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Misure ripetute di lunghezza e tempo

Gruppo M05 - Biasi Lorenzo, Micallo Tommaso, Ranieri Bianca


SUFFICIENTE

20 marzo 2015

Discreta la parte relativa alla misura delle lunghezze. Appena sufficiente la parte sulle misure di tempo, con diversi errori e numerose lacune.
L'analisi statistica (vedi tabelle) incompleta. Attenzione anche agli errori di batittura.

Abstract
Scopi dellesperienza

LUNGHEZZE

Il nostro obiettivo `e ricavare la distribuzione di grandezze di una popolazione di


cilindretti utilizzando strumenti di misura diversi e (con risoluzioni differenti)
e calcolare il periodo di un pendolo in modi via via migliori per la riduzione
dellincertezza. Tale esperienza ci ha dato possibilit`a anche di iniziare ad avere
dimestichezza sia con gli strumenti di misura che con lanalisi dei dati e lutilizzo di parametri statistici come media, scarto quadratico medio e devianza.
Inoltre attraverso questa esperienza `e stato possibile entrare in contatto con
alcuni strumenti infromatici quali Excel, LATEX e Matlab, dandoci occasione di
imparare e migliorare le nostre abilit`a con tali software.

Note sul lavoro fatto


A scopi di semplificazione e leggibilit`a, tratteremo il lavoro svolto in laboratorio
come due blocchi separati, lasciando prima spazio a metodi di misurazione,
analisi e conclusioni riguardo ai dati dei cilindretti e passando poi alla parte sui
pendoli.

Misure di cilindretti metallici


Introduzione

lunghezza

Vogliamo misurare la distribuzione dellaltezza di una popolazione 25 cilindretti


e stimare i possibili errori commessi nella misura.

Raccolta dati
Materiale a disposizione:
1. 25 cilindretti metallici
2. 1 metro a nastro con risoluzione 1 mm
3. 1 calibro a cursore con risoluzione 0.05 mm
4. 1 micrometro (calibro a vite micrometrica) con risoluzione 0.01 mm
Procedure di misura
Ogni cilindretto `e stato misurato prima col metro a nastro dalloperatore 1, poi
col calibro dalloperatore 2 e infine col micrometro dalloperatore 3. In tale
modo si `e reso possibile un confronto incrociato fra tre misurazioni indipendenti
dello stesso campione.

Per il metro a nastro:


1. il cilindretto `e stato posto sul metro a nastro allineando un estremo alla
tacca corrispondente ai 3 cm
2. si `e letto poi il valore della tacca pi`
u vicina al secondo estremo
3. tramite una sottrazione si `e dedotta la lunghezza del cilindretto.
Nota: abbiamo scelto tale procedura poiche abbiamo ritenuto trascurabile lerrore dellocchio umano nellallineamento rispetto allincertezza di risoluzione del
metro.
Per il calibro ventesimale:
1. controllo della taratura: mettendo a zero lo strumento ha dato valore
duscita effettivamente nullo
2. si `e portata la parte scorrevole in una posizione tale che il cilindretto
potesse rientrare facilmente tra i becchi
3. si `e riportata indietro la parte scorrevole in modo che il cilindrettro fosse
ben stretto tra i becchi
4. si `e bloccata la parte scorrevole
5. si `e effettuata la lettura (sulla scala e sul nonio).
Per il micrometro:
1. controllo taratura: mettendo a zero lo strumento ha dato valore duscita
effettivamente nullo
2. si sono allontanati i rebbi in modo che il cilindetto potesse rientrare con
facilit`
a
3. si `e collocato il pezzo da misurare tra i rebbi
4. si `e stretto il cilindretto tra i rebbi
5. si `e letta sulla scala fissa la componente maggiore, in mezzi millimetri,
aggiungendo le frazioni centesimali lette sul tamburo.

Analisi dati
Comparando i dati ottenuti dalle misurazioni con i tre strumenti `e possibile
apprezzare le differenze esistenti nella popolazione dei campioni. intendete nella lunghezza?
In realt`
a si nota subito dalla Tabella 1 e dalla Figura 1 che la risoluzione del
metro (e quindi la minima larghezza possibile dei bin) `e insufficiente ad apprezzare le fluttuazioni delle lunghezze dei cilindretti. Pertanto lanalisi dei dati si
incentrer`
a principalmente sui risultati ricavati con lutilizzo del micrometro e
3

calibro.
Nota: in seguito, ove non indicato in modo differente, con Incertezza si intende
incertezza massima di risoluzione.
Indice
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25

Dati metro a nastro [mm]


14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14
14

Incertezza metro a nastro [mm]


0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5

Tabella 1: misure metro a nastro

Figura 1: istogramma comulativo delle misure con il metro a nastro


Nel creare listogramma abbiamo optato per un un binning adeguato al numero dei campioni. Abbiamo appunto scelto di far avere allistogramma un
massimo di 5 bin (ove possibile), numero che permetteva di avere il massimo
delle informazioni sulle misure, ma manteneva la forma dellistogramma utile per lanalisi. Abbiamo infatti prima provato a tenere la larghezza dei bin
equivalente allincertezza di risoluzione (ovvero ad avere il massimo di informazioni allinterno del grafico), ma la forma degli istrogrammi diventava troppo
irregolare. La Figura 2 presenta un istogramma normalizzato in area, con la
sovrapposizione dei dati ottenuti dal micrometro e dal calibro. Si pu`o notare che
le forme dei due istogrammi non sono molto differenti. Questo avviene grazie
allincertezza di risoluzione sia del calibro (0.05 mm) che del micrometro (0.01
mm) che permettono di apprezzare la variazione di lunghezza dei campioni. Infatti le variazioni tra i singoli cilindetti avvengono su una scala maggiore o al pi`
u
confrontabile con la risoluzione degli strumenti. Dalle Tabella 2.a e Tabella 2.b
si notano alcune discrepanze tra i dati ricavati dalla misura col calibro e quelli
ricavati col micrometro. I dati 1, 3, 9, 12, 13, 15, 16, 20, 22 e 23 presentano un
residuo tale che:
R = XM XC
|R| > XM + XC

e quindi questo cosa implica?

dove R `e il residuo, XM la misura ottenuta col micrometro, XS la misura ottenuta col calibro, XM lincertezza massima sulla misura col micrometro e XC
5

lincertezza massima sulla misura col calibro.


Riteniamo che tali frequenti discrepanze siano dovute a errori di tipo B causati
principalmente dalla nostra inesperienza nelluso degli strumenti, ma se ne parler`
a pi`
u accuratamente in seguito. dove? in quale sezione?
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22
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24
25

Dati Calibro [mm]


13.75
13.90
13.45
13.90
13.75
13.85
13.75
13.70
13.80
13.90
13.90
13.95
13.90
13.85
13.85
13.80
13.95
13.90
13.85
13.90
13.85
13.90
13.85
13.85
13.85

Incertezza Calibro [mm]


0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025
0.025

Tabella 2.a

ma cosa vuol dire?


Un errore sistematico dovuto
all'inesperienza...?????

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19
20
21
22
23
24
25

Dati Micrometro [mm]


13.71
13.98
13.80
13.89
13.73
13.88
13.77
13.70
13.86
13.93
13.89
13.91
13.94
13.84
13.89
13.76
13.95
13.90
13.87
13.85
13.87
13.83
13.93
13.87
13.87

Incertezza Micrometro [mm]


0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005
0.005

Tabella 2.b

Figura 2: istogramma normalizzato in area delle misure di calibro e


micrometro
Misure condivise da tutti i gruppi
Mettendo insieme i dati raccolti da diversi gruppi `e possibile analizzare una
popolazione molto pi`
u ampia e quindi ottenere una distribuzione sperimentale
u di quanto non facciano le misurazioni
??che si avvicina a quella reale molto pi`
effettuate da un singolo gruppo. Possiamo vedere dallistogramma in Figura 3
che la distrubuzione delle misure non `e simmetrica, come appunto non aveva
ragione dessere: questa appunto presenta due picchi, quello a sinistra circa la
met`
a di quello a destra. Tale fatto ci induce a pensare che siano stati uniti due
gruppi di cilindretti diversi. Tali due gruppi potrebbero essere rappresentati
da i cilindretti fini e dai cilindretti spessi, ma in assenza di ulteriori dati non `e
possibile andare oltre la semplice supposizione.

Figura 3: istogramma normalizzato in area delle misure calibro e micrometro,


325 campioni
Un altro vantaggio della numerosit`a dei dati `e il poter costruire un istogramma comulativo che indichi pi`
u precisamente dati statistici come mediana
e percentili. Come possiamo infatti vedere nella Figura 4, per effetto del gran
numero di dati, la mediana viene segnata su un bin molto pi`
u stretto paragonato
ai bin usato ad esempio in Figura 2 . Notiamo inoltre che listogramma cumulativo in Figura 4 intorno alla mediana presenta una pendenza molto maggiore
che nel nel resto delgrafico. Si nota questa tale pendenza elevata coincide con
lelvato picco di destra in Figura 3.
non c' nessun commento riguardo alla scelta del binning....

Figura 4: istogramma comulativo micrometro con mediana, 325 campioni

Parametri statistici
Affronteremo ora unanalisi dei parametri statistici, che risultano utili per una
comprensione piena dei risultati. Abbiamo scelto di analizzare la media campionaria, lo scarto quadratico medio e mediana, essendo per ora gli unici parametri
con cui abbiamo buona dimestichezza.
N
1 X
m [XM ] =
XMi
N i=1

m [XM ] = 13.86mm
Dove m [XM ] `e la media campionaria delle misure col micrometro, N `e il numero
di campioni e le XMi sono le misure effettuate.
m [XC ] =

N
1 X
XCi
N i=1

m [XC ] = 13.84mm

10

Dove m [XC ] `e la media campionaria delle misure col calibro, N `e il numero di


campioni e le XCi sono le misure effettuate.
v
u
N
u1 X

[XM ] = t
(m [XM ] XMi )2
N i=1
[XM ] = 0.073mm
Dove [XM ] `e lo scarto quadratico medio campionario delle misure effettuate
con il micrometro.
v
u
N
u1 X

(m [XC ] XCi )2
[XC ] = t
N i=1
[XC ] = 0.101mm

e la mediana che avete menzionato


dov' finita? Mancano anche i quantili

Dove [XC ] `e lo scarto quadratico medio campionario delle misure effettuate


con il calibro.
([R])2 = ( [XM ])2 + ( [XC ])2

Potevate calcolare almeno la varianza...


La trattazione statistica non sufficiente!

Dove [R] `e lerrore che si commette sul residuo R = |m [XM ] m [XC ]|.
Poiche il residuo tra m [XM ] e m [XC ] `e minore del [R] ne deduciamo che
gli errori di misura constatati attraverso le tabelle 2.a e 2.b si sono compensati
`
senza apportare grosse modifiche alla distribuzione generale dei cilindretti. E
lecito pensare ci`
o poiche i due set di misure sono stati fatti indipendentemente
da due operatori differenti, e quindi non sussiste alcun motivo per supporre una
dipendenza tra i due.

Conclusione
In questa parte dellesperienza `e stato possibile notare come lo strumento utilizzato influenza non solo la raccolta dei dati, ma anche la loro analisi. Inoltre
abbiamo imparato che alcuni preconcetti possono essere molto fuorvianti; ad
esempio aspettarsi sempre una distribuzione normale `e assolutamente sbagliato,
soprattutto quando si campiona una popolazione. Infatti, come i dati hanno mostrato, in questo caso ci siamo trovati di fronte ad una popolazione (i cilindretti
metallici) che mostrano una grandezza (la lunghezza) che ha una distribuzione
fortemente asimmetrica.

Misure del periodo di un pendolo


Introduzione
Vogliamo misurare il periodo di un pendolo con migliore accuratezza possibile
e confrontare i valori ottenuti con diverse procedure di misura tra loro e con il
modello teorico del pendolo semplice.
11

lo strumento utilizzato non


"raccoglie i dati e non effettua
l'analisi!!!!

Raccolta dati

Si chiama "procedura di misura"

Materiale a disposizione:
1. Strumenti:
(a) 1 cronometro manuale con risoluzione 0.01 s
(b) 1 bilancia elettronica con risoluzione 0.1 g
(c) 1 metro a nastro con risoluzione 1 mm
(d) 1 calibro a cursore con risoluzione 0.05 mm
2. Un pendolo costruito con:
(a) cilindro metallico con un dado avvitabile forato posto al di sopra e
nel centro di una base del cilindro (massa totale 201.2 g 0.05 g)
(b) un filo di massa inferiore agli 0.5 g (non `e stato possibile rilevare la
sua massa con la bilancia in dotazione)
Costruzione del pendolo
Abbiamo fatto passare il filo allinterno del foro e avvitato il dado sulla vite
sporgente assicurandoci che il dado fosse fisso e il filo non scivolasse. Abbiamo
poi ben stretto laltro capo del filo ad un morsetto, cos` da lasciare 52.4 cm
0.05 cm tra il punto in cui il morsetto stringeva il filo e la faccia superiore del
cilindro. Ci siamo assicurati che il centro di massa fosse effettivamente lungo
la retta individuata dal filo teso, perche il cilindro non ruotava, concordemente
con lassunzione che il cilindro avesse unadistrubuzione di massa uniforme e che
quindi il centro di massa coincidesse col centro geometrico.
Raccolta dati
Per evitare che il pendolo superasse nelle oscillazioni un angolo di 10 con la
e questo perch? normale al terreno, abbiamo imposto che il cilindro non avesse una distanza

maggiore di 9 cm circa dalla verticale passante per il perno. Inoltre abbiamo


controllato che loscillazione non si smorzasse troppo e che langolo massimo
raggiunto fosse sempre lo stesso.
Ciascun operatore ha effettuato, indipendentemente dagli altri, 20 misurazioni di un singolo periodo del pendolo. In queste 60 misurazioni `e stata usata
la medesima procedura:
1. si `e messo in oscillazione il pendolo (angolo minore o uguale a 10 ) perch'?
2. si `e atteso che il pendolo avesse moto regolare
3. si `e fatto partire il cronometro quando il pendolo era nel punto di inversione del moto
4. si `e fermato il cronometro quando il pendolo ha compiuto unoscillazione
completa
12

5. si `e registrato il valore e azzerato il cronometro.


Con la medesima procedura loperatore 3 si `e dedicato a misurare 100 singoli
periodi distinti.
In seguito, per ridurre gli errori commessi nella misura sono state prese 20
misure di 5 oscillazioni complete, di modo che (con lipotesi che i periodi fossero
isocroni) dividendo per 5 il risultato segnato dal cronometro si ottenesse una
misura pi`
u precisa del periodo.
Aspetti teorici
Prima di analizzare I dati, vogliamo discutere il modello teorico che descrive
il fenomeno in esame. Il nostro pendolo, per le misurazioni che desideriamo
fare, `e approssimabile in buona misura al modello teorico del pendolo semplice.
Infatti il filo utilizzato risulta con buona approssimazione inestensibile e di peso
trascurabile rispetto al cilindro metallico. Per quanto riguarda questultimo, le
sue dimensioni ridotte rispetto alla lunghezza del filo lo rendono approssimabile
a un punto materiale. Questa semplificazione ci permette di predire con facilit`a
il periodo del pendolo per oscillazioni con angoli minori o uguali a 10 . Per un
pendolo semplice:
s
l
T = 2
g
Dove T `e il periodo, l `e la distanza tra il centro di massa e il perno, e g `e
laccelerazione di gravit`
a Con i nostri dati:
T = 1.46s
*Nota: Poiche la dipendenza di T da l non `e lineare, non ci `e stato possibile
stimare lerrore commesso sulla previsione di T
Analisi dei dati
Nota iniziale: Per dare una maggiore struttura alla relazione e permettere di
affrontare tutti I punti richiesti con maggior ordine e chiarezza possibile abbiamo
deciso di suddividere lAnalisi dei dati in tre blocchi:
1. Le misure prese da ciascun operatore separatamente
2. 20 misure e 100 misure prese da uno stesso operatore messe a confronto
3. 20 misure di 5 periodi
Misure prese da ciascun operatore.
Poiche le i dati raccolti sono stati riassunti negli istogrammi in Figura 5, Figura
6 e Figura 7 abbiamo ritenuto ridondante evidenziare in questa sede anche le
tabelle, che per`
o vengono riportate in appendice.

13

NON E' VERO.


Conoscendo l e la sua
incertezza, potete ricavare
l'errore su T. E il fatto che
non sia lineare non c'entra
nulla

Figura 5: istogramma di conteggio, misurazioni di singoli periodi, operatore 1

Figura 6: istogrammadi conteggio, misurazioni di singoli periodi, operatore 2


14

Figura 6: istogramma di conteggio, misurazioni di singoli periodi, operatore 3


Vista la somiglianza nei dati per intervallo massimo e per errore di risoluzione, abbiamo deciso di limitarci a fare un istogramma con il conteggio sulle
ordinate e i vari periodi sulle ascisse, utilizzando lo stesso binning per tutti e tre
quant' questo binning?
gli istogrammi. Inoltre, dalle tabelle in appendice si sono dedotti i parametri
statistici che vengono riassunti nella Tabella 3.

Operatore 1
Operatore 2
Operatore 3

m [Ti ] [s]
1.42
1.45
1.46

[Ti ] [s]
0.05
0.10
0.02

mancano tutti gl altri parametri statistici (es.


mediana, quantili...)
Incompleto!

Tabella 3: parametri statistici di base dei tre operatori


Nella Tabella 3 sono indicati con m [Ti ] la media campionaria dei dati raccolti
dagli operatori e con [Ti ] lo scarto quadratico medio di tali misure. Per
un confronto pi`
u immediato in Figura 7 si sono sovrapposti i tre precedenti
istogrammi.

15

In generale, negli istogrammi sarebbe opportuno che i centri


dei bins coincidessero con i valori riportati in ascissa. Questo
rende il grafico pi leggibile.

Figura 7: istogramma di conteggio, misurazioni di 20 singoli periodi, confronto

` possibile notare che loperatore 1 e loperatore 3 si distinguono nellavere


E
due picchi diversi e un conseguente spostamento relativo dei due istogrammi.
Ci`
o, come si vede nella Tabella 3, si ripercuote sulle medie, che risultano diverse. Inoltre listogramma delloperatore 2 `e evidentemente pi`
u appiattito (la sua
colonna centrale `e poco pi`
u della met`a della colonna pi`
u alta delloperatore 3).
Dalla Tabella 3 si nota infatti che lo scarto quadratico medio delloperatore 2
`e maggiore di quello degli altri due operatori. Le varie asimmetrie presenti in
questi istorgrammi non sono significative: benche ci si aspetti una distribuzione gaussiana i grafici sono ancora troppo poco popolati per cercare una forma
stabile.
100 misurazioni. questo sarebbe il titolo della sezione?
Per studiare come variano i parametri statistici e gli istogrammi con laumentare dei campioni abbiamo compiuto cento misure di singoli periodi, scegliendo
loperatore 3 per compiere tali misure. I dati presentano infatti una media pi`
u
vicina degli altri al valore atteso e uno scarto quadratico medio pi`
u piccolo e
dunque le code dellistogramma risultano meno popolate. In Figura 8 viene
presentato listogramma che confronta le 100 misurazioni con le precedenti 20
dello stesso operatore, al fine di mettere in luce la variazione subita.

16

Figura 8: istogramma normalizzato in area, 100-20 misurazioni, confronto


questo andava menzionato
prima

Qui enegli altri istogrammi abbiamo cercato di avere un numero di bin


uguale a N , dove N `e il numero di campioni, in modo da ottenere una forma
pressoche stabile, senza perdere troppa informazione. Per confrontarli li abbiamo normalizzati in area. Possiamo notare dalla Figura 8 come lstogramma pi`
u
popolato si avvicini molto di pi`
u ad una distribuzione gaussiana, ma notiamo
che presenta una visibile asimmetria: ci`o, riteniamo, che sia per effetto di un
possibile errore di tipo B, ossia una leggera tendenza delloperatore 3 a prendere la misura con un piccolo ritardo. Anche qui riportiamo nella Tabella 4 un
riassunto dei pi`
u semplici parametri statistici.
100 misurazioni
Operatore 3

m [Ti ] [s]
1.46
1.46

[Ti ] [s]
0.05
0.02

tabella incompleta (come tabella sopra)

Tabella 4: confronto tra parametri statistici delle 100 e delle 20 misurazioni


Nella Tabella 4 sono indicati con m [Ti ] la media campionaria dei dati raccolti nei due casi e con [Ti ] lo scarto quadratico medio di tali misure. Si pu`o
notare come mentre la media `e rimasta invariata, lo scarto quadratico medio sia
pi`
u che raddoppiato. Nel grafico in Figura 8 ci`o si riflette in un picco identificato da una colonnina pi`
u stretta (in rosso), ma circondata da pi`
u colonnine
di altezza pi`
u o meno confrontabile, mentre con le sole 20 misurazioni tale carattere non veniva evidenziato. Al contario le colonne intorno a quella pi`
u alta
17

non ne raggiungevano neanche la met`a dellaltezza.

20 misurazioni di 5 periodi.
Abbiamo raccolto i dati scegliendodi attendere 5 periodi di oscillazione prima
di fermare il cronometro. Tale metodo non solo ci permette di ridurre errori
di tipo A, ma di ridurre perfino lincertezza di risoluzione e gli errori tipo B.
Questo si riscontra subito dallistogramma in Figura 8, che confrontato con le
100 misure, presenta un picco centrale molto pi`
u alto e quindi le code risultano
praticamente non popolate.

manca la tabella con i


dati
Ah s? perfino??

Figura 9: istogramma normalizzato in area, 100 misurazioni-20 misurazioni di


5 periodi, confronto
A dimostrare lefficacia di questo nuovo metodo adottato per misurare il
periodo ci sono anche i dati statistici in Tabella 5, infatti lo scarto quadratico
medio in questo caso si presenta nettamente minore rispetto al caso delle 100
misure.
100 misurazioni
5 Periodi

m [Ti ] [s]
1.46
1.46

[Ti ] [s]
0.05
0.004

incompleta, come le tabelle precedenti

Tabella 5: confronto tra parametri statistici delle 100 e delle 20 misurazioni di


periodi medi su 5 oscillazioni
18

Nella Tabella 4 sono indicati con m [Ti ] la media campionaria dei dati raccolti nei due casi e con [Ti ] lo scarto quadratico medio di tali misure.
Tali risultati non ci sorprendono, infatti quando si prende si misurano 5 periodi
e poi si divide la grandezza ottenuta per 5 per ottenere il valore di un singolo
periodo, si va a dividere anche lincertezza legata alla misura.
Conclusione
a con le 20 singole oscillazioni era gi`a molto
perch purtroppo??? Putroppo la media ottenuta gi`

vicina al valore previsto, e non risulta migliorata dalla procedura di misura


delle 5 oscillazioni. Usando la media m [Ti ] e lo scarto quadratico medio [Ti ],
notiamo che il risultato previsto dal modello teorico rientra in un intervallo
del tipo [m [Ti ] [Ti ], m [Ti ] + [Ti ]] usando tutte e tre le procedure di
misura. I nostri risutati sul periodo di oscillazione sono quindi in stretto accordo
con il modello e non si riesce ad evidenziare, con gli strumenti usati, alcuna
discrepanza.

Noh capisco questa delusione...

19

Appendice
Operatore 1 [s]
1.41
1.41
1.27
1.41
1.37
1.36
1.44
1.41
1.48
1.47
1.50
1.47
1.47
1.44
1.41
1.42
1.49
1.43
1.40
1.42

Operatore 2 [s]
1.44
1.41
1.48
1.46
1.57
1.49
1.52
1.34
1.51
1.42
1.54
1.52
1.41
1.46
1.40
1.34
1.48
1.31
1.51
1.37

Operatore 3 [s]
1.45
1.40
1.44
1.47
1.45
1.54
1.43
1.47
1.44
1.51
1.48
1.44
1.47
1.41
1.49
1.47
1.50
1.45
1.52
1.45

Incertezza [s]
0.05
0.05
0.05
0.05
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Tabella A: misure di 20 periodi del pendolo, tre operatori


Lincertezza massima di risoluzione `e la stessa per i tre operatori perche si `e
usato il medesimo strumento.

20

NO