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numero

DIPENDENZA
PSICOLOGICA E FISICA
In Italia fuma circa un terzo della popolazione: i fumatori sono infatti il 32% della popolazione, con leggera prevalenza dei maschi;
come negli altri paesi industrializzati, tuttavia, si osserva una diminuzione di fumatori
tra i maschi adulti ed un aumento nella
popolazione giovanile dei due sessi, in particolare nel sesso femminile.
Il fumo, come molti sanno, in grado di
danneggiare lapparato respiratorio causando diverse malattie.
La prima per gravit e frequenza rappresentata dai tumori dellapparato respiratorio:
i nuovi casi in Italia sono da 30 a 35.000 per
anno e il fumo rappresenta il principale
fattore di rischio per questa malattia; si calcola
infatti che il fumo sia la causa dell85%
dei casi, in quanto ricco di sostanze
cancerogene (ossia in grado di causare il
cancro), come il catrame e i derivati e gli
idrocarburi policiclici, che vengono respirate
attraverso le sigarette proprie e degli altri.
A questo proposito vale inoltre la pena ricordare il problema del fumo passivo: sono da
imputare al fumo passivo circa 8.000 morti
allanno in Italia; stato dimostrato che il
fumo passivo da considerare cancerogeno
in quanto il suo potenziale lesivo almeno
pari a quello del fumo diretto.
Il fumo inoltre causa la bronchite cronica,
malattia caratterizzata da tosse persistente
con produzione di catarro, e lenfisema polmonare, che una distruzione irreversibile

degli alveoli polmonari, ossia di quella parte


terminale dei polmoni dove avviene lo scambio di ossigeno e anidride carbonica tra
sangue e aria; nellenfisema le sottili pareti
degli alveoli, che normalmente consentono
tali scambi, vengono distrutte con formazione di spesse pareti fibrose che ostacolano il
passaggio appunto dellossigeno e dellanidride carbonica. Il fumo di sigaretta costituisce il primo tra i fattori di rischio per queste
malattie ( il responsabile dell80-90% dei
casi).

Anche lasma, malattia cronica ed infiammatoria delle vie aeree caratterizzata da crisi di
difficolt respiratoria con andamento vario,
con periodi di malessere e altri di relativa
stabilit, e con livelli di gravit molto diversi
a seconda della causa e del soggetto ammalato, riconosce come fattori di rischio, oltre
agli inquinanti, agli allergeni (pollini, pelo
e forfora di animali domestici, polveri di
casa), alle infezioni, e a fattori predisponenti
famigliari, anche il fumo; il fumo passivo, in
particolare, si dimostrato responsabile di insorgenza o aggravamento di asma nella popolazione
infantile esposta.
(segue a pag. 2)

medica realizzato in
collaborazione con il
Poliambulatorio LARC
C.so Venezia 10, Torino
Diffusione 10.000 copie
Distribuzione gratuita.

PA G I N A

IL FUMO DI SIGARETTA:
DIPENDENZA
PSICOLOGICA E FISICA

1-3

PA G I N A

I PI FREQUENTI DISTURBI
DEL CANALE ANALE

LA DIVERTICOLOSI DEL
COLON: CONOSCERLA
PER PREVENIRE LE
COMPLICANZE
PA G I N A

www.ilmonitoremedico.it

Periodico di divulgazione

IN QUESTO NUMERO

MEDICO

5
5

LA PERIARTRITE
SCAPOLO-OMERALE
PA G I N A

IL MONITORE

6
7

LA POSTA DEL MONITORE


PA G I N A

Tutti i diritti riservati


Reg. presso Trib. Torino
n 5468 del 22/12/2000
Stampa: M.S. Litografia s.r.l. - Torino

Settembre 2002

Centro Scientifico Editore - Via Borgone 57 - 10139 Torino


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IL MONITORE

MEDICO

P R E V E N Z I O N E

2
RISULTATO-DIPENDENZA:
CHE FARE?

IL FUMO DI
SIGARETTA: DIPENDENZA
PSICOLOGICA E FISICA

0 - 4 DIPENDENZA BASSA: Puoi


farcela con la tua volont.

(segue da pag. 1)

In sostanza il fumo, da molti creduto


una una piacevole abitudine, in realt
un grande problema, tanto pi se si pensa
alle difficolt legate alla sospensione di
tale abitudine per via della dipendenza
fisica e psicologica che causa.
Con il termine tabagismo si intende
proprio quella condizione morbosa caratterizzata dalla necessit o dalla abitudine
di fumare quotidianamente sigarette. La
dipendenza sia di tipo psicologico, legata
al rito della sigaretta, sia di tipo fisico,
dovuta alla presenza della nicotina, una
sostanza in grado di dare una vera e propria dipendenza fisica al pari delle droghe.
DIAGNOSI di dipendenza da fumo di
sigaretta
Si basa sui sintomi riferiti dal fumatore
(tosse, espettorazione, dispnea da sforzo),
sullabitudine al fumo e sullet di inizio;
oltre a questi fattori vanno indagati lo
stato di salute presente e passato ed i fattori
di rischio per la salute.
Molto importante la determinazione del
grado di dipendenza alla nicotina, una
sostanza contenuta nelle foglie di tabacco
in grado di creare dipendenza farmacologica. Per una valutazione semplice e immediata della dipendenza da nicotina
possibile utilizzare il Test di Fagerstrom
(v. riquadro), che, sulla base del grado di
dipendenza valutato, ipotizza anche le
strategie necessarie per la disassuefazione.
TERAPIA
Obiettivo della terapia raggiungere la
disassuefazione totale. Tale obiettivo
difficile. Solo il 4 7% dei soggetti che
smettono riescono ad astenersi nel lungo
periodo.
Terapia ideale quella combinata, che
unisce linquadramento e lassistenza psicologica alla terapia sostitutiva con nicotina, che va comunque usata con cautela
in soggetti con precedente di infarto, di
ictus, con pregressi od attuali problemi
circolatori, di aritmia, ipertensione arteriosa, ipertiroidismo, diabete, feocromocitoma. La terapia comportamentale pu essere sintetizzata nellacrostico RIDE:
R ritardare (quindi cercare di posticipare
il momento in cui si fuma impegnandosi
in altre attivit)
I involarsi (evitare le occasioni in cui abitualmente si fuma)

4 - 8 DIPENDENZA MEDIA: Hai


bisogno della tua volont, del prodotto
adatto e di materiale informativo

Test per la
valutazione della
dipendenza fisica
da nicotina

8 - 11 DIPENDENZA ALTA: In questo


caso ci vorranno la tua volont, un
prodotto adatto, del materiale
informativo e il consiglio del tuo
medico.

(Scala di Fagerstrom).

DOMANDE

RISPOSTE

1) Quanto tempo dopo esserti svegliato


fumi la prima sigaretta?

Prima di 30 minuti
Dopo 30 minuti

1
0

2) Ti riesce difficile non fumare nei posti


dove proibito? (Ad es. in chiesa, in aereo,
al cinema)

SI
NO

1
0

3) A quale sigaretta rinunceresti meno


volentieri?

La prima della giornata


Qualsiasi altra

1
0

4) Quante sigarette fumi al giorno?

Meno di 15
15 - 25
pi di 25

0
1
2

5) Fumi pi frequentemente durante la


mattina che durante il resto della giornata?

SI
NO

1
0

6) Fumi anche quando sei a letto


ammalato?

SI
NO

1
0

7) Qual il contenuto di nicotina delle


sigarette che fumi usualmente?

0,9 mg o meno
1,0 mg - 1,2 mg
1,3 mg o pi

0
1
2

8) Aspiri il fumo della sigaretta?

Mai
Qualche volta
Sempre

0
1
2

PUNTEGGIO

PUNTEGGIO TOTALE

D distrarsi (ricercare altre attivit o distrazioni)


E evitare (evitare situazioni in cui normalmente si fuma)
Tra i presidi terapeutici sostitutivi della nicotina
esistono in commercio gomme da masticare alla nicotina, inalatori alla nicotina,
cerotti a cessione transdermica alla
nicotina.
Da qualche tempo stato inoltre introdotto
un nuovo presidio terapeutico per aiutare
la disassuefazione dal fumo; si tratta del
Bupropione Cloridrato, un farmaco antidepressivo che, agendo su particolari mediatori cerebrali, determina una attenuazione
del desiderio di fumare.

Si assume in capsule due volte al giorno,


meglio se in combinazione con la nicotina.
Tra gli effetti collaterali della disassuefazione va citato laumento di peso (in media
2 3 Kg); tale aumento in gran parte

Chi desidera ricevere a casa


propria la Carta dei Servizi del
Poliambulatorio LARC pu
ritirarla c/o le sedi LARC oppure
farne richiesta scritta tramite
invio della cartolina postale
pubblicata in ultima pagina.

P R E V E N Z I O N E

IL MONITORE

MEDICO

IL FUMO DI DIPENDENZA
SIGARETTA:PSICOLOGICA E FISICA
legato al rallentato metabolismo in mancanza di nicotina, ma in parte anche al
fatto che spesso i soggetti che smettono
di fumare tendono a assumere caramelle
e snack nei momenti di pausa durante i
quali precedentemente fumavano una
sigaretta.
Per la buona riuscita della disassuefazione
dal fumo di sigaretta il paziente va inoltre
seguito mediante incontri periodici col
medico curante a scadenze via via pi
distanti nel corso del primo anno, al fine
di valutare lefficacia del trattamento e/o
la necessit di intraprendere nuove strategie.
PREVENZIONE
Sarebbe la migliore delle terapie ma, purtroppo, ancora oggi troppo poco si fa in
questa direzione.
La prevenzione primaria consiste nel modificare lambiente socioculturale per contrastare labitudine al fumo al fine di impedire ai giovani di iniziare a fumare.
La prevenzione secondaria consiste nella
disassuefazione al fumo nei soggetti con
pochi o senza sintomi, quando ancora
non si instaurata la dipendenza fisica.
RUOLO DEL MEDICO
Il ruolo fondamentale del medico curante
quello di convincere e aiutare i pazienti
nel tentativo di smettere di fumare.

In particolare il medico deve essere in


grado di diagnosticare la presenza di dipendenza e quindi orientare il trattamento
nel modo pi corretto (semplice supporto
psicologico, necessit di assunzione di
farmaci) modificandolo eventualmente nel
tempo. Per tale motivo fondamentale che,
soprattutto nel primo anno, il rapporto
medico-paziente sia particolarmente stretto.

Naturalmente, prima ancora che occuparsi


della terapia, il compito del medico
quello di fare prevenzione, con unattenta
educazione dei pazienti sui rischi causati
dal fumo di sigaretta.
Dr. Franco Bardessono
Specialista in Pneumologia
Consulente Poliambulatorio LARC

INCONTRI CON IL MEDICO


SU ARGOMENTI DI MEDICINA PRATICA
STAGIONE 2002-2003
Sabato 26 ottobre 2002

QUANDO COMPARE UN NODULO AL SENO: COSA FARE?


Relatore: Dr.ssa Paola Tacconis Specialista in Ginecologia ed Ostetricia
Sabato 9 novembre 2002

LE CATTIVE ABITUDINI ALIMENTARI: RISCHI PER LA SALUTE


Relatore: Dr.ssa Daniela Delle Piane Specialista in Dietologia
Sabato 23 novembre 2002

LERNIA JATALE E IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO.


DUE IMPORTANTI MALATTIE DELLA GIUNZIONE TRA STOMACO
ED ESOFAGO. SINTOMI, DIAGNOSI E TERAPIA
Relatore: Dr. Giacomo Mattalia Specialista in Chirurgia dellApparato Digerente ed
Endoscopia Digestiva
Sabato 14 dicembre 2002

QUANDO LA SPALLA SI BLOCCA: LE PERIARTRITI DI SPALLA


Relatore: Dr. Luigi Cerutti Specialista in Terapia Fisica e Riabilitazione
Sabato 11 gennaio 2003

LA PSORIASI: UNA MALATTIA DELLA PELLE DI SEMPRE PI


FREQUENTE RISCONTRO
Relatore: Dr.ssa Daniela Barbaso Specialista in Dermatologia
Sabato 25 gennaio 2003

FIBRILLAZIONE ATRIALE: UN DISTURBO DEL RITMO CARDIACO


CHE NON HA ET
Relatore: Dr. Paolo Dessy Specialista in Cardiologia e Medicina Interna
Sabato 8 febbraio 2003

I DISTURBI DELLA COAGULAZIONE: QUANDO UNA FERITA NON


SMETTE DI SANGUINARE
Relatore: Dr. Emilio Giovanelli Specialista in Ematologia

Gli incontri si svolgono presso la sala riunioni del Poliambulatorio LARC


Corso Venezia, 10 Torino - Tel 011-24.84.067

ore 15.30
INGRESSO LIBERO

IL MONITORE

G A S T R O E N T E R O L O G I A

MEDICO

I PI FREQUENTI DISTURBI
DEL

CANALE
ANALE

LE EMORROIDI
Per secoli il genere umano stato afflitto
da una malattia chiamata emorroidi ed
ancora oggi tale patologia viene considerata negli ambienti familiari con un certo
folklore. Esistono infatti nella storia della
medicina ogni genere di pozioni miracolose per il trattamento di questa malattia.
Ma che cosa sono esattamente le emorroidi?
Sono dilatazioni delle vene che costituiscono il plesso emorroidario sottomucoso
(interno) e quello sottocutaneo (esterno).
Le emorroidi si classificano secondo gradi:
I grado: interne sanguinanti senza dolore
II grado: protendono allatto della defecazione con riduzione spontanea
III grado: la protrusione spontanea richiede
una riduzione manuale
IV grado: il prolasso non riducibile
Cause Esiste certamente una predisposizione ereditaria, ma molti comportamenti
individuali e fattori socio-ambientali giocano un ruolo importante nel provocare
la comparsa delle emorroidi. La stitichezza,
la dieta povera di fibre, l'abitudine a rimanere a lungo seduti sul water, determinando una pressione prolungata sulle vene
emorroidali, sono tutti fattori aggravanti.
La gravidanza pu sia indurre che aggravare le emorroidi, soprattutto nella fase
del parto.
Sintomi Il sintomo fondamentale il sanguinamento rosso vivo. Il dolore, contrariamente allopinione comune, compare
solo in seguito a complicanze o in associazione a altre patologie, come le ragadi anali
(v. sotto). Il prurito raramente legato alle
emorroidi. La diagnosi avviene con lanoscopia e la clinica.
Trattamento E in funzione dei sintomi e
del grado evolutivo.
Per i casi pi lievi una terapia medica con
un miglioramento delle funzioni intestinali
pu essere sufficiente.
La stitichezza, qualora presente, deve essere corretta (diminuendo la consistenza
delle feci si rende l'evacuazione pi facile).
Sar quindi importante introdurre nella

dieta una maggior quantit di fibre (alimenti integrali, frutta e verdura) e cercare
di bere molta acqua, evitando alimenti
"irritanti" come ad es. alcol, fritti, spezie,
frutta secca, dolci.

Il prurito pu essere alleviato con una


accurata igiene locale: lavaggi con acqua
tiepida e sapone acido, asciugando senza
sfregare, ma tamponando delicatamente.
Un notevole sollievo lo si ottiene da frequenti "bidet" con acqua tiepida (3-4 volte
al giorno per alcuni minuti). E inoltre
fondamentale assecondare lo stimolo della
defecazione, non stare seduti sul water
pi a lungo del necessario e evitare di
sollevare oggetti pesanti.
Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, che comunque non deve mai
essere disgiunto dai provvedimenti dietetico-comportamentali sopra menzionati,
esistono varie preparazioni ad uso locale
in commercio a base di cortisonici e anestetici locali associati fra loro e con altre
sostanze. La scelta del prodotto pi indicato andr effettuata naturalmente dal
medico curante.
Negli stadi pi avanzati si dovr invece
ricorrere a trattamenti chirurgici (emorroidectomia) o alternativi (legatura con elastici, scleroterapia).
La legatura elastica efficace nel trattamento
della maggior parte dei casi, escluso il IV
grado. Tale tecnica rappresenta un presidio
affermato, sicuro, rapido ed indolore che
non richiede ricovero ospedaliero. La scleroterapia un altro sistema efficace per
controllare i casi meno avanzati, indolore
e viene anchessa effettuata ambulatorialmente. Nel IV stadio lunico rimedio rimane invece lemorroidectomia chirurgica.

LA RAGADE ANALE
Si tratta di un'ulcerazione lineare della
pelle, posta nel fondo di una piega radiata
dell'ano.
La sintomatologia caratterizzata da intenso dolore che compare al momento
della distensione dell'orificio anale, durante
la defecazione. A causa del dolore durante
la defecazione si pu instaurare un circolo
vizioso di ritenzione fecale, con feci che
divengono dure e quindi evacuazione
molto dolorosa, con peggioramento della
ragade. Oltre a tale meccanismo, esistono
fenomeni legati a situazioni di stress nervoso, che provocano costrizione dello sfintere anale e peggioramento della sintomatologia.
La terapia con applicazione di pomate
antinfiammatorie e antidolorifiche, come
pure l'uso di sostanze che diminuiscono
la consistenza della massa fecale (assunzione di fibre) pu portare a un miglioramento, ma raramente alla guarigione.
La terapia nella gran parte dei casi chirurgica; il trattamento pi valido e diffuso
la sfinterectomia dello sfintere anale
interno che viene eseguita ambulatorialmente in anestesia locale. Tale tecnica
praticamente risolutiva.

Dott. Oscar Bonardi


Specialista in Chirurgia Generale
Consulente Poliambulatorio LARC

G A S T R O E N T E R O L O G I A

IL MONITORE

MEDICO

LA DIVERTICOLOSI DEL COLON:


CONOSCERLA PER
PREVENIRE LE
COMPLICANZE
Si intende per diverticolosi del colon la
presenza di estroflessioni della mucosa
e della sottomucosa che rivestono la parete interna del colon; in pratica una
"ernia" della mucosa attraverso uno sfiancamento della tunica muscolare esterna;
la "spinta" alla formazione del diverticolo
data dalla pressione interna del grosso
intestino (o colon).
La malattia di natura acquisita, frequente soprattutto nelle persone anziane
(tre quarti dei casi si osservano in pazienti
di et maggiore di 50 anni), ed favorita
dalla carenza di fibre alimentari nella
dieta.
Per quanto riguarda i disturbi causati
dalla malattia, ricordiamo che i diverticoli
possono essere asintomatici, oppure causa di dolori addominali continui o intermittenti (al quadrante inferiore sinistro
dell'addome, prevalentemente), oppure
di stipsi e irregolarit dell'alvo, o di meteorismo.
Per diagnosticare la presenza di diverticoli sono fondamentali alcuni esami:
clisma opaco: dimostra bene i diverticoli,
sia in fase di svuotamento che di riempimento, ma non quelli con colletto ostruito
colonscopia: dimostra bene gli orifici dei
diverticoli, oppure gli esiti cicatriziali di
una diverticolite.
La complicanza principale della diverticolosi la diverticolite, ossia l'infiammazione dei diverticoli; se non curata,
pu evolvere sino alla perforazione, con
conseguente peritonite diffusa, o la formazione di un ascesso peridiverticolare.
La diverticolite acuta si manifesta in genere con dolori addominali ai quadranti
inferiori dell'addome, specie a sinistra, e
febbre; in questi casi necessario rivolgersi subito a un medico per effettuare
una diagnosi rapida e sicura e impostare
la terapia specifica, per evitare ulteriori
complicanze che potrebbero portare alla
necessit di interventi chirurgici.

L'intervento chirurgico diviene indispensabile per drenare un ascesso gi formato


(ma il drenaggio possibile anche
per via percutanea, in ecografia) o in
caso di perforazione e peritonite.
L'intervento necessario anche in caso
di emorragia grave o recidivante; in questi casi deve essere effettuata una resezione pi o meno estesa del colon.
Per prevenire le complicanze della diverticolosi fondamentale una dieta adeguata, che deve essere ricca di scorie
(verdura e frutta, crusca) allo scopo di
aumentare la massa fecale ed ottenere
almeno una o meglio due scariche al
giorno di feci molli.
In questo modo viene ridotta la pressione
allinterno del colon che pu provocare
dolore e nel tempo produce ulteriori erniazioni della mucosa.

La crusca cruda pu essere mescolata ai


vari alimenti; per evitare il senso di gonfiore addominale ed i dolori che compaiono nei primi giorni di trattamento,
opportuno aumentare progressivamente
la dose. La crusca cotta viene venduta
sotto varie preparazioni come pasta integrale, grissini e crackers integrali, pane
integrale, biscotti integrali.
E bene per ricordare che la crusca si
lega ad alcuni principi alimentari e vitaminici, impedendone l'assorbimento;
questo poco importante in persone che
hanno una alimentazione completa e variata, ma pu causare un deficit di assorbimento di calcio nei soggetti che seguono
una dieta povera di latte e latticini (va
controllato in questi casi ed eventualmente integrato l'apporto di calcio).
Si possono usare in alternativa alla crusca
alcuni lassativi che aumentano la massa
fecale, come lemicellulosa o l'estratto di
psillio.
Dott.ssa Caterina Canelli
Medico Chirurgo

ALIMENTI CONSIGLIATI

ALIMENTI SCONSIGLIATI

- pane e grissini, pane integrale, pane


di segale
- pasta e riso con olio crudo,
eventualmente con pomodoro fresco
passato, fiocchi di avena
- latte
- formaggi freschi non fermentati e
magri (mozzarella, scamorza,
stracchino, crescenza, fontina, fior di
latte, ricotta di vacca)
- uova non fritte
- carne di vitello, pollo, tacchino,
agnello
- prosciutto cotto e crudo, bresaola
- pesce lessato o ai ferri
- verdure: patate bollite, barbabietole,
zucchini,
- frutta: mele, pere, banane, albicocche,
pesche, mirtilli, fragole, lamponi,
succhi di frutta

- formaggi fermentati e piccanti


(pecorino, gorgonzola, brie,
camembert, formaggio blu,
all'aglio, con le noci, con il pepe)
- carni grasse, carni fritte
- ceci, lenticchie, fagioli, piselli
- agrumi, frutta secca
- alcoolici
- cibi fritti e sostanze irritanti

IL MONITORE

O R T O P E D I A

MEDICO

LA PERIARTRITE

SCAPOLO - OMERALE
Con il termine di "periartrite scapolo
omerale" si sempre voluto identificare
una sindrome dolorosa della spalla, che
oggi viene pi comunemente definita con
il termine: "sindrome degenerativa della
cuffia dei rotatori". Infatti, fino a pochi
anni fa, non essendo state individuate
le cause di tale patologia, con il termine
di "periartrite" si voleva indicare
un'infiammazione delle strutture periarticolari ( cio intorno all'articolazione) della
spalla. Oggi, grazie soprattutto alle nuove
tecniche diagnostiche, (come ad es. la
risonanza magnetica nucleare), possibile
individuare con molta precisione quali
sono le strutture anatomiche interessate.
La "cuffia dei rotatori" costituita dai
tendini dei muscoli sopraspinoso, sottospinoso, sottoscapolare e piccolo rotondo;
tali muscoli consentono la rotazione esterna e interna della spalla. La sofferenza
(intesa come infiammazione acuta o cronica, o come lesione vera e propria) di
queste strutture causa quella sindrome
dolorosa che un tempo veniva appunto
definita "periartrite scapolo-omerale".
Le prime descrizioni della malattia risalgono al 1800. Colpisce soggetti dai 40 ai
70 anni, con maggiore incidenza nella
popolazione femminile.

Le cause sono molteplici e fra queste notiamo:


trauma da caduta o da colpo diretto
microtraumi ripetuti in attivit sportive
(per allenamento, tecnica o attrezzature
scorrette) o in lavori particolari (ad es.
lavori manuali)

disturbi della vascolarizzazione


esposizione al freddo
fattori tossici
La cuffia dei rotatori poco vascolarizzata
ed costretta a funzionare tra pareti di
osso spesso in preda a degenerazioni artrosiche che diminuiscono lo scorrimento
dei tendini sino a sclerotizzarli e a condurli
ad una degenerazione fibro cartilaginea
con perdita dellelasticit che propria
del tessuto tendineo.
Le strutture interessate presentano dapprima uno stato infiammatorio acuto, con
formazione di tendinite, o di rottura tendinea, quindi una progressiva cronicizzazione, con l'evoluzione verso la fibrosi.
Il primo sintomo, che compare generalmente in modo progressivo, il dolore.
Inizialmente questo si manifesta nei movimenti estremi dell'articolazione della
spalla, soprattutto nelle rotazioni e
nell'abduzione (allargamento del braccio).
Difficilmente il dolore supera il gomito,
localizzandosi prevalentemente sulla spalla.
Nelle fasi pi avanzate il dolore si manifesta anche nel sonno e durante piccoli
movimenti della spalla, per cui il paziente,
per sentire meno dolore, tende a muoverla
sempre meno. Con questo meccanismo
"vizioso" la spalla tender a bloccarsi progressivamente, tanto che, in assenza di
una terapia adeguata, si arriver alla cosiddetta "spalla congelata".
Gli accertamenti strumentali richiesti
sono:
lesame radiologico che mette in evidenza le eventuali manifestazioni artrosiche,
la rarefazione ossea della frazione dellomero su cui si inseriscono i tendini
(trochite), la presenza eventuale di deposito di calcio nel contesto tendineo
lecografia che evidenzia la degenerazione del tessuto tendineo, dimostrandone
la gravit
la risonanza magnetica, richiesta quando

lo specialista, vista la gravit del quadro


clinico, prospetta la terapia chirurgica
La cura consiste:
nelle fasi iniziali, in cui concessa ancora
una discreta mobilit, in infiltrazioni cortisoniche e cauta rieducazione della spalla
con semplici e ripetuti movimenti attivi
dellarticolazione.
Si possono associare terapie fisiche quali
il calore, ultrasuoni e jonoforesi con antinfiammatori.
nelle fasi pi avanzate, con sintomatologia non rispondente alle cure suddette
e marcate rigidit, lintervento chirurgico,
che in genere consiste nellacromionplastica, ossia nellintervento di ampliamento dello spazio in cui scorre la cuffia
dei rotatori con resezione parziale dellacromion, che un tetto osseo che sovrasta lomero.
Allintervento, che pu essere eseguito, a
seconda dei casi, anche in artroscopia,
ossia senza esposizione chirurgica dellarticolazione, dovr seguire un periodo di
rieducazione fisica dellarto.
Professor Pier Luigi Siliquini
Libero Docente in
Clinica Ortopedica
Consulente Poliambulatorio LARC

La posta del Monitore

1
ALLUCE VALGO
Alluce valgo con metatarsalgia. Cause e
rimedi.
M.T.M.
L'alluce valgo una deformit a carico
del 1 dito del piede e pi precisamente
della prima articolazione metatarsofalangea del piede, riscontrabile pi
frequentemente nella donna che
nell'uomo. La causa soprattutto legata all'uso di calzature troppo strette e
ad una predisposizione familiare.
L'et pi colpita quella tra i 40 ed i
60 anni, ma negli ultimi tempi si
notato un aumento di questa patologia
in pazienti pi giovani, intorno ai 30
anni, e talvolta perfino in diciottenni.
Nel caso in cui l'alluce valgo diventi
doloroso, anche sotto la pianta del
piede, con difficolt alla deambulazione, bene consultare al pi presto un
ortopedico, il quale eseguir un accurato esame clinico e richieder alcuni
esami radiografici di routine (in particolare un radiografia del piede sotto
carico, ossia in piedi). Sulla base dei
risultati della visita medica, degli accertamenti radiologici e delle caratteristiche specifiche del paziente (et,
peso, attivit fisica,) potr essere
valutata lopportunit dellesecuzione
dellintervento chirurgico. Ricordiamo
comunque che non va mai preso in
considerazione l'intervento chirurgico
di correzione della deformit ai soli
fini estetici. Ci condurrebbe inevitabilmente ad un vero e proprio insuccesso, dal momento che andrebbe ad
alterare un'articolazione non dolente.

IL MONITORE

MEDICO

2
SCLEROSI
Che cos la sclerosi multipla?
R.F.
La sclerosi multipla la pi frequente
malattia neurologica e la prima causa
di invalidit permanente del giovane.
Il primo episodio colpisce infatti prevalentemente soggetti nella fascia di
et compresa tra i 15 e i 45 anni, con
un massimo attorno ai 55 anni; sono
colpite un po pi frequentemente le
donne.
Le cause non sono ancora note, ma si
suppone vi sia unesposizione ad un
agente virale nei primi anni di vita,
con una risposta del sistema immunitario negli anni successivi che porta a
una reazione dei propri anticorpi contro una proteina, chiamata mielina,
che costituisce la guaina delle cellule
nervose. La reazione immunitaria, una
volta instauratasi, tende a cronicizzare,
e questo spiega la progressione della
malattia.
La sclerosi multipla si manifesta acutamente con sintomi variabili a seconda della zona colpita: perdita della
visione da un occhio, vertigini, paralisi
di un braccio o di una gamba, difficolt
nella parola,
La progressione della malattia varia,
in genere si alternano attacchi acuti
con periodi di recupero quasi totale.
In alcuni casi i periodi liberi da malattia
possono perdurare anche per anni,
mentre in altri casi meno fortunati gli
attacchi acuti si susseguono e non si
ha un periodo di guarigione totale tra
uno e laltro, con lo sviluppo di invalidit permanente.

La diagnosi si effettua con una visita


neurologica e con lesecuzione di alcuni
esami: innanzitutto una risonanza magnetica cerebrale e lesame del liquor.
Molto importante inoltre il controllo
annuale della risonanza magnetica,
per seguire levoluzione della malattia.
Non esistono ancora terapie risolutive,
ma negli ultimi anni si sono fatti grossi
passi avanti nella ricerca e sono oggi
disponibili diversi farmaci: nelle fasi
acute in genere si utilizza il cortisone,
mentre per ritardare levoluzione e la
riacutizzazione della malattia si fa in
genere uso dellinterferone, del copolimero o di altri immunosoppressori.
La scelta della terapia pi adatta va
fatta dal neurologo curante sulla base
degli esami, delle caratteristiche del
paziente e delle manifestazioni della
malattia.
Dott. Daniele Casolati
Specialista in Neurologia
Consulente Poliambulatorio LARC

Dott.ssa Caterina Canelli


Medico Chirurgo

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MEDICO
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n 5/2002

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Attenzione! Vi preghiamo di porre quesiti di ordine generale e non domande atte ad ottenere
una terapia che comunque non pu essere formulata senza una visita del diretto interessato

Desidero che venga trattato il seguente argomento


..........
..........
..........
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Servizi per le aziende: Tel 011/85.93.12
e-mail: infolarc@larc.it
Internet: www.larc.it
Amministrazione: Tel 011/28.62.71
Numero Verde riservato ai Sigg. ri Medici: 800-051129
Sede distaccata: C.so Giulio Cesare, 50 - 10152 TORINO
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anche in convenzione con il SSN
(i risultati dei pi comuni esami di laboratorio
sono consegnati in giornata)

ORARIO DI APERTURA: da luned a venerd dalle ore


7.30 alle ore 19.00; sabato (solo Sede Centrale C.so Venezia)
dalle ore 7.30 alle ore 12.00
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Borgaro Torinese - Via Inghilterra, 15 - Tel 011/45.00.915
Fax 011/45.15.928
Carmagnola - Via Fratelli Vercelli, 22 - Tel 011/97.15.596
Fax 011/97.25.098
Ciri - P.zza Castello, 31/b - Tel 011/92.22.248
Fax 011/92.24.343

Si ricorda ai Signori Utenti che il Poliambulatorio LARC ha aperto un nuovo ufficio


informazioni e prenotazioni a Carmagnola - Via Fratelli Vercelli, 22 - Tel 011/97.15.596
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