Sei sulla pagina 1di 10

Realizzazione e studio di un amplificatore

operazionale a transistor
Alessandro Zunino

Indice
1 Introduzione
1.1 Obiettivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.2 Struttura del circuito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.2.1 Primo stadio: amplificatore differenziale con carico a specchio .
1.2.2 Secondo stadio: amplificatore in configurazione di emettitore
comune . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.2.3 Terzo stadio: uscita di classe AB . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.3 Funzionamento del circuito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.3.1 Amplificatore con retroazione negativa . . . . . . . . . . . . . .

1
1
1
1

2 Strumentazione

3 Procedimento

4 Analisi dei dati


4.1 Configurazione non invertente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
4.2 Configurazione invertente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

6
7
7

5 Conclusione

2
3
3
4

1
1.1

Introduzione
Obiettivo

Lesperimento consistito nella realizzazione di un amplificatore operazionale a tre


stadi, con ingresso differenziale e a uscita singola. Tale circuito stato successivamente utilizzato in configurazione invertente e non invertente, al fine di verificarne il
comportamento.

1.2

Struttura del circuito


+Vcc
RE1

RE2
+Vcc
D1
T3

Vin

T1

T4

T2

Vin+

T5

+Vcc
T6

D2
Vout
D3
Re1

Re2

T7
Vcc

Ra
Vcc

RT
Vcc

Figura 1: Schema circuitale dellamplificatore operazionale costruito.


Lamplificatore operazionale pu essere suddiviso in tre stadi. Il primo di questi,
con due ingressi, si occupa di rigettare quasi interamente il modo comune e di portare
in uscita solo il modo differenziale, che viene quindi amplificato nel secondo stadio.
Lultimo stadio permette invece unuscita con resistenza minima.
1.2.1

Primo stadio: amplificatore differenziale con carico a specchio

Questo stadio del circuito costruito in modo tale da avere due ingressi e una sola
uscita, la quale si pu quindi scrivere come Vout = G1 V1 + G2 V2 , dove G1 e G2 sono i
guadagni relativi al primo ed al secondo ingresso. Definendo le quantit
Vdm = V2 V1

Vcm =

V1 + V2
2

(1)

dette modo differenziale e modo comune, si pu riscrivere luscita come Vout = Gdm Vdm +
Gcm Vcm , dove Gdm e Gcm sono quindi i guadagni, rispettivamente, di modo differenziale
1

e di modo comune. Ponendo inoltre RE1 = RE2 e Re1 = Re2 il circuito risulta simmetrico rispetto allasse longitudinale (poich la corrente di base di T3 e di T4 trascurabile
rispetto alla corrente di collettore di T1 ). Allora la resistenza RT pu essere vista come
il parallelo fra due resistenze di valore doppio, poich la corrente che scorre a sinistra
identica a quella che scorre a destra. Tale corrente necessaria per polarizzare, e
quindi accendere, i transistor T1 e T2 .
Si supponga ora di dare in ingresso un modo puramente
differenziale, cio V1 = V2 = V2dm . Per ragioni di simmetria
+V
il potenziale Vx deve essere nullo, dunque, per piccoli segnali, si
R
R
ha che vE = iE RE . Grazie alla simmetria del circuito e grazie
allo specchio di corrente si ha iC1 ' iC2 ' iC4 , ma poich v1 =
T
T
v2 si ha necessariamente iC1 = iC2 . Dunque si pu scrivere
i
V
iL = 2iC . Poich si ha che iB + iC = iE , iC = gm (vB vE ) e
2RL
vo ut
V
vout = iL RL , si ottiene che il guadagno vB = g1 +R (1+ 1 ) . V T
T
R
cc

E1

E2

out

RL
, in quanto 
, si ha quindi Gdm ' g1
Siccome vB = vdm
V
2
m +Re
1.
R
R
Supponendo invece di dare in ingresso un modo puramente
V
comune, cio V1 = V2 = Vcm , per le stesse ragione di simmetria
R
di cui sopra e sempre grazie allo specchio di corrente si ha che
V
tutte le correnti di collettore sono praticamente identiche. In
particolare, per il piccolo segnale, si ha che iC4 ' iC3 . Dunque
Figura 2:
Schema
in questo caso iL ' 0, da cui Gcm ' 0.
circuitale del primo
Dunque il primo stadio dellamplificatore operazionale ristadio.
getta quasi totalmente il modo comune, portando in uscita
solamente il modo differenziale amplificato di un fattore che,
1
, pu essere scritto come
ponendo Re  gm
L

e1

e2

cc

GI '

RL
Re

(2)

Le resistenze viste allingresso risultano essere le resistenze di base dei transistor


T1 e T2 , cio Rin = gm + Re (1 + ) che tipicamente corrisponde ad un valore molto
elevato, grazie al parametro 102 .
1.2.2

Secondo stadio: amplificatore in configurazione di emettitore comune


+Vcc
RC
Vout

Vin

vB

vBE

iC

gm

RC

vout

vE
RE
+Vcc

(a) Schema circuitale.

RE

iE

+
+ iB

(b) Diagramma di flusso.

Figura 3: Schema circuitale e relativo diagramma di flusso del secondo stadio.


Il secondo stadio del circuito consiste in un amplificatore in configurazione di emettitore comune (figura 3a). Il comportamento di tale circuito per piccoli segnali univocamente definito dal diagramma di flusso di figura 3b, da cui si pu ricavare il guadagno,
2

che risulta essere


GII '

RC
1 + R
gm
E

(3)

Nel caso di figura 1 anzich una resistenza di degenerazione di emettitore presente


il diodo D1 che, per piccoli segnali, pu essere considerato un resistenza dal valore di
1
, cio la stessa transconduttanza del transistor, poich su entrambi scorre
RE ' gm
approssimativamente la stessa corrente.
Alla resistenza di collettore corrispondono invece i due diodi D1 e D2 e la resistenza Ra ,
1
1
perci, sempre per piccoli segnali, RC = 2gm
+Ra ' Ra , poich tipicamente Ra  gm
.
Siccome la resistenza di collettore risulta idealmente infinita si ha Rout = Ra , ma questo
tipicamente un valore troppo elevato per essere accettabile. Da qui la necessit dello
stadio successivo.
La resistenza di carico RL nellequazione 2 corrisponde invcee alla resistenza in
ingresso di questo stadio. Anche questultima pu essere trovata dalla figura 3b, da cui
1
.
si ricava RL = Rin = viBB = gm + RE (1 + ) ' 2gm
1.2.3

Terzo stadio: uscita di classe AB

Lultimo stadio dellamplificatore operazionale si occupa di fornire


quanta pi potenza sia in grado con la minore dissipazione possibile e con una minima resistenza di uscita. Si consideri il circuito
R
+V
di figura 4 (dal funzionamento analogo allultimo stadio del circuito
T
D
di figura 1).Se si suppongono identiche le caratteristiche costruttive
V
V
dei due diodi e dei due transistor e le due resistenze allora sui due
D
T
rami scorre la stessa corrente, perci, nel caso di uscita nulla, la
V
R
potenza dissipata risulta essere P = 2( VccR0.7 2Vcc ), un valore regoV
labile ed accettabile. Il primo ramo permette inoltre di polarizzare
i due transistor, che risultano quindi essere sulla soglia di accensioFigura 4: Sche- ne. Infatti la caduta di potenziale su ogni diodo va a conpensare
ma circuitale del quella sul rispettivo transitor, minimizzando cos la distorsione da
terzo stadio.
crossover in un intorno della zero del voltaggio di uscita in funzione
di quello di ingresso.
Quando 0  Vin < Vcc risulta acceso solo il transistor T1 e, per piccoli segnali,
luscita ripropone esattamente lingresso, cio vout = vin . Invece nel caso in cui 0 
Vin > Vcc solo il transistor T1 ad essere acceso, perci si ha ancora vout = vin .
Dunque, purch il voltaggio di ingresso resti compreso fra le tensioni di alimentazione
e trascurando la distorsione di crossover, si ha che questultimo stadio ha guadagno
+Vcc

cc

in

out

cc

cc

GIII ' 1

(4)

Inoltre in entrambi i casi la resistenza vista dalluscita corrisponde alla resistenza


1
di emettitore, cio Rout ' gm
che risulta essere molto bassa. Infatti, a temperatura
1
ambiente, gm
26 .

1.3

Funzionamento del circuito

Il circuito cos ottenuto (figura 1)avr dunque unuscita pari a Vout = A0 Vdm , dove A0
il guadagno totale definito da
A0 = GI GII GIII ' 5
3

Ra
Re

(5)

il quale, grazie ad opportune scelte di Ra ed Re e al parametro del transistor


T5 , risulta essere molto elevato (tipicamente dellordine di grandezza di 104 ). Lelevata resistenza dingresso nel primo stadio e la piccola resistenza di uscita nel terzo
stadio rendono inoltre lamplificatore cos ottenuto un disaccoppiatore di impedenza.
Per comprendere quale dei due ingressi quello invertente si supponga di collegare
lingresso sinistro a terra e di perturbare con una tensione positiva quello destro. A
tale perturbazione corrisponde un aumento della corrente di collettore di T2 e dunque
della corrente di base di T5 . Si ha dunque un aumento della differenza di potenziale
base-emettitore dello stesso transistor e quindi delluscita. Si pu quindi concludere
che lingresso destro non invertente. Con un ragionamento analogo si deduce che
lingresso sinistro invece invertente.
Tutti i i transistor e i diodi presenti nel circuito presentano per delle piccole capacit parassite, perci la funzione di trasferimento acquisisce dei poli ad alta frequenza
che rischiano di rendere instabile lamplificatore operazionale utilizzato con una retroazione negativa. Infatti in presenza dei poli la funzione di trasferimento muta la fase
e, nel caso in cui dovesse sfasarsi di , luscita cambierebbe segno portando la retroazione ad essere positiva. stato perci inserito un condensatore, dallelevato valore di
capacit, a cavallo fra lingresso e luscita del secondo stadio. Grazie alleffetto Miller
la capacit efficace risulta ancora superiore. La funzione di trasferimento acquisisce
quindi un polo a bassa frequenza che va a ridurre il guadagno in presenza dei poli
successivi, rendendo quindi notevolmente pi stabile lamplificatore operazionale. Il
guadagno vero e proprio risulta quindi essere
A=
dove ' C(1 +
1.3.1

A0
1 + s

(6)

Ra gm5 25
) gm .
2
5

Amplificatore con retroazione negativa

R2

R2
Vin

Vout

R1

Vout

R1

Vin
(a) Configurazione non invertente.

(b) Configurazione invertente.

Figura 5: Circuiti di amplificazione a retroazione negativa. Il simbolo dellamplificatore


operazionale rappresenta il circuito di figura 1.
Uno dei possibili utilizzi dellamplificatore operazionale quello di amplificatore in
configurazione inverte e non invertente. Considerando ideale il dispositivo di figura 5,
la retroazione negativa impone che V+ V = 0 (i morsetti + e - risultano cio in
contatto virtuale). Diventa quindi immediato ricavare i guadagni nelle due modalit
che, a bassa frequenza, risultano essere
G=1+
4

R2
R1

(7)

per lamplificatore non invertente e


G=

R2
R1

(8)

per lamplificatore invertente.

Strumentazione

Lesperimento stato effettuato su un tavolo da lavoro, dotato di:


Un IDL-800, strumento provvisto di una breadboard (su cui stato montato il
circuito) e di due alimentazioni in DC (regolabili fra 0 e 15 V, una positivamente
e laltra negativamente).
Un generatore di funzioni 33220A, utilizzato per fornire la tensione di ingresso.
Un oscilloscopio TDS 1012B, per la lettura dei dati.
Un multimetro Keithley 2000, per la misura delle grandezze delle componenti
circuitali utilizzate.

(a) IDL-800

(b) 33220A

(c) Keithley 2000

(d) TDS 1012B

Figura 6: Fotografie della strumentazione usata per lesperimento.

Procedimento

Si proceduto alla costruzione del circuito di figura 1 utilizzando sei resistori e un


capacitore, i cui valori di resistenza e capacit sono inseriti nella tabella 1. Nella
5

stessa sono presenti anche i valori dei voltaggi di alimentazione utilizzati. I resistori
sono stati appositamente scelti per rendere il primo stadio del circuito pi possibile
simmetrico rispetto allasse longitudinale. Le resistenze Ra ed Re sono invece state
scelte, rispettivamente, dal valore elevato e molto basso per aumentare il pi possibile
il guadagno dellamplificatore operazionale (si veda lequazione 5). Sono stati inoltre
utilizzati sette transistor a giunzione bipolare, di cui tre del tipo NPN (T1 , T2 e T6 ) e
quattro del tipo PNP (T3 , T4 , T5 e T7 ). I collegamenti sono stati ottenuti tramite fili
di rame rivestiti di guaina isolante. Gli errori, presenti in tabella 1, sono stati posti di
ununit sullultima cifra stabile durante la lettura tramite multimetro.
In seguito loperatore operazionale cos ottenuto stato posto in configurazione
prima non invertente e poi invertente, utilizzando due ulteriori resistori (R1 e R2 ).
RE1

RE1

RE2

RE2

Re1

Re1

Re2

Re2

RT

RT

Ra

Ra

99.10

0.01

98.56

0.01

98.72

0.01

98.64

0.01

4610

9800

C
nF

C
nF

R1

R1

R2

R2

Vcc
V

Vcc
V

+Vcc
V

+Vcc
V

0.98

0.01

1185

4604

-12.00

0.01

12.01

0.01

Tabella 1: I valori dei componenti circuitali e dei voltaggi di alimentazione utilizzati,


con le relative incertezze. I simboli si riferiscono alla figura 1 e alla figura 5.

Analisi dei dati

Per entrambe le configurazioni stato studiato il guadagno, per verificare quanto effettivamente si attenga alle previsioni teoriche. Impostato il generatore di funzioni
per dare in ingresso unonda dalla forma sinusoidale (avente frequenza 1 kHz), sono
stati acquisiti dieci valori di voltaggio picco-picco di uscita in funzione del voltaggio
picco-picco dellingresso.
VinP P
V

in
V

VoutP P
V

out
V

VinP P
V

in
V

VoutP P
V

out
V

0.10
0.20
0.30
0.40
0.50
0.60
0.70
0.80
0.90
1.00

0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01

0.50
1.04
1.56
2.04
2.48
3.04
3.52
4.00
4.52
5.05

0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01

0.10
0.20
0.30
0.40
0.50
0.60
0.70
0.80
0.90
1.00

0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01

0.38
0.75
1.16
1.54
1.96
2.32
2.68
3.12
3.52
3.84

0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01
0.01

(a) In configurazione non invertente.

(b) In configurazione invertente.

Tabella 2: Dati acquisiti per studiare il comportamento del voltaggio di uscita in


funzione dellingresso in configurazione invertente.

4.1

Configurazione non invertente

Una volta ottenute le misure, riportate in tabella 2a, del voltaggio duscita in funzione
di quello dingresso stata svolta un regressione lineare su tali dati (si veda la figura 7a).

2 = 0.277

Vout = Vin (1 +

R2
)
R1

Punti con incertezza

Vin
Vout

2
1

Vout (V)

1
1

2
0

0.2

0.4

0.6
Vin (V)

0.8

1.5

0.5

0
t (s)

0.5

1
103

(a) Regressione lineare dei dati di tabella 2a. (b) Segnali di ingresso e uscita in funzione del tempo.

Figura 7: Grafici rappresentanti il funzionamento dellamplificatore operazionale in


configurazione non invertente.
Il comportamento non invertente del circuito in tale configurazione evidente dalla
figura 7b, mentre il fit ha dato come intercetta 0.03 0.04 e come coefficiente angolare
5.00 0.06, che risulta essere il valore assoluto del guadagno. Il valore di 2 ridotto di
0.277 corrisponde ad un confidence level del 60%.

4.2

Configurazione invertente

Una volta ottenute le misure, riportate in tabella 2b, del voltaggio duscita in funzione di quello dingresso stata svolta un regressione lineare su tali dati (si veda la
figura 8a). Il comportamento invertente del circuito in tale configurazione evidente

2 = 0.385

2
Vout = Vin ( R
)
R1

Punti con incertezza

3.5

Vin
Vout

2
3

Vout (V)

2.5

1.5

1
0.5

0.2

0.4

0.6
Vin (V)

0.8

2
1.5

0.5

0
t (s)

0.5

1
103

(a) Regressione lineare dei dati di tabella 2b. (b) Segnali di ingresso e uscita in funzione del tempo.

Figura 8: Grafici rappresentanti il funzionamento dellamplificatore operazionale in


configurazione invertente.
7

dalla figura 7b, mentre il fit ha dato come intercetta 0.01 0.03 e come coefficiente
angolare 3.89 0.04, che risulta essere il valore assoluto del guadagno. Il valore di 2
ridotto di 0.385 corrisponde ad un confidence level del 53%.

Conclusione

Utilizzando le formule 7 e 8 con i dati di tabella 1 si otteniene un guadagno di 4.99979


105 per lamplificatore non invertente e di 3.88695 105 (in valore assoluto) per
quello invertente. Tali valori risultano compatibili entro un da quelli ottenuti tramite
regressione lineare dai dati. Inoltre entrambe le rette di fit ottenute risultano passanti
per lorigine entro un , perfettamente in accordo con la teoria.