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Il buddhismo si svilupp in India a partire dal VI secolo a.C.

tra la data di nascita e morte del suo


predicatore: Buddha (ca. 560-480 a.C.). Nei secoli successivi si diffuse sopratutto in Cina (come
buddhismo Chan), attraverso i contatti mercantili, e da l in Giappone (dove assunse il nome di
buddhismo Zen). In ogni caso sono molteplici le scuole nate come espressione delle interpretazioni
della dottrina buddhista, a volte anche molto diverse fra loro.
Secondo un insieme di storia e tradizione il Buddha, prima chiamato Siddhrtha Gautama, nacque
da una famiglia nobile che riconobbe il fanciullo come Chakravartin (colui che fa girare la ruota,
ovvero il monarca universale il cui dominio si estende ovunque). Il padre, Suddhodana, decise cos
di rinchiudere il figlio a palazzo per preservarlo dalle dure verit della vita, sperando che gli agi lo
mantenessero a corte. Siddhrtha spos la principessa Yasodhra, da cui ebbe un figlio, Rhula, ma
all'et di ventinove anni decise di abbandonare il palazzo. Fu allora che vide un vecchio, un malato
e un morto e da questi tre incontri cap che la vera condizione umana era provvisoria e fatta di
sofferenze. In un quarto incontro, questa volta con un asceta, fu colpito dalla serenit con la quale
l'uomo mendicava e in questo equilibrio Siddhrtha intravide una soluzione. Nel periodo successivo
egli abbandon completamente la sua condizione di nobile, spogliandosi dei suoi abiti per vestirsi in
modo umile e cominciare cos le tappe del suo cammino spirituale.
Prima istruito da un maestro brahmanico, ma insoddisfatto dalle dottrine, poi discepolo di un
maestro yoga, che abbandon perch non risolutivo, Siddhrtha divenne uno shramana (coloro che
fanno lo sforzo), un asceta che avrebbe dato risposta alle sue domande da solo, senza un maestro.
Venne chiamato Shkyamuni (il saggio silenzioso degli Shkya) e fu seguito da cinque discepoli,
ma quando questi persero fiducia in lui egli rimase solo e cominci a meditare sotto un albero di
fico, oggi conosciuto come albero della Bodhi (illuminazione). Fu infatti in seguito a questa
profonda meditazione che Shkyamuni comprese appieno l'esistenza umana e divenne il Buddha
(il Risvegliato).
Con il risveglio spirituale, Buddha si rese conto che la via per la liberazione dalla sofferenza non
passava n per l'attaccamento alla vita dei sensi, n per la condotta degli asceti (che si imponevano
pesanti mortificazioni), ma per una Via Media che passasse tra i due estremi.
Questo percorso venne esposto da Buddha ai suoi discepoli durante il discorso di Benares, il primo
sermone avvenuto al Parco delle Gazzelle. Cardine di questo percorso di liberazione sono le Quattro
nobili verit:
1.
2.
3.
4.

Duhkha-satya (Verit del dolore);


Samudaya-satya (Verit dell'origine del dolore);
Nirhoda-satya (Verit della cessazione del dolore);
Mrga-satya (Verit che porta alla via della cessazione del dolore).

Secondo queste verit la vita dell'uomo fatta di sofferenze (Verit del dolore), che derivano dalla
malattia, la vecchiaia, la morte, il contatto con ci che odiamo e la separazione da ci che amiamo.
Questa sofferenza affonda le sue radici nel desiderio (Verit dell'origine del dolore), che dipende
dalla volont dell'uomo di ricercare la felicit in ci che effimero e transitorio. Questo desiderio
(in sanscrito t, sete) non mai appagato ed questo a generare la sofferenza. L'unico modo
per far cessare il dolore rinunciare al desiderio (Verit della cessazione del dolore) e per farlo

bisogna seguire un percorso, l'Ottuplice sentiero (Verit che porta alla via della cessazione del
dolore), che si articola in otto passi:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.

Retta fede
Retta intenzione
Retta parola
Retta azione
Retta sussistenza
Retto sforzo
Retto pensare
Retto meditare

Seguendo tale sentiero possibile liberarsi completamente del karma negativo (accumulato per aver
compiuto azioni negative), raggiungendo il nirvna (estinzione), ovvero la fine di ogni
sofferenza.
Bisogna comunque notare che gli insegnamenti del Buddha si trasmisero oralmente e vennero
trascritti solo secoli dopo la morte del predicatore. Per questo, molti sono i dubbi riguardo l'effettiva
correttezza delle trascrizioni e diversi sono stati i Concili riunitisi con lo scopo di preservare
l'insegnamento del maestro. A partire dal terzo Concilio si contavano gi circa una dozzina di
scuole, ognuna delle quali portava una propria interpretazione delle dottrine e sosteneva di
conoscere la vera via del Buddha. Queste scuole (oggi ancora pi numerose) si possono inserire in
tre gruppi:
1. Buddhismo Hinayna (del Piccolo Veicolo): raggruppa le pi antiche scuole buddhiste, tra cui
la Theravda (tradizione degli antichi) che si fonda sui sutra del canone Pali, ovvero la pi
antica raccolta di testi canonici buddhisti, il cui contenuto fu fissato in forma orale durante il
primo Concilio buddhista. Secondo il buddhismo Hinayna il raggiungimento del nirvna
permette di sottrarsi al ciclo del sasra (il ciclo della vita: morte e rinascita). Chi raggiunge il
nirvna diventa un arhat, colui che non rinasce mai pi, liberandosi per sempre dalla sofferenza;
2. Buddhismo Mahyna (del Grande Veicolo): si rif ad alcuni testi scritti secoli dopo la morte
del Buddha, come il Sutra del Loto e il Prajpramitstra (Sutra della perfezione della
saggezza). Differisce dal buddhismo Hinayna perch con la dottrina del Grande Veicolo chi si
trova alla soglia del nirvna, ma non l'ha ancora raggiunto, si trattiene nel sasra per aiutare gli
altri discepoli nella via della liberazione. Si diventa cos un Bodhisattva (essere destinato al
Risveglio), colui che non abbandona gli altri esseri nella sofferenza.
3. Buddhismo Vajrayna (del Veicolo del diamante): un insieme di scuole che si rifanno alla
dottrina Mahyna ma che accoglie ulteriori insegnamenti, sopratutto per quanto riguarda i
rituali. Per tanto considerato uno sviluppo del buddhismo Mahyna, in grado di portare
rapidamente alla saggezza ultima e condurre quindi all'illuminazione. E' spesso indicato come il
Terzo Veicolo.
Anche se non possibile risalire con certezza a un buddhismo originale, si pu affermare che la

sua diffusione fu senz'altro una rivoluzione per quei territori la cui societ era stata impostata su
religioni molto diverse dal buddhismo. La religione dei Veda, ad esempio, prevedeva una rigida
gerarchia e una societ divisa in caste, con i sacerdoti in cima alla scala sociale. Lo studio era
riservato ai maschi, mentre le donne erano escluse dalla vita politica (come gli shudra, chi non
possedeva nulla e serviva le caste superiori). Il buddhismo, al contrario, era contro la divisione in
caste e permetteva anche alle donne di studiare (esistevano ordini monastici maschili e femminili),
in pi faceva venir meno l'importanza prima indiscussa dei sacerdoti, poich la salvezza dell'uomo
non derivava dai sacrifici fatti agli dei (centrali nella religione dei Veda), ma dalla via della
liberazione che l'uomo poteva percorrere autonomamente.