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Maggio 2015 - Rotary Yuth Leadership Award - RYLA

Sistemi di monitoraggio in tempo reale di parametri


oceanografici ed allarme precoce di precursori di maremoti
Furio Ruggiero 1
La superficie terrestre occupata per pi del
70% da oceani (Talassosfera). Al momento
meno del 5% dellambiente oceanico stato
esplorato ed una frazione ancora pi
trascurabile stata analizzata in termini fisici
e biochimici. Come intuibile da questi soli
due parametri praticamente impossibile
affermare di conoscere il nostro pianeta ed
ancora di pi, ritenere di aver compreso
quali siano, come funzionino e come siano
interconnessi i vari processi che lo regolano.
La Terra completamente influenzata
dallambiente
oceanico.
Laria
che
respiriamo, lacqua che beviamo ed il cibo
che
mangiamo
sono
tutti
prodotti
dellinterazione di due grandi macroprocessi
energetici in perenne ricerca di equilibrio In superficie abbiamo processi derivanti
dallenergia solare ed in profondit processi
connessi allenergia geotermica. Linterazione di questi processi avviene, in grandissima parte,
negli oceani e genera la quasi totalit dei fenomeni riscontrati nella nostra quotidianit, come le
piogge, il vento, le tempeste, gli uragani, le alluvioni la siccit, i terremoti, i maremoti, le eruzioni
vulcaniche e tutte le manifestazioni naturali. Anche i processi antropogenici (cagionati dalluomo)
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dovrebbero essere considerati come naturali essendo manifestazioni del fenotipo esteso
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della specie umana . Ad esempio lo sfruttamento intensivo di combustibili fossili con il derivante
aumento di CO2 nellatmosfera e negli oceani un processo che va ad interagire su scala
planetaria con gli altri processi producendo reazioni comunque naturali. Che queste reazioni
siano dannose o meno per luomo e le altre specie attualmente viventi, nostro interesse
stabilirlo e prevenirlo. Il pianeta cera prima della comparsa delluomo e con buona probabilit ci
sar anche dopo la sua eventuale scomparsa. Al pi potr risultare incompatibile con la vita
delluomo a probabile vantaggio di qualche specie ora insospettabile. La consapevolezza della
complessit derivante dallinterazione di tutti questi fenomeni richiede oggi un paradigma
completamente nuovo nello studio e nellesplorazione del pianeta. Sebbene sia palese
limportanza degli oceani, essi rimangono largamente inesplorati. Ogni giorno solo quattro o
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cinque persone si trovano ad operare ad una profondit superiore ai 3000 metri . Esistono
mappe dettagliate del suolo marziano ma non esiste una mappatura con adeguata risoluzione dei
fondali oceanici. Il budget annuale della NASA 1600 volte quello del NOAA, lente preposto
negli USA allo studio degli oceani e dellatmosfera, sebbene le ricadute dellesplorazione
oceanica porterebbero rivoluzionari miglioramenti in moltissime discipline, avendo un impatto
economico enorme in termini di ritorno dellinvestimento.
1
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Presidente Envirtech Subsea Systems


Richard Dawkins: Teorema centrale del fenotipo esteso Il comportamento di un animale tende a
massimizzare la sopravvivenza dei geni di quel comportamento, indipendentemente dal fatto che i geni si
trovino o meno nel corpo dellanimale che assume tale comportamento.
Dal punto di vista tassonomico gli esseri umani sono una sottospecie, denominata sapiens, della
specie Homo sapiens, quindi: Homo sapiens sapiens.
La profondit media degli oceani di circa 4,000 metri

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Prima della fine degli anni 70 era comune ritenere che i fondali abissali fossero aridi deserti
senza vita ed estremamente stabili. Il cessare della fotosintesi oltre i 40 metri di profondit
supportava questo modello che era poi ulteriormente suffragato dalle modeste risorse
tecnologiche con cui si potevano esplorare i fondali della piattaforma continentale.

Il modello di circolazione oceanica, tuttora accettato, prevede che le profondit oceaniche


ricevano energia e grandi quantit di nutrienti precipitati dalla superficie - La circolazione
termoalina5 poi provvede alla distribuzione delle sostanze disciolte, particelle insolute e gas
ridistribuendole in superficie in alcune aree di emersione. Il tutto quindi unicamente dominato dai
sottoprocessi dovuti alla energia solare.
Con le campagne esplorative del sottomarino ALVIN e la sensazionale scoperta dei
Black smokers, avvenuta su fondali di oltre 2500 metri, capaci di alimentare ecosistemi
completamente chemiosintetici, di fatto si rivoluzionato il paradigma di base dello studio della
biologia. I batteri, particolarmente abbondanti nei fluidi idrotermali abissali a temperature anche
superiori ai 300 C, sono capaci di sfruttare l'energia prodotta dall'ossidazione di composti
inorganici, come l'idrogeno solforato, per convertire il carbonio dell'anidride carbonica in carbonio
organico6. Questi batteri, quindi svolgono una funzione analoga a quella delle piante, che
utilizzano l'energia solare per la fotosintesi, fornendo cos una spiegazione plausibile al
mantenimento della vita in ambienti privi di luce e venendo a costituire la base di una nuova
catena alimentare indipendente da quella di superficie.
La scoperta degli ecosistemi connessi ai Black smokers insieme ad una mappatura
anche se approssimativa, dei fondali, ci consente oggi di stimare la consistenza della biomassa
dei fondali marini come avente lo stesso ordine di grandezza della biomassa di superficie.
Questa scoperta ha altres fornito un enorme impulso alla eso-biologia, la scienza attualmente
puramente speculativa, che studia la nascita e lo sviluppo biologico allesterno del pianeta Terra,
aumentando a dismisura la casistica delle condizioni favorevoli allo sviluppo ed al mantenimento

Per Circolazione termoalina (a volte detta anche Grande Nastro Trasportatore) si intende la componente della circolazione
globale oceanica causata dalla variazione di densit delle masse d'acqua.
Per definizione, sono detti "organici" i composti a base di carbonio in cui questo ha numero di ossidazione inferiore a +4

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della vita. Queste stime sono di per se stesse rivoluzionarie in quanto ci forniscono un nuovo
punto di vista per la comprensione della genesi ed evoluzione della vita sulla terra.
Se si considera che i fondali marini ospitano circa l80% dei vulcani attivi, catene montuose
(dorsali) che coprono il 20% della superficie complessiva del pianeta, veri e propri laghi con
differente densit rispetto allacqua circostante e correnti che scorrono in tutte le direzioni,
trasferendo energia, ossigeno e nutrienti ai sistemi superficiali, comprendiamo facilmente quanto
i fenomeni terrestri siano influenzati da quelli sottomarini e come il clima che rileviamo in
superficie possa dipendere da fenomeni di cui praticamente ancora non sappiamo alcunch.
Acquisizione sistematica dei parametri oceanografici
Il primo passo per la valutazione dell'ambiente oceanico l'acquisizione e l'analisi di parametri
fisici, come la temperatura, l'altezza, la direzione delle onde, la velocit e la direzione delle
correnti, la presenza di prodotti metabolici, lacidit, lossigeno disciolto ecc..
I metodi classici per l'osservazione degli oceani, basati su campagne di misura condotte da navi
oceanografiche, non soddisfano i semplici requisiti dovuti alla scala spaziale e temporale tipica
dei fenomeni da osservare.
Tali metodi falliscono anche nel fornire gli strumenti adatti per stabilire l'inizio di fenomeni
episodici nonch nel monitorarli (ad esempio eruzioni, terremoti, tsunami ecc.) Per risolvere i
problemi citati sono necessarie lunghe e stabili serie di dati fisici, geologici e biochimici acquisite
su ampie aree ed ove possibile trasferite a terra in tempo reale o semi-reale.
E' dunque necessario deporre reti di strumenti sia sul fondo che in superficie che possano fornire
i dati con la precisione e la stabilit richiesta per lungo tempo e senza intervento umano.
Negli ultimi trenta
anni, in tutto il mondo, sono state implementate molte reti di boe
oceanografiche di superficie nonch numerosi sistemi per le osservazioni abissali
In particolar modo le reti di strumentazioni abissali richiedono sistemi di comunicazione tra il
fondo e la superficie, bidirezionali, e che ne consentano la teleoperabilit da postazioni remote.
Queste prestazioni possono essere raggiunte o utilizzando cavi sottomarini oppure tratte miste
con sistemi di comunicazione acustica o induttiva e trasmissioni satellitari. L'impatto che
l'implementazione di queste prestazioni avr sullo studio dei fenomeni oceanici rivoluzioner le
nostre conoscenze sul funzionamento del pianeta nei prossimi anni, estendendo enormemente le
nostre capacit di previsione e mitigazione dei fenomeni naturali estremi.
Sistemi di acquisizione dati di superficie e nella colonna dacqua
Gli ODAS (Ocean Data Acquisition Systems) sono sistemi per lacquisizione di parametri
oceanografici. In questo paragrafo ci limiteremo a descrivere quelli basati su boe ormeggiate.
Lacquisizione di parametri oceanografici nello strato superficiale, per lo studio dei processi
nellinterfaccia Aria/Acqua e nei primi cento metri di colonna dacqua, presenta numerose sfide e
compromessi realizzativi. Infatti le boe utilizzate devono soddisfare contemporaneamente sia i
requisiti nautici di visibilit e robustezza che offrire prestazioni fisiche idonee alle misure da
effettuare. Per esempio le boe per misurare il moto ondoso dovrebbero avere un piccolo
dislocamento onde assicurare una risposta in frequenza ed una precisione ottimale ma al
contempo essere ben visibili a lunga distanza per prevenire collisioni. I due requisiti sono dunque
in contrapposizione.
Le boe oceanografiche ormeggiate in aree tropicali ed equatoriali possono essere soggette ad
uragani e tempeste che ne riducono le prestazioni o addirittura ne cagionano il malfunzionamento
o laffondamento. Per questo su tali boe si soliti ridondare la strumentazione, il che ne fa
aumentare il costo In aggiunta essendo le boe ormeggiate in mare aperto sono soggette ad atti
vandalici ed in generale attivit dolosa che fa aumentare enormemente il costo per unit di dato
acquisito.

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Odas della Turkish Data Buoy


Network, recentemente prodotte
da Envirtech

Di seguito riportato uno schema dei parametri acquisiti dalle boe della Rete Ondametrica
Nazionale, attualmente di propriet dellIspra ed operativa in Italia negli ultimi venti anni.

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La boa ospita un insieme di payload ciascuno con funzioni specifiche volte allacquisizione di
una classe di parametri.
Ad esempio parametri meteorologici, parametri relativi al moto ondoso, parametri vettoriali delle
correnti nella colonna dacqua sottostante la boa, ecc. La trasmissione dei parametri acquisiti
avviene in tempo semi-reale ad intervalli di tempo cadenzati o su richiesta del centro di controllo.
Il medium trasmissivo pu essere una rete GSM/GPRS o satellitare o radio in UHF e VHF. I dati
raccolti presso il centro di controllo vengono poi organizzati in database relazionali e resi fruibili
alla comunit internazionale disseminandoli, anche in tempo reale, secondo formati prestabiliti.
Lutilit di disporre dei dati acquisiti in tempo semi-reale da ricondursi alla natura stessa dei
dati. In caso di parametri correlati alla meteorologia oppure a fenomeni intensi ed estremi come
tempeste o maremoti la disponibilit del dato in tempo reale indispensabile. Ma in generale la
trasmissione del dato mette a riparo dalla perdita dello stesso a seguito di collisioni o distruzione
della boa, cosa che con i sistemi basati sulla memorizzazione locale ed il successivo prelievo
manuale sempre possibile.
Le misurazioni nella colonna dacqua basate su campionatura pu avvenire a seconda dei
parametri da acquisire o realizzando una stringa di sensori accoppiati alla linea di ormeggio (ad
esempio stringhe di CTD per la determinazione della temperatura e salinit a profondit
predeterminate) oppure usando un campionatore automatico, con un gran numero di sensori,
che periodicamente scorre lungo la linea di ormeggio, effettuando le misurazioni alle quote
stabilite. I dati vengono poi trasmessi alla boa tramite un modem induttivo accoppiato alla linea di
ormeggio metallica, e da qui ritrasmessi via satellite al centro di controllo.

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In alto un classico sistema di campionamento con


bottiglie di Niskin ed altri sensori utilizzato durante
una campagna oceanografica. A destra un
profilatore automatico non presidiato che esplora la
colonna dacqua lungo il cavo di ormeggio della boa
che fa anche da rel per i dati acquisiti in tempo
reale.

Sistemi per lacquisizione di dati da fondali profondi


Le sfide per l'implementazione di sistemi abissali operanti in tempo reale sono numerosissime.
Come ovvio le pressioni in gioco raggiungono e spesso superano gli 800 bar, la necessit di
comunicazioni bidirezionali stabili con il fondo, impongono l'uso di boe rel (verso satelliti) in aree
spesso soggette a tempeste o tifoni tropicali.
In Italia sin dalla met dagli anni 90, grazie alle competenze interdisciplinari dellIstituto
Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, nato il progetto Geostar, che ha consentito linizio della
sperimentazione nellacquisizione dati di piattaforme deposte sui fondali marini a medie ed alte
profondit. La sperimentazione del Geostar ha dato impulso alla formazione di ingegneri e
scienziati che avevano sufficiente skill per poter dar vita a loro volta ad una nuova classe di
prodotti, commercialmente rilevanti, per lacquisizione di parametri abissali in tempo reale e semireale (come la Classe Vulcan). Dallo studio di questi sistemi e sulla scorta delle esperienze del
NOAA nellOceano Pacifico sono poi derivati i dispositivi di rilevazione dei precursori degli
tsunami e di misurazione di onde di lunghissimo periodo, prodotti dalla Envirtech (Classe
Poseidon e Calypso).

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Misurazione ed allarme precoce di onde di maremoto (Tsunami)


Unapplicazione delle piattaforme abissali connesse in tempo reale la misura delle onde di
tsunami ed il relativo allarme precoce. Nella prossima illustrazione riportato lo schema di
generazione di onde di maremoto conseguenti ad un evento sismico sottomarino. La materia
decisamente complessa per questa breve esposizione, tuttavia possibile introdurre il concetto
con molte semplificazioni. Attualmente si considerano come potenzialmente tsunamigenici i sismi
che si verificano ad una profondit massima di 10Km sotto il fondale marino e con una magnitudo
pari o superiore a Ms = 6.0 -

Nella prossima illustrazione riportato lo schema di una sistema per la misurazione ed allarme
precoce di Onde di tsunami. Un dispositivo sottomarino capace di misurare le esigue differenze di
pressione tra la marea luni-solare e
quelle dovute al transito di onde di
Tsunami, viene deposto sul fondale
oceanico ad una distanza tale da
poter dare un allarme precoce di
almeno 50-60 minuti. Le onde di
tsunami viaggiano a seconda della
profondit dei fondali, in oceano, tra i
500 ed i 900 Km/h per giungere
sottocosta ed assumere velocit
anche di poche decine di Km/h.
Tipicamente quindi la distanza del
dispositivo dalla costa dellordine dei
1000 Km. A queste distanze nella
maggior parte dei casi ci si trova fuori
della piattaforma continentale con
fondali compresi tra i 3,000 ed i 6,000
metri. Il dispositivo di misura delle
onde viene deposto sul fondo marino
ed equipaggiato con un sensore di
pressione estremamente preciso,
tipicamente capace di misurare
variazioni di pressione di una parte su
dieci milioni. Le onde di Tsunami sono
molto lunghe, dellordine delle decine
di minuti e, in mare aperto, molto
basse, comprese tra pochi decine di

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centimetri e qualche metro. Una volta che le onde raggiungono la costa aumentano di altezza
(RunUp) raggiungendo anche alcune decine di metri. Ma molto dipende dalla batimetria del luogo
specifico. Quando un treno donde di tsunami passa sulla verticale del dispositivo sottomarino,
esso inizia a trasmettere i dati di pressione con grande risoluzione temporale. La trasmissione
avviene per via acustica con dei modem che utilizzano la colonna dacqua come mezzo
trasmissivo. In superficie a poca distanza dalla verticale della piattaforma sottomarina viene
ormeggiata una boa rel che riceve i dati acustici e li ritrasmette via satellite ad un centro di
controllo a terra. Dalla rilevazione del dato sottomarino alla ricezione dello stesso presso il centro
di controllo trascorrono circa 120 secondi. Presso il centro di controllo sono sempre presenti
degli esperti in grado di discriminare leffettiva esistenza di un pericolo e dar luogo alle procedure
di allarme ed evacuazione delle popolazioni costiere. Le cose si complicano quando la sorgente
tsunamigenica (lepicentro del terremoto sottomarino) si trova in prossimit del dispositivo
sottomarino di rilevazione delle onde. In questo caso le onde sismiche prodotte dallevento si
confondono e sovrappongono alle onde di tsunami rendendo vano il dispositivo di allarme. Per
questi casi necessario integrare le misurazioni di pressione con dei sismometri il che rende
molto maggiore la banda passante necessaria per la trasmissione dei dati

Le foto si riferiscono ai test


in laboratorio e ad alcune
campagne di deposizione di
Tsunamimetri della Classe
Poseidon e Calypso in
Cina, India e Tailandia.

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Laboratori abissali interconnessi in tempo reale


La Ocean Observatories
Initiative, OOI, un progetto
finanziato dalla National
Science Fundation, connette
in
rete
alcuni
sistemi
oceanografici di superficie
ed alcuni laboratori abissali
automatici, dispiegati negli
ultimi dieci anni. I sistemi
vengono connessi tramite
fibra ottica, con cavi misti
capaci anche di trasportare
lenergia
elettrica
necessaria. Immagini e dati
in tempo reale giungono ora
ai centri di controllo potendo
utilizzare una larghissima
banda (2Tbps). Tutti i
sistemi possono essere
telecontrollati da postazioni
remote allestite presso i vari
centri di ricerca.
Sebbene linterconnessione
con cavi in fibra ottica
fornisca
la
migliore
soluzione
possibile
con
lattuale tecnologia, essa risulta estremamente costosa, di lunga pianificazione e quindi di difficile
esportabilit in contesti pi generali. Ad esempio nel campo della misura degli tsunami, dove
esigenze tecniche ed anche geopolitiche richiedono la massima versatilit nel dispiegamento
degli strumenti, impossibile prevedere luso di cavi sottomarini per linteconnessione dei sensori
ai centri di controllo E pertanto necessario potenziare la ricerca anche nel segmento dei
sistemi autonomi capaci di prestazioni in tempo reale. Attualmente il limite operativo imposto
proprio nella scarsa banda disponibile per la trasmissione dei dati nel segmento fondalesuperficie. I pi avanzati modem acustici consentono una banda di soli 10 Kbps mentre
lacquisizione di dati sismici e immagini richiederebbe una banda maggiore anche di due ordini di
grandezza.
Conclusioni
La consapevolezza dellimportanza dei processi in atto negli oceani, unita alle incredibili risorse
in essi disponibili in termini nutrizionali e minerari, far certamente progredire la ricerca
oceanografica. La sempre crescente consapevolezza della inadeguatezza degli attuali metodi di
indagine spinger nei prossimi anni i governi pi ambiziosi e lungimiranti a programmi di
esplorazione e monitoraggio degli oceani con ricadute economiche al momento impensabili.
Se al giorno doggi gli oceani, ed in particolare quelli australi, risultano meno esplorati che ai
tempi di James Cook un evidente retaggio culturale della guerra fredda, secondo cui, era
meglio investire nella esplorazione spaziale, in quanto foriera di prestigio internazionale ed
applicazioni militari, che esplorare quello che appariva buio ed infruttuoso.
Non appena la realt si mostrer evidente, ovvero che stiamo largamente trascurando i tre quarti
delle risorse del pianeta, assisteremo ad unincessante corsa ai fondali marini che creer nuovo
progresso scientifico e ricchezza per tutti gli abitanti della Terra.