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:

SEZIONE
N"

REGGENERALE

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
UDIENZA DEL
l

LA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE

DI CATANZARO

SEZIONE 1

riunita con i'intewento dei Signori:

1l

02/07/2013

ore 09:30

SENTENZA

MIGLIACCIO

GIANFRANCO

Presidente

BARILLARI

ROCCO

Relatore

PRESTINENZI

DOMENICO

Giudice

O
PRONUNCIATAIL:

DEPOSITATA IN
SEGRETERIA IL

ha emesso la seguente
SENTENZA

- sull'appello n. 1492110
depositato il 01/06/2010

- awerso la sentenza n. 172113109


emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di COSENZA
proposto dall'ufficio: AG.ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE COSENZ
controparte:
LA CONSERVIERA SRL
VIA EDOARDO CRISTOFORO 57 87100 COSENZA CS
Atti impugnati:
AVVISO DI ACCERTAMENTO no 1986189 I.V.A. 1984

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1492110
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso Proposto alla Commissione Tributaria Provinciale di Cosenza si opponeva all'awiso di
accertamento n.1986189 anno di imposta 1984, con il quale l'ufficio IVA di Cosenza contestava
alla Conserviera SRL di Rende (CS), esercente l'attivit di industria di trasformazione di prodotti
ortofnitticoli, l'omessa conservazione di documenti e registri, la presentazione della dichiarazione
annuale 1984 con dati inesatti per aver indebitamente detratto l'imposta di lire 537.890.000 relativa
ad operazioni inesistenti e l'imposta di . 290.497.000 non riconosciuta in detrazione per
l'omessa esibizione del registro acquisti, delle bolle di accompagnamento e delle vendite eseguite.
L'atto impositivo traeva origine da una verifica fiscale eseguita a carico della ditta e sfociata nel
processo verbale di constatazione redatto e notificato alla parte in data 1511111989.
La societ contestava punto per punto ogni addebito mosso nell'atto di accertamento e metteva in
evidenza che i documenti contabili erano stati rubati durante il trasferimento di sede. Riteneva che
l'operato dell'ufficio era illegittimo e chiedeva l'annullamento dell'atto impositivo.
Si costituiva l'Agenzia delle Entrate di Cosenza deducendo che la societ conserviera era incorsa
nella violazione di indebita detrazione di imposta relativa a fatture di acquisto le cui operazioni
erano risultate inesistenti e puntualizzava che in conseguenza delle irregolarit nella tenuta delle
scritture contabili era legittime procedere all'accertamento induttivo. Chiedeva la conferma
dell'atto impositivo.
La Commissione Tributaria adita con sentenza n. 172113109 del 1310112009 confermava tutti gli
addebiti tranne il mancato riconoscimento in detrazione dell'imposta di 290.497.000 per la
omessa conservazione ed esibizione dei documenti contabili.
Awerso la suddetta sentenza propone appello a questa Commissione l'Agenzia delle Entrate,
Direzione Provinciale di Cosenza, per la parte di soccombenza riguardante il riconoscimento della
detrazione di imposta afferente gli acquisti ammontanti a . 290.497.000.
Non si costituisce la societ Conserviera SRL .
MOTIVI DELLA DECISIONE
Rileva la Commissione che la Corte di Cassazione ha sancito che, in presenza di una denuncia di
furto relativa alla documentazione contabile obbligatoria di una societ, l'ufficio legittimato a
ricorrere all'accertamento analitico - induttivo di cui all'articolo 39, primo comma, lettera d), del
Dpr 600J73, restando a carico della parte l'onere di provare la sussistenza di componenti negativi
deducibili dal reddito d'impresa (Sent.n. 99 1912008).
La denuncia di furto o di smarrimento, infatti, pur se tempestivamente effettuata presso le
competenti autorit, non pu assolvere agli obblighi richiesti dal legislatore ai fini della deducibilit
di un costo e della detraibilit dell'Iva. N incombe sull'uff~cioimpositore l'onere di comprovare
l'effettivit e l'inerenza dei componenti negativi invocati dal contribuente.
In pratica, poich la denuncia di furto non pu riportare integralmente i dati delle fatture di acquisto,
ivi compresi il contenuto - owero la natura del costo al fine di comprovarne l'inerenza con l'attivit
esercitata nonch la competenza temporale - e l'ammontare dell'imponibile e della relativa imposta,
spetta al contribuente attivarsi al fine di provare l'esistenza dei fatti che danno luogo a oneri e costi
deducibili, anche mediante l'acquisizione, presso i fornitori, della copia delle fatture stesse. In tal
senso la Cassazione con sentenza n. 1360512003, ha anche sottolineato che la denuncia di furto
costituisce elemento insufficiente a integrare i requisiti previsti ai fini della detraibilit di un costo.
L'omessa esibizione dei documenti giustificativi, in materia di Iva, comporta la perdita del diritto di
detrazione dell'imposta assolta, atteso che, secondo il consolidato orientamento della Cassazione,
spetta al contribuente l'onere di provare la legittimit e la correttezza della detrazione mediante

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l'esibizione delle corrispondenti fatture annotate nell'apposito registro. Pertanto, quando il predetto
soggetto non in grado di dimostrare la fonte che giustifica la detrazione per aver denunciato un
furto della contabilit, non spetta all'Amrninistrazione operare un esame incrociato dei dati
contabili ma al contribuente attivarsi attraverso la ricostruzione: del contenuto delle fatture emesse,
con l'acquisizione - presso i fornitori della copia delle medesime. N la denuncia di furto di per
se stessa sufficiente a dare prova dei fatti controversi, se priva della precisa indicazione riguardante
le singole fatture e il loro contenuto specifico (Cassazione n. 1650 del 2010, n. 13605 del 2003).
Nei casi di asserita perdita incolpevole dei documenti, trova applicazione la regola generale prevista
dall'art. 2724 C.C.,n. 3, secondo cui la perdita incolpevole del documento occorrente alla parte per
attestare una circostanza a lei favorevole non costituisce motivo di esenzione dall'onere della prova,
n trasferisce lo stesso a carico dell'ufficio, ma autorizza soltanto il ricorso alla prova per testimoni
o per presunzioni, in deroga ai limiti per essa stabiliti (Cassazione n. 5 182 del 20 11, n. 2 1233 del
2006).
Giova evidenziare inoltre che, nel caso in esame, il contribuente, ancorch fosse privo delle fatture
di acquisto e delle annotazioni delle stesse riportate nei registri, non forniva, comunque, elementi di
prova in ordine alla spettanza del diritto alla detrazione dell'imposta in contestazione.
Per i motivi esposti la Commissione, ritenendo assorbita ogni altra questione, deve accogliere
l'appello riformando parzialmente la decisione di primo grado, con condanna della Conserviera
SRL al pagamento, in favore di Agenzia delle Entrate di Cosenza, delle spese e competenze di
entrambi i gradi di giudizio, liquidate come in dispositivo.
PQM
La Commissione Tributaria Regionale della Calabria prima sezione, definitivamente decidendo
sull'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate di Cosenza con atto del 07/05/2010 nei confronti
della Conserviera SRL, avverso la sentenza resa in causa tra le stesse parti dalla Commissione
Tributaria Provinciale di Cosenza in data 13/01/2009, ogni contraria istanza, eccezione e deduzione
disattesa ,in parziale riforma della sentenza di primo grado cos prowede:
1. rigetta il ricorso anche nella parte relativa all'importo di detrazione di . 290.497.000;
2. condanna la Conserviera SRL al pagamento in favore di Agenzia delle Entrate di Cosenza
delle spese che si liquidano relativamente al primo grado in complessivi t?. 5000 e,
relativamente al secondo grado in complessivi e. 3.000,OO .

Cos deciso in Catanzaro il giorno 02/07/2013

Y Relatore

Il Presidente

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