Sei sulla pagina 1di 3

Il vero e proprio viaggio attraverso l'Inferno ha inizio nel Canto III (nel precedente Dante

esprime i suoi dubbi e le sue paure a Virgilio riguardo al viaggio che stanno per compiere).
Dante e Virgilio si trovano sotto la citt di Gerusalemme, davanti alla grande porta su cui
sono impressi i versi celeberrimi che aprono questo canto. L'ultimo di quei versi: "Lasciate
ogne speranza, voi ch'intrate", incute nuovi dubbi e nuovo timore in Dante, ma il suo
maestro e guida gli sorride e lo prende per mano perch ormai bisogna andare avanti. In
questo luogo senza tempo e senza luce, l'Antinferno, stazionano per sempre gli ignavi,
ossia quelli che in vita non vollero prendere posizioni, ed ora sono ritenuti indegni sia di
premio (Paradiso) che di castigo (Inferno) perch il primo sarebbe macchiato della loro
presenza e nel secondo sarebbero un motivo di possibile vanto. La loro punizione consiste
nel correre nudi dietro ad una bandiera senza stemma ed essere perennemente punti da
vespe e da mosconi; poco pi in l sulla riva dell'Acheronte (il primo fiume infernale),
stanno provvisoriamente le anime che devono raggiungere l'altra riva, in attesa
che Caronte, il primo guardiano infernale, le spinga nella sua barca e le traghetti di l.

Giovanni Stradano (1523-1605): Inferno, Mappa

L'inferno dantesco immaginato come una serie di anelli numerati, sempre pi stretti che
si succedono in sequenza e formano un tronco di cono rovesciato; l'estremit pi stretta si
trova in corrispondenza del centro della Terra ed interamente occupata da Lucifero che,
movendo le sue enormi ali, produce un vento gelido: il ghiaccio la massima pena. In
questo Inferno, ad ogni peccato, corrisponde un cerchio, ed ogni cerchio successivo pi
profondo del precedente e pi vicino a Lucifero; pi grave il peccato, maggiore sar il
numero del cerchio.
Al di l dell'Acheronte si trova il primo cerchio, il Limbo. Qui stanno le anime dei puri che
non ricevettero il battesimo e che per vissero nel bene; vi si trovano anche - in un luogo a
parte dominato da un "nobile castello" - gli antichi "spiriti magni" che compirono grandi
opere a vantaggio del genere umano (Virgilio stesso tra loro). Oltre il Limbo, Dante e il
suo maestro entrano nell'Inferno vero e proprio. All'ingresso sta Minosse, il secondo
guardiano infernale che, da giudice giusto quale fu, indica in quale cerchio infernale ogni
anima dovr scontare la sua pena, avvolgendo la coda tante volte quanti cerchi l'anima
dovr scendere. Superato Minosse, i due si ritrovano nel secondo cerchio, dove sono puniti
i lussuriosi: tra essi le anime diSemiramide, Cleopatra, Elena di Troia ed Achille. Celebri i
versi del quinto canto su Paolo e Francesca[12] che raccontano la loro storia e passione
amorosa. Ai lussuriosi, travolti dal vento, succedono nel terzo cerchio, i golosi; questi sono
immersi in un fango puzzolente, sotto una pioggia senza tregua, e vengono morsi e
graffiati da Cerbero, terzo guardiano infernale; dopo di loro, nel quarto cerchio, presidiato
da Plutone, stanno gli avari e i prodighi, divisi in due schiere destinate a scontrarsi per
l'eternit mentre fanno rotolare massi di pietra lungo la circonferenza del cerchio.

Dante e Virgilio giungono poi al quinto cerchio, davanti allo Stige, nelle fangose acque del
quale sono puniti iracondi e accidiosi, e qui i protagonisti hanno un alterco con Filippo
Argenti; i due Poeti vengono traghettati sulla riva opposta dalla barca di Flegias, quinto
guardiano infernale. L, sull'altra sponda, sorge la Citt di Dite, in cui sono puniti i peccatori
consapevoli del loro peccare. Davanti alla porta chiusa della citt, i due sono bloccati dai
demoni e dalle Erinni; entreranno solo grazie all'intervento dell'Arcangelo Michele, e
vedranno come sono puniti coloro "che l'anima col corpo morta fanno", cio gli epicurei e
gli eretici in generale: essi si trovano all'interno di grandi sarcofaghi infuocati; tra gli eretici
incontrano il ghibellino Farinata degli Uberti, uno dei pi famosi personaggi dell'Inferno
dantesco. Assieme a lui presente Cavalcante dei Cavalcanti, padre di Guido, amico di
Dante.
Oltre la citt, il poeta e la sua guida scendono verso il settimo cerchio lungo uno scosceso
burrone (burrato), alla fine del quale si trova il terzo fiume infernale, il Flegetonte, un fiume
di sangue bollente presidiato dai Centauri. Questo fiume costituisce il primo dei
tre gironi in cui diviso il VII cerchio. Vi sono puniti i violenti contro il prossimo; tra essi
il Minotauro, ucciso daTeseo con l'aiuto di Arianna. Oltre il fiume, sull'altra sponda il
secondo girone, (che Dante e Virgilio raggiungono grazie all'aiuto del centauro Nesso); qui
stanno i violenti contro s stessi, isuicidi trasformati in arbusti secchi, feriti e straziati per
l'eternit dalle Arpie; tra loro troviamo Pier della Vigna); nel secondo girone stanno anche
gli scialacquatori, inseguiti e sbranati da cagne. L'ultimo girone, il terzo, una landa
infuocata, ed ospita i violenti contro Dio nella Parola, nella Natura e nell'Arte, ossia
i bestemmiatori (Capaneo), i sodomiti (tra cui Brunetto Latini, maestro di Dante, quando il
poeta era giovane) e gli usurai. A quest'ultimo girone Dante dedicher molti versi
dal Canto XIV al Canto XVII.
Alla fine del VII cerchio, Dante e Virgilio, scendono per un burrone (ripa discoscesa) in
groppa a Gerione, il mostro infernale dal volto umano, zampe leonine, corpo di serpente e
coda di scorpione. Cos raggiungono l'VIII cerchio chiamato Malebolge, dove sono puniti i
traditori in chi non si fida. L'ottavo cerchio diviso in dieci bolge; ogni bolgia un fossato
a forma di cerchio. I cerchi sono concentrici, scavati nella roccia e digradanti verso il
basso, alla base di essi si apre il Pozzo dei Giganti. Nelle bolge sono puniti, nell'ordine,
ruffiani e seduttori, adulatori, simoniaci, indovini, barattieri, ipocriti, ladri, consiglieri
fraudolenti - tra cui Ulisse e Diomede, i seminatori di discordia (Maometto) e i falsari.
Ulisse racconta ai due viandanti il suo ultimo viaggio; qui si vede che Dante non era a
conoscenza della predizione di Tiresia sulla morte di Ulisse e perci ne inventa la fine in un
gorgo marino al di l delle Colonne d'Ercole, simbolo per Dante della ragione e dei limiti
del mondo. Tra i falsari, nella decima bolgia, troviamo il "folletto" Gianni Schicchi; infine i
due accedono al IX ed ultimo cerchio, dove sono puniti i traditori in chi si fida.
Questo cerchio diviso in quattro zone, coperte dalle acque gelate della ghiaccia di Cocito.
Nella prima zona, chiamata Caina (dal nome di Caino, che uccise il fratello Abele), sono
puniti i traditori dei parenti; nella seconda, Antenora (dal nome Antenore, il troiano che
consegn il Palladio ai nemici greci), stanno i peccatori come lui, traditori della patria; nella
terza, Tolomea(dal nome del re Tolomeo XIII, che al tempo di Cesare fece uccidere il suo

ospite Pompeo), si trovano i traditori degli ospiti; infine nella quarta, Giudecca (dal nome
di Giuda Iscariota, che trad Ges), sono puniti i traditori dei benefattori. Nell'Antenora
Dante incontra il Conte Ugolino della Gherardesca che narra della sua segregazione nella
Torre della Muda con i figli e la loro morte per fame, segregazione e morte volute
dall'Arcivescovo Ruggieri. Ugolino appare nell'Inferno sia come un dannato che come
un demone vendicatore, che rode per l'eternit il capo del suo aguzzino. Nell'ultima zona si
trovano i tre grandi traditori: Cassio, Bruto (che complottarono contro Cesare) e Giuda
Iscariota; la loro pena consiste nell'essere maciullati dalle tre bocche di Lucifero, che qui
ha la sua dimora. Giuda si trova nella bocca centrale, a suggello della maggiore gravit del
proprio tradimento.