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Chuan C.

Chang

i fondamenti dello
studio del pianoforte

UN LIBRO DI

juppiter

consulting
PUBLISHING COMPANY

I Fondamenti dello Studio del Pianoforte


di Chuan C. Chang
Titolo originale dellopera:
Fundamentals of Piano Practice
Copyright 19912004, Colts Neck, N.J., U.S.A.
Traduzione dallamericano a cura di Roberto Gatti
Copyright 2004, Milano. Propriet letteraria riservata.
ISBN: 88-900756-5-1.
Editore: Juppiter Consulting Publishing Company
tel. 02 5275500, http://www.juppiterconsulting.it
http://www.studiarepianoforte.it

Prima edizione, marzo 2004.


Stampa: Selecta SpA, via Quintiliano, Milano.

Giammai nessuna parte del presente libro potr essere riprodotta, memorizzata in un sistema che ne permetta
lelaborazione, n trasmessa, in qualsivoglia forma e con qualsivoglia mezzo elettronico o meccanico, n potr
essere fotocopiata, registrata o riprodotta in altro modo, senza previo consenso scritto dellEditore, tranne nel
caso di brevissime citazioni contenute in articoli o recensioni.

TESTIMONIANZE
Queste testimonianze illustrano le speranze, le prove, i problemi, le tribolazioni ed i trionfi di pianisti e dei loro insegnanti. Le testimonianze
non sono solo una raccolta di approvazioni clamorose, ma sono anche
discussioni sincere su cosa significhi imparare il pianoforte. Mi tocca il
cuore il numero di insegnanti che hanno fornito la loro testimonianza e
la loro ammissione di aver ottenuto pi successi dai loro studenti usando questo tipo di metodo. evidente che gli insegnanti che ricercano e
migliorano i loro metodi di insegnamento sono quelli che hanno pi
successo. Numerosi pianisti hanno detto che i loro precedenti insegnanti avevano usato i metodi sbagliati. Molti, a cui piaceva linsegnante,
hanno fatto notare che questi usava metodi simili a quelli di questo libro. C quasi unanimit nel cosa sia giusto e cosa sia sbagliato; quindi,
quando si segue lapproccio scientifico, non si pu cadere nella situazione in cui non si pu essere daccordo su cosa sia giusto. Sono rimasto
impressionato dalla velocit con cui alcune persone hanno imparato
questi metodi.
Questi estratti sono stati redatti in modo da non poter riconoscere
lidentit di chi li ha scritti, forse solo eccetto loro stessi. I dettagli non
rilevanti sono stati tolti cos come le specificit (et, nome, ecc.) sono

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RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

state generalizzate o rimosse. Se qualcuno si riconosce in qualcuno di


questi e non daccordo, me lo faccia sapere.
Le parti tra parentesi quadre [...] sono dei miei commenti. Colgo questa occasione per ringraziare tutti quelli che mi hanno scritto, mi hanno
aiutato a migliorare il libro. Non posso passar sopra al fatto che questi
miei lettori continuano a scrivere il libro per me (potrei ad esempio inserire i loro commenti e ci starebbero benissimo!). Nei commenti seguenti non ho inserito solo gli elogi, ma ho scelto il materiale che mi
sembrava significativo (educativo) sia positivo sia critico.
(1) [Da un prete cristiano]
Questo libro la bibbia del pianoforte. Ho fatto progressi cos enormi dopo averlo comprato (prima edizione). Continuo a consigliarlo agli altri.
(2) [Da un noto e rispettato insegnante di pianoforte]
Ho sfogliato la nuova sezione [sugli esercizi per gli insiemi paralleli]
ed ho pensato che avrei reso nota la mia reazione iniziale. Nei panni del Re in carica degli Odiatori-di-Esercizi, ho fatto forti pressioni
per la criminalizzazione degli esercizi, di Hanon ed altri, ed ho pensato in un primo momento che anche tu fossi caduto nella marmaglia degli appassionati pseudo-voodoo che ripetono, ripetono, ripetono senza speranza e senza aiuto Comunque, per arrivare al
dunque, vedo un merito nel tuo approccio se, se, se lo studente segue integralmente le tue indicazioni ed usa come strumento diagnostico le combinazioni di tasti da te descritte senza ripeterle tutte
quotidianamente. Hai avuto enorme successo nel trovare uno
strumento diagnostico ed un conseguente rimedio! Cera qualcosa
di familiare nei tuoi esercizi, ho pertanto scavato un po oggi nel mio
studio ed ho trovato Technische Studien di Louis Plaidy, Edizioni
Peters, prima stampa 1850. Anche se la filosofia di Plaidy nellusare
gli esercizi completamente diversa dalla tua, le note effettivamente
stampate sulla pagina seguono alla lettera (eh dovrei dire alla nota) quello che hai descritto nel capitolo relativo agli esercizi. Gli
esercizi di Plaidy erano molto rispettati in Europa per tutto il tardo
1800 e venivano usati a quel tempo al conservatorio di Leipzig. Lo
stesso Plaidy era un insegnante molto ricercato e molti dei suoi allievi venivano accettati nella stretta cerchia di Liszt e/o avevano
qualche tipo di successo sul palco.
Sei in compagnia dei grandi!
(3) Sono curioso di sapere se conosci il lavoro di Guy Maier. Il suo approccio con la pratica dellimpulso delle cinque dita simile a

TESTIMONIANZE

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quello degli insiemi paralleli a cui accenni? Maier usa, in uno degli esercizi, il principio di ripetere una nota con ogni dito mentre le
altre vengono tenute in silenzio sulla superficie dei rispettivi tasti. Il
nome di uno dei libri di esercizi che scrisse con Herbert Bradshaw,
agli inizi degli anni 40, Thinking Fingers. Uno dei suoi primi
esercizi per le cinque dita sembra rispecchiare quello che dici sulle
ripetizioni quadruple su una singola nota usando un solo dito,
come segue:
a. Dita singole in impulsi di 1, 2, 3, 4, 8 e 16 note ripetute.
b. Esercitare ogni dito separatamente, premendo leggermente gli altri tasti o mantenendo le dita senza suonare sulla cima del tasto.
c. Usare Do Re Mi Fa con la destra, le 5 dita sullottava superiore a
quella del Do centrale, pollice della destra sul Do.
d. Stessa cosa con la sinistra, unottava sotto a quella del Do centrale, con il dito 5 sul Do.
e. Esercitarsi a mani separate, iniziare con il pollice della destra,
suonare un impulso di Do, poi rilasciare, poi due impulsi, ecc, fino a 16. Ripetere con ogni dito, poi con la mano sinistra [Si veda
la mia Sezione di esercizi III.7B; incredibile come siamo arrivati
indipendentemente ai gruppi di quadruple (quattro ripetizioni)
fino a quattro quadruple (sedici ripetizioni) in un esercizio praticamente identico al mio esercizio N.1.]
f. I principianti dovranno suonare gli impulsi lentamente, raggiungendo la massima velocit (e qui credo centrino le tue quadruple cos tante ripetizioni al secondo lobiettivo)
Maier indica 16 come suo limite. Lui d un sacco di combinazioni
diverse per usare questo approccio agli esercizi con le cinque dita
nei libri Primo e Secondo di Thinking Fingers pubblicato da Belwin Mills Inc., NY, NY nel 1948. Penso che Maier si sforzasse di
aiutare gli studenti a raggiungere la scioltezza necessaria senza ricorrere alle ripetizioni senza fine di Hanon, Pischna ed altri.
(4) Per favore, mandami il tuo libro sono un insegnante di pianoforte, da 50 anni, che ha ancora voglia di imparare.
(5) [Questo quasi incredibile non so che dire]
Quando ero giovane ho iniziato e poi smesso di studiare pianoforte.
Quando ero un adolescente sono andato a [un famoso conservatorio] ed ho provato per anni ad acquisire la tecnica, ma ho fallito miseramente ed ho ripiegato su una carriera da ingegnere. Anni dopo
sono ritornato al pianoforte (Clavinova) e sto provando a fare quel-

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RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

lo che feci anni fa. Una delle ragioni per cui smisi di studiare fu che
mia moglie e mio figlio si infastidivano nel sentirmi ripetere un passaggio molte volte. Il Clavinova mi aiuta a studiare senza sensi di
colpa a qualsiasi ora. Ho letto la tua pagina web e sono rimasto affascinato. Mi sarebbe piaciuto avere alcune delle tue idee anni fa.
Ho una domanda e non riesco a trovare nessuna risposta che abbia
senso, eppure una domanda banale. Mi stato insegnato che
quando si suona il pianoforte si fa cadere il peso del braccio su ogni
dito che suona. La forza di gravit. Non si deve mai spingere, ci si
deve rilassare. Chiedevo quindi ai miei insegnanti come suonare
pianissimo. La risposta era di suonare pi vicino ai tasti. Questo
con me non funziona. [Segue una lunga dissertazione su vari metodi di provare a suonare pianissimo con il peso del braccio e del perch non funzioni. Sembrerebbe che lui possa suonare pianissimo solo sollevando consapevolmente le mani dai tasti. Inoltre siccome
tutto viene fuori forte, la velocit un problema]. Potresti gentilmente rispondere alla mia domanda? Cosa se ne fa uno del peso
del braccio quando suona pianissimo? Ho letto un sacco di libri sul
suonare il pianoforte ed ho parlato con tanti pianisti formati. Una
cosa sapere come suonare qualunque cosa ed del tutto unaltra
sapere insegnare come farlo. [Non avrei potuto dirlo meglio io stesso!]. I tuoi scritti sono brillanti e rivoluzionari in molti modi, so istintivamente che se qualcuno mi potesse aiutare questo saresti tu.
[Dopo un complimento del genere dovevo fare qualcosa, quindi ho
letto attentamente le sue descrizioni e sono giunto alla conclusione
che lui, probabilmente, dopo tutti questi anni di tentativi, preme involontariamente sui tasti, come se fosse ipnotizzato. Gli ho detto di
trovare un modo di vedere se effettivamente premesse in gi una
cosa non facile da fare. Questa la sua risposta.]
Grazie della risposta. La verit si esamina meglio esagerando. Il
tuo suggerimento mi ha dato lidea che forse io debba suonare SEMPRE come suono il MIO pianissimo sollevando le mani dai tasti.
Sono corso sul mio Hanon e SI! Riesco a suonare molto pi velocemente! Sono subito corso a provare i Preludi I e II di Bach, che
non sono mai riuscito a suonare a tempo (144) e con cui ho sempre
avuto problemi a tenere insieme le dita suonando veloce, a 120 le
dita suonavano come una sola nota. Nessun errore, nessuno sforzo.
Non solo questo, riesco a suonare piano o forte alla velocit che voglio. cos incredibilmente FACILE! Lho appena scoperto! Non
posso crederci. [Segue una lunga analisi di come, negli anni, ha fatto coincidere il peso del braccio con lo spingere in gi, principal-

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mente per paura di non comprendere linsegnante che era rigoroso


sul concetto di peso del braccio. Questa una cosa che ho sempre
sospettato riguardo al metodo del peso del braccio, enfatizzare troppo il peso del braccio con una disciplina rigorosa pu causare delle
neurosi ed incomprensioni forse anche qualche sorta di ipnotismo] Un grosso muro appena caduto e adesso dopo cos tanti anni di pensieri e di ore di studio (studiavo fino a 10 ore al giorno al
conservatorio e memorizzavo solamente la musica senza migliorare
la tecnica) ora posso vedere oltre. Ho scoperto di essere capace di
suonare pi velocemente di quanto avessi mai sognato (ho appena
provato la scala di Do Maggiore e mi sono stupito di essere io a
suonare) con la dinamica di suono che voglio SENZA TENSIONE. [Segue una lunga descrizione delle nuove cose che sta facendo ora e
confronti con gli sforzi degli anni passati e le critiche degli altri.] Ti
devo ringraziare per tutto questo. Il tuo stato lunico libro che abbia mai letto ad offrire un diverso punto di vista dalle idee accettate,
in modo da liberarmi la mente da una grossa idea sbagliata. Io
schiacciavo in gi, non lasciavo andare. Le mie braccia semplicemente non pesano una tonnellata: sono libere. Siccome avevo paura della mia insegnante ed ero ossessionato dal peso del braccio, inconsciamente spingevo in gi. Non ho mai osato suonare ppp per
lei. Sapevo come, ma ero certo fosse la tecnica sbagliata. [Mi dispiace che questo accada cos spesso con i pi giovani: non capiscono linsegnante ed hanno paura di chiedere, finendo per assumere la
cosa sbagliata]. Quello che mi avrebbe dovuto dire era di NON
SPINGERE MAI IN GI; invece mi sono impuntato sul come il peso delle braccia fosse la chiave di tutto. [Un giovane deve spingere in gi
per dare un qualsiasi peso alle sue braccia! Come si spiega che
sbagliato ad un bambino che non ha studiato fisica?] Non mi permetteva neanche di suonare veloce [Questo un altro commento
che ho sentito dagli allievi di insegnanti che usano il metodo del peso la velocit tab fino a che non viene raggiunta una certa soglia.] perch ero teso e diceva che non avrei mai suonato veloce
stando teso. Nel tuo libro dici che dobbiamo suonare veloce per
scoprire la tecnica. Non mi mai stato permesso di farlo! Il tuo libro e la tua e-mail mi hanno liberato dalle catene mentali che mi
hanno imprigionato per tutti questi anni. Grazie veramente tanto.
Non riesco a descrivere quanto ti sia riconoscente per le tue illuminazioni. [Anche se i miei precedenti commenti sembrano essere del
tutto contrari alla scuola del peso del braccio, non questo il caso
difficolt del genere accadono a tutti i metodi che si basano su in-

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formazioni insufficienti sulle mani da parte dellinsegnante. Sfortunatamente un gran numero di insegnanti di pianoforte ha ironicamente dimostrato questa sindrome.]
(6) Ho trovato il tuo libro su internet e mi considero molto fortunato.
Grazie mille per aver fatto questo sforzo nel descrivere in modo
sensato la tecnica del pianoforte e le abitudini di studio. Sono un
insegnante di pianoforte. Ho solo cominciato a leggere il libro ed
ho gi usato alcune tecniche con i miei studenti. A loro piaciuto,
ed anche a me. Studiare diventa molto pi interessante. Conosci il
libro The Amateur Pianists Companion di James Ching, pubblicato da Keith Prowse Music Publishing Co., 1956, London? Probabilmente hanno smesso di stamparlo ma lo ho trovato di seconda
mano su http://dogbert.abebooks.com/abe/BookSearch. Potrebbe
interessarti perch i dettagli sulla giusta posizione, movimenti e condizioni descritte in questo libro sono il risultato di ricerche estese
nella meccanica fisiologica della tecnica pianistica fatte dallautore
con laiuto di H. Hartridge, Professore di Fisiologia, e H. T. Jessop,
Docente di Meccanica e Matematica Applicata, alla University of
London.
(7) Sono cos grato di aver trovato il tuo sito. Sono un pianista adulto a
cui stato insegnato tutto sbagliato quando era giovane. Sto ancora
cercando di disimparare la cattiva tecnica e le brutte abitudini. Ora
prendo lezioni da un insegnante molto bravo.
(8) Qualche settimana fa ho scaricato il tuo libro da internet ed ho iniziato a provarlo. Sono circa a met strada ed ancora molto lontano
dallapplicare tutto, ma sono finora cos contento dei risultati che
ho pensato di darti qualche commento spontaneo. Innanzitutto un
po di storia: ho studiato pianoforte fino ad un livello avanzato ed
ho cominciato a prendere il diploma, cosa che ho smesso dopo un
anno per studiare matematica. Dopo la laurea ero un pianista dilettante entusiasta, ma negli ultimi ventanni ho suonato sempre meno,
principalmente a causa della frustrazione dovuta alla mancanza di
progressi, convinto che non sarei mai riuscito a trovare le ore necessarie per esercitarmi e diventare un pianista migliore.
Cercavo qualche suggerimento per comprare un pianoforte ed ho
trovato il tuo sito. Dopo aver letto un paio di capitoli ho scaricato
tutto ed ho iniziato a provarlo. Non era la prima volta che provavo
a migliorare con un libro o con i consigli di un insegnante, ma sono
ottuso. Ecco la mia esperienza dopo tre settimane. [Da notare come la gente impara velocemente e fa immediatamente uso di questi

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metodi.]
Mi sono concentrato sullo studio di quattro pezzi a me molto cari:
- Ravel, Prelude
- Chopin, Prelude N. 26 in Lab Maggiore
- Poulenc, Novelette N.1
- Ravel, Alborada del Graziosa da Miroirs
Il Preludio di Ravel un piccolo pezzo che apparentemente non
presenta difficolt tecniche. Questo un pezzo che ho sempre suonato a prima vista, ma mai veramente bene. C una sezione a mani
incrociate, con alcune squisite dissonanze e qualche difficolt, a met, ma tutto qui. Ho applicato i metodi di studio del libro ed immediatamente si ravvivato con molte pi sfumature che gli avessi mai
dato. tuttaltro che il pezzaccio che pensavo fosse, ma senza il
modo giusto di studiarlo mi sarebbe sempre sembrato esserlo.
La Novelette di Poulenc uno dei pezzi che ho suonato almeno una
volta a settimana per ventanni e ne sono orgoglioso. Non lho mai
suonato del tutto soddisfatto, ma ho sempre creduto che questo fosse dovuto alla mancanza di tempo per esercitarmi. Con luso dei
tuoi suggerimenti ho iniziato ad analizzare cosa non andava. A parte alcune sezioni, che ovviamente non avevo imparato nel modo
giusto, il risultato pi sorprendente stato che mi era impossibile
andare a tempo col metronomo! Unanalisi pi dettagliata ne ha rivelato la causa: un sacco di musica di Poulenc richiede degli spostamenti rapidi e strambi della posizione della mano, dovendo al
tempo stesso mantenere una linea melodica. La brutta abitudine
che avevo acquisito era quella di afferrare i tasti durante gli spostamenti, disfando quindi la linea melodica con laumentare graduale della velocit del pezzo. Ora sono molto soddisfatto del modo in
cui lo suono e mi rimane anche un sacco di tempo per considerare
la musica.
Alborada del Graziosa un caso a parte. Questo un pezzo amichevolmente difficile che ho provato ad imparare in passato, ma del
quale non riuscivo a portare alcuni passaggi alla velocit giusta. La
mia solita assunzione era quella che fosse necessario pi tempo di
studio e che non riuscivo a trovarlo. Ancora una volta, per impararlo, ho applicato i metodi del tuo libro e, dopo tre settimane, non
ci sono ancora, ma posso suonarlo in gran parte alla velocit giusta
e in maniera ragionevolmente musicale. Confido di averlo tutto
nelle dita tra un paio di settimane, dopodich posso concentrarmi
sulla musica.
Da ultimo, ma non come importanza, c il preludio di Chopin. L

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RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

ho imparato per un esame quando avevo 16 anni e da allora non lo


ho mai veramente suonato. Ho iniziato a re-impararlo ed ho fatto
un paio di scoperte. Innanzitutto non lavevo mai suonato alla sua
velocit, neanche allesame, e questo era qualcosa che dovevo sistemare. Questo, tuttavia, semplicemente non funzion. Scoprii
due ragioni per cui non riuscivo a suonarlo velocemente. Primo,
avevo imparato a fingere il legato col pedale ma una volta che acceleri ottieni un miscuglio di suoni e se provi ad usare il pedale non ci
riesci. Secondo, la sezione centrale contiene, nella sinistra, alcuni
accordi arpeggiati ed allungati che si spostano ad ogni misura. Suonando lentamente sono ok, ma a velocit diventano un diavolo di
difficolt ed anche dolorosi da suonare. Fondamentalmente ho dovuto re-imparare questo pezzo: nuova diteggiatura, nuove posizioni
delle mani, diverso uso del pedale, eccetera. Ora posso suonarlo a
qualsiasi velocit senza sforzo, la ho trovata essere una dimostrazione interessante di quello che dici nel libro questo un pezzo molto
piccolo che sembra piuttosto facile, ma a velocit cambia completamente carattere e frustrer qualunque studente che usi il metodo intuitivo, a meno che non sia benedetto da una estensione della mano
di una ottava e mezza.
Concludendo, vorrei ringraziarti per aver scritto il libro ed ancor di
pi per averlo reso disponibile su internet. Ho speso un sacco di
soldi, in passato, per insegnanti molto raccomandabili e nessuno di
essi, pur non avendo dubbi sul fatto che loro abbiano compreso
queste tecniche, ha saputo insegnarmi come studiare.
(9) Penso che il tuo libro sia una valida lettura anche se molte regole
(come lo studio a mani separate, lattacco dellaccordo, ecc.) le ho
gi imparate da altri insegnanti. Nella mia logica anche se una sola
regola nuova del tuo libro funzionasse varrebbe molto di pi dei
quindici dollari che ho speso per la prima edizione. Mi piace anche
la sezione su come prepararsi ai concerti. Sono daccordo che studiare a piena velocit prima del concerto sia da evitare, ne ho parlato con il mio insegnante e vediamo diverse ragioni per non farlo
[segue una estesa dissertazione sul perch sia sbagliato ripassare il
pezzo alla massima velocit il giorno del concerto e perch pu dare
problemi, non la ho riportata qui perch non la capisco]. Ripassare
a velocit prima del concerto quindi una situazione sfavorevole.
Infine mi piacerebbe saperne di pi su come guadagnare velocit e
su come unire le mani in modo pi efficace. Alcuna musica (mi
vengono in mente le invenzioni di Bach) facile da suonare a mani

TESTIMONIANZE

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separate ma difficile a mani unite. Complessivamente mi piaciuto


leggere il tuo libro.
(10) Incoraggio tutti a provare lo studio a mani separate come descritto
nel tuo libro. Quando studiavo con Robert Palmieri alla Kent State
University, me lo faceva fare come parte della procedura di studio.
Mi ha aiutato ad andare oltre il livello dilettantistico verso una tecnica molto migliore e un modo musicale di suonare.
(11) Sulla base di quello che sono riuscito a racimolare dal tuo sito web,
ho applicato uno dei principi suonare a mani separate a piena velocit in un paio di passaggi difficili in due tipi di pezzi completamente diversi: uno un inno da chiesa, laltro un pezzo jazz. interessante come labbia scoperto andando in chiesa ieri e, al momento
di accompagnare la congregazione, le parti difficili che ho studiato a
mani separate erano tanto solide quanto lintero inno. Sembrava
che ogni volta in cui arrivavo ai punti difficili scattasse una molla
mentale che avvisava il mio cervello/sistema nervoso di eseguire
quelle parti con particolare cura e precisione. Lo stesso vale per le
parti difficili nel pezzo jazz, che ora non pi per niente un problema.
(12) Circa un anno e mezzo fa ho ordinato da te il libro I fondamenti
dello studio del pianoforte. Volevo solamente ringraziarti personalmente per il contributo. Mi ha aiutato un sacco! Non avevo mai
saputo come studiare, prima del tuo libro, perch nessuno me lo aveva mai insegnato. Sono andato a lezione, per carit, ma gli insegnanti non mi hanno mai insegnato come studiare. Non incredibile!? Credo che sia una cosa comune. Il miglior consiglio per me il
tuo suggerimento di suonare ad una velocit molto minore lultima
volta che ripassi il pezzo che stai studiando. Devo ammettere che
sviluppare questa abitudine mi molto difficile, ma ci sto provando.
Trovo che studiare lentamente sia di grande aiuto, anche studiare
una o due misure alla volta prezioso! Mi piacerebbe che memorizzare fosse pi semplice, se hai qualche idea su come farlo fammela conoscere. [Ho aggiunto un bel po di materiale sulla memorizzazione da quando ho ricevuto questa lettera.]
(13) Grazie per aver risposto alle mie domande sullo studio del pianoforte. Devo dirti che c un particolare difficile preludio di Chopin,
quello in Do# minore. Quando ho ricevuto il tuo libro ho padroneggiato in un giorno questo preludio alla sua velocit. Di sicuro
piccolo, ma molti pianisti ci combattono. Questa esperienza stata
molto incoraggiante.

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RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

(14) Sto studiando pianoforte da otto anni adesso ed ho comprato il tuo


libro un anno fa. Dopo averlo letto le mie sessioni di studio quotidiano da unora sono molto pi produttive. Imparo anche pi velocemente i nuovi pezzi. Hai mostrato acume nelle seguenti cose:
- Metodi di studio corretti.
- Come affrontare un nuovo pezzo.
- Studiare lentamente (quando farlo e perch).
- Quando suonare pi velocemente del normale.
- Come prepararsi allesecuzione in pubblico.
Non sono daccordo con tutto quello che scrivi, ma leggo il tuo libro
ogni paio di mesi cos da non perdere di vista il modo giusto di studiare.
[Questa una cosa comune: il mio libro una raccolta cos densa
che necessario leggerlo diverse volte.]
(15) Dopo una settimana sono rimasto contento di me stesso e del metodo perch ho pensato di aver MEMORIZZATO (con successo!!!)
unintera pagina a mani separate. Questo era un traguardo assolutamente sconosciuto per quel che mi riguardava, ma i problemi sono sorti quando ho cercato di mettere insieme le mani, cosa che ho
provato a fare mentre studiavo il resto del pezzo. Ho anche scoperto, provando ad impararlo, che avevo memorizzato in modo sbagliato ed ho finito per scrivermi delle note. [Questo accade probabilmente pi spesso di quanto saremmo indotti ad ammettere
quando si ha difficolt a portare a velocit il pezzo a mani unite, SI
CONTROLLI LO SPARTITO! La causa potrebbe essere un errore nel
leggere la musica. Gli errori di ritmo sono particolarmente difficili
da individuare.] Il tuo libro MI HA DATO esattamente quello che
stavo cercando e cio qualche base per scoprire come imparare
pi velocemente e pi efficientemente. Nessun insegnante mai stato in grado di darmi alcun indizio su cosa fare per imparare un pezzo. Lunico suggerimento che abbia mai ricevuto stato: Dai
unocchiata a questo e vedi cosa riesci a fare e su come migliorare
la precisione e/o la velocit: Continua a studiare, studiare, studiare COSA??? Ora ho le risposte a queste domande vitali. Grazie.
(16) Sto leggendo il tuo libro sul sito e ne sto ricavando un sacco. Mi hai
ispirato a studiare nel modo che ho sempre saputo essere il migliore,
ma che non ho mai avuto la pazienza di applicare. Quello che descrivi sugli accordi prima di provare a suonare le parti velocemente
mi ha aiutato molto. Penso che la mia incapacit a suonare oltre
una certa velocit sia dovuta a una disparit di fondo nelle dita che
non ho mai preso in considerazione. Dicevo sempre: Non posso

TESTIMONIANZE

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suonare bene veloce e basta. Sono riuscito a studiare una piccola


parte di uno studio usando lattacco ad accordo e posso effettivamente suonarlo del tutto uniformemente e senza problemi! Sono
curioso riguardo alle tue teorie sullo sviluppo dellorecchio assoluto.
Il campo di studi sembra diviso su questo: ereditariet o ambiente.
[Dal momento di questa lettera ho aggiunto gli esercizi per gli insiemi paralleli, per gli accordi ed ho scritto unampia sezione
sullacquisizione dellorecchio assoluto.]
(17) Volevo solo farti sapere quanto la mia famiglia di musicisti abbia
apprezzato il tuo libro sul suonare il pianoforte. Senza dubbio nel
libro porti avanti alcune idee innovative e poco ortodosse che funzionano veramente, anche se sembrano estreme rispetto agli standard degli insegnanti di pianoforte. [Sono daccordo] Il metodo di
studiare a mani separate sembra funzionare abbastanza bene cos
come quello di non suonare tutto cos lentamente! Inoltre il non
mettere troppa enfasi sul metronomo si sta rivelando benefico. Sicuramente i tuoi metodi hanno aiutato a velocizzare i tempi di acquisizione dei nuovi pezzi e non posso immaginare come abbiamo
fatto finora senza sapere queste tue verit musicali. Grazie ancora per aver scritto questo meraviglioso GIOIELLO di libro!
(18) Ho letto le sezioni on-line e penso che ogni insegnante di pianoforte
dovrebbe leggere questo libro. Sono uno degli sfortunati che ha
speso sette anni ad esercitarsi sulle scale e sullHanon senza nessuna
idea sul rilassamento o sui metodi di studio efficaci. Ho iniziato ad
usare i consigli sul modo giusto di studiare dai gruppi di discussione
su internet e dai vari libri, ma il tuo di gran lunga il pi completo e
convincente che abbia trovato finora.
(19) Sono un pianista di livello intermedio. Un mese fa ho scaricato alcune parti del tuo libro e devo dire in una parola che favoloso!
Essendo uno scienziato apprezzo il modo strutturato in cui la materia viene presentata e spiegata ad un livello terra terra. Ho cambiato il mio modo di vedere lo studio del pianoforte. Specialmente la
parte sulla memorizzazione mi ha aiutato a ridurre notevolmente gli
sforzi per ricordare. Il mio insegnante privato (un esecutore di concerti da solista) usa pezzi e parti del tuo metodo. Tuttavia questo
insegnante un fedele di Czerny e non ha mai sentito parlare del
pollice sopra. necessario porre pi attenzione al pollice sopra,
specialmente su come unire gli insiemi paralleli in modo continuo.
Gli ho dato una copia del libro e lo consiglio a tutti.
[Un anno dopo]

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RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

Ti avevo gi scritto una volta pi di un anno fa riguardo al tuo fantastico libro su internet. I metodi funzionano davvero. Usando i
tuoi metodi sono riuscito a imparare e padroneggiare alcuni pezzi
molto pi velocemente. I tuoi metodi funzionano veramente per i
pezzi famosi per essere difficili da memorizzare come alcune sonate
di Mozart ed alcuni pezzi che il mio insegnante dice esserlo come le
Invenzioni di Bach o alcuni preludi di Chopin. Facili usando il tuo
metodo. Sto affrontando la Fantaisie Impromptu e questo pezzo che
sembrerebbe impossibile ora appare alla mia portata! Mi piace anche il tuo contributo sulla mente subcosciente. Mi chiedevo se tu
conoscessi il libro di J.D.Sarno, The Mindbody Prescription.
Questo libro parla del subcosciente nello stesso tuo modo. Nella
mia tesi di dottorato ho risolto un sacco di enigmi teorici che sembravano insolubili proprio come hai fatto tu. Ho nutrito il cervello
e qualche giorno dopo la soluzione saltata fuori. Quindi quello
che scrivi decisamente corretto!
(20) I tuoi suggerimenti su come memorizzare la musica creando associazioni (una storia per esempio) mi sembravano stupidi, ma mentre
studiavo non potevo fare a meno di chiedermi a cosa avrei associato
certi passaggi musicali che avevano un accordo di Fa. Mi venuto
in mente F come FAllire. Ho pensato che non fosse molto incoraggiante come pensiero! Adesso per ogni volta che arrivo a quella frase mi ricordo del Fa: ce lho. Capperi! Grazie. Il tuo libro
molto utile, rispecchia i suggerimenti del mio insegnante, ma con
maggiori dettagli. Quando non posso suonare il pianoforte non c
niente di pi divertente che leggere sul suonare il pianoforte. Nelle
ultime settimane prima del mio ultimo saggio, il mio insegnante mi
ha consigliato di andare avanti nonostante gli errori e tornare indietro dopo a lavorare sulle misure problematiche, molto di quello che
suggerisci, anche se stato lunico momento in cui venuto fuori.
Lei dice che la maggior parte delle persone non si accorge neanche
dellerrore a meno che non venga interrotta la musica. Il suo punto
quello di non fermarsi e tornare dopo alla misura problematica.
Mi ritrovo a correggermi un sacco da solo (balbettare): ho intenzione di focalizzarmi sul non farlo. Questo consiglio non intuitivo, lo
sai, uno corregge gli errori naturalmente quando accadono. Mi
rendo ora conto che cos facendo non si fa altro che aiutarli a presentarsi.
(21) Mi sono imbattuto nel tuo libro on line sullo studio del pianoforte
mentre cercavo articoli sullorecchio assoluto. Dopo averlo letto
sono rimasto impressionato dallapproccio scientifico che hai usato.

TESTIMONIANZE

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Mi ha aiutato molto specialmente il concetto di muro di velocit e


come superarlo. Ho trovato il tuo libro proprio al momento giusto,
perch vengono trattati molti dei problemi che incontro suonando il
pianoforte. Molti insegnanti di pianoforte sembrano non avere un
chiaro concetto scientifico di come trattare i problemi specifici degli
studenti di livello intermedio. Sto perci affrontando il tuo libro sezione per sezione con buon successo. Mancano parecchie cose: in
alcuni capitoli delle figure sarebbero daiuto (come la corretta posizione della mano, il pollice sopra, gli esercizi per gli insiemi paralleli); qualcosa come una tabella cronologica della seduta di studio potrebbe tornare utile (Studiare a freddo sarebbe in prima posizione
per esempio); parli sempre dellimportanza di QUANDO fare COSA,
potresti ordinare gli esercizi che spieghi in modo che siano il pi efficaci possibile? Comunque voglio esprimere la mia pi profonda
approvazione per il tuo progetto!
(22) Per tutto questo inverno ho continuato ad imparare il pianoforte per
conto mio e devo dire che ogni parola del tuo libro vera. Ho studiato pianoforte per diversi anni ed ho fatto solo progressi medi.
Siccome amo il pianoforte e la musica romantica, questo mi fa impazzire e mi frustra profondamente. Dopo aver applicato i tuoi metodi, da circa un anno a questa parte, ho fatto progressi tremendi.
Sto lavorando su diversi pezzi contemporaneamente, composizioni
che non avrei mai pensato di poter suonare: magnifico. Oggi ho
un piccolo repertorio che posso suonare con grande soddisfazione.
(23) Ho ordinato e ricevuto la prima edizione del tuo libro ed ho letto
alcune sezioni della seconda. Ho trovato le tue informazioni estremamente valide. Ti sto mandando questa e-mail perch spero di ottenere qualche consiglio sul mio concerto in arrivo. Sono estremamente nervoso, ma dopo aver letto le sezioni sui concerti ne capisco
limportanza. Magari avessi avuto le tue note sulla memorizzazione
quando ho iniziato, perch ci ho messo veramente un sacco di tempo a memorizzarlo (nel modo sbagliato). Non sono sicuro su come
eseguire il pezzo per questo concerto; nei pochi casi in cui ho suonato per gli altri incespicavo in certi passaggi perch dimenticavo
dovero a causa del nervosismo. Questo il mio primo concerto
quindi non so cosa aspettarmi e qualunque consiglio o trucco su
come prepararmi ben accetto.
[Dopo un po di scambi su cosa doveva suonare, ecc. gli ho dato lo
scenario delle tipiche sedute di studio per preparare un concerto e
cosa aspettarsi durante lesecuzione. Dopo il concerto ho ricevuto
questa:]

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RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

Volevo solo farti sapere che il concerto andato estremamente bene, considerando che era la prima volta. I consigli che mi hai dato
sono stati di grande aiuto. Allinizio ero nervoso, ma poi mi sono
focalizzato (esattamente come mi avevi detto sarebbe successo). Sono stato anche in grado di focalizzarmi sulla musica piuttosto che sui
movimenti. Il pubblico rimasto stupito dalle mie capacit di suonare a memoria (esattamente come avevi detto avrebbe fatto). Avevi ragione anche nel dire che unesperienza positiva come questa
mi avrebbe aiutato nella sicurezza in me stesso: mi sento alla grande
riguardo al concerto! Il mio insegnante viene da [un famoso conservatorio] ed insegna gli esercizi Hanon ed altro materiale sulla
tecnica. Questo il motivo per cui il tuo libro stato una miniera
doro. Voglio riuscire a suonare i pezzi che mi piacciono senza dover spendere ventanni per impararli, ma credo di aver bisogno anche di un insegnante.
(24) [Infine centinaia di comunicazioni del tipo:]
- Devo dire che il tuo libro eccellente.
- Da quando ho letto il libro di C. C. Chang I fondamenti dello
studio del pianoforte ho provato i suoi suggerimenti. Grazie a
chi me lo ha indicato ed al signor Chang per aver speso il tempo
di scriverlo e di averlo reso disponibile.
- Ho trovato le tue pagine web molto utili per il mio lavoro di pianista.
- Il tuo lavoro magnifico!
- Questo daiuto ed incoraggiante, visto che ritorno al pianoforte dopo anni senza averne avuto uno a disposizione. Grazie!
- Mi sei stato di grande aiuto.
- Da quello che ho letto finora tutto molto sensato e non vedo
lora di provarlo.