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VINCOLI STATUTARI DELLE ASSOCIAZIONI

SPORTIVE DILETTANTISTICHE

e associazioni sportive dilettantistiche nell'ultimo decennio sono state oggetto di particola're attenzione da parte del legislatore in quanto
con il decreto legislativo 460/97 prima e con la legge
finanziaria del 2003 poi, hanno visto sostanziali
modifiche delle normative che disciplinavano civilisticamente e fiscalmente la loro attivit istituzionale
e commerciale.
Gli enti non commerciali, ad esclusione delle
associazioni con riconoscimento giuridico, fino al
maggio del 2004, data di entrata in vigore della legge
128/2004, non avevano bisogno di particolari forme
per la loro costituzione; infatti il codice civile
aH'art.36 prevede che "l'ordinamento interno e l'amministrazione delle associazioni non riconosciute
come persone giuridiche sono regolati dagli accordi
degli associati". Da ci deriva che non sarebbe stata
necessaria neppure la registrazione dell'atto costitutivo e dello statuto, se non per dare un certo rilievo dal
punto di visto giuridico agli accordi di pi persone
che attraverso una serie di regole esprimono nello statuto dell'associazione la loro volont di autoregolamentarsi. Pertanto, in passato le associazioni sportive
dilettantistiche e gli enti non profit in genere non
avevano particolari obblighi nella redazione dello
statuto sia che l'associazione svolgesse solo attivit
istituzionale, sa che avesse intenzione di svolgere
anche attivit commerciale per fini di autofinanziamento. Le prime variazioni in merito agli obblighi
statutari di tali enti sono stati introdotti nel 1997 con
il decreto legislativo n.460 che per faceva espresso
riferimento alla tassazione degli enti non commerciali. Le imposte sul reddito degli enti non commerciali
sono sempre state applicate sui proventi di tipo commerciale e non su quelli di tipo istituzionale, anche se
il T.U.I.R., gi prima del 1997, all'attuale art.143
aveva previsto una detassazione dei proventi derivanti da prestazioni di servizi resi dagli enti non commerciali in conformit alle finalit istituzionali dell'ente
senza specifica organizzazione e verso pagamento di
corrispettivi che non eccedono i costi di diretta
imputazione. Inoltre lo stesso art.143 escludeva dall'ambito commerciale i fondi pervenuti a tali enti a
seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente e i contributi corrisposti da Amministrazioni
pubbliche per lo svolgimento di attivit aventi finalit sociali esercitate in conformit ai fini istituzionali
degli enti stessi. Dall'art.143 del Testo Unico si desu-

meva chiaramente che l'imponibilit dei proventi per


prestazioni di servizi rese nei confronti dei soci era
condizionata dall'importo dei ricavi che non doveva
superare i costi direttamente imputabili a tali prestazioni; con il decreto legislativo n.460/97 tale differenziazione scompare poich il Testo Unico viene modificato con l'attuale art.148 che ha sancito che "non
considerata commerciale l'attivit svolta nei confronti degli associati o partecipanti, in conformit
alle finalit istituzionali, dalle associazioni, dai consorzi e dagli altri enti non commerciali di tipo associativo."
Decade quindi il limite della decommercializzazione dei proventi posto dai costi imputabili alle singole
prestazioni a condizione per che lo statuto venga
adeguato alle clausole poste sempre dal suddetto
decreto e cio:
"a)divieto di distribuire anche in modo indiretto,
utili o avanzi di gestione nonch fondi, riserve o
capitale durante la vita dell'associazione, salvo
che la destinazione o la distribuzione non siano
imposte dalla legge;
b) obbligo di devolvere il patrimonio dell'ente, in
caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad
altra associazione con finalit analoghe o ai fini di
pubblica utilit, sentito l'organismo di controllo
di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23
dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge;
e) disciplina uniforme del rapporto associativo e
delle modalit associative volte a garantire l'effettivit del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneit della partecipazione alla
vita associativa e prevedendo per gli associati o
partecipanti maggiori d'et il diritto di voto per
l'approvazione e le modificazioni dello statuto e
dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell'associazione;
d) obbligo di redigere e di approvare annualmente un
rendiconto economico e finanziario secondo le
disposizioni statutarie;
e) eleggibilit libera degli organi amministrativi,
principio del voto singolo di cui all'articolo 2532,
secondo comma, del codice civile, sovranit dell'assemblea dei soci, associati o partecipanti e i criteri di loro ammissione ed esclusione, criteri e idonee forme di pubblicit delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o

II Notiziario dei Dottori Commercialisti di Bari - Anno1 XII - n. 2/2005

rendiconti;
f) intrasmissibilit della quota o contributo associatvo ad eccezione dei trasferimenti a causa d
morte e non rivalutabilit della stessa.".
Tali clausole hanno il principale fine di preservare il carattere associativo e non lucrativo di tali enti.
Nel 1997 vengono, quindi, istituiti i primi obblighi statutari per tali enti associativi per usufruire della
decommercializzazione di specifici proventi.
Con la legge finanziaria del 2003 ed esattamente
la L.289/2002, gli obblighi statutari delle associazioni
sportive dilettantistiche vengono integrati con ulteriori disposizioni legislative, questa volta non allo
scopo della decommercializzazione di taluni proventi,
ma al fine, sicuramente pi rilevante, del riconoscimento di associazione sportiva dilettantistica. Tale
legge all'art.90, comma 17 ha posto l'obbligo dell'indicazione nella denominazione sociale della finalit
sportiva e della ragione o della denominazione sociale dilettantistica; inoltre al comma 18 indicava: "Con
uno o pi regolamenti, emanati ai sensi dell'articolo
17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel
rispetto delle disposizioni dell'ordinamento generale
e dell'ordinamento sportivo, secondo i seguenti principi generali, sono individuati: a) i contenuti dello
statuto e dell'atto costitutivo delle societ e delle
associazioni sportive dilettantistiche, con particolare
riferimento a:
1 ) assenza di fini di lucro;
2) rispetto del princpio di democrazia interna;
3) organizzazione di attivit sportive dilettantistiche,
compresa l'attivit didattica per l'avvio, l'aggiornamento e il perfezionamento nelle attivit sportive;
4) disciplina del divieto per gli amministratori di
ricoprire cariche sociali in altre societ e associazioni sportive nell'ambito della medesima disciplina;
5) gratuit degli incarichi degli amministratori;
6) devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso
di scioglimento delle societ e delle associazioni;
7) obbligo di conformarsi alle norme e alle direttive
del CONI nonch agli statuti e ai regolamenti
delle Federazioni sportive nazionali o dell'ente di
promozione sportiva cui la societ o l'associazione
intende affiliarsi;...".
Tale testo legislativo non si conciliava con la
mancanza della forma scritta dello statuto di tali asso-

ciazioni ed inoltre prevedeva l'entrata in vigore di tali


disposizioni attraverso un regolamento che non
stato mai emanato.
il 22/05/2004 stata pubblicata in Gazzetta
Ufficiale la L. 128/2004 che ha convcrtito in legge il
Decreto Legge n.72 del 22/03/2004 e che ha modificato alcune caratteristiche dell'art.90 della legge
finanziaria 2003.
Tale legge ha eliminato la previsione del regolamento attuativo, permettendo l'entrata in vigore di
tali obblighi statutari che per venivano modificati
rispetto alla precedente stesura eliminando la gratuit degli incarichi degli amministratori e l'obbligo di
conformarsi alle norme ed alle direttive del CONI;
inoltre il divieto dell'amministratore di ricoprire cariche sociali in altre associazioni veniva previsto solo
per la medesima carica e veniva fatto obbligo dell'indicazione nello statuto della redazione di rendiconti
economico finanziari e delle modalit di scioglimento dell'associazione.
In pratica con l'emanazione della L. 128/2004
sono stati ripresi ed estesi i vincoli statutari che il
decreto legislativo n.460/97 poneva a carico delle
associazioni sportive dilettantistiche a differenza dell'obbligo di devoluzione del patrimonio in caso di
scioglimento dell'associazione che, mentre il decreto
legislativo 460/97 prevedeva che fosse devoluto ad
altra associazione con finalit analoghe o ai fini di
pubblica utilit, la legge 128/2004 ha indicato esclusivamente la devoluzione a fini sportivi.
Se, quindi, fino all'entrata in vigore della
L. 128/2004 appariva una scelta opzionale quella di
redigere lo statuto in forma scritta e di includere le
clausole del D.Lgs. 460/97, in quanto le diverse associazioni i cui proventi sono costituiti prevalentemente da contributi associativi non ne avrebbero avuto
alcun vantaggio, dal 22/05/2004 queste nuove norme
hanno imposto alle associazioni l'obbligo dello statuto in forma scritta e i suddetti vincoli statutari, al fine
di continuare a beneficiare di tutte le agevolazioni
che la legge ha riservato alle associazioni sportive
dilettantistiche, da quelle concernenti i compensi
sportivi a quelle relative al regime fiscale forfetario ex
L.398/91.
Massimo Papa
Commissione Enti non Profit

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