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ALTAMAREA COSA E’ STATO FATTO?

Dopo la grande marcia per l’ambiente del 28 novembre, Altamarea non ha smesso di lavorare ed è
riuscita a fare dieci cose importanti:

1. ha incontrato il sindaco di Taranto ottenendo la sua disponibilità a richiedere ad Arpa e


Dip.prevenzione Asl l’individuazione della fonte dell’inquinamento da benzo(a)pirene in
particolare del quartiere Tamburi;
2. ha richiesto al sindaco un consiglio comunale monotematico sull’ambiente esteso ai
parlamentari dell’area jonica e alla società civile;

3. ha denunciato il cattivo funzionamento dell’impianto di depolverazione secondaria


dell’Acciarieria 2, appena inaugurato, tramite l’ausilio di documentazione foto e video su
Youtube; il tutto ha costretto l’Ilva ad ammettere pubblicamente le criticità di una “falsa
partenza”;

4. ha ottenuto da Asl, Arpa e Università di Bari lo screening su 300 cittadini per verificare
l’esposizione a metalli pesanti e diossina;

5. ha ottenuto dall’Arpa un controllo sulla provenienza della diossina che si deposita sulle
masserie inquinate, mediante il sistema wind-select; i campioni dovranno essere analizzati
nei prossimi giorni e consentiranno all’Arpa di rispondere a questa domanda cruciale per la
magistratura: da dove viene la diossina che si è depositata nelle masserie?

6. Ha richiamato l’attenzione sulle fotografie di emissioni fuggitive dagli elettrofiltri del


camino e-312 dell’Ilva; questo dato fotografico potrà essere acquisito dalla magistratura ed è
importante perché documenta “sbuffi” contenenti polveri (potenzialmente con diossina) che
possono direzionarsi “a bassa quota” sulla città e sui campi circostanti;

7. ha sollevato il problema dell’assenza di controlli routinari sulla diossina nelle carni di


Taranto nei macelli pugliesi, richiedendo alla Regione di effettuarli così come era stato
concordato dal tavolo tecnico antidiossina nell’agosto 2009;

8. ha ottenuto la “sconfessione” da parte del ministero dell’Ambiente della commissione IPPC


che aveva redatto un parere “morbido” sull’Ilva nell’ambito della procedura AIA
(Autorizzazione Integrata Ambientale);

9. ha inviato proprie osservazioni critiche sul parere della commissione IPPC per l’Ilva
nell’ambito della procedura AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale);

10. ha proposto il “modello Brescia” per la condivisione mensile dei dati aggiornati
dell’inquinamento industriale fra aziende, Arpa, enti locali e società civile.

LA STRATEGIA

Riteniamo che su questa strada debba proseguire: vogliamo far sentire agli inquinatori il “fiato sul
collo” dei cittadini. Lo dobbiamo fare in modo mirato, con estrema precisione, con la massima
documentazione e con una costanza implacabile, senza fermarci mai. Per questo è necessario
ottenere dai cittadini e dai lavoratori informazioni costanti, dettagliate, corredate da foto e filmati
che metteremo sul web.

Gli inquinatori vanno filmati, fotografati, smascherati senza sosta. Solo con questo sforzo costante
di attenzione dell’opinione pubblica si riuscirà a imporre la questione ambientale al centro delle
scelte politiche e industriali.

I CITTADINI ECOSENTINELLE

Per tenere alta l’attenzione Altamarea vuole organizzare un sito web “aperto” ai cittadini attivi in
cui quotidianamente decine di ecosentinelle elettroniche siano puntate sull’area industriale con
cellulari, webcam, telecamere ecc.

Il cielo di Taranto non deve più essere sporcato da nubi inquinanti e punteremo la nostra vigilanza
su tutti i camini e gli impianti che avvelenano la città.

L’AZIONE DEI POTERI PUBBLICI

Altamarea condivide pienamente le dichiarazioni del Presidente della Corte d’Appello di Lecce
dott. Mario Buffa che ha ritenuto poco soddisfacenti i risultati in campo ambientale. Il dott. Buffa
aveva dichiarato: “Non condivido che la vigilanza dei pubblici poteri debba essere moderata e
ragionevole; quando è in gioco la salute di intere collettività la vigilanza, se occorre, dev’essere
anche invadente e petulante”.

E’ in base a queste dichiarazioni che richiediamo a Comune, Provincia e Regione di incidere


maggiormente sull’Autorizzazione Integrata Ambientale. I loro tecnici devono “puntare i piedi” e
chiedere la piena applicazione dei punti “imprescindibili” inviati al Ministero dell’Ambiente dai
sindaci di Taranto e Statte e condivisi con le associazioni. Fra questi punti imprescindibili c’è il
campionamento continuo della diossina, che in sindaco di Taranto ha richiesto formalmente al
Ministero dell’Ambiente.

IL CENTRO AMBIENTE E SALUTE

Chiederemo un incontro con i dirigenti della Asl di Taranto perché venga raddoppiato il laboratorio
antidiossina di Taranto ponendolo nella condizione di analizzare anche gli alimenti. Vogliamo che a
Taranto prenda forma quel Centro Ambiente e Salute, collegato all’Università e dotato di eccellenti
collaborazioni, di cui da tempo parla il prof. Giorgio Assennato, direttore generale dell’Arpa Puglia.
In tal modo nell’Ospedale Testa di potranno unificare sinergicamente le competenze di chi opera
nel settore Salute e di chi opera nel settore Ambiente. Un Centro Ambiente e Salute posto di fronte
all’area industriale, nell’Ospedale Testa, è in grado di effettuare controlli diretti, rapidi ed efficaci
sulle emissioni, riportando l’area ad una condizione di normalità. Alla Asl chiederemo un impegno
in tal senso, con uno sforzo che deve essere adeguato e determinato al servizio della collettività,
mentre alla Regione chiediamo di bandire nuovi concorsi per dotare tale Centro di adeguato
personale.
L’ENI

Abbiamo in programma una mobilitazione di pressione sull’ENI perché non venga attuato il
potenziamento della centrale Enipower e perché non si proceda alle trivellazioni in mare.

IL RUOLO DELLA MAGISTRATURA

Ma chiediamo anche alla magistratura di fare di più, a partire dalla individuazione di chi ha
inquinato con la diossina i campi, gli animali e la catena alimentare.

Non dovrebbe essere difficile, eppure siamo in una situazione di stallo. La magistratura dovrebbe
anche verificare se i reati per cui l’Ilva è stata condannata (diffusione di polveri dal parco minerali e
di gas tossici dalla cokeria) vengono attualmente reiterati o no.

LA FONTE DEL BENZO(A)PIRENE

Vogliamo nei prossimi che partano effettivamente i controlli “ventoselettivi” dell’Arpa sul
benzo(a)pirene per capire chi inquina il quartiere Tamburi con questo potente cancerogeno.
Incontreremo il Dipartimento di Prevenzione dell’Arpa perché elabori la documentazione tecnica
necessaria al sindaco per emettere un’ordinanza preventiva che imponga alla cokeria di non
superare limiti di emissione di benzo(a)pirene, prevedendo opportune prescrizioni (come la “cottura
lenta” del coke).

L’INFORMAZIONE DELLA POPOLAZIONE

Vogliamo che ogni mese tutti io dati di tutti gli inquinanti vengano condivisi con la popolazione sul
Modello Brescia, ottenendo la sommatoria di tutti i camini e potendo così conoscere se l’impatto
inquinante sull’aria e sull’acqua sta diminuendo o no, dati alla mano.

Questo impegno deve diventare centrale in un Consiglio comunale monotematico, che richiediamo
urgentemente.

IL RUOLO DEI PARTITI POLITICI

Le elezioni regionali dovranno essere un’occasione per sapere cosa i candidati hanno fatto fino a
ora per l’ambiente e la salute e cosa propongono in concreto.

A tutte le parti politiche chiediamo di impegnarsi, in modo trasversale, perché si effettui il


campionamento continuo della diossina.
A tutti i partiti chiediamo l’eliminazione dal Codice dell’ambiente del vergognoso limite di 10.000
nanogrammi di diossina a metro cubo sostituendolo con il limite europeo di 0,4.

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