e al cambiamento. Ma non ci fu pentimento n cambio e, quaranta anni dopo, nel 70,
Gerusalemme fu distrutta: molte torri caddero e molto sangue fu sparso! Anche oggi, molti
dei mali che soffriamo non sono una fatalit, ma una conseguenza di azioni peccaminose.
Altri mali sono frutto della cultura. Altri ancora sono frutto del sistema neo-liberale che ci
stato imposto e che ci opprime. Per questo i mali che soffriamo sono una chiamata alla
conversione. Un appello alla nostra responsabilit. Quello che entr nel mondo come frutto di
azioni libere per realizzare il male, pu essere espulso attraverso azioni libere per il bene!

6. Salmo 32 (31)
La confessione e la fede liberano dal peccato
Beato luomo a cui rimessa la colpa,
e perdonato il peccato.
Beato luomo a cui Dio non imputa alcun male
e nel cui spirito non inganno.
Tacevo e si logoravano le mie ossa,
mentre gemevo tutto il giorno.
Giorno e notte pesava su di me la tua mano,
come per arsura destate inaridiva il mio vigore.
Ti ho manifestato il mio peccato,
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: "Confesser al Signore le mie colpe"
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato.

Per questo ti prega ogni fedele


nel tempo dellangoscia.
Quando irromperanno grandi acque
non lo potranno raggiungere.
Tu sei il mio rifugio, mi preservi dal pericolo,
mi circondi di esultanza per la salvezza.
Ti far saggio, tindicher la via da seguire;
con gli occhi su di te, ti dar consiglio.
Non siate come il cavallo e come il mulo
privi dintelligenza;
si piega la loro fierezza con morso e briglie,
se no, a te non si avvicinano.
Molti saranno i dolori dellempio,
ma la grazia circonda chi confida nel Signore.
Gioite nel Signore ed esultate, giusti,
giubilate, voi tutti, retti di cuore.

7. Orazione Finale
Signore Ges, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volont del
Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire
quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non
solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nellunit dello
Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Lectio Divina: Luned, 23 Febbraio, 2015


Tempo di Quaresima

1) Preghiera
Convertici a te, o Padre, nostra salvezza
e formaci alla scuola della tua sapienza,

perch limpegno quaresimale


lasci una traccia profonda nella nostra vita.
Per il nostro Signore Ges Cristo...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Matteo 25,31-46
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli: Quando il Figlio delluomo verr nella sua
gloria con tutti i suoi angeli, si sieder sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a
lui tutte le genti, ed egli separer gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,
e porr le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dir a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete
in eredit il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perch io ho avuto fame
e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete
ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a
trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti
abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto
forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto
ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dir loro: In verit vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno
solo di questi miei fratelli pi piccoli, lavete fatto a me. Poi dir anche a quelli alla sua
sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi
angeli. Perch ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete
dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in
carcere e non mi avete visitato.
Anchessi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o
forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponder: In
verit vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli pi
piccoli, non lavete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita
eterna.

3) Riflessione
Il Vangelo di Matteo presenta Ges, nuovo Messia. Come fece Mos, anche Ges promulga
la legge di Dio. Come era per lAntica Legge, anche la nuova data da Ges contiene cinque
libri o discorsi. Il Discorso della Montagna (Mt 5,1 a 7,27), il primo discorso, si apre con otto
beatitudini. Il discorso sulla vigilanza (Mt 24,1 a 25,46), il quinto e ultimo discorso,
racchiude la descrizione del Giudizio Finale. Le beatitudini descrivono la porta dentrata al
Regno, enumerando otto categorie di persone: i poveri in spirito, i miti, gli afflitti, coloro che
hanno fame e sete di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, i promotori di pace ed i
perseguitati a causa della giustizia (Mt 5,3-10). La parabola del Giudizio Finale ci dice ci
che dobbiamo fare per poter possedere il Regno: accogliere gli affamati, gli assetati, gli

stranieri, i nudi, i malati ed i prigionieri (Mt 25,35-36). Tanto allinizio come alla fine della
Nuova Legge, ci sono gli esclusi e gli emarginati.
Matteo 25,31-33: Apertura del Giudizio finale. Il Figlio dellUomo riunisce attorno a s le
nazioni del mondo. Separa le persone come fa il pastore con le pecore e i capri. Il pastore sa
discernere. Non sbaglia: pecore a destra, capri a sinistra. Ges non sbaglia. Ges, non giudica
n condanna (cf. Gv 3,17; 12,47). Lui appena separa. E la persona stessa che si giudica e si
condanna per il modo in cui si comportata con i piccoli e gli esclusi.
Matteo 25,34-36: La sentenza per coloro che si trovavano alla destra del Giudice. Coloro
che si trovano a destra del giudice sono chiamati Benedetti dal Padre mio!, cio, ricevono
la benedizione che Dio promette ad Abramo ed alla sua discendenza (Gen 12,3). Loro sono
invitati a prendere possesso del Regno, preparato per loro fin dalla fondazione del mondo. Il
motivo della sentenza la seguente: "Ebbi fame, ero straniero, nudo, malato e prigioniero, e
non mi avete accolto ed aiutato! Questa sentenza ci fa capire chi sono le pecore. Sono le
persone che accolsero il Giudice quando costui era affamato, assetato, straniero, nudo, malato
e prigioniero. E per il modo di parlare "mio Padre" e "Figlio dellUomo", possiamo sapere
che il Giudice proprio Ges. Si identifica con i piccoli!
Matteo 25,37-40: Una richiesta di chiarimento e la risposta del Giudice: Coloro che
accolsero gli esclusi sono chiamati giusti. Ci significa che la giustizia del Regno non si
raggiunge osservando norme e prescrizioni, bens accogliendo i bisognosi. Ma curioso che i
giusti non sappiano nemmeno loro quando hanno accolto Ges bisognoso. E Ges risponde:
"Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli pi piccoli, non
lavete fatto a me. Chi sono questi "miei fratelli pi piccoli"? In altri passaggi del Vangelo di
Matteo, le espressioni "miei fratelli" e "pi piccoli" indicano i discepoli (Mt 10,42; 12,48-50;
18,6.10.14; 28,10). Indicano anche i membri pi abbandonati della comunit, i disprezzati
che non hanno posto e non sono ben ricevuti (Mt 10,40). Ges si identifica con loro. Ma non
solo questo. Nel contesto pi ampio della parabola finale, lespressione miei fratelli pi
piccoli si allarga ed include tutti coloro che non hanno posto nella societ. Indica tutti i
poveri. Ed i "giusti" ed i "benedetti dal Padre mio" sono tutte le persone di tutte le nazioni che
accolgono laltro in totale gratuit, indipendentemente dal fatto che siano o no cristiani.
Matteo 25,41-43: La sentenza per coloro che erano alla sua sinistra. Coloro che stavano
allaltro lato del Giudice sono chiamati maledetti e sono destinati al fuoco eterno, preparato
per il diavolo ed i suoi amici. Ges usa un linguaggio simbolico comune in quel tempo per
dire che queste persone non entreranno nel Regno. Ed anche qui il motivo uno solo: non
accolsero Ges affamato, assetato, straniero, nudo, malato e prigioniero. Non che Ges
impedisce loro di entrare nel Regno, bens il nostro agire, cio la cecit che ci impedisce di
vedere Ges nei pi piccoli.
Matteo 25,44-46: Una richiesta di chiarimento e la risposta del Giudice. La richiesta di
chiarimento indica che si tratta di gente che si comportata bene, persone che hanno la
coscienza in pace. Sono certe di aver praticato sempre ci che Dio chiede loro. Per questo
rimangono meravigliati quando il Giudice dice che non lo accolsero. Il Giudice risponde:
Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli pi piccoli, non
lavete fatto a me. E lomissione! Non hanno fatto cose in pi! Solo smisero di praticare il
bene verso i pi piccoli e gli esclusi. E continua la frase finale: costoro sono destinati al fuoco
eterno, ed i giusti alla vita eterna. Cos termina il quinto libro della Nuova Legge!

4) Per un confronto personale


Cosa ti ha colpito maggiormente in questa parabola del Giudizio Finale?
Fermati e pensa: se il Giudizio finale avvenisse oggi, tu staresti nel lato delle pecore o dei
capri?

5) Preghiera finale
Gli ordini del Signore sono giusti,
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi,
danno luce agli occhi. (Sal 18)

Lectio Divina: Marted, 24 Febbraio, 2015


Tempo di Quaresima

1) Preghiera
Volgi il tuo sguardo, Padre misericordioso,
a questa tua famiglia,
e fa che superando ogni forma di egoismo
risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te.
Per il nostro Signore Ges Cristo...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Matteo 6,7-15
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli: Pregando, non sprecate parole come i pagani, i
quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perch il
Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque
pregate cos:
Padre nostro che sei nei cieli
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno;
sia fatta la tua volont,

come in cielo cos in terra.


Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdoner anche a
voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdoner le vostre
colpe.

3) Riflessione
Ci sono due redazioni del Padre Nostro: Luca (Lc 11,1-4) e Matteo (Mt 6,7-13). In Luca il
Padre Nostro pi corto. Luca scrive per le comunit che venivano dal paganesimo. In
Matteo, il Padre Nostro si trova nel Discorso della Montagna, nella parte in cui Ges orienta i
discepoli nella pratica delle tre opere di piet: elemosina (Mt 6,1-4), preghiera (Mt 6,5-15) e
digiuno (Mt 6,16-18). Il Padre Nostro fa parte di una catechesi per i giudei convertiti. Loro
erano abituati a pregare, ma avevano vizi che Matteo cerca di correggere.
Matteo 6,7-8: I vizi da correggere. Ges critica le persone per le quali la preghiera era una
ripetizione di formule magiche, di parole forti, dirette a Dio per obbligarlo a rispondere alle
nostre necessit. Laccoglienza della preghiera da parte di Dio non dipende dalla ripetizione
delle parole, ma dalla bont di Dio che Amore e Misericordia. Lui vuole il nostro bene e
conosce le nostre necessit prima ancora che noi eleviamo a Lui le nostre preghiere.
Matteo 6,9a: Le prime parole: Padre Nostro Abba, Padre, il nome che Ges usa per
rivolgersi a Dio. Rivela la nuova relazione con Dio che deve caratterizzare la vita delle
comunit (Gal 4,6; Rom 8,15). Diciamo Padre nostro e non Padre mio. Laggettivo
nostro mette laccento sulla consapevolezza di appartenere tutti alla grande famiglia umana
di tutte le razze e credo. Pregare il Padre ed entrare nellintimit con lui, vuol dire anche
mettersi in sintonia con le grida di tutti i fratelli e le sorelle per il pane di ogni giorno. Vuol
dire cercare in primo luogo il Regno di Dio. Lesperienza di Dio come Padre nostro il
fondamento della fraternit universale.
Matteo 6,9b-10: Tre richieste per la causa di Dio: il Nome, il Regno, la Volont. Nella
prima parte chiediamo che si ristabilisca la nostra relazione con Dio. Santificare il Nome: Il
nome JAVE significa Sono con te! Dio conosce. In questo NOME Dio si fece conoscere (Es
3,11-15). Il nome di Dio santificato quando usato con fede e non con magia; quando
usato secondo il suo vero obiettivo, cio non per loppressione, ma per la libert della gente e
per la costruzione del Regno. La Venuta del Regno: Lunico signore e re della vita Dio (Is
45,21; 46,9). La venuta del Regno la realizzazione di tutte le speranze e promesse. E la vita
piena, il superamento delle frustrazioni sofferte con i re ed i governi umani. Questo Regno
verr quando sar fatta pienamente la volont di Dio. Fare la Volont: La volont di Dio si
esprime nella sua Legge. Si faccia la sua volont in cielo come in terra. In cielo, il sole e le

stelle obbediscono alle leggi delle sue orbite e creano lordine delluniverso (Is 48,12-13).
Losservanza della legge di Dio sar fonte di ordine e di benessere per la vita umana.
Matteo 6,11-13: Quattro richieste per la causa dei fratelli: Pane, Perdono, Vittoria, Libert.
Nella seconda parte del Padre nostro chiediamo che si restauri la relazione tra le persone. Le
quattro richieste mostrano come bisogna trasformare le strutture della comunit e della
societ per fare in modo che tutti i figli di Dio abbiano la stessa dignit. Il pane di ogni
giorno: Nellesodo, ogni giorno, la gente riceveva la manna nel deserto (Es 16,35). La
Provvidenza Divina passava attraverso lorganizzazione fraterna, la condivisione. Ges ci
invita a compiere un nuovo esodo, un nuovo modo di convivenza fraterna che garantisce il
pane per tutti (Mt 6,34-44; Gv 6,48-51). Perdono dei debiti: Ogni 50 anni, lAnno Giubilare
obbligava a perdonare i debiti. Era un nuovo inizio (Lv 25,8-55). Ges annuncia un nuovo
Anno Giubilare, "un anno di grazia da parte del Signore" (Lc 4,19). Il Vangelo vuole
ricominciare tutto di nuovo! Non cadere nella Tentazione: Nellesodo, la gente venne tentata
e cadde (Dt 9,6-12). Mormor e volle tornare indietro (Es 16,3; 17,3). Nel nuovo esodo, la
tentazione sar superata dalla forza che la gente riceve da Dio (1Cor 10,12-13). Liberazione
dal Male: Il Male Satana, che allontana da Dio ed motivo di scandalo. Riesce ad entrare in
Pietro (Mt 16,23) ed a tentare Ges nel deserto. Ges lo vince (Mt 4,1-11). Lui ci dice:
"Coraggio, io ho vinto il mondo!" (Gv 16,33).
Matteo 6,14-15: Chi non perdona non sar perdonato. Nel pregare il Padre nostro,
pronunciamo la frase che ci condanna o ci assolve. Diciamo: Perdona le nostre colpe come
noi perdoniamo i nostri debitori (Mt 6,12). Offriamo a Dio la misura del perdono che
vogliamo. Se perdoniamo molto, Lui perdoner molto. Se perdoniamo poco, lui perdoner
poco. Se non perdoniamo, lui neanche potr perdonare.

4) Per un confronto personale


La preghiera di Ges dice "perdona i nostri debiti". In alcuni paesi si traduce "perdona le
nostre offese". Cosa pi facile: perdonare le offese o perdonare i debiti?
Le nazioni cristiane dellemisfero nord (Europa e USA) pregano tutti i giorni: Perdona i
nostri debiti come noi li perdoniamo ai nostri debitori. Ma loro non perdonano il debito
esterno dei paesi poveri del Terzo Mondo. Come spiegare questa terribile contraddizione,
fonte di impoverimento di milioni di persone?

5) Preghiera finale
Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato. (Sal 33)

Lectio Divina: Mercoled, 25 Febbraio, 2015


Tempo di Quaresima

1) Preghiera
Guarda, o Padre, il popolo a te consacrato,
e fa che mortificando il corpo con lastinenza
si rinnovi nello spirito
con il frutto delle buone opere.
Per il nostro Signore Ges Cristo...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 11,29-32
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Ges cominci a dire: Questa generazione
una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sar dato nessun segno fuorch il
segno di Giona. Poich come Giona fu un segno per quelli di Ninive, cos anche il Figlio
delluomo lo sar per questa generazione.
La regina del sud sorger nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li
condanner; perch essa venne dalle estremit della terra per ascoltare la sapienza di
Salomone. Ed ecco, ben pi di Salomone c qui.
Quelli di Ninive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno;
perch essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben pi di Giona c qui.

3) Riflessione
Siamo in tempo di quaresima. La liturgia ci presenta testi che possono aiutarci a convertirci
e a mutare vita. Ci che maggiormente aiuta nella conversione sono i fatti della storia del
popolo di Dio. Nel vangelo di oggi, Ges riporta due episodi del passato: Giona e la regina di
Saba, e lo trasforma in specchio in modo da scoprire in essi la chiamata di Dio alla
conversione.
Luca 11,29: La generazione malvagia che chiede un segno. Ges chiama malvagia la
generazione, perch non vuole credere in Ges e continua a chiedere segnali che possano
indicare che Ges inviato dal Padre. Ma Ges rifiuta di dare questi segni, perch, in
definitiva, se chiedono un segno perch non credono. Lunico segno che sar dato quello
di Giona.
Luca 11,30: Il segno di Giona. Il segno di Giona ha due aspetti. Il primo quanto afferma il
testo di Luca nel vangelo di oggi. Giona stato un segnale per la gente di Ninive mediante la
sua predicazione. Ascoltando Giona, il popolo si convert. Cos pure la predicazione di Ges
era un segno per la sua gente, ma la gente non dava segni di conversione. Laltro aspetto
quello che afferma il vangelo di Matteo citando lo stesso episodio: Cos come Giona pass
tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, cos anche il Figlio dellUomo passer tre giorni e
tre notti nel seno della terra (Mt 12,40). Quando Giona fu sputato sulla spiaggia, and ad

annunciare la parola di Dio alla gente di Ninive. Cos pure, dopo la morte e risurrezione il
terzo giorno, la Buona Novella sar annunciata al popolo della Giudea.
Luca 11,31: La Regina di Saba. Ges evoca a continuazione la storia della Regina di Saba
che venne da lontano a trovare Salomone e ad imparare dalla sua saggezza (cf. 1Re 10,1-10).
E per due volte Ges afferma: Ed ecco ben pi di Salomone c qui. Ed ecco ben pi di
Giona c qui.
Un aspetto molto importante presente nella discussione tra Ges e i capi del suo popolo il
modo diverso in cui Ges ed i suoi avversari si pongono dinanzi a Dio. Il libro di Giona una
parabola, che critica la mentalit di coloro che volevano Dio solo per i giudei. Nella storia di
Giona, i pagani si convertirono ascoltando la predicazione di Giona e Dio li accolse nella sua
bont e non distrusse la citt. Quando vide che Dio accolse la gente di Ninive e non distrusse
la citt Giona ne prov grande dispiacere e ne fu indispettito. Preg il Signore: Signore non
era forse questo che dicevo quandero nel mio paese? Per ci mi affrettai a fuggire a Tarso;
perch so che tu sei un Dio misericordioso e clemente, longanime, di grande amore e che ti
lasci impietosire riguardo al male minacciato. Or dunque, Signore, toglimi la vita, perch
meglio per me morire che vivere! (Giona 4,1-3). Per questo, Giona era un segno per i
giudei del tempo di Ges e continua ad esserlo per noi cristiani. Poi, in modo impercettibile,
cos come in Giona, anche in noi spunta una mentalit secondo cui noi cristiani avremmo una
specie di monopolio su Dio e tutti gli altri devono diventare cristiani. Questo sarebbe
proselitismo. Ges non chiede che tutti siano cristiani. Lui vuole che tutti siano discepoli (Mt
28,19), cio, che siano persone che come lui irradino ed annuncino la Buona Novella
dellamore di Dio per tutti i popoli (Mc 16,15).

4) Per un confronto personale


Quaresima, tempo di conversione. Cosa deve cambiare nellimmagine che ho di Dio? Sono
come Giona o come Ges?
Su che cosa si basa la mia fede? Sui segni o sulla parola di Ges?

5) Preghiera finale
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. (Sal 50)

Lectio Divina: Gioved, 26 Febbraio, 2015


Tempo di Quaresima

1) Preghiera
Ispiraci, o Padre, pensieri e propositi santi,

e donaci il coraggio di attuarli,


e poich non possiamo esistere senza di te,
fa che viviamo secondo la tua volont.
Per il nostro Signore Ges Cristo...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Matteo 7,7-12
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli: Chiedete e vi sar dato; cercate e troverete;
bussate e vi sar aperto; perch chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sar
aperto.
Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane dar una pietra? O se gli chiede un pesce, dar
una serpe?
Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto pi il Padre
vostro che nei cieli dar cose buone a quelli che gliele domandano!
Chiedete e vi sar dato; cercate e troverete; bussate e vi sar aperto; perch chiunque chiede
riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sar aperto.

3) Riflessione
Il vangelo di oggi riporta una parte del Discorso della Montagna, la Nuova Legge di Dio che
ci stata rivelata da Ges. Il Discorso della Montagna ha la seguente struttura:
a) Matteo 5,1-16: La porta di entrata : le beatitudini (Mt 5,1-10) e la missione dei discepoli:
essere il sale della terra e la luce del mondo (Mt 5,12-16).
b) Matteo 5,17 a 6,18: La nuova relazione con Dio: La nuova giustizia (Mt 5,17-48) che non
si aspetta la ricompensa nella pratica dellelemosina, della preghiera e del digiuno (Mt 6,118).
c) Matteo 6,19-34: La nuova relazione con i beni della terra: non accumulare (Mt 6,19-21),
non guardare il mondo con uno sguardo malato (Mt 6,22-23), non servire Dio e il denaro (Mt
6,24), non preoccuparsi del cibo e delle bevande (Mt 6,23-34).
d) Matteo 7,1-23: La nuova relazione con le persone: non cercare la pagliuzza nellocchio del
fratello (Mt 7,1-5); non gettare le perle ai porci (Mt 7,6); il vangelo di oggi: non aver paura di
chiedere cose a Dio (Mt 7,7-11); e la Regola dOro (Mt 7,12); scegliere il cammino difficile e
stretto (Mt 7,13-14), stare attenti ai falsi profeti (Mt 7,15-20).
e) Matteo 7,21-29: Conclusione; non solo parlare, ma anche mettere in pratica (Mt 7,21-23);
la comunit costruita su questa base resister alla tormenta (Mt 7,24-27). Il risultato di queste
parole una nuova coscienza dinanzi agli scribi ed ai dottori (Mt 7,28-29)

Matteo 7,7-8: Le tre raccomandazioni di Ges. Tre raccomandazioni: chiedere, cercare e


bussare: Chiedete e vi sar dato; cercate e troverete; bussate e vi sar aperto! Si chiede a
una persona. La risposta dipende sia dalla persona sia dallinsistenza con cui si chiede.
Cercare lo si fa orientati da qualche criterio. Quanto migliore il criterio, tanto maggiore sar
la certezza di trovare ci che si cerca. Bussare alla porta si fa nella speranza che ci sia
qualcuno allaltro lato della porta, in casa. Ges completa la raccomandazione offrendo la
certezza della risposta: Chiedete e vi sar dato; cercate e troverete; bussate e vi sar aperto;
perch chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sar aperto. Ci significa che
quando chiediamo a Dio, lui ascolta la nostra richiesta. Quando cerchiamo Dio, lui si lascia
incontrare (Is 55,6). Quando bussiamo alla porta della casa di Dio, lui ci apre.
Matteo 7,9-11: La domanda di Ges alla gente. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un
pane dar una pietra? O se gli chiede un pesce, dar una serpe?. Qui spunta il modo
semplice e diretto che Ges ha di insegnare le cose di Dio alla gente. Parlando ai genitori,
egli si riallaccia allesperienza giornaliera. Tra le righe delle domande si indovina la risposta
gridata dalla gente: No! Perch nessuno d una pietra al figlio quando costui chiede pane.
Non c nessun padre e nessuna madre che danno un serpente al figlio quando costui chiede
loro un pesce. E Ges ne trae una conclusione: Se voi dunque che siete cattivi sapete dare
cose buone ai vostri figli, quanto pi il Padre vostro che nei cieli dar cose buone a quelli
che gliele domandano! Ges ci chiama cattivi per accentuare la certezza di essere ascoltati
da Dio quando gli chiediamo qualcosa. Perch se noi, che non siamo santi n sante, sappiamo
dare cose buone ai figli, quanto pi il Padre del cielo. Questo paragone ha come obiettivo
quello di togliere dal nostro cuore qualsiasi dubbio sulla preghiera rivolta a Dio con fiducia.
Dio ascolter! Luca aggiunge che Dio ci dar lo Spirito Santo (Lc 11,13)
Matteo 7,12: La Regola dOro. Fate agli altri tutto ci che vorreste fosse fatto a voi. In
questo consistono la Legge e i Profeti Questo il riassunto di tutto lAntico Testamento,
della Legge e dei Profeti. E il riassunto di tutto ci che Dio vuole dirci, il riassunto di tutto
linsegnamento di Ges. Questa Regola dOro non si trova solo nellinsegnamento di Ges,
ma anche in un modo o nellaltro, in tutte le religioni. Risponde al sentimento pi profondo e
pi universale dellessere umano.

4) Per un confronto personale


Chiedere, cercare, bussare alla porta: Come preghi e conversi tu con Dio?
Come vivi la Regola dOro?

5) Preghiera finale
Rendo grazie al tuo nome, Signore,
per la tua fedelt e la tua misericordia.
Nel giorno in cui tho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza. (Sal 137)

Lectio Divina: Venerd, 27 Febbraio, 2015


Tempo di Quaresima

1) Preghiera
Concedi, Signore, alla tua Chiesa
di prepararsi interiormente
alla celebrazione della Pasqua,
perch il comune impegno nella mortificazione corporale
porti a tutti noi un vero rinnovamento dello spirito.
Per il nostro Signore Ges Cristo...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Matteo 5,20-26
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli: Se la vostra giustizia non superer quella degli
scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avr ucciso sar sottoposto a
giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sar sottoposto a giudizio.
Chi poi dice al fratello: stupido, sar sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sar
sottoposto al fuoco della Geenna.
Se dunque presenti la tua offerta sullaltare e l ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa
contro di te, lascia l il tuo dono davanti allaltare e va prima a riconciliarti con il tuo fratello
e poi torna ad offrire il tuo dono.
Mettiti presto daccordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perch lavversario
non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verit ti
dico: non uscirai di l finch tu non abbia pagato fino allultimo spicciolo!.

3) Riflessione
Il testo del vangelo di oggi forma parte di un insieme pi ampio: Mt 5,20 fino a Mt 5,48. In
questi passaggi Matteo ci indica come Ges interpreta e spiega la Legge di Dio. Cinque volte
ripete la frase: "Avete inteso che fu detto dagli antichi, in verit vi dico!" (Mt 5,21.
27.33.38.43). Poco prima, lui aveva detto: Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge
ed i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento" (Mt 5,17).
Latteggiamento di Ges dinanzi alla legge , nello stesso tempo, di rottura e di continuit.
Rompe con le interpretazioni sbagliate, ma mantiene fermo lobiettivo che la legge deve
raggiungere: la pratica della maggiore giustizia, che lAmore.

Matteo 5,20: Una giustizia che superi quella dei farisei. Questo primo verso presenta la
chiave generale di tutto ci che segue in Mt 5,20-48. La parola Giustizia non appare mai in
Marco, e sette volte nel Vangelo di Matteo (Mt 3,15; 5,6.10.20; 6,1.33; 21,32). Ci ha a che
vedere con la situazione delle comunit per cui Marco scrive. Lideale religioso dei giudei
dellepoca era "essere giusto davanti a Dio". I farisei insegnavano: "La persona raggiunge la
giustizia davanti a Dio quando riesce ad osservare tutte le norme della legge in tutti i suoi
dettagli!" Questo insegnamento generava unoppressione legalistica e dava molta angoscia
alle persone, perch era molto difficile poter osservare tutte le norme (cf. Rom 7,21-24). Per
questo, Matteo raccoglie le parole di Ges sulla giustizia mostrando che deve superare la
giustizia dei farisei (Mt 5,20). Per Ges, la giustizia non viene da ci che faccio per Dio
osservando la legge, bens da ci che Dio fa per me, accogliendomi come un figlio, una figlia.
Il nuovo ideale che Ges propone questo: "Siate dunque perfetti come perfetto il Padre
vostro celeste!" (Mt 5,48). Ci vuol dire: tu sarai giusto davanti a Dio quando cercherai di
accogliere e perdonare le persone come Dio mi accoglie e mi perdona, malgrado i miei difetti
e i miei peccati.
Per mezzo di cinque esempi ben concreti, Ges mostra come fare per raggiungere questa
giustizia maggiore che supera la giustizia degli scribi e dei farisei. Come vediamo, il vangelo
di oggi prende lesempio dalla nuova interpretazione del quinto comandamento: Non
uccidere! Ges ha rivelato ci che Dio vuole quando ha dato questo comandamento a Mos.
Matteo 5,21-22: La legge dice "Non uccidere!" (Es 20,13) Per osservare pienamente questo
comandamento non basta evitare lassassinio. E necessario sradicare dal di dentro tutto ci
che in un modo o nellaltro pu condurre allassassinio, per esempio la rabbia, lodio, il
desiderio di vendetta, linsulto, lo sfruttamento, etc.
Matteo 5,23-24: Il culto perfetto che Dio vuole. Per poter essere accettati da Dio e rimanere
uniti a lui, necessario riconciliarsi con il fratello, la sorella. Prima della distruzione del
Tempio, nellanno 70, quando i giudei cristiani partecipavano alle pellegrinaggi a
Gerusalemme per presentare le loro offerte allaltare e pagare le loro promesse, loro
ricordavano sempre questa frase di Ges. Negli anni 80, nel momento in cui Matteo scrive, il
Tempio e lAltare non esistevano pi. Erano stati distrutti dai romani. La comunit e la
celebrazione comunitaria passano ad essere il Tempio e lAltare di Dio.
Matteo 5,25-26: Riconciliare. Uno dei punti su cui il Vangelo di Matteo insiste
maggiormente la riconciliazione. Ci indica che nelle comunit di quellepoca, cerano
molte tensioni tra gruppi radicali con tendenze diverse e perfino opposte. Nessuno voleva
cedere davanti allaltro. Non cera dialogo. Matteo illumina questa situazione con parole di
Ges sulla riconciliazione che chiedono accoglienza e comprensione. Poich lunico peccato
che Dio non riesce a perdonare la nostra mancanza di perdono verso gli altri (Mt 6,14). Per
questo, cerca di riconciliarti, prima che sia troppo tardi!

4) Per un confronto personale


Oggi sono molte le persone che gridano "Giustizia!". Che significato ha per me la giustizia
evangelica?
Come mi comporto davanti a quelli che non mi accettano come sono? Come si comportato
Ges davanti quelli che non l'hanno accettato?

5) Preghiera finale
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera. (Sal 129)

Lectio Divina: Sabato, 28 Febbraio, 2015


Tempo di Quaresima

1) Preghiera
O Dio, Padre di eterna misericordia,
fa che si convertano a te i nostri cuori,
perch nella ricerca dellunico bene necessario
e nelle opere di carit fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per il nostro Signore Ges Cristo...

2) Lettura
Dal Vangelo secondo Matteo 5,43-48
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli: Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo
prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri
persecutori, perch siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i
malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno cos anche i
pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non
fanno cos anche i pagani?
Siate voi dunque perfetti come perfetto il Padre vostro celeste.

3) Riflessione
Nel vangelo di oggi vediamo come Ges ha interpretato il comandamento: Non uccidere
in modo che la sua osservanza porti alla pratica dellamore. Oltre a dire Non uccidere (Mt
5,21), Ges cit altri quattro comandamenti dellantica legge: non commettere adulterio (Mt
5,27), non dare falsa testimonianza (Mt 5,33), occhio per occhio, dente per dente (Mt 5,38) e,

nel vangelo di oggi: Amerai il prossimo tuo ed odierai il tuo nemico (Mt 5,43). Cos,
cinque volte in tutto, Ges critica e completa il modo antico di osservare questi
comandamenti ed indica un cammino nuovo per raggiungere lobiettivo della legge che la
pratica dellamore (Mt 5,22-26; 5, 28-32; 5,34-37; 5,39-42; 5,44-48).
Amare i nemici. Nel vangelo di oggi, Ges cita lantica legge che dice: Amerai il prossimo
tuo ed odierai il tuo nemico. Questo testo non si trova cos nellAntico Testamento. Si tratta
piuttosto della mentalit regnante, secondo cui non cera nessun problema nel fatto che una
persona odiasse il suo nemico. Ges discorda e dice: Ma io vi dico: Se amate quelli che vi
amano, quale merito ne avete? Non fanno cos anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto
ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno cos anche i pagani? Siate voi
dunque perfetti come perfetto il Padre vostro celeste." E Ges ce ne d la prova. Nellora
della sua crocifissione osserv ci che predic.
Padre, perdonali! Non sanno ci che fanno! Un soldato prende un polso di Ges e lo mette
sul braccio della croce, vi colloca un chiodo e comincia a battere. Varie volte. Scendeva
sangue. Il corpo di Ges si contorceva dal dolore. Il soldato, un mercenario, ignorante,
lontano da ci che faceva e che succedeva intorno a lui, continuava a battere come se fosse un
pezzo della parete di casa sua e dovesse appendere un quadro. In quel momento Ges prega
per il soldato che lo torturava e rivolge la preghiera al Padre: Padre, perdonalo! Non sa cosa
sta facendo! Am il soldato che lo uccideva. Pur volendolo con tutte le forze, la mancanza di
umanit non riesce a spegnere in Ges lumanit e lamore! Sar fatto prigioniero, sputeranno
su di lui, gli rideranno in faccia, faranno di lui un re pagliaccio con una corona di spine in
testa, lo tortureranno, lobbligheranno ad andare per le strade come un criminale, dovette
udire gli insulti delle autorit religiose, sul calvario lo lasceranno totalmente nudo alla vista di
tutti e di tutte. Ma il veleno della mancanza di umanit non riesce a raggiungere la fonte
damore e di umanit che scaturiva dal di dentro di Ges. Lacqua dellamore che scaturiva
dal di dentro era pi forte del veleno dellodio che veniva dal di fuori. Guardando quel
soldato, Ges sent dolore e preg per lui e per tutti: Padre perdona! E presenta quasi una
scusa: Non sanno cosa stanno facendo Ges si solidarizza nei riguardi di coloro che lo
maltrattavano e torturavano. Era come un fratello che va con i suoi fratelli assassini davanti al
giudice e lui, vittima dei propri fratelli, dice al giudice: Sono miei fratelli, sai, sono
ignoranti. Perdonali! Miglioreranno! Am il nemico!
Siate perfetti come perfetto il Padre vostro celeste. Ges non vuole semplicemente
spaventare, perch a nulla servirebbe. Lui vuole cambiare il sistema della convivenza umana.
La Novit che vuole costruire viene dalla nuova esperienza che ha di Dio Padre, pieno di
tenerezza che accoglie tutti! Le parole di minaccia contro i ricchi non possono essere
occasione di vendetta da parte dei poveri. Ges ordina di avere latteggiamento contrario:
"Amate i vostri nemici! Il vero amore non pu dipendere da ci che ricevo dallaltro.
Lamore deve volere il bene dellaltro indipendentemente da ci che lui fa per me. Perch
cos lamore di Dio per noi.

4) Per un confronto personale


Amare i nemici. Sono capace di amare i miei nemici?
Contemplare in silenzio Ges che, nellora della sua morte, amava il nemico che lo
uccideva.

5) Preghiera finale
Beato luomo di integra condotta,
che cammina nella legge del Signore.
Beato chi fedele ai suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore. (Sal 118)