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Allitterazioni: della R: settembre, migrare, ora, terra, Abruzzi, pastori, verso, mare;

primamente [] /tremolar della marina; della L: lungo illuda la lor / [] avellano;


lunghesso illitoral; di M ed N: settembre, andiamo, tempo, migrare; come, monti,
profondamente, fonti; natia,/ rimanga; rinnovato hanno, avellano, / vanno, antico,
piano; marina / cammina / mutamento;

Apostrofe: Settembre (v. 1);

Interrogativa retorica: Ah, perch non so io c miei pastori? (v. 21);

Similitudini: verde come i pascoli dei monti (v. 5); quasi per un erbal fiume silente (v.
12); imbionda s la viva lana / che quasi dalla sabbia non divaria (vv. 18-19);

Sinestesia: dolci romori (v. 20);

Metafore: erbal fiume (v. 12); imbionda (v. 18);

Metonimia: acqua natia (v. 7);

Personificazione: Adriatico selvaggio (v. 4);

Anastrofe: rinnovato hanno (v. 10);

Parole onomatopeiche: isciacquio, calpestio (v. 20);

Enjambements: i miei pastori / lascian (vv. 2-3); fonti / alpestri (vv. 6-7); cammina / la
greggia

Le Laudi di Gabriele DAnnunzio sono cinque raccolte poetiche. NellAlcyone, la


terza raccolta, in particolare, DAnnunzio descrive il sogno di unestate, di unideale
vacanza estiva dai colli fiesolani alle coste tirreniche, dalle piogge di fine primavera ai
paesaggi autunnali di settembre. In questa raccolta, si esplica pienamente il
cosiddetto panismo dannunziano: luomo si trasforma in un elemento della natura e
la natura stessa si umanizza. Lultima parte dellAlcyone unelegia di fine
estate, che passa lentamente nella dolce malinconia dellautunno. Le tematiche
principali sono la nostalgia di terre lontane, le memorie antiche velate di unatmosfera
di sogno. Qui, in particolare, si tratta del ricordo mitico e favoloso della gente e della
terra natale del poeta, dellAbruzzo in cui DAnnunzio ha trascorso linfanzia e con il
quale dimostra di mantenere un profondo legame affettivo. I gesti lenti e ripetitivi
dei pastori sono lemblema di vicende che si ripetono sempre uguali di
generazione in generazione, molto legate alla terra e alle stagioni, nellambito di un
paesaggio naturale primitivo ed incontaminato. Il periodare lento, pacato, scandito
da forti pause per dare lidea di una nostalgia e di una pace antica nella quale il poeta
vuole immergersi completamente. La transumanza non era solo uno spostamento di
greggi dai pascoli estivi a quelli invernali, ma anche lincontro tra antiche tradizioni e
usanze diverse. Era legata a leggi e regole non scritte rispettate da tutti e i pastori
tornavano sempre arricchiti di esperienze e conoscenze, dopo aver attraversato fiumi
e valli. Il mese di settembre un periodo di cambiamento, di passaggio
dallestate allautunno, che porta con s una profonda nostalgia; il poeta si sente
pienamente protagonista della vicenda dei pastori, sin dal primo verso, com
evidente dal verbo alla prima persona plurale Andiamo, e la sua nostalgia la stessa
dei pastori, costretti a lasciare le loro terre. Il suo coinvolgimento emotivo si esplicita,
poi, pienamente nellultimo verso, molto struggente, con linterrogativa retorica
enfatica Ah, perch non so io c miei pastori?. Il paesaggio un elemento
centrale della poesia ed un paesaggio continuamente sospeso tra acqua e
terra, i due elementi tra i quali il poeta cerca di stabilire una forte connessione, per
sottolineare che la natura un tutto omogeneo, con cui anche lui stesso si identifica,

in linea con la sua concezione panica. Se nella prima parte della lirica sono descritte
soprattutto le azioni dei pastori e dominano i verbi di movimento (andiamo;
migrare; vanno; scendono), nella seconda, invece, il paesaggio diventa il
protagonista assoluto, con gli elementi visivi che si mescolano a quelli sonori (erbal
fiume silente; il tremolar de la marina; il sole imbionda; isciacquio, capestio,
dolci romori). A livello lessicale, interessante notare lalternarsi continuo di
vocaboli dotti (come vestigia o esuli), una citazione dantesca (il tremolar della
marina), neologismi (come erbal e isciacquio) e termini dialettali (come
avellano).