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Chuan C.

Chang

i fondamenti dello
studio del pianoforte

UN LIBRO DI

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PUBLISHING COMPANY

I Fondamenti dello Studio del Pianoforte


di Chuan C. Chang
Titolo originale dellopera:
Fundamentals of Piano Practice
Copyright 19912004, Colts Neck, N.J., U.S.A.
Traduzione dallamericano a cura di Roberto Gatti
Copyright 2004, Milano. Propriet letteraria riservata.
ISBN: 88-900756-5-1.
Editore: Juppiter Consulting Publishing Company
tel. 02 5275500, http://www.juppiterconsulting.it
http://www.studiarepianoforte.it

Prima edizione, marzo 2004.


Stampa: Selecta SpA, via Quintiliano, Milano.

Giammai nessuna parte del presente libro potr essere riprodotta, memorizzata in un sistema che ne permetta
lelaborazione, n trasmessa, in qualsivoglia forma e con qualsivoglia mezzo elettronico o meccanico, n potr
essere fotocopiata, registrata o riprodotta in altro modo, senza previo consenso scritto dellEditore, tranne nel
caso di brevissime citazioni contenute in articoli o recensioni.

Appendici

RIFERIMENTI,
TESTIMONIANZE

RIFERIMENTI
1 - Recensioni di Libri
A) Conclusioni Generali sui Libri Recensiti
(1) Negli ultimi cento anni c stata piuttosto unevoluzione della letteratura sulla tecnica pianistica, sebbene il pianoforte stesso, cos come la capacit tecnica dei pianisti, sia cambiata poco in confronto.
Questa evoluzione della letteratura si trascinata molto indietro rispetto ai miglioramenti dello strumento nell800; questi miglioramenti nella produzione del suono e nella velocit della meccanica
hanno richiesto molta pi abilit per sfruttarne tutte le magnifiche
propriet. Sovra-semplificando, la letteratura del pianoforte si
evoluta dallattenzione (ed esercizi) per le dita, ad usare lintero
corpo, al rilassamento, allesecuzione musicale. Le vecchie pubblicazioni tendono quindi a contenere concetti oggi screditati. Ovviamente questo non significa che Mozart, Beethoven, Chopin e
Liszt non abbiano avuto la tecnica corretta, ma solo che chi ha registrato la letteratura ha scritto solo delle grandi esecuzioni, non quello che si doveva fare per diventare cos bravi.

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RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

(2) Un concetto che non cambiato che le considerazioni musicali,


come ritmo, tono, fraseggio, ecc. non possono essere separate dalla
tecnica.
(3) Quasi tutti i libri trattano un sottoinsieme degli stessi argomenti, le
differenze principali sono nellapproccio e nel grado di dettaglio
presentato da ognuno. Prima trattano la mente e lanatomia umana e la loro relazione con il pianoforte: latteggiamento mentale e la
preparazione, la posizione come sedersi, laltezza dello sgabello, il
ruolo di braccia, mani, dita spesso con esercizi appropriati ed
unanalisi degli infortuni. Poi i concetti di tecnica e musicalit: tocco, tono, pollice, legato, staccato, diteggiatura, scale, arpeggi, ottave, accordi, note ripetute, velocit, glissando, pedale, tempo di studio, memorizzazione, eccetera. C sorprendentemente poca letteratura sul leggere a prima vista.
(4) Tranne poche eccezioni, la maggioranza scoraggia luso del pollice
sotto per suonare le scale; tuttavia un movimento valido in alcune applicazioni specifiche. Chopin preferiva il pollice sotto per il
suo legato, ma insegnava il pollice sopra dove era tecnicamente
vantaggioso.
(5) In molti dei libri la mancanza di riferimenti riflette il fatto che i metodi di insegnamento del pianoforte non sono mai stati documentati adeguatamente e correttamente. Ciascun autore doveva effettivamente ogni volta re-inventare la ruota. Questo si riflette anche
nei metodi di insegnamento: venivano fondamentalmente passati
oralmente da insegnante a studente in modo simile a quanto fatto
dagli uomini primitivi che tramandavano in tal modo, di generazione in generazione, il loro folklore e la loro medicina.
Il libro della Whiteside fu ampiamente acclamato principalmente
perch fu il primo vero tentativo di approccio scientifico alla scoperta di metodi di studio migliori. Secondo gli aneddoti, tuttavia,
gran parte delle sue scoperte erano state insegnate da Chopin,
apparentemente questa informazione non era disponibile alla Whiteside. Lei fall miseramente perch, sebbene avesse condotto esperimenti e documentato i risultati, non utilizz un linguaggio chiaro,
non li organizz e non fece alcuna analisi (causa-effetto, ecc.) necessaria per un buon progetto scientifico.
Un eccessivo numero di insegnanti rivendica di insegnare il metodo di Liszt, ma c solo una preziosa e frammentaria documentazione di cosa esso sia. C abbondante letteratura riguardo a dove
and, a chi incontr ed a chi insegn, come suonava e quali magi-

RIFERIMENTI

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che imprese eseguiva al pianoforte, ma non c praticamente alcuna


registrazione di cosa dovesse fare uno studente per suonare in quel
modo.
(6) Il libro di Chang (specialmente la seconda edizione) lunico che
fornisce le regole per risolvere problemi specifici iniziali (superare i
muri di velocit, rilassamento, resistenza, studiare lentamente/velocemente, ecc.) che dovrebbero essere imparate allo stadio di
principianti, ma che non sempre vengono insegnate. Gli altri libri
trattano in gran parte dei livelli superiori del suonare il pianoforte e assumono che, grazie a qualche magia, lo studente abbia acquisito la tecnica di base. Ovviamente importante imparare
dallinizio queste abilit di livello superiore, ma il libro di Chang
riempie una vera lacuna della letteratura riguardante lacquisizione
della tecnica.

B) Recensioni
Queste recensioni non sono da intendersi come oggettive o comprensive: si concentrano principalmente su quanto questi libri siano rilevanti
allo studente di pianoforte interessato alla tecnica pianistica. La maggior parte del materiale irrilevante stata ignorata.
Autore, Titolo, Anno di pubblicazione, Numero di pagine
Riferimenti: citazione o meno (indica quanto il libro sia accademico).
Note
Bree, Malwine, The Leschetizky Method, 1997 (1913), 92 p.
Riferimenti: no.
Discendenza insegnamento: Beethoven-Czerny-Leschetizky-Bree.
Sebbene il libro sia comparso nel 1997 una ripubblicazione di materiale del 1913.
Libro di esercizi per sviluppare la tecnica. Foto della posizione delle
dita. Propone il metodo del pollice sotto. Posizione della mano. Esercizi di indipendenza delle dita, scale, accodi, tocco, glissando, pedale,
esecuzioni in pubblico, ecc. un trattato abbastanza completo.
Lo si legga per trovare i vecchi metodi consolidati.

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RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

Bruser, Madeline, The Art of Practicing, 1997, 272 p.


(http://artofpracticing.com)
Riferimenti: si.
Basato sul partire preparando la mente (meditazione) ed il corpo (esercizi di stiramento) entra in numerosi particolari delle abilit al pianoforte. La quantit di istruzioni sul pianoforte sfortunatamente ridotta
da quelle parallele sugli altri strumenti (principalmente a corda ed a fiato). Sebbene gli esercizi fisici (ginnastica) siano buoni, quelli come le
scale non sono utili.
Contiene una piccola quantit di informazioni utili.
a

Chang, Chuan C., Fundamentals of Piano Practice, 1 ed, 1994, 130 p.


(http://members.aol.com/cc88m/PianoBook.html)
Riferimenti: no.
Discendenza Insegnamento: Long-Combe.
Insegna i metodi pi elementari per acquisire rapidamente la tecnica
(studio a mani separate, attacco ad accordo, insiemi paralleli, accorciare
i passaggi difficili, memorizzare, rilassamento, eliminare i muri di velocit, ecc.). Nessun altro libro parla di tutti questi elementi essenziali
necessari ad un progresso veloce ed una tecnica corretta. Tratta anche
la lettura a prima vista, la preparazione dei concerti, il controllo del
nervosismo, le cadute, quali esercizi vanno bene e quali sono inutili o
dannosi, imparare lorecchio assoluto, delineare, eccetera. Ha un capitolo sullaccordatura per dilettanti, spiega la scala cromatica, il temperamento. Si vada al sito web e si clicchi sul collegamento contenuti
per scaricare gratuitamente la seconda edizione, una edizione aggiornata ed espansa della prima.
Una lettura obbligata.
Eigeldinger, JJ., Chopin, pianist and teacher as seen by his pupils, 1986, 324 p.
Riferimenti: si.
Il libro pi accademico e la raccolta pi completa di materiale rilevante su Chopin riguardo ad insegnamento, tecnica, interpretazione e storia. A causa della mancanza di documentazione diretta dellepoca di
Chopin praticamente tutto il materiale aneddotico. Nonostante ci
laccuratezza indiscutibile a causa dellesaustiva documentazione, della mancanza di condizionamento riconoscibile e del fatto ovvio che una
tale profonda comprensione sarebbe potuta venire solo da Chopin stesso i risultati sono misteriosamente in accordo con il miglior materiale
oggi a disposizione. Eigeldinger ha sistemato gli argomenti in gruppi

RIFERIMENTI

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(tecnica, interpretazione, citazioni, spartiti annotati e con diteggiatura,


stile di Chopin). Desidero certamente ci fosse stato pi materiale tecnico, ma ci dobbiamo tutti rendere conto che la mancanza di documentazione allepoca di Chopin ha portato alla perdita di una grossa fetta di
ci che insegn. Nel caso di F. Liszt la situazione molto peggiore.
Gli insegnamenti tecnici sono presentati concisamente alle pagine 2364. Questi sono praticamente in pieno accordo con quelli delle migliori
fonti da Liszt a Whiteside a Fink, Sandor, Suzuki e questo libro
(Chang). La presentazione in netto contrasto con Whiteside; qui
autorevole (Whiteside a volte ritratta le sue scoperte), breve (solo 41
pagine rispetto alle 350 della Whiteside), organizzata e chiara, coprendo gli stessi argomenti. La seconda parte (pagine 65-89) tratta linterpretazione e quindi contiene molte meno informazioni sulla tecnica, ma
ugualmente informativa quanto la prima. Tratta (molto!) brevemente
come interpretare ciascuna delle sue principali composizioni. Le restanti duecento pagine sono dedicate a documentazione, illustrazioni,
annotazioni e diteggiature di Chopin sulle sue composizioni ed un appunto di dieci pagine su materiale elementare da insegnare ai principianti.
Note sulla tecnica: Chopin era un autodidatta, si sa poco di come impar da giovane. Non credeva negli esercizi (consigliava non pi di tre
ore al giorno di studio). I metodi di Chopin non sono contrari a quelli
di Liszt come potrebbe sembrare allinizio, sebbene questi studiasse
spesso pi di dieci ore al giorno e consigliasse esercizi fino ad esaurimento. Chopin, come Liszt, scrisse degli studi e gli esercizi di Liszt
non erano ripetizioni meccaniche, ma metodi specifici di acquisizione
della tecnica.
Si impari a far musica prima di imparare la tecnica. Deve essere coinvolto lintero corpo e luso del peso del braccio un elemento chiave
della tecnica. Insegnava il pollice sopra (soprattutto quando il tasto
passato nero), cos come il pollice sotto e, di fatto, permetteva a
qualunque dito di passare sopra qualunque altro quando vantaggioso.
Il pollice non era unico e doveva essere libero, ciascun dito era tuttavia diverso. Il pollice sopra (cos come altre dita) era particolarmente
utile nelle scale cromatiche doppie (terze, ecc.) Per Chopin il pianoforte doveva parlare e cantare, per Liszt era unorchestra. Siccome la scala di Do Maggiore pi difficile, usava quella di Si Maggiore per insegnare il rilassamento ed il legato; ironicamente meglio iniziare ad imparare le scale staccato, per eliminare i difficili problemi del legato, tuttavia, alla fine, tornava sempre alla sua specialit il legato. Arpeggi

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RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

ampi richiedono una mano flessibile piuttosto che una grande estensione. Il rubato consiste nel tenere rigorosamente il ritmo mentre si prende a prestito e si restituisce del tempo alla melodia. [A mio parere questa definizione viene spesso citata male e fraintesa: solo perch lo ha
detto qualche volta non significa che lo applicava a tutto. Questa definizione di rubato si applica specialmente alla situazione in cui la mano
destra suona rubato mentre la sinistra tiene rigorosamente il tempo.
Certamente Chopin permetteva anche che il rubato fosse libert, per
amor di espressione, dal tempo rigoroso]. Chopin preferiva il Pleyel,
un pianoforte con meccanica molto leggera. La sua musica, specialmente i pianissimo ed i legato, decisamente pi difficile da suonare
sugli strumenti moderni.
Una lettura obbligata.
Fink, Seymour, Mastering Piano Technique, 1992, 187 p.
Riferimenti: si (eccellente elenco), video.
Il pi accademico dei libri qui elencati, si addice al lavoro di un professore universitario. Trattato scientifico che usa la corretta terminologia (contrariamente alla Whiteside che spesso non si rendeva conto della terminologia standard), facile da capire, inizia con lanatomia umana
e le sue relazioni con il pianoforte, seguita da un elenco dei movimenti
coinvolti nel suonare, incluso il pedale. Le scale non vanno suonate
con il pollice sotto, ma un movimento importante (p.115). Illustra
ciascun movimento ed i corrispondenti esercizi al pianoforte. Buona
descrizione delle cadute. Approccio rigorosamente meccanico, ma questo libro enfatizza la produzione di un tono pi ricco e il suonare con
emozione. I movimenti sono difficili da decifrare dai diagrammi facendo cos desiderare di comprare il video. Si deve leggere o Fink o Sandor, preferibilmente entrambi perch hanno un approccio agli stessi argomenti da punti di vista diversi. Alcuni lettori possono amarne uno e
odiare laltro. Fink si basa su esercizi, Sandor si basa pi su esempi da
composizioni famose.
La prima met un trattato di tutti i movimenti fondamentali ed i relativi esercizi. Sono inclusi: pronazione, supinazione, adduzione, abduzione, posizioni della mano (distesa, palmo, presa), colpi di dita, movimenti dellavambraccio, del braccio, delle spalle (spinta, trazione, ciclare), eccetera. La seconda sezione applica questi movimenti ad esempi
tratti da famosi classici da Ravel, Debussy e Rachmaninoff a Chopin,
Beethoven, Mozart e molti altri.
Una lettura obbligata, questo o Sandor.

RIFERIMENTI

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Hofman, J., Piano Playing, With Piano Questions Answered, 1909, 183 p.
Riferimenti: no.
Discendenza Insegnamento: Moszkowki-Rubinstein.
La prima met ha a che fare con regole generali molto utili e la seconda sotto forma di domande e risposte. La maggior parte del libro
tratta concetti generali; istruzioni tecniche non molto dettagliate.
Un libo non essenziale per la tecnica, ma un buon approfondimento.
Gieseking W. e Leimer K., Piano Technique, 1972, due libri in uno.
Riferimenti: no.
Discendenza Insegnamento: Leimer-Gieseking.
Primo libro: 77p.
Importanza di ascoltare, metodo dellintero corpo (stile scuola del
peso del braccio), concentrazione, studio preciso, attenzione ai dettagli.
Eccellente trattato su come analizzare una composizione per studiare e
memorizzare. Questo libro rappresentativo di gran parte dei libri
scritti da questi grandi esecutori. Il tipico consiglio sulla tecnica la
concentrazione, lo studio preciso e lattenzione ai dettagli porter automaticamente alla tecnica, si usi lorecchio oppure tutte le note di
un accordo devono suonare assieme senza nessun consiglio su come di
fatto acquisire ciascuna abilit tecnica in particolare.
Accompagna nello studio dellInvenzione N.1 in Do Maggiore,
lInvenzione a Tre Voci N.1 in Do Maggiore di Bach e la sonata N.1 di
Beethoven, ma pi dal punto di vista dellanalisi e dellinterpretazione
che da quello dellabilit tecnica. Guida attraverso i primi tre movimenti della sonata di Beethoven, poi liquida il pi impegnativo quarto
movimento come non presentante nuovi problemi! Si noti che
questultimo movimento richiede una forte, difficile e molto veloce diteggiatura 524 seguita da un arpeggio discendente della sinistra da farsi
pollice sopra e rapidi, precisi e lunghi salti di accordo nella destra. Sono questi ci per cui avremmo voluto qualche consiglio da Gieseking.
Il libro di Chang riempie questa carenza fornendo lassistenza mancante nel Capitolo Uno, Sezione III.8.
Vale la pena leggerlo anche solo per i consigli specifici sui tre pezzi.
Secondo libro: 56 p.
Importanza del ritmo, contare, tempismo preciso, fraseggio. Eccellente sezione sulluso del pedale. Contiene alcune informazioni specifiche
difficili da trovare altrove.

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RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

Lhevine, Josef, Basic Principles in Piano Playing, 1972, 48 p.


Riferimenti: no.
Eccellente trattato su come produrre un buon tono. Breve discussione di: conoscenza elementare dei tasti, scale, ritmo, allenamento dellorecchio, piano e forte, precisione, staccato, legato, memorizzare, tempi
di studio, velocit, pedale. Essenzialmente superficiale il libro troppo breve. Buon riassunto generale, ma carente di dettagli specifici e
non contiene materiale che non si possa trovare altrove.
Green B. e Gallwey T., The Inner Game of Music, 1986, 225 p.
Riferimenti: no.
Approccio mentale alla musica: rilassamento, consapevolezza, fiducia.
Quasi nessuna istruzione tecnica sul suonare il pianoforte. Solo per chi
crede che un atteggiamento mentale sia la chiave per suonare.
Chi fosse interessato a ricette specifiche per studiare trover poche informazioni utili.
Prokop R., Piano Power, a Breakthrough Approach to Improving your Technique, 1999, 108 p.
Riferimenti: pochi.
Dallintroduzione sembrerebbe che questo sia il libro che tutti stavano
cercando. Tuttavia pi si legge e pi ci si disillude. Lautore, pianista,
insegnante e compositore, ha iniziato ad imparare usando il metodo
intuitivo ed i suoi insegnamenti consistono ancora per il 50% in questi
(si veda il Capitolo Uno, Sezione I di Chang). Non conosce, ad esempio, il metodo pollice sopra e va quindi incontro a molti problemi.
Gli insegnamenti consistono in teoremi che lui dimostra. Leggendone solo alcuni evidente che nella tecnica pianistica non si possono
dimostrare teoremi come in matematica, e questo discredita lintero libro. Tira fuori alcune idee utili: (1) limportanza dei muscoli estensori
(sollevare le dita), il sollevamento preciso delle dita (e dei pedali) importante giusto quanto unaccurata discesa del tasto; fornisce esercizi
per sollevare ciascun dito e d la migliore descrizione di ossa, tendini e
muscoli delle dita/mano/braccia e come/quali movimenti sono controllati da ciascuno; (2) analisi dettagliata dei vantaggi/svantaggi delle mani
piccole/medie/grandi. Il libro pu confondere/sviare gli studenti meno
informati perch buone idee sono mescolate con pessime idee. Non c
alcun passo avanti (si veda il titolo).
Lettura consigliata solo a chi sappia separare le idee utili da quelle errate.

RIFERIMENTI

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Richman, Howard, Super Sight-Reading Secrets, 1986, 48 p.


Riferimenti: no.
Questo libro non n super n contiene segreti, ma il migliore sulla
lettura a prima vista. Contiene tutti i fondamentali, vengono descritti
in completo dettaglio, insegnandoci tutta la terminologia e metodologia
corrette. Inizia da zero (come leggere la musica per i principianti) e
progredisce logicamente per tutto il percorso fino ai livelli avanzati di
lettura a prima vista: particolarmente utile al principiante. anche
conciso perci si dovrebbe leggere tutto il libro una volta prima di cominciare qualche esercizio vero. Inizia con come affrontare psicologicamente la lettura a prima vista. I componenti elementari sono: Altezza, Ritmo e Diteggiatura. Dopo uneccellente introduzione alla notazione musicale vengono dati esercizi appropriati, poi il processo del
leggere a prima vista nei suoi componenti visuali, neurali, muscolari e
uditivi che cominciano sullo spartito e finiscono nella musica. Questo
seguito da esercizi per imparare ad orientarsi sulla tastiera (trovare le
note senza guardare) e sulla percezione visuale (riconoscere istantaneamente cosa suonare). Ci potrebbero volere, in base alla persona, da
tre mesi a quattro anni per imparare; si dovrebbe studiare ogni giorno.
Infine, circa una pagina di idee sul livello avanzato di lettura a prima
vista.
Una lettura obbligata.
Sandor, Gyorgy, On Piano Playing, 1995, 240 p.
Riferimenti: no.
Discendenza Insegnamento: Bartok-Kodaly-Sandor.
Il libro pi completo, accademico e costoso. Contiene gran parte del
materiale del Fink e insiste sui metodi del peso del braccio. Parla di:
caduta libera, scale (metodo pollice sopra, la descrizione pi dettagliata
di come suonare scale e arpeggi pag. 52-78), rotazione, staccato, spinta,
pedali, tono, studio, memorizzazione, esecuzione. Accompagna nello
studio dellintera Sonata Waldstein (Beethoven)
Numerosi esempi su come applicare i principi del libro su composizioni di Chopin, Bach, Liszt, Beethoven, Haydn, Brahms, Schumann e
molti altri. Questo libro molto completo: copre argomenti dalleffetto
della musica sulle emozioni, allanalisi del pianoforte, allanatomia umana, ai movimenti elementari per suonare, alleseguire in pubblico e
registrare. Molti argomenti non vengono tuttavia trattati sufficientemente in dettaglio.
Una lettura obbligata, ma Fink d informazioni simili a minor prezzo.

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RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

Sherman, Russell, Piano Pieces, 1997


Riferimenti: no.
Consiste in cinque sezioni che trattano suonare, insegnare, questioni
culturali, spartiti musicali e tutto il resto. I contenuti non sono disposti in un ordine particolare, mancano vere soluzioni o conclusioni. Parla di politica dellarte (musica), opinioni, giudizi e osservazioni con cui i
pianisti si possono ritrovare; se i non pianisti riescano a comprendere
queste riflessioni discutibile, ma fornir delle opinioni. Posizione per
sedersi, il pollice come bilanciatore della quantit di moto. Dita = truppe, ma corpo = approvvigionamenti, supporto, portaerei e produzione.
Dita vs. Corpo = Venditori vs. Presidente. Controllare le dita non risulta perci in musica. I pezzi facili sono validi per imparare a fare musica. Quale valore ha imparare il pianoforte? Non neanche una
buona carriera finanziariamente. Si dovrebbero far scivolare le dita?
Cosa coinvolto nella bellezza e nel carattere del suono del pianoforte?
Quanto sono importanti i pianoforti di qualit ed i buoni accordatori?
Pro e contro delle competizioni (principalmente contro), prepararsi ad
esse; non fare musica e spesso diventa pi una gara datletica; lo
stress e lo sforzo ne valgono la pena? Il giudizio non mai perfetto;
tutti i problemi che i pianisti, gli insegnanti, i genitori devono affrontare; descrive molti dei principali problemi ma offre poche soluzioni.
Questo libro tocca numerose questioni, ma senza obiettivo come il
suo titolo.
Lo si legga solo se si ha tempo da perdere.
Suzuki, Shinichi (ed altri), due libri (ce ne sono di pi):
The Suzuki Concept: An Introduction to a Successful Method for Early Music
Education, 1973, 216 p.
Riferimenti: no, ha una bibliografia ampia ed eccellente.
Principalmente per linsegnamento del violino cominciando in giovane et. Un piccolo capitolo (7 pagine) sui metodi di insegnamento del
pianoforte.
How to teach Suzuki piano, 1993, 21 p.
Riferimenti: no.
Una breve, generica illustrazione dei metodi Suzuki per pianoforte. I
metodi descritti da Chang sono in generale daccordo con i metodi Suzuki. Lasciare che il bimbo ascolti; niente Bayer, Czerny, Hanon o
studi (neanche Chopin!), deve eseguire in pubblico; gli insegnanti devono avere metodi di insegnamento omogenei e discussioni aperte
(gruppi di ricerca); equilibrio tra memoria e lettura, ma la memorizza-

RIFERIMENTI

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zione pi importante. Agli insegnanti viene dato un insieme ristretto


di musica graduata sulla quale basare le proprie lezioni. Suzuki certamente una scuola di insegnamento centralizzata e come tale ha molti
dei vantaggi delle facolt universitarie e dei college musicali consolidati,
ma il livello accademico , in generale, pi basso. Gli insegnanti Suzuki
sono almeno un livello sopra linsegnante privato medio perch devono
rispettare certi standard minimi. Descrive molti approcci generali
allinsegnamento, ma pochi dettagli su come studiare pianoforte per la
tecnica. Classico esempio di come un sistema autoritario possa eliminare i pessimi insegnanti imponendo standard minimi.
Walker A., Franz Liszt, The Virtuoso Years, 1811-1847, 1983, 481 p.
Riferimenti: si.
Questo il primo di tre libri, copre il periodo dalla nascita di Liszt fino al momento in cui decise di smettere di eseguire in pubblico allet
di 36 anni. Il secondo libro copre gli anni 1848-1861, quando si dedic
principalmente a comporre. Il terzo libro copre gli anni 1861-1886, i
suoi anni finali. Qui recensisco solo il primo libro.
Liszt noto come il pi grande pianista di tutti i tempi. Ci aspetteremmo quindi di imparare da lui come acquisire la tecnica. Sfortunatamente qualsiasi libro scritto su Liszt una delusione assoluta da questo punto di vista. Credo che la tecnica fosse allora un segreto industriale e le sue lezioni non vennero mai documentate. Paganini studiava in completa segretezza ed accordava di nascosto il suo violino diversamente per raggiungere risultati che nessun altro avrebbe potuto
ottenere. Chopin, invece, fu un compositore ed insegnante professionista erano queste le sue fonti di reddito e ci sono diversi resoconti
delle sue lezioni. Le rivendicazioni di fama di Liszt erano le sue esecuzioni in pubblico. Il suo successo in questo si riflette nel fatto che praticamente ogni libro su di lui una cronaca ripetitiva e senza fine delle
sue incredibili esecuzioni. Credo, a questo riguardo, che la segretezza
spiegherebbe il perch cos tanti pianisti del tempo rivendicano di essere stati studenti di Liszt e nonostante ci raramente descrivono i suoi
metodi di insegnamento in qualsiasi dettaglio utile. Tuttavia, quando si
indagano questi dettagli tra gli insegnanti moderni della Scuola Liszt,
si scopre che usano tutti metodi simili (mani separate, accorciare i passaggi difficili, attacco ad accordo, ecc.) Qualunque sia stata la vera ragione, i metodi di insegnamento di Liszt non furono mai adeguatamente documentati. Un lascito che Liszt ci fece il ben noto fatto che i tipi
di imprese che eseguiva sono umanamente possibili. Questo importante perch significa che noi tutti potremmo fare cose simili se riuscis-

408

RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

simo a scoprire come faceva lui. Molti pianisti lo fanno e spero che il
mio libro sia un passo nella direzione giusta per produrre documentazione scritta dei migliori metodi noti per lo studio del pianoforte.
Il libro di Walker tipico degli altri libri su Liszt che ho letto: fondamentalmente una cronaca della sua vita, non un libro di testo su come imparare il pianoforte. Come tale una delle migliori biografie e
contiene numerose analisi di particolari composizioni con specifici requisiti e difficolt. Sfortunatamente una descrizione di un passaggio
impossibile che fu eseguito con la pi grande facilit non ci insegna
come eseguirlo.
Questa carenza di informazioni tecniche
sullinsegnamento sorprendente in vista del fatto che i resoconti bibliografici su Liszt arrivano ad essere oltre mille! Infatti qualsiasi informazione tecnica utile che potremmo indovinare da questo libro deve
essere dedotta dal contenuto usando le nostre conoscenze sul pianoforte (si veda pi avanti lesempio sul rilassamento). La sezione intitolata
Liszt e la tastiera (pag. 285-318) contiene alcune indicazioni su come
suonare. Come in tutti i tre libri, Liszt riverito come un semi-dio che
non poteva sbagliare, dotato anche di super-mani in qualche modo configurate idealmente per il pianoforte poteva facilmente raggiungere
una decima. Questo pregiudizio riduce la credibilit e gli incessanti e
ripetitivi resoconti di esecuzioni super-umane sono noiosi e detraggono
dalla vasta quantit di dettagli rivelatori ed affascinanti presenti in questi libri.
La cosa forse pi interessante, dal punto di vista della tecnica pianistica, che Liszt era un uomo magro e malaticcio fin dalla prima giovinezza. A tre anni fu dato per morto dopo una malattia ed ordinarono
addirittura la bara. Non inizi pianoforte fino a sei anni e non ne ebbe
neanche uno decente su cui studiare fino a sette perch la famiglia era
povera. Il padre, un musicista di talento ed un pianista passabile, gli
insegn e dalla nascita lo immerse nella musica. Il suo primo vero
insegnante fu Czerny allet di 11 anni e questi rivendica di avergli insegnato tutta labilit tecnica fondamentale. Riconosce, tuttavia, che
quando si conobbero Franz era gi un ovvio prodigio il che sembra
sospettosamente contraddittorio. Franz di fatto si ribellava agli esercizi
di Czerny, ma nonostante ci li us estensivamente per il suo sviluppo
tecnico. Le cose che studiava erano quelle fondamentali: volate, salti,
note ripetute. La mia interpretazione che queste non fossero ripetizioni meccaniche per costruire i muscoli, ma esercizi di abilit con in
mente obiettivi specifici: una volta raggiunti si passava oltre.

RIFERIMENTI

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Come fa una persona fragile ad eseguire esercizi impossibili fino ad


esaurimento? Rilassandosi! Liszt potrebbe essere stato il pi grande
esperto mondiale sul rilassamento, per necessit. A questo riguardo
potrebbe non essere una coincidenza che anche Paganini fosse un uomo malaticcio. Quando divenne famoso, sulla trentina, aveva la sifilide
e la sua salute deterior ulteriormente a causa di una dipendenza dalle
scommesse e della contrazione della tubercolosi. Nonostante ci questi
due uomini dalla salute cagionevole furono i due pi grandi maestri nei
rispettivi strumenti. Il fatto che fossero entrambi deboli indica che
lenergia per le esecuzioni sovraumane non arriva dalla potenza muscolare atletica, ma, piuttosto, da una completa padronanza del rilassamento. Anche Chopin era dal lato fragile e prese la tubercolosi. Una triste
nota storica su Paganini, oltre alla poca salute ed i primitivi tentativi di
chirurgia del tempo, sono le circostanze della sua orribile sorte: ci fu un
ritardo nella cremazione e fu lasciato marcire in una cisterna di cemento.
Un altro notevole insegnante di Liszt fu Salieri, che gli insegn composizione e teoria. Salieri era allora ultra-settantenne e per anni aveva
sofferto del sospetto di aver avvelenato Mozart per invidia. Liszt stava
ancora migliorando a 19 anni. Le sue imprese erano accreditate di rendere popolare il pianoforte. Gli si d credito dellinvenzione dei
concerti di pianoforte (portandolo dal salone alla sala da concerti).
Uno dei suoi stratagemmi fu luso di tanti pianoforti, cos come tanti
pianisti. Ha anche suonato concerti multi-pianoforte con Chopin ed
altri luminari del tempo. Tutto ci ha avuto il suo climax nella stravaganza di avere fino a sei pianoforti, pubblicizzata come Un concerto di
60 dita. In una striscia di dieci settimane suon ventuno concerti e ottanta lavori di cui cinquanta a memoria. Quello con cui affascinava il
suo pubblico fu pi sorprendente perch pianoforti adeguati (Steinway,
Bechstein) non furono disponibili fino al 1860 circa, ventanni dopo che
smise di fare concerti.
Ho letto questo libro con lintenzione di estrarre informazioni su come studiare pianoforte, ma come si pu vedere non c praticamente
nulla che possiamo imparare oggi dal pi grande pianista di tutti i tempi su come farlo, sebbene la storia della sua vita sia una lettura affascinante.

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RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

Werner, Kenney, Effortless Mastery, 191 p.


Pi un CD per la meditazione.
Riferimento: qualcuno, un sacco di materiale dascolto suggerito
Approccio mentale/spirituale al fare musica; praticamente nessuna descrizione della meccanica del suonare, enfasi sulla meditazione. Il libro
come unautobiografia e le lezioni vengono insegnate come le ha imparate lautore durante la sua vita. Nella stessa categoria di Gree e Gallway, ma un approccio diverso.
Whiteside, Abby, On Piano Playing, 1997, due libri in uno, ripubb.
Riferimenti: no.
Discendenza Insegnamento: Ganz-Whiteside.
Indispensables of Piano Playing, 1955, 155 p.
Usa un inglese non convenzionale, una logica convulsa, una fraseologia biblica, prolisso. I contenuti sono eccellenti, ma la terribile scrittura
rende lapprendimento poco produttivo. Molte delle idee che descrive
compaiono in altri libri, ma potrebbero aver avuto origine (o essere state riscoperte) da lei. Sebbene io abbia avuto difficolt nel leggerlo, altri
hanno detto che pi facile da capire se letto rapidamente. Questo in
parte perch ripetitiva e spesso impiega un paragrafo o anche una pagina per parlare di qualcosa che pu essere descritto in una frase.
Quasi tutto il libro cos (pag. 54): D: Pu il peso una pressione
inerte aiutare a sviluppare la facilit? R: esattamente la pressione
inerte del peso che non pu essere usata per la velocit. Le parole sono
importanti nellinsegnamento. Parole dazione sono necessarie per raggiungere la coordinazione per la velocit. Il peso non suggerisce
lattivit muscolare che sposta il peso del braccio. Suggerisce una pressione inerte. Non ho scelto questa sezione perch particolarmente
contorta: la ho scelta a caso aprendo il libro ad occhi chiusi.
Contenuti: si devono seguire i suoi metodi religiosamente; perch
importante il rimo, la combinazione corpo/braccia/mani/dita ha infinite
possibilit delle quali siamo principalmente inconsapevoli; la scala con
il pollice sotto odiata; funzioni di ciascuna parte dellanatomia per
suonare il pianoforte (movimenti, dentro-fuori, verticali), trattato sul
creare emozioni, memorizzare, usare il pedale, fraseggio, trilli, scale, ottave, metodi di insegnamento. Indica limportanza del ritmo nella musica e come ottenerlo delineando (pag. 141). Czerny e Hanon sono inutili o peggio.

RIFERIMENTI

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Questo che segue il suo attacco al passaggio del pollice sotto nel
suonare le scale e gli arpeggi (in linguaggio comprensibile!) estratto da
oltre due pagine, tra parentesi le mie chiarificazioni:
Passare: qui abbiamo a che fare con una ridda di stress nellinsegnamento tradizionale riguardo i movimenti esatti che devono occorrere
nelle dita e nel pollice se potessi distruggere questi concetti giusto
fuori dallesistenza non esiterei a farlo questo quanto penso siano
sbagliati e deleteri possono veramente storpiare un pianista Se
[suonare scale perfette] dovesse sembrare impossibile senza speranza e
non si ha il barlume di unidea di come si possa ottenere, allora si sta
provando con una coordinazione che rende di fatto una scala una impresa impossibile. Significa pollice ficcato sotto al palmo che cerca di
raggiungere la posizione e dita che cercano di andare oltre al pollice
cercando un collegamento legato tra i tasti. Non importa se lesecutore
che ottiene le rapide e belle scale ed arpeggi dice che fa giusto quello
[pollice sotto], non vero. Non si intende suggerire che stia mentendo,
ma semplicemente che riuscito a scartare la coordinazione che gli
stata insegnata quando ne sorta loccasione di renderla inadeguata
Loro [chi suona col pollice sotto] devono essere fisicamente rieducati ad
un nuovo modello di coordinazione e questa pu significare un periodo
di infelice sofferenza Lazione [per il passaggio sopra del pollice] pu
essere fatta attraverso larticolazione della spalla in qualsiasi direzione.
La parte superiore del braccio si pu muovere in modo che lestremit
dellomero al gomito possa descrivere un arco di cerchio, in su o in gi,
avanti o indietro o attorno e intorno [una pagina intera di istruzioni
di questo tipo su come suonare pollice sopra] con il controllo del
centro, lintera coordinazione opera per rendere facile avere un dito disponibile al momento in cui serve la migliore prova di questa affermazione una bella scala o arpeggio suonata con completa noncuranza
di qualsiasi diteggiatura convenzionale. Questo spesso accade ad un
pianista dotato a cui non stato insegnato per passare [il pollice sopra] la parte superiore del braccio fa da fulcro per tutte le altre tecniche che coinvolgono lavambraccio e la mano; flessione ed estensione
al gomito, azione di rotazione e azione laterale della mano al polso e infine per ultimo azione laterale di dita e pollice Tra azione di rotazione e azione alternata il passaggio viene reso facile come sembra quando
lo fa lesperto.
Mastering the Chopin Etudes and Other Essays, 1969, 206 p.
Compendio di manoscritti della Whiteside, molto pi leggibile perch
redatto dai suoi studenti, contiene gran parte delle idee del primo libro,

412

RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

basato sul suonare gli studi di Chopin, scelti per il loro ineguagliabile
contenuto musicale cos come per le loro sfide tecniche. Questo come
il catechismo della bibbia del primo libro, pu essere una buona idea
leggere prima questo. Descrive il delineare in qualche dettaglio: pag.
54-61 descrizione base, pag. 191-193 definizione base, con pi esempi a
pag. 105-107 e pag. 193-196. Sebbene il delineare possa essere usato
per superare difficolt tecniche, pi valido per imparare o imparare a
suonare il concetto musicale della composizione.
Questi due libri sono una miniera di diamanti di idee pratiche; ma,
come nella miniera di diamanti, si deve scavare in profondit e non si
sa mai dove sono seppelliti. Luso degli studi di Chopin si rivela qui
non essere una scelta casuale: gran parte dei principi della Whiteside
venivano gi insegnati da Chopin (si veda Eigeldinger), il libro di Eigeldinger tuttavia stato scritto molto dopo e probabilmente lei non
era a conoscenza di molti dei metodi di Chopin.
Non c via di mezzo: o si ama la Whiteside per la miniera di informazioni o la si odia perch illeggibile, ripetitiva, disorganizzata.
Weinreich G., The Coupled Motions of Piano Strings, Scientific American, Gennaio 1979, pag. 118-127
Riferimenti: no.
Questo un buon articolo sui movimenti delle corde del pianoforte se
si vogliono imparare le basi fondamentali. Larticolo non tuttavia
ben scritto e gli esperimenti non sono stati ben condotti, ma dobbiamo
renderci conto delle limitate risorse a disposizione dellautore. Ricerca
ben pi avanzata sar stata sicuramente fatta molto prima del 1979 dai
costruttori di pianoforti e dagli scienziati dellacustica. Parler pi avanti di alcune lacune che ho notato in questo articolo nella speranza
che la loro consapevolezza permetta al lettore di racimolare pi informazioni utili da questa pubblicazione ed eviti di venir fuorviato. Non
c alcuna informazione sulle specifiche frequenze delle note studiate:
siccome il comportamento delle corde del pianoforte cos dipendente
dalla frequenza, questa uninformazione utile. Lo si tenga a mente
nel leggere larticolo, molti dei risultati saranno difficili da interpretare
senza questa informazione e quindi diventano di valore discutibile.
Il grafico centrale nella riga di figure pi in basso a pag. 121 (in questo articolo non ci sono i numeri delle figure da nessuna parte) non
spiegato a sufficienza. Pi avanti propone che i modi verticali producono il suono immediato. La figura quindi potrebbe essere interpretata
come mostrante il suono sostenuto di una singola corda. Non conosco

RIFERIMENTI

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nessuna nota su un pianoforte a coda che abbia un suono sostenuto di


una corda singola minore di 5 secondi come suggerito in figura. La figura di sinistra della prima riga di grafici di una corda singola mostra
suoni sostenuti di oltre 15 secondi, in accordo con le mie misure sommarie. I primi due grafici di corde singole sembrano perci essere contradditori. Il grafico sopra misura la pressione sonora laddove quello
sotto misura la posizione della corda, non possono perci essere rigorosamente confrontabili, ma ci sarebbe piaciuto che lautore avesse almeno fornito qualche spiegazione di questa apparente discrepanza. Ho il
sospetto che per i due grafici siano state usate corde con frequenza molto diversa.
In riferimento a queste figure c questa frase: Ho usato una sonda
elettronica sensibile per misurare separatamente i movimenti verticali
ed orizzontali di una singola corda. senza ulteriori informazioni. Ora,
qualsiasi investigatore in questo campo sarebbe molto interessato a come lautore abbia fatto, nei rapporti scientifici corretti prassi normale
(generalmente richiesta) identificare lapparecchiatura (di solito includendo il produttore ed il modello) ed anche sapere come sia stata usata.
I dati risultanti sono alcune delle poche informazioni nuove presentate
in questo articolo e quindi di massima importanza. Investigatori futuri
dovranno probabilmente seguire questa linea di studio misurando le
posizioni delle corde con maggior dettaglio ed avranno bisogno di queste informazioni sulla strumentazione.
Le quattro figure di pag. 122 non hanno alcun riferimento nellarticolo, perci lasciato a noi indovinare a quale parte appartengano. Inoltre credo che i due grafici in basso, che mostrano oscillazioni, siano solo degli schemi e non rappresentino nulla di vicino a dati reali. Il suono immediato altrimenti terminerebbe in circa 1/40 di secondo, secondo questi grafici. Le curve tracciate in queste due figure in basso sono
del tutto immaginarie oltre ad essere schematiche, non ci sono dati a
loro sostegno. Larticolo non presenta infatti nuovi dati e lanalisi delle
successive cinque pagine (su otto) fondamentalmente un ripasso di
principi acustici noti. Come tali, le descrizioni delle terminazioni massicce, elastiche e che oppongono resistenza, cos come le vibrazioni per
simpatia, dovrebbero essere qualitativamente valide.
La tesi principale di questo articolo che il pianoforte sia unico perch ha un suono a seguire la cui giusta intonazione lessenza di una
buona accordatura e crea la musica unica del pianoforte. La mia difficolt con questa tesi che il suono immediato dura tipicamente oltre 5
secondi e molte poche note di pianoforte vengono suonate cos a lungo

414

RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

Quindi, essenzialmente, tutta la musica per pianoforte viene suonata


usando il solo suono immediato. Gli accordatori infatti usano principalmente il suono immediato (come qui definito) per accordare. Inoltre
il suono a seguire pi debole di almeno 30 db in potenza; solo una
piccola percentuale del suono iniziale e sar completamente sommerso
dalle altre note in qualunque pezzo di musica. Quello che accade in realt che qualunque cosa controlli la qualit del suono di pianoforte
controlla entrambi il suono immediato e quello a seguire e ci di cui
abbiamo bisogno un trattato che getti luce su questo meccanismo.
Infine, abbiamo bisogno di una pubblicazione con i corretti riferimenti
in modo da poter sapere cosa o non stato investigato precedentemente (in difesa dellautore, Scientific American non permette alcun riferimento che non sia ad altri suoi articoli pubblicati precedentemente).
Questo rende necessario scrivere articoli auto-contenuti, cosa che
questo articolo non . Secondo Reblitz (pag. 14) c un articolo di
Scientific American del 1965 sulla Fisica del pianoforte, ma non nei
riferimenti di questo.
Cinque Lezioni sullacustica del pianoforte
http://www.speech.kth.se/music/5_lectures/contents.html
Una pi moderna serie di lezioni su come il pianoforte produca il suo
suono. Lintroduzione ci d la storia e presenta la terminologia e le informazioni di fondo necessarie a capire le lezioni.
La prima lezione tratta i fattori di progettazione che influenzano il tono e la performance acustica del pianoforte. Martelli, tavole armoniche, telaio, struttura, corde, caviglie e come funzionano insieme. Gli
accordatori accordano i modi vibrazionali trasversali delle corde, ma i
modi longitudinali sono fissati dal progetto delle corde e delle scale,
non sono sotto il loro controllo ed hanno lo stesso un effetto udibile.
La seconda lezione si focalizza sul tono del pianoforte. Il martello ha
due modi di flessione: un modo dello stiletto ed uno vibrazionale veloce. Il primo dovuto alla rapida accelerazione, molto simile alla flessione di una mazza da golf. Il secondo pi pronunciato quando il
martello rimbalza indietro dalle corde, ma si pu anche eccitare nel
viaggio verso le corde. Chiaramente il paramartello uno strumento
importante che il pianista pu usare per ridurre o controllare questi
movimenti estranei e di conseguenza controllare il tono. Leffettivo
movimento della corda in funzione del tempo completamente diverso
da quello delle corde vibranti dei libri di testo in cui le fondamentali e
le armoniche, che sono lunghezze donda frazioni di interi, stanno con

RIFERIMENTI

415

precisione tra le estremit fisse delle corde. In realt si tratta di un insieme di onde in movimento lanciate dal martello verso il ponticello e
verso lagraffe. Queste viaggiano cos velocemente che il martello
schiacciato contro la corda per qualche passaggio avanti e indietro ed
la forza di una di queste onde che, alla fine, colpendolo, lo lancia indietro verso il paramartello. Come vengono create allora la fondamentale
e le parziali? Semplice sono giusto le componenti di Fourier delle
onde in movimento! In termini non matematici vuol dire che le sole
onde non stazionarie possibili in questo sistema sono onde che contengono principalmente la fondamentale e le parziali perch il sistema
vincolato dalle estremit fisse. La distribuzione del suono sostenuto e
delle armoniche estremamente sensibile alle propriet esatte del martello come dimensione, peso, forma, durezza, eccetera.
Le corde trasferiscono le loro vibrazioni alla tavola armonica attraverso il ponticello e lefficienza di questo processo si pu determinare misurando la corrispondente impedenza acustica. Questo trasferimento
di energia viene complicato dalle risonanze nella tavola armonica prodotte dai suoi modi normali di vibrazione perch queste producono
picchi e valli nella curva impedenza/frequenza. Lefficienza della produzione del suono bassa a bassa frequenza perch laria pu fare una
corsa finale attorno al pianoforte in modo che unonda compressiva
sopra la tavola armonica possa annullare il vuoto sotto di essa quando
vibra verso lalto (e viceversa quando si sposta in basso). Ad alta frequenza le vibrazioni della tavola armonica creano numerose piccole zone che si spostano in direzione opposta; a causa della loro vicinanza,
laria compressa in una zona pu annullare il vuoto di una zona adiacente, risultando in minor suono. Questo spiega il motivo per cui un
piccolo aumento delle dimensioni del pianoforte possa aumentare notevolmente la produzione di suono, specialmente alle basse frequenze.
Queste complicazioni rendono chiaro che far combaciare le efficienze
acustiche su tutte le note del pianoforte un compito monumentale e
spiega il perch i buoni pianoforti sono cos costosi.
Questo stato il mio tentativo di una breve traduzione di materiale
altamente tecnico e probabilmente non corretta al 100%. Il mio scopo principale di dare al lettore una qualche idea del contenuto delle
lezioni. Chiaramente questo sito web contiene materiale assai informativo.

416

RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

2 - Siti internet, Libri, Video


A) Generici
http://www.chopin.pl
http://www.pianolover.net
http://www.ptg.org/rmmp
Pagina di Domande Poste Spesso (FAQ) nel gruppo di discussione Usenet
rec.music.makers.piano, una eccellente fonte di informazioni sul pianoforte
http://www.sumter.net/~ckmoss
Enorme elenco di collegamenti ipertestuali
Harvard Dictionary of Music, by Willi Apel.

B) Siti con Spartiti Gratuiti ed Altre Chicche


http://www.geocities.com/Vienna/Strasse/8840/free.html
http://www.gmd.de/Misc/Music/scores
http://www.kjos.com
http://www.rainmusic.com/pianomusic/piano.htm
Pianist Resource Center

C) Insegnamento del Pianoforte (Classico), Insegnanti, Scuole


http://alexandertechnique.com
http://hyperion.advanced.org/15060/data/lessons
http://library.thinkquest.org/15060/index.html
http://musicstaff.com
http://taubman.com
http://www.cco.caltech.edu/~boyk/piano.htm
http://www.cvc-usa.com
http://www.feldenkrais.com
http://www.KenFoster.com
http://www.musicplay.com
http://www.mwsc.edu/~bhugh
http://www.pianoteachers.com
http://www.serve.com/marbeth/piano.html
http://www.Suzuki-Music.com
http://www.unm.edu/~loritaf/pnoedmn.html
Piano Education page
http://www.wannalearn.com/Fine_Arts/Music/Instruments/Piano
A Dozen A Day, Edna-Mae Burnam.
A History of Pianoforte Pedalling, David Rowland.
A Music Learning Theory for Newborn and Young Children, E.Gordon, 1997.
All-in-One, Alfred.

RIFERIMENTI

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Beethoven on Beethoven: Playing his Piano Music his Way, W.S.Newman,


1988.
Chopin: Pianist and Teacher as Seen by his Pupils, J.J.Eigeldinger, 1986.
Chopin Playing, from the Composer to the Present, James Mathuen-Campbell,
1981.
Comprehensive Guide for Piano Teachers and Piano Auditions Syllabus, The
Music Education League, Inc., 119 West 57th St., New York 19,
NY, (1963).
Debussy, Marguerite Long.
Faber and Faber Piano Adventures, Faber.
Franz Liszt, the Man and the Musician, Ronald Taylor, 1986.
Franz Liszt, The Virtuoso Years, 1811-1847, Alan Walker, 1988.
Franz Liszt, The Weimar Years, 1848-1861, Alan Walker, 1993.
Franz Liszt, The Final Years, 1861-1886, Alan Walker, 1997.
Freeing the Caged Bird, video, Barbara Lister-Sink,
http://www.freeingthecagedbird.com
Golden Age of the Piano, video.
Good Music, Brighter Children: Simple and Practical Ideas to Help Transform
Your Childs Life Through the Power of Music, Sharlene Habermeyer.
Great Pianists on Piano Playing, James Francis Cooke.
Guide to the Pianist Repertoire, Maurice Hinson.
How to Play the Piano -- Despite Years of Lessons, W.Cannel, F.Marx.
Keeping Mozart in Mind, Gordon Shaw, 1999.
Learning Sequences in Music, Skill, Content and Patterns, A Music Learning
Theory, Edwin Gordon, 1997.
Living with Liszt.From the Diary Notes of Carl Lachmund, Alan Walker.
Making Music for the Joy of It, Stephanie Judy.
Mikrokosmos, Bartok.
Music for the Older Beginner, J.Bastien.
Music magazines: American Music Teacher, Clavier, Classics, Piano and
Keyboard.
Musicianship for the Older Beginner, J.Bastien.
On the Sensations of Tone, Hermann Helmholtz.
Ornamentation, Valery Lloyd-Watt, Carole Bigler, 1995.
Pedaling the Modern Pianoforte, York Bowen.
Playing the Piano for Pleasure, Charles Cooke.
Pianists at Play, Dean Elder.
Pianists Guide to Progressive Finger Fitness, Jana S., Richard L.Bobo.
Piano for Quitters, video, Mark Almond.
Piano Lessons, Noah Adams.
Piano Pieces, Russell Sherman.

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Principles of Piano Technique and Interpretation, Kendall Taylor.


Raising Musical Kids, Patrick Kavanaugh.
Second Time Around, J.Bastien.
Sight Reading at the Keyboard, Schirmer.
Studies in technique, also Daily Technical Studies, Oscar Beringer.
Teaching Music in the Twentieth Century, R.Abramson, L.Choksy,
A.E.Gillespie, D.Woods.
The Art of Piano Fingering, Penelope Roskell.
The Art of Piano Playing, Heinrich Neuhaus, 1973.
The Art of Piano Playing: a Scientific Approach, George Kochevitsky.
The Complete Pianoforte Technique Book, Royal Conservatory, Toronto.
The Listening Book, W.A.Matthieu.
The Literature of the Piano, Ernest Hutchison.
The Music Tree, Frances Clark.
The Musicians Guide to Reading and Writing Music, Dave Stewart.
The Pianists Guide to Pedaling, Joseph Banowetz.
The Pianists Problems, William S.Newman.
The Piano Masterclasses of Franz Liszt 1884-1886.Diary Notes of
A.Goellerich.
The Technique of Piano Playing, J.F.Gat.
The Visible and Invisible in Pianoforte Technique, Matthay, Tobias.
The Well-Tempered Keyboard Teacher, Uszler, Gordon, Mach.
The Wonders of the Piano, Cathy Bielefeldt.
Tone Deaf and All Thumbs, Frank R.Wilson.
With Your Own Two Hands, Seymour Bernstein.
20 Lessons in Keyboard Choreography, Seymour Bernstein.

D) Tecnologia del Pianoforte, Accordatura, Ricambi, Costruttori


http://musicyellowpages.com/pkoag.htm
Collegamenti ed indirizzi di praticamente tutti i fornitori di pezzi di ricambio per
pianoforti negli Stati Uniti e in Canada
http://pianonumbers.bizland.com
http://www.americanpiano.com
http://www.balaams-ass.com/piano/piano.htm
http://www.globetrotter.net/gt/usagers/roule/accord.htm
Include esempi di temperamenti
http://www.math.cudenver.edu/~jstarret/microtone.html
Include esempi di temperamenti
http://www.ptg.org
Enorme sito di Accordatori di Pianoforte
http://www.webcom.com/wind/ptsearch.html

RIFERIMENTI

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Piano Tuning, Fischer, J.C., Dover, N.Y., 1975.


Professional Piano Tuning, Howell, W.D., New Era Printing, Conn.1966.
Tuning, Jorgensen, Owen H
Piano Servicing, Tuning, and Rebuilding, Reblitz, Arthur, 2nd Ed., 1993.
Adaptive tunings for musical scales, Sethares, William A.,
J.Acoust.Soc.Am.96(1), July, 1994, P.10.
Piano Tuning and Allied Arts, White, W.B., Tuners Supply Co., Boston,
Mass, 1948.
Inharmonicity of Plain Wire Piano Strings, Young, Robert W.,
J.Acoust.Soc.Am., 24(3), 1952.
Five Lectures on the Acoustics of the Piano, Anders Askenfelt, 1990.
The Piano Book, Larry Fine.
The Piano, its Acoustics, W.V.McFerrin.

E) Infortuni da Studio del Pianoforte


http://www.engr.unl.edu/eeshop/music.html
Si veda anche sotto infortuni negli altri siti qui elencati
Musicians Injuries: A guide to their Understanding and Prevention, Nicola Culf,
1998.

F) Jazz, Accordi, Teoria, Insegnamento (Musica Pop)


http://pianomusic.hypermart.net/pianokeyboardchords.html
http://www.datacom.ca/~ron/mtwin.htm
http://www.homespuntapes.com/
http://www.redbrick.dcu.ie/~colmmacc/4/vpc/
An Understandable Guide to Music Theory: The Most Useful Aspects of Theory
for Rock, Jazz & Blues Musicians, Chaz Bufe.
Basic Materials in Music Theory: A Programmed Course, Paul O.Harder,
Greg A.Steinke, 1995.
Blues, Jazz & Rock Riffs for Keyboards, William Eveleth.
Composing at the Keys, Sue Shannon.
Elementary Harmony, William J.Mitchell.
Exploring Basic Blues for Keyboards, Bill Boyd.
Harmony Book for Beginners, Preston Wade Orem, 1907.
How to Play Blues and Boogie Piano Styles, Aaron Blumenfeld.
How to Play from a Fake Book, Michael Esterowitz.
How to Use a Fake Book, Ann Collins.
Lead Lines and Chord Changes, Ann Collins.
Keyboard Musician, Summy-Birchard, Inc.
Keyboard Musician for the Adult Beginner, Frances Clark.
Music Theory for the Music Professional, Richard Sorce.

420

RIFERIMENTI, TESTIMONIANZE

Scales and Arpeggios for the Jazz Pianist, Graham Williams.


The AB Guide to Music Theory.
The Jazz Piano Book, Mark Levine.
The 20-minute Chords and Harmony Workout, Stuart Isacoff.

G) Spartiti, CD, Video, Negozi (pezzi di ricambio per pianoforte)


http://musicbooksplus.com/
http://www.alfredpub.com/pnohome.html
http://www.bookshop.blackwell.co.uk/
http://www.burtnco.com/
http://www.chappellofbondstreet.co.uk/
http://www.jumpmusic.com/
http://www.musitek.com/index.shtml
http://www.paccomfilms.com/films/
http://www.reel.com/
http://www.sheetmusic1.com/