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IL FOGLIO

REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: LARGO CORSIA DEI SERVI 3 - 20122 - MILANO

ANNO VI NUMERO 12

LOccidente ha due alleanze

Se Nato e Ue litigano,
la colpa non soltanto
delluranio impoverito
Scudo americano, truppe nei Balcani
e piani militari comuni: intese difficili
Il nuovo comandante dellEsercito

A Roma il generale atlantico


Bruxelles. I vertici della Nato hanno tentato di minimizzare i contrasti tra i vari paesi
sul tema dei proiettili alluranio impoverito,
ma, soprattutto negli ambienti militari, lo
scambio di accuse continua. Il ministro della
Difesa britannico, Geoff Hoon, annuncia che
gli esami sugli effetti dellesposizione alluranio saranno estesi ai veterani della Guerra
del golfo, mentre il governo greco ha deciso
di concedere ai militari impegnati nei Balcani la possibilit di tornare a casa e, secondo i
primi dati, un terzo dei soldati ha presentato
domanda di rimpatrio. Non ci sono spaccature nella Nato, ha detto il segretario generale
George Robertson. Ma certo, commentano
molti osservatori, ora i governi dellAlleanza
devono affrontare il clima di crescente
preoccupazione che coinvolge lopinione
pubblica di tutti i paesi. Per questo motivo,
secondo fonti militari, la linea dura scelta
dallItalia, e almeno in parte dalla Germania,
stata accolta, soprattutto a Washington, come un errore: ha creato un caso mediatico e
paure eccessive. In questottica alcuni osservatori hanno letto alcune frasi di Madeleine
Albright, segretario di Stato
americano, che
ha detto che il
tema delluranio una questione scientifica e non emotiva e c stata
troppa gente
che ha parlato
con scarsa cognizione di causa. Sempre in
ambienti militari, non soltanto italiani, continuano a circolare battute perfide: lItalia
capace di far scoppiare polemiche su temi
delicati in periodi particolari, mentre le elezioni si avvicinano e ai vertici delle forze armate sono in arrivo nuove nomine. Proprio il
capo dello staff Pianificazione della Nato a
Bruxelles, il generale Alberto Ficuciello, si
prepara a tornare a Roma: quasi certa la
sua nomina a capo di Stato maggiore dellEsercito.
Anche Washington considera serie le questioni sollevate sulluranio. Nel Congresso e
tra i repubblicani prevale inoltre lidea di impegnare sempre meno le truppe americane
nelle missioni di pace, lasciandone la responsabilit agli europei. In questa prospettiva, il tema della trasparenza sui mezzi militari e sui loro effetti diventa ancor pi delicato perch investe la correttezza dei rapporti tra alleati, soprattutto se le operazioni
sono condotte in nome della difesa dei diritti umani. Il dossier uranio per soltanto lultimo episodio di una serie di problemi interni alla Nato. In estate era stata la questione
della National missile defense (Nmd), il progetto di scudo spaziale americano, a creare
divisioni tra gli alleati. In autunno, c stato
un lungo braccio di ferro tra Washington e
Parigi sul contenuto degli accordi tra lUe e
la Nato, e sul possibile accesso della Forza di
reazione rapida europea alle strutture di pianificazione dellAlleanza. Una volta che laccordo stato sostanzialmente raggiunto, la
Turchia si rifiutata di sottoscrivere lintesa
nella speranza di poter ottenere condizioni
migliori dallamministrazione Bush. Lintesa
Nato-Ue torner sul tavolo delle trattative
non appena si sar insediata lamministrazione repubblicana. Ma, secondo molti analisti, difficile che laccordo raggiunto possa
essere modificato a favore della Turchia che
aspira a uno status privilegiato (con una sorta di diritto di veto sulle questioni militari)
nellambito della politica estera e di sicurezza dellUnione, pur non essendo ancora un
paese membro. La convergenza tra Washington e lUe dovrebbe dunque alla fine prevalere sul pressing di Ankara.
Un piccolo allargamento
George W. Bush e il neosegretario alla Difesa americano, Donald Rumsfeld, hanno
inoltre intenzione di rilanciare la sperimentazione dei sistemi antimissile: un approccio
che rischia di violare il trattato contro la proliferazione degli armamenti e di aprire un
contenzioso con Mosca, Pechino e alcuni paesi dellUe. Non ancora chiaro invece se
lamministrazione repubblicana vorr riaprire il capitolo dellallargamento della Nato su
cui lAlleanza deve pronunciarsi entro un anno. La maggioranza dei paesi europei non
entusiasta dellidea che rischia di provocare
reazioni negative a Mosca. Secondo Berlino,
un piccolo allargamento, a favore della Slovenia e della Slovacchia, sarebbe utile (e forse anche Putin potrebbe accettarlo) e avrebbe il vantaggio di segnalare che il processo
in corso. Ma unapertura a tutti i nove candidati (paesi baltici e balcanici), pu far saltare
gli attuali equilibri. Lamministrazione Bush
inoltre non vuole sfidare Mosca su due terreni e il progetto dello scudo, dal punto di vista
americano, pi importante dellingresso di
Lituania e Albania nellAlleanza. Nato e Ue
sono distanti su alcuni temi importanti, per
questo motivo molti analisti a Bruxelles pensano che se lAlleanza non diventer un po
pi europea con il consenso di Washington andr incontro a tempi difficili.

quotidiano

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DIRETTORE GIULIANO FERRARA

La Giornata
* * *
In Italia

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Nel mondo

BERLUSCONI PUNTA SU DALEMA E


CHIEDE DUE LEGISLATURE DI TEMPO
per cambiare lItalia. Da Berlino, dove si
sta tenendo il XIV congresso del Ppe, il leader della Casa delle Libert parla su tutto.
Sul futuro: Se avr dieci anni di tempo, come capit alla Thatcher, cambier radicalmente la politica e leconomia italiana. Su
DAlema: Dopo la sua elezione a presidente dei Ds, sono ottimista su unevoluzione
del suo partito verso unimpostazione socialdemocratica. Sulla campagna elettorale: Non accuser gli avversari di essere comunisti, parler solo di programmi. Su Rutelli: Il faccia a faccia con lui, portavoce del
centrosinistra, potrebbe farlo Paolo Bonaiuti, portavoce del centrodestra. Su Bossi:
Vorrei che entrasse a far parte del governo,
ma lui non lha mai chiesto. Fini fa sapere
di condividere quanto detto da Silvio sul
ruolo di DAlema. Su Bossi - aggiunge nessuna pregiudiziale da parte di An. Critico il centrosinistra: Berlusconi in preda
a un delirio di onnipotenza. Il Ppi: Fra poco dir di essere nato in una stalla.
Agazio Loiero, ministro dellUdeur: Ringraziamo Agag per linvito, ma fatichiamo
molto a riconoscerci in questo nuovo Ppe.
Rappresenta una cultura a noi estranea.

NESSUN ACCORDO AL VERTICE DI


GAZA. CLINTON: ORA TOCCA A BUSH.
Dopo tre ore di colloqui notturni, israeliani
e palestinesi hanno deciso di rivedersi oggi.
Ma servirebbe un miracolo per firmare
unintesa prima del 20 gennaio, dicono i
negoziatori. Anche Clinton non ci crede pi:
Spetter al mio successore e al vincitore
delle elezioni israeliane trovare una soluzione alla questione mediorientale. Bush,
per, potrebbe nominare proprio Clinton
come mediatore della Casa Bianca al posto
di Dennis Ross. Ieri ancora scontri nei Territori: a Hebron i soldati israeliani hanno
ucciso un palestinese. A Gaza, invece, un tribunale dellAnp ha condannato a morte un
ventottenne palestinese per aver collaborato con i servizi segreti israeliani.
Nei sondaggi Sharon distacca Barak di
20 punti. Se continua cos, giusto che Peres si candidi al posto del premier, ha detto Yossi Beilin, ministro della Giustizia.

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Confindustria accusa Salvi e la Cgil. Stefano Parisi, direttore generale di via dellAstronomia: Ci hanno impedito di avere una
flessibilit e un regime fiscale che aiutassero le imprese a trasferirsi al Sud. La Confindustria veneta: Le imprese della regione hanno bisogno di oltre 100 mila addetti.
Il centro studi di Confindustria conferma
il rallentamento delleconomia italiana annunciato ieri dallOcse: Nel 2001, il Pil italiano crescer solo del 2,5 per cento.

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Giustizia, lEuropa ci controlla. Ieri, allapertura dellanno giudiziario 2001, il pg della Cassazione, Francesco Favara, ha detto
che il nostro sistema giudiziario sotto osservazione per la lunghezza dei processi.
Nel 2000, ha aggiunto, sono diminuiti i delitti ma sono aumentati i minori coinvolti in
episodi di criminalit. Resta altissimo il numero dei delitti impuniti. Favara si poi
detto daccordo sulluso del braccialetto.

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Rischio collisioni, aperta inchiesta Usa.


Thomas Foglietta, ambasciatore americano
in Italia: Stiamo facendo accertamenti sulle esercitazioni dei nostri aerei militari e
sulleventuale pericolo di collisioni.

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DAntona, 46 indagati a Foggia. Tra loro,


molti irriducibili delle Br detenuti a Trani.
Nel carcere sono stati trovati documenti inneggianti allomicidio e alla lotta armata.

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Ruspe pronte contro labusivismo. Il ministro dellAmbiente, Willer Bordon, presenter al Consiglio dei ministri un disegno
di legge che prevede uno stanziamento di
150 miliardi in 15 anni (dieci allanno) per la
tutela dellambiente. Nel mirino, 11 scempi
edilizi che saranno abbattuti.
Governo diviso sulla variante di valico (il
breve tratto appenninico tra Bologna e Firenze). Nerio Nesi, ministro dei Lavori pubblici: I Verdi chiedono unaltra valutazione
dellimpatto ambientale, ma per farla servono tre anni. Comunque, per nuove strade
spenderemo 67.600 miliardi in sei anni.

* * *

E morto Gianluigi Bonelli, padre di Tex


Willer. Aveva 92 anni, lascia due figli: Sergio
(gestisce la casa editrice milanese che porta il nome di famiglia), e Giorgio. Creato nel
48, Tex il personaggio dei fumetti pi longevo del mondo dopo Topolino.

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Aol-Time Warner, ultimo s alla fusione.


La Commissione federale per le comunicazioni ha approvato con tre condizioni: apertura ai concorrenti del sistema di messaggeria istantaneo, regolamentazione dellaccesso a Internet attraverso la tv e liquidazione della quota At&t in Time Warner.
Secondo il rapporto annuale della Casa
Bianca, questanno leconomia americana
rallenter ma non ci sar recessione. A dicembre sono risalite le vendite al dettaglio:
+0,3 per cento. Su anche i prezzi alla produzione (+3,6 nel 2000, mai cos dal 1991).

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Belgrado ai ricercati dallAja: costituitevi.


Momcilo Grubac, ministro della Giustizia
jugoslavo, ha invitato gli accusati di crimini
di guerra a seguire lesempio di Biljana
Plavsic. Ieri mattina Mirjana Markovic, moglie di Milosevic, volata a Mosca. Alle elezioni suppletive in Serbia, il cartello Dos ha
confermato la vittoria di dicembre.

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Uranio, la Russia vuole una conferenza internazionale con esperti dellOnu. Igor Sergheiev, ministro della Difesa, chieder a Putin di organizzarla a Mosca. Anche lesercito jugoslavo attacca la Nato: Avete contaminato tutto. LOms: E improbabile che
luranio impoverito provochi il cancro.

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Mucca pazza, crollati i consumi di carne.


Europa: -27 per cento. Italia: -40. Lo dice la
Commissione europea. Renate Kuenast,
nuovo ministro dellAgricoltura tedesco,
vuole abbattere le mandrie dove c un bovino malato. Segnalato un nuovo caso in Turingia. Negli Stati Uniti il governo accusa alcuni produttori di mangimi: Non rispettate le norme anti mucca pazza.

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Scudo spaziale, la Cina a Bush: Ripensaci,


una minaccia per lordine mondiale. Donald Rumsfeld, prossimo ministro della Difesa americano, insiste: E indispensabile.
Joschka Fischer, ministro degli Esteri tedesco, andr presto alla Casa Bianca per discutere di armamenti.
Il leader cinese Li Peng al Parlamento
indiano: Non aiutiamo i programmi nucleari del Pakistan.

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Barcellona, scoperto un covo dellEta con


40 chili di dinamite. Gioved la polizia aveva arrestato due terroristi.

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Borsa di Milano. Mibtel: 30.497 (+1,38%).


Leuro (0,9545) guadagna 0,0022 sul dollaro.

Caso Wallemberg: non esistono prove che


sia morto in un carcere staliniano nel 1947
(versione di Mosca). Per la commissione
dinchiesta russo-svedese, il diplomatico
che salv migliaia di ebrei durante la guerra potrebbe essere vissuto fino al 1989.
Massacro di No Gun Ri (1950), i sopravvissuti contro Washington: Non ci bastano
le scuse, vogliamo i risarcimenti.

La Giornata realizzata in collaborazione con Chilometri

Questo numero stato chiuso in redazione alle 19,45

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Amato Presidente
Tg5 delle ore 13 di venerd 12
gennaio. La cronaca. Dettagliata, prolungata, problema
sentito, popolare. Conviene
far riparare le scarpe? I tacchi senzaltro, secondo lesperto. Ma le suole? Anche, durano da 1 a 4 mesi, dipende da come si cammina. Esclusivamente se si cuciono, per, incollarle un bidone. E per riparare la suola
dallacqua? Si sottopone al cuoio la gomma.
Che serve? No. Scusi, signor calzolaio, c piede e piede. Certo, dottor Bonsignore. E qualche piede suda, talora molto. Nel caso, rifoderare. Completamente. Ehil! Suoletta sotto
e fodera interna, ma in pelle. Perch, se non
in pelle? Risuda. E se si fodera con qualcosaltro? Risuda. Coster molto? Dipende, suole e tacchi un prezzo; suole, tacchi, pi suoletta, pi fodera, un altro prezzo. Quale prezzo? Suole e tacchi 40 mila, tutti cuciti. E a incollarli? Lho detto, si scollano. Laddove un
buon paio di scarpe nuove, in pelle, che impediscano il sudore e che durino un bel po?
Mai sotto le 350 mila. E sotto niente? No, sotto le 350 mila sono un bidone. Anche se non
tutti possono spendere questa cifra. Aspettino i saldi. Fine della cronaca. Che stavolta
sembrava buona e invece, naturaliter, come
dice Enrico, si era di nuovo rivelata crudele.
Soprattutto per DAlema.

Un po seccato dal cincischiare sul reddito di cittadinanza, dividendo sociale,


imposta negativa sul reddito ed altri nuovi miti a cui si vorrebbe ancorare il programma dellUlivo per le prossime elezioni,
Giuliano Amato ha girato a Vincenzo Visco
i commenti appena inviatigli dal suo amico
Frank Levy del MIT sul testo sacro della
Terza Via: The stakeholder society (La
societ partecipativa) di Bruce Akerman e
Anne Alsott. Akerman e Alsott, come noto, combinano reddito minimo, dividendo sociale e imposta negativa in una misura: al compimento dei 21 anni di et ciascun componente della stakeholder society riceverebbe un dono di 80 mila dollari (circa 160 milioni) con cui fare quello
che vuole: badare alla propria pensione, pagarsi studi avanzati, avere un cuscinetto tra
periodi di disoccupazione. In tal modo, ciascuno avrebbe lammortizzatore e lo sgabello che meglio gradisce e si avrebbe
eguaglianza di opportunit senza secchi bucati burocratici. Levy scrive: Se queste
idee vengono adottate dai conservatori, di
esse si pu costruire un programma per un
pubblico pi vasto. Aggiunge anche che il
programma di Margaret Thatcher per ledilizia popolare funzionava proprio cos.
Adesso vediamo, conclude Amato, chi di
destra e chi di sinistra.

OGGI NEL FOGLIO QUOTIDIANO

QUANDO MONTANELLI ENTR


NELLA SEDE DEL PLI
IL MAESTRO CI SCRIVE: Volevo

iscrivermi, mi fecero giocare a Tressette (risposta terra-terra a Lorenzo


Infantino)
(pagina due)

DOMANI IL FOGLIO DEI RITRATTI


Arnold Schwarzenegger, la leggenda del forzuto felice. Sergej Michalkov, poeta di corte di
tutte le Russie. Gaetano Curreri, tra pallacanestro, amori e canzoni.A casa di Jorge Luis Borges, sparlando di Argentina con Giovanni Spadolini. Le foto: dal portfolio di Ferdinando Scianna

Celli nun ce vo sta

Avanti Taricone alla riscossa


Mutanda rossa la trionfer!
La Piovra non va. LAntimafia trema
Landolfi scatenato contro la Falchi
Distrutta, polverizzata, massacrata, umiliata.
La Piovra 1614 (dicesi: milleseicentoquattordici), uguale alle altre 1613 (dicesi: milleseicentotredici), ovvia come le altre 1613, ripetitiva come le altre 1613, politicamente faziosa
come le altre 1613 viene demolita dal confronto con Pietro Taricone. Gloria a Taricone,

NOVE COLONNE

ma anche agli italiani che hanno votato col telecomando e hanno dato una sberla simile
agli imbonitori e ai demagoghi, e al personaggio di Remo Girone (lattore no: salviamolo) che quanto di pi stantio e banale si possa proporre nella fiction televisiva.
Onore agli italiani che hanno fatto immalinconire Pier Luigi Celli. Il direttore della
Rai (proprio di lei, la radiotelevisione italiana), come si dice a Roma, nun ce vole sta, e
invece di incassare la sconfitta con nobilt
danimo se le prende con gli italiani di cui sopra: Il successo di Taricone dovrebbe farci
riflettere sulla pessimistica situazione del
paese. Si potrebbe essere ottimisti solo se
avesse vinto la milleseicentoquattordicesima
versione della Piovra, secondo lui. Invece no:
se una cosa brutta, brutta: punto e basta.
E hanno ragione i telespettatori che si sono
voltati dallaltra parte. Hanno ragione loro,
anche quando fanno arrabbiare il presidente della commissione Antimafia Giuseppe
Lumia che fa lapocalittico: La Piovra non fa
pi notizia e ha perso forza. Ma da quando
in qua il presidente della commissione Antimafia deve fare il tifo per la Rai? I telespettatori hanno la loro libert di telecomando e
anche se il sostituto pubblico ministero di Palermo Nico Gozzo dice, sul Messaggero, che
non capisce le critiche e che la Piovra comunque un modo di divulgare la lotta alla
mafia, loro la usano e si scelgono come vogliono il canale da seguire.
Ed ecco Carlo Freccero, pensionato della
trasgressione e funzionario del politicamente corretto: Non la serie che sbiadita, la
gente che cambiata. E lo show con Taricone, che rappresenta la societ, ne la prova.
Prendi e porta a casa, come dicevano i situazionisti sulla scia di Guy Debord. Viva invece
Damiano Damiani, primo regista della serie,
che prende a prestito un altro motto situazionista: sono cazzi vostri, non miei. Dice infatti
Damiani sul Messaggero: Poco pi di cinque
milioni di spettatori? La mia ne ottenne diciotto. Cari Freccero e Celli, ben tredici in
meno. Ci dovete stare.
Ma mentre la Rai piange per la disfatta della Piovra, i telespettatori della Rai ridono ripensando allo show di Anna Falchi da Daniele Luttazzi: mutandina rossa la trionfer.
Mario Landolfi, presidente di Alleanza nazionale della commissione parlamentare di
vigilanza sulla Rai, invece, cos nostalgico
di Mariomania che fa di tutto per meritarsi una rubrica tutta per s. E se la meriterebbe, visto che ha criticato la svestizione della
Falchi in seconda serata scagliandosi contro
la tv pubblica che si comporta da mucca pazza. A noi questa mucca pazza piace assai, come ci piace Luttazzi, come ci piace Gianni Baget Bozzo ospite di Luttazzi.
Perch regalare le mutandine rosse a una
sinistra cos depressa che, come ha fatto Michele Serra, lamenta addirittura lo scippo
della comicit Monty Python da parte dello
straordinario duo Bossi-Albertini? Gi il Manifesto, in sempre pi grave e irrimediabile,
crisi dastinenza, ha proposto Luttazzi come
candidato premier della sinistra (o almeno
sindaco di Milano o di Torino o di Napoli o di
Palermo), non si capisce perch Mario Landolfi gli debba andare dietro. Ho regalato un
paio di slip, e allora? si chiesta comprensibilmente contrariata Anna Falchi dopo le
polemiche scatenate dal suo sontuoso striptease. E allora niente: Taricone pi gli slip
rossi di Anna Falchi, insieme alla disfatta
della Piovra e alla candidatura di Daniele
Luttazzi alla leadership del centrosinistra,
sono un buon modo per cominciare lanno.
Continuiamo a farci del male (tanto a Landolfi la rubrica non gliela rid nessuno).

SABATO 13 GENNAIO 2001 - L.1500

Le citt
La capitale francese avr un
nuovo aeroporto, quella polacca
e quella indiana nuovi volti
PARIGI - Il De Gaulle e Orly sono saturi. Ma il
terzo scalo sar pronto soltanto fra 15 anni
Il Charles De Gaulle di Roissy sta raggiungendo il tetto massimo di passeggeri previsto,
55 milioni: nel 99 sono stati 48. Orly saturo.
La decisione di realizzare un terzo grande
scalo ormai presa. Il disastro del Concorde
ha infatti reso ancor pi pressante la necessit di una soluzione e portato a scartare localizzazioni sulla stessa direttrice di Roissy:
il cielo a nord di Parigi gi saturo di aerei,
civili o della Nato. Una possibilit era il potenziamento del Saint Exupry di Lione. Ma
Lione distante: verrebbe favorita Bruxelles
e lAir France perderebbe quote di mercato
a favore di altre compagnie, Sabena in testa.
La soluzione deve stare in un raggio di 100
km dalla capitale, ma i vincoli sono tanti: connessione autostradale, facile allacciamento
alla rete dei Tgv, assenza di insediamenti residenziali per una vasta area, scarsi valori
paesaggistici e ambientali. A una a una le
aree sotto esame sono cadute, anche per veti
o perch servivano ridisegni troppo radicali
delle reti infrastrutturali. Ma adesso una localizzazione sta prendendo corpo, a met
strada tra Parigi e Reims, in posizione ideale
nel contesto europeo. La scelta sembra matura. Poi partiranno la ricerca del consenso,
la definizione degli accordi con le amministrazioni locali, le verifiche dimpatto, i progetti, le discussioni sul nome del nuovo scalo
e tra 15 anni laeroporto sar inaugurato.
BOMBAY - Rasi al suolo gli slum, le baracche dei poveri. Ma nessuno resta senza tetto
Nel quadro della riorganizzazione delle linee ferroviarie indiane, la World Bank, che
ha concesso prestiti rilevanti allintervento di
adeguamento del sistema urbano di Bombay,
ha promosso anche un progetto di trasformazione delle aree ferroviarie. In tutta lIndia e
in particolare a Bombay, lungo le banchine e
nelle aree adiacenti, sono cresciuti i tipici
slum del terzo Mondo, costruzioni di legno,
fango e paglia abitate da miserabili. Per eseguire le nuove opere infrastrutturali, gli slum
sono stati evacuati e gli abitanti trasferiti in
edifici pluripiano costruiti da privati che, in
cambio, possono edificare immobili commerciali in altre zone. Nellarea suburbana di
Bombay, compresa tra Govindi e Mankhurd,
il trasferimento nei nuovi alloggi ha riguardato 100 mila abitanti degli slum. Loperazione non stata indolore, n facile. LIndian
Railways ha inviato i bulldozer per demolire
gli slum e impedire che venissero rioccupati.
Cos il progetto non ha subito rallentamenti,
e i lavori proseguono, con lobiettivo di ricollocare altre 19 mila famiglie entro il 2005.
LOS ANGELES - Gli artisti di strada temono di
perdere il primato mondiale in fatto di murales
Los Angeles la capitale mondiale dei murales. La storia dei murales di L.A. inizia negli anni 70 per opera di artisti, attivisti politici, semplici cittadini che usarono i muri per
lanciare messaggi sullingiustizia e la disuguaglianza. I gruppi si diedero una struttura
per raccogliere finanziamenti, commesse, trovare gli spazi da dipingere, organizzare il lavoro: il Social and Pubblic Art Resource Center (Sparc). I suoi murali hanno illustrato il
tributo degli ispanici allo sviluppo di L.A.,
lapporto delle culture asiatiche, la brutalit
razzista. Lopera pi famosa, The Great Wall,
mezzo miglio e per quasi 5 metri, lungo un canale scolmatore, racconta la storia della California dai primordi al 1950. E stata dipinta
tra il 76 e l83 da 200 ragazzi in base ai disegni di Judith Baca, fondatrice dello Sparc, e
di altri artisti. Per molti anni lo Sparc ha avuto forti contributi della municipalit di L.A.,
per realizzare nuovi murali, conservarli, avviare giovani allarte, creare un archivio. Mai
nessuno ha interferito nelle scelte del centro;
poi i contributi sono diminuiti e oggi sono insufficienti per pensare a nuove opere. Si taglia e si aumentano i controlli perch quella
dei murales unattivit che muove interessi: molti progetti e artisti da selezionare. Cos
tre dipartimenti del comune e varie associazioni vogliono entrare nel campo che lo Sparc
ha creato e gestito per 25 anni. Per Judith Baca il futuro di L.A., capitale dei murali, a rischio: come ci si potr esprimere liberamente sottostando a valutazioni preventive?
VARSAVIA - E il secondo cantiere dEuropa
dopo Berlino. Ma mancano ancora molti soldi
Attraverso una serie di piani di gestione
dello spazio, il comune si propone di indirizzare il processo di trasformazione edilizia
che sta facendo di Varsavia il secondo cantiere in Europa dopo Berlino. La bella citt
barocca, dipinta dal nipote del Canaletto e rimodellata negli anni Venti, nel 1944 venne rasa al suolo dai nazisti per annientarne la resistenza. Sulla tabula rasa il regime comunista ricostru la citt, lasciando vaste aree libere, su cui oggi si indirizza la trasformazione. Ma Varsavia manca ancora di infrastrutture, ha una sola linea metropolitana e nessuna circonvallazione. Adesso il sindaco e i
suoi consulenti tentano di dare regole per le
nuove costruzioni. Hanno imposto un limite
di altezza di 10 piani, con leccezione dellarea a est del Palazzo della Cultura dove sono
ammessi i grattacieli; hanno predisposto un
piano degli spazi pubblici e per i singoli progetti dettano obiettivi e criteri. Il grande limite la mancanza di finanziamenti e obiettivi ambiziosi come la nuova Opera progettata da Norman Foster, sono ardui da raggiungere. Le uniche risorse vengono dai privati
interessati ad acquisire aree per costruire.

Il Visco insabbiato

Decolla il pensatoio
di DAlema, ma Cofferati
gli rovina un po la festa
Parte Futura. Per lidea del dividendo
sociale per via fiscale viene bocciata
dai liberal e dagli studiosi legati alla Cgil

Anche Amato ha dei dubbi


Roma. Un passo avanti, due passi indietro. C chi parafrasa il buon vecchio Lenin
sulla rivoluzione del 1905, per tirare un bilancio dellincontro a porte chiuse, gioved,
dellassociazione Futura fondata da Massimo DAlema. E come sempre, il vecchio slogan serve a coprire una battuta darresto.
Nella colonna dellattivo, DAlema pu
mettere il fatto che lassociazione decollata e da ieri ha i suoi organi sociali. Un comitato di presidenza di cui oltre a lui fanno
parte i professori Luigi Bianchi della Bocconi, Maurizio Decina del Politecnico di Milano, Rodolfo Zich, rettore del Politecnico
di Torino, e Gennaro Mariconda, presidente dellordine dei notai. Mentre nel comitato dei garanti siedono il professor Domenico Cacopardo, Paolo De Joanna e Gianfranco Dioguardi. I soci, dei 200 che ci si prefiggeva di raccoglierne nel settembre scorso,
sono gi almeno un centinaio. Secondo una
combinazione analoga a quella rappresentata negli organi sociali: intellettuali e accademici, come lex prorettore della Bocconi Severino Salvemini, professionisti come
lavvocato Carlo Cerami e larchitetto
Stefano Boeri, manager e finanzieri
sui cui nomi al momento pi difficile
perforare il muro
della discrezione.
Ma allincontro milanese di fine ottobre,
seguito alla prima
pensata di Futura
a casa di Carlo Feltrinelli nel luglio
scorso, erano accorsi
MASSIMO DALEMA
numerosi giovani
executive di banche
(Lehman, Intesa) e imprese (come Alcatel).
Inutile dire che uno dei primi con cui DAlema parl di Futura fu Roberto Colaninno.
E dunque non c da stupirsi se il prossimo
appuntamento, a febbraio, sar a Milano
per approfondire i problemi della piazza finanziaria italiana.
Ma se questo il conto dellattivo, al passivo di Futura ieri va iscritto un elemento.
Tutto politico. La prima iniziativa di rilievo
si risolta in un passo falso. Il 13 dicembre
scorso, quando dalle colonne di Repubblica Vincenzo Visco lanci senza preavviso la
sua proposta del cosiddetto dividendo sociale da 130 mila miliardi in cinque anni,
era stato sollecitato e incoraggiato proprio
da Massimo DAlema. Sulla carta era unottima pensata. Uscire con un colpo di reni
dalle stantie polemiche con Ottaviano Del
Turco sugli scontrini fiscali, dal muro contro muro di Sergio Cofferati contro Antonio
DAmato, e dal rischio che gli sgravi fiscali
annunciati da Silvio Berlusconi e Giulio
Tremonti risultassero sin troppo attraenti.
A Nicola Rossi, che gi laveva anticipata
nel suo Meno ai padri, pi ai figli, Visco
ha affidato una riedizione in chiave italiana
della vecchia proposta un tempo sostenuta
da antistatalisti come Friedrich von Hayek
e Milton Friedman, poi rivista in chiave di
sostegno ai redditi inferiori, con obiettivi
pi egualitari che liberisti, da filosofi liberal come John Rawls e da economisti
neokeynesiani come James Meade. Lidea:
concentrare le risorse attualmente disperse
nei vari ammortizzatori sociali (pi 50 mila
miliardi aggiuntivi di sgravi) in un credito
dimposta che, per chi ha redditi bassi, diventa erogazione monetaria. Per i ceti medio-alti, poco premiati, uno sgravio dellIrpef con una sola aliquota superiore al 33
per cento e non superiore al 40. Obiettivo
politico: scodellare la nuova proposta economico-sociale del centrosinistra per la
prossima legislatura, imponendola in un solo colpo al partito, al premier uscente Giuliano Amato, al candidato Francesco Rutelli, e, naturalmente, al sindacato e innanzi
tutto a Sergio Cofferati. Un colpo da maestro. Se solo fosse riuscito.
Un trionfo liberista
Al contrario, lincontro di tre ore a porte
chiuse di gioved scorso ha sancito che la
proposta Visco non convince e non passa.
Paolo Onofri ha esordito con grande cautela, ma in privato pensa che la proposta sia
un po troppo giacobina. Il liberal Michele
Salvati lha criticata, perch attenua nei disoccupati lo stimolo a cercar lavoro e non
molto sensibile allonest fiscale dei contribuenti. Laura Pennacchi lha invece criticata da sinistra, allineandosi a Cesare
Salvi, e confermando limpressione che
molti dalemiani guardino ormai a Sergio
Cofferati che ieri, per mollare la proposta di
Visco, ha fatto parlare a nome della Cgil Beniamino Lapadula. Quanto ad Amato, lui ha
abbandonato i lavori in anticipo. Ma la sera
prima, in una casa romana, aveva chiesto ai
commensali come giudicassero la proposta,
se di destra o di sinistra. Tutti hanno lambiccato. Lui, nello stupore generale, ha concluso che se fosse applicata integralmente,
allo Stato resterebbe cos poco che sarebbe
un trionfo liberista.

ANNO VI NUMERO 12 - PAG 2

Scrive Montanelli
Nel 37 volevo iscrivermi al Pli,
mi fecero giocare a Tressette
(risposta terra-terra a Infantino)
Signor direttore - Ho visto lamorevole
strigliatina che mi ha inflitto Lorenzo Infantino sul Foglio di gioved. Meritatissima
se sinnalza il discorso sul liberalismo alle
quote sulle quali lo porta lui. Ma il mio voleva essere un discorsetto pi terra-terra e
di ordine pi caratteriologico che ideologico, suggeritomi da un episodietto di vita vissuta.
Dopo la mia fuoriuscita, nel 1937, dal partito fascista, che persecuzioni non me ne
procur, ma tante scocciature e scomodit,
giurai a me stesso di non prendere mai pi
tessere di partito. Ma dopo la Liberazione
ricaddi vittima di questa fregola, e andai alla sede del Partito Liberale, accampata in
quel momento in Via Ripetta, per iscrivermi. La trovai piantonata da tre vecchi amici: Panfilo Gentile, Manlio Lupinacci, e tuo
nonno Mario Ferrara: deliziosi compagni di
caff e di trattoria, colti e brillantissimi conversatori, ma non precisamente campioni di
attivismo. I quali, vedendomi entrare, mi accolsero al festoso grido: Oh, meno male, ecco il quarto!. Intendendo il quarto per la
partita di Tressette. Obbiettai che veramente ero venuto per iscrivermi. Ma, distribuendo le carte, tuo nonno mi spieg che
per questo non cera fretta, potevo ripassare lindomani. Credo che, dal punto di vista
organizzativo e della operativit programmatica e propagandistica, il Partito Liberale sia sempre rimasto in attesa del Quarto.
Quando se ne impadron un campione di
decisionismo e di funzionalit come Malagodi, esso ebbe una momentanea impennata, dopo la quale si dissolse in una via lattea
di frammenti, nessuno dei quali riusc pi a
trovare il Quarto. Ecco cosa volevo dire stabilendo lequazione liberale = lazzarone.
Poco dopo Ortega, che incontrai a Tangeri,
mi chiese cosa faceva il nostro Don Benedetto (Croce, si capisce). Quando gli dissi
che faceva anche il Presidente del Partito
liberale, rispose stupito: Ancora si diverte
con queste cose?. Pausa. Poi, a voce bassa,
aggiunse: E dire che con un po pi di gusto, poteva diventare il Sainte-Beuve di Napoli!. Spero che Infantino mi perdoner se
ho continuato a volare basso.
Indro Montanelli

Scenari
La biorivoluzione si far
nel 2008, nel frattempo si eviti
il conflitto tra tecnica e morale
li investitori pi frettolosi speravano
G
che la crescita delle azioni legate al settore della biologia compensassero lo sgonfiamento della bolla relativa alle tecnologie
della comunicazione e ciberdintorni. Sono
stati delusi. Lo scenario biotech ha una caratteristica peculiare. Da una parte certo
che la biorivoluzione avverr e che sar totale. Dallaltra, il quando difficile da
scenarizzare. Per questo, le avanguardie del
mercato finanziario sono nella situazione di
dover stare pronte a cogliere
lopportunit, ma senza avere
alcun dato per scommettere
sul momento in cui si potr
iniziare a scontare il successo futuro.
La lista dei problemi,
che traggo dalle richieste
al mio istituto di ricerca
quelle, permettetemi, non
vincolate dal segreto professionale da parte dei
fondi di investimento, sono le seguenti: i
nuovi prodotti biologici hanno un profilo
morale delicatissimo che li rende incerti
sul piano del consenso; anche perch ciascuno di essi sar sottoposto a certificazioni
istituzionali prima di poter andare sul mercato, influenzabili dal clima politico del momento; dove gli antagonisti (verdi e tradizionalisti di varia specie) sono gi mobilitati; e non ci sono nuove istituzioni politiche
globali e nazionali di biocibernazione qui spesso invocate, vedi www.carlopelanda.com - disegnate per incanalare la rivoluzione tecnologica entro argini che non la
facciano n straripare n inaridire, dotandola di consenso. Poi ci sono problemi intrinseci: lindustria basata sulla ricerca innovativa, tipicamente, deve mettere in conto alti costi di investimento senza sicurezza
del risultato.
I soggetti finanziari che raccolgono il capitale dai risparmiatori e che, comunque,
vogliono posizionarsi nel biosettore hanno,
correttamente sul piano deontologico, trasformato questa incertezza in lista di avvertimenti che spiega al cliente quanto linvestimento sia a rischio. Al punto - buffo - da
rendere i loro prospetti dissuasivi e non attrattivi. Ovvio che ben poco capitale ordinario tenti avventure nel settore. Infatti tale incertezza trattabile solo da soggetti pi
forti, i gruppi di venture capital, che,
avendo unalta propensione al rischio, possono meglio maneggiare oggetti metafinanziari, cio a rischio non computabile
secondo i metodi e i tempi standard.
E questi stanno pompando una buona
massa di denaro nel settore. Che permetter, oltre agli autoinvestimenti delle imprese interessate, di realizzare quello che
biopromette. Ma cosa vedono costoro? Che
in realt lo scenario pi favorevole di
quanto appaia. I problemi di consenso verranno risolti quando (5 anni) usciranno le
prime supermedicine capaci di sconfiggere
il cancro e (6-10 anni) i prodotti bioestetici
che renderanno ragazzina una novantenne.
Si tratta solo di evitare, nel frattempo, un
conflitto troppo aspro tra tecnica e morale,
lasciando il tempo alla seconda di adeguarsi alla prima. Poi sar biorivoluzione sul serio: 2008. Che i pi abili sanno gi come
scontare.
Carlo Pelanda

IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 13 GENNAIO 2001

CONTINUA LA POLEMICA SUL FILM DOMANI

Antonio Ricci difende il Gabibbo: Archibugi, dici solo Archibugie


Roma. Vorrei solo che lArchibugi, nonostante il cognome che porta, sparasse meno
cazzate. Antonio Ricci ha letto larticolo del
Foglio (marted 9 gennaio) che ricostruiva la
polemica a distanza tra la regista Francesca
Archibugi e linventore di Striscialanotizia.
Motivo del contendere: il Gabibbo negato a
una scena del film Domani, ambientato
nellUmbria terremotata del 1997. Nella finzione, il pupazzone vindice dei derelitti sarebbe dovuto piombare a sorpresa nella casa
semidistrutta di un povero cristo, accompagnato da una telecamera che investigava fin
dentro il bagno. Una sottolineatura giudicata
inverosimile da Ricci, perch il Gabibbo
non si comporterebbe mai cos di fronte alla
sofferenza umana; una scelta vigliacca, invece, per la regista, la quale alla fine, pur sostenendo di non voler accusare nessuno di cinismo, ha sostituito il Gabibbo con un pupazzone di fantasia, simile nelle fattezze, ribattezzato Polipone.
Quellaccusa di vigliaccheria proprio
non andata gi al barbuto satirico di Canale 5. Dopo aver a lungo indagato con me stesso, rispolverato le carte e visionato qualche
cassetta, mi verrebbe da dire che lArchibugi
ha detto unArchibugia, sentenzia Ricci. Per

almeno tre motivi. Sentiamoli. 1) Non ho mai


avuto la fortuna di parlare con Francesca Archibugi. Ai signori della produzione che ci
avevano contattato ho semplicemente chiesto
di poter leggere le pagine di sceneggiatura
che riguardavano il Gabibbo. Dopodich mi
sono espresso in questi termini: non siete
informati, vi metto a disposizione filmati e testimonianze e poi ne riparliamo. Nessuno s
rifatto vivo. 2) Il Gabibbo non fa spettacolo
sulle disgrazie altrui. Non vero che in Umbria se la prese con un povero cristo in lacrime di fronte alle macerie del suo bar. Semmai successo lesatto il contrario: quel pupazzo schifoso e moquettoso ridicolizza proprio i giornalisti che praticano la tv del dolore, o gli inviati che chiedono agli alluvionati
o ai terremotati come si sentono. 3) Io ammetto lignoranza, il Gabibbo pu non piacere, risultare antipatico e volgare, ma perch
dire fesserie? Da sempre il Gabibbo si schiera dalla parte dei pi deboli, degli sfigati, dei
dimenticati. Vorrei ricordare alla signora Archibugi che fummo noi di Striscia a ritrovare a Pizzighettone i moduli abitativi destinati ai terremotati. Il Gabibbo stato accolto come un eroe dai Consigli regionali di Marche
e Umbria, ho ricevuto una targa dalle scuole

elementari di Rivotorto, un alto esponente locale dei Ds mi ha detto: Qui arrivato prima
il Gabibbo che il governo. A Franco Barberi
rompevamo le scatole o ai giornalisti dallo
sdegno facile, non a quei poveretti rimasti
senza casa e lavoro. Mignon partita, ma
Francesca partita di testa se afferma quelle cose su di me.
Ricci sembra proprio arrabbiato. Poi capisci che un po la sua natura di satirico situazionista, di rompiscatole impenitente, di
barricadero contraddittorio, di goliardico
raddrizzatorti. In verit la cosa era stata rimossa dai nostri cuori fanciulli. Ma se questa
polemichetta pu servire a tutelare il buon
nome del cinema italiano e ad aiutare il lancio del film, beh, mi presto gentilmente. E
infatti Ricci informa che il 26 gennaio correr
subito a vedere, senza pregiudizi, il film
dellArchibugi, perch gli interessa la storia
e ha gi sbollito la rabbia. Una cosa, per, la
ribadisce: Non mi interessa fare bella figure. Sono abituato a stare in prima linea, un
giorno s e uno no mi ritrovo davanti ai giudici per le querele, sono tre anni che rompo i
coglioni con la storia delluranio impoverito,
e non nemmeno vero che concedo il Gabibbo col misurino. E allora Al momento giu-

sto di Giorgio Panariello? Ma se non lho


neanche visto, quel film. Il Gabibbo lo diamo
gratis, se possibile per buone cause (Legambiente, partite di beneficenza, sottoscrizioni
per aiutare le vittime delle catastrofi), ma
non escludo le cattive, sorride.
Vero , per, che i rapporti tra Ricci e la sinistra nelle sue varie forme non sono mai stati troppo idilliaci. Forte dei 10 milioni di spettatori che ogni sera seguono il tg satirico di
Canale 5, lillustre ligure pu permettersi di
sbeffeggiare chiunque, nel Polo e nellUlivo,
senza dover rendere conto a nessuno delle
sue campagne. Non a caso, allepoca delle imbarazzanti battute off the record di Franco
Frattini, esponente di Forza Italia, fin impallinato sulla prima pagina dellUnit dallallora direttore Paolo Gambescia. Quello l
voleva mettere paletti alla satira nel nome
della privacy. Pressato da una serie di amici,
tra i quali alcuni giornalisti dellUnit inorriditi, mandai una lettera, pregando di pubblicarla in prima pagina e senza replica. Sa
dove fin? In seconda, con una risposta che
era il doppio della mia. Si pu tirare una
morale da tutto ci? Non vorrei, ma c qualcosa di necrofilo e suicida in questa sinistra.
Michele Anselmi

UN LIBRO DI LAURA LAURENZI

Il misterioso furore dellEros nella storia di diciotto coppie demoniache


Roma. Spegnete le luci inutili. Lasciate accesa solo quella necessaria alla lettura e abbandonatevi allultimo libro di Laura Laurenzi (Amori e Furori, Rizzoli Editore). Vi
prender come una carezza, portandovi in
un mondo fantastico. Racconta attraverso diciotto coppie illustri le varie forme assunte
dallEros nel secolo scorso. Eros nel senso
antico e misterioso del termine, attrazione irresistibile che per effetto della natura e dellimmaginazione spinge due persone a unirsi per diventare inseparabili. Si passa dal
connubio di Stato benedetto dal piacere, come quello tra Rehza Pahlavi e Soraya Esfandiary alla sublime omofilia che leg Gertrude Stein alla sua amica, segretaria e cuoca
della domenica Alice Toklas, la quale, rimasta vedova, mostr a Fernanda Pivano la camicia da notte piegata sul letto e le pantofole allineate per terra che ogni sera preparava per lamica, convinta che se dovesse tornare trover tutto pronto. Dal quasi incesto
filosofico consumato sulle rive del Neckar da
Martin Heidegger e Hannah Arendt si passa
a quello pi cinematografico messo in scena
da Woody Allen e Soon-Yi sullo sfondo di
Central Park. Non mancano gli amori patologici come quello tra Adolf Hitler e Eva
Braun, dispotici come quello tra Jiang Quing
e Mao Zedong, asfissianti come quello tra
Yoko Ono e John Lennon, ineluttabili come
tra Helmut Berger e Luchino Visconti, rovinosi come quello tra Elena e Nicolae Ceausescu, travolgenti come quello tra Marta Marzotto e Renato Guttuso, mitici come quello
tra Edoardo VIII e Wallis Simpson.
Nel registro del tragico un posto a parte
spetta a Edda Mussolini e Galeazzo Ciano
che consumarono freneticamente la mutua
folgorazione utilitaria. Se non avesse avuto
un finale tragico, la loro storia si leggerebbe
come un racconto di Drieu La Rochelle. Primo incontro combinato dalle famiglie ultrapronube. Lui che tre giorni dopo la porta al
cinema e nellintervallo le chiede: Mi vuoi
sposare?. E lei, molto virile, che sibila: Perch no?. Poi le nozze a Villa Torlonia, i fasti
del regime, la vita diplomatica, la guerra, il
tradimento e la morte.

Il libro comincia con la libido infernale


che per dieci anni aggiog Eleonora Duse a
Gabriele DAnnunzio. A parte il reciproco interesse , con lei in cerca di nuova linfa per il
suo teatro e lui, pi giovane dun lustro ma
gi calvo, denti cariati, gracilino per dotato
di forte magnetismo, in cerca di fama e fortuna, i due non avevano molto in comune. La
Duse sognava lascesi e la quiete mistica e
francescanamente battezzo Porziuncola la
sua casa a Settignano. DAnnunzio invece inseguiva lussi sibaritici, eccessi e variazioni.
Sul camino della Capponcina fece incidere
il presago motto Chi l tener legato? e trad
subito lamica, scrivendo per Sarah
Bernhardt. La lasci avvizzire, salvo cadere
in preda al rimorso quando, nel 1922, apprese della sua morte in un albergo di Pittsburg.
Siamo lontani anni luce dall unio mystica
tra Federico Fellini e Giulietta Masina. I due
sincontrano a Roma nel 43 con Cico e Pallina, programma radiofonico scritto da lui,
occhi profondi, inquieti e indagatori, e recitato da lei, scarpe piatte kilt e golfino giro-

collo. Si piacciono subito. Si fidanzano e si


sposano in casa di lei, via Lutezia 11, frugali
e felici. Il nostro primo incontro io non me
lo ricordo - dir Fellini cinquantanni dopo perch in realt io sono nato il giorno in cui
ho visto Giulietta per la prima volta. Mi parsa subito una misteriosa persona che richiamava una mia nostalgia di innocenza Mi
prende per mano e mi porta in zone dove da
solo non sarei mai arrivato. Lei, la fanciullina morte che fa Cabiria, Gelsomina, Ginger, e vive da Moglie adorante, senza badare
agli adulteri, gli sopravviver cinque mesi.
La stessa devozione estrema mostra Simone de Beauvoir che pure quanto di pi lontano si possa trovare da una vestale del matrimonio borghese e bohmien. Voglio tutto
dalla vita - scriveva a Nelson Algren, lamericano che le fece scoprire la passione carnale.
Voglio essere una donna e anche un uomo,
avere molti amici e la solitudine, lavorare
moltissimo, scrivere buoni libri e anche viaggiare, divertirmi, essere egoista e generosa.
Ma dopo una vita intera dedicata alla teoria

PICCOLA POSTA
di Adriano Sofri

Caro C. R., come va? Avete


avuto una buona audience, tu e
Taricone, e Costanzo. Alternandola
con laffascinante spionaggio sulla gestazione di Superquark, ne ho seguita anchio una
parte, perch vorrei scrivere un saggio famoso sullItalia. Taricone, cui si sta cos velocemente assegnando un destino da Berlusconi, ha detto una cosa essenziale: che chi
fa televisione e politica deve far finta di parlare con tutti, mentre una persona normale
pu parlare (e ascoltare) davvero tuttal pi
con una quindicina di persone al giorno - e
ha pure esagerato. Oltretutto, esporre una simile convinzione a un pubblico di una dozzina di milioni impegnativo. (Don Milani
fissava un massimo di duecento alle persone con cui si pu avere un rapporto serio in
una vita: don Milani non sarebbe andato da

Costanzo, Costanzo avrebbe potuto andare


da don Milani, ne sarebbe stato cacciato, e
avrebbe potuto serbarne un ricordo per tutta la vita). Notevole, nella puntata, stata anche la risposta di Costanzo agli adulti che
chiedevano accorati che cosa sarebbe avvenuto di Pietro quando Costanzo non lo avesse pi invitato: Voi continuo a invitarvi da
anni, perch non dovrei invitare pi Pietro?. Infatti. Infine, ammesso che continuiate a centellinare le apparizioni televisive, e che la Rai continui a trasformare Taricone in un Berlusconi per giunta senza carichi pendenti (con la geniale eccezione solita
di Blob: di tutto, di meno) mi auguro che, per
rompere le righe, accettiate subito di farvi
intervistare da Daniele Luttazzi. Io stesso
vorrei partecipare dellaffare cenando in silenzio con Daria Bignardi: ma da lei.

e alla pratica dellamore necessario e degli


amori contingenti, fu accanto al cadavere di
Jean Paul Sartre che and sdraiarsi per passare al suo fianco lultima notte.
Molto pi sfortunata di lei Jacqueline Bouvier. Di John Kennedy sub le infedelt e i
tradimenti compulsivi sin dalla luna di miele. Si consolava a modo suo, scrive Truman
Capote, con liste di amanti mentali fra i quali spiccava Andr Malraux, seguito da Henry
Kissinger, Cary Grant e un possibile Gianni
Agnelli. Il giorno dellattentato a Dallas, si
lanci a raccogliere i brandelli di cervello
del marito schizzati sul cofano della Lincoln
Continental. E nella corsa verso lospedale,
cerc di tenergli ferma la testa, stringendola
sul grembo e carezzandola, mentre il sangue
scorreva a fiotti sul tailleur Chanel. Era bello linterno della sua testa, con tutti quegli
anelli rosa dentro il cranio, sussurr con la
sua voce roca al giornalista di Life.
Non meno disperato, ma assai meno infelice, dovette essere lultimo leader della Russia sovietica Michail Gorbaciov quando si vide negare da Putin laereo di Stato per trasportare in una clinica tedesca ladorata moglie Raissa, malata di leucemia. Matrimonio
di alta civilt, il loro fu un connubio ideale e
devastante per chi, come la figlia, avrebbe voluto seguirne lesemio. Un amore sulle ali
della storia, scrive Laura Laurenzi, cominciato a una festa di studenti, con lui che la
conquista cantandole Dicitinciello vuje, e
cresciuto fra miserie e avversit sino al momento della gloria e poi dellumiliazione. A
legarci, scriver Raissa, un segreto che trascende il potere degli uomini, il segreto dei
sentimenti e delle leggi che uniscono due
persone che diventano indispensabili luna
allaltra. E che sia proprio la fede in un ideale trascendente a fomentare la grandi e durature passioni, lidea che viene in mente
leggendo di Palmiro Togliatti che scrive a
Nilde Iotti: Chi sei tu? Chi ti apre il cammino ai segreti della mia vita. Nel legame che
mi unisce a te risento lispirazione pi
profonda della mia vita, quella di essere un
ribelle in cerca di libert.
Marina Valensise

PER IL WASHINGTON POST UNAUTO INDOSSABILE

Arriva Ginger, cambier il mondo ma nessuno sa cos (un bidone?)


Ginger un monociclo di dimensioni ridotte e velocissimo, unauto indossabile, un mezzo di locomozione minimo e rivoluzionario,
insomma. La trasformazione della
vita contemporanea
sulla
Terra, per tenersi
bassi. Il prodigioso e misterioso progetto su cui la stampa
mondiale si sta lambiccando da alcuni giorni
costruendo articoli criptici e al limite del ridicolo, potrebbe essere stato svelato ieri dal
Washington Post che ha raccolto pareri, indiscrezioni e notizie dalla Silicon Valley al New
Hampshire. Ci sono diversi punti interrogativi nella rivelazione, che per sembra soddisfare le indicazioni che erano circolate finora. Il borboglio mediatico stato sollevato da
una presunta fuga di notizie. Il sito
Inside.com venuto a sapere che la Harvard
School Business Press aveva anticipato 250
mila dollari per la pubblicazione di un libro
di cui non sapeva niente. Se non che parler
di Ginger. Di cui non sapeva niente. Nel giro
di qualche giorno Inside.com ha scoperto che
Ginger un progetto di cui il libro dovrebbe narrare la storia - ideato dallinventore
Dean Kamen, che ha tra i suoi investitori un
venture capitalist di comprovata esperienza,
John Doerr, e tra i suoi sostenitori Jeff Bezos
di Amazon e Steve Jobs di Apple. E che, stando alle fumose informazioni fornite, sar pi
rivoluzionario di Internet e cambier il modo in cui le persone vivono. Ginger coster
circa 2000 dollari e sar pronto nel 2002. E ancora, sostituir prodotti sporchi, costosi, a
volte pericolosi e spesso frustranti, in particolare per chi vive in citt (forse si tratta di
unalternativa al sesso, allora, ha commentato il Post).
Il web si sta sbizzarrendo da qualche giorno in illazioni e ipotesi tra lastruso e il delirante. E la scuola di pensiero pi solida, per
ora, quella che sospetta la bufala. Rafforzata dalla comica immagine che illustra il brevetto WO 00/75001 A1 del World Intellectual
Property Organization e che circola in rete,
stando alla quale Kamen avrebbe inventato

un monopattino. Agli scaltriti saputelli che il


mondo contemporaneo ha fatto di noi viene
assai facile smontare le modalit di costruzione della vicenda Ginger, e in cuor nostro
sperare nel maldestro ruzzolone di chi se la
beve. Eppure.
Eppure Kamen davvero un ingegnere, un
inventore stimato e di ricco curriculum. Ha
49 anni e vive in una villa su una collina progettata da lui a Manchester, New Hampshire,
poco lontano dalla sede della sua societ. Ha
brevettato alcuni attrezzi medici eccellenti,

tra cui un apparecchio mobile per linsulina


e una sedia a rotelle versatilissima e computerizzata, che sale le scale e affronta disinvoltamente le curve. Ha ricevuto un premio
dalla Casa Bianca e ha presentato la sedia
davanti al vicepresidente Al Gore. Il libro gi
venduto per tutti quei soldi avr un autore,
un giornalista che ha pubblicato su autorevoli riviste scientifiche e ha curato un ritratto di Kamen sullo Smithsonian nel 1994. E n
Bezos n Jobs hanno smentito le dichiarazioni di ammirazione loro attribuite e riportate

da tutti i media. Anche se dopo le illazioni


del Post resta da capire che accidente possa
capire il titolare di un negozio planetario di
un nuovo mezzo di locomozione. Una specie
di asta, con sotto una ruota, una scopa volante da 90 chilometri allora, fondata su un avveniristico giroscopio usato gi per la sedia a
rotelle mirabolante. Se fosse vero, la nuova
frontiera del lambiccamento mondiale andrebbe avanzata: e come diavolo funzioner?
Non si faranno degli incidenti spaventosi? E
quando piove? E come si fa a portarci le ragazze (e reclinare i sedili, soprattutto)? Ci staranno gli adesivi con la faccia di Jim Morrison?
E poi, dalle frizzanti qualit dello zenzero che prende il nome, o dal ruotar di caviglie
di Ginger Rogers? Non ci dite che una sla,
per favore, ci stiamo divertendo.
Luca Sofri

IL RIEMPITIVO

Vite parallele
La letteratura disimpegnata
di Jacques, e Gianluigi che cre
Tex dappoggio a Occhio Cupo
Jacques Laurent-Cly
Nacque il 5 gennaio 1919 a Parigi. Nellinfanzia si annoi come mai pi nella vita.
Studi al liceo Condorcet e al liceo Carnot.Collabor alltudiant franais, rivista
di fede monarchica. Si iscrisse alla facolt
di lettere della Sorbona. Interruppe gli studi per diventare caporale dellesercito darmistizio, per presidiare la linea di demarcazione tra la Francia di Vichy alleata dei
tedeschi e la Francia di Parigi occupata dai
tedeschi. Poich tra le due France ufficiali
cera armonia, trov il tempo di dedicarsi a
un primo romanzo, intitolato Corps tranquilles. Cedette senza resistenza alla repubblica di Vichy, riusc poco prima della
liberazione a procurarsi la fama di resistente. Disse tuttavia di non essere di sinistra perch non era uno snob, disse di essere di destra perch era un uomo libero. Nei
mesi del dopoguerra dellimpegno sociale
dominato dalla pensiero di Marx, dallesempio di Sartre, scrisse un romanzo spumeggiante intitolato Caroline-Chrie, ambientato durante la rivoluzione francese. Lo
pubblic con il nom-de-plume di Ccil
Saint-Laurent. Nel 1947 fu un successo editoriale, nel 1957 sarebbe diventato un film
di successo. Con i soldi guadagnati da Ccil
Saint-Laurent con Caroline-Chrie, Jacques
Laurent pot pubblicare Corps tranquilles. Jacques Laurent era gi due scrittori,
uno mecenate dellaltro. Fu Cecil a permettere a Jacques di finanziare la rivista La
Parisienne, organo della letteratura disimpegnata, in risposta a Temps Modernes,
organo delle letteratura impegnata di JeanPaul Sartre. La vocazione al mimetismo, la
convinzione che il pubblico si aspetta da un
autore sempre lo stesso genere di libri consigliarono Jacques Laurent alias Ccil
Saint-Laurent a moltiplicare i nom-de-plume. Fu Marc de Saint-Palais, fu Roland de
Jarnse, fu Alain Nazelle, fu Gilles Bargy, fu
Laurent Labattu, fu con pi di venti nomi
autore di thriller e di avventura. Fu Jean
Parquin, critico teatrale. Fu Albric Varenne, autore di ponderosi e discutibili libri di
storia (Quand les Franais occupaient
lEurope). Mentre Cecil Laurent e i suoi
alias prosperavano in libreria, vendevano i
diritti dei romanzi al cinema, Jacques Laurent attaccava il presidente De Gaulle, colpevole di avere rinunciata allAlgeria francese, otteneva il premio Goncourt con Les
Btises, si era finalmente seduto, allAcadmie che aveva disprezzato, sulla poltrona che era stata dello storico Fernand
Braudel. Jacques Laurent, Ccil Saint-Laurent, e altri venti e pi scrittori, sono morti
venerd 29 dicembre.
Gianluigi Bonelli
Nacque il 22 dicembre 1908. Lesse i romanzi davventura, viaggi. Torn a Milano,
scrisse romanzi davventura che facevano
eco nei titoli ai romanzi davventura
di Emilio Salgari, di
Luigi Motta, di Zane
Grey. Collabor con il
Corriere dei Piccoli.
Collabor con il Giornale illustrato dei viaggi. Diresse giornali destinati a confondersi
nella memoria. Assunse la direzione di un
Vittorioso asfittico. Gli diede respiro. Acquist dalla Mondadori il settimanale LAudace. Divenne editore. Prefer lasciare alla
moglie i compiti delleditore. Torn a creare
personaggi, a immaginare storie, a stendere
sceneggiature. Immagin serie numerose,
personaggi diversi. Nel 1948 punt su Occhio
Cupo. Gli cre una serie dappoggio intitolata Tex, perch lo accompagnasse almeno un
tratto lungo una vita lunga e fortunata. I lettori trascurarono Occhio Cupo, si affezionarono a Tex, si appassionarono alla geografia
esatta delle valli e delle pianure della terra
che era stata degli indiani navajo, fecero loro le imprecazioni forbite di Tex e dei suoi
amici, si rispecchiarono nei tratti virili di
Gary Cooper che il disegnatore Aurelio Galleppini gli aveva dato, si esercitarono nellarte sottile della fisiognomica per distinguere i buoni dai cattivi, impararono che le
armi non sono una cosa buona ma ci vogliono, che talvolta lecito perdere la pazienza
se la causa giusta, se il cattivo incorreggibile. Si abituarono a portare cinturoni con
colt giocattolo, a coprirsi la bocca e il naso
con la bandana, per difendersi dalla polvere
infernale delle piste dei giardini pubblici, a
stringere il sottogola dello stetson, a caracollare, a galoppare a perdifiato su mustang immaginari. Pierluigi Bonelli disegnava per loro nuove geografie, scovava per la giustizia di
Tex nuovi cattivi. Inventava per loro nuovi
personaggi. Si rallegrava che il suo personaggio avesse superato let dellinfanzia. Si
rallegrava dei nuovi successi della casa editrice. E morto venerd 12 gennaio.

di Pietrangelo Buttafuoco

AGENZIA
SLOGAN. E bellissima la foto che ritrae
Saddam Hussein al balcone
con il fucile. Lo stringe con elegante negligenza, come fosse una pistola da signorina, e lo sbuffo dello sparo, infatti,
non disturba il cappello che resta saldo
al perimetro delle sopracciglia, piuttosto
svolazza indugiando nel contorno della
rappresentazione del potere sereno. Lideale sarebbe che a questa foto facesse
seguito uno slogan a noi caro: Meno tasse per tutti.
AGENZIA TRAVESTA. Natalia Aspesi
ha scritto: Solo perch lui provando in
bagno biancheria femminile (fa il pubblicitario non il travestito), scopre di aver
imparato finalmente a capire le donne.
Ci permettiamo una glossa: la faccenda
grave non essere travestito, ma fare il
pubblicitario.

OGGI Al nord molto nuvoloso con


piogge sparse e nevicate anche a bassa
quota. Al centro e sulla Sardegna coperto con temporali sulle regioni tirreniche. Al sud e sulla Sicilia variabile
con tendenza al peggioramento. Temperature in sensibile diminuzione al centro-nord, stazionarie al sud.
DOMANI Al nord nuvoloso con possibili piogge e foschie. Al centro parzialmente nuvoloso con banchi di nebbia
sulle regioni tirreniche. Temperature in
diminuzione.

ANNO VI NUMERO 12 - PAG 3

EDITORIALI
Berlusconi stupor mundi
Scherza e mette in pubblico la sua personalit con libert licenziosa

ormidabile. Il Cav. non finisce di


stupire. Parla con una libert licenziosa che rasenta felicemente lirresponsabilit regale e che qualunque
professionista della politica ormai gli
invidia (si sospetta infatti che in quella
licenza di pensieri e opere stia il segreto del suo traino elettorale). E una personalit incomprimibile, tutti lo inseguono sul suo terreno. Ormai un uomo a braccio, che getta nel cestino le fatiche dei suoi speech-writer, manda
Buonaiuti da Rutelli e ambasciatori a
Bush che lo vuole vedere, incanta laustero popolarismo europeo con la danza del ventre della reconquista. Fa
tutto in pubblico, come il Re Sole che
dormiva con un valletto, era svegliato
dalla nutrice, defecava sulla chaise
perce di fronte a una grande folla e al
collegio dei medici moliereschi, poi
trattava gli affari di Stato nel suo cabinet (era lunico settore, la politica, in
cui coltivava il pi rigoroso segreto), e
garantiva per il resto della giornata a
tutti un infinito accesso alle sue cacce
stremanti, ai suoi pranzi pantagruelici,
ai suoi divini balli... E allopposizione,
il divino Cav., ma sta gi organizzando il
G8 del prossimo luglio a Genova, e dice
a Berlino di essersi informato sulla disponibilit di navi per mettere i grandi
della Terra al riparo logistico dal popolo di Seattle. Lancia Tajani sindaco, e si
compiace di offrire a DAlema la palma
di capo dellopposizione di Sua Maest,

sottolineando che al Campidoglio andr Veltroni. Vuole assumere Amato


nel suo prossimo governo, senza nemmeno concedergli lanno sabbatico a
lui tanto caro. Racconta barzellette spiritose in cui si parla di violinisti e leoni, profetizza con nonchalance la scomparsa del partito popolare fratello, abolisce il greco dallinsegnamento scolastico e aspetta con impazienza il momento dellincoronazione, dispensando
nel frattempo consigli editoriali ai giornalisti e prevedendo la nascita di una
vera socialdemocrazia italiana sotto gli
auspici del suo avversario di cortesia, il
console DAlema. Poi come un oracolo
barocco spiega che la legge elettorale
gli va bene tutta maggioritaria, senza
quota proporzionale, o tutta proporzionale, senza collegi maggioritari, ma intanto gli va benissimo quella che c
perch con essa che prender i seggi
necessari a primeggiare per ben due
legislature o forse pi: perch alle legislature il nostro Louis preferisce il governo per lunghi cicli. Non si sa se Berlusconi ce la far a vincere le elezioni.
Non si sa se compir le Grandi Opere
Vespiane al termine dei cicli. Non si sa
quasi nulla tranne questo: se ce la dovesse fare a conquistare lunzione democratica, il prossimo sovrano restituir comunque un lustro e uno splendore mai visti alla mediocre politica
italiana degli ultimi tempi. A Berlino
nato il partito dei versagliesi.

Commercio mondiale, la parola a Bush


Cina, Russia, Europa attendono scelte americane che aiutino gli scambi

l presidente George W. Bush ha nominato Robert Zoellik rappresentante


degli Stati Uniti nelle trattative sul commercio internazionale con il rango di ministro. Zoellik ha gi avuto esperienze
ministeriali con Ronald Reagan (al Tesoro con James Baker) e con George Bush sr. (sottosegretario di Baker agli Esteri) ed un fautore delle politiche di libero scambio. Dallimpegno della nuova
amministrazione a negoziare ulteriori
aperture del commercio internazionale
dipende, in misura notevole, lo sviluppo
delleconomia mondiale. Principali interfaccia di Zoellik saranno la Wto (lorganizzazione mondiale del commercio), i
paesi latino-americani (con cui sono falliti i negoziati di Bill Clinton) e lUnione
europea con cui gli Stati Uniti hanno un
complicato contenzioso su tanti temi come lexport di prodotti biotecnologici, le
sovvenzioni allindustria aeronautica e
le agevolazioni fiscali per le multinazionali americane.
La Wto deve affrontare due consistenti questioni sul suo assetto, la cui soluzione pu modificare gli equilibri mondiali: da una parte lingresso della Cina,
su cui in corso un negoziato complesso

da 15 anni che ha fatto passi avanti quasi risolutivi solo negli ultimi due, dallaltra un possibile ingresso della Russia, su
cui il presidente Vladimir Putin e il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder hanno iniziato di recente a discutere nel
quadro anche di nuovi rapporti nel settore dellenergia. Clinton sta cercando di
concludere, prima di lasciare la presidenza, il dossier con la Cina per la parte
che riguarda gli Stati Uniti, anche su sollecitazione di unEuropa, quasi pronta
da parte sua a chiudere. Ma non sembra
verosimile che si possa siglare laccordo
per lingresso della Cina nella Wto prima
del 20 gennaio perch ci sono ancora
problemi sul grado di apertura dei cinesi allinvestimento di imprese estere, in
particolare in settori come le telecomunicazioni e la finanza. La palla passer
perci a Bush e a Zoellik: una dilazione
dellingresso nella Wto di Pechino al
2002 pu incidere, negativamente, per lo
0,5 per cento sul prodotto lordo cinese
con conseguenze rilevanti su quei paesi
asiatici le cui economie sono connesse a
quella della Cina. Il rilancio della Wto,
poi, pi in generale, indispensabile per
mantenere unalta crescita mondiale.

Israele, la trattativa dei non candidati


Le proposte per la pace di Peres e Netanyahu. Clinton inviato di Dubya?

l governo israeliano di Ehud Barak trascina trattative senza sbocchi apparenti, mentre il candidato ufficiale del
Likud, Ariel Sharon, favorito nei sondaggi, denuncia il trattato di Oslo. Ma
sullo sfondo si muovono i due premier
precedenti, il conservatore Bibi Netanyahu e il laburista Simon Peres. Non
si tratta per del ritorno sulla scena di
personalit forti solo del loro passato.
Sono tuttora gli uomini pi popolari di
Israele e molti pensano che, se non sono
loro i candidati alle elezioni, per effetto di un sottile gioco di sponda fra i due
candidati-premier, Barak e Sharon.
Molto lontani per posizioni politiche,
Peres e Netanyahu, si ritrovano nel criticare la conduzione delle trattative da
parte di Barak. Il premier ha concesso
molto (per il Likud sicuramente troppo)
a parole, non ha ottenuto, per, altro che
un aggravamento della tensione e la trasformazione dellIntifada in lotta armata. In pratica, poi, non ha concesso, nel
corso del suo mandato, neppure un metro di terra. Mentre il falco Netanyahu
aveva ritirato lesercito dal 13 per cento

dei territori, rivendicando di averlo fatto sempre in una logica di reciprocit


con i palestinesi: A ogni loro passo ne
corrisponde uno israeliano. Le critiche
di Peres sono di diverso segno, ma riflettono un bilancio delle trattative analogo. Nella lettura di Netanyahu c poi
un elemento nuovo: la priorit assegnata alla questione dei profughi rispetto a
quella di Gerusalemme. I profughi palestinesi fuori dai confini di Israele e dei
territori sono da due a quattro milioni.
Se rientrassero in un paese con sei milioni di abitanti (due dei quali palestinesi) provocherebbero il caos. Questo
il problema vitale per Israele, che pu
accettare i ricongiungimenti familiari,
ma non controesodi di massa. La rinuncia al diritto di ritorno anche lasse del
piano di Bill Clinton, che sembra destinato ad essere il terzo grande escluso
dalla soluzione, con Peres e Netanyahu.
A meno che, come si dice, non riceva da
George Dubya Bush un incarico speciale per il Medio Oriente, che farebbe
rientrare in scena lui. E, forse, anche gli
altri due.

IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 13 GENNAIO 2001

Improvvisamente il mondo politico scopre Giulio il romantico


Roma. Belzeb diventato Don Chisciotte? Com che Andreotti, il Gran Pragmatico
per il quale il potere sfianca solo chi non lo
TEATRINO

possiede, da qualche tempo fa il romantico


utopista, principi e cause perse, proporzionale e Sergio DAntoni, n di qua n di l, n
Berlino n Agag? Qualcosa succede, visto
che per esempio pure uno come Paolo Cirino Pomicino, maestro di andreottismo, annuncia di non avere intenzione di fare il Sancho Panza: Andreotti un po distaccato
dalle esigenze del potere immediato. Per
questa posizione, che appare idealmente pi
forte, politicamente finisce con lessere pi
debole. Insomma, che succede a Giulio?
Nel vario (e a volte variopinto) mondo di chi
fu democristiano, e che molto si lamenta a sinistra e un po si lagna a destra, sono in parecchi a interrogarsi.
E proprio cos - riconosce Marco Follini,
capogruppo del Ccd - finch stato nel cuore del potere, Andreotti ha fatto battaglie
pragmatiche, senza mai dare lidea di avere

un disegno. Ora ritrova una visione. Soltanto


che la sua visione non sta sulla mappa politica che abbiamo di fronte. La faccenda procura qualche brivido di piacere a Clemente
Mastella (appena reduce dai tumulti nelle
piazze berlinesi): Quelli che sono andreottiani non ritrovano pi Andreotti. Si sono improvvisamente scoperti seguaci di un personaggio che non c pi. Nel senso? Nel senso che DAntoni vuole fare laccordo con il
Polo mentre lui, con fermezza terzoforzista,
blocca lo scivolamento a destra. E il grande
paradosso: lo credevano una garanzia per
unintesa col Polo, e invece Andreotti smentisce la sua vita e li ferma. Cos adesso se
DAntoni lo vuole ancora come testimonial
sar costretto a fare la terza forza; se invece
decide di andare di l, lo perder.
Ma diverse sono le opinioni sotto il cielo
disordinato degli ex democristiani. C Lapo
Pistelli, vicesegretario del Ppi, che alza le
spalle: Figurarsi! Io sul nuovo romanticismo
di Andreotti ho i miei dubbi, ci credo poco. Il
suo obiettivo una sorta di Ppe italiano, con
dentro tutti gli orfani della grande madre Dc

e con una maggiore democristianizzazione di


Berlusconi. Almeno, tiene DAntoni lontano
dalle tentazioni del Cavaliere, questo s. Ride, Pistelli, allidea dei pi sfegatati andreottiani che hanno paura di incrinare il
mito del suo grande pragmatismo, e sorride
allennesimo paradosso di questa nuova stagione politica dellex presidente del Consiglio: La differenza tra DAntoni e Andreotti
sta tutta qui: che Andreotti non ha fretta di
arrivare dentro un nuovo assetto vincente di
potere, mentre DAntoni deve incassare il
prima possibile. A 82 anni, Andreotti che
ha pi tempo.
Ha la sua spiegazione anche Gerardo
Bianco: Andreotti cerca di riportare il baricentro della politica verso tradizioni che rischiano di scomparire, in una cornice che
non pu essere quella attuale. Sembra un
utopista soltanto perch lopinione pubblica
attuale si sta modellando sullo stile del
Grande Fratello. Tutti analisi che non convincono per niente uno che democristiano
non lo stato - anzi, era deputato della Quercia - come il politologo Gianfranco Pasquino.

Attacca: Ma dove si mai visto, Andreotti


romantico? Neanche adesso, per carit! E
sempre stato storicamente il beneficiario di
un rapporto con la Cisl a finire con Marini, e
per loperazione che ha in testa gli serve il sistema proporzionale, lunico che gli consente di scegliere solo se stesso. Il massimo, per
lui, il sistema proporzionale con i voti di
preferenza con i quali creare le opportune
preferenze. Tutto qui. Sar pure, ma intanto Follini vede nellultimo Andreotti la tentazione che prende tutti i grandi vecchi, che
tendono a concludere allopposto rispetto a
dove hanno cominciato. Come Indro Montanelli, che da destra va a sinistra, cos Andreotti da pragmatico si fa romantico. Assicura Mastella: Mi fa simpatia. E orgoglioso,
non va da Berlusconi a dire: sono qua. E invece il vecchio leone andreottiano - tante
battaglie, ora la richiesta di anonimato - certifica lo straniamento che assedia le antiche
truppe: Lei lo trova diverso, io meno efficace. Non voleva neanche presentarsi alle elezioni. Mi dica, dovevamo tutti finire a fare gli
apostoli in Terrasanta?.

Dove, come e chi (zona per zona) vende droga a Milano


LO SPACCIO VIENE FATTO ALLA LUCE DEL GIORNO, DICE UN CARABINIERE, ARRESTARE I PUSHER DEL TUTTO INUTILE
Milano. Lo spaccio degli stupefacenti vietato dalla legge italiana sia di droghe pesanti sia di droghe leggere. Per queste ultime si
dibattuto se legalizzarne la vendita oppure
lasciare le cose come stanno. Negli ultimi anni luso delleroina ha avuto un calo notevole.
Anche delle droghe sintetiche, quelle della
cosiddetta acid generation, si ridotto notevolmente il consumo. Non esistono pi guru
come il professor Timothy Leary che predicava lutilizzo dellLsd, lacido lisergico scoperto dal professor Hoffmann, per viaggi virtuali. Le nuove generazioni, nate negli anni
Settanta, fanno un uso differente delle sostanze stupefacenti. Negli anni Ottanta in una
citt come Milano ci fu un incremento dellutilizzo della cocaina: festini privati con sesso,
droga e fotomodelle. Gli anni dello scandalo
DAlessio, limprenditore milanese ucciso da
Terry Broome. In Italia cominciavano a nascere i primi rave party, le Dance all Night di
Max Lanfranconi, feste clandestine dove si
davano appuntamento centinaia di ragazzi
per ballare e scatenarsi sulle note della musica elettronica con ritmi indiavolati. Apparve una nuova droga, sintetica, per fortuna lontana dagli effetti devastanti dellLsd: lecstasy. Un miscuglio di sostanze sintetiche che
aumentano le sensazioni corporali, che permette di restare in pista per parecchie ore,
un po come la cocaina o lanfetamina, ma con
un costo pi accessibile, alla portata di tutti,
dalle 30 alle 50 mila lire.
I boss, i gregari, la manovalanza
Sono queste le droghe che oggi insieme alla marijuana e allhascish si accompagnano a
un utilizzo elevato di alcolici. Gli effetti tragici dellabuso di queste sostanze sono spesso
riportati dalle cronache. Eppure la diffusione di questi stupefacenti, anche se la vendita
ne vietata, organizzata quasi apertamente. Non un grosso problema, lo spaccio viene fatto alla luce del giorno. Dice un carabiniere del Nucleo operativo che da anni si occupa di traffico di stupefacenti. Gli spacciatori hanno le loro piazze, quelle noi le conosciamo tutte, sono dei gregari di poco conto,
bassa manovalanza. Addosso non hanno mai
pi di tanto. Il loro arresto quasi inutile, nel
giro di qualche giorno sono di nuovo al loro
posto. Un tempo cerano i pusher italiani, oggi questi sono saliti di grado e al loro servizio
ci sono extracomunitari che non hanno nulla
da perdere. C ancora una certa criminalit
organizzata a Milano, ma assai meno organizzata rispetto a una quindicina di anni fa. Gli
arresti vengono prevalentemente fatti nelle
abitazioni private oppure allaeroporto. Non
bello vedere che in alcune vie della citt avviene una violazione della legge in maniera
cos evidente, ma se noi mettiamo delle postazioni mobili di polizia, facciamo controlli
a tappeto, il risultato che il movimento si
sposta in unaltra zona oppure per un po resta fermo. Per poi riprendere quando noi abbandoniamo il posto. Dovrebbero esserci pi
agenti, ma le nostre forze scarseggiano e non
possiamo tenere sotto controllo tutta la citt.
Sappiamo tutto, il nostro mestiere e penso
lo facciamo anche bene, ma purtroppo in Italia non c la volont di porre un rimedio.
Non dico lo stato di polizia, ma comunque un
ili de le pute, traite. E fuori di s il
F
patrizio Sisinnio. Apostrofa brutalmente i servi perch infieriscano sul santo Clemente, responsabile della conversione della moglie alla fede cattolica. Sia
trascinato, dereto con lo palo. Ma non
c santo senza miracolo. Al posto del corpo di Clemente, tra le mani dei domestici
si materializza il marmo freddo di una colonna. Ancora oggi, le invettive oscene di
Sisinnio riecheggiano tra le navate della
chiesa di San Clemente, a Roma. Balzate
allattenzione degli studiosi per un paio di
primati minori: primo fumetto nella cultura occidentale, e inedita attestazione di
un insulto in volgare italiano. Difficile credere che, allalba del I secolo d.C., un nobile, per quanto furibondo, potesse esprimersi in un idioma tanto lontano dal latino di Cicerone. Probabilmente, loscuro
pittore medievale che ritrasse le gesta del
santo sacrific la fedelt storica per dare
pi vivido effetto al miracolo. Il volgare
del popolo dovette sembrargli pi accattivante. Non rinunci tuttavia a chiosare lagiografia con un motto esemplare.
In latino.
A spiegarcelo Gianfranco Lotti, nell
Avventurosa storia della lingua italiana,
ricostruzione in forma di compendio dellevoluzione ultramillenaria dellitaliano,
dal volgare veneto dellIndovinello veronese (VIII secolo) ai moderni linguaggi settoriali: i gerghi dello sport, della politica,
di Internet. Storia plurale quella dellita-

controllo pi attento su determinati individui


segnalati e in determinate zone della citt.
Intorno alla stazione Centrale di Milano c
un panorama variegato. Qui si spaccia un po
di tutto. Dalleroina a basso prezzo, alla cocaina scadente. La droga pi venduta il fumo, la marijuana e le pastiglie di droga sintetica. Per lo pi la piazza gestita da nordafricani, sotto il controllo di alcune famiglie le-

la stazione di Lambrate, oltre ai giocatori


dazzardo ci sono anche gli spacciatori di marijuana e di cocaina. Qui lincontro avviene
per lo pi per presentazione. Poi si procede
fino al luogo predestinato, spesso un piccolo
appartamento, dove avviene lo scambio.
Negli ultimi dieci anni il mondo della
droga cambiato in misura significativa e
con esso sono cambiati anche i consumatori

I nordafricani alla stazione Centrale, manodopera della camorra e della


ndrangheta. Sostanze e siringhe davanti alla farmacia in piazza
Argentina. Negli appartamenti di Lambrate. Gli albanesi offrono hascish
e marijuana al Maggiore. Le pastiglie al sabato sotto la sede del Foglio
gate alla nuova camorra organizzata e alla
ndrangheta. Il movimento avviene tra i portici della stazione e i giardini di piazza Luigi
di Savoia e si estende fin sotto i tunnel di via
Ferrante Aporti. Pi in l lungo corso Buenos
Aires si arriva in piazza Argentina. Qui passaggio di prostitute, tossicodipendenti e via
vai di spacciatori, per lo pi di eroina, tra via

Monteverdi e piazzale Bacone. I tossicodipendenti e i pusher si trovano di fronte alle


porte della farmacia Hambreck, trattazione
fuori e acquisto immediato della siringa. Vicino si trovano via Benedetto Marcello, piazza Caiazzo e via Settembrini. Qui ancora un
forte andirivieni di tossicodipendenti e contrattazioni a cielo aperto. Sempre vicino alla
stazione Centrale percorrendo via Settembrini fino a incrociare viale Vittorio Veneto,
lofferta di ero, di fumo e di pastiglie varie
elevata, con tanto di imbonitori che cercano
di convincerti della validit del loro prodotto: basta solo uno sguardo, un gesto dassenso
e il gioco fatto.
Spostandoci verso nord lungo viale Padova, viale Monza, viale Porpora, si trova ancora qualcosa. Queste grandi vie che portano alla periferia della citt erano un feudo incontrastato degli spacciatori italiani. Qui lo spaccio avviene ancora, ma meno plateale, per lo
pi allinterno di bar e appartamenti privati
oppure negli androni delle case popolari, con
tanto di sentinelle appostate pronte a fischiare allarrivo delle Forze dellordine. Al-

LIBRI
Gianfranco Lotti
LAVVENTUROSA STORIA
DELLA LINGUA ITALIANA
256 pp. Bompiani, Lire 15.000
liano. Per lo pi sotterranea. Profondamente segnata e rallentata dallegemonia
culturale del latino. E da una sindrome di
riscatto che ha turbato per secoli il sonno
degli intellettuali: la chimera di un idioma
colto, elegante e comprensibile a tutti gli
abitanti della penisola. Una lingua darte
allaltezza di un antenato illustre e ingombrante. La questione della lingua, sollecitata da trattati e interventi autorevoli, ha
finito con lassumere i tratti paranoici di
unalchimia eugenetica. La lingua, una reliquia sotto vetro. Intanto, politicamente
divisa e mantenuta in uno stadio di immaturit forzata, unembrionale comunit linguistica italiana sopravviveva. Senza
mai elaborare il luttuoso distacco dal latino. Senza quasi avere coscienza di s e del
proprio nome. Senza riconoscersi. Un
volgo disperso che nome non ha.
Attraverso la letteratura e sui documenti amministrativo-giuridici, punte af-

e i modi stessi del consumo. La stessa riorganizzazione dei servizi e degli interventi contro le dipendenze riflette una logica e una
progettualit molto diverse da quelle che
avevano caratterizzato gli anni Settanta e Ottanta, dice Riccardo Grassi. Nonostante si
siano moltiplicate le indagini e le pubblicazioni su questi temi resta molto difficile stimare con precisione il livello di penetrazione delle sostanze stupefacenti nel mondo giovanile. I dati ufficiali rappresentano probabilmente solo la punta di un iceberg che nasconde un fenomeno articolato e complesso.
Allaumento della diffusione complessiva degli stupefacenti negli ultimi anni, infatti, si
accompagnata una notevole frammentazione
e specializzazione non solo delle sostanze offerte, ma anche delle modalit di consumo,
sempre pi legate a situazioni e contesti contingenti e diversificate per area geografica e
tipologia di consumatore.
Hascish, marijuana si trovano anche intorno alla zona di Greco, nelle immediate vicinanze del centro sociale Leoncavallo.
Nel vecchio quartiere dellIsola, un tempo
era facile procurarsi sostanze stupefacenti in
mezzo alla strada, oggi molto meno, la zona si
ripulita, i vecchi spacciatori in parte sono
stati arrestati e in parte sono saliti di livello,
reclutando al loro comando extracomunitari
che vanno a vendere la droga lontano dalle
loro case. Si trova qualcosa, ma non sempre
in piazza Maciacchini (al nord di Milano), cos come lungo viale Jenner, allaltezza dei bagni pubblici, basta prestare attenzione ai capannelli di persone che si formano durante
le contrattazioni. Di fonte alla stazione Garibaldi, oltre a una bisca clandestina, c un
buon numero di persone che vende per lo
pi droghe leggere e cocaina. Anche qui sentinelle pronte a dare lallarme. Dietro al benzinaio di piazza Baiamonti, in via Montello,
c lo spaccio di cocaina, per lo pi in mano
a italiani. Intorno allarena e al parco Sempione avviene lo spaccio prevalentemente di
hascish e pastiglie, ma si trovano anche cocaina ed eroina. Qui lo spaccio attivo 24 ore
su 24, alla luce del giorno e dei lampioni che
illuminano piazza Sempione. La piazza
egualmente distribuita tra nordafricani e
zingari. In piazza Firenze, dietro alla caserma, oltre ai viados nei giardinetti ci sono anche spacciatori di marijuana e pastiglie. Al
cimitero Maggiore, tra scambi di coppie e
viados, avviene anche lo spaccio. Qui gli alfioranti di questo fenomeno magmatico,
Lotti segue il processo: oscillazioni ortografiche e morfologiche, varianti lessicali
e un afflusso continuo e sempre pi largo
di prestiti lessicali e forestierismi.
Pi la prospettiva storica si accorcia,
pi si infittiscono le testimonianze. Migliaia di voci colmano il silenzio. La stampa, laccresciuta mobilit interna, lUnit
avvicinano le fila del discorso. Nelle aule
di scuola del Regno e sui fronti delle due
guerre si incrociano e si scambiano accenti e inflessioni lontane. Il ventesimo secolo, con la pervasione di radio e tv e la ragnatela mondiale di Internet chiudono il
cerchio. Anzi, ne allargano il raggio. Litaliano si stempera progressivamente delle
coloriture regionali per adeguarsi a uno
standard nazionale, plasmato sul modello
dei media. Travalica e sbiadisce i propri
confini accogliendo milioni di parole tratte da un lessico internazionale, prevalentemente inglese e modellato sulle nuove
discipline tecnologiche ed economiche.
Congedandosi dai lettori, Lotti mutua le
conclusioni sul secolo appena trascorso
dalla voce di Tullio De Mauro, linguista e
ministro. Per la prima volta, sostiene De
Mauro, dopo la caduta dellImpero romano, tutte le popolazioni della penisola e
delle isole italiane tendono a essere capaci di usare e capire la stessa lingua. E un
fatto nuovo per la lingua; ed un fatto nuovo per lintera societ italiana. E il nuovo
secolo tutto da scrivere.

banesi vendono prevalentemente marijuana


e hascish.
Lovest e il sud ovest di Milano. Via delle
Forze Armate, via Giambellino, Quarto Oggiaro, Baggio, periferie tristi. Un tempo regno
incontrastato dello spaccio (per la piazza di
Quarto Oggiaro c stata dieci anni fa a Milano lultima guerra tra clan della ndrangheta
e nuova camorra organizzata con parecchi
morti) oggi lo sono molto meno. Le principali
attivit sono state spostate in altre zone. Qui
di sera c poco movimento, per lo pi lo
spaccio avviene allinterno delle case. Dietro
viale Cassala in via Filippo da Liscate c luniversit Iulm. Alla sera le vie di questa landa desolata, abbandonate da studenti e professori, diventano la piazza dello smercio di
ogni tipo di sostanza stupefacente. Gli scambi avvengono per la strada oppure allinterno
delle ex fabbriche abbandonate. Se si resta a
osservare lungo le rive dellOlona si nota un
vai e vieni decisamente anomalo di persone
che entrano e che escono da sotto le tavole
poste a chiusura dellentrata delle ex fabbriche e magazzini. Intorno al Bowling e lungo
le stradine del quartiere della Barona c soprattutto durante il fine settimana lo spaccio
di eroina e di cocaina. Qui per muoversi bisogna essere conosciuti o accompagnati da
qualcuno e nessuno viene a offrirti nulla come avviene in altre zone della citt.
Un po di fumo allUniversit Statale
Nei giardini del parco Ravizza, durante le
serate di massima affluenza in alcune discoteche situate nella zona, lo spaccio di sostanze leggere e di pastiglie aumenta notevolmente. I giardini di piazza Vetra sono stati recintati per evitare che avvenissero attivit illegali. Spacciatori, tossicodipendenti e senza
tetto si sono trasferiti sotto i portici della
piazza continuando imperterriti la loro attivit. Nel centro di Milano, se di giorno si vuole acquistare del fumo, si pu andare allUniversit Statale, sia fuori nei giardini antistanti, sia dentro in alcune aule ritrovo degli
studenti. Un tempo cera anche la sede della
facolt di Scienze Politiche, ma oggi in ristrutturazione. Lo smercio fatto da studenti che vendono per lo pi qualche pastiglia e
prevalentemente hascish e marijuana. Al sabato si pu acquistare qualcosa in Largo Corsia dei Servi (sotto la sede del Foglio). Poca
roba, qualche pastiglia e dellhascish.
Ancora spaccio e vendita di autoradio rubate, al sabato pomeriggio, allentrata della
fiera di Senigallia, in piazza Cantore. Spaccio
di marijuana e pastiglie nei giardini della
medesima piazza. In Conca del Naviglio lo
spaccio si ridotto notevolmente: un po di
cocaina nelle case di ringhiera dei vecchi travestiti. Non difficile procurarsi degli stupefacenti a Milano, la citt offre un mercato vasto e disomogeneo. Se un tempo lo spaccio
era solo in alcune zone malfamate, oggi avviene un po dappertutto. Anzi, le vecchie periferie, meta preferita di spacciatori e tossicodipendenti, hanno lasciato il posto a zone
pi centrali e pi facili da raggiungere. Uno
spaccio pi diffuso, meno specializzato, per
soddisfare le nuove esigenze dei consumatori. Droghe meno forti ma un utilizzo pi
uniforme, di massa, alla portata di tutti.

50 ANNI FA
13 GENNAIO 1951
In vista una soluzione per Trieste: lo si
deduce da unintervista del maresciallo
Tito, che d atto del miglioramento dei
rapporti tra Italia e Jugoslavia e lascia capire che il negoziato diretto potrebbe consentire la soluzione del problema del capoluogo giuliano. Lipotesi che lItalia, in
cambio, riconosca alla Jugoslavia la sovranit sulla zona B.
Gide merita lodio degli staliniani, stabilisce Indro Montanelli. Lo merita perch
ha testimoniato con impareggiabile disinvoltura ed eleganza che si pu essere comunisti e poi non esserlo pi, pur restando prima, durante e dopo Andr Gide.
Quale pericoloso esempio!.
Sabotatore chi contro il riarmo, afferma il presidente del Consiglio Alcide De
Gasperi al Senato, concludendo un tesissimo dibattito sulla politica estera in cui
il leit-motiv stato che lItalia ha assunto
il suo posto nel mondo libero e, se venisse
meno ai patti, sarebbe sopraffatta.
LEuropa vile, dice V.E. Orlando: lex
presidente del Consiglio, 91 anni, in un discorso a Palazzo Madama, proclama le sue
perplessit sulla solidariet dellOccidente, ricordando la sorte inflitta allItalia dagli Alleati dopo la Prima guerra mondiale: Io non sono e non voglio morire europeo, Viva lItalia!.

ANNO VI NUMERO 12 - PAG 4

IL FOGLIO QUOTIDIANO

SABATO 13 GENNAIO 2001


Dj & Ds

Equivoco su Taricone: non un ruspante ma un dotto che ne sa una di pi


Signor direttore - Hai cervello? Devi andartene allestero, scrive Curzio Maltese. E lui qua,
stretto a me, patrioti per sempre.
Andrea Marcenaro
Signor direttore - Le chiedo un po di spazio
per rispondere ad alcuni interventi che si riferiscono alla mia intervista del 6 gennaio. Carlo
Vulpio solleva la questione elettrosmog citando
come caso che contraddice una mia valutazione
quello del taglio di fondi dellEnel alla Fondazione Rumazzini di Bologna. Lesempio ribaltabile perch lEnte lEnel e la Fondazione Rumazzini non fa ricerca pubblica. In quanto al
principio cautelativo, esso non ha niente a che
fare con il catastrofismo ecologista che, come
tutte le grida allarmistiche, spaventa la gente,

blocca ogni iniziativa di sviluppo e non fa ragionare. Sulla proposta di Francesco Ramella: ottima, si pu fare e andrebbe allargata ai problemi posti allinformazione scientifica dallambientalismo radicale. Quanto al ministro Mattioli faccio presente che ho fatto correggere una dizione
(si spaccia per fisico) non mia (ho detto invece
presentandosi da fisico) e che la borsa di studio Stanghellini a lui attribuita agli inizi della
sua carriera di fisico non fu di mia competenza
perch allora io non ero Presidente della Societ.
Renato Angelo Ricci, scienziato
Signor direttore - Qualche aggiunta al delizioso elenco di frasi a concatenazione obbligata
pubblicato nel Caro Enrico di ieri: le indagini
sono in ogni direzione, gli sviluppi si attendono

nuovi e inquietanti (e non vecchi e rassicuranti),


la settimana che si apre decisiva (e non inconcludente), la crisi politica che si rischia senza
sbocchi, o al buio (e non in piena luce). Un capitolo a parte meriterebbero le espressioni colloquiali dei telegiornalisti del tipo se avremo altre
notizie le daremo nel corso del giornale (il caso
contrario sarebbe davvero singolare).
Antonio Di Bella, vicedirettore del Tg3
Signor direttore - Nellarticolo Taricone tra i
filosofi si intravede un disprezzo per la classe intellettuale che mi stupisce. Tutto in favore di Pietro Taricone che incarnerebbe la semplicit, la
simpatia, il gusto popolare autentico. Leggo nellarticolo: Docenti universitari, giornalisti, psicologi gente che filosofeggia. Dal mettere ma-

no alla pistola nel sentir parlare di intellettuali


agli intellettuali dei miei stivali, fino a questi filosofeggiamenti, sempre la stessa storia. Faccia
attenzione al luogo comune opposto: tutto volk e
genuinit. Lei che ha fatto buoni studi me lo insegna: da queste cose non mai uscito nulla di
buono. Lasciamo Taricone a Caserta, Benedetto
Croce a Napoli. E non dimentichiamo che lo
snob ruspante nasconde soltanto cattivi studi,
vaghe letture e cravatte sbagliate.
Roberto Cotroneo, scrittore
Gentile Cotroneo, il nostro Taricone non
un ruspante che trionfa sui dotti, ma un
dotto che a suo modo rivela la sciatteria media dellintellettuale-massa. Ci teniamo le
vongole, in mancanza daltro.

Signor direttore - Destra e sinistra ora litigano


su Satyricon. Ma il punto non se Daniele Luttazzi faccia una bella o una brutta trasmissione,
il punto che imita The Late Show di David Letterman che va gi in onda tutte le sere su Raisat
(in replica dalla Cbs). Non copia (che unarte),
imita. A essere pignoli, il punto non nemmeno
questo: gi con Barracuda, Luttazzi imitava Letterman.
Questa volta per, oltre il format, la scenografia, le smorfie, le classifiche, le battute sui candidati, le matite, la tazza di caff e molto altro, Luttazzi si impossessato anche dello strip. Un quasi plagio. La mutandina dello scandalo, per la
cronaca, se lera gi tolta Madonna il 31
marzo 1994.
Christian Rocca, del Foglio

di Pierluigi Diaco

Il Vero, il pi Grande, il pi Tirato, lUnico Cazzone Eccellente dei Due Mondi Lui. Sono
le 17.30, sono allottavo piano dellHilton
davanti alla camera numero 869. Io
chiedo una lattina di Sprite e Lui un
piatto di melanzane alla parmigiana e
un bicchiere di Coca Cola light con
ghiaccio. Lui chiede di chiamare qualcuno che gli prepari un bagno caldo,
caldissimo. Passano oltre venti minuti,
e Lui un po teso. Squilla il telefono. E
la Rai. Lui fa rispondere il suo ufficio
stampa. C da preparare la puntata che
andr in onda in prima serata su Raiuno. Lui non vuole parlare della trasmissione. Non c niente da fare, non ne
vuole sapere. Continua a rimandare. Silenzia (questo silenzia molto mio, ci
tengo). Arriva una umile signora per stirargli i pantaloni. Per pudore glieli stira in unaltra stanza. Lui rimane in tuta.
Siamo in pochi davanti alla Sua stanza. Ci parlo per un minuto, solo per un
fottutissimo minuto. Ma mi d la notizia:
Stasera vado gratis. Non gli rimane
che rinunciare al cachet di centoventi
milioni, perch la Finanza andata perfino in Viale Mazzini per chiedere maggiori informazioni sul contratto. Squilla
di nuovo il telefono, c qualcuno alla
porta. Lui si alza, apre ed entra Corrado
Ferlaino. Il mio amico Andrea ed io
aspettiamo fuori. Che onore. Mi dicono
che nei paraggi c un addetto alla promozione del suo nuovo business, pagato

oltre cento milioni per pubblicizzare le


famose monete coniate dalla Zecca argentina. Leterno Gianni Min appena
arrivato in albergo. Con Min c il marito di Milly Carlucci. Al Bano chiede
un incontro con Lui come rappresentante del Pololaico e aspetta da unora
gi al bar. Ad attenderlo c anche Loredana, la moglie di Min, alla quale
viene chiesto di spostare una Croma grigia metallizata. E infatti c anche Francesco Salvi. La Croma la stessa macchina con cui Lui tornato alle 3.30 del
mattino in Hotel dopo la cena a casa di
Raffaella, in Piazza Giuochi Delfici.
Gli aveva aperto la porta di Carramba
Giovanni Benincasa, lAutore. Lui ha salutato, scherzato, abbracciato, raccontato e palleggiato sempre con una arancia. Hanno parlato anche di soldi, ma
stato un tango argentino a coinvolgerli
tutti. Raffa, Lui, Japi, Gianni, Loredana:
todos companeros a bailar. I compact disc li ha portati Gianni, ovviamente. Tre
tanghi e poi si chiacchierato di Sanremo. Lui ha citato Eros Ramazzotti, qualcuno lo ha cercato al telefonino, ma non
lha trovato. Era in tenuta da Capo di
Stato sudamericano: pantaloni e maglietta mimetica, bandana e un assistente, Orazio, di colore diverso.
Oltre alla ormai famosa Croma, per
Lui c anche il pulmino della Rai e una
macchina della polizia. Rieccolo. Ferlaino esce dalla Sua camera. Lui lo accompagna alla porta. Mi dicono che o
presidente torner in Argentina la prossima settimana. Mi avvicino a Lui che
mi confida: Torno domenica nel mio
paese, parto di mattina. C ancora stanotte. (E qui faccio unipotesi da Cazzone: potrebbe andare a trovare Fiorello,
tanto stasera paga lui). Lui mi saluta.
Ci guardiamo per un istante. Avrei voluto chiedergli dei numeri di telefono
utili, ma ho provato vergogna. Al contrario di Lui.

Alta Societ
Weekend a Dallas. Per lInauguration
Day, Laura Bush s fatta confezionare
un bel tailleur blu notte di Michael Faircloth.

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