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ANALISI DELLE STRUTTURE MARCATE IN SICILIANO

Tiziano Francesco Carrubba


Universiteit Gent

ABSTRACT
La mia analisi volta allo studio a livello sintattico delle strutture marcate di topicalizzazione e
focalizzazione nel siciliano, con lo scopo di osservarne le caratteristiche che ho considerato pi interessanti e
fornire un confronto con litaliano standard. Questa ricerca stata possibile grazie a numerosi linguisti che
precedentemente si sono cimentati in questo campo, dai cui lavori sono state ricavate le frasi utilizzate in
questarticolo per meglio esplicare i fenomeni trattati. Lo studio si apre con una breve introduzione su alcune
nozioni generali inerenti al siciliano, seguita da un approfondimento sul fenomeno stesso della marcatezza
riscontrato in tale idioma. Lanalisi vera e propria si concentra sulle realizzazioni di topicalizzazione, in
particolare dislocazione a destra e a sinistra, e focalizzazione, in particolare focus informazionale/contrastivo
e frase scissa. Gli esempi riportati mettono in luce le differenze presenti tra il siciliano e litaliano standard
nellambito delle strutture marcate.

1. INTRODUZIONE
Ancor prima di intraprendere lanalisi delle strutture marcate riscontrate nel siciliano, sarebbe opportuno
fornire delle nozioni di carattere generale riguardo allidioma in questione. Il siciliano costituito
dallinsieme dei dialetti italo-romanzi parlati in Sicilia appartenenti alla famiglia delle lingue indoeuropee
(Ruffino, 2001). Moseley e Asher (1994, 249) e Bonner (2001) descrivono il siciliano come abbastanza
distinto dall'italiano tipico tanto da poter essere considerato un idioma separato, il che risulta ovvio da
qualsiasi analisi dei sistemi fonologici, morfologici e sintattici, nonch per quanto riguarda il lessico.
Tuttavia, essendo classificabile come dialetto romanzo primario (Loporcaro, 2013, 5), lidioma della
Sicilia spesso indicato come dialetto siciliano in ambito accademico e nella letteratura scientifica (Ruffino,
2001, 3).
Considerando invece il tipo linguistico, il siciliano sembra aver conservato lordine prevalente delle parole
SOV, ugualmente al latino, da cui deriva, che utilizzava estensivamente questordine (Marazzini, 2010).
Questo tratto particolare del siciliano, che peraltro non si presenta eccessivamente conservativo dal punto di
vista della sintassi ma anzi consente qualsiasi ordine delle parole in base alla situazione, gioca un ruolo
fondamentale nella realizzazione delle strutture marcate e lo differenzia maggiormente dallitaliano, che ha
mantenuto un tipo linguistico principalmente SVO.

2. OBIETTIVO E METODOLOGIA
Lobiettivo di questo studio esaminare e descrivere determinate strutture marcate di topicalizzazione e
focalizzazione presenti nel siciliano e confrontarle con litaliano standard. Verranno dunque analizzati i dati,
raccolti allinterno del progetto ASIt (Atlante Sintattico dItalia) provenienti dalle variet di Catania,
Corleone, Messina, Palermo, Ragusa e Sciacca a partire dai lavori di Rizzi (1997), Beninc e Poletto (2004 e
2006), Cecchetto (1999), Cruschina (2008) e Zanini e Damonte (2010). Sono state scelte delle frasi ben
precise, che ho ritenuto particolarmente adatte a esplicare il modo in cui si presentano le strutture marcate in
siciliano.

3. MARCATEZZA IN SICILIANO
Il siciliano potrebbe essere definito come una variet linguistica di tipo discorse-configurational, la cui
disposizione dei costituenti determinata principalmente da funzioni pragmatiche e solo secondariamente da
funzioni grammaticali (Cruschina, 2008). Infatti, nel caso in cui il predicato sia il focus della frase, gli altri
costituenti sono marcati come topic e possono trovarsi alla periferia a destra o a sinistra della frase, come
illustrato in (2):
(2) Contesto: Che cosa ha fatto Alfiu a Turiddu?
a. U ammazz, Alfiu, a Turiddu
VSO
b. U ammazz, a Turiddu, Alfiu
VOS
c. A Turiddu, Alfiu, u ammazz
OSV
d. Alfiu, a Turiddu, u ammazz
SOV
e. A Turiddu, u ammazz, Alfiu
OVS
f. Alfiu, u ammazz, a Turiddu
SVO
A seconda delle circostanze e in contesti adatti, verr preferita luna o laltra forma marcata, per porre
accento ad esempio sul soggetto che compie lazione, sulloggetto che la subisce o sullazione stessa. Si noti
come in (2f) lordine delle parole SVO che risulterebbe del tutto normale in italiano, pone invece in siciliano,
prevalentemente SOV, un accento particolare sul verbo, che si trova in questo caso dislocato prima
delloggetto.
Un caso interessante rappresentato dai contesti in cui una frase affermativa semplice in italiano viene
tradotta in siciliano. In hanno mandato Mario a scuola, frase affermativa non marcata, si nota come le
versioni proposte in dialetto catanese e ragusano realizzano sempre una dislocazione.
a. A Mariu a scola u mannanu
b. A Mariu u mannaru a scola
c. A Mariu u mannarru a scola

(catanese 3)
(catanese 4)
(ragusano)

Questi risultati sono attestati nei questionari di Catania, Ragusa e Messina, mentre mancano del tutto nei
questionari di Palermo, Corleone e Sciacca. Risulta dunque difficile comprendere il perch in questi esempi
un costituente sia stato interpretato come focus, motivando quindi la dislocazione di altri costituenti. Nella
maggioranza dei casi il complemento oggetto a ricevere interpretazione di topic (Zanini, 2010). Questi dati
sembrano confermare che il siciliano sia discorse-configurational e che un costituente focalizzato forzi
linterpretazione di altri costituenti come topic, marcandoli con la ripresa clitica.

4. ANALISI
4.1 TOPICALIZZAZIONE
Il primo tipo di strutture marcate ad essere analizzato riguarda la topicalizzazione. Come in italiano, anche in
siciliano i fenomeni di topicalizzazione sono piuttosto frequenti. Verranno presi in considerazione due
esempi fondamentali: il primo raffigurante una dislocazione in periferia a destra (3) e il secondo una
dislocazione in periferia a sinistra (4).
(3) Contesto: Chi ha letto il giornale?
a. Lha letto Maria, il giornale
b. Ha letto Maria, il giornale
a. U ligg Maria, u giornali
b. *Ligg Maria, u giornali

CLRD (italiano)
emarginazione
CLRD (siciliano)
emarginazione

Come si evince dagli esempi in (2) e (3), in siciliano la ripresa clitica degli argomenti topicalizzati
obbligatoria sia in caso di dislocazione a sinistra sia in caso di dislocazione a destra. Differisce dunque

dallitaliano, che ammette sia oggetti diretti sia partitivi dislocati a destra senza ripresa clitica (Beninc,
1988; Cinque, 1990; Cardinaletti, 2001).
Il secondo esempio riguarda il fenomeno di dislocazione a sinistra con sintagmi preposizionali (PP)
topicalizzati, sia argomentali sia locativi, dei quali in siciliano la ripresa clitica obbligatoria. Anche in
questo caso litaliano si discosta dal siciliano, in quanto ammette PP topicalizzati senza ripresa clitica, o
simple preposing. Secondo Cruschina (2008) questo tipo di costruzione che esclude la ripresa clitica dalla
frase sarebbe legato a un grado inferiore di giveness del costituente topicalizzato.
(4) a. A Giovanni, gli dar un libro
a. A Giovanni, dar un libro
b. A casa, ci andr domani
b. A casa, andr domani

CLLD (italiano)
Simple Preposing
CLLD (italiano)
Simple Preposing

a. A Giuvanni, ci haju a dari un libbru


a. *A Giuvanni, haju a dari un libbru
b. Dintra, ci vaju dumani
b. *Dintra, vaju dumani

CLLD (siciliano)
Simple Preposing
CLLD (siciliano)
Simple Preposing

4.2 FOCALIZZAZIONE
Il secondo tipo di strutture marcate analizzate nel corso di questo articolo riguarda la focalizzazione. Verr
messo in luce il modo in cui si comporta il siciliano a tal proposito e leffetto che un costituente focalizzato
ha sullordine complessivo della frase, a differenza con litaliano. Il primo esempio raffigura il fenomeno di
un focus informazionale (5) mentre il secondo le possibili realizzazioni di una frase scissa in un determinato
contesto (10).
(5) a. Chi accattasti airi?
Cosa hai comprato ieri?
b. Un libbru accattavu.
Un libro ho comprato/Ho comprato un libro
Lo spostamento in prima posizione di un costituente con conseguente spostamento del verbo alla fine della
frase una caratteristica comune nella sintassi siciliana. Beninc e Poletto (2004) analizzano queste
costruzioni assumendo che il costituente in prima posizione corrisponda allelemento che apporta
uninformazione nuova alla frase, ovvero il focus informazionale, e che il siciliano si discosti dallitaliano in
quanto permette a un focus informazionale di trovarsi nella periferia a sinistra (5b). In italiano infatti
linformazione nuova della frase deve seguire il verbo e pu essere focalizzata a inizio frase solo con valore
contrastivo. In siciliano, invece, e nella variet di italiano regionale parlata in Sicilia, questo tipo di
interpretazione contrastiva non necessaria: il costituente focalizzato pu semplicemente esprimere
informazione nuova rilevante e/o inaspettata.
Ci sono comunque dei contesti in cui il focus informazionale posizionato in periferia a sinistra pi
frequente. Infatti avviene principalmente nelle esclamative (6), nelle domande s/no (7), nei complementi del
verbo avere esprimente possesso (8) ed anche comune nei quantificatori (9):
(6) a. Bunu j!
Buono / buono!
b. Veru ti dicu!
Ti dico che vero!
(7) a. Chi viglianti s?
Sei sveglio/Sveglio sei?
b. Vossia dutturi j?
Siete un dottore/Lei un dottore?

(8) a. A frevi aju.


Ho la febbre/La febbre ho
b. Du picciriddi avi.
Ha due bambini/Due bambini ha
(9) a. Nenti ci fa.
Non fa niente
b. A nuddu vitti.
Nessuno ho visto/Non ho visto nessuno
Il secondo esempio riguarda le realizzazioni in siciliano di una frase scissa in un contesto dato, a confronto
con litaliano (10).
Contesto: Maria aviva accattatu na buttiglia di vinu bona pa purtari a festa di compleannu di namica, ma
un sapi siddru nni ddra casa vivunu vinu. Allura ci addummanna allamica. (Maria aveva comprato una
bottiglia di vino da portare alla festa di compleanno di unamica, ma non sa se a casa loro bevono vino.
Allora domanda allamica)
(10) A: Cu su vivi u vinu dintra nni tia?
Chi beve vino a casa tua?
B1: Ma maritu j ca su vivi.
*Mio marito che se lo beve
B2: J ma maritu ca su vivi.
mio marito che se lo beve
Si nota nellesempio appena riportato come il siciliano realizzi in B1 una focalizzazione del costituente
soggetto in periferia a sinistra seguito dalla copula, realizzazione che non possibile in italiano, dato che la
parte che precede la copula, avente funzione puramente specificativa, risulta sempre vuota e non contiene
alcuna informazione riguardo al soggetto di cui si sta parlando. Questa unopzione sintattica possibile in
siciliano (Cruschina, 2014).

5. CONCLUSIONI
A seguito di questanalisi si evince come il siciliano si differenzi dallitaliano standard per molti aspetti
riguardanti le strutture marcate. La componente discorse-configurational ammette che lordine sintattico dei
costituenti di una frase sia molto pi libero rispetto a quello dellitaliano, apportando una maggiore incidenza
di topic e focus allinterno del discorso. stato anche interessante osservare che la realizzazione con
struttura marcata di una semplice frase affermativa non marcata italiana non comune a tutte le variet di
siciliano, ma solo a quelle di Catania, Ragusa e Messina, mettendo in luce ulteriori differenze e sfumature
dialettali allinterno dello stesso idioma.
Analizzando i fenomeni di topicalizzazione, quali dislocazione a sinistra e a destra, stato attestato che in
siciliano la ripresa clitica degli argomenti topicalizzati sempre obbligatoria, che si tratti di oggetti diretti,
partitivi o sintagmi preposizionali, argomentali e locativi.
Spostandoci invece ai fenomeni di focalizzazione, il tipo linguistico SOV torna a giocare un ruolo
significativo nel posizionamento di un focus a inizio frase con funzione puramente informazionale e non
necessariamente contrastiva, come invece in italiano. Infine, si pu osservare come in una frase scissa
unopzione sintattica possibile in siciliano quella del posizionamento iniziale del costituente focalizzato,
ancor prima della copula stessa, ulteriore differenza con la lingua italiana.

6. BIBLIOGRAFIA
Asher, R. E. e Moseley, C. (1994). Atlas of the worlds languages. Londra/New York: Routledge

Beninc, P. (1988). Gli ordini degli elementi della frase e le costruzioni marcate. In: Renzi, L. et al. (a cura
di) Grande Grammatica italiana di consultazione, vol. 1. Bologna: Il Mulino
Beninc, P. e Poletto, C. (2004). Topic, focus and V2: defining the CP sublayers. In: Rizzi, L. (a cura di)
The Structure of IP and CP. The Cartography of Syntactic Structures, Vol. 2. Oxford/New York: Oxford
University Press
Bonner, J. K. e Cipolla, G. (2001). Introduction to Sicilian Grammar. New York: Legas Publishing
Cardinaletti, A. (2001). A second thought on emarginazione: Destressing vs Right Dislocation. In: Cinque,
G. et Salvi, G. (a cura di) Current Studies in Italian Syntax. Essays offered to Lorenzo Renzi. Amsterdam:
Elsevier
Cecchetto, C. (1999). A comparative analysis of left and right dislocation in Romance. In: Studia
Linguistica 53 (1). Oxford/Maklen: Blackwell Publishers
Cinque, G. (1990). Types of A-Dependencies. Cambridge: MIT Press
Cruschina, S. (2008). Discourse-related features and the syntax of peripheral position: A comparative study
of Sicilian and other Romance languages. Tesi di dottorato, Universit di Cambridge
Cruschina, S. (2014). Some notes on clefting and fronting. In: Di Domenico, E., Hamann, C e Matteini, S.
(a cura di) Structures, Strategies and Beyond. Studies in Honour of Adriana Belletti. Amsterdam: John
Benjamins
Loporcaro, M. (2013). Profilo linguistico dei dialetti italiani. Nuova Edizione. Roma/Bari: Laterza
Marazzini, C. (2010). La lingua italiana. Storia, testi, strumenti. Bologna: Il Mulino
Poletto, C. (2006). Old Italian scrambling: the low left peiphery of the clause. In: Frascarelli, M. (a cura di)
Phases of Interpretation. Berlino: Mouton de Gruyter
Rizzi, L. (1997). The fine structure of the left periphery. In: Haegeman, L. (a cura di) Elements of
Grammar. Dordrecht: Kluwer
Ruffino, G. (2001). Profili linguistici delle regioni. Sicilia. Bari: Laterza
Zanini, C e Damonte, F. (2010). Ordini marcati dei costituenti in siciliano. In: Garzonio, J. (a cura di) Studi
sui dialetti della Sicilia. Padova: Unipress

ALBERO SINTATTICO E CENNI PROSODICI


A frevi aju.

FP

Spec.

A FREVI
F=0

CP

IP

I
aju
Come si pu osservare dallalbero sintattico appena riportato, in siciliano, come in italiano, il fenomeno della
focalizzazione strettamente legato alla prosodia, in quanto pone unenfasi a livello intonativo sul
costituente focalizzato. In questo caso particolare, il siciliano pone a inizio frase un costituente interpretabile
come focus informazionale, che pur non avendo dunque valore contrastivo viene pronunciato con un certo
grado di enfasi. Come detto in precedenza, lordine sintattico dei costituenti in siciliano stabilito soprattutto

da ragioni pragmatiche, e in secondo luogo grammaticali. Questo comporta unalta incidenza di strutture
marcate e realizzazioni prosodiche.

APPENDICI
(6) a. Al Joan, *(li) donar un llibre (cat.)
b. A casa, *(hi) anir dem
(7) a. A chi lha dato il libro Maria? (Ita.)
b. A chi ha dato il libro Maria?
a'. A cu u detti u libbru Maria? (Sic.)
b'. *A cu detti u libbru Maria?
c. Indove lavr messo quel libro tuo fratello? (Fiorentino)
9) a. A Maria ci dissi ca pitrusinu nu jardinu un ci nnavi a chiantari
A Maria (le) ho detto che prezzemolo in giardino non (ce) ne deve piantare
(18) 160: Ha cucito il bottone alla camicia
a. Ci cusiu u buttuni a cammina
208: Manger la minestra pi tardi
b. A pastina ma mangiu chi tadduliddu
201: La camicia stata tutta macchiata
c. A cammisa a macchiaru tutta
121: Ha rotto quella sedia
d. Da seggia a rumpiu

Cat 4
Cat 3
Mes
Cat 3

(19) 64: A scuola, il bambino ce lo puoi portare in moto


a. Upoi purtari c motu picciriddu scola
Cat 2
b. A scola u picciriddu ca motu ci poi puttari
Cat 3
c. Ci po puttari ca motu u picciriddu a scola
Cat 4
d. U picciriddu ci p purtari a scola co muturi
Rag
(20) 31: Non so chi abbia parlato con Maria
a. No sacciu cu ci parrau ccu Maria
b. No sacciu cu ci parr cu Maria

Cat 1
Cat 4

179: Ho presentato Mario a un mio amico


c. Ci rappresentai Mariu a namicu miu Cat 3
213: Hanno detto alle mie figlie che sono belle
d. E m figgi ci rissuru ca su beddi Cat 4
(21) 76: I tuoi figli, che studiano sempre, vanno volentieri a scuola
a. I to figghi, ca sturianu sempri, ci vanu contenti a scola Cat 1
b. I t figgi, sturiusi, ci vanu c iarmu scola Cat 2
c. I to figgi ca studiunu sempri a scola ci vanu contenti Cat 3
d. I to figghi, ca su sturiusi, ci vanu contenti a scola Cat 4
e. I to figli, ca studiano semp., ci vannu vulentieri a scola Cor
(22)

149: Pensa di potermici portare domani, al mare


a. (Iddu) criri ca mi ci po puttari a mari rumani Cat 4
b. Pensa di putirimicci purtari domani a mari Cor
c. Pensa di purtarammicci dumani, o mari Rag
(23)
31: Non so chi abbia parlato con Maria
a. Non sacciu cu parrau cu Maria Mes
b. Non sacciu cu parrau cu Maria MeM
c. N' sacciu cu parrau c Maria MeJ
(24)
64: (A scuola, il bambino) ce lo puoi portare in moto
a. A scola, u picciriddu u pi puttari ca motocicletta Mes
b. A scola, u picciriddu u pi puttari ca moticicletta MeM
c. A scola picciriddu pi puttari c motocicletta MeJ
76: I tuoi figli, che studiano sempre, vanno volentieri a scuola
a. I to figghi, chi studunu sempri, vannu cu piaciri a scola Mes
b.I to figghi, chi studiunu semp., vannu cu piaciri a scola MeM
c. I t figghi, chi studiunu sempri, vannu cu piaciri a scola MeJ
149: Pensa di potermici portare domani, al mare
a. Penza mi mi pi puttari dumani, a mari Mes
b. Penza chi mi p puttari dumani, a mmari MeM
c. Penza chi mi p puttari dumani, 'o mari MeJ
214: Scriveremo allavvocato
a. Ci scrivemu allavvocatu Mes
b. Ci scrivemu allavvocatu MeM
c. Ci scrivemu allavvocatu MeJ