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DIRITTO DELLA PREVIDENZA SOCIALE

CAPITOLO PRIMO
L'EVOLUZIONE DELLA PREVIDENZA SOCIALE
1. Considerazioni preliminari
Tutte le forme di tutela previdenziale sono state istituite subito prima e durante
l'ordinamento corporativo. Al momento della loro istituzione tali forme costituivano
espressione di una solidariet limitata ai datori di lavoro e ai lavoratori.
Ci non solo imponeva che la tutela previdenziale fosse limitata ai lavoratori subordinati,
ma consentiva anche che tale tutela venisse realizzata attraverso un complesso di rapporti
analoghi a quelli propri delle assicurazioni private. Tra contributi e prestazioni
previdenziali intercorreva una relazione di corrispettivit poich l'ammontare della
prestazione era proporzionato ai contributi versati, mentre il mancato versamento di questi
ultimi escludeva il diritto alle prestazioni.
La costituzione repubblicana considera la tutela previdenziale come espressione di una
solidariet estesa a tutti i cittadini, la cui realizzazione corrisponde alla soddisfazione di un
interesse di tutta la collettivit.
Secondo i principi costituzionali, il titolo per avere diritto alle prestazioni previdenziali
risiede soltanto nell'essere cittadini e i livelli di quelle prestazioni " mezzi adeguati alle
esigenze di vita", debbono essere determinati soltanto in funzione delle scelte politiche che
ispirano il legislatore nella valutazione e nella individuazione delle esigenze di liberazione
dal bisogno alle quali occorre dare soddisfazione.
Dopo l'entrata in vigore della costituzione a mancato disegno per una riforma organica,
mentre pi recente legislazione risulta sempre pi intensamente ispirata ai principi
costituzionali ma soltanto per alcuni aspetti.
Le leggi pi recenti, ispirate ai principi costituzionali, una volta inserite nell'ordinamento
giuridico preesistente ne impongono la riconsiderazione in una prospettiva diversa da
quella originaria.
Un limite esiste deve essere individuato non tanto e non solo nell'impossibilit di superare
l'enunciato legislativo ( art. 12 ,disp.prel., cc), ma soprattutto nella stessa diversit di
significati e di rilevanza che la giurisprudenza attribuisce ai principi accolti dalla
costituzione.
2. Origine della previdenza sociale
E trasformazioni economiche e sociali determinate dalla rivoluzione industriale polvere per
evidenza anche problema di quanti si venivano a trovare in condizione di bisogno.
Ci soprattutto perch le nuove strutture economiche e sociali determinate
dall'industrializzazione, dal fenomeno dell'inurbamento e dai bassi livelli salariali e resero
difficile il ricorso alla tradizionale solidariet familiare e inadeguati gli interventi della
beneficenza pubblica e privata, mentre l'abolizione delle corporazioni aveva eliminato ogni
forma di solidariet professionale.
L'esigenza di realizzare una tutela dei lavoratori subordinati che si venivano a trovare in
condizione di bisogno per il verificarsi di eventi che ne menomavano la capacit lavorativa
fu ben presto avvertita.

Il liberalismo ottocentesco consider con intransigenza i problemi sociali del lavoro.


Il ricorso alla beneficenza pubblica e privata dapprima veniva considerato una soluzione
ultima e destinata a garantire la conservazione dell'ordine pubblico.
La prima manifestazione di quella che poi sar la previdenza sociale fu determinata dalla
spontanea iniziativa dei lavoratori interessati. Le societ di mutuo soccorso, associazioni
volontarie di lavoratori, realizzarono la solidariet tra agli associati provvedendo, con i
loro contributi: ad erogare prestazioni a quanti si fossero trovati in condizione di bisogno,
nonch una pensione agli associati che avessero raggiunto un'et che li rendeva inabili ad
un lavoro proficuo una erogazione una tantum ai familiari degli associati defunti.
Lo schema quello dell'assicurazione anche se c' l'eliminazione dell'intermediarioassicuratore.
Le mutue di soccorso si rivelarono solo parzialmente idonee a risolvere il problema
dell'incerto domani di chi vive del proprio lavoro. Alle mutue si potevano iscrivere soltanto
lavoratori meglio retribuiti.
L'esperienza mutualistica rappresenta una delle prime manifestazioni dell'associazionismo
operaio: la loro costituzione pu essere messa relazione a quella del sindacato ed anzi l'ha
preceduta e favorita.
La legge 17 marzo 1898, n. 80, resa obbligatoria per i datori di lavoro l'assicurazione
contro gli infortuni sul lavoro e cos, la nascita della previdenza sociale italiana. In realt,
questa legge si limita a rendere obbligatoria un'assicurazione privata per la responsabilit
civile del datore di lavoro.
Il datore di lavoro doveva anche sostenere i rischi che lavoratore incontra nello
svolgimento della sua attivit. Questo fu il primo intervento statale atto dalla di chi,
vivendo del proprio lavoro, si viene a trovare in condizione di bisogno.
3. La previdenza sociale nel periodo pre corporativo e corporativo
L'evoluzione della previdenza sociale rapida. Si accentua il carattere pubblicistico della
tutela previdenziale. Essa, nata volontaria, diventa dapprima obbligatoria, nel senso che la
sua piena attuazione, ancorch imposta dalla legge, condizionata pu sempre
adempimento degli obblighi posti a carico specialmente del datore di lavoro; diviene
necessaria, nel senso che opera ex lege.
La realizzazione della tutela previdenziale viene affidata esclusivamente ad enti pubblici
appositamente istituiti.
Se la necessariet della tutela previdenziale, sta ad indicare che alla realizzazione di
quest'ultimo corrisponda l'interesse pubblico, la realizzazione di quella tutela continua ad
essere considerato un compito proprio delle categorie interessate sulla quale soltanto
ricade l'onere di finanziarne l'attuazione.
Lo stato si limita a dar vita a nuovi istituti, a dettare con legge la disciplina dei rapporti,
ma raramente interviene finanziariamente.
Interesse dei lavoratori soddisfatto mediante il contemperamento e la reciproca
subordinazione degli interessi individuali degli appartenenti alla categoria o mediante la
subordinazione dell'interesse dei datori di lavoro.
La dottrina del tempo stata indotta a ritenere che tra all'obbligo degli istituti previdenziali
di erogare prestazioni e quella del pagamento dei contributi previdenziali intercorresse una
relazione sinallagmatica riducendo cos tutta la tutela previdenziale entro schemi
privatistici.
Durante il periodo corporativo il sistema delle assicurazioni sociali non sono viene

completato con la previsione della tutela di nuovi rischi, ma venne assumendo man mano
caratteristiche che precludono alla successiva evoluzione.
Cos all'originaria concezione del rischio professionale si viene affiancando una concezione
pi ampia: quella della solidariet corporativa tra datori e prestatori di lavoro ispirata alla
realizzazione dell'interesse pubblico dell'economia nel quale si pretendeva di risolvere
autoritativamente il conflitto sociale.
Essa consent l'estensione della tutela previdenziale, estendendola anche a rischi.
La disposizione XXVI della carta del lavoro: " la previdenza un'altra manifestazione del
principio di collaborazione. Il datore di lavoro e il prestatore d'opera devono concorrere
proporzionalmente agli oneri di essa. Lo stato procurer di coordinare ed unificare, quanto
pi possibile, il sistema degli istituti di previdenza".
4. L'idea della sicurezza sociale
L'evoluzione della previdenza sociale avviene nell'immediato secondo dopoguerra. Essa
deve essere posta in relazione con l'affermarsi dell'idea della sicurezza sociale.
L'idea sicurezza sociale esprime esigenza che venga garantita a tutti i cittadini la libert dal
bisogno, in quanto questa libert ritenuta condizione indispensabile per l'effettivo
godimento dei diritti civili e politici.
La libert dal bisogno deve essere garantita a tutta la collettivit organizzata nello stato
della quale essa costituisce il fine da perseguire mediante ricorso ad una solidariet che
generale quanto coinvolge tutti i cittadini.
Nella variet dei modi di attuazione si possono individuare due principi fondamentali e
rappresentanti gli elementi caratteristici e determinanti devoluzione dei sistemi giuridici
previdenziali in relazione all'idea della sicurezza sociale:il sempre pi determinante
intervento dello stato, assume direttamente tre suoi fini la realizzazione della tutela
previdenziale e la progressiva estensione di questa nuove situazioni di bisogno e la nuova
categoria di soggetti, anche oltre l'ambito tradizionale del lavoro subordinato.
5. L'evoluzione della previdenza sociale e nelle disposizioni della costituzione
L'idea sicurezza sociale stata accolta per effetto dell'accoglimento, nella nostra
costruzione, del principio secondo il quale compito dello stato rimuovere gli ostacoli di
ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libert e l'uguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti
lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese. Tale principio sta a
significare che la liberazione dal bisogno corrisponde ad un interesse riferibile a tutta la
collettivit.
Dall'art. 38 cost previsto che:
"Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al
mantenimento e all'assistenza sociale".

"I lavoratori hanno diritto a che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro
esigenze di vita in caso di infortuni, malattia, invalidit e vecchiaia, disoccupazione
involontaria" .
"Gli invalidi e i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale" .

"Ai compiti previsti questo articolo provvedono anche organi e istituti predisposti o
integrati dallo stato" .
"L' assistenza privata libera".
Il quarto comma dell'art. 38 dispone che la realizzazione del programma previsto debba
avvenire ad opera dello stato, tenuto non solo a predisporre gli organi e gli istituti
necessari ma anche ad integrarli. Intervento dello stato deve tendere all'effettiva
realizzazione della tutela dei soggetti protetti.
Dal secondo comma dell'art. 3 Cost risulta che tutti cittadini, in caso di bisogno, hanno
diritto ai mezzi necessari per vivere.
I lavoratori hanno diritto a che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro
esigenze di vita quando si verificano determinati eventi generatori di bisogno.
Il sistema della previdenza sociale supera l'ambito del lavoro subordinato per estendersi a
tutte le categorie di lavoratori. Il sistema previdenziale ha superato anche tradizionale
carattere territoriale che delimitava attuazione al criterio nazionale. La corte costituzionale
ha esteso la tutela previdenziale anche ai lavoratori italiani all'estero.
Le prestazioni previdenziali devono essere adeguate anche alle esigenze di vita della
famiglia del lavoratore: garanzia dei mezzi adeguati alle esigenze di vita e una retribuzione
proporzionata e sufficiente.
L'art. 38 cost, all'ultimo comma, afferma il principio della libert della previdenza privata,
come manifestazione di quella specifica solidariet che si esprime anche nelle formazioni
sociali (art.2 cost). Previdenza privata che non pu essere che libera in quanto volontaria e
destinata esclusivamente alla soddisfazione di interessi privati. La previdenza privata non
solo a libere, ma deve essere anche i incoraggiata e tutelata costituendo una forma di
risparmio (art.47 cost).

6. L'evoluzione della previdenza sociale nella legislazione ordinaria


Il mosaico legislativo che regola il sistema previdenziale pu essere considerato
unitariamente.
I principi contenuti nel secondo comma dell'art. 3 e nell'art. 38 della costituzione
consentono di individuare lo schema essenziale di quel sistema.
La legislazione ordinaria non poteva che dare attuazione ai principi della sicurezza sociale.
Di questa evoluzione sono espressione, oltre che l'istituzione del servizio sanitario
nazionale, l'intervento finanze dello stato e l'integrale finanziamento a carico del bilancio
dello stato dell'assegno sociale, la continua estensione della tutela previdenziale nell'ambito
stesso del lavoro subordinato o e l'estensione della tutela di malattia a tutti i cittadini, la
rivalutazione automatica delle pensioni, l'estensione della tutela infortunistica per eventi
dannosi occorsi in ambito domestico.
Per contrastare fenomeni di povert e di esclusione sociale, il legislatore ha anche
predisposto interventi in favore dei soggetti dotati di risorse economiche insufficienti a
garantire la liberazione dal bisogno e ha istituito il sistema integrato di interventi e servizi
sociali. I destinatari delle provvidenze sono: i cittadini stranieri presenti sul territorio
italiano, le persone esposte al rischio della marginalit sociale e impossibili a provvedere al
mantenimento proprio ed i figli (c.d. assegno di povert), le madri cittadine italiane,
residenti tale, alle quali compete un assegno per maternit.
affidata allo stato il compito di realizzare la tutela previdenziale, mentre l'estensione di
quest'ultima oltre l'ambito tradizionale del lavoro subordinato risponde all'esigenza di

garantire a chiunque viva del proprio lavoro e tutti cittadini i minimi mezzi di
sostentamento al verificarsi di eventi generatori di bisogno.
7. Il servizio sanitario nazionale
L'istituzione del servizio sanitario nazionale realizza appieno il precetto costituzionale in
base al quale la repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e come
interesse della collettivit ( art. 32 cost).
Il servizio sanitario nazionale stato istituito dalla legge 23 dicembre 1978, n. 833. Tale
servizio costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e, al
mantenimento e al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione, senza
distinzioni di condizioni individuali e sociali.
Con l'istituzione del servizio sanitario nazionale la tradizionale tutela previdenziale ha
assunto caratteristiche del tutto nuove.
Il servizio sanitario nazionale chiamato a svolgere la funzione di concorrere alla
formazione di una moderna coscienza sanitaria. Esso ha tenuto a provvedere alla
prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle malattie fisiche e psichiche, accertamento e alla
rimozione dei rischi presenti negli ambienti di lavoro e di vita, alla riabilitazione.
Interventi di assistenza sanitaria garantiti dal servizio sanitario nazionale risultano
efficacemente integrati dagli interventi di servizio sociale realizzati dal sistema integrato di
assistenza sociale di cui al legge n. 328 del 2001.
8. Sicurezza sociale e funzioni sociali dello stato
L'attuazione dell'idea della sicurezza sociale trova riscontro in quella complessa attivit
svolta dallo stato, che si qualifica si determina in relazione al fine di realizzare la
protezione dei cittadini dal bisogno.
Il benessere dei consociati infine inerente alla essenza della comunit statuale in ogni sua
forma storicamente conosciuta.
L'assistenza e la previdenza sociale tradizionali tendono a realizzare la libert del bisogno
di tutti i soggetti presenti sul territorio, anche se non cittadini italiani.
L'assistenza e previdenza sono nate con la stessa motivazione politica: il fine in vista del
quale vennero le prime realizzazioni di tutela dal bisogno stato quello del mantenimento
dell'ordine costituito.
I primi interventi di assistenza sociale trovarono la loro giustificazione nel timore che
l'indigenza priva di ogni conforto e recata all'esasperazione potesse indurla a ribellarsi
all'ordine costituito.
La previdenza sociale dei lavoratori subordinati ha avuto nel tempo sviluppo pi intenso,
sia per il sorgere immediato il progressivo sviluppo di una coscienza di classe, sia per il
perdurare della preoccupazione di diminuire la tensione determinata dai nuovi rapporti
sociali.
L'idea sicurezza sociale trova riscontro nella estensione delle funzioni sociali dello stato in
tal caso destinata a influenzare non solo la previdenza sociale, ma in genere ogni attivit
pubblica a scopo sociale.
9. Sicurezza, previdenza e assistenza sociale
La persona umana e riguarda specificatamente l'impegno dello stato a realizzare un

interesse indivisibile della collettivit mediante la tutela del singolo.


L'idea della sicurezza sociale ha avuto attuazione mediante quegli interventi che
consistono nell'erogazione di beni e servizi ai cittadini e che si trovino in condizione di
bisogno.
Tali sono gli interventi dello stato che vanno dalla fornitura di cure gratuite agli indigenti
alla predisposizione e alla integrazione di organi e istituti che assicurino ai cittadini il
mantenimento ed assistenza sociale i lavoratori mezzi adeguati alle esigenze di vita in caso
di infortuni, malattia, invalidit e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
L'idea della sicurezza sociale trova la sua essenziale attuazione in quel complesso
attraverso il quale la pubblica amministrazione, o altri enti pubblici, realizzano il fine
pubblico della solidariet con l'erogazione di beni, in denaro natura, ed i servizi e cittadini
che si trovano in condizione di bisogno.
L'assistenza sociale assolveva ad una generica funzione di tutela degli indigenti.
La previdenza sociale assolveva alla funzione specifica di tutela dei lavoratori in quanto
espressione di una solidariet imposta esclusivamente ai loro datori di lavoro.
Nell'assistenza sociale, gli assistiti erano titolari di un interesse legittimo, mentre soltanto
della previdenza sociale era riconosciuto lavoratori un diritto soggettivo alle prestazioni.
Nell'evoluzione sia giunti alla realizzazione di una adeguata tutela degli interessi dei
cittadini non lavoratori, e di altri soggetti non cittadini ritenuti meritevoli di tutela.
La previdenza sociale destinata a realizzare il fine fondamentale dello stato di provvedere
alle esigenze dei lavoratori conseguenti al verificarsi di eventi generatori di bisogno ha
perso ormai ogni eventuale residuo del modello delle assicurazioni.
In questo contesto assumono le nozioni di previdenza e assistenza sociale, quando
vengono utilizzate, per distinguere le prestazioni ancora finanziate su base contributiva e
quelle finanziate soltanto a carico dello stato.
10. Il sistema integrato di interventi e servizi sociali
Con la legge n. 328 del 8 novembre 2000, stato abrogato il dispersione sistema
assistenziale istituito nel 1890 e sostituito da un sistema che attribuisce diritti soggettivi
alle persone protette.
I principi generali e le finalit di tale legge confermano che la sicurezza sociale destinata
ad operare oltre l'ambito tradizionale della previdenza sociale.
11. Assicurazioni sociali assicurazioni private
Attraverso le c.d. assicurazioni sociali si realizza tuttora la tutela previdenziale.
Si deve ritenere che anche le assicurazioni private assorbono ad una funzione
previdenziale.
Nell'assicurazione privata all'eliminazione del bisogno si realizza con l'assunzione da parte
dell'assicuratore dell'obbligo di sopportare le conseguenze economiche dell'evento temuto,
dietro il corrispettivo del pagamento del premio da parte della assicurante.
Nelle assicurazioni sociali, invece, l'eliminazione delle situazioni di bisogno si realizza con
l'organizzazione di un servizio pubblico.
Le assicurazioni sociali e quelle private possono essere anche complementari.
La sicurezza sociale, come fine essenziale dello stato, ma riguarda i bisogni essenziali.
Essa incontro limite della sua stessa funzione che quella di realizzare, mediante ricorso alla
solidariet generale, un interesse pubblico generale. Al di l di questo limite la liberazione

dal bisogno lasciata alla previdenza privata.


Le assicurazioni private possono essere considerate come strumenti di sicurezza sociale
solo quando questa sia intesa non come un'idea politica, ma come risultato.
Intesa come un'idea politica, invece, la sicurezza sociale pu dirsi attuata solo mediante
quegli strumenti che realizzano la liberazione dal bisogno con il ricorso alla solidariet di
tutta la collettivit organizzata nello stato.
La previdenza complementare realizza una forma di solidariet meritevole di particolare
tutela.
12. Le esigenze di razionalizzazione del sistema della previdenza sociale
La crisi finanziaria che affligge il nostro sistema previdenziale e con le sue conseguenze sul
debito pubblico stata determinata da diversi fattori: il le guide finanziarie delle gestioni
stato turbato dall'introduzione di miglioramenti delle prestazioni ed ampliamento del
campo di applicazione e la tutela previdenziale senza che fosse prevista una adeguata
copertura finanziaria. Per i regimi pensionistici, questa crisi stata determinata dalle
profonde modificazioni del rapporto esistente tra pensionati e lavoratori in servizio.
L'aumento della disoccupazione la diminuzione della popolazione in et di lavoro hanno
ridotto inevitabilmente il gettito della contribuzione previdenziale.
Le contribuzioni versate nel tempo si sono rivelate inadeguate a compensare la costante
limitazione dei trattamenti pensionistici, se ragguagliati alle ultime retribuzioni.
A questa situazione, si tenta ora di porre rimedio affidando la gestione della tutela della
salute alle regioni e alle quali stato imposto l'autofinanziamento.
I problemi recentemente posti dalla crisi finanziaria e di gestione dei vari regimi
previdenziali si aggiungono a quelli che devono essere considerati tradizionali.
Tra questi ultimi si pone il problema posto dalla disomogeneit dei criteri in base quali
sono determinati i livelli delle prestazioni e dalle conseguenti disparit delle condizioni.
Era avvertita da tempo l'esigenza di una riforma del sistema destinata a limitare la gestione
pubblica a regimi destinati ad erogare trattamenti pensionistici che garantiscano la
soddisfazione delle esigenze essenziali e ad agevolare la volontaria costituzione di regimi
previdenziali privatistici in funzione integrativa di quelli pubblici destinati a perseguire
interessi privati.
Il problema sotteso a tale esigenza quella del rapporto che deve intercorrere tra le
esigenze della tutela previdenziale quelle di politica economica.
Problema per la soluzione del quale era necessario che la tutela previdenziale realizza la
funzione sua propria, che quella della liberazione dal bisogno al fine di garantire
godimento dei diritti civili e politici. Ci nel senso che i limiti posti da questa funzione
escludono che la tutela previdenziale pubblica sia destinata anche alla soddisfazione di
interessi privati.
13. La razionalizzazione del sistema pensionistico
Gli elementi di razionalizzazione hanno realizzato una omogeneizzazione delle tutele per
che hanno previsto, per l'avvenire, modificazioni dei criteri di calcolo delle prestazioni
pensionistiche, per ridurne progressivamente livello, e pi rigorosi requisiti di accesso,
specialmente per le pensioni di anzianit delle quali era stata sospesa temporaneamente
l'attribuzione.
L'obiettivo della definitiva stabilizzazione del rapporto tra spesa previdenziale e prodotto

interno lordo stato perseguito da legge 8 agosto 1995, n. 335 , la quale ha introdotto
modificazioni le quali hanno indotto alcuni commentatori a ritenere che, con essa, sarebbe
stato introdotto un avere propria riforma del nostro sistema previdenziale. Tale la
reintroduzione del sistema di calcolo delle pensioni che assume come base la contribuzione
versata.
A tale reintroduzione corrisponderebbe una significativa inversione di tendenza del sistema
e cio una vera e propria riforma, in quanto il principio di solidariet sarebbe stato
sostituito con quello della rigorosa corrispettivit tra contributi versati e prestazioni
pensionistiche.
La differenza tra la c.d. pensione retributiva e quella contributiva:
nella pensione retributiva, l'ammontare della pensione determinato direttamente sulla
base delle retribuzioni percepite;
nella pensione contributiva, si fa riferimento alla contribuzione previdenziale e e all'et di
ingresso in pensione.
La reintroduzione del principio di corrispettivit tra contributi e prestazioni comporterebbe
l'attenuazione della rilevanza dell'interesse della collettivit alla realizzazione della tutela
previdenziale.
Sono stati conservati istituti che, per essere espressione di una solidariet, sarebbero
incompatibili con il principio di corrispettivit. Cos : per l'assegno sociale per i cittadini
ultra sessantacinquenni sprovvisti di adeguati mezzi di vita; per il divieto di cumulo tra
prestazioni previdenziali e altri redditi anche previdenziali; per la perequazione automatica.
Il principio della corrispettivit contraddetto anche da regola per cui esiste diritto a
pensione soltanto se l'ammontare di questa superiore ad un importo determinato con la
conseguente perdita della retribuzione versata.
La legge n. 335 del 1995 non ha quindi determinato una riforma del sistema pensionistico
in quanto non ha modificato l'ispirazione che continua ad essere conforme alle concezione
di politica previdenziale risultanti dei principi costituzionali.
Quella legge ha introdotto una razionalizzazione riconducendo la funzione del sistema
pensionistico alla liberazione delle effettive situazioni di bisogno.
14. La previdenza privata: integrativa o complementare
La funzione previdenziale affidata dalla legge alle strutture pubbliche trova un limite per
quanto attiene al livello delle prestazioni, ma anche per le prestazioni destinate a realizzare
la tutela della salute.
Il livello delle prestazioni previdenziali non solo determinato tenendo conto del risorse
disponibili, ma tenendo anche conto che la loro funzione quella di realizzare la
soddisfazione dell'interesse pubblico alla liberazione delle situazioni di bisogno e, con essa,
una solidariet estesa a tutti cittadini.
Le prestazioni erogate dei regimi previdenziali pubblici devono essere commisurate
soltanto quei bisogni che legislatore considera tipici della generalit degli assistiti.
I lavoratori hanno avvertito l'interesse a mantenere, quando saranno pensionati, il tenore di
vita che stato loro consentito dalle retribuzioni percepite mentre lavoravano.
Il livello delle pensioni non coincide mai con l'ultima retribuzione o all'ultimo reddito,
mentre i meccanismi di perequazione delle pensioni non sono idonee a garantire una
dinamica corrispondente a quella del costo della vita o delle retribuzioni e neppure quella
del costo della vita.
In passato la legge aveva consentito l'istituzione di regimi previdenziali aziendali

esonerativi di quello generale gestito dall'INPS. Tale regimi realizzavano una tutela
limitata ai dipendenti di aziende che garantivano una notevole stabilit dei rapporti di
lavoro e retribuzione superiore alla media a e non erano tenuti a realizzare alcuna forma di
solidariet con altri lavoratori. Quei regime esonerativi sono stati ora quasi tutti soppressi.
L'interesse dei lavoratori era stato soddisfatto con l'istituzione di regimi previdenziali
integrativi.
Varie sono le strutture dei regimi previdenziali aziendali preesistenti; a volte essi sono
gestiti direttamente dal datore di lavoro, altre volte la loro gestione affidata strutture con
la soggettivit autonoma. A volte un regime realizzata la loro funzione attraverso la
stipulazione di polizze di assicurazione.
Regimi e erogano prestazioni previdenziali integrative rispetto a quelle dei regimi pubblici.
per questo che pi corretto parlare di previdenza complementare anzich soltanto di
previdenza integrativa.
Poich l'intero onere del fallimento dei regimi integrativi complementari a carico dei
datori di lavoro, le prestazioni di cui regimi devono essere considerate come retribuzione
differita in funzione previdenziale.
I regimi previdenziali complementari sono da considerare attuazione di quella previdenza
privata, che all'ultimo comma dell'art. 38 cost garantisce la libert, debbono essere tutelati
e favorita ai sensi dell'art. 47 cost.
Le forme di previdenza complementare concorrono all'erogazione di prestazioni
previdenziali che assicurino mezzi adeguati alle esigenze di vita (2co, art. 38 cost).
Complementari sono le prestazioni e non funzioni.
Dal punto di vista strutturale, le prestazioni previdenziali erogate da quei regimi devono
piuttosto essere ricondotte al trattamento di fine rapporto.
Il legislatore ha avviato la c.d. cartolarizzazione del trattamento di fine rapporto,
prevedendo la possibilit di attribuire ai fondi gestori di forme di previdenza
complementare titoli di credito con caratteristiche omologate.
La corte costituzionale ha ritenuto illegittimo costituzionalmente l'esonero, per il passato,
di quelle somme dalla contribuzione previdenziale, confermando la loro natura retributiva
e la irrilevanza della loro funzione previdenziale.
L'art. 1, commi 193 e 194, legge 23 dicembre 1996, n. 662, ha introdotto, in luogo della
contribuzione previdenziale ordinaria che sarebbe stata dovuta dal datore di lavoro sulle
somme erogate per il finanziamento delle forme di previdenza complementare, un pi
elevato contributo di solidariet.
La corte costituzionale con la sentenza n. 178 del 2000 ha ritenuto legittima tale
imposizione.
15. La disciplina legislativa della previdenza integrativa o complementare
Nonostante la sempre maggiore diffusione del fenomeno della previdenza integrativo
complementare e la sua importanza, la disciplina legislativa dei regimi previdenziali
integrativi rimasta inadeguata perch non teneva conto della fondamentale esigenza di
garantire, nel tempo, la effettiva soddisfazione dei diritti dei pensionati e dei lavoratori.
Tale esigenza era stata soltanto in parte soddisfatta con l'accollo al fondo di garanzia
previsto dalla legge n. 297 del 1982, finanziato da una quota del contributo di solidariet
di cui all'art. 9 bis della legge n. 176 del 1991, delle prestazioni pensionistiche integrative.
Una pi completa soddisfazione di quel esigenza stata realizzata con il decreto
legislativo 21 aprile 1993 n. 124 che ha dettato la disciplina delle forme pensionistiche

complementari.
Forme di previdenza e destinata ad erogare prestazioni complementari a quelle dei regimi
previdenziali pubblici possono essere realizzate mediante la costituzione di autonomi fondi
pensione, per i lavoratori subordinati, privati o pubblici, per i soci lavoratori di cooperative
di produzione e lavoro, sia per i lavoratori autonomi nonch mediante l'istituzione di fondi
pensione aperti e di forme pensionistiche individuali.
L'iniziativa per l'istituzione dei fondi pensione affidata alla contrattazione collettiva o ad
accordi sindacali da accordi tra lavoratori.Pu essere prevista anche da accordi tra
lavoratori autonomi.
Contratti ed accordi collettivi definiscono l'ambito soggettivo di applicazione e le modalit
di adesione degli interessati.
I fondi pensione possono assumere la forma di associazioni non riconosciute, ma possono
anche ottenere la personalit giuridica.
L'esercizio della previdenza integrativa subordinata a preventiva autorizzazione del
ministro del lavoro e della previdenza sociale.
Gli organi di amministrazione e controllo dei fondi pensione hanno composizione
paritetica e devono consentire la partecipazione delle categorie e raggruppamenti
interessati.
I fondi pensione non possono assumere direttamente impegni di natura assicurativa e
devono gestire le loro risorse affidandole a societ di intermediazione mobiliare, ad
imprese assicurative, agli enti previdenziali.
Le societ di intermediazione mobiliare, alle societ di gestione dei fondi comuni di
investimento mobiliare e e le imprese assicurative possono istituire automaticamente forme
di previdenza complementare ( fondi pensione aperti).
La previdenza complementare quella che si realizza con l'erogazione di prestazioni per
vecchiaia o per anzianit ed eventualmente per invalidit e morte.
Le prestazioni erogate dalle forme di previdenza complementare sono determinate nell'atto
costitutivo o nello statuto, ma devono essere condizionate all'esistenza dei requisiti
minimi, di et e di contribuzione, fissati dalla legge.
I livelli delle prestazioni sono in conformit al principio della capitalizzazione.
I contributi a carico del datore di lavoro sono accreditati su conti individuali unitamente al
rendimento prodotto dall'investimento dei relativi importi. Il livello delle pensioni quindi
determinato dal totale dei contributi accreditati e dai relativi rendimenti.
La contribuzione destinata a finanziare le forme di previdenza complementare, e le
prestazioni da queste erogate, godono di un regime fiscale di favore. Il finanziamento
posto a carico del datore di lavoro continua ad essere assoggettato al contributo di
solidariet.
La legge tutela in vario modo la posizione degli iscritti ai fondi pensione. Impone
l'adozione del sistema della capitalizzazione che offre maggiori garanzie per gli interessati
in quanto consente l'accumulazione del capitale sufficiente ad erogare le prestazioni.
Inoltre, le gestioni dei fondi pensione sono assoggettate alla vigilanza di una commissione
istituita presso il ministero del lavoro e della previdenza sociale.
La nuova disciplina tende ad evitare che le vicende del rapporto di lavoro, del datore di
lavoro e degli stessi fondi pensione e impediscano la soddisfazione dei diritti e delle
aspettative e dei lavoratori.
Un particolare regime ed un regime transitorio sono previsti per le forme di previdenza
integrativa,c.d. preesistenti. Queste conservano le strutture chiede se erano state date
nonch il regime del finanziamento e quello delle prestazioni. La legge consente che queste

siano erogate esclusivamente a condizione che sia stato maturato diritto a pensione del
regime pubblico al quale lavoratore iscritto.
Le forme di previdenza preesistenti sono tenute ad adeguarsi ad alcuni aspetti della nuova
disciplina dettata per le forme di previdenza complementare di una nuova istruzione.

CAPITOLO SECONDO
IL SISTEMA GIURIDICO DELLA PREVIDENZA SOCIALE
16. Sistema giuridico della previdenza sociale e rapporto giuridico previdenziale
La realizzazione della tutela previdenziale compito dello stato.
L'erogazione delle prestazioni previdenziali affidata ad enti detti appunto previdenziali, i
quali reperiscano i mezzi necessari per la realizzazione del loro fine istituzionale dalla
contribuzione obbligatoria posta a carico dei soggetti protetti.
I soggetti che intervengono nella realizzazione della tutela previdenziale sono:
- lo stato
- gli enti previdenziali
- i soggetti tenuti al pagamento dei contributi
- i soggetti protetti aventi diritto come tali alle prestazioni previdenziali.
La dottrina tradizionale definisce la posizione dei soggetti interessati alla realizzazione
della tutela previdenza usando l'espressione di " assicurato" ," assicurante" e "assicuratore"
o a volte di " lavoratore"," datore di lavoro" ed " ente gestore delle assicurazioni sociali".
Il fenomeno previdenziale e ricomprende anche la tutela dei liberi professionisti, degli
artigiani, commercianti e degli imprenditori agricoli, dei lavoratori parasubordinati, dei
familiari e che pure non sono lavoratori, delle casalinghe, nonch la tutela dei cittadini
ultra sessantacinquenni che si trovino in disagiate condizioni economiche.
Il sistema giuridico della previdenza sociale deve essere inteso come l'insieme dei vari
rapporti intercorrenti tra soggetti comunque partecipano alla realizzazione della tutela
previdenziale e cio: del rapporto intercorrente tra lo stato e l'istituto previdenziale, allo
stato il beneficiario delle prestazioni previdenziali; nonch del rapporto intercorrente tra
quest'ultimo e l'istituto previdenziale e di quello che intercorre tra l'istituto e l'obbligato al
pagamento dei contributi previdenziali.
Il rapporto sul quale si cardine a tutto il sistema quello intercorrente tra l'istituto i
soggetti aventi diritto alle prestazioni previdenziali.
17. Il rapporto giuridico previdenziale secondo la dottrina tradizionale
Secondo la dottrina tradizionale il rapporto giuridico previdenziale avrebbe struttura
analoga a quello derivante dal contratto di assicurazione privata. Esso sarebbe formato da
rapporto intercorrente tra lavoratori e l'istituto assicuratore e da quello intercorrente tra
quest'ultimo e datori di lavoro: rapporti avente ad oggetto le prestazioni e i contributi
previdenziali.
In questa concezione restano esclusi i rapporti dei quali lo stato parte.
Secondo la costituzione, la realizzazione della tutela previdenziale compito dello stato

(art.38, 4co cost). Ne deriva che i rapporti di cui quest'ultima parte si vengono a trovare
con gli altri in un nesso particolarmente qualificante, non solo perch consentono di porre
in evidenza il fine pubblico per il quale sono predisposti, ma anche perch la
partecipazione dello stato essenziale alla realizzazione della tutela previdenziale.
La dottrina tradizionale affermava che il rapporto giuridico previdenziale sarebbe rapporto
complesso, ma unitario.
18. La relazione intercorrente tra prestazioni e contributi previdenziali
Per relazione di sinallagmaticit si deve intendere quella intercorrente tra le obbligazioni
derivanti dai contratti detti a prestazioni corrispettive, nei quali le parti realizzare i propri
interessi subordinandoli reciprocamente.
Sia obbligazione di versare contributi e quella di erogare prestazioni previdenziali sono
imposto unicamente e immediatamente per la soddisfazione di un interesse pubblico. Esse
non realizzano la composizione del conflitto d'interessi tre soggetti obbligati, ma sono
destinato a soddisfare un interesse da questi diverso e ad essi superiore: quello pubblico.
I contributi previdenziali hanno natura di tributo e sono imposti per reperire i mezzi
necessari al soddisfacimento dell'interesse a pubblico connesso alla realizzazione della
tutela previdenziale.
19. Il principio dell'automaticit delle prestazioni
L'inesistenza di una corrispettivit tra contributi e prestazioni previdenziali confermata
dal principio dell'automaticit delle prestazioni. Questo, introdotto in alcune forme di
assicurazione sociale, stato accolto da una disposizione di carattere generale la quale
stabilisce che le prestazioni previdenziali siano dovute al prestatore di lavoro anche
quando l'imprenditore non abbia versato regolarmente i contributi dovuti, salve le diverse
disposizioni delle leggi speciali (art. 2116 cc).
Quel principio sta a significare che le prestazioni previdenziali non vengono erogate in
funzione del versamento dei contributi previdenziali, a differenza di quanto avviene,
nell'assicurazione privata, per le prestazioni dell'assicuratore e il premio (art,1901 cc).
Manca nelle c.d. assicurazioni sociali quella corrispettivit che caratteristica delle
assicurazioni private.
Con l'evoluzione del sistema previdenziale, il principio dell'automaticit delle prestazioni
ha attualmente trovato una porzione pressoch completa. Per lungo tempo il principio
dell'automaticit delle prestazioni non aveva trovato attuazione.
Quel principio ormai estesa anche alla tutela per la vecchiaia, invalidit e superstiti. Ci
perch la legge ha disposto che il requisito di contribuzione si debba intendere e verificata
anche quando contributi non siano stati versati, ma risultino dovuti nel limite delle
prescrizione e ha previsto che i periodi non coperti da contribuzione siano considerati utili
anche ai fini della determinazione della misura delle pensioni.
Quando il principio dell'automaticit delle prestazioni trova attuazione ancora soltanto
parziale, sussiste l'obbligo dell'ente previdenziale di impedire la decorrenza della
prescrizione.
Il pagamento dei contributi previdenziali costituisce l'elemento della fattispecie, dal
completamento della quale deriva come effetto giuridico il sorgere del diritto alle
prestazioni previdenziali. Esso assume una funzione sostanzialmente diversa da quella del
corrispettivo del premio dell'assicurazione privata.

20. Mutualit e solidariet nel sistema giuridico della previdenza


La mutualit si realizza attraverso l'impegno assunto da pi soggetti, in vista di un rischio
comune e con lo scopo di eliminare, o quanto meno ridurre, determinate situazioni di
bisogno e di dividere tra loro le conseguenze economicamente dannose derivanti dal
verificarsi di un determinato evento che ha colpito uno di loro.
Quei soggetti che realizzano la reciproca subordinazione a dei loro interessi individuali alla
soddisfazione dell'interesse comune.
La struttura mutualistica ma non appare idonea a realizzare il fine della previdenza sociale.
La struttura mutualistica caratterizza le prime realizzazioni della previdenza sociale, ma
divenuta quest'ultimo infine proprio lo stato, ha subito profonde alterazioni.
I mezzi necessari alla realizzazione della tutela previdenziale sono ormai reperiti o
attraverso il finanziamento pubblico, o mediante l'imposizione di contributi a soggetti che
non hanno alcun interesse a quella realizzazione che si vengono a trovare con i soggetti
protetti in relazioni anche sporadiche e occasionali.
L'onere della tutela previdenziale sostenuto anche da soggetti che di quella tutela
beneficiano. Anche in questi casi non sussistono le caratteristiche proprie della mutualit
e manca soprattutto la reciprocit tra i soggetti esposti al rischio.
Nelle varie forme di previdenza sociale hanno prevalso ormai la tendenza verso
l'adduzione del sistema finanziario detto della ripartizione. Tale sistema ha sostituito quello
della capitalizzazione per il quale la contribuzione in essere proporzionale all'onere
finanziario derivante dall'uno degli eventi che si sarebbero verificati futuro, stimato
secondo il calcolo della probabilit.
Manca quel identit fra soggetti esposti al rischio e coloro tra i quali sono ripartite le
conseguenze del verificarsi di quest'ultimo che caratterizza la struttura mutualistica e si ha
solo la subordinazione dell'interesse di quanti producono alla soddisfazione dell'interesse
pubblico a che venga realizzata la tutela previdenziale di quei lavoratori che si trovino in
determinate situazioni di bisogno.

21. Il sistema giuridico della previdenza sociale come espressione della solidariet
nazionale
Nel sistema della previdenza sociale trova attuazione un principio diverso pi vasto che
non quello mutualistico. Attraverso quel sistema si realizza la solidariet di quanti sono in
grado di lavorare e di quanti dall'altrui lavoro traggono utilit.
Questa solidariet non pu essere espressa da una struttura mutualistica.
La solidariet realizzata con la previdenza sociale solidariet tra chi lavora e chi, non
potendo pi o non avendo potuto lavorare, si trova in condizione di bisogno; tra chi
produce e chi ha contribuito con il suo lavoro a quella di produzione. Tale solidariet
concentrata e attuata dallo stato. Questi garantisce l'attuazione della solidariet nazionale
attraverso la realizzazione della tutela previdenziale anche con diretti interventi finanziari.
La solidariet che trova espressione del sistema giuridico previdenziale rappresenta una
specie di quella segreta che lo stato realizza ogni volta che opera una redistribuzione del
reddito.
L'obbligo contributivo imposto al fine di attuare la solidariet di tutta la collettivit

organizzata (art. 2 cost).


Le prestazioni previdenziali sono determinate sulla base di scelte politiche che tengono
conto non solo non tanto della contribuzione versata, ma anche e sempre pi intensamente
dall'effettivo bisogno del soggetto protetto.
Dall'onere della met del contributo previdenziale imposto al lavoratore ( art. 2115 cc), si
passati, da un periodo in cui, nell'immenso dopoguerra, si era avuto l'esonero completo,
a una contribuzione di gran lunga inferiore rispetto a quella posta a carico del datore di
lavoro, adeguando cos alla realt economica e sociale la misura del contributo di chi
lavora alla realizzazione della solidariet nazionale.
22. La previdenza sociale come pubblico servizio
da considerare l'organizzazione degli enti pubblici previdenziali solo in relazione al fine
per il quale essa predisposta e cio per l'erogazione delle prestazioni previdenziali.
L'attivit degli enti previdenziali qualificata come un servizio pubblico.
L'attivit degli enti previdenziali diretta alla realizzazione di interessi che, oltre a essere
pubblici, sono individuali.
Le prestazioni previdenziali trovano il loro scopo essenzialmente nell'interesse pubblico
alla loro erogazione, indipendentemente da ogni interesse patrimoniale degli enti
previdenziali e della economicit o meno del servizio.
23. Lo stato nel sistema giuridico della previdenza sociale
Lo stato non interviene direttamente, ma attraverso gli enti previdenziali.
L'art. 38 cost. disegnatore per quanto riguarda le forme di tutela gi realizzate, nel senso
che dovrebbe ritenersi in contrasto con la costituzione ogni provvedimento legislativo che
preveda l'abolizione di ogni forma dell'attuale tutela previdenziale.
Ne deriva che rapporto intercorrente tra lo stato e gli enti previdenziali in tenuti ad
erogare quelle prestazioni si trova, al pari di quelle in cui si realizza il finanziamento, in
una relazione di strumentalit rispetto al rapporto giuridico previdenziale, in quanto
costituisce un mezzo al fine della realizzazione della tutela previdenziale.
24. Gli enti previdenziali come enti strumentali
L'attivit di ente pubblico pu essere soltanto rilevante per lo stato; ente pubblico pu
svolgere una sua propria attivit e nel contempo deve curare un fine statuale; inoltre pu
essere titolare di un munus che esclusivamente statuale e perci la sua attivit posta
per intero al servizio dello stato.
Quando sussiste soltanto una connessione e non una coincidenza fra gli interessi dello
stato e quelli dell'ente pubblico, quest'ultimo gode di una certa autonomia. Diversamente
accade per gli enti strumentali, i quali sono necessariamente vincolati al perseguimento
dell'interesse pubblico statuale in vista del quale sono stati istituiti.
Per gli enti previdenziali stato lo provvede non solo di istituirli, ma determina altres
l'ordinamento, ne prevede e ne nomina agli organi, stabilisce l'indirizzo politicoamministrativo della loro attivit.
Lo stato, si affida agli enti previdenziali il perseguimento di fini che non sono suoi,
provvede anche alla reperimento dei mezzi che sono necessari al loro raggiungimento. Ci
avviene, nel regime attuale due modi:

- contribuendo direttamente al loro finanziamento;


- imponendo l'obbligo di contribuire ad alcuni soggetti.
Il carattere della strumentalit non manca neanche per gli enti previdenziali privatizzati
(d.lgs. 30 giugno 1994, n. 509 ).
La facolt riconosciuta dalla legge ad alcuni enti pubblici previdenziali di trasformarsi in
associazioni o fondazioni prevalentemente funzione della privatizzazione della attivit di
gestione delle loro risorse.
Sia pure nella nuova veste di enti privati esercenti pubbliche funzioni, gli enti previdenziali
"privatizzati" devono soddisfare, oltre all'interesse individuale degli associati, anche il fine
pubblico della tutela previdenziale secondo l'art. 38 cost.
25. L'intervento dello stato al finanziamento degli enti previdenziali
L'intervento finanziario dello stato alla gestione degli enti previdenziali ha raggiunto
attualmente una intensit notevole, ma corrisponde anche a scopi sostanzialmente diversi.
Lo stato, non si limita pi a favorire, stimolare e incoraggiare l'attivit ai soggetti
interessati, ma in attuazione dell'art. 3, 2 comma e dell'art. 38, 4 comma cost., interviene
per rendere effettivo il diritto dei soggetti protetti alle prestazioni previdenziali.
L'intervento finanze dello stato stato determinato dalla necessit di provvedere ad
esigenze contingenti.
Successivamente, con l'intervento stato previsto per la realizzazione della tutela
previdenziale dei lavoratori autonomi.
Per i lavoratori subordinati, invece, l'intervento finanze dello stato consente di realizzare
un miglioramento della tutela o per coprire il deficit degli istituti previdenziali.
Qualunque sia la natura giuridica del contributo previdenziale imposte singoli, il contributo
dello stato non pu assumere la stessa qualificazione. Se si tratta di tributi, lo stato non
paga tributi.
Il contributo finanziario dello stato non pu trovare il suo fondamento nella conseguenza
che nelle riva e cio nel minor onere che esso incontra nella realizzazione dell'assistenza
sociale.
Dovrebbe ritenersi l'intervento finanze dello stato alla realizzazione della tutela
previdenziale avvenga in esecuzione di un preciso dovere imposto dalla costituzione. Lo
stato tenuto a realizzare quella tutela intervenendo direttamente e a finanziare gli enti
previdenziali.
Tant' che tali enti non solo sono finanziati, ma sono anche stati ammessi al c.d. " tiraggio
di tesoreria" onde lo stato soddisfa direttamente anche alle loro esigenze di cassa mentre
sono tenuti a versare alla tesoreria dello stato le somme riscosse a titolo di contributi
previdenziali.
Il finanziamento dello stato rappresenta una manifestazione della solidariet di tutta la
collettivit verso chi si trova in condizione di bisogno.
26. La gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali
L'esigenza di consentire all'INPS il recupero degli importi di contributi dei quali era
creditore per legge nei confronti dello stato che questi non aveva versato,aveva indotto
alla istituzione, nell'ambito dell'istituto, di una gestione autonoma denominata fondo
sociale ( legge n. 903 del 1965).
A detta gestione era stata la prima attribuita la competenza ad irrogare la quota parte di

ciascuna mensilit di persone; successivamente viene attribuito al fondo anche il compito


di erogare la pensione sociale ai cittadini ultra sessantacinquenni in disagiate condizioni
economiche, attualmente nominato " assegno sociale".
Quella gestione consent l'avvio di una importante forma di solidariet.
L'art. 40 della legge n. 88 del 1989 ha soppresso, a decorrere dal 1 gennaio 1989, il
fondo sociale e lo ha istituito, sempre nell'ambito dell'INPS, la gestione degli interventi
assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali.
A questa gestione fanno carico non solo le erogazioni delle prestazioni gi affidate al
soppresso fondo sociale, ma anche l'integrazione dell'assegno ordinario di invalidit, gli
oneri derivanti dalle agevolazioni contributive disposte per legge e quelli dei trattamenti di
integrazione salariale straordinaria e dei trattamenti speciali di disoccupazione;gli oneri
derivanti dai pensionamenti anticipati, le pensioni delle gestioni dei coltivatori diretti,
mezzadri e coloni avente decorrenza anteriore al 1 gennaio 1989.
La gestione finanziata dallo stato attraverso il trasferimento delle somme stanziate dalle
leggi finanziarie.
Quella gestione, unitamente a quella del servizio sanitario sociale e quella del servizio
integrato di interventi e servizi sociali appare significativa della realizzazione dell'idea di
sicurezza sociale.
L'onere del finanziamento delle misure a favore dei lavoratori stranieri accollato al fondo
nazionale per le politiche migratorie.

CAPITOLO TERZO
IL RAPPORTO CONTRIBUTIVO
27. I contributi previdenziali e i soggetti tenuti al loro pagamento
Se lo stato interviene al finanziamento degli enti previdenziali e, tuttavia il reperimento dei
mezzi necessari al raggiungimento dei fini e istituzionali di questi ultimi ancora avviene
mediante l'imposizione dell'obbligo del pagamento di contributi previdenziali ad alcune
categorie di cittadini.
Tenuti al pagamento dei contributi previdenziali sono il datore di lavoro dei soggetti
protetti.
Accanto a questi, i lavoratori subordinati sono tenuti al pagamento dei contributi
previdenziali. In questi casi responsabile dell'adempimento dell'obbligo contributivo il
datore di lavoro che ha diritto di rivalsa nei confronti del lavoratore.
Per i lavoratori parasubordinati, la contribuzione previdenziale posta anche a carico dei
committenti, mentre per la tutela realizzata a favore dei lavoratori autonomi ed i liberi
professionisti sono gli stessi soggetti protetti che contribuiscono alla sua realizzazione.
L'onere di pagamento dei contributi previdenziali, quando ha imposto a soggetti diversi da
quelli protetti, non ricade solo ed esclusivamente sui datori di lavoro.
Il c.d. contributo di solidariet imposto ai datori di lavoro dell'industria al fine di
realizzare un miglioramento della tutela di malattia ai lavoratori dell'agricoltura, del
contributo posto a carico del datore di lavoro per finanziare l'assistenza di malattia ai
pensionati e ed avviene con il contributo di fedelt imposta gestione pensionistica diversa
da quella del regime generale gestito dall'INPS per il finanziamento dell'assicurazione

generale obbligatoria per la invalidit, vecchiaia e superstiti e per il contributo di


solidariet che datore di lavoro sono tenute a versare, sulle somme versate o destinate al
finanziamento di forme volontarie di previdenza integrativa o complementare.
Vi sono casi poi, in cui l'obbligo del pagamento dei contributi previdenziali grava su
soggetti che non sono datori di lavoro. Cos, le societ cooperative e le societ, anche di
fatto, sono tenute al pagamento dei contributi per i loro soci impiegati nei lavori da esse
assunti.
La tutela previdenziale dei lavoratori autonomi e in particolar modo quella dei liberi
professionisti si realizza anche con i contributi posti a carico di soggetti che con i soggetti
protetti si venga a trovare in relazione occasionali e cio dei committenti. Tale la
situazione dei clienti dei liberi professionisti.
Contributi previdenziali sono poste a carico degli artigiani, dei commercianti e dei
coltivatori diretti anche per quei familiari che lavorino abitualmente dell'impresa artigiana o
commerciale o nei fondi e per i familiari viventi a carico. In questi casi, tra il soggetto
obbligato a al pagamento dei contributi e il beneficiario delle prestazioni previdenziali
intercorre rapporto familiare o un rapporto associativo, sottratto alla disciplina del diritto
di lavoro e designato da dottrina come rapporto di lavoro familiare.
28. Funzione previdenziale e obiettivi di politica economica
Il sistema di finanziamento della previdenza sociale stato modificato con i provvedimenti
legislativi che hanno predisposto la fiscalizzazione degli oneri e sociali e gli sgravi
contributivi e per le imprese industriali che utilizzano effettivamente lavoratori nel
mezzogiorno.
A questi provvedimenti, e ne sono succeduti numerosi altri, sia di carattere generale, sia
limitata a particolari settori della produzione o singole regioni, sempre connotati dalla
temporaneit.
Attualmente, la fiscalizzazione degli oneri sociali diventata strutturale e cio definitiva,
mentre il regime degli sgravi contributivi per il mezzogiorno stato sostituito.
Per effetto della fiscalizzazione e datore di lavoro, e a volte anche lavoratori sono, o
erano, esonerati dall'obbligo del versamento di alcuni o di una parte di alcuni contributi
previdenziali, mentre l'onere corrispondente , ed era,assunto dallo stato.
Tutti questi provvedimenti sono esclusivamente destinati al perseguimento di finalit di
politica economica e tenendo ad incrementare la competitivit delle imprese e i livelli
occupazionali.
Sia il godimento degli sgravi contributivi sia quello dei benefici della fiscalizzazione sono
stati condizionati alla c.d. clausola sociale e, cio, all'erogazione ai dipendenti di un
trattamento economico e normativo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi
nazionali del settore.
29. La contribuzione figurativa
La contribuzione figurativa pu essere riconosciuta, a seconda dei casi, d'ufficio o su
domanda dell'interessato.
Quando il rapporto di lavoro rimane sospeso per effetto di determinati eventi ( malattia,
disoccupazione), lo svolgimento di cariche pubbliche elettive, i permessi per i genitori di
minore con handicap e nei casi di persecuzione politico laziale, la legge dispone che quei
periodi si considerino come periodi di contribuzione ai fini del diritto alle prestazioni

previdenziali e della determinazione della loro misura.


In quei casi infatti, la sostituzione del finanziamento pubblico alla contribuzione posta a
carico dei datori e dei prestatori di lavoro costituisce una precisa attuazione del principio
della solidariet, in quanto tende ad evitare che i soggetti protetti subiscano un pregiudizio
per quanto attiene al futuro godimento delle prestazioni previdenziali.
La legge consente per i non vedenti adibiti alle mansioni di centralinisti telefonici, nonch
per i sordomuti e gli invalidi oltre 74%, l'accredito su richiesta dell'interessato di due mesi
di contributi figurativi per ogni anno di lavoro effettivo, sino ad un massimo di cinque
anni.
Il problema quello di sapere se i mezzi necessari alla realizzazione della tutela
previdenziale, una volta che destinata esclusivamente a realizzare un interesse pubblico
generale, debbano essere reperiti mediante l'imposizione di contributi esclusivamente ad
alcune categorie di cittadini.
Quest'ultima alla soluzione realizzata per la gestione degli interventi assistenziali e di
sostegno alle gestioni previdenziali.
30. I contratti di riallineamento
La connessione esistente tra politica economica e sociale e politica del finanziamento dei
regimi previdenziali attuata mediante la contribuzione previdenziale confermata dalla
disciplina dettata dalla legge per i contratti di riallineamento.
impossibile una analitica esposizione del disciplina legislativa dei contratti di
riallineamento.
Le linee ispiratrice di quella legislazione: la ratio della disciplina dei contratti di
riallineamento pu essere agevolmente compresa se si tiene conto delle esigenze che essa
tende a soddisfare.
Il godimento degli sgravi e della fiscalizzazione ha condizionato all'erogazione di
trattamenti non inferiori a quelli previsti dalla contrattazione collettiva nazionale.
Di conseguenza, le imprese che non avevano rispettato tali condizioni non avevano diritto
agli sgravi fiscali e alla fiscalizzazione e sarebbero state obbligate a restituire le somme
corrispondenti ai benefici indebitamente goduti. Dall'altra, quelle imprese erano anche
inadempienti alle obbligazione contributive.
In questa situazione, il legislatore ha presunto che l'erogazione dei trattamenti retributivi
inferiori a quelli previsti dalla contrattazione collettiva nazionale fosse un sintomo delle
difficolt economiche di quelle imprese che avevano potuto sopravvivere e mantenere
livelli di occupazione.
stata avvertita l'esigenza di salvaguardare i livelli occupazionali alleggerendo l'onere
della contribuzione previdenziale.
Esigenza stata soddisfatta abitando l'autonomia sindacale a stipulare contratti di
riallineamento e cio accordi territoriali o aziendali che prevedono programmi di graduale
( triennale e a volte quadriennale) riallineamento dei trattamenti retributivi praticati a quelli
previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro.
Il trattamento retributivo previsto dai contratti di riallineamento stato equiparato a
quello previsto da contratti collettivi nazionali del settore.
31. L'emersione del lavoro sommerso
La legge n. 383 del 2001 ha tende ad incentivare l'emersione del lavoro sommerso e

persegue l'obiettivo di regolarizzare le posizioni contributive dei dipendenti di quelle


imprese che non avevano imprese ha adempiuto agli obblighi previsti dalla disciplina
previdenziale e da quella fiscale.
L'emersione del lavoro sommerso non ha rimessa alla contrattazione collettiva ma
affidata all'iniziativa dei singoli imprenditori. Questi hanno l'onere di presentare una
dichiarazione di emersione con la quale si impegnano ad erogare, per il futuro, a propri
dipendenti e retribuzioni non inferiori a quelle previste dai contratti collettivi nazionali.
Dichiarazione che doveva essere approvata dal sindaco sulla base delle indicazioni del
C.I.P.E.
Il d.l.n. 210 del 2002 istituisce comitati per il lavoro e l'emersione del sommerso ai quali il
datore di lavoro deve inviare la dichiarazione di emersione affinch ne valutino la fattibilit
tecnica.
La legge consente all'imprenditore di presentare a compiere individuale di emersione
progressiva per il quale previsto una procedura particolare.
Due sono gli effetti della presentazione della dichiarazione di emersione.
Per il periodo anteriore alla presentazione della dichiarazione di emersione, l'imprenditore
pu chiedere un concordato tributario e previdenziale che gli consente di regolarizzare gli
inadempimenti fiscali e previdenziali.
Regolarizzazione che avviene versando un'imposta sostitutiva, la quale determinata nella
misura dell'8% del costo del lavoro irregolare utilizzato e dichiarato.
All'imprenditore che ha presentato la dichiarazione di emersione si applica, per i piani
successivi quella presentazione, un regime contributivo di grande favore. Egli tenuto a
versare una contribuzione previdenziale.
Con effetto dalla data di presentazione della domanda di emersione, la decisione del
lavoratore costituisce rinuncia non impugnabile relativamente ai diritti di natura retributiva
e risarcitoria per il periodo pregresso.
32. Il problema della natura giuridica dei contributi previdenziali
Tutte le soluzioni possibili del problema della natura giuridica dei contributi previdenziali e
sono state proposte dalla dottrina: da quella per cui essi dovrebbero essere considerati
come un corrispettivo delle prestazioni previdenziali, alla stregua dei premi delle
assicurazioni private, fino a quelle che ne hanno sostenuto alla natura di tributo,
discutendosi poi se si tratta di tassa, di contributo speciale, di imposta in senso stretto
oppure di imposta speciale.
L'opinione secondo la quale i contributi previdenziali sarebbero da considerare come premi
di assicurazione deve essere respinta solo che si tenga presente l'inesistenza di quel nesso
di corrispettivit tra contributi e prestazioni previdenziali che ne costituirebbe il
presupposto.
Allo stesso modo la configurazione dei contributi previdenziali come parte integrante del
salario considera i contributi previdenziali con esclusivo riguardo al rapporto tra
lavoratore e datore di lavoro; nulla dice a proposito della natura giuridica dei contributi
previdenziali.
Si deve quindi convenire con la dottrina prevalente la quale ritiene che i contributi
previdenziali siano tributi imposti dalla legge a favore di un ente pubblico e per la
realizzazione di un pubblico interesse.
E ma innanzitutto respinta l'opinione di chi ritiene che i contributi previdenziali siano
figure autonome speciale del tributo; poi che si ritenuta possibile accettare una delle

qualificazione tradizionali, essendosi ammessa l'esistenza di una relazione sinallagmatica a


tra l'obbligazione contributiva quella di erogare le prestazioni previdenziali. Poich nei
tributi la corrispettivit tra il sacrificio dell'imposizione e il vantaggio che ne deriva ai
singoli normalmente esclusa.
Va anche respinta configurazione dei contributi previdenziali come tasse o come contributi
speciali.
33. I contributi previdenziali come imposte
I contributi previdenziali devono essere configurati come imposte.
Le imposte sono le prestazioni pecuniarie che un ente pubblico ha il diritto di esigere in
virt della sua potest di imperio, nei casi, nella misura nei modi stabiliti dalla legge, allo
scopo di reperire mezzi necessari allo svolgimento della sua attivit. Presupposto
dell'imposta esclusivamente la soggezione alla potest dello stato, mentre l'impiego che
l'ente pubblico fa del ricavo dell'imposizione, in base a norme estranee al rapporto
tributario, non ha alcuna influenza sull'origine e sull'estensione dell'obbligo contributivo.
La funzione dei contributi previdenziali e quella di fornire agli enti previdenziali e mezzi
necessari alla realizzazione dai compiti loro affidati dalla legge per la soddisfazione
immediata di un interesse pubblico.
Obbligati al pagamento dei contributi possono essere gli stessi soggetti che beneficiano
della tutela previdenziale; mentre, quando lo sono altri soggetti, tra questi soggetti protetti
intercorrono rapporti a volte diversi da quelli di lavoro subordinato e cio rapporti
associativi, di lavoro autonomo o addirittura familiare.
I contributi previdenziali sono dovute esclusivamente in vista della realizzazione di un
interesse pubblico e dando la funzione di fornire mezzi necessari agli enti che con la loro
attivit devono soddisfare questi interessi.
34. Costituzione ed estinzione del rapporto avente ad oggetto l'obbligazione contributiva.
La prescrizione
L'obbligo del pagamento dei contributi previdenziali sorge immediatamente al verificarsi
delle condizioni previste dalla legge.
A volte l'obbligazione contributiva sorge solo quanto si verifichino fatti ulteriori: l'esercizio
di una determinata specifica attivit rispetto alla generica prefazione del lavoro in
posizione subordinata, lo svolgimento di una attivit lavorativa rispetto ad un rapporto
associativo. Quest'ultimo caso dei liberi professionisti.
L'obbligo contributivo si estingue anche per prescrizione. Questa divenuta quinquennale
dal 1 gennaio 1996.
La legge n. 335 del 1995 ha ridotto a cinque anni la prescrizione per tutte le altre
contribuzioni di previdenza e assistenza sociale obbligatoria, restando, cos, modificata
anche la previgente prescrizione decennale per la contribuzione dovuta per la tutela contro
gli infortuni e le malattie professionali e per la tutela di malattia.
35. Determinazione dell'obbligo contributivo
Secondo l'art. 23 cost " nessuna prestazione personale o patrimoniale pu essere imposta
se non in base alla legge", quest'ultima non solo importa obbligo contributivo ma ne
determina anche l'ammontare.

A volte i contributi sono determinati in misura fissa, invece altre volte, in misura
proporzionale della retribuzione imponibile.
Retribuzione o reddito professionale costituiscono la base imponibile che deve essere
valutata secondo i criteri stabiliti dalla legge.
Il tasso fissato, o pu essere variato, con decreto del presidente della repubblica su
proposta del ministro del lavoro e della previdenza sociale.
La legge determina le condizioni per l'esistenza dell'obbligo contributivo, mentre la
discrezionalit attribuita all'autorit governativa e agli enti previdenziali deve essere
esercitata nel rispetto dei criteri e nei casi determinati dalla legge.
Ai soggetti tenuti al pagamento dei contributi la legge impone anche obblighi accessori,
rispetto a quello contributivo, allo scopo di fornire agli enti previdenziali elementi
necessari per accertare l'esistenza dell'obbligo.
Questi obblighi accessori, assistiti a volte da sanzioni, sono imposti dalla legge al solo fine
di fornire gli elementi necessari per accertare l'esistenza dell'obbligazione contributiva e
l'ammontare dei contributi dovuti, deve ritenersi che il loro adempimento dia luogo a vere
e proprie denunzie.
L'obbligazione contributiva non sorge per effetto dell'accertamento, ma gi avvenuta
essere nel momento in cui si sono verificate le condizioni oggettive e soggettive previste
dalla legge.
36. La retribuzione assoggettabile a contribuzione previdenziale: a) la nozione legale
Per la determinazione dell'importo dei contributi previdenziali dovuti alle forme di tutela
previdenziale dei lavoratori subordinati, determinante l'individuazione della retribuzione
da prendere come base per l'applicazione delle percentuali previste dalla legge.
La nominativa vigente prima del 1969 considerava retribuzione, ai fini contributivi, tutto
ci che lavoratore riceve, in danaro o in natura, dal datore di lavoro per compenso
dell'opera prestata.
La disciplina del 1969, invece, considerava retribuzione, ai fini contributivi,tutto ci che il
lavoratore riceve dal datore di lavoro, in danaro o natura, in dipendenza del rapporto di
lavoro.
A era assoggettabile a contribuzione previdenziale non solo il corrispettivo in senso
oggettivo del lavoro prestato, ma anche il corrispettivo in senso soggettivo.
Un ulteriore evoluzione della nozione di retribuzione assoggettabile a contribuzione
previdenziale si avuta, di recente, con l'emanazione del decreto legislativo 2 settembre
1997 n. 314.
La legge n. 662 del 1996 aveva indicato come criterio direttivo la completa equiparazione,
ove possibile della nozione di reddito imponibile a fini fiscali e di retribuzione
assoggettabile a contribuzione previdenziale.
Senonch, l'inciso "ove possibile" segnava un limite al legislatore delegato.
Di conseguenza, l'art. 6 del d.lgs. n.314 del 1997, che ha novellato l'art. 12 della legge n.
153 del 1969, dev'essere interpretato nel senso che la nozione di retribuzione
assoggettabile a contribuzione previdenziale deferita mediante il rinvio all'art. 46 del
TUIR e non all'art. 48 TUIR che definisce il reddito da lavoro ai fini del prelievo fiscale.
Ne deriva che la nozione di retribuzione assoggettabile a contribuzione previdenziale non
ha subito sostanziali modifiche posto che l'art. 46 del TUIR stabilisce che " sono redditi di
lavoro dipendenti quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di
lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze sotto la direzione di altri".

Sono espressamente escluse sia l'indennit di anzianit che l'indennit di cassa e alle quali
sono state aggiunte le erogazioni liberali concesse dal datore di lavoro, in occasione di
festivit o ricorrenze, alle generalit o a categorie di lavoratori; i pasti consumati nelle
mense aziendali.
Sono escluse le somme corrisposte in occasione della cessazione del rapporto di lavoro al
fine di incentivare l'esodo dei lavoratori.
Restano, invece, comprese da retribuzione assoggettabile a contribuzione previdenziale le
integrazioni delle prestazioni previdenziali economiche che i contratti collettivi pongono a
carico dei datori di lavoro in caso di assenza dal lavoro per malattia, infortunio o
gravidanza e puerperio.
37. Segue: b) l'interpretazione giurisprudenziale
La giurisprudenza, sostituendo il requisito della dipendenza da rapporto di lavoro, voluto
dal legislatore, con il criterio della coincidenza temporale con rapporto stesso, aveva finito
con il ritenere assoggettabile a contribuzione previdenziale qualsiasi erogazione che, a
prescindere dall'accertamento della sua natura e funzione, avvenisse durante rapporto di
lavoro emesse nell'esistenza di tale rapporto la ragione, anche indiretta o occasionale, della
sua erogazione.
L'unico limite all'assoggettabilit a contribuzione previdenziale finiva per essere costituito
dalla tassativa elencazione prevista dalla legge.
Di qui la nozione di retribuzione assoggettabile a condizione previdenziale stata estesa
fino a ricomprendervi le somme erogate dal datore di lavoro da soggetti diversi dal
lavoratore.
Fin quando la legge n. 335 del 1995 non ha modificato i criteri di calcolo delle pensioni, la
retribuzione assoggettabile a contribuzione previdenziale costituiva anche la base di
calcolo dell'ammontare delle prestazioni pensionistiche.
38. Segue: c) l'interpretazione legislativa
Si era assistito a ripetuti interventi legislativi, volti a fornire una interpretazione autentica
dell'art. 12 della legge n. 153 del 1969 che determinava l'esclusione, totale o parziale,
dall'imposizione contributiva degli specifici trattamenti di volta in volta presi in
considerazione.
Il legislatore aveva stabilito che la disposizione dell'art. 12 della legge n. 153 del 1969
doveva essere interpretata nel senso che sono escluse dall'imposizione contributiva e che
sono assoggettate esclusivamente ad un contributo di solidariet, a carico dei datori di
lavoro, "le contribuzioni e somme, versate o accantonate, a finanziamento di casse, di
fondi, gestioni o forme assicurative previsti da contratti collettivi o da accordi o da
regolamenti aziendali, al fine di erogare prestazioni integrative previdenziali o assistenziali
a favore del lavoratore e suoi familiari nel corso del rapporto o dopo la sua cessazione".
Il legislatore aveva anche stabilito che l'art. 12 della legge n. 153 nel 1969 da essere
interpretato nel senso che nella diaria onde indennit di trasferta sono ricomprese anche le
indennit spettanti ai lavoratori tenuti a per contratto ad una attivit lavorativa in luoghi
variabili e sempre diversi da quello della sede aziendale, anche se corrisposti con carattere
di continuit.
Il legislatore aveva anche stabilito che non assoggettabile a contribuzione previdenziale il
finanziamento dei servizi di mensa e di trasporto predisposti dal datore di lavoro a favore

della generalit dei lavoratori e per esigenze connesse con l'attivit lavorativa.
Per i recente il legislatore aveva affermato che sono escluse dalla retribuzione
assoggettabile a contribuzione previdenziale: le spese sostenute dal datore di lavoro per il
funzionamento degli asili nido aziendali; le spese per il finanziamento di circoli aziendali; le
differenze tra il prezzo di mercato e quello agevolato praticato per l'assegnazione ai
dipendenti di azioni della societ datrice di lavoro ovvero di societ controllanti o
controllate.
Il legislatore aveva escluso dalla retribuzione assoggettabile a contribuzione previdenziale
anche: le spese sostenute dal datore di lavoro per colonie climatiche in favore di figli dei
dipendenti, o universitari; il valore dei generi prodotti azienda ceduti dipendenti.
Era stato assoggettato a contribuzione previdenziale il 50% della differenza tra il costo
aziendale della provvista relativa ai mutui e prestiti concessi dal datore di lavoro
dipendenti e il tasso agevolato se inferiore al predetto costo, applicato ai dipendenti stessi.
39. Segue: d) l'uniformit di disciplina
La disciplina dettata per il regime generale stata estesa a regimi esclusivi dei dipendenti
dello stato e degli enti locali e a quelli sostitutivi.
40. Segue: e) minimali e massimali di contribuzione e di retribuzione pensionabile
La gestione dei dirigenti di aziende industriali prendevo limite massimo della retribuzione
assoggettabile a contribuzione previdenziale e di quella pensionabile.
Nell'assicurazione generale obbligatoria e nelle gestioni dei quali trova applicazione l'art.
13 della legge n. 153 del 1969, non ha la previsto alcun limite massimo di retribuzione,
oltre il quale viene meno l'l'obbligo contributivo. Tale limite stato recentemente
introdotto per tutti lavoratori che iniziano l'attivit lavorativa dopo il 1 gennaio ha 1996
e per i lavoratori che opterranno per la liquidazione della pensione di vecchiaia unificata
con il nuovo sistema contributivo.
Per la retribuzione da assumere a parametro per il calcolo delle pensioni retributive
fissato un massimale.
Tale massimale viene progressivamente adeguato nel tempo con atto apposita normativa.
previsto un minimale di retribuzione, ai fini del calcolo dei contributi previdenziali
dovuti.
La retribuzione da assumere come base di quel calcolo non pu essere inferiore all'importo
delle retribuzioni stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi stipulati dalle
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale e non pu essere
inferiore al 9, 5% dell'importo del trattamento minimo mensile della pensione a carico del
fondo pensioni lavoratori dipendenti.
Il legislatore ha disposto che, nella determinazione delle voci indirette o indiretta della
retribuzione si debba necessariamente tener conto della effettiva volont delle parti
stipulanti i contratti collettivi e gli accordi sindacali aziendali che li prevedono.
Un tipo particolare di minimale di retribuzione, ai fini del versamento dei contributi
previdenziali, previsto per i rapporti di lavoro ad orario ridotto.
La contribuzione determinata su retribuzione media convenzionale, non solo per i
lavoratori italiani all'estero, ma anche per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni e sul
reddito professionale netto imponibile ai fini IRPEF per gli altri lavoratori autonomi.

41. L'obbligazione contributiva nei confronti dei lavoratori italiani all'estero


La tutela previdenziale e dei lavoratori italiani all'estero ha avuto attuazione condizionata
dall'esistenza di convenzioni internazionali in materia di sicurezza sociale che estendevano
agli stranieri il regime previdenziale dei lavoratori nazionali.
Una tutela pi intensa, ma limitata all'ambito dei paesi aderenti, si avuta con l'istituzione
della comunit economica europea. Il principio della libera circolazione della manodopera
stato attuato mediante regolamenti comunitari a quelli resistenti.
Ai fini della realizzazione della tutela previdenziale dei lavoratori dell'Europea, deve essere
tenuto conto della giurisprudenza della corte di giustizia delle comunit che pi volte ha
statuito sull'interpretazione ed applicazione delle legislazioni nazionali.
Per i paesi extra comunitari e ove fossero mancate convenzioni internazionali, il lavoratore
italiano restava privo di quelle forme di tutela previdenziale che si realizzano mediante
l'erogazione di prestazioni sanitarie o di indennit economiche temporanee.
Per la tutela pensionistica la legge si limitava a prevedere la possibilit, per i cittadini
italiani che avessero prestato lavoro subordinato all'estero, di chiedere il riscatto dei
periodi non coperti da assicurazioni sociali riconosciute dalla legislazione italiana.
Fuori dalla comunit economica europea, la tutela previdenziale dei lavoratori italiani
all'estero era condizionata dall'esistenza di una convenzione internazionale o dalla volont
dello stesso datore di lavoro.
La necessit di modificare questa situazione fu avvertita la prima volta in occasione
dell'istituzione del servizio sanitario nazionale. L'art. 37 della legge n. 833 del 1978
previde l'emanazione di provvedimenti legislativi idonei a garantire la tutela della salute
anche agli italiani che lavorano all'estero. Tale garanzia stata attuata dal d.p.r, 31 luglio
1980 n. 618.
La legge n. 398 del 1900 878 ha stabilito che i lavoratori italiani all'estero, impiegati in
paesi extracomunitari con i quali non siano in vigore accordi di sicurezza sociale, sono
obbligatoriamente iscritti alle gestioni previdenziali italiane.
Il legislatore ha previsto che la contribuzione previdenziale e la misura delle prestazioni
non siano commisurate alla retribuzione effettivamente percepita all'estero, ma ad una
retribuzione convenzionale determinata sulla base di un accertamento annuo di valore
medio delle retribuzioni sindacali italiane.
42. Responsabilit per omessa o irregolare contribuzione previdenziale
Quando obbligato al versamento della contribuzione previdenziale il datore di lavoro, e
egli responsabile anche per la quota che la legge pone a carico del lavoratore ( art. 2115,
2 comma cc). Il datore di lavoro ha diritto di rivalsa nei confronti del lavoratore ( art. 2115
, 2 comma cc).
L'omessa o irregolare contribuzione previdenziale pu dar luogo ad una responsabilit
penale e civile e amministrativa del datore di lavoro.
L'omesso o irregolare versamento dei contributi previdenziali stato lungo considerato
dalla legge come reato e come una contravvenzione. punito con l'ammenda per la quale
per era ammessa l'oblazione.
Successivamente per sono state abolite le sanzioni penali sostituendole con quelle
amministrative (c.d. depenalizzazione).
Sono ancora previste sanzioni penali per il datore di lavoro quando l'evasione contributiva
e quantitativamente rilevante a condizione non solo che l'evasione sia determinata dalla

omessa o irregolare tenuta delle scritture ( libero paga,) Massari ha anche qualificata dal
dolo specifico.
Le sanzioni amministrative possono essere annullate,o ridotte, nei casi in cui il ritardo
dell'adempimento del datore di lavoro sia limitato nel tempo.
La legge prevede ulteriori sanzioni,c.d. civili.
Oltre contributi non versati sono dovuti gli interessi legali, ma di norma dovuta una
"somma aggiuntiva" il cui ammontare varia a seconda che si tratti di mera omissione
contributiva (mancato o tardivo pagamento di contributi in presenza di registrazioni e
documentazione aziendale regolarmente tenute) ovvero di evasione contributiva ( e
conseguente ad omessa o infedele registrazione). Nel primo caso non pu superare il 40%
dell'ammontare dei contributi omessi; nel secondo caso l'ammontare massimo complessivo
delle sanzioni pari al 60%.
La sanzione della " somma aggiuntiva" dovuta nella misura massima del 40% anche nel
caso di evasione ove il datore di lavoro denunci spontaneamente inadempimento
contributivo e provveda a versare contributi dovuti entro 30 giorni dalla denuncia.
Le sanzioni civili possono essere ridotte sino alla misura degli interessi legali, nel caso di di
oggettive, gravi incertezze relative all'esistenza dell'obbligo contributivo nonch nel caso
di aziende in crisi.
Si ritiene che la sanzione della somma aggiuntiva abbia natura di sanzione civile e
costituisca il risarcimento del danno.
Sanzioni amministrative sono previste per la violazione da parte del datore di lavoro degli
obblighi accessori che hanno lo scopo di fornire al lavoratore l'indicazione della
retribuzione denunciata e assoggettata a contribuzione previdenziale e di fornire agli enti
previdenziali gli elementi per accertare l'esistenza dell'obbligo contributivo e l'ammontare
dei contributi dovuti e delle retribuzioni individuali.
43. Responsabilit del datore di lavoro nei confronti del lavoratore per omessa o irregolare
contribuzione previdenziale
Nei limiti in cui non trova compiuta applicazione il principio dell'automaticit delle
prestazioni, e il datore di lavoro e anche responsabile nei confronti del lavoratore del
danno che a questo sia derivato dalla mancata o irregolare contribuzione previdenziale
( art. 2116, 2 comma cc).
Responsabilit che deriva dalla violazione del diritto soggettivo del lavoratore alla
posizione contributiva. Questa viene configurata come entit patrimoniale. come un bene
giuridico produttivo di effetti economici, la cui lesione concretizza un danno certo,
suscettibile di immediato risarcimento. E infatti, il lavoratore, a ragione del divieto di
versare contributi prescritti, pu subire un danno.
Il diritto risarcimento dei danni per omessa o irregolare contribuzione riconosciuto anche
superstiti del lavoratore.
La giurisprudenza della corte di cassazione ritiene che lavoratore possa far valere le sue
ragioni esercitando due azioni:
a) trova fondamento nell'art. 2116 cc e ha ad oggetto il risarcimento dei danni. Azione
esperibile nel momento in cui l'ente previdenziale ha verificato le prestazioni o le abbia
concesse in misura minore di quella dovuta per effetto del mancato o irregolare
versamento dei contributi previdenziali dovuti. Il termine di prescrizione di questa azione
di dieci anni dalla data del provvedimento di rifiuto della pensione o di quello che la
determina in misura inferiore di quella dovuta.

b) deriva dalla lesione del diritto del lavoratore alla sua posizione contributiva. Azione che
non solo sarebbe esperibile sin dal momento in cui si verificata l' omissione contributiva,
ma sarebbe anche imprescrittibile. Questa azione pu avere ad oggetto la condanna del
datore di lavoro ad adempiere l'obbligazione contributiva non ancora prescritta nei
confronti dell'ente previdenziale che per deve essere chiamato in giudizio in quanto unico
legittimato a far valere il credito contributivo. Ove quest'ultimo sia prescritto, l'azione non
potr avere altro oggetto che il risarcimento del danno.
La legge prevede una liquidazione in forma specifica del danno derivante da omessa o
irregolare contribuzione previdenziale.
La costituzione della rendita avviene con il pagamento all'ente previdenziale di un capitale
corrispondente alla riserva matematica necessaria per erogare le prestazioni che sarebbero
state dovute e se non si fosse verificata l'omissione contributiva. Ne consegue che il
versamento di quel capitale comporta la regolarizzazione della posizione contributiva del
lavoratore.
Il rapporto di lavoro deve risultare da documentazione di data certa.
Il lavoratore, quando non possa ottenere la costituzione della rendita dal datore di lavoro,
pu sostituirsi a quest'ultimo.
La giurisprudenza della corte di cassazione ammette anche che il lavoratore possa chiedere
al giudice la condanna del datore di lavoro alla costituzione della rendita.

CAPITOLO QUARTO
IL RAPPORTO GIURIDICO PREVIDENZIALE
44. Costituzione del rapporto giuridico previdenziale
La realizzazione della tutela previdenziale avviene con la costituzione del rapporto
giuridico previdenziale, del rapporto, cio, intercorrente tra gli enti previdenziali e soggetti
protetti ed avente come contenuto del diritto di questi ultimi alle prestazioni previdenziali.
L'obbligazione dell'ente previdenziale di erogare prestazioni non vi era l'esistenza fin
quando non si verificano le condizioni previste dalla legge.
La fattispecie da cui deriva il diritto alle prestazioni previdenziali sempre costituita da
due elementi:
- il fatto che un soggetto viva del proprio lavoro;
- a il fatto che si sia verificato uno degli eventi che la legge reputa generatori di bisogno.
Quando non trova piena applicazione il principio dell'automaticit delle prestazioni, la
fattispecie si completa solo in presenza di ulteriori elementi: il versamento di determinato
numero di contributi previdenziali entro certo priorit tempo.
Soltanto al completamento della fattispecie sorge una posizione giuridica attiva del
soggetto protetto avente ad oggetto le prestazioni previdenziali verso l'ente previdenziale.
45. Rapporti preliminari a quello previdenziale
Nei casi in cui non trova attuazione il principio dell'automaticit delle prestazioni si deve
ritenere che sussiste ancora obbligo dell'ente previdenziale di cooperare al loro
adempimento.
La corte costituzionale ha ritenuto che in presenza di un'esigenza determinata dalla

limitatezza delle disponibilit finanziarie, consentita una modificazione legislativa che


possa determinare un irrimediabile vanificazione delle aspettative legittimamente nutrite
dal lavoratore per il tempo successivo alla cessazione della propria attivit.
L'aspettativa del lavoratore al conseguimento del diritto a pensione ha una tutela oggettiva
realizzata sia attraverso i limiti posti alla discrezionalit legislativa che ad opera dello
stato.
Lo stato provvede direttamente alla realizzazione di quella tutela sia con il controllo che
esercita sugli enti previdenziali sia perch garantisce la pienezza del diritto alle prestazioni.
Ci avviene sia con l'accreditamento dei contributi figurativi, sia con l'accreditamento dei
contributi omessi.
L'attivit svolta dagli enti previdenziali inadempimento degli obblighi suddetti a una
pluralit di effetti: costituisce l'adempimento dell'obbligazione esistente anche nei confronti
dei soggetti protetti (effetto immediato); viene in rilevanza come un mero fatto il sorgere
del diritto alle prestazioni previdenziali ( effetto mediato).
46. Il diritto dei lavoratori alla cosiddetta posizione contributiva
Tutte le volte in cui non trovi per l'applicazione principale automaticit delle prestazioni o
comunque, quando dall'omessa o irregolare contribuzione derivino conseguenze in ordine
alla realizzazione della tutela previdenziale, il soggetto protetto ha diritto a che i doveri e
obbligazioni che siano adempiuti non sono da parte degli enti previdenziali, ma anche da
parte del datore di lavoro.
Tale diritto si estende al versamento dei contributi previdenziali.
Il diritto del lavoratore al corretto porsi degli elementi che consentiranno il sorgere del suo
diritto alle prestazioni previdenziali, trova ora il presupposto per il suo esercizio
dell'obbligo, imposto dalla legge ai datori di lavoro e sanzionato in via amministrativa, di
consegnare ai loro dipendenti, della denuncia nominativa presentata all'INPS, contenente
l'indicazione delle retribuzioni individuali corrisposte.
Il datore di lavoro responsabile per la violazione del diritto del lavoratore alla periodica
regolarizzazione della sua posizione contributiva, e come responsabile sussidiario nei suoi
confronti deve anche essere considerato l'ente previdenziale.
Un'ullteriore tutela della posizione contributiva stata realizzata dalla legge che prevede la
ricongiunzione e consente di cumulare le contribuzioni effettuate in regimi diversi ai fini
del diritto e della misura di un'unica pensione, ed stato stabilito dalla corte costituzionale
un "doppio canale" per i liberi professionisti che non abbiano maturato il diritto a pensione
in nessuna delle gestioni cui sono o sono stati iscritti.
47. L'atto di ammissione al godimento delle prestazioni previdenziali
La posizione giuridica in cui si trova al soggetto protetto nel momento in cui si verifica
l'evento previsto dalla legge consiste nel diritto all'ammissione al godimento delle
prestazioni previdenziali.
La domanda non da sono ancora sufficiente trasformare il diritto all'ammissione in diritto
al godimento delle prestazioni previdenziali. Tale trasformazione non avviene per effetto
dell'attivit dei soggetti protetti n automaticamente ad opera della legge, ma solo per
effetto di un atto dell'ente previdenziale: atto di ammissione. Esso consiste
nell'accertamento dell'esistenza di tutte le condizioni richieste dalla legge e dell'ammissione
del richiedente al godimento delle prestazioni previdenziali, attribuendogliene il diritto.

L'ammissione pu essere dedotta anche nei fatti concludenti e consistere nel fatto
materiale dell'erogazione stessa delle prestazioni.
48. I soggetti protetti
Tra le caratteristiche pi rilevanti dell'evoluzione del sistema della previdenza sociale c'
quella dell'estensione della tutela previdenziale ai lavoratori autonomi, a quelli
parasubordinati e a soggetti che non sono lavoratori. Tale estensione avviene mediante la
semplice equiparazione ai lavoratori subordinati, altre volte, con l'istituzione di nuovi
regimi previdenziali.
La tutela della salute si estende a tutti cittadini; anche la tutela per l'invalidit, vecchiaia e
superstiti si estende oramai soci delle cooperative di lavoro, ai mezzadri, ai coloni, ai
coltivatori diretti, agli artigiani.
Lo stesso dicasi per la tutela contro gli infortuni e le malattie professionali, estesa anche
alle persone occupate nell'ambito domestico.
La tutela previdenziale si estende familiari partecipanti alle imprese familiari indicati
nell'art. 230 bis c c, e si estende ai familiari dei lavoratori, i quali, pur non
lavorando,traggono dal lavoro del capofamiglia l'unico mezzo di sostentamento.
I familiari del lavoratore sono titolari di un autonomo diritto alle prestazioni previdenziali.
La tutela previdenziale si estende anche tutti cittadini ultra sessantacinquenni che si
trovino in disagiate condizioni economiche.
49. Specie e funzione delle prestazioni previdenziali
Le prestazioni previdenziali sono determinate dalla legge, in relazione ad ogni singolo
evento protetto.
Le prestazioni possono essere:
A) sanitarie, quando hanno ad oggetto l'assistenza medico- chirurgica, le prestazioni
ambulatoriali, i ricoveri in case di cura, la somministrazione di medicinali. La funzione di
questo tipo di prestazioni quella di soddisfare il bisogno di cure, quella di reintegrare le
perdute o menomate energie di lavoro dei soggetti protetti, realizzando cos l'interesse
privato pi interesse pubblico generale.
Le prestazioni sanitarie hanno costituito per i soggetti non solo un diritto, ma anche un
dovere o un onere.
L'infortunato sul lavoro che, senza giustificato motivo, rifiuti di sottoporsi alle cure
mediche ritenute necessarie dall'istituto erogatore ai fini del recupero dell'attitudine al
lavoro o non le avesse eseguite, avrebbe perso il diritto all'indennit pecuniarie.
L'infortunato sul lavoro il quale i rifiuti di sottoporsi alle cure utili per la restaurazione
delle capacit lavorative, avrebbe subito una riduzione della rendita di inabilit.
Diversamente accade per la tutela per l'invalidit, vecchiaia ed i superstiti. Qui, nei casi in
cui si fosse potuto evitare o ritardare ad un soggetto protetto di rimanere invalido ovvero
si fosse potuto eliminare o ritardare l'invalidit gi accertata, l'ente previdenziale non pu
imporre tale cura soggetto protetto. In caso di rifiuto, non si ha pi la soppressione o la
riduzione delle prestazioni economiche.
B) economiche quando consistono nell'erogazione di denaro; esse soddisfano l'interesse
pubblico generale all'eliminazione di determinate situazioni di bisogno. Esse non possono
essere cedute e sono limitatamente impignorabili, insequestrabili e indisponibili, appunto
perch sulla loro destinazione al perseguimento di interesse pubblico non possono
prevalere interessi individuali e nemmeno l'interesse del soggetto diretto. Predire 100

stata dichiarata impugnabile soltanto la quota della pensione destinata ad assicurare al


pensionato mezzi adeguati alle esigenze di vita.
Tanto le prestazioni economiche e quelle sanitarie assolvono a loro funzioni soddisfare,
insieme con interesse del soggetto protetto, anche uno pubblico.
50. Prestazioni previdenziali, retribuzione e reddito lavorativo
Il principio fondamentale che ispira il nostro sistema che compito dello stato, da
realizzare attraverso la previdenza sociale, sia quello di garantire a tutti cittadini il minimo
essenziale alle esigenze di vita. Il mantenimento del livello di vita raggiunto durante il
normale svolgimento dell'attivit lavorativa non rientra nei compiti dello stato, ma tra
quelli propri degli individui dei gruppi.
Per quanto riguarda il rapporto tra pensione, retribuzione e reddito lavorativo sotto il
profilo della possibilit del cumulo, la legge aveva disposto il divieto di quest'ultimo della
pensione di invalidit e di vecchiaia con la retribuzione.
Successivamente, la legge ha superato questi dubbi e ha tenuto conto dei limiti derivanti
dalla funzione stessa della prestazione previdenziale. Essa ha disposto che le quote delle
pensioni di vecchiaia e invalidit non siano cumulabili che parzialmente.
Successivamente la legge aveva vietato il cumulo totale delle pensioni di vecchiaia e di
invalidit anche con il reddito di lavoro autonomo.
Non era giusto privare del tutto della pensione chi continua a lavorare dopo il
pensionamento. Il cumulo tra retribuzione o reddito da lavoro autonomo e pensione
contraddiceva alla funzione di quest'ultima.
Pi di recente, il legislatore ha dovuto tener conto del fenomeno per cui pensionati, per
sottrarsi al divieto di cumulo, accettavano il lavoro irregolare ( cio il lavoro nero) con
conseguente evasione della contribuzione previdenziale. Per eliminare, o almeno ridurre
tale fenomeno, la legge 23 dicembre 2000, n. 388 revocato in alcuni casi, il divieto di
cumulo tra pensione di vecchiaia e redditi di lavoro autonomo o dipendente.
Dal 1 gennaio 2001 le pensioni di vecchiaia e i trattamenti anticipati sono interamente
cumulabili con redditi da lavoro autonomo e dipendente. Quando gli anni di contribuzione
sono inferiori a 40 e stato ribadito il divieto di cumulo con redditi da lavoro subordinato
e i limiti del cumulo con redditi da lavoro autonomo.
Resta cos confermato il superamento delle concezioni mutualistico- assicurative anche per
quanto riguarda la tutela previdenziale contro l'invalidit e la vecchiaia.
51. Natura giuridica delle prestazioni previdenziali
Non pu accogliersi la configurazione delle prestazioni previdenziali come parte della
retribuzione o come risarcimento del danno sofferto dal lavoratore.
La configurazione della natura retributiva delle prestazioni previdenziali la respinta con
riferimento alle prestazioni sanitarie.
L'assegno per il nucleo familiare per la funzione cui assolve, per il sistema con cui viene
erogate per il modo con cui vengono reperiti i mezzi necessari la sua erogazione, presenta
caratteristiche diverse dalla retribuzione.
La teoria del salario familiare, al pari di quella del salario previdenziale, si risolve in una
considerazione di politica sociale.
Le prestazioni previdenziali non possono essere qualificate come risarcimento del danno;
la loro principale funzione quella di reintegrare le perdute energie di lavoro.

Nel caso delle prestazioni economiche, la loro funzione unicamente quella di


fronteggiare situazioni di bisogno al quale sono a volte proporzionate. Il bisogno eliminato
con le prestazioni previdenziali quello derivante dalla mancanza dei beni essenziali,
necessari alla vita del soggetto protetto; mentre il danno che consegue al verificarsi degli
eventi pu riguardare beni che accedono quelli necessari.
La mancanza di un nesso di interdipendenza tra pagamento dei contributi e erogazione
delle prestazioni previdenziali, vediamo che quest'ultima non possono essere configurate
nemmeno come il corrispettivo di quelli; il loro ammontare proporzionale ai contributi
versati.
La natura delle prestazioni previdenziali viene rilievo con esattezza dove si faccia
riferimento alla nozione di prestazione amministrative rese privati; di una prestazione cio
erogato dallo stato o un altro ente, in esecuzione dell'obbligo specifico, per la tutela
montante dell'interesse del singolo beneficiario quanto dell'interesse pubblico generale.
52. Il diritto alle prestazioni previdenziali
I soggetti protetti sono titolare di un vero e proprio diritto soggettivo perfetto alle
prestazioni previdenziali.
Tale posizione attiva non concessa dall'ordinamento sono tutela dell'interesse soggetti
protetti; l'interesse del singolo strettamente connesso l'interesse pubblico il cui
soddisfacimento si realizza con la soddisfazione del primo.
Lo stato non pu far venir meno il diritto delle prestazioni previdenziali, per cui ove
venisse leso l'interesse del singolo a quelle prestazioni, l'ordinamento reagirebbe sia
predisponendo novit oggettiva sia attribuendo al singolo il potere di provocare un
giudizio incidentale di legittimit costituzionale del provvedimento lesivo del suo interesse.
53. Il rischio professionale
Il discorso sulla natura e sulla funzione delle prescrizioni previdenziali collegato a quello
del rischio. La dottrina tradizionale designa come rischio ogni evento al verificarsi del
quale sorge il diritto dei soggetti protetti alle prestazioni previdenziali.
Tale concezione presuppone l'equiparazione delle assicurazioni sociali a quelle private.
Essa deve essere posta in relazione al rilievo attribuito al rischio professionale il quale
costitu la giustificazione della prima forma di assicurazione sociale, quella contro gli
infortuni sul lavoro.
Il rischio professionale costituisce fondamento e la giustificazione dell'imposizione
dell'obbligazione contributiva posta a carico al datore di lavoro. Quest'ultimo sarebbe
chiamato a sopportare le conseguenze di quegli eventi che colpiscono il lavoratore che
alle sue dipendenze.
Questa concezione , a nostro avviso, inidonea a fornire una esatta qualificazione del
sistema giuridico della previdenza sociale. Essa insufficiente a dare ragione
dell'imposizione dell'obbligo contributivo agli stessi lavoratori subordinati.
Non si pu ritenere che le conseguenze dannose dell'evento futuro incerto e colpire
lavoratore siano trasferite sul datore di lavoro.
Per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro deve ritenersi attualmente superato il
principio del rischio professionale. Questa forma di tutela previdenziale espressione del
pi elevato principio della solidariet sociale.

54. Il rischio del sistema giuridico della previdenza sociale


Se per il rischio deve intendersi il giudizio di possibilit o di probabilit del verificarsi di un
evento, deve respingersi come inesatta la comune definizione del rischio come oggetto del
rapporto giuridico previdenziale.
Il rischio, inteso come giudizio di probabilit del verificarsi di determinati eventi, assume
giuridica rilevanza in quanto l'ordinamento ne regola le conseguenze.
Nel sistema giuridico della previdenza sociale le conseguenze del verificarsi di determinati
eventi vengono, per legge, sopportate dagli enti previdenziali i quali sono obbligate ad
erogare, al verificarsi dell'evento, le prestazioni previdenziali.
In alcune situazioni, come dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, si ha una
particolare rilevanza del rischio quanto ad esso sono proporzionati i contributi
previdenziali. Tale corrispondenza influisce solo sull'ammontare dei contributi e non
sull'esistenza dell'obbligo contributivo.
Il fatto che i contributi siano proporzionati alla probabilit del verificarsi dell'evento
risponde solo l'esigenza di garantire la economicit e l'equilibrio finanziario della gestione.
55. Il rischio sociale
Il concetto di rischio presenta nella previdenza sociale caratteristiche particolari, sia
riguardo al tipo di intervento volto a regolare le conseguenze degli eventi previsti, sia alla
natura di questi ultimi cio al fine dell'intervento stesso.
L'eliminazione delle conseguenze che determinati eventi producono sui lavoratori
realizzata mediante l'erogazione di prestazioni previdenziali, alla quale si provvede sia con
il contributo finanziario dello stato, sia con le posizioni contributi che hanno natura
d'imposta.
Il sistema giuridico della previdenza sociale deve essere considerato come espressione
della solidariet di tutta la collettivit organizzata nello stato.
Gli eventi al verificarsi dei quali prevista l'erogazione di prestazioni e sono eventi, per la
natura delle cose o per il modo in cui la societ organizzata, normalmente inevitabili che
determinano per chi vive del proprio lavoro una situazione di bisogno.
Se si volesse fornire una qualificazione di questi eventi si potrebbe parlare di rischi sociali.