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Chiamare lechiese col loro nome!

ARGENTA: ALCUNE PRECISAZIONI


SULLA CHIESA DI S. DOMENICO
E LORATORIO DI S. GIOVANNI
Francesco Pertegato

Stop al consumo di territorio - Argenta

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La chiesa di S. Domenico - intitolata a S. Giovanni Battista e cos denominata almeno fino al 18151
- lunico edificio monumentale di Argenta sopravvissuto al bombardamento del 12 aprile 1945 tra
quelli realizzati allindomani di unaltra guerra disastrosa, quella combattuta tra Ferrara e Venezia
nel 1482-1484. In quei due anni Argenta aveva subito ben tre assalti che lavevano lasciata
stremata e in miseria: i cronisti raccontano che i materassi erano la met del numero degli abitanti;
gli altri se li era portati via la soldataglia.
Ma dal 1492 ai primi tre decenni del Cinquecento la citt conosce una straordinaria ripresa e
lintero centro, inclusa larcipretale di S. Nicol, viene ricostruito sulla base di un piano urbanistico
che include numerosi palazzi sopra logge colonnate2. In citt operano pittori locali di sicuro talento,
come Antonio Aleotti che d vita, intorno al 1498, al grande polittico per la chiesa di S. Giacomo, o
Michele de Balestri, che firma la preziosa anche se un po arcaica Annunciazione (fig. 1)3, affresco
datato 1522, per unabitazione del borgo Seliciata. Le committenze non si limitano poi agli artisti
argentani: lospedale di S. Lazzaro nel 1513 incarica il pi noto pittore ferrarese del tempo, il
Garofalo, a realizzare la Madonna col bambino tra i santi Lazzaro e Giobbe4. Nel 1530 i Padri
Minori Conventuali chiamano lo stesso pittore a dipingere per la loro chiesa (S. Francesco) la
Deposizione alla croce di nostro Signore, ora alla Alte Pinakothek di Monaco5. Analogamente nel
1494 Paolino da Cotignola era stato incaricato di dipingere il gonfalone della compagnia dei Battuti
Bianchi6. Unaltra stagione artistica tanto fruttuosa si avr solo nei primi decenni del Seicento,
quando verranno affidati a Giovan Battista Aleotti la costruzione della chiesa di S. Lorenzo ai
Cappuccini e delloratorio di S. Croce e il completamento della chiesa di S. Maria della Celletta7.

Fig. 1

Nel progetto di generale rinnovamento che avviene a cavallo tra XVI e XVII secolo rientra anche la
fondazione della chiesa di S. Giovanni Battista. Il primitivo oratorio, anchesso dedicato a S.

F.L. Bertoldi, Memorie storiche dArgenta raccolte ed illustrate da d. Francesco Leopoldo Bertoldi, vol. III,
parte I, Ferrara, per Gaetano Bresciani, 1815, p. 241.
2 Sullargomento vedi, in questo stesso sito: Pietre che parlano 2. Recentemente sono stati ricostruiti, in un
angolo di piazza mercato, i resti del palazzo del Governatore e della sede Comunale.
3 G. Viroli, Michele Balestri di Argenta, Annunciazione, in Comune di Argenta. Museo Civico. Catalogo
generale (a cura di A. Ghinato), Ferrara, Este Edition srl, 2008, pp. 98-99.
4 Id., Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Madonna col Bambino tra i Santi Lazzaro e Giobbe; ivi, pp. 106-107.
5 D. Giglioli, Argenta e i suoi dintorni, Ferrara, ed. Belriguardo, vol. I, pp. 122-124 e nota 77.
6 Viroli, Domenico Balestri, Gonfalone della Confraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, in
Comune di Argenta, cit., pp. 104-105.
7 C. Cavicchi, Giovan Battista Aleotti e larchitettura disegnata nellalbum Borromeo, in Id. (a cura di), Giovan
Battista Aleotti architetto. I disegni dellalbum Borromeo, catalogo della mostra, Argenta 1997, pp. 13-31.
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Giovanni Battista, era di qualche decennio precedente; ledificio pervenuto fino a noi stato invece
realizzato e decorato tra il 1588 e il 1777.
Attualmente e negli studi del 900 anche loratorio viene chiamato chiesa, in primo luogo per il fatto
che alcuni termini, come tempio, cella e oratorio hanno significato ambiguo per noi; poi perch,
proprio le trasformazioni succedutesi nelledificio hanno reso difficile riconoscerne forma e funzioni.
Quello attualmente chiamato chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista (figg. 24-25)
stato, in effetti, la sede di unassociazione laica, con finalit sia devozionali che assistenziali,
chiamata confraternita, o compagnia, o societ, dei Battuti Bianchi. La sede si articolava in:
oratorio, dove i confratelli pregavano o praticavano lauto-mortificazione; ospedale, dove venivano
curati gli infermi indigenti; chiesa, cio il luogo della preghiera e del culto, nel quale la presenza di
uno o pi altari consentiva la celebrazione della liturgia ad opera di un sacerdote esterno. Ma non
si trattava di una vera e propria chiesa, normalmente dotata di abside orientata (volta ad Oriente).
Talvolta la funzione della chiesa sembra essere espletata in una cella separata dalledificio
principale, di cui c traccia nei documenti ma di cui non rimangono testimonianze materiali.
Ledificio chiamato chiesa di S. Domenico (figg. 34-35) invece la chiesa originariamente intitolata
a S. Giovanni Battista, annessa al monastero dei Padri Predicatori dellordine domenicano, il cui
insediamento in Argenta stato concesso con bolla papale di Alessandro VI del 1498. La chiesa in
realt stata costruita solo nel 1522-1523; nel frattempo la confraternita dirimpetto aveva
concesso ai padri la vecchia cella, costruendone una nuova per le sue proprie esigenze.
I due edifici e limpianto urbanistico del rione risultano da alcune mappe depoca diversa: 1658 (fig,
2); 1767 (Caselli, fig. 3); 1775 (estimo di Matteo Tieghi, fig. 4); 1787 (Giuseppe Padovani, fig. 5);
1658 bis (dopo il 1815, fig. 6)8; 1877 (Catasto Unitario, che ricalca quello Gregoriano, fig. 7).

Fig. 2 (1658)

Si tratta della mappa del 1658 nella quale viene modificata la legenda; successiva al 1815.

Fig. 3 (Caselli 1767)

Fig. 4 (Estimo di Matteo Tieghi, 1775 )

F
Fig. 5 (Giuseppe Padovani, 1787)

Fig. 6 (copia della mappa del 1658; la legenda successiva al 1815)

La copia di fig. 69 stata successivamente utilizzata, in una versione a colori, quale coperta del
volume che raccoglie le memorie di Luigi Magrini, nella quale anche la legenda viene trascritta,
con piccole modifiche e organizzata su tre righe10.

N. Baldi, Il Centro di Argenta: una ricognizione delle fonti sullevoluzione urbanistica, in Comune di Argenta.
Antiquariato V edizione, Bologna 1992, pp. 11-27; la mappa riprodotta a p. 22.
10 A. Ghinato Bruni (a cura di), Argenta nelle memorie storico-cronologiche raccolte dal dott. Luigi Magrini,
Casalecchio di Reno (BO), 1988.
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Fig.7 (Catasto Unitario, 1877)

Le storie della chiesa e delloratorio legati al nome di S. Giovanni sono strettamente intrecciate tra
loro e con quella della citt. Il caso vuole che le testimonianze darchivio, purtroppo in larga misura
perdute sotto i bombardamenti dellultima guerra, ci siano state tramandate da unopera solo in
minima parte devozionale del canonico Francesco Leopoldo Bertoldi11, il grande storico di Argenta.
Sono particolarmente copiose per loratorio ma molto scarse per la chiesa e il monastero.
Lordine dapparizione sulla scena della vita cittadina suggerisce di trattare prima loratorio e
successivamente la chiesa, nonostante questa sia unarchitettura di primordine e non ancora
sufficientemente studiata.

1. Loratorio dei Santi Giovanni (Battista ed Evangelista)


NASCITA DELLA CONFRATERNITA - Le confraternite dei flagellanti, cos chiamate perch
davano spettacolo di pubblica penitenza, compaiono nel 1260 invocando la riforma della chiesa e
della societ, fortemente permeata di valori religiosi. Costituite in molte citt vennero definite
compagnie de battuti.
Il documento pi antico che fa riferimento a quella di Argenta il testamento del 2 novembre 1374
con cui Nascimbene, del fu Piero Gatti Argentano, lascia alla societ di S. Giovanni 40 soldi di
Bologna12. Della compagnia si hanno poi notizie nel 1454 e nel 1456. Nel 1479 viene definita di

F. L. Bertoldi, Ragionamento ad onore del miracoloso Crocifisso che si venera nella Chiesa della
Confraternita sotto il titolo de Santi Giovanni Battista ed Evangelista di Argenta recitato ivi da D. Francesco
Leopoldo Bertoldi. In occasione dessersi ricollocato con solenne pompa nel suo nuovo altare la sacra
immagine. L 25. Quarta Domenica di Maggio dellanno 1777. Con annotazioni storiche. In Faenza
MDCCLXXIII nella stamperia Benedetti e Canestri.
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Reliquit soldos XL Bononinorum pro anima issius societatis Sancti Johannis de Argenta; ivi, p. 33.

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Batuti Bianchi de Messer Sancto Zoane Baptista da Argenta 13. Laggettivo bianchi deriva dal
colore della cappa che i confratelli indossavano. Inventari del 1492 e del 1507 attestano che gli
associati alla compagna erano una trentina, tutti uomini, con alcuni i bambini14. Un documento
amministrativo del 24 settembre 1489 rivela che le cariche della Societas Sancti Ioannis de
Argenta erano il massaro, il ministro e il sindico15.
Nel 1479 loratorio denominato di S. Giovanni; dal 1537 dei Santi Giovanni Battista ed
Evangelista, probabilmente a seguito dellintitolazione a S. Giovanni Battista della chiesa dei Padri
Predicatori eretta, come gi detto, nel 1522-1523.
GONFALONE La compagnia disponeva, probabilmente anche per le uscite esterne, del
gonfalone. La prima segnalazione compare negli inventari appena menzionati: nel 1492 Uno
comfalon roto; nel 1507 Uno comfalone novo che sta suso de lo altare [] uno confalone vechio
che nella Cella16. Nelle Annotazioni al Ragionamento viene inoltre ricordato un Confalone
colorito nel 1494 da Paolino da Cotignola appeso insieme ad altri su una parete dellOratorio17.
Nel Museo Civico se ne conserva uno del 1577, opera di Domenico Balestri. Nei due dipinti
compaiono: sul verso dedicato a S. Giovanni Battista (fig. 8), la scritta con lindicazione dellautore
DNICUS BALESTRIS e OP FACIE / BAT. 1577; sullaltro verso, dedicato a S. Giovanni
Evangelista (fig. 9), quella riferita al committente, Vincenzo Fiorentini: MA / SAR M.VI / CENT
FIR / TINI 157718.

Fig. 8

Fig. 9

Ibidem. Lautore cita al proposito una delle dissertazioni del Muratori: Andavano in processione, tanto
uomini che donne Pannis lineis albis & longis usque in terra induti.
14 Nellinventario del 1492, nel libro D, tra le robe della compagnia appaiono: cape da batu grande e pizole
31. Nel 1507 si annotano: Cape bianche per li fratelli in tuto fra picule & grande & fra da homini & da puto
in tuto numero Trentadue; ivi, p. 38.
15 Ivi, p. 58.
16 Ibidem.
17 Ivi, p. 90.
18 Vd. nota 6. Il massaro M(arco)? Vincenzo Fiorentini appartiene molto probabilmente alla famiglia del
massaro Francesco Fiorentini che il successivo 18 aprile 1589 ricever linvestitura dalla Mensa
Arcivescovile; vd. nota 29.
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PENITENZA E PRATICA DELLA MISERICORDIA - Nel capitolo VII delle Costituzioni attestato
che i confratelli congregati nella schola de S. Gioane Baptista & Evangelista determinarono
dosservare in occasione che nel primo giorno di Gennaro dellanno 1537. si riform la
Compagnia. In base alla memoria della sofferenza patita da Cristo per i peccati delluomo si
ordina che ogni Dominica si debba far la disciplina la mattina per spacio de un miserere e de
profundis. Probabilmente questa disciplina cessa intorno al 158019, cio prima della realizzazione
delloratorio come lo vediamo oggi.
Per quanto riguarda le opere di carit queste consistevano nellassistenza ai pellegrini
(senodochio) e in una vera e propria cura medica (nosocomio)20. Alla pratica della penitenza e
allesercizio della misericordia venivano destinati due ambienti, probabilmente nello stesso edificio:
loratorio e lospedale; le prime notizie che abbiamo sono relative a questultimo.
OSPEDALE E gi iniziato nel 1479 quando arrivano i beni a questo destinati da papa Sisto IV,
annotati nel libro dEntrata e Spesa21. Nello stesso registro si attesta che dieci anni pi tardi (1489)
vengono accettati i primi infermi poveri e le donazioni di beni22. Una successiva citazione compare
nel giugno del 149523.
CHIESA Si ricavano le prime notizie della chiesa nel 1492 da un inventario del 9 luglio che indica
la presenza di due luoghi dedicati alla preghiera laddove si dice: Tre banche in la cella e doe in
giexia. Bertoldi ne deduce che la prima era la parte delledificio dove i confratelli si radunavano nei
giorni festivi ad esercitarsi nelle opere di piet prescritte dalle Costituzioni. La seconda, avente due
altari, uno denominato laltar grande e laltro di SantAgata, era invece destinata alle comuni
funzioni sacre.
Sempre secondo lo studioso nel settembre del 1499 la Confraternita, per garantirsi in futuro un
luogo non meno atto pe suoi divoti esercizi, fa edificare una nuova cella al di sopra
dellInfermeria e contigua allaltra Chiesicciuola, che annessa allInfermeria medesima ne avea per
questo detta la Chiesa dello Spedale; questa chiesetta ha una vicenda piuttosto tormentata fino
alla sua demolizione nel 158824, quando si d inizio alloratorio nuovo.
LARRIVO DEI PADRI PREDICATORI - Il primo tentativo di un ordine religioso, femminile, di
stabilirsi nel pressi delloratorio, nel 1490, non va in porto25. Nellimpresa riescono invece i Padri
Bertoldi, Ragionamento, cit., pp. 39-40.
[] argomenti della Misericordia verso i poveri praticata da questa Congregazione. Uno de principali
senza dubbio il Senodochio, e insiem Nosocomio da lei [congregazione] avuto in sussidio loro. Colluno e
collaltro nome io appello cotal Ricovero si perch fu indistintamente chiamato or colla denominazion di
Spedale, or con quella dInfermeria, come ancora perch ricetto (e non di rado eziandio vitto) effettivamente
in cui davasi a Pellegrini, tra quali massime a que bisognosi Viaggiatori, cherano Persone al ministerio di
Dio consagrate []; ivi, p. 43.
21 1479. Adj primo de zenaro & c. Intrada pervenuta ale man de Lazaro Bordelo massaro de le robe lasate
per lo Sommo pontificho papa Sisto in governo a la compagnia de misser Sam Zoane batista & vangelista
de Rezenta per dispensare in fabrica de uno Hospedale prencipiato []; ivi, pp. 44-45.
22 Ibidem.
23 Nellintestazione del libro di Entrate si scrive: massari e gobernaturi de dito Hospedale e Compagnia a
laude e honore de eso altisimo Idio, et gloriosj Santj e conservacione, e agumentazione de dito Hospedale e
Compagnia et a honore de questa nostra magnifica tera da Rezenta []; ivi, pp. 40-41.
24 Scrive Bertoldi: Tale Chiesuola bench risarcita tutta nel 1507. apparisce che demolita fu, e rifabbricata
ad un tempo nellOttobre del 1517., e finalmente quattordici lustri, ed un anno dietro con parte della fabbrica
dellOspedale, e collantidetta Cella dalla Compagnia gettata a terra per edificare lOratorio nuovo ; ivi, pp.
82-83.
25 Lo attesta uno dei rogiti di Francesco del q. Antonio Severi Notajo Argentano conservati nel pubblico
Archivio, datato 11 gennaio, con cui Bartholomeus de Arnassano quond. magistri Nicolai de Argenta
nomine & vice venerabilis virj Domini petri de Mainentis de Ferraria & c., soluit exburssavit & relapsavit
Rinaldo de Beccharijs massaro Antonio de Vacharijs Sindico & Francisco fiorentino Ministro Sacratatis
Sancti Joannis de Argenta & c. lib. Treginta m.. per eum promissarum exburssare pro emendo o habendo
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20

Predicatori dellordine domenicano, nel 1498, ben venti anni pi tardi dal loro precedente tentativo
di costruire un monastero nei pressi della chiesa della Seliciata.
Linsediamento dei domenicani provoca un mutamento della situazione soprattutto per quanto
concerne la pratica di misericordia, come osserva Bertoldi: questa Officina di Cristiana Piet in
bene dei necessitosi cessa. I beni della compagnia vengono trasferiti a vantaggio del Convento
dei Padri Predicatori con tutte le loro rendite. Cos calano le sovvenzioni in favore di pellegrini e
malati, fino a cessare del tutto nel 1588. Proprio in quellanno inizia la costruzione di un nuovo
oratorio (figg. 24-25), in parte edificato dovera lospizio, e in parte dovera la casa acquistata nel
1489 da Vincenzo Maresti26, grazie alle altre rendite della compagnia e alle donazioni di confratelli
e benefattori27; un contributo pu essere venuto anche dallamministrazione della chiesa della
Seliciata, affidata alla confraternita dal 1492, quanto papa Alessandro VI laveva donata, insieme a
tutti i suoi proventi, allo spedale di Santa Maria dentro la terra28. A questo si aggiunge, il 18 Aprile
1589, linvestitura da parte della Mensa Arcivescovile di Ravenna, a Francesco Fiorentini Massaro
dellospedale, di una casa in cui i fratelli hanno fatto costruire un oratorio29. Lospedale viene
ridotto a nulla; si mantiene solamente luso, introdotto nel 1493 e concluso nel 1608, di dare ai
poveri un pranzo al gioved santo30.
ORATORIO E CHIESA DALLA FINE DEL CINQUECENTO AD OGGI Bertoldi riporta i documenti
relativi ai successivi lavori di completamento e abbellimento finalizzatI a realizzare un Tempio
ancora pi decoroso, che si avesse un giorno ad annoverare fra i principali pregi dArgenta31,
sempre sulla base del libro D dEntrata ed Uscita, dal 1588 al 1627.
1588-1589 - La Confraternita chiama uno dei Confratelli, Marco Nicol Balestri, cittadino pittore,
scultore e architetto argentano il quale colorisse i tre pregiati Quadri (fig. 10) posti in facciata con
ornamento dArchitettura dOrdine Jonico, esprimenti quello a destra lapparizione dellAngelo a
Zaccheria, laltro a sinistra la Vergine, che visita Santa Elisabetta, ed il maggior nel mezzo la
Nascita del Precursore32. Il trittico, ora smembrato, dal 1967 ricoverato nel Museo Civico in
seguito ad un furto che ha asportato dalla scena centrale la parte con S. Giovanni tra le braccia
della levatrice (fig. 11).

domun Petri de Bando contiguam Ecclesie dicti Sancti Joannis pro faciendo in ipsa domo habitationem, &
seu monasterium sororum, quod monasterium predicti de sancto Joanne intendunt procurant et conantur
facere et dirigere in dicto loco ad laudem onnipotentis dei. Il progetto non va per in porto e la somma di
trenta lire di marchesini vengono restituite il giorno 8 novembre; ivi, pp. 42-43.
26 Ivi, p. 58.
27Questo ebbe dunque cominciamento [] s colle rendite della Confraternita, e del suo mentovato Ospizio,
come colle copiose limosine de Confratelli, e daltri Benefattori descritte nel libro D. dEntrata, ed Uscita di
quellanno; ivi, p. 83. Le fonti di finanziamento sono indicate in una epigrafe marmorea posta in alto sulla
parete destra, verso il fondo delloratorio: HOC TEMPLVM FVUNDAVIT AC PERFECIT IOANNES
SARAINVS ELEEMOSIJNIS ET REDDITIBVS HOSPITALIS.
28 G. Bersani, Cera una volta Argenta, Ferrara, Edisai srl, 2009, p. 34.
29 Magnificus Dominus Vincentius f. q. D. Francisci Florentini Massarius Hospitalis Sancti Joannis de
Argenta &c. Investitus fuit &c. de una domo olim murata, & cupata com horto in qua confratres dicti hospitalis
costrui fecerunt unum oratorium posit in Terra Argentae per viam magnam S. Jacobi [] (Archiv. Archiep.
Argen. Catast. Investit. E. pag. 147); Bertoldi, Ragionamento..., cit., p. 59.
30 Ibidem.
31 Ivi, p. 84.
32 Ibidem. Per i dipinti vedi: Viroli, Lapparizione dellangelo a Zaccaria; La Vergine che visita Santa
Elisabetta; La nascita del Battista, in Comune di Argenta, cit., pp. 112-113. Levento ricordato in
uniscrizione su marmo posta in alto nella parete sinistra verso il fondo delloratorio: AD LAVDEM SANCTI
IOANNIS BAPTISTE HEC OPERATVS EST MARCVS DE BALESTRIS PICTOR ARGENTANVS
MDLXXXXIX.

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Fig. 10

Fig. 11

11

1600 - La Confraternita Diede [] mano [] al lavoro delle Sedie co loro appoggi ed


inginocchiatoi, le quali tutta allinterno adornano la Cella, o Oratorio (il luogo interno cio dove ne
giorni di festa si canta lOfficio di M.V.) ultimandolo nel 1605 (fig. 12)33.

Fig. 12

1601 La compagnia Prese a fare [] la Chiesa o sia il restante del Tempio; e tanto a questa,
quanto alla sua Cappella fondata nel mese di Luglio dellanno stesso e rifatta, come diremo
altrove, nel 1625. impose fine nel 160334.
1613 - Fu in oltre [] dipinto a fresco il bellissimo soffitto della Chiesa con Architettura dOrdine
Jonico, e la visione che leggesi nellApocalisse al Cap. XII.35 espressa nel mezzo dal valente
pennello di Pierfrancesco Battistelli della Pieve di Cento36.
Bertoldi, Ragionamento, cit., p. 84.
Ibidem.
35 E il capitolo della Donna e il dragone; probabilmente limmagine era quella della Donna rivestita del sole,
con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle (XII,1).
36 Bertoldi, Ragionamento, cit., pp. 84-85.
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12
1658 - Giacinto Raggi Genovese, Pittore di non volgar merito da gran tempo abitante in Argenta,
dipinse ad olio laltro dellOratorio (fig. 13) diviso in molti comparti di varie forme, e grandezze, tutti
in tela, ed incassati in cornici ottimamente colorite ad arabeschi a chiaro-scuro rappresentanti
dodici la vita di S. Giovanbattista, uno leterno Divino Padre, quattro gli Evangelisti, altrettanti i
primarj Santi dottori della Chiesa Gregorio, Ambrogio, Agostino, Girolamo; ed i minori in numero di
quattordici diversi fatti della Sagra Scrittura37. Nel pannello ottagonale collocato al centro, si
riconosce il Battesimo di Cristo.

Fig. 13

1674 - Fecesi [] il muro che divide lOratorio dalla Chiesa avente una grande apertura ad arco
(figg. 14-15), e il prospetto esterno lavorato di Scoltura con Figure di stucco, o gesso, fra le quali
quella di S. Giovanni Evangelista nella nicchia sopra la porticella a destra del maggior Altare, e
quella del Battista nellaltra nicchia, sopra la portella a sinistra: lavoro di Gio: Pasardi autor
parimente delle statue de Santi Martino e Girolamo esistenti nella Cappella del SS. Crocifissso
[]. (figg. 16-17)38.

37
38

Lib. dEntrata e Spesa del 1641. a tutto il 1693; ivi, p. 85.


Ibidem. E la prima segnalazione della cappella, di cui si riparla poi nel 1777 (vd. Nota 11).

13
1696 - fu indorata la scoltura suddetta insiem collaltra, che ornava la stessa cappella prima che
fosse come ora si scorge dipinta39.

Fig. 14

Fig. 15

Fig. 16

Fig. 17

1724 - conosciutosi da Confratelli che il decoro del Sagro Luogo esigeva ancora una ben lavorata
Cantoria col suo Organo [] sopra la maggior porta della Chiesa fu fatta luna ed eretto laltro:
opera di Domenico Traeri; ed indi nellanno appresso dorati furono glintagli della prima, e della
39

Lib. delle Congr. del primo di Gennaio 1641. a tutti li 20. Ottobre 1728; ivi, p. 85.

14
Cassa del secondo (fig. 18)40. I resti della cantoria, ricomposti, sono ora conservati nel Museo
Civico (fig. 19).

Fig. 18

Fig. 19

1776 (e 1777) - In ultimo a render pi vago lornamento dei tre Quadri in prospetto [di Marco
Nicol Balestri, nelloratorio41], fu questo in parte colorito, ed in parte velato ad oro [] e nel
susseguente anno laccuratissimo Sig. Luigi Galignani Faentino dipinse a quadratura i fregi s delle
quattro finestre dellOratorio, e delle due della Chiesa, come delle fittizie di rimpetto a loro, il nuovo
Altare, e tutta la Cappella in cui si venera laugusta miracolosa Immagine di G.C. Crocifisso [opera
lignea del 1493], ivi riposta con solennit li 25. di Maggio (fig. 23). Nelloccasione sono stati
pubblicati alcuni componimenti poetici e due iscrizioni di cui una riportata sopra la porta laterale
della chiesa42. Nel pavimento antistante la cappella si trova liscrizione che ricorda la morte del
massaro Eleonoro Lorenzo Dioli avvenuta nel marzo dello stesso anno43.
Mezzo secolo pi tardi, evidentemente per le difficolt della confraternita di affrontarne le spese di
manutenzione, ledificio entra in una fase di decadenza: particolarmente urgenti si rivelano i lavori
al tetto della chiesa44; questa, ormai in rovina, nel 1862 viene chiusa al culto. Per riuscire a
consolidarlo e ripararne il tetto la confraternita costretta a vendere al Comune alcuni dipinti,
come lo stendardo del 157745, la Decollazione di S. Giovanni Battista dello Scarsellino46, e il
bozzetto della Fuga in Egitto del XVIII secolo. Altre opere pervengono alle collezioni comunali in
epoca imprecisata: la copia della Sacra famiglia del Garofalo47 e ll terremoto di Argenta di Camillo
Ricci dopo essere transitato al Santuario della Celletta48.
Un disegno di Romolo Liverani del 1858 documenta la situazione della chiesa in questa fase di
decadenza (fig. 20). Sulla sinistra riconoscibile la grande ancona di Carlo Bonomi, pittore
ferrarese (1569-1632) che aveva al centro lAssunzione della Vergine e ai lati lAngelo annunciante
e la Vergine annunciata (fig. 21). Lancona sar poi trasferita nella chiesa di S. Maria della
Seliciata (S. Maria in castro, fig. 22) che dal 1492 papa Alessandro VI aveva donato insieme a tutti
Ivi, pp. 85-86.
Vd. nota 32.
42 Bertoldi, Ragionamento..., cit., pp. 85-86; il testo delliscrizione pubblicato a p. 86.
40
41

43

ELEONORVS LAVRENTIVS DIOLI HVIVSCE VENICON MASSARIVS EXPECTAT


MORTVORVM RESURECTIONEM OBIIT DIE XIV MARTII ANNO MDCCLXXVII.
Le informazioni dal 1830 ad oggi sono tratte da: B. Bolognesi, M. Bondanelli (a cura di), Intervento
provvisionale di messa in sicurezza dellex chiesa dei SS. Giovanni Evangelista e BattistaIndagine storica,
Argenta 2014, pp. 4-10.
45 Vd. nota 6.
46 Viroli, Ippolito Scarsella dello lo Scarsellino, Decollazione del Battista, in Comune di Argenta, cit, pp.
110-111.
47 Id., Benvenuto Tisi detto il Garofalo (copia da), Sacra famiglia; ivi, pp. 108-109.
48 Id., Camillo Ricci, Il terremoto di Argenta; ivi, pp. 115-118.
44

15
i suoi proventi allo spedale di Santa Maria dentro la terra, amministrato dalla confraternita dei
battuti bianchi49. Chiesa e ancona sono andate distrutte con lultima guerra50.

Fig.20

Fig. 21

Vd. nota 28.


R. Moretti, L. Moretti, Monumenti e opere darte, in AAVV., Argenta note storico critiche, Argenta,
Associazione Pro Loco, 1978, p. 21 e nota 3.
49
50

16

Fig. 22

Fig. 23

Nel 1865 la chiesa della compagnia viene riaperta al culto ma gi nel 1899 nuovi interventi si
rendono necessari; saranno realizzati solo nel 1908 e riguardano sia la struttura che gli arredi
liturgici. Ledificio viene colpito nel bombardamento del 12 aprile 1945 che fa crollare una parte del
tetto delloratorio, compromettendo gravemente il soffitto dipinto a comparti incorniciati.
La ricostruzione condotta tra 1948 e 1949 dal Genio Civile. La chiesa viene successivamente
ristrutturata per destinarla a sede della Casa della giovane, un orfanatrofio femminile con attivit
lavorativa; negli anni 70 e 80 viene infine adattata a succursale della scuola media, aprendo un
nuovo ingresso sulla via Aleotti. Nel frattempo, dal 1955, la sala delloratorio era stata adibita a
sede di una manifattura. Da un quarto di secolo il fabbricato, perduta ogni funzione, stato
investito da un degrado che sembra difficilmente arrestabile. Nel 2014 lintero complesso stato
messo in sicurezza dopo i danni provocati dal terremoto del maggio 2012 (figg. 24-25).

Fig. 24

Fig. 25

17

LEDIFICIO OGGI Losservazione delledificio allo stato attuale (figg. 26-27) consente di
individuare i due corpi di fabbrica costruiti a distanza di poco pi di ventanni luno dallaltro,
segnalati nei documenti; il punto di sutura chiaramente visibile sulla via Aleotti (fig. 28).
Il primo blocco la porzione attualmente ad est (1) costituiva loratorio, probabilmente quello
realizzato nel 1588, il quale termina in corrispondenza della parete di passaggio alla chiesa,
attraverso il grande arco e le due porte laterali. Antistante loratorio, dislocato leggermente ad
ovest, il campanile (1), forse coevo e comunque antecedente il corpo di fabbrica ad ovest (2) la
chiesa, edificato nel 1601; il muro a nord di questo, infatti, ingloba quello sud del campanile (fig.
29). Segue, in ordine di tempo, la cappella del crocefisso (3), di cui si ha una prima segnalazione
nel 1674 e una successiva nel 1777; la sutura con il corpo di fabbrica maggiore evidente (fig.
30).

Fig. 26

Fig. 27

18

Fig. 28

Fig. 29

Fig. 30

Unosservazione merita anche la facciata (fig. 31): non ha certamente lo slancio verticale della
tipologia semplificata che Giovan Battista Aleotti elabora per lordine dei Cappuccini, con il motivo
della finestra serliana, modello che trova applicazione ad Argenta nella chiesa di S. Lorenzo (fig.
32) pressoch coeva (1605), e a Ferrara in quella di S. Chiara (1622?), cos simili entrambe al
disegno predisposto per la chiesa delle Sacre Stimmate, sempre a Ferrara (fig. 33)51. Le finestre
laterali a mezza altezza e il grande oculo sembrano per in una certa misura richiamarlo.

Fig. 31

Fig. 32

Fig. 33

Attualmente loratorio svuotato di arredi, dipinti e suppellettile. Restano in loco solo la grande
parete-diaframma decorata a stucco e le due statue anchesse di stucco presenti nella cappella
semicircolare. Sopravvivono parzialmente i dossali e gli scanni lignei delloratorio, due
inginocchiatoi e un leggio. I dipinti Nicol Balestri e lo stendardo di Domenico Balestri sono
conservati nel museo civico, mentre il crocefisso (fig. 23) si trova nella chiesa di S. Giacomo.

51

Biblioteca Comunale Ariostea, Ms., Cl,I,763, n.145; riprodotto in Cavicchi, op. cit,, p. 22.

19

2. La chiesa di S. Giovanni (ora S. Domenico)

Fig. 34

LINSEDIAMENTI DEI PADRI PREDICATORI - Dagli atti del Consiglio del 27 febbraio 1478
apprendiamo che in quellanno lordine dei Domenicani rivolge alla comunit di Argenta la prima
richiesta di insediare qui una chiesa e un monastero52, richiesta che viene inizialmente accettata
ma che poi non va in porto. Osserva Bertoldi: Dalle riferite determinazioni ben pu ognun
comprendere quanto amb il nostro pubblico fin dal 1470. dintrodurre in Argenta il Domenicano
Istituto, del quale suo desiderio ne diede anche altre prove nellannuo sussidio di Lire cento
assegnate per un triennio in favor del Convento ne Consigli de 18 e 29. Ma ci sono difficolt e
solamente venti anni dopo la Confraternita de Santi Giovanni Battista, ed Evangelista fu quella,
che pi di tutti efficacemente oper per lerezion del Convento53.
Linsediamento concesso nel 1498 con bolla papale da Alessandro VI54 con la quale si approva
che i beni applicati da Sisto IV allo Spedale della Compagnia e i loro frutti fossero convertiti nella
fondazione del Convento dei Predicatori dellOsservanza (cos chiamati dal 1393)55. La bolla
precisa che i beni e le loro rendite possono essere utilizzati per edificare una casa dabitazione per
i monaci, in uso perpetuo, con chiesa, campanile, refettorio, dormitorio, orto e altri laboratori

In quadragesima proxime preterita in Ecclesia Sancti Nicolai de Argenta & bonam doctrinam protulit
ferrariensenm ordinis fratrum predicatorum Sancti Dominici & petitione sua petentem hospitalem in effectu
Sancte Marie in burgo Seleghate causa hedifficandi unum monasterium suj ordinis seu Ecclesiam cum
hospitali & iuribus suis & pro eo Iure quod ipsa Communitas habet in Hijs ut possint ipsi fratres dicti ordinis
erigere ad dei omnipotentis Laudem & pro salute animarun huius Communitatis Conventum seu ordinem in
quo possint habiliter habitare & celebrare Divina officia; Bertoldi, Ragionamento, cit., p. 72.
53 Ivi p. 73.
54 Ivi riportata, alle pp. 75-80.
55 Ivi, p. 75.
52

20
necessari. Una volta costruito il monastero i beni e il loro usufrutto sono trasferiti ai padri per il loro
vitto, vestire etc.56.
LE DONAZIONI DELLA CONFRATERNITA AI PADRI PREDICATORI Scrive Bertoldi: A tal
segno si distinse laffezione della nostra Confraternita verso linclito Istituto de Predicatori, che di
buon animo ella sindusse a cedere in dono, affinch vi si fondasse il Convento, lantico suo
edificio vale a dire la prima Cella colle di lei adjacenze, ed a costruirsene altra da fondamenti
contigua alla fabbrica dello Spedale: principal motivo per cui dalla denominazione del luogo esso
convento fu detto il Convento di S. Giovanni Battista, ed anche de SS. Giovanni Battista, ed
Evangelista57. In quale anno la cella venga demolita non del tutto chiaro. Si sa, in ogni caso che,
per erigere la nuova chiesa i domenicani devono vendere e permutare alcuni beni per poter
acquistare da Zanibuono Fornasini il terreno necessario 58. La vendita viene rogata dal notaio
Giovan Battista Siciliani il 18 settembre del 1517; la costruzione della chiesa (fig. 34) ha inizio nel
1522 e i lavori sono ancora in corso nel 1523 in base a quanto scritto nel rogito di Niccol del
quondam Giovanni Arnassani fatto il 28 maggio, esistente nel Pubblico Archivio dove si scrive
della chiesa que nunc de novo edificatur59.
BIAGIO ROSSETTI? In passato si ipotizzato pi volte ipotizzato che nella chiesa attualmente
chiamata S. Domenico (fig. 35) ci sia una qualche influenza di Biagio Rossetti il quale aveva
diretto, nel ruolo di Ingegnere della Munizione e Architetto ducale, i lavori di fortificazione di
Argenta documentati nel 148460 (appena conclusa con una sconfitta estense la guerra tra Ferrara
e Venezia) e nel 148761. Rossetti muore nel 1514 per cui gi stato escluso un suo intervento
diretto.

una domu, pro perpetuis usu, & habitatione aliquorum Fratrum dicti Ordinis cum Ecclesia, Campanili,
humili Campana, Refectorio, Claustro, Dormitorio, ortis, ortalitijs, & alijs necessarijs officinis construi, &
edificari faciendi, ac eisdem Fratribus Domum ipsam, post quam constructa fuerit, recipiendi, & perpetuo
inhabitandi licentiam concedere, nec non Bona, & eorum usufructus hujusmodi sic tunc constructae Domui,
ac Fratribus in ea pro tempore degentibus pro eorum victu, & vestitu juxta proviam Sindicorum dictae
Confratriae etiam pro tempore existentium super haec faciendam ordinationem perpetuo applicare,
appropriare, & assignare, nec non voluntates, & factas ordinationes praedictas commutare in hoc, aliasque
in premissis opportune providere de benignitate apostolica dignaremur; ivi, p. 78.
57 Ivi, pp. 80-81. Il testo prosegue: La notizia di questatto di singolare liberalit mi si porge dal Libro D.
avente nel frontespizio la data 22. Junij 1495. Ivi alla pag. 112. Leggesi: Inventario de le robe & benj de la
Fraternitade de mis. Sancto Joanne Baptista Consignate per dicta Fraternitade et per Cauesetto de
Arnasano &c. A Mro Francesco di Fornasarj ellecto per epsa congregatione al modo usato Massaro, et
Sindico ellecto Sebastiano di Galafasj: et ministro Nicolo Joanne dal balestro Ellecti tuti tri Secundo La
Usanza nostra 1507. Ad. 24. De Zugno El di del glorioso Padre Nostro mis Sancto Joanne, Et scripto per
me Stephano del quondam mis. Danese di marci sicomo uno de li fratellj Et pregato ad ci el di seguento
ad. 25. cum consentimento de le parte a chi specta essendo ne la nostra Cella usada avenga che la sia
novamente edificata per la permutazione facta noviter cum li Venerabili Patrj frati ali quali fu donato lo
edificio nostro antiquo per beneficio de le anime universalle de questa nostra Terra de Argenta. Quam
omnipotens ad feliciora augendo conseruet &c.; ivi, p. 81.
58 In qual anno si demolisse la mentovata Cella (in latino Cella, Templum, Sacellum, e volgarmente lo
stesso che Cappella, Oratorio &c.) io nol dir; ma una gran forza mi fa credere che i Padri per le funzioni loro
la serbassero in piedi non pochi anni appresso il sapere dal Protocollo de Rogiti del Notajo Gio. Battista
Siciliani del 1517. al 1530. pag. 3., che sotto li 30. Giugno 1516. il Padre Paolo da Pavia Vicario Generale
della Stretta Osservanza delluna, e dellaltra Lombardia diede il permesso al Priore, ed agli altri religiosi del
Convento di permutare, o vendere certi beni stabili per acquistare da Zanibuono Fornasini lopportuno
terreno pro edificanda Ecclesia, stantech il Convento medesimo indigebat Ecclesia, & terrenum sufficiens
non habebat Ivi, pp. 81-82.
59 Ivi, p. 82.
60 B. Zevi, Saper vedere lurbanistica, Torino, Einaudi, 1971, p. 308.
61 Bollettino del 21 aprile 1488; ivi, p. 309.
56

21
Losservazione della facciata suggerisce per una possibile derivazione da quelle di alcune della
chiese rossettiane di Ferrara: S. Francesco (iniziata nel 1494), S. Benedetto e, in particolare, S.
Maria in Vado, che deve il suo assetto attuale allintervento di Rossetti ed Ercole de Roberti.

Fig. 35

Fig. 36

La facciata della chiesa argentana (fig. 35), come le due di S. Maria in Vado (figg. 36-37),
articolata su due ordini, separati da una cornice marcapiano; la superficie scandita da lesene
continue sui due ordini; in corrispondenza della navata centrale la parete traforata da un grande
oculo sotto un timpano triangolare. Come nelle chiese ferraresi, poi - in S. Maria in Vado la facciata
a nord (fig. 37) la sezione centrale e le due corrispondenti alle cappelle laterali erano raccordate
da volute a S, di cui quella di destra ancora parzialmente in loco (fig. 38). Anche la presenza
delle lesene allesterno dellabside (fig. 39), da terra fino al tetto, apparenta i due edifici (fig. 40).

Fig. 37

Fig. 38

22

Fig. 39

Fig. 40

Ad Argenta la fiancata nord conserva tracce del chiostro del convento che doveva articolarsi sui
quattro lati (fig. 41), reso in modo impreciso nella mappa del 1658 (fig. 2).

Fig. 41

Quella a sud presenta, come la facciata, la scansione delle lesene su entrambi gli ordini (fig. 42);
alla sommit di ciascun ordine poi, i cornicioni a mensole tipici di Ferrara, sono sostenuti da
arcatelle cieche, binate e lobate, che poggiano al centro su un peduccio in laterizio (fig. 43). Il
motivo viene proposto anche nel campanile, con cella aperta da bifore sui quattro lati, sormontata
da cuspide conica.

23

Fig. 42

Fig. 43

Questuso delle lesene era visibile gi nella facciata e nella fiancata della chiesa della Seliciata (fig.
22), ed interessante che questa modalit di articolare la superficie muraria, con lindubbio intento
di alleggerirne la percezione, sia stata utilizzata anche a Filo, nella fiancata della chiesa e nelle
pareti della torre campanaria (fig. 44), nel complesso cinquecentesco abbattuto negli anni trenta
del Novecento per far posto ad una nuova chiesa progettata dalling. Gualandi.

Fig. 44

Dopo la costruzione, della chiesa di S. Giovanni Battista non si hanno notizie per due secoli.
Un restauro dellabside nel 1865 ha messo in luce un grande ciclo di affreschi (fig. 45) che
presenta al centro limmagine del santo titolare nellatto di battezzare il Cristo (fig. 46) e nel registro
inferiore i quattro evangelisti (fig. 47). Per questi dipinti in passato stato pi volte avanzato il
nome di Nicol Rondinelli, scolaro e collaboratore di Giovanni Bellini. La critica pi recente li
assegna invece genericamente allinfluenza di pittori romagnoli operanti tra Quattro e Cinquecento.

24
In particolare li si considera opera nata nellambito di Benedetto Coda e del figlio Bartolomeo, citati
dal Vasari62.

Fig. 45

Fig. 46

Fig. 47

Viroli, Anonimo del secolo XVI. Affreschi dellabside raffiguranti: Storie della vita di San Giovanni Battista,
e tondi sopra le pareti della navata con ritratti di frati domenicani, in Comune di Argenta, cit., pp. 102-103.
62

25
Di un intervento settecentesco rimangono in parte le decorazioni a stucco di due degli altari laterali
a sinistra, uno dei quali dedicato a S. Domenico (fig. 48), come si pu dedurre dalla cimasa in cui
figura, policromo e a rilievo, il simbolo dellordine domenicano: il cane custos mundi il quale tiene
nella bocca la fiaccola della fede che illumina il globo del mondo.

Fig. 48

La denominazione da S. Giovanni Battista a S. Domenico cambia tra il 1815 (la chiesa figura con
questo nome in Bertoldi, Memorie, cit., vol. III parte I, p. 241) e il 1869 (i vicoli di S. Giovanni e di
S. Domenico non compaiono ancora nellelenco toponomastico di quellanno ma si precisa che
erano gi chiamati cos dalla popolazione)63.
Nel 1868 Demetrio Bandi riferisce che Il convento, minacciante rovina abitato da alcune famiglie
e la chiesa ufficiata dalla Confraternita delle Sagre Stimmate di S. Francesco64. E aggiunge:
Quivi un tempo eravi linquisizione e le prigioni del SantUffizio e trascrive uniscrizione, risalente
al 1705 e ancora presente nel cortile principale del Convento, riferentesi a queste funzioni65.
E evidente che da tempo i Padri Predicatori avevano lasciato Argenta e il convento era in grave
degrado. La chiesa doveva essere in condizioni migliori perch si ricorda che vi era venerata la
B.V. del Rosario, incoronata patrona del paese nel 166866.
Nel 1874 Luigi Magrini annota che atterrato lantico e glorioso ex convento di S. Domenico, fu
costrutto in essa localit una nuova casa per uso della sagrestia67.
Chiusa al culto nel 1935 ca., la chiesa ha subito gravi danni durante la guerra; nel dopoguerra
stata utilizzata come magazzino. Restaurata nel 1973, stata destinata ad attivit culturali
mediante un accordo tra Comune e Curia Arcivescovile. Attualmente sede del Museo Civico.

Chiesa e convento vengono denominati di S. Domenico solo nella copia ottocentesca della mappa del
1658 (vd. Fig. 6); nella stessa ledificio antistante chiamato Oratorio di S. Giovanni Battista (nelle mappe
precedenti non era mai chiamato chiesa ma SS Giovanni Battista ed Evangelista, come loratorio di S.
Croce era chiamato S. Croce).
64 D. Bandi, Memorie storiche di Argenta, 1868 (dattiloscritto presso lArchivio Storico Comunale), p. 11.
65 Duas hasce cellas ruditate et terremotu deformes R.P.S.T et P.M.F. Jordanus Vignali de Bononia Ordinis
Proedrum inquisitor generalis Ferrariae ex concessione P.P. hujus conventus pro sesuisq; in inquisitione
Ferarriae successoribus a decentiorem hane formam reduci curavit anno Dom. MDCCV; ivi, p. 16, nota 4.
66 Ivi, p. 11.
67 Ghinato Bruni, Argenta nelle memorie., cit., p. 146.
63