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STELLA 1 SVILUPPO ECONOMICO

Premessa
Alla Liguria non mancherebbe niente per essere una Regione ricca, bella e vivibile, e alle nostre
imprese non mancano seriet, determinazione, idee e qualit per essere competitive: quindi il
Movimento 5 Stelle, prima di tutto, porta avanti la battaglia nelle istituzioni, a tutti i livelli, contro
le reali cause di questa crisi; contro la corruzione e lillegalit ma a favore di uneconomia
realmente concorrenziale dove sia il merito a vincere; contro gli sprechi di risorse ma a favore di
una spesa pubblica intelligente, indirizzata a risollevare la domanda interna; sempre ed in ogni caso,
volta a privilegiare leconomia reale e le PMI contro la speculazione finanziaria.
Purtroppo, il quadro del tessuto produttivo ligure oggi quello conseguente ad una vera e propria
mattanza delle imprese di piccole dimensioni; dopo la catastrofe della Grande Industria
partecipata dallo Stato, che a queste aziende di taglia minima aveva offerto un indotto in cui
ritagliarsi interstizi di sopravvivenza pi che nicchie di eccellenze.
Il quadro impone unopera di ri-orientamento e rilancio delle attivit economiche chiamando a
raccolta tutte le energie vive e rivitalizzabili della societ locale (le parti sociali, attualmente
ridottesi a pure lobby in negoziazioni di vertice). La societ del lavoro va sfidata e accompagnata.
Si potrebbe pensare al lancio di un vasto programma di investimenti pubblici in funzione
anticiclica, centrata anche sulla messa in sicurezza/valorizzazione del territorio. Ma anche sulla
riqualificazione dei mix produttivi, in partnership con le rappresentanze datoriali e dei lavoratori.
Le specializzazioni produttive vanno ridefinite valorizzando antichi saper fare (non mai stato
fatto un vero censimento delle attivit tradizionali in vista di una loro imprenditorializzazione
programmata e supportata: dalla gastronomia alla meccanica), cos come avviando politiche
effettive (non simulate, come avviene adesso) di interscambio sistemico tra comunit locali della
scienza/tecnica e tessuto produttivo.
La presunta primazia dei porti liguri nel mediterraneo si scontra con il dato della loro perdita
costante di quote di mercato. Il problema che non esiste una concreta visione prospettica per
porti che come diceva il capo dei camalli Paride Batini sono delle boutiques, a fronte di quelli
atlantici che sono supermercati. Anche se oggettive questioni di spazio ci impediranno comunque
di raggiungere le quote di traffico degli scali atlantici. Potremmo comunque aumentare
linterdipendenza sinergica tra waterfront e hinterland, nonch quelle tra movimentazione delle
merci e loro manipolazione. Ma per tutto questo necessaria una pianificazione attenta e di lungo
periodo, in grado di conciliare interessi troppo spesso incancreniti.
Per quel che riguarda il turismo, esso patisce di una logica di una logica di rendite acquisite
comune a gran parte del tessuto economico ligure che finisce per penalizzare atteggiamenti
concretamente imprenditoriali. Occorre avviare una virtuosa divisione del lavoro tra istituzione
pubblica e gli attori privati In pi, ad oggi la Liguria non si promuove complessivamente e non crea

partnership con i gestori dei grandi bacini di flussi turistici (i tour operators). I soggetti privati
tendono a procedere sparpagliati, ignorando le opportunit di un associazionismo correttamente
inteso (prima di tutto per politiche di valorizzazione dellofferta darea).
ATTIVITA PRODUTTIVE e LAVORO
In Liguria la politica regionale deve sviluppare una capacit di programmazione e pianificazione
dello sviluppo che abbandoni la logica improntata alla gestione dellemergenza per orientarsi verso
una capacit di previsione almeno decennale.
Il mantenimento delloccupazione e lo sviluppo di nuovi posti di lavoro devono essere ispirati a
principi di equit, sviluppo sostenibile, sviluppo tecnologico, infrastrutturazione intelligente e
recupero edilizio.
Nel quadro del sostegno ad artigianato e piccola e media impresa, il candidato M5S ha sottoscritto
(con alcune osservazioni specifiche) il documento redatto da Confartigianato sulle priorit del
settore in termini di alleggerimento burocratico e fiscale, promozione e ruolo sociale di
questultimo.
PROGRAMMAZIONE ECONOMICA REGIONALE
Le politiche del lavoro devono essere governate dai principi di equit e solidariet. Il modello di
sviluppo perpetuo e di un PIL sempre in crescita fallito e deve essere sostituito da modelli che
abbiano altri obiettivi, prendendo in considerazione anche altri indicatori, come il PIL verde, il PIQ
prodotto interno qualit, lHPI happy planet index.
In questa logica di sviluppo sostenibile si va ad inserire il tema della crisi industriale che attraversa
la Liguria e le sue realt significative (soprattutto nel campo della grande industria), gli accordi di
programma non rispettati e su cui la Regione attualmente non esercita la funzione di
programmazione e controllo che gli dovuta; la conseguente sofferenza dei lavoratori e dei cittadini
che da un lato rischiano di perdere il posto di lavoro e dallaltro si trovano a vivere in un ambiente
molto spesso inquinato e dannoso per la salute.
Vi da un lato la necessit di promuovere un nuovo modello sviluppo, dallaltra di garantire il
lavoro ai cittadini. Il Movimento 5 Stelle in Regione si prender la responsabilit di affrontare le
problematiche in atto sul territorio con tutti gli strumenti a disposizione.
SOSTEGNO ALLE PMI NELLACCESSO AL CREDITO
Si deve favorire laccesso al credito delle piccole imprese attraverso lutilizzo dei fondi di garanzia
regionale.
Negli appalti per servizi finanziari della Regione, vanno inseriti requisiti per le Banche e gli Istituti
Finanziari che tengano conto di quanto credito hanno erogato alle imprese e della numerosit dei
crediti erogati in modo da creare un circolo virtuoso tra gli Istituti Bancari nel ridurre il credit
crunch.
Va previsto un ufficio regionale di europrogettazione composto da figure competenti in termini di
diritto comunitario, cos da facilitare alle imprese laccesso ai fondi europei. Un tale ufficio,
naturalmente, potrebbe essere daiuto anche agli enti locali.
Va promosso il finanziamento collettivo (crowdfunding) per progetti sviluppati in rete.
RIDUZIONE DEL CARICO FISCALE ALLE PMI TRAMITE RIDUZIONE ALIQUOTA
IRAP

Laliquota IRAP applicata in Regione Liguria oggi del 3,9% ovvero laliquota massima possibile.
Occorre abbassare la pressione fiscale soprattutto per le PMI tramite la riduzione dellaliquota
IRAP, promuovendo contemporaneamente il taglio degli sprechi.
STIMOLARE LA DIFFUSIONE DEI MESTIERI TRADIZIONALI E ARTIGIANALI
Riforma del Testo Unico in materia di artigianato (L.R. 1/2009) con la partecipazione dei diretti
interessati ovvero gli artigiani stessi.
SNELLIMENTO DELLA BUROCRAZIA E SOSTEGNO AGLI START UP
Le aziende fino ad oggi hanno dovuto sopportare una burocrazia che spesso ostacola o rallenta lo
sviluppo economico. Occorre snellire e abbreviare gli iter autorizzativi e di controllo, con
particolare attenzione alle imprese neonate che devono, al contrario, essere facilitate e guidate nel
complesso iter di avvio dellattivit.
RIDUZIONE DEI TEMPI MASSIMI DI PAGAMENTO DELLA REGIONE LIGURIA
VERSO I FORNITORI
Attualmente le procedure amministrative per i pagamenti da parte dellamministrazione regionale
sono troppo lunghe e complesse, obbligando, di fatto, le imprese a ricorrere al credito bancario per
evitare linsolvenza nei confronti dei fornitori, riducendo sensibilmente il tasso di rendimento a
causa degli interessi. Si consideri, inoltre, che limpresa deve pagare anticipi su tasse e IVA, e
contributi previdenziali ed assicurativi per i suoi dipendenti, questi ultimi vincolanti per la
riscossione del credito nei confronti dellente. Un sistema pi efficiente di erogazione del credito da
parte della Regione garantirebbe agli istituti bancari maggiore solvibilit delle imprese che hanno
rapporti creditizi con lamministrazione pubblica. In sostanza si chiede il rispetto della Direttiva
Comunitaria che prevede che i pagamenti per i fornitori della Pubblica Amministrazione avvengano
entro 30 giorni (al massimo 60 se le forniture riguardano il servizio sanitario) evitando il dilatarsi
del tempo tra erogazione del servizio e il momento del pagamento.
PROMOZIONE DELLA RESPONSABILIT SOCIALE DIMPRESA
Promuovere azioni di incentivo alle imprese che applicano criteri di Responsabilit sociale
dellimpresa cos come indicato dal Piano Nazionale CSR 2012-2014. Nella stessa ottica,
promuovere sgravi fiscali per le imprese e le ditte che si dimostrino attente alle problematiche
sociali della regione, dallindustria fino al piccolo esercizio che rinuncia a tenere al suo interno slotmachine.
SOSTEGNO ALLA RICERCA ED ALLO SVILUPPO
Attraverso le risorse a disposizione della Regione e ad un corretto utilizzo dei Fondi Comunitari
vanno incentivate le imprese che investono in ricerca e sviluppo.
I criteri utilizzati per stabilire le modalit di accesso a tali incentivi dovranno tenere conto di
indicatori orientati alla promozione e sviluppo del benessere reale dei cittadini e del territorio. (PIL
verde, PIQ prodotto interno qualit, HPI happy planet index)
INCUBATORI DIMPRESA
Promuovere la creazione di Incubatori dimpresa no profit finanziati da istituzioni pubbliche e/o
locali. Questo strumento di sviluppo economico progettato allo scopo di accelerare la crescita ed il

successo di iniziative imprenditoriali mediante un insieme strutturato di risorse e servizi.


REDDITO DI CITTADINANZA
Il Reddito di cittadinanza finalizzato a contrastare la povert, la disuguaglianza e lesclusione
sociale nonch a favorire la promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e
alla formazione attraverso politiche finalizzate al sostegno economico e allinserimento sociale di
tutti i soggetti in pericolo di emarginazione nella societ e nel mondo del lavoro. Il Movimento 5
stelle si impegna anche in Regione a cercare le coperture e le modalit per lattuazione di un
Reddito di Cittadinanza Regionale: il costante peggioramento della situazione della Liguria in
termini di disparit sociale evidenziato dai rilevamenti Istat dellIndice di Gini (attualmente
terzultima dati del 2012 tra le regioni italiane dopo Sicilia e Campania) un chiaro segnale di
come, anche a livello locale, ladozione di politiche orientate in tal senso sia diventato urgente e
imprescindibile.
PROMUOVERE LUSO E LA DIFFUSIONE DEL BUONO SCONTO SCEC PER
RAFFORZARE LECONOMIA LOCALE
Legalmente lo SCEC un buono sconto, che lega chi lo accetta e chi lo spende. Gli SCEC sono il
simbolo concreto di un patto, stretto fra persone comuni, imprese commerciali, artigiane ed
agricole, fra professionisti ed Enti Locali, al fine di promuovere localmente lo scambio di beni e
servizi accettando una riduzione percentuale del prezzo rappresentata proprio dagli SCEC. Lo
SCEC non va a sostituire la moneta legale leuro, nel nostro caso ma semplicemente la integra.
Per chi lo spende significa che si spende di meno. Esso non crea debito, come invece fa
inevitabilmente qualsiasi forma di moneta (banconota, assegno, trasferimento bancario ecc.) emessa
dalle banche. Lo SCEC studiato per favorire leconomia locale e aumentare il potere dacquisto
delle famiglie cos che il denaro torni a circolare allinterno della comunit.
PORTI
Per mantenere un livello adeguato di competitivit e di efficienza, le infrastrutture portuali liguri
devono essere sviluppate coerentemente a due principi fondamentali: un offerta completa di servizi
portuali: non solo container, ma anche passeggeri, traghetti, RoRo-Multipurpose, prodotti
petroliferi, rinfuse liquide, rinfuse solide, attivit cantieristica e riparazioni navali; la realizzazione
di infrastrutture ben bilanciate sotto tutti gli aspetti, come accessibilit marittima, tipologia e
struttura delle banchine, capacit operativa dei piazzali, accessibilit stradale e ferroviaria (basta che
uno solo di questi aspetti non sia correttamente dimensionato che la struttura diventa inefficiente).
POSSIBILI POLITICHE DI RILANCIO
Per stimolare uninversione di rotta che permetta il rilancio dei porti liguri bisogna lavorare su due
fronti:
Il primo rappresentato dai criteri di finanziamento delle opere pubbliche in ambito portuale, cos
come dal regime finanziario dei porti stessi;
Il secondo rappresentato dalla governance: le Autorit Portuali possono continuare a svolgere un
ruolo essenziale per quanto riguarda la gestione amministrativa dei porti e delle relazioni con le
parti sociali locali, mentre non sembrano n adeguatamente attrezzate, n politicamente orientate a
svolgere il necessario ruolo di interfaccia con le realt economiche italiane.

Per questo, ferma restando lautonomia delle singole Autorit Portuali, la Regione da parte sua
dovrebbe attivarsi per sopperire a tutti quei compiti di cui si accennato nel precedente capoverso,
ovvero :
Attivit promozionali dei porti liguri sullo scenario nazionale e internazionale;
Analisi della domanda e dellofferta di servizi portuali, in termini di capacit, prezzo e qualit dei
servizi, evidenziando le aree di intervento e priorit di azioni;
Programmazione a medio lungo termine delle infrastrutture portuali;
Valutazione dei progetti di investimento di opere portuali e delle infrastrutture logistiche che
collegano le aree portuali dal punto di vista tecnico, economico, ambientale e sociale;
Imponente snellimento delle procedure di sdoganamento e razionalizzazione degli spazi di
retroporto per velocizzare la partenza delle merci, anche con accordi diretti con gli operatori
ferroviari sia pubblici che privati.
POLITICHE AGRICOLE, FLORICOLTURA ALLEVAMENTO
Il settore primario occupa ancora un posto di rilievo nelleconomia ligure. Le province di Savona e
Imperia impiegano il maggior numero di addetti, concentrando nellimperiese la maggior parte del
settore floricolo e distribuendo invece pi uniformemente lagricoltura. Diffusi sul territorio della
Regione troviamo lallevamento, in calo negli ultimi anni, e il boschivo : lanalisi dei dati sulle
aziende agricole in attivit conferma una drammatica riduzione del loro numero nel corso del
periodo 2000-2010 (- 46%) e la necessit da parte della maggior parte di esse al ricorso di mutui o
fidi bancari.
PROBLEMATICHE
I maggiori problemi avvertiti da chi opera nel settore agricolo sono riconducibili a una pressione
fiscale troppo alta, collegata a una moltitudine di normative che finiscono per costituire un ostacolo
allattivit piuttosto che una serie di reali garanzie volte a tutelare la sicurezza del lavoratore o il
corretto agire nel rispetto di regole poste per migliorare lavoro e prodotti. Le politiche agricole
inoltre sono spesso concepite per lo pi nellottica delle grandi aziende che operano su terreni estesi
e di facile coltivazione e non anche nellottica del territorio ligure, dove per ragioni morfologiche di
spazi ridotti, frazionati e scoscesi problematico lavorare la terra, sebbene la tradizione abbia
conservato la solidit dei terreni attraverso i terrazzamenti conservando prodotti di eccellenza
apprezzati in Italia e in tutto il mondo. La scollatura creatasi negli anni tra la sensibilit politica -dal
livello europeo a quello regionale- e i reali bisogni dei coltivatori e allevatori liguri ha reso sempre
pi difficile la sopravvivenza delle aziende agricole, mentre il conseguente abbandono delle
campagne e limpoverimento territoriale, a favore di una ottusa cementificazione, ha peggiorato la
qualit dei terreni rurali e urbani, con rischi a cascata per lambiente che si aggiungono al danno
economico e storico-culturale. E perci urgente bloccare lemorragia di posti di lavoro nel settore
primario incoraggiando le nuove generazioni a recuperare la produttivit della nostra terra persa
negli anni e favorire cos occupazione e sicurezza ambientale del nostro entroterra. Per la Regione
Liguria il riparto finanziario dei Psr- Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, sar di oltre 313
milioni di euro. E importante che tale cospicua somma sia impiegata in maniera trasparente e
coerente con lo sviluppo di tutto il settore.
PIANO DI SVILUPPO RURALE

Il Piano di Sviluppo Rurale costituisce uno strumento fondamentale per sostenere lo sviluppo delle
aree rurali della Liguria: attualmente si sta consolidando il PSR 2014-2020, che rispetto alla
programmazione 2007-2013 si discosta per:
un maggior sostegno agli investimenti per linnovazione e la competitivit delle micro e piccole
medie imprese (MPMI) quindi, a rafforzare gli elementi e le specializzazioni presenti sul territorio;
una maggiore enfasi al tema energetico che costituisce uno degli elementi che pu contribuire in
grande misura agli obiettivi di Europa 2020;
un nuovo approccio allo sviluppo urbano, con la previsione di un PO nazionale dedicato alle citt
metropolitane e la focalizzazione degli interventi dellAgenda urbana su realt di rilevanza
strategica per il territorio;
uno specifico approccio integrato pluri fondo (Fondo Europeo Sviluppo Regionale Fondo
Sociale Europeo -Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) alle Aree interne.
I bandi del PSR risultano tuttavia complessi, mentre le scadenza temporali non tengono conto delle
tempistiche burocratiche per lottenimento dei requisiti : una collaborazione fattiva degli sportelli e
uffici regionali verso gli imprenditori del settore consentirebbe un pi ampio accesso ai fondi d
parte dei potenziali aventi diritto.
POLITICHE DA ATTUARE
Va Incentivato ed agevolato il confronto ed il dialogo tra le diverse associazioni di categoria e gli
albi professionali, costituendo tavoli tecnici da cui emergano le reali difficolt e le possibili
soluzioni per chi lavora nel settore primario: una corretta programmazione e pianificazione politica,
in questo come in ogni altro settore, non pu prescindere dalla consultazione delle diverse parti
sociali interessate. Contestualmente va resa pi efficiente la gestione dei fondi europei,
concentrando gli investimenti della ricerca in campo agricolo floricolo su progetti realmente utili
per migliorare le condizioni lavorative e potenziando lo sviluppo di alternative biologiche con il
coinvolgimento dei centri di ricerca e di sviluppo gi esistenti.
Il recupero dei terreni agricoli abbandonati va coordinato mediante uno specifico piano di sviluppo
che favorisca lacquisto dei terreni (spesso iperfrazionati) confinanti con terreni agricoli incolti e
promuova la cooperazione tra i lavoratori operanti nel settore primario oil recupero delle serre
abbandonate ma riutilizzabili. Vanno invece i sanzionati i proprietari di terreni incolti o mal tenuti,
specie se in situazioni di degrado idrogeologico o se confinanti con terreni produttivi. Va anche
attuato un corretto aggiornamento degli estimi catastali, risolvendo i casi di sperequazione evidente
che interessano molti terreni.
Va incentivata la creazione di punti vendita diretti delle piccole e medie aziende del settore agricolo,
floricolo e agro alimentare, in questultimo caso promuovendo la filiera corta anche dal lato della
domanda con lincoraggiamento alla nascita di Gas e Gal (gruppi di Acqusito Solidale e Locale). Un
progetto regionale in collaborazione con i vari comuni liguri, affinch le mense delle scuole
primarie e secondarie siano rifornite dai produttori locali, potrebbe sostenere il rilancio
dellagricoltura garantendo nel contempo la qualit dei cibi consumati.
Va ugualmente promosso un Accordo di Programma tra gli enti interessati e le organizzazioni
agricole per la creazione di centri di raccolta autorizzati per i rifiuti, con lobbiettivo di alleggerire i
costi per le aziende e favorire il riutilizzo degli scarti, in modo da abbattere le quote da smaltire.
Gli operatori del settore dovrebbero essere agevolati nello svecchiamento degli impianti di

riscaldamento ad uso agricolo, anche in funzione del controllo degli agenti inquinanti.
TRASPORTO PUBBLICO REGIONALE
I trasporti sono un servizio pubblico essenziale, fondamentale per lo sviluppo delleconomia. La
Regione deve governare le tratte ferro-gomma con interscambi presso le stazioni ferroviarie anche
attraverso il biglietto unico per la mobilit; deve rendere efficiente ed integrare il pi possibile il
Trasporto Pubblico Locale con altre forme di trasporto pubblico, sostenibile, eco-compatibile, o di
soft-mobility in generale, in modo da sostituirsi progressivamente alla mobilit privata.
Anche lesperienza sembra dimostrare che non attraverso la privatizzazione delle societ di TPL
che si riesce ad ottenere questo obiettivo, ma attraverso una migliore gestione da parte del pubblico.
E quindi prioritario che le aziende rimangono a capitale pubblico e con controllo pubblico, ben
gestite e con un forte orientamento ai clienti. La Regione, da parte sua, deve impegnarsi a far si che
un settore cos strategico per la collettivit resti in mano pubblica, magari prevedendo se si
rendesse necessario la creazione di unAzienda regionale che sostituisca lattuale Agenzia
Regionale per il trasporto pubblico locale su strada.
Il rinnovamento dei parchi mezzi deve orientarsi verso mezzi ibridi, elettrici a metano, con minimi
impatti ambientali e risparmio di carburante e costi. Manutenzione e ricambi dovrebbero essere
gestiti in house con spirito manageriale, in riferimento alla tempestivit ed efficienza. Questo
aspetto oggi pu costituire un grosso margine di miglioramento delle varie TPL Liguri, per
migliorare i costi ed aumentare il parco mezzi in circolazione, valorizzando le competenze interne.
Va prevista una centrale unica di acquisto, per evitare perdita di efficienza, contenziosi e risparmiare
sui costi.
Il servizio deve essere orientato tenendo conto delle varie tipologie di clienti, dei pendolari e
dellutenza turistica, garantendo il mantenimento dei servizi minimi anche per le frazioni.
In tutti gli ambiti vanno creati appositi parcheggi di interscambio, cos da favorire lutilizzo del
mezzo pubblico rispetto al privato; si pu anche ipotizzare la gestione diretta di tali parcheggi dalle
varie TPL creando un un biglietto, rivolto sia ai pendolari sia ai turisti, che comprenda anche la
tariffa del parcheggio.
Anche la promozione di pratiche di condivisione del percorso, tramite car-sharing e car-pooling,
pu avvenire in concerto con le TPL esistenti e gli Enti Locali.
Va rafforzato il controllo della sicurezza di utenti e operatori, cos come la verifica della
obliterazione (nel rispetto le regole); a questo andrebbe anche incentivato il ricorso alle moderne
tecnologie di mobile payement.
Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, la Regione deve riconsiderare il contratto di servizio, in
modo da consentire pi efficienti tempistiche e condizioni di servizio. Viste poi le statistiche
relative agli investimenti regionali nel settore ferroviario, a fronte di quelle di utilizzo, un
adeguamento di tali investimento almeno a livello di quello di regioni limitrofe (Toscana,
Lombardia) potrebbe anchesso portare a un consistente miglioramento del servizio su una rete le
cui infrastrutture devono essere attentamente studiate e riorganzizzate ( in particolare il nodo di
Genova, la linea Genova-Ventimiglia e le varie linee di interesse locale).
TURISMO
Le stime indicano in 54.000 il numero dei lavoratori coinvolti nel turismo nella nostra Regione,
dato consistente che testimonia la vocazione turistica della Liguria. Il Movimento 5 Stelle si

impegner a sfruttare ed utilizzare con la massima trasparenza i fondi stanziati dalla Comunit
Europea per la promozione del turismo attraverso la riorganizzazione e la semplificazione degli enti
destinati alla promozione turistica, al fine di omogeneizzare le azioni sul territorio e di ottimizzare
la programmazione in termini di efficienza e di efficacia.
PROMOZIONE TURISTICA E MARKETING
Devono essere promossi accordi, contatti con altre realt extra regionali (gemellaggi e partnership)
in modo di ampliare la diffusione dellimmagine della Liguria in Italia e allEstero.
E necessaria una precisa sinergia tra pubblico e privato, soprattutto in termini di marketing, ad
esempio, con la promozione dei parchi naturali, parchi marini, percorsi escursionistici e ciclo
turistici, in modo che lavorino in rete; si deve studiare lofferta di benefits al turista (es. Mobility
ticket, prodotti del territorio, biglietti di trasporto integrato), a compensazione del pagamento della
tassa di soggiorno che tende a rendere meno competitivo il mercato turistico ligure.
Lafflusso turistico va incentivato durante tutto il corso dellanno studiando apposite convenzioni
con la programmazione di piani/pacchetti diversificati in segmenti di potenziali utilizzatori,
giovani(studenti)/anziani(pensionati), coinvolgendo i diversi operatori del settore. Ugualmente
vanno promosse le diverse tipologie di turismo attraverso i canali specializzati ad esse pi vicini (es.
turismo sportivo e catene dedicate, turismo culturale/musei).
Pu poi essere istituito un marchio regionale in Liguria come contenitore di tutte le tipicit da
esportare sul mercato mondiale, incentivando contestualmente un network di imprese che aderisce,
garantendo alti standard di qualit.
RICETTIVIT
Sar utile promuovere lospitalit diffusa con incentivi (formazione, consulenza gratuita) della
Regione per le realt che creeranno rete sul territorio: alberghi, alberghi diffusi, servizi di
ristorazione, visite guidate e tutti gli altri servizi dedicati al turista. Turismo tradizionale (alberghi) e
relazionale (bnb, couchsurfing) devono essere in sinergia piuttosto che in concorrenza, attraverso
unoculata gestione dellofferta rispetto a clientele di natura anche molto diversa. La difesa
dellambiente si pu coniugare con il turismo anche attraverso unattenta differenziazione che tenga
conto da una parte delle esigenze del turismo di massa e dallaltra del rispetto del territorio.
PARCHI DIFESA DELLAMBIENTE
In Parchi, altamente antropizzati, come quelli presenti nel nostro territorio, sar opportuno
contemperare le esigenze della salvaguardia dellambiente con le attivit tipiche degli abitanti e
tradizionali del territorio, considerandoli come Parchi della Cultura marina appenninica
alpina.
Gli Enti Strumentali dovrebbero essere riformati, accentrando le funzioni direzionali e potenziando
le funzioni di informazione e controllo, a livello territoriale.
FORMAZIONE
Oltre alla formazione gi prevista dal programma Istruzione e Cultura la Regione dovr promuovere
attivit formative specifiche rivolte agli operatori del turismo finalizzate ad una accoglienza
professionale e allo sviluppo di una vera e proprio cultura dellimpresa turistica.
La formazione dovr essere adeguata alle nuove richieste del turismo contemporaneo: lingue,

turismo naturalistico, turismo sportivo.


Promuovere ogni tipo di progetto di alternanza scuola-lavoro destinato agli studenti degli Istituti
Alberghieri, Tecnici e Professionali, cos come la formazione superiore tramite master specifici per
lo sviluppo del turismo nella Regione.
ATTIVIT ECONOMICHE SULLE COSTE
Promuovere le attivit economiche legate al turismo balneare sulla base della sostenibilit (presidio
del territorio, eliminazione barriere architettoniche, sicurezza per la balneazione) e dei principi del
Movimento 5 Stelle.
AEROPORTO CRISTOFORO COLOMBO
Considerando quanto lo spazio occupato dallaereoporto finisce per sovrapporsi a possibili
ampiamenti delle attivit portuali, si ritiene indispensabile farlo lavorare a pieno regime
promuovendo eventuali accordi tra i soggetti economici ad esso legati e le varie compagnie aeree,
anche low cost. Lattivazione di una connessione con la linea ferroviaria potrebbe avere interessanti
ricadute, soprattutto per le Riviere.

STELLA 2 ISTRUZIONE, FORMAZIONE


E CULTURA

Premessa
Nei limiti degli ambiti di competenze proprie dellEnte Regione, il modello che si intende
promuovere in materia di istruzione quello della scuola di democrazia, intesa come il luogo in
cui si apprendere a esercitare al meglio i propri diritti/doveri di cittadinanza. La scuola-istruzione
diventa la base di un progetto di sviluppo per la Liguria, dove si forma, ai diversi livelli
dellistruzione, la coscienza civile collettiva declinata nella partecipazione attiva ai processi
decisionali, si impara a rispettare e a conoscere lambiente, si acquisisce una coscienza ecologica, si
valorizza la dimensione sociale piuttosto che lindividualismo povero, si definiscono i livelli di
sostenibilit dello sviluppo economico. La scuola che accompagna la vita dei cittadini lungo tutto
larco della vita. Dunque, dando vita a un territorio educante ossia forme di integrazione tra
differenti modalit e livelli formativi, anche diffondendo lorientamento alluso delle cassette di
attrezzi culturali atti a potenziare la strumentazione individuale al servizio dei personali progetti di
vita.
A questo fine si pu guardare alla scuola attraverso un doppio punto di vista: scuola intesa come
formazione, didattica, inclusione, riqualificazione, formazione in tutto larco della vita e scuola
intesa come edificio scolastico, uninfrastruttura capillare gi presente sul territorio.
Nel primo caso (scuola come formazione) gli obiettivi e gli strumenti messi in atto dalla Regione
saranno quelli atti a garantire i principi costituzionali degli art.33-34, per affermare la valenza del
servizio pubblico e garantire a tutti le stesse opportunit. Questo obiettivo deve riguardare tutti gli
ordini di scuola, dallinfanzia alle superiori, dai corsi di specializzazione tecnica post diploma e
allUniversit.
Il tutto legato da rapporti di relazioni verticali per attivare lorientamento continuo e prevenire la
dispersione in ciascun anello della catena. Ovviamente tali relazioni dovranno essere sinergiche con
il territorio, dal quale arriveranno input e output al fine di ottimizzare lorientamento delle risorse
umane (scuola aperta, didattica sul territorio, altro).
Il primo impegno sar quello di affrontare la questione NEET, ossia la realt in crescita della
popolazione giovanile tra i 15 e i 24 anni che si pone ai margini della vita prima ancora di
esservi entrata. E che ormai supera il 20 per cento della coorte generazionale.
Un problema da esplorare per metterne a fuoco le ragioni individuali e collettive e poi affrontare
con politiche di sostegno e accompagnamento. Un utile contributo sar fornito dalla rivalutazione
dellindirizzo tecnico-professionale, la seconda via rispetto alla licealizzazione che non deve
essere vissuta come una seconda scelta.
Grande importanza ha la riqualificazione dei disoccupati e dei lavoratori in mobilit. Per finanziare
questi interventi si dovr attivare un ufficio competente per attingere ai bandi europei ed evitare

che risorse disponibili ed essenziali ad attuare questa programmazione non vengano utilizzati e
quindi sprecati, come hanno fatto fino ad ora le amministrazioni.
Non ultimo si dovranno studiare degli incentivi non solo per trattenere in Liguria i giovani
specializzati e gli studenti, ma per attirarne da fuori Regione attraverso, per esempio, agevolazioni
per alloggio, trasporti, tasse universitarie, spazi per studio, rete di servizi organizzati in modalit di
campus diffuso, in particolari per venire incontro alle esigenze dei fuori sede. Si calcolato che
ogni studente che viene da fuori Regione spende sul territorio una media di 500 euro al mese.
Questo introito attiverebbe un indotto locale e nuovi posti di lavoro.
Nel secondo caso, la scuola come infrastruttura gi presente sul territorio attualmente sotto
utilizzata.
Quando lorario scolastico si conclude, gli edifici restano inutilizzati. Grazie al DPR 275/1999, che
ha conferito autonomia alle scuole, queste hanno acquistato potere contrattuale, per esempio
possono stipulare contratti con enti e associazione per destinare i locali in ore non occupate dalla
didattica. In questo modo la scuola si pu finanziare e migliorare lofferta formativa e il territorio ne
gioverebbe in quanto sarebbero disponibili luoghi-spazi di aggregazione per attivit di vario tipo
(sempre compatibili con il decoro scolastico) per formazione, attivit culturali, convegni, mostre,
assemblee cittadine.
La scuola nellentroterra deve diventare presidio di sviluppo per la comunit, anche per contrastare
la progressiva deruralizzazione. Diventa perci imprescindibile interrompere il dimensionamento in
atto, che nel creare istituti comprensivi con oltre 1.500 studenti, chiude invece i presidi periferici.
La scuola intesa come presidio del territorio in grado di creare nuove opportunit di lavoro nel
campo del sociale e del no profit.
Diventa quindi necessario definire i Livelli Essenziali di Prestazione, LEP per le scuole
professionali, al fine di indicare con chiarezza i bisogni e le richieste del territorio e completare e
rendere pubblica lanagrafe delle strutture scolastiche.
POLITICHE DA ATTUARE
Deve essere valutato un nuovo piano di dimensionamento scolastico che, previa lanalisi delle
risorse economiche e umane a disposizione, riveda la distribuzione e la struttura degli istituti
comprensivi, al fine di facilitarne la fruibilit e, al contempo, la presenza pi capillare sul territorio,
eventualmente anche in deroga al disposto della LN 111/2011, essendo la spesa nel comparto
scolastico da vedersi non come un costo ma come un investimento in grado di dare benefici a tutto
il territorio. Eventuali lacune esistenti allanagrafe edilizia delle scuole vanno immediatamente
colmate, al fine di una programmazione degli interventi strutturali.
La continuit didattica dellinsegnamento per tutti gli studenti deve essere favorita tramite progetti
regionali, rivolti in particolare agli alunni diversamente abili, attuabili attraverso reti di scuole.
Il Movimento 5 Stelle ritiene prioritario il finanziamento della scuola statale, coerentemente con
lart. 33 della Costituzione Italiana, senza misconoscere il ruolo delle scuole paritarie in grado di
auto-finanziarsi (in base al dettato costituzionale). Si deve assicurare alle scuole statali le risorse
necessarie al loro funzionamento, allattuazione del diritto allo studio, allattuazione della copertura
dellofferta formativa e alla messa in sicurezza e manutenzione delledilizia scolastica. Gli istituti
paritari devono essere soggetti a controlli periodici di efficienza ed efficacia e regolarit delle
procedure, al fine di contrastare il fenomeno dei cos detti diplomifici.

Gli interventi regionali devono considerare anche lapertura al territorio della scuola stessa,
incentivando la conoscenza dei siti di particolare rilevanza ambientale, naturalistica, paesaggistica,
storica, architettonica e culturale e dei centri di eccellenza della produzione agricola, artigianale e
industriale e dei servizi, nellarco di tutta la vita scolastica dello studente.
SCUOLA DELLOBBLIGO
La Regione deve promuovere linserimento nellofferta formativa di materie come leducazione
civica, leducazione ambientale, leducazione allo sviluppo sostenibile, leducazione alimentare
(dando gli strumenti per analizzare la qualit dei cibi, analizzare le etichette dei cibi confezionati,
autoprodurre i cibi rispettando regole che puntino tutte alla qualit degli alimenti; realizzazione di
orti e giardini scolastici dove vengano coltivate piante locali). Va favorita lintroduzione nelle
mense di prodotti a km0 e di stoviglie biodegradabili ed ecocompatibili. Possono essere avviati
progetti regionali in collaborazione con i Comuni affinch le mense delle scuole primarie e
secondarie nelle citt e nei paesi liguri si riforniscano dai produttori locali. Va inoltre favorito lo
sviluppo di reti di scuole tramite progetti ad hoc al fine di condividere spazi, risorse, strumenti.
Azioni di educazione alimentare con il settore scolastico
Il consumo, o meglio lutilizzo, e la conoscenza dei prodotti agroalimentari non possono
prescindere da azioni ed interventi sulle nuove generazioni e sulla funzione educativa in
ambito familiare e di educazione sulla sicurezza e salute degli alimenti. Sono pertanto da
prevedere interventi ed iniziative presso gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie di
primo grado, con le strutture che si occupano di ristorazione scolastica e con il sistema
regionale delle fattorie didattiche.
Possono essere individuate azioni di vario tipo per permettere una conoscenza e una
valorizzazione dei prodotti e una qualificazione delle strutture locali, quali ad esempio:
Un tavolo tecnico congiunto periodico fra associazioni agricole e istituzioni
scolastiche
Iniziative a progetti annuali con le scuole e nelle classi
Azioni concrete di conoscenza presso le fattorie didattiche regionali
Incontri con le strutture di ristorazione collettiva e con le mense scolastiche
Adozione di una aziende agricola per ogni classe elementare o plesso scolastico
SCUOLA SUPERIORE
Grazie allintroduzione della tecnologia si pu estendere la gratuit della scuola dellobbligo
anche a quella superiore, promuovendo lutilizzo di testi cartacei ad esaurimento dei corsi in
adozione e sostituzione con testi informatici open source in parte autoprodotti dagli stessi
alunni. Formule di comodato duso dei tablet possono rendere fruibile a tutti gli alunni un
apprendimento attivo e partecipativo. Leducazione digitale va promossa tra studenti,
insegnanti e operatori.
Va rafforzato lo studio delle lingue straniere, promuovendo la mobilit degli studenti con
stages allestero, gemellaggi e progetti con altre realt scolastiche europee, semplificando le
procedure per accedere ai programmi europei (progetti ex LPP). Allo stesso modo nella

formazione continua degli insegnanti va privilegiato laggiornamento nelle lingue straniere e


nelle metodologie didattiche e digitali, tramite proposta di progetti che devono essere
sottoposti allapprovazione del Collegio dei docenti.
I corsi serali delle scuole statali per studenti lavoratori devono essere valorizzati come
mezzo di integrazione culturale e di reinserimento professionale; un maggiore impulso va
anche dato allattivazione dei corsi ITS (Istituti Tecnici Superiori) post diploma, scuole ad
alta specializzazione tecnologica, nate per rispondere alla domanda delle imprese di nuove
ed elevate competenze tecniche e tecnologiche in grado di formare tecnici superiori nelle
aree tecnologiche strategiche per lo sviluppo economico e la competitivit, costituendo il
segmento di formazione terziaria non universitaria. Si costituiscono secondo la forma della
Fondazione di partecipazione che comprende scuole, enti di formazione, imprese, universit
e centri di ricerca, enti locali dove la Regione pu giocare un ruolo propulsivo e
organizzativo importante.
SPORT
Lattivit sportiva di base deve essere sviluppata in sinergia con gli Enti Locali e le
Associazioni sportive dilettantistiche ed anche professionistiche, tramite progetti ed apposite
convenzioni. Il Movimento 5 Stelle promuove lo sport nelle scuole sia come strumento
formativo ed aggregativo, sia e di fattore di crescita umana e sociale.
La Regione deve garantire la libert di scelta e la parit delle attivit sportive, mettendo sullo
stesso piano tutti gli sport, compresi quelli considerati minori. Potr promuovere
investimenti a favore dellimpiantistica sportiva di base e polifunzionale, nonch quella di
quartiere, attraverso il recupero di impianti esistenti, secondo le pi avanzate normative di
sicurezza e secondo il rispetto dellambiente. Dovr inoltre stabilire, tramite apposita legge,
dei criteri univoci di affidamento in gestione degli impianti pubblici, al fine di favorire il
libero accesso, il giusto guadagno per il privato e il giusto canone da riscuotere per gli Enti
Locali.
UNIVERSIT
Pur nella riconferma del tradizionale regime di autonomia riconosciuto allAteneo, compito
della politica regionale sar quello di favorirne il radicamento nel territorio e nelle sue
problematiche. Sia concordando azioni che favoriscano lattrattivit (oggi bassissima) delle
Facolt nei confronti di popolazioni studentesche provenienti da fuori grazie a un
innalzamento della qualit didattica, sia invitando le competenze presenti nellUniversit a
contribuire al problem solving darea, sia formando figure professionali a maggiore tasso di
occupabilit perch funzionali allidea di nuova Liguria che si intende realizzare.
FORMAZIONE PROFESSIONALE
In una logica di rimessa a nuovo del nostro genius loci, sar importante un impegno volto a
recuperare gli antichi mestieri dimenticati; nonostante ne aumenti la domanda: dalle
abilit ebanistiche nella cantieristica di pregio alle torniture/fresature per le prototipazioni
richieste dallalta tecnologia.
Questa scelta comporta come si diceva una rivalutazione dellinsegnamento tecnico
professionale, la seconda via che non deve venir relegata a seconda scelta. Ci significa

contrastare attraverso campagne di sensibilizzazione rivolte alle famiglie il pregiudizio per


cui la liceizzazione del percorso scolastico assicurerebbe agli studenti chiss quali privilegi
di ruolo (e non come probabile destini precari). Ci sono eccellenze formative che si
potrebbero coalizionare a tale scopo.
E necessario organizzare corsi di formazione finalizzati a rispondere alle richieste di lavoro
del territorio, a seguito di sincrona analisi della domanda.
La formazione professionale deve quindi essere mirata alle reali possibilit offerte sul
territorio, contrastando i progetti fittizi atti solo a prendere soldi pubblici, anche attraverso
una riorganizzazione pi diffusa dei centri per limpiego, agevolando percorsi di formazione
affiancati ad un moderno sistema di welfare che possa prevedere forme di reddito garantito o
di cittadinanza a livello nazionale o sussidi a livello regionale. Il corso di formazione si
completa con uno stage finalizzato allinserimento in azienda. Deve assicurare, ad ogni
percorso di intervento formativo, uno sbocco certo e tracciabile nelle varie fasi del processo,
per ogni partecipante risultato idoneo (per sbocco certo si deve intendere ad esempio
immissione lavorativa, tirocini, ammissione a corsi di livello superiore, altro). Si deve
prevedere la permeabilit dei percorsi come strumenti flessibili rispetto allofferta
occupazionale del territorio. Ugualmente necessaria la realizzazione di una banca dati
pubblica per i corsisti, in modo da agevolare lincontro tra domanda e offerta di lavoro.
In particolare, va potenziata lofferta formativa verso le professioni del turismo, alla luce
delle grandi potenzialit offerte dal territorio in questo settore e vanno utilizzate al meglio le
risorse del FSE, in particolare quelli relativi allattuale obiettivo CRO (Competitivit
Regionale e Occupazionale) tramite un ufficio ad hoc con specifiche competenze.
Per quanto riguarda la formazione professionale, indispensabile ribadire il ruolo della
governance pubblica, sia promuovendo task force triangolari tra parti sociali e istituzioni
(per individuare bisogni formativi e job description coerenti con proiezioni occupazionali di
medio periodo); sia esercitando attenti controlli a consuntivo sui momenti di formazione
finanziata con i fondi europei, troppo spesso rivelatisi truffaldini accaparramenti indebiti
(ossia, brutalmente: corsi simulati) e relativi latrocini.
EDILIZIA SCOLASTICA
Dal dossier di Legambiente (Report per lanno 2013) sono emerse le criticit del sistema
scolastico ligure tra cui anche la disparit tra gli investimenti per la manutenzione
straordinaria e ordinaria con una media di investimento al di sotto di quella nazionale.
In Liguria l82,5% degli edifici scolastici risulta costruito entro il 1974.
Nel 2013 la cifra spesa per la manutenzione straordinaria si pi che dimezzata attestandosi
su una media di circa 12.000 euro, mentre la richiesta di interventi urgenti salita al 53 %.
Solo il 9 % degli edifici impiega energie rinnovabili.
Emergono problemi anche sul fronte delle certificazioni sia di collaudo statico sia igienico
sanitario sia prevenzione incendi; il monitoraggio sullamianto stato effettuato s nel 100
% dei casi, ma del 64,2 % dei casi certificati, solo il 12 % ha effettuato bonifiche negli
ultimi due anni.
Dai dati emersi quindi si ritiene sia necessario un censimento degli edifici sia quelli in uso
sia quelli fatiscenti o per mutate necessit non sono pi asserviti a questa funzione.
Se si considera la scuola anche come infrastruttura con un fondamentale compito di

presidio del territorio questo aspetto allora deve essere potenziato: la qualit sia
architettonica sia ambientale delle strutture e degli spazi dedicati agli studenti devono
possedere precisi requisiti e diventa imprescindibile una mappatura puntuale dello stato in
essere degli edifici, avendo come obiettivo:
1. La definizione degli interventi di riqualificazione e tempistiche con cui realizzarli. Un
piano di intervento sugli edifici scolastici deve riguardare innanzitutto la bonifica
dallamianto, la riqualificazione energetica con impiego di energie rinnovabili e la messa a
norma sismica, la verifica e ammodernamento degli impianti attraverso un impulso verso le
energie rinnovabili come da obiettivo della normativa europea 2020, tutte le Opere di
Manutenzione Ordinaria necessarie
2. Leliminazione progressiva delle barriere architettoniche degli edifici di propria
competenza, intendendo come barriera tutto quanto si frapponga ad un regolare accesso e
fruizione delle strutture e delle attivit curricolari;
3. Il censimento degli edifici non pi congrui e quindi emersione delle strutture disponibili
su cui avviare processi di recupero urbanistico architettonico sociale. Laccentramento e
laccorpamento di pi edifici con la formazione dei comprensori, la sensibile contrazione
della popolazione rispetto agli anni 60/70, ha di fatto contribuito a svuotare fabbricati che
devono essere riconvertiti e restituiti alla cittadinanza anche con differenti funzioni, cos
intervenendo si recupera il patrimonio immobiliare se il manufatto di interesse storico
architettonico o procedere ad eventuali demolizioni. E evidente quindi che il tema Edilizia
Scolastica ha fondamentalmente due direzioni: la riqualificazione e messa a norma e la
realizzazione di Nuovi complessi pi idonei e innovativi. Lidea sarebbe di avviare per
quanto riguarda il primo punto percorsi partecipativi (docenti, studenti, personale ATA,
dirigenti scolastici, genitori) allinterno degli istituti, saranno gli stessi soggetti interessati a
redigere una lista degli interventi, coadiuvati e di concerto con gli uffici tecnici regionali. La
scuola deve diventare un luogo che valga la pena vivere e non un luogo da dove scappare
allo squillo della campanella. Pu e deve essere parte fondante di una politica di sostegno
alle famiglie, luogo dove potersi avvicinare ad attivit complementari quali la musica,
laboratori didattici per attivit manuali, spazi dove venga favorita laggregazione anche nello
studio, ove possibile quindi progettare e pensare una ridistribuzione degli spazi interni.
Essendo la Regione lente competente per lEdilizia scolastica, proprio in questo modo pu
cos favorire la partecipazione, esserne fautrice e nel contempo controllare il processo.
Lindividuazione e la programmazione realistica degli interventi anche temporalmente
consente una facile organizzazione e affidamento dei lavori, costituendo un volano per la
ripresa del settore edile, oggi in forte sofferenza essendo venute a mancare le medie e
piccole opere.
CULTURA
Lorografia e le dinamiche centrifughe liguri impongono di concepire le politiche culturali
con una mirata attenzione alle problematiche del decentramento. Dunque:
promuovere le attivit dei teatri, dei conservatori, dei musei, dei laboratori artistici con
aiuti pubblici intesi non solo sotto forma di denaro, ma anche di disponibilit di spazi, di
piattaforme divulgative, di occasioni di incontro e collaborazione;
favorire le attivit di sperimentazione e laboratoriali finalizzate a consolidare legature

sociali e radicare percorsi ad alto impatto identitario e formativo


valorizzare il patrimonio culturale di piccoli e grandi Comuni della Liguria, promuovendo
sinergie tra Comuni sia per la promozione di eventi, sia per la manutenzione e il restauro dei
manufatti storici e architettonici, nellambito di un coordinamento regionale che elabori
progetti di alta qualit e sostenibilit e che valorizzino la fruizione turistica
favorire la condivisione delle culture e la loro conoscenza, attraverso programmi di
collaborazione con territori vicini e lontani, favorendo le libere iniziative di artisti, in un
concorso dinamico di idee;
istituire una commissione in seno allAssessorato alla Cultura, composta da personale
interno ed esterno, questultimo selezionato tramite concorso pubblico. Tale commissione
avr il compito di valutare e controllare i progetti privati che richiederanno il sostegno della
Regione. I finanziamenti alle associazioni ed alle fondazioni dovranno essere vincolati alla
presentazione di progetti debitamente valutati ed approvati dalla suddetta commissione che
garantir la trasparenza del suo operato oltre che delle attivit sostenute attraverso la
pubblicazione on-line.
utilizzare al massimo le potenzialit le risorse economiche che lUnione Europea indirizza
ai progetti sulla cultura, dando ampia pubblicit ai bandi destinati ad artisti, enti culturali,
soggetti promotori di offerta culturale;
promuovere lo scambio culturale tra scuole di ogni ordine e grado, nellambito del
territorio regionale e/o extra regionale,
promuovere iniziative per favorire le attivit delle associazioni di volontariato, finalizzate
a:
Censire e mettere in rete le realt esistenti e i loro programmi
Coordinare lattivit, ottimizzando le risorse disponibili
Dare visibilit e favorire chi fa rete e innovazione favorendo lingresso dei giovani
Promuovere proposte esperienziali, dentro e fuori dalle aule scolastiche, valorizzando gli
spazi gi presenti nel territorio o da scoprire per renderli vivi
destinare i patrimoni immobiliari inerti, perenti in molte aree liguri, alla creazione di spazi
(in qualche misura auto-gestiti) dedicati alla socializzazione delle giovani generazioni,
attrezzati per svolgere attivit musicali e mediatiche.

STELLA 3 SALUTE E SANITA

Premessa
Il Movimento 5 Stelle considera prioritario occuparsi di Salute del cittadino e vede questo concetto
fondamentale, non solo dal punto di vista sanitario: la salute, intesa dallOMS come stato di
completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia, deve essere
considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano
alle persone. Da parte sua, la nostra Costituzione (Art. 32) recita La Repubblica tutela la salute
come fondamentale diritto dellindividuo e interesse della collettivit e garantisce cure gratuite agli
indigenti. Nessuno pu essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per
disposizione di legge. La legge non pu in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della
persona umana.
La buona salute di tutti i cittadini deve essere lobiettivo prioritario del sistema sanitario: la Regione
deve recuperare la sua funzione strategica di ente di programmazione, di coordinamento e di
indirizzo e garantire, attraverso il servizio pubblico (ospedale territorio prevenzione), i livelli
essenziali di assistenza a tutti i cittadini.
CRITICIT DI SISTEMA
Gestione politicizzata
Nel sistema attuale, il governo del Servizio Sanitario Nazionale nelle mani di tre figure: Assessore
regionale alla sanit Presidente della giunta regionale, Ministro del tesoro. Il Ministero della Salute
svolge solo un ruolo di coordinamento.
Lassessore alla Sanit regionale nomina i Direttori Generali delle ASL della Liguria i quali a loro
volta nominano i Direttori di Struttura Complessa i quali a loro volta nominano i Responsabili di
Struttura Semplice. Questo sistema piramidale fa capire come il potere politico controlli tutte le
strutture sanitarie fino alle strutture semplici.
In questo tipo di organizzazione, le strutture pubbliche finiscono per essere gestite secondo criteri
che risentono pi degli equilibri politici del momento piuttosto che della reale situazione sanitaria;
ad esse vengono affidati tutti quei servizi e quelle prestazioni che, non essendo profittevoli
economicamente, non vengono svolti dalle strutture private: in questo panorama la gestione della
salute finisce per essere sottomessa da una parte a logiche di controllo del consenso e dallaltra a
criteri meramente finanziari.
Costi
In questa situazione, i costi del SSN sono finiscono per essere molto maggiori rispetto alle reali
esigenze di tutela della salute e arrivano regolarmente a superare quanto reso disponibile dai bilanci
pubblici.
Le ragioni sono molteplici: i pagamenti di beni e servizi non rispondono a logiche di mercato, ma
sono spesso guidati da interessi privati o politici, non trasparenti e non controllati; una cospicua

parte degli accertamenti diagnostici, delle cure mediche e chirurgiche, con gli enormi costi connessi
e il conseguente allungamento delle liste di attesa, sono potrebbero essere evitabili: il sistema di
pagamento delle prestazioni secondo i DRG, in assenza di verifiche efficaci o di standard certificati,
finisce per diventare un incentivo ad incrementare le attivit sanitarie pi in senso economico che in
quello di produzione di salute.
Infine, la volont politica sembra spesso orientata a svuotare dallinterno lerogazione di
determinati servizi da parte del settore pubblico a favore di strutture private convenzionate.
Le difficolt in cui versa il settore della sanit pubblica finiscono per innescare un circolo vizioso
per cui gli episodi di malasanit (e i contenziosi legali o le spese risarcitorie ad essa connessi)
obbligano i medici a svolgere esami spesso inutili (la cosiddetta medicina difensiva) con ulteriore
aggravio di tempi e costi
Necessit di maggiore trasparenza
Per ovviare a questa situazione sarebbe opportuno conferire lincarico di Direttore Generale di una
ASL a personale medico scelto da una apposita commissione svincolata dal potere regionale
attraverso i curricula, esperienze professionali, precedenti incarichi di responsabilit che dimostri
nella sostanza di saper dirigere una ASL con criteri umani, medici e manageriali; la valutazione
dovr tener conto anche di eventuali comportamenti pregressi di rilevanza in ambito giudiziario.
Tali dirigenti dovranno garantire il raggiungimento di specifici obiettivi a breve e lungo termine, da
perseguire con indipendenza di giudizio e dazione, senza tener conto di esigenze politico
clientelari.
La commissione preposta alle nomine deve rappresentare non solo i tecnici dellospedale o il
complesso del personale sanitario, ma anche lutenza e, in generale, la stessa cittadinanza.
Periodicamente, la commissione relazioner sia sulle condizioni generali sia sul lavoro dirigenziale
Da parte sua la Regione, nella sua funzione di programmazione, deve indicare le modalit e le
risorse con cui procedere allintegrazione dei sistemi informativi: necessario un registro
informatico unico, che deve essere di riferimento strategico nella programmazione degli acquisti.
I bilanci della sanit devono essere consultabili online. Alla luce delle criticit venutesi a creare,
necessario ricominciare a dirottare i fondi dalle strutture private convenzionate alle strutture
pubbliche, in modo da consentire listituzione di strutture diagnostiche pubbliche; in alternativa le
strutture private devono garantire servizi di urgenza/emergenza nelle 24 ore per decongestionare gli
ospedali.
In unottica di ottimizzazione e trasparenza, va quindi valutata con attenzione la gestione delle
esternalizzazioni, abolendole laddove si stiano rivelando fallimentari in termini tanto economici
quanto di fornitura e continuit dei servizi.
Risparmi su acquisti, su incarichi (e strutture) duplicati, recupero di efficienza, semplificazione
avranno come obiettivo lo sblocco del turnover, nuove assunzioni di personale e acquisizione di
apparecchiature.
CRITICITA E SINERGIE TRA OSPEDALE E TERRITORIO
La criticit maggiore della Regione Liguria lanzianit della popolazione, con 44.1193 ultra-65enni,
pari al 27,7% della popolazione(dati Istat); a questo dato va anche aggiunto un drammatico indice di
dipendenza strutturale, 239,5 anziani ogni 100 giovani e 64,7 individui a carico ogni 100 abitanti
che lavorano.
A una popolazione sempre pi anziana, corrisponde una prevalenza di malattie cronico-degenerative

e la presenza di numerosi anziani soli ed in condizioni economiche disagiate e/o non autosufficienti.
A questo bisogna aggiungere una scarsa integrazione tra Ospedale e Territorio (Distretto sanitario,
medici di famiglia, assistenza domiciliare etc.), che si traduce in una difficilissima situazione per
quel che concerne la continuit dellassistenza.
La continuit assistenziale
La carenza e, nel migliore dei casi, lincertezza di risorse hanno reso precaria la continuit
assistenziale nella fase post ricovero. Ci vuol dire, oltre al disagio, costi aggiuntivi rilevanti per i
pazienti e le famiglie, che almeno in parte si sono riversati sotto forma di nuovi ricoveri sul bilancio
regionale.
Occorre quindi organizzare seriamente le strutture territoriali che devono diventare interlocutori sia
del medico di base che dellospedale; a livello territoriale-distrettuale bisogna organizzare una
struttura che monitori costantemente, secondo disciplinari definiti, la realizzazione effettiva dei
percorsi di cura.
Tale funzione deve essere adeguatamente supportata a livello informatico con una banca-dati
regionale.
Si deve favorire inoltre un percorso di deospedalizzazione: in una Regione come la nostra con un
alto numero di anziani e cronici necessario fornire i mezzi economici e professionali per una cura
delle post acuzie e della cronicit a casa, rafforzando (invece di smantellare) lassistenza
domiciliare.
Il sistema deve considerare la disponibilit di risorse umane, di posti letto, lobsolescenza della
struttura e degli strumenti, il flusso di pazienti, il numero di interventi e cos via alla luce dei
migliori modelli disponibili.
Lassistenza ospedaliera deve configurarsi come un vero e proprio network dal quale risulti
immediatamente leggibile la diversificazione dei centri, lattribuzione delle competenze secondo
livelli di complessit delle prestazioni e di intensit delle cure, cio la concentrazione della
produzione dellassistenza di maggiore complessit in centri ad alta specializzazione e
lorganizzazione di un sistema di relazioni con centri funzionalmente sotto-ordinati. Da questa rete
ci si aspetta innanzitutto leffettiva continuit delle cure che deriva dalla semplificazione del
collegamento tra una struttura e laltra e quindi anche un risparmio.
La maggiore attenzione al territorio e lintegrazione dellassistenza ospedaliera porter ad una
progressiva deospedalizzazione (erogazione decentrata dellassistenza e potenziamento di forme di
assistenza alternative rispetto allospedalizzazione), realizzando nel tempo una vera continuit e
integrazione assistenziale.
Importantissima la valutazione di soluzioni di telemedicina e di sistemi informativi, anche con
costi di gestione decisamente pi bassi rispetto agli attuali, che realizzino anche lintegrazione di
sistemi informativi tra i diversi presidi, ora in gran parte impossibilitati a comunicare tra loro.
Il modello di articolazione tra Pronto Soccorso, Medico di Medicina Generale (favorendo forme di
associazionismo tra i medici di Medicina Generale come accade gi in Emilia Romagna dove i
Medici di medicina Generale in forma associata hanno Ambulatori che funzionano dalle 8.00 alle
20.00 riducendo pertanto gli accessi al PS per i codici bianche e verdi ossia quelli a pi bassa
patologia o complessit) e la guardia medica.
Riassumendo, Il modello di governance della continuit assistenziale deve prevedere:
1. Ad ogni paziente che va al Pronto Soccorso va fornita una risposta globale: dove e quando

eseguire un accertamento e da chi far valutare lesito.


2. Informatizzazione capillare e uso della cartella clinica informatizzata o fascicolo sanitario (questo
consente in qualsiasi punto della Regione di acquisire le notizie cliniche relative a quel paziente le
prestazioni specialistiche, gli interventi chirurgici, i ricoveri in ospedale)
Incremento dellattivit specialistica medica ambulatoriale che deve essere complementare
allassistenza ospedaliera (questo determinerebbe di effettuare tutte quelle prestazioni che
impropriamente vengono svolte negli Ospedali ossia il paziente non acuto per effettuare una visita
cardiologica o un ECG ricorre ad oggi ad una prestazione di pronto soccorso.
Cloud intercomunicabilit
In ogni ASL si utilizzano sistemi informatici diversi (sistema OASIS presso la ASL 4 Chiavarese)
con scarsa o nulla comunicazione tra ASL della stessa Regione. E necessario lavvio di una politica
di ammodernamento tecnologico sia delle apparecchiature sanitarie sia nel campo dellinformatica e
della comunicazione. Il collegamento fra medico e strutture sanitarie deve essere diretto per via
informatica bidirezionale. Ugualmente necessario implementare le funzionalit della tessera
sanitaria elettronica in cui vengono immagazzinate tutte le informazioni cliniche dei malati,
(vaccini, esami, patologie, cure, ecc.) cos da evitare lunghe anamnesi e incomprensioni.
Gestione delle emergenze
Attualmente prendere in carico un paziente con una possibile situazione di pericolo di vita e
sottoporlo ad accertamenti e terapie non programmate considerato soprattutto un problema di
costi. Ne derivano ritardi anche fatali in termini di risposta e unorganizzazione decisamente non
allaltezza.
Si deve garantire un sistema in grado di formulare una prima diagnosi e avviare in modo corretto il
paziente al centro pi appropriato dove si possano effettuare gli esami diagnostici e le terapie che
salvino la vita e che promuovano la possibilit di un recupero successivo il pi possibile normale; la
regione deve garantire omogeneit distributiva e qualitativa dei servizi erogati.
Va perci verificata la distribuzione dei mezzi di soccorso nel rispetto degli standard previsti dalla
Conferenza Stato Regioni e secondo criteri di densit abitativa, distanze e caratteristiche
territoriali, nonch secondo le incrementate necessit previste dalla necessaria mobilizzazione dei
pazienti secondo i criteri di centralizzazione dettati dalla maggiore appropriatezza di cure
individuate con le reti delle patologie complesse (trasporti secondari urgenti).
A tal proposito molto importante il riconoscimento e la formazione della figura degli autisti
soccorritori in quanto sono i primi ad entrare i contatto con i pazienti ed necessario agiscano con
professionalit e competenza.
Edilizia ospedaliera
Una delle principali criticit della gestione della sanit in Liguria costituita dalle condizioni
delledilizia ospedaliera, dove a edifici spesso molto vecchi (e con manutenzione ridotta a causa
della scarsit delle risorse) si affiancano casi di programmazione sbagliata, generalmente attinenti a
considerazioni legate al controllo del consenso piuttosto che al bisogno epidemiologico dei
cittadini.
Allo stato attuale, si rende necessaria una mappatura esaustiva tanto delle aree ospedaliere quanto
dei singoli padiglioni, sia esistenti sia dismessi; per questi ultimi vanno indagati i motivi del
mancato funzionamento e valutata la possibilit di una riapertura qualora considerazioni

economiche e strategiche lo consentano. La ristrutturazione o la riapertura di strutture esistenti (e


magari chiuse) mediante gare dappalto al rialzo andrebbe privilegiata rispetto alla costruzione ex
novo, in modo da rivoluzionare il meno possibile il legame funzionale ospedale-territorio ed evitare
il continuo alternarsi di aperture/chiusure che ha caratterizzato il panorama ospedaliero degli ultimi
anni, assorbendo unenorme quantit di risorse che avrebbero potuto essere utilizzate in modo pi
proficuo.
PREVENZIONE
La prevenzione un aspetto basilare della politica sanitaria: dal momento che comportamenti a
rischio non sono ascrivibili solo a responsabilit individuali, ma anche a fattori ambientali ed a
condizioni e pratiche sociali, lelaborazione di linee di indirizzo e la definizione di percorsi che
portino allassunzione di corretti stili di vita costituisce una parte importante nella gestione delle
questioni sanitarie. Lavvio di campagne di prevenzione, educative e formative, nelle scuole e
presso la cittadinanza per promuovere sani stili di vita costituisce perci uno strumento
fondamentale per la garanzia del diritto alla salute di ogni cittadino; linformazione deve essere
partecipativa ed inclusiva, intersettoriale e funzionalmente integrata, non solo a livello settoriale,
ma anche istituzionale a livello distrettuale ed essere arricchita dal contributo delle associazioni di
pazienti.
Educazione alla prevenzione
Vanno perci proseguite e potenziate tutte le campagne informative nelle scuole sulladozione di
stili di vita sani e sulla prevenzione primaria, in particolare sui temi che possono interessare
maggiormente i ragazzi, quali lobesit, la depressione, il fumo, ecc. Vanno creati progetti scolastici
che favoriscano il regolare esercizio fisico e la vita allaria aperta, landare a scuola a piedi o in bici,
escursioni, orti scolastici.
La prevenzione nella cura dellanziano
Vanno utilizzati e diffusi strumenti, gi disponibili, di diagnosi precoce delle malattie
neurovegetative dellanziano, attuando protocolli dintervento il cui scopo, in assenza di terapie
efficaci, quello di rallentare il deterioramento cognitivo, conservare nel paziente un grado di
autosufficienza che consenta di vivere al proprio domicilio o presso parenti.
Investimenti nella diagnosi precoce e nello sviluppo di protocolli riabilitativi e conservativi delle
capacit residue si tradurrebbero quindi, nel breve e medio termine, in un risparmio sui costi sanitari
pi squisitamente assistenziali. Un uso razionale dei farmaci e unappropriata esecuzione di
indagini diagnostiche ha come obbiettivo di evitare la medicalizzazione di ogni fase della vita.
Alimentazione
Proporre ladozione di unalimentazione biologica e a km 0 nelle mense di uffici pubblici e in
quelle scolastiche avrebbe ricadute non soltanto da un punto di vista epidemiologico ma anche
sulleconomia della Regione.
Ricerca scientifica ed epidemiologica
Lo studio epidemiologico sullo stato di salute della popolazione necessario per poter elaborare le
scelte strategiche del Servizio sanitario regionale ed fondamentale per una buona politica sui
servizi territoriali e per la valutazione e la programmazione dellapproccio alla prevenzione.
Va finanziata la ricerca indipendente, in particolare sulle malattie rare, anche attraverso
presentazione di progetti alla comunit europea. Va resa obbligatoria leffettuazione di accurate

ricerche epidemiologiche indipendenti di fabbriche e di grandi impianti privati e pubblici.


Monitoraggio costante aria, acqua, suolo, cibo
Gli esami specifici sul territorio in particolare dellaria e dellacqua pubblica devono essere
frequenti e resi pubblici. Uno stesso discorso vale per i principali fattori inquinanti, dai carburanti
fossili ai residui della produzione petrolchimica o allamianto, o allinquinamento elettromagnetico.
La comparazione dei dati di questi monitoraggi con le ricerche e i rilevamenti epidemiologici
devono consentire lindividuazione delle situazione di rischio e portare ad una immediata messa in
sicurezza, i cui costi devono ricadere sui responsabili piuttosto che sulla collettivit. Un uguale
obbligo di bonifica deve valere per i terreni contaminati.
Osservatorio regionale per fabbisogno popolazione
Per organizzare i dati provenienti da ricerche e monitoraggi, si rende necessaria la creazione dell
Osservatorio regionale per lanalisi del fabbisogno della popolazione, anche sul modello degli
osservatori epidemiologici di varia natura gi esistenti. Partire da una base dati di qualit
consentirebbe un ottimale programmazione nei vari distretti e sarebbe indispensabile per conoscere
le reali necessit della popolazione.
ALTRI PROVVEDIMENTI
Dose unica del farmaco
A livello nazionale il Movimento 5 Stelle riuscito a far approvare un emendamento alla legge di
stabilit sul farmaco monodose. E quindi possibile avviare progetti pilota per la distribuzione nelle
farmacie ospedaliere di farmaci in dose unica, quindi nella quantit necessaria per il trattamento. Si
riducono cos sia gli sprechi che i costi a carico del servizio sanitario regionale.
Promozione dellOspedale senza dolore
Ogni ASL deve avere in ottemperanza della Legge 15 marzo 2010 n 38 una Unit di Medicina del
Dolore per la gestione del dolore acuto postoperatorio e per il dolore cronico e neuropatico.
In tali strutture possibile la somministrazione controllata per patologie indicate dalle tabelle
Ministeriali di farmaci a base di Cannabinoidi per la gestione del dolore cronico e per le malattie
neuromuscolari.
Distribuzione a domicilio di farmaci
Regolamentazione e controllo della distribuzione a domicilio dei farmaci. La capillarit della rete
farmaceutica sul territorio potr garantire, per particolari patologie (malattie invalidanti, difficolt
nella locomozione, ecc.), la somministrazione di farmaci a domicilio grazie a una stretta
collaborazione con i medici curanti e con lausilio di personale specializzato. Questo offrir una
maggiore continuit assistenziale al cittadino, senza gravosi costi aggiuntivi per la spesa sanitaria
oltre a garantire un pi efficiente servizio di farmacovigilanza. Anche i software di gestione devono
essere aggiornati.

STELLA 4 AMBIENTE, TERRITORIO ED


ENERGIA

Premessa
Ambiente, territorio ed energia: 3 temi che uniti rappresentano il mondo che ci circonda e lenergia
che lo alimenta.
La nostra visione parte da un principio cardine che crediamo valga la pena considerare come
prioritario: la consultazione costante della cittadinanza su ogni tema ambientale, territoriale,
urbanistico ed energetico, cos da avere una cittadinanza attiva e una democrazia diretta e
partecipata.
Ma insieme a questo abbiamo fame di nuove idee e di soluzioni avanzate , per cui vogliamo dare
appoggio alla ricerca scientifica, perch la Regione Liguria la sostenga nel miglioramento del
territorio e dellambiente in cui viviamo,senza dimenticare che andare in questa direzione porta
anche ad una rinascita economica del territorio ligure.
Valorizzare la ricerca sulle fonti rinnovabili e la gestione intelligente dellenergia (Smart Grid,
Transition Town), ristrutturare le situazioni ormai obsolete sar una delle nostre priorit in tutta la
regione.
Sostenere la Green economy e la Blue economy vuol dire migliorare lambiente producendo un
reddito, riqualificando la piccola e media impresa sul territorio e innescare circoli virtuosi che
abbiano ricadute in tutti i settori economici, non ultimo quello delledilizia.
In questottica sar necessario migliorare la L.R. 04/2014 ,che istituisce la Banca della Terra che
prevede e permette la creazione di una Banca della Terra per il censimento ed il successivo
affidamento a soggetti terzi delle terre incolte e abbandonate della nostra regione;questo permetter
il recupero del territorio abbandonato,e porter reddito alle nuove attivit.
Rendere pienamente accessibile la regione attraverso labbattimento delle barriere architettoniche
significher non solo applicare direttive disattese ormai da troppo tempo, ma anche migliorare
sensibilmente il territorio e la sua fruizione turistica.
Il Piano energetico ambientale regionale (P.E.A.R.) lo strumento di attuazione della politica
energetica regionale; definisce, nel rispetto degli obiettivi del Protocollo di Kyoto e in accordo con
la pianificazione regionale in materia di inquinamento atmosferico, gli obiettivi regionali di settore
individuando le azioni necessarie per il loro raggiungimento.
Migliorare il Piano Energetico Ambientale 2014-2020 della Regione rendendolo piu attinente alla
realta regionale e conformandolo con quelle che sono le direttive europee di Horizon 2020,sara un
nostro impegno ,questo ci permettera, inoltre,di accedere a diversi contributi europei nel campo
energetico
Il programma del M5S per il governo del territorio si ispira al principio del suolo bene comune, e
ha come scopo la sua tutela, valorizzazione e preservazione da ogni speculazione.

Il nostro territorio va tutelato; sempre di pi avvengono frane e smottamenti che mettono in


ginocchio leconomia dei nostri cittadini;non si pu pi stare a guardare ma bisogna intervenire,
occupandoci delle infrastrutture,del patrimonio immobiliare e delle aree verdi,urbane e suburbane.
Assolutamente necessaria una pianificazione articolata a lungo termine per predisporre al meglio gli
interventi necessari.
Forte e decisa sar infine la nostra azione per contrastare e prevenire il dissesto idrogeologico; per
la nostra Regione determinante mettere subito in atto uninsieme coordinato ed organico di
interventi per ripristinare un corretto rapporto tra ambiente e uomo avviando sin da subito politiche
attive e investimenti volte alla prevenzione e alla pianificazione per la gestione del rischio e la
mitigazione dello stesso.

AMBIENTE
Tutela del patrimonio naturale e della biodiversit
Promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione per incentivare leducazione alla tutela
della straordinaria biodiversit del territorio ligure e istituzione di tavoli tecnici aperti alle
associazioni di volontariato, in modo da coordinare e incentivare le azioni di sensibilizzazione
ambientale, promozione e risanamento del territorio.
Riforestazione autoctona
Riforestazione del territorio regionale. Definizione di personale appositamente predisposto per il
controllo forestale e del territorio. Creazione di piattaforme di partecipazione virtuali e territoriali di
cittadini per il monitoraggio costante e continuo dello stato di salute del territorio. Accordi quadro
con i Comuni per la rivalutazione del verde pubblico (dove possibile con piante autoctone). Tutela e
controllo nellambito regionale delle foreste demaniali affinch non vi siano abusi indiscriminati del
patrimonio vegetale.
Ripopolamento fauna autoctona
Avviare censimenti e ripopolamenti delle comunit faunistiche autoctone per ripristinare gli antichi
equilibri ecologici e naturali, anche con le attivit agricole umane.
Gli arenili
Strategie per la tutela e la riformazione degli arenili lungo le coste liguri. Regolamenti
sovracomunali per la gestione degli arenili secondo protocolli unici. Ripristino delle zone dunali.
Apposizione del vincolo di inedificabilit assoluta sui sistemi dunali presenti su tutto il territorio
regionale, individuazione dei sistemi dunali intaccati e predisposizione di piani di recupero degli
stessi, previa valutazione di impatto ambientale.
Caccia e Pesca
Tutelare la pesca a km 0 professionale (marina e di acqua dolce) e garantirne la sopravvivenza
futura. Tutela della biodiversit marina.
Per la Caccia necessario bloccare luso indiscriminato a richiami vivi e rispetto delle normative
europee, con lobiettivo di una limitazione, fatto salvo esigenze di salvaguardia agricola. Riduzione
del periodo venatorio in aree e periodi ben definiti e segnalati.
Piano Forestale Regionale
Utilizzo sostenibile del patrimonio forestale mediante lattuazione del Piano forestale Regionale, in

cui indicare i principi guida nel settore silvo-pastorale.


Piano Territoriale Paesistico Ambientale
Redazione e adozione di un nuovo Piano Territoriale Paesistico-Ambientale di Area Vasta, che
evidenzi le potenzialit e criticit dislocate sul territorio regionale, tenendo conto degli andamenti
socio-economici-demografici prevedibili, e identifichi in maniera puntuale ed analitica degli ambiti
a diverso grado e condizioni di modificabilit destinabili a differenti tipi dintervento in relazione
alla linea di sviluppo individuata (turistica- energetica- silvo-pastorale- agricola ecc.).
Pianificazione acustica regionale
Al fine di garantire un innalzamento della qualit ambientale e al fine di tutelare la vita dei cittadini
nellambiente urbano ed extraurbano, imposizione di limiti massimi rivisti al ribasso e in funzione
della effettiva percezione per il livelli di db emessi.
Protezione Civile e Guardie Ecologiche volontarie
Valorizzare e potenziare il servizio di protezione civile che, come dimostrato dalle recenti
alluvioni, in Liguria risulta di fondamentale importanza; attraverso la Legge Regionale di
Protezione Civile dovr esserne aumentato il coinvolgimento delle strutture regionali locali.
Controlli sullambiente e Agenzia ARPAL
Nei controlli risiedono le fasi di maggior tutela dellambiente e per questo motivo devono essere
pianificati e strutturati in maniera adeguata ed efficace.
Il servizio di vigilanza e controllo in prossimit di attivit a rischio deve essere permanente ed in
condizioni di eseguire un pronto intervento in caso di segnalazione di fenomeni e pericoli.
I funzionari addetti ai controllo, debbono essere qualificati e possedere la necessaria esperienza, non
debbono aver nessun tipo di rapporto con i soggetti controllati e devono periodicamente ruotare
negli incarichi di sorveglianza e controllo.
Ogni ispezione o controllo deve avvenire a sorpresa, seguire rigidi protocolli che interessino ogni
ramo di attivit dellazienda, il cui esito deve essere nella massima trasparenza reso pubblico.
Eventuali collusioni o omissioni nei controlli debbono essere fermamente rilevate e sanzionate.
Ne consegue la verifica e controllo delloperato della dirigenza ARPAL in relazione agli obiettivi
designati. Dovranno essere rivisti, in termini di competenze ed efficienza, le attuali figure
dirigenziali (di nomina politica) che operano nellAgenzia Regionale per la Protezione
dellAmbiente Ligure, in particolare la verifica verter sui dati forniti, la trasparenza delloperato,
gli studi effettuati (con accertamento delle responsabilit per quelli non eseguiti).
Promozione dellautonomia quale organo super partes pubblico con maggiore presenza sul
territorio.
Tecniche di depurazione
Promuovere lutilizzo, nei casi in cui essa risulta sostenibile , della tecnica di fitodepurazione a
valle dei processi di depurazione, per aumentarne lefficienza. Dove necessario, promuovere
accordi di accorpamento dei servizi idrici nei piccoli Comuni. Gli impianti di depurazione devono
essere resi pi efficienti con ladozione di processi innovativi, il corretto dimensionamento e la
manutenzione continua degli impianti. Laccorpamento della gestione dei reflui tra Comuni limitrofi
consentirebbe una maggiore efficienza del processo.
I liquami fognari devono essere gestiti e smaltiti attraverso apposita rete fognaria comunale
confluente in un impianto di depurazione che potr essere comunale o consortile a gestione

pubblica.
Tutti i comuni della regione devono obbligatoriamente utilizzare depuratori cos come ogni
fabbricato deve essere allacciato alla rete fognaria, fatto salvo in mancanza di questa, limpiego di
pozzo asettico o fossa IMHOFF.
Impianti di acque reflue
Impianti di acque reflue: prevedere e controllare che tutti i comuni ne siano dotati, iniziando da
quelli i cui scarichi terminano a mare o nelle falde acquifere. Anche in forma consorziata.
Tutela acqua pubblica
Rispetto della volont referendaria sullAcqua Pubblica del 2011. Lacqua deve essere pubblica e
gestita secondo un nuovo modello di pubblico e partecipato. La gestione del servizio idrico deve
essere nellinteresse della collettivit e quindi fuori dalle logiche di mercato. Approvazione
immediata della legge regionale di iniziativa popolare LIP per la tutela dellacqua pubblica e dei
bacini idrografici.
Distribuzione acqua pubblica
Ridurre la dispersione dellacqua e garantire un servizio pubblico di qualit, investendo sulle
infrastrutture del sistema idrico. Gestione pubblica del servizio idrico. Adeguamento e/o
rinnovamento della rete di distribuzione idrica mal funzionante. Laumento dellefficienza
necessario per diminuire le perdite e gli sprechi di acqua nelle tubature, a loro volta controllate nel
deterioramento del materiale che le compongono.
Sulla tutela degli animali
Regolamentare i criteri di allevamento, esposizione e vendita di animali basata sulla tutela della loro
dignit, salute e benessere.
Vietare lutilizzo di animali nei circhi in tutto il territorio regionale.
Intervenire sul randagismo, fenomeno in crescita nel nostro territorio, e sul controllo nella gestione
dei canili
Istituire, a livello regionale, di zone correttamente gestite (in particolare le spiagge) in cui sia
possibile laccesso degli animali da compagnia, e darne informazione anche a fini turistici
Incentivare nei limiti delle competenze regionali in materia, lo studio di metodologie biomediche
che possano andare a sostituirsi alla sperimentazione sugli animali ed obbligo di adozione di quelle
gi disponibili convalidate OCVAM e OCSE.
Programma Regionale Rifiuti
Il Movimento 5 Stelle da sempre persegue la strategia rifiuti zero, per risolvere in modo semplice il
problema del consumo dissennato delle risorse naturali, dellinquinamento e delle malattie che ne
derivano. Le direttive europee e i manuali di buona tecnica impongono una precisa gerarchia nella
prevenzione e gestione dei rifiuti, che comprende al primo posto in ordine di importanza la
prevenzione atta alla riduzione della produzione dei rifiuti, al secondo la preparazione per il
riutilizzo, al terzo il riciclaggio, al quarto le altre forme di recupero e solo in ultimo lo smaltimento
di quanto obiettivamente non recuperabile. Il Movimento 5 Stelle contrario ad ogni forma di
incenerimento, essendo un metodo oramai superato ed altamente inquinante, come gi impongono
le direttive UE.
Il nostro programma:
Prevenzione

a. Promozione di iniziative volte alla riduzione della produzione di rifiuti e di scelte di vita che
diminuiscano gli scarti (uso di prodotti alla spina, vuoto a rendere, incentivazione per
linstallazione di case dellacqua pubblica).
b. Diminuzione della quantit di rifiuti prodotti allorigine (meno impacchettamento).
c. Agevolazione della progettazione e produzione di prodotti e imballaggi biodegradabili oltre che
riciclabili.
d. Analisi merceologica del rifiuto secco indifferenziato, per studiare le azioni per la sua riduzione
e per arrivare ad un miglioramento della percentuale di raccolta differenziata anche attraverso la
costituzione di un Ufficio Regionale di Ricerca del Rifiuto.
e. Disincentivazione alla produzione di prodotti e semilavorati privi di idonea progettazione al
recupero o al riciclo.
f. Apertura di eco-point diffusi sul territorio ligure per incentivare il riuso degli oggetti e loro
riparazione, tra cui il restauro di mobili, il recupero di vestiti e riparazione di computer e televisioni
con finalit sociali. Riuso di farmaci ospedalieri.
g. Riconoscimento a commercianti, artigiani e PMI per la realizzazione di impianti o sistemi che
riducano la quantit del conferimento o ne migliorino la qualit.
h. Istituzione di un numero verde per la segnalazione di presenza di rifiuti pericolosi o situazioni
anomale.
Raccolta differenziata spinta, PAP (porta a porta)
a. Utilizzo di un sistema di raccolta che aumenti la quantit e la qualit del materiale differenziato,
con lobiettivo di una PROGRESSIVA ELIMINAZIONE della frazione residua con leliminazione
graduale dei cassonetti.
b. Certificazione da parte di un ente terzo della percentuale di differenziazione.
c. Realizzazione di impianti aerobici per il compostaggio naturale diffusi nel territorio, attraverso
la raccolta della parte umida dei rifiuti, incentivando parallelamente il compostaggio domestico,
collettivo e di quartiere. d. Pianificazione e realizzazione degli impianti di separazione meccanica
del rifiuto, per aumentare il recupero di materia. e. Introduzione di una legge regionale che
disciplini la VIS (valutazione di impatto sulla salute) sugli impianti di nuova costruzione e sul
rinnovo delle autorizzazione di quelli esistenti.
Equit tariffaria e legalit
a. Chi produce meno rifiuti paga meno. Passaggio dalla tassazione presunta a metro quadrato ad
una tariffa puntuale con parte fissa per copertura delle spese indivisibili della gestione e parte
variabile proporzionale ai rifiuti effettivamente conferiti per natura e quantit.
b. Piano di bonifica delle discariche anche abusive e di impianti-strutture dismesse nella regione e
mappatura degli impianti esistenti funzionanti e non.
c. Monitoraggio e tracciamento per la movimentazione del trasporto di rifiuti speciali,
d. La gestione dei rifiuti dovr essere garantita da apposite Aziende Speciali che realizzino
consorzi tra comuni limitrofi (in modo da abbassare i costi). Distinzione tra la societ che gestisce
la discarica e la societ che raccoglie i rifiuti.

TERRITORIO
Dissesto idrogeologico
Gli eventi con conseguenze disastrose che continuano a registrarsi, dimostrano che lazione di

contrasto al dissesto insufficiente o nulla. Oltre alla necessit di investire maggiori risorse
indispensabile intervenire anche su una differente modalit di gestione del territorio. E evidente
lassoluta necessit di maggiori investimenti in termini di prevenzione, attraverso cui affermare una
nuova cultura dellimpiego del suolo che metta al primo posto la sicurezza della collettivit e ponga
fine a usi speculativi, una strategia integrata per la mitigazione dei rischi idrogeologici
coinvolgendo anche i privati, ottenendo cos la difesa attiva del territorio da parte di chi lo vive e ne
trae sostentamento. Osservando le aree vicine ai corsi dacqua, risulta evidente loccupazione delle
loro zone di espansione naturale con abitazioni, insediamenti produttivi e commerciali;
lurbanizzazione di tutte quelle aree che arriva alla costruzione di interi quartieri, dove il fiume in
caso di piena pu espandersi liberamente, ha rappresentato e rappresenta una delle maggiori criticit
del dissesto idrogeologico. Gli interventi di difesa idraulica continuano a seguire filosofie vecchie
ed inefficaci: vengono realizzati argini senza uno studio serio delle ripercussioni e dellimpatto che
possono portare a valle, si interviene in prossimit degli argini anche con Deroghe regionali sino a
tre metri di distanza, contro le Norme nazionali, e troppo spesso le opere di messa in sicurezza si
trasformano in alibi per continuare a costruire o ancora peggio per discariche inquinanti. La
Regione stritolata dalla prassi perversa di offrire Risposte eccezionali, le Grandi Opere, a Disastri
Eccezionali, le Alluvioni, tralasciando le manutenzioni ordinarie che possono contenere i danni e le
spese causate da questi ultimi. Cos facendo si esula da qualsiasi programmazione e governo del
territorio affidandosi alla carit pietosa dello Stato centrale con il suo corredo di ritardi e corruzione.
Solo l1.1% delle imposte ecologiche sullenergia, sui trasporti e sulle attivit inquinanti pagate
dai cittadini allo stato e agli enti locali, oggi destinato alla protezione dellambiente.
Per intervenire, il contesto legislativo principale centrato sulla Direttiva Europea 2007/60 e il
conseguente recepimento da parte dello Stato con il D. Lgs. 49 del 2010 e il precedente Codice
dellAmbiente anchesso D. Lgs. 152 del 2006.
Istituzione di percorsi partecipati attraverso modelli competitivi di governance per le politiche
territoriali (Autorit di Bacino e Regione devono provvedere ad istituire tavoli di concertazione su
bacini fluviali estesi alle parti private). Un modello perseguibile ad esempio il Contratto di Fiume
gi positivamente sperimentato in Lombardia.
- La Regione definisce il territorio ligure nella sua totalit come area prioritaria di intervento per le
questioni di sicurezza idraulica, qualit delle acque e qualit paesaggistica. I C.d.F. sono
strumenti di programmazione negoziata collegati a processi di riqualificazione dei bacini fluviali
attraverso una metodologia e un percorso di pianificazione e progettazione condivisi con tutti gli
attori interessati. Si tratta di processi che tendono passare dalle azioni di tutela dell mbiente a pi
ampie politiche di gestione delle risorse paesistico-ambientali. La Regione Liguria pu individuare
nei C.d.F. gli strumenti di attuazione di norma per sottobacini fluviali dei piani emanati dall
utorit di Bacino Piano per l ssetto Idrogeologico (Pai), e Programma di Tutela ed Uso delle
Acque (Ptua). L biettivo quello di ottemperare alla Direttiva Quadro sulle acque 2006/60 e
Direttiva 2007/60 sul Rischio Alluvioni, gi citate.
- Programmazione degli interventi necessari alla mitigazione del rischio idrogeologico attraverso
Dibattiti Pubblici dove tutti gli interessi potranno essere valutati e pesati al fine di ottenere una
sintesi condivisa tra tutte le parti. Si potr cos diminuire la conflittualit tra Cittadini e istituzioni
causata dalla prassi politica fino ad ora attuata.
Progettazione e Attuazione di Piani di Emergenza Rendere effettivamente operativi i PGRA,

Piano per la Gestione del rischio da alluvioni previsto dalla normativa europea per ridurre le
conseguenze negative dei fenomeni alluvionali sul territorio, volti alla consapevolezza dei rischi e
alla loro gestione per i cittadini e che contengano la programmazione nel tempo degli interventi
necessari per il mantenimento dei corsi dacqua; si stima che solo a Genova siano 100.000 gli
abitanti a rischio e oltre i 300.000 in tutta la Regione.
Previsioni di Opere ancillari di mantenimento e regimentazione dei corsi dacqua (briglie selettive
per impedire il passaggio della vegetazione, piccole opere a monte e lungo gli alvei di ingegneria
naturalistica, compatibili con lambiente e con il sistema ecologico circostante).
Impulso alla sistemazione dei versanti dei rii minori sia in zona urbana sia extraurbana e
nellentroterra, per la quasi totalit di propriet privata, attraverso azioni sulla leva fiscale per la
componente regionale ed eventuali finanziamenti con bandi europei e/o diretti regionali per opere di
Manutenzione Straordinaria ed Ordinaria. Prevedere la consultazione costante dei geologi del
territorio, come figure tecniche in tavoli di lavoro. Sar primario recuperare la funzionalit dei
corsi dacqua con interventi come la pulizia degli alvei senza intaccare il bioma dacqua dolce.
Recupero del patrimonio boschivo. Labbandono delle aree boschive uno dei problemi
dellentroterra ligure, i boschi non pi curati si ammalano, invecchiano e producono centinaia di
tonnellate di materiale legnoso che si decompone pregiudicando la crescita di nuovi alberi e
sottobosco che sono la prima linea difensiva contro le alluvioni.
No alla declassazione aree a vincolo, Vincolo PAI = Piano per lassetto idrogeologico. Ad oggi la
pianificazione regionale incentrata sulla volont di definire la messa in sicurezza dei bacini
idrografici mediante opere volte al tombinamento dei rivi, alla realizzazione di opere come lo
scolmatore del Bisagno, necessarie si, ma non risolutrici e soprattutto palesemente indirizzate al
declassamento del rischio delle zone alluvionali per procedere poi alla loro edificazione. Evidente
lesempio del centro commerciale a Brugnato.
Censimento della rete di smaltimento delle acque piovane e rete nera, allo stato attuale del tutto
insufficiente. Durante lultimo evento alluvionale dello scorso autunno, si reso evidente che la
forte edificazione, la predominanza di suolo impermeabilizzato ha reso ogni strada e via della citt
un fiume che tutto trascina via.
Revisione e completamento delle carte tematiche a carattere geologico ed idrogeologico con
censimento anche della parte privata, definizione di piani di dettaglio e operativit ai Piani di
Bacino.
Obbligo di redazione del censimento del cemento con moratoria sulle nuove costruzioni non
previste nei PUC vigenti.
In questottica sar necessario migliorare la L.R. 04/2014 ,che istituisce la Banca della Terra che
prevede e permette la creazione di una Banca della Terra presso il Dipartimento Agricoltura della
Regione dove verranno censite le terre incolte ed abbandonate.
Sara necessario effettuare protocolli dintesa con i comuni per la gestione di questi terreni che sara
possibile riassegnare ai cittadini e/o cooperative sociali che ne faranno richiesta per un recupero del
degrado ambientale ed un utilizzo agrario.
Alcune aree potranno essere date in comodato duso gratuito e sar possibile riqualificare e
rivalutare il nostro entroterra.
Stop al consumo di suolo

E ormai evidente la necessit una legge regionale per fermare la cementificazione del territorio,
continuata negli ultimi anni a livelli impressionanti, puntando piuttosto al recupero del patrimonio
edilizio esistente.
Anzi, va anche avviato un programma di decementificazione in modo da liberare dalle parti
edificate gli alvei e le sponde dei torrenti, ove siano un pesante ostacolo ad una azione programmata
verso la mitigazione del rischio alluvione.
In questo senso, va anche promosso lincremento del verde urbano, come disposto dallAgenda 21
che, insieme ad altre soluzioni progettuali, concorra al recupero di suolo permeabile nei centri
abitati. Le nuove urbanizzazioni degli ultimi anni, spesso orientate verso la grande distribuzione,
hanno finito per creare enormi problemi legati allimpermeabilizzazione dei suoli (non solo i centri
commerciali, ma anche le strade e i parcheggi che ne accompagnano la realizzazione) solo appena
mitigati dagli interventi di compensazione connessi: le competenze paesistiche e ambientali della
Regione dovrebbero frenare questo genere di interventi, non soltanto in relazione al dissesto
idrogeologico, ma anche alla desertificazione delle polarit tradizionali.
Opere pubbliche
Il Movimento 5 Stelle non pu che opporsi in modo deciso al programma delle cosiddette Grandi
Opere, sia per lenorme impatto ambientale che comportano, sia per linconsistenza dei benefici
che dovrebbero apportare nei termini della creazione di posti di lavoro o delleffettiva efficacia
funzionale. Al contrario, la Regione dovrebbe procedere al finanziamento di un programma relativo
a diverse piccole opere di prevenzione territoriale contro il dissesto o a favore della viabilit
sostenibile. Opere puntuali di miglioria della rete esistente potrebbero portare ad una serie di
risultati funzionali non indifferenti a costi molti minori e con criteri economici assai pi
redistributivi.
Coinvolgere sempre e comunque la cittadinanza tramite gli istituti di partecipazione popolare per
valutare caso per caso quale sia la strada corretta da intraprendere.
Piano Territoriale Regionale
Il Piano Territoriale Regionale, attualmente in corso di realizzazione, costituir il quadro di
riferimento complessivo per le politiche territoriali in Liguria, unificando gli strumenti gi esistenti.
Limportanza di questo strumento abbraccia praticamente quasi tutti gli aspetti di cui ci si occupa in
queste pagine: naturalmente economia, trasporti e ambiente, ma anche turismo, salute e qualit della
vita: il Movimento 5 Stelle si impegna a verificarne laccuratezza e la rispondenza ai criteri di tutela
del territorio sopra ricordati, cos come a promuoverne lefficacia nei confronti di tutte quelle
situazioni potenzialmente pericolose per lambiente.
Edilizia, rilancio del settore
In sintonia con la nostra idea dello stop al consumo del territorio e alla continua
cementificazione,riteniamo sia giusto rivitalizzare e rilanciare il settore edilizio attraverso la
riqualificazione, non solo energetica, del patrimonio edilizio esistente sul nostro territorio
regionale,cominciando dalledilizia pubblica eventualmente sfruttando le potenzialita delle ESCO
(societa che effettuano interventi atti a migliorare lefficienza energetica ).
In questottica si puo configurare un progetto di Social housing, in da applicare in tutta la regione,
sfruttando le risorse di A.r.t.e Agenzia Regionale Territoriale per ledilizia ,operatore pubblico
delledilizia ,cui attualmente spettano tutti i compiti di gestione del patrimonio abitativo pubblico.

Finalit del progetto sar quello di mettere a disposizione alloggi per le famiglie meno abbienti, per
le persone anziane, i portatori di handicap e per le categorie sociali meno abbienti , ma sara anche
la ristrutturazione e locazione di alloggi per il ceto medio e case albergo per lavoratori e
studenti,servendosi di maestranze territoriali riqualificate ed in grado di gestire le nuove tecnologie
emergenti.
Il programma andr sviluppato attraverso tre punti cardine:
o Redazione di progetti finalizzati allottenimento di contributi europei per la riqualificazione del
patrimonio immobiliare pubblico
o Recupero di alloggi di qualit che richiedano un minor dispendio di risorse e poca manutenzione
con particolare riguardo al risparmio energetico con lausilio di maestranze locali riqualificate
attraverso corsi appositamente finanziati
o Attuazione del diritto ad un alloggio adeguato alle esigenze della famiglia per i cittadini meno
abbienti che non sono in grado di risolvere il proprio problema abitativo sul libero mercato.
o Affitto a canone calmierato di immobili invenduti o sfitti di propriet pubblica previo censimento
immobiliare
o Studiare incentivi regionali per la riqualificazione energetica degli immobili privati
Per loccasione dovranno essere investite risorse pubbliche per il recupero di centri storici, in modo
da concedere agevolazioni, finanziamenti agevolati o a fondo perso ai proprietari che realizzano un
progetto di intervento edilizio finalizzato al raggiungimento di una migliore classe energetica ed
alla incentivazione allaccorpamento dei servizi tra i diversi comuni a favore dellefficienza e del
risparmio.
Questo processo potr avviare un notevole progresso occupazionale costituito dal coinvolgere
piccole, medie imprese edili ed artigianali con ritorno economico e fiscale.
Persino lindustria del settore potr trarne notevoli benefici, specie quelle pi innovative nella
produzione e nella ricerca di nuovi materiali e tecnologie, know-how tipicamente nostrano.
Per le nuove costruzioni e/o ristrutturazioni sar necessario progettare e realizzare lopera in modo
tale che limmobile, a lavori ultimati, migliori la propria classe energetica
Prevedere, ove possibile reperire i fondi, una tassazione agevolata della casa a fronte di
riqualificazione energetica delledificio;
Sia incentivata e agevolata con riduzione degli oneri di urbanizzazione e di costruzione, la
conversione di edifici esistenti in nuovi fabbricati ecologici, biocompatibili, case passive,
prefabbricate, realizzati con materiali totalmente riciclabili e/o recuperabili.
ipotizzabile che per nuove costruzioni e/o ristrutturazioni, specie di fabbricati indipendenti e
con disponibilit di area verde, sia reso obbligatorio un sistema di recupero e reimpiego delle acque
piovane come da principi di bioarchitettura,(tetti verdi) cos come il sistema di compostaggio
domestico della frazione umida del rifiuto.
Promuovere Convenzioni tra i soggetti interessati per le M.O. degli alloggi, per la riqualificazione
energetica e tecnologica a scomputo del canone di locazione;
Censimento degli edifici non pi funzionali alla destinazione duso e quindi emersione delle
strutture disponibili su cui avviare processi di Recupero Urbanistico Architettonico Sociale.
Edilizia e barriere architettoniche. Lattuazione, in tutta la regione, dei (PEBA) Piano Eliminazione
Barriere Architettoniche porter nuovo impulso alledilizia: rendere accessibile una regione non e
solo un obbligo di legge ma un segno di civilt ;in questottica sar necessario provvedere

allabbattimento di tutte quelle barriere architettoniche presenti sul nostro territorio,che ne


impediscono la fruizione alle persone diversamente abili.
I PEBA avrebbero dovuto essere adottati entro il 28 febbraio 1986 ,un anno dopo lentrata in vigore
della legge 41/86 che li prevedeva e che li pretendeva,pena un commissariamento ad hoc da parte
delle Regioni
La Legge quadro 104/92 sulla disabilita amplio la materia di competenza e con lart.24 (comma 9)
stabili come i piani dovessero essere modificati con integrazioni relative allaccessibilit degli
spazi urbani con particolare riferimento allindividuazione e alla realizzazione di percorsi
accessibili.
Rischio sismico. Obbligo dellisolamento sismico del patrimonio edilizio pubblico esistente (anche
con incentivi) ed isolamento immediato per gli edifici strategici, come ospedali, caserme e scuole.
Rischio amianto. Censimento degli edifici pubblici e privati con presenza di amianto e progressiva
Recupero di edifici e strutture fatiscenti nei centri storici per adibirli ad esempio a centri di
aggregazione sociale, affidandone la gestione ad associazioni, enti o gruppi di cittadini che siano in
grado di fornire servizi, spazi ed eventi gratuiti al resto della cittadinanza.
Recupero e riconversione degli edifici in disuso o dismessi che devono essere riconvertiti e
restituiti alla cittadinanza anche con differenti funzioni , cos intervenendo si recupera il patrimonio
immobiliare.
Ripristino e valorizzazione delledilizia rurale
Incentivazione allaccorpamento dei servizi tra i diversi comuni a favore dellefficienza e del
risparmio;
Rivalutazione dei centri rurali, della storia e delle tradizioni locali. Riservare un contributo a fondo
perduto ai cittadini comunitari che presentino adeguato progetto architettonico per il
miglioramento/ripristino/recupero dellarea in oggetto e per lautocostruzione di strutture abitative
dotate di alti standard in fatto di eco-compatibilit.
Riduzione fino a zero degli oneri (regionali e comunali per la riqualificazione dei borghi antichi
(percentuale mobile legata alla riqualificazione energetica).
Incentivi al recupero dei muretti a secco
Recupero dellantica tradizione ligure di stabilizzazione dei versanti ripristinando queste
abbandonate meraviglie strutture architettoniche. Incentivo a corsi di formazione professionali per
recuperare lantica tradizione di costruzione e manutenzione. Per una concreta prevenzione del
territorio e contro il dissesto.
Recupero degli immobili rurali poco utilizzati o abbandonati.
Attualmente i progetti su questi fabbricati, molto spesso situati allinterno di aree boschive, sono
sottoposti a parere della soprintendenza genovese la quale impone ladozione di tipologie di
intervento che creano lungaggini, limiti alla discrezionalit delle scelte, aggravi di costi o difficolt
tecniche a carico dei proprietari che non sono cos invogliati a compiere tale investimento.
Quindi si tratta di incoraggiare questo tipo di recupero limitando i vincoli sui fabbricati a meno che
ovviamente non siano di particolare pregio storico o architettonico.
Questo tipo di attivit deve essere complementare ad un programma di valorizzazione delle aree

interne, tuttora abbandonate a se stesse, in un contesto pi ampio finalizzato alla creazione di


uneconomia basata sullagriturismo anche sportivo che prevede oltre al recupero edilizio la
creazione di aree, strutture e percorsi opportunamente dedicate.
In tali aree dovranno essere previste zone di produzione, lavorazione e commercializzazione di
prodotti tipici locali.
ENERGIA
Come gi detto, un nostro compito sar quello di migliorare il Piano Energetico Ambientale 20142020 della Regione rendendolo pi attinente alla realt regionale e conformandolo con quelle che
sono le direttive europee di Horizon 2020.
La realizzazione del Bilancio Energetico attraverso la realizzazione delle azioni del Piano
Energetico, porteranno a significativi risparmi di combustibili tradizionali e ad un maggiore utilizzo
di Fonti Energetiche Rinnovabili (FER).
LUnione Europea ha adottato nel marzo 2007 il documento dal titolo Energia per un mondo che
cambia col quale si impegna entro il 2020 a:
-ridurre le emissioni di biossido di carbonio (CO2) del 20%;
-aumentare del 20% il livello di efficienza energetica;
-incrementare del 20% luso delle fonti energetiche rinnovabili.
Successivamente, nel 2008, la Commissione Europea ha lanciato il Patto dei Sindaci, un
niziativa a base volontaria il cui scopo coinvolgere le amministrazioni locali nel trovare
soluzioni per raggiungere l biettivo di riduzione delle emissioni di CO2 in ambito urbano.
Le citt firmatarie si impegnano, attraverso misure e progetti concreti, ad aumentare il ricorso alle
fonti di energia rinnovabile, a migliorare l fficienza energetica e ad attuare programmi sul
risparmio energetico e l so razionale dell nergia.
Tutti i Comuni della regione, dovranno aderire al Patto dei Sindaci ed elaborare il PAES
Piano dAzione per lEnergia Sostenibile un documento che individuera le azioni da attuare sul
patrimonio dellAmministrazione e sul territorio comunale per permettere di raggiungere nel 2020
lobiettivo di una diminuzione delle emissioni di CO2 del 20% rispetto al 2006.
Fondamentale per la realizzazione del Piano dAzione la partecipazione della comunit locale
(cittadini, imprese, associazioni) che verra incoraggiata a compiere scelte e ad adottare
comportamenti energicamente responsabili.
Incentivazione di Gree Ecoomy e Blue Economy
Per Green economy si intende un modello di sviluppo economico che prende origine da un nalisi
econometrica del sistema e che, oltre ai benefici ottenuti da un certo regime di produzione (come l
umento del Prodotto Interno Lordo), tiene conto anche dell mpatto ambientale e dei potenziali
danni creati dall ntero ciclo di trasformazione, secondo quanto esplicitato dalla Direttiva
2009/28/CE sulla promozione dell so di energia da fonti rinnovabili (20% dei consumi finali lordi
europei costituito da rinnovabili).
La Blue economy rappresenta uno sviluppo della Green economy mentre la seconda prevede la
riduzione delle emissioni di CO2 entro un limite accettabile, la prima punta allobiettivo delle
emissioni zero attraverso unottimizzazione degli apporti innovativi nei vari settori delleconomia,
cercando di creare nel contempo un maggior numero di posti di lavoro impiegati nella

trasformazione di tutte quelle sostanze che precedentemente andavano sprecate.


Efficienza energetica
In ottemperanza alla direttiva europea 2020, spinta propulsiva alla riconversione energetica di
edifici pubblici e privati sfruttando anche le potenzialit delle societ ESCO (societ che effettuano
interventi finalizzati a migliorare lefficienza energetica). Fornire ai Comuni un supporto tecnico
per unadeguata elaborazione dei programmi di investimento delle risorse derivanti dalle
compensazioni ambientali cedute dai produttori di energia da Fonti Energetiche Rinnovabili.
Promuovere a tutti i livelli lapplicazione di criteri di efficientamento energetico nel campo
delledilizia e nei relativi regolamenti e leggi che la disciplinano.
Avviare ingenti piani di incentivi attraverso fondi UE (POR-FESR-Smart Cities and Communities
etc) per lapplicazione e lo sviluppo di azioni di efficientamento energetico.
Energie rinnovabili
Promozione e sviluppo di un sistema efficiente in grado di sfruttare in modo corretto il complesso
delle energie rinnovabili e distribuite, quali mini eolico, fotovoltaico e mini idroelettrico o che pu
fungere anche per liberare gli alvei dei torrenti e metterli in sicurezza. In particolar modo
incentivare lo scambio sul posto e il concetto di Prosumer ovvero Producer and Consumer
(produttore e consumatore): edifici e aziende che sono in grado sia di produrre energia per se e per
immissione in rete, sia consumatori.
Favorire ed incentivare le piccole imprese, le amministrazioni locali con i relativi edifici pubblici e
gli enti ospedalieri per lintroduzione del concetto di auto-produzione energetica.
Fotovoltaico
Favorire la produzione di energia elettrica da fotovoltaico prevalentemente per impianti domestici e
tutelare il territorio dalle installazioni di grandi impianti a terra che vanno a far perdere la
caratteristica vocazione agricola e di pascolo di molti terreni.
Eolico
Regolamentazione della diffusione degli impianti eolici nel territorio, attraverso una nuova
disciplina che preveda i seguenti obblighi per le societ richiedenti autorizzazioni; ripristino a fine
vita degli impianti mediante la presentazione di polizze fideiussorie bancarie/assicurative;
smantellamento delle fondamenta dei pali per oltre 3 metri rispetto al piano campagna; utilizzo di
colori neutri o quanto meno di colori che rendano il pi possibile meno impattanti tali strutture;
dimostrazione, attraverso campagna anemometriche della reale fattibilit economico finanziaria
dellintervento da parte del proponente limpianto. Favorire impianti a bassissimo impatto
ambientale.
Avvio studi di fattibilit per soluzioni di eolico off-shore in zone non attraversate da rotte
commerciali o turistiche e nel rispetto delle aree costiere in cui dovranno essere realizzate le sotto
stazioni elettriche.
Piano anti-inquinamento luminoso regionale
Con divieti immediati di diffusione luminosa (azzeramento graduale della dispersione luminosa
verso lalto) finalizzato al risparmio energetico e alla tutela paesaggistica notturna del territorio.

Piano progressivo di sviluppo illuminazione pubblica intelligente (Smart Lighting):


utilizzo di sistemi di illuminazione ad alta efficienza energetica e ad alta resa cromatica (divieto di
illuminazione assoluto con lampade sap su tutto il territorio regionale, dismissione graduale delle
lampada istallate e loro sostituzione con lampade ad alta resa cromatica).
Energia dal mare
Avviare lo sfruttamento delle correnti marine e del moto ondoso per la produzione di energia
elettrica. Promuovere lapplicazione delle pompe di Calore che utilizzino il mare come sorgente per
la produzione di calore e condizionamento per grandi utilizzatori lungo la costa e la creazione di reti
di teleriscaldamento/raffrescamento.
Smart Grid
Le reti intelligenti possono contribuire ad ottimizzare lenergia elettrica prodotta e distribuita
capillarmente migliorandone lefficienza e ottimizzando i consumi, soprattutto se applicate ad
energie rinnovabili e sostenibili.
I mezzi di trasporto elettrici contribuiscono a diminuire considerevolmente le emissioni dovute
alluso dei combustibili fossili e a contrastare linquinamento atmosferico nelle aree urbane. Con le
reti intelligenti (smart grid), attraverso la gestione di evolute stazioni di ricarica, si favoriscono la
diffusione di questi veicoli, promuovendo la mobilit sostenibile.
Elettrificazione dei porti
Promuovere e incentivare presso le aree portuali la realizzazione di soluzioni di elettrificazione
(shore to ship) con lo scopo di alimentare con energia elettrica le navi attraccate, riducendo luso di
combustibile ed il relativo inquinamento ambientale.
Mezzi ibridi ed elettrici nel Trasporto Pubblico Locale
Avviare la graduale sostituzione dei mezzi di trasporto pubblico e altri mezzi delle societ
partecipate con mezzi a propulsione ibrida ed elettrica; e le relative infrastrutture necessarie.
Incentivare anche lacquisto dei mezzi ibridi ed elettrici privati

STELLA 5 TRASPARENZA, LEGALIT E


PARTECIPAZIONE

Premessa
La corruzione ormai insita ad ogni livello della Pubblica Amministrazione, favorendo chi ha
rapporti e legami pi forti con politici o funzionari pubblici, agendo nelle pieghe poco chiare delle
norme e della burocrazia.
Tutto questo finisce per creare una forte lesione dei diritti dei cittadini, oltre che sperperi
incontrollati e fenomeni dilaganti di corruzione.
La Regione Liguria deve essere la casa di tutti i cittadini liguri, una casa dove non solo tutti hanno il
diritto di entrare, ma di cui necessario garantire la semplicit di accesso. Un operazione
trasparenza concreta, in grado di coinvolgere sia lambito politico sia quello tecnico, fornirebbe ai
cittadini gli adeguati strumenti di controllo dei loro dipendenti, ma sarebbe altres un utile aiuto alla
Magistratura per scoprire eventuali reati. Fermo restando un principio di fondo, che chiamato
costantemente guidare lazione della politica: le modalit pi innovative di governo dei territori si
basano su vaste alleanze tra cittadini e istituzioni.
Di certo per il presidio in termini di vivibilit civile/ e democratica dello spazio urbano, per la
ricostruzione di legature sociali che sanzionino comportamenti anomici (leggi micro criminalit, ma
non solo) come per la definizione condivisa delle destinazioni duso del territorio. Si chiama
amministrazione catalitica (o governance di nuova generazione), in cui il soggetto pubblico
svolge un ruolo di regia (aggregazione, indirizzo, coordinamento e controllo) per far fare pi che
fare in prima persona. Una modalit messa efficacemente alla prova per dare un senso effettivo (e
non paternalistico) alle stanche retoriche sullascolto (non di rado demagogiche ed
illusionistiche).
Anche in questottica, il candidato presidente M5S ha aderito al manifesto di libera Integrit a
costo zero 2015 relativo ad uneconomia trasparente, impermeabile a corruzioni e mafie; la
tutela di chi rompe il silenzio; regolamentazione dei vitalizi e stop ai condannati per mafia e
corruzione e lotta alla povert e e sostegno ai giovani disoccupati.

TRASPARENZA
La trasparenza la migliore garanzia del rispetto della legalit.
Adeguamento sostanziale al decreto legislativo 33/2013
Il Governo Monti var nel marzo del 2013 un decreto legislativo che introdusse una serie di
obblighi di trasparenza e pubblicit nella pubblica amministrazione.
La maggior parte di questi obblighi avrebbero dovuto essere espletati attraverso il sito istituzionale,
ma al giorno doggi il sito della Regione Liguria finito per risultare totalmente fuori norma, dal

momento che i formati dei file e lorganizzazione delle varie sezioni non permettono un concreto
esercizio del diritto alla trasparenza di ogni cittadino.
Ricognizione e adeguamento alla legge Severino
La legge Severino un primo passo, anche se insufficiente, verso la lotta alla corruzione,
prevedendo criteri di indegnit morale e di incompatibilit e inconferibilit di incarichi pubblici.
Ai sensi dellarticolo 122 della Costituzione, la legge regionale pu prevedere ulteriori cause di
incompatibilit ed ineleggibilit dei membri della Giunta e del Consiglio, come
-Vietare i doppi incarichi
-Vietare conflitti di interessi
-Prevedere casistiche di indegnit morale, ad esempio per i condannati in via definitiva.
Stesse valutazioni possono essere estese alle nomine di competenza della Regione o alla
conferibilit degli incarichi, prevedendo altres meccanismi di revoca.
Nomine trasparenti e meritocratiche
Attraverso la commissione competente, il Consiglio Regionale dovrebbe provvedere ad approvare o
respingere le nomine di competenza della Giunta, secondo la coerenza con le leggi vigenti e
promuovendo il contrasto al conflitto dinteressi, la meritocrazia e la libert dalla politica.
Una tale possibilit pu per derivare soltanto da una modifica allo Statuto ed al Regolamento
dellAssemblea Legislativa.
Bilancio trasparente e tracciabilit
Il bilancio della regione deve essere reso comprensibile e trasparente per ogni cittadino, che deve
avere la piena conoscenza di come viene speso ogni singolo euro, cos come a chi finisce.
Questo pu essere reso possibile grazie a software che traducano i codici SIOPE (Sistema
Informativo sulle Operazioni degli Enti Pubblici, messo a punto da RGS, Bankitalia e ISTAT) in
informazioni consultabili e comprensibili a chiunque.
Determinati siti governativi hanno gi adottato questo sistema, ma possibile migliorarne
lefficacia e la comprensabilit attuando un monitoraggio pi esteso e pi efficiente, anche sulla
scorta di sistemi informativi gi usati, ad esempio, per rendere trasparente lutilizzo dei fondi
europei
Un sito in grado di integrare questi tre sistemi in maniera smart permetterebbe al cittadino di avere
una facilit di accesso ai dati della spesa pubblica, che unito alle banche dati legislative pu
raggiungere livelli di trasparenza in linea con quanto avviene nei paesi pi avanzati in questo
settore.
Allo stesso tempo, possibile realizzare una mappa digitale che permetta di vedere in ogni punto
del territorio se vi siano previsti impegni economici da parte della Regione cos come lo stato
delliter relativo.
In questo modo, non solo il cittadino pu conoscere esattamente la destinazione dei soldi pubblici,
ma permette anche alla stessa amministrazione di monitorare efficacemente landamento dei lavori
tanto in termini di tempi quanto di economicit.
Stazione Unica Appaltante e Centrale Unica di Committenza
Lintervento del Governo Renzi ha ridotto le stazioni appaltanti da 32.000 a circa 35, favorendo il

consorziarsi di comuni non capoluoghi di Provincia.


Allo stato attuale esistono due grossi strumenti per ottimizzare i costi, che sono:
1. Centrale Unica di Committenza: una centrale di acquisti di beni e servizi. Oggi tal consorzio
(CRA) in liquidazione e le sue competenze (per lambito sanitario) sono state assorbite dallASR.
2. Stazione Unica Appaltante: ununica stazione appaltante per tutti i lavori pubblici, che gestisce a
livello centralizzato tutta la procedura, a cui possono aderire su base volontaria anche altri Enti
pubblici.
Noi possiamo e dobbiamo favorire appositi accordi, specialmente per quegli Enti che spendono in
LL.PP. somme rilevanti, tra la SUAR e le Amministrazioni, nonch le Prefetture e lANAC, in
modo da opporsi validamente alle infiltrazioni della criminalit organizzata.
Contrasto alle consulenze ed agli affidamenti diretti
A fronte di ingenti spese in consulenze esterne, quantificate da fonti ufficiali in circa un milione di
euro, non sembra esserci modo di valutare ex post gli effettivi risultati di queste consulenze.
Eppure la Regione dispone tanto di dirigenti quanto di competenze che possono e devono essere
valorizzati; ugualmente in grado di stringere accordi con lAgenzia delle Entrate a livello gratuito
(con il solo pagamento del rimborso spese) per consulenze nellambito catastale e territoriale.
Il Movimento 5 Stelle si propone una drastica riduzione del ricorso alle consulenze esterne
(dellordine dell80% in 5 anni), valorizzando le competenze interne e sottoponendo il ricorso a
consulenze a criteri di rotazione, efficienza e trasparenza. La consulenza deve prevedere
unapposita selezione pubblica, con pubblicazione dei nominativi, dei CV e qualunque altro dato
utile, sul sito della Regione e selezionato con criteri meritocratici.
Anche gli affidamenti diretti dei lavori pubblici (quelli sotto soglia comunitaria) devono avvenire
secondo gli stessi criteri: le imprese interessate (specie PMI) che intendano lavorare per la Regione
si iscriveranno ad un apposito registro, mentre sar poi compito della regione trimestralmente, con il
concerto delle Prefetture e dellANAC (sulla base di apposite convenzioni), stilare una white list di
imprese accreditate e procedere, nellambito dellaffidamento diretto, a garantire la rotazione dei
soggetti iscritti.
Il tutto dovr essere pubblico e consultabile sul sito istituzionale ed accanto ad ogni impresa (oltre
ai soci-titolari) dovr figurare quali lavori ha svolto per la Regione, per quale importo, oltre allo
stato dei pagamenti.

LEGALITA
Tutele per chi denuncia
Sebbene non esista ancora a livello nazionale la normativa sul whistleblowing, proposta dal M5S,
ossia una legge che tutela le il dipendente pubblico che denuncia illeciti, la Regione, nellambito del
suo Piano Triennale Anticorruzione, pu prevedere determinate tutele per chi denuncia, come degli
accantonamenti economici a loro supporto (per spese legali o altro) e meccanismi di controllo che
proteggano i dipendenti pubblici che denunciano. In questo caso, chi effettua una denuncia, non
deve pi temere ritorsioni o forme di mobbing.

PARTECIPAZIONE

Finora la regione Liguria non si ancora dotata di una disciplina organica sulla partecipazione
come avvenuto in altre regioni. Quindi essenziale riconoscere sempre di pi linfluenza del
cittadino nelle decisioni pubbliche ampliando la gamma degli strumenti partecipativi come anche la
nostra Costituzione ci indirizza.
Il Movimento 5 Stelle deve impegnarsi anche sotto questo profilo, portando avanti e sviluppando i
seguenti punti:
Adozione della normativa europea in materia di opere a impatto economico e sociale
Sottoporre a controllo referendario ogni scelta relativa a interventi sul territorio di portata
significativa, prevedendo unampia azione informativa preventiva e linserimento nel quesito
referendario anche della opzione zero (il rifiuto di tale scelta).
Referendum propositivo e approvativo
Accanto alle tipologie di referendum gi previste dallo Statuto, inserire anche il referendum
propositivo nonch quello approvativo;
Discussioni e delibere sui referendum entro termini percisi
Per il referendum consultivo e quello propositivo, nonch per liniziativa legislativa popolare,
prevedere lobbligatoriet da parte del consiglio regionale di discutere e decidere nel merito entro
un preciso termine e non solo deliberare in senso generico;
Abolizione quorum
Prevedere che la proposta soggetta a referendum sia automaticamente approvata se, ad esempio,
partecipa alla votazione la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni regionali e se ottiene la
maggioranza dei voti validamente espressi; ovvero abolendo il quorum cos come ad oggi inteso
;
Partecipazione attaverso streaming
Prevedere strumenti, anche di natura tecnologica, che permettano al cittadino di partecipare alle
sessioni del consiglio regionale e che lo stesso si debba riunire in orari che agevolino la
partecipazione del maggior numero di cittadini;
Copertura finanziaria
Sottoporre lapprovazione delle leggi, anche quelle di iniziativa popolare, alleffettiva copertura
finanziaria;
Votare le leggi
Prevedere il voto nominale sulle leggi di iniziativa popolare e sulle decisioni referendarie;
Proporre emendamenti
Prevedere un periodo precedente alla promulgazione delle leggi regionali, durante il quale cittadini
o gruppi di cittadini possono proporre emendamenti che dovranno essere discussi dal consiglio
regionale prima della definitiva promulgazione;
Partecipazione a livello locale

Prevedere una legge di disciplina della partecipazione a livello locale.

CONNETTIVITA
Uno degli scopi principali del programma del Movimento 5 Stelle quello di garantire un accesso
alla rete internet e ai servizi ad essa collegati in modo il pi possibile gratuito o a costi molto
limitati, per tutti i cittadini. Vanno quindi favorite o implementate tutte le politiche tese al
miglioramento della connettivit di tutta la cittadinanza e la copertura del territorio regionale a
banda larga.

PARI OPPORTUNITA E DIRITTI DELLE PERSONE


Partendo da uno dei principi cardine del Movimento 5 Stelle, nessuno deve rimanere indietro, e
sentendo fortemente il desiderio di una regione pi giusta ed egualitaria, diventa imprescindibile
intraprendere la difesa delle minoranze e delle persone in difficolt.
Seguendo i criteri dellautodeterminazione, della laicit e dellantirazzismo, il Movimento 5 Stelle
si impegna quindi a combattere ogni forma di discriminazione in materia di sesso, orientamento
sessuale, et, disabilit, religione, convinzione politica, origine etnica o razza.
incentivare le aziende ad aumentare laccesso al part time (o a forme alternative di condivisione
del lavoro, come ad es. il coworking) ed al telelavoro delle madri lavoratrici (e/o dei padri),
attraverso attivit di formazione delle aziende stesse (sulle caratteristiche e sulle metodiche di
utilizzo di questi strumenti)
incentivare e favorire il riassorbimento nel mercato del lavoro delle persone over 40. Sono gi
presenti le attivit dei centri per limpiego, ma necessario stimolare le aziende ad assumere anche
questa categoria di lavoratori, eventualmente attraverso sgravi fiscali o semplificazione burocratica
e/o percorsi di riqualificazione professionale mirati allacquisizione di competenze che vadano
nellottica della sostenibilit ambientale e della produzione in piccola scala (es. imparare a riparare
oggetti).
Favorire laccesso delle famiglie a strutture pubbliche come nidi o scuole materne migliorando
lofferta complessiva, o eventualmente dove questo non possibile promuovendo anche
listituzione di sistemi alternativi come ad es. baby sitter di condominio, mini nidi di quartiere, ecc
che, oltre a favorire laggregazione sociale, rischiano anche di creare qualche posto di lavoro.
Per le persone con gravi disabilit, introdurre lassistenza sociosanitaria di tipo indiretto
(listituzione d il contributo economico al disabile che poi sceglie come/con chi spenderlo) rispetto
allassistenza diretta (listituzione eroga direttamente la prestazione assistenziale). Questo tipo di
approccio consente al disabile (o alla sua famiglia) di decidere autonomamente del tipo e della
quantit di assistenza necessaria/richiesta. Secondo alcune stime, questo tipo di approccio consente
un risparmio economico notevolissimo dellordine del 35%. A questo scopo pu essere utile
listituzione di un albo regionale degli Assistenti Personali, figura che fa da tramite, da strumento
comunicativo tra la persona con disabilit e la societ, con lobiettivo di permettere alla persona con
disabilit di esprimere le proprie esigenze ed attuare le proprie volont e scelte. LAssistente
Personale deve essere scelto e assunto direttamente dalla persona disabile (non imposto dalla
cooperativa di servizio), essendo fondamentale un rapporto di fiducia e collaborazione continuativa.
Anche se la regione Liguria ha gi una legge molto avanzata (LR 52 del 2009 Norme contro le
discriminazioni determinate dallorientamento sessuale o dallidentit di genere), anzi proprio ai

sensi di questa, sempre importante promuovere campagne di sensibilizzazione e informazione sui


temi LGBT e di lotta allomotransfobia, specialmente tra il personale sociosanitario e docente a tutti
i livelli.
Il Movimento si impegna ad adottare il Gender Mainstreaming (integrazione della dimensione di
genere) valutando le diverse implicazioni per uomini e donne di ogni azione politica prevista,
compresa la legislazione ed i programmi, in tutti i settori e livelli.
Studio e promozione di una rete di aiuto reciproco tra i cittadini, sfruttando anche potenzialit di
condivisione e solidariet gi espresse dalla societ e facilitate dalla rete, che potrebbero diventare
istituzionali come ad esempio il foodsharing (il cibo preparato per mense scolastiche, aziendali o
ospedaliere, linvenduto delle grandi catene di supermercati etc. che viene raccolto e ridistribuito tra
le persone in difficolt economica). Oppure listituzionalizzazione di iniziative ormai consolidate
come le banche del tempo relativamente allerogazione di determinati servizi alla persona.