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Lettere di condannati a morte della Resistenza

Giordano Cavestro (Mirko). 18 anni, studente di scuola media. Nato a Parma il 30 novembre 1925 -. Nel
1940 d vita, di sua iniziativa, ad un bollettino antifascista attorno al quale si mobilitano numerosi militanti
dopo l8 settembre 1943 lo stesso nucleo diventa centro organizzativo e propulsore delle prime attivit
partigiane nella zona di Parma. Catturato il 7 aprile 1944 a Montagnana (Parma), nel corso di un
rastrellamento operato da tedeschi e fascisti. Fucilato il 4 maggio 1944 nei pressi di Bardi (Parma) con altri
quattro compagni.
Parma, 4 maggio 1944
Cari compagni, ora tocca a noi.
Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria dItalia. Voi sapete il
compito

che

vi

tocca.

Io

muoio,

ma

lidea

vivr

nel

futuro,

luminosa,

grande

bella.

Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare
pi vittime possibile.
Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che cos bella, che ha un sole cos caldo, le mamme cos
buone e le ragazze cos care.
La mia giovinezza spezzata ma sono sicuro che servir da esempio. Sui nostri corpi si far il grande faro
della Libert.
Bruno Frittaion (Attilio). 19 anni. Studente. Nato a San Daniele del Friuli (Udine) il 13 ottobre 1925. Sino dal
1939 si dedica alla costituzione delle prime cellule comuniste nella zona di San Daniele, dopo l8 settembre
1943 abbandona la scuola unendosi alle formazioni partigiane operanti nella zona, prende parte a tutte le
azioni del Battaglione Psacane, Brigata Tagliamento, e quindi, con funzioni di vicecommissario di
Distaccamento, dei Battaglione Silvio Pellco -. Catturato il 15 dicembre 1944 da elementi delle SS italiane,
tradotto nelle carceri di Udine, pi volte torturato, fucilato il 1 febbraio 1945 nei pressi dei cimitero di
Tarcento (Udine) con altri sette compagni.
Edda
voglio scriverti queste mie ultime, e poche righe. Edda, purtroppo sono le ultime si, il destino vuole cos,
spero ti giungano di conforto in tanta triste sventura. Edda, mi hanno condannato alla morte, mi uccidono;
per uccidono il mio corpo non lidea che c in me. Muoio, muoio senza alcun rimpianto, anzi sono
orgoglioso di sacrificare la mia vita per una causa, per una giusta causa e spero che il mio sacrificio non sia
vano anzi sia di aiuto nella grande lotta. Di quella causa che fino a oggi ho servito senza nulla chiedere e
sempre sperando che un giorno ogni sacrificio abbia il suo ricompenso. Per me la migliore ricompensa era
quella

di

vedere

fiorire

lidea

che

purtroppo

per

poco

ho

servito,

ma

sempre

fedelmente.

Edda il destino ci separa, il destino uccide il nostro amore quellamore che io nutrivo per te e che aspettava
quel giorno che ci faceva felici per sempre. Edda, abbi sempre un ricordo di chi ti ha sempre sinceramente
amato. Addio a tutti.
Addio Edda

Roma, 31 gennaio 1944


Muoio con la ferma convinzione che Roma sar presto liberata, e cos tutta lItalia, dalla schiavit
nazifascista. Muoio con la mia fede e con la mia idea per la liberazione dellItalia. Sono innocente, sulla mia
coscienza non pesa nessuno dei fatti attribuitimi. Mi raccomando ai miei figli, che crescano educatissimi, e
diano retta alla mamma. Non voglio essere bendato.
Raffaele Riva

Siamo i ribelli della montagna stata scritta nel marzo del 1944, sullAppennino ligure-piemontese da Emilio
Casalini (nome di battaglia Cini), comandante della III brigata dassalto Garibaldi Liguria, distrutta il 6
aprile del 44 nel massacro della Benedicta (150 superstiti su 800).

Storia della Resistenza


Dal 19 al 25 aprile i partigiani proclamano linsurrezione generale: liberano citt, occupano fabbriche,
prefetture, caserme. Spesso entrano per primi nelle citt presidiate da fascisti e tedeschi. Ecco cosa
accadeva 67 anni fa.
Il 19 aprile 1945, mentre gli Alleati dilagano nella valle del Po, i partigiani su ordine del CLN danno il via
allinsurrezione generale. Dalle montagne, i partigiani confluiscono verso i centri urbani del Nord Italia,
occupando fabbriche, prefetture e caserme. Nelle fabbriche occupate viene dato lordine di proteggere i
macchinari dalla distruzione. Le sedi dei quotidiani sono usate per stampare i giornali clandestini dei partiti
che componevano il CLN.
Mentre avviene tutto questo le formazioni fasciste si sbandano e le truppe tedesche allo sfacelo battono in
ritirata. Si consuma il disfacimento delle truppe nazifasciste, che davano segni di cedimento gi dallinizio del
1945 e i cui vertici si preparavano alla resa agli Alleati.
La mattina del 14 aprile, in unImola che sembrava deserta, entra per primo l87 Reggimento Fanteria del
Gruppo di Combattimento Friuli[17] che, per, viene subito comandato di dirigersi verso Bologna. Poco
dopo giunge la divisione Carpatica polacca, comandata dal generale Wladyslaw Anders insieme ai soldati
del Gruppo di Combattimento Legnano[18], che viene accolta dagli imolesi nel frattempo usciti dai loro
rifugi. Ancora la mattina del 21 aprile, il Friuli ad entrare per primo[19] a Bologna, passando per la Porta
Maggiore, nel tripudio dei bolognesi. In giornata giungono anche i polacchi, il Legnano e altri gruppi. Gli
americani liberano Modena il 22 aprile, Reggio Emilia il 24 e Parma il 25. Nella stessa data, a Genova, inizia
linsurrezione, che porter il generale tedesco Gunther Meinhold ad arrendersi formalmente al CLN ligure il
25

aprile.

Milano e Torino sono liberate il 25 aprile: questa data stata assunta quale giornata simbolica della
liberazione di tutta lItalia dal regime nazifascista e, denominata Festa della Liberazione, viene commemorata
annualmente in tutte le citt italiane.
Le truppe alleate arrivano nelle principali citt liberate nei giorni seguenti. La liberazione di molte citt, inclusi
centri industriali di importanza strategica, prima dellarrivo degli alleati rese lavanzata di questi pi rapida e
meno onerosa in termini di vite e rifornimenti. In molti casi avvennero drammatici combattimenti strada per
strada; i resti dellesercito tedesco e gli ultimi irriducibili fascisti della Repubblica Sociale Italiana sparavano
asserragliati in vari edifici o appostati su tetti e campanili su partigiani e civili. Tra essi e le forze partigiane
avvennero talvolta vere e proprie battaglie (come a Firenze nel settembre 1944), ma solitamente la loro
resistenza si ridusse a una disorganizzata guerriglia, per esempio a Parma e a Piacenza.
La notte tra il 25 e il 26 aprile 1945 Benito Mussolini, con i suoi gerarchi e famiglie pernotta a Grandola ed
Uniti nellhotel Miravalle nella frazione di Cardano.
Il 27 aprile 1945 Benito Mussolini, indossando la divisa di un soldato tedesco, viene catturato a Dongo, in
prossimit del confine con la Svizzera, mentre tenta di espatriare assieme allamante Claretta Petacci.
Riconosciuto dai partigiani, fatto prigioniero e giustiziato il giorno successivo, 28 aprile, a Giulino di
Mezzegra, sul lago di Como; il suo cadavere viene esposto impiccato a testa in gi, accanto a quelli della
stessa Petacci e di altri gerarchi, in piazzale Loreto a Milano, dove viene lasciato alla disponibilit della folla,
che infierisce sul cadavere. In quello stesso luogo, otto mesi prima i nazifascisti avevano esposto e
dileggiato, quale monito alla Resistenza italiana, i corpi di quindici partigiani uccisi.
Il 29 aprile la resistenza italiana ha formalmente termine con la resa incondizionata dellesercito tedesco, e i
partigiani assumono pieni poteri civili e militari.
Il 30 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia dichiara che la fucilazione di Mussolini e dei
suoi complici la conclusione necessaria di una fase storica che lascia il nostro paese ancora coperto di
macerie materiali e morali.
Quelle macerie non sono ancora state rimosse.