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Istologia 16 Sangue (parte 2)

Globuli bianchi (leucociti)


Sono meno numerosi dei globuli rossi (in un microlitro di sangue sono circa 4-10.000).
I leucociti possono essere distinti in diverse categorie.
Granulociti (PoliMorfoNucleati - PMN). Sono cellule polinucleate, con un diametro di 10-12 m. Il
nucleo eterocromatico, con assenza di nucleolo.
Sono presenti anche a livello del midollo osseo, dove formano una riserva, e a livello tissutale, in cui
svolgono la loro funzione e dal quale non possono tornare nel torrente sanguigno.
I granulociti presentano evidenti granuli citoplasmatici. Si suddividono, a loro volta, in:
Neutrofili (40-75 %). Hanno dei granuli che si colorano solo con i coloranti neutri;
Acidofili o eosinofili (1-6 %). Si colorano di rosso-rosa-arancio con leosina (colorante
acido).
Basofili (0, 1-2 %). Si colorano di viola scuro col blu di metilene (colorante basico).
Agranulociti, che presentano, invece, granuli poco evidenti. Gli agranulociti, a loro volta, si
suddividono in
Linfociti (2-8 %)
Monociti (20 50 %)
Linsieme delle percentuali dei vari tipi di leucociti costituisce la formula leucocitaria, uno dei parametri
fondamentali degli esami del sangue.
Granulociti - Neutrofili
Sono i globuli bianchi pi numerosi. Hanno una vita breve: 12-14 h.
Hanno forma sferica. Il nucleo polilobato ed il numero dei lobi in rapporto allet della cellula1.
Spesso si osserva un piccolo lobo a bacchetta di tamburo (drumstick), il corpo di
Barr, che corrisponde al secondo cromosoma X negli individui di sesso femminile.
Il citoplasma povero di organuli (piccolo apparato di Golgi e qualche cisterna di
reticolo endoplasmatico). Al suo interno, sono presenti notevoli accumuli di
glicogeno e, sotto alla membrana, una cortex cellulare molto sviluppata (in modo
da consentire il movimento ameboide della cellula).
Sono presenti, inoltre, tanti granuli (0.2 m). Essi possono essere di tre tipi:
Primari (o azzurrofili, perch si colorano coi coloranti azzurri). Sono il
20% e compaiono per primi nel corso del differenziamento.
Si tratta di lisosomi che contengono idrolasi, catalasi, fosfatasi acida (un
enzima che promuove la rimozione di gruppi fosfato), e altre molecole
antibatteriche (tra cui il lisozima).
Secondari (o specifici). Sono l80 % e sono pi piccoli dei primari.
Contengono enzimi come la collagenasi, capace di distruggere il
collagene degradato dai batteri nei tessuti connettivi in modo da
spezzarlo perch i macrofagi possano digerirlo. Contengono anche lisozima e lattoferrina, una
sostanza antibatterica.
Terziari. Sono simili ai secondari, ma contengono gelatinasi, che idrolizza collagene e alcune
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Esiste una formula, detta formula di Arneth, che consente di valutare let dei neutrofili in circolo. Secondo questa
formula, un individuo possiede il 25% di neutrofili con nucleo a due lobi, il 40% con nucleo a tre lobi, il 25% con quattro lobi,
il 5% con cinque lobi. Uno spostamento a sinistra di questa formula (cio un aumento di neutrofili giovani bilobati) segno
di uninfezione batterica in atto.

Istologia 16 Sangue (parte 2)

proteine batteriche.
I granulociti neutrofili, come i macrofagi, possiedono recettori per il frammento Fc (costante) delle
immunoglobuline e per il frammento C3b del complemento.
I neutrofili possiedono attivit fagocitaria. Quando i batteri riescono ad attraversare le difese
dellorganismo rappresentate dallepitelio, penetrano nel connettivo e rilasciano delle sostanze che
fungono da fattori di richiamo per i neutrofili.
Una volta giunti nel luogo di infezione, i neutrofili:
1. Acquistano movimento ameboide, passano attraverso lendotelio dei capillari e raggiungono il
focolaio infiammatorio.
2. Vengono a contatto con la superficie del batterio opsonizzata da immunoglobuline e C3b, vi
aderiscono e lo inglobano per fagocitarlo, racchiudendolo in un fagosoma.
3. Al loro interno, i neutrofili inviano i granuli azzurrofili contro il fagosoma
4. Il contenuto viene ucciso e digerito (per quanto possibile) dagli enzimi dei granuli. In pi, una parte
degli enzimi lisosomiali dei granuli azzurrofili viene esocitata allesterno della cellula dove va ad
aggredire i batteri del focolaio digerendoli.
I neutrofili utilizzano due sistemi per uccidere i batteri:
Vie ossigeno-dipendenti, che utilizzano gli enzimi dei granuli primari, che sono capaci di produrre
H2O2 (dannosissima per i batteri), e la mieloperossidasi (che in presenza di H2O2 rompe le
proteine batteriche).
La via ossigeno-dipendente determina anche la morte del neutrofilo stesso.
Tuttavia, la cromatina del neutrofilo si organizza a formare la Neutrophil Extracellular Trap (NET),
una vera e propria rete che imbriglia i patogeni e mantiene alta la concentrazione di antibatterici
in quella zona
Vie ossigeno-indipendenti, che ioni negativi (che impediscono la replicazione batterica),
lattoferrina (che rende il ferro inutilizzabile dai batteri) ed il lisozima (che danneggia la membrana
dei batteri).
Granulociti - Eosinofili
Hanno una vita media di 8-12 giorni. Possiedono un nucleo polilobato, ma con meno lobi rispetto ai
neutrofili (nei pi vecchi fino a tre, ma il pi delle volte solo due).
La membrana possiede recettori per il Fc di diverse immunoglobuline, per listamina
e per alcune proteine del complemento.
Il citoplasma contiene numerosi granuli. In particolare, sono presenti granuli:
Primari (o azzurrofili).
Secondari. Sono pi grandi rispetto a quelli dei neutrofili (0.4-0.7 m), tant
che si possono apprezzare meglio al microscopio ottico.
Questi granuli si colorano in rosso-arancio per opera delleosina. Al centro
dei granuli acidofili, presente una zona pi chiara; questa formata dai
cristalli proteici di Charcat-Leyden, contenenti la proteina basica maggiore
(MBP), tossica nei confronti dei funghi e dei parassiti.
Gli eosinofili hanno principalmente due funzioni:
Partecipano alla difesa contro le infestazioni da parte di parassiti.
Hanno un importante ruolo fisiologico nelleliminare gli immunocomplessi
tossici.
Gli immunocomplessi sono aggregati solubili di anticorpi legati al loro antigene che si formano a
seguito di una risposta immunitaria. Nonostante la loro utilit, gli immunocomplessi devono essere
eliminati dal torrente circolatorio. Di questo se ne occupano gli eosinofili che sono in grado di
legarsi agli immunocomplessi e di fagocitarli.

Istologia 16 Sangue (parte 2)

Per svolgere tutte queste funzioni, gli eosinofili possono contare su un armamentario proteico ampio e
variegato. In particolare, essi possiedono:
EPO (perossidasi degli eosinofili), che ha funzioni citotossiche;
EDN (endotossina derivata dagli eosinofili), che ha unazione tossica sul sistema nervoso dei
parassiti.
ECP (proteina cationica degli eosinofili), che ha unazione antivirale
Arilsolfatasi-B, che degrada la matrice extracellulare (consentendo lo spostamento delleosinofilo)
e che contrasta il fattore anafilattico dei mastociti (che ha azione promuovente la reazione
allergica).
Istaminasi, che degrada listamina, rallentando le reazioni allergiche.
Granulociti - Basofili
Il loro nucleo , generalmente, bilobato e scarsamente visibile (perch mascherato
dai granuli che hanno la stessa colorabilit della cromatina). Il citoplasma contiene
pochi granuli primari azzurrofili (5%) e si mettono in evidenza nel citoplasma
numerosissime granulazioni secondarie (specifiche) che si colorano in blu
violetto (basofile).
Tali vescicole contengono istamina (potente vasodilatatore) ed eparina
(anticoagulante). Inoltre, la superficie dei basofili presenta un recettore per il
frammento costante delle IgE.
I basofili svolgono funzioni di controllo della permeabilit vasale e degli scambi fra
sangue e tessuti e, come i mastociti, possono produrre fenomeni allergici.
Agranulociti - Linfociti
Si chiamano cos perch, oltre che nel sangue, si ritrovano anche negli organi e nei tessuti linfoidi e nella
linfa2.
I linfociti compiono, come i granulociti, movimenti ameboidi. Tuttavia, essi sono privi di attivit fagocitaria e
possono entrare e uscire dai vasi liberamente.
I linfociti possono essere classificati in base alle caratteristiche morfologiche in:
Piccoli linfociti. Rappresentano il 97% dei linfociti. Hanno un diametro di 6-8 m.
Il nucleo tondeggiante ed occupa quasi tutto il
citoplasma. Esso costituito da una cromatina
organizzata in zolle grossolane.
Il citoplasma basofilo, confinato alla periferia e
generalmente privo di granulazioni azzurrofile.
In base alle caratteristiche funzionali, i piccoli
linfociti possono essere ulteriormente suddivisi in
due gruppi:
Linfociti B. Il nome deriva dalliniziale del termine Borsa di Fabrizio, un organo linfoide
presenti negli uccelli (assente nelluomo) a livello del quale vengono prodotti questi
linfociti.
Nelluomo i linfociti B originano da precursori che si trovano nel midollo osseo, dove
acquisiscono limmunocompetenza, cio la capacit di riconoscere gli antigeni not-self. Da
un punto di vista molecolare lacquisizione dellimmunocompetenza da parte del linfocita
2

Il sistema linfatico raccoglie i fluidi in eccesso dai tessuti e li convoglia verso il sangue. La linfa contiene tutte quelle
sostanze che si ritrovano nei fluidi tissutali, compresi agenti patogeni e sostanze potenzialmente nocive che devono essere
inattivate.

Istologia 16 Sangue (parte 2)

B comporta la sintesi ed il montaggio sulla propria membrana di un anticorpo di superficie,


che, con altre molecole, forma il BCR (B Cell Receptor).
Il BCR formato da IgM, IgD o altre immunoglobuline. Al momento della maturazione del
linfocita B, i frammenti variabili delle Ig del BCR vengono assemblati in maniera variabile;
in questo modo, i linfociti B riescono a individuare una vastissima gamma di antigeni notself.
Oltre al BCR, nella membrana del linfocita B sono presenti gli antigeni del sistema MHC II
(vedi Istologia 18 Immunit) e i CD 19 e CD21, che, insieme, costituiscono i marker di
differenziazione di questo tipo di cellule.
La maturazione dei linfociti B avviene nel midollo osseo. Una volta entrati in circolo, i
linfociti B si aggregano tutti nella parte corticale delle aree B - dipendenti che
corrispondono ai cosiddetti follicoli linfatici.
Una volta stimolati, essi subiscono una serie di modifiche e diventano plasmacellule,
cellule capaci di produrre unelevata quantit di immunoglobuline.
Linfociti T. Il nome deriva dal timo, lorgano linfoide dove questa categoria di linfociti
matura.
I precursori dei linfociti T che originano nel midollo giungono al timo attraverso il sangue
circolante. Nel timo essi iniziano a maturare acquisendo limmunocompetenza e un
complesso recettoriale fatto da proteine intrinseche della membrana, dette TCR.
Le porzioni extracellulari dei TCR sono identiche fra loro e rappresentano la regione
variabile del TCR stesso a livello della quale, come per la porzione variabile delle
immunoglobuline, si possono realizzare un numero straordinario di combinazioni capaci di
incastrarsi in modo specifico con un dato antigene not-self. Tutti i TCR di un dato linfocita T
hanno, per, la stessa specificit antigenica, un po come avviene per le immunoglobuline
di superficie dei linfociti B.
Accanto al TCR c una seconda molecola, comune a tutti i linfociti T, detta CD3. Essa
rappresenta un marcatore di differenziazione dei linfociti T perch posseduta solo dai
linfociti T.
Il CD3 rappresenta un meccanismo di trasduzione del segnale; quando il TCR ingrana con
lantigene not-self il CD3 trasmette questa informazione alla cellula e la attiva.
La membrana dei linfociti T possiede anche altri marcatori, quali il CD4 (che identifica i Thelper) ed il CD8 (che identifica i T-citotossici) (vedi Istologia 18 Immunit).
Grandi linfociti ( o linfociti granulari). Rappresentano il 3% dei linfociti. Hanno un diametro di 10-12
m.
Il nucleo ha caratteristiche simili a quelle dei piccoli linfociti. La membrana esprime CD14 e CD56,
cluster di differenziazione di questi tipi cellulari.
Il citoplasma pi abbondante e presenta dei granuli
azzurrofili ed un citoplasma basofilo in ragione di una
certa quantit di ribosomi liberi.
Gli organuli sono pochissimi; poche cisterne di RER,
un apparato di Golgi piuttosto piccolo e pochi
mitocondri.
Svolgono la funzione di Natural killer; non richiedono
attivazione e uccidono le cellule neoplastiche o
infettate da virus che hanno perso lMHC I self (vedi Istologia 18 Immunit). Gli enzimi prodotti
dai Natural killer sono soprattutto perforine e serinoproteasi.

Istologia 16 Sangue (parte 2)

Agranulociti - Monociti
Hanno un diametro di 14-17 m ( 2-3 globuli rossi).
Hanno una forma variabile (tondeggiante o ovale).
La membrana dei monociti pu presentarsi liscia o irregolare (per la presenza di
piccoli pseudopodi che utilizzano per spostarsi).
Il nucleo ha generalmente un aspetto reniforme, talvolta detto a bisaccia e presenta
cromatina dispersa.
Il citoplasma abbondante e basofilo, per la presenza di numerose cisterne di RER
che si localizzano soprattutto in periferia.
Possiedono due tipi di granuli:
Granuli primari, che contengono fosfatasi acida e perossidasi;
Granuli secondari, che contengono catalasi;
La zona vicina al nucleo invece occupata da un grande apparato di Golgi in
rapporto con numerosi lisosomi.
Come i macrofagi, il monocita presenta sulla superficie cellulare i recettori per il
frammento costante (Fc) delle immunoglobuline e per il frammento C3b del
complemento.
I monociti vengono prodotti nel midollo osseo (ad opera dei monoblasti). Una volta maturati, vengono
immessi nel torrente circolatorio dove permangono per 24-72 ore per poi migrare nel tessuto connettivo
dove si differenziano in macrofagi.

Istologia 16 Sangue (parte 2)