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Pensieri e aforismi

Nigredo

I confini dellEgo
Dall'interno ho tastato la sfera in ogni parte.
Meditando furiose geometrie,
folli di fuga e di salvezza,
spietatamente della mia prigione
ho svelato il vuoto inganno di vetro

Il radioso processo della civilizzazione globale


Dopo guerre dissanguate
Dopo lo sfarzo dei trofei impalati
Accuratamente disossate le vittime sacrificali
Dissetatisi del vino generoso che scorre
nutrito dal sole nelle rughe avvizzite
Si sono spartiti i cieli gelati, le acque e la torbida terra
Con la sua infinita variet di creature squisite
E poich a nessuno mancata la sua giusta parte
Si sono finalmente chetati
Dormono tranquilli, come cinghiali,
cinti di luce e di gloria

***
Ho tracannato amore puro e selvaggio
In conche oscure.
Addentando nel profondo
il rovere antico
ho gustato acque cristalline
e, nell'ebbrezza, ho cantato gelidi canti di guerra
Sacrificando gloriose querce secolari
Sul cammino infuocato
della vittoria

Difficolt della classificazione


Poesia lirica e romanzo d'amore
non sono propriamente
generi diversi
elementi di distinti insiemi
congiunti in seno ad un pi grande insieme;
Non sono neanche come: fuoco e cenere.
Nessuna specie li lega fra loro
a nessun grado di astrazione.
Il solo insieme che hanno in comune
l'Essere Ultimo Assoluto, il Nulla
l'insieme nullo, il "tutto ci che
e che non "
Le regole dell'arte
Non contare, se prima non hai dato
un nome giusto ad ogni cosa.
Potrai seguire, come ti piace,
l'ordine in su o quello in gi:
questa la prima regola
sacra dell'arte:
da un nome prima ad ogni cosa!
Poi conta onestamente, senza inganni:
non tentare lo zero!
e osserva il numero dei nomi giusti
ciascuno, in ordine, secondo il merito
confrontali e contemplali
nella purezza del loro splendore
con umilt.
Allora solo potrai tracciare
Le linee dritte e le ampie curve, e i vasti
spazi e quelli angusti. Ed alla fine
tu potrai scorgere, con i tuoi occhi,
l'abile mano,
la ragnatela, e l'ombra
del tuo creatore
Catena planetaria dei sette globi
L'universo che avvolge nell'azzurro
il quieto sogno di eoni ed ere
non che un solitario neurone di luce
Nella vasta e scintillante
mente di un Dio

L'equit di Pitagora:
Due un po' meno di un terzo di Uno
Dio una potenza del tre
Oltre la potenza di Dio
vano contare

Il mondo dell'artista
L'artista uno che ha lavorato a fondo sul significato
Non sul "significato di", sul significato.
per questo che il mondo dell'artista altrove
Per questo non si diviene artisti nella misura in cui si impara un arte
Ma si impara un'arte nella misura in cui si diviene artisti:
gi l'artista che raccoglie nel suo mondo,
allestisce e padroneggia gli strumenti che gli occorreranno.
Prima viene sempre l'artista, poi il mondo dell'arte.

***
L'orgoglio una debolezza
Un ostacolo alla pienezza della felicit, per noi uomini;
Dio non pu essere viziato da orgoglio
Dio non pu volerci dire:
"tutto questo, l'ho fatto Io: tu, conti meno di una pulce; fatti da parte"

***
La felicit rende superflua ogni invidia
Se sei anche solo un poco invidioso, non sei ancora completamente felice
Significa che devi ancora cercare la felicit,
La troverai: cercala nelle dimore pi remote dall'invidia
-

Dubbio
Un mondo colmo di domande prive di risposta, come un mondo privo di domande?
***
Dio ha escogitato questa complessit per dare l'illusione di essere totalmente assente
dal creato; per darci l'illusione della libert: ma questa nostra illusione reale: essa
la realt stessa.
***
Nel processo di formazione dell'individualit l'agire distinto viene prima del pensare:
Appena liberato il suo corpo dall'uovo materno, il neonato innanzitutto agisce. Col
corpo e con la voce, qualcosa si sforza di controllare la fonte delle percezioni.
Ci che agisce non ancora l'individuo; la singolarit nel riferimento dell'azione per
gi il germe dell'autocoscienza: dalla voce e dal corpo si sviluppano, per gradi,
pensiero e conoscenza.
Perci, nel momento che prima percepisce in un atto di ottusa autocoscienza, la
propria identit di essente, l'uomo agisce ancora sotto la guida di un'intelligenza che
propriamente non a lui riferibile: quell'intelligenza appartiene alla miriade esseri
minuti che lo costituiscono, alle strutture dell'organismo, gi gi fino alle
organizzazioni infra-cellulari, e oltre... E cos, a poco a poco, il centro di questa
moltitudine si costituisce come "cogito" del giovane individuo. Ma se, per caso, il
pensiero traboccante di questo individuo oltrepassa la capacit del vaso
dell'intelligenza, raggiunta una nuova sfera, a lui ignota, cosa accade? Nel nuovo
mondo che ancora non conosce, non agir egli d'istinto? E cos pu essere questo
istinto, se non l'agire sotto l'impulso di un'intelligenza di livello pi basso, pi
profondo, di cui lindividuo non ha coscienza essendo quello sepolto nelle insondabili
oscurit dei processi biologici?
Nel nostro corpo la nostra storia e il nostro destino; nel liquido delle nostre cellule
risplende la notte dei tempi.
Il senso di colpa
L'abisso invalicabile,
Il mostro duro invincibile:
il senso di colpa.
Non possiamo, noi, essere compassionevoli verso noi stessi!
Come potremmo comprendere che a noi stessi,
che a tutto possiamo rinunciare, persino alla vita,
non dato di estirpare le oscure profondit dell'essere che in noi,
integro inviolabile?
Per questo la settima, l'ultima, eroica fatica
consiste nell'imparare ad abbandonarci totalmente nelle mani del nostro creatore,
con fiducia lasciarci cadere a corpo morto, con i nostri pesi che ci fanno precipitare.
questa la via per la grande Opera, questo il cammino della nostra vita
Il divino maestro gi dentro di noi,
ci chiama dal profondo e ci indica la strada:
- dobbiamo solo riuscire a sentirlo

Albedo

***
Ecco che torna di nuovo il figliolo
scialacquatore dei beni di nostro padre
di nuovo fra noi il fratello
nostro pi caro
Egli ci rende fedele testimonianza
di ci che noi non vorremmo soffrire
in prima persona

***
In principio vince la paura
La rabbia vince la paura
Infine l'amore vince la rabbia

Panteismo ebraico
Dio pensa con le nostre parole,
parla per mezzo dei nostri pensieri.
Quando medito su Dio,
Dio si specchia nell'universo.

Il turbine profondo della comprensione


Io so
cos'
la Felicit:

Essa la Gloria che Dio


riserva ai Suoi Santi

l'ammissione alla scuola


Fondata da Dio appositamente
per la formazione di questi Santi
avviene per sorteggio tra i candidati
(ch innumerevoli sono le richieste,
e i posti, al momento, limitati).
Si tratta, comunque, di una scuola
molto selettiva.
La prova per essere ammessi al secondo grado
(tanto per dare un saggio
delle inaudite difficolt del curricolo)
consiste nel "dimostrare
di saper riconoscere nella storia
il tortuoso disegno degli dei
e la scintilla del Grande Padre
che suscita l'ingegno nei Figli;
e nel piacere di donare
mostrare di saper gustare
il puro piacere di ricevere;
e, con strumenti ed arte
saper illustrare
la Forma Stessa
che ci manifesta
il Grande Padre"

Ed ora vi invoco, o muse!


Sciogliete col canto lo scoglio
duro del cuore
Bagnate col sangue le lingue
nostre, incartate
O muse elettrizzate
i nostri midolli incalliti
Liberate i vincoli dal peso.
Soffiando su ali incandescenti
Rendete omaggio ai vostri eroi!
Ma soprattutto, vi imploro:
O Muse mettete in funzione gli orecchi
vostri ministri sofisticati
spargendo l'incendio negli occhi!

***

Intervistatore:
Scusi, cos', per lei, l'amore?
Jeshua Bar Josef:
Beh, per me:
L'Amore un dare che Ricevere - e un ricevere che Dare!
Intervistatore:
Bellissima sentenza! Davvero! memorabile: con un gran chiasmo e molte ripetizioni
interne; per francamente suona un po' ...intellettuale, convenzionale e, in fin dei
conti, vacamente retorica. Non le pare, signore mio?
Jeshua Bar Joshef:
Mi spiego meglio, con una parabola.
Immaginiamo, allora,
per un momento, due divinit
che si amano infinitamente
per la prima volta,
nell'universo senza fine:
Ebbene, fin da principio
Dio dona la sua luce alla sua dea
e, nell'atto di donare
prova piacere, e gode.
La dea riceve la luce divina
e, nell'atto di ricevere con piacere
(per rendere grazie del dono!)
dona a sua volta al suo dio il suo
proprio piacere:
ma quale piacere pu avere un dio
altro che nel dare!?
Riflettete con attenzione, uomini divini
divenuti cani!
Analizzate questo interrogativo in ogni dettaglio
Rigiratelo e scrutatelo da ogni prospettiva
spremetelo, frullatelo e cospargetelo di spirito santo
e date il fuoco allo spirito!

I giorni di Brahama
quest'anno, sabato.
Su tutta la terra
Atma!
accaduta una cosa straordinaria:
La luce sbocciata dalle tenebre
Dal bcciolo di tenebre
Progressivamente si svelata.
Dischiusa dolcemente
Caldo effonde il suo profumato splendore
***
Lettera a Dio
Mio Dio!
Mio Signore!
Anima della mia anima!
Non voglio donarti
parole marchiate col sigillo,
confezionate
e protette con cura dal tempo
Voglio liberare la mia anima nelle parole!
Voglio liberare la Tua Anima
nelle mie parole!
Salmo di bar YHVH
Le sue equazioni sono poemi
Formule senza confini;
I suoi poemi scintillano come diamanti.
Geometrici
esatti e senza errore
Sono i suoi canti
Che a noi sconquassano
Le ribollenti viscere
Noi siamo sue creature, Dio solo musica!
Dobbiamo solo diventare poco pi simili a Lui
"La mia musica
non ti permette di stare ferma:
ti fa ballare.
Con dita delicate riscuote l'anima
che dimora
nelle profondit del tuo corpo
E lentamente l'anima risale
e si inebria di luce dolcissima
Nelle profondit del corpo dimora [] che sale di luce dolcissima"

Morale

***

Una grande meta bestemmiare nell'intimo senza colpa


Poich la bestemmia solo una forma vuota
Che pu essere, ma pu anche non essere riempita di significato
Le parole diventano sacre quando le riempiamo di spirito divino
Dio anche cane, anche maiale, ape, pulcino
In ogni sua creatura, Dio presente.
impossibile bestemmiare!

Amerai il prossimo tuo come te stesso Mt, Mc, Lu


"Come io ho amato voi, cos amatevi anche voi gli uni gli altri" (Giov.)
Si pu intendere in diversi modi:
1. Amate il prossimo, o tanto o poco, non per meno di quanto amate voi stessi;
2. Amate voi stessi quanto potete, e allo stesso modo amate il prossimo;
3. Amando voi stessi, vi riempirete dell'amore, che sostanza divina: e come
potreste amare gli altri se non amate il vostro pi prossimo: voi stessi!
L'amore per il prossimo non conduce alla felicit, piuttosto la felicit che conduce
all'amore: nella misura in cui siamo felici, la coscienza dell'infelicit altrui rende
imperfetta la nostra felicit. In altri termini: la misura della felicit ridotta dalla
misura della sofferenza: non importa di chi!
La felicit perfetta la corrispondenza completa tra l'immagine di uno stato ideale
desiderato (o immaginato in una pre-visione nebbiosa di un determinato stato
interiore) e la condizione attuale del soggetto desiderante. Il legame che unisce il
soggetto desiderante con l'immagine interiore delle potenziali cause di tale stato si
chiama amore.
Ogni sofferenza, consiste unicamente nella minaccia alla realizzazione di questo
amore: pi fondamentale l'oggetto d'amore per la nostra felicit, pi profonda la sua
separazione, pi severa la sofferenza. Il Male non altro che il repertorio
socialmente codificato degli ostacoli tipici alla realizzazione di progetti d'amore diffusi
in una data civilt: una semplice generalizzazione. Nella realt il male un
fenomeno essenzialmente soggettivo, un processo di percezione dolorosa degli
ostacoli alla realizzazione del proprio amore. Il Male, o il diavolo, la sua
ipostatizzazione, semplicemente non pu esistere: ogni senziente ha il suo male. E
allora, l'orrore che sperimentiamo quando assistiamo alla sofferenza che intorno a
noi, la nostra personale intollerabile sofferenza per la minaccia alla realizzazione del
nostro personale progetto d'amore.
Dunque, a ben vedere, la prescrizione di amare il prossimo non l'ingiunzione di un
dio esigente e scontroso, ma un puro richiamo a considerare l'importanza di superare,
per quanto possibile, il cinismo, e riconoscere il nostro desiderio di non veder soffrire
gli altri; anzi, il desiderio di non veder soffrire, ch questo desiderio ben si pu
estendere a tutti gli esseri.
Conoscere bene, e considerare con attenzione tutti i nostri desideri, la
chiave per comprendere questo fondamentale comandamento. Per questo la morale
scienza suprema, e le virt sono il frutto della sua perfetta conoscenza.
L'ingiustizia semplicemente manifestazione dell'ignoranza in questo fondamentale
campo della scienza.