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Identità (scienze sociali)

Il concetto d'identità, nella sociologia, nelle scienze et- noantropologiche e nelle altre scienze sociali, riguar- da la concezione che un individuo ha di sé stesso nell'individuale e nella società.

1 Cenni storici

Le attuali teorie dell'identità sono sorte nell'ambito della logica identitaria aristotelica per cui A=A e non è possi- bile che A sia diverso da A. Esistono invece anche teo- rie logiche della non identità, che quindi contemplano la trasformazione. La più importante di queste è la logica hegeliana. Ralph Waldo Emerson ha invece proposto una filosofia della non-identità personale in senso perfezioni- stico morale: il perfezionista è sempre alla ricerca del suo prossimo sé, “non ancora raggiunto ma raggiungibile”.

Nel XX secolo, Pirandello problematizzò l'identità per- sonale in modo esemplare nel romanzo Uno, nessuno e centomila.

In quegli stessi anni Alfred Korzybski propose un sistema Non-A, non aristotelico, dove ciascun ente o persona va sempre definito non in quanto tale, ma in quanto riferito allo specifico periodo di tempo in cui esiste.

2 Caratteristiche

L'identità riguarda, per un verso, il modo in cui l'individuo considera e costruisce se stesso come mem- bro di determinati gruppi sociali: nazione, classe sociale, livello culturale, etnia, genere, professione, e così via; e, per l'altro, il modo in cui le norme di quei gruppi fanno sì che ciascun individuo si pensi, si comporti, si situi e si relazioni rispetto a se stesso, agli altri, al gruppo a cui afferisce e ai gruppi esterni intesi, percepiti e classificati come alterità.

3 Il processo di formazione

nità locale, nazione fino ad arrivare al limite all'intera umanità). Con la componente di individuazione il sog- getto fa riferimento alle caratteristiche che lo distinguo-

no dagli altri, sia dagli altri gruppi a cui non appartiene

(e, in questo senso, ogni identificazione/inclusione impli-

ca un'individuazione/esclusione), sia dagli altri membri del gruppo rispetto ai quali il soggetto si distingue per le proprie caratteristiche fisiche e morali e per una propria storia individuale (biografia) che è sua e di nessun altro.

Attraverso l'imitazione, che è intesa come attività di riproduzione conscia e inconscia di modelli compor- tamentali, l'individuo si muove in maniera differente

all'interno della società a seconda del contesto socia-

le in cui si trova. Infine, l'interiorizzazione permette al

soggetto di creare un'immagine ben precisa di sé grazie all'importanza che hanno i giudizi, gli atteggiamenti, i valori e i comportamenti degli altri sui noi stessi.

4 Tipologie

4.1 Identità come corpo

Il corpo è inteso come il mediatore tra noi e il mondo, una

conoscenza incorporata, un “Habitus” (Pierre Bourdieu).

Si

definisce antropopoiesi (Francesco Remotti) la modifi-

ca

del corpo per motivazioni culturali, serve alla persona

a definire la propria identità rispetto agli altri, a mostrare

alla società in che fase della vita si trova.

Le differenze anatomiche tra maschio e femmina sono la prima base classificatoria e per la differenziazione cultu- rale e sociale. La separazione, esclusione, distinzione tra

sessi è applicata attraverso simboli, pratiche e attribuzioni

di ruoli reali ed immaginarie.

4.2 Identità multiple

Tutti noi rivestiamo più ruoli, di conseguenza abbiamo un'identità multipla, definita come identità sociale.

 

È

opportuno, infatti, chiarire che l'identità è contestua-

Il processo di formazione dell'identità si può distinguere

le

e relazionale, cioè essa può variare in base al con-

in quattro componenti: di identificazione, di individua-

testo, al ruolo che si intende assumere in tale contesto

zione, di imitazione e di interiorizzazione. Con la prima

ed alla posizione, autodeterminata o meno, che si gioca

il soggetto si rifà alle figure rispetto alle quali si sente

(o

ci viene fatta giocare dagli altri con le loro identità)

uguale e con le quali condivide alcuni caratteri; produ- ce il senso di appartenenza a un'entità collettiva defini- ta come “noi” (famiglia, patria, gruppo di pari, comu-

all'interno della rete di relazioni e percezioni (simmetri- che ed asimmetriche) al cui interno ci si trova inscritti ed attivi.

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6 VOCI CORRELATE

Esempio: Quando attraverso la dogana quella che con-

ta è la mia identità nazionale e non quella religiosa o

professionale.

Proprio per questa molteplicità, perché possa essere com- preso il concetto di identità è necessario assumere, allora, che vi debba essere un elemento di riferimento: l'alterità.

4.3 Identità in positivo ed in negativo

Molte persone sono orgogliose del gruppo in cui si identi- ficano, che fornisce loro un senso di appartenenza ad una

comunità, e per converso tendono a nutrire un rifiuto per i gruppi che considerano esterni o altri, in misura variabi-

le in base al grado di vicinanza o lontananza dell'altro dal

proprio. Sono quindi presenti due aspetti dell'identità.

Un primo aspetto dell'identità si può avere in positivo co-

me senso di appartenenza, per esempio gli scienziati so- ciali e storici parlano di identità nazionale per gli abitanti

di un particolare paese. Una differente modalità è quella

con cui le femministe parlano di identità di genere, sot-

tintendendo così una doppia tipologia di classificazione,

in cui sono presenti risvolti ideologici. Infatti, ad una pri-

ma classificazione positiva del tipo “come siamo (come io sono)" si contrappone una più potente classificazione ne-

gativa del tipo “come io non sono (come noi non siamo)". Ambedue le classificazioni presentano delle limitazioni.

Lì dove la classificazione positiva produce uno sforzo

di definizione intellettuale (con il rischio di calcificare

l'identità museificandola), la classificazione negativa oc- culta in sé il pericolo di attribuire all'esterno le qualità o caratteristiche negative non gradite (come nella primiti-

va

difesa dell'io denominata 'proiezione'), creando alterità

ad

hoc in cui vedere riflessi quei tratti che la propria iden-

tità ideale ha reso tabù o riconosce come amoralità, pri- mitivismo, arretratezza, illogicità, alogicità, immoralità, difetti, illegalità, peccati, etc.

4.4 Identità fluide

Z. Bauman, nella sua opera La modernità liquida (Laterza, Bari, 1992) definisce la perdita dei confini iden- titari contestualizzati nell'epoca della post-modernità. In sintesi, se si perdono alcuni riferimenti essenziali per il proprio Io, si vanno a perdere i propri confini identitari, ossia culturali, religiosi, etnici, etc.

Nella sociologia delle migrazioni è un concetto importan-

te quello delle identità fluide transnazionali (di Shiller e

Basch).

Estremamente pericoloso è l'uso che dell'identità può fare

la politica, per esempio nel caso del nazionalismo spinto

all'eccesso, che lega sentimenti di appartenenza a leali-

smi verso un determinato apparato statale, non di rado conculcando minoranze e spingendo a manifestazioni di xenofobia e a conflitti con paesi confinanti.

Un importante contributo alla comprensione delle dina- miche di costruzione dell'identità sociale, e degli speci- fici processi psicosociali con cui questa determina i rap- porti intergruppi, i processi di nazionalismo, razzismo e xenofobia viene dalla psicologia sociale, ed in particolare dalla teoria dell'identità sociale di Henri Tajfel.

4.5 Identità in rete

Autori quali Elizabeth Reid, Amy Bruckman e Sherry Turkle hanno approfondito gli effetti delle nuove tecnolo- gie sull'identità personale nella società dell'informazione, dando una lettura profondamente correlata alle teorie postmoderniste più radicali: il soggetto, comunicando in rete in assenza del proprio corpo, potrebbe sperimentare liberamente con la propria identità, che diventa così fluida e multipla. Tale forma di sperimentazione avrebbe degli effetti fondamentali anche “off-line”, dal momento che il soggetto, interagendo con gli altri attraverso identità al- ternative, avrebbe a disposizione per costruire se stesso risorse simboliche che altrimenti gli sarebbero precluse.

Questo approccio è stato però criticato per la sua inca- pacità di rendere conto dell'importanza delle relazioni sociali. Da una parte, infatti, riconosce come gli effetti decostruttivi dell'interazione in rete sarebbero tanto più intensi quanto più le identità costruite online assumono importanza agli occhi dei soggetti, e le identità assumono tanta più importanza quanto più sono inserite in relazioni stabili e durature nel tempo. Dall'altra però, l'approccio non riesce a spiegare come sia possibile costruire relazio- ni stabili e durature nel tempo, mentre gli utenti conti- nuano a moltiplicare o a trasformare la propria identità (ad esempio, cambiando genere).

5 Bibliografia

AA. VV. (a cura di Giulio Angioni et Al.), Semina- rio sull'identità, CUEC/ISRE, Cagliari 2007, ISBN

Silvana Calabrese, Lungo i sentieri dell'identità, Aracne Editrice, Roma 2012, ISBN 978-88-548-

Amin Maalouf, Identità, nuova introduzione dell'autore, Bompiani, Milano 2005 (titolo origi- nale Les identités meurtrières, Parigi 1998) ISBN

Paolo Terenzi, Identità, in S. Belardinelli, L. Allodi (a cura di), Sociologia della cultura, Franco Angeli, Milano, pp. 89-104.

6 Voci correlate

individuo

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8 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

8 Fonti per testo e immagini; autori; licenze

8.1 Testo

Identità (scienze sociali) Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Identit%C3%A0%20(scienze%20sociali)?oldid=71969936 Contributori:

Frieda, M7, Truman Burbank, Alec, Pietrodn, Ines, CruccoBot, Eddie619, Eumolpo, Ninnirvana, Vermondo, Paulatz bot, PertBot, Nemo bis, Ignisdelavega, Picoterawatt, BomBot, Gacio, Filbot, Mess, RolloBot, Snow Blizzard, Suturn, ElborBot, Tamurr, TXiKiBoT, Venezia- no, Beechs, Melos, Alecs.bot, No2, SilvonenBot, Louperibot, Marco 27, Aedo89, FrescoBot, Ptbotgourou, DSisyphBot, FaleBot, Xqbot, RibotBOT, Patafisik, Dinamik-bot, LoStrangolatore, Massimiliano Panu, MerlIwBot, Niculinux, AlessioBot, Sparlan, ValterVBot, Ulisse, Dynaiog e Anonimo: 33

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