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Stefano Calicchio

Re Mida Marketing
Come sfruttare il web 2.0 per costruire un mondo
nel quale il cliente sia entusiasta di partecipare

STORES.LULU.COM/CALMAIL
La biblioteca di www.marketingeditoriale.com

Autore: Stefano Calicchio

Titolo: Re Mida Marketing. Come sfruttare il web 2.0


per costruire un mondo nel quale il cliente sia
entusiasta di partecipare

Edizione: Lulu.com

Copyright © 2008 Standard Copyright License.

Tutti i diritti sono riservati.

E’ vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale,


senza autorizzazione.

2
SOMMARIO

Introduzione 9

CAPITOLO 1 11

Pillola rossa o pillola blu: siete preparati per il domani?


11

Il vero compito del marketing 12

L’effetto Prigogine 13

Alla ricerca della visibilità perduta 15

Di cosa stiamo parlando? 17

Come sono cambiate le regole 18

Wikimarketing: introduzione al marketing virtuale 19

La scommessa dell’Ngage 20

CAPITOLO 2 23

Una struttura rivoluzionaria 23

L’assioma di Polifemo 24

Dal modello circolare a quello multipolare 25

Creare un circuito virtuoso di attenzione 27

L’agenda setting del web 28

CAPITOLO 3 31

Il marketing dimensionale 31
3
Il quinto potere 32

Creare notizie dal nulla! 34

Le basi del metodo 35

Da Matrix direttamente a voi! 36

4 semplici Step 38

La nascita della tecnoetica 39

CAPITOLO 4 41

Perché è importante sapere cosa ci aspetta 41

La coda lunga del marketing 42

Come trarre maggior beneficio dal marketing online?46

Un balzo nel futuro 48

CAPITOLO 5 51

La rivoluzione delle PR on line 51

Chi sono i nuovi influenzatori? 52

La regola più importante 53

Aggirare gli ostacoli 54

Come cambiano gli strumenti 55

La Newsletter su Web 55

Il comunicato stampa on line 56

Come trovare la notizia per la creazione di un


comunicato 59

4
Dove diffondere i comunicati stampa on line 60

La scrittura e diffusione di Article Marketing 60

La diffusione di Podcast gratuiti 62

CAPITOLO 6 65

Il web 2.0 ed il RE MIDA marketing 65

La nascita del marketing 2.0 66

Creare un mondo nel quale il cliente sia entusiasta di


partecipare 68

L’avvento del marketing non convenzionale 70

Le nuove regole del marketing 2.0 72

La fidelizzazione degli utenti 73

CAPITOLO 7 75

Il fattore community 75

Quando la comunicazione diventa conversazione 76

Fare marketing con Yahoo Answer 77

Il nuovo Star System 78

Le recenti opportunità del FAR WEB 80

Facebook: dove si spendono milioni per regali virtuali


82

Quando le cose vanno alla rovescia83

Capitolo 8 85

Blog Marketing 85
5
Le potenzialità social dei blogs 86

I blog aziendali 86

Nel bene e nel male… 87

I risultati del blogging aziendale 88

CAPITOLO 9 91

La nascita della Freeconomics 91

La tendenza al free 92

L’importanza della reputazione nel nuovo modello


economico 93

I nuovi principi del sistema 94

Dalla teoria alla pratica 95

Appendice 1 99

Principali portali di Social Network 99

LinkedIn 99

Zopa 100

Digg 101

Appendice 2 102

Siti di social network in Italia 102

Informazioni sull’autore 103

Bibliografia 105

Sitogragia del Social Network 109

6
Introduzione

Perché sprecare tempo e denaro nella pubblicità


tradizionale, quando è possibile sfruttare strategie di
marketing indirette per dare un'enorme diffusione al
proprio prodotto?

Sia che il lettore voglia vendere prodotti, servizi o


perfino se stesso (immaginiamo ad esempio un
colloquio di lavoro), dovrebbe riflettere attentamente
sulla domanda con la quale si è deciso ad aprire questo
libro. Anche omettendo la necessità quotidiana di
vendere la propria immagine nel mondo in cui viviamo,
ognuno di noi si trova a competere per perseguire i
propri obiettivi.

Il mondo nel quale viviamo sta cambiando


profondamente attraverso il modo di gestire le idee
(idea management). Ciò che prima richiedeva
centinaia di migliaia di euro in investimenti pubblicitari
oggi può essere fatto con un'ottima idea ed un
semplice sito web.

Ovviamente nessuno può sapere in anticipo se la


strategia di marketing prescelta permetterà al proprio
prodotto di diventare il nuovo fenomeno di massa, ma
anche laddove non dovessero ottenersi risultati simili si
potranno notare effetti altrimenti raggiungibili solo con
ingenti investimenti.

Affidatevi quindi con fiducia a questa lettura, che sarà


in grado di offrirvi nuovi strumenti e consigli per
trasformare le vostre idee in oro.

7
Re Mida Marketing vi guiderà in questo percorso
offrendovi un grande vantaggio competitivo per far
emergere la vostra idea dalla massa, per poter
assumere l’atteggiamento mentale di coloro che nella
vita non si fermano immobili davanti al cambiamento,
ma scoprono come costruire un mondo nel quale il
cliente sia felice di partecipare.

8
CAPITOLO 1
Pillola rossa o pillola blu: siete
preparati per il domani?

N
essuno vuole ammetterlo, ma è la pura verità.
Alice si è svegliata, e da abitante del mondo
delle meraviglie è diventata un’esperta
dell’acquisto. Probabilmente è molto più comodo
pensare che per vendere un’idea o un prodotto basti
investire una certa quantità di denaro in pubblicità,
così da riscontrare velocemente un adeguato numero
di acquisti.

Sfortunatamente, le cose oggi sono molto diverse. Ma


siamo proprio sicuri che sia una sfortuna?

Ogni cambiamento porta con sé grandi sfide, ma anche


grandi opportunità di crescita. A vincere le nuove sfide
sarà chi affronterà la realtà con i mezzi più adeguati.
Per gli altri, l’esito sarà lo stesso di chi è andato in
guerra con le armi del conflitto precedente.

Il mercato di domani è destinato non a chi


comunicherà di più, ma a chi saprà farlo meglio;
milioni di persone acquistano prodotti che hanno già
introiettato il marketing dentro se stessi. Quanta
pubblicità televisiva esiste dietro google? La risposta è
zero, perché stiamo parlando di un prodotto contagioso
che possiede forme di pubblicità nel suo interno.

Per questo si parlerà di Re Mida Marketing, perché la


chiave di acquisizione del nostro futuro acquirente è
trasformare le informazioni che tutti conoscono in
sapere.
9
Siamo stati abituati per anni a confrontarci con il
concetto di status, a pensare che le motivazioni degli
acquisti risiedevano nel superare i beni posseduti dal
nostro vicino, il Signor Rossi, non accorgendoci che le
cose stavano cambiando.

Le persone oggi sono completamente disinteressate


allo status che un certo oggetto può conferirgli; hanno
ceduto volentieri il passo verso l’idea di stile.
L’influenza dei gruppi di riferimento nei consumi non
avviene più secondo logiche istintive/ostentative, ma
per contagio sociale (G. Fabris, Nuove tendenze del
consumo, Cooperativa Libraria I.U.L.M.).

Per affrontare il nuovo acquirente è necessario


possedere una nuova cassetta degli strumenti. Mettere
il marketing direttamente nel prodotto, contagiare le
persone trasmettendo il virus della novità, diffondere
un messaggio trasformando la conoscenza in sapere,
questa è la nuova via che ci propone il marketing del
nuovo millennio.

Chi è in grado di cavalcare l’onda può arrivare a grandi


risultati. Per gli altri, resta purtroppo solo il declino.

Il vero compito del marketing

Molti specialisti parlano di marketing riferendosi a


complesse matrici di analisi, dimenticando la vera
essenza di questa parola.

Marketing significa riuscire a sintonizzarsi sul proprio


cliente in modo da risolvere i suoi problemi con il
proprio prodotto. In futuro il compito del marketing
sarà quello di anticipare le aspettative dell’acquirente,
in modo da soddisfare completamente le sue necessità.

10
I prodotti che fanno boom svolgono proprio questo
compito: anticipano un trend e soddisfano in pieno
delle aspettative latenti. E’ in questo modo che Chris
DeWolfe e Tom Anderson hanno creato il sito di scambi
sociali più famoso del mondo, MySpace.com. Grazie ad
una semplice idea ed all’investimento di una cifra che
la maggior parte delle persone considererebbe ridicola
hanno incassato 446 milioni di euro!

Non si tratta solo di seguire un’idea vincente, ma di


sviluppare un prodotto che è in grado di evolversi
insieme al consumatore, per offrirgli costantemente ciò
che più desidera. E’ questo atteggiamento all’ascolto
che rende disponibili opportunità straordinarie di
business, non solo nell’hightech, ma anche nei mercati
più tradizionali.

L’effetto Prigogine

Ilya Prigogine è
stato un chimico e
fisico belga molto
noto per le sue
teorie sulle
strutture
dissipative, i sistemi
complessi e
l'irreversibilità. A lui
va il merito di aver
partecipato alla
fondazione della
scienza della
complessità.
Di cosa si tratta?

11
E’ la constatazione che i dualismi cartesiani sono
inadeguati a comprendere il mondo nel quale siamo
immersi. Questo assume grande significato anche nel
paradigma del marketing.

Sorge spontaneo chiedersi quale senso possono avere


delle strategie di marketing precostituite, nelle quali
trattare il possibile acquirente come se fosse un
semplice bit d’informazione, da indirizzare o verso una
certa scelta o un'altra, in direzione bifocale. L’era dei
dinosauri è definitivamente conclusa, e si sta facendo
spazio quella del marketing esperenziale.

Eppure i dinosauri continuano a frequentare il mondo


del marketing; i loro fautori constatano
l’invecchiamento del prodotto, senza comprendere che
il prodotto invecchia non di vera e propria età, ma
perché perde i suoi messaggi caratteristici, ciò che lo
rende attraente per il suo acquirente. E se vogliamo
restare sul tema dei dinosauri, provate a pensare ad
un elemento basico come la pasta, spogliato di ogni
significato se non di quello inerente il contesto del
ritrovo famigliare.

La pasta cominciava ad essere considerata un


elemento alimentare che riempiva ma non nutriva.
Immaginate l’effetto che ha avuto nelle vendite l’aver
introdotto un nuovo formato a forma di essere
preistorico (nell’immagine il brevetto di un tipo di
pasta a forma di dinosauro - Dinosaur-shaped food
product).

Resta solo una domanda da porsi: chi è il vero


dinosauro?

12
Alla ricerca della visibilità perduta

Quando costruite la comunicazione del vostro prodotto,


dove vi rivolgete? La risposta più ovvia è al cliente,
altrimenti non vi sarebbe lo scopo del comunicare!
Prima di giungere a conclusioni affrettate vorrei
elaborare in modo più approfondito la domanda. Nella
maggior parte dei casi, chi comunica lo fa per ottenere
visibilità, ma si dirige all’interno piuttosto che
all’esterno.

Non si tratta certamente di quei casi estremi nei quali


si afferma quanto si è bravi, simpatici, funzionali: il
consumatore è già completamente vaccinato nel porsi
in relazione a questo genere di atteggiamento. In un
mondo dove tutti sono bravi, ma bravi uguali, perché
faticare nel cambiare scelta di consumo?
Comunicare verso l’esterno significa sintonizzarsi sui
propri acquirenti. Non è più l’esperto di marketing che
decide di avviare una certa campagna in modo da
ottenere visibilità. E’ il cliente che decide, e l’esperto si
adatta

Volete attirare l’attenzione dell’automobilista distratto?


Potreste pensare davvero che un bel cartellone con
scritto “comprami”, magari accompagnato da un
gruppo di ragazze seminude, sia la soluzione ideale.
Forse però, l’autista che è imbottigliato da ore
nell’interminabile agonia del traffico, o che ha già
percorso migliaia di chilometri sull’autostrada, con un
paesaggio completamente identico ora dopo ora, ha
bisogno di vedere quello che realmente gli farebbe
posare con forza il piede sul freno, per ascoltare ciò
che avete da dirgli.

13
E’ quello che è successo in Turchia, con una campagna
di marketing del gruppo bancario IsBank
(http://www.isbank.com.tr/).

L’idea è di quelle geniali: hanno installato un cartellone


con un finta auto della polizia. L’impulso di ogni

persona è quello di frenare con forza, così da evitare


una contravvenzione per eccesso di velocità.
14
Ma quando si giunge in prossimità del cartellone si
legge lo slogan:

Pay your traffic tickets on time without waiting in line -


isbank.com.tr

Ovvero: paga le tue multe in tempo senza attendere in


coda!

La trappola è tesa, e quando i guidatori saranno in


grado di accorgersene avranno già avuto il tempo di
farsi una bella risata. Il tutto condito con un occhio di
riguardo per Isbank, che ha saputo interrempere
piacevolmente la monotonia del viaggio.

Di cosa stiamo parlando?

La società in cui viviamo è caratterizzata da un grande


paradigma: tutto ciò che soddisfa i desideri basici delle
persone è stato venduto. Per questo si parla di
mercato di sostituzione piuttosto che di primo
acquisto.

Non è che la comunicazione non arrivi più al cliente


potenziale. I messaggi del marketing - dell’advertising
sono in grande competizione per accaparrarsi la share
of mind dei possibili acquirenti.

Quando le persone pensano ad una determinata


categoria di prodotto, pensano ad una limitata lista di
marchi che la rappresentano. Ad esempio, se chiedete
ad una persona di pensare ad un’auto di lusso,
probabilmente gli salteranno in mente una serie
limitata di autovetture.
Di queste, quella che in particolare viene percepita
come maggiormente familiare possiede anche una

15
maggiore quota di share of mind. Un tempo questo
problema non si poneva minimante. Henry Ford
diceva: “lasciamo ai consumatori la possibilità di
scegliere, purché scelgano il modello T nero”.

Le regole sono cambiate, e la rivista Time ce lo ricorda


affermando che il personaggio dell’anno 2006 è il
navigatore di internet. La rete stessa, una volta
percepita come luogo da esplorare, ha cambiato
profondamente la sua connotazione, trasformandosi
nel myspace, il proprio spazio virutale. L’utente entra
nel film ed assume il ruolo del protagonista.

Credete davvero che l’individuo, una volta scollegatosi


dalla rete, voglia abbandonare tutto questo,
trasformandosi nel target del nostro marketing?

Come sono cambiate le regole

Quale antidoto
usare per
raccogliere
nuovamente la
simpatia del
nostro
potenziale
acquirente, se
questo vive in
un mondo dove
è
completamente
avvolto dal
proprio spazio?

L’idea è quella di rendere il rapporto con il cliente


interattivo, prestando attenzione alle sue necessità in
modo nuovo. Certo le nuove forme di pubblicità

16
possono aiutare ad attirare l’attenzione. Rientra in
quest’ambito l’utilizzo del comico e del paradosso,
tanto che potreste trovarvi ad osservare un vassoio di
ketchup condito con qualche patatina fritta (com’è
possibile vedere nell’immagine).

Ma una volta che l’attenzione è finalmente conquistata


perché perderla al passo successivo?

Gli esempi negativi possono essere tantissimi! Call


center che rispondono con voci registrate, interminabili
f.a.q. dove risulta altamente complesso trovare le
informazioni che si cercano, sempre che esse siano
presenti.
Si tratta di una grande barriera di gomma che
distrugge l’investimento pubblicitario generando ansia
nel cliente potenziale.

Wikimarketing: introduzione al
marketing virtuale

La rapida e crescente diffusione di wikipedia,


l’enciclopedia online libera, è diventata la metafora non
solo di un nuovo modo di concepire il business, ma
anche della trasformazione del marketing moderno.

Un mondo al quale tutti si collegano e tutti partecipano


non può che portare alla creazione del marketing
collaborativo, dove ognuno concorre alla creazione di
awarness del prodotto. Si tratta di una novità non
indifferente, che sta acquistando peso e statura man
mano che i budget pubblicitari degl’inserzionisti
passano dai canali media tradizionali a quelli internet.

Interessante è ad esempio l’applicazione delle tesi di


Wikinomics (libro presente in bibliografia) al marketing
on line. Così nelle imprese si sta sviluppando una
17
forma di costruzione dell’immagine aziendale non
piramidale, collaborativa ed auto-organizzata dai
prosumer, i nuovi consumatori-creatori.

Vediamo qualche idea-base del wikimarketing:

 è possibile collegarsi ad una comunità


internazionale on line per far scegliere il nome di
un prodotto ai consumatori che effettivamente lo
utilizzeranno
 si possono produrre clip informative multimediali
per poi diffonderle on line sui principali siti di
videosharing come Youtube o Google Video.
 E’ possibile creare interazione tra prodotto e
fruitori sfruttando le comunità virtuali on line; ciò
che avviene, ad esempio in second life.
 Si può letteralmente partecipare alla costruzione
del prodotto, come permette Nike ai propri
consumatori grazie a NikeID
 Come non citare infine i dispensatori di
conoscenza, che contribuiscono a veicolare nuovi
usi dei prodotti, tanto da stupire a volte gli stessi
product manager aziendali.

Questa nuova partecipazione al marketing – “peer


marketing” sta cambiando profondamente il modo di
veicolare prodotti e servizi verso il consumatore finale.
Le aziende ed i marketers che sapranno per primi
capacitarsi del cambiamento per sfruttarlo saranno
anche tra i primi a capitalizzare con successo il
cambiamento di paradigma in atto.

La scommessa dell’Ngage

Le aziende che cominciano a comprendere i profondi


cambiamenti che stiamo delineando sono consapevoli
della pressante necessità di generare interessamento
18
attivo. Così, se una volta sarebbe stato sufficiente
attirare l’attenzione del consumatore, per incanalarlo
nel processo d’acquisto, ora tale principio non può più
bastare da solo per riempire di dati i sales report.

Laddove la risposta classica di marketing potrebbe


essere quella d’investire il consumatore con maggiore
forza promozionale, Nokia ha saputo rispondere
creando le basi del suo successo nel mercato
Smartphone, con un dispositivo non solo telefonico,
ma dalla forte connotazione ludica e d’intrattenimento.
Nokia è così tra le aziende che hanno cominciato ad
impostare nuove forme di relazione con il cliente, per
provare finalmente ad ascoltarlo piuttosto che
sovrastarlo di costosi input pubblicitari. E’ un esempio
l’Ngage, che richiama nel nome il concetto di
engagement.

Un prodotto con funzioni telefoniche ma pensato


soprattutto per coinvolgere profondamente l’utente con
funzioni di gioco paragonabili a quelle di una comune
console portatile.

Gli esempi dei pionieri come Nokia sono importanti per


comprendere come oggi sia diventato scontato
presumere nuove forme di comunicazione tra il cliente
e l’azienda che vadano oltre il normale marketing mix.
Anche se il Nokia N-Gage non è stato un clamoroso
successo di vendite, la corretta interpretazione delle
necessità e dello stile di contatto con il cliente da parte
dell’azienda è stata la base dei successi ottenuti sul
mercato degli smartphone negli anni successivi.

19
CAPITOLO 2
Una struttura rivoluzionaria

A
lla base di ciò che possiamo definire in questo
libro come Re Mida Marketing vi è una struttura
rivoluzionaria che contiene al suo interno il seme
del proprio successo. Si tratta di quel senso di quarta
dimensione che non è possibile descrivere
oggettivamente, ma che prende forma all’interno della
mente del navigatore non appena accede ad internet.
Per chi non lo avesse ancora capito, stiamo parlando
della rete.

La rete prende forma parecchi decenni fa, da un


progetto militare poi utilizzato per scopi civili; sebbene
si trattasse di un luogo profondamente diverso da
come lo conosciamo ed utilizziamo ora (si pensi ad
esempio a second life, al social network, alle principali
caratteristiche del web 2.0), possedeva alcune
caratteristiche che hanno contribuito a creare le
opportunità di marketing che è possibile cogliere oggi.
Tutto ciò è profondamente legato alle idee di chi ha
partecipato alla fondazione del web. E’ stato progettato
perché ci fosse una ricaduta sociale1, e la naturale
conseguenza, nonostante le continue innovazioni
tecnologiche, è la tendenza sempre più comunicativa
del mezzo.

La caratteristica delle rete è quella di omettere un


centro regolatore, e grazie a questo si devono le
numerose derive creative del web. Per quanto esistano
società che investono milioni e milioni di euro nello
sviluppo di nuove idee ed applicativi da proporre ai
naviganti, c’è sempre qualche sconosciuto che se ne
1
Tim Berners Lee, L’architettura del nuovo web, Feltrinelli 2001
20
esce con una nuova idea e contribuisce a cambiare
completamente il paradigma all’interno del quale si
opera.

Si tratta quindi di una struttura rivoluzionaria, che


proprio per la sua estrema natura multipolare ci offre
sempre nuove opportunità di marketing, slegandoci
dalle vecchie logiche promozionali e permettondo di
concentrarci su ciò che fa veramente felici i clienti, il
prodotto.

L’assioma di Polifemo

Tutti conoscono la storia di Polifemo, al quale Ulisse


disse di chiamarsi Nessuno. Ebbene, qualcosa di simile
succede tutti i giorni nella rete, tanto che potremmo
definirlo un assioma derivante dalla sua stessa
struttura.

Nella rete, le idee migliori si creano per merito di


un’intelligenza associativa e collaborativa che non può
corrispondere alle mente di un solo individuo. Allo
stesso modo in cui Polifemo, quando interrogato dai
Ciclopi, non riuscì a definire con precisione chi gli
avesse fatto del male, è per chiunque altrettanto
difficile dare una definizione esaustiva di chi stia
cambiando il mondo del web e di cosa stia facendo per
farlo.

In World of Ends, un documento di pubblico dominio


scritto da Doc Searls e David Weinberger nel 2003, è
ben riassunto questo principio secondo l’idea che la
rete possieda tre virtù:

 Nessuno la possiede;
 Chiunque la può usare;

21
 Ognuno la può migliorare.

L’incredibile diffusione di Wikipedia è un ottimo


esempio del fenomeno che stiamo definendo. Un
progetto di enciclopedia universale, la cui
partecipazione è aperta a chiunque voglia condividere
le proprie conoscenze, ed il cui risultato è sintomo di
una capacità di unire sinergie che supera la singola
somma delle intelligenze collettive.

L’assioma di Polifemo è ben visibile all’interno dei


cosiddetti siti wiki, delle pagine web che permettono
ad ogni visitatore di aggiungere contenuti, come in un
forum, ma anche di modificare i contenuti esistenti
inseriti da visitatori precedenti. Ward Curringam2, il
fondatore del primo sito Wiki su web, si ispirò al nome
dei bus di Honolulu, chiamati wiki wiki. Questo perché
Wiki significa rapido, o veloce, e non vi è dubbio che
mai termine più appropriato fu scelto per quello che è
divenuto un vero e proprio pilastro a fondamenta del
web 2.0.

Dal modello circolare a quello


multipolare

Il grande vantaggio che internet ha portato al


marketing è riscontrabile nel passaggio da un modello
promozionale – pubblicitario di tipo circolare ad uno
multipolare.

Per capire di cosa stiamo parlando basta fermarsi a


riflettere sulla pubblicità che appare nei media
tradizionali, come la radio e la televisione. Quando un
messaggio pubblicitario viene messo in onda
(trasmesso) attraverso questo genere di media, i
potenziali ascoltatori vengono colpiti dall’alto ed in
2
http://en.wikipedia.org/wiki/Ward_Cunningham
22
maniera indifferenziata. Questo fatto indica, tra l’altro,
un alto grado di dispersione delle risorse poste in
gioco.

Tra il gruppo di riceventi vi sarà quindi una percentuale


di individui preparati ad accogliere i consigli per gli
acquisti, cosicché l’azienda farà dei profitti e ripeterà il
circuito pubblicitario che abbiamo appena presentato.
Ma con l’avvento di internet questo sistema è destinato
a mutare profondamente.

Il web infatti è caratterizzato dalla multipolarità, e ne


consegue che anche il modello del marketing che lo
permea presenta caratteristiche pluridirezionali. Se
prendiamo infatti come assunto l’affermazione che la
rete è un vero e proprio mezzo di trasporto3, ne
conseguirà che le destinazioni possono essere le più
disparate. A comunicare con la rete non sono più solo i
computer, ma anche gli oggetti del quotidiano, come i
telefoni e i palmari, ma anche le lavatrici, i frigoriferi e
le dispense, che possiedo il “sesto senso4” e sono in
grado di valutare da sole quando è il momento di fare
la spesa.

Ne consegue una multidirezionalità delle capacità di


marketing del web, che possono sfruttare diversi canali
e diversi hardware convogliando l’attenzione solo su
quei potenziali clienti che davvero hanno sviluppato un
determinato bisogno in un preciso momento della loro
vita. Per dirla con uno slogan di una famosa
concessionaria pubblicitaria on line: non cercate i
clienti, fatevi trovare!5

3
Sergio Maistrello, La parte abitata della Rete, Hops Tecniche
Nuove p. 4 Cap. 1
4
Il riferimento è ad una famosa linea di elettrodomestici
intelligenti distribuiti dalla Whirlpool
5
Pay off di Yahoo Search Marketing - Overture
23
Creare un circuito virtuoso di
attenzione

La presenza di un contesto multipolare, dove la


comunicazione non avviene dall’alto ma è legata alle
reali necessità e curiosità dei prospect, porta il web
alla creazione di un circuito virtuoso di attenzione,
dando origine ad un vero e proprio effetto “Re Mida”
che val la pena di essere approfondito.

Questo effettuo virtuoso è fortemente inserito


all’interno del DNA del web. A partire dal database dei
motori di ricerca, nati inizialmente dalla raccolta dei
primi indirizzi nei portali web, e solo successivamente
evolutosi grazie a sofisticati algoritmi (si pensi, ad
esempio, a PageRank di Google).

Si tratta della perfetta metafora dell’evoluzione del


web, che fornisce non tanto i contenuti, ma un accesso
facilitato a piattaforme in grado di semplificare la
pubblicazione di contenuti considerati utili dagli utenti.
L’elenco potrebbe essere vastissimo: i siti di
community o i social network sono solo gli ultimi
arrivati.

E’ in questo modo che la rete riesce a generare


un’amplificazione della diffusione virale di idee (e
quindi prodotti e servizi), che l’esperto di marketing
può sfruttare a proprio vantaggio. Il come sarà
spiegato nel proseguio di questo libro.

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