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PREMESSA

Le presenti Norme tecniche per le costruzioni sono emesse ai sensi delle leggi 05.11.1971, n. 1086,
e 02.02.1974, n. 64, cos come riunite nel Testo Unico per lEdilizia di cui al D.P.R. 06.06.2001, n.
380, e dellart. 5 del decreto legge 28.05.2004, n. 136, convertito in legge, con modificazioni,
dallart. 1 della legge 27.07.2004, n. 186 e ss. mm. ii.. Esse raccolgono in un unico organico testo le
norme prima distribuite in diversi decreti ministeriali.

OGGETTO

Le presenti Norme tecniche per le costruzioni definiscono i principi per il progetto, lesecuzione e il
collaudo delle costruzioni, nei riguardi delle prestazioni loro richieste in termini di requisiti
essenziali di resistenza meccanica e stabilit, anche in caso di incendio, e di durabilit.
Esse forniscono quindi i criteri generali di sicurezza, precisano le azioni che devono essere
utilizzate nel progetto, definiscono le caratteristiche dei materiali e dei prodotti e, pi in generale,
trattano gli aspetti attinenti alla sicurezza strutturale delle opere.
Circa le indicazioni applicative per lottenimento delle prescritte prestazioni, per quanto non
espressamente specificato nel presente documento, ci si pu riferire a normative di comprovata
validit e ad altri documenti tecnici elencati nel Cap. 12. In particolare quelle fornite dagli
Eurocodici con le relative Appendici Nazionali costituiscono indicazioni di comprovata validit e
forniscono il sistematico supporto applicativo delle presenti norme.

2.7 VERIFICHE ALLE TENSIONI AMMISSIBILI


Relativamente ai metodi di calcolo, d'obbligo il Metodo agli stati limite di cui al 2.6.
Per le costruzioni di tipo 1 e 2 e Classe duso I e II, limitatamente a siti ricadenti in Zona 4,
ammesso il Metodo di verifica alle tensioni ammissibili. Per tali verifiche si deve fare riferimento
alle norme tecniche di cui al D.M. LL. PP. 14.02.92, per le strutture in calcestruzzo e in acciaio, al
D.M. LL. PP. 20.11.87, per le strutture in muratura e al D.M. LL. PP. 11.03.88 per le opere e i
sistemi geotecnici.
Le norme dette si debbono in tal caso applicare integralmente, salvo per i materiali e i prodotti, le
azioni e il collaudo statico, per i quali valgono le prescrizioni riportate nelle presenti norme
tecniche.
Le azioni sismiche debbono essere valutate assumendo pari a 5 il grado di sismicit S, quale
definito al B. 4 del D.M. LL. PP. 16.01.1996, ed assumendo le modalit costruttive e di calcolo di
cui al D.M. LL. PP. citato, nonch alla Circ. LL. PP. 10.04.97, n. 65/AA.GG. e relativi allegati.

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4.5 COSTRUZIONI DI MURATURA


4.5.1

DEFINIZIONI

Formano oggetto delle presenti norme le costruzioni con struttura portante verticale realizzata con
sistemi di muratura in grado di sopportare azioni verticali ed orizzontali, collegati tra di loro da
strutture di impalcato, orizzontali ai piani ed eventualmente inclinate in copertura, e da opere di
fondazione.

4.5.2

MATERIALI E CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE

4.5.2.1 Malte
Le prescrizioni riguardanti le malte per muratura sono contenute nel 11.10.2.

4.5.2.2 Elementi resistenti in muratura


Elementi artificiali
Per gli elementi resistenti artificiali da impiegare con funzione resistente si applicano le prescrizioni
riportate al 11.10.1.
Gli elementi resistenti artificiali possono essere dotati di fori in direzione normale al piano di posa
(foratura verticale) oppure in direzione parallela (foratura orizzontale) con caratteristiche di cui al
11.10. Gli elementi possono essere rettificati sulla superficie di posa.
Per limpiego nelle opere trattate dalla presente norma, gli elementi sono classificati in base alla
percentuale di foratura ed allarea media della sezione normale di ogni singolo foro f.
I fori sono di regola distribuiti pressoch uniformemente sulla faccia dellelemento.
La percentuale di foratura espressa dalla relazione = 100 F/A dove:
F larea complessiva dei fori passanti e profondi non passanti;
A larea lorda della faccia dellelemento di muratura delimitata dal suo perimetro.
Nel caso dei blocchi in laterizio estrusi la percentuale di foratura coincide con la percentuale in
volume dei vuoti come definita dalla norma UNI EN 772-9:2001.
Le Tab. 4.5.Ia-b riportano la classificazione per gli elementi in laterizio e calcestruzzo
rispettivamente.
Tabella 4.5.Ia - Classificazione elementi in laterizio
Elementi

Percentuale di foratura

Area f della sezione


normale del foro

Pieni

15%

f 9 cm2

Semipieni

15% < 45%

f 12 cm2

Forati

45% < 55%

f 15 cm2

Gli elementi possono avere incavi di limitata profondit destinati ad essere riempiti dal letto di
malta.
Elementi di laterizio di area lorda A maggiore di 300 cm2 possono essere dotati di un foro di presa
di area massima pari a 35 cm2, da computare nella percentuale complessiva della foratura, avente lo
scopo di agevolare la presa manuale; per A superiore a 580 cm2 sono ammessi due fori, ciascuno di
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area massima pari a 35 cm2, oppure un foro di presa o per leventuale alloggiamento della armatura
la cui area non superi 70 cm2.
Tabella 4.5.Ib - Classificazione elementi in calcestruzzo

Elementi

Percentuale di foratura

Area f della sezione normale del foro


A > 900 cm
A 900 cm

Pieni

15%

f 0,10 A

f 0,15 A

Semipieni

15% < 45%

f 0,10 A

f 0,15 A

Forati

45% < 55%

f 0,10 A

f 0,15 A

Non sono soggetti a limitazione i fori degli elementi in laterizio e calcestruzzo destinati ad essere
riempiti di calcestruzzo o malta.
Per i valori di adesivit malta/elemento resistente si pu fare riferimento a indicazioni di normative
di riconosciuta validit.
Lutilizzo di materiali o tipologie murarie diverse rispetto a quanto specificato deve essere
autorizzato preventivamente dal Servizio Tecnico Centrale su parere del Consiglio Superiore dei
Lavori Pubblici sulla base di adeguata sperimentazione, modellazione teorica e modalit di
controllo nella fase produttiva.

Elementi naturali
Gli elementi naturali sono ricavati da materiale lapideo non friabile o sfaldabile, e resistente al gelo;
essi non devono contenere in misura sensibile sostanze solubili, o residui organici e devono essere
integri, senza zone alterate o rimovibili.
Gli elementi devono possedere i requisiti di resistenza meccanica ed adesivit alle malte determinati
secondo le modalit descritte nel 11.10.3.

4.5.2.3 Murature
Le murature costituite dallassemblaggio organizzato ed efficace di elementi e malta possono essere
a singolo paramento, se la parete senza cavit o giunti verticali continui nel suo piano, o a
paramento doppio. In questo ultimo caso, se non possibile considerare un comportamento
monolitico si far riferimento a normative di riconosciuta validit od a specifiche approvazioni del
Servizio Tecnico Centrale su parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Nel caso di elementi naturali, le pietre di geometria pressoch parallelepipeda, poste in opera in
strati regolari, formano le murature di pietra squadrata. Limpiego di materiale di cava
grossolanamente lavorato consentito per le nuove costruzioni, purch posto in opera in strati
pressoch regolari: in tal caso si parla di muratura di pietra non squadrata; se la muratura in pietra
non squadrata intercalata, ad interasse non superiore a 1,6 m e per tutta la lunghezza e lo spessore
del muro, da fasce di calcestruzzo semplice o armato oppure da ricorsi orizzontali costituiti da
almeno due filari di laterizio pieno, si parla di muratura listata.

4.5.3

CARATTERISTICHE MECCANICHE DELLE MURATURE

Le propriet fondamentali in base alle quali si classifica una muratura sono la resistenza
caratteristica a compressione fk, la resistenza caratteristica a taglio in assenza di azione assiale fvk0, il
modulo di elasticit normale secante E, il modulo di elasticit tangenziale secante G.
La resistenze caratteristiche fk e fvk0 sono determinate o per via sperimentale su campioni di muro o,
con alcune limitazioni, in funzione delle propriet dei componenti. Le modalit per determinare le
resistenze caratteristiche sono indicate nel 11.10.5, dove sono anche riportate le modalit per la
valutazione dei moduli di elasticit.
In ogni caso i valori delle caratteristiche meccaniche utilizzate per le verifiche devono essere
indicati nel progetto delle opere.
137

In ogni caso, quando richiesto un valore di fk maggiore o uguale a 8 MPa si deve controllare il
valore di fk, mediante prove sperimentali come indicato nel 11.10.

4.5.4

ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE

Ledificio a muratura portante deve essere concepito come una struttura tridimensionale. I sistemi
resistenti di pareti di muratura, gli orizzontamenti e le fondazioni devono essere collegati tra di loro
in modo da resistere alle azioni verticali ed orizzontali.
I pannelli murari sono considerati resistenti anche alle azioni orizzontali quando hanno una
lunghezza non inferiore a 0,3 volte laltezza di interpiano; essi svolgono funzione portante, quando
sono sollecitati prevalentemente da azioni verticali, e svolgono funzione di controvento, quando
sollecitati prevalentemente da azioni orizzontali. Ai fini di un adeguato comportamento statico e
dinamico delledificio, tutti le pareti devono assolvere, per quanto possibile, sia la funzione portante
sia la funzione di controventamento.
Gli orizzontamenti sono generalmente solai piani, o con falde inclinate in copertura, che devono
assicurare, per resistenza e rigidezza, la ripartizione delle azioni orizzontali fra i muri di
controventamento.
Lorganizzazione dellintera struttura e linterazione ed il collegamento tra le sue parti devono
essere tali da assicurare appropriata resistenza e stabilit, ed un comportamento dinsieme
scatolare.
Per garantire un comportamento scatolare, muri ed orizzontamenti devono essere opportunamente
collegati fra loro. Tutte le pareti devono essere collegate al livello dei solai mediante cordoli di
piano di calcestruzzo armato e, tra di loro, mediante ammorsamenti lungo le intersezioni verticali. I
cordoli di piano devono avere adeguata sezione ed armatura.
Devono inoltre essere previsti opportuni incatenamenti al livello dei solai, aventi lo scopo di
collegare tra loro i muri paralleli della scatola muraria. Tali incatenamenti devono essere realizzati
per mezzo di armature metalliche o altro materiale resistente a trazione, le cui estremit devono
essere efficacemente ancorate ai cordoli. Per il collegamento nella direzione di tessitura del solaio
possono essere omessi gli incatenamenti quando il collegamento assicurato dal solaio stesso. Per il
collegamento in direzione normale alla tessitura del solaio, si possono adottare opportuni
accorgimenti che sostituiscano efficacemente gli incatenamenti costituiti da tiranti estranei al solaio.
Il collegamento fra la fondazione e la struttura in elevazione generalmente realizzato mediante
cordolo in calcestruzzo armato disposto alla base di tutte le murature verticali resistenti. possibile
realizzare la prima elevazione con pareti di calcestruzzo armato; in tal caso la disposizione delle
fondazioni e delle murature sovrastanti deve essere tale da garantire un adeguato centraggio dei
carichi trasmessi alle pareti della prima elevazione ed alla fondazione.
Lo spessore dei muri portanti non pu essere inferiore ai seguenti valori:
- muratura in elementi resistenti artificiali pieni
- muratura in elementi resistenti artificiali semipieni
- muratura in elementi resistenti artificiali forati
- muratura di pietra squadrata
- muratura di pietra listata
- muratura di pietra non squadrata

150 mm
200 mm
240 mm
240 mm
400 mm
500 mm

I fenomeni del secondo ordine possono essere controllati mediante la snellezza convenzionale della
parete, definita dal rapporto:
= h0 / t

(4.5.1)

dove h0 la lunghezza libera di inflessione della parete valutata in base alle condizioni di vincolo ai
bordi espresse dalla (4.5.6) e t lo spessore della parete.
138

Il valore della snellezza non deve risultare superiore a 20.

4.5.5

ANALISI STRUTTURALE

La risposta strutturale calcolata usando:


- analisi semplificate.
- analisi lineari, assumendo i valori secanti dei moduli di elasticit
- analisi non lineari
Per la valutazione di effetti locali consentito limpiego di modelli di calcolo relativi a parti isolate
della struttura.
Per il calcolo dei carichi trasmessi dai solai alle pareti e per la valutazione su queste ultime degli
effetti delle azioni fuori dal piano, consentito limpiego di modelli semplificati, basati sullo
schema dellarticolazione completa alle estremit degli elementi strutturali.

4.5.6

VERIFICHE

Le verifiche sono condotte con lipotesi di conservazione delle sezioni piane e trascurando la
resistenza a trazione per flessione della muratura.
Oltre alle verifiche sulle pareti portanti, si deve eseguire anche la verifica di travi di accoppiamento
in muratura ordinaria, quando prese in considerazione dal modello della struttura. Tali verifiche si
eseguono in analogia a quanto previsto per i pannelli murari verticali.

4.5.6.1 Resistenze di progetto


Le resistenze di progetto da impiegare, rispettivamente, per le verifiche a compressione,
pressoflessione e a carichi concentrati (fd) , e a taglio (fvd) valgono:
fd = fk /M

(4.5.2)

fvd = fvk / M

(4.5.3)

dove
fk

la resistenza caratteristica a compressione della muratura;

fvk
la resistenza caratteristica a taglio della muratura in presenza delle effettive tensioni di
compressione, valutata con
fvk= fvko + 0,4 n

(4.5.4)

in cui
fvk0 definita al 4.5.3 e n la tensione normale media dovuta ai carichi verticali agenti sulla
sezione di verifica;
M il coefficiente parziale di sicurezza sulla resistenza a compressione della muratura,
comprensivo delle incertezze di modello e di geometria, fornito dalla Tab. 4.5.II, in funzione delle
classi di esecuzione pi avanti precisate, e a seconda che gli elementi resistenti utilizzati siano di
categoria I o di categoria II (vedi 11.10.1).
Tabella 4.5.II. Valori del coefficiente M in funzione della classe di esecuzione e della categoria degli elementi
resistenti

Materiale

Classe di esecuzione

Muratura con elementi resistenti di categoria I, malta a


prestazione garantita
Muratura con elementi resistenti di categoria I, malta a
139

1
2,0

2
2,5

2,2

2,7

composizione prescritta
Muratura con elementi resistenti di categoria II, ogni tipo
di malta

2,5

3,0

Lattribuzione delle Classi di esecuzione 1 e 2 viene effettuata adottando quanto di seguito indicato.
In ogni caso occorre (Classe 2):
- disponibilit di specifico personale qualificato e con esperienza, dipendente dellimpresa
esecutrice, per la supervisione del lavoro (capocantiere);
- disponibilit di specifico personale qualificato e con esperienza, indipendente dallimpresa
esecutrice, per il controllo ispettivo del lavoro (direttore dei lavori).
La Classe 1 attribuita qualora siano previsti, oltre ai controlli di cui sopra, le seguenti operazioni
di controllo:
- controllo e valutazione in loco delle propriet della malta e del calcestruzzo;
- dosaggio dei componenti della malta a volume con luso di opportuni contenitori di misura e
controllo delle operazioni di miscelazione o uso di malta premiscelata certificata dal produttore.

4.5.6.2 Verifiche agli stati limite ultimi


Gli stati limite ultimi da verificare sono:
- presso flessione per carichi laterali (resistenza e stabilit fuori dal piano),
- presso flessione nel piano del muro,
- taglio per azioni nel piano del muro,
- carichi concentrati.
- flessione e taglio di travi di accoppiamento
Le verifiche vanno condotte con riferimento a normative di comprovata validit.
Per la verifica a presso flessione per carichi laterali, nel caso di adozione dellipotesi di
articolazione completa delle estremit della parete (v. 4.5.5), consentito far riferimento al
metodo semplificato di seguito riportato.
La resistenza unitaria di progetto ridotta fd,rid riferita allelemento strutturale si assume pari a
fd,rid = fd

(4.5.5)

in cui il coefficiente di riduzione della resistenza del materiale, riportato in Tab. 4.5.III in
funzione della snellezza convenzionale e del coefficiente di eccentricit m definito pi avanti
(equazione 4.5.7).
Per valori non contemplati in tabella ammessa linterpolazione lineare; in nessun caso sono
ammesse estrapolazioni.
Tabella 4.5.III - Valori del coefficiente con lipotesi della articolazione (a cerniera)
Snellezza Coefficiente di eccentricit m=6 e/t
0
0,5
1,0
1,5
1,00
0,74
0,59
0,44
0
0,97
0,71
0,55
0,39
5
0,86
0,61
0,45
0,27
10
0,69
0,48
0,32
0,17
15
0,53
0,36
0,23
--20

2,0
0,33
0,27
0,16
-----

Per la valutazione della snellezza convenzionale della parete secondo lespressione (4.5.1) la
lunghezza libera dinflessione del muro h0 data dalla relazione
h0 = h

(4.5.6)

in cui il fattore tiene conto dellefficacia del vincolo fornito dai muri ortogonali e h laltezza
interna di piano; assume il valore 1 per muro isolato, e i valori indicati nella Tab. 4.5.IV, quando
140

il muro non ha aperture ed irrigidito con efficace vincolo da due muri trasversali di spessore non
inferiore a 200 mm, e di lunghezza l non inferiore a 0,3 h, posti ad interasse a.

Tabella 4.5.IV - Fattore laterale di vincolo


h/a

h/a 0,5

0,5 < h/a 1,0

3/2 h/a

1,0 < h/a

1/[1+(h/a)2]

Se un muro trasversale ha aperture, si ritiene convenzionalmente che la sua funzione di


irrigidimento possa essere espletata quando lo stipite delle aperture disti dalla superficie del muro
irrigidito almeno 1/5 dellaltezza del muro stesso; in caso contrario si assume = 1.
Nella lunghezza l del muro di irrigidimento si intende compresa anche met dello spessore del muro
irrigidito.
Il coefficiente di eccentricit m definito dalla relazione:
m = 6 e/t

(4.5.7)

essendo e leccentricit totale e t lo spessore del muro.


Le eccentricit dei carichi verticali sullo spessore della muratura sono dovute alle eccentricit totali
dei carichi verticali, alle tolleranze di esecuzione ed alle azioni orizzontali. Esse possono essere
determinate convenzionalmente con i criteri che seguono.

a) eccentricit totale dei carichi verticali: es = es1 + es2 ;


es1 =

N1d1
;
N1 + N 2

es2 =

N2d2
N1 + N 2

(4.5.8)

dove:
es1: eccentricit della risultante dei carichi trasmessi dai muri dei piani superiori rispetto al piano
medio del muro da verificare;
es2: eccentricit delle reazioni di appoggio dei solai soprastanti la sezione di verifica;
N1: carico trasmesso dal muro sovrastante supposto centrato rispetto al muro stesso;
N2: reazione di appoggio dei solai sovrastanti il muro da verificare;
d1: eccentricit di N1 rispetto al piano medio del muro da verificare;
d2: eccentricit di N2 rispetto al piano medio del muro da verificare;
tali eccentricit possono essere positive o negative;

b) eccentricit dovuta a tolleranze di esecuzione, ea.


Considerate le tolleranze morfologiche e dimensionali connesse alle tecnologie di esecuzione degli
edifici in muratura si deve tener conto di una eccentricit ea che assunta almeno uguale a
ea =

h
,
200

(4.5.9)

con h altezza interna di piano.

c) eccentricit ev dovuta alle azioni orizzontali considerate agenti in direzione normale al piano
della muratura,
ev =

Mv
,
N

141

(4.5.10)

dove Mv ed N sono, rispettivamente, il massimo momento flettente dovuto alle azioni orizzontali e
lo sforzo normale nella relativa sezione di verifica. Il muro supposto incernierato al livello dei
piani e, in mancanza di aperture, anche in corrispondenza dei muri trasversali, se questi hanno
interasse minore di 6 metri.
Le eccentricit es, ea e ev vanno convenzionalmente combinate tra di loro secondo le due
espressioni:
e1 = es + ea ;

e2 =

e1
+ ev .
2

(4.5.11)

Il valore di e=e1 adottato per la verifica dei muri nelle loro sezioni di estremit; il valore di e=e2
adottato per la verifica della sezione ove massimo il valore di Mv. Leccentricit di calcolo e non
pu comunque essere assunta inferiore ad ea.
In ogni caso dove risultare:
e1 0,33t;

e 2 0,33 t .

(4.5.12)

4.5.6.3 Verifiche agli stati limite di esercizio


Non generalmente necessario eseguire verifiche nei confronti di stati limite di esercizio di
strutture di muratura, quando siano soddisfatte le verifiche nei confronti degli stati limite ultimi.
Nel caso della muratura armata, e per particolari situazioni della muratura non armata, si far
riferimento a norme tecniche di comprovata validit.

4.5.6.4 Verifiche alle tensioni ammissibili


Per edifici semplici consentito eseguire le verifiche, in via semplificativa, con il metodo delle
tensioni ammissibili, adottando le azioni previste nelle presenti Norme Tecniche, con resistenza del
materiale di cui al 4.5.6.1, ponendo il coefficiente M = 4,2 ed utilizzando il dimensionamento
semplificato di seguito riportato con le corrispondenti limitazioni:
a) le pareti strutturali della costruzione siano continue dalle fondazioni alla sommit;
b) nessuna altezza interpiano sia superiore a 3,5 ;
c) il numero di piani non sia superiore a 3 (entro e fuori terra) per costruzioni in muratura ordinaria
ed a 4 per costruzioni in muratura armata;
d) la planimetria delledificio sia inscrivibile in un rettangolo con rapporti fra lato minore e lato
maggiore non inferiore a 1/3;
e) la snellezza della muratura, secondo lespressione (4.5.1), non sia in nessun caso superiore a 12;
f) il carico variabile per i solai non sia superiore a 3,00 kN/m2.
La verifica si intende soddisfatta se risulta:
= N/( 0,65 A) fk /M

(4.5.13)

in cui N il carico verticale totale alla base di ciascun piano delledificio corrispondente alla
somma dei carichi permanenti e variabili (valutati ponendo G=Q=1) della combinazione
caratteristica e A larea totale dei muri portanti allo stesso piano.

4.5.7

MURATURA ARMATA

La muratura armata costituita da elementi resistenti artificiali pieni e semipieni idonei alla
realizzazione di pareti murarie incorporanti apposite armature metalliche verticali e orizzontali,
annegate nella malta o nel conglomerato cementizio.

142

Le barre di armatura possono essere costituite da acciaio al carbonio, o da acciaio inossidabile o da


acciaio con rivestimento speciale, conformi alle pertinenti indicazioni di cui al 11.3.
ammesso, per le armature orizzontali, limpiego di armature a traliccio elettrosaldato o limpiego
di altre armature conformate in modo da garantire adeguata aderenza ed ancoraggio, nel rispetto
delle pertinenti normative di comprovata validit.
In ogni caso dovr essere garantita una adeguata protezione dellarmatura nei confronti della
corrosione.
Le barre di armatura devono avere un diametro minimo di 5 mm. Nelle pareti che incorporano
armatura nei letti di malta al fine di fornire un aumento della resistenza ai carichi fuori piano, per
contribuire al controllo della fessurazione o per fornire duttilit, larea totale dellarmatura non deve
essere minore dello 0,03% dellarea lorda della sezione trasversale della parete (cio 0,015% per
ogni faccia nel caso della resistenza fuori piano).
Qualora larmatura sia utilizzata negli elementi di muratura armata per aumentare la resistenza nel
piano, o quando sia richiesta armatura a taglio, la percentuale di armatura orizzontale, calcolata
rispetto allarea lorda della muratura, non potr essere inferiore allo 0,04 % n superiore allo 0,5%,
e non potr avere interasse superiore a 60 cm. La percentuale di armatura verticale, calcolata
rispetto allarea lorda della muratura, non potr essere inferiore allo 0,05 %, n superiore allo 1,0%.
In tal caso, armature verticali con sezione complessiva non inferiore a 2 cm2 dovranno essere
collocate a ciascuna estremit di ogni parete portante, ad ogni intersezione tra pareti portanti, in
corrispondenza di ogni apertura e comunque ad interasse non superiore a 4 m.
La lunghezza dancoraggio, idonea a garantire la trasmissione degli sforzi alla malta o al
calcestruzzo di riempimento, deve in ogni caso essere in grado di evitare la fessurazione
longitudinale o lo sfaldamento della muratura. Lancoraggio deve essere ottenuto mediante una
barra rettilinea, mediante ganci, piegature o forcelle o, in alternativa, mediante opportuni dispositivi
meccanici di comprovata efficacia.
La lunghezza di ancoraggio richiesta per barre dritte pu essere calcolata in analogia a quanto
usualmente fatto per le strutture di calcestruzzo armato.
Lancoraggio dellarmatura a taglio, staffe incluse, deve essere ottenuto mediante ganci o piegature,
con una barra darmatura longitudinale inserita nel gancio o nella piegatura. Le sovrapposizioni
devono garantire la continuit nella trasmissione degli sforzi di trazione, in modo che lo
snervamento dellarmatura abbia luogo prima che venga meno la resistenza della giunzione. In
mancanza di dati sperimentali relativi alla tecnologia usata, la lunghezza di sovrapposizione deve
essere di almeno 60 diametri.
La malta o il conglomerato di riempimento dei vani o degli alloggi delle armature deve avvolgere
completamente larmatura. Lo spessore di ricoprimento deve essere tale da garantire la trasmissione
degli sforzi tra la muratura e larmatura e tale da costituire un idoneo copriferro ai fini della
durabilit degli acciai. Larmatura verticale dovr essere collocata in apposite cavit o recessi, di
dimensioni tali che in ciascuno di essi risulti inscrivibile un cilindro di almeno 6 cm di diametro.
La resistenza a compressione minima richiesta per la malta di 10 MPa, mentre la classe minima
richiesta per il conglomerato cementizio C12/15. Per i valori di resistenza di aderenza
caratteristica dellarmatura si pu fare riferimento a risultati di prove sperimentali o a indicazioni
normative di comprovata validit.
La resistenza di progetto della muratura da impiegare per le verifiche a taglio (fvd), pu essere
calcolata ignorando il contributo di qualsiasi armatura a taglio incorporata nellelemento, qualora
non sia fornita larea minima di armatura sopra specificata per elementi di muratura armata atti ad
aumentare la resistenza nel piano, oppure prendendo in considerazione il contributo dellarmatura a
taglio, qualora sia presente almeno larea minima prevista, secondo quanto riportato in normative di
riconosciuta validit.
Le verifiche di sicurezza vanno condotte assumendo per lacciaio S = 1,15.
143

26-2-2009

Supplemento ordinario n. 27 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 47

C4.5 COSTRUZIONI DI MURATURA


C4.5.6 Verifiche
C4.5.6.2 Verifiche agli stati limite ultimi
Il metodo semplificato proposto introduce una riduzione della resistenza a compressione della
muratura per leffetto combinato di eccentricit trasversali del carico e effetti geometrici del
secondo ordine mediante il coefficiente F.
E opportuno ricordare che le tensioni di compressione possono essere distribuite in modo non
uniforme in direzione longitudinale al muro, a causa di una eccentricit longitudinale della
risultante dei carichi verticali. Tale eccentricit longitudinale pu essere dovuta alle modalit con
cui i carichi verticali sono trasmessi al muro, oppure alla presenza di momenti nel piano del muro
dovuti ad esempio alla spinta del vento nel caso di muri di controvento.
E necessario tenere conto, nella verifica di sicurezza, della distribuzione non uniforme in senso
longitudinale delle compressioni.
In alternativa, possibile valutare leccentricit longitudinale el dei carichi verticali e definire una
ulteriore riduzione convenzionale della resistenza a compressione applicando alla resistenza ridotta
fd,rid un ulteriore coefficiente )l valutato dalla tabella 4.5.III delle NTC, ponendo m = 6el/l dove l
la lunghezza del muro, e ponendo O = 0.
La verifica di sicurezza viene formulata quindi come Nd ))l fdtl dove Nd il carico verticale
totale agente sulla sezione del muro oggetto di verifica.

C4.5.6.4 Verifiche alle tensioni ammissibili


E implicitamente inteso che debbano essere rispettate le aree minime di pareti resistenti in ciascuna
direzione ortogonale specificate nella Tabella 7.8.III delle NTC.

191

4.6 COSTRUZIONI DI ALTRI MATERIALI


I materiali non tradizionali o non trattati nelle presenti norme tecniche potranno essere utilizzati per
la realizzazione di elementi strutturali od opere, previa autorizzazione del Servizio Tecnico Centrale
su parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, autorizzazione che riguarder lutilizzo del
materiale nelle specifiche tipologie strutturali proposte sulla base di procedure definite dal Servizio
Tecnico Centrale.
Si intende qui riferirsi a materiali quali calcestruzzi di classe di resistenza superiore a C70/85,
calcestruzzi fibrorinforzati, acciai da costruzione non previsti in 4.2, leghe di alluminio, leghe di
rame, travi tralicciate in acciaio conglobate nel getto di calcestruzzo collaborante, materiali
polimerici fibrorinforzati, pannelli con poliuretano o polistirolo collaborante, materiali murari non
tradizionali, vetro strutturale, materiali diversi dallacciaio con funzione di armatura da c.a.

145

7.2.3

CRITERI
DI
PROGETTAZIONE
DI
ELEMENTI
SECONDARI ED ELEMENTI NON STRUTTURALI

STRUTTURALI

Alcuni elementi strutturali possono venire considerati secondari. Sia la rigidezza che la resistenza
di tali elementi vengono ignorate nellanalisi della risposta e tali elementi vengono progettati per
resistere ai soli carichi verticali. Tali elementi tuttavia devono essere in grado di assorbire le
deformazioni della struttura soggetta allazione sismica di progetto, mantenendo la capacit portante
nei confronti dei carichi verticali; pertanto, limitatamente al soddisfacimento di tale requisito, agli
elementi secondari si applicano i particolari costruttivi definiti per gli elementi strutturali.
In nessun caso la scelta degli elementi da considerare secondari pu determinare il passaggio da
struttura irregolare a struttura regolare, n il contributo alla rigidezza totale sotto azioni
orizzontali degli elementi secondari pu superare il 15% della analoga rigidezza degli elementi
principali.
Con lesclusione dei soli tamponamenti interni di spessore non superiore a 100 mm, gli elementi
costruttivi senza funzione strutturale il cui danneggiamento pu provocare danni a persone, devono
essere verificati, insieme alle loro connessioni alla struttura, per lazione sismica corrispondente a
ciascuno degli stati limite considerati.
Qualora la distribuzione di tali elementi sia fortemente irregolare in pianta, gli effetti di tale
irregolarit debbono essere valutati e tenuti in conto. Questo requisito si intende soddisfatto qualora
si incrementi di un fattore 2 leccentricit accidentale di cui al 7.2.6.
Qualora la distribuzione di tali elementi sia fortemente irregolare in altezza deve essere considerata
la possibilit di forti concentrazioni di danno ai livelli caratterizzati da significativa riduzione del
numero di tali elementi rispetto ai livelli adiacenti. Questo requisito si intende soddisfatto
incrementando di un fattore 1,4 le azioni di calcolo per gli elementi verticali (pilastri e pareti) dei
livelli con riduzione dei tamponamenti.
In ogni caso gli effetti degli elementi costruttivi senza funzione strutturale sulla risposta sismica
dellintera struttura vanno considerati nei modi e nei limiti ulteriormente descritti, per i diversi
sistemi costruttivi, nei paragrafi successivi.
Gli effetti dellazione sismica sugli elementi costruttivi senza funzione strutturale possono essere
determinati applicando agli elementi detti una forza orizzontale Fa definita come segue:
Fa=(Sa Wa)/qa

(7.2.1)

dove
Fa la forza sismica orizzontale agente al centro di massa dellelemento non strutturale nella
direzione pi sfavorevole;
Wa il peso dellelemento;
Sa laccelerazione massima, adimensionalizzata rispetto a quella di gravit, che lelemento
strutturale subisce durante il sisma e corrisponde allo stato limite in esame (v. 3.2.1)
qa il fattore di struttura dellelemento.
In assenza di specifiche determinazioni, per qa si possono assumere i valori riportati in Tab. 7.2.I.
In mancanza di analisi pi accurate Sa pu essere calcolato nel seguente modo:
3 (1 + Z / H)

Sa = S
0,5
2
1 + (1 Ta / T1 )

(7.2.2)

dove:
il rapporto tra laccelerazione massima del terreno ag su sottosuolo tipo A da considerare nello
stato limite in esame (v. 3.2.1) e laccelerazione di gravit g;
230

S il coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo e delle condizioni topografiche
secondo quanto riportato nel 3.2.3.2.1;
Ta il periodo fondamentale di vibrazione dellelemento non strutturale;
T1 il periodo fondamentale di vibrazione della costruzione nella direzione considerata;
Z la quota del baricentro dellelemento non strutturale misurata a partire dal piano di fondazione
(v. 3.2.2);
H laltezza della costruzione misurata a partire dal piano di fondazione
Per le strutture con isolamento sismico si assume sempre Z=0.
Il valore del coefficiente sismico Sa non pu essere assunto minore di S.
Tabella 7.2.I Valori di qa per elementi non strutturale
Elemento non strutturale
Parapetti o decorazioni aggettanti
Insegne e pannelli pubblicitari
Ciminiere, antenne e serbatoi su supporti funzionanti come mensole senza controventi per pi di met
della loro altezza
Pareti interne ed esterne
Tramezzature e facciate
Ciminiere, antenne e serbatoi su supporti funzionanti come mensole non controventate per meno di
met della loro altezza o connesse alla struttura in corrispondenza o al di sopra del loro centro di massa
Elementi di ancoraggio per armadi e librerie permanenti direttamente poggianti sul pavimento
Elementi di ancoraggio per controsoffitti e corpi illuminanti

7.2.4

qa
1,0

2,0

CRITERI DI PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI

Ciascun elemento di un impianto che ecceda il 30% del carico permanente totale del solaio su cui
collocato o il 10% del carico permanente totale dellintera struttura, non ricade nelle prescrizioni
successive e richiede uno specifico studio.
Gli elementi strutturali che sostengono e collegano i diversi elementi funzionali costituenti
limpianto tra loro e alla struttura principale devono essere progettati seguendo le stesse regole
adottate per gli elementi costruttivi senza funzione strutturale ed illustrate nel paragrafo precedente.
Leffetto dellazione sismica sullimpianto, in assenza di determinazioni pi precise, pu essere
valutato considerando una forza (Fa) applicata al baricentro di ciascuno degli elementi funzionali
componenti limpianto, calcolata utilizzando le equazioni (7.2.1) e (7.2.2).
Gli eventuali componenti fragili debbono essere progettati per avere resistenza doppia di quella
degli eventuali elementi duttili ad essi contigui, ma non superiore a quella richiesta da unanalisi
eseguita con fattore di struttura q pari ad 1.
Gli impianti non possono essere vincolati alla costruzione contando sulleffetto dellattrito, bens
debbono essere collegati ad essa con dispositivi di vincolo rigidi o flessibili; gli impianti a
dispositivi di vincolo flessibili sono quelli che hanno periodo di vibrazione T 0,1s. Se si adottano
dispositivi di vincolo flessibili i collegamenti di servizio dellimpianto debbono essere flessibili e
non possono far parte del meccanismo di vincolo.
Deve essere limitato il rischio di fuoriuscite incontrollate di gas, particolarmente in prossimit di
utenze elettriche e materiali infiammabili, anche mediante lutilizzo di dispositivi di interruzione
automatica della distribuzione del gas. I tubi per la fornitura del gas, al passaggio dal terreno alla
costruzione, debbono essere progettati per sopportare senza rotture i massimi spostamenti relativi
costruzione terreno dovuti allazione sismica di progetto.

231

7.3.7.2

Verifiche degli elementi strutturali in termini di contenimento del danno agli


elementi non strutturali

Per le costruzioni ricadenti in classe duso I e II si deve verificare che lazione sismica di progetto
non produca agli elementi costruttivi senza funzione strutturale danni tali da rendere la costruzione
temporaneamente inagibile.
Nel caso delle costruzioni civili e industriali, qualora la temporanea inagibilit sia dovuta a
spostamenti eccessivi interpiano, questa condizione si pu ritenere soddisfatta quando gli
spostamenti interpiano ottenuti dallanalisi in presenza dellazione sismica di progetto relativa allo
SLD (v. 3.2.1 e 3.2.3.2) siano inferiori ai limiti indicati nel seguito
a) per tamponamenti collegati rigidamente alla struttura che interferiscono con la deformabilit
della stessa
dr < 0,005 h
(7.3.16)
b) per tamponamenti progettati in modo da non subire danni a seguito di spostamenti di interpiano
drp , per effetto della loro deformabilit intrinseca ovvero dei collegamenti alla struttura:
dr drp 0,01 h
c) per costruzioni con struttura portante in muratura ordinaria

(7.3.17)

dr < 0,003 h
d) per costruzioni con struttura portante in muratura armata

(7.3.18)

dr < 0,004 h

(7.3.19)

dove:
dr lo spostamento interpiano, ovvero la differenza tra gli spostamenti al solaio superiore ed
inferiore, calcolati secondo i 7.3.3 o 7.3.4,
h laltezza del piano.
In caso di coesistenza di diversi tipi di tamponamenti o struttura portante nel medesimo piano della
costruzione, deve essere assunto il limite di spostamento pi restrittivo. Qualora gli spostamenti di
interpiano siano superiori a 0,005 h (caso b) le verifiche della capacit di spostamento degli
elementi non strutturali vanno estese a tutti i tamponamenti, alle tramezzature interne ed agli
impianti.
Per le costruzioni ricadenti in classe duso III e IV si deve verificare che lazione sismica di
progetto non produca danni agli elementi costruttivi senza funzione strutturale tali da rendere
temporaneamente non operativa la costruzione.
Nel caso delle costruzioni civili e industriali questa condizione si pu ritenere soddisfatta quando gli
spostamenti interpiano ottenuti dallanalisi in presenza dellazione sismica di progetto relativa allo
SLO (v. 3.2.1 e 3.2.3.2) siano inferiori ai 2/3 dei limiti in precedenza indicati.

7.3.7.3

Verifiche degli impianti in termini di mantenimento della funzionalit

Per le costruzioni ricadenti in classe duso III e IV, si deve verificare che gli spostamenti strutturali
o le accelerazioni (a seconda che gli impianti siano pi vulnerabili per effetto dei primi o delle
seconde) prodotti dalle azioni relative allo SLO non siano tali da produrre interruzioni duso degli
impianti stessi.

242

7.8 COSTRUZIONI DI MURATURA


7.8.1
7.8.1.1

REGOLE GENERALI
Premessa

Le costruzioni in muratura devono essere realizzate nel rispetto di quanto contenuto nelle presenti
Norme Tecniche ai 4.5 e 11.10.
In particolare ai predetti paragrafi deve farsi riferimento per ci che concerne le caratteristiche
fisiche, meccaniche e geometriche degli elementi resistenti naturali ed artificiali, nonch per i
relativi controlli di produzione e di accettazione in cantiere.
Il presente paragrafo divide le strutture di muratura in due tipi fondamentali: muratura ordinaria e
muratura armata. Al riguardo si precisa che, per quanto attiene allacciaio darmatura, vale tutto
quanto specificato dalle presenti Norme Tecniche relativamente alle costruzioni in calcestruzzo
armato.
Ai fini delle verifiche di sicurezza, in ogni caso obbligatorio lutilizzo del metodo
semiprobabilistico agli stati limite, salvo quanto previsto al 2.7 e al 7.8.1.9.
Il coefficiente parziale di sicurezza da utilizzare per il progetto sismico di strutture in muratura
pari a 2.

7.8.1.2

Materiali

Gli elementi da utilizzare per costruzioni in muratura portante debbono essere tali da evitare rotture
eccessivamente fragili. A tal fine gli elementi debbono possedere i requisiti indicati nel 4.5.2 con
le seguenti ulteriori indicazioni:
- percentuale volumetrica degli eventuali vuoti non superiore al 45% del volume totale del
blocco;
- eventuali setti disposti parallelamente al piano del muro continui e rettilinei; le uniche
interruzioni ammesse sono quelle in corrispondenza dei fori di presa o per lalloggiamento delle
armature;
- resistenza caratteristica a rottura nella direzione portante (fbk), calcolata sullarea al lordo delle
forature, non inferiore a 5 MPa;
- resistenza caratteristica a rottura nella direzione perpendicolare a quella portante ossia nel piano
di sviluppo della parete ( f bk ), calcolata nello stesso modo, non inferiore a 1,5 MPa.

La malta di allettamento per la muratura ordinaria deve avere resistenza media non inferiore a 5
MPa e i giunti verticali debbono essere riempiti con malta. Lutilizzo di materiali o tipologie
murarie aventi caratteristiche diverse rispetto a quanto sopra specificato deve essere autorizzato
preventivamente dal Servizio Tecnico Centrale, su parere del Consiglio Superiore dei Lavori
Pubblici. Sono ammesse murature realizzate con elementi artificiali o elementi in pietra squadrata.
consentito utilizzare la muratura di pietra non squadrata o la muratura listata solo nei siti ricadenti
in zona 4.

7.8.1.3

Modalit costruttive e fattori di struttura

In funzione del tipo di tecnica costruttiva utilizzata, la costruzione pu essere considerata in


muratura ordinaria o in muratura armata. I valori massimi q0 del fattore di struttura con cui
285

In caso di applicazione di principi di gerarchia delle resistenze (muratura armata) lazione da


applicare per la verifica a taglio derivata dalla resistenza a pressoflessione, secondo quanto
indicato al 7.8.1.7.
Le modalit di verifica sono descritte ai 7.8.2.2, 7.8.3.2.
Le verifiche di sicurezza si intendono automaticamente soddisfatte, senza leffettuazione di alcun
calcolo esplicito, per le costruzioni che rientrino nella definizione di costruzione semplice (
7.8.1.9).
Nel caso di analisi statica non lineare, la verifica di sicurezza consiste nel confronto tra la capacit
di spostamento ultimo della costruzione e la domanda di spostamento ottenute applicando il
procedimento illustrato al 7.3.4.1. In ogni caso, per le costruzioni in muratura ordinaria, e per le
costruzioni in muratura armata in cui non si sia applicato il criterio di gerarchia delle resistenze,
nelle quali il rapporto tra il taglio totale agente sulla base del sistema equivalente ad un grado di
libert calcolato dallo spettro di risposta elastico e il taglio alla base resistente del sistema
equivalente ad un grado di libert ottenuto dallanalisi non lineare ecceda il valore 3,0, la verifica di
sicurezza deve ritenersi non soddisfatta. La rigidezza elastica del sistema bilineare equivalente si
individua tracciando la secante alla curva di capacit nel punto corrispondente ad un taglio alla base
pari a 0,7 volte il valore massimo (taglio massimo alla base). Il tratto orizzontale della curva
bilineare si individua tramite luguaglianza delle aree sottese dalle curve tracciate fino allo
spostamento ultimo del sistema.
Nel caso di analisi dinamica non lineare, la verifica di sicurezza consiste nel confronto tra la
capacit di spostamento e la richiesta di spostamento.

7.8.1.7

Principi di gerarchia delle resistenze

I principi di gerarchia delle resistenze si applicano esclusivamente al caso di muratura armata.


Il principio fondamentale di gerarchia delle resistenze consiste nellevitare il collasso per taglio per
ogni pannello murario, assicurandosi che sia preceduto da modalit di collasso per flessione. Tale
principio si intende rispettato quando ciascun pannello murario verificato a flessione rispetto alle
azioni agenti e sia verificato a taglio rispetto alle azioni risultanti dalla resistenza a collasso per
flessione, amplificate del fattore Rd = 1,5.

7.8.1.8

Fondazioni

Le strutture di fondazione devono essere realizzate in cemento armato, secondo quanto indicato al
7.2.5, continue, senza interruzioni in corrispondenza di aperture nelle pareti soprastanti.
Qualora sia presente un piano cantinato o seminterrato in pareti di cemento armato esso pu essere
considerato quale struttura di fondazione dei sovrastanti piani in muratura portante, nel rispetto dei
requisiti di continuit delle fondazioni, e non computato nel numero dei piani complessivi in
muratura.

7.8.1.9

Costruzioni semplici

Si definiscono costruzioni semplici quelli che rispettano le condizioni di cui al 4.5.6.4 integrate
con le caratteristiche descritte nel seguito, oltre a quelle di regolarit in pianta ed in elevazione
definite al 7.2.2 e quelle definite ai successivi 7.8.3.1, 7.8.5.1, rispettivamente per le costruzioni
in muratura ordinaria, e in muratura armata. Per le costruzioni semplici ricadenti in zona 2, 3 e 4
non obbligatorio effettuare alcuna analisi e verifica di sicurezza.
Le condizioni integrative richieste alle costruzioni semplici sono:
- in ciascuna delle due direzioni siano previsti almeno due sistemi di pareti di lunghezza
complessiva, al netto delle aperture, ciascuno non inferiore al 50% della dimensione della
costruzione nella medesima direzione. Nel conteggio della lunghezza complessiva possono
289

essere inclusi solamente setti murari che rispettano i requisiti geometrici della Tab. 7.8.II. La
distanza tra questi due sistemi di pareti in direzione ortogonale al loro sviluppo longitudinale in
pianta sia non inferiore al 75 % della dimensione della costruzione nella medesima direzione
(ortogonale alle pareti). Almeno il 75 % dei carichi verticali sia portato da pareti che facciano
parte del sistema resistente alle azioni orizzontali;
in ciascuna delle due direzioni siano presenti pareti resistenti alle azioni orizzontali con
interasse non superiore a 7 m, elevabili a 9 m per costruzioni in muratura armata;
per ciascun piano il rapporto tra area della sezione resistente delle pareti e superficie lorda del
piano non sia inferiore ai valori indicati nella tabella 7.8.III, in funzione del numero di piani
della costruzione e della sismicit del sito, per ciascuna delle due direzioni ortogonali:

Tabella 7.8.III Area pareti resistenti in ciascuna direzione ortogonale per costruzioni semplici.
Accelerazione di picco del terreno
agS

Tipo di struttura

0,07 g 0,1 g 0,15 g 0,20 g 0,25 g 0,30 g 0,35 g 0,40 g 0,45 g

Numero
piani

Muratura ordinaria

Muratura armata

0,4725
g

3,5 %

3,5 %

4,0 %

4,5 %

5,0 %

5,5 %

6,0 %

6,0 %

6,0 %

6,5 %

4,0 %

4,0 %

4,5 %

5,0 %

5,5 %

6,0 %

6,5 %

6,5 %

6,5 %

7,0 %

4,5 %

4,5 %

5,0 %

5,5 %

6,0 %

6,5 %

7,0 %

2,5 %

3,0 %

3,0 %

3,0 %

3,5 %

3,5 %

4,0 %

4,0 %

4,5 %

4,5 %

3,0 %

3,5 %

3,5 %

3,5 %

4,0 %

4,0 %

4,5 %

5,0 %

5,0 %

5,0 %

3,5 %

4,0 %

4,0 %

4,0 %

4,5 %

5,0 %

5,5 %

5,5 %

6,0 %

6,0 %

4,0 %

4,5 %

4,5 %

5,0 %

5,5 %

5,5 %

6,0 %

6,0 %

6,5 %

6,5 %

(1) ST si applica solo nel caso di strutture di Classe duso III e IV (v. 2.4.2)
implicitamente inteso che per le costruzioni semplici il numero di piani non pu essere superiore
a 3 per le costruzioni in muratura ordinaria e a 4 per costruzioni in muratura armata.
Deve inoltre risultare, per ogni piano:
=

N
f
0, 25 k
M
A

(7.8.1)

in cui N il carico verticale totale alla base di ciascun piano delledificio corrispondente alla
somma dei carichi permanenti e variabili (valutati ponendo G = Q = 1), A larea totale dei muri
portanti allo stesso piano e fk la resistenza caratteristica a compressione in direzione verticale della
muratura.
Il dimensionamento delle fondazioni pu essere effettuato in modo semplificato tenendo conto delle
tensioni normali medie e delle sollecitazioni sismiche globali determinate con lanalisi statica
lineare.

7.8.2
7.8.2.1

COSTRUZIONI IN MURATURA ORDINARIA


Criteri di progetto

Oltre ai criteri definiti al 4.5.4.1 e al 7.8.1.4, le costruzioni in muratura ordinaria debbono avere
le aperture praticate nei muri verticalmente allineate. Se cos non fosse, deve essere prestata
particolare attenzione sia alla definizione di un adeguato modello strutturale sia nelle verifiche, in
quanto il disallineamento delle aperture comporta discontinuit ed irregolarit nella trasmissione
delle azioni interne. In assenza di valutazioni pi accurate, si prendono in considerazione nel
290

11.10 MURATURA PORTANTE


11.10.1 ELEMENTI PER MURATURA
Gli elementi per muratura portante devono essere conformi alle norme europee armonizzate della
serie UNI EN 771 e, secondo quanto specificato al punto A del 11.1, recare la Marcatura CE,
secondo il sistema di attestazione della conformit indicato nella seguente tabella
Tabella 11.10.I
Specifica Tecnica Europea
di riferimento
Specifica per elementi per muratura - Elementi per
muratura di laterizio, silicato di calcio, in
calcestruzzo vibrocompresso (aggregati pesanti e
leggeri), calcestruzzo aerato autoclavato, pietra
agglomerata, pietra naturale
UNI EN 771-1, 771-2, 771-3, 771-4,
771-5, 771-6

Categoria

Sistema di Attestazione della


Conformit

CATEGORIA I

2+

CATEGORIA II

Gli elementi di categoria I hanno un controllo statistico, eseguito in conformit con le citate norme
armonizzate, che fornisce resistenza caratteristica dichiarata a compressione riferita al frattile 5%.
Gli elementi di categoria II non soddisfano questi requisiti.
Luso di elementi per muratura portante di Categoria I e II subordinato alladozione, nella
valutazione della resistenza di progetto, del corrispondente coefficiente di sicurezza M riportato nel
relativo paragrafo 4.5.
11.10.1.1 Prove di Accettazione
Oltre a quanto previsto al punto A del 11.1, il Direttore dei Lavori tenuto a far eseguire ulteriori
prove di accettazione sugli elementi per muratura portante pervenuti in cantiere e sui collegamenti,
secondo le metodologie di prova indicate nelle citate nome armonizzate
Le prove di accettazione su materiali di cui al presente paragrafo sono obbligatorie e devono essere
eseguite e certificate presso un laboratorio di cui allart. 59 del DPR n. 380/2001.
11.10.1.1.1

Resistenza a compressione degli elementi resistenti artificiali o naturali.

Il controllo di accettazione in cantiere ha lo scopo di accertare se gli elementi da mettere in opera


abbiano le caratteristiche dichiarate dal produttore.
Tale controllo sar effettuato su almeno tre campioni costituiti ognuno da tre elementi da sottoporre
a prova di compressione. Per ogni campione siano f1, f2, f3 la resistenza a compressione dei tre
elementi con
f1 < f2 < f3
il controllo si considera positivo se risultino verificate entrambe le disuguaglianze:
(f1 + f2 + f3)/3 1,20 fbk
f1 0,90 fbk
422

dove fbk la resistenza caratteristica a compressione dichiarata dal produttore.


Al Direttore dei Lavori spetta comunque l'obbligo di curare, mediante sigle, etichettature indelebili,
ecc., che i campioni inviati per le prove ai laboratori siano effettivamente quelli prelevati in cantiere
con indicazioni precise sulla fornitura e sulla posizione che nella muratura occupa la fornitura
medesima.
Le modalit di prova sono riportate nella UNI EN 772-1:2002.
11.10.2 MALTE PER MURATURA
11.10.2.1 Malte a prestazione garantita
La malta per muratura portante deve garantire prestazioni adeguate al suo impiego in termini di
durabilit e di prestazioni meccaniche e deve essere conforme alla norma armonizzata UNI EN 9982 e, secondo quanto specificato al punto A del 11.1, recare la Marcatura CE, secondo il sistema di
attestazione della conformit indicato nella seguente Tabella 11.10.II.
Tabella 11.10.II
Specifica Tecnica Europea
di riferimento

Malta per murature UNI EN 998-2

Uso Previsto

Sistema di Attestazione
della Conformit

Usi strutturali

2+

Per garantire durabilit necessario che i componenti la miscela non contengano sostanze
organiche o grassi o terrose o argillose. Le calci aeree e le pozzolane devono possedere le
caratteristiche tecniche ed i requisiti previsti dalle vigenti norme
Le prestazioni meccaniche di una malta sono definite mediante la sua resistenza media a
compressione fm. La categoria di una malta definita da una sigla costituita dalla lettera M seguita
da un numero che indica la resistenza fm espressa in N/mm2 secondo la Tabella 11.10.III. Per
limpiego in muratura portante non ammesso limpiego di malte con resistenza fm < 2,5 N/mm2.
Tabella 11.10.III - Classi di malte a prestazione garantita
Classe
M 2,5
M5
M 10
M 15
M 20
Resistenza a
compressione
2,5
5
10
15
20
N/mm2
d una resistenza a compressione maggiore di 25 N/mm2 dichiarata dal produttore

Md

Le modalit per la determinazione della resistenza a compressione delle malte sono riportate nella
norma UNI EN 1015-11: 2007.
11.10.2.2 Malte a composizione prescritta.
Le classi di malte a composizione prescritta sono definite in rapporto alla composizione in volume
secondo la tabella seguente

423

Tabella 11.10.IV - Classi di malte a composizione prescritta

Classe

Tipo di malta

M 2,5
M 2,5
M 2,5
M5
M8
M 12

Idraulica
Pozzolanica
Bastarda
Bastarda
Cementizia
Cementizia

Composizione

Cemento

Calce aerea

--1
1
2
1

-1
-----

Calce
idraulica
1
-2
1
1
--

Sabbia

Pozzolana

3
-9
5
8
3

-3
-----

Malte di diverse proporzioni nella composizione, preventivamente sperimentate con le modalit


riportate nella norma UNI EN 1015-11:2007, possono essere ritenute equivalenti a quelle indicate
qualora la loro resistenza media a compressione non risulti inferiore a quanto previsto in tabella
11.10.III.
11.10.3 DETERMINAZIONE DEI PARAMETRI MECCANICI DELLA MURATURA
11.10.3.1

Resistenza a compressione

11.10.3.1.1

Determinazione sperimentale della resistenza a compressione

La resistenza caratteristica sperimentale a compressione si determina su n muretti (n 6), seguendo


sia per la confezione che per la prova le modalit indicate nel seguito.
I provini (muretti) devono avere le stesse caratteristiche della muratura in esame e ognuno di essi
deve essere costituito almeno da tre corsi di elementi resistenti e deve rispettare le seguenti
limitazioni:
- lunghezza (b) pari ad almeno due lunghezze di blocco;
- rapporto altezza/spessore (l/t) variabile tra 2.4 e 5.
La confezione eseguita su di un letto di malta alla base e la faccia superiore finita con uno strato
di malta. Dopo una stagionatura di 28 giorni a 20 C, 70% di umidit relativa, prima di effettuare la
prova, la faccia superiore di ogni provino viene eventualmente livellata con gesso; il muretto pu
anche essere contenuto fra due piastre metalliche rettificate, utili per gli spostamenti ed il suo
posizionamento nella pressa. Il provino viene posto fra i piatti della macchina di prova (uno dei
quali articolato) e si effettua quindi la centratura del carico. In proposito consigliabile procedere
anche ad un controllo estensimetrico. Il carico deve essere applicato con una velocit di circa 0.5
MPa ogni 20 secondi.
La resistenza caratteristica data dalla relazione:
fk = fm k s
dove:
= resistenza media;
fm
s
k

= stima dello scarto;


= coefficiente riportato nella tabella seguente:

10

12

20

2.33

2.19

2.1

2.05

1.93

424

La determinazione della resistenza caratteristica deve essere completata con la verifica dei
materiali, da condursi come segue:
- malta: n. 3 provini prismatici 40 x 40 x 160 mm da sottoporre a flessione, e quindi a
compressione sulle 6 met risultanti, secondo la norma armonizzata UNI EN 998-2;
- elementi resistenti: n. 10 elementi da sottoporre a compressione con direzione del carico normale
al letto di posa.
11.10.3.1.2

Stima della resistenza a compressione

In sede di progetto, per le murature formate da elementi artificiali pieni o semipieni il valore di fk
pu essere dedotto dalla resistenza a compressione degli elementi e dalla classe di appartenenza
della malta tramite la Tabella 11.10.V. La validit di tale tabella limitata a quelle murature aventi
giunti orizzontali e verticali riempiti di malta e di spessore compreso tra 5 e 15 mm. Per valori non
contemplati in tabella ammessa linterpolazione lineare; in nessun caso sono ammesse
estrapolazioni.
Tabella 11.10.V - Valori di fk per murature in elementi artificiali pieni e semipieni (valori in N/mm2 )

Resistenza caratteristica a
compressione fbk dellelemento
N/mm2

2,0
3,0
5,0
7,5
10,0
15,0
20,0
30,0
40,0

Tipo di malta

M15
1,2
2,2
3,5
5,0
6,2
8,2
9,7
12,0
14,3

M10
1,2
2,2
3,4
4,5
5,3
6,7
8,0
10,0
12,0

M5
1,2
2,2
3,3
4,1
4,7
6,0
7,0
8,6
10,4

M2,5
1,2
2,0
3,0
3,5
4,1
5,1
6,1
7,2
--

Nel caso di murature costituite da elementi naturali si assume convenzionalmente la resistenza


caratteristica a compressione dellelemento fbk pari a:
fbk = 0.75 fbm
dove fbm rappresenta la resistenza media a compressione degli elementi in pietra squadrata.
Il valore della resistenza caratteristica a compressione della muratura fk pu essere dedotto dalla
resistenza caratteristica a compressione degli elementi fbk e dalla classe di appartenenza della malta
tramite la seguente Tabella 11.10.VI.
Tabella 11.10.VI- Valori di fk per murature in elementi naturali di pietra squadrata (valori in N/mm2)

Resistenza caratteristica a
compressione fbk dellelemento

2,0
3,0
5,0
7,5
10,0
15,0
20,0
30,0
40,0

Tipo di malta

M15
1,0
2,2
3,5
5,0
6,2
8,2
9,7
12,0
14,3

M10
1,0
2,2
3,4
4,5
5,3
6,7
8,0
10,0
12,0

425

M5
1,0
2,2
3,3
4,1
4,7
6,0
7,0
8,6
10,4

M2,5
1,0
2,0
3,0
3,5
4,1
5,1
6,1
7,2
--

Anche in questo caso, per valori non contemplati in tabella ammessa linterpolazione lineare; in
nessun caso sono ammesse estrapolazioni.
11.10.3.2
11.10.3.2.1

Resistenza caratteristica a taglio in assenza di tensioni normali


Determinazione sperimentale della resistenza a taglio

La resistenza caratteristica sperimentale a taglio si determina su n campioni (n 6), seguendo sia,


per la confezione che per la prova, le modalit indicate nella norma UNI EN 1052-3:2007 e, per
quanto applicabile, UNI EN 1052-4:2001.
La resistenza caratteristica fvk0 sar dedotta dalla resistenza media fvm , ottenuta dai risultati delle
prove, mediante la relazione:
fvk0 = 0.7 fvm

11.10.3.2.2

Stima della resistenza a taglio

In sede di progetto, per le murature formate da elementi artificiali pieni o semipieni ovvero in pietra
naturale squadrata, il valore di fvk0 pu essere dedotto dalla resistenza a compressione degli elementi
tramite la Tabella 11.10.VII. La validit di tale tabella limitata a quelle murature aventi giunti
orizzontali e verticali riempiti di malta, le cui dimensioni sono comprese tra 5 e 15 mm. Per valori
non contemplati in tabella ammessa linterpolazione lineare; in nessun caso sono ammesse
estrapolazioni.
Tabella 11.10.VII- Resistenza caratteristica a taglio in assenza di tensioni normali fvko (valori in N/mm2)
Tipo di elemento resistente

Laterizio pieno e semipieno

Calcestruzzo; Silicato di
calcio; Cemento autoclavato;
Pietra naturale squadrata.

11.10.3.3

Resistenza caratteristica a
compressione fbk dellelemento

Classe di malta

fvk0 (N/mm2)

fbk > 15

M10 M M20

0,30

7,5 < fbk 15

M5 M < M10

0,20

fbk 7,5

M2,5 M < M5

0,10

fbk > 15

M10 M M20

0,20

7,5 < fbk 15

M5 M < M10

0,15

fbk 7,5

M2,5 M < M5

0,10

Resistenza caratteristica a taglio

In presenza di tensioni di compressione, la resistenza caratteristica a taglio della muratura, fvk ,


definita come resistenza alleffetto combinato delle forze orizzontali e dei carichi verticali agenti
nel piano del muro e pu essere ricavata tramite la relazione
fvk = fvk0 + 0,4 n
dove:
fvk0: resistenza caratteristica a taglio in assenza di carichi verticali;
tensione normale media dovuta ai carichi verticali agenti nella sezione di verifica.
n :

426

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Serie generale - n. 47

C.11 MATERIALI E PRODOTTI PER USO STRUTTURALE


Il Cap.11 delle NTC tratta fondamentalmente le procedure di qualificazione e di accettazione in
cantiere dei materiali e prodotti per uso strutturale, con una formulazione finalizzata, fra laltro, a
definire con chiarezza i compiti assegnati ai vari soggetti del processo (progettista, direttore dei
lavori, produttore, etc).
Sono confermati i principi generali secondo cui tutti i materiali e prodotti per uso strutturale devono
essere identificati, qualificati ed accettati.
Ci consente la chiara identificazione del prodotto e delle sue caratteristiche tecniche, rendendo
possibile ai soggetti preposti alla vigilanza ed al controllo la valutazione dellidoneit del prodotto
alluso previsto.
Al riguardo si ritiene opportuno, preliminarmente, evidenziare quanto segue:
1. la Norma Tecnica indirizzata alle distinte fasi di progettazione, posa/installazione, collaudo e
manutenzione delle Opere ed in particolare degli elementi (strutturali) che prioritariamente
assicurano e/o contribuiscono alla sicurezza strutturale delle opere stesse, anche in concomitanza
ad eventi eccezionali di origine naturale od accidentale. I richiami ad altre fasi del processo di
costruzione, particolarmente a quelle che sono accomunabili in un esteso concetto di produzione
(in fabbrica, a pie dopera, di cantiere e/o di trasformazione), che concernono limmissione sul
mercato di prodotti e/o sistemi da incorporare nelle suddette opere, costituiscono un necessario
complemento, anche allo scopo di meglio definire le responsabilit che sono proprie delle figure
professionali direttamente operanti nellambito della Norma.
2. assunto che il termine prodotto (come definito nella Direttiva 89/106/CEE, recepita in Italia
con il DPR 246/93 e s.m.i.) ha un significato estensivo che spazia dal materiale al sistema e al kit
e che si configura come Prodotto da Costruzione qualsiasi prodotto fabbricato al fine di essere
permanentemente incorporato in unOpera, si intende per Prodotto per uso strutturale
qualsiasi materiale o prodotto che consente ad unOpera ove questo incorporato di soddisfare il
requisito essenziale n.1 Resistenza meccanica e stabilit.
In sintesi, dunque, la discriminante che consente di identificare materiali e prodotti per uso
strutturale la destinazione duso, che si intende prioritariamente strutturale.

C11.1 GENERALIT
Per quanto riguarda le modalit di qualificazione ed identificazione dei
opportunamente specificato quali siano i possibili casi di riferimento:

332

materiali, viene

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Serie generale - n. 47

A) materiali e prodotti per uso strutturale per i quali sia disponibile una norma europea
armonizzata;
B) materiali e prodotti per uso strutturale per i quali sia prevista la qualificazione con le modalit e
le procedure indicate nelle presenti norme;
C) materiali e prodotti per uso strutturale innovativi o comunque non citati nel presente capitolo,
per i quali il produttore potr pervenire alla Marcatura CE in conformit a Benestare Tecnici
Europei (ETA), ovvero, in alternativa, dovr essere in possesso di un Certificato di Idoneit
Tecnica allImpiego rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale sulla base di Linee Guida
approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Circa i concetti sopraesposti, bene riportare alcuni chiarimenti riguardo ai termini utilizzati.
Produttore
E colui che immette un determinato prodotto sul mercato, per un determinato impiego,
assumendosene le relative responsabilit (di conformit, ecc.).

Norma europea armonizzata


Costituisce il documento di cui al Cap.II della Dir.89/106/CEE (nel seguito CPD) ed predisposta
dal CEN, talvolta dal CENELEC. Ciascuna norma armonizzata, una volta approvata, pubblicata
sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunit Europee (nel seguito GUUE) a cura della Commissione, e
deve prevedere un periodo di coesistenza nel quale lapplicazione della norma stessa non
obbligatoria. Al termine di tale periodo, invece, possono essere immessi sul Mercato soltanto i
prodotti da costruzione conformi alla norma armonizzata di cui trattasi. La pubblicazione delle
norme europee armonizzate compito dei singoli Organismi nazionali di normazione che ne
predispongono, normalmente, una versione nella propria lingua. Spesso la datazione di tale versione
nazionale non coincide con quella originaria. Ciascuna norma armonizzata, predisposta sulla base di
uno specifico Mandato della Commissione Europea, deve contenere il cosiddetto Allegato ZA
che identifica i paragrafi della norma che appartengono alla parte armonizzata della norma stessa
e che quindi diventano cogenti ai sensi della Dir.89/106/CEE.

Marcatura CE
Attualmente, ai sensi della CPD, la Marcatura CE indica fondamentalmente:
-

che i prodotti rispondono alle pertinenti Norme Nazionali di trasposizione delle Norme
Armonizzate, i cui riferimenti siano stati pubblicati sulla GUUE, oppure:

333

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Serie generale - n. 47

che essi rispondono ad un Benestare Tecnico Europeo (ETA), rilasciato ai sensi della procedura
di cui al Cap.3 della CPD ed alle Regole procedurali comuni definite nella Decisione adottata
dalla Commissione il 17 Gennaio 1994.

Le indicazioni in merito alla Marcatura CE (etichetta e documenti di accompagnamento), sono


esplicitamente comprese in ogni Allegato ZA di una norma armonizzata di prodotto. Tali
informazioni devono essere affisse, in relazione alle effettive possibilit, prioritariamente sul
prodotto stesso, altrimenti su unetichetta allegata ad esso, ovvero sul suo imballo, oppure far parte
dei Documenti di Trasporto (DDT). Esse devono essere riprodotte in modo visibile, leggibile ed
indelebile.

Benestare Tecnico Europeo (ETA)


LArticolo 8.1 della CPD definisce il Benestare Tecnico Europeo (in Inglese, European Technical

Approval, in sigla ETA) come Valutazione tecnica favorevole dellidoneit alluso di un prodotto
da costruzione per uno specifico impiego, basata sul soddisfacimento dei requisiti essenziali
dellOpera di costruzione nella quale il prodotto deve essere incorporato. La prassi per la quale si
identificano i prodotti da costruzione per i quali possa essere rilasciato un ETA disciplinata
dallArticolo 8 (punti 2 e 3) della CPD, che forniscono il riferimento legale secondo il quale un
ETA pu essere rilasciato fondamentalmente:
-

a prodotti per i quali non esista ancora n una Specificazione Tecnica Europea Armonizzata, n
una Specificazione Tecnica Nazionale Riconosciuta, n un Mandato per lelaborazione di una
norma armonizzata, e per i quali la Commissione abbia ritenuto che una norma non possa, o non
possa ancora, essere elaborata.

a prodotti che differiscono significativamente da una Specificazione Tecnica Europea


Armonizzata oppure da una Specificazione Tecnica Nazionale Riconosciuta.

LEOTA (www.eota.be) lOrganismo europeo che riunisce tutti gli organismi nazionali
(Organismi i Approvazione o Approval Bodies) deputati al rilascio del Benestare Tecnico Europeo.

Attestazione della conformit


Un prodotto da costruzione pu essere marcato CE solo qualora il produttore abbia dichiarato la
conformit del prodotto stesso alle Specificazioni Tecniche Europee.
La procedura di attestazione della conformit pu consistere di elementi diversi, indicati
nellAllegato III.1 della CPD.

334

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Serie generale - n. 47

Le diverse procedure e metodi di controllo della conformit, nonch le relative tipologie per
l'attestazione di conformit, sono quelli dettagliati allart.7 del DPR 246/93.

Certificato di Conformit (CE)


Ai sensi della CPD il documento a valore legale, rilasciato da un Organismo di Certificazione
europeo notificato ai sensi della CPD che attesta la conformit di un prodotto da costruzione alla
Specificazione Tecnica Europea (UNI EN o ETA) applicabile. Tale certificato si riferisce al
prodotto nei casi di sistema di attestazione della conformit 1+ od 1 ed al Controllo del processo di
fabbrica (FPC) nei casi di cui al Sistema 2+ e 2.

Dichiarazione di Conformit (CE)


Costituisce il documento fondamentale, obbligatoriamente predisposta, sottoscritta dal produttore e,
su richiesta, fornita in accompagnamento ai documenti di trasporto, per limmissione sul mercato di
un prodotto soggetto a Marcatura CE.

Certificato di Idoneit Tecnica allImpiego


Costituisce una valutazione del prodotto, o sistema da costruzione, ai fini delluso strutturale
previsto (si veda anche lart.1 della legge n.64/74). In taluni casi, ad esempio per prodotti di
tipologia ricorrente, il Servizio Tecnico Centrale potr rilasciare, in luogo del certificato di idoneit
tecnica allimpiego, un attestato di deposito della documentazione tecnica relativa al
prodotto/sistema.
Nel caso C) di cui al 11.1 delle NTC, il certificato di idoneit tecnica, da richiedere direttamente al
Servizio Tecnico Centrale corredando la richiesta della necessaria documentazione, costituisce
lautorizzazione alluso di cui al 4.6 delle NTC.

Attestato di Qualificazione
E il documento emesso dal Servizio Tecnico Centrale che attesta la positiva conclusione della
procedura di qualificazione per materiali e prodotti ricadenti nel caso C di cui al 11.1 delle NTC.

Controllo del processo di fabbrica (FPC)


Si intende per Controllo del Processo di Fabbrica (in Inglese, Factory Production Control, in sigla

FPC) il controllo interno permanente del processo di produzione esercitato dal produttore (da non
confondere con il Sistema di Gestione per la Qualit, di cui alla Norma UNI EN ISO 9001:2000,
che tipicamente concerne il regime volontario). Tutti gli elementi, i requisiti e le disposizioni
adottati dal produttore devono essere documentati in maniera sistematica ed in forma di obiettivi e
procedure scritte.

335

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Serie generale - n. 47

Equivalenza
Laddove richiamato, il concetto di equivalenza, si riferisce alla possibilit di riconoscere procedure
o certificazioni proprie di altri Stati. Ci peraltro laddove non si sia in presenza di una Marcatura
CE, ed basato sui limiti alle eccezioni consentite dallArticolo 30 del Trattato di Roma, con la
sentenza nota come Cassis de Dijon, che ha definito il principio del mutuo riconoscimento dei
requisiti dei prodotti.

Organismi notificati
Ai fini della marcatura CE sui prodotti da costruzione, lArticolo 18 della CPD richiede agli Stati
Membri di notificare alla Commissione gli Organismi che essi hanno riconosciuto per i compiti
previsti, riguardo allattestazione della conformit, distinguendo, con riferimento alle funzioni
esercitate, tra:
- Organismi di Certificazione (di prodotto e di FPC),
- Organismi di Ispezione,
- Laboratori di Prova.
Il compito degli Organismi Notificati quello dettagliato nellAllegato III della CPD, ed in sintesi:
- LOrganismo di Certificazione, deve rilasciare il Certificato di conformit (in Inglese,

Conformity Certificate), a seconda del Sistema di attestazione della conformit implicato,


relativo al prodotto da costruzione od al Controllo del Processo di Fabbrica, secondo regole
procedurali date. La base per la certificazione sono i risultati dellattivit di Ispezione ed, a
seconda dei casi, anche di Prova.
- LOrganismo di Ispezione, deve svolgere le proprie funzioni di ispezione e valutazione iniziale,
proposta di accettazione e successive ispezioni di sorveglianza del Controllo del Processo di
Fabbrica attuato da un produttore, cos come, se previsto, prelievo di campioni, secondo specifici
criteri. Esso relaziona correntemente, ove previsto, la propria attivit ad un Organismo di
Certificazione.
- Il Laboratorio di Prova, deve misurare, esaminare, provare o determinare in altro modo le
caratteristiche o le prestazioni del prodotto da costruzione, prelevato dallOrganismo di
Ispezione. Esso relaziona correntemente, ove previsto, in merito alle proprie attivit ad un
Organismo di Certificazione o, viceversa (Sistema 3), emette dei propri Rapporti di Prova sotto
notifica, non essendo n incaricato, n responsabile del campionamento.

336

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Serie generale - n. 47

Un solo Organismo, lo stesso, se notificato per le varie funzioni, pu agire contemporaneamente da


Organismo di Certificazione, da Organismo di Ispezione e da Laboratorio di Prova.
La procedura di abilitazione di tali organismi regolata dal DM n.156 del 9 maggio 2003.
Infine, riguardo laccettazione dei materiali e prodotti, di responsabilit del Direttore dei Lavori,
questa

deve

avvenire

mediante

lacquisizione

verifica

della

documentazione

di

accompagnamento, nonch mediante le prove di accettazione. Per quanto riguarda la


documentazione, il Direttore dei Lavori deve acquisire la documentazione di accompagnamento
nonch la documentazione che attesti la qualificazione del prodotto (differente a seconda dei casi
A), B) o C) previsti al 11.1 delle NTC). Il Direttore dei Lavori deve anche verificare lidoneit di
tale documentazione, ad esempio verificando la titolarit di chi ha emesso le certificazioni e/o
attestazioni, la validit ed il campo di applicazione di queste ultime (in relazione ai prodotti
effettivamente consegnati ed al loro uso previsto), la conformit delle caratteristiche dichiarate alle
prescrizioni progettuali o capitolari, etc.
Oltre i casi previsti dalle NTC, il Direttore dei Lavori pu in ogni caso richiedere le prove di
accettazione che ritenga opportune o necessarie ai fini dellaccettazione del materiale.

C11.2 CALCESTRUZZO
C.11.2.1 SPECIFICHE PER IL CALCESTRUZZO
Nella norma si precisa che la prescrizione del calcestruzzo allatto del progetto deve essere
caratterizzata almeno mediante la classe di resistenza, la classe di consistenza ed il diametro
massimo dellaggregato. Per quanto attiene la classe di resistenza si ribadisce e specifica che la
classe di resistenza individuata esclusivamente dai valori caratteristici delle resistenze cilindrica
fck e cubica Rck a compressione uniassiale, misurate su provini normalizzati e cio rispettivamente
su cilindri di diametro 150 mm e di altezza 300 mm e su cubi di spigolo 150 mm.
C11.2.3 VALUTAZIONE PRELIMINARE DELLA RESISTENZA
Le prove preliminari di studio di cui al 11.2.3 delle NTC sono finalizzate ad ottenere il
calcestruzzo pi rispondente sia alle caratteristiche prescritte dal progettista sia alle esigenze
costruttive, in termini di classe di resistenza, classe di consistenza, tempi di maturazione, etc. In
genere lo studio della miscela viene condotto presso il produttore di calcestruzzo, sotto il controllo
di un laboratorio autorizzato, ovvero presso il laboratorio stesso.
C11.2.4 PRELIEVO DEI CAMPIONI
Il prelievo dei campioni durante il getto costituisce un momento importante dei controlli di
sicurezza sulle strutture in calcestruzzo, controlli sanciti dalla Legge n.1086/71, poi ripresi nel

337

Per elementi resistenti artificiali semipieni o forati deve risultare soddisfatta la relazione
fvk fvk,lim = 1,4 fbk
con
fvk,lim: valore massimo della resistenza caratteristica a taglio che pu essere impiegata nel calcolo;
fbk

valore caratteristico della resistenza degli elementi in direzione orizzontale e nel piano del
muro, da ricavare secondo le modalit descritte nella relativa norma armonizzata della serie
UNI EN 771.

11.10.3.4

Moduli di elasticit secanti

Il modulo di elasticit normale secante della muratura valutato sperimentalmente su n muretti (n


6), seguendo sia per la confezione che per la prova le modalit indicate nella norma UNI EN 10521:2001.
In sede di progetto, in mancanza di determinazione sperimentale, nei calcoli possono essere assunti
i seguenti valori:
- modulo di elasticit normale secante
E = 1000 fk
- modulo di elasticit tangenziale secante G = 0.4 E

427

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Serie generale - n. 47

C11.9.7.2 Prove di qualificazione sui dispositivi


Data la complessit del comportamento degli isolatori elastomerici e limportanza delle dimensioni
nel processo di produzione, si raccomanda, quando possibile, di effettuare le prove di qualificazione
su dispositivi in vera grandezza.
In ogni caso, la procedura di prova dovr rispecchiare le reali condizioni di vincolo, in particolare
sulle facce superiori ed inferiori, del dispositivo in opera.
Tra le grandezze indagate nelle prove di qualifica vi il modulo statico di taglio G, determinato per
consentire il confronto con i risultati delle prove di caratterizzazione del materiale e, soprattutto,
con i risultati delle prove di accettazione, cos da poter estendere ai dispositivi in opera la
caratterizzazione compiuta nella qualificazione.
Per quanto attiene la determinazione delle curve G-J e [-Jmediante le prove dinamiche, la scelta
tra le due sequenze alternative, riferite rispettivamente ai valori di deformazione della gomma o di
spostamento del dispositivo, andr compiuta facendo riferimento al valore pi grande tra Jmax e d2,
e non in relazione ad ogni singola ampiezza.
C11.9.7.3 Prove di accettazione sui dispositivi
Le prove di accettazione hanno la finalit di verificare la corrispondenza tra il comportamento dei
dispositivi messi in opera e quelli su cui stata condotta la caratterizzazione mediante le prove di
qualificazione, verificandone la rispondenza progettuale. A tale scopo, tramite i test di accettazione,
si determina il valore della rigidezza verticale e del modulo statico di taglio G, da confrontare con i
valori emersi nelle prove di qualificazione, al fine di poterne ritenere associabile la caratterizzazione
compiuta in qualificazione.
In luogo del modulo di taglio statico G auspicabile la determinazione del Gdin.

C11.10 MURATURA PORTANTE


C11.10.1 ELEMENTI PER MURATURA
opportuno rammentare che la definizione delle categorie degli elementi per muratura pi
precisamente descritta nelle norme armonizzate della serie UNI EN 771.
Per entrambe le categorie di elementi contemplate, leffettiva resistenza a compressione del
prodotto, valutata secondo la UNI EN 772-1:2002, non pu essere inferiore a quella dichiarata con
la marcatura CE.
La differenza tra tali categorie si pu sintetizzare in modo semplice nei seguenti termini: per
elementi di Categoria II la prestazione (media o caratteristica) pu essere raggiunta ammettendo una

365

Supplemento ordinario n. 27 alla GAZZETTA UFFICIALE

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Serie generale - n. 47

maggiore variabilit dei singoli valori di resistenza, mentre per elementi di Categoria I viene
raggiunta con una minore variabilit dei singoli valori di resistenza.
C11.10.1.1 Prove di Accettazione
Il paragrafo ribadisce che tutti i materiali, indipendentemente dalla Marcatura CE ovvero da altre
qualificazioni nazionali, devono essere accettati dal Direttore dei lavori, anche mediante le prove
sperimentali di accettazione di cui al 11.10.1.1 delle NTC; in ogni caso il Direttore dei lavori potr
far eseguire tutte le ulteriori prove che ritenga necessarie ai fini dellimpiego specifico, facendo
riferimento alle metodologie indicate nelle norme armonizzate applicabili.
C11.10.1.1.1 Resistenza a compressione degli elementi resistenti artificiali o naturali
La procedura di controllo di accettazione in cantiere prevede il confronto (tramite disuguaglianze)
delle resistenze a compressione valutate sui campioni pervenuti in cantiere con la resistenza
caratteristica, fbk, fornita dal produttore. La valutazione di questultima funzionale, inoltre, anche
allimpiego delle tabelle 11.10.V, 11.10.VI e 11.10.VII delle NTC, utili alla stima rispettivamente
della resistenza caratteristica a compressione e taglio della muratura.
opportuno riportare, dunque, alcune indicazioni utili per la valutazione di fbk.

Resistenza caratteristica a compressione degli elementi nella direzione dei carichi verticali
Si definisce resistenza caratteristica quella resistenza al di sotto della quale ci si pu attendere di
trovare il 5% della popolazione di tutte le misure di resistenza. La resistenza di rottura a
compressione di un singolo elemento data dalla seguente espressione:
fbi = N/A
in cui:
N = carico di rottura applicato in direzione ortogonale al piano di posa;
A = area lorda della sezione normale alla direzione di carico.
Il valore della resistenza caratteristica fbk si ricava dalla formula seguente, applicata ad un numero
minimo di 30 elementi:
fbk = fbm (1 1,64 )
in cui:
fbm = media aritmetica della resistenza dei singoli elementi fbi;
=

s
fbm

= coefficiente di variazione;

366

Supplemento ordinario n. 27 alla GAZZETTA UFFICIALE

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Serie generale - n. 47

s = stima dello scarto quadratico medio;


( f  f )2
s = n bm bi
n1

(n = numero degli elementi provati)

Il valore della fbk non accettabile per > 0.2

Resistenza caratteristica a compressione degli elementi nella direzione ortogonale a quella dei
carichi verticali e nel piano della muratura
La resistenza caratteristica a compressione in direzione ortogonale ai carichi verticali e nel piano
della muratura (richiamata nel 7.8.1.2. delle NTC ed ivi contraddistinta dal simbolo f bk ) sar

dedotta da quella media f bm mediante la relazione:

f bk = 0,7 f bm
in cui la resistenza media f bm sar ricavata da prove su almeno sei campioni.
C11.10.3 DETERMINAZIONE DEI PARAMETRI MECCANICI DELLA MURATURA

La norma fornisce indicazioni sulla determinazione della resistenza caratteristica della muratura sia
a compressione che a taglio.
La determinazione di tali resistenze dovr essere effettuata per via sperimentale su campioni di
muro. In considerazione, tuttavia, della difficolt ed onerosit di questo tipo di prove, la norma
ammette la possibilit di ricavare i valori delle resistenze a compressione e a taglio utilizzando
apposite tabelle.
In ogni caso, le resistenze caratteristiche a compressione ed a taglio della muratura richieste dal
calcolo dovranno essere indicate nel progetto delle opere.
da richiamare lattenzione circa la determinazione sperimentale delle caratteristiche di una
muratura confezionata con elementi resistenti appartenenti ad una stabilita famiglia di prodotti,
intendendosi come tale linsieme di prodotti caratterizzati dallo stesso ciclo produttivo, simili nella
configurazione geometrica, con la medesima percentuale di foratura e destinazione duso, ma con
dimensioni diverse nel senso dello spessore e/o altezza della muratura stessa; per tali elementi
possibile verificare sperimentalmente le caratteristiche della tipologia meno resistente ed estendere i
risultati conseguiti a tutte le murature che impieghino gli elementi, maggiormente resistenti, della
stessa famiglia.

367