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GIOVANNI GENTILE
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QUARTA SERIE, VOLUME VII


ANNO LV' (LVII)

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PUBBLICAZIONE IRlMESI:&A1E

SANSONI - EDITORE
FIRENZE

SPEDIZIONE IN ABBONAMENI'O

- IV

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Ogni progetto cade, mentre la vita continua in una: dimensione


di coscienza che l'inconscio manovra, lasciando intatte le sue potenziali capacit di trasformazione, ed il suo puntualizzarsi come coscienza non preclude e non annulla, ma esprime soltanto, la sua
dinamicit ,
Il futuro rinnova il presente ed una molteplicit di angolazioni di
volta in volta segnano il significato e la vitalit creativa di ogni singolo individuo

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VITTORIO PRATOLA

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LA POSSIBILITA NELLA LOGICA E NELLA MORALE


DI G , W LEIBNIZ

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La non-conttadditoriet, ossia la {( possibilit , di una nozione o piuttosto di un'idea, un puntn centtale de!1a gnoseologia leibniziana,
almeno rimanendo sul teneno delle fond amentali Meditationel de Cognitione, Verilate et Ideil del 1684 pubblicate in fascicolo negli Acta
eruditotum l)
Il concetto di verit >; subordinato alla possibilit, che appunto
la non-contradditoriet degl elementi di cui composta un'idea
Il criterio cartesiano della definizione di un'idea, in base semplicemente alla sua definibilit, non poteva accontentate la teoria leibniziana .
In effetti i geometri francesi e lo stesso Hobbes, ritenevano di poteI' considetare sufficiente la sola ' defini tio nominalis " Ma Leibniz obbiettava la
insufficienza di tale definizione a fu ngere da fondamento del discorso vero.
La 'definitio r'e alis', che contempla l'idea di una cosa nel suo generarsi
nell'assoluto pensiero, che contiene una prova della possibilit ossia
che mostla come tra le ' notae ' che definiscono un'idea non sussista alcuna
contraddizione, la sola ad asscutalci un supremo criterio di validit cono
scitiva 2). L a definizione reale, in quanto definizione causale, d la genesi
dell'essenza ~)
Il paragrafo XXIV del DilCOUrs de M taphYlique si compendia nella
precisa affenllazione che solo nel caso che sia possibile , nn'idea vera:
altrimenti falsa , Possibile termine che per Leibniz equivale a velO,
perch sono possibili tutte le idee che tra 1010 si accordano, e si accor~
dano quelle idee che nel 1010 legame non implicano contraddizione, cio
che alla fine risolvono il loro rapporto in una relazione di identit . A fondamento di tutto ci, si pu vedete l'autonomia del piano logico, che fa
1) Avver tiamo che gli ,altti leibniziani esaminati oeI presente atticalo si collocano
cronologicamente negli anni successivi al soggiorno parigino del Leibni2 (1672-1676).
2) Come si vede, da questo puoto di vista, Leiboiz precorre i fondamen ti deUe

I~gische U/ltu 5Ul.h" "geu di E. Husserl. Leibniz infatti anticipa il concetto di proposizione in s e di Iappr~'5entazione in s come pure funzioni semantiche indi-

pendenti d. atti effettuali psichici di conoscenza


a) Cfr Y B E 1 ,IVA 1 , leibniz lTitique de D ,aTtEf, Paris 1969, p 170 sgg

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s che i pensieri possano avete una validit a s stante. Le idee sono pensieri possibili , Leibniz si lif, evidentemente, alla ' teor ia della definizione'
sviluppata da Spinoza nel suo De intellectuf emendatione, e false a Hobbes
stesso . leibniz, come Descartes, Hobbes e Spinoza, attratto dal fascino
del metodo geomeuico di Euclide" Ma pi che dal metodo estetiote, egli
attratto dalla tazionalit e dal sistema completo del sapele, cio da una
concezione del reale che ne metta in chialo il suo sviluppo, In questo
senso si deve intendele che' definire' una figula, o nel caso nostlo un'idea,
non significa ricercate e descrivete l'uno accanto all'altro i patticolati calatteli che visi manifestano, ma piutt osto fada sOlgere di flonte agli' occhi
dello spitito' secondo lo sviluppo di una legge ben definita ') Ogni vera
definizione scientifica quindi genetica; essa non si limita a r1flettel'e
semplicemente un oggetto sussistente, ma SCOpI e \anatma della sua stessa
formazione Per esemplificate, diciamo che 1' essenzialit concettuale ,
viene colta soltanto quando noi forniamo la tegola della costruzione della
circonferenza, p e, quando cio diciamo che quest'ultima la figura geometlca Oliginata dal movimento di un segmento intomo ad uno dei suoi
termini, supposto come fisso 'l .
Stabilite' definizioni teali " secondo Leibniz, significa plOprio questo:
fate si che ne risulti la possibilit In alne paIOle, far e s che le nozioni
di cui constano le definizioni stesse si possano tla loro congiungere. Le
osservazioni di Leibniz si diffondono su talune plOjJtiet, che egli chiama
paradossali, di natma fisica e geometrica, per le quali si pu dubitare della
possibilit >
, A tutta prima ci pu sembrate di avete l'idea del moto
pi veloce possibile, ma ad una analisi pi accurata ci accorgiamo che esso
implica una assurdit In questo senso, non possiamo avere l'idea di una
cosa impossibile Come si pu dubitale ancora di avete la 'definizione
reale' di una CUI va tale che un punto qualsiasi di un suo segmento veda
sotto lo stesso angolo i due estremi del segmento stesso. Le conclusioni di
Leibniz sono la ricapitolazione di quanto siamo venuti dicendo: .notio
circuIi ab Euclide proposita, quod sit figula descripta motu rectae in plano
circa extlemum immotum, defnitionem ptaebet lealem, patet enim talem
figumm esse possibilem,. Hinc utile est habele definitiones involventes
tei generationem ve! saltem, si ea Cal-e t, costitutionem, hoc est modum
quo vel pwducibilem vel saltem possibilem esse apparet , (De Syntheli
et Analysi univetsali Jeu Arte inveniendi et judicandi, ed C. J Gerhardt,
Ph , 5chtiften, val. VII, p 294) La data di questo testo incelta, ma si
potrebbe collOCale plausibilmente intolno al 1680 Non v' dubbio che
la sua impOltanza .fondamentale pet potei avere un'idea precisa sul
significato da dar'e alla nozione di possibilit, nell'ambito della gnoseologia
leibniziana l'universo leibniziano popolato da un'infinit di pensieri
possibili, la cui validit o assmdit verificata da principi logici rigorosi,

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l) L. COUIURAl La logique de I dbniz, Patis, 1901; Hildesbeim, 1961 , p, 190


2) Sul tema delh onfigurazione dei concetti e della loro essenziale validit, timandiamo aile penetranti ossetvazioni di E, CASSIRRR, Dal Erkennlnisproblem in da
Pbilorophit, Ulzd W issenrGhaft del m'uren Z eit, tr it Torino 195} Come pure dello
stesso Autore Die PhilorophJe de, Aufklii'/tIlg, Tribigen, 1932, tr it Firenze, 1936 .

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ma vedremo in seguito come egli tenter di accertare la stessa validit o assurdit ponendosi in una prospettiva morale: p.e. possibile pensare o
fare la data cosa, perch buona Il passaggio dalla logica alla morale ci
riveler molti spunti interessanti e nello stesso tempo le insanabili aporie
del sistema leibniziano
Per ora ritomiamo ai frutti migliori della logica Possiamo dire che
Leibniz denunci nel cattesianesimo la insufficienza della analisi dei concetti. Del ragionare perfettamente sulle idee, egli dir, conoscendone la
possibilit, se ne sono preoccupati pi i geometri che non i Cattesiani l}.
Comunque l'applicazione di questi principi non tard a manifestarsi
plOprio nella disamina dell'imperfetta dimostrazione cattesiana dell'esistenza
di Dio, cio l'argomento ' a priori' di Sant'Anselmo 2) Il problema della
possibilit nella pIOva ontologica, assume, in un cetto senso, quel rilievo
dialettico che porter alla identificazione di possibilit ed esistenza ,
naturalmente in Dio. la dimostrazione, dir Leibniz, resta degna di attenzione e, in un celto senso presuntiva, in quanto, come risponder al
R. P Lamy, ogni essere deve essere considerato come possibile finch
non se ne plOvi l'impossibilit.
Ma proprio questa pIOva dell'impossibilit un punto dolente del
plocedimento leibniziano, totalmente impostato sull'analisi, anche quando
si fa questione di una determinazione esistenziale. Certo, la logica leibniziana vuole essere non logicit astratta, bens logicit che, appunto come
logicit piena ed intera e cio assolutamente vera, anche attualit esistenziale. Ma, e questo il punto fondamentale secondo il presupposto dell'analisi, la possibilit divina invelO incapace di svelare la sua determina.
zione esistenziale colta nell'atto in cui si costituisce, ossia aperta e manifesta dal di dentro di s, come semblel'ebbe volere Leibniz e il postulato
della definizione genetica, di cui si detto pi sopra Anche dopo aver
ridotto Dio a ' ci che non implica contraddizione " attraverso la via delle
qualit semplici, secondo i termini primi della logica combinatoria, il problema filosofico e metafisica si presenta ancora in forma pi ampia O).
Dobbiamo poi fare un'osservazione sul termine correlativo a quello di
possibilit , quello del Leibniz della geometria, e cio il significato di
" ipotesi L'" ipotesi un modo di spiegazione, una premessa logica,
ma nel contempo non un ptincipio assolutamente cetto Il metodo dei
geometri pel gatantito dalla possibilit di risalite dalle ipotesi agli assiomi indubitabili Leibniz pu dire cos che fondate una ipotesi non
altro che dimostrare la possibilit della cosa: . et una reperta

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l) Che Leibniz stesso tenesse conto della possibilit di un abuso del procedimento
geometrico, si pu vedere dall'efficace approfondimento in uno Specimen geomet-riae

luciferae, ed C J Gerhardt, Matb. S,briften, voI VII, p 262


2) Cfr C BOYER S J, D, forma leibnitiana argumenti antologici, in Ang ,

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14 (1937), pp. 301-310


3) B. Russell ha notato assai bene: "Leibniz supposed that the gleat requisite

was a convenient method of deduction Where as, in fact, the problem of philosophy
should be anteriO!' to deduelion An idea which can be defined, or a prapasition
which con be plOved, is af only subordinate philosophical interest" rB RUSSEII,
A criticai ,xpolition of tbe phiiowphy of Lbniz, London, 1971, p 170 sg)

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hypothesi seu modo generandi habetur aliqua definitio realis , unde eriam
aliae duci possunt, ex quibus deligantur quae caeteris rebus magis consentaneae sint, quando rnodus quo res actu pl'Oducta est quaeritur Pono ex
definirionibus realibus illae sunt perfecnssimae, quae omnibus hypothesibus seu genenmdi modis communes sunI causamque proximam involvunt,
denique ex quibus possibilitas rei immediate patet, nullo scilicet pmesupposito experirnento vel etiam nulla supposita demonsuatione possib ilitatis
alterius rei, hoc est cum res lesolvitur in metas notiones primitivas per
se intellectas, qualem cognitionem soleo appellare adaequatam seu intuitivam; ita enim si qua esset lepugnantia, statim appareret, quia nulla amplius
locum habet resolutio (De Syntheri et AnalYli univenoli leu Af te
inveniendi et judicandi, ciI , p 295)
Nella dimostrazione e nel procedimento dimostrativo in genere, Leibniz,
qui sulle tracce di Atistotele, non ammette una progressione all 'infinito
ma sostiene, sull'esempio dei geometri, appunto, l'ammissione di qualcosa
senza prova, assumendo ipoteticamente degli assiomi che in seguito srun nno
inverati o fal sificati
Notiamo ancora, come Leibniz si richia mi alla dialettica di Platone nella
Repubblica ') in base all'assunto cbe la filosofia, espressione della scienza
suprema, litiene le ipotesi lealmente come ipotesi, a differenza della
matematica e della geometl ia che partono da ipotesi , assumendole non
come tali, ma come postulari o assiomi, etc
Il metodo matematico parte dalle definizioni, stabilisce le possibilit
e deduce dalle definizioni le conseguenze che esse comportano , Ricapitolando quindi, secondo una definizione di massima, 1' ipotesi}) come la
possibilit stanno a significare tutto ci che, pUl non essendo, pu
essete, fino al momento in cui la dimostlazione riveli la fondatezza o meno
dell'assunto , Questo caratteristico momento scientifico, parte dalla supposizione di una spiegazione provvisoria, sottoposta a verifica ossia al conttollo
dei termini: .. ,c onnexio enim praedicati cum subjec to aut pel se patet ,
UI in identicis, aut explicanda est, quod fit l'esolutione telminOlUm (De
5yntheli et AnalYJi univerrali reti Arte inveniendi et judicandi, cit, pp ,
295-296) 2)

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di non-contraddizione , e sin qui l'uso di un altlO termine non deste.rebbe
sostanzialmente delle perplessit , Ma vediamo che plOprio in questo luogo

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si nasconde invece un passaggio fondamentale della filosofia di Leibniz;


e cio, possibile , pet leibniz. ci che attiene non solo alla logica ma

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l ) Allora comprendi che per secondo segmento dell'intelligibile io intendo quello


cui il disc01SO attinge con il potere dialettico, considerando le ipotesi non pdncpi,
ma ipotesi nel senso leale della pamla, pun ti di appoggio e di slancio pel' ardvare
a ci che immune da ipotesi , al principio del tut to (PlArONE, La R' pubblica, VI,
511b. tr. [t, Bari 1971, p, 234)
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2) Si veda in proposito l'interessantissima interpretazione di E, CAssrRER, Leib"il 5y,u m in reinel1 wirre/l,ehaftlichen Grundlagw , Hildesheim, 1962, pp 119-120 ,

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gurazione morale dei possibili l).


L'autonomia conferita ai possibili partecipa dell'Essere, o meglio diviene tale nel momento in cui l'Essete gli d quella pienezza atta alla realizzazione La possibilit si fonda in un essere necessario esistente in atto
Il nodo di questo dilemma, del passaggio dal logico all'esistente si chiama,
in termini leibniziani, Dio . Il Dio di leibniz la sede dei possibili in
quanto tali, ed l'essere esistenrifcante : (4) Est ergo causa cm
Existentia praevaleat non-Existentiae, seu Ens necessarium est Existentificans }} (Sclitto senza titolo, ed C J. Gerhardt, Ph . Schriften, voI VII,
p . 289) Questa causa, lo stesso principio di ragion sufficiente }}, fa s che
qualche cosa esista, che la possibilit esiga l'esistenza e che dunque ogni
possibile abbia un ' conato' all'esistenza ') .
Il momento logistico del leibnizismo, come ha osservato il Mathieu,
porterebbe alla semplice tecnica combinatoria e ad ammettere che la creazione divina non faccia che sanzionare, tra tutte le combinazioni di possibili }} com possibili un loro che costituiscono i diver si mondi il prevalere
di quella che 1 eC in s la massima quantit di essenza: del mondo migli01e a) Ma le difficolt di questa impostazione fanno s che al Dio leibniziano venga attribuita, pi o meno esplicitamente, una funz ione pi efficace nella costruzione del mondo, che quella di essete la semplice sede dei
possibili. L'esistentificarsi dei possibili, in conseguenza del loto radicarsi
in Dio e quindi non secondo un mero rapporto fOImale, assume, perci,
un significato che la semplice logica non in grado di spiegare ')
Heinrich Scholz ha fatto , proplio riguardo a questo punto, delle ossetvazioni interessanti'). Secondo guesto autore Leibniz applicherebbe
ad un problema di teologia naturale il metodo del calcolo differenziale Lo
Scholz osservava infa tti che questa st lUttma fondamentale, questa distinzione che svincola il mondo reale dall'insieme dei possibili, non era altro
che la traduzione in termini metafisici di un principio matematico e cio
il ' principio del massimo' . Senza dubbio una simile interpretazione cor retta . Ma conciliabile con la scelta mOlale, sotto l'aspetto di quantit di
essenza o perfezione, opetata da Dio sui possibili? 6)
In realt, il passaggio dal piano divino al piano cosmico, il mistero

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l) Cos scrive: Le possible, en effet, ne peut veni! au monde que par un tre

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qui est sa propre possibil!t, c'est que reo-sci tant par nature ce qu'iI est, ne peut
pas ' avoll ' de possibles (J P . SARIRE, L'l" et le nm,t, Pru is, 1950, p 144) .
Z) Cf, D BrUMENrELD, Leibn;z's theory oi the rtrivi/1g porsibles: D . CoPP,
Leibniz.' the.j. that no! ali pOllible. me compo'jible , in Studia leibnitiana , Heft 2,
Wiesbaden, 1973.
3) Cfr. G . H_ R PARKINSON, Log;, altd nality in L.<ibniz's- metaphy,i" , O"fot d,
1969; C A VAN PEURSEN, Leibniz, London, 1969.
4) V. MA"HIEU , Prefazione ai 5aggi filosofici e latere' di G. W Leibnh:. Bari,
1963; dello stesso Autore L'equivoco dell'incompoHihilit e il prohlema dd virtuale,
Torino, 1950 .
'l H SCHorz, L.eibn;z und die mathultatis,he GruJ1dlagonloYlchung, jDMV,
1~2.
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6) Si vedano le osservazioni di.G MARIIN, Leihn;z, Logique et mtaphYJique,
Pals, 1966, p 29 sgg

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stesso della creazione . Leibniz sembra pone a fondamento delle cose una
specie di lotta pet la vita e di selezione naturale tra i possibili Ma, forse,
non si tratta che di un'apparenza A lato dell' aspetto logico, c' l'aspetto
teologico del problema . Riscontriamo qui il doppio aspetto del sistema
leibniziano . C' un 'panlogismo', secondo l'espressione di Coutmat, ma
nel medesimo tempo c' una' teodicea ") .
Le possibilit o essenze si otganizzano quindi in sistemi che il
Leibniz chiama mondi , ognuno dei quali si compone di tutte le eventualit che possono stare insieme senza contraddizione . Sulla composizione
dei mondi lo stesso volere divino sembrerebbe non avete alcllna influenza,
poich esso non ha alcuna influenza sul ptincipio di non-contraddizione, da
cui quella composizione dipende . leibniz d'accordo con l'Arnauld nell'affermare, contro Descartes, che i possibili sono tali prima di tutti i
decreti attuali di Dio Ma osserva a sua volta che tali decreti vanno intesi
altres come decreti possibili, in quanto non presuppongono verit matematiche ma liberi atti di volont: .. la notion d'un individu eruerme sub
ratione possibilitatis ce qui est de fait ou ce qui se rappOIte l'existence
des cboses et au temps, et pat consequent elle depend de quelques decxets
libres de Dieu considers comme possibles : cal les verits de fait ou
d'existeoce dependent des decrets de Dieu (Remarques SUl la let/fe
de M. Arnaud, ed C ]. Gerhardt, Ph S,hriften, val. II, p. 39).
La nozione di individuo, posta in questi termini, implica riferimento
all'esistenza' sub ratione possibHitatis ' cio la nozione esattamente quella che sarebbe se l'individuo esistesse, ma l'esistenza puramente possibile e, nella semplice nozione, non posta come reale 2)
Indubbiamente pel noi la deduzione, che si giustifica per l'asUalto, si
ferma di fronte all'individuale e dunque impegner una metafisica . Abbiamo
infatti, come si accennato, una necessit metafisica, la quale dipende
esclusivamente dal ptincipio di non-contraddizione . Se poi passiamo all'individuo o al reale, la necessit diviene fisica e presuppone i decreti libed
di Dio, che sono la fonte primaria deHe esistenze e dei fatti a).
Leibniz fond amentalmente doveva muovere dal matematismo di Spinoza che escludendo il possibile e la contingenza, aveva distmtto alla
radice la nozione di scelta, risolvendo sostanzialmente il ' posse ' nell' , esse'
(quidquid concipimus in Dei potestate esse, id necessario est) per la stessa
ragione per cui aveva risolto la libelt del[' azione nella razionali l della
causa. In una lettera all' Amauld il leibniz tisponde indirettamente alla
questione: E t si on vollioit xejetter absolument les purs possibles, on
GerdtruilOit la contingence et la libett ,> (Leibniz an Amati/d, ed C.
hardr, Ph . S,hriften, val II, pp . 55-56)
Rifiuto del possibile ,neostoicismo, amor fati si collegano, dve-

l ) Sc,ive il Jalabert: Leibniz eroit pouvoir concilier son rationalisme inuansigeant avec un Cbristianisme authentique ~ (J JA[ABE RT , Le Dieu de Leibniz, Paris,
1960, p. 105)
~) Ch . B. RUSSEL, op . cit , p . 26
3 ) P . BURGEIrN, Commel/tain du Dircou" de Mtaphy ,ique de Ltibniz, Patis,
1959, p 114

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lando la loto stretta parentela, in Spinoza '). Vedete' sub specie aeternitatis' significa per definizione vedere ogni possibile come necessarioattuale .) .
Fondamento invece della teologia leibniziana il dogma della pluralit
dei mondi, ossia della priOlit del possibile rispetto ai reali finiti .
Leibniz conosce ancora la possibilit come disposizione, sottoposta non pi
al meccanismo della logica combinatotia, ma ad una legge morale, bench
una tale disposizione sia limitata alla totalit del mondo sin qui Iealizzato .
la divina ragione, sede di ininiti possibili, autonomi e indipendenti in
base al principio di non-contraddizione, realizza in seguito, secondo un
principio morale, quelli rispondenti al suo perfetto disegno cosmico . Leibniz
si fa ctitico del concetto megarico di possibilit che mostrava l'identit del possibile e del necessario: cio l'impossibilit che ci che
accade possa accadere diversamente da come accade 3)
Propugnando inoltre una teOlia dinamica dei possibili egli si sottraeva al rigoroso meccanismo della logica soggetto-predicato . Le vedt eterne
non sono create come in Descar tes , n la creazione necessaria come in
Spinoza: il ricorso al possibile libera l'intelletto dalla volont ') . Tra gli
infiniti possibili, la sostanza individuale sta ad indicaI e in Leibniz un
essere o sostanza rappresentativa, la cui essenza l'unit che non punto
matematico, unit senza molteplicit, ma un atto rappresentativo che
per definizione: multorum in uno explesso ' ')
Il Dio leibniziano apparso come il luogo geometrico , per cos
dire, di tutti i possibili; ma per un altro verso, la realt dei possibili
offetta intrinsecamente solo da Dio. Per Leibniz la difficolt consisteva
nel riunificare la pluralit dei possibili nella semplicit individuale, e d
richiedeva ben pi cbe un procedimento logistico La questione non riguarda solo un contrasto di modalit) I possibili leibniziani nell'intelletto
divino prima della creazione del mondo non sono certo qualcosa di possibile realmente (realmoglicher); manca ad essi la condizione fondamen-

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ordine a Deo produci potuerunt, quam
producI.e sun (B SPINOZA, Etbica, l, Prop. XXXIII) .
2) Nell'abbozzo dato per un'antologia della possibilit E. Bloch scrive: Denn
unter dem Gesichtspunkt del spinozis tischen Ewigkeit 'gibt es, weil sie mit unbedingtem
GlUnd-Folge-Verhiiltnis 2usammenfaIlt (als dem mathematischen F.lum der Welt),
kein p.rtiell Bedingtes, also kein Mogliches mehr (E. BLOGH, Die Sebichlell de,
Kategori, AIoglicbkeil, in Das P,inzip Hofjnung, Frankhut a . M, 1973, val I,
p 281)
3) Atgomento fatto p roprio da N. Hartmann e con rifetimento a Diodoro Crono.
Cfr. N. HARTMANN, Moglichkeil und Wirklichkeit, L~ibniz ' mogliehe Wellen' und die
R ealmogbchung der wirklichen Welt, Berlin, 1938, p 3.33; vi vedano pure J. M.
VERWEYEN, Philosophie de,. Mogliehen, Leipzig, 1913 ; H. PICHlER, Moglichkeit und
Widef5pruchJlosigkeil, L,ipzig, 1912; G FUNKE, Del Moglichkeitsbegrifj in I.db,,;zens
Sy,tem, BCDn, 1938.
4) Cfr G, FRIEDMANN, Leibniz et 5pinoZil, Paris, 1962; A ROBlNEI, L.eihlliz et
vidualmethaphysk, Berlin, 1925.
') Cfr D. MAHNKE, Leibnizens SYlltbere von -Ufliversalmathematik urld Indi- .
vidualmethaphYJik, Berlin, 1925.
6) Cfr . H. POSER, Zur Theorie de, Modalbegriff,' bei G W leibniz, Wiesbaden, 1969

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tale, il principio realizzante E cos anche i cento talleri possibili di


Kant non sono possibili realmente; per rendere possibile la loro realt
si richiede un processo leale del divenire, nel caso in questione, il processo del guadagno, del lavoro Solo attraverso questo processo resa possibile la loro realt ,
Con Kant il concetto della possibilit si distaccava dalla concezione
cristiana sostenitrice dell'ideale dell'amore, dell'azione e della potenza e
arretrava alla concezione greca Tale concetto si ricollocava quindi nella
sfera puramente gnoseologica, come una delle categorie della modalit
E cos la ripugnanza della filosofia post-leibniziana per il possibile, investigato oramai attraverso i canoni della logica formale, si esprimeva
chiaramente in Kant e pi concr'etamente in Hegel 1 ) Il consenso tra i
due pensatori, oltre che raro, sorprendente.
Leibniz, come si detto, aveva cercato di fondare per via logica una
possibilit leale ' aristotelica', contrastando le forme pOl'e del pensiero e
proponendosi di dare alla possibilit una problematica posizione}) neIla
esistenza , Kant, per contro, escludeva ogni passaggio dalla possibilit
logico-formale alla possibilit reale e aveva di quest'ultima un concetto di
tipo piuttosto megarico H egel, dal canto suo, non ammetteva una
possibilit considerabile a patte dalla realt, r-iducendola e sopprimendola
come vuota astrazione della riflessione in s ,
Nella possibilit, categoria centrale dell'antologia di Leibniz, si poteva altres riscontrate un formidabile tentativo di integrazione di ci che
poteva appare astratto ideale e vuota intenzione La stessa compossibilit doveva fungere da normativa per la realizzazione del possibile, Indubbiamente questo possibile si manifesta come assenza, eppure come una
assenza dinamica, proiettata nel futuro e nella modificazione, pensiero questo estraneo a Hegel. Un elemento statico gli permette infatti di accantonale per sempr'e la nozione di possibilit e di pensabile 2)
Ed appunto in questo modo che dopo Leibniz, la logica e l'antologia
del possibile sono state svuotate di contenuto e soppresse dalla staticit,
secondo il principio per cui il possibile sarebbe gi tutto dispiegato nel
reale e gi realizzato , Storicamente l'intento speculativo del filosofo tedesco di oppotsi, sia sul piano gnoseologico sia sul piano etico, alla tesi
della necessit listtato sterile Eppure ci sembra che in esso si manifesti un'estrema tensione speculativa ed uno specifico avvertimento nei
confronti dei dogmi della assolutezza del reale. In quanto, tenendo presente ci che siamo venuti dicendo, la possibilit non pu risiedere in nessuna ontologia gi precostituita del reale che sino!'a , bens' nella opzione
sul reale medesimo, cio nell'ontologia sempre nuovamente 'condenda'
del l'eale che sfugge ad ogni pr edetelllnazione .
GUIDO ZINGARI

') I , KANI, f1erke, ed H.tteostein, III, p 193; G W. F REGH, E lI zyklopiid" 5143


2) Sarebbe da discutere quanto osserva in proposito M . FrClLINI , in L'orign~

de [o ngation, in Les Etudes Philosophiques " Janvier, MalS 1971

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