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Francesco Bacone (1561 - 1626)

Vita e opere
Si ha limpressione che il metodo fino allora seguito sia sbagliato

Le conclusioni della fisica aristotelica sono contraddette dallesperienza.

Superare questa concezione: novum organon.

Ideale del sapere per potere.


Si ripropone di ricostruire ledificio del sapere nellinstauratio magna: un ideale ancora medievale di
scienza, ma consapevole della difficolt. Non da scartare per linfluenza sui posteri.

Divisione delle scienze


La suddivisione del sapere riprende quella delle facolt dellanima:
1.
Scienza di memoria: la storia.
2.
Scienza di fantasia: la poesia.
3.
Scienza di ragione: la filosofia, il cui oggetto :

Natura
Uomo
Dio

A fondamento di queste tre parti di filosofia sta la filosofia fondamentale, che tratta aspetti comuni a tutti
gli oggetti del sapere: condizioni trascendenti. Non manifesta una gran fiducia in tale scienza.

Ricerca delle cause: parte speculativa

Fisica: causa efficiente


e materia

Metafisica:causa formale
e finale

Filosofia della natura


ha due scopi
Produzione degli effetti: parte operativa

Afferma poi che lammettere


la finalit ben diverso dal
poter capire il fine degli eventi naturali: lo studio si concentrer sulle cause formali dalle quali procedono
i fenomeni naturali.

Il metodo. Pars destruens


Il novum organon si divide in due libri: il primo critico, laltro costruttivo (incompiuto). La novit del
metodo consiste essenzialmente in:

Fondamentale nellacquisizione del sapere linduzione, non la deduzione sillogistica.


Il passaggio particolare universale deve avvenire gradatamente, attraverso assiomi medi.
Gli assiomi medi non si trovano a caso, ma seguendo regole.

Parte critica

Nessun valore dellautorit nella ricerca del sapere


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Idola

Idola sono nostre immaginazioni nei confronti di idee divine: queste ultime istituiscono la realt, che ne
porta le tracce nella sua struttura. La conoscenza vera si ha solo se seguiamo queste tracce; se vogliamo
proiettare le nostre idee sulle cose, non raggiungiamo il sapere:

Idola tribus: dipendono dalla natura umana. Tendenza ad assumere ci che appare come la realt
stessa delle cose.

Idola specus: radicati nel comportamento individuale.

Idola fori: preconcetti che nascono con luso del linguaggio. Si usano parole senza rendersi conto
del loro significato.

Idola theatri: preconcetti inculcati dalle scuole filosofiche.

Le due vie del sapere


La prima parte dal particolare e vola subito agli assiomi generalissimi, e giudica secondo questi principi.
La seconda dal particolare trae gli assiomi per gradi fino ad arrivare ai pi generali. Questa la vera via:
il rimprovero alla fisica tradizionale dunque quello di aver avuto fretta, e aver proceduto senza metodo.

La fisica basata sul presupposto dellintuizione


immediata dellessenza non ci fa prevedere alcun
fenomeno naturale, n scoprire niente di nuovo.

I caratteri del vero sapere


Lopera e il fine della potenza umana
generare in un corpo una natura diversa.
Corpi individui, che sono le sole cose esistenti
Per trasformare i corpi bisogna conoscere la
loro natura o forma, che fonte delle sue
qualit. Infatti abbiamo:

Nature semplici, o qualit dei corpi


Forme, dalle quali derivano le nature semplici.
qualcosa di individuo e dinamico. Scoprirla vuol dire
conoscere la legge secondo cui operano i corpi.

La fisica deve risalire dalle qualit sensibili dei corpi al processo nascosto che le genera e allo
schematismo nascosto, che la loro struttura profonda. Questi due momenti sono espressioni della forma,
che oggetto di metafisica, e insieme alla quale si scopre anche la legge di comportamento del fenomeno
esprimibile con un assioma.
Lassioma si scopre con linduzione vera, che deve partire dallosservazione dei fatti per poi ordinarli:

Tabula praesentiae: enumerazione dei fatti in cui si presenta un dato fenomeno.

Tabula absentiae: casi simili ai precedenti in cui il fenomeno manca.

Tabula graduum: casi nei quali la natura studiata presente in vari gradi.
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Dopodich si pu procedere ad una esclusione e ad una prima ipotesi, che va verificata dallesperienza.

Etica
Critica delletica antica: ci ha dato esempi di virt senza dire come arrivarci. Letica di divide in due parti:
1.
Dottrina dellideale (felicit): inutile in quanto il cristianesimo ci dice che la felicit altrove.
2.
Dottrina della cultura danimo (virt).
insita nella natura una tendenza sia al bene collettivo (da preferire) sia al bene individuale. Si deve
affermare il primato della vita attiva: la contemplazione riguarda solo il bene privato. La filosofia ha lo
scopo non di arrivare alla salute o alla tranquillit , bens di risolvere le difficolt della vita sociale.
Il primato della vita attiva si attua anche nel bene individuale: ogni cosa mostra tendenza a conservarsi
(bene passivo) e a moltiplicarsi (bene attivo); esso non si identifica col bene comune.
Bene comune solo in rapporto alla societ si pu parlare di dovere.

La dottrina del dovere non riguarda solo la scienza civile, ma


anche il dominio di s, e di divide in:

Dovere delluomo in generale

Dovere delluomo come professionista


Per sapere come coltivarci, dobbiamo sapere cosa siamo in grado di fare. Bisogna descrivere prima di
prescrivere. Importanza dello studio delluomo (psicologia).

Galileo Galilei (1564 1642)


A Pisa
Dagli studi di medicina passa a quelli di matematica e di filosofia naturale, o physica. Le sue convinzioni
metodologiche sono chiare fin da subito: la matematica il modello dei discorsi, lesperienza il loro
contenuto.

A Padova
Molta pi libert di pensiero. Insegnava anche astronomia secondo il sistema tolemaico, ma da tempo
seguiva quello copernicano. Altra attivit: perfezionamento degli strumenti.

Unisce la conoscenza teorica dello scienziato alla abilit degli


artigiani: con le prime osservazioni manda in crisi la
cosmologia tradizionale.

Eliminata la distinzione aristotelica tra mondo sub


lunare corruttibile e sopralunare incorruttibile.
Giove gira intorno al sole mentre le sue lune girano
attorno a lui: possibile anche per la terra, che non
quindi immobile.

Non solo le osservazione astronomiche, ma anche le ricerche meccaniche gli facevano guadagnare
argomenti a favore del sistema copernicano (scoperta della relativit classica). Le scoperte fatte grazie al
telescopio furono per accolte con diffidenza e disprezzo: i contemporanei erano disorientati e impauriti.
Una grave minaccia arrivava dai teologi
aristotelici: per contraddire Galileo
invocavano anche la sacra scrittura.

I processi
Nel 1611 veniva accolto trionfalmente a Roma, ma i suoi nemici lavoravano contro di lui, che da parte
sua offriva pretesti di scontro a causa della pungente ironia delle sue discussioni.

Cosimo Boscaglia accusa la teoria copernicana di essere contraria alla Bibbia (Giusu ferma il sole).

Galileo si difende: bisogna distinguere il testo sacro (sempre vero) dalle interpretazione che ne
vengono date. Linterpretazione letterale spesso fallace.

Lintenzione dello Spirito di insegnare come si vada in cielo, e non come vada il cielo.

Ma commise unimprudenza: un laico che dava lezioni di esegesi biblica non poteva che allarmare i
teologi: nel 1616 la teoria copernicana fu condannata, e Galileo fu ammonito ad abbandonarla. Galileo si
fece pi ottimista alla notizia dellavvento del nuovo papa Barberini.

Quando egli divent papa Urbano VIII, Galileo compose il suo Dialogo dei massimi sistemi e lo
sottopose al pontefice, che ne avrebbe permesso la pubblicazione solo se la teoria copernicana fosse stata
presentata come ipotesi matematica.
Ma:

Il credito dato alle due tesi non era il medesimo.

La potenza dellargomentazione nemmeno.

Il 22 giugno 1633 dovette abiurare la teoria copernicana.


Il fatto deplorevole che, in luogo della discussione sulla
dottrina, si prefer condannare un uomo. Ci sarebbe
valso anche nel caso in cui la teoria di Galileo fosse stata
sbagliata.

Galileo filosofo
Galileo intendeva la filosofia come fisica: essere filosofo era sinonimo di studioso della natura, non solo
limitarsi a formulare ipotesi matematiche.

Egli non solo poi proclama la superiorit della ragione sullautorit,


ma mette in pratica con costanza questo principio. Galileo filosofo
perch ha una nuova concezione della verit, opposta a quella della
tradizione scolastica medievale: la verit scientifica.

Nuovo concetto di scienza


Lidea di sapere dimostrativo modellata sulla geometria:

A fondamento della dimostrazione stanno gli assiomi.

Assieme a ipotesi e postulati, sono considerati per s evidenti.

La dimostrazione presuppone anche definizioni.


La dimostrazione aristotelica sillogistica: rapporto fra due nozioni in virt di un termine medio.
Lobiezione di Galileo riguarda non il sillogismo, ma il come dello scoprire i postulati e le definizioni che
stanno a fondamento della fisica.
Le proposizioni universali per Aristotele si conoscono
per induzione, ma non ha mai prodotto una teoria
dellinduzione.
Galileo individua il motivo nel fatto che la scienza
precede la metodologia.
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Una scienza rigorosa deve procedere come la geometria: cominciare da definizioni ed assiomi per arrivare
alla dimostrazione dei teoremi.
Bisogna per assicurarsi del valore delle definizioni:

Devono essere fondate sullesperienza.

Ci pi complicato di quanto credessero gli antichi

Non avevano strumenti

Non esercitavano controllo


A queste considerazioni, se vogliamo ancora un po baconiane, ne aggiunge almeno unaltra originale:
impossibile cercare lessenza dei corpi. Infatti essa viene descritta da qualit sensibili, che non sono
notizie intrinseche.

Non bisogna rinunciare alla scienza della natura, ma prendere unaltra


strada, che consiste nel cogliere dei fenomeni naturali solo gli aspetti
quantitativi, di cui possiamo avere notizie intrinseche come sono i concetti
matematici.

Anzich speculare su essenze che non conosciamo, si definisce lessenza


di un fenomeno in base alla legge del suo comportamento, espressa in
termini matematici. Questo il nuovo tipo di sapere che noi chiamiamo
scienza.

Due problemi:

Questo nuovo sapere sostituisce lantico? La scienza sostituisce cio la


filosofia?
Definire i fenomeni secondo leggi matematiche esaurisce la loro realt? Le
essenze dei corpi si riducono agli aspetti considerati dalla scienza?

Ma Galileo non cercava di costruire una metafisica sulla base della nuova scienza, e nemmeno una nuova
filosofica della natura (determinazione delle cause prime della natura). ci che gli rimprovera Cartesio.

Pierre Gassendi (1592 1655)


Autore delle V obiezioni alle meditazioni metafisiche di Caartesio. Molto forte la polemica tra i due.

Aristotelismo ed epicureismo
Sono due gli elementi fondamentali del suo pensiero:
1.

Critica ad ogni dogmatismo, antico e moderno.


Critica allaristotelismo: esercitazioni in forma di paradosso contro gli aristotelici. Espone una
critica serrata al principio di autorit, rivendicando la libert del filosofare e di conoscere
direttamente, con una spinte alleclettismo.
Critica della dialettica: lo scopo non larte delle dispute, ma giungere alla verit e goderne.
Rivalutazione dellesperienza e del sapere umile. Ideale di
scienza come sapere storico, progressivo e perfettibile.
Equivalenza tra conoscere e fare. Gli oggetti di
dividono in:

Naturali

Artificiali
Luomo non pu cogliere la verit della natura nella
sua essenza, perch non ne lartefice.

2.

Ripresa ed apologia dellepicureismo, depurato di contenuti anti-cristiani.

De vita et moribus epicuri.


Traduzione e commento a Diogene Laterzio.
Sintagma filosofico (1651).

Lopera omnia Abrge de la philosophie de Gassend, con cui verr a contatto Locke. Perch la
scelta per lepicureismo? Perch esso congeniale

Nessuna pretesa di metafisica come scienza.


Conciliazione con verit di fede.
Nessuna pretesa di autorit incontrovertibile.

Teoria della conoscenza


Criterio di certezza immediata: sensibilit, da cui si forma lidea che rappresentazione delloggetto
esperito. Non si danno idee innate.
Idee

Semplici
Generali

Ogni idea deriva dai sensi: il passaggio dallidea singola alla generale o composta si ha eliminando le
caratteristiche singolarizzanti. Lidea generale non comunque una essenza, e non pu prescindere
dallidea concreta. Dallidea generale si forma il giudizio, attraverso la copula .

Concezione della natura


Atomismo:

Atomi
Moto
Vuoto

Si presta bene al nuovo ideale di scienza meccanicista. una fisica


molto diversa da quella cartesiana, e lo si vede da:
- La materia non divisibile allinfinito, ma si danno atomi.
- Luniverso non pieno: condizione di movimento il vuoto.
- La materia non inerte e passiva (necessit di Dio), ma attiva.

Modifiche per adattare al cristianesimo:


- Atomi non eterni, ma creati e annientabili da Dio.
- Finalismo che sostiene il meccanicismo.
- Anima composta da una parte materiale che muore, e da una
immateriale e immortale creata da Dio.

Etica
Coniugazione delletica epicurea (piano della felicit umana) con letica cristiana (piano della felicit
perfetta). I due cardini delletica cono piacere e dolore.

La voluptas innalzamento dellanimo, la molestia un suo abbattimento.

Ogni essere tende alla felicit.

Il piacere anche Sommo Bene, e criterio distintivo di bene e male.

Da voluptas e molestia derivano amore e odio.


La voluptas non piacere corporeo, ma gioia e serenit: piacere catastematico, quiete.
I beni dello spirito hanno comunque primato sui beni del corpo, e la
tranquillit dellanimo sulla 8salute del corpo.
La voluptas fine ultimo degli altri piaceri. La virt non fine a s
stessa, ma mezzo per il conseguimento della felicit

Virt fondamentale la prudenza, che prescrive ci che da fuggire e ci che da seguire. calcolo dei
piaceri e delle conseguenze delle azioni. Polemica contro etica stoica:
- Etica inumana.
- Non vero che c distanza tra virt e piacere.
Le passioni non si possono estirpare, se non a patto di estirpare anche lumanit. Allapatia stoica va
sostituita una moderazione delle passioni (Metropatia). Seguendo le passioni naturali e necessarie si vive
secondo natura.
Altra virt centrale la temperanza, il sapersi limitare a ci che naturale e necessario.
- Modo migliore per raggiungere la salite del corpo.
- Autarchia
- Ottimismo antropologico: uomo naturalmente limitato, ma non per il peccato.

Libertini e Giansenisti
Il clima di pensiero libertino ha costituito una delle componenti fondamentali della cultura francese del
XVII secolo; lo stesso vale per le tesi fondamentali del pensiero giansenista.

Critica al tipo del cristiano


Presa di coscienza in seguito a scoperte geografiche: pluralit delle condizioni dellesistenza umana.

Umanit non incarnazione di un archetipo universale.

Messa in crisi del tipo duomo presentato come il pi completo: il cristiano.


Il piano sul quale si attua il ripensamento pi radicale quello morale :

Esistono uomini selvaggi e privi di religione che


vivono con equilibrio e serenit.

Indipendenza della morale dalla religione: la


morale si fonda solo su quel senso di bont innato
che ogni uomo ha nel cuore; la vita morale solo
sviluppo di ci

Quando la religione diventa faziosit e bigottismo


non sviluppa pi la moralit, ma la corrompe.

Posizione di La Mothe Le Vayer: di fronte a una religione che, invece di valorizzare la spiritualit dono di
natura, la corrompe, appare come moralmente superiore la posizione dellateo. Nuove domande:

In una societ fondata sulla forza e sullastuzia, come si pu essere umili?

I precetti evangelici non possono essere presi come punto di riferimento per la vita sociale.
Il cristiano non pi garante di un tipo duniversalit sulla quale si era fondato sino ad allora tutto un
modo di pensare e vivere: servono nuove basi per ricomporre un nuova concezione delluomo.

Filosofia come vera religione


I libertino un uomo alla ricerca di una nuova universalit da sostituire a quella che la religione fondava.

La verit non frutto del numero, ma


di una mente che sa rettamente
giudicare. La ragione unisce,
lopinione divide.

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Necessit di staccarsi dalla


moltitudine per formare una lite.
Esiste una doppia universalit:
puramente esteriore e fondata sul
numero, e qualitativa, vera
universalit.

La coscienza di ci si trasforma in una vera e propria coscienza ecclesiale che surroga quella
dellappartenenza ad una confessione religiosa: in questa nuova chiesa, la religione che viene praticata
la filosofia.
La nuova universalit che deriva dal seguire la ragione non concepita
come uninsieme di principi che portino ad ottenere assenso.
ununiversalit critica, conseguenza della consapevolezza
dellimpossibilit di dare una risposta assoluta a qualunque questione.
Il libertinismo segue due correnti:

Fino al 1660 circa presenta posizioni scettiche.

Demolizione di tutto ci che definitivo.

La religione lobbiettivo principale.

Scetticismo come propedeutico al cristianesimo.

Dopo il 1660 circa le posizioni si fanno meno radicali.

Deismo fondato sullaffermazione di un primo principio.


Un punto importante della critica della critica libertina alla religione il suo rapporto con la politica: le
religioni sono sorte come strumento in mano ai potenti equiparate ad ogni altro mezzo di
mantenimento dellordine pubblico.

Affermazione della natura come suprema realt, al pari delle filosofie


naturalistiche: il culto della natura diventava proposito di conformarlesi in
ogni comportamento, allo scopo di riconciliare virt e natura, un tempo
unite

Cristianesimo come comprensione esauriente


Caratteristica fondamentale del gruppo giansenista: la verit pu essere incontrata solo superando i luoghi
comuni al pari del libertinismo, il giansenismo sar un movimento elitario. La pluralit di credenze
religiose e morali solo superficialmente relativizza il cristianesimo, in realt sottolinea la sua unicit.

Argomento di Pascal, che riprende un pensiero comune.


Luomo insieme di grandezza e miseria.
Lerrore delle filosofie considerare uno solo di questi aspetti.

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Solo il cristianesimo riesce a superare la contraddizione: perch una religione sia vera, infatti, deve aver
conosciuto la nostra natura nella sua grandezza e piccolezza. Quale religione lo ha fatto, se non quella
cristiana? La tesi libertina non regge pi , e va capovolta.

La loro filosofia non pu essere vera religione, perch ignora una componente fondamentale dellessere
umano, di cui il cristianesimo tiene conto e d una spiegazione. Non avendo una giusta comprensione
delluomo, il pensiero libertino non pu nemmeno fornire una morale adeguata.
Serve ai giansenisti a fare propria listanza di riforma
della religione dei Libertini.

Ruolo del dogma del peccato originale:

Ritorno alla semplicit e allinteriorit tipiche della


religione naturale.
Da un lato parallelismo tra risposta Libertina e Giansenista, ma anche divergenza: per questi ultimi
richiamo alle origini significa ritorno al Cristianesimo dei Padri, che aveva proprio nei dogmi del peccato
originale e della grazia i suoi cardini. I giansenisti dunque combattono su due fronti:

Si oppongono alla corrente dell


umanesimo devoto: la Grazia era ritenuta
un soprappi che si aggiungeva ad una
natura d per s gi completa. Il cristiano
invece nuova creatura, trasformata dalla
grazia.

Si oppongono ai Molinisti, che ritengono


che lefficacia della grazia dipenda dal
volere delluomo.

Dare cos grande peso al dogma del peccato significava sollevare il problema del ruolo delle risorse
umane nelleconomia della salvezza. Proprio su questo punto il fronte giansenista perde la sua unit.

Il giansenismo delle origini (Pascal), definito estremista, ha una visione nettamente svalutativa delle
realt terrene. A fare le spese di questa svalutazione fu la ragione.
Attorno alla met del secolo si fa largo la corrente centrista (Arnaud e Nicole). Rimane il principio di
decadimento come conseguenza del peccato, ma non ritengono assolutamente senza valore le realt
terrene ed umane. Essi intuiscono la pericolosit di costruire unapologia del cristianesimo su base
scettica. Era necessario aprire un varco tra i due estremi della credulit (attaccato dei libertini) e dello
scetticismo (contestato dai giansenisti).
Di qui lassunzione della filosofia cartesiana da parte di
Arnaud e Nicole. Il suo metodo appare come lo strumento pi
adatto per sostenere un simile obiettivo. La visione pi
equilibrata di questa seconda corrente portava a unascesi che
non aveva come unica via labbandono del mondo

Una virt che porta allestraniarsi da ogni impegno porta al


disinteresse ( la posizione libertina). La perfezione cristiana
deve mostrare
12 la sua validit convenendo per ad ogni
occupazione e condizione.

Blaise Pascal (1623 - 1662)


Vita e opere
A Parigi, Pascal pot venire in contatto coi pi illustri scienziati. Rivel spontaneamente e precocemente
un genio matematico fuori dal comune. Stesso atteggiamento verso la scienza di Galileo, Bacone:

Quando si tratta di fisica, e vano rivolgersi agli antichi.

A differenza di Cartesio, per, nessuna volont di rinnovare la metafisica.

1646: Prima Conversione di Pascal Decisione di dedicare la vita a Dio. Incontra Cartesio a Parigi.
1651: Mor il padre di Pascal: comincia un periodo mondano e salottiero.
1654: seconda e definitiva conversione di Pascal. Dopo unilluminazione, decide di dedicarsialla
preghiera, alla mortificazione e alla Bibbia.

Stoicismo e scetticismo
Pascal apprezza Epitteto e lo stoicismo per la sua
dottrina morale, che predica distacco e rinuncia.
Montaigne ha invece il merito di sottolineare la
debolezza della ragione umana.

Ha saputo delineare un ideale di grandezza


delluomo, ma non ne ha conosciuto la debolezza:
ha creduto che con intelligenza e volont luomo
potesse rispettare il suo dovere.

Non c alcuna conoscenza certa in metafisica, e


fa scendere la ragione priva di fede al livello di
quella animale. Questo scetticismo antidoto alla
superbia stoica, ma moralmente molto inferiore.

Il potere della ragione


La ragione si identifica per Pascal nellesprit gomtrique: la geometria lunica vera applicazione della
logica. Esiste un ideale metodologico ancora superiore a quello geometrico, ovvero definire ogni termine
e dimostrare ogni preposizione, ma inattuabile.
Questi concetti possono essere definiti da unaltra
scienza (filosofia). Non per Pascal

La geometria suppone concetti non definiti:


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abbiamo due alternative percorribili.

Se si parte da concetti geometrici e si ragiona


secondo regole geometriche, si pu essere sicuri
di arrivare alla verit.

I limiti della ragione


Se la ragione si identifica con lesprit gomtrique, lintelligenza pi della ragione: esprit de finesse.
Esprit Gomtrique

Esprit de finesse

I principi sono palpabili, ma lontano dalluso


comune. Ci vuole uno sforzo per raggiungerli,
vista la mancanza di abitudine.

I principi sono nelluso comune e davanti agli


occhi di tutti. Non c bisogno di fare sforzi,
basta una buona vista.

Esprit de gomtrie intelletto astratto.

Esprit de finesse intelligenza del concreto.

Nel concreto i principi astratti sono appena visibili; ragionare astrattamente su realt concrete vano.

Le cose che ci premono, che contano, non riusciamo a conoscerle con la ragione, e quelle che riusciamo a
cogliere con la ragione sono inutili. Quando invece si tratta di conoscere il principio e la fine delle cose, la
nostra ragione impotente. Questa impotenza non dipende dalla natura umana, ma dalla sua situazione
esistenziale:

Luomo si lascia guidare dallimmaginazione.


Altro elemento che influisce sui nostri giudizi la consuetudine.
Influente sui nosrti giudizi anche il gusto, ci che ci fa piacere.

A Dio non si arriva con la ragione


Il Dio dei cristiani non il creatore delle verit geometriche o dellordine degli elementi: pagano. E
questo vale anche per le dimostrazioni metafisiche dellesistenza di Dio.

Dio non si pu raggiungere con la ragione, nemmeno


allargandola fino a comprendere anche il senso di
intellectus. Dio una Persona con cui ci si incontra.
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Il cuore
La ragione senza il cuore non serve, il cuore senza la ragione invece basta. La ragione soggetta alla
sensibilit delluomo (impressioni, consuetudini...), dal meccanismo del suo corpo, che machine.
Se pieghiamo la machine ci tireremodietro anche aal ragione

Piegare la macchina significa compiere gli atti esteriori della religione. Essi
non costituiscono la religione, ma sono mossi dalla volont di credere, devono
esprimere la nostra umilt

Il pari
Quale motivo diamo allascesi (plier la machine) se non vi certezza razionale? Agli argomenti razionali
di dimostrazione di Dio, Pascal sostituisce il pari, la scommessa. Vale la pena di scommettere che ci sia,
perch in gioco il nostro destino.

Da una parte c il finito, dallaltra linfinito: bisogna puntare sullinfinito.

Ladesione alle verit fondamentali richiede volont, rischio, scommessa.

Pascal ha sempre considerato la ragione nelle sue condizioni esistenziali, soggetta a fantasia e
capricci, e macchiata dal peccato. di questa ragione che non ha una gran considerazione.

Lanalisi delluomo
Orientata intorno ai poli della grandezza e miseria. Pascal descrive la condizione umana come dipendenza
e desiderio diindipendenza, coscienza di contingenza, inquietudine. La nullit del nostro essere ci
rivelata nel sentimento della noia.
Ma non siamo solo questo: il fatto di sentire il desiderio di una
pienezza dessere che non abbiamo, attesta al nostra grandezza.
Luomo debole come un fuscello, ma quandanche luniverso lo
schiacciasse, resterebbe pi nobile di ci che lo uccide.

La nostra dignit consiste dunque nel pensiero, che coscienza del


limite. Le antinomie di cui si compone la vita delluomo (angelo \
bestia) sono segno della corruzione della natura umana, sanabile solo
dalla grazia.

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Per risolvere le antinomie bisogna riconoscere tre ordini di realt: la carne, lo spirito, la carit , che
grazia. Solo il cristianesimo risolve questo problema col mistero della redenzione, rivelato alluomo dalla
misericordia di Dio: senza fede luomo non risolve il problema della vita.
Luomo deve conoscere entrambe le verit della rivelazione, cio che esiste un Dio di cui luomo e
capace, e che la sua corruzione lo rende indegno di Dio. Conoscere solo una delle due porta alla superbia
dei filosofi o allavvilimento delle bestie.
Lultimo passo della ragione riconoscere che esiste uninfinit di cose che la sorpassano.

Nicole Malebranche (1638 - 1715)

Problema dei rapporti tra estensione e pensiero


Dualismo cartesiano rendeva difficile la spiegazione del rapporto anima corpo. Geulincx d una
sistemazione delloccasionalismo: Dio ha fatto corpo e anima in modo che i loro moti si corrispondano,
come due orologi sincronizzati. Siccome i corpi esterni non possono influire sullanima, noi possiamo
conoscere le nostre idee, ma le conosciamo come realt che non dipendono da noi. Devono allora venirci
da Dio.
Malebranche stato uno spirito profondamente religioso, e ci traspare nella sua visione della realt.
Legge il trattato sulluomo di Cartesio e ne rimane folgorato. La divisione di spirito e corpo e la riduzione
del mondo sensibile a pura estensione sono la base delle sue due teorie fondamentali: occasionalismo e
visione delle cose in Dio.

Anima e corpo. La conoscenza


Lo spirito umana si trova tra il creatore e le creature corporee. Lunione con Dio eleva lo spirito, lunione
col corpo abbassa luomo infinitamente, ed la causa degli errori. Bisogna dimostrare che lanima umana
immediatamente unita a Dio e conosce ogni cosa in lui.
Per prima cosa bisogna liberarsi dellerrore.

Non dipende dallintelletto, che pu solo ricevere idee.

Pu aver luogo nel giudizio, che una attivit.

Quando diamo lassenso a proposizioni non evidenti.


Le idee ci vengono dai corpi?

Teoria della conoscenza.

Lanima non coglie gli oggetti in s stessi.

Loggetto immediato del nostro spirito lidea.

Le idee non sono necessarie per conoscere noi stessi.

Sono prodotte dallanima?


Dio le produce in noi ogni volta?
Lanima ha ogni perfezione ?
Lanima unita ad un essere
perfettissimo che le possiede
tutte in s?

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Ma le prime quattro mostrano in qualche modo una falla. Rimane la quinta soluzione, ovvero che
vediamo le cose in Dio, che strettamente unito alla nostra anima con la sua presenza. Malebranche parte
dalla considerazione delle verit necessarie (come le geometriche), che non possono essere ricavate
dallesperienza, che sempre conoscenza del singolare: derivano dalla luce divina. Concludendo il
discorso, vengono enumerati quattro possibili tipi di conoscenza:
Conoscenza delle cose in s stesse.
Conoscenza delle cose nelle loro idee.
Conoscenza per coscienza interiore.
Conoscenza per congettura.
Viene sottolineata la differenza fra la conoscenza mediante idee e quella mediante sentimento: la prima
chiara e distinta, la seconda oscura e confusa.
1.
2.
3.
4.

Loccasionalismo
Dio lunica causa efficiente: le creature sono occasioni per lazione causale di Dio. Critica alla fisica di
Aristotele: lopinione che le qualit siano nei corpi erronea e causa dellerrore pi grave: attribuire alle
creature efficacia causale.
Le qualit infatti rimandano alle forme sostanziali, come
loro principio; un corpo dotato di forma sostanziale
dotato di attivit, e quindi divino.

La natura di ciascuna cosa solo la volont di Dio: le cause


naturali sono solamente cause occasionali. evidente come
nessuna visione meglio di quella cartesiana poteva meglio
accogliere questa visione religiosa.

La morale
Malebranche si allontana invece da Cartesio per la concezione delle proposizioni universali, che per lui
sono effettivamente realt eterne dipendenti dalle idee divine, e non da un semplice decreto divino.

Le norme morali sono verit eterne, come quelle geometriche. Luomo


infatti vede in Dio anche i rapporti di perfezione, che sono lordine
immutabile che Dio consulta quando agisce. Lessenza della moralit
conoscere e amare lordine

Le inclinazioni sono i moti che Dio imprime allo spirito.


Sono rivolte prima a Dio e poi allautoconservazione.

Inclinazione alla grandezza.

Inclinazione al piacere.
Siamo dunque inclinati al bene in generale.
Il bene verso gli altri amicizia, fondamento della societ civile.
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La teoria generale delle passioni diversa da quella cartesiana, come conseguenza della diversa teoria
dellunione di anima e corpo. Critica anche la pretesa stoica che la ragione basti a mitigare le passioni. Le
passioni sono volute da Dio, e il cristianesimo ci insegna ad accettarle e ad aspettare la liberazione da
Dio.

B. Spinoza (1632 - 1677)


Vita e opere
Data di grande importanza: 1656: scomunica da parte della sua comunit ebraica. Ogni ebreo era tenuto a
troncare ogni rapporto con Spinoza. Le sue opere maggiori: Trattato teologico politico, De intellectus
emendatione, Ethica, ordine geometrico demonstrata, oltre a quelle che citeremo nello schema.

Il Breve Trattato
Contiene le medesime dottrine che si ritroveranno nelletica. In particolare, in un dialogo vengono posti
questi problemi.
1. Come pu Dio essere causa immanente di ogni cosa e remota di alcune di esse?
2. Se Dio immanente, perch non cresce quando ha prodotto i suoi effetti?
3. Se Dio causa immanente, come mai esistono le cose sono corruttibili?
Prossima, delle cose immutabili.

La risposta comune ai tre punti: Dio causa


Remota, per le cose particolari.

Principi della filosofia di Cartesio e Cogitata Mataphysica


Spinoza fu pregato di dare lezioni a un giovane. Non volendo manifestare le opinioni personali, gli spieg
la seconda parte dei principi di Cartesio. Quando espose anche la prima parte, gli amici fecero pubblicare
lo scritto, ovvero tutte le lezioni fatte al giovane.
La metafisica di questi scritti quella dei Cogitata Metephysica,
molto pi vicina alla scolastica contemporanea che a Cartesio:

Trattando invece la cosmologia, Spinoza scelse Cartesio e non i


neoscolastici. Spinoza riteneva dunque la scolastica inutilizzabile
solo in filosofia della natura, mentre la metafisica andava bene.

Metafisica speciale; Dio e la mens.

I Cogitata Metaphysica si dividono in due parti


18

Metafisica in generale; lente e le sue propriet.

Riduzione dellens rationis a puro nome.

Negazione del possibile e contingente

Tutto ci che , necessario.

Tutto ci che , lo in quanto causato da Dio. Considerare una cosa senza rapporto con la sua causa
considerarla come non , non come .
Questione dei trascendentali: uno, vero e buono non sono affezioni dellente. una tesi che si comprende
bene, se si tiene conto che non si danno enti distinti n determinazioni: omnis determinatio est negatio.

De intellectus emendatione
il discorso sul metodo di Spinoza. Somiglianze esteriori con lopera di Cartesio:

Modo autobiografico.

Regole di una morale provvisoria.

Metodo per arrivare alla verit.


Ma la verit cercata da Spinoza una verit che dia senso alla vita: questa ricerca non conciliabile con
quella dei beni terreni, perch essi portano a tristezza e pentimento. Il bene assoluto non per bene
oggettivo: bene e male sono relativi.
Quale senso allora alla ricerca del sommo bene, se ognuno persegue solo il
suo bene? Fino a quando non si sia arrivati a vedere ogni cosa come
necessaria, ci si figura un ideale di umanit superiore, alla quale si cerca di
partecipare con gli altri.

Per quanto riguarda i comportamenti, vengono elencate tre regole:


1. Parlare in modo da farsi intendere dai pi.
2. Usare ci che piacevole per quel che giova a mantenersi in salute.
3. Stesso criterio riferito al denaro.
Si tratta poi di emendare lintelletto, ovvero renderlo capace di conoscere la realt in modo da farci
arrivare al sommo bene. A questo punto spinoza distingue quattro tipi di conoscenza.

Indiretta

Per esperienza vaga

Mediata

Nella essenza della cosa. (bisogna


procedere soprattutto con questo
tipo di conoscenza)

Interessante nella gnoseologia spinoziana il rifiuto del dualismo tipico di tutta la filosofia di quel
periodo. La conoscenza originariamente apprensione di realt , non di idee. Spinoza distingue dunque
lidea nei suoi aspetti:
Psichico: lidea una modificazione della mens in virt della quale lo spirito ha presente loggetto.
Intenzionale: la stessa presenza della cosa (essenza oggettiva).
19

La metodologia non deve precedere la conoscenza della realt: come potrei conoscere il valore della
metodologia stessa? Bisogna allora usare gli strumenti naturali di conoscenza: sono le vere idee. Prima si
fa una scienza, poi una metodologia.
Emendare lintelletto tramite il metodo necessario per combattere i pregiudizi e dare ordine alla ricerca.
I pregiudizi si superano iniziando la riflessione dalla prima idea vera: lEnte Perfettissimo.

L Etica: lordine geometrico

Letica, che ordine


geometrico demonstrata, si
divide in cinque parti.

Dio
Spirito umano (mens)
Passioni
Forza delle passioni (schiavit umana)
Forza dellintelletto (libert umana)

Cartesio aveva distinto ordine geometrico da modo geometrico di dimostrare, ovvero il non dare per
dimostrato ci che non tale dal metodo sintetico, che deduce la verit da dimostrare dalle definizioni.
Cartesio prefer il metodo analitico, Spinoza quello sintetico, perch quello analitico pu risultare
incomprensibile a molti.

Le definizioni
Letica si apre con la definizione di causa sui, seguita da altre. Che carattere hanno le definizioni
dellEtica? Spinoza distingue due tipi di definizioni:

Quella che spiega la cosa quale essa fuori dellintelletto, e allora deve essere vera.

Quella che spiega la cosa quale o pu essere da noi concepita.


Non dice per a quale categoria appartengano le sue.

Il concetto di attributo
Sono reali o sono soltanto nostri modi di vedere le sostanze? Il concetto Spinoziano di attributo come
costitutivo dellessenza della sostanza dipende da quello cartesiano. Ma come mai per Cartesio ogni
sostanza ha un solo attributo, mentre per Spinoza ne ha infiniti? Per spinoza esiste una sola sostanza, e la
sua concezione degli universali nominalistica.
Bisogna partire dal concetto di realt come perfezione.

La somma realt somma perfezione e infinita ricchezza: gli


Ma manifestazione verso chi?
Lintelletto
umano? Dire di
chequesta
sono infinita
manifestazioni
attributi
sono manifestazioni
ricchezza.
allintelletto non significa dire che siano soggettivi; inoltre la sostanza per sua
natura manifesta.
20
La sostanza, in sintesi, inesauribile ricchezza di perfezione,
si attua in infiniti
attributi (infinite forme), ognuno dei quali la esprime totalmente.

Unicit della sostanza


Linizio delletica contiene le seguenti proposizioni:

La sostanza per natura anteriore alle sue affezioni.


Se c essere, c sostanza.
Due sostanze con attributi diversi non hanno nulla in comune.
Sostanze radicalmente diverse non possono essere causa una dellaltra.

Ma come potrebbero distinguersi due sostanze se non per la differenza di attributi? La differenza di modi
non basta, perch, pur con modi diversi, una sostanza rimane uguale a s stessa. Due sostanze che hanno
il medesimo attributo sono identiche:
Alternativa dellunicit della sostanza

Alternativa delletereogenit radicale


degli esistenti.
Ma se esistessero tante sostanze eterogenee tra loro, ognuna dovrebbe essere incausata, e quindi sarebbe
necessaria. Ci che necessario infinito: come concepire una pluralit di infiniti?

Esiste una sola sostanza, e questa Dio. Cartesio, per timore di giungere a questa conclusione, aveva
definito sostanza anche ci ce aveva bisogno solo del concorso divino per esistere, ma fu una scappatoia.

Dio
Tutta la realt dio le dimostrazioni diventano quasi superflue. In ogni caso ne d tre:
1. Dio lente la cui essenza implica esistenza, per cui esiste.
2. Esiste tutto ci che non impedito a esistere da alcuna causa. Ma non esistono cause fuori di Dio.
3. Se esistono necessariamente le cose finite, a maggior ragione deve esistere necessariamente
linfinito.
Poich Dio lunica sostanza, tutto ci che esiste dovr essere modo o attributo di Dio. In particolare
lestensione attributo divino. La preoccupazione di Spinoza di mostrare come ci non conduca ad
ammettere in Dio imperfezione. Infatti lestensione implica imperfezione solo in quanto implica
divisibilit, ma la sostanza indivisibile.

Negazione della finalit


21

Dio causa immanente, e ogni cosa deriva da lui necessariamente. Da questa concezione derivano due
conclusioni:
1. Rigorosa necessit del tutto.
2. Negazione di ogni finalit
Riguardo al primo punto, Spinoza afferma che non esistono cose contingenti, ma ogni cosa determinata
ad esistere ed operare in un certo modo dalla necessit della natura divina.

La negazione della finalit svolta nellappendice allEtica. Tutto ci che accade predeterminato da
Dio, non per la sua volont ma per la sua assoluta natura. A questa visione, dice Spinoza, si
contrappongono i pregiudizi finalistici (natura creata per luomo e luomo per adorare Dio), nati dal
fatto che gli uomini:

Ignorano le cause dei fenomeni che li circondano si credono liberi.

Tendono a cercare ci che loro utile credono che Dio li abbia forniti di ci che serve loro.

Pensiero ed estensione
Nel De intellectus emendatione si diceva che la conoscenza delleffetto dovrebbe essere dedotta dalla
conoscenza della causa; spesso per Spinoza fa ricorso allesperienza.
Ad esempio un uomo, considerato astrattamente, non implica lesistenza; ne vedo la necessit solo se lo
considero come complesso di modi dellinfinita sostanza. Oppure si dice che fra le attivit spirituali,
lidea il modo fondamentale, perch condiziona tutti gli altri e pu stare senza gli altri.
Le prime proposizioni affermano che pensiero ed estensione sono attributi di
Dio, e poich lidea il modo fondamentale del pensiero, in Dio vi lidea
della sua essenza e di tutto ci che da essa segue necessariamente.

Spinoza vuole per discostarsi dalla scolastica: lidea divina non il modello
della volont creatrice: la potenza divina non altro che lattuosa essenza
divina, e lidea divina laspetto pensante di questa essenza.

Non la mente di Dio dunque causa delle cose, ma lestensione di dio causa dei corpi e il pensiero
divino causa dei pensieri. Come sostanza pensante e sostanza estesa sono una sola e identica sostanza,
appresa sotto due attributi, cos un modo dellestensione e lidea di esso sono la stessa cosa, espressa in
due modi diversi.

Luomo. Anima e corpo

Luomo pensa, ma non sostanza pensante (non sostanza).


Lo spirito umano dunque un modo dell attributo pensiero.
Lidea il modo fondamentale del pensiero.

Dunque lo spirito umano fondamentalmente idea del corpo.


22

Pu sembrare la traduzione della forma corporis aristotelica, ma bisogna tenere presente che tra la
scolastica e Spinoza c stato Cartesio: questa mens non ha pi alcuna funzione biologica, perch il
corporeo si spiega meccanicamente.
Lo spirito resta comunque, anticartesianamente, riferito al corpo.

La conoscenza
E originariamente coscienza del corpo, e attraverso le modificazioni di
questo conosce gli altri corpi. Questa conoscenza indiretta e inadeguata.
La mens
E anche idea ideae, ovvero conoscienza di s. Anche questo tipo di
conoscenza inadeguata.

La conoscenza adeguata si ha quando si concepiscono le cose negli aspetti comuni a tutte. Una tale
conoscenza sembra essere la matematica, alla quale si contrappone la conoscenza per universali in senso
scolastico. Spinoza distingue poi tre genere di conoscenza:

Immagini confuse che ci vengono dallesperienza sensibile.

Nozioni comuni e idee adeguate delle propriet delle cose.

Conoscenza intuitiva, che procede dallidea adeguata degli attributi divini alla conoscenza
adeguata delle essenze delle cose.
Polemica contro dualismo gnoseologico cartesiano:
Solo la conoscenza di secondo e terzo genere ci aiuta a distinguere il vero dal falso. Non solo questo tipo
di conoscenza apprensione della realt, ma conoscenza adeguata della realt, e poich tutto
necessario, proprio della ragione considerare le cose come necessarie, non come contingenti.
Ogni idea infatti implica lessenza eterna di Dio, e questa conoscenza di Dio implicita nellidea di ogni
cosa adeguata e perfetta. Lo spirito umano pu avere conoscenza adeguata dellessenza di Dio. In quest
ottica, gli errori altro non sono se non scambi di termini.

Gli scolastici e Cartesio spiegavano lerrore come


volont che muove a dare lassenso a ci che non
evidente. Ma spinoza nega che nelluomo possieda una
volont libera.
Ci insegna che noi operiamo solo diretti da Dio, e
partecipiamo alla natura divina in proporzione alla
conoscenza di Dio e alla perfezione delle nostre
azioni.
Ci insegna a prendere con animo uguale ci che
avviene, perch tutto necessario.

23
Ci
prossimo,
dalla
Ci insegna
insegna aadrispettare
educare iilcittadini
allaguidati
libert,solo
ossia
a
ragione. il bene non per paura, ma perch bene.
compiere

Con questa negazione si apre la parte


propriamente morale delletica. La dottrina
che nega la libert del volere:

Le passioni
Allesercizio della vita secondo ragione si oppongono le passioni. I filosofi, convinti dal pregiudizio che
luomo fosse libero, si sono preoccupati di dare solo giudizi di valore sulle passioni. Siccome sono realt
necessarie come le altre, non vanno disprezzate, ma studiate.

Una passione una modificazione del corpo


che ne aumenta o diminuisce la potenza di
agire, unita alla coscienza di tale
modificazione.

Poi aggiunge che ogni cosa tende a


perseverare nel suo essere, e questa tendenza
lessenza stessa della cosa.

Anche lo spirito umano ha questa tendenza


fondamentale, che si chiama

Volont se riferita allo spirito

Appetitus se riferita a spirito + corpo.


Il desiderio (cupiditas) lappetitus unito alla
coscienza di esso.

Limpulso conseguenza dunque della natura del soggetto, non della bont delloggetto; buono ci che
soddisfa limpulso, non ci che tende al bene. Lo spirito idea del corpo: tendendo a perseverare e
potenziare il suo essere, tende anche a conservare il corpo. Le passioni nascono dalla coscienza di questo
potenziamento depotenziamento:

La gioia coscienza di potenziamento nellessere.

Il dolore coscienza di depotenziamento nellessere.

Insieme alla cupiditas, sono le passioni fondamentali, da cui derivano tutte le altre.

Le virt
La distinzione tradizionale di virt e passioni, basata sul libero esercizio dellattivit, cade assieme alla
libert. La distinzione ricompare sotto forma di attivit razionale o non razionale. La quarta parte
dellEtica potrebbe intitolarsi: sulluso razionale delle passioni. Le passioni sono dati di fatto; esse non
devono distogliere per luomo dalla attivit razionale, la sua vera attivit.
Si pu fare un buon uso delle passioni, quello prescritto dalla ragione:

La ragione esige che ognuno ami s stesso e cerchi il proprio utile (conservazione e
potenziamento dellessere.

Questo il fondamento della virt, che porta immediatamente alla felicit.


24

La felicit compimento della virt, e non qualcosa di estraneo, un premio che ci viene da fuori. Si tratta
allora di vedere cosa sia il nostro vero utile. Dal momento che siamo spirito, il nostro utile ci che ci
porta a conoscere; il bene sommo la conoscenza di Dio.
Ci giova ci che ha natura simile alla nostra: niente pi simile alluomo delluomo stesso, non per in
quanto soggetto a passioni, ma in quanto guidato dalla ragione.
Spinoza espone poi la sua etica speciale, in cui esprime la recta vivendi ratio.
Il rapporto tra bene e piacere positivo, il dolore un male. Lodio, che deriva dal dolore, un male: chi
vive secondo ragione cerca di ricambiarlo con lamore e la generosit. Non giova la compassione: il
prossimo va aiutato perch lo prescrive la ragione, non perch giova condividere il dolore. Poich tutto
necessario, non c male in natura, e la conoscenza del male solo coscienza del dolore.
La quinta parte delletica si riferisce alla libert umana: non si parla di libero arbitrio, bens di liberazione
dalle passioni attraverso la ragione.
La ragione non pu sopprimere le passioni, ma pu esercitare su di esse un dominio
conoscendole e oggettivandole: una passione smette di essere tale quando ne ho
idea chiara e distinta. Allora la passione non suscita pi odio n amore verso la
causa, perch ci si rende conto che quella causa era determinata da infinite altre
realt.

Lo spirito pu considerare ogni passione come momento necessario di quelleterno


ordine delle cose che Dio. In tal modo la mente ha unidea chiara e distinta, che
porta gioia. E poich la gioia unita alla causa di essa e lamore,la coscienza chiara e
distinta delle passioni diventa amore di Dio.

Lo spirito per non si esaurisce nella vita assieme al corpo, poich in Dio c lidea che esprime lessenza
di ogni corpo umano sub specie aeternitatis: lo spirito non rimane distrutto assieme al corpo. La vita
dello spirito conoscenza, e in ci esso trova la suprema gioia. Questa, unita alla coscienza della sua
causa, Dio, porta allamore per lui. In questo consiste la beatitudine, che non premio alla virt, ma la
virt stessa.

Trattato teologico politico


Tema centrale: la libert di pensiero e la libert religiosa sono condizione della pace sociale.
Sviluppo del concetto di religione.
Teoria dello stato.
La religione, cos come professata dai pi, uno stato danimo passionale, una superstizione. Lunica
prova del valore di una religione sarebbe una condotta conforme ai dogmi professati; i cristiani per non
praticano le virt esaltate dal cristianesimo. Una religione cos strutturata (solo atti di culto) soggetta ai
mutamenti delle passioni, ed utile solo ai tiranni, per tenere sottomessi i sudditi con la paura.
La libert religiosa non nuoce, ma giova alla stabilit dello stato.
25

Sbagliano coloro che nella


Bibbia cercano una verit
filosofica e scientifica.

Spinoza spiega cosa sia una religione descrivendo quella


biblica. La Bibbia contiene la rivelazione divina, che
conoscenza trasmessa per immagini, che si differenzia dalla
rivelazione naturale, che conoscenza certa e razionale.

I motivi della certezza che i profeti avevano di ci che trasmettevano non erano levidenza razionale, ma i
seguenti tre:
1. immaginavano le cose rivelate in maniera vivacissima.
2. Avevano un segno a conferma di ci che era rivelato.
3. Avevano lanimo incline solo al giusto e al bene.
Visto cosa sia la rivelazione, ci si chiede se essa sia data solo agli ebrei o a tutti i popoli. Spinoza
distingue tre tipi di beni ai quali pu orientarsi la nostra volont:

Conoscenza filosofica

Esercizio delle virt

Vivere in sicurezza e salute


I mezzi per ottenere le prime due sono dati a tutti gli uomini, mentre per il terzo contano le circostanze
esterne. Ogni popolo dunque ha ricevuto una rivelazione per quanto riguarda i precetti morali, ogni
popolo ha avuto i suoi profeti. Da quel che si detto consegue che:

La legge divina comune a


tutti gli uomini

Questa legge non esige


conoscenze di tipo storico, e
non esige atti esteriori di
culto.

Non comanda di agire per un


premio, ma ha i premio in s
stessa.

Basta dunque la ragione, lumen naturale, a farci conoscere la legge divina. Le leggi, che nella bibbia
prescrivono atti di culto che la ragione giudicherebbe indifferenti, sono rivolte al popolo ebraico e sono in
realt leggi positive di quel popolo. Ges Cristo non abrog la legge mosaica, perch la sua si poneva su
di un altro piano: morale e non giuridico.
Il razionalismo religioso applicato poi anche ad alcuni problemi particolari.
Ci che gli uomini chiamano miracolo solo ci di cui ignorano le cause.
Il metodo interpretativo della bibbia non deve differire da quello di interpretare la natura. Non bisogna
presupporre che essa si debba accordare con la ragione. Lintento della bibbia quello di inculcare
precetti morali.
Se gli uomini seguissero la ragione, ricaverebbero da questa la conoscenza dei loro doveri, ma poich
seguono limmaginazione, si rese necessaria la religione positiva per insegnare la moralit. Per vivere in
pace e sicurezza gli uomini dovettero rinunciare al loro diritto di natura, e trasferirlo ad uno che avesse la
forza di costringerli ad obbedire. Questo pu essere una persona o tutta la societ. Allautorit dovuta
obbedienza, che non schiavit (i comandi giovano allutilit di tutti).

26

Latteggiamento di Spinoza si pu storicamente comprendere: ha vissuto in un epoca in cui le minacce aal


libert potevano venire solo dalle chiese, e le garanzie di libert solo dallo Stato.

Wolfgang G. Leibniz (1646 - 1716)


Disputa antichi moderni: filosofia e scienza
In una lettera al maestro Thomasius dice di aver trovato pi verit nella Fisica di Aristotele che nelle
meditazioni di Cartesio. Il distacco dalla fisica si era storicamente compiuto in tre punti:
1. La fisica, se vuole essere conoscitiva, non pu adoperare la nozione di forma sostanziale, perch noi
non possiamo conoscere le essenze delle cose.
2. In natura esistono solo estensione e movimento, le qualit sono soggettive.
3. Ne consegue il dualismo res extensa res cogitans.
Ma Leibniz crede che il 2 e 3 non seguano necessariamente dal 1.
Nelle stesse nozioni scientifiche sono impliciti concetti che trascendono estensione e moto:
Lestensione (molteplicit) suppone unit
Il principio di unit e attivit la forma sostanziale.
Il moto suppone azione
Questo concetto non deve per essere usato per spiegare i fenomeni. Nonostante questo difetto, non
dobbiamo respingere una cosa la cui conoscenza necessaria in metafisica a tal punto che senza di lei non
si possono conoscere nemmeno i primi principi. Volendo spiegare i fenomeni, bisogna usare grandezza,
movimento e figura, ma ci non porta ad una metafisica cartesiana, bens aristotelica.

Sostanza come monade


Estensione e moto locale non esauriscono la realt: anche nei corpi vi qualcosa di analogo allo spirito.
la entelechia, o monade.
I corpi sono aggregati di monadi
Sostanza individua, semplice, in estesa, principio di attivit.
Luniverso costituito da innumerevoli monadi, diverse per
grado di perfezione, dai corpi a Dio
Gli spiriti sono sostanze semplici.
Ogni monade, dalle infime a Dio,
una e intelligibile.

Origine del concetto di monade: logica


Russell e Couturat

monade come ipostatizzazione del soggetto logico.


27

La sostanza individuale, che esiste ed


agisce, definita come soggetto cui si
attribuiscono vari predicati, e che non
predicato di alcun oggetto.

Ogni predicazione vera ha un fondamento nella natura delle cose: chi intendesse perfettamente la nozione
del soggetto sarebbe anche in grado di giudicare che il predicato gli appartiene. La natura di una sostanza
individuale, o ente completo, di avere una nozione cos perfetta che basti a dedurre tutti i predicati del
soggetto a cui essa si attribuisce.
Il principio di identit la prima verit e la prima regola di verit. Le
proposizioni vere sono sempre proposizioni identiche: sempre
dunque il predicato (conseguente) inerisce al soggetto (antecedente):
ecco perch la sostanza monade soggetto logico ipostatizzato.
Da questa prima affermazione Leibniz deduce tutto il suo sistema.

Nessun effetto senza causa.


Non si danno due cose singolari differenti solo per numero.
Non vi sono denominazioni solo estrinseche, che non abbiano fondamento nella cosa stessa.
Le sostanze singole sono in relazione con tutto luniverso, e ne esprime la causa: Dio.

Origine del concetto di monade: metafisica


La monade unit che sta al fondamento del molteplice-composto: devono esistere sostanze semplici,
perch esistano i composti.
A questa affermazione, De Volder replica in una lettera che
il concetto di unit talmente generale da non dire nulla:
un ens rationis.

Leibniz replica che non si tratta di una nozione logica, ma


di una nozione metafisica, perch non si riferisce ad un
modo di essere pensato, ma alla realt.

Con De Volder Leibniz insiste soprattutto sul concetto di sostanza come unit che sta alla base.
A Sturm, invece, che riteneva che nei corpi non esistesse un principio immanente di attivit, ma il moto
fosse stato comunicato inizialmente da Dio, Leibniz chiede se questo fatto alteri o meno la natura dei
corpi.

28

Propendendo per la non alterazione dei corpi (ipotesi di Malebranche), abbiamo una aporia: allora come
si muovono i corpi, adesso che quella spinta finita, se dentro di loro non c principio di attivit? Allora
richiesto un effetto sussistente che ancora adesso duri e operi.
Una specie di effetto sussistente come questo chiamato
da Leibniz monade. Una cosa non pu essere senza
attivit: se Dio fa tutto nelle cose, allora Dio tutto nelle
cose, che diventano modi dellapparire dellunica
sostanza (come Spinoza).
Se non si pu negare lattivit nelle cose, bisogna ammettere in esse un principio di attivit, una monade.
Questa argomentazione, che risale alla monade come unit a fondamento di estensione e di attivit, pu
essere chiamata giustificazione metafisica.
Per Leibniz, questa giustificazione non era radicalmente
diversa da quella logica: pensava che a fondamento della
logica e della metafisica stessero gli stessi principi, ovvero di
identit \ non contraddizione e ragion sufficiente.
Esiste anche una giustificazione fisica: tratta dalla tesi secondo cui ci che si conserva nel mondo non
la quantit di moto (mv, come diceva Cartesio), bens la forza viva (mv2).

I corpi
La materia prima laspetto di limitazione, di passivit di ogni monade finita, la materia seconda
linsieme di monadi subordinato ad una monade superiore dominante. Esistono dunque sostanze inestese
variamente ordinate: la massa (estensione + impenetrabilit) il modo di apparire a noi di un aggregato di
sostanze.

Non c differenza per leibniz tra qualit secondarie ed estensione.

Sono modo di apparire di sostanze che non sono in s stesse.

Lesteso modo di apparire alla sensibilit umana di un aggregato di monadi.

Spazio e tempo
La nozione di uno spazio unico e infinito un idolo: lo spazio relazione, lordine delle coesistenze,
cos come il tempo lordine delle successioni. Lo spazio segna lordine e il rapporto di quelle cose che
esistono nello stesso tempo.
Il moto variazione di distanze

Obiezione: senza uno spazio assoluto non si pu determinare quale


dei due corpi effettivamente si muova
Lunico modo considerare se il rapporto dei due corpi in
movimento relativo con gli altri corpi cambiato o meno.

Vinculum substantie
Ogni sostanza composta un insieme di monadi unificato da una monade dominante (lanima spirituale
nelluomo): come va inteso questo vincolo fra monadi? Permette la sostanzialit del composto o solo
delle sue parti?
Il problema si acutizza a contatto con il dogma cattolico della transustanziazione. Da
luterano, leibniz concilia comunque la sua teoria delle sostanze con questo dogma: il
29
vincolo tra le monadi indistruttibile
solo naturalmente.

Caratteri della monade


Ogni monade ingenerabile e indistruttibile, e dotata di percezione. Percezione non significa per
coscienza, quanto principio di unit del molteplice. Allora percezione non indica niente di pi che
monade (monade si riferisce alla sostanza, percezione alla qualit caratteristica della monade).

Distinzioni chiarificatrice

La percezione paragonata alla percezione


inconsapevole degli uomini.
La percezione consapevole appercezione, non di
tutte le monadi, ma solo delle anime.

Larmonia prestabilita
Esiste una gerarchia tra le monadi. Ce ne sono capaci di percezione o appercezione, e tra queste quelle
solo sensibili o anche intelligenti. Le monadi non possono essere in contatto tra loro, in quanto inestese,
eppure tra gli enti del mondo vige una armonia prestabilita.

Significato ampio: teoria metafisica generale.

Significato ristretto: spiega i rapporti anima-corpo nelluomo ( laspetto pi noto).


Il problema di questi rapporti era reso spigoloso dal dualismo cartesiano. Leibniz trova tre possibili
soluzioni al problema.
1.
2.
3.

Teoria dellinflusso reciproco, attribuita agli scolastici.


Teoria delle cause occasionali, sostenuta da Malebranche.
Teoria dellarmonia prestabilita, la sua.

Anzich far intervenire Dio in ogni momento, pi


ragionevole dire che egli abbia creato le monadi in modo
che armonizzino tra loro, ad esempio nel moto di volizione
a cui corrisponde un moto del corpo.
La tesi generale dellarmonia prestabilita nasce dalla concezione della sostanza come realt che contiene
in s la ragione di tutti i suoi attributi. Gli eventi non accadono alla sostanza, ma conseguono da lei.

Teoria della conoscenza


A Cartesio obietta:

Il criterio dellevidenza troppo semplicistico: non basta definire vero tutto ci che vedo chiaramente
e distintamente: bisogna anche spiegare cosa questo significhi.

Il dubbio metodologico una cerimonia inutile: il cogito la prima verit immediatamente evidente,
cos come la non-contraddizione la prima verit di ragione.
Una conoscenza oscura quella che
30

non basta a far riconoscere la cosa


rappresentata.

Una conoscenza chiara si ha nel caso in


cui abbiamo un fondamento sul quale
riconoscere la cosa rappresentata. A sua
volta, tale conoscenza pu essere:

Confusa, se non so enumerare i caratteri che


distinguono la cosa dalle altre.

Distinta la nozione che include i caratteri


essenziali delloggetto
Se tutti i caratteri di una nozione distinta sono a loro volta distinti, si ha una conoscenza adeguata. La
conoscenza umana non quasi mai adeguata; non sempre possiamo intuire la realt delloggetto pensato:
in questo caso ci serviamo di segni, ed abbiamo una conoscenza simbolica.
Idea vera lidea di una realt possibile, idea falsa quella che unisce elementi contraddittori. Leibniz
ammonisce a non appellarsi troppo facilmente alle idee, senza provarle sullesperienza.

Contro Locke
Ma ci non vuol dire che ogni conoscenza derivi dallesperienza. Leibniz discute le teorie di Locke nei
Nuovi saggi sullintelletto umano, pubblicati postumi.
Negazione dellInnatismo:

Esperienza e induzione non bastano a fondare la necessit di


una proposizione. Ad esempio, le verit matematiche hanno
bisogno di principi al cui prova sia indipendente dagli esempi.
La conoscenza delle verit necessarie distingue luomo dalle
bestie.
Tutti i pensieri e le azioni della nostra anima vengono dal suo intimo, senza che possano esserle date dai
sensi, sebbene i sensi ce ne diano loccasione di accorgercene.
LOCKE

LEIBNIZ

Oggetto immediato della coscienza lidea

Lidea loggetto interno, che espressione della


natura della cose. Solo Dio oggetto esterno
immediato

Lanima un microcosmo, nel quale le idee distinte sono una rappresentazione di Dio, le idee confuse
sono una rappresentazione delluniverso.

Nozioni universali e conoscenze delle essenze specifiche


Noi non cogliamo qualit staccate appoggiate su un qualche substrato ignoto, ma cogliamo un concretum,
una realt che ci si presenta sotto vari aspetti. La difficolt di Locke dipende, secondo Leibniz, dal
confondere immagine con idea.
Il criterio per sapere se abbiamo unidea non quello di
provare a immaginarla,
ma di vedere se riusciamo a
31
ricavarne a priori delle verit

Il problema della sostanza collegato con quello dellessenza specifica. Per Locke avere unidea della
sostanza equivale a conoscere lessenza specifica della cosa, che rende tale quella cosa. Ma per Leibniz
tali nozioni universali non sono somma di idee specifiche, bens sono un modo originario di esprimere le
cose.
Lastrazione non va intesa come separazione di un carattere dagli altri, ma come modo originario di
apprendere lindividuo. Non possiamo cogliere lindividualit, perch essa implica infinito. Le
proposizioni universali sulle cose di natura non ci fanno conoscere le essenze specifiche, ma ci aiutano ad
orientarci nella vita quotidiana (sono provvisorie e solo proabili).

Le verit necessarie. Gli assiomi

Verit di fatto, il cui opposto falso.

Forte opposizione a Locke. Leibniz distingue


Verit di ragione, il cui opposto
contraddittorio, e alla cui base stanno le
proposizioni identiche

Le proposizioni identiche non sono irrilevanti e non informative,


come sosteneva Locke, bens sono il nerbo delle dimostrazioni
logiche e geometriche. N gli assiomi derivano dallesperienza,
come vorrebbe Locke.

Egli affermava che molto pi evidente la proposizione particolare dellassioma, ma Leibniz lo


contraddice: solo i principi universali infatti danno ragione delle affermazioni particolari.
Leibniz non condivide nemmeno il disprezzo di Cartesio per la logica: per lui linvenzione del sillogismo
una delle pi considerevoli dello spirito umano. La sillogistica aristotelica il primo tentativo di
stabilire leggi infallibili dellargomentazione, di scrivere matematicamente anche fuori dalla matematica.

Non contraddizione e ragione sufficiente


I primi principi della conoscenza sono anche le leggi fondamentali della realt. Tali principi sono:
Principio di non contraddizione, per il quale giudichiamo falso ci che implica contraddizione.
Principio di ragion sufficiente, secondo cui niente potrebbe essere tale (esistente, vero...) se non
avesse una causa sufficiente.
In effetti entrambi i principi sono una esplicitazione del principio di identit: il pnc la sua formulazione
negativa, il prs una sua esplicitazione nella nozione di sostanza individuale.

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Verit di ragione e verit di fatto


Verit di ragione e di fatto: data la concezione Leibniziana della sostanza individuale, c effettivamente
differenza tra i due, oppure diventa tutto necessario, come nella concezione di Spinoza? Se ogni sostanza
infatti contiene gi tutti i suoi predicati, allora tutto deve accadere, da Adamo in poi, con una necessit
fatale. lobiezione di Arnauld al Discorso di metafisica

ARNAULD

LEIBNIZ

Ammesso che Dio abbia voluto creare Adamo,


non ha potuto non crearlo con tutto quello che ha
fatto.

Ma si tratta solo di una necessit ipotetica.

Nega alle verit di fatto anche la necessit


ipotetica.

La nozione di Adamo va considerate come essa in


Dio.

Non ci dobbiamo domandare come la nozione di


Adamo in Dio, ma come in s stessa

Il ricorso alla nozione di Adamo come nella mente


divina dovuto al fatto che solo Dio ha la nozione
dellindividuo nella sua individualit

Differenza tra verit necessarie e verit di fatto dunque che il soggetto logico delle verit di fatto un
individuo, che inesauribile per lintelletto umano: per scoprire linerenza del predicato nel soggetto
bisognerebbe procedere allinfinito nellanalisi del soggetto.
Se la contingenza delle verit di fatto dipendesse per solo da un difetto di conoscenza, questa posizione
sarebbe uguale a quella di Spinoza. Ma Leibniz introduce un altro aspetto: lesistenza del soggetto di tali
verit di fatto, che derivano necessariamente proprio dal quel soggetto, dipende da un libero decreto
divino.

Esistenza di Dio
1. Attraverso principio di ragion sufficiente. Contingente ci che potrebbe anche non essere, e non ha
quindi in s la ragione sufficiente del suo essere, n pu averla in altri contingenti, perch sono nella
stessa situazione. Perci la ragione ultima una sostanza necessaria, che noi chiamiamo Dio.
- Nella dissertatio da arte combinatoria si trova una dimostrazione simile, ma riferita al moto.
- Nella teodicea parla del limite come segno di contingenza. Bisogna cercare la ragione
dellesistenza del mondo (insieme delle cose contingenti) nella sostanza che ha in s la ragione
della sua esistenza.
2. Nella Monadologia si trova un argomento che risale a Dio come ragion dessere delle essenze sulle
quali si fondano le verit necessarie. Lintelletto divino la regione delle verit interne, o delle cause
dalle quali dipendono: senza di esso non esisterebbe nulla di reale n di possibile.
3. Argomento a priori fondato sullidea di Dio, preso da Anselmo e Cartesio, che avevano per taciuto la
premessa pi importante: Dio possibile. Come lidea di Dio implica la sua esistenza ? Se Dio
33

possibile, allora esiste. Ma Dio possibile, dunque esiste. Nulla infatti pu essere di ostacolo alla
possibilit di ci che non ha alcun limite.

I possibili e la libert divina


Cartesio aveva detto che le verit eterne dipendono da un libero decreto divino. Se cos fosse, la libert
divina sarebbe un potere assoluto e irrazionale (lestremo volontarismo assoluto necessitarismo).
Per Leibniz le essenze delle cose non dipendono dallarbitrio divino, ma dallessenza divina. Le cose
sono create significa che ci che possibile (in quanto idea di Dio) attuato dalla volont di Dio. Solo
Dio lessere che, se possibile, allora esiste; le cose contingenti sono fatte essere, create della libera
Volont divina.
Teodicea (1710): perch esiste il male ?
Il male fa parte di questo universo creato, che il migliore
dei mondi possibili. Il principio di ragione sufficiente implica
che Dio deve avere una ragione per creare questo mondo, e
non altri: appunto il mondo migliore.
Questo vuol dire che Dio necessitato a creare il migliore mondo possibile, e che di conseguenza tutto
necessario? No: bisogna distinguere necessit metafisica, il cui opposto contraddittorio, da necessit
morale. La necessit secondo cui crea Dio morale .
Quando Dio ha decretato di creare qualcosa, c stata una lotta fra tutti i possibili che pretendenti
lesistenza. una lotta ideale; tuttavia Dio moralmente necessitato a creare in modo che non possa
attuarsi nulla di meglio.
Dio non necessitato a creare, altrimenti tutti i possibili si attuerebbero.
I possibili non si attuano tutti perch non tutti sono compossibili.
Questa impossibilit non dipende dalla volont divina: non morale, bens metafisica.

La libert umana
Giuda trad il maestro perch poteva peccare, e lo volle. Il potere lo ebbe da Dio, il volere dal fatto che lo
stim come un bene. Ma come ha potuto stimare un bene ci che non lo era? Ogni opinione ha due cause:
1) Il temperamento di chi opina.
2) Lo stato della persona, che dipende dalle circostanze.
Dio sceglie sempre ci che meglio
La differenza tra libert
umana e libert divina:
Luomo sceglie sempre ci che appare meglio
La
differenza sta solo nella conoscenza, infallibile quella divina e fallibile quella umana, non
nel poter optare, che manca nelluno e nellaltro. La libert implica tre condizioni:
-

Intelligenza: conoscenza di ci che si vuole fare.


Spontaneit: un atto deve procedere unicamente dalla volont dellagente.
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Contingenza: non indifferenza, ma solo esclusione di necessit metafisica. Un atto libero potrebbe
anche non essere compiuto.

Non si parla qui di necessit morale: la conoscenza chiara di ci che meglio determina la volont ma
non la necessita (metafisicamente).

Morale e diritto naturale


Nei nuovi saggi sullintelletto umano sembra dare pi spazio alla libert: la scelta sempre determinata
dalla percezione. Luomo vuole il bene cos come la conoscenza glielo presenta.

I beni sensibili infatti sono presenti, e


sollecitano. Spesso questa una conoscenza
confusa, ma vivace ed attraente.

Spesso per luomo ha coscienza dei beni


conformi alla sua natura razionale, ma
pensa a questi beni con nozioni vuote di
percezione e sentimento.

Ma si pu anche dirigere lattenzione verso i


beni veri, riempiendo le loro nozioni astratte e
rendendole attraenti.

Leibniz parla di piaceri luminosi e ragionevoli: il piacere sempre un bene, in quanto coscienza di una
perfezione. Certe perfezioni portano per con s imperfezioni maggiori.

Il piacere sensibile, la via apparentemente pi breve per la felicit, non sempre la via migliore.

Sono la ragione e la volont che ci guidano verso la felicit.


Le norma morali, quasi caratteri impressi da Dio nel nostro spirito, possono essere lette dalla ragione in
noi stessi. Per la loro importanza, Dio ha fatto in modo che le pi fondamentali di queste norme fossero
raggiungibili anche senza un esplicito ragionamento: diritto naturale e socialit interpersonale.

Precetti fondamentali generalissimi e divulgatissimi:


1. Non ledere alcuno
2. Dare a ciascuno il suo
3. Vivere in modo onesto.
Dio fondamento dellessenza delle cose, e il diritto naturale esprime i rapporti fondamentali tra uomini
considerati nella loro essenza, in quanto uomini: leterno diritto naturale razionale. Poich il diritto
naturale, fondato sulla natura delle cose, esprime le esigenze della giustizia, che quindi indipendente
dalla volont di Dio e da quella dl principe. Questo punto una polemica diretta contro Hobbes.

35

Immanuel Kant (1724 - 1804)


La filosofia teoretica
La preparazione della critica. Primi scritti
Il sistema kantiano nasce da una lunga elaborazione di pensieri sorti quasi spontaneamente nello studio
dei vari problemi, e non da un progetto.
Partenza dalla filosofia di Wolff
Contatto con la nuova scienza Galileiano
Newtoniana, che riusciva a prevedere i fenomeni:
essa realizzava lideale scientifico meglio che la
metafisica tradizionale.

Fisica e metafisica negli scritti del 1755 - 56


Monadologia fisica conciliare le tesi di Leibniz e Newton sul problema della divisibilit dellesteso.

La metafisica e la geometria sono in


disaccordo sia sullesistenza del vuoto che
sulla divisibilit dello spazio.

La metafisica ancora valida, ma va


unita alla geometria per costruire una
filosofia della natura solida.

Alla metafisica dedica la dissertazione sui primi principi:

Identit

Ragion determinante (sufficiente).


Nella nova delucidatio aggiunger anche:

Successione: una sostanza non pu mutare se non connessa ad altre.

Coesistenza: non si darebbero relazioni tra sostanze se non dipendessero tutte da un principio
comune, ossia dallintelletto divino.

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Prosegue lintreccio di metafisica e scienze naturali come momenti necessari per la comprensione della
realt: quando espone una cosmologia meccanica, si chiede se tale spiegazione escluda Dio. La differenza
(con democrito, ad esempio) sta nel concepire il tutto come risultato di leggi necessarie, e non del caso.

Vi un Dio proprio perch la natura non pu


procedere se non regolarmente e con ordine

Critica alla metafisica nel 1762 - 66


Lettura di Hume risveglio dal sonno dogmatico.

Kant critica il tentativo di applicare il metodo matematico


in filosofia, ovvero di dedurre tutte le dottrine da pochi
principi. Invece di imitarne il metodo, dovrebbe
desumerne alcuni concetti e verit.
Kant lo spiega: la matematica costruisce i suoi oggetti, e quindi pu partire dalle definizioni di essi, pu
passare agli assiomi e pu dedurre teoremi; la metafisica invece indaga che cosa sia la realt esistente, e
deve ricavare da essa i propri concetti.

La filosofia non deve mai


partire da definizioni.

Al vero corrisponde la
conoscenza.

Quanto alla morale, Kant rileva che i suoi fondamenti sono ancora insufficienti

Non confondere !

Al bene corrisponde il
sentimento.
Molto significativo lo scritto Lunico argomento possibile per la dimostrazione di Dio: vi si sostiene
che luso della ragione, entro i limiti delle cognizioni comuni, offre argomenti sufficientemente persuasivi
dellesistenza di Dio. Poich si tratta di una dimostrazione dellesistenza di Dio, Kant chiarisce i concetti:
Di esistenza: lesistenza di una cosa pu essere attestata solo dallesperienza della cosa stessa, o
da testimonianze indirette.
Dio esistente: non esprimo una relazione soggetto
predicato, ma dico che ad un esistente spettano quei
predicati il cui insieme definiamo col nome di Dio.

Di possibilit: la non-contraddittoriet necessaria ma non sufficiente; bisogna anche che siano


dati gli elementi che non si contraddicono.
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La non contraddizione il formale della possibilit.


I dati compatibili sono il materiale della possibilit.
Toglie il formale

Di necessit: necessario ci il cui opposto impossibile


Toglie il materiale
Ci la cui soppressione elimina ogni possibilit assolutamente necessario, dunque esiste qualcosa in
modo assolutamente necessario. Lunico argomento kantiano arriva a Dio come fondamento della
possibilit delle cose: Dio non si rivela nel miracoloso, nello straordinario, ma nelle stesse leggi di natura.

La dissertazione del 1770


Una tesi platonica che rimarr anche nel Kant critico la distinzione di sensibilit e intelletto:

Sensibilit recettivit, eminentemente soggettiva; fa conoscere le cose come appaiono.

Intelletto facolt di conoscere ci che non ci modifica sensibilmente. Conosce le cose in s,


mediante concetti a priori.
Nuova invece la dottrina sullo spazio e il tempo come forme a priori della conoscenza sensibile, o
intuizioni pure (la ritroveremo immodificata nella ragion pura).
Kant condivide il concetto empirista di astrazione:
Astrarre significa isolare un elemento dal complesso del
dato. Ma un dato non diventa universale solo perch e stato
isolato dal contesto, e su esso non si possono formulare
proposizioni universali, ma generalizzazioni.

Critica a leibniz: se lo spazio unastrazione


dallesperienza, la sua scienza (geometria) sar fatta di
generalizzazioni
empiriche.
Ma le proposizione
geometriche sono universali e necessarie: da qui la
condanna a queste teorie.

Intuizioni: in quanto condizioni della conoscenza


sensibile ( sinonimo di conoscenza sensibile).
Spazio e tempo sono allora:
Pure: in quanto sono a priori, non ricavate
dallesperienza. Sono modi in cui lo spirito umano
coglie necessariamente gli oggetti sensibili
Approdo pi importante della dissertazione: si pu avere scienza universalmente valida anche del mondo
fenomenico.

Lettera a Hertz e problema della ragione pura


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Il passo avanti della critica della ragion pura che solo del mondo fenomenico si d scienza universale: i
concetti dellintelletto non fanno conoscere la cosa in s, ma danno solo una unit ulteriore rispetto a
quella di spazio e tempo alle intuizioni sensibili.
Su cosa si fonda il rapporto
tra rappresentazione ed oggetto?

Il nostro intelletto non causa delloggetto, loggetto non causa


delle rappresentazioni intellettuali. I concetti puri dellintelletto
non debbono essere astratti dalle impressioni dei sensi, e non
devono esprimere la recettivit delle rappresentazioni ottenute
mediante i sensi.

I presupposti del problema Kantiano:


Il soggetto pu ricevere dalloggetto solo mediante sensibilit (intuizione solo sensibile).
Con lintuizione sensibile si coglie solo il singolare. I concetti astratti non danno scienza rigorosa.
Un concetto puro indipendente dai dati della sensibilit.
Dati questi presupposti, come pu un concetto puro rappresentare un oggetto? Se avessimo concetto delle
cose senza ricevere da esse un influsso, la nostra conoscenza sarebbe intuizione creatrice divina.

I giudizi sintetici a priori


Problema: com possibile collegare necessariamente concetti diversi in un giudizio(proposizione)?
Un giudizio del genere, che connette necessariamente
concetti diversi, sintetico a priori:

Sintetico perch il predicato aggiunge una nozione


nuova a quella del soggetto.

A priori perch sono necessari e universali.


Giudizi del genere esistono, e fanno parte della scienza.

Una scienza deve contenere questi


giudizi, perch non le basterebbero:

Giudizi analitici: in essi il predicato esprime un


carattere gi compreso nel soggetto. Non si basano
sullesperienza, e quindi sono a priori, ma sono
tautologici e non informativi.
Giudizi sintetici a posteriori: arricchiscono la
conoscenza, ma connettono soggetto predicato in
base ad una constatazione di fatto ( e dunque non
sono universali e necessari.

Devono esserci giudizi sintetici a priori. Ma come sono possibili? ( il problema centrale della c. r. pura)

Soluzione del problema: deduzione trascendentale delle categorie


Nella critica della ragion pura i concetti dellintelletto sono intesi come forme unificatrici dei dati della
sensibilit, e non come capaci di esprimere le cose in s. La soluzione al problema sulla possibilit dei
giudizi sintetici a priori enunciata nel principio supremo.
39

Le condizioni della possibilit dellesperienza


in generale sono ad un tempo le condizioni
della possibilit degli oggetti dellesperienza.
La deduzione trascendentale delle categorie intende cio dimostrare che senza concetti puri, senza
categorie, non ci sono nemmeno oggetti desperienza: le categorie entrano, come forme unificatrici dei
dati sensibili, nella costituzione dei dati dellesperienza.
La deduzione trascendentale delle categorie una delle parti pi tormentate della ragion pura. Nella prima
edizione, si dice che essa presenti
Soggettiva: mostra che le facolt dello spirito umano (sensibilit e
intelletto) contribuiscono a costituire loggetto dellesperienza.

Due sponde

Oggettiva: mostra come loggetto sia costituito dai dati della


sensibilit e dai concetti dellintelletto.
Da entrambi i punti di vista, la deduzione trascendentale vuole essere la dimostrazione che le categorie
sono necessarie per la costituzione delloggetto.
Nella seconda edizione prevale laspetto oggettivo della deduzione trascendentale.
In sintesi, in essa si dice che loggetto
della conoscenza non un caos di
impressioni, ma una unit.

Lunit non pu venire dai dati


sensibili, perch essi sono il caos
delle impressioni.

Lunit viene dallintelletto, dallio


penso, che unit trascendentale
dappercezione.

Lunit delloggetto lunit che tiene insieme le sue propriet, e questo legame si esprime nel giudizio.
In questo modo dedotta (giustificata e dimostrata) la presenza unificatrice dellintelletto per costituire
loggetto, ed risolto il problema del come siano possibili giudizi sintetici a priori.

Se loggetto costituito da tale attivit unificatrice


dellintelletto, allora le leggi di natura (degli oggetti)
sono conosciute a priori, e non per generalizzazione.
Esse infatti sono imposte dallintelletto-autore.

I principi della ragion pura


Appurato ci, sorgono nuovi problemi.

Deduzione metafisica delle categorie, ovvero vengono


fatte corrispondere ai diversi ti pi di giudizio.

Elogio ad Aristotele per averle individuate.

Le ha per organizzate senza criterio.


40Il criterio il giudizio, lattivit nella quale si
manifesta la caratteristica dellintelletto, ovvero la
spontaneit.

Quali e quante sono le categorie?

Come entrano in funzione le categorie nei principi dellintelletto?

Kant dimostra la necessit delle categorie della


relazione (sostanza, causa, azione reciproca).
Esse sono le categorie centrali del suo sistema.

Lapplicazione di tali categorie d luogo a quei principi che Kant chiama analogie dellesperienza. Esse
sono le leggi fondamentali:
I ANALOGIA:

Principio di permanenza della sostanza: in ogni mutamento dei fenomeni la


sostanza permane. Il mutamento infatti suppone un substrato che permanga
identico, altrimenti non ci sarebbe mutamento ma solo molteplicit.
Dobbiamo anche presupporre un tempo unico, rispetto a cui fissare un prima e un
poi; il substrato che rappresenta il tempo in generale la sostanza.

II ANALOGIA:

Legge di causalit: tutti i mutamenti avvengono secondo la legge del nesso di causa
ed effetto. Il concetto di causa aggiunge a quello di antecedente nel tempo la
nozione di necessit.
Contaminazione di fisica e metafisica: principio di inerzia e principio di ragion
sufficiente.

III ANALOGIA:

Tutte le sostanze, in quanto possono essere percepite nello spazio come


contemporanee, sono in continua azione reciproca. (azion

Lo schematismo
Nella formulazione delle analogie costante il riferimento al tempo. Esso ha la funzione di:
Condizione della conoscenza sensibile.
Intermediario tra concetto puro e dati della sensibilit.

Condizione universale di applicabilit delle


categorie alle intuizioni: come tale il tempo
schema dei concetti puri. Infatti:

I concetti puri sono affatto eterogenei alle


intuizioni sensibili.
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Devono necessariamente applicarsi ad esse per


costituire loggetto.MA

Poich nella deduzione trascendentale Kant aveva descritto limmaginazione come intermedia tra
intelletto e sensibilit, lo schema prodotto dellimmaginazione (immagine come esempio di concetto).
Motivo non dichiarato dello schematismo che la nozione di tempo implicita nellapplicazione dei
concetti di materia, forza, azione per la spiegazione dei fenomeni.

La dialettica trascendentale
Lintelletto da solo non basta a rappresentare un oggetto: ha bisogno di dati sensibili come materiale da
unificare. Nella ragion pura, qui si ferma lAnalitica trascendentale, la parte positiva, e inizia la negativa.

Le categorie, infatti, non possono essere applicate su


ci che non sperimentabile, perch senza sensibilit
non sono in grado di rappresentare loggetto

Ecco perch fallita la


metafisica, e perch non c
accordo sulle proposizioni
metafisiche mentre c su
quelle scientifiche.

La Dialettica trascendentale, che


critica della metafisica
tradizionale, una conferma
della teoria contenuta
nellAnalitica trascendentale.

La metafisica il risultato delluso dialettico (ovvero puramente formale) dei concetti dellintelletto, per
determinare cosa sia ci a cui tali concetti si applicano.
I concetti dellintelletto, infatti, sono forme vuote, fatte per unificare i dati sensibili.
Usati per conoscere delle realt in s, superando il mondo dellesperienza, danno conoscenza
illusoria.
Nasce da una esigenza dellintelligenza umana: il
non fermarsi mai nella ricerca delle ragioni, delle
condizioni di ci che dato.
La metafisica allora presenta
questo duplice aspetto

Il suo errore lillusione di aver trovato la


condizione ultima, lincondizionato. Kant chiama
appunto ragione
la facolt che cerca
lincondizionato.
Lincondizionato che fonda:
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I fenomeni psichici lanima.
I fenomeni fisici il cosmo.
Ogni realt Dio.

Queste sono le tre idee della ragione: ci danno un punto di convergenza al quale tendono i ragionamenti,
ma un punto solo ipotetico e problematico. Non costituiscono un oggetto.

I paralogismi

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