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Uranio
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Disambiguazione Se stai cercando altri significati, vedi Uranio
(disambigua).

Uranio

p
r
o
t
o
a
t
ti
n
i
o

u
r
a
n
i

n
e
t
t
u
n
i
o
Aspetto
metallo bianco-argenteo (l'immagine mostra Uranio altamente arricchito)
Generalit
Nome, simbolo, numero atomico uranio, U, 92
Serie attinidi
Gruppo, periodo, blocco --, 7, f
Densit 19050 kg/m3
Durezza n.d.
Configurazione elettronica
Propriet atomiche
Peso atomico 238,0289 uma
Raggio atomico (calc.) 156 pm
Raggio covalente 1967 pm
Raggio di van der Waals 186 pm
Configurazione elettronica [Rn]5f36d17s2
e per livello energetico 2, 8, 18, 32, 21, 9, 2
Stati di ossidazione 5 (debolmente basico)
Struttura cristallina ortorombica
Propriet fisiche
Stato della materia solido (paramagnetico)
Punto di fusione 1405 K (1132 C)
Punto di ebollizione 4404 K (4131 C)
Volume molare 1,249 10-5 m3/mol
Entalpia di vaporizzazione 417,1 kJ/mol
Calore di fusione 9,14 kJ/mol
Velocit del suono 3155 m/s a 293,15 K
Altre propriet
Numero CAS 7440-61-1
Elettronegativit 1,38 (scala di Pauling)
Calore specifico 120 J/(kg*K)
Conducibilit elettrica 3,8 106 /m ohm
Conducibilit termica 27,6 W/(m*K)
Energia di prima ionizzazione 597,6 kJ/mol

Energia di seconda ionizzazione


1420 kJ/mol
Isotopi pi stabili
iso
NA
TD
DM
230
U
sintetico 20,8 giorni

231
U
sintetico 4,28 giorni

232
U
sintetico
68,9 anni

fiss.
233
U
sintetico
159200

anni
fiss.
234
U
0,005%
245500

anni
fiss.
235
8
U
0,72%
7,038 10

anni
fiss.
236
7
U
sintetico 2,342 10

anni
fiss.
237
U
sintetico 6,75 giorni

238
9
U
99,275% 4,468 10

anni
fiss.
239
U
sintetico
23 minuti

240
U
sintetico
14,1 ore

DE

DP
Th
231
Pa
228
Th
228

5,414
4,909
197,93
4,859
197,78
4,679
202,48
4,572
201,82

229

Th

230

Th

231

Th

232

Th

237

4,270
205,87

Np
Th

234

239
240

Np
Np

iso: isotopo
NA: abbondanza in natura
TD: tempo di dimezzamento
DM: modalit di decadimento
DE: energia di decadimento in MeV
DP: prodotto del decadimento

L'uranio (dal greco , "cielo") l'elemento chimico di numero atomico


92. Il suo simbolo U. un metallo bianco-argenteo, tossico e radioattivo;
appartiene alla serie degli attinoidi ed il suo isotopo 235U trova impiego come
combustibile nei reattori nucleari e nella realizzazione di armi nucleari.
Tracce di uranio sono presenti ovunque: nelle rocce, nel suolo, nelle acque,
persino negli organismi viventi.
Indice [nascondi]
1 Caratteristiche
2 Isotopi
3 Arricchimento dell'uranio
4 Applicazioni
4.1 Applicazioni civili
4.2 Applicazioni militari
5 Cenni storici
6 Ricerca ed estrazione
6.1 Ascesa, stagnazione e nuovo boom dell'estrazione dell'uranio Costi
6.2 Rischi associati all'estrazione

6.3 Tuballoy e Oralloy


7 Composti
8 Disponibilit in natura
9 Produzione e distribuzione
9.1 Giacimenti in Italia
10 Precauzioni
11 Note
12 Bibliografia
13 Voci correlate
14 Altri progetti
15 Collegamenti esterni

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]


Puro, si presenta come un metallo bianco-argenteo, debolmente radioattivo e
di poco pi tenero dell'acciaio. malleabile, duttile e debolmente
paramagnetico.
un metallo molto denso (65% pi denso del piombo). Diviso finemente,
reagisce con l'acqua a temperatura ambiente; esposto all'aria si copre
superficialmente di uno strato del proprio ossido di U(IV), UO2, facilmente
ossidabile alla forma pi comune e pi stabile di ossido misto di U(IV) ed
U(VI) ottaossido di triuranio U3O8, facilmente reperibile in natura. Anche la
forma ossidata di U(VI), UO3, viene facilmente ridotta ad alta temperatura a
U3O8. La forma metallica piroforica, brucia cio all'aria ad alta temperatura
innalzando ulteriormente la temperatura fino ad alcune migliaia di C e
formando micro- e nanoparticelle dei suoi ossidi.
L'uranio metallico si presenta in tre forme allotropiche
alfa - ortorombico, stabile fino a 667,7 C
beta - tetragonale, stabile a temperature comprese tra 667,7 e 774,8 C
gamma - cubico a corpo centrato, stabile a temperature comprese tra
774,8 C ed il punto di fusione, la forma pi duttile e malleabile delle
tre.
L'isotopo 235U - capostipite della catena di decadimento radioattivo naturale
[4n+3] - importante sia come combustibile per i reattori nucleari (detti
appunto ad U) sia per le armi nucleari perch l'unico isotopo fissile
esistente in natura in quantit apprezzabili.
Anche 238U pu trovare impiego nei reattori nucleari, dove convertito in 239U
per assorbimento di neutroni (fertilizzazione), il quale decade in 239Pu, fissile.
Anche l'isotopo 233U fissile; pur non esistendo in natura, prodotto per
bombardamento con neutroni di 232Th mediante il cosiddetto innesto ad
uranio, e costituir verosimilmente il combustibile nucleare del futuro nei
reattori detti appunto ad (U/Th), data l'elevata concentrazione del Th in natura
confrontata con quella dell'U.

L'uranio fu il primo elemento fissile scoperto in natura; questa propriet lo


rende la principale materia prima per la bomba nucleare, spesso
impropriamente detta "atomica" e la costruzione e l'alimentazione di reattori
nucleari.
L'uranio si estrae da due minerali estremamente redditizi: l'uraninite (detta
anche pechblenda) e la carnotite, ma sono noti almeno altri 150 minerali
uraniferi, con contenuti di uranio di potenziale rilevanza commerciale.
L'uranio importante anche per la datazione radiometrica dei fossili: l'uranio238 - capostipite della catena di decadimento radioattivo naturale [4n+2] - si
trasmuta mediante decadimenti alfa e beta successivi in piombo-206 (stabile)
con un tempo di dimezzamento di 4 510 000 000 anni.

Isotopi[modifica | modifica wikitesto]

L'uranio naturale composto da una miscela di tre isotopi, 234U, 235U, e 238U, di
cui 238U il pi abbondante (99,3%), mentre il 234U costituisce una
percentuale trascurabile del totale. Questi tre isotopi sono radioattivi; quello
dotato di tempo di dimezzamento pi lungo il 238U (emivita:
4,468 109 anni), seguono 235U (7,038 108 anni) e 234U (2,455 105 anni).
L'238U emette prevalentemente particelle alfa decadendo in 234Th. A sua volta,
questo decade beta, continuando la catena fino a giungere al 206Pb, stabile.
L'attivit specifica, all'interno dell'uranio naturale, degli isotopi 234U e 238U,
praticamente la stessa per entrambi gli isotopi, quantificabile in 12,4 kBq/g
(1 becquerel (Bq) rappresenta una disintegrazione al secondo), e si classifica
nella fascia di rischio pi bassa tra gli isotopi radioattivi. All'interno dell'uranio
naturale, l'attivit specifica da attribuirsi all'isotopo 235U molto inferiore (0,6
kBq/g), essendo questo presente solo in una frazione minima ed avendo una
vita media approssimabile allo stesso ordine di grandezza del 238U.
Va necessariamente precisato, tuttavia, che il rischio indotto dalla radioattivit
dipende essenzialmente dalla concentrazione dell'isotopo di uranio
nell'ambiente (misurata ad esempio in kBq/cm3), piuttosto che dalla sua
attivit intrinseca.
Gli isotopi dell'uranio vengono separati per aumentare la concentrazione di
235
U rispetto a 238U; questo processo chiamato arricchimento. L'uranio si
considera "arricchito" quando la frazione di 235U considerevolmente
maggiore del livello naturale (circa lo 0,7204%), tipicamente su valori
compresi tra il 3% ed il 7%. 235U il tipico materiale fissile per i reattori
nucleari a fissione ed utilizzabile per la produzione di armi nucleari se
sufficientemente puro. 238U nella reazione di fertilizzazione con un neutrone si
trasforma in 239Pu, che a sua volta pu essere utilizzato come fissile o per
scopi bellici.

Arricchimento dell'uranio[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: uranio arricchito.

Uranio grezzo

Per ottenere un materiale fissile che sia adatto a scopi nucleari, cio che
emetta una quantit sufficiente di neutroni, necessario aumentare la
concentrazione dell'isotopo 235U rispetto al pi comune e meno radioattivo
238
U. La concentrazione di 235U deve passare dallo 0,71% a valori superiori al
3% per i reattori nucleari ad acqua leggera LWR.
Il processo di concentrazione dell'uranio un compito estremamente difficile:
non possibile separarli per via chimica, essendo due isotopi dello stesso
elemento, e l'unico modo sfruttare la piccolissima (meno dell'1,5%)
differenza di peso.
Per fare questo si fa reagire l'uranio metallico con fluoro ottenendo
esafluoruro di uranio (UF6), un composto solido bianco, che sublima in fase
gassosa al di sopra di 56,4 C.
Questo composto in fase gassosa usato nei due pi comuni processi di
arricchimento, l'arricchimento per diffusione gassosa (utilizzata soprattutto
negli Stati Uniti) e quello per centrifuga a gas (principalmente utilizzato in
Europa). Allo stato attuale in corso di sviluppo presso il Dipartimento
dell'Energia americano una terza tecnologia di arricchimento chiamato a
separazione laser, ancora in fase di studio. Un quarto metodo di
arricchimento quello della separazione termica, che per meno efficiente
delle tecnologie attuali e non pi utilizzato.
Dopo l'arricchimento l'esafluoruro decomposto, riottenendo uranio metallico
e fluoro gassoso, dopodich ossidato a formare diossido di uranio UO2.
Il processo di arricchimento produce grandi quantit di uranio impoverito,
ossia uranio cui manca la corrispondente quantit di 235U. L'uranio si
considera impoverito quando contiene valori di 235U generalmente compresi
tra lo 0,2% e lo 0,3%, a seconda delle esigenze economiche e di produzione.

Per dare un'idea della tipica proporzione tra uranio arricchito e uranio
impoverito, da 100 kg di uranio metallico pronto per l'arricchimento si
possono ottenere al massimo 12,5 kg di uranio arricchito al 3,6% e 87,5 kg di
uranio impoverito allo 0,3%.
L'uranio impoverito generalmente stoccato come UF6 (che, come detto
sopra, un solido cristallino) amalgamato in cilindri di acciaio che ne
contengono circa 12-13 tonnellate (secondo le procedure standard degli Stati
Uniti).

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]


L'uranio trova applicazione in due sue possibili forme: uranio arricchito ed
uranio impoverito. Non semplice fare una distinzione netta tra applicazioni
civili e militari, in quanto esiste una permeabilit tra questi due utilizzi. Ad
esempio, l'uranio arricchito pu essere usato come combustibile nei reattori
nucleari civili, ma anche nei reattori nucleari dei sottomarini e delle portaerei
militari a propulsione nucleare.

Applicazioni civili[modifica | modifica wikitesto]


Centrale nucleare tedesca

Vetro colorato con uranio

L'uranio un metallo molto denso e pesante. Nonostante la sua radioattivit


naturale, grazie al suo elevato peso specifico, trova impiego come materiale
di zavorra e contrappesi di equilibratura in aerei, elicotteri, e in alcune barche
a vela da regata. A volte impiegato anche per costruire schermature di
sorgenti altamente radioattive (soprattutto nel campo della radiografia
industriale per la schermatura dei raggi gamma). Il piombo un materiale con
caratteristiche simili (e non radioattivo).
Nel settore civile il principale impiego dell'uranio l'alimentazione dei reattori
delle centrali elettronucleari, dove usato un uranio arricchito al 3-4% di 235U.
Le tipologie di reattori ad acqua pesante, come il CANDU ed in generale i
PHWR possono sfruttare l'uranio naturale come combustibile, senza quindi
bisogno di preventivo arricchimento.
Tra gli altri usi si annoverano:
l'inclusione di sali di uranio nelle ceramiche e nei vetri, per colorare le prime
e impartire una fluorescenza gialla o verde ai secondi;
la datazione delle rocce ignee ed altri metodi di datazione geologica quali la
datazione uranio-torio e uranio-piombo attraverso la misura della
concentrazione di 238U, la cui emivita di circa 4,51 miliardi di anni;
l'acetato di uranile, UO2(CH3COO)2, trova impiego in chimica analitica;
forma con il sodio un sale insolubile;

il nitrato di uranio usato in fotografia;


in chimica l'uranio utilizzato come catalizzatore in alcune reazioni;
i fertilizzanti fosfatici di origine minerale possono contenere quantit di
uranio relativamente alte, se questo presente come impurezza nei
minerali di partenza;
l'uranio metallico trova uso in dispositivi a guida inerziale e nelle bussole
giroscopiche.
In tutte queste applicazioni (tranne che per l'uso come combustibile nelle
centrali nucleari) non importante che si utilizzi uranio naturale oppure uranio
impoverito. Ad ogni modo, il Dipartimento dell'Energia americano
rileva[senza fonte] che tutti gli impieghi civili dell'uranio non sono finora riusciti a
ridurre in modo sostanziale le scorte di uranio impoverito accumulate negli
ultimi decenni dalle centrali nucleari di tutto il mondo. Gran parte dell'uranio
impoverito quindi dirottato sul settore militare oppure stoccato in
permanenza in depositi del sottosuolo.

Applicazioni militari[modifica | modifica wikitesto]


Bomba nucleare

La principale applicazione militare dell'uranio , nella sua forma molto


arricchita nell'isotopo 235U, all'interno delle bombe atomiche o come innesco
per le bombe termonucleari. La prima bomba atomica con 235U, Little Boy,
venne realizzata nel contesto del Progetto Manhattan, durante gli anni della
seconda guerra mondiale e venne sganciata nell'agosto del 1945 sulla citt
giapponese di Hiroshima (si veda Bombardamento atomico di Hiroshima e
Nagasaki).
Va ricordato, inoltre, che parte dell'uranio a medio arricchimento prodotto
nelle nazioni nucleari pi avanzate, utilizzato come combustibile per i
reattori ospitati in navi e sottomarini da guerra, rappresentando di fatto un
utilizzo indiretto di questo elemento per fini bellici.
Proiettile di uranio impoverito

L'altra importante applicazione militare dell'uranio si basa sul cosiddetto


uranio impoverito, ovvero uranio in cui la percentuale di 235U stata
artificialmente ridotta (mediamente contiene lo 0,25-0,4% di 235U). L'uranio
un metallo molto denso e pesante, e proprio per questo utilizzato per
rendere le corazzature dei carri armati particolarmente resistenti e per
costruire munizioni anticarro (al posto del pi costoso e meno efficiente
tungsteno). Essendo la produzione di uranio impoverito strettamente
collegata al processo di arricchimento dell'uranio naturale, del quale
costituisce un sottoprodotto, solo gli Stati in grado di arricchire l'uranio
possiedono notevoli quantit di uranio impoverito.

Un altro sottoprodotto importante con valore militare dell'uranio il plutonio


239, che prodotto dalle reazioni nucleari che hanno luogo nella
fertilizzazione del 238U contestualmente alla fissione del 235U all'interno dei
reattori nucleari. Il plutonio (a weapons grade) utilizzato per costruire ordigni
nucleari e/o come combustibile nei reattori nucleari.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'uso dell'uranio, sotto forma del suo ossido, risale ad almeno al 79 a.C.;
risalgono ad allora alcuni manufatti in ceramica colorati di giallo per aggiunta
dell'1% di ossido di uranio rinvenuti in scavi nella zona di Napoli.
L'uranio stato scoperto nel 1789 dallo scienziato tedesco bavarese Martin
Heinrich Klaproth, che lo individu in un campione di uraninite.
L'elemento prese il nome dal pianeta Urano, che era stato scoperto otto anni
prima dell'elemento.
L'uranio fu isolato come metallo nel 1841 da Eugne-Melchior Pligot ed
del 1850 il primo impiego industriale dell'uranio nel vetro, sviluppato dalla
Lloyd & Summerfield di Birmingham, nel Regno Unito.
La radioattivit dell'uranio fu osservata per la prima volta dal fisico francese
Henri Becquerel nel 1896.

Ricerca ed estrazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Estrazione mineraria dell'uranio.


Principali paesi estrattori di uranio

L'esplorazione e l'estrazione di minerali radioattivi inizi negli Stati Uniti al


principio del XX secolo (anche se le prime estrazioni per fini economici
avvennero nella Repubblica Ceca alla fine del XIX secolo). I sali di radio,
contenuti nei minerali dell'uranio, erano ricercati per il loro impiego in vernici
fluorescenti da usarsi per quadranti di orologi ed altri strumenti, nonch per
applicazioni mediche - rivelatesi nei decenni successivi particolarmente
insalubri.
La domanda di uranio crebbe durante la seconda guerra mondiale, durante la
corsa delle nazioni in guerra alla realizzazione della bomba atomica. Gli Stati
Uniti sfruttarono i loro giacimenti di uranio localizzati in numerose miniere di
vanadio del sud-ovest ed inoltre acquistarono l'uranio dal Congo (all'epoca
colonia belga) e dal Canada.
Le miniere del Colorado fornivano principalmente miscele di minerali di uranio
e di vanadio (carnotite) ma, per via della segretezza applicata nel periodo
bellico, solo quest'ultimo figurava pubblicamente come prodotto delle miniere.
In una causa legale condotta molti anni pi tardi, i lavoratori di quelle miniere
si sono visti riconosciuti risarcimenti per le indennit loro dovute e mai pagate
previste per l'estrazione di materiale radioattivo.
I minerali di uranio delle miniere americane non erano ricchi quanto quelli del

Congo belga, ma venivano comunque estratti nello sforzo di raggiungere


un'autosufficienza produttiva. Sforzi simili furono condotti dall'Unione
Sovietica, anch'essa priva di scorte di uranio all'inizio del suo programma
nucleare. In alcuni impianti in Europa e in Russia attualmente in atto un
processo di riarricchimento dell'uranio impoverito. In questi impianti un
trattamento a centrifuga dell'uranio impoverito riduce ulteriormente la
concentrazione di 235U in gran parte del materiale, producendo una piccola
percentuale di uranio con contenuto "naturale" (0,71%) di 235U. L'uranio
naturale cos ottenuto pu nuovamente essere inviato alle centrali nucleari
per il processo di arricchimento.

Ascesa, stagnazione e nuovo boom dell'estrazione dell'uranio


- Costi[modifica | modifica wikitesto]
Miniera di uranio a Kakadu National Park in Australia

La ricerca dell'uranio nel mondo trov un grande impulso all'inizio della guerra
fredda; gli Stati Uniti, al fine di garantirsi adeguate forniture di uranio da
destinare alla produzione di armi, crearono nel 1946 la Atomic Energy
Commission (AEC), incaricata di esplorare potenziali giacimenti per conto
dello stato e di intervenire sul prezzo di mercato dell'uranio. L'AEC, fissando
un prezzo elevato per i minerali di uranio, contribu ad un vero e proprio boom
nei primi anni cinquanta.
Giacimenti furono scoperti nello Utah nel 1952, anche se la concentrazione di
uranio era comunque inferiore a quella osservata in campioni provenienti dal
Congo belga o dal Sudafrica: al picco dell'euforia mondiale per l'energia
nucleare - negli anni cinquanta - furono anche presi in considerazione metodi
per estrarre l'uranio e il torio dai graniti e dalle acque marine.
La domanda da parte dell'apparato militare statunitense inizi a declinare
negli anni sessanta e le scorte di uranio furono completate entro la fine del
1970; nel contempo inizi ad emergere il mercato dell'uranio per usi civili,
ovvero per la realizzazione delle centrali elettriche termonucleari.
Negli Stati Uniti tale mercato collass nell'arco di un decennio, come risultato
di diversi fattori concomitanti, tra cui la crisi energetica, l'opposizione popolare
e l'incidente alla centrale di Three Mile Island nel 1979, che port ad una
moratoria de facto dello sviluppo delle centrali nucleari.
Il prezzo dell'uranio nei due decenni successivi continu a declinare, per una
serie di fattori concomitanti. I principali fattori furono il disastro di Chernobyl e
la crisi e la dissoluzione dell'Unione Sovietica. L'esplosione dell'impianto di
Chernobyl ebbe un forte impatto psicologico in tutto il mondo, provocando
una riduzione o un blocco totale nei progetti di costruzione di nuovi impianti
nucleari. Negli ultimi anni di esistenza dell'Unione Sovietica, per far fronte alla
crescente crisi economica, questo paese mise in vendita grosse quantit di

ossido di uranio, in un mercato gi saturo per gli scarsi investimenti provocati


dall'incidenti di Chernobyl, contribuendo a deprimere ulteriormente i prezzi.
Nella seconda met degli anni novanta, i trattati per la non proliferazione
nucleare tra la Russia e gli Stati Uniti portarono all'accordo Megaton contro
Megawatt (1995), che vide lo smantellamento di moltissime testate nucleari
sovietiche e la vendita come combustibile dell'ossido di uranio da esse
ricavabile. Il conseguente e ulteriore aumento dell'offerta ha prodotto un
fortissimo ribasso nei prezzi fino alla fine del secolo.
Nonostante il fatto che in molti paesi Europei - Francia, Germania, Spagna,
Svezia, Svizzera, Regno Unito - all'iniziale riduzione dei piani di sviluppo del
nucleare civile sia in seguito corrisposta una nuova fase di costruzione e
ammodernamento delle centrali nucleari, per lungo tempo l'offerta di
combustibile nucleare ha fortemente ecceduto la domanda.
Dal 1981 i prezzi per l'ossido di uranio U3O8 registrati dal Dipartimento per
l'Energia degli Stati Uniti sono stati in continuo calo fino all'anno 2000: da
32,90 $/lb di U3O8 del 1981 a 12,55 $/lb nel 1990 a meno di 10 $/lb nel 2000.
Il minimo valore del prezzo dell'uranio si raggiunto nel 2001 a meno di 7
$/lb[1].
Negli ultimi anni (2001-2006) la richiesta mondiale di uranio fortemente
aumentata. Le cause vanno ricercate nella massiccia costruzione di nuovi
reattori nucleari (28 cantieri inaugurati tra il 2000 e il 2005, su un totale di 442
reattori esistenti nel 2006; l'AIEA prevede altri 168 nuovi cantieri reattori entro
il 2020) e anche nell'accresciuta domanda energetica dei paesi che utilizzano
energia nucleare (soprattutto da parte di Cina, India, Corea del Sud, Russia,
Giappone e Stati Uniti), che negli ultimi anni arrivata ad eccedere
l'offerta.[senza fonte] Per soddisfare la crescente domanda molti paesi consumatori
e produttori hanno iniziato ad intaccare le cosiddette fonti secondarie di
uranio, ossia le scorte accumulate in deposito nei decenni precedenti.
Come risultato il prezzo dell'uranio sul mercato mondiale ha subto una forte
impennata, passando dai 7 $/lb del 2001 al picco di 135 $/lb del 2007[2]. Al
2001 il prezzo dell'uranio incideva per il 5-7% sul totale dei costi riguardanti la
produzione di energia nucleare[3]. Secondo dati della WNA, a gennaio 2010,
con uranio a 115$/kg e considerandolo sfruttato da reattori attualmente in
funzione, questo incide per circa il 40% sul costo del combustibile, che incide
per circa 0.71c$ sul costo di generazione di ogni kWh.[4]

Rischi associati all'estrazione [modifica | modifica wikitesto]


Dato che l'uranio emette radon, un gas radioattivo, nonch altri prodotti di
decadimento altrettanto radioattivi, l'estrazione mineraria di uranio presenta
pericoli ulteriori che si sommano a quelli gi esistenti nell'attivit del minatore.
Le miniere di uranio che non siano "a cielo aperto" richiedono adeguati
sistemi di ventilazione per disperdere il radon.
Durante gli anni cinquanta molti dei minatori statunitensi impiegati nelle

miniere di uranio erano nativi Navajos, dato che molte delle miniere erano
collocate nelle loro riserve. A lungo andare molti di essi svilupparono forme di
cancro al polmone. Alcuni di loro e dei loro discendenti sono stati beneficiari
di una legge che nel 1990 ha riconosciuto il danno loro arrecato.

Tuballoy e Oralloy[modifica | modifica wikitesto]


Durante il lavoro del Progetto Manhattan, esigenze di segretezza fecero
adottare i nomi di tuballoy e oralloy per riferirsi rispettivamente all'uranio
naturale e all'uranio arricchito. Questi nomi sono ancora occasionalmente
usati oggi.

Composti[modifica | modifica wikitesto]

Yellowcake

Il tetrafluoruro di uranio (UF4) noto come "sale verde" ed un prodotto


intermedio nella produzione di esafluoruro di uranio.
Il concentrato di uranio detto Yellowcake. Prende questo nome dal colore e
dalla scabrosit superficiale del materiale prodotto durante le prime
operazioni minerarie, anche se i mulini odierni, lavorando ad alta
temperatura, producono "yellowcake" di colori che vanno dal verde scuro al
quasi nero.
Lo yellowcake contiene in genere dal 70% al 90% in peso di ossido di uranio
(U3O8). Esistono altri ossidi, quali UO2 e UO3; il pi stabile di tutti U3O8, che
in realt considerato essere l'ossido misto UO2 2UO3.
Il diuranato di ammonio un prodotto intermedio nella produzione di
yellowcake ed ha un colore giallo brillante. a volte confuso con lo stesso
"yellowcake", ma non solitamente la stessa cosa.
Il nitrato di uranile UO2(NO3)2 un sale di uranio solubile ed estremamente
tossico.

Disponibilit in natura[modifica | modifica wikitesto]

L'uranio un elemento che si rinviene nella crosta terrestre, in basse


concentrazioni, praticamente in tutte le rocce, in tutti i terreni e nelle acque.
considerato pi abbondante dell'antimonio, del berillio, del cadmio, dell'oro,
del mercurio, dell'argento, del tungsteno; ha circa la stessa abbondanza
dell'arsenico e del molibdeno.
Si trova come elemento costitutivo principale in alcuni minerali[5], come
l'uraninite (o pechblenda, il minerale di uranio pi comune), l'autunite, la
carnotite, l'uranofano, la torbernite e la coffinite. Si possono riscontrare
concentrazioni di uranio significative anche in alcuni giacimenti come i
depositi di rocce fosfatiche, sabbie ricche in monazite in cui l'uranio
presente come vicariante del fosforo ( estratto commercialmente anche da
queste fonti). Particolarmente ricche le sabbie delle dune del Niger.

Si ipotizza che la principale fonte del calore che mantiene liquido il nucleo
della Terra e il soprastante mantello provenga dal decadimento dell'uranio e
dalle sue reazioni nucleari con il torio nel nucleo della terra, generando cos la
tettonica a zolle.
I minerali di uranio, perch l'estrazione mineraria di uranio sia remunerativa,
devono contenere una concentrazione minima di ossido di uranio U3O8 che
va dallo 0,05% al 0,2%.
L'uranio si trova in queste zone del mondo:

Produzione e distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

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Sembra infatti che questa voce contenga informazioni superate e/o obsolete. Se puoi
Risorse di uranio nel mondo certe ed ipotizzate ad un prezzo <130$/kg per Stato

Andamento del prezzo dell'uranio da NUEXCO Exchange Value Monthly Spot (US$/lb
U3O8). Nel 2007 c' stato un picco.

L'uranio prodotto industrialmente per riduzione dei suoi alogenuri con


metalli alcalini o alcalino-terrosi. Pu anche essere prodotto per elettrolisi di
KUF5 o UF4 sciolti in CaCl2 o NaCl fuso. L'uranio metallico ad alta purezza
ottenuto per decomposizione termica di alogenuri di uranio su un filamento
rovente.
Da 1 kg di ossido di uranio si ricavano circa 840 g di uranio metallico adatto
al processo di arricchimento.
Secondo il Red Book della IAEA del 2009, le riserve accertate ed ipotizzate
di uranio ad un prezzo di 130$/kg ammontano a circa 5,4 milioni di tonnellate
di uranio. Nel 2009 la produzione di ossido di uranio stata di 50.572
tonnellate, che corrispondono al 76% della domanda mondiale di
combustibile[6], il rimanente 24% stato fornito da combustibile esausto
riprocessato e trasformato in MOX, testate nucleari smantellate, riserve di
uranio gi estratte.
L'uranio distribuito sul pianeta in maniera abbastanza uniforme; presente
nella crosta terrestre in concentrazioni minime ovunque, la concentrazione
media di uranio nella crosta terrestre di 2.8ppm, nel granito 4-5ppm e
nell'acqua di mare 3ppb. Tre soli paesi (l'Australia, il Canada e il
Kazakistan) contengono circa il 58% delle riserve note economicamente
estraibili attualmente. Questi tre paesi sono anche i principali produttori di
uranio (dati 2009).
L'Australia possiede ampi giacimenti (formati soprattutto da carnotite), che
rappresentano circa il 28% delle riserve del pianeta. La sua produzione
aumentata di quasi il 40% negli ultimi 4 anni (7982 tonnellate di uranio

metallico estratte nel 2009), quasi raggiungendo il Canada. Il pi grande


singolo deposito di uranio del mondo presso la Olympic Dam Mine nello
stato dell'Australia Meridionale, che per non classificata miniera uranifera,
essendo l'uranio un sottoprodotto dell'estrazione mineraria dal sito. In
Australia si trovano la seconda e la quinta miniera di uranio per estrazione
(rispettivamente la miniera Ranger, che la maggiore miniera di uranio a
cielo aperto del mondo, e la gi citata Olympic Dam). L'Australia ha in
progetto di triplicare l'estrazione di uranio dalla Olympic Dam nei prossimi
anni.
Il Kazakhstan ha aumentato del 55% l'estrazione di uranio negli ultimi 4 anni,
passando dal quinto al primo posto nei produttori dal 2002 al 2009 (2800
tonnellate di uranio metallico estratte nel 2002 a oltre 13.900 tonnellate del
2009). Attualmente in progetto l'apertura di 7 nuove miniere nel sud del
paese. Si stima che il territorio del Kazakhstan contenga riserve note di
ossido di uranio per 750.000 tonnellate, il 18% del totale, e che altrettante
siano ancora da scoprire nel sottosuolo di questo paese.
Il Canada possiede ricchi giacimenti in Saskatchewan (formati soprattutto da
pechblenda costituiscono il 12% delle riserve mondiali), dove dalle tre miniere
del McArthur River, del Rabbit Lake e del McClean Lake si estrae circa il 28%
della produzione mondiale (9000 tonnellate nel 2008, pi o meno costante
negli ultimi anni). La miniera del McArthur river anche la pi grande miniera
di uranio del mondo. Le altre due miniere sono relativamente recenti e si
ritiene che la loro produzione dovrebbe aumentare significativamente nei
prossimi anni. Inoltre il Canada dovrebbe aprire due nuove miniere (Cigar
Lake e Midwest) nel 2007. Questa sovrapproduzione unita al controllo
governativo sulla produzione ha un forte peso nel determinare il prezzo
dell'uranio sui mercati internazionali.
Gli altri principali paesi estrattori sono la Russia (10% delle riserve mondiali e
3564 tonnellate estratte nel 2009), la Namibia (5% riserve e 4626 tonnellate
estratte con la miniera a cielo aperto di Rossing, la quarta del mondo), il
Niger (5% riserve e 3243 tonnellate), l'Uzbekistan (2% riserve e 2429
tonnellate) e gli Stati Uniti (6% riserve e 1453 tonnellate, concentrati negli
stati del Wyoming e del Nebraska).
Giacimenti importanti e poco sfruttati si trovano in Sudafrica (che ha l'8%
delle riserve mondiali ed ha appena iniziato a sfruttarle con il sistema del
reattore a letto di ciottoli), in Brasile (5% delle riserve) e in Mongolia (1% delle
riserve). I depositi di minerali di uranio scoperti pi di recente (2008) si
trovano in Canada, India centrale, Nigeria e Zimbabwe, Stati Uniti, mentre
stata alzata la produttivit di alcune miniere spagnole.
Esplorazioni e prospezioni per individuare nuovi giacimenti sono in corso in
Canada, Sudafrica, Kazakhstan, Mongolia e nella Repubblica Democratica
del Congo.

Giacimenti in Italia[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Uranio in Italia.

In Italia, a partire dagli anni '50 e poi pi assiduamente nei '60, furono
effettuate ricerche di giacimenti sfruttabili di uranio estese a buona parte del
territorio nazionale. Il pi importante giacimento fu rinvenuto dall'ENI (poi
AGIP) nei pressi di Novazza (a circa 40 km a nord est di Bergamo). Si
trattava di un giacimento di dimensioni ridotte e gi negli anni '60 non fu
giudicato in grado di coprire il fabbisogno delle centrali allora esistenti.

Precauzioni[modifica | modifica wikitesto]


Simboli di rischio chimico
pericolo
frasi H
frasi R
consigli
P
frasi S

330 - 300 - 373 - 413 [7]


R 26/28-33-53
405 - 102 - 270 - 309+310 - 273
S 1/2-20/21-45-61

Le sostanze chimiche
vanno manipolate con cautela
Avvertenze

Radiotossicit (in sievert per gigawatt termico all'anno) del combustibile esausto scaricato
dai reattori per diversi cicli del combustibile, in funzione del tempo. L'uso di uranio in
reattori tradizionali determina i peggiori risultati.

A dosi non letali, la tossicit chimica dell'uranio pu comunque produrre danni


all'organismo: inalato in genere sotto forma di ossido (altamente solubile),
l'uranio si discioglie nei liquidi delle mucose polmonari, ed entra rapidamente
nel sangue. Nonostante gran parte dell'uranio assorbito venga espulso con le
urine, la parte che non eliminata si accumula nelle ossa e soprattutto nei
reni; le conseguenze di questo accumulo producono effetti tipici
dell'avvelenamento da metalli pesanti: dermatiti, gravi degenerazioni dei reni,
necrosi delle arterie.
I danni da radiazione sono permanenti; l'uranio fissato nelle ossa e nei vari
organi attraversati irraggia le cellule circostanti, con effetti particolarmente
gravi sul midollo osseo. Inoltre le particelle inalate che non finiscono nel
sangue possono restare nelle vie respiratorie per lungo tempo.
L'uranio non assorbito attraverso la pelle; le particelle alfa che emette non
sono in grado di penetrare la pelle, ci rende l'uranio esterno al corpo molto
meno pericoloso di quello inalato o ingerito.
Una persona pu esporsi all'uranio sia inalandone le polveri nell'aria che

ingerendolo con il cibo e con l'acqua; si calcola che l'assunzione media


quotidiana di uranio sia compresa tra 0,7 e 1,1 microgrammi.
Persone che vivono in aree vicine a miniere che ne lavorano i minerali
possono essere esposte a livelli di radioattivit pi elevati per via della
produzione di polveri sottili e gas radon che vengono trasportati dai venti
nelle zone circostanti.
Per la stessa ragione, senza un'adeguata ventilazione i lavoratori delle
miniere sono esposti ad un elevato rischio di contrarre il cancro o altre
malattie polmonari estremamente gravi. Anche le acque usate dalle miniere
per il trattamento del minerale possono diventare veicolo di contaminazione
per le aree vicine. Ricerche condotte nel 2005 dall'Arizona Cancer Center su
sollecitazione della Nazione Navajo, in cui sono ubicate alcune miniere di
uranio, hanno scoperto capacit mutagene di questo elemento, che in
grado di penetrare nel nucleo cellulare e legarsi chimicamente al DNA,
alterandolo e provocando errori nella produzione delle proteine, e portare le
cellule in stato precanceroso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

1 ^ Serie storica dei prezzi dell'uranio a cura della Ux Consulting Company, in


dollari correnti e normalizzata rispetto al valore del dollaro nel 2007
2 ^ Dati finanziari tratti da
http://www.cameco.com/investor_relations/ux_history/historical_ux.php
3 ^ Parere del comitato consultivo dell'Agenzia di approvvigionamento Euratom sul
Libro verde della Commissione "Verso una strategia europea di sicurezza
dell'approvvigionamento energetico", G.U. n. C 330 del 24/11/2001 pag.
0015 - 0020
4 ^ (EN) http://www.world-nuclear.org/info/inf02.html
5 ^ Quindi presente nella formula chimica che definisce il minerale
6 ^ (EN) http://www.world-nuclear.org/info/inf23.html
7 ^ scheda dell'uranio su IFA-GESTIS

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Borgese, Gli elementi della tavola periodica. Rinvenimento,


propriet, usi. Prontuario chimico, fisico, geologico, Roma, CISU, 1993,
ISBN 88-7975-077-1.
R. Barbucci, A. Sabatini, P. Dapporto, Tavola periodica e propriet degli
elementi, Firenze, Edizioni V. Morelli, 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Uranio arricchito
Uranio impoverito
Combustibile nucleare
Fisica nucleare
Reattore nucleare a fissione
Armi nucleari

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Wikizionario contiene il lemma di dizionario uranio
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su uranio

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) IAEA - Nuclear Power Reactors in the World, 2012 edition


(EN) Los Alamos National Laboratory's Chemistry Division: Periodic Table Uranium
(EN) U.S. EPA: Radiation Information for Uranium (some adapted public
domain text)
(EN) [1]
(EN) [2]
(EN) World Uranium Resources, by Kenneth S. Deffeyes and Ian D.
MacGregor, Scientific American, January, 1980, page 66. Argues that
the supply of uranium is very large.
(EN) Depleted Uranium Human Health Fact Sheet from Summary Fact
Sheets for Selected Environmental Contaminants to Support Health
Risk Analyses by Argonne National Laboratory Environmental
Assessment Division.
(EN) Uranium Human Health Fact Sheet, also from Argonne.
(EN) WebElements.com - Uranium (also used as a reference)
(EN) EnvironmentalChemistry.com - Uranium (also used as a reference)
(EN) It's Elemental - Uranium
(EN) The US government provides lots of statistics and information relevant
to the energy industry at
(EN) Nuclear Power and Nuclear Weapons: Making the Connections
(EN) The Uranium Information Centre also has lots of information on
uranium
(EN) World Uranium deposit maps
Uranio in Tesauro del Nuovo soggettario, BNCF, marzo 2013.
VDM

Controllo di autorit

Portale Chimica
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Preprocessor generated node count: 0/1500000 Postexpand include size:
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Transclusion expansion time report (%,ms,calls,template) 100.00% 338.230 1
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20150520091519 and revision id 72535678 <img
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Categorie: Elementi chimiciMetalliUranioFonti energetiche non
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