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Approcci e metodi glottodidattici

Il termine "approccio", in glottodidattica, indica un


insieme di tesi glottodidattiche che un glottodidatta
seleziona in rapporto e coerenza con una serie di
assiomi ricavati dalle scienze linguistiche (linguistica
generale, linguistica acquisizionale, sociolinguistica,
neurolinguistica), dalle scienze dell'educazione, dalla
psicologia, dall'antropologia ecc.[1] , cio "[d]all'esterno
dell'universo epistemologico della glottodidattica[2] . In
altre parole, l'approccio costituisce la losoa di fondo
di ogni proposta glottodidattica[3] , in modo che da un
determinato approccio possono derivare diversi metodi
glottodidattici, i quali metodi rappresentano, dunque,
l'applicazione pratica di quelle scelte teoriche.[3]

Il corso di validit di questo approccio stato individuato


in tre secoli, no alla reazione di nuovi approcci induttivi
sorti a cavallo tra Ottocento e Novecento[2] .
Secondo altre ricostruzioni, soprattutto nel Settecento
che si denisce un approccio formalistico, quando la
lingua latina perde il suo status di lingua franca e resta
nei curricoli come lingua morta su cui esercitare le proprie facolt intellettive. In questa forma cristallizzata, la
lingua assume la forma di una raccolta di regole ed eccezioni. La didattica della lingua latina, cos formata, nir
per inuenzare profondamente quella delle lingue straniere: l'approccio formalistico sopravvissuto, certo non
indiscusso, almeno no alla ne del XX secolo.[7]

Non esiste una tassonomia condivisa di approcci e metodi Con l'apparizione di nuovi approcci e metodi, il traglottodidattici.
dizionale approccio deduttivo stato sistematicamente riutato, ma esso sopravvissuto nell'uso (ad esempio nell'insegnamento delle lingue classiche, il greco e
1 Prime forme di approcci dedutti- il latino).[2] La stessa apparizione del concetto di competenza comunicativa negli anni settanta del Novecento
vi
non ha del resto eliminato l'importanza che ha la memorizzazione di grammatica e lessico della L2, anche se si
Retrospettivamente stato denito approccio approfondita la riessione sulle regole, sull'induzione,
formalistico[2] o deduttivo[4] il pi antico approccio la ssazione e il riutilizzo delle stesse, nonch sulla naglottodidattico.
tura delle stesse regole e dell'errore (non pi visto come
All'approccio deduttivo corrisponde il cosiddetto meto- momento patologico dell'apprendimento)[5] .
do grammaticale-traduttivo, le cui caratteristiche sono le Tipiche tecniche glottodidattiche dell'approccio deduttivo
seguenti[4][5] :
sono[8] :
il docente impartisce la lezione in L1 e non tenuto
a saper parlare nella L2;

esercizi di memorizzazione e comprensione delle


regole;

la L2 viene usata poco;


l'apprendimento concerne soprattutto aspetti morfosintattici;

riessione sulla L2 (tipicamente in L1);

si arontano precocemente testi classici della L1;

raronto contrastivo tra regole della L2 e della L1;

le pi tipiche attivit sono il dettato, la lettura e la


traduzione (dalla L2 alla L1 e talvolta dalla L1 alla
L2).

reperimento delle regole della L2 nei testi;


dettato;

Sulla base di questo metodo si sviluppa una conoscenza


della L2 nella forma scritta, mentre si sviluppano poco le
abilit produttive (in particolare quelle orali: monologo e
dialogo)[4] . Il ruolo del docente quello di illustrare lessico e grammatica della L2 (tramite regole ed eccezioni[6] ),
mentre il percorso di appropriazione vero e proprio da
parte dello studente lasciata alle scelte individuali di
quest'ultimo[5] .

traduzione scritta (da L2 a L1 e pi raramente da L1


a L2);
retroversione (traduzione in L1 di un passo tradotto in L2 ma originariamente in L1, per attivit di
confronto).
1

Prime forme di approcci induttivi

Come detto, tra Ottocento e Novecento appaiono nuovi


approcci, detti naturali (o induttivi[9] ), tra cui il pi
estremo quello di Maximilian Berlitz (1852-1921), il
fondatore della Berlitz.[10]

L'APPROCCIO STRUTTURALISTICO

gli usi corretti. I metodi che seguono l'approccio naturale obbediscono invece al presupposto che la lingua venga
inizialmente colta come un oggetto unico e che le regole
possano meglio essere desunte induttivamente.[12]

4 L'approccio strutturalistico

Questi nuovi approcci si aermano in particolare a partire da un congresso di glottodidattica tenutosi a Vienna
nel 1898, che vede imporsi i cosiddetti modernisti, fautori di un'idea di lingua come organismo vivo. Un altro
congresso, tenutosi a Lipsia nel 1900, rimarca la preminenza delle abilit orali nell'apprendimento delle lingue
straniere, ridimensionando il primato delle abilit di lettura e scrittura che dominavano negli approcci deduttivi.
Queste nuove posizioni sono state raccolte nel termine
cappello metodo diretto.[9]
Il metodo diretto si caratterizza come segue[11] :
escluso l'uso della L1, che quindi l'insegnante non
deve conoscere;
le lezioni prendono spunti da testi dialogici di sapore
informale;
il docente ricorre alla mimica e alle gure per
supportare l'insegnamento;
l'approccio alla grammatica della L2 e alla cultura B.F. Skinner
di riferimento induttivo;
Una didattica di ispirazione meccanicistica era gi stata
l'approccio ai testi letterari orientato ad una frui- adottata all'inizio degli anni quaranta, durante la Seconda
zione piacevole e i testi non vengono sottoposti ad guerra mondiale, per velocizzare l'apprendimento delle
lingue straniere da parte dei militari statunitensi in paranalisi grammaticale;
tenza per l'Europa, nel contesto dell'ASTP (Army Spe il docente deve essere madrelingua o avere una cialized Training Program), un programma di formaziocompetenza della L2 paragonabile a quella di un ne intensiva istituito nel 1942 dalla United States Army
madrelingua.
che coinvolse, a partire dal 1943, cinquantacinque universit statunitensi.[11][13][14] Scopo di questo programNel complesso, nel metodo diretto le sequenze di ap- ma, per quel che riguardava l'apprendimento delle lingue,
prendimento sono scarsamente strutturate e non adegua- era quello di fornire agli studenti la capacit di sviluppare
tamente graduate. A fronte di questi elementi critici, al rapidamente abilit di dialogo in diverse lingue. Si rese
metodo diretto viene riconosciuta la capacit di guardare cos necessario sviluppare un nuovo sistema di apprenalla lingua come ad un insieme organico, senza i limiti e dimento e a questo scopo fu fondamentale l'apporto del
linguista Leonard Bloomeld (1887-1949), professore a
le astrazioni del metodo grammaticale-traduttivo[11] .
Yale, il quale aveva di recente sviluppato (in Outline Guide for the Practical Study of Foreign Languages, 1942[15] )
un metodo (detto informant method), teso ad agevolare
3 Accessibilit della L2 negli ap- il lavoro dei linguisti impegnati a studiare le lingue dei
nativi americani. Tale metodo consisteva nell'utilizzare
procci deduttivi e induttivi
un informant (informatore), cio un nativo, il quale dola
A distinguere principalmente l'approccio deduttivo da veva fornire un repertorio di frasi e di lessico, sotto[14]
supervisione
di
un
linguista,
che
conduceva
le
lezioni.
quello induttivo era la considerazione della accessibilit della lingua. Il primo approccio, infatti, considera
l'apprendimento di una lingua non materna come il prodotto dell'acquisizione di una competenza grammaticale: a partire dalla regola vengono tratti, per deduzione,

negli anni cinquanta e sessanta del Novecento che si afferma un approccio strutturalistico[2] : a tale approccio
corrisponde il cosiddetto metodo audio-orale, un termine cappello che include diverse varianti (genericamente

3
associabili all'approccio induttivo[16] ). Del 1957 Verbal
Behavior, di Burrhus Frederic Skinner, opera fondamentale del neocomportamentismo statunitense: per Skinner,
l'apprendimento si basa sull'esposizione intensiva ad una
serie di stimoli, cui seguono le risposte da parte del discente. Tali risposte vengono confermate o invalidate attraverso un rinforzo (positivo o negativo). Sulla tabula
rasa del discente vengono sollecitati degli automatismi
inconsci, degli abiti mentali.[7]
Il
comportamentismo

la
prima
teoria
dell'apprendimento a cui la didattica delle lingue fa
esplicito riferimento e viene introdotta in ambito linguistico da Bloomeld[17] . dunque solo con l'approccio
strutturalistico che la glottodidattica, dall'essere un
mero ricettario di espedienti per insegnare una lingua,
passa a basarsi su una denita teoria dell'apprendimento,
cercando cos di prolarsi come disciplina scientica[7] .

Il metodo cognitivo

di Chomsky non sono risultate particolarmente inuenti


sull'evoluzione della glottodidattica.[9][19] Ci perch si
tratta di una teoria del prodotto e non del processo
di apprendimento[9] .

6 I metodi umanistico-aettivi
All'inizio degli anni sessanta si sono sviluppati negli Stati Uniti dei metodi, detti umanistico-aettivi, cui viene
fatto corrispondere un approccio detto psicoaettivo e
psicomotorio. Una prima manifestazione di questo approccio viene individuato all'inizio del Novecento nella
pedagogia steineriana.[20][21]

7 L'approccio comunicativo
Dell'inizio degli anni settanta il cosiddetto approccio comunicativo. Alla base di tale approccio sta il
concetto di competenza comunicativa, denito da Dell
Hymes (1927-2009) nel 1972. Il concetto di competenza comunicativa rinvia alla capacit di un apprendente di utilizzare la lingua in contesti e situazioni determinate, cos coinvolgendo, in opposizione
all'astrattezza degli approcci deduttivi, le dimensioni sociolinguistiche, pragmalinguistiche e interculturali
della comunicazione.[22][5]

8 Note
[1] Balboni, Tecniche didattiche..., ed. cit., 2013, pp. 2-3.
[2] Balboni, Fare educazione linguistica, ed. cit., 2013, p. 5.
[3] Balboni, Dizionario di glottodidattica, edizioni Guerra,
1999, citato in Diadori e Vignozzi, Approcci e metodi
per l'insegnamento della L2, cit., p. 37.
[4] Diadori e Vignozzi, Approcci e metodi per
l'insegnamento della L2, in Diadori, Insegnare
italiano a stranieri, cit., p. 38.
Noam Chomsky

[5] Diadori, Tecniche per l'insegnamento della L2, in


Diadori, Insegnare italiano a stranieri, cit., p. 79.

Degli anni cinquanta sono gli interventi del losofo sta- [6] Diadori, Tecniche per l'insegnamento della L2, cit., p.
81.
tunitense Noam Chomsky (nato nel 1928) e la sua linguistica generativo-trasformazionale. Particolarmente in- [7] Scheda su approcci e metodi glottodidattici, su venus.
unive.it/aliasve.
uente risulter una recensione che di Verbal Behavior
di Skinner scrisse Chomsky nel 1959: tale recensione
[8] Diadori, Tecniche per l'insegnamento della L2, cit., p.
dar luogo a un trentennale dibattito tra strutturalisti
68.
e cognitivisti.[18] . Sulla base degli approcci generativotrasformazionali si fonda il metodo cognitivo (anche [9] Diadori e Vignozzi, Approcci e metodi per
l'insegnamento della L2, cit., p. 39.
se alcuni storici della glottodidattica collocano il metodo cognitivo nell'orizzonte dell'approccio deduttivo, in [10] Il metodo Berlitz il pi conosciuto tra i metodi che venquanto la competenza di una lingua viene intesa innangono riuniti nell'etichetta metodo diretto (cfr. Diadori
zitutto come competenza di regole, da acquisire prima
e Vignozzi, Approcci e metodi per l'insegnamento della
L2, cit., p. 39).
dell'esecuzione vera e propria). Va anche detto che le idee

10 VOCI CORRELATE

[11] Diadori e Vignozzi, Approcci


l'insegnamento della L2, cit., p. 40.

metodi

per

[12] Diadori e Vignozzi, Approcci e


l'insegnamento della L2, cit., pp. 38-39.

metodi

per

[14] (EN) Jack C. Richards, Theodore S. Rodgers, Approaches


and Methods in Language Teaching, Cambridge University Press, 2001, pp. 50-51.
metodi

per

[16] Diadori, Tecniche per l'insegnamento della L2, cit., p.


69.
[17] Diadori et al., Manuale di didattica dell'italiano L2, 2009,
cit., p. 92.
[18] Freddi, Glottodidattica: principi e tecniche, 1993, cit., p.
67.
[19] Nicoletta Chiapedi, Modelli linguistici descrittivi e metodi
glottodidattici.
[20] Diadori e Vignozzi, Approcci e
l'insegnamento della L2, cit., pp. 46-47.

metodi

per

[21] Stefania Rocco, Gottodidattica: teoria, approcci, metodi.


[22] Diadori e Vignozzi, Approcci
l'insegnamento della L2, cit., p. 41.

Glottodidattica
L2

[13] Freddi, Glottodidattica: principi e tecniche, 1993, cit., p.


68.

[15] Diadori e Vignozzi, Approcci e


l'insegnamento della L2, cit., pp. 40-41.

10 Voci correlate

metodi

per

Bibliograa
Paolo Ernesto Balboni, Tecniche didattiche per
l'educazione linguistica - Italiano, lingue straniere, lingue classiche, ed. UTET-De Agostini, 2007,
ISBN 978-88-6008-142-1
Paolo Ernesto Balboni, Fare educazione linguistica
- Insegnare italiano, lingue straniere e lingue classiche, ed. UTET universit, 2008 [2013], ISBN
9788860083913
Pierangela Diadori, Insegnare italiano a stranieri, Milano, Le Monnier, 2011, ISBN 978-88-0080022-8.
Giovanni Freddi, Glottodidattica: principi e tecniche,
Biblioteca di Quaderni ditalianistica, 1993
Pierangela Diadori, Massimo Palermo e Donatella Troncarelli, Manuale di didattica dell'italiano L2,
Perugia, Guerra, 2009, ISBN 978-88-557-0194-5.

Apprendimento della seconda lingua

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Fonti per testo e immagini; autori; licenze


Testo

Approcci e metodi glottodidattici Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Approcci%20e%20metodi%20glottodidattici?oldid=69981239


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