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Rainbow Gravity

Ing. Silvano DOnofrio

Sommario
Rainbow Gravity ................................................................................................................................................ 1
Rainbow Gravity Prima parte: il big bang non esiste.................................................................................. 2
Rainbow gravity Parte seconda: lorizzonte degli eventi non esiste .......................................................... 5

Prima parte: il big bang non esiste

Affermazione forte, mi dicono i mie amici seduti al bar mentre facciamo colazione.
Apparentemente sembrerebbe cos dico - ma spettate che vi spieghi.
Sono le conclusioni di una idea chiamata Rainbow Gravity.
Uno scenario per la cosmologia in cui lUniverso non avrebbe avuto un inizio da un Big Bang e
forse non avrebbe nemmeno una fine.
Considerata limportanza che ha il modello standard basato sul Big Bang nel mondo scientifico
come inizio dellUniverso, comprensibile che un nuovo scenario di questo tipo ha generato molta
curiosit. E anche la mia.
La teoria della gravit arcobaleno stata proposta per la prima volta 10 anni fa da due fisici
teorici, Ahmed Farag Ali e Saurya Das, come un possibile passo verso la riparazione di fratture tra
le teorie della relativit generale (che coprono le grandi dimensioni) e la meccanica quantistica
(riguardanti il regno del molto piccolo).
In pratica la gravit arcobaleno nasce dal tentativo di sviluppare una teoria che combina la teoria
della relativit generale (teoria geometrica della gravitazione) e la meccanica quantistica (il mondo
dei quanti). Anche per risolvere completamente i problemi legati ai buchi neri, e allinizio del
nostro universo.
Molti affermano che, al contrario, questa teoria solo una teoria, una delle tante teorie, niente di
pi. Tuttavia ci sono scienziati, tra i quali il nostro fisico teorico Giovanni Amelino-Camelia (che
ho letto con interesse) che la considera interessante nei suoi studi, anche se non possibile, per il
semplice fatto che ci sono logiche plausibili in cui lUniverso non ha un istante iniziale.

Allora vediamo cosa dice la Rainbow Gravity.


Il pomo della discordia tra le due teorie sta nella forza della gravit che vale per il mondo
macroscopico (delle grandi masse) ma non per il mondo microscopico (delle piccole masse).
A conciliazione si ipotizzata nella meccanica quantistica la esigienza di introdurre la esistenza di
una particella, il gravitone, responsabile nella trasmissione della forza di gravit (attrattiva) nei
sistemi di gravit quantistica.
Questa particella prevista in diversi modelli teorici che mirano ad unificare i fenomeni
gravitazionali con quelli quantistici, ma la sua esistenza non ancora stata sperimentalmente
verificata.
Il gravitone opererebbe in maniera simile al fotone, dove i fotoni agiscono direttamente luno
sullaltro, e come mediatori sulle particelle cariche. La gravit non funziona cos semplicemente.
Non agisce sulle particelle cariche.
Allora?
Comportamenti a lungo osservati mostrano che la gravit creata da una qualche forma di energia
(la massa ne semplicemente una forma condensata), ed difficile da descrivere in modo analogo
alla carica.
A ragione di ci, la gravit arcobaleno, considera lenergia a base del ragionamento. Una energia
quantizzata.
Nel 2004 Magueijo e Smolin che, oltre a contribuire interessanti ipotesi su queste problematiche
gravitazionali, ha introdotto un nome molto efficace per caratterizzare intuitivamente gli scenari di
dipendenza delle leggi di propagazione dalla energia.
Il nome proposto gravit arcobaleno (rainbow
gravity).
un nome simpatico e piuttosto azzeccato visto che
quelli che percepiamo come diversi colori non sono altro
che diversi valori di energia quantizzata per le particelle
di luce (i fotoni) e quindi, per un fisico, lidea di
arcobaleno si associa naturalmente allidea di un
qualcosa che dipende dallenergia.
Quello che il modello della gravit arcobaleno ha in
comune con gli altri modelli che lenergia di una
particella non pu assumere valori arbitrari, ma che vi
una energia massima che ogni particella pu
raggiungere. Questa limitazione in sintonia con la
teoria speciale della relativit di Einstein, e la teoria
risultante chiamata la teoria doppiamente speciale
della relativit, o DSR.
Come i fisici spiegano, possibile generalizzare la DSR includendo la gravit-energia, e questa
teoria chiamata per lappunto gravit arcobaleno.
La relativit generale prevede la geometria delle curve spaziotempo in presenza di materia, e questo
fa s che la gravit esista. La gravit arcobaleno predice che questa curvatura dipende anche
dallenergia misurata dellosservatore. Quindi, nella gravit arcobaleno, la gravit agisce in modo
diverso su particelle con diversi livelli di energie.
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Questa differenza molto piccola per oggetti come la Terra. Tuttavia, diventa significativa per
oggetti come i buchi neri.
Il fatto che la gravit agisce in modo diverso su particelle con energie discrete porta inevitabilmente
ad una valutazione quantistica degli effetti di propagazione nello spaziotempo con nuove
caratteristiche dipendenti dalla energia.
Questa nuova frontiera applicativa e la linea di ricerca sulle applicazioni di questi spaziotempo
quantistici in cosmologia ha preso il nome intrigante di Universo arcobaleno.
Vediamo in pratica cosa dice la teoria.
Gli studi del fisico Awad e collaboratori che ha scatenato la curiosit di tanti media sono stati
pubblicati sul Journal of Cosmology and Astroparticle Physics del 2013.
Awad ed i suoi collaboratori hanno calcolato il percorso a ritroso nel tempo delle particelle che ora
osserviamo, usando per i calcoli alcuni specifici modelli della gravit arcobaleno.
Se la stessa analisi viene fatta assumendo vanilla gravity (la gravit come descritta in uno
spaziotempo non quantistico, ovvero la gravit originale di Einstein) si arriva a dedurre il famoso
Big Bang, ovvero una singolarit iniziale in cui, in un certo senso, lUniverso sarebbe nato.
Quali sono le conseguenze da trarre?
Awad e collaboratori riportano che in certi modelli di Universo arcobaleno il rimpicciolimento
dellUniverso ottenuto andando a ritroso nel tempo (che ovviamente laltro lato della medaglia
della espansione temporale dellUniverso che osserviamo al crescere del tempo) viene frenato
non riducendosi nel punto di singolarit.
LUniverso si restringe comunque andando allindietro nel tempo ma viene rallentato sempre pi e
non si ha mai la singolarit del Big Bang.
In realt la gravit arcobaleno prospetta due scenari.
Il primo che se si percorre il tempo allindietro luniverso diventa sempre pi denso avvicinandosi
ad una densit infinita ma senza mai raggiungerla.
Il secondo scenario andando indietro nel tempo luniverso arriva ad una densit estremamente
elevata ma finita.
In nessuno dei due casi c una singolarit, ovvero un punto in cui luniverso iniziato.
Saremmo quindi in un Universo infinitamente vecchio ma che per un tempo infinito stato molto
piccolo e poi solo in tempi recenti, per circa gli ultimi 14 miliardi di anni, avrebbe preso ad avere
dimensioni pi macroscopiche.
In definitiva il Big Bang non ci sarebbe mai stato.
Ovviamente ci sarebbero alcune cosette che la teoria della gravit arcobaleno dovrebbe spiegare,
per esempio come spiegare la radiazione di fondo e ci sarebbe qualche prova in pi da dare in pasto
ai fisici teorici.
Lo stesso Giovanni Amelino-Camelia conclude dicendo che questo scenario dellUniverso
arcobaleno infinitamente vecchio rester a lungo solo una ipotesi, ma confida sul fatto che la
consapevolezza della plausibilit scientifica di una ipotesi di questo tipo comunque un
arricchimento.

Rainbow gravity Parte seconda: lorizzonte degli eventi non esiste


Oggi niente colazione al bar con gli amici. Meglio cos visto largomento. Sarebbe stata una
sofferenza per loro ed anche per me. Quindi una buona colazione a casa. Mi assicuro che il mio
cane abbia cibo e acqua a sufficienza, quindi usciamo. Niente male la passeggiata in spiaggia.
Intanto penso cosa dire al mio cane.

I buchi neri sono contemplati dalla relativit generale, ma mai osservati direttamente dico al mio
cane che appiattito per terra sotto la scrivania. Anche se lui molte cose le sa, mi ascolta volentieri.
Pur essendo confermata la esistenza da evidenze oggettive essi sono tuttora avvolti da molti misteri.
La caratteristica, quintessenza, di un buco nero il suo punto di non ritorno, tecnicamente meglio
chiamato come orizzonte degli eventi. Quando qualcosa, una stella, una particella, o sprovveduti
navigatori spaziali incrociano questo orizzonte, la loro sorte segnata. La enorme gravit del buco
nero li tira dentro con una tale forza che impossibile sfuggire. Almeno, questo ci che accade nei
modelli del buco nero tradizionali basati sulla relativit generale.
Tuttavia, lesistenza dellorizzonte evento responsabile della maggior parte dei fenomeni strani
associati con i buchi neri. Poco si sa sul suo confine e di cosa avviene realmente nelle sue
immediate vicinanze. Alcuni fisici hanno elaborato una nuova idea della gravit chiamata gravit
arcobaleno, (rainbow gravity) che rivoluziona lidea dellorigine delluniverso e del buco nero.
Dellorigine delluniverso, Universo arcobaleno, secondo questa teoria ho gi parlato.
Oggi ti parlo dellorizzonte degli eventi.
La teoria dice che non possibile definire la posizione dellorizzonte degli eventi con arbitraria
precisione. Se lorizzonte degli eventi non pu essere definito, quindi il buco nero in modo efficace
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non esiste.
Pi precisamente: nella gravit arcobaleno, la
gravit agisce in modo diverso su particelle con
diverse energie, e diventa significativa per oggetti
con alta energia come i buchi neri. Nella gravit
arcobaleno, lo spazio non esiste al di sotto di una
certa lunghezza minima, e il tempo non esiste al di
sotto di un certo intervallo di tempo minimo.
Complicato?
Hai ragione continuo a dire al mio cane complicato immaginare una cosa del genere. Ma
tant, e non ci sarebbe altro da aggiungere, tanto vero che c poca letteratura su questo
argomento anche dagli addetti ai lavori. Ma proviamo a capirci qualcosa.
Lidea nasce da considerazioni sulla meccanica quantistica. La nostra attuale descrizione dello
spaziotempo quella einsteiniana della relativit generale che afferma che lo spaziotempo viene pi
o meno curvato dalla presenza di una massa. Gli oggetti massicci deformano lo spaziotempo in
modo tale per cui tutto ci che viaggia attraverso di esso, inclusa la luce, segue un percorso
curvilineo.
La fisica standard dice, per, che questo percorso non dovrebbe dipendere dallenergia delle
particelle che si muovono attraverso lo spazio-tempo, mentre invece cos secondo la gravit
arcobaleno. E su questo concetto che si basa la gravit arcobaleno.
La gravit arcobaleno presuppone, infatti, che gli effetti della gravit sullo spaziotempo si facciano
sentire in modo diverso a seconda delle lunghezze donda della luce come i diversi colori di un
arcobaleno. Le particelle con energie differenti vedranno effettivamente spaziotempo diversi e
diversi campi gravitazionali e diventano significative con alte energie come i buchi neri. Nelle
prossimit del buco nero la lunghezza e il tempo vanno sotto le rispettive lunghezze minime per cui
spazio e tempo non esistono. Se lorizzonte degli eventi non pu essere definito nello spaziotempo,
il buco nero in modo efficace non esiste. In pratica non c orizzonte degli eventi di sotto di una
certa lunghezza e intervallo di tempo, di conseguenza non esiste. La novit sarebbe tutta qui.
Ma cosa vuol dire realmente? Ho fatto fatica a capire
questo concetto continuo a dire al mio cane
Lesempio che ho letto mi ha schiarito un po le idee.
Gli scienziati spiegano questa idea utilizzando lanalogia
di una barra metallica: applicando una forza ad unasta
metallica essa si incurva come lo spaziotempo soggetto
alla forza di gravit. Quando si applica invece una forza
cos grande da far spezzare istantaneamente lasta non
ha senso parlare di flessione dellasta (curvatura dello
spazio).
Allo stesso modo, nella gravit arcobaleno, non ha senso parlare di spazio al di sotto di una certa
scala di lunghezza, e il tempo al di sotto di un certo intervallo. Insomma come al di sopra di un certa
scala di valori non ha valore di parlare di curvatura della barra, allo stesso modo non ha pi senso
parlare dello di spaziotempo al di sotto di una scala.
Chiaro ora?
Non vedo una espressione convinta del mio cane. Ok, allora, per completare largomento caro Bleff
Bleff il mio cane aggiungo alcune cosette interessanti. E qui devi fare un minimo di
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attenzione, perch entriamo ancora una volta nella meccanica quantistica, sempre lei. Il colore della
luce determinato dalla frequenza, e a diverse frequenze corrispondono energie diverse. Lo dice la
meccanica quantistica. Pi precisamente: le energie rispondono alla costante di Planck. La costante
di Planck infatti permette la quantizzazione di grandezze come lenergia.
Lenergia trasportata da unonda elettromagnetica con frequenza costante pu assumere solo
valori multipli e discreti, ovvero:

Dove h- la costante di Planck, v la frequenza, n=0,1,2,3, e vale h = 4,136 * 10-15 (eV*s)


E facile constatare, infatti, che per multipli n della frequenza v la energia del fotone assume
valori proporzionali alla costante h di Planck. La costante di Planck entra anche nelle lunghezze
ed data da questa formula:

La sua lunghezza pari a: 1,616252 * 10-35 metri. Dove G la costante gravitazionale universale,
c la velocit della luce,

h barrato la costante di Planck ridotta.


Perch ho introdotto la costante di Planck, penserai?
Perch la costante di Planck la pi piccola distanza al di sotto della quale il concetto di
dimensione perde ogni significato fisico. Proprio quello che ci interessa. Fatta questa premessa
torniamo a noi, e pi precisamene allorizzonte degli eventi.
Lorizzonte degli eventi quella superficie ideale che divide lo spazio-tempo in due regioni non
connesse casualmente e che funziona come una membrana unidirezionale: tutto pu entrare ma
niente pu uscire.
Qual la sua distanza dal buco nero? E facile calcolarla. Basta considerare il raggio di un corpo di
massa M (buco nero) per il quale la velocit di fuga sia pari alla velocit della luce. Questo si
ottiene equilibrando la energia cinetica di una particella (m) con lenergia potenziale gravitazionale
del corpo in questione (M). Si ottiene facilmente:

Dove d la distanza dal centro del corpo M che viene chiamato raggio rs raggio di
Schwarzschild. Per cui semplificando:
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Essendo G = 6,67 10-11 N m/ kg c2= (299 792 458 m/s); = 8,98755 1016 m/s. Il raggio di
Schwarzschild = raggio dellorizzonte degli eventi risulta: rs = 1,48 10-27 M.
Il raggio di Schwarzschild rappresenta quindi il limite oltre il quale nessuna massa pu allontanarsi
da M. A titolo di esempio, il raggio di Schwarzschild del buco nero supermassiccio situato al centro
della nostra Galassia pari a circa 7,8 milioni di km.
Ora, caro mio, facciamo qualche osservazione. Secondo questa formula puoi vedere che il raggio di
Schwarzschild rappresenta una superfice sferica che circonda la singolarit. Una specie di limite
del burrone entro il quale precipita la materia o, per meglio dire, ogni informazione legata alla
materia o gli eventi per usare la termologia appropriata. Infatti oltrepassato lorizzonte deglie
venti si perde ogni informazione dellevento. Se poi per evento si intende un fenomeno
(particolare stato della realt fisica osservabile), identificato dalle quattro coordinate spaziotemporali, un orizzonte degli eventi pu essere definito come una regione dello spazio-tempo
oltre la quale cessa di essere possibile osservare il fenomeno.
In realt, secondo la rainbow teory, le particelle di luce (fotoni) dei diversi colori, poich
viaggerebbero su percorsi dello spaziotempo leggermente differenti, in funzione della loro energia,
raggiungendo lorizzonte degli eventi in spazi e tempi differenti dellordine delle scale (lunghezze
e tempi) di Planck. In tali situazioni lorizzonte degli eventi non pu essere definito nello
spaziotempo in modo efficace, quindi non esiste.
Parimenti succede per un corpo qualsiasi. Nelle prossimit del buco nero (a distanze nellordine
della lunghezza di Planck) per gli effetti gravitazionali che agiscono in modo differente su elementi
a diversa energia, la lunghezza e il tempo (spaziotempo) vanno sotto le rispettive lunghezze minime
per cui spazio e tempo non esistono.
Conclusione.
Lo spaziotempo come una entit dotata di una realt
fisica, e non solo un mero concetto matematico,
suddiviso in elementi discreti del diametro di una
lunghezza di Planck. In condizioni normali non si
percepirebbe la struttura quantizzata dello spaziotempo, il quale apparirebbe un continuo matematico e
lUniverso sarebbe descritto dalla relativit generale,
ma a distanze nellordine della lunghezza di Planck le
cose cambierebbero radicalmente in quanto sono
soggetti gli effetti quantistici e gravitazionali che
assumerebbero intensit considerevoli.
In pratica non esistono tutti gli oggetti esistenti nello spazio e che si verificano in un tempo inferiore
a quello lunghezza e intervallo [che sono associati con la scala di Planck]. Dal momento che
lorizzonte degli eventi un posto nello spazio che esiste in un punto nel tempo, non esiste sotto
quella scala di Planck.