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27/03/2015

POLITECNICO DI BARI
DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE, AMBIENTALE, DEL TERRITORIO,
EDILE E DI CHIMICA
CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA DEI SISTEMI EDILIZI

Corso di Recupero degli Edifici Storici

DISSESTI STATICI DELLE STRUTTURE MURARIE

Prof. Ing. Fabio Fatiguso

ANALISI DEI DISSESTI: GENERALITA


Il problema del consolidamento statico sorge per ogni fabbricato che viene
realizzato e che ha una sua vita e delle trasformazioni che influiscono sul suo
esercizio nel tempo.
Lorganismo edilizio un continuo divenire connesso con il parametro tempo,
va al di l della staticit che gli si vuol conferire;
si parler, a tal proposito, di cause perturbatrici e di dissesti statici che
vengono a sconvolgere la resistenza della struttura dipendente:
- dalla buona qualit dei materiali;
- dalla razionale connessione tra le membrature;
- dalla buona divisione del lavoro tra i vari organismi;
- dalle fondazioni;
- da un regime interno di tensioni che sia compatibile con le capacit
resistenti del materiale.
Tutte condizioni necessarie per la stabilit e la buona durata di un complesso
edilizio.

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Cause perturbatrici
1) Insufficienze statiche e costruttive
2) Agenti atmosferici e variazioni termiche e igrometriche
3) Cedimenti fondali e moti del terreno
4) Vibrazioni e sisma
5) Variaz. sovraccarichi
6) vetust

Ogni causa perturbatrice induce delle alterazioni del regime di equilibrio, alterazioni che
se superano certi limiti determinano dei dissesti statici nella massa muraria che si
manifestano attraverso lesioni.

Dissesti statici:
1) traslazione e rotazione delle murature (dovute a cedimenti fondali)
2) pressoflessione e schiacciamento (dovuti a carichi troppo onerosi o ad insufficienze
costruttive)
3) rotazioni dovute a spinte del terreno
Es: la spinta del terreno la causa perturbatrice e la rotazione il dissesto statico.

Fattore tempo: lazione del tempo, inevitabilmente, produce un progressivo degrado


della struttura

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- Il dissesto statico si manifesta


attraverso il quadro lesionativo, cio
dallinsieme
di
fessurazioni
e
deformazioni.
- A volte le cause perturbatrici
stabiliscono dei dissesti immuni da
manifestazioni
deformative
e
fessurative accade nei moti
uniformi, quali i moti franosi a decorso
lentissimo su superfici di scorrimento
profonde.
- I fenomeni fessurativi e deformativi
assumono caratteristiche mutevoli al
variare delle cause determinanti e della
natura dellambiente e delle strutture.

FASE DI ORIGINARIA ROTTURA


Nelle masse murarie perturbate il regime
degli sforzi interni subisce delle graduali
variazioni.
Se durante tali variazioni in un punto del
solido la dilatazione supera i limiti della
tolleranza della coesione del materiale si
forma una fessurazione.
Questa la fase di originaria rottura.
La massa prima di rompersi subisce delle
deformazioni elastiche e plastiche.

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La rottura dei materiali ideali.


Il materiale murario costituito da elementi lapidei o laterizi e da malta, non essendo
omogeneo ed isotropo non pu assimilarsi ad un materiale ideale, in quanto per esso non
vale la legge di Hooke visto che le e le sono legate da legge esponenziale e non
lineare.

Il meccanismo di rottura dei solidi murari comunque assimilabile a


quello dei solidi omogenei qualora si prendano in considerazione
elementi di solido molto piccoli il cui peso sia trascurabile.

La rottura dei materiali ideali.


In un solido fragile, il prisma cubico elementare sollecitato
solamente

da

tensioni

normali

alle facce

(TRAZIONE

COMPRESSIONE), si rompe, una volta superato il valore limite, con


la formazione di frattura che giace nel piano ortogonale alla
direzione della tensione massima.

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ROTTURA DEI PRISMI ELEMENTARI


Si considerano dei cubetti estratti da un solido in equilibrio, orientato con i suoi spigoli
parallelamente agli assi coordinati di riferimento (x, y, z) .
Verranno analizzati i seguenti casi: a) a normali
b) a t tangenziali
c) a normali e t tangenziali

TRAZIONE IN UNA DIREZIONE

Lallungamento a dato da

a=F a/EA= (x a3)/(E a2)= x a/E

Lallungamento unitario (a=1) ossia la


deformazione lungo x x data da

x =x /E

Contrazioni y e z

y = z = - x /(E m)
in cui m il coefficiente di poisson, E
il modulo di Young

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TRAZIONE IN DUE DIREZIONI


la tensione x produce le
deformazioni
x =x /E ;
y = z = - x /(E m)

(1)

la tensione y produce le
deformazioni
y =y /E ;

(2)

x = z = - y /(E m)
Sommando la (1) con la (2):
x =(x - y /m)/E
y =(y - x /m)/E
z = - (x + y )/(m E)
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Lungo la direzione z si avr una


contrazione,
lungo le direzione x si avr una
dilatazione o contrazione secondo che x - y /m > < 0

Conclusione:
1.

la dilatazione maggiore si verifica nella


stessa direzione della tensione maggiore

2.

La frattura si verifica lungo la direzione


normale alla dilatazione maggiore e
quindi della trazione maggiore

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COMPRESSIONE IN UNA DIREZIONE

Analogamente come nel caso


della trazione

Laccorciamento a dato da

a=-F a/EA= - (x a3)/(E a2)= - x a/E

Laccorciamento unitario (a=1) ossia la


deformazione lungo x x data da

x = - x /E
y = z = x /(E m)

Dilatazioni y e z

in cui m il coefficiente di poisson, E


il modulo di Young

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COMPRESSIONE IN DUE DIREZIONI


la tensione x produce le
deformazioni
x =-x /E ;
y = z = x /(E m)

Analogamente come nel caso


della trazione
(1)

la tensione y produce le
deformazioni
y =-y /E ;

(2)

x = z = y /(E m)
Sommando la (1) con la (2):
x =-(x - y /m)/E
y =-(y - x /m)/E
z = (x + y )/(m E)

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Sommando la (1) con la (2):


x =-(x - y /m)/E

Conclusione:

y =-(y - x /m)/E

Si ha sempre che

z = (x + y )/(m E)

ez > ex
ez > ey
Pertanto
1. La frattura si verifica lungo la
direzione normale alla dilatazione
ez, ovvero nel piano xy

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TRAZIONE E COMPRESSIONE IN DUE DIREZIONI


la tensione x produce le
deformazioni
x =x /E ;

(1)

y = z = -x /(E m)
la tensione y produce le
deformazioni
(2)

y =-y /E ;
x = z = y /(E m)

Conclusioni:
Sommando la (1) con la (2):

x >o

x =(x + y /m)/E

x >z

y =-(y + x /m)/E

y <o

Pertanto:
La frattura avr una direzione
normale alla dilatazione
maggiore ex e giacer nel
piano yz

z = (-x + y )/(m E)

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TENSIONI NORMALI IN TRE DIREZIONI


Consideriamo il caso della
trazione in tre direzioni
x =(x (y+z)/m)/E

Qualunque sia il segno delle tensioni si


distinguono tre casi:
1.

z < x>y : la dilatazione max si ha nella


direzione x, la frattura si ha nel piano delle
tensioni medie e minime (y, z)

2.

x = y>z : il piano di frattura


indeterminato e pu essere un qualsiasi
piano con asse di rotazione z

3.

x = y=z : il piano di fratture


indeterminato, con un grado
dinterterminazione ancora pi elevato

y =(y (x+z)/m)/E
z =(z (x+y)/m)/E

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Nei casi sin qui esposti i solidi elementari sono sollecitati da sole tensioni normali.
Quando le agiscono su delle facce nelle quali le =0, le prendono il nome di
tensioni principali.
Per cui nel caso x >y>z si ha che x =1; y =2 ; z =3

Tensioni ideali
1 =1 (2+3)/m= i1
2 =2 (1+3)/m= i2
3 =(3 (1+2)/m= i3

La tensione ideale (i1) massima rappresentativa dello


stato di sollecitazione del materiale pi di quanto non sia la
tensione principale (1 )
Nel caso di un materiale fragile come la muratura la verifica
del superamento del limite elastico viene fatto considerando
la tensione ideale massima (criterio di De Saint Venant) e
non la tensione principale massima (criterio di Rankine)

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TENSIONI TANGENZIALI

A causa dellazione di taglio la diagonale


OB subisce un allungamento OB, la
diagonale AC si accorcia e diventa AC.
BB=BBcos(BBB)
BBD=CBO=/4
OBD=BB=
BBB=BBD-OBD=/4-
Da cui BB=BBcos(/4-)

Essendo trascurabile rispetto a /4


BB=BB/2
CC=CC/2 (CC la contrazione)
=BB/a
xy=G
xy /G=BB/
BB=a xy /G da cui lallungamento
BB= a xy /(G 2^0.5) e CC= -a xy /(G 2^0.522
)

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BB= a xy /(G 2^0.5) e CC= -a xy /(G 2^0.5)


Dallallungamento e dallaccorciamento si ricava la deformazione
unitaria:
1= BB/(a 2^0.5)= xy /2 G
2= - CC/(a 2^0.5)= - xy /2 G
Conclusione: La deformazione dovuta al taglio costituita da
una dilatazione e una contrazione uguali in valore assoluto.

Calcolo delle tensioni principali


1 =1/E (1 2/m)= xy /2 G

(1)

2 =1/E (2 1/m)= - xy /2 G

(2)

3 =1/(m E) (1 + 2)

(3)

Poich 1= -2 si ha che 1= -2

(4)

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Esprimendo tutto in 1 si ha:


1 = 1 /E (m+1)/m

(5)

2 = - 1 /E (m+1)/m

(6)

3 =0

Da cui confrontando la (5) con (4) e la (1) si ha:


xy /2 G = 1 /E (m+1)/m da cui 1 = (E/G) m xy/2(m+1) (7)

Poich dalla teoria dellelasticit E/G= 2(m+1)/m

(8)

Si ricava
1 = xy; 2 = - xy
Conclusione: le tensioni principali luna positiva (trazione), laltra
negativa prodotte dalle sole tensioni tangenziali presentano lo
stesso valore assoluto di queste.
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LA ROTTURA INIZIALE NEI SOLIDI PIANI

Per lo studio da effettuare, supporremo i solidi piani


sollecitati da forze giacenti tutte sul loro piano
intermedio, intersecante gli assi di riferimento x, y e
nulle quelle parallele allasse z (cio normali al piano
intermedio).

Definizione
tangenziali

solidi

piani

tensioni

normali e

solidi che, come i muri, hanno una delle dimensioni


(spessore) molto pi piccola delle altre due (lunghezza e
altezza) e sono sollecitati da forze riducibili nel loro
piano medio parallelo ai paramenti.
25

- Le elementari interne, in punto generico


P(x,y), si riducono alle sole x, y, xy se il
cubetto orientato secondo gli assi x e y.

Imponiamo una rotazione del cubetto intorno ad


un asse passante per il baricentro e parallelo a z.
Variano anche le tensioni normali e quelle
tangenziali

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Tra tutti i possibili orientamenti ve ne sar uno


ed uno solo in cui le facce del cubetto non sono
soggette ad azioni tangenziali (t=0) ma solo a
n
-Una di queste tensioni normali sar di trazione
( > 0) : denominata tensione principale max
(1).
- Laltra avr direzione ortogonale alla prima,
sar < 0 o di compressione e detta tensione
principale min (2).
27

La frattura sar sempre ortogonale alla


direzione
principale
max,
perci
assimilabile ad una rottura per trazione che
avverr secondo superfici ortogonali alla
direzione di massima trazione.

Lorientamento delle facce del cubetto,


sollecitato da sole tensioni normali
principali
definisce le linee delle direzioni principali
// ai piani per i quali =0

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FASE INIZIALE DI FESSURAZIONE


Sia dato un muro sollecitato da F in equilibrio agenti nel
suo piano verticale medio. Lo assimiliamo ad un solido
piano omogeneo riferito agli assi x, y, z.
Fext lungo z, le supponiamo nulle in un cubetto
elementare agiranno solo x, y, xy (z) che, per un
certo orientamento del cubetto, danno luogo alle
tensioni principali 1 e 2 che oltrepassato un certo
valore limite, quale la resistenza del materiale,
provocano la rottura.
- f1 e f2 = cigli fessurativi di una lesione nella fase
iniziale
- il moto relativo dei due cigli rappresentato dalla retta
congiungente i due punti corrispondenti P1 e P2.

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Tale retta individua la direzione


della tensione principale in
quanto la rottura inizia sempre
su piani ortogonali alla tensione
principale max di trazione.

B
A
B
A

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TENSIONI PRINCIPALI ED IDEALI


La determinazione delle tensioni principali max 1 e min 2 nel punto generico P(x,y),
assegnate le tensioni x, y, xy nello stesso punto, data dalla soluzione dellequazione:
- (x + y) + xy - z = 0 da cui si ricavano le tensioni principali 1 2:
12 = (x + y) (x - y) + z
2
2
(di 1 e 2 si prendono quelle con il valore maggiore),
le ideali con la stessa linea delle corrispondenti tensioni principali sono :
i 1 = 1 - 2
m

i 2 = - 1 + 2
m

1/m = coef. di Poisson

dividendo i 1 e i 2 per il modulo elastico E si ottiene la dilatazione principale max 1 e la


dilatazione principale min 2.

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La eventuale frattura del materiale risulta sempre ortogonale a 1 e quindi a 1 e


a i 1 e sovrapposta alla linea di 2 e quindi di 2 e di i 2.

Direzioni principali: sono definiti dalla giacitura degli elementi superficiali


piani, per i quali = 0,
dove agiscono le sole principali, le ideali e le dilatazioni principali.

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CONGRUENZE ISOSTATICHE E CURVE ISODINAMICHE


Conoscendo lo stato interno di tensioni (x y xy) di un solido piano in
equilibrio sotto lazione di forze esterne e delle reazioni dei vincoli per ogni
generico punto del solido di coordinate x, y, si pu conoscere il valore e la
direzione delle tensioni principali max 1 (e di i 1) e delle tensioni
principali min 2 (e di i 2).

Isodinamica di max 1

Per un certo numero di punti, abbastanza


ravvicinati, traccio con un breve tratto la direzione
principale max e ne indico il valore e con un breve
segmento tratteggiato la direzione principale min.
Rinfittiamo questi punti e raccordando i vari tratti
delle direzioni principali, si ha linviluppo di due
famiglie di curve dette rispettivamente isostatiche
di max 1(i max) e di minimo 2(i min). Sono due
famiglie che costituiscono due congruenze di
curve ortogonali.
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Fessurazione a ramo unico che giace


sulla stessa isostatica di minimo.
Le tangenti alla direttrice fessurativa e
le congiungenti i punti corrispondenti
dei cigli sono normali fra loro

Fessurazione a rami multipli. Ogni


ramo insiste su un isostatica di
minimo. In una fase avanzata del
dissesto i rami si unificano in ununica
direttrice fessurativa.
Normalit fra le congiungenti i punti
corrispondenti dei cigli e le tangenti
tracciate nelle direttrici elemntari
(rami)

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SOLLECITAZIONI SEMPLICI E COMPOSTE NELLE STRUTTURE DI FORMA


PRISMATICA - ANDAMENTO DELLE SUPERFICI DI ROTTURA
Sollecitazione di compressione.
la sollecitazione che provoca, se si oltrepassa il limite di resistenza del materiale, la
rottura di schiacciamento.
Si considera un elemento di forma cubica composto di materiale omogeneo ed isotropo e
lo si sottopone a compressione lungo y:

Supponiamo di esercitare la compressione attraverso due piastre molto rigide a) per cui
il carico si considera uniformemente distribuito lungo le superfici del prisma a contatto
con le piastre come avviene superiormente ed inferiormente ad un muro, tra piastra e
prisma nascono delle tg dovute allattrito che impedisce la dilatazione trasversale del
cubetto attraverso forze con direzione e verso opposti alla dilatazione trasversale.
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Queste sono forze che non esistono solo sulla superficie del cubetto a contatto con la
piastra, ma anche negli strati interni del cubetto dove vanno scemando fino al piano
mediano del cubetto, dove tali Fattrito si annullano. Proietto il cubetto nel piano (x,y)
ottengo la figura b). La rottura che abbiamo quella chiamata iperboloidica diretta con
concavit rivolta verso lesterno fig c).
- Le fratture inizieranno nella zona mediana dove le Ftrazione raggiungono il max valore
non essendo contrastata da alcuna Fattrito.
- Supponiamo di estrarre dal solido tre prismetti elementari (1,2,3) posti rispettivamente
al lembo superiore, nel piano mediano e in un piano intermedio tra il lembo superiore ed
il piano mediano:
- Il primo cubetto nella posizione 1 sollecitato sia dalla y
tensione normale negativa che dalla applicata nella faccia
superiore (rappresentata dalla forza di attrito tra piastra e cubetto)
per lequilibrio alla traslazione e alla rotazione del cubetto
saranno presenti anche le altre forze (come da figura).
- Se avessi solo leffetto delle la rottura avverrebbe a 45, ma
esiste anche la y che fa si che il piano di rottura si raddrizzi verso
la verticale (fino a sovrapporsi al piano che individua la
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principale minima).

- Il secondo cubetto nella posizione 2 risente della sola y ( =


0), siamo sul piano mediano.
- La frattura avverr in un piano verticale lungo la direttrice
della principale minima.

- Il terzo cubetto nella posizione 3 risente pi della y che


della che comunque diversa da zero.
- Si avr una rottura quasi verticale in quanto predominano le
x sulle . (Pi del cubetto 1 visto che x> .
Caso pratico: elementi strutturali tozzi che si espandono lateralmente ma con un
impedimento dovuto allattrito tra le piastre e le superfici inferiori e superiori.
Ricadono in questa tipologia di rotture i cordoli in c.a. per solai, i maschi murari,
pilastri che non abbiano unaltezza tale da entrare in crisi per pressoflessione.
- Quanto detto non vale per i muri continui senza aperture.
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La rottura prismatica.
Si ha ogni volta che non si ostacola la libera dilatazione trasversale dellelemento, cio
quando tra superficie della piastra e del cubetto non si sviluppano F dattrito, grazie
alluso di un particolare materiale (che non ostacola n favorisce la dilatazione). In tal
caso , se il cubetto soggetto a y, si accorcer nel senso di y e si allungher nel senso di
x e z. la rottura, data dalle id > 0, si stabilir lungo piani individuati dalle isostatiche di
minimo (piani paralleli a y) riducendo il cubetto in tanti prismi con asse longitudinale
parallelo a y. Il materiale non subisce incurvamenti ma si contrae verticalmente e si
dilata trasversalmente in modo uniforme senza scorrimenti interni.
Un prismetto elementare preso in un
punto qualsiasi del nostro solido,
sar sollecitato alle sole F normali
che oltre ad individuare le direzioni
principali rappresentano anche le
ideali (x = y ) che danno la rottura
m
del materiale per trazione.
Questa rottura si ha di frequente ed fatta di tanti prismetti orientati con lasse
longitudinale nella direzione delle tangenti.
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Rottura iperboloidica inversa.


Se tra le piastre caricate e le facce del cubetto interpongo uno strato di materiale con un
modulo elastico inferiore a quello del materiale del cubetto, questo strato si dilater pi
del cubetto stesso. Si sviluppano delle F tg tra piastra e cubetto solo che sono dirette
verso lesterno.

- Supponiamo di estrarre dal solido tre prismetti elementari (1,2,3) posti rispettivamente
al lembo superiore, nel piano mediano e in un piano intermedio tra il lembo superiore ed
il piano mediano.
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- Nel prismetto 1 agisce la sollecitazione unitaria normale y, quella


normale trasversale x = y/m e la tensione tangenziale di attrito
dovuta al materiale pi dilatabile. La rottura si ha in un piano
intermedio tra quello verticale e quello a 45.

- Il secondo cubetto nella posizione 2 risente della sola y ( = 0),


siamo sul piano mediano. La frattura avverr lungo il piano
verticale.

- Per il prismetto 3 intermedio y = cost. e x = cost. e la


minore di quella agente sul prismetto 1 a contatto con la piastra. La
rottura si ha per uninclinazione intermedia.

Unendo tutte queste fratture elementari si ottiene la iperboloidica inversa.


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Caso pratico: nei muri portanti questo tipo di rottura si verifica quando gli strati di
malta tra i filari di mattoni sono pi spessi di quello che dovrebbero, e poich la malta
ha un modulo elastico inferiore a quello della pietra o del mattone , si dilater pi di
questi tale fenomeno viene esaltato dalla fatiscenza in quanto le malte sono le
prime ad essere soggette al processo di invecchiamento.
-

La rottura iperboloidica inversa come quella diretta e quella prismatica, si verifica


specie negli elementi tozzi che possono assimilarsi ai cubetti studiati.

Sollecitazione e rottura per trazione.


E un fenomeno inverso a quello visto precedentemente di compressione ed valido per
solidi omogenei ed isotropi, con rottura secondo piani ortogonali alle F traenti
appartenenti alle isostatiche di max.

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Sollecitazione e rottura per flessione.

Sia dato un solido appoggiato-appoggiato in due punti intermedi simmetrici e con F


applicate alle estremit. So che il tronco intermedio di lunghezza l ha M = cost e T = 0
con M = F l1. Questo M = cost mi genera una deformazione circolare di centro O dato
dallintersezione delle due linee di sezione s1 e s2.
Il diagramma delle tensioni a farfalla con sopra le fibre tese soggette al valore max
delle e sotto le fibre compresse soggette a valori minimi di .
La fessurazione che si ha inizia a partire dal lembo superiore che la parte pi sollecitata,
quindi dalle fibre tese, visto che nullo lo sforzo di taglio. Un modo per avvalorare che T
= 0 prendere un prismetto elementare tra la sez. s1 e la generica fibra longitudinale e
vedere che tra dopo la deformazione rimane un angolo di 90 visto che T = 0 e il
prismetto non sar soggetto alla deformazione rombica.
In un solido murario in cui si trascura la resistenza a trazione rispetto alla
compressione, la fessura inizia al lembo superiore per propagarsi fino al lembo
45
inferiore a causa della crescente riduzione della sezione resistente.

Sollecitazione e rottura per flessione e taglio.


Si
verifica di frequente e spesso accompagnata anche dalla torsione, specie nei cedimenti
differenziali delle fondazioni dei muri.
Le rotture per flessione e taglio hanno andamento dipendente da :
1) forma geometrica del solido;
2) condizioni di carico e di vincolo.
Supponiamo che pu prevalere sia M su T che T su M a seconda della luce libera, tale che:
a)

Se la luce libera notevole rispetto allaltezza della sezione resistente prevale M


su T, quindi le interne normali.

b) Se la luce libera breve prevale T su M, quindi le tangenziali interne.

Nel caso a) le fratture iniziano a formarsi dal lembo pi teso della sezione di max
momento secondo un piano quasi ortogonale allasse longitudinale del solido.
Nel caso b) le superfici di frattura tenderanno a spostarsi verso le sezioni in cui sono pi
alte le tangenziali con inclinazione variabile circa a 45 quanto pi le tg >> norm.
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Sollecitazione e rottura per flessione e taglio.

Si

Per la rottura di solidi prismatici omogenei sollecitati a M e T, ci sono tre casi tipici di
vincolo:
- appoggio agli estremi;

- incastro agli estremi;

- incastro ad un solo estremo.

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Sollecitazione e rottura per torsione.


I momenti torcenti nei quadri fessurativi intervengono
frequentemente perch le murature non sono mai autonome, ma
sono tra loro connesse strutturalmente, per cui nel momento in cui
una muratura subisce dei moti laltra si oppone a questi moti.
La torsione si verifica quando applico due coppie uguali e
contrarie, giacenti sul piano delle sezioni stesse, su due sezioni
trasversali di un solido. Vengono cos ad instaurarsi delle tensioni
tangenziali, tra due sezioni trasversali a contatto.

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La rottura del solido inizia nelle zone di max sollecitazione, cio sulla superficie esterna e
nei punti vicini allasse di rotazione secondo le direzioni di max trazione cio con
inclinazione a 45 rispetto allasse x longitudinale, per propagarsi allinterno e agli altri
lembi della sezione.

La sollecitazione di torsione si ha sulle facce pi vicine allasse baricentrico. Sono


fessurazioni elicoidali.
Ci che cambia dal taglio che sulle due facce si hanno fessure inclinate in verso
opposto.
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Rottura per sollecitazione composta di flessione taglio e torsione.


La rottura per sollecitazioni composta da T, M, Mt si verifica frequentemente per
cedimenti fondali negli angoli degli edifici. E la rotazione dellangolo che imprime alle
due pareti limitrofe, sottoposte a T e M anche la torsione.
Supponiamo lasse della rotazione
intorno alla retta a-a del piano di
fondazione durante il cedimento le
pareti esterne sono soggette ad una
deformazione e le rotture si hanno
secondo superfici intermedie tra quelle
provocate dalla flessione e dal taglio, e
quelle che, da sola, provocherebbe la
torsione.
La fessurazione a gola rovescia con linclinazione verso il cedimento sui paramenti
esterni dei muri ed assume uninclinazione opposta nei paramenti interni per linfluenza
della torsione.
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Pressoflessione e carico di punta.


Supponiamo di considerare un pilastro qualora la risultante dei carichi non passa per il
piano medio o per il baricentro il solido strutturale sar sottoposto a N e a M con M = N e
con e = eccentricit rispetto al piano medio e al baricentro.
Di solito i muri sono da considerarsi come elementi tozzi perch la loro altezza non
supera quasi mai 10 volte la dimensione trasversale minima.
In tal caso non si verifica instabilit allequilibrio elastico a le sono somma degli effetti
dovuti a N e a M prese singolarmente.
Infatti si ottiene che il valore della normale in punto distante y dallasse baricentrico di
una determinata sezione :
= N + My
W
J
N = sollecitazione unitaria indotta da N sulla sezione di area W
W
My/ J = sollecitazione unitaria indotta da M nel punto distante y dallasse baricentrico
della sez. di area W i di momento dinerzia J rispetto allasse baricentrico.
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Per la sicurezza delle strutture murarie necessario che la risultante dei carichi, che
comprende il peso proprio, cada allinterno o sul perimetro del nocciolo centrale dinerzia
(caso di piccole eccentricit) in modo che le sezioni risultino totalmente compresse senza
la nascita di spazi di trazione che risultano nulli.

Quando, invece, la risultante cade allesterno del nocciolo centrale dinerzia (caso di
grande eccentricit) una parte della sezione resistente sollecitata a trazione e non a
compressione, cosa che pu provocare dei problemi visto che le murature hanno
scarsa capacit di resistere a trazione ecco che nella pratica rileviamo
ingobbamenti dovuti alla pressoflessione, che di solito porta sia il paramento esterno
che quello interno del muro ad incurvarsi concordemente verso lesterno.

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Cosa provoca la pressoflessione nelle murature?


-difetti di costruzione (es. non centralit dei
carichi);
- murature costituite da paramenti esterni pi
resistenti ad es. mattoni o pietre rispetto a quello
interno, fatto con blocchi informi e notevole
quantitativo di malta.
In questo caso le due strutture presentano un
modulo elastico diverso, per cui le stesse
deformazioni sotto carico, sono diverse sulle facce
esterne ed interne con concavit verso linterno. Se
poi le due parti non sono ben collegate da conci
passanti allora si determina il distacco e si ha il
carico di punta per via della forte riduzione del
momento dinerzia della sezione di muro cos
scomposto.

Muratura con due paramenti non collegati

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Decoesione delle malte e scadente


ingranamento della sezione muraria

Ingranamento inadeguato della sezione


muraria
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Il carico di punta.
Si ha per elementi snelli.
Si ha quando la lunghezza molto maggiore della minima dimensione trasversale ed il
carico applicato secondo la direzione longitidinale del solido.
Tetmajer dimostr che i prismi in pietra si rompono per carico di punta, quando:
1) la loro dimensione trasversale minima inferiore ad 1/15 della lunghezza
(amin/h<1/15);
2) quando tale dimensione superiore ad 1/15 (amin/h>1/15), la rottura si ha per
schiacciamento;

Verifica di resistenza.
Per solidi astiformi a sezione costante uso la formula di Eulero, che ci fornisce il carico
critico per il quale ho la rottura del materiale sollecitato.

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Verifica di resistenza.
Per solidi astiformi a sezione costante uso la formula di Eulero, che ci fornisce il carico
critico per il quale ho la rottura del materiale sollecitato.
P = E J min
lo

con l/2 < lo < 2 l

dove:

P = carico critico euleriano; E = modulo elastico del materiale;


J min = momento dinerzia minimo della sezione normale alle direzioni normali
del carico;
lo = effettiva luce libera di inflessione che dipende dal tipo di vincolo
allestremit dellasta.
Per i quattro estremi di vincolo schematizzati lo vale rispettivamente : 2l; l; 0,7 l; 0,5 l.

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Trovato il carico critico ricavo il carico di sicurezza Po dividendo il primo per il


coefficiente di sicurezza s del materiale in esame. La formula della sicurezza diviene:
Po = E J min
con s = carico di rottura = r
los
carico di sicurezza K
Le lesioni dovute a pressoflessioni si riducono a 3 casi tipici:
a) muri con paramento esterno di
mattoni o pietre da taglio;
b) entrambi i paramenti interno ed
esterno in pietra da taglio e
nucleo centrale riempito con
murature informi;

c) riguarda gli angoli dei fabbricati, o le spallette delle aperture con blocchi squadrati
collegati alla restante muratura pi o meno caotica.
59

DISSESTI INTERNI
Classificazione.
I dissesti interni delle masse murarie sono indipendenti dai cedimenti del suolo e
derivano solo da deficienze strutturali dei muri o da eventi sinistri. Tra questi abbiamo:
- lassestamento
- lo schiacciamento
- la pressoflessione
- dissesti da spinta (archi, volte, muri di sostegno)

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Mutua influenza tra i dissesti.


La classificazione fatta del tutto formale in quanto ogni dissesto principale che si
verifica pu richiamare, per riflesso, gli altri.
Esempi
a) la pressoflessione dei muri di fabbrica determina, come fenomeni riflessi, lo
schiacciamento del materiale nei lembi esterni pi sollecitati e pericolose depressioni
di volte. Se la pressoflessione come fenomeno principale pu produrre pericolose
espulsioni di masse murarie, lo schiacciamento pu aggravare o anticipare questi
dissesti e produrne altri.
b) lo schiacciamento dellultimo piedritto di unarcata pu favorire il cinematismo
dellintera struttura spingente a causa del fatto che viene meno la resistenza dellultima
struttura di controspinta.
Nello studio dei dissesti murari necessario, attraverso i quadri fessurativi e
deformativi e le caratteristiche delle strutture e dellambiente, risalire alla conoscenza
del fenomeno principale e di quelli riflessi, per poter ricorrere ai rimedi pi adatti.

61

LASSESTAMENTO MURARIO
Lassestamento murario quello che si verifica in corso di costruzione per effetto dei
carichi che progressivamente vengono posti man mano che si costruisce la struttura gli
strati pi bassi delledificio sono soggetti progressivamente ad un tasso di lavoro sempre
pi elevato il materiale per resistere sar costretto a deformarsi. Per lassestamento
fondamentale risulta il valore del peso proprio (q permanenti).
a) Avanzamento continuo.
Un edificio, durante la costruzione, subisce lievi fenomeni di traslazione verticale con
componente assoluta e componente relativa.
-La componente assoluta dovuta alla contrazione del terreno di fondazione sotto il
progredire del carico.
- La componente relativa dovuta alla contrazione permanente o al calo della malta
sotto i carichi murari.

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Gli strati di malta, con il progredire dellopera muraria e quindi al crescere dei carichi, si
vanno sempre pi comprimendo fino a vedere diminuito lo spessore dei singoli strati
ci provoca lassestamento murario.
Lassestamento delle murature cresce con
-laltezza complessiva del fabbricato,
-con lo spessore dei giunti della malta,
-con il numero di giunti,
-con il ritardo della presa,
-con la celerit con cui procede lavanzamento dei lavori
-e con la qualit della malta.

63

LO SCHIACCIAMENTO
Si verifica quando si supera la resistenza a compressione del materiale, malta ed elementi
lapidei, che costituisce la muratura.
E un fenomeno grave che colpisce le murature portanti e che pu portare al collasso
della struttura.
Lo schiacciamento il dissesto pi frequente in caso crollo.
Sappiamo come un solido sottoposto a compressione assiale subisce una contrazione
nella direzione del carico ed una dilatazione nelle direzioni normali. Sappiamo che se la
dilatazione trasversale supera le capacit coesive del solido questo si spezza lungo la
superficie di frattura disposte nella direzione della F disturbatrice.
Mentre per altri tipi di dissesto il sistema murario cede nella ricerca di nuovi stati di
equilibrio che, infine, trova pur fessurato, e vi si adagia in quiete
Nello schiacciamento questo non avviene, perch le fratture rendono i muri sempre pi
snelli, quindi sempre pi cedevoli sotto il carico di punta.
(lo schiacciamento si evolve trasformandosi in pressoflessione)
64

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I tre stadi dello schiacciamento.


Lo schiacciamento nelle strutture murarie durante il suo sviluppo presenta tre stadi
successivi:
I stadio
dato dal superamento della resistenza a coesione dei giunti orizzontali della malta (se
questa meno resistente del materiale lapideo o laterizio).
I giunti sotto carico si riducono nello spessore e lintonaco subisce un accorciamento
verticale come se soggetto a carico di punta con le conseguenti espulsioni paramentali di
pellicole di pittura, poi di intonaco ed infine di croste superficiali murarie le dette
superfici di espulsioni restano allineate lungo direttrici orizzontali come i giunti di malta
vulnerati.
Le murature in cui la malta risulta pi resistente del materiale lapideo o laterizio passano
direttamente al secondo stadio dello schiacciamento dove il fenomeno si accompagna a
pressoflessione.

65

II stadio
Per effetto delle dilatazioni trasversali del materiale murario si ha un quadro fessurativo
costituito da rami corti, separati tra di loro e allineati lungo la direzione della forza, di
solito verticale, che ha causato il dissesto.
In tale situazione il paramento murario si presenta, allinterno, gi scollegato, con una
superficie di discontinuit presente in direzione della forza agente

III stadio:
lo stadio pi pericoloso. I rami si uniscono in fessure di notevole lunghezza ed
ampiezza.
La sezione resistente diminuisce drasticamente a causa .
-della rottura in talune parti del tipo iperboloide diretto;
- della frammentazione dellelemento strutturale in parti sempre pi snelle, con momento
dinerzia sempre minore. Pertanto la compressione esercita unazione da carico di punta
che col moltiplicarsi delle fratture, la diminuzione della sezione resistente, pu portare
66
al crollo della struttura.

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Le cause dello schiacciamento sono:


a) di tipo intrinseco
b) di tipo estrinseco
a) quelle di tipo intrinseco sono dovute al degrado dei materiali, alla deficienza o alla
progressiva riduzione, per interventi successivi, della sezione resistente.
b) le cause estrinseche sono dovute allaumento dei carichi in seguito al cambio di
destinazione duso
Per evitare problemi di schiacciamento necessario intervenire al fine di incrementare
la capacit portante della struttura.
Caso dei carichi localizzati.
Prendiamo un muro m sollecitato, sullintero spessore dal carico P, ripartito sulla
lunghezza AB del ciglio superiore (fig a). Ad una certa distanza AB le forme fessurative
(isostatiche di minimo) assumono la stessa configurazione inerente ad un carico
concentrato in O punto di mezzo AB. Il taglio con la collaborazione della compressione
determina una frattura inclinata verso la mezzeria.
67

Prendendo in esame il cubetto D (fig.b) scelto sulla


verticale CC, esterno ad A della zona caricata ove agisce
la compressione y dovuta al carico P e al peso del muro
soprastante posto tra C e D dal taglio z negativo. Si
visto che per gli altri punti appartenenti alla verticale tra C
e C, con C esterno ad A, si riscontra che discendendo da
C la z prima prevale sulle y e la fessurazione si inclina
positivamente e poi prevale la y, per effetto del peso del
solido murario, mentre la z tende ad annullarsi, e la
fessurazione sempre pi si accosta alla verticale fino a
sovrapporsi.
Nei punti A e B, invece, i due cubetti contigui alla verticale limite
del carico, subiscono solo il taglio e quindi in A e B le fessurazioni
si iniziano per un tratto infinitesimo a 45 per incurvarsi poi subito
verso il basso e tendere alla verticalit per il contributo del peso,
mentre nel profilo superiore del solido esterno ad AB, le fratture
tendono alla verticalit vista lassenza del taglio lungo il profilo
superiore libero.
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Fig. 1

Fig. 2

Nelle sezioni verticali sotto carico, ortogonali ai


paramenti, il fenomeno risulta un po diverso
(fig. 1).
I cubetti elementari, orientati come gli assi, nella
loro deformazione sotto il carico sono ostacolati
nella direzione longitudinale per la continuit
della massa, ma non nella direzione trasversale
per la relativa vicinanza dei paramenti, infatti,
prima che si verifichino le fessurazioni dei
paramenti, si determina una frattura nel piano
medio del muro, localizzata nelle regioni
immediatamente sottostanti al carico, spesso
annunciata dal rigonfiamento del paramento
caratteristico della pressoflessione.
Queste deformazioni ci dicono quale sia la gravit
del dissesto.
Il ventre di inflessione si trova un po al di sotto
del ciglio superiore del muro per la resistenza alla
dilatazione trasversale opposta dallattrito lungo la
superficie di contatto tra trave e muro AB (fig. 2).
69

Pilastri e colonne.
I dissesti per schiacciamento dei pilastri e delle colonne sono pi gravi di quelli dei muri
continui, perch quelli non possono trarre sollievo almeno in una direzione, dalla
collaborazione delle regioni murarie contigue non ancora toccate dal dissesto.
Si distinguono:

1) pilastri monolitici fatti di un solo pezzo di pietra da taglio o di cls


2) pilastri in muratura con o senza rivestimento in pietra da taglio

1) Nei pilastri monolitici le fratture di schiacciamento prediligono le superfici interne


verticali o inclinate di minore resistenza.
2) Pilastri in muratura:
2a) nei pilastri in muratura senza rivestimento ed in pietra da taglio, le lesioni
prediligono il tipo prismatico con fratture verticali e superficie di rottura
variamente orientati dalle caratteristiche fessurazioni verticali, in superficie,
discontinue ed alterne. Nelle ultime fasi queste fratture tendono a raccogliersi
intorno a forme prismatiche o iperboloidiche dirette con la minaccia di
espulsione di grossi quantitativi di materiale.
2b) nei pilastri in muratura con rivestimento ed in pietra da taglio, la rottura di
schiacciamento, sempre accompagnata da processi di pressoflessione
interessano regioni paramentali come quelle sulle quali va a confluire gran parte
del carico. Con il progredire del cedimento anche le murature interne70sono
coinvolte.

35

27/03/2015

DISSESTI DOVUTI AL PESO PROPRIO


Lo schiacciamento sotto lazione del peso proprio.
Sia dato un muro ABCD soggetto allazione del peso proprio questo subisce uno stato
di tensione interna caratterizzato dalla compressione verticale y. Questa compressione
costante per ogni elemento appartenente a una sezione orizzontale ma varia linearmente
dal valore zero, al ciglio superiore, al valore max alla base. Si trascura il contributo
minimo della x poco influente sul dissesto.
Se la base di questo muro fosse vincolata al terreno
senza attrito, la dilatazione trasversale conseguente
varierebbero linearmente dal valore zero al ciglio
superiore al loro valore max alla base e il muro dalla
configurazione originaria ABCD passerebbe in
ABCD.
La reazione dattrito, opposta dal piano di posa alla
dilatazione del muro, fa si che il punto B non si
sposti in B ma in B1, ed A in A1 non in A.
71

Quindi la definitiva deformazione del muro sotto il


peso proprio risulta quella A1B1CD con le max
dilatazioni nella sezione GH molto pi prossima alla
base che al ciglio superiore.

Non fa che ripetersi il fenomeno analogo allo


schiacciamento dei prismi isolati nel caso della
frattura iperboloidica diretta ma con il piano
equatoriale abbassato e non pi di simmetria
perch, ora, la compressione nulla in sommit.
Lo schiacciamento pi accentuato si ha sul
piano GH.
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36

27/03/2015

Caratteristiche fessurative.
Lo schiacciamento, prodotto dal peso proprio del muro, predilige le regioni inferiori
dove maggiore lo sforzo e si presenta con fessurazioni prismatiche o di tipo
iperboloidiche dirette sia nelle murature ordinarie che in quelle in pietra.
I paramenti murari mostrano linee di frattura multiple e saltuarie nella direzione del
carico che aumentano in ampiezza ed estensione e conservano inalterata la molteplicit
che ne caratterizza la fase iniziale.
Solo in una fase pi progredita la pleiade fessurativa va ad unificarsi lungo linee
uniche che preludono fasi di precaria stabilit.
Le espulsioni di materia hanno quasi sempre il carattere della rottura iperboloidica
diretta che la fase pi pericolosa.

73

Sezioni non omogenee.


Abbiamo visto che
per un muro continuo lo schiacciamento ha un quadro fessurativo con linee verticali
sulla muratura,
nel caso di muri intonacati, lintonaco distaccato dal supporto con presenza di fessure
orizzontali, ma al di sotto sulla muratura le fessurazioni sono sempre verticali.
Per i pilastri si visto che le fessure hanno andamento verticale o iperboloidico diretto
con espulsione di materiale specie negli angoli (ci vale anche per gli archi).
In definitiva per definire il fenomeno dello schiacciamento necessario:
- descrivere il tipo di muratura;
- conoscere lo stato dei materiali e della tessitura;
- vedere il tipo di fessurazioni.

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27/03/2015

SCHIACCIAMENTO
QUADRO LESIONATIVO
fessurazioni verticali su muri continui
fessurazioni verticali con fratture di forma iperboloidica diretta in
setti murari, pilastri colonne
Espulsione di materiale agli angoli e alla base di pilastri

LAYOUT

SCHIACCIAMENTO

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27/03/2015

Spesso nelle strutture da restaurare ci si trova di fronte a murature realizzate a corpo


multiplo (a sacco). In questo caso si devono analizzare pi strati.
Per una muratura a sacco devono esistere connessioni tra fodera interna e nucleo, e tra
nucleo e fodera esterna, in modo da garantire un comportamento monolitico del magistero
murario.
Questo dipende esclusivamente da fatti geometrici.
Nei casi delle sezioni non omogenee dei solidi soggetti alla compressione assiale, come i
muri rivestiti da pietra da taglio, le regioni interne hanno un coefficiente di
compressibilit sotto carico maggiore di quello delle periferiche ci vuol dire che a
parit di contrazione esse accolgono un carico unitario minore delle periferiche pi rigide.

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Esempio:
Dato questo pilastro. Quale la tensione che agisce?

= P/S essendo il carico dato P, baricentrico

(1)

(2) (3)

Supponiamo di avere una muratura che per il tempo o per fatti costruttivi
abbia subito una parzializzazione nel senso trasversale, tale che si
verifica una fessurazione che ne provoca la sconnessione e
lindipendenza delle parti strutturali che lavorano indipendentemente tra
loro. Ottengo:
P sia ripartito su ogni S/3 in P/3

P/3 P/3 P/3

ottengo che la tensione di lavoro diviene:

= P/3 = P/S
S/3

Apparentemente sembra che la rimanga la stessa.


(1) (2)

(3)

La sezione resistente sempre la stessa, sempre la stessa ma


cambiata la snellezza dellelemento, cio il rapporto h/S. Il rapporto h/S
indipendente dal materiale, solo un fatto geometrico.

S/3 S/3 S/3

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Poich la formula di Eulero dice che:


critica = E S
12 lo
Si ha che:.
critica direttamente proporzionale al quadrato dello spessore significa che se S
divenuto S/3 ottengo:
critica = K S
9
cio la capacit portante del muro dopo la parzializzazione in tre pilastrini diventata 1/9
di quella originaria.
Pertanto si attiva un tipico meccanismo da pressoflessione che pu portare a sua volta
allo schiacciamento del materiale.

80

40

27/03/2015

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27/03/2015

Tutto questo avviene nonostante la muratura abbia conservato la sua configurazione


geometria generale, ancorch fratturata in corpi distaccati.
Per murature a corpo unico ci difficile che si verifichi tranne se ho forti dissimetrie,
mentre facile che si verifichino per murature a corpo multiplo in mancanza di
connessioni tra i vari paramenti
A quanto detto si aggiunga lazione del tempo che degrada i materiali.
Per quanto riguarda le modalit con le quali si manifesta la pressoflessione, i segnali pi
frequenti sono :
I. in una prima fase la presenza di fessurazioni nei pressi di aperture
II. in uno stadio pi avanzato il cosiddetto spanciamento che avviene con
- deformazione a concavit concorde delle due facce della muratura
- o deformazione a concavit discorde.

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27/03/2015

CAUSE, CAUTELE, RIMEDI


Le cause dello schiacciamento sono:
1) Sezione trasversale insufficiente per difetto progettuale:
-

impiego di malte scadenti,

difetto di omogeneit della sezione reagenti (murature a corpo multiplo)

mancanza di collegamenti trasversali allinterno della compagine muraria)

2) La vetust e il degrado che hanno diminuito il carico di rottura del materiale.


3) Aumento del sovraccarico a seguito del cambio di destinazione duso,
realizzazione di sopraelevazioni o della posa in opera di installazioni pesanti.

della

4) Variazione della configurazione statica originaria in seguito allinnescarsi di


cedimenti fondali o di altri dissesti che hanno trasferito su talune strutture il carico
pertinenti ad altri.

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Cautele.
1) I carichi localizzati vanno trasmessi alle strutture attraverso organi di ripartizione al
fine di evitare tensioni locali elevate.
2) Il materiale non deve lavorare oltre il suo carico ammissibile.
3) Le opere fondali devono essere adeguate per evitare lassestamento del terreno o il
cedimento fondale di alcune strutture possa aggravare altre contigue.
4) Non bisogna sopraelevare a meno che non siano effettuati preliminari indagini nelle
murature e nelle fondazioni o senza preventivi consolidamenti.
5) Per murature multistrato necessario connettere bene i materiali lapidei del nucleo
con limpiego di ottime malte per conferire al nucleo e al rivestimento coefficienti di
assestamento poco dissimili. Dove ci non sia possibile necessario procedere
allesecuzione del rivestimento dopo il compimento della struttura muraria, esonerando
quello dalla partecipazione al carico.
6) Bisogna evitare eccessive eccentricit della risultante nelle sezioni orizzontali dei muri
neutralizzando le spinte con tiranti metallici e con cordoli di c.a. ad ogni piano.

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DISSESTI DA SPINTA
La spinta la componente orizzontale dellazione che talune membrature costruttive o
materie incoerenti esercitano su altre membrature costruttive.
Si distinguono tre casi:
1. sistemi il cui equilibrio realizzato per contrasto laterale (archi e volte);
2. organismi costruttivi con asse longitudinale inclinato;
3. sistemi incoerenti come le acque, i liquidi, le terre costretti in serbatoi o muri di sostegno

87

Funzionamento ottimale di una


struttura spingente.

1. Larco o la volta sollecitati unicamente


compressione, al fine di poter stare in equilibrio
per contrasto laterale, con i piedritti.
2. Le spinte sui piedritti di imposta, combinate con
i carichi verticali, non devono essere tali da
generare sforzi di trazione.

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27/03/2015

DISSESTI NEGLI ARCHI E NELLE VOLTE

Per effetto di
1) variazione di forma o di assetto dellossatura voltata o dei piedritti;
2) diminuzione della capacit di resistenza agli sforzi di compressione;
3) variazione dei carichi a cui volte, archi e piedritti erano originariamente
sottoposti.

89

Le variazioni di forma sono dovute:


al cedimento dei piedritti causato da.
-spinta eccessiva sui piedritti (divaricazione)
-schiacciamento o dissesto delle fondazioni
(traslaz.vert. del piedritto)

La struttura spingente subisce una deformazione


che a secondo della geometria (a tutto sesto o
sesto acuto) caratterizzata o da:
- abbassamento (depressione) in chiave o
-depressione delle reni.

90

45

27/03/2015

Caso frequente di aumento della spinta:


Eliminazione di strutture di contro spinta quali archi o contrafforti.

2) Diminuzione della resistenza a compressione a causa del degrado delle malte ch


condurre al dissesto spontaneo, delle strutture ad arco.
3) Variazione dei sovraccarichi originari in seguito o ad un cambiamento della
destinazione duso o a lavori di trasformazione interna o a sopraelevazioni.
91

Dissesti da spinta per archi e volte.


La componente orizzontale della spinta degli archi e delle volte contro i muri di fabbrica
pu essere normale o parallela ai paramenti.
Se la spinta ortogonale ai paramenti il muro subisce dei moti rotatori e delle
inflessioni sensibili verso lesterno con le deformazioni max poco sopra il centro di
spinta.
Il profilo verticale trasversale del rigonfiamento ha
forma sinusoidale dissimmetrica rispetto al centro di
spinta S (fig.1)
Il ringonfiamento tanto minore quanto
-pi efficace il grado di connessione tra il muro
inflesso e quelli adiacenti ad esso normali;
- maggiore lo spessore del muro;
- minore lazione delle strutture spingenti (sesto degli
archi e carichi sovrastrutture);

Fig.1

- migliore la qualit degli apparecchi murari


(leganti, materiali lapidei, tecniche di posa in opera,
monoliticit della sezione muraria)
92

46

27/03/2015

Nei punti D di max freccia si formeranno delle


fratture in senso orizzontale, causate dalla trazione
della muratura. Analoghe fessurazioni si avranno nei
punti A e C allinterno della parete (fig.2). Nelle
sezioni orizzontali (fig.3) le fratture si
localizzeranno nei punti di max curvatura e il
rigonfiamento che si genera di tipo sinusoidale
simmetrico rispetto al ventre di inflessione.
Fig.2

La presenza di muri trasversali tende in un primo


tempo, a limitare lampiezza della deformazione, ma
superata la resistenza a trazione, questi si fratturano
e landamento fessurativo segue le ammorsature tra
muro longitudinale e muri trasversali sono mal
eseguite ; si propaga,invece, secondo una curva
omologa se le ammorsature offrono un incastro
efficace.

Fig.3

Fig.4

93

Per ci che riguarda i rigonfiamenti questi


si estendono a zone paramentali
assimilabili ad ellissi con il diametro
maggiore verticale e il centro di spinta nel
fuoco inferiore (fig. 5).
Osservazioni
Fig. 5

Nel caso di ammorsatura


efficiente, lo spanciamento
allesterno accompagnata
da una fessurazione
omologa alla deformata sul
muro trasversale oltre a
fratture a livello del
pavimento per il distacco
delle pareti verticali che
spanciano verso lesterno

la presenza di porte e finestre perturba il


percorso deformativo ma non ne altera la
natura;

La posizione dellellisse di rigonfiamento


dipende dalla posizione delle strutture
spingenti. Ad esempio, nelledilizia storica
di solito le volte sono ubicate ai piani bassi,
mentre i piani superiori sono interessati da
solai orizzontali (lignei o con putrelle e
tavelloni)

Fig.6

94

47

27/03/2015

Il dissesto della struttura va ricercato al di fuori della configurazione dellarco e dei


piedritti e individuato in un indebolimento della struttura sopraggiunto con il tempo.
Quando lindebolimento interessa larchivolto o i piedritti dovuto allinvecchiamento
delle malte aeree con cui sono collegati i vari elementi lapidei. Le malte sono tali da poter
raggiungere un tal grado di fatiscenza da non avere pi alcuna azione coesiva.
1) Nelle volte in mattoni la perdita di resistenza pu essere prodotta dalla cattiva qualit
dei laterizi che se cotti poco con il passare del tempo tendono a frantumarsi e se collegati
con malta di gesso, con lidratazione tipica di questultima subiscono rigonfiamento e
successiva frantumazione. Quando la malta diventa senza resistenza la struttura diviene
instabile con formazione di deformazioni e fessurazioni. In tal caso il dissesto viene
chiamato dissesto spontaneo o cedimento spontaneo.
2) Quando, invece, la muratura si presenta in buone condizioni e la struttura, dalle
verifiche risulta stabile, le eventuali deformazioni e fessurazioni sono provocate da
cedimento delle fondazioni di uno dei piedritti (rotazione o traslazione) o da cedimenti
differenti dei piedritti.

95

Fessurazioni ossia la localizzazione pi probabile delle fratture.


Negli archi e nelle volte, in caso di dissesto, le fratture si localizzano nelle sezioni in
chiave e alle reni (30 , angolo di attrito della muratura). Negli archi o nelle volte a tutto
sesto, ellittiche o ribassate la deformazione si presenta generalmente, con:
a) una depressione della chiave;
b) un impennamento in chiave e depressione delle reni.

Nel caso a) le fessurazioni pi evidenti sono in chiave, in


quanto le fratture si verificano nellintradosso. Nei casi pi gravi
si aggiunge anche la rotazione delle due parti murarie.
Fig.3

Nel caso b) le fessurazioni sono visibili alle reni mentre in


chiave non sono visibili, perch si creano allestradosso.
Negli archi a tutto sesto e a sesto acuto il rinfianco riveste un
ruolo differente. Nel primo fornisce un contributo stabilizzante
per il cinematismo di impennamento alle reni, nel secondo se
mal dimensionato in termini di geometria e di peso, pu favorire
limpennamento alle reni.

Fig.4

96

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27/03/2015

ABBASSAMENTO IN CHIAVE
QUADRO LESIONATIVO
fessurazioni longitudinale in chiave allintradosso
fessurazioni longitudinali alla sezione alle reni allestradosso
rotazione verso lesterno dei piedritti

LAYOUT

ABBASSAMENTO IN CHIAVE

49

27/03/2015

ABBASSAMENTO IN CHIAVE

IMPENNAMENTO IN CHIAVE
QUADRO LESIONATIVO
fessurazioni longitudinali allintradosso alla sezione alle reni
fessurazioni longitudinali allestradosso in chiave

LAYOUT

50

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Nelle volte ogivali a crociera le fratture, usualmente localizzate


in chiave (intradosso) e alle reni (estradosso), iniziano
nellintersezione tra le unghie e quindi nei costoloni, se presenti,
per propagarsi lungo la superficie delle falde.
Fig.5

Quando le volte sono impostate sui muri


longitudinali degli edifici la deformazione dei
muri stessi (specie quelli di facciata che non
usufruiscono di contrasti) provocata dalle spinte e
dalla pressoflessione li rende instabili al carico di
punta e il muro si spancia verso lesterno
portandosi dietro limposta della volta.
Zona di espulsione
di materiale

Fig.6
101

Fessurazione a trazione

Zona di espulsione
di materiale

Fig.6

Lungo le generatrici dellintradosso compaiono le


fessurazioni dovuti alla trazione, lungo le generatrici b e c
le caratteristiche espulsioni di materiale (tinteggiatura,
frammenti di intonaco, materiale murario) dovuti
alleccessiva compressione.
Quando le spinte delle volte e degli archi sono
equilibrate, come si verifica nelle zone non terminali dei
piani terra, coperte con volte impostate su muri trasversali a
quelli di facciata, il cedimento della muratura, per
eccessivi sovraccacichi, o da cedimento della sua
fondazione, provoca la rottura in chiave degli archivolti per
il trascinamento verso il basso causato dalla traslazione
dellappoggio (fig.7). La rottura in chiave si accompagna
con il distacco ad arco parabolico della muratura
soprastante il piedritto in fase di cedimento.

Distacco in chiave di archi o volte simmetrici


per cedimento di un piedritto
Fig.7

102

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Volta a padiglione.

Fig .8

Nelle volte a padiglione le spinte sui quattro muri di imposta tendono a far divaricare i
muri stessi.
Le prime fratture si generano nei punti di massima trazione, ovvero lungo gli spigoli di
intersezione tra i muri di piedritto, al livello dellimposta.
La rottura che tende poi a propagarsi verticalmente lungo tutte le intersezioni tra i
muri dambito.
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Cedimento uniforme o assestamento

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Classificazione cinematica dei cedimenti

- cedimento per traslazione verticale;


- cedimento per traslazione orizzontale;
- cedimento per traslazione inclinata;
- cedimento per rotazione intorno ad un asse;

CEDIMENTO PER TRASLAZIONE VERTICALE


Il cedimento di una fondazione per traslazione verticale pu avvenire per:
1) cedimenti spontanei del terreno;
2) contrazione verticale del terreno sotto carico.
1) I cedimenti spontanei del terreno sono dovuti principalmente alla presenza
dellacqua nel sottosuolo. Una diminuzione del suo tenore igrometrico in una
determinata zona, sotto la fondazione, ne provoca una contrazione e quindi un
abbassamento con conseguenti dissesti nelle strutture superiori.
Il dilavamento del sottosuolo provoca un costante trasporto di particelle terrose con
conseguente contrazione verticale e trascinamento delle membrature di fondazione. Il
prosciugamento del terreno pu altres risultare dannoso nel caso di un edificio
interessato dal dissesto e in corso di consolidamento la conseguente contrazione
del terreno sottofondale potrebbe esaltare il fenomeno di dissesto anzich eliminarlo.
2) La contrazione verticale del terreno sotto carico pu essere determinata o da errori
di calcolo o da sopraelevazioni o da una concentrazione di carico in una parte del
fabbricato.

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Cedimenti per traslazione verticale

Entit e modalit dei dissesti in funzione

- dell ubicazione del cedimento (centrale o periferico)


- della morfologia e rigidezza delle strutture (piene, finestrate)
- del tipo di fondazione (continua o discontinua)

TRASLAZIONI VERTICALI
QUADRO LESIONATIVO
fessurazioni ad andamento parabolico (la
concavit indica la parte che sta traslando)
Fessurazioni su murature e architravi
fessurazioni con inversione della concavit se ci
sono muri trasversali (sforzi di torsione)

LAYOUT

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Cedimento centrale
Quadro fessurativo di tipo parabolico
Quadro fessurativo con lesioni
verticali o subverticali

L>3H

Quadro isostatico del cedimento centrale

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TRASLAZIONI VERTICALI

Cedimento centrale di edificio

Le fessurazioni non seguono un andamento continuo parabolico ma verticale ramificato,


interessando in particolare le superfici di minor resistenza.
Il posizionamento del dissesto individuabile dallorientamento delle cuspidi delle fessurazioni
in sommit delle finestre, che sono sempre indirizzate verso la zona del cedimento

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Quadro isostatico del cedimento periferico

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TRASLAZIONI VERTICALI

TRASLAZIONI VERTICALI

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Cedimento periferico

Pi pericolosi dei cedimenti centrali perch hanno una minore collaborazione con il resto della struttura..
Quadro fessurativo di tipo mezza parabola con eventuale presenza di lesioni verticali estreme.
Lasse della parabola posizionato in corrispondenza della zona terminale o dangolo delledificio, la
base generalmente ampia , mentre laltezza della semi-parabola, indipendentemente dallaltezza
delledificio, sempre funzione dellentit del dissesto e della qualit della costruzione.

Edifici a fondazione discontinua: cedimenti differenziali

Cedimento centrale

Cedimento periferico

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TRASLAZIONI VERTICALI

TRASLAZIONI VERTICALI

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TRASLAZIONI VERTICALI

Cedimento differenziale

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Cedimento differenziale

Cedimenti periferici

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TRASLAZIONI ORIZZONTALI
QUADRO LESIONATIVO
fessurazioni verticali con massima apertura alla base
fessurazioni su porte e finestre nelle zone di minor
resistenza

LAYOUT

ROTAZIONE PRIMARIA
QUADRO LESIONATIVO
fessurazioni sui muri trasversali con andamento omologo alla
deformazione del muro in rotazione
fessurazioni orizzontali tra muro e orizzontamenti
ampiezza massima della fessurazione in alto
difficolt di apertura di porte e finestre
fessurazioni su architravi di porte
sfilamento di travi di solai in legno

LAYOUT

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Dissesto a seguito di rotazione


La rotazione di una parete in muratura pu essere causata
da cedimenti differenziali del piano di fondazione della
parete,
oppure da spinte orizzontali

Quadro lesionativo associato:


lesione di distacco tra strutture orizzontali e parete (sia
nel caso di solaio appoggiato che parz. incastrato)
Lesioni con andamento semi-parabolico nelle murature
verticali ammorsate alla parete rotante.

- Se la parete ammorsata la lesione avr un andamento semiparabolico.


- se la parete non ammorsata bene la lesione di stacco presenter un
andamento a V.
- se la parete non ammorsata la lesione seguir la linea di discontinuit
verticale tra la parete in rotazione e la parete trasversale.

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ROTAZIONE PRIMARIA

ROTAZIONE PRIMARIA

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ROTAZIONE PRIMARIA

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