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La congiuntura delledilizia in

Toscana
Consuntivo 1 semestre 2014 Pre-consuntivo anno 2014

Firenze, aprile 2015

Landamento dellattivit resta


decisamente negativo
Anche nel primo semestre del 2014
landamento dellattivit (misurata in termini
di ore lavorate), per le imprese edili, rimane
in terreno ampiamente negativo (-11,4%).
Analizzando il dato per settore edile, i
risultati peggiori si notano per le imprese
operanti nella costruzione di edifici
residenziali, non residenziali e opere del
genio civile (-13,6%) e per le imprese che
si
occupano
di
lavori
edili
di
completamento (-12,4%). Affrontano una
riduzione minore della propria attivit le
imprese
del
comparto
relativo
alla
installazione di impianti (-7,7%).
Per quanto riguarda gli andamenti analizzati
per classe di addetti, la situazione peggiore
riguarda, ancora, le imprese di pi piccole
dimensioni, con riduzioni forti sia per la
classe 1-3 addetti (-15,9%) che per quella
tra i 4 e i 9 (-10,2%). Sempre in terreno
negativo, ma con riduzioni minori, sono le
imprese pi strutturate, con contrazioni
del 3,7% per quelle comprese fra 10 e 49
addetti)e del 6,9% per quelle
oltre i 50 addetti).

Andamento dell'attivit nelle imprese edili per settore e classi di addetti

Variazioni % 1 semestre 2014 % su 1 semestre 2013


TOTALE

-11,4

Lavori edili

-12,4

Installazione di Impianti

-7,7

Costruzione di edifici

-13,6

50 e oltre

-6,9
-3,7
-10,2
-15,9

10-49 addetti
4-9 addetti
1-3 addetti

anche se meno intenso per il comparto


della manutenzione e recupero
Landamento dellattivit analizzato per
comparto evidenzia una situazione ancora
caratterizzata
da
una
recessione
generalizzata a tutte le aree di
mercato, con una netta preponderanza
delle
imprese
che
manifestano
peggioramenti (rispetto a quelle che
dichiarano miglioramenti) che appare
trasversale sia al tipo di attivit (edilizia
residenziale, non residenziale e lavori
pubblici) che al tipo di committente (privato
o pubblico).
Lunico comparto in cui il numero di
imprese con aumento di attivit arriva
quasi al 5% del totale (4,2%), e
contemporaneamente
si contiene
la
percentuale di imprese con attivit in
diminuzione,

il
comparto
della
manutenzione e recupero, che ha
beneficiato in questi anni della legislazione
di sgravi fiscali per cittadini e imprese che
avessero messo in atto delle ristrutturazioni
edilizie, con sgravi che arrivano fino al 65%
per le ristrutturazioni con riqualificazioni
energetiche (c.d. ecobonus).

Andamento dell'attivit nelle imprese edili per comparto

Andamento nel 1 semestre 2014 % rispetto al 1 semestre 2013


Abitazioni su autopromozione 0,8

49,4

49,8

Abitazioni su commessa di terzi privati 1,3

42,3

56,3

Abitazioni su commessa pubblica 0,6

44,8

54,5

Edifici non resid. su autopromozione 0,8


Edifici non resid. su commessa privata 0,8
Edifici non resid. su commessa pubbl. 0,6
Lavori pubblici 2,7
Manutenzione e recupero 4,2
Aumentata

Diminuita

50,6
41,9
51,0
55,0
37,9

Rimasta Stabile

48,6
57,3
48,5
42,2
58,0

La contrazione del fatturato, come per altri indicatori,


pesante soprattutto per le imprese pi piccole
Anche la contrazione media del fatturato su
colloca su valori analoghi (-11,6%). Lentit
della diminuzione non accenna quindi a
ridimensionarsi, considerando che anche il
dato relativo allintero anno 2013 si attestava
su una riduzione superiore al -10% (-13%).
Analizzando il dato per classe dimensionale, la
situazione pi preoccupante riguarda, ancora,
le micro e piccole imprese, con riduzioni
pesanti
del
proprio
volume
daffari
(rispettivamente -15,7% e -10,3%). La
performance
migliore,
per
quanto
comunque in terreno negativo (-4,7%),
riguarda le imprese appartenenti alla classe di
addetti 10-49.
Dal punto di vista settoriale, invece, le
performances
peggiori
riguardano
le
costruzioni di edifici residenziali e non
residenziali ed i lavori edili di completamento
(-13,4% e -12,1%).

Andamento del fatturato nelle imprese edili per settore e classi di addetti

Variazioni % 1 semestre 2014 % su 1 semestre 2013


TOTALE

-11,6

Lavori edili

-12,1

Installazione di Impianti

-8,6

Costruzione di edifici

-13,4

50 e oltre

-7,0
-4,7
-10,3
-15,7

10-49 addetti
4-9 addetti

1-3 addetti

Il portafoglio ordini si assottiglia

Il portafoglio ordini, nel primo semestre del


2014, aumentato solo per l1% delle
imprese, mentre giudicato in stabilit dal
44% di esse e in diminuzione per la maggior
parte delle aziende intervistate (55%).
La quota di imprese con ordinativi in
aumento raggiunge una percentuale pi
consistente (9%) solo nel caso delle imprese
pi strutturate (classi di addetti 10-49 e oltre
50).
Gli ordinativi presenti in azienda assicurano
in media 3,1 mesi di attivit (8,2 per le
grandi imprese). Le imprese edili toscane
continuano quindi a navigare a vista,
operando in un orizzonte a brevissimo
termine.

Andamento del portafoglio ordini nelle imprese edili per classe di addetti e
settore

Andamento nel 1 semestre 2014 % rispetto al 1 semestre 2013


44%

TOTALE

1%

Lavori edili

47%
52%

1%

42%

Installazione di Impianti

55%

2%

55%

36%

Costruzione di edifici

62%

1%

50 e oltre

9%

10-49 addetti

58%

33%

9%

4-9 addetti

55%

35%

49%
45%

6%

42%

1-3 addetti

0%
0%

Stazionario

20%
Diminuito

40%
Aumentato

57%
60%

80%

Gli investimenti sono realizzati soprattutto dalle imprese


pi grandi. Calo occupazionale ancora consistente
La quota di imprese che, nel primo
semestre del 2014, ha incrementato le
risorse
investite
sulla
struttura
aziendale per lacquisto di beni materiali
od immateriali pari solo al 5,5% del
totale. Tale percentuale aumenta fino ad
arrivare al 16,6% nel caso delle imprese
pi grandi (oltre 50 addetti), a
testimonianza del fatto che una
dimensione
pi
strutturata
pu
consentire alle aziende, malgrado le
grandi difficolt del momento, di avere
una prospettiva a medio termine ed
investire in essa.
I
dati
relativi
alloccupazione
evidenziano la permanenza del periodo
recessivo, con contrazioni degli addetti
che toccano il 24% nel caso delle micro
imprese (1-3 addetti). Il valore medio
totale per il settore edile dunque
pesantemente negativo (-14%); dal
punto di vista settoriale il comparto pi in
difficolt risulta essere quello delle
costruzioni di edifici residenziali e non
residenziali.

Andamento dell'occupazione nelle imprese edili per settore e classi di addetti

Variazioni % 1 semestre 2014 % su 1 semestre 2013


TOTALE

-14,4%

Lavori edili

-13,8%

Installazione di Impianti

-5,5%

Costruzione di edifici

-20,8%
-1,3%

-2,0%
-5,2%
-23,5%

50 e oltre
10-49 addetti
4-9 addetti
1-3 addetti

I pre-consuntivi riferiti allintero anno 2014


restano ampiamente negativi
Gli andamenti ancora decisamente negativi
rilevati nel I semestre condizionano in
maniera decisa i pre-consuntivi riferiti
allintero anno 2014.
Sulla base di quanto dichiarato fra ottobre e
novembre, e dunque in prossimit della
chiusura dellanno, quasi nessuna impresa
(0,1% del totale) ha infatti previsto un
aumento del proprio organico al 31/12
(rispetto alla fine del 2013), improntando le
proprie strategie verso un atteggiamento
prudenziale, cercando di mantenere la
struttura e lottando per non dover diminuire
ulteriormente i propri organici.
Relativamente al fatturato, del resto, il 29%
delle aziende intervistate ha previsto di
chiudere lanno con una riduzione del proprio
volume daffari, mentre solo il 2,2% ha
pensato di conseguire un aumento dello
stesso. Come gi osservato per i consuntivi
riferiti alla prima parte dellanno, quote
superiori alla media di imprese con
andamenti favorevoli si registrano nel caso
delle realt pi strutturate: da
notare tuttavia che la classe 1049 addetti, pur conseguendo una
quota pi elevata di imprese in
crescita rispetto alla classe 50 ad-

Imprese edili con aspettative di aumento del fatturato nel 2014

Quote % sul totale


Totale

2,2%

50 e oltre

4,7%

10-49 addetti

6,8%

4-9 addetti

4,2%

1-3 addetti
Lavori edili
Installazione di Impianti

Costruzione di edifici

1,6%
0,3%
3,9%
4,4%

detti e oltre, riporta anche una quota decisamente pi alta di


imprese con riduzioni di fatturato (15% vs. 6%). Analogamente il
settore delle costruzioni, pur con valori in aumento analoghi al
settore dellinstallazione impianti, segnala rispetto a questo una pi
ampia quota di riduzioni (35% vs. 16%)
Per quanto riguarda la spesa per investimenti, infine, il 79,8% delle
imprese non ha previsto leffettuazione nel corso del 2014 di spese
di acquisto di beni materiali o immateriali per la propria azienda.

Focus su rapporti con la Pubblica


Amministrazione e su accesso al credito
Il 16,7% delle imprese edili intrattiene rapporti con la Pubblica Amministrazione. Tale quota sale notevolmente
restringendo lanalisi sulle medio-grandi imprese (il 32,7% delle imprese della classe di addetti da 10 a 49 ed il 35%
della classe oltre i 50 addetti), essendo quelle pi in grado data la maggiore struttura di intercettare i lavori pubblici
commissionati dallo Stato.
Rivolgendosi solo alle imprese che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione, il 23,1% ha dichiarato di subire
ritardi nei pagamenti da parte dello Stato. Tale quota segnala una distensione della problematica che ha enormemente
messo in difficolt le aziende del settore edile in questi ultimi anni, provocando crisi di liquidit in molte realt. Il 46,6%
delle imprese dichiara del resto che i ritardi di pagamento sono in diminuzione, sebbene tale problema risulti ancora in
aumento per il 40,4% delle imprese che intraprendono rapporti con il committente pubblico.
Il 70,5% delle aziende dichiara altres di aver iniziato a riscuotere gli arretrati dei pagamenti da parte della Pubblica
Amministrazione, con una percentuale media dei crediti fermi pari al 45% di essi.
Nel primo semestre del 2014 solo il 13,7% delle imprese intervistate ha fatto domanda di credito al sistema
bancario. Il dato largamente influenzato dalla composizione delluniverso considerato, costituito per lo pi da micro
imprese che soffrono in particolar modo la negativa congiuntura e che difficilmente riescono a presentarsi di fronte agli
istituti bancari con le caratteristiche adatte a soddisfare i rating imposti dalle banche alle imprese per la concessione di
credito. Percentuali cos basse scontano probabilmente anche fenomeni di scoraggiamento, tali per cui le imprese del
settore possono aver deciso a priori di non fare domanda di prestiti bancari.
Secondo il 58,4% delle imprese intervistate si inoltre assistito ad un inasprimento delle condizioni di offerta di credito
da parte delle banche, mentre per il 40,1% le condizioni di accesso al credito sono rimaste invariate.

Focus sulle imprese artigiane


delledilizia 1
Per le imprese artigiane delledilizia, il primo
semestre 2014 si chiuso con risultati ancora
una volta molto negativi. Malgrado la flessione
del fatturato (-11,8%) abbia fatto registrare
unattenuazione rispetto a quanto osservato nel
punto pi acuto della crisi (prima parte del
2012), larretramento del volume daffari non
conosce soste.

Landamento
delloccupazione
ha
poi
conosciuto una drammatica riduzione (-12,3%)
che non ha uguali nella storia recente.
Lallentamento della fase recessiva ha invece
favorito un leggero recupero delle imprese che
hanno aumentato la propria spesa per
investimenti, passate dal 3,5% del 2012 al
4,9% del 2014, sebbene tale quota resti ancora
ampiamente al di sotto dei valori pre-crisi (14%
nel 2007).
In negativo tutti i comparti delledilizia dove
operano principalmente artigiani, ovvero quello
dellinstallazione di impianti e dei lavori edili di
completamento.

Imprese artigiane dell'edilizia: andamento del fatturato

Variazioni % 1 semestre 2014 % su 1 semestre 2013


I sem
2007

I sem
2008

I sem
2009

I sem
2010

I sem
2011

I sem
2012

2013*

I sem
2014

-4,5
-7,7
-9,1
-12,3

-12,4

-12,7

-19,3

* dato riferito all'anno

-11,8

Focus sulle imprese artigiane


delledilizia 2
Il dettaglio settoriale evidenzia come le
peggiori dinamiche, sia in termini di
fatturato che di occupazione, siano
riportate dalle imprese artigiane che si
occupano di costruzione di edifici (13,1% i ricavi e -15,5% gli addetti).
Non molto migliori si rivelano le
performance operanti nel settore dei
lavori edili di completamento, mentre
quelle
attive
nellinstallazione
di
impianti
sembra
attraversare
una
situazione meno drammatica, seppur
ancora molto negativa: -6,4% di addetti e
-10,7% di fatturato.

Indicatori dell'edilizia artigiana per comparti di attivit - 1 semestre 2014

Variazioni % rispetto al 1 semestre 2013


Costruzione di edifici
ADDETTI

Installazione di Impianti
FATTURATO

Lavori edili

ATTIVITA' (ore lavorate)

-6,4%

-10,7%
-12,0%
-13,1%
-15,5%

-14,5%

-9,7%
-12,2%

-14,9%

Focus sulle imprese artigiane


delledilizia 3
In dodici mesi dal 30 giugno 2013 al 30
giugno 2014 gli addetti artigiani
delledilizia sono diminuiti in Toscana di
oltre 11 mila unit. Tale flessione
interamente ascrivibile alla riduzione
delloccupazione dipendente.

Imprese artigiane dell'edilizia: andamento degli addetti dipendenti al 30.06.2014

Variazioni assolute rispetto al 30.06.2013


EDILIZIA - ARTIGIANATO

-11.336

a maggior parte dei posti di lavoro persi


riguarda il comparto dei lavori edili (-6
mila); altri 3 mila addetti in meno si
registrano poi nelle attivit di costruzione
edifici e 1.600 sono persi dalle aziende di
installazione di impianti.

-3.067

Costruzione di edifici

-1.641 Installazione di Impianti

-6.628

Lavori edili

Riconoscimenti

Riconoscimenti
Elaborazioni e testo a cura di:
Silvia Pincione
Lauretta Ermini (focus su imprese artigiane)
Coordinamento:
Riccardo Perugi

Il credito in Toscana
IV trimestre 2014

Firenze, Aprile 2015

Il contesto di riferimento

Secondo quanto riportato nel Bollettino Economico pubblicato ad inizio anno dalla Banca dItalia, a livello nazionale
proseguita, con una lieve moderazione rispetto ai mesi precedenti, la contrazione dei prestiti alle imprese, risentendo,
dal lato della domanda, della debolezza degli investimenti e, dal lato dellofferta, della persistente rischiosit dei
prenditori di fondi [] Continua il calo dei tassi sui prestiti alle imprese e alle famiglie. (Banca dItalia, Bollettino
Economico, gennaio 2015, pag. 28)
I prestiti verso le famiglie consumatrici sono stabili (-0,4%), ma continua la contrazione degli impieghi diretti alle
societ non finanziarie (-1,2%) a causa, come detto, dellandamento negativo degli investimenti e della debolezza del
ciclo economico.
Secondo quanto emerso dallindagine condotta sul credito bancario (Bank Lending Survey), nel quarto trimestre del
2014 i criteri di offerta dei prestiti a imprese e famiglie hanno continuato a segnare un allentamento, beneficiando
soprattutto del miglioramento della posizione di liquidit degli intermediari.
Tale miglioramento ascrivibile, in larga parte, al ricorso alle operazioni avviate attorno alle met del 2014 da parte
della BCE di rifinanziamento a pi lungo termine. Tali operazioni sono operazioni temporanee di finanziamento con
frequenza mensile e scadenza di norma a tre mesi e mirano a fornire alle controparti ulteriori finanziamenti a pi lungo
termine.
Tramite questi strumenti di politica monetaria, facenti parte delle c.d. operazioni di mercato aperto, il Consiglio Direttivo
della BCE ha avuto come obiettivo il miglioramento del funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica
monetaria sostenendo il processo di erogazione del credito alleconomia reale.

I prestiti a imprese e famiglie

Tale evoluzione determinata in parte, come


da circa due anni, alla pesante contrazione
dei prestiti verso le societ finanziarie e
assicurative2 (-28,5%). I prestiti alle
istituzioni finanziarie, fino allanno 2013,
rappresentavano l8% del totale del credito
concesso al sistema economico; nel trimestre
in esame sono invece scesi al 3,2% del
totale.

Prestiti bancari - dati aggregati

(dati trimestrali; variazioni percentuali sui 12 mesi)


15,0

Imprese

12,0

Famiglie consumatrici

9,0

Totale

6,0
3,0
0,0
-3,0

-6,0
08.1
08.2
08.3
08.4
09.1
09.2
09.3
09.4
10.1
10.2
10.3
10.4
11.1
11.2
11.3
11.4
12.1
12.2
12.3
12.4
13.1
13.2
13.3
13.4
14.1
14.2
14.3
14.4

Anche in Toscana, nel IV trimestre del 2014,


proseguita la contrazione dei prestiti alla
clientela residente1 (-1,8% il dato
tendenziale, ovvero rispetto allo stesso
trimestre dellanno precedente), evidenziando
coma a livello nazionale una leggera
attenuazione rispetto ai mesi precedenti.

Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Banca di Italia

Anche i prestiti verso le imprese sono diminuiti nuovamente ma di pochissimo (-0,3%), rasentando ormai la
stabilit. Un rientro deciso in terreno positivo sar possibile solo quando le imprese potranno cominciare a guardare in
avanti con un orizzonte di medio termine e a mettere cos in atto politiche di investimento, riattivando nettamente la
domanda di credito, grazie anche alla ripartenza delleconomia reale.
Per quanto riguarda i finanziamenti alle famiglie consumatrici, dopo otto trimestri consecutivi di contrazione, si
registra invece un primo dato positivo, per quanto di piccolissima entit (+0,1%).
1.

Prestiti lordi, comprensivi di sofferenze e pct delle banche ai residenti.

2.

Societ di intermediazione mobiliare, societ fiduciarie di gestione, societ di finanziamento e sicav.

I prestiti alle imprese per branca di attivit economica

(dati trimestrali; variazioni percentuali sui 12 mesi)


Attivit manifatturiere
Costruzioni
Servizi
Totale
Altro

6,0
4,0

3. Prestiti lordi, comprensivi di sofferenze e


finanziamenti a procedura concorsuale. Dati
riferiti alle segnalazioni di banche, societ
finanziarie e societ veicolo di operazioni di
cartolarizzazione sui finanziamenti a societ
non finanziarie e famiglie produttrici.
4. Include i settori primario, estrattivo ed
energetico.

0,0
-2,0
-4,0
-6,0

Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Banca di Italia

14.4

14.3

14.2

14.1

13.2

13.1

12.4

12.3

12.2

-8,0

12.1

Non stupisce quindi che il dato totale presenti una


contrazione meno intensa (-1%), in quanto
influenzato dallandamento ormai quasi vicino alla
stabilit (-0,8%) dei finanziamenti al settore
dei servizi (che rappresentano il 49,5% del
totale) e dallandamento positivo dei prestiti al
settore residuale Altro4 (+2,2%), che
rappresenta il 10% del totale prestiti erogati alle
imprese.

2,0

11.4

Aggregando i due suddetti settori si raggiunge il


40,5% del totale prestiti concessi alle imprese
non finanziarie.

13.4

1,6%).

Prestiti di banche e societ finanziarie alle imprese per branca di attivit


economica

13.3

A livello settoriale, la contrazione del credito alle


imprese3 ha riguardato in particolar modo
anche nel quarto trimestre 2014 le imprese
appartenenti al settore delle costruzioni (2,5%) ed al comparto manifatturiero (-

Tassi di interesse a breve

I livello dei tassi di interesse sui prestiti a


breve termine5 concessi dalle banche
condiziona il sistema economico nel ricorso al
credito. Nel breve periodo, i tassi bancari attivi
risentono principalmente delle variazioni dei tassi
guida della politica monetaria. Il taglio dei tassi
ufficiali operato dalla BCE lo scorso giugno ha
ovviamente contribuito ad una riduzione del
costo del credito, in atto anche nel quarto
trimestre. Il costo del credito in Toscana parte da
livelli molto elevati, anche in confronto con le
altre regioni, a causa un maggior livello di rischio
del settore produttivo rispetto alla media
nazionale.

Tassi di interesse a breve termine per branca di attivit

Dal punto di vista dimensionale, particolarmente


sofferenti sono le piccole imprese (9,2%); per
quanto riguarda i settori, costi molto alti del
denaro sono stati raggiunti nel comparto delle
costruzioni (8,6%), con valori molto al di sopra
del dato nazionale. Seppur partendo da livelli
come detto molto alti, nel quarto trimestre
dellanno il costo del denaro a breve termine
continua comunque la diminuzione iniziata nel
secondo trimestre del 2014.

Tassi di interesse a breve termine per dimensione delle imprese


Valori %

10,0

Totale imprese

Manifattura

Costruzioni

Servizi

9,0
8,0
7,0
6,0

4,0

10,0

08.1
08.2
08.3
08.4
09.1
09.2
09.3
09.4
10.1
10.2
10.3
10.4
11.1
11.2
11.3
11.4
12.1
12.2
12.3
12.4
13.1
13.2
13.3
13.4
14.1
14.2
14.3
14.4

5,0

totale imprese

Imprese medio-grandi

Imprese piccole

9,0
8,0
7,0

6,0
5,0
4,0

08.1
08.2
08.3
08.4
09.1
09.2
09.3
09.4
10.1
10.2
10.3
10.4
11.1
11.2
11.3
11.4
12.1
12.2
12.3
12.4
13.1
13.2
13.3
13.4
14.1
14.2
14.3
14.4

5. La Banca dItalia rileva i tassi effettivi riferiti ai


finanziamenti per cassa che rientrano nelle
seguenti categorie: rischi autoliquidanti, rischi a
scadenza e rischi a revoca.

Valori %

Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Banca di Italia

Tassi di interesse a medio/lungo termine

Valori %
7,0
6,5
6,0
5,5
5,0
4,5
4,0
3,5
3,0
2,5
2,0

Imprese

Famiglie consumatrici

10.1
10.2
10.3
10.4
11.1
11.2
11.3
11.4
12.1
12.2
12.3
12.4
13.1
13.2
13.3
13.4
14.1
14.2
14.3
14.4

Totale

09.3
09.4

Le condizioni di accesso al credito stanno


quindi migliorando anche per quanto
riguarda i finanziamenti a medio-lungo
termine, tuttavia soprattutto per quanto
riguarda il mondo imprenditoriale un
miglioramento delle condizioni di offerta si
scontra con la persistente debolezza della
domanda, dovuta in particolar modo alla
scarsa quota di imprese in grado di mettere
in atto spese di investimento nella propria
azienda.

Tassi di interesse su prestiti a medio-lungo termine per settore istituzionale


della clientela

08.1
08.2
08.3
08.4
09.1
09.2

La richiesta di
prestiti a medio-lungo
termine (sopra i 18 mesi) rappresenta la
volont, da parte di imprese e famiglie, di
fare scelte per il proprio futuro. Nel caso
delle imprese, la richiesta di finanziamenti
non a breve termine nasce dalla decisione di
porre in atto programmi di investimento. I
tassi di interesse sui prestiti a medio
lungo termine per le famiglie consumatrici
e per le imprese stanno diminuendo
dallinizio
del
2014,
attestandosi
rispettivamente al 3,0% per le famiglie ed
al 3,4% per le imprese nel trimestre
conclusivo.

Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Banca di Italia

La qualit del credito

In tale ambito il peggioramento stato


diffuso, tuttavia le condizioni maggiormente
critiche si continuano a riscontrare nel
settore edile, dove il tasso ha raggiunto
un nuovo picco del 10,6%. Anche nel
manifatturiero si registra tuttavia un
leggero aumento del tasso di decadimento
nel quarto trimestre del 2014 (rispetto al
trimestre prececedente), portandosi al
5,1%. Il rapporto tra le esposizioni passate
a sofferenza e i prestiti in bonis del periodo
si attesta invece su livelli pi contenuti,
rispetto alledilizia ed al manifatturiero, per
le imprese dei servizi, e rimane stabile per
le famiglie consumatrici.
6. I valori sono calcolati come medie dei
quattro trimestri terminanti in quello di
riferimento.

Tasso di decadimento

(valori %)
12,0
10,0

Famiglie
consumatrici
Costruzioni

8,0

6,0

Manifattura

4,0

Servizi

2,0
0,0

Totale
imprese
08.1
08.2
08.3
08.4
09.1
09.2
09.3
09.4
10.1
10.2
10.3
10.4
11.1
11.2
11.3
11.4
12.1
12.2
12.3
12.4
13.1
13.2
13.3
13.4
14.1
14.2
14.3
14.4

Il tasso di decadimento6 calcolato


come rapporto fra il flusso di nuove
sofferenze e la consistenza dei prestiti in
essere allinizio del periodo. Londa lunga
della crisi continua ad avere pesanti
conseguenze,
soprattutto
nel
mondo
imprenditoriale
e
produttivo,
dove
persistono difficolt di rimborso dei crediti
ricevuti.

Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Banca di Italia

La raccolta bancaria

I depositi detenuti dalle famiglie e dalle


imprese toscane presso le banche continuano
infine a crescere su base tendenziale (+3,2%),
anche se con un ritmo leggermente pi basso
rispetto al trimestre precedente.

I depositi a risparmio, che avevano visto una


marcata espansione durante i primi anni della crisi,
grazie al fatto di essere caratterizzati da rendimenti
pi elevati rispetto alle forme di raccolta a vista,
per la prima volta segnano una contrazione,
seppur minima (-0,8%).
E inoltre importante notare come, in questi anni si
stia assistendo ad un cambiamento strutturale,
non congiunturale, tra le forme di raccolta. Per
quanto riguarda le obbligazioni bancarie, ad
esempio, la contrazione che va avanti ormai da
pi di due anni conseguenza di precise scelte
degli istituti di credito, che si sono trovati a dover
ridurre il pi possibile il c.d. funding gap7. In
particolare, la riduzione dei prestiti sta rendendo
inutile parte della raccolta bancaria che, in altri
momenti, serviva a compensare la differenza tra
impieghi e depositi.
7. Rapporto tra il totale degli impieghi a residenti
(al lordo delle sofferenze nette) e le fonti di
raccolta stabili (somma
di
depositi
ed
obbligazioni).

Raccolta bancaria presso le famiglie consumatrici e le imprese

(dati trimestrali; variazioni percentuali sui 12 mesi)


60,0

Depositi totali

50,0

Obbligazioni
bancarie
Depositi a
risparmio

40,0

30,0
20,0
10,0
0,0
-10,0
-20,0
-30,0

12.2

12.3

12.4

13.1

13.2

13.3

13.4

14.1

Fonte: Elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Banca di Italia

14.2

14.3

14.4

Cenni metodologici e
riconoscimenti

Cenni metodologici
Le elaborazioni contenute nel presente rapporto sono realizzate su dati Banca dItalia (dati sul credito bancario nel
periodo settembre - dicembre 2014).
Si ringrazia la sede regionale della Banca dItalia per la collaborazione offerta.
Il presente rapporto scaricabile dalla pagina web dal portale Starnet, area territoriale Toscana, cliccando sul seguente
link

Riconoscimenti
Elaborazioni e testo a cura di:
Silvia Pincione
Coordinamento:
Riccardo Perugi