Sei sulla pagina 1di 2

il ROMANZO NOVECENTESCO ( romanzo della crisi )

tra l ultimo ottocento e il primo Novecento muta in modo graduale ma decisivo il


quadro della vita sociale e culturale. A tale trasformazione contribuiscono alcune nuove
scoperte scientifiche , ma anche eventi storici traumatici come la prima guerra mondiale. Tra le
nuove frontiere della scienza sono fondamentali la psicoanalisi di Freud e la teoria della
relativit elaborata da Einstein.
Nel nuovo secolo vengono meno le certezze, l ottimismo , l idea di progresso che
hanno distinto la civilt ottocentesca. Tramonta la convinzione di poter raggiungere la verit e,
in suo luogo , si fanno strada le ipotesi e i dubbi, l inquietudine di una ricerca dallesito incerto
, lo sforzo per conseguire dei risultati pur sapendo che possono rivelarsi illusori. Alla cultura
delle certezze subentra la cultura della crisi.
In questa mutata e drammatica situazione si rinnova profondamente il genere del
romanzo. Il romanzo tradizionale concatenava una serie di atti che, sotto la spinta delle
circostanze e delle motivazioni in gioco, non potevano essere altri che quelli. Il romanzo del
novecento invece da atto ad alcuni comportamenti possibili in una situazione che poteva
vederne nascere altri,e tutti diversi eppure altrettanto probabili ( G DEBENEDETTI)
CARATTERISTICHE PIU IMPORTANTI DEL ROMANZO NOVECENTESCO
Lo scrittore non ritiene sia pi possibile una rappresentazione globale e razionale della
realt oggettiva di cui rendere conto e che il relativismo di ogni cosa sia l unico approccio
positivo. Perci concentra il suo interesse su aspetti particolari della vita associata o dall
esperienza privata di un personaggio. L esistenza del protagonista non pi descritta nella sua
interezza ma indagata in alcuni periodi che acquistano un significato emblematico. La figura
del personaggio della tradizione ottocentesca, concepito come un individuo coerente ed
unitario a tutto tondo , si frantuma in una molteplicit di piani psicologici anche molto diversi
che coesistono in un insieme magmatico nel quale si incrociano memorie e aspettative,
passato e presente, passioni e desideri contrastanti. I personaggi del romanzo del 900 sono
esseri indecisi , lacerati , in conflitto con la societ in cui vivono. Il conflitto individuo/societ
vede sempre pi spesso la rinuncia alla lotta , la passivit l inettitudine di personaggi sempre
pi incapaci di un rapporto fiducioso con la realt chiusi in una solitudine inferiore e che a
volte angosciosa,a volte vissuta con consapevole e ironico distacco. Dal personaggio non viene
pi offerto un ritratto ampio, ma l autore fa in modo il personaggio si riveli da se stesso. La
trama del romanzo del 900 tende a semplificarsi. In alcuni romanzi non accade quasi nulla. Il
punto che non interessa tanto la serie dei fatti ma le risonanze emotive, i pensieri, le
riflessioni che i fatti suscitano nella coscienza del personaggio. La nozione del tempo e dello
spazio non pi di tipo oggettivo , ma individuale e psicologico. Nel romanzo ottocentesco il
tempo per lo pi quello scandito dall orologio e lo spazio quello reale dell ambiente in cui il
personaggio inserito. Nel nuovo romanzo il tempo quello vissuto dall interiorit del
personaggio: un minimo di attesa, in una situazione di grande ansia, pu sembrare
lunghissimo. Lo spazio , a sua volta, non pi quello tangibile della realt circostante ma quello
che il personaggio rivive dentro di s. Cambia profondamente anche la funzione del narratore :
nella tradizione ottocentesca egli era esterno e onnisciente. Nel romanzo del 900 , invece l
autore adotta di preferenza la soluzione del narratore interno che essendo anche protagonista
offre una prospettiva limitata al proprio punto di vista , di cui vengono registrati le
contraddizioni, i conflitti e i successivi spostamenti. L ordinata successione cronologica , di
conseguenza va in frantumi e la narrazione spesso spezzata da analessi , prolessi e flussi di
coscienza .
Nel nuovo romanzo sono impiegate quelle tecniche narrative che consentono di
riprodurre e di analizzare i pensieri del personaggio, la sua coscienza incerta e perplessa. In
particolare si distinguono il MONOLOGO INTERIORE E IL FLUSSO DI COSCIENZA .IL monologo

interiore l impressione dei pensieri di un personaggio caratterizzata dall uso della prima
persona, dall uso del lessico e della sintassi propria del personaggio, dall assenza di
spiegazioni dell autore volte a chiarire il lettore. Il flusso di coscienza invece laccostamento
caotico di emozioni, pensieri , immagini di un personaggio , senza segni interpretativi , disposto
secondo l imprevedibile fluire delle libere associazioni mentali.