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OLTRE IL TRAMONTO

Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo


Associazione di Enti Locali per lEducational e la Cultura - Ente Formatore per Docenti
Istituzione Promotrice della Staffetta di Scrittura Bimed/Exposcuola in Italia e allEstero

Coordinamento attivit progetto Italia/Libano


Francesco Langella
Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del C.N.R. di Roma
Lab. Reg. Citt dei bambini e delle bambine di San Giorgio a Cremano
Supervisione attivit dei gruppi misti in Libano
Gian Luca Portacolone
Cooperation Expert at MOSA - MOSAIC Programme Coordinator
ITALIAN DEVELOPMENT COOPERATION OFFICE - EMBASSY OF ITALY IN LEBANON
Traduzione dei testi italiano/arabo/italiano
Lara Daou
Translator/Interpreter UTL Beirut
ITALIAN DEVELOPMENT COOPERATION OFFICE - EMBASSY OF ITALY IN LEBANON

Partendo dallincipit di Annamaria Piccione e con il coordinamento dei propri


docenti, hanno scritto il racconto gli studenti delle scuole e delle classi appresso
indicate:
Istituto Comprensivo G. Pascoli di Tramonti Classi III A/B
Scuola Secondaria di I grado Don Milani - Colombo annessa al Convitto
Colombo di Genova Classe III F
Istituto Comprensivo Pescara 2 di Pescara - Classe III M
Istituto Comprensivo Statale di Siano - Scuola Secondaria di I grado - Classe
III F Corso di Sperimentazione Musicale
Consiglio Municipale dei Ragazzi - Citt Amiche dei Bambini del Comune di
CHYAH (Libano)
Istituto Comprensivo Giffoni Sei Casali, Acerno Scuola Secondaria di I grado
- Classi III A/B
Consiglio Municipale dei Ragazzi - Citt Amiche dei Bambini del Comune di AJALTOUN
Consiglio Municipale dei Ragazzi - Citt Amiche dei Bambini del Comune di JDEIDEH-BOUCHRIEH-SED
Consiglio dei bambini Laboratorio Regionale Citt dei Bambini e delle Bambine
di San Giorgio a Cremano (NA) e Ragazzi degli Istituti Comprensivi: Massimo
Troisi - II Massaia Don Milani Dorso IV Stanziale Eduardo De Filippo

Editing a cura di: Annamaria Piccione

Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo Associazione di Enti Locali
Ente Formatore per docenti accreditato MIUR
Il racconto pubblicato in seno alla Collana dei Raccontiadiecimilamani
Staffetta Bimed/Exposcuola 2014
Istituzione Promotrice della Staffetta di Scrittura Bimed/Exposcuola in Italia e allEstero

Direzione e progetto scientifico


Andrea Iovino
Monitoraggio dellazione
e ottimizzazione delle procedure
Ermelinda Garofano
Segreteria di Redazione
e responsabili delle procedure
Valentina Landolfi
Margherita Pasquale
Staff di Direzione
e gestione delle procedure
Angelo Di Maso
Adele Spagnuolo
Responsabile per limpianto editoriale
Marisa Coraggio

Grafica di copertina:
lIstituto Europeo di Design, Torino
Docente: Sandra Raffini
Impaginazione
Tullio Rinaldi
Ermanno Villari
Relazioni Istituzionali
Nicoletta Antoniello
Piattaforma BIMEDESCRIBA
Gennaro Coppola
Angelo De Martino
Amministrazione
Rosanna Crupi
Annarita Cuozzo
Franco Giugliano

I libretti della Staffetta non possono essere in alcun modo posti in distribuzione Commerciale

RINGRAZIAMENTI
I racconti pubblicati nella Collana della Staffetta di Scrittura Bimed/ExpoScuola 2014 si
realizzano anche grazie al contributo erogato in favore dellazione dalle istituzioni e dai
Comuni che la finanziano perch ritenuta esercizio di rilevante qualit per la formazione
delle nuove generazioni. Tra gli Enti che contribuiscono alla pubblicazione della Collana
Staffetta 2014 citiamo: Siano, Bellosguardo, Pisciotta, Pinerolo, Moncalieri, Castellamonte,
Torre Pellice, Forno Canavese, Ivrea, Chivasso, Cuorgn, Santena, Agli, Favignana, Lanzo
Torinese, Sicignano degli Alburni, Petina, Piaggine, San Giorgio a Cremano, lAssociazione
in Saint Vincent e lAssociazione Turistica Pro Loco di Castelletto Monferrato.
La Staffetta di Scrittura riceve un rilevante contributo per lorganizzazione degli Eventi di
presentazione dei Racconti 2014 dai Comuni di Moncalieri, Salerno, Pinerolo e dal Parco
Nazionale del Gargano/Riserva Naturale Marina Isole Tremiti.
Si coglie loccasione per ringraziare i tantissimi uomini e donne che hanno operato per il
buon esito della Staffetta 2014 e che nella Scuola, nelle istituzioni e nel mondo delle associazioni promuovono linterazione con i format che Bimed annualmente pone in essere in
favore delle nuove generazioni. Ringraziamenti e tanta gratitudine per gli scrittori che annualmente redigono il proprio incipit per la Staffetta e lo donano a questa straordinaria
azione qualificando lo start up delliniziativa. Un ringraziamento particolare alle Direzioni
Regionali Scolastiche e agli Uffici Scolastici Provinciali che si sono prodigati in favore delliniziativa. Infine, ringraziamenti ossequiosi vanno a S. E. lOn. Giorgio Napolitano che ha insignito la Staffetta 2014 con uno dei premi pi ambiti per le istituzioni che operano in ambito
alla cultura e al fare cultura, la Medaglia di Rappresentanza della Repubblica Italiana giusto dispositivo SGPR 01/10/2013 0102715P del PROT SCA/GN/1047-1

Partner Tecnico Staffetta 2014

Si ringraziano per limpagabile apporto


fornito alla Staffetta 2014:
i Partner tecnici
UNISA Salerno, Dip. di Informatica;
Istituto Europeo di Design - Torino;
Cartesar Spa e Sabox Eco Friendly
Company;
il partner Must
Certipass, Ente Internazionale Erogatore
delle Certificazioni Informatiche EIPASS

By Bimed Edizioni
Dipartimento tematico della Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo
(Associazione di Enti Locali per lEducational e la Cultura)
Via della Quercia, 64 84080 Capezzano (SA), ITALY
Tel. 089/2964302-3 fax 089/2751719 e-mail: staffetta@bimed.net
La Collana dei Raccontiadiecimilamani 2014 viene stampata in parte su carta
riciclata. questa una scelta importante cui giungiamo grazie al contributo di
autorevoli partner (Sabox e Cartesar) che con noi condividono il rispetto della
tutela ambientale come vision culturale imprescindibile per chi intende contribuire alla qualificazione e allo sviluppo della societ contemporanea anche attraverso la preservazione delle risorse naturali. E gli alberi sono risorse ineludibili per
il futuro di ognuno di noi
Parte della carta utilizzata per stampare i racconti proviene da station di
recupero e riciclo di materiali di scarto.

La Pubblicazione inserita nella collana della Staffetta di Scrittura


Bimed/Exposcuola 2013/2014

Riservati tutti i diritti, anche di traduzione, in Italia e allestero.


Nessuna parte pu essere riprodotta (fotocopia, microfilm o altro mezzo)
senza lautorizzazione scritta dellEditore.
La pubblicazione non immessa nei circuiti di distribuzione e commercializzazione e rientra tra i prodotti formativi di Bimed destinati
unicamente alle scuole partecipanti lannuale Staffetta di Scrittura
Bimed/ExpoScuola.

La Staffetta 2013/14 riceve:


Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana
Patrocini:
Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero della Giustizia,
Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero dellAmbiente

PRESENTAZIONE
Quante attenzioni, quanta positiva tensione e quanto straordinario e felice impegno
nella Staffetta di questanno. Lemozione che abbiamo provato quando il Presidente
della Repubblica ha conferito alla Staffetta la Medaglia di Rappresentanza
stata grande ma ancora e di gran lunga maggiore stata, lemozione, nel vedere
gli occhi dei nostri ragazzi in visita al Quirinale. Ho avvertito in quegli occhi
lorgoglio di chi sentiva di essersi impegnato in unattivit che le istituzioni gli stavano
riconoscendo quello che vorrei vedere negli occhi di quei tanti giovani che
dopo la scuola, a conclusione del proprio ciclo distruzione, invece, in questo tempo
sentono lapprensione di un contesto che, probabilmente, dovrebbe sancire la
Staffetta come buona prassi da adottare in funzione del divenire comune. Cos, in
fondo la Staffetta? E un format educativo, un esercizio imperdibile per lacquisizione
gli strumenti necessari a affrontare LA VITA sentendo lo straordinario dono della vita.
La Staffetta una sfida in cui tutti si mettono insieme stando dalla stessa parte,
sentendo anche le entit lontane come i compagni di un cammino comune
Laltro che diventa te stesso Questo la Staffetta un momento che dura un intero
anno e che alla fine ti mette nella condizione di sentirti pi forte e orgoglioso per
quello che stato fatto, insieme a tanti altri che hanno concorso a realizzare un
prodotto che alla fine la testimonianza di un impegno che ci ha visti UNITI (!)
in funzione di un obiettivo Si tratta di quello di cui ha bisogno il Paese e di
quello che appare indispensabile per qualificare il tempo e lo spazio che stiamo
attraversando.
Andrea Iovino

Linnovazione e la Staffetta: una opportunit per la Scuola italiana.


Questo il secondo anno che operiamo in partnership con Bimed per la realizzazione
della Staffetta di scrittura Creativa e di Legalit. Siamo orgogliosi di essere
protagonisti di questa importante avventura che, peraltro, ci consente di raggiungere
e sensibilizzare un cos grande numero di persone sullattualissimo, quanto per
molti ancora poco conosciuto, tema che attiene la cultura digitale.
Sentiamo spesso parlare di innovazione, di tecnologia e di internet: tutti elementi
che hanno rivoluzionato il mondo, dalle amicizie, al tempo libero,lo studio, il lavoro
e soprattutto il modo di reperire informazioni. Linnovazione ha travolto il mondo
della produzione, dei servizi e delleducazione, ma non dobbiamo dimenticare
che innovare significa, prima di tutto, porre la dovuta attenzione alla cultura.
Da un punto di vista tecnico, siamo tutti pi o meno esperti, ma quanti di noi
comprendono realmente lessenza, le motivazioni, le opportunit e i rischi che
ne derivano?
La Societ cambiata e la Scuola, che preposta alla formazione di nuovi
individui e nuove coscienze, non pu restare ferma di fronte al cambiamento che
lintroduzione delle nuove tecnologie e internet hanno portato anche nella
didattica: oggi gli studenti apprendono in modo diverso e questo implica
necessariamente un metodo di insegnamento diverso.
Con il concetto di diffusione della cultura digitale intendiamo lo sviluppo del
pensiero critico e delle competenze digitali che, insieme allalfabetizzazione,
aiutano i docenti e i nostri ragazzi a districarsi nella giungla tecnologica che
viviamo quotidianamente.
Linformatica entra a Scuola in modo interdisciplinare e trasversale: entra perch
i ragazzi di oggi sono i nativi digitali, sono nati e cresciuti con tecnologie di cui

non pi possibile ignorarne i vantaggi e le opportunit e che porta inevitabilmente


la Scuola a ridisegnare il proprio ruolo nel nostro tempo.
Certipass promuove la diffusione della cultura digitale e opera in linea con le
Raccomandazioni Comunitarie in materia, che indicano nellinnovazione e
nellacquisizione delle competenze digitali la vera possibilit evolutiva del
contesto sociale contemporaneo. Poter anche soltanto raccontare a una comunit
cos vasta com quella di Bimed delle grandi opportunit che derivano dalla
cultura digitale e dalla capacit di gestire in sicurezza la relazione con i contesti
informatici, di per s una occasione imperdibile. Premesso che vi sono indagini
internazionali da cui si evince lesigenza di organizzare una forte strategia di
ripresa culturale per il nostro Paese e considerato anche che acclarato il dato
che vuole lItalia in una condizione di regressione economica proprio a causa del
basso livello di alfabetizzazione (n.d.r. Attilio Stajano, Research, Quality,
Competitiveness. European Union Technology Policy for Information Society IISpringer 2012) non soltanto di carattere digitale, ci apparso doveroso
partecipare con slancio a questo format che opera proprio verso la finalit di
determinare una cultura in grado di collegare la creativit e i saperi tradizionali
alle moderne tecnologie e a unidea di digitale in grado
di determinare confronto, contaminazione, incontro, partecipazione e condivisione.
Promuoviamo, insieme, la cultura digitale e la certificazione delle I-Competence
per garantire competenze indispensabili per acquisire a pieno il ruolo di cittadino
attivo nella societ della comunicazione e dell informazione.
Partecipiamo attivamente alla diffusione della cultura digitale, perch essa diventi patrimonio di tutti e di ciascuno, accettando la sfida imposta dalle nuove
professioni che nascono e dai vecchi mestieri che si trasformano, in modo profondo
e radicale.

Tutti noi abbiamo bisogno di rigenerare il pensiero accettando nuove sfide e


mettendo in gioco tutto quanto imparato fino adesso, predisponendoci al
cambiamento per poter andare sempre pi avanti e un po oltre.
Il libro che hai tra le mani la prova tangibile di un lavoro unico nel suo genere,
dai tantissimi valori aggiunti che racchiude in s lo slancio nel liberare futuro
collegando la nostra storia, le nostre tradizioni e la nostra civilt allinnovazione
tecnologica e alla cultura digitale. Certipass ben lieta di essere parte integrante
di questo percorso, perch linnovazione cultura, prima che evoluzione tecnologica!
Il presidente
Domenico PONTRANDOLFO

PREFAZIONE
di Francesco Langella
Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione DEL C.N.R. DI ROMA
Laboratorio Regionale Citt dei bambini e delle bambine di San Giorgio a Cremano NAPOLI (Coordinatore e Supervisore attivit del progetto Italia /Libano)

Questa una staffetta singolare, soprattutto, per la metodologia


e per le energie messe in campo, a titolo gratuito e volontario, da
parte di ragazzi e di adulti, e rappresenta una buona prassi di
progettazione partecipata con i ragazzi, finalizzata alla realizzazione di tasselli di un mosaico condiviso con altri e che certamente merita ulteriori sviluppi.
Esprimo il mio pi vivo ringraziamento per il contributo offerto da
tutti. In primis ringrazio lamico Andrea Iovino, direttore di BIMED,
che ha accolto la mia proposta di interazione nellambito del progetto di gemellaggio del Laboratorio Regionale Citt dei bambini
e delle bambine con le citt del Libano, cercando di dare un significato speciale ad un impianto rigido e prestigioso come quello
della Staffetta. Sono stato poi testimone dellimpegno e concretezza dei coordinatori dei vari gruppi libanesi, in particolare di
Cosette Nakhle, Marie Noelle Maalouf, Rima Malek, Daisy Saba,
che hanno lavorato con gruppi misti di ragazzi, dellardua opera
dellinterprete Lara Daou nello scegliere le parole arabe e ita-

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liane pi adatte per ricreare la stessa armonia, senza mai dimenticarne il senso; della fattiva collaborazione della Cooperazione
Italiana a Beirut, in particolare nella persona del coordinatore
Luca Portacolone che ha trovato gli ingredienti giusti per dare armonia ai diversi colori e culture di una terra che egli stesso ha imparato a conoscere da diversi anni; della paziente attivit di
esperta di scrittura e tutor da parte di Annamaria Piccione, che
sempre riuscita a trovare la soluzione migliore per le parole della
nostra bella e difficile lingua italiana. Con lei continuamente ci
siamo tenuti in contatto, per tutto il tempo della staffetta, costruendo unamicizia a distanza, condividendo le scelte narrative
e operando le doverose correzioni alle contraddizioni perpetrate
da alcuni, nonostante le raccomandazioni ed i consigli. Grazie
anche a tutti quelli che hanno lavorato dietro le quinte, come Marisa, Margherita, Linda, Sandra ed Ermanno, nellorganizzazione e
coordinamento della staffetta e nel prodotto editoriale, sono consapevole anche del loro indispensabile e fattivo contributo che
comporta un impegno non indifferente. Grazie alla fine, non come
ultimi, a tutti i ragazzi che, a vario titolo, hanno preso parte in questa staffetta e che si sono personalmente sentiti coinvolti, immaginando ed interpretando il pensiero altrui, cercando di creare la

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magia del racconto che sazia il comune desiderio di emozioni e


traduce il testo come un oggetto damore e da amare. Sono molto
contento perch veramente in questo lavoro di sei mesi il processo
stato pi importante del risultato finale ed ho sperimentato quello
che viene spesso definito public learning ossia lapprendimento
reciproco. Tutti abbiamo avuto la voglia di dare un contributo che
ci ha resi capaci di prendere decisioni in un clima di collaborazione tra diversi, come spesso accade anche nei miei laboratori
con i bambini.
Il racconto stato pubblicato in italiano ed arabo al fine di favorire la presentazione nei due paesi del prodotto editoriale,
agevolando cos la cultura delluno dimpreziosirsi della cultura
dellaltro e di svelare la differenza e la somiglianza dei propri destini, per stabilire linterazione con il mondo altrui, demolendo il
muro dellincomprensione linguistica che ci impedisce di guardare
al di l dellapparenza e degli stereotipi.
In questa storia troverete tutti gli ingredienti che vi lasciano il
segno ed il coinvolgimento passionale, evidenziato nelle parole
del racconto, nei colpi di scena ed in alcuni luoghi essenziali, nei
paesaggi e negli elementi naturali. Il suggerimento che posso dare
al lettore, prima di sfogliare le pagine che seguono, che si

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ponga in una situazione di ascolto profondo, coinvolgendo, in


questascolto, tutti i sensi. Questo equivale a percepire non solo
le parole ma anche i pensieri, i personaggi, i suoni, i profumi, le
emozioni, il significato pi intimo ed inconscio del messaggio che
si voluto trasmettere e che io spesso ho contemplato durante
losservazione del Mare Nostrum, il Mediterraneo, un mare tra le
terre, che unisce e che facilmente pu far navigare culture e idee
diverse, nascondere avventure condivise ed origini comuni, far interagire luoghi, identit e ricordi. Buona lettura!

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INTRODUZIONE
di Gian Luca Portacolone
Cooperation Expert at MOSA - MOSAIC Programme Coordinator
ITALIAN DEVELOPMENT COOPERATION OFFICE - EMBASSY OF ITALY IN LEBANON
(Supervisore attivit dei gruppi misti in Libano)

Il racconto OLTRE IL TRAMONTO il frutto del lavoro congiunto


di gruppi di ragazzi e ragazze che sono stati protagonisti di un
gemellaggio tra comuni italiani e libanesi nel segno delliniziativa
Citt Amica dei Bambini. Nel marzo 2013 i rappresentanti - adulti
e ragazzi - dei comuni libanesi di Ajaltoun, Chyiah e Jdeideh-Bouchrieh-Sed si sono recati in Italia per incontrare I loro omologhi
delle citt di San Giorgio a Cremano (NA), Giffoni Sei Casali e
Siano (SA). Questiniziativa nasce dalla condivisione da parte
delle 6 citt e dei loro amministratori della speranza di rendere le
rispettive realt urbane luoghi pi attenti alle esigenze delle cittadinanze, partendo dal presupposto che una citt in grado di
recepire e di concretizzare le idee e proposte dei pi giovani sia
anche una citt in cui i diritti e le aspirazioni di tutti i cittadini ad
un legittimo benessere siano riconosciuti. Questa la filosofia che
ha informato, in questi ultimi due anni, il programma MOSAIC della
Cooperazione Italiana e del Ministero degli Affari Sociali del Li-

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bano. Sei Municipalit del paese mediorientale hanno aderito alliniziativa Citt Amiche dei Bambini, mettendosi in gioco e provando a sperimentare modalit di gestione degli affari urbani che
siano inclusive delle opinioni della societ civile, in primis dei bambini e gli attori sociali pi rilevanti.
Molto questesperienza libanese deve allanaloga iniziativa sviluppata, da oltre un decennio e con risultati probanti, nel comune
campano di San Giorgio a Cremano. La volont della nostra Cooperazione di sostenere uno scambio umano ed istituzionale tra Italia e Libano nasce proprio dalla convinzione di imparare da
esperienze pi avanzate e di promuovere, attraverso lo scambio,
una proficua condivisone didee, esperienza, conoscenze e competenze umane ed istituzionali.
Il gemellaggio tra citt che vogliono essere amiche dei bambini ha
dunque identificato alcune concrete ipotesi di collaborazione,
tra cui la scrittura congiunta di un racconto creativo, iniziativa
messa in campo da BIMED, di cui i comuni coinvolti nello scambio
sono membri. Questo format sperimentato e apprezzato da scuole
e istituzioni a livello nazionale ha voluto questanno mettersi ulteriormente in gioco, proponendo questoperazione bella ma rischiosa, di un racconto scritto non solo a pi mani, ma da mani

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diverse, lontane tra loro migliaia di chilometri. Mani diverse, lingue


diverse, sensibilit, tradizioni e aspirazioni distinte. In questanno
drammatico che sempre pi ha visto diffondersi nella regione est
del Mediterraneo venti di guerra e reali sofferenze, lesercizio della
scrittura creativa ha contribuito, nel suo piccolo, ad avvicinare
due mondi cosi lontani (nelle nostre menti) eppure cosi simili, a far
sentire ragazzi e ragazze della stessa et pi capaci di comprendere laltro in un mutuo sforzo di traduzione e interpretazione
delle idee e dei valori altrui.
La storia dellitalo-libanese Francesco pu essere la storia di tutti
i ragazzi e le ragazze che hanno contribuito ad immaginare i personaggi della storia ed lo snodo delle loro emozionanti avventure. Pu essere in realt la storia di tutti noi, gente del
Mediterraneo, abituati forse a guardare il nostro mare e considerarlo come una frontiera invalicabile, ma sempre pi consapevoli
che dallaltra parte, qualcuno, nel medesimo istante, sta pensando
la stessa cosa

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LA MIA ESPERIENZA CON LA STAFFETTA


di Lara Daou
ITALIAN DEVELOPMENT COOPERATION OFFICE - EMBASSY OF ITALY IN LEBANON
(interprete italiano / arabo)

Le parole sono incapaci di esprimere la mia esperienza durante la


traduzione dei vari capitoli della Staffetta a cui il Libano ha partecipato. In realt, ho provato varie emozioni come la gioia, la
tristezza, lorgoglio e commozione: gioia per la partecipazione del
Libano in questo tipo di attivit e particolarmente per i consigli
dei ragazzi istituiti recentemente e lorgoglio perch faccio parte
personalmente in questo progetto sulla Citt dei bambini. Mi sono
sentita triste quando leggevo il capitolo dove gli studenti in Italia hanno scritto sul paese di Francesco dove c la guerra. Forse
viviamo veramente in un paese che soffre ancora per le tragedie
e le guerre ma la forza della vita che esiste dentro di noi, giovani,
supera la forza della morte. Mi sono molto commossa mentre traducevo i capitoli scritti dai partner libanesi, sono stata molto impressionata e orgogliosa dellimmagine di civilt e cultura che
hanno voluto trasmettere sul Libano. Inoltre sono stata molto emozionata durante la traduzione dellultimo capitolo, dove per un
attimo ho sentito che il finale sarebbe stato triste, ma i bambini mi
hanno fatto una sorpresa unaltra volta, in una maniera positiva,

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con la scrittura di un finale non-classico. Sono stata sempre entusiasta nel leggere il contenuto di ogni nuovo capitolo per poi tradurlo e come gli eventi si sarebbero sviluppati. Ho sentito di essere
parte del processo della staffetta. Grazie a tutti quelli che mi
hanno dato lopportunit di prendere parte in questa attivit culturale di scambio tra il Libano e lItalia, che nonostante la differenza delle abitudini sociali, riuscita a generare un unico
prodotto alla fine.

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INCIPIT

ANNAMARIA PICCIONE
Annetta
Nessuno sapeva chi fosse la vecchia Annetta. Non era nata nellisola, ma vi era giunta trentanni prima, da sola, e da allora non si
era pi mossa. Era gentile e curava sia gli uomini che gli animali con
le erbe. Dopo un po avevano smesso di domandarsi chi fosse, alla
gente dellisola non interessava il passato degli altri. Annetta poi si
rendeva utile e aveva guarito anche la madre di Giulia con le sue
erbe, mentre la barca col medico tardava a causa della tempesta.
Nellisola si conoscevano tutti. A contarli si impiegava poco, a
cento non si arrivava. I bambini formavano a malapena una classe
e dallasilo alla quinta cera una maestra per tutti.
Alle medie diventava un problema e qualcuno si spostava sulla
terraferma, in collegio.
La maggior parte per preferiva fare su e gi, col traghetto che
partiva alle sei del mattino e tornava dopo il tramonto.
Le case erano sparse qua e l, come roselline sparpagliate di una
trapunta, con al centro la chiesetta di pietra bianca. Erano state

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costruite quasi tutte a levante, dove la furia delle burrasche era


sbarrata dagli scogli appuntiti.
Solo la casa di Annetta sorgeva a ponente, mascherata da timo,
lentisco e olivastri. L il mare non concedeva tregue quando il
maestrale ne assecondava le bizze.
Da una settimana Giulia spiava Annetta la sera. La prima volta
era capitato per caso, mentre la ragazza cercava il suo gatto
in fuga damore. Invece aveva visto lanziana donna uscire dalla
casetta con una grossa sporta tra le mani, per poi dirigersi sulla
costa, in un punto dove il mare non aveva fine.
Era per successa una cosa stranissima: quasi richiamati da un
segnale, da ogni scoglio, da ogni angolo del cielo, erano atterrati decine di gabbiani che lavevano circondata in un concerto di garriti.
Lapertura della sporta aveva rivelato una quantit significativa
di pane secco che i gabbiani avevano divorato allistante.
Poi Annetta si era seduta su un grosso masso e si era messa a
guardare un punto fisso sullorizzonte. Come in attesa, di qualcosa o qualcuno, per dalle onde non era giunto nulla.
Il sole si era trasformato in una palla infuocata e, pezzo dopo
pezzo, era svanito nellaltra parte del mondo, lasciandosi dietro

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scie di porpora. Solo allora Annetta si era alzata dal suo masso
per tornare a casa.
Dal cespuglio che la nascondeva, Giulia ne aveva colto lespressione rapita, come di chi ritorna da un viaggio.
La ragazza era tornata la sera successiva e poi altre due volte
per assistere alla medesima scena: Annetta usciva poco prima del
tramonto con la sua sporta di pane secco e poi guardava il mare
senza mai distogliere lo sguardo da un punto.
Aspettava qualcuno? A che cosa pensava? Dove si spostava con
la mente ogni volta?
Giulia intuiva che quellappuntamento avesse un significato diverso dal cibo per i gabbiani.
Sullisola cera ancora qualche turista, pochi se paragonati allinvasione di agosto, in cui le case si riempivano di ospiti paganti
alla ricerca di vacanze originali.
La scuola non era ancora iniziata e per Giulia erano gli ultimi giorni
di vacanza. Poi sarebbe cominciata la seccatura del traghetto
due volte al giorno, se il mare lo permetteva.
Cos fu un diversivo per la ragazza trasformarsi in detective e chiedere in giro notizie di Annetta. Non raccolse nulla pi di quanto gi
sapesse: Annetta era giunta sullisola parecchi anni prima, doveva

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avere allincirca quarantanni, e non se nera pi andata. Mai una


visita, niente telefono. Per compagnia solo cani, gatti, due pecore
e alcune galline. E chi la cercava per farsi curare con le erbe.
Alla quinta sera Annetta si accorse di Giulia o, forse, le volle solo
far capire di averla vista. Prima di entrare in casa, lanziana donna
guard a lungo il cespuglio che nascondeva la ragazza, poi
chiuse la porta salutandola con la mano.
La sera successiva Giulia non si nascose, ma raggiunse Annetta
dopo la distribuzione del pane secco.
Le sedette accanto e non disse una parola, per guard nello
stesso punto fissato dallaltra.
Il sole sembrava aver preso fuoco e, guardandolo, Giulia fu presa
da un senso di smarrimento mai provato prima.
Annetta cap il suo disagio e la prese per mano.
In quel momento Giulia non pens che a dividerle vi fossero oltre
sessantanni e tante esperienze diverse: lei e Annetta divennero
un unico essere pulsante, senza pi presente, passato o futuro.
Quando il sole spar, Annetta lasci la mano di Giulia e la ragazza
sent che la testa le girava. Si volt a guardare lanziana donna,
che le sorrise.

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CAPITOLO PRIMO

Il mistero si infittisce
Strano, il tramonto non era mai stato cos bello.
Il mare rifletteva il cielo illuminato di rosso e i gabbiani sembravano riempirlo in ogni parte, mentre volteggiavano rompendo il silenzio coi loro stridi.
Giulia era ancora frastornata, non riusciva a capire ci che le era
accaduto. Ci che le stava accadendo.
Le tornarono in mente alcune immagini in dissolvenza che le erano
apparse poco prima, o cos le era sembrato.
La spuma dellacqua solcata dalla prua di unimbarcazione, di cui
non riusciva a capire le dimensioni.
Era una piccola nave o una grande? Lunico particolare davvero
nitido era tanta povera gente ammassata su un solo lato del
ponte, quasi a volere cercare tutti insieme un riparo da un pericolo
incombente ma sconosciuto.
Un soldato impaurito che si muoveva lentamente in un vicolo della
citt vecchia. Era stanco, solo un ragazzino, e imbracciava un fucile pi grande di lui.

32

Il mistero si infittisce

Chi era il ragazzo e dovera quella citt vecchia?


Una bimba assalita dalle fiamme, violentemente strappata dalle
braccia della madre, che trovava la salvezza seguendo il proprio gatto che le indicava la strada.
Un gatto che assomigliava in maniera impressionante al suo
gatto, al suo Myeu, il nome che gli antichi egizi davano ai piccoli
felini. Non sapeva neppure lei perch lo avesse chiamato cos.
Qualcosa nel cuore le aveva sempre suggerito che non si trattasse di un gatto comune: non erano solo il manto maculato o la
corporatura agile a renderlo speciale, n gli enormi padiglioni auricolari o il pelo raso, cortissimo.
Ora per le pareva di aver capito. Quel gatto forse discendeva
dai gatti sacri che popolavano il tempio di Bastet, la dea egizia
dal corpo di donna e la testa di gatto. Anche lui dunque nascondeva un mistero. Come era approdato l il suo progenitore? Di
quali segreti erano stati custodi i suoi avi dalle tante vite? Quante
ne aveva vissute lui e quante gliene rimanevano? E come si trovava in quella minuscola isola con una manciata di abitanti che
vivevano in case sparse qua e l, con al centro ununica chiesetta di pietra bianca?
Capitolo primo

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Le immagini si dissolsero del tutto, come un mucchietto di polvere


tra le dita. Giulia era ancora confusa, con la testa che continuava
a girarle.
Aveva tredici anni, era una ragazza stravagante e curiosa, la cui
vita somigliava a un libro aperto. Era conosciuta da tutti, per non
aveva molti amici perch era considerata una persona bizzarra.
E forse un po lo era. Aveva cambiato tante volte il colore dei capelli: rossi, azzurri, adesso rosa fluorescente. Gli occhi erano sempre ricoperti da uno strato abbondante di trucco che lasciava
appena intravedere la luminosit del suo sguardo. Era magra e
molto alta per la sua et, con uninnata passione per i gatti di cui
si divertiva a studiare la storia. Da quando Myeu era entrato nella
sua vita, si sentiva meno sola.
I genitori di Giulia erano morti in un incidente, quando lei era piccola; da allora lei viveva con unanziana zia.
Spesso, mentre andava a scuola, le sembrava di veder riflessa la
propria anima tra le onde del mare. Specchiandosi in quellazzurro
accecante, Giulia scorgeva limmagine di una ragazza tormentata
e il suo pensiero andava nel mondo che girava, vorticoso e invitante, fuori dallisola. Quellisola lontana e minuscola, un puntino in-

34

Il mistero si infittisce

visibile, che neppure un marinaio minuzioso e pignolo avrebbe segnato sulla mappa.
Ciao! Ti chiami Giulia, vero? Sei la ragazza che laltro giorno mi
ha osservato mentre ero davanti alla mia casa? Ben ritrovata,
amica mia! Posso chiamarti cos? le chiese Annetta.
Sottoline la parola amica con un tono misterioso e allo stesso
tempo rassicurante.
Rasserenata dalla figura ormai familiare dellanziana donna, Giulia finalmente rispose, con la voce che balbett lievemente.

Capitolo primo

35

CAPITOLO SECONDO

Giulia
S, sono Giulia! incespic la ragazza ancora confusa e spaventata dalle immagini terribili che le erano apparse poco prima e
alle quali non riusciva a dare una motivazione.
Lintimit che si era creata con lanziana donna le fece per venir
voglia di conoscerla meglio: neanche con la zia che laveva
cresciuta si era mai sentita cos vicina.
Dal canto suo anche Annetta aveva provato dei sentimenti forti a
contatto con la ragazza. Sensazioni ormai dimenticate, dopo tanti
anni trascorsi in solitudine; la gente dellisola la rispettava e la apprezzava per le sue doti di guaritrice. Per nutriva anche diffidenza nei suoi confronti e le stava alla larga.
Annetta cap che voleva conoscere meglio Giulia, cos la invit a
casa sua per il giorno seguente.
Quella notte, ripensando allo strano tramonto, Giulia fatic ad
addormentarsi e il giorno successivo attese con impazienza il momento di incontrare nuovamente Annetta.
Quando finalmente entr nella piccola casa, osserv con attenzione il semplice arredamento: rimase particolarmente colpita dal

36

Giulia

giaciglio accanto al focolare e dai barattoli con le erbe sulle


mensole di legno, sforacchiate dai tarli.
Annetta la invit a sedersi e le offr una tazza di tisana. N lodore
n il sapore rivelarono a Giulia le erbe che vi erano contenute, ma
gi ai primi sorsi si sent pervadere da un senso di pace e serenit.
Annetta le chiese quali fossero le sue pi grandi passioni.
Mi piace dipingere e amo molto gli animali, in particolare i gatti!
fu la pronta risposta di Giulia.
Annetta sorrise e le chiese di aspettare; poi ritorn tenendo in una
sola mano un gattino maculato di pochi giorni.
appena nato, ti piace?
stupendo! Come si chiama? domand Giulia.
Annetta scosse la testa.
Ancora non ha un nome. Vuoi darglielo tu?
una femmina, vero? Allora si chiamer Milly! decise Giulia.
Grazie alla cucciola, Annetta e Giulia si sentirono di nuovo vicine
come la sera precedente e lanziana donna raccont alla
ragazza di aver conosciuto sua madre tanti anni prima.
Le curai uninfezione terribile, il medico non cera e lei sarebbe
potuta morire se non fossi intervenuta subito disse con voce
pacata. Poi diventammo amiche e lo restammo fino a quando lei
Capitolo secondo

37

rimase sullisola. Eravamo di conforto luna allaltra. Era una donna


gentile, appassionata, con dei bellissimi occhi scuri che sembravano comunicare emozioni.
Giulia sarebbe rimasta ore ad ascoltare Annetta, ma arriv il momento di tornare nella casa dove viveva con la zia.
Fu unaltra notte agitata per Giulia che sentiva il bisogno di riflettere. Al mattino si osserv allo specchio, cercando di ritrovare nei
propri occhi lintensit dello sguardo della madre.
Dopo tanto tempo decise di uscire senza trucco e si diresse a
prendere il traghetto per andare sulla terraferma.
Sulla strada per il molo pens che la vecchia Annetta le nascondesse qualcosa. Nonostante le avesse parlato a lungo, ancora
non le era chiaro chi fosse realmente. Aveva davvero curato sua
madre? Laveva conosciuta cos bene?
La sirena dellimbarcazione la riport nel mondo reale e le fece affrettare il passo per comprare il biglietto.
Salita a bordo, raggiunse la prua e, sporgendosi dal parapetto,
scorse il proprio riflesso nellacqua: le sembr unimmagine diversa,
che non riconobbe.
Giunta al porto, Giulia si diresse ai cantieri abbandonati, dove si rifugiava quando voleva esprimere le proprie emozioni disegnando sui

38

Giulia

muri spogli. Talvolta, fra quella desolazione, incontrava qualche


amico graffitaro con la sua stessa passione.
A volte, come quel giorno, rimaneva invece da sola. Dallo zainetto
tir fuori le bombolette di diversi colori con le quali dipinse sui muri
i propri pensieri. Mancava solo un giorno alla fine delle vacanze
e Giulia trascorse la sua ultima sera di festa fermandosi di fronte al
tramonto.
Le sarebbe piaciuto vedere la propria felicit rispecchiata sulle
onde del mare: unimmagine lontana, ma che poteva diventare
vicina se soltanto lei fosse riuscita a crederci.
Forse aveva solo bisogno di qualcuno di cui fidarsi, per confidare
quanto le opprimeva il petto, per liberarsi da quel peso insostenibile che, una volta fuori, avrebbe potuto scatenare una tempesta.
Mentre pian piano calava la notte, Giulia si addorment con tante
emozioni nel cuore.
Il mattino seguente sul traghetto Giulia appoggi, come al solito,
i gomiti sul parapetto e sporse il viso verso il mare. Era cos immersa
nei propri pensieri, da non accorgersi che un ragazzo la stava osservando.

Capitolo secondo

39

Quando lui le rivolse la parola, Giulia sussult un attimo, ma la


voce del ragazzo e il suo sorriso la rincuorano subito.
Stai andando anche tu a scuola? Io abito da poco in questisola.
un luogo meraviglioso, ma mi spaventa che ci siano cos pochi
abitanti esord, per poi aggiungere: Scusami, non mi sono ancora presentato. Mi chiamo Francesco! Ma tu sei la ragazza che
di solito si trucca molto, non vero? Stamattina stentavo a riconoscerti.
Perch? Ci conosciamo? si stup Giulia.
No, per ti avevo gi visto e ho notato che sei sempre pensierosa rispose Francesco.
Giulia sorrise e dopo un po scoprirono di frequentare la stessa
classe della scuola media sulla terraferma. Fecero il tragitto insieme e continuarono a parlare fino al suono della campanella
della prima ora, come se si conoscessero da sempre.
Quella sera Giulia and a cercare Annetta sullo scoglio da cui la
donna offriva il pane secco ai gabbiani. La ragazza voleva
saperne di pi sul passato della madre.
Era la prima volta, in tanti anni, che qualcuno le raccontava qualcosa che lei non sapeva.

40

Giulia

A un certo punto non riusc pi a controllare la curiosit e pose domande a raffica, per giungere alla fine, con un istintivo magone, a
quella che le interessava veramente, alla quale la zia non aveva
mai voluto rispondere.
Come morta mia madre, Annetta?
Non si aspettava la risposta scioccante che la donna le diede
con la consueta voce roca e rassicurante: Sei davvero sicura
che tua madre sia morta?

Capitolo secondo

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CAPITOLO TERZO

La verit prima di tutto


Alla sconcertante risposta di Annetta, Giulia si sent ancora pi
confusa e sola. Avrebbe voluto urlare, correre via, lontano da l.
Invece rimase immobile e silenziosa a guardare lanziana amica: il
volto solcato dalle rughe faceva pensare a una vita piena di dolori e fatiche, ma lo sguardo era rassicurante e dolce. I capelli, un
tempo neri, erano tenuti fermi da un cerchietto.
Chi era Annetta? Giulia se lo chiese per lennesima volta. E cosa
sapeva della sua mamma?
Annetta prov a rassicurare la ragazza abbracciandola forte, poi
le chiese: Non hai unamica con cui confidarti?
Giulia chiuse gli occhi, confortata da quellabbraccio affettuoso
e, per un attimo, immagin che a stringerla fosse sua madre.
Quando si stacc dallaltra per risponderle, la voce suon lievemente roca.
Ho incontrato da poco un ragazzo che vive qui, sullisola, e frequenta la mia stessa classe. Per mi sembra di conoscerlo da sempre. Il padre italiano, la madre libanese e lui davvero bello.

42

La verit prima di tutto

alto e magro, con i capelli scuri e gli occhi di un azzurro cos intenso da ricordarmi loceano.
Deve piacerti molto sorrise Annetta.
Indossa sempre un cappellino, forse quello a dargli laria furbetta. Quando parlo con lui mi sento sicura, serena continu Giulia. Forse perch solare, ma anche dolce. Non lo so, mi mette
allegria. E poi abbiamo in comune una passione: siamo graffitari.
Sai che significa?
Annetta annu.
Anche tua madre amava dipingere.
Giulia dimentic tutto il resto.
Ti prego, Annetta, parlami di lei!
Laltra sospir con voce ferma.
Credo sia giunto il momento che tu sappia, anche se non dovrei
essere io a informarti, ma tua zia Lucia. stata lei a raccontarmi
tutto, la sorella di tua madre. Erano insieme, in una zona di guerra,
tu eri nata da poco tempo. Durante un bombardamento, dovevano salire entrambe su una barca che le avrebbe condotte in
salvo. Tua zia era pi forte ed era lei a portarti in braccio...
Che cosa accadde?
Annetta spalanc le braccia.
Capitolo terzo

43

Nel caos di quei terribili momenti, Lucia perse di vista tua madre.
La vide salire su unaltra imbarcazione, ma non arriv mai a terra,
al sicuro. Fu allora che Lucia decise di tornare sullisola, per farti
crescere qui.
Giulia non resistette oltre e scoppi in un pianto dirotto. Cap
che Annetta le aveva detto la verit e avvert il bisogno di tornare a casa per affrontare la zia. Perch le aveva nascosto
quella storia? Perch era sempre stata evasiva parlando della
madre?
Forse non voleva farmi soffrire pens Giulia, mentre nel cuore si
accendeva la speranza di riabbracciare la madre.
Per alcuni giorni Giulia tenne il segreto dentro di s: sentiva il bisogno di stare sola, a riflettere, cercando le parole giuste per affrontare la zia.
Cos, la domenica seguente, prese il traghetto per la terraferma,
per andare al suo rifugio a creare graffiti.
Durante la traversata, con gli occhi persi nel mare, Giulia simmerse nei propri pensieri.
Non sarebbe stato facile far parlare la zia. Lucia aveva un carattere introverso, solitario e, poi, usciva poco. Trascorreva le
giornate a leggere o a guardare la televisione.

44

La verit prima di tutto

Quando finalmente si trov davanti al muro spoglio dove disegnare le proprie emozioni, Giulia saccorse di non essere sola.
Francesco! Anche tu qui?
Si sent meravigliata e felice, ma cap che anche lui aveva qualcosa che lo rattristava.
Cos fu lei a raccontargli per prima quel che aveva saputo e la tormentava, il caos di sentimenti dentro di lei. Francesco le sorrise e
prov a consolarla, ma qualcosa nelle sue parole le fece intendere che anche la sua vita era complicata.
E se disegnassimo quello che proviamo? propose allora Giulia.
Magari riusciremo a scacciare i pensieri tristi.
Sul muro apparvero disegni colorati, vivaci, forse i sentimenti che
i due ragazzi avrebbero voluto provare. La tristezza and via;
Francesco e Giulia risero e scherzarono come se il mondo fuori non
esistesse. Quando giunse lora di prendere lultimo traghetto, la
malinconia ripiomb loro addosso.
Sarebbe bello rimanere sempre qui disse Giulia salendo sul traghetto.
Ci vediamo domani la salut lui allarrivo.
Giulia sincammin verso casa con passo lento. Per strada non incontr nessuno, solo un cucciolo di gatto che miagolava cerCapitolo terzo

45

cando la mamma. Lei aveva paura dincontrare la zia, temeva di


non essere capita, di non ricevere risposte precise.
Lucia leggeva assorta, seduta sulla sua poltrona. Quando Giulia
arriv, le rivolse uno sguardo carico daffetto, ma non disse nulla.
Giulia la osserv e le sembr particolarmente robusta, coi capelli
tinti di un rosso esagerato per il viso lentigginoso. Gli occhi erano
cupi, come se nascondessero qualcosa di importante. Aveva parecchi anni pi della madre, sembrava una donna anziana.
Giulia raccolse tutto il proprio coraggio, poi tir fuori le parole
che da troppi giorni le scoppiavano dentro.
So tutto su mamma. So la verit.
Lucia guard la nipote con gli occhi lucidi, poi si diresse nella sua
camera, senza pronunciare una parola.
Torn nella stanza dopo qualche minuto, stringendo un libro tra le
mani che porse a Giulia.
Leggi. scritto tutto qui.
Giulia osserv il libro e cap che si trattava di un diario. O meglio,
era quello che restava di un diario. La copertina era bruciata per
met e mancavano alcune pagine. La ragazza lo apr e un brivido le gel la schiena quando inizi a leggere.

46

La verit prima di tutto

Ho aspettato tutto questo tempo e forse ho sbagliato. Avrei dovuto dirglielo prima, quandera pi piccola. Adesso ho paura. Che
non accetti la verit, che mi possa odiare. Anche se nulla canceller lamore che nutro per lei e che forse non sono mai riuscita
a dimostrarle.
Vorrei trovare il coraggio di raccontarle tutta la verit, di dirle
come sono riuscita a salvarla da quel terribile bombardamento.
Prego ogni giorno che sua madre, mia sorella, sia ancora viva e
si trovi da qualche parte, sulla terraferma. Spero che il giorno del
suo ritorno sia vicino.
Lo spero da tredici anni.

Capitolo terzo

47

CAPITOLO QUARTO

Un padre per Giulia


Giulia strinse il diario, le mani tremanti, gli occhi bagnati di lacrime. Col
fiato sospeso lesse le prime pagine, che raccontavano quanto era
successo in quella guerra: gli scontri, il dolore, limpotenza dei vivi.
Grazie al diario, Giulia seppe che la madre faceva la volontaria
presso una base militare dove operava un contingente italiano.
Leggeva in fretta, saltando pagine. Lemozione le impediva di essere lucida, mille domande le si affollavano nella mente.
Una riga attrasse a un certo punto la sua attenzione. La zia aveva
sottolineato un nome: Marco.
Chi era? Di sicuro qualcuno importante per lei. Che legame aveva
quelluomo con la zia? O con sua madre?
Giulia prov velocemente a darsi delle risposte, continuando a
leggere.
Forse era un militare pens. O un medico, come quelli di Medici
Senza Frontiere.
La risposta giunse qualche pagina dopo.
Cera una foto, con sotto scritto: Marco a diciassette anni, appena giunto sullisola e prima di iscriversi a medicina.

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Un padre per Giulia

Dunque era un medico e anche lui aveva vissuto nella sua isola.
Giulia osserv il volto della foto. Uno sguardo intenso, volitivo.
Non certo bello, ma interessante. Effondeva tenacia, determinatezza e un grande cuore.
Mi sarebbe piaciuto conoscerlo mormor.
Giulia continu a leggere, mentre la zia la osservava di sottecchi,
guardando un po lei e un po la finestrella sul mare. Avrebbe voluto dire qualcosa, ma non trovava le parole.
Marco era pi giovane di Lucia, ma pi vecchio di Lia, la madre
di Giulia. Lia era nata quando Lucia aveva ventanni e studiava
per diventare infermiera, fuori dallisola. Si era affezionata subito
a quella sorellina che poteva essere sua figlia e come tale laveva
sempre trattata.
Quando Lia aveva sette anni, sullisola era arrivato Marco: era diventato amico di entrambe, anche se in Lucia vedeva una sorella
maggiore che tornava per le vacanze, in Lia una mascotte che lo
seguiva dappertutto. Lia aveva diciotto anni quando un incendio distrusse la loro casa sullisola.
Marco era gi medico e si trovava l in quel momento. Riusc a salvare Lia, ma non i suoi genitori. Da quel momento Lia gli si attacc
ancora di pi e, anche se per qualche tempo and a vivere con
Annetta, decise di seguirlo nelle missioni umanitarie.
Capitolo quarto

49

Giulia lesse sul diario del giorno in cui Marco aveva comunicato
a Lucia che la sorella lavrebbe accompagnato allestero.
Ma lei non si mai mossa dallisola. Che cosa far in una zona
cos difficile?
fragile, sola e disperata. Ci sposeremo, siamo legati da sempre.
Non abbandono mia sorella. Vengo con voi!
Giulia pos il diario, ponendosi mille domande. Perch sua zia non
le aveva mai parlato di quei due? Perch tanto mistero?
Per un attimo le venne in mente Francesco. Avrebbe voluto condividere con lui quel momento di confusione, il senso di smarrimento. Pensando ai suoi occhi malinconici, come in un flash, cap
che le ricordavano quelli del volto rugoso di Annetta. Lo stesso
sguardo profondo.
Poi torn alle pagine del diario, che scorrevano lievi sotto le sue
dita. Un tuffo al cuore.
nata Giulia, ha gli stessi occhi di Lia... con lo sguardo di Marco.

50

Un padre per Giulia

Quindi alcuni passi pieni di gioia, nonostante la situazione nel


Paese si facesse sempre pi difficile. Poi un buco di alcune settimane, come se Lucia avesse omesso di raccontare qualcosa
di sgradevole. Infine una frustata.
Diventa necessario difendere Giulia dallamore morboso di Lia.
Non vuole che altri la tocchino, trascorre tutto il tempo con lei
come se avesse paura di perderla. aggressiva persino con
Marco, quando lui tenta di coccolarla.
Sta diventando insostenibile.
Giulia raggel. Non le piacque leggere della fragilit della
madre. Si gir verso la zia col volto sconvolto.
Che cosa aveva mia madre? url quasi. Che significa che dovevate difendermi da lei?
Lucia labbracci e le tolse il diario dalle mani. Poi le accarezz
i capelli, come quando faceva da bambina. E, insieme, si abbandonarono a lacrime liberatorie.
Dalla finestra filtrava la luce e Lucia sfior il candido viso di Giulia, da cui traspariva unimmensa dolcezza.

Capitolo quarto

51

E, finalmente, la donna trov le parole per raccontarle tutto. Era giunto


il momento di dissolvere ogni dubbio che devastava le loro anime.
Lucia raccont del mattino in cui Giulia era nata, di Lia che diventava ogni giorno pi debole, della situazione del Paese che
si faceva sempre pi complicata.
Dovevamo correre. Ogni momento. Non dimenticher mai il giorno
della nostra fuga, quando le bombe, come enormi chicchi di grandine, cadevano sul porto distruggendo ogni cosa. Quasi di peso
fummo portate su quei barconi che stavano prendendo il largo
raccont Lucia. A un certo punto non vidi pi tua madre, mentre
tuo padre era sul pontile: da allora non ho loro notizie. Poi ti portai qui, ma non ho mai perso la speranza di rivederli.
Giulia ascoltava in silenzio, lo sguardo fisso al soffitto. Immagin
suo padre e sua madre, i volti smarriti sotto le bombe. Si sent frastornata, ma anche sollevata e piena di speranza: i genitori potevano dunque essere ancora vivi.
Si sciolse dolcemente dallabbraccio della zia e corse a cercare
Annetta. La trov sugli scogli che distribuiva il pane secco ai gabbiani. Giulia la guard e cap che, anche nello sguardo dellanziana donna, cera la sua stessa speranza.

52

Un padre per Giulia

Annetta e Giulia si abbracciarono e la ragazza sent, con sicurezza, che laltra faceva parte della sua vita.
Il giorno successivo Giulia incontr Francesco sul traghetto e gli
raccont tutto.
Il ragazzo le sorrise, ma gli occhi rimasero malinconici.
Che coshai, Francesco? gli chiese Giulia.
Mi manca la mia casa rispose lamico guardando il mare.
Giulia si stup.
La tua casa?
Il Libano, dove ho vissuto fino a qualche mese fa spieg il ragazzo. I miei amici, con cui ci vedevamo sotto il nostro albero,
ogni giorno.
Giulia si vergogn. Troppo presa dai propri problemi, si era dimenticata degli altri.
Parlami di loro sussurr quindi.
E Francesco raccont. Dei colori cangianti della sua terra, del
sole caldo.
Dei cieli infiniti, cos azzurri da far impallidire uno zaffiro.

Capitolo quarto

53

CAPITOLO QUINTO

Jbeil, la citt di Francesco


Giulia not che gli occhi di Francesco si illuminavano quando parlava del Libano. Si sent inondata da sentimenti inesprimibili che la
spinsero a voler sapere.
Raccontami, Francesco, della tua vita passata, del posto in cui
vivevi.
Francesco trasse un profondo respiro, poi guard lorizzonte, quasi
vedesse la terra che aveva lasciato.
Sono nato a Jbeil, la citt dei fenici e dellalfabeto, ammirata da
milioni di persone esord. Rappresenta ancora il gioiello dellOriente, con la sua Cittadella che resiste, nonostante il tempo
che passa. protesa sulla costa e al mattino, con il suo continuo
viavai, ricorda un alveare. Lungo la costa i ristoranti, famosi per il
pesce, il Tabbouleh, lHommous, il Kebbe, attirano i clienti con linvitante profumo.
I mercati antichi, grazie alla particolare architettura, armonizzano
passato e presente: posso sentire ancora, sotto i miei piedi, le pietre che coprono le strade conservando la loro bellezza. Alcune
case antiche mantengono lo stile passato, con le fioriere appese

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Jbeil, la citt di Francesco

sui balconi, i cui infiniti colori rallegrano i passanti. Il profumo del


basilico, dei fiori e dei cespugli di rose ti raggiunge mischiato a
quello del mare, penetrando nella mente e nel cuore. Di sera, le
luci brillanti della citt si specchiano nellacqua del mare, mentre
le stelle scintillano nel cielo sereno.
Ovunque si incontrano pescatori abbronzati e muscolosi: girano
con le loro piccole barche, avanti e indietro, lanciando le reti. I
pi bravi le legano alle mani e pescano lintera notte. Allalba baciano Venere, la stella del mattino, e tornano a casa. Sia destate
che dinverno, caff e marciapiedi sono pieni di turisti. Chi visita la
mia citt non si stanca mai di ammirarne le ricchezze e, ogni volta,
la scopre pi bella della precedente. Per questo, tutti tornano a
visitarla.
Con un movimento spontaneo, Giulia giunse le mani e le accost
al cuore: Ancora, raccontami ancora. Mi piace la tua citt!
Francesco sorrise, scacciando la tristezza dagli occhi. Poi continu: L ho tanti amici. Ci incontravamo spesso sotto il nostro
cedro. Ha un tronco enorme, che non riuscivamo ad abbracciare
tanto era grande. Ha pi di cento anni ed un albero molto robusto che non invecchia e non perde le foglie, sia destate che
dinverno. Non puoi immaginare quante storie abbia sentito e quali
Capitolo quinto

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segreti abbia nascosto. Vi abbiamo trascorso sotto lunghe ore divertendoci, giocando e gustando il cibo preparato dai nostri genitori: mettevamo a terra i dolci e la frutta, per poi dividerla.
Altre volte, sotto le sue chiome, disegnavamo panorami magnifici,
come abbiamo fatto anche sulle pareti del cortile a scuola. Spesso
rimanevamo sotto lalbero fino a sera, per poi andare a nuotare; immergendoci scordavamo preoccupazioni e problemi della vita quotidiana. Ci salutavamo sapendo che ci saremmo incontrati il giorno
dopo sulla strada per la scuola. Quanti ricordi indimenticabili!
Che bello! sospir Giulia.
A scuola ho studiato sia larabo che il francese. Gli insegnanti erano
gentili con me, non mi hanno mai fatto sentire diverso dagli altri in
quanto italiano, anzi. Erano contenti quando mi sentivano parlare in
arabo ed elogiavano i miei sforzi per imparare anche a scriverlo. Alla
fine ci sono riuscito sorrise Francesco. I miei amici cercavano di
approfittare del mio italiano, per impararlo. Ma era difficile; a volte
lo pronunciavano in maniera ridicola, cambiando il significato delle
parole. Sono stati questi i momenti pi belli passati insieme.
Che cosa ti manca di pi? lo interruppe Giulia.
Francesco rispose con voce roca: Mi manca tanto mia nonna. Mi
manca la voce, calda e tenera, i suoi racconti speciali. Da bam-

56

Jbeil, la citt di Francesco

bino, ogni sera, lei minvitava a sederle vicino per raccontarmi le


vicende della sua vita. Spesso cominciavamo a ridere.
Adoravo i cibi e i dolci arabi che preparava. Tornando da
scuola, correvo direttamente in cucina, labbracciavo e sentivo il
profumo squisito delle sue pietanze. Saltellavo e applaudivo felice
quando cucinava la Mloukhye, il mio piatto preferito. Lei rideva e
mi stringeva con tenerezza. Vicino a lei mi sentivo in pace.
Mi manca pure mio nonno, con cui ho passato momenti incancellabili. Chiedeva sempre la mia opinione e mi ha aiutato ad
avere fiducia in me stesso: mi faceva sentire una persona responsabile, come un adulto. Insieme andavamo a pescare, con la nostra attrezzatura e i cappelli da pescatori. Ci sedevamo tranquilli,
aspettando che i pesci, uno dopo laltro, abboccassero. Il volto
di nonna silluminava nel vedere il cestino pieno di pesci freschi
con cui preparare una cena speciale...
Francesco tacque, come se stesse scavando nei ricordi, e Giulia
colse loccasione per porgli una domanda.
Perch hai lasciato il Libano?
Francesco le raccont che, quindici anni prima, la madre con i
nonni era andata a trovare degli amici in Italia e aveva incontrato suo padre. Si erano innamorati, erano rimasti in contatto e
Capitolo quinto

57

alla fine si erano sposati. Sua madre era molto legata ai propri genitori, cos suo padre aveva deciso di accontentarla e trasferirsi
in Libano. Si stabil a Jbeil, compr una barca da pesca e inaugur
un ristorante di cucina tipica libanese.
Poco dopo nacque Francesco, al quale tutti si affezionarono: trascorreva la mattina con i nonni e la sera con i genitori.
Dopo la morte dei miei nonni, mio padre decise di tornare qui,
affidando la gestione del ristorante a un amico di fiducia continu Francesco con tono triste. Ho salutato la mia casa e i miei
amici, lasciandomi alle spalle i ricordi dinfanzia. Spero di tornare
in estate, per le vacanze.
Giulia assunse unespressione perplessa: Non sar stato facile, per
tuo padre, adattarsi in un Paese di cui non conosceva la lingua.
Nel constatare linteresse dellamica, Francesco sorrise: Mia madre
insistette perch mio padre imparasse larabo per poter parlare
con i nonni che lamavano molto. Mio padre molto colto e si abitu a parlare la nuova lingua, gli piaceva, la trovava ricca di
espressioni e significati. Non si innamor solo della lingua, ma trov
le abitudini libanesi molto simili a quelle italiane.
Poi a Jbeil, vicino alla nostra casa, arriv una coppia italiana: si
cre subito un forte legame con i miei genitori, cos pap si inte-

58

Jbeil, la citt di Francesco

gr ancora di pi. Passavano intere serate insieme, sia al nostro ristorante, sia a casa, dove si raccontavano storie interminabili.
lui lamico a cui mio padre ha affidato il ristorante, nonostante sia
un medico. Non ha voluto che mio padre vendesse il ristorante ed
stato disponibile a gestirlo in sua assenza. un vero amico. Ha
aiutato mio padre a non sentire la nostalgia per la propria terra.
Lamica non aveva pi domande e tra i ragazzi cadde un profondo silenzio.
Giulia pens che le descrizioni di Francesco sarebbero state sufficienti a farle sognare quella citt per molti giorni.
Entrambi rimasero immersi nei propri pensieri. Poi, di colpo, Francesco si riscosse, come investito da unidea bizzarra. Fiss Giulia
negli occhi, poi le chiese a bruciapelo: Giulia, come si chiamano
i tuoi genitori?

Capitolo quinto

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CAPITOLO SESTO

Annetta, Andrea e i gabbiani


Francesco ebbe il presentimento che gli amici italiani fossero i genitori dellamica e che il medico, ora gestore del loro ristorante,
fosse proprio il pap di Giulia.
I miei genitori si chiamano Marco e Lia rispose la ragazza.
Per un attimo Francesco rimase basito: anche i due amici in Libano
si chiamavano cos! Lo rivel a Giulia, per poi chiederle: E se fossero i tuoi genitori?
Lamica lo invest per con una valanga di domande: Come
sono? Cosa fanno? E perch sono in Libano e non qui, sullisola?
Francesco non seppe cosa rispondere, ma propose allamica di
andare dai propri genitori per dissipare ogni dubbio.
Ti va di venire a casa mia? I miei ne sapranno di pi disse.
Giulia non se lo fece ripetere, ma prima telefon alla zia per avvisarla. Il sole stava per calare e, quasi senza accorgersene, i due
amici si ritrovarono nei pressi della casa di Annetta.
Voglio presentarti la mia amica disse Giulia dimpulso. Vedrai,
una persona squisita!

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Annetta, Andrea e i gabbiani

Annetta li accolse con la consueta cordialit ma, per qualche


strana ragione, fu incuriosita da Francesco. Dopo avergli offerto
una tisana alle erbe, gli fece tante domande, sbalordendo perfino
Giulia che la conosceva come una persona discreta.
Da dove vieni? Quanti anni hai? Chi sono i tuoi genitori?
Francesco rispose pazientemente di avere quasi quattordici anni,
che veniva dal Libano e si era trasferito sullisola da pochi mesi
con i genitori.
Annetta per non sembrava soddisfatta.
E come mai avete scelto proprio questa piccola isola? chiese
ancora.
Mio padre ha un legame affettivo con questo posto: veniva qui
in vacanza, da piccolo sospir Francesco.
Gli occhi di Annetta si intristirono, come presi da profonda nostalgia: Anchio sono venuta qui, pi di trentanni fa, per ritrovare un
luogo in cui ero stata felice. Venni in vacanza con mio figlio,
quando lui era bambino. Facevamo lunghe passeggiate e poi davamo da mangiare ai gabbiani.
Ecco perch Annetta ogni sera rivive quella scena pens Giulia. Vuole rivedere il volto del figlio!
Capitolo sesto

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Annetta tacque, presa dai propri pensieri, e Francesco ruppe il


silenzio: Anchio e mio padre amiamo andare sulla spiaggia a
dare da mangiare ai gabbiani!
Per la prima volta Annetta raccont allora una parte della propria vita, che nessuno sullisola aveva mai conosciuto.
Non andavo daccordo con mio marito e fui costretta a lasciare mio figlio quando minnamorai di un uomo che mi amava
profondamente. Fu lui a insegnarmi i segreti e le propriet benefiche delle erbe. Quando mor, non sapevo dove andare e
venni qui, dove tutto mi ricordava mio figlio. Ho provato a rintracciarlo, ma non ci sono riuscita: forse si sposato. Forse sono
nonna e non lo so.
Annetta guard Francesco negli occhi e sorrise.
Hai gli stessi occhi di mio figlio. Lo stesso azzurro luminoso si
giustific quasi, quindi si rianim. Vi va di andare dai miei gabbiani? ora di mangiare!
I ragazzi la seguirono sugli scogli e sedettero sul muretto, in silenzio, ad ammirare quel mare di infinito splendore.
Si fatto tardi disse infine Giulia. Dobbiamo andare. A presto, Annetta.
I due ragazzi si incamminarono verso casa di Francesco.

62

Annetta, Andrea e i gabbiani

Ho una gran fame! ridacchi Giulia. Hai detto che tuo padre
un ottimo cuoco, giusto?
Il migliore! conferm Francesco. Da quando tornato, cucina
sempre i piatti del Cilento, il suo paese dorigine. Sentirai i suoi fusilli alla cilentana col formaggio di capra, la ciambotta di verdure
con melanzane, patate, zucchine e peperoni o i cavatelli con
pezzi di carne e pomodoro.
Smettila, o svengo! esclam Giulia.
Ad accoglierli sulla porta cera Malika, la madre di Francesco. Era
una splendida donna dalla carnagione scura, alta e snella, con
la vita sottile; gli occhi erano di un intenso castano scuro e i capelli lucenti come la seta, neri e mossi, le cadevano morbidi sulle
spalle.
Ciao, tu devi essere Giulia. Francesco mi ha tanto parlato di te
salut cordiale.
S, sono io annu Giulia imbarazzata.
Per fortuna furono raggiunti dal padre di Francesco, che si rivolse
alla moglie.
Malika, chi la nostra ospite? chiese con voce calda e profonda, un po roca e marcata. Era alto, dal fisico magro e forte. Gli
occhi azzurri, i capelli castani e la barba curata sul volto abCapitolo sesto

63

bronzato ne facevano un uomo affascinante, mentre gli occhiali


da vista a goccia gli davano un che di intellettuale, sebbene indossasse abiti sportivi.
Francesco anticip la madre: Lei Giulia, una mia amica.
Io sono Andrea, piacere di conoscerti si present laltro, invitando la ragazza a entrare.
Andarono in cucina, piccola ma ospitale. Al contrario, il resto della
casa era spazioso, con quattro stanze, di cui due per gli ospiti, la
camera matrimoniale, quella di Francesco e un ampio salone arredato con mobili antichi.
Mentre Francesco e la madre apparecchiavano, Giulia e il pap
di Francesco andarono in salotto. Sul tavolino vicino al divano
spiccava una foto raffigurante un magnifico cedro del Libano, con
un gruppo di persone sedute sotto i larghissimi rami.
Giulia prefer non domandare subito dei propri genitori, ma inizi
una conversazione amichevole.
Qual il suo lavoro, signor Andrea? chiese infatti.
Sono un ristoratore, la mia specialit la cucina del Cilento,
dove sono nato: mediterranea e ricca di prodotti genuini.
Allora perch non si trasferito nel Cilento, ma venuto qui?
domand la ragazza che per conosceva la risposta. Cos cam-

64

Annetta, Andrea e i gabbiani

bi discorso. Francesco mha detto che a gestire il ristorante in Libano rimasto un vostro amico. Si chiama Marco? un medico
italiano? scappato con la moglie da una zona di guerra?
A quelle domande Andrea rimase a bocca aperta, ma Malika
entr nel salotto in quel momento.
Francesco mha raccontato tutto, Giulia disse, per poi aggiungere: E s, tu somigli moltissimo a Lia.
Gli occhi di Giulia si illuminarono di speranza, ma Malika sorvol sul
suo stupore e continu: Marco e Lia si trasferirono in Libano dodici anni fa. Credevano che la loro bambina fosse morta con la zia
durante un bombardamento...

Capitolo sesto

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CAPITOLO SETTIMO

Un sogno che si realizza

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Le parole di Malika suscitarono in Giulia sentimenti contrastanti.


Sullo sguardo e sul viso si alternarono espressioni di gioia e paura,
lacrime mischiate a sorrisi. Smise di ascoltare i discorsi degli altri e
un solo pensiero le occup la mente.
Voglio andare in Libano!
Francesco fu daccordo con lei e insieme andarono dalla zia, per
raccontarle lincredibile novit e convincerla ad affrontare il viaggio per il Paese dei Cedri.
Allinizio Lucia rimase scioccata, ma alla fine la speranza nel suo
cuore ebbe la meglio sulla perplessit: anche lei moriva dalla voglia di sapere se la sorella e il cognato fossero vivi.
Andiamo in Libano! dichiar convinta abbracciando la nipote.
Tocc a Francesco tornare a casa e insistere con i genitori perch
partisse anche lui. Allinizio tentennarono, la scuola era appena iniziata e non era il momento di prendersi una vacanza. Dopo un po
per, come zia Lucia, anche loro si arresero: non solo per la curiosit di sapere se Lia e Marco fossero realmente i genitori di Giulia,
ma anche per condividerne la gioia se era davvero cos.
Un sogno che si realizza

Solo per pochi giorni! E veniamo anche noi capitol Andrea.


La settimana successiva trascorse nellorganizzazione del viaggio
e, la notte prima della partenza, Francesco dorm poco, Giulia
neppure un minuto! Gli occhi rimasero spalancati per tutto il tempo,
con il cuore in tumulto.
Sono loro? Non sono loro? continuava a ripetersi tra il pianto e
il riso.
Allalba la ragazza si alz, si vest e and nel salone. Si sorprese
nel trovare Lucia gi pronta ad aspettarla: anche la zia sembrava
non aver dormito.
Si scambiarono solo il buongiorno, evitando conversazioni che
nessuna sarebbe stata in grado di reggere: pi lora della partenza si avvicinava, pi si sentivano confuse.
Le due famiglie presero il traghetto per la terraferma, poi si spostarono in aeroporto dove sbrigarono velocemente le procedure per partire: fecero un primo scalo a Roma dove si
imbarcarono sul volo per Beirut. Il viaggio aereo sarebbe durato
solo tre ore e mezza, ma a Giulia e Lucia pareva un tempo interminabile. Entrambe rimanevano zitte, sognando lincontro
tanto atteso. Giulia ruppe il silenzio solo quando lhostess le propose la colazione.
Capitolo settimo

67

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Fu Francesco a convincerla ad assaggiarla: Dai, Giulia, la famosa colazione libanese, buonissima! la Knefe, composta essenzialmente da formaggio e semolino, coperti dal succo di canna
da zucchero.
Ok, lassaggio rise Giulia, per poi divorare tutto.
Che appetito! ridacchi Francesco sbalordito.
Finalmente il pilota chiese ai passeggeri di tornare al proprio posto
e di allacciare le cinture di sicurezza per latterraggio.
Giulia e Lucia impallidirono e il cuore batt allimpazzata, quando
dal finestrino si intravidero le citt della costa.
Stiamo gi volando sul Libano spieg Malika. Pi in l c la
citt di Tripoli, famosa per il porto commerciale e gli squisiti dolci
tipici. L ci sono i grandi uliveti che producono lolio e le olive celebri nel mondo.
Poi lo schermo elettronico indic che stavano sorvolando Jbeil.
Voliamo sopra Jbeil, ci siamo quasi! grid Francesco.
Gli occhi di Giulia si illuminarono di speranza, poi regn ancora il
silenzio e ogni viaggiatore fu preso dal proprio sogno.
Laereo si avvicin alla capitale, Beirut, e dallaereo fu possibile
ammirarne il grande porto, punto di collegamento tra Est e Ovest.
Dopo latterraggio, sbrigate le procedure di arrivo, salirono su un
Un sogno che si realizza

grande taxi e, sulla strada per Jbeil, si divertirono a leggere i segnali stradali e le pubblicit, scritte in inglese e in francese, oltre
che in arabo.
Quando il taxi entr nella citt di Jbeil, Giulia invest gli altri con
molte domande di cui non aspett le risposte. Era confusa e commossa, trepidante per lincontro. Quando il taxi arriv davanti al
ristorante, Giulia e Francesco aprirono gli sportelli ancor prima che
lauto fosse del tutto ferma.
Attenzione! Rischiate di farvi male! li blocc Andrea.
Finalmente scesero ed entrarono nel ristorante quasi di corsa.
Non cerano ancora clienti, ma Lia stava lavorando ai tavoli. Lucia
rimase incantata a guardarla, senza riuscire a esprimersi, fino a
quando laltra non si accorse di lei.
Sorella mia, tesoro riusc a dire soltanto.
Poi arriv anche Marco e la gioia fu completa. Mani nelle mani, lacrime, abbracci, risate, singhiozzi. Giulia continuava a tenersi
stretta a Lia, senza riuscire a staccarsi.
Dopo dodici anni un padre e una madre riabbracciavano la figlia
che credevano morta. Lia continuava a chiedere a Lucia: Ma sta
capitando davvero? Non un sogno?, mentre Marco guardava
Giulia sommerso dalla gioia e dalla nostalgia di non averla vista
Capitolo settimo

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crescere. Poi fu la volta delle spiegazioni, dei racconti e dei resoconti. Cerano tante cose da dire.
Francesco, Andrea e Malika, di lato, non riuscivano a trattenere le
lacrime, felici di aver contribuito a quel ricongiungimento.
bello poter contare sugli amici sorrise Francesco.
Arriv lora di mangiare e insieme gustarono un pasto composto da
diversi piatti libanesi, tutti gustosi, conosciuti con il nome di Mezzeh.
E ora andiamo in un luogo speciale propose Lia dopo mangiato.
Da l ammireremo la costa libanese da Nord a Sud, si pu fare
solo da quel posto meraviglioso, Harissa, che si trova in cima a
una montagna dove il cielo sembra abbracciare il mare.
Harissa era un bel villaggio del Kesserwan, su una collina magnifica. Visitarono anche il Santuario di Nostra Signora del Libano,
dove ammirarono la statua della Madonna con le mani aperte e
protese sul Mediterraneo ai suoi piedi.
Sembra un gioiello e queste verdi colline un trono! comment
Giulia conquistata dalla splendida natura della montagna, sotto
la quale si infrangevano le onde del mare.
Questa montagna appare come il punto dincontro tra il cielo,
puro e trasparente, e la terra, semplice e bella aggiunse Marco.
Giulia non riusciva a staccarsi da lui e, soprattutto, continuava a
tenere la mano di Lia, stringendola continuamente. Quasi non vo-

70

Un sogno che si realizza

leva andarsene da quel luogo da cui si sentiva attratta: un


oceano di verde, tranquillo, dallaria pura.
Anche Marco desiderava prolungare quei momenti spensierati,
cos propose una gita alla teleferica.
Ci divertiremo assicur.
Per circa mezzora scesero dalla cima pi alta della montagna fino
alla costa, godendosi il panorama dei fitti e splendidi boschi, ricchi di cipressi, pini, abeti. E di cedri di Dio.
Giulia fu particolarmente affascinata dal tramonto che adorn di
colori caldi il golfo della citt di Jounieh.
Quando la cabina della teleferica giunse allarrivo, si diressero
alla spiaggia, attirati dalla magia della luce riflessa sulle onde del
mare. Furono commossi dai bagliori del tramonto e dallo sciabordio dellacqua.
Allimprovviso uno stormo di gabbiani sorvol le loro teste.
Sembrano i gabbiani di Annetta! esclam Giulia trasognata.
Francesco guard il padre che osservava gli uccelli con lespressione triste.
Pap e Annetta si somigliano in maniera incredibile si disse colpito da quel pensiero. Lo tenne per per s, le emozioni erano gi
state tante.
Quella lunga giornata poteva finire cos.
Capitolo settimo

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CAPITOLO OTTAVO

Al Museo di Gibran
Nonostante aleggiasse unaria di festa in cui gioia e commozione
pervadevano tutti, Francesco fu di poche parole: sembrava distante da quanto gli accadeva intorno, combattuto tra pensieri e
dubbi.
Le parole di Giulia su Annetta e i gabbiani lo avevano colpito.
Cos rimase a lungo con lo sguardo fisso sullorizzonte, scrutando
il mare dinanzi a s, sul quale si riflettevano gli ultimi raggi del sole
che velavano di porpora larghe strisce di cielo. Sentiva che poteva accadere un altro evento straordinario e tanti interrogativi
gli balenavano in mente, suscitandogli nel cuore una marea di
emozioni.
E se Annetta fosse mia nonna? Sullisola la considerano una specie di fattucchiera, ma nessuno sa chi sia veramente.
Il cuore si apriva quindi a una speranza: Ho perso la mia nonna
materna, ma forse ne ho ritrovato unaltra.
I dubbi per tornavano: Devo dirlo ai miei genitori? A chi dei due?
Forse meglio a mamma; se non fosse vero, pap ne rimarrebbe
deluso.

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Al Museo di Gibran

Francesco fiss gli ultimi sprazzi di luce cercando delle risposte,


augurandosi che, insieme al sole che spariva, svanissero anche i
dubbi e le congetture su Annetta.
Non fu cos: il sole scomparve, ma i dubbi rimasero.
Si era fatto tardi e Malika interruppe i suoi pensieri dirigendosi alla
macchina: Dobbiamo andare, ormai quasi notte e comincia a
far freddo.
La mattina seguente Marco e Lia proposero unaltra escursione a
Jbeil. Francesco ne fu felice, anche perch cos avrebbe rivisto il
suo cedro gigante, che gli era mancato tanto.
Giunti nella citt, mentre gli adulti cercarono un posto adatto
dove consumare il loro picnic, i due ragazzi si incamminarono
verso lalbero. Francesco prese la mano di Giulia e quando vide
il cedro da lontano, si ferm a osservarne il fusto a distanza, partendo dal basso, quasi volesse misurarne laltezza e controllare
se fosse cresciuto da quando lui se nera andato. Sempre tenendo
la mano di Giulia, gir poi con rispetto intorno allalbero, per sussurrare infine sottovoce: Ecco, Giulia: questo lalbero che ha
segnato la mia infanzia.
Ma sembra un gigante! molto pi grande di quanto immaginassi! si stup lamica cercando di abbracciare il tronco. Chiss
Capitolo ottavo

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quanti anni avr e di quante storie stato testimone. Vorrei trascorrere qui i miei momenti pi belli, insieme a...
Giulia si gir a guardare Francesco ma si accorse che lui, di solito
cos attento, non la stava ascoltando: il ragazzo stava di nuovo
pensando ad Annetta, al fatto che potesse essere la nonna mai
conosciuta e che suo padre cercava da anni.
Giulia cap che ora era Francesco ad aver bisogno di aiuto e che
lei sarebbe stata felice di rendersi utile. Era stato grazie a lui se
aveva ricostruito il proprio passato e ritrovato Marco e Lia. Con
lui si era confidata, condividendo dubbi ed emozioni.
Francesco, c qualcosa che ti tormenta? gli chiese dunque.
Cosa? esclam lamico come se si svegliasse da un sogno a
occhi aperti.
Furono richiamati da alcune voci leggermente ansiose. Erano Lucia
e Lia che li cercavano.
Ragazzi, ma dove vi siete cacciati? Venite, tutto pronto!
Francesco e Giulia lasciarono il discorso in sospeso e raggiunsero
gli altri, per poi trascorrere serenamente la giornata giocando e
scherzando con i parenti.
La mattina dellultimo giorno in Libano, Francesco usc a passeggio con Giulia e, nei pressi del ristorante, simbatt in un amico

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Al Museo di Gibran

della scuola elementare che camminava con un gruppo di ragazzi


e ragazze.
Ehi, guarda chi c: Francesco, litaliano! si stup lamico. Come
stai e cosa fai qui? Non ti eri trasferito in Italia?
Francesco annu: S, ma sono tornato per pochi giorni, domani riparto. Tu, come stai?
Io adesso faccio parte del Gruppo del Consiglio dei Ragazzi e
Ragazze di Jdeideh-Bauchrieh-Sed, che stato istituito per dare
consigli agli adulti rispose laltro indicando gli amici intorno. Loro
sono i miei compagni. Lavoriamo con la nostra coordinatrice e abbiamo la possibilit di esprimere il nostro punto di vista sui problemi della citt, denunciando le inadeguatezze e formulando
proposte. Adesso stiamo andando in gita a visitare il Museo di Gibran per conoscere meglio il nostro grande autore: Khalil Gibran.
Forte... comment Francesco.
Perch non vieni con noi? propose lamico. Poi per guard Giulia. Anzi, perch non venite con noi?
Francesco divent rosso: Oh! Scusa, lei Giulia, per parla solo
italiano.
Francesco present lamica e si present agli altri, poi tradusse
per Giulia la proposta di andare al Museo.
Capitolo ottavo

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76

Certo che s si entusiasm Giulia. Andiamo a chiederlo ai nostri


genitori.
Zia Lucia si offr di accompagnarli e si unirono al gruppo per recarsi nel villaggio di Besharreh, dove cera il Museo dedicato a
Khalil Gibran, lo scrittore e filosofo libanese di fama mondiale.
Tutti i ragazzi ne ammirarono i capolavori e Francesco compr per
Giulia Il Profeta, lopera pi famosa dellautore.
Sfogliando le pagine in maniera casuale, il ragazzo fu colpito da
alcune frasi.
Quando siete felici, guardate nella profondit del vostro cuore
e scoprirete che ci che ora vi sta dando gioia, soltanto ci
che prima vi ha dato dispiacere. Quando siete addolorati guardate nuovamente nel vostro cuore e vedrete che in verit voi
state piangendo per ci che prima era la vostra delizia.
Francesco and avanti, colpito da unaltra frase.
Gli affetti del cuore sono come i rami del Cedro; se lalbero perde
un ramo robusto, soffre, ma non muore. Riversa tutta la vitalit nel
ramo accanto, perch possa crescere e riempire il posto vuoto.
Allimprovviso sparirono i dubbi, mentre le domande che lo avevano tormentato in quei giorni trovarono risposta. Ogni apprensione superata, ogni timore respinto.
Al Museo di Gibran

Devo raccontare tutto a mio padre si disse Francesco deciso.


Francesco e Giulia giocarono con i ragazzi del Consiglio, si divertirono molto e tornarono a casa sereni. La mattina seguente si
svegliarono presto e andarono in aeroporto.
Sullaereo Francesco sedette accanto al padre.
Devo dirti una cosa, pap.
Quando atterrarono, Andrea scese dallaereo di corsa. Non vedeva lora di tornare sullisola.

Capitolo ottavo

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CAPITOLO NONO

Lalbero della vita

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Arrivarono sullisola nel pomeriggio inoltrato; il mare era cos agitato che con grande difficolt il traghetto riusc ad attraccare
al molo.
Una volta a terra, la comitiva si divise: mentre gli altri se ne tornavano stanchi a casa, Andrea chiese a Giulia e Francesco di
accompagnarlo da Annetta.
I due ragazzi si presero per mano e, seguiti da Andrea, si incamminarono per un viottolo dellisola.
Il cammino dei ragazzi procedeva in direzione della luce calante del sole, che appariva allorizzonte sempre pi basso. Gli
ultimi bagliori della sfera dorata proiettavano sulla strada sterrata le loro sagome che si intrecciavano con i profili delle case
basse, tipiche del Mediterraneo.
Andrea seguiva i ragazzi assorto nei ricordi della propria infanzia che gli affioravano alla mente passo dopo passo. Come fotogrammi di una pellicola, si ricomponevano le immagini della
sua vita trascorsa sullisola da bambino, insieme alla madre.
Lalbero della vita

Raggiunta la costa di ponente, lontana dalle altre abitazioni,


ecco apparire la solitaria casa di Annetta. Nellapprossimarsi,
un intenso profumo di varie fragranze inebri il loro olfatto.
Andrea riconobbe linconfondibile odore della lavanda, con la
quale la madre era solita profumare la biancheria prima di riporla nei cassetti.
Travolto da intense emozioni, Andrea arriv sulla soglia e buss
alla porta, che si apr lentamente al solo tocco.
Annetta sei in casa? chiam Giulia.
Rispose solo il silenzio. Andrea entr e si guard attorno.
Nellunica stanza arredata in modo semplice regnava lordine.
In un angolo era posta la madia per fare il pane, mentre sul
lato opposto alcune mensole alloggiavano i numerosi barattoli e vasetti con erbe e unguenti, che tanto avevano colpito
Giulia la prima volta e con cui Annetta curava chi si fidava di
lei.
Al centro della stanza, su un tavolo tondo, cera una gran confusione di oggetti: un mortaio con il pestello, un piccolo torchio, un macinino, filtri e setacci di varie dimensioni, un vecchio
taccuino di appunti e ricette, alambicchi, briciole di pane mescolate a residui di erbe e radici.
Capitolo nono

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Nellunico angolo sgombro del tavolo cerano una penna e due


fogli che attrassero lattenzione di Andrea.
Il primo era il ritaglio di un vecchio giornale dove era evidenziato
un articolo con un pennarello.
PADRE RAPISCE IL FIGLIO E FA PERDERE LE PROPRIE TRACCE
La madre non si arrende, anche se poche sono le speranze di ritrovarlo. Sempre pi fievoli sono infatti le probabilit di rintracciare il piccolo Andrea, portato via dal padre per motivi ancora
oscuri.
Andrea pos il primo foglio e prese laltro: si trattava di una lettera
che lesse a voce alta, con tono sempre pi agitato.
Scrivo perch ho deciso di partire, questisola troppo piena di
ricordi. Ricordi che sono diventati sempre pi insopportabili, lasciandomi dentro una grande nostalgia. Nella mia vita passata ho
avuto diversi rami a cui appoggiarmi, per quando toccato a
me dare sostegno, non sono stata in grado di farlo con la persona che amavo di pi.
Rammento ancora tutti i pomeriggi trascorsi insieme a contemplare
il tramonto. Il volo dei gabbiani ci comunicava una libert che
luomo non potr mai conoscere e capire.

80

Lalbero della vita

Chiedo perdono a mio figlio per non averlo visto crescere, per
non averlo aiutato in tutti questi anni.
Ho sempre pensato alla vita come a un intreccio di rami e nodi di
un enorme ulivo che, nonostante la chioma scura, lascia trapelare
squarci di luce che si fanno strada nelloscurit. Quelloscurit che
offusca i pensieri...
Andrea non riusc a trattenere le lacrime, annebbiato da riflessioni
tristi.
No, non pu aver preso questa decisione proprio adesso mormor.
In preda alla pi profonda angoscia e con un gran desiderio di ritrovare la madre, si precipit allesterno e cominci a cercarla
dappertutto intorno alla casa, aiutato dai ragazzi.
Annetta, dove sei?
Niente. Cercarono a lungo tra i cespugli di lentisco, timo e rosmarino, si inoltrarono poi verso la distesa di ulivi che portava alla
spiaggia, richiamati dallo stridio lontano dei gabbiani.
Allimprovviso, davanti agli occhi di Andrea, si stagli in controluce
un grande ulivo con i rami grossi e nodosi: sembrava quello descritto nella lettera. Poco pi avanti intravide poi la sagoma di
Capitolo nono

81

una persona seduta sopra un grosso masso, con accanto una capiente cesta di vimini.
Sulle labbra di Andrea affior una sola parola.
Mamma!
Gli occhi di Annetta guardavano un punto fisso allorizzonte, dove
la palla infuocata del sole stava per sparire nel mare agitato, illuminando il cielo di rosso.
Non si volt quando ud quella parola che desiderava sentire da
tanti anni, ma rimase a fissare lorizzonte, in contemplazione, quasi
a convincersi che non fosse un sogno.
Poi cal la mano destra sul cesto, tolse lo strofinaccio che copriva i pezzi di pane secco, ne raccolse alcuni e li lasci cadere
tra la spuma bianca.
Lo stormo di gabbiani smise di garrire e cal il silenzio. Per la prima
volta gli uccelli non scesero a divorare il pane come facevano
sempre, ma continuarono a volare avanti, sempre pi lontano,
verso il punto fissato da Annetta.
Poi formarono grandi e armoniose evoluzioni circolari intorno allanello
del sole, fino a quando il cerchio rosso sembr annegare nel mare.
Neppure allora i gabbiani si fermarono, ma lo seguirono veloci.
E alla fine si dileguarono, rincorrendolo nel suo viaggio consueto
dallaltra parte del mondo.

82

Lalbero della vita

APPENDICE
1. Il mistero si infittisce
Istituto Comprensivo G. Pascoli di Tramonti Classi III A/B
Dirigente Scolastico
Luisa Patrizia Milo
Docente referente della Staffetta
Anna Giordano
Docenti responsabili dellAzione Formativa
Anna Giordano, Antonio Trucillo
Gli studenti/scrittori delle classi
III A Antonio Amatruda, Giada Anastasio, Luca Buonocore, Anna Giordano, Giuseppe Giordano, Giuseppe Gruosso, Vincenzo Imparato, Filomena Marrazzo, Giuseppina Pisacane, Enrico
Proto, Maria Irene Vitagliano
III B Arianna Amodio, Margherita Bove, Alissya Dauria, Mario De Rosa, Piaemanuela Ferrara,
Monica Furia, Carmela Giordano, Flora Giordano, Monica Giordano, Vittorio Giordano, Rossella Imparato, Antonio Imperato, Immacolata Medica, Maria Rosaria Ruocco, Luigi Russo, Mario
Vaccaro, Antonio Venosi
Il disegno di Luigi DUva, Antonio Imperato
Hanno scritto dellesperienza:
Ciao a tutti! Siamo i ragazzi delle classi terze dellIstituto di Tramonti, per qualcuno di noi questo il terzo anno di partecipazione alla Staffetta, per qualcun altro lesperienza nuova perch i nostri insegnanti di lettere hanno deciso di unirci e farci lavorare in gruppo (cosa alquanto
complicata ma alla fine produttiva e divertente)! Dopo la lettura dellincipit ecco iniziato il lavoro: alla lavagna abbiamo scritto tutti i pensieri e che ci venivano in mente con parole chiave
da utilizzare, poi ci siamo divisi in gruppi e abbiamo scritto pezzi di storie, descrizioni, emozioni
che con pazienza abbiamo messo insieme. Le parole chiave su cui abbiamo lavorato sono
state: amicizia, emigrazione, mistero, diversit, ambiente, credenze religiose Su queste abbiamo scritto il nostro pezzettino di racconto. In classe abbiamo affrontato questi temi con i nostri insegnanti che ci ha proposto varie letture su cui confrontarci. La staffetta di scrittura una
bellissima esperienza!.

84

APPENDICE
2. Giulia
Scuola Secondaria di I grado Don Milani - Colombo annessa al Convitto Colombo
di Genova Classe III F
Dirigente Scolastico
Paolo Cortigiani
Docente referente della Staffetta
Maria Agostini
Docente responsabile dellAzione Formativa
Luisa Fornili
Gli studenti/scrittori della classe III F
Daniela Abad, Emanuela Accardo, Anthony Alcivar, Giulio Caviglione, Martino Colaianna,
Francesca Cuccu, Youssef El Bar Hani, Alessandro Francesca, Alice Giampaoli, Nikole Gutierrez, Elisa Morabito, Fulvio Morini, Anthony Paredes, Elisabetta Schenone, Eleonora Sclif,
Alex Stuppia, Serena Tofanelli
Il disegno di Alessandro Francesca
Hanno scritto dellesperienza:
La Staffetta Creativa stata un'esperienza originale, ma allo stesso tempo impegnativa. Ci piaciuto lo scambio di idee con i nostri compagni e il filo che ci ha unito a quelli
che ci hanno preceduto e a quelli che continueranno la storia.
Attraverso la staffetta ci siamo sentiti una vera classe e liberi di esprimere le nostre idee e
i nostri pensieri, senza il timore di venire giudicati. Il lavoro ha coinvolto tutti e ci capita
raramente nell'ambito scolastico. All'inizio stato difficile riuscire ad accordarsi sugli sviluppi
della vicenda, ma alla fine abbiamo prodotto un testo intrigante che riuscito a soddisfare
tutti.
Siamo fieri di aver partecipato ad un progetto che permette ai giovani, di classi italiane
e straniere, di passarsi il testimone con l'obiettivo di produrre un libro che poi verr pubblicato.

85

APPENDICE
3. La verit prima di tutto
Istituto Comprensivo Pescara 2 di Pescara - Classe III M
Dirigente Scolastico
Mariagrazia Santilli
Docente referente della Staffetta
Roberta Leone
Docente responsabile dellAzione Formativa
Erminia Anna Di Mattia
Gli studenti/scrittori della classe III M
Deborah Bevilacqua, Umberto Bevilacqua, Francesco Carestia, Luca Colonnello, Giacomo De
Rosa, Victor Di Rocco, Annachiara Di Russo, Vincenzo Di Virgilio, Matteo Ferramosca, Fabio
Francesco, Alessia Gargano, Stefano Mazza, Filippo Paolini, Mattia Pesce, Lorenzo Pinto, Alessandro Principe, Guido Ragione, Fabio Sciarra, Beatrice Sciarra, Thomas Spizzichino, Beatrice
Trivelle
Hanno scritto dellesperienza:
Gli alunni anche quest'anno hanno lavorato con entusiasmo alla realizzazione del capitolo. Avvincente la storia che ha catturato la fantasia dei ragazzi che si sono divisi in gruppi
per realizzare al meglio la stesura del capitolo.

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APPENDICE
4. Un padre per Giulia
Istituto Comprensivo Statale di Siano - Scuola Secondaria di I grado - Classe III F Corso
di Sperimentazione Musicale
Dirigente Scolastico
Eufrasia Lepore
Docente referente della Staffetta
Anna Botta
Docente responsabile dellAzione Formativa
Anna Botta
Gli studenti/scrittori della classe III F
Alessia Aito, Lorenzo Albano, Gerardo Aliberti, Pietro Aliberti, Emilia Ascolo, Nicole Ascoli,
Rebekah Ascoli, Anna Botta, Chiara Caldarese, Raffaele De Maio, Carmine Di Filippo, Nicolina Di Filippo, Antonio Esposito, Simone Esposito, Erika Genua, Alfonso Leo,Luigi Leo, Sabato Leo, Daniela Masi, Asja Mirabile, Simone Montoro, Elisabetta Navarra, Carmine
Santoriello, Adelaide Senatore
Hanno scritto dellesperienza:
La scrittura il luogo privilegiato della fantasia e dellimmaginazione, i giovani possono
sostarvi e creare un personale universo.
Dallesperienza del racconto presentato abbiamo notato come gli alunni si siano appassionati alla vicenda e ognuno con la propria sensibilit abbia offerto un contributo al suo
svolgersi.

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APPENDICE
5. Jbeil, la citt di Francesco
Consiglio Municipale dei Ragazzi - Citt Amiche dei Bambini di CHYAH
Coordinatore
Cosette Nakhle
Referente della Staffetta
Cosette Nakhle
Responsabile dellAzione Formativa
Marie Noelle Maalouf
Gli studenti/scrittori del gruppo del Consiglio Municipale dei Ragazzi Citt Amiche dei Bambini
Mariam Chaaya, Chantale Gerges, Hiba Awada, Nivine Abdel Hak, Malak Kabalan, Fatima Krayem, Melissa Jabbour, Pamela Adwan, Perla Adwan, Rachelle
Said, Jessica Zarca, Pedros Ghagosian, Elie Lteif, Joe Hanna, Khalil Mounzer,
Charbel Chawich, Jaafar Fakih
Il disegno di Chantale Gerges

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Hanno scritto dellesperienza:


Il nostro lavoro si svolto in due fasi.
La prima fase: lettura approfondita del contenuto dei precedenti capitoli e ipotesi su come continuare
la storia. In questa fase abbiamo letto la storia che ci arrivata, spiegando alcuni passi in modo da
evitare malintesi e continuare gli eventi della storia, rispettando le indicazioni date per facilitare il nostro lavoro.
I ragazzi hanno interagito benissimo con i contenuti dei primi capitoli, ponendo delle questioni di qualit e condividendo le prime idee che arrivavano loro in mente. Ognuno voleva continuare la storia dal
punto che riteneva pi importante. Per esempio, quando abbiamo voluto scegliere la citt di Francesco, i ragazzi hanno proposto vari nomi di citt libanesi che erano importanti per loro.
La seconda fase: rispondere alle domande della scrittrice ed identificare gli Eventi . Ho posto ai ragazzi
del Consiglio Municipale le domande della scrittrice per poter scegliere e approfondire lidentit di
Francesco e le informazioni che volevamo dare su di lui. Linterazione dei ragazzi stata rilevante e le
loro idee sono state buone e preziose. Ogni domanda stuzzicava la loro immaginazione, si facevano
domande e si davano risposte motivate. Le proposte sono state tante, ma alla fine si sono trovate soluzioni su cui tutti sono stati daccordo, scrivendo e portando a termine un capitolo che piace a tutti.
Lattivit svolta la prima di questo tipo a cui partecipano i ragazzi del Consiglio Municipale. Ho riscontrato in loro una grande capacit di immaginazione e di creativit. Il lavoro di scrittura ha creato
ulteriori legami tra i ragazzi che hanno scoperto numerose cose comuni tra di loro.
I ragazzi sono stati soddisfatti di quanto hanno scritto e sono molto entusiasti e curiosi di sapere come
andr a finire la staffetta, sperando che il gruppo che scriver il prossimo capitolo continui nello stesso
modo che stanno immaginando loro.

APPENDICE
6. Annetta, Andrea e i gabbiani
Istituto Comprensivo Giffoni Sei Casali, Acerno Scuola Secondaria di I grado - Classi III A/B
Dirigente Scolastico
Alessandra Tarantino
Docente referente della Staffetta
Laura Langella
Docenti responsabili dellAzione Formativa
Laura Langella, Maria Maresca
Gli studenti/scrittori delle classi
III A - Francesca Cianciulli, Andrea De Angelis, Gerarda Frasca, Mattia Gigliotti, Gerardo
Iuliano, Graziano Masucci, Giuseppe Panico, Elena Russo, Milena Russo, Aniello Sansone,
Enza Vece, Francesco Vece, Sergio Vece
III B - Giuseppe Boniello, Marika Bruno, Cosimo Cerasuolo, Antonietta Cianciulli, Carmela
Cuozzo, Simone Ferrigno, Antonio Malangone, Francesco Pacifico, Concetta Potolicchio,
Lucia Potolicchio, Andrea Sansone, Vincenzo Vece, Ramina Viscido
I disegni sono delle classi IIIA/B
Hanno scritto dellesperienza:
La Staffetta di Scrittura Creativa stata unesperienza interessante e piacevole; i ragazzi, divisi in gruppi misti, hanno dimostrato grande entusiasmo e impegno, collaborando
e divertendosi ad inventare vicende e nuovi personaggi nella storia che a poco a poco
hanno preso forma.

89

APPENDICE
7. Un sogno che si realizza
Consiglio Municipale dei Ragazzi - Citt Amiche dei Bambini di AJALTOUN
Coordinatore
Rima Malek (Consiglio dei Ragazzi)
Docente referente della Staffetta
Rima Malek (Consiglio dei Ragazzi)
Responsabili dellAzione Formativa
Rima Malek (Consiglio dei Ragazzi) e Geroges Sfeir (Membro del Consiglio Municipale
degli Adulti)
Gli studenti/scrittori del gruppo del Consiglio Municipale dei Ragazzi Citt Amiche dei
Bambini: Maria Akiki, Samuel Doummar, Alexander Sfeir, Maritta Medawar, Rita Zoghby, Emmanuelle Bahhous, Mario Sfeir
Il disegno di Manuel Doummar
Hanno scritto dellesperienza:
Nella scrittura del settimo capitolo della Staffetta stata coinvolta la maggioranza del
Consiglio dei Ragazzi di Ajaltoun. I ragazzi, motivati, hanno cominciato col rappresentare
su una lavagnetta bianca le relazioni parentali tra i protagonisti per evitare possibile confusione. Dopodich hanno cominciato ad immaginare il proseguimento della storia.
Cominciato il lavoro, i ragazzi si sono trovati davanti ad una difficolt, quella della lingua
perch loro si esprimono sia in francese che in inglese ma sono riusciti alla fine a trovare le
parole appropriate in arabo.
Lo stato d'animo con cui i ragazzi hanno scritto il capitolo stato vivace, pieno di immaginazione, entusiasta. Cos tanto, che i ragazzi hanno perso la cognizione del tempo: la
prima volta si sono incontrati il venerd 14 febbraio dalle ore 18 fino alle ore 21 e hanno
scritto la prima parte del settimo capitolo. Poi hanno deciso di incontrarsi la domenica 16
febbraio per continuare il lavoro.
Durante la prima seduta, sono stati accompagnato da Sig. Georges Sfeir, membro del Consiglio Municipale di Ajaltoun, mentre la domenica 16 febbraio sono stati accompagnati
da Rima Malek, punto focale e anche membro del Consiglio Municipale degli adulti di Ajaltoun. La seconda seduta durata dalle ore 9.30 fino alle ore 14.
Alla fine del lavoro, i ragazzi si sono espressi con queste parole: Eccellente esperienza!

90

APPENDICE
8. Al Museo di Gibran
Consiglio Municipale dei Ragazzi - Citt Amiche dei Bambini di JDEIDEH-BOUCHRIEH-SED
Coordinatore
Daisy Saba (Consiglio dei Ragazzi)
Referente della Staffetta
Daisy Saba (Consiglio dei Ragazzi)
Responsabile dellAzione Formativa
Daisy Saba (Consiglio dei Ragazzi)
Gli studenti/scrittori del gruppo del Consiglio Municipale dei Ragazzi Citt Amiche dei
Bambini: Naziha Khazem, Christina Saliba, Pia Chaaya, Charbel Kenaan
Il disegno di Mlissa Khoury
Hanno scritto dellesperienza:
la prima volta che ho avuto personalmente tale opportunit di scrittura creativa ed
anche per il gruppo del Consiglio Municipale dei Ragazzi di Jdeideh-Bauchrieh-Sed stata
la prima esperienza per partecipare alla stesura di una storia tra lItalia e il Libano. La tecnologia e lInternet facilitano la comunicazione tra diversi paesi, ma vi posso garantire che
tramite questa storia abbiamo anche loccasione di comunicare anche tramite le idee, la
scrittura e la cultura. Non posso negare il fatto che abbiamo avuto delle difficolt. Non era
certamente facile scrivere visto che a noi toccato il penultimo capitolo ed eravamo
siamo verso la fine della storia anche se poi non sarebbe spettato a noi concludere.
Cerano molti personaggi nella storia e una grande differenza tra let dei nostri ragazzi e
quella dei ragazzi delle squadre italiane che sono pi giovani...
Vorrei ringraziare Annamaria e Francesco con cui abbiamo avuto vari confronti ed anche
una conversazione su Skype che ci servita a chiarire molti dei nostri dubbi. Vorrei anche
aggiungere che sono stata molto contenta di lavorare con i bambini. Ho scoperto in loro
unabilit artistica nello scrivere e disegnare. C sempre la prima volta e chiss forse possiamo andare pi avanti anche con eventuali azioni successive, come per es. lidea del prodotto filmico, oppure la possibilit di realizzare il continuo con un secondo volume.

91

APPENDICE
9. Lalbero della vita
Laboratorio Regionale Citt dei bambini e delle bambine di San Giorgio a Cremano
Coordinatore
Francesco Langella
Referente della Staffetta:
Silvana Napolitano (I. C. IV - Rodolfo Stanziale)
Responsabili dellAzione Formativa:
Silvana Napolitano e Tullio Pucci
Il capitolo stato elaborato dal gruppo misto costituito da:
1. Consiglio dei bambini della citt di San Giorgio a Cremano
2. Ragazzi dei Istituti Comprensivi della Citt di San Giorgio a Cremano:
Massimo Troisi - 2 Massaia Don Milani Dorso 4 Stanziale E. De Filippo
e composto dai seguenti ragazzi che hanno partecipato ad un laboratorio settimanale di scrittura creativa
Anna Bartolini, Irene Branca, Lorenza Canzanella, Leonardo Catello, Giulia Cutolo, Nunzia Damiano, Matteo De Luca, Giuseppe Esposito, Luigi Megna, Matteo Onotri, Aniello Francesco Palma, Antonio Polito,
Claudia Pappamonteforte, Melissa Romano, Gaia Salzano
Gli studenti/scrittori del gruppo misto
Leonardo Catello, Giulia Cutolo, Giuseppe Esposito, Matteo Onotri
Il disegno di Anna Bartolini
Hanno scritto dellesperienza:
Lesperienza vissuta con la staffetta di scrittura creativa finalizzata alla stesura di una storia a pi voci con
i nostri amici libanesi stata unesperienza unica per tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di parteciparvi.
Mi presento sono Silvana Napolitano, uninsegnante della scuola media Stanziale di San Giorgio a Cremano
che lanno scorso ha accolto, presso la scuola, la delegazione libanese. Memore dellemozione vissuta in
quei giorni, ho subito accettato con entusiasmo la proposta fattami da Francesco Langella, di partecipare
a questa nuova esperienza, convinta dellirripetibile occasione di crescita umana e professionale. Con lo
stesso spirito ho coinvolto alcuni dei miei alunni che hanno condiviso con me la gioia di questa compartecipazione. Il nostro gruppo di lavoro, costituitosi presso il Laboratorio Regionale Citt dei Bambini e delle
Bambine, nello scorso mese di novembre, stato consapevole da subito della particolare attenzione che
avrebbe dovuto dedicare nel leggere la Storia che, capitolo dopo capitolo, prendeva vita, tenuto conto
che a noi toccava scrivere lultimo capitolo. Ricordo con quanta trepidazione aspettavamo da Francesco
la notizia dellinvio di un nuovo capitolo e la curiosit e la compenetrazione che provavamo nel leggere
quanto scrivevano i nostri compagni davventura. Quando toccata a noi ci siamo sentiti investiti di una
grande responsabilit tant che il gruppo si ristretto a pochi ragazzi, consapevoli di aver preso un impegno che doveva essere portato a termine. Sono stati davvero encomiabili nel lavoro prodotto, riuscendo
a confrontarsi su ogni frase, su ogni singola parola mediando e confrontandosi non solo tra di loro ma anche
con il pensiero e le idee di quanti avevano scritto prima di loro. Ricorder questesperienza per la magia
che ha saputo creare tra i ragazzi e noi; la magia che nasce quando ad incontrarsi non sono solo persone
ma le loro anime. Ringrazio Francesco per avermi coinvolto in questa esperienza umana indimenticabile.

92

INDICE
Prefazione di Francesco Langella .....................................................pag

16

Introduzione di Gian Luca Portacolone..............................................

20

La mia esperienza con la Staffetta di Lara Daou.............................

24

Incipit di ANNAMARIA PICCIONE..........................................................

26

Cap. 1 Il mistero si infittisce .......................................................................

32

Cap. 2 Giulia .................................................................................................

36

Cap. 3 La verit prima di tutto ................................................................

42

Cap. 4 Un padre per Giulia......................................................................

48

Cap. 5 Jbeil, la citt di Francesco .........................................................

54

Cap. 6 Annetta, Andrea e i gabbiani ..................................................

60

Cap. 7 Un sogno che si realizza ............................................................

66

Cap. 8 Al Museo di Gibran ......................................................................

72

Cap. 9 Lalbero della vita .........................................................................

78

Appendici ......................................................................................................

84

Finito di stampare nel mese di aprile 2014

Il mistero si infittisce

Giulia

Un padre per Giulia

Jbeil, la citt di Francesco

Annetta, Andrea e i gabbiani

Un sogno che si realizza

Al Museo di Gibran

OLTRE IL TRAMONTO

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OLTRE IL TRAMONTO

Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo


Associazione di Enti Locali per lEducational e la Cultura - Ente Formatore per Docenti
Istituzione Promotrice della Staffetta di Scrittura Bimed/Exposcuola in Italia e allEstero