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CTTF'COSA

CI EA DATO BF,EHOVBN?
Berlino, novembre rgzd.

spesso, leggendo al pianoforte una partitur


a d.i Mozart,
awenne che il mio asoltatore esclatnssss
:
Ma
questo
"
gi tutto Beethovea!r. Awenne anche il
contrario,^che, io
certi momenti:di tn Wz"n Beethoveniano, il
mio

osservasse

disc,epolo

Questo ancora del Mozart | ,. Laprima escla_


mazione era accompagnata da un senso di
rispettiso
la seconda da un indulgente sorriso. Nei d""
;"ri;i;" "topor*;
;ii:
tatore trovava che Mozart, l dove preannuncia
Beethoven,
c,

significativo e originale; che Beetloven, dove


ricorda Mo:
za-rt, _insignificante e plagiario. fn
altre parole : Mozart pu,
alle. volte, prendere il tono che i nostri
contemporanei esalta_
no in Beethoven ; ma Beethoven non raggiungJ
Mor"rt qo"rr_
do vuol seguirne le orme. Egli ha icacciato
Mozart jn
secondo piano, tanto che un musicista
della mia generazione
si sentiva arrossire se sbagliav a la citazione di un
numero
d'opera di Beethoven; ma non considerava
di doversi ver.
gognare confessando 1a sua ignoranza
di un Concerto o di
un'Opera di Mozart. Moritz fleimann, in
una clelle sue no_
vellg fa dire a un poeta tedesco in Itaiia : < Essi hon hanno
un Beethove ! >. Si pu ben dire : < i1 divino Rossini
!r ;
si pu dire anche a il divino Muzaft! >. Ma
p"J af"
,i
< il divino Beethoven ! >; questo
""" bene. Si
non suonerebbe
deve dire < l'umano Beethoven ! > tanto egli
;
grande. _ A
prescindere dal fatto che non in ogni paese
esiste un esem_
piare per ogni tipo di personalit (solianto l,Inghilte
rra h,a

SCRITTI

PE,NSIRI SULT,A

fusrcA

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so1uno Shakespeare; soltanto i'Italia ha un Michelangelo;


di
la'frase
pure
tanto la Spagna possiede un Cervantes),
per
L{eimann a aa u chiave de1 problema che ci interessa:
ia prima volta con Beethoven l'elemento umano entra coFe
puraargimento principale nella musica, in ltogo del gioco
meute formale.
possa
Immediatamente ci si presenta la domanda se ci
se il
essere una conquista, un elevamento per la musica;
di ride11a musica sia quello di essere umana invece
era
"o-pito
Beethoven
di
cuore
manere puro-suono, be1la-forma' I1
per
pulsava
e
grande poro; sentiva per l'umanit, sofiriva
"
una questione che riguarda il

i"s". Mu-qoesta
"nritotto
il comtemperameito, il caratt ete ; |'arti'sta Beethoven aveva
c
lotta r
proverbiale
e
la
sua
pto'd.dar lorrnaal suo pensiero I
in
racchiutlere
cli
sforzo
ioa ooo "rr.r" altro che il faticoso
io.-" musicali emoaioni umane (cio, alle volte' extra-mumusica
sicali). Tutto ci gli riuscito, spesso riuscito ; mala
aveva
che
quella
da
fu portata cos in una regione diversa
Beea
gtazia
n
abitato fino allora. Noi ci siamo abituati,
thoven, a considerare questa nuova regione la sola naturale
alla musica, il campo a lei proprio, e sicuramente resteremo.
fedeli a questo principio ancora per un certo tempo'

GliidealiumanidiBeethovensonoaltieincorrotti;sono
gii ideali del Giusto di tutti i tempi e di tutti i paesi; l'aspil^"iorr" alla libert, 1a redenzione per rez?'o de11'amore' l'affratellamento di tutti gli uomini. Libert, galit, fraternit:
Beethoven un portato del 1793; il primo grande democratico della musica. Egli vuole che l'arte sia seria, la vita serena. La sua opera pi.oa di risentimento, perch ia vita
non si pu dire si" s"rena: aspiraudo generosamente alla
realzza)ione di questo sogno si rif sempre alla sofierenza'
ircso e ribelle. aNon per portas, per muros' per murosD;
aDev'essere? S, dev'essereD ; a' O amici' non questi accenti ! r ; < Cos il destino bussa alla nostra porta r ' Questi sono
)

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rERRUccro BUSot{r

alcuni dei < motti > di cui Beethoven pieno; costante ostinazione, desiderio di risolvere i1 contrasto,
la.testa
- ha
contro il muro. 11 cuore grande, f intenzione non
macchia, ma il cervello non abbastanza disciplinato per i compiti che si proposto. Da ci le prevenzioni di Goethe contr.o
1a maniera di Beethoven; prevenzioni che vengono voientieri
citate a carico di Goethe; 1e quali per (se si considera la di
lui completa comprensione per Mozart), avrebbero dovuto
piuttosto far riflettere. Ma ormai da cinquant'anni Beethoven non si discute pi.
Dapprima Beethoven non costitu per i suoi contemporanei se non una curiosit sbalorditiva (una serata in cui egli
esegu per la prima volta la Quinta e \a Sesta Sinfonia e 1
Quarto Concerto per pianoforte lasci il pubblico assolutamente freddo ; il Fid.elio fece fiasco ben due volte e i\ Concerto per aiolino fu giudicato mancante di melodia e .sforzato); per poco dopo la situazione si capovolse e questo
stato di cose si estese sempre di pi, fino a subissare due
complete generazioni.

Una setta militante si organizz spontaneamente (ben altrimenti di quanto awenne per Wagner !) e custod da allora
in poi l'opera assurta a simbolo dell'umanit musicale. Durante due generazioni 1a meta pi alta a cui aspirava I'am.bizione dei compositori fu di scrivere 1a loro nona sinfonia.
Brahms, Bruckner, Mahler, per quanto si vorrebbe tenerli
distinti, sebbene in arte non sia decisiva la presa di posizione bens f ingegno, sono tutti e tre spinti dalla monomania di arrivare alla loro nona. (La massima fedelt a un
grande esempio sta ne1 differenziarsi da questor, dissi una
volta e intendevo con ci : I'esempio grande in quanto crea
un nuovo tipo; se ripetiamo il tipo, l'idea informatrice dell'esempio nuovamente distrutta. Attraverso Beethoven
sorse nei suoi successori l'ambizione di essere pieni di significati, profondi, ciclopici; coll'andar de1 tempo la vastit

SCRITI E PENSIERI SUI,I,A

MUSICA

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Ancora
delle proporzioni e de mezz aunent a dismisura'
(e
con la
nalttalezza
la
stessa
fl"Vao s^.rio.o, sinfonie con
pianofortet
per
stessa gioia !) con cui stendeva un minuetto
gi i1 priDopo Blethoven tutto doveva essere <r poileroso o ;
di
pretesa
*o'lulroro di un giovane compositore aveva 1a
lti in quanto
superare tutto quanto era stato fatto prima di
fanatismo
con
Beetloven
n .L.-.tr" ,. Lu gioia cantata da
volta
IJna
(quella gioia cui io.ruto aspirava !) scomparsa'
sorun
con
1o spettatore salutava l'annuncio di un concerto
con
riso di piacevole aspettativ4; ora ci sediamo ad ascoltare
lavoro
Un
seriet'
g1i occh chiusi e atteggiati a disperante
magistralmente condotto'
luio " breve, p", qouoio sia be1lo e
considerato opera di secondo piano' Vibrare umanamente
la qualit che si pretende dall'arte, se non vuol scendere
IJmano
*1 trogo cli artigianato. Ma che cosa non umano?
dalintrapreso
e
s"or eccezione tutto ci che viene sentito
il
ha
stessa'
l'uomo. [r'arte, e per questo arte e nou'la vita
figuprivilegio di poter .""g1i"" quel che ie si addice: l'arte
^rativa
s""gli" nel mondo de1le i'''.magini, la musica nel comrepi""ro dei moti dell'animo' D'a1tra parte ha il diritto di
di
al
sta
che
quel
ipiog"r" qu"1 che non le appartiene'
sociali'
fuori de1la sua natura; esemplificando : 1e tendenze
quanto l'autore possa es1e posizioni propagandistiche; per
a1 tutl idee. Altrimenti i1 poeta diventa un de"o1-o
""
magogo. il,a protervia, l'astio e il desiderio di riconclliazione
egli era asfu"J.rJoo parte della natura di Beethoven: in ci
1a prima
solutamente sincero. E questa constatazione ci ofire
ha Beeimportante risposta alla domanda: quale signifcato
fonelemento

thoven per la nostra generazione? Sincerit


alefficaca
damentale, o.".ssatio per dare vita, per dare

t'opflliJ*:

la pi alta pietra di paporta


d'istinto nel campo
ragone : la sua assoluta sincerit
chi pi g1i si addice. Ma questa pietra di paragone la troBeethoven per noi

1o

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FERRUccIo BUSoNT

viamo in tutto ci che ha un vero valore, da Dante fino, s,


fino a Beethoven; e la orza delta sincerit ha taie potere
persuasivo che anche opere mero significative raggiungono,
in gtazia sua, un alto livello, un valore duraturo - presupponendo, naturalmente, sapere, talento e forza di imaginazione
ra i pi vicini a noi ricordo, perch sono i
-;
primi a presentarsi
a1la nente, Weber, Chopin e Bizet.
Un secondo momento che la giovent dloggi dovrebbe
prendersi a cuore , in Beethoven, iI fred'orninio dell' s'id'eaD
sull'elemento airtuosistico. Per quanto egli domini con tutta
signorilit l'orchestra e il contrappunto, pure non pensiamo
mai a Beethoven inrran a tutto come a un orchestratore o
a un contrappuntista. A dire il vero gli si appiccicata l'etichetta speciale di a sinfonista r ; ma questa una convenzone,
come tutte le etichette. La sonata per pianoforte op. ro6 e i1
quartetto in do diesis minore superano certo, in quanto contenuto, le sinfonie: in realt, in Beethoven, il mezzo col
quale egli ci comunica il suo pensiero non di importanza
capitaie. Nel padroneggiare i singoli elementi costitutivi della musica i suoi predecessori lo hanno superato : l'armonia
di Bach pi ardita e pi ricca, l'orchestra di Mozart pi
equilibrata; la scrittura quartettistica cli Haydn pi pura
e trasparente. Ci dipende dal fatto che f impeto portava Beethoven al di 1 dei limiti de1le pi naturali possibilit clegli
strumenti e delle voci : I'elemenfo rischio si faceva sentire
uell'esecuzione a scapito dell'eufonia. In compenso egli richiese dagli strumentisti e dall'orchestra maggiori prestazioni per quanto riguarda le difficolt tecniche, la resistenza
e il pensiero e, con ci, rese possibile il progredire della
tecnica strumentale. Non sempre il maestro si riconosce nella
limitazione dei mezzi; ma anche nella amplificazione.di questi, fin dove egli li sa dominare.
Questo atteggiamento di Beethoven stato pi tardi, pur-troppo, imitato con fervore: l'esagerazione, per se stessa'

SCRITTI E PENSIERI SULLA MUSICA

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porta alla decadenza, perch si apre un abisso sempre pi


profonclo
fra contenuto e sfoggio d mezzi.Il terzo corno; che.
-Beethoven
aggiunse ai due usuali dell',orchestra classica nelIa Sinlonia eroica, fece sensazione e suscit dubbi, per quanto il suo impiego sia pienamente giustifrcato e persuasivo'
Ma dove troviamo la stessa giustificazione per gli otto o per i
dodici corni di qualche partitura odierna?

Sofirire per l'umanit sommamente (umanoD, c1 lncute rispetto e ci fa sentire gratitudine e amore; merita ado-

il

divino n. Questo non conosce e non


risveglia dubbi, e fa dimenticare ogni sofierenza'
razoae per soltanto

Berlino, zo novembre

r9rzo.