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anni di storia in un battito dali


La Provincia italiana dei Missionari Oblati di Maria Immacolata ebbe origine da una
malasorte francese: lespulsione dei religiosi dal suolo francese con incameramento di beni.

Dalla "France-Midi" verso lItalia

confratelli

francesi

della

Provincia FranceMidi, in previsione


di questo periodico malcostume dello
Stato, presero armi e bagagli dal
Noviziato di N.-D. de lOsier e si
stabilirono nel nuovo noviziato di

S. Pierre di Aosta

Saint-Pierre d'Aosta.
Eravamo nel 1902. Lanno successivo prese vita a Diano Marina
(Imperia) una comunit oblata per lassistenza ai Padri anziani o
malati. Naturalmente altri Padri della stessa comunit svolgevano il
loro ministero nella chiesa annessa alla casa e nella predicazione di
esercizi spirituali. Dal 1903 al 1908 si presero cura del servizio del
santuario di Nostra Signora della Rovere, a circa due chilometri da
Diano Marina, aprendo anche una casa.
Anche la scuola apostolica della FranceMidi era stata trasferita a Diano Marina nel
1883, accogliendo assieme agli apostolini francesi un gruppo di giovani italiani. Era durata
poco: nel 1887 un tremendo terremoto caus distruzione e la morte di 600 abitanti e, tra
questi, due apostolini italiani. Gli apostolini francesi rientrarono in Francia e gli italiani
furono accolti a Roma.
Nel 1903 la Scuola apostolica fu trasferita a Santa
Maria

Vico,

culla

della

Provincia

italiana.

Comunque, dallinizio del secolo la Provincia di France


Midi aveva continuato a sviluppare altre opere in Italia
(Cfr.

DONAT

LEVASSEUR,

OMI,

Histoire

des

Missionaires Oblats de Marie Immacule, Maison Provinciale OMI, Qubec, 1986, II vol.,
nota n 12. p. 69).
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La Provincia dapprima, nel 1910, apr lo Scolasticato a Torino che fu trasferito poi nel
1913 a San Giorgio Canavese. Ad una piccola osservazione, appare evidente la premura
degli Oblati francesi di mantenere vive le case di formazione (scuola apostolica, noviziato e
Scolasticato), essenziali per lo sviluppo di una Provincia.

Primi italiani nella Congregazione


Nel passato, erano stati fatti tentativi di apertura in Italia, persino in Sardegna, ma
senza molto successo. Scrive il P. Giorgio Cosentino nella sua Storia della Provincia
dItalia: Lo scopo principale per una fondazione in Italia era nella mente del Fondatore
quello di avere vocazioni italiane: egli che conosceva cos bene lItalia e gl'Italiani ed
ammirava il carattere italiano, desiderava questi elementi nella sua Congregazione. Ma se il
Fondatore non riusc a fondare case in Italia, ottenne lo scopo di avere vocazioni italiane ed
ebbe la consolazione di accogliere molti italiani tra i suoi Oblati: la prima vocazione italiana
fu quella del P. Albini nel 1824, a cui, durante la vita del Fondatore, seguirono molte altre
Dal 1824 al 1861 vi furono ben 41 Oblati italiani che venivano dallItalia settentrionale,
soprattutto dalla Savoia e dalla Liguria.

La prima opera propriamente italiana


stata la Scuola Apostolica a Roma, aperta nel 1887. Fonti di studio erano i libri, le
rappresentazioni teatrali, la visita alla Roma archeologica e la visita a titolo gratuito ai Musei
Vaticani, metro per metro.
La scuola apostolica fu trasferita, come detto, nel 1903 a Santa Maria a Vico e affidata
agli italiani.
Laccettazione di questo antico convento domenicano fu alquanto laboriosa. Mons.
Agostino Migliore, allepoca un solido e attivo sacerdote cinquantenne (nativo e residente a
S. Maria a Vico, morto vescovo di Monopoli nel 1925), ottenne finalmente che nel giugno
del 1902 p. Guillon e p. Destro venissero a vedere e a trattare. Aveva insistito pi volte,
senza frutto, perch la Congregazione assumesse la direzione e lamministrazione di un
convitto da lui sistemato in un vecchio convento domenicano, attiguo a un antico santuario
dedicato alla Madonna Assunta. Allennesima insistenza, quando buss pi forte, gli Oblati
risposero: Venimmo, vedemmo, ritornammo. - Scrive p. Destro, e continua - Feci una
relazione, ne fece unaltra p. Guillon, ma nessuna giunse nelle mani dei superiori maggiori...
Io aspettai con la calma del filosofo, la prima volta in vita mia!. In settembre si mossero
insieme Provinciale e Generale (i pp. Monnet e Augier), videro il posto, ritornarono in sede,
esaminarono per un mese i pro e i contro; finalmente accettarono e il Provinciale scese per
concludere un accordo col vescovo di Acerra, mons. Di Pietro.
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Il 17 ottobre 1902 p. Destro torna a S. Maria a Vico in


compagnia di p. Monnet, il Provinciale; dopo la firma degli
accordi con la Curia di Acerra, questi riparte per Roma
mentre p. Destro, sotto una pioggia battente, raggiunge il
vasto convento disabitato con una fitta al cuore - cos si
esprime - essendo la prima volta in 16 anni di vita regolare in
comunit che mi trovavo solo. Rimasto solo aspetta il
compagno promesso e, quando, otto giorni dopo, arriva p.
Trves, p. Destro esclama: I giorni della solitudine sono
finiti, ho un compagno. E prosegue: la comunit scende
con passo grave nel coro dietro laltare maggiore, e
salmodiamo come si deve le ore brevi l dove da pi di cento anni la voce di un religioso
non pregava pi in nome della Chiesa universale; ora due oscuri Oblati, seguendo lo spirito e
la lettera delle Regole, sostituivano gli antichi monaci cacciati dai conventi.
La culla della Provincia era piantata. Doveva solo germogliare e crescere come casa
di formazione oblata e centro missionario.

Missioni Popolari: Maddaloni, Napoli


Anche il Ministero della predicazione e delle missioni prese lavvio con lapertura
della casa di Maddaloni, nel 1905 e di Napoli, nel 1910.

On di Fonte : apertura in Veneto e seconda scuola


apostolica
Salendo su, nella regione veneta, nel 1920, gli Oblati giunsero a On di Fonte e furono
incaricati della chiesa del paese. In seguito, nel 1941, divenne sede della seconda Scuola
Apostolica.

LItalia Vice Provincia e, a breve tempo, Provincia


Tenuto conto che delle opere erano state iniziate ed erano cresciute, il 17 febbraio 1920
Mons. Dontenwill, superiore generale, ritenendo che i tempi erano maturi, eresse come Vice
Provincia le fondazioni italiane della Provincia di FranceMidi: Santa Maria a Vico,
Maddaloni, Napoli e On di Fonte.
Il personale era costituito da 34 Oblati, di cui 20 Padri, 10 scolastici e 4 fratelli.
(LEVASSEUR, vol II, p. 28-29).
Cinque anni dopo, il 17 febbraio 1925 la Vice Provincia fu elevata al rango di
Provincia, con 30 Padri, 12 scolastici e 10 fratelli.
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Fondazioni, missioni, opere


Un anno dopo la fondazione, la nuova Provincia apr il noviziato a Ripalimosani e lo
scolasticato a San Giorgio Canavese, senza dimenticare che
gli Scolastici italiani, dopo che avevano lasciato lo
scolasticato del Midi, avevano soggiornato provvisoriamente a
Roma, a Santa Maria a Vico e a On di Fonte, per stabilirsi
definitivamente a San Giorgio Canavese nel 1926.
Nel 1927 la Provincia apr la casa di san Nicola, in via
dei Prefetti a Roma, con lincarico della chiesa; nel 1928
accett una parrocchia a Palisades Park (USA) che procur un
aiuto economico molto utile e, infine, nel 1936, una casa
Missionaria ad Atessa.

Lapostolato della Provincia


Lapostolato della Provincia si fond principalmente sulle missioni. La prima missione
degli Oblati italiani si tenne a Rosciano, piccola frazione di santa Maria a Vico. Ma lopera
delle missioni popolari prese un avvio deciso nel 1905 con la fondazione della comunit di
Maddaloni e nel 1910 con la comunit eretta a Napoli. La guerra del 1914-1918 ne fren lo
slancio ma riprese pieno vigore a guerra finita. Scrive il Padre Drago in Etudes Oblates, n 9
del 1930: Il periodo dal 1920 al 1930 richiama in certo modo gli inizi della nostra
Congregazione, quando il Padre Fondatore con i suoi primi compagni andava predicando
senza sosta missioni nelle parrocchie della Provenza .
Al ministero delle missioni si aggiunse in genere quello molto impegnativo delle
chiese pubbliche e di qualche parrocchia collegata alle case. In particolare segnaliamo il
servizio della piccola chiesa del Rosario a Pescara, accettata nel 1940. La chiesetta fu
distrutta dalla guerra e nel 1946 gli Oblati la sostituirono con la costruzione di un grande
santuario dedicato al Cuore Immacolato di Maria.

Nuovo slancio per le missioni.


A causa della guerra del 1939-1945 la Provincia visse momenti dolorosi, soprattutto da
ottobre 1943 ad agosto 1945, dovuti al fatto che i belligeranti risalivano dal mezzogiorno al
nord dellItalia. Tuttavia, in forza del Concordato tra lo Stato italiano e la Santa Sede, i
religiosi furono esenti dal servizio militare e furono in grado di continuare le loro opere.
Finita la guerra riprese la predicazione delle missioni con nuovo slancio. I missionari,
con coraggio e audacia, penetrarono in tutti i luoghi, a volte indirizzandosi a delle popola-

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zioni fortemente fomentate dai comunisti. La Sicilia si apr al loro zelo con la fondazione di
una casa missionaria a Patti nel 1946.
Il Padre Luigi Rossetti, provinciale, dichiarava ai capitolari, nel Rapporto della
Provincia dItalia al Capitolo generale del 1947: La predicazione delle missioni pi
fiorente che mai nella nostra Provincia che in questo pu vantarsi di possedere il vero spirito
oblato, come lo sognava e lo realizzava monsignor de Mazenod.
La Provincia a quel tempo disponeva di una Equipe di 40 missionari, molto attiva
attraverso lItalia, anche nel Nord, dove gli Oblati erano meno conosciuti.
Nel 1947 gli Oblati della Provincia sono 165, di cui 104 Padri, 34 scolastici, 27 fratelli,
ripartiti in 17 case e residenze.
(cfr. LEVASSEUR, vol. II., p.
71).
Negli anni 50 - 60, forse
perch arricchita dalle grazie del
giubileo del 1950 e dellanno
mariano del 1954, la Provincia ha
avuto un notevole incremento con
nuove fondazioni in Italia, con
lapertura della missione del Laos,
con la cura degli italiani emigrati a
Toronto, nel Canada; creando il
Centro cattolico internazionale di
Preparazione al matrimonio con p.
Luciano Cupia, con la fondazione dei Centri missionari di Bologna e di Penne (Pescara) per
incoraggiare i buoni, scuotere gli indifferenti, incontrando le persone in chiesa, in qualche
autorimessa, in capannoni, stanzoni di deposito, dovunque, pur di annunziare Cristo.

Crisi di crescita
Sul finire degli anni sessanta, nella crisi globale che investiva la societ intera, e settori
della stessa Chiesa, anche tra gli Oblati della Provincia si misero in discussione lautorit, la
vita religiosa comunitaria e gli orientamenti che la Provincia si dava. In questo contesto
prese pure corpo la questione della divisione della Provincia tra nord e sud. Ma questa crisi,
doveva rivelarsi piuttosto come crisi di crescita; e quasi subito rientr. Due consigli
provinciali straordinari e un congresso centrarono le preoccupazioni degli Oblati
sullimpegno missionario fondamentale sia in Italia sia allestero.
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Il Centro giovanile di Marino.


Un altro motivo cominciava a dare fiducia per lavvenire: la nascita e i successivi
segnali positivi, in termini di vita religiosa e vocazionale, del Centro giovanile di Marino.
Si voleva questa comunit come centro vivente di vita evangelica fondata sulla
comunione totale frutto dellamore reciproco e aperto sul mondo. La scelta non riguardava le
vocazioni o ladozione di un nuovo metodo di reclutamento e di formazione, ma il modo di
vivere la vita religiosa da parte degli oblati chiamati a costituire la comunit formativa e
apostolica.
Alcuni padri impegnati nella formazione e nella pastorale giovanile, hanno creduto di
poter individuare questa novit nelle linee direttrici dellesperienza che da anni avevano
conosciuto nel Movimento dei Focolari
(Opera di Maria). Nacque cos nel 1967
la comunit di Marino sulla base di una
costante tensione di rievangelizzazione
personale

comunitaria,

di

una

prontezza a dare la vita reciprocamente


per meritare sempre la presenza di Ges
(Mt 18,20) e di uno sforzo per costruire
una unit sempre pi profonda con tutti.
I primi padri furono Marino Merlo e
Marcello Fidelibus; ad essi si aggiunsero dopo due anni, con il trasferimento del noviziato a
Marino da Ripalimosani (Campobasso), p. Angelo Dal Bello e p. Marcellino Sgarbossa,
quindi arrivarono anche p. Santino Bisignano e p. Giorgio Del Col. (Cfr. ANGIOLINO DI
LIZIA, Il Centro Giovanile di Marino, Analisi di unesperienza comunitaria e vocazionale,
pro manoscritto, Frascati, 1980).
Non tutti nella Provincia concordavano con il nuovo stile della comunit e, nel 1970 vi
fu la visita canonica dellAssistente generale p. Carmelo Contiguglia. Nella lettera, che egli
indirizz alla fine della sua visita, si legge: credo poter dire, con tutta sincerit, che la vostra
esperienza presenta tutte le garanzie di autenticit evangelica e perci lodata dai superiori
che ripongono in essa molte speranze per il rinnovamento della Provincia e, specialmente,
per la ripresa della pastorale vocazionale, della formazione religiosa e della perseveranza dei
nostri aspiranti e novizi (4/6/1970, Archivio della Comunit Oblata di Marino).
Il 21 giugno 1973, per dare una continuit formativa, si scelse di trasferire lo
Scolasticato da S. Giorgio Canavese a Vermicino-Frascati (RM). Contatti provvidenziali con

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la Congregazione delle Suore Francescane dei Poveri avevano permesso lacquisto della casa
in via Tuscolana 73, sede dellattuale casa Provinciale.

Consolidamento e sviluppo missionario ad intra e ad extra


La Provincia, rendendosi conto del mutare della societ, avvert lurgenza di dotarsi di
linee pi adeguate per la propria pastorale. Nelle missioni parrocchiali o regionali, essa
valorizz primariamente la testimonianza degli Oblati come comunit apostolica; nel
ministero parrocchiale si sforz di mostrare un volto pi missionario; lopzione per le
missioni allestero divenne pi stimolante per nuove fondazioni. Il doloroso ritorno dei circa
20 missionari italiani espulsi dal Laos nel 1975, dalle autorit civili del paese, ha fruttato il
lieto esito di nuove aperture di missioni nel Senegal, in Indonesia, in Uruguay e nel
Camerun.
Lopera delle vocazioni dei giovani, che aveva dato tanti frutti con lanimazione nei
seminari diocesani italiani, per opera soprattutto di p. Gaetano Liuzzo, continu con il
Centro giovanile di Marino, e si estese ad altri luoghi della Provincia, secondo una stessa
formula ben articolata; i novizi, fino ad oggi (2010) sono stati 179, con un alto indice di
perseveranza. Inoltre, tale opera di accompagnamento ai giovani, ha favorito la fioritura di
altre vocazioni religiose ed ecclesiastiche.
In ogni attivit pastorale levangelizzazione dei poveri ha sempre avuto un posto
preminente. Nascono cos esperienze dinserzioni nel mondo delle fabbriche (p. Aldo
DOttavio a Torino e la comunit oblata di Taranto), e la creazione di opere a vantaggio
delle famiglie e della tossicodipendenza (in Sicilia lOasi Cana con p. Antonio Santoro e la
Comunit FARO con p. Sante Ronchi).

Il laicato
Nel 1986 fu operata la revisione e la ristrutturazione
dellAMMI. LAssociazione, presente nella Provincia fin
dal 1921, aveva gi dato frutti notevoli in termini di aiuto
agli oblati e soprattutto alle missioni. Tra il resto, al suo
interno, nacque il primo nucleo dellistituto secolare delle
Cooperatrice

Oblate

Missionarie

dellImmacolata

(C.O.M.I.) con liniziativa determinante di p. Gaetano


Liuzzo e di un gruppo di zelatrici che, consacrandosi il 22
agosto 1951, risposer cos al desiderio di essere come
gli Oblati.
L'AMMI, con la revisione degli Statuti, s
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sviluppata una nuova dinamica che da una parte accentua lautonomia del laicato, e
dallaltra, fa crescere la comunione con gli oblati. Essa ha certamente dato un nuovo impulso
alla partecipazione del laicato al carisma di Eugenio, sia in termini numerici che di
formazione (cfr. MAREK ROSTKOWSKI, Un passato ricco di avvenire, AMMI, pro
manoscritto, Frascati, 2000).

Il Movimento Giovanile Costruire


La nascita del Movimento Giovanile Costruire, nel 1989, ha dato un impulso nella
corresponsabilit allinterno della Pastorale Giovanile. LMGC, come si usa chiamare il
Movimento, ci ha fatto incontrare negli anni migliaia di giovani con i quali si cammina
insieme, soprattutto nellevangelizzazione dei loro coetanei, aiutandoli a diventare prima
uomini ragionevoli, poi cristiani e infine aiutandoli a diventare santi.

Recenti sviluppi
Per aggiungere qualcosa degli sviluppi significativi negli anni recenti, possiamo
menzionare, per le Missioni ad extra, il passaggio ad altra Provincia della Delegazione
dellIndonesia nel 1993, del contributo determinante della Provincia nellapertura della
Missione in Corea del Sud nel 1990 prima con due e poi con quattro oblati italiani (oggi la
Missione fa parte della Delegazione del Giappone), e nel 2000 della fondazione in Romania.
In Italia s cominciato a lavorare con pi intensit con gli Immigrati (Palermo, Firenze e
Napoli). Si sono aperte le comunit di Catanzaro (Calabria), trasferita nel 2007 a Cosenza, e
di Vercelli, e si riconsegnata alla diocesi di Pescara, nel 2009, la Parrocchia del Cuore
Immacolato di Maria mantenendo una sola presenza nella citt nella parrocchia di S. Andrea.
Oggi la Provincia, senza tener conto delle Delegazioni, ha 159 membri, di cui 137
Padri, 11 scolastici, 11 fratelli, ripartiti in 23 case e residenze (compresa la Missione di
Romania).
Come detto nel titolo, quanto scritto un battito dali. Camminando e rimanendo
insieme, si avr modo di conoscere pi ampiamente quello che il Signore ha fatto in mezzo a
noi.
A cura di p. Francesco Arrigo e di p. Salvo DOrto

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