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Alan W.

Watts

LA

GAIA

COSMOLOGIA

AVVENTURE NELLA CHIMICA

DELLA COSCIENZA

Introduziom di

Timothy Leary e Richard Alpert

Ubaldini Editore - Roma


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ALAN W. WATTS

LA GAIA COSMOLOGIA
Avventure nella chimica della coscienza
Aci nostri giorni una delle questioni
pi spinose - sulla quale si sono pro
nunciate, con pi o meno sensatezza,
quasi tutte le massime autorit in cam
po medico, legale e religioso - quel
la delle cosiddette 'droghe mistiche'
quelle sostanze, cio, che senza arreca

re all'organismo alcun danno manifesto,


sembrano tuttavia indurre nella co
scienza mutamenti

tali da poter essere

paragonati " quelli prodotti dalle pi


alte forme di esperienza estetica o re

ligiosa.
In questo libro Alan Watts, uno dei
pi illustri studiosi della psicologia del
la religione, cerca di offrire una pro
pria visione del problema degli psi
chedelici da un punto di vista ogget
tivo e oltretutto fondato
esperimenti personali.

sui suoi

Il suo resoconto delle esperienze


avure con l'LSD, la mescalina e la
psilocibina, sfuma per ben presto in
una descrizione poetica e pittoresca
delle importanti trasformazioni che

possono aver luogo nella mente . At


traverso le sue parole partecipiamo
a un'espansione della coscienza che
si manifesta in intuizioni estetiche sul
la natura che a loro volta sfumano in

concezioni filosofiche dell'esistenza, del


la vita vista come
un tempo diabolica
vare a una visione
gica, in cui tutto

una commedia, a
e divina, per arri
globale, cosmolo
ritorna armonica

mente al suo giusto posto nella SQ


luzione di ogni antitesi, nell'integra.
zione finale tra spirito e materia, so
stanza e attributo, cosa ed evento,
agente e atto, contenuto ed energia.

* * *
ALAN W . WATTS largamente
noto nel mondo anglosassone e an
che in Italia sono apparse traduzio
ni dei suoi libri. Anche se la sua so
lida formazione filosofica di im
pronta nettamente occidentale, egli ha
attinto abbondantemente alle metafi
siche asiatiche, soprattutto al Buddhi
smo e al Taoismo, pur riconoscendo
che le loro forme di pensiero son,)
difficilmente assimilabili dall'Occiden
te . Di Watts sono gi usciti nella pre
sente collana Il significato della feli
cit; Il libro sui tab; Il Tao: la via
dell'acqua che scorre e Psicoterapie
orientali e occidentali.

L. 5.000

~Ulisse
Collana di studi umanistici

ALAN

W.

WATTS

LA GAIA COSMOLOGIA

AVVENTURE NELLA CHIMICA DELLA COSCIENZA

Titolo originale dell'opera

TRE .JOYOUS COSMOLOGY


ADVENTURES IN THE Q -IEMI STRY OF CO NSCI OUSNESS

(Vintage Books, New York)

T radllZione di
STEFANI A CENSI

1962, 1970, Pontheon Books, New York.


1980. Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini Editore, Roma.

Alan W. Watts

LA

GAIA

COSMOLOGIA

AVVENTURE NELLA CHIMICA DELLA COSCIENZA

Ubaldioi Editore - Roma

Alla gente delle altezze druidiche

Introduzione
La Gaia cosmologia ,ma brillallte combinazione di parole che
descrive esperienze per le quali il nostro linguaggio 1I0n possiede
un vocabolario. AI fine di comprendere questo libro, bellissimo
quanto difficile, pu risultare utile compiere la distinziolle artifi
cia!e fra esterno e interno, proprio la distinzione che Alan Watts
vorrebbe ldurci a trascendere. Watts, per, costruisce il suo gio
co verbale in una lingua occidentale, quilldi si pu scusare il let
tore se seguita a procedere secondo i modelli dicotomici conven
,ionali.
Estemo e interno. Comportamento e coscienza. Cambiare il mon
do estemo stato il genio e l'ossessione della nostra civilt. Negli
ultimi due secoli le culture monoteistiche occidentali hanno sempre
guardato verso l'esterno occupandosi, COli stupefacente eHicacia,
solo degli oggetti. III amli pi recenti, per, la nostra cultura si
resa conto di aver creato un pericoloso squilibrio. Ci siamo accor
ti dell'esistwza di un universo interiore sconosciuto, di inesplo
rate regiOlli della coscienza.
Un tale andamento dialettico non nuovo, appartiene a un ci
clo che si gi manifestato nel corso dell'esistenza di numerose
culture e individui. Al successo materiale esterno segue la delu
sione, poi si riprop01lgono gli interrogativi fondamentali, e infine
si giunge alla scoperta del mondo interiore, infinitamente pi com
plesso e ricco di quello esterno, il quale fatto di costrutti che,
all'origine, altro nOli sono che proiezioni della mente umana. I nfi
ne la mente logica e concettuale si rivolge a se stessa, riconosce
quanto siallo sciocchi e inadeguati quei fra gili sistemi che essa n
pone al mondo, allenta il proprio rigido controllo e sovverte il
predominio dell'esperienza conoscitiva.

10

Introduzione

Qui noi parliamo, come anche Alan Watts in questo libro, del
la politica del sistema nervoso, certamente altrettar/to complessa
e certamente altrettanto importante della politica esterna; essa im
plica la mente contro il cervello, il tirar/nico cervello verbale che
si dissocia dall'o rganismo e dal mondo di cui parte, che censura,
vigila e valuta.
Ecco quindi apparire la quinta libert, la libert dalla mente
colta e istruita. La libert di espandere la propria coscienza oltre
la conoscenza culturale costruita. La libert di lasciare la costante
ossessione dei giochi verbali (i giochi sociali, il gioco del s), per
la gioiosa unit di tutto ci che esiste al di l di questo.
Il problema che stiamo trattando non nuovo; per secoli, i
mistici e i filo sofi dell' esperienza religiosa, e quei pochi scienziati
veramente grandi che sono stati capaci di penetrare i confini del
gioco della scienza per poi superarli, se ne sono occupati; e Wil
liam James, il grande psicologo americano, lo ha compreso e de
scritto chiaramente .
... la nostra normale coscienza in stato di veglia, la cos detta coscienza
non altro che UIJ tipo particolare di coscienza, mentre intomo
a essa, e da lei separate solo da sottilissimi schermi, giacciono forme poten
ziali di coscienza completamente differenti, Jj possibile che noi trascorria
mo tutta lo nostra vita senza nemmeno sospettare la loro esistenza; ma
basta forn ire lo stimolo necessario e, alla prima occasione, eccole manife
starsi in tutta la loro complessa e definita gamma di qualit me1J tali~ che
possono, probabilmente, trovare anche un loro specifico cam po di appli
cazione e di adattamento. Nessuna descrizione dell'universo, nella sua
totalit, pu essere considerata completa, se non prende in considerazione
anche queste altre fo rme di coscien za. Il problema quello di come con
siderarle, visto che sono cos discontinue rispetto alla coscienza ordinaria.
Tuttavia possono determinare atteggiamenti, anche se non forniscono for
mule, aprire nuovi spazi, anche se non ce ne dann...o tino mappa. COfmm
q ue ci impediscono di chiudere premat uramente i nostri conti con la realt.
Ripensando alle mie esperienze personali, esse convergono tutte verSO un
tipo di intuizione, alla q uale non posso lare a meno di attribuire un
significato metafisica.
razionale~

Ma quali sono gli stimoli sufficienti e necessari per sovvertire


il predominio del concettuale e aprire la via alle 'forme potenzzali

Introdmone

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di coscienza'? Ne esistono molti. I filosofi indiani hanno descritto


centinaia di metodi, cos come hanno fatto i buddhisti giapponesi,
e ulteriori esempi ce li hanno forniti i monaci delle nostre refi
gioni occidentali. Guaritori messicani e capi religiosi degli indiani
del sud e nord America per secoli hanno utilizzato piante sacre per
provocare l'espansione della coscienza. Recentemente lo scie1tzo oc
cide//tale ci ha procurato, sotto fo rma di sostanze chimiche, le tec
niche pi dirette per aprire nuovi spazi di cOl/sapevolezza.
William James si serv di protossido d'azoto e di etere per "sti
molare a un livello eccezionale lo coscienza m istica". L'attenzione
di psicologi, filosofi e teologi , oggi, accentrata sugli effetti di tre
sostanze di sintesi: lo mescolino, l'acido lisergico, lo psilocibina.
Cosa sono queste sostanze? Medicine, droghe o alimenti sacri?
pi semplice, forse, dire ci che non sono. Non sono narcotici,
n anestetici, n intossicanti, n eccitali ti e neppure tranquillal/ti.
Sono, piuttosto, chiavi biochimiche, che dischiudono esperienze
esplosivamente nuove per lo maggior parte degli occidentali.
Nel corso degli ultimi due anni, i membri del Center for Re
search in Personalily dell'universit di Harvard hanno intrapreso
sistematici esperimenti su queste sostanze. La nostra prima ricerca
sull'espansione biochimica della coscienza stata uno studio sulle
reazioni degli Americani in una situazione sperimentale protetta,
tranquilla e naturale. Abbiamo potuto partecipare a pi di mille
somministrazioni individuali. Dalle nostre osservazioni, da collo
qui e resoconti, dalle OIzalisi dei questionari, e dai risultati dei test
di personalitl prima e dopo gli esperimenti, sono emerse alCllne
conclusioni: (1) queste sostanze alterano lo coscienza, non esisto
no dubbi al riguardo; (2) non ha senso parlare in maniera pi par
ticolareggiata del/' 'effetto della sostanzo': l'ambiente, lo situazio
ne, l'aspettativa e l'atmosfera determinano una reazione del tutto
particolare, non esiste una specifica 'reazione alla droga', ma sola
mente all'unit droga-situazione; (3) parlando delle potenzialit,
utile considerare, non tanto l'unit droga-situazione, quanto le
possibilit del cervello umano di creare immagini ed esperienze
molto al di l degli angusti limiti delle parole e dei concetti. Noi,
insieme a tutti coloro che partecipano a questo progetto di ricerca,
trascorriamo buona parte delle nostre ore di lavoro ad ascoltare

12

introduzione

persone che ci parlano dell'effetto e dell'uso delle sostanze che al


terano la coscienza. Se sostituiamo il termine 'cervello' a q" ello di
'droga', possiamo sottoscrivere tutto ci che si al/erma circa le me
potenzialitll, per il bene o per il male, per aiutare o per nuocere,
per amare o per temere. Potenzialit del cervello, non della droga.
La droga solo uno strumento.
Nel corso dell'analisi e dell'interpretazione dei risultati dei no
stri studi, noi abbiamo tenuto presenti soprattutto i modelli con
venzionali della moderna psicologia (psicoanalitica, comportamen
tistica), ma abbiamo scoperto che quei concetti erano del tutto ina
deguati a rappresentare la ricchezza e la vastit di una coscieltza
ampliata.
Per comprendere i nostri dati siamo stati, quindi, costretti a ri
farei a un linguaggio e a un punto di vista che risultavano del tutto
estranei a persone come noi, addestrate nelle tradizioni della psico
logia oggettiva meccanicistica. Abbiamo dovuto costantemente ri
volgerei alle concezioni non dualistiche della filosofia orientale, la
cui teoria della mente divenuta, nel nostro mondo occidentale,
meno oscura e pi familiare grazie all'opera di Bergson, Aldous
Huxley e Alan Watts. Nella prima parte di questo libro, Watts
presenta con splendida chiarezza tale teoria della coscienza, che an
che noi abbiamo visto confermata nelle descrizioni dateci dai sog
getti pi diversi della nostra ricerca: filosofi, carcerati analfabeti,
massaie, intellettuali, alcolizzati. L'identificazione con la totalit del
l'esperienza vissuta, saltando a pie' pari gli aggrovigliati labirinti
del pellSiero verbale, un fenomeno che tutte queste persone han
no riferito.
A?an Watts descrive, con dettagli espressivi, i suoi momenti vi
siollari illdotti dalla droga. Naturalmente tenta l'impossibile: de
scrivere, cio, con le parole, che sono sempre ingannevoli, qualco
sa che va oltre le parole stesse. Ma lo fa molto bene'
Alali Walts UllO dei pi grandi osservatori dei nostri tempi;
dotato di una seltsibilit intuitiva per il nuovo, per tutti i pro
blemi e gli eventi cruciali di oggi; inoltre, possiede tutte le capa
cit di un poeta e di Wl filosofo per insegnare e informare. Qui ci
ha dato forse la migliore esposizione del tema del misticismo nel
l'era spaziale, pi audace ancora delle due opere, ormai classiche,

1nlrodllzione

13

di Aldous Htl xley, perch ne segue l'indirizzo, ma spillgendosi ben


pi oltre. Di importanza particolare SOIlO il riconoscimellto degli
aspetti d'amore insiti Il eli'esperienza mistica e le sue consegtlenze
StI nuove forme di comunicazione sociale.
Questo libro un grallde documento umano. Ma se il lettore 1I0n
1/no di quei pochi occidelltali che (per caso o per buona sorte)
ha sperimentato un mistico attimo di espatlSione di coscienza, pro
babilmmte n011 riuscir a intendere ci che l'alttore dice. tm
vero peccato, ma nOli una sorpresa. La storia delle idee ci inse
gna che i nuovi c01lcetti e le nuove visioni non sono mai capiti,
Non possiamo comprendere ci per ct/i non abbiamo parole. Ma
Alan Watts gioca il gioco del libro, il gioco delle parole, e il let
tore il suo partner destinato.
Siate, per, attenti e disponibili, perch iII questo libro ci sono
le tracce di qualcosa di grande. Una quantit di idee importallti.
Troppe. Troppo compresse. Scorrollo via troppo veloci. NOli la
sciatevele sfuggire.
Anche se lIe afferrate solo qualczllla, vi troverete a porvi quelle
stesse domande che noi ci poniam o esamllando i dati della nostra
ricerca: dove ci porter tutto questo? Quale pu essere l'applica
zione di queste lIuove eccezionali sostanze? Possono darci qualco
sa di pi di libri memorabili e di memorabili istallti?
La risposta arriver da due direzioni. Dobbiamo procurare a
!In numero sempre maggiore di persone queste esperimze e fare
iII modo che ci raccontlO, come Alali Watts ill questo libro, che
cosa hall 110 provato. (l! molto difficile che manchino i volontari
per questo viaggio estatico. Il novantuno per cellto dei nostri sog
getti impaziente di ripetere l'esperienza e di condividerla COli la
famiglia e gli amici). Dobbiamo, poi, illcoraggiare una sistematica
ricerca oggettiva da parte di quegli scienziati che halll10 essi stessi
sperimentato la droga e SOIlO arrivati a comprendere la differe nza
tra interno ed esterno, tra coscietlla e comportamento. Tale ricer
ca dovrebbe studiare l'applicazione di quelle esperietlu ai proble
mi della vita moderna, nell'istruzione, nella religione, nell'indu
stria creativa e nelle arti.
Molti sono convinti che ci troviamo a 1Ina svolta importallte nel
la capacit dell'uomo di controllare ed espandere lo propria consa

14

Introduzione

pevolezza. La nostra ricerca fornisce argomenti sperimentali per


tale ottimismo e La gaia cosmologia costituisce una testimonianza
concreta per le stesse positive speranze.
Timothy Leary e Richard Alpert

Universit di Harvard
gennaio 1962

Prefazione
Aldous Huxley, nelle Porte della percezione, ci ha dato una
splendida descrizione degli effetti prodotti dalla mescalina su una
persona profondamente sensibile. il documento della sua prima
esperienza di questo mutamento straordinatio della coscienza, ma,
in seguito a nuovi esperimenti, egli arriv alla conclusione che
possono essere raggiunte intuizioni ben pi profonde di quelle
che il suo libro tratta. Sebbene io non speri rIi superare la maestria
di Aldous Huxley nella prosa inglese, credo che sia ormai tempo
rIi parlare di alcuni dei livelli pi intensi, o pi alti, di intuizione,
ai quali si pu pervenire attraverso l'uso di queste "droghe" che
inducono mutamenti rIi coscienza, quando vi sia contemporanea
mente il sostegno di una riflessione filosofica di una persona in
cerca, non di eccitanti emozioni, ma di conoscenza. Penso di do
ver aggiungere che, per me, la riflessione filosofica sterile quan
do venga separata dall'immaginazione poetica, noi procediamo in
fatti verso la comprensione del mondo con tutte e due le gambe,
non con una solamente.
La grave assenza di comunicazione, sul piano teorico, fra scien
ziati e profani , oramai, un luogo comune; il profano infatti non
capisce il linguaggio matematico con il quale lo scienziato pensa.
I! concetto di curvatura dello spazio, per esempio, non pu essere
rappresentato da alcuna immagine che sia intelligibile per i sensi.
Ci che, per, mi interessa maggiormente il divario esistente,
fra gli stessi scienziati, tra la descrizione teorica e l'esperienza di
retta. La scienza occidentale viene ora delineando un nuovo con
cetto di uomo, non come un solitario io dentro una muraglia rIi
carne, ma come un organismo, che ci che in virt della sua
inseparabilit dal resto del mondo. Salvo rarissime eccezioni, per,

16

Prefazione

neanche gli scienziati sentono di esistere in questa maniera. Essi,


come quasi tutti noi, mantengono un senso della personalit che
isolato, indipendente, ristretto ed estraniato dal cosmo che ci
circonda. A ogni modo, questa lacuna deve essere colmata, e tra
i diversi mezzi con cui si pu attuare tale scopo, o almeno iniziare
a farlo, vi sono medicine che la scienza stessa ha scoperto, e che
possono rivelarsi i sacramenti della sua religione.
Per molto tempo siamo stati abituati a separare nettamente la
scienza e la religione, come se fossero maniere di concepire il mon
do completamente diverse e fondamentalmente prive di qualsiasi
rapporto fra loro. Non credo che questo stato di scissione possa
persistere; alla fi ne dovr essere sos tituito da una visione del mon
do che non sia n religiosa n scientifica, ma semplicemente no
stra, o, pi esattamente, dovr trasformarsi in una concezione del
mondo nella quale i dati della scienza e della religione concordino
quanto quelli della vista e dell'udito.
Ma le tradizionali vie che conducono all'esperienza spirituale
raramente attraggono le persone scettiche o dotate di temperamen
to scientifico , perch gli strumenti che vengono loro forniti sono
inadeguati e caricati di un peso eccessivo. Ci sono poche probabi
lit che un pensatore critico e attento partecipi direttamente a que
gli aspetti della coscienza che mistici e profeti cercano di esprime
re, sovente con un simbolismo arcaico e complesso. Se '" farma
cologia pu essere d'aiuto nell'esplorazione di questo mondo sco
nosciuto , possibile che ci renda lo straordinario servizio di riscat
tare l'esperienza religiosa dall'oscurantismo.
Allo scopo di rendere questo libro un'espressione, guanto pi
completa possibile, della qualit di coscienza indotta da tali droghe,
ho incluso un certo numero di fotografie che, con la loro vivida
riproduzione di configurazioni naturali , suggeriscono quell'armo
nica bellezza del dettaglio che le droghe rivelano anche nelle cose
comuni. Perch gli occhi, senza perdere la loro consueta capacit di
vedere, sembrano trasformati in un microscopio, attraverso il qua
le la mente indaga sempre pi in profondit nell'intricata ordi
tura pulsante del nostro mondo.
Alan W . Walts
San Francisco, 1962

Prologo

Appare sempre pi chiaro che una delle maggiori forme di su


perstizione la separazione della mente dal corpo. Questo non
significa che veniamo costretti ad ammettere di essere solamente
corpi, ma che ci stiamo formando un'idea del tutto nuova del cor
po; perch una cosa considerarlo come separato dalla mente, un
cadavere animato, e altra cosa ritenerlo inseparabile da essa. Fino
a ora non possediamo un termine appropriato per una realt che
sia, contemporaneamente, fisica e mentale. Definirla fisico-mentale
non serve a niente, perch un'unione assolutamente insoddisfa
cente di due concetti che sono stati impoveriti da una separa
zione e da un'opposizione troppo lunghe. Ma qualcosa possiamo
fare, e cio scartare recisamente l'idea dell'esistenza di una cosa
che sia mentale, e di un'altra che sia fisica. 'Cosa' una parola che
descrive la sostanza informe che noi percepiamo, quando i sensi
non sono sufficientemente acuti per coglierne la configurazione. La
nozione di una cosa materiale e di una cosa mentale si fonda sulla
falsa analogia che gli alberi sono fatti di legno, le montagne di
pietra e le menti di spirito, alla stessa maniera in cui i vasi sono
fatti di argilla. La materia 'inerte' sembra richiedere un'energia
esterna e intelligente che le dia forma; ma ora noi sappiamo che
la materia non inerte. Stiamo imparando a concepirla, sia essa
organica o inorganica, come una configurazione di energia, non
dell'energia, come se l'energia fosse una cosa, ma come confignra
zione energetica, ordine in movimento, intelligenza attiva.
La comprensione che mente e corpo, forma e materia, sono iden
tici, per, impedita da secoli di confusione semantica e di pre
giudizio psicologico. Perch opinione comune che ogni confign
razione, figura o struttura sia una forma di qualcosa, come i vasi

20

Prologo

sono forme di argilla. Non facile vedere quanto questo 'qual


cosa' sia superfluo, come lo era l'etere nel quale un tempo si cre
deva che la luce si muovesse, o come la mitica tartaruga su cui si
pensava poggiasse la Terra. Chiunque sia in grado di comprendere
a fondo questo punto prover un senso di liberazione stmnamente
vivificante, perch si sentir scaricato dal peso delle cose e potr
procedere pi leggero.
I! contrasto fra mente e corpo forse ebbe origine in un goffo
tentativo di descrivere la facolt di autocontrollo di un organismo
intelligente. Sembrava ragionevole considerare la parte controllata
una cosa, e quella controllante un'altra. In questo modo, la volon
t cosciente fu contrapposta agli appetiti involontari e la ragione
all'istinto. A tempo debito abbiamo imparato a centrare la nostra
personalit, la nostra identit, nella parte controllante, la mente,
e a disconoscere in maniera crescente) come un semplice strumento,
la parte controllata. Quindi sfuggito alla nostra attenzione che
l'organismo come un tutto, per larga parte inconscio, usava la co
scienza e la ragione per informare e controllare se stesso . Abbiamo
concepiro la nostra intelligenza cosciente come qualcosa che discen
de da un regno superiore per prendere possesso di uno strumento
fisico, e ci ci ha impedito di vederla come una funzione del me
desimo processo formativo che ha strutturato i nervi , i muscoli,
le vene e le ossa, in forme cos perfettamente ordinate, cio intel
ligenti, che il pensiero cosciente ancora lontano dall'essere capace
di descriverle.
Questa separazione radicale della parte controllante da quella
controllara ha trasformato l'uomo da un organismo capace di auto
controllo in un organismo capace di autofrustrazione; l'ha trasfor
mato in quell'incarnazione del conflitto e della contraddizione che
egli sempre stato durante tutta la sua storia nota. Non appena
avvenne questa scissione, l'intelligenza conscia cominci a servire
i propri fini, non pi quelli dell'organismo che l'aveva prodotta;
pi precisamente, l'intenzione dell'intelligenza cosciente divenne
quella di lavorare esclusivameute per i propri scopi dissociati. Ma
vedremo che, come la separazione della mente dal corpo, cosl an
che la soggezione del corpo agli schemi indipendenti della mente
un'illusione. Ma intanto l'illusione reale come le allucinazioni

Prologo

21

dell'ipnosi, e l'organismo dell'uomo continua a fmstrare se stesso


attraverso modelli di comportamento che partono per i circoli vi
ziosi pi complicati: il risultato una cultura che serve pi gli
scopi dell 'ordinamento meccanico in quanto diversi da quelli del
godimento organico, e che volta all'autodistruzione, contro l'istin
to di ciascuno dei suoi membri .
Noi pensiamo, quindi, d,e la mente controlli il corpo, non che il
corpo controlli se stesso attraverso la mente. Di qui l'inveterato
pregiudizio che la mente debba essere indipendente da ogni sup
porto fi sico al suo funzionan1ento, nonostante microscopi, telescopi,

apparecchi fotografici, computer, libri, opere d'arte, alfabeti e tutti


quegli strumenti materiali senza i quali dubbio che esisterebbe
una vita mentale purchessia . Parallelamente, sempre esistita una
oscura consapevolezza che J nel sentirsi come una mente, un'anima,

un io separati, vi fosse qualcosa di sbagliato; oaturale, perch


colui cbe riconosca la propria identit in qualcosa di diverso dall'in
terezza de proprio organismo ancor meno di un uomo dimezzato.
~ tagliato fuori da una partecipazione completa alla natura; invece
di essere un corpo, cha' un corpo; invece di vivere e amare, 'ha'
istinti di sopravvivenza e di accoppiamento. Rinnegati, essi lo tra
scinano come fossero demoni o cieche furie che si sono imposses
sate di lui .
La sensazione che esista qualcosa di sbagliato in tutto questo
ruota attorno a una contraddizione caratteristica di tutte le civilt:
la coazione simultanea a preservare se stessi e a dimenticare se
stessi. Qui sta il circolo vizioso: se ci sentiamo separati dalla nostra
vita organica , ci sentiamo costretti a sopravviverej la sopravviven~
za, continuare a vivere, diventa quindi un dovere e anche un peso,
perch non sempre questo dovere si accorda con la nostra volont
cosciente; e poich ci non coincide appieno con le nostre aspet
tative, continuiamo a sperare che tale coincidenza si dia in futuro,
e quindi a desiderare sempre pi tempo e a sentirei sempre pi co
stretti ad andare avanti. Allora j'inlpressione paralizzante di esser
sempre osservati da noi stessi non altro che la sensazione dell'or
ganismo di ostacolare se stesso, di non essere in accordo con se
stesso, di guidare, per cosl dire, col freno e l'acceleratore pigiati.
~ naturale che la maggior parte delle persone voglia dimenticare

22

Prologo

questa sensazione estremamente spiacevole. Il modo pi basso di


dimenticare se stessi quello di ubriacarsi, di distrarsi con i diver
i1menti o di sfruttare dei mezzi naturali di autotrascendimento quali
il rapporto sessuale. Il modo pi elevato quello di tuffarsi in at
tivit artistiche , di servizio sociale, oppure nel misticismo religioso.
Di rado questi provvedimenti hanno successo, perch non svelano
l'errore di base che la propria scissione. I modi pi elevati addi
rittura aggravano tale errore nella misura in cui coloro che li pra
ticano si inorgogliscono di dimenticare se stessi con mezzi pura
mente mentali, sebbene l'artista utilizzi colori o suoni, l' 'ideal ista
sociale' distribuisca beni materiali, e il 'religionista' usi sacramenti
e riti, o altri strumenti fisici quali il digiuno, la respirazione yoga o
la danza dei dervisci. ~ un sano istinto quello che porta a servirsi
di questi ausil! fisici, come nella ripetuta avvertenza dei mistici che
non basta conoscere Dio: la trasformazione del s avviene solo
afferrando, percependo direttamente o sperimentando Dio. Il punto
difficile che l'uomo non pu cominciare a funzionare corretta
mente solo cambiando qualcosa di cosl superficiale come l'ordine
dei suoi peusieri, della sua meute dissociata. Ci che deve mutare
il comportamento de! suo organismo, che deve diventare capace
di controllarsi invece di frustrarsi.
Come si pu ottenere questo risultato? Certo la mente, la vo
lont conscia, non pu far niente, fintanto che viene sentita come
distaccata dalla totalit dell'organismo e, se venisse sentita altri.
menti, il problema non susoisterebbe. Un numero esiguo di ,,"lIrll
orientali, o maestri di saggezza, e di psicoterapeuti occidentali han
no trovato delle vie piuttosto faticose per portare l'organismo, con
l'inganno o la persuasione, a integrarsi, per lo pi mediante una
specie di jl/do, o 'maniera delicata', che sovverte il processo di
autofrustrazione, portandolo a estremi assurdi ma logici. Questa
soprattutto la via dello Zen e talora anche quella della psicoan alisi.
Quando questi due metodi funzionano , ovvio che al discepolo o
al paziente accaduto qualcosa di pi importante di un mero camo
biamento nella sua maniera di pensare; egli diverso anche sul
piano emotivo e su quello fisico, tutto il suo essere opera in modo
nuovo.

Da molto tempo mi ormai chiaro che certe forme di 'mistici

Prologo

23

smo' orientale, in particolare il Taoismo e il Buddhismo Zen, non


presuppongono un universo diviso in spirito e materia, e non cul
minano in uno stato di coscienza dove il mondo fisico svanisce in
una luminescenza incorporea e indifferenziata . Il Taoismo e lo Zen
si fondano entrambi su una filosofia della relativit; ma tale filosofia
non solamente speculativa, un addestramento alla consapevo
lezza che produce come risultato una costante sensazione della COr
relazione reciproca di tutte le cose e di tutti gli eventi. Questa sen
sazione la base nascosta, il supporto della nostra normale consape
volezza del mondo come un insieme di cose separate e diverse, con
sapevolezza che, per se stessa, viene definita nella filosofia buddhi
sta come avidya (ignoranza), perch, porgendo attenzione esclusi
vamente alle differenze, ignora i rapporti. Non vede, per esempio,
che mente e forma, figura e spazio sono inseparabili come il da
vanti e il dietro, n che l'individuo cos strettamente legato al
l'universo da costituire con esso un unico corpo.
Questo un punto di vista che, diversamente da altre forme di
misticismo, non nega le distinzioni fisiche, ma le ritiene chiare
espressioni di unit. 10 si pu vedere distintamente nella pittura
cinese: il singolo albero, o la singola roccia, non sono nello, ma COli
lo spazio che forma il loro sfondo; la carta che non stata toccata
dal pennello parte integrante del quadro, e non mai un mero
supporto. Per questa ragione, quando un maestro Zen viene inter
rogato circa l'universale e ci che fondamentale, egli risponde
con l'immediato e il particolare: "Il cipresso nel cortile!". Qui ab
biamo quello che Robert Linssen ha chiamato un materialismo spi
rituale, un punto di vista molto pi vicino alla relativit e alla teo
ria del campo nella scienza moderna che a un qualsivoglia sopran
naturalismo religioso. Ma mentre la comprensione scientifica del
l'universo relativo finora largamente teorica, queste discipline
orientali ne hanno fatto un'esperienza diretta . Esse, quindi , sem
brano potenzialmente offrire uno stupendo parallelo alla scienza
occidentale, ma a livello di un'immediata consapevolezza del mon
do . La scienza infatti, segue la diffusa ipotesi che il mondo natu
rale sia una molteplicit di eventi e di cose singole, dato che essa
cerca di descrivere queste unit nella maniera pi accurata e minu
ziosa possibile. Essendo pi che altro analitica nel suo modo di de

24

Prologo

scrivere le cose, a tutta prima sembra che la scienza le scomponga


pi che mai. I suoi esperimenti sono lo studio di situazioni accura
tameote isolate, progettate per escludere influenze che non pos
sano essere misurate e controllate; ad esempio, si studia la caduta
dei corpi nel vuoto al fine di eliminare l'attriro dell'aria. Ma
lo scienziato, proprio per questa ragione, comprende meglio di
chiunque altro quanto le cose siano inseparabi li. Pi cerca di eli
minare le influenze esterne da una situazione sperimentale, pi ne
scopre di nuove, finora insospettate. Pi preciso nella descrizio
ne, poniamo, del moto di una determinata particell a, pi egli si
trova a descrivere anche lo spazio in cui essa si muove. Il ricono
scimento che tutte le cose sono inscindibilmente collegate pro
porzionale al proptio sforzo di distinguerle in maniera chiara. Per
questo la scienza supera il punto di vista ordinario dal quale essa
era partita, arrivando a parlare delle cose e degli eventi come pro
priet del 'campo' in cui si simano. Ma questa solo una descri
zione teorica di una situazione che, in queste forme di 'mistici
smo' orientale, viene sperimentata direttamente. Una volta chiarito
questo ecco che disponiamo di una solida base per un incontro tra
mente orientale e mente occidentale, che potrebbe rivelarsi notevol
mente fecondo.
La difficolt pratica sta nel fatto che il Taoismo e lo Zen sono
cosl impregnati delle forme di cultura dell'estremo Oriente da ren
dere enormemente difficolroso il loro adattamento alle necessit
occidentali . I maestri orientali, per esempio, si basano sul principio
esoterico e aristocratico che il discepolo deve imparare per esp~
rienza e deve scoprire praticamente tutto da s. Fatta eccezione
per pochi accenni occasionali, il maestro si limita semplicemente
ad accettare o a rifiutare i risultati del discepolo. I maestri occiden
tali, invece, si basano sul principio essoterico e democratico che
bisogna fare il possibile per informare e aiutare lo studente, cosl
da facilitargli al massimo il possesso della materia. quest'ap
proccio , come vorrehbero i puristi, nient'altro che una volgarizza
zione della disciplina? La risposta che dipende dal genere di
disciplina. Se tutti imparano abbastanza matematica da padro
neggiare le equazioni di secondo grado, questo risultato apparir
insignificante in confronto alla meno diffusa conoscenza della

Prologo

25

teoria dei numeri. La trasformazione della coscienza a cui tendono

il Taoismo e lo Zen , per, pi simile all'attivit di correggere


una percezione errata o

di guadre una malattia; non si tratta di un

processo di assorbimento, per cui si apprendono sempre pi fatti


e si acqu isiscono capacit sempre pi vaste, ma piuttosto un di
simparare abitudini e opinioni sbagliate. Come disse Lao-Tze, "Il
discepolo guadagna ogni giorno, ma il Taoista perde ogni giorno" .
La pratica del Taoismo o dello Zen in Oriente quindi un com
pito in cui l'occidentale si trova a dover affrontare numerose bar
riere, erette deliberatamente al fine di scoraggiare la curiosit oziosa
oppure per annullare le idee ingannevoli incitando lo studente a
procedere sistematicamente e coerentemente dalle false ipotesi fino
a trovare una contraddizione. Il mio interesse principale, nello stu
dio del misticismo comparato, stato di sciogliere questi nodi e di
identilicare i processi psicologici essenziali che stanno dietro a
quelle alterazioni della percezione che ci permettono di vedere noi
stessi e il mondo nella loro unit fondamentale . In qualche misura,
forse, ho avuto successo nel cercare, alla maniera occidentale, di
rendere pi accessibile questo tipo di esperienza. Sono quindi, al
tempo stesso, lieto e imbarazzato per uno sviluppo della scienza
occidentale che potrebbe, forse , con mezzi di una semplicit scon
volgente, mettere questa visione unitaria del mondo alla portata
dei mohi che finora hanno cercato invano di arrivarvi con metodi
tradizionali .
Il genio della scienza occidentale anche quello di trovare modi
pi semplici e pi razionali per fare cose che un tempo si ottene
vano per caso O a prezzo di gran fatica. Queste scoperte, come in
ogni processo inventivo, non vengono sempre compiute in maniera
sistematica, spesso ci si imbatte in esse per caso, ma poi vengo
no elaborate secondo un otdine intelligibile. In medicina, per
esempio, la scienza isola la sostanza essenziale dall'antica ricetta
dello stregone fatta di salamandre, assenzio, teschi in polvere e
sangue secco . La sostanza pura guarisce pi sicuL'amente, ma non

rende petmanente la salute. Il paziente deve anCOta cambiare le


abitudini di vita o di dieta che lo avevano reso incline all a malattia.
possibile, allora, che la scienza occidentale trovi una medicina
capace di dare almeno una spinta all'organismo umano perch si

26

Prologo

liberi della sua cronica aurocontraddizione? Certo, la medicina do


vrebbe essere affiancata da altri procedimenti (psicoterapia, disci
pline 'spirituali', e mutamenti radicali nel modello di vita perso
nale) ma ogni persona malata sembra abbia bisogno di una specie
di spinta iniziale per porsi sulla via della salute. La domanda non
assurda, se vero che il malanno che ci affligge non della men
te, ma dell'organismo, di tutto il funzionamento del sistema ner
voso e del cervello: esiste, in breve, un farmaco che possa tempo
raneamente darci la sensazione di essere integrati, un tutto unico
con noi stessi e la natura, come la biologia teorica ci dice che sia
mo? Se cos fosse l'esperienza potrebbe darci degli indizi di ci
che ci resta da fare per produrre un'integrazione piena e continua.
Potrebbe essere almeno un capo del filo di Arianna che conduce
fuori dal labirinto nel quale tu tti noi ci siamo smarriti fin dalla
infanzia.
Ricerche relativamente recenti indicano l'esistenza di almeno tre
tipi di tali medicine, sebbene nessuna sia uno 'specifico' infallibile.
Agiscono solo su certe persone e molto dipende dal contesto so
ciale e psicologico nel quale vengono somministrate. A volte, i loro
effetti possono essere nocivi, ma limitazioni di questo genere non ci
impediscono di fare uso della penicillina, una sostanza spesso molto
pi pericolosa di queste tre. Mi riferisco, naturalmente, alla mesca
lina, il principio attivo del peyole, alla dietilamide dell'acido liser
gico, una modificazione dell'alcaloide dell'ergotina, e alla psilocibi
na , un derivato del fungo psilocybe mexicollo.
Il peyote stato per molto tempo usato dagli indiani del sud
ovest e del Messico come mezzo di comunione col mondo divino;
oggi l'ingestione di bocciuoli seccati della pianta il sacramento
principale di una chiesa indiana nota come "Native American
Church of the United States", un'organizzazione cristiana rispetta
bilissima sotto ogni aspetto. Alla fine del diciannovesimo secolo, i
suoi effetti furono descritti per la prima volta da Weir Mitchell e
da Havelock ElIis , e qualche anno pi tardi il suo principio attivo
venne identificato come mescalina, una sostanza chimica del gruppo
delle ammine, che viene sintetizzata molto facilmente.
La dietilamide dell'acido lisergico fu scoperta nel 1938 dal chi
mico svizzero A. Hofman nel corso di studi sulle propriet della

Pr%go

27

segale cornuta. Per puro caso egli assunse una piccola dose eli que
sto acido mentre ne moelificava la struttura molecolare e not i suoi
peculiari effetti psicologici. Ricerche successive elimostrarono come
egli si fosse imbattuto nella pi potente fra le sostanze oggi note
che inducono mutamenti di coscienza; infatti , perch l'LSD-25 , come
viene chiamato per brevit, produca i suoi effetti caratteristici, ba
sta la dose minima di 20 microgrammi , 1/700.000 .000 del peso
medio di un uomo.
La psilocibina deriva da un'altra pianta sacra dei messicani, un
tipo di fungo a loro noto come teonanacatl, "la carne di Dio". Con
seguentemente alla scoperta compiuta da Robert Weitlaner, nel
1936, secondo cui il culto del 'fungo sacro' era ancora assai diffu so
a Oaxaca, numerosi micologi, cio, specialisti in funghi , iniziarono
a compiere ricerche sui funghi di tale regione. Si trov che ne ve
nivano usate tre variet: oltre alla psilocybe mexicana, c'erano an
che la psilocybe aztecorUI11 H en e la psilocybe Wassonii, che pren
dono rispettivamente il nome dal mica lago Roger Heim e da Gor
don e Valentina Wasson, che presero parte alle cerimonie del culto.
Malgrado una gran mole di ricerche e di ipotesi, ben poco si
conosce dell'effetto preciso eli queste sostanze cbimiche sulla fisio
logia del sistema nervoso. Gli effetti soggetnivi eli tutte e tre ten
dono a essere piuttosto simili, sebbene l'LsD-25, forse grazie al do
saggio minimo richiesto, raramente produca le manifestazioni col
laterali di nausea, tanto spesso associate alle altre due. Tutta la
letteratura scientifica che ho letto sembra Limitarsi a concludere
con la vaga impressione cbe in qualche modo queste sostanze so
spendono alcuni processi inibitori o selettivi del sistema nervoso,
cosl da rendere l'apparato sensorio pi aperto alle impressioni eli
quanto lo sia normalmente . L'ignoranza dell'effetto preciso di que
ste droghe , naturalmente, connessa allo stato ancora piuttosto in
certo della nostra conoscenza del cervello e ci suggerisce un'ovvia
cautela nel loro uso, ma finora non si sono avute prove che, nel do
saggio normale, esista una qualche possibilit di danno fisiologico.'
1 Per la mescalina il dosaggio normale di 300 milligrammi, per l'LSO25 di
100 microgrammi. per la psilocibina di 20 milligrammi. Il lettore che sin in teressato
a una pi dettagliata descrizione delle droghe che inducono mutamenti di coscienza

28

Prologo

In un'accezione molto ampia del termine, ciascuna di queste so


stanze una droga, ma si deve evitare il grave errore semamico
di confonderle con le droghe che provocano dipendenza fisica per
l'uso ripetuto, o che ottundono i sensi, come l'alcol o i sedativi.
Esse sono classificate, ufficialmente, come allucinogeni, un termine
straordinariamente impreciso, poich non inducono l'allucinazione
di voci o di visioni passibili di essere confuse con la realt fisica.
Sebbene in effetti creino negli occhi chiusi configurazioni estrema
mente complesse e ovviamente allucinatorie, il loro effetto in gene
rale queUo di acuire i sens i fino a un grado di consapevolezza
superiore al normale. La dose standard di ciascuna sostanza man
tiene la sua efficacia da cinque a otto ore, e l'esperienza spesso
cosi profondamente illuminante e stimolante che si esita a tentarne
un'altra fincb la prima non sia stata completamente 'digerita', ci
che pu rich iedere anche dei mesi.
La reazione deUa maggior pane delle persone istruite ali'idea
di raggiungere una profonda intuizione psicologica o filosofica me
diante l'uso di una droga che l'idea troppo semplice, troppo
artificiale e ancbe banale per poterla prendere sul serio. Una sag
gezza che pu essere 'accesa' come l'interruttore eli una lampada
pare un insulto alla dignit umana e una degradazione dell'uomo al
livello di un automa chimico . Vengono in mente immagini di un
huxleyiano nuovo mondo in cui c' anche una classe eli Buddha
sintetici, di persone che, come i lobotomizzati , gli sterilizzati o gli
ipnotizzati, sono state <fissate ', ma in un'altra direzione; persone

che hanno in qualche modo smarrito la loro umanit e con le quali.


come fossero degli ubriachi, non si pu reaL-nente comunicare.
Questa mostruosa fantasia, per, non ha alcuna relazione con quelli
cbe sono i fatti o l'esperienza stessa; appartiene allo stesso genere
di terrore superstizioso che si prova per tutto quello cbe non ci
familiare, e che confondi.amo con ['innaturale; la stessa paura
che alcuni provano per gli ebrei, perch sono circoncisi, o per i
negri, per il loro colore e i loro lineamenti diversi.

e all'attuale situazion e della ricerca in questo campo, potr consultare il libro di


Robert S. de Ropp, Drugs and the Mind (Grove Presso New York , 1960).

Prologo

29

Non ostante il pregiudizio diffuso e indiscriminato contro le


droghe come tali e la presunzione di talune discipline religiose di
essere gli unici mezzi per una genuina illuminazione mistica, non
trovo differenze essenziali fra le esperienze determinate, in condi
zioni favorevoli , da queste sostanze e gli stati di 'coscienza cosmi
ca' riferiti da R. M. Bucke, William James, Evelyn Underhill, Ray
nor Johnson e altri studiosi del misticismo. 'Condizioni favorevoli'
significa una situazione che sia socialmente e fisicamente conge
niale; il luogo ideale dovrebbe essere una specie di residenza ap
posita (non un ospedale o una casa di cura) diretta da psichiatri o
psicologi preparati sctupolosamente. L'atmosfera dovrebbe essere
familiare, non clinica e sarebbe di estrema importanza che l'atteg
giamento dei superiori fosse di comprensione e di disponibile sen
sibilit. In circostanze incerte, strane o addirittura ostili, questa
esperienza pu fac ilmente degenerare in una paranoia profonda
mente spiacevole. Due giorni di ritiro sarebbero sufficienti, uno
per l'esperienza vera e propria, che si protrae per sei-otto ore, un
altro per una valutazione di essa nello stato mentale calmo e rilas
saro che normalmente segue all 'esperienza.
inutile dire che l' uso di preparati cosi potenti non deve essere
preso con leggerezza, come si fuma una sigaretta o si butta gi
un cocktail. Ci si dovrebbe accostare a eosi come a un sacta
mento, anche se non con la peculiare interdizione dell'aUegria e
dell'umorismo ormai abituale nei nostri riti religiosi. Valida norma
genera le che dovrebbe sempre essere presente un super visore qua
lificato, pronto a fornire un punto di contatto con la 'realt' come
definita socialmente. Idealrnente il 'supervisore qual ificato' do
vrebbe essere uno psichiatra, o uno psicologo, che abbia sperimen
tato egli stesso gli effetti deUa droga, sebbene io abbia osserva to
spesso in molte persone tecnicamente qualificate un sacro terrore
di fronte agli stati di coscienza insoliti, ed molto facile che un
tale atteggiamen to si comunichi ai soggetti affidati ad esse, a rutto
detrimento deU'esperienza . La qualifica essenziale del supervisore,
perci, la fiducia neUa simazione, fiducia che viene in qualche
modo 'raccolta' da coloro che si trovano nello stato di acuta sen
sibilit che le droghe inducono.
Le droghe di cui parlo non sono afrodisiache e, quando ven

30

Prologo

gana assunte in comune da un piccolo gruppo, l'atmosfera non ba


niente a che vedere con un'orgia alcolica o con il generale torpore
di una fumeria d'oppio. I membri del gruppo, di solito, si aprono
l'uno all'altro con un profondo affetto amichevole; difatti, nella
fase mistica dell'esperienza, la fondamentale unit o 'comunione'
dei membri pu raggiungere tutta l'intensit di una sensazione fi
sica. Questa condizione di socialit pu veramente divenire ci a
cui aspirano , ma che assai raramente ottengono, i gruppi religiosi
nei loro riti di comunione: un rapporto intenso e vivo di compren
sione, di perdono e di amore. Certo, questo non diviene automati
camente un sentimento permanente, ma ci non accade nemmeno

per quel senso di fratellanza talora evocato in riunioni rigorosa


mente religiose. L'esperienza corrisponde quasi esattamente al con

cetto teologico di sacramento o 'segno efficace' della grazia, un dono


immeritato di valore spirituale, la cui permanenza dipende dal
l'uso che ne viene fatto nell'azione susseguente. Anche la teolog ia
cattolica riconosce le cosiddette 'grazie straordinarie', spesso riferite
a un 'illuminazione mi stica, che discendono spontaneamente, al di
fuori dei mezzi ordinari o regolari che la Chiesa fornisce mediante
i sacramenti e la disciplina delle preghiere . Mi sembra un sofisma
che le grazie mediate dai funghi, dai cactus e dagli scienziati sono
artificiali e spurie, ma non lo sono quelle che ci vengono media nte
la disciplina religiosa. Pretendere che il proprio prodotto lo l'unico
e il migliore , purtroppo, tanto comune nella religione organizzata
quanto nel commercio; nel primo caso, poi, tale pretesa si combina
col senso di colpa puritano nel godere di ci che si ottenuto senza
sofferenza.
Al momento di scrivere questo libro, ero ben consapevole che
in particolare l'LSD avrebbe potuto divenire lmo scandalo pubblico,
specialmente negli Stati Uniti, dove abbiamo i precedenti del proi
bizionismo e delle leggi efferatamente punitive contro l'uso della
marijuana, leggi passate su una mera finzione di ricerca scientifica
sulla droga, e sorprendentemente rifilate a molte altre nazioni.
Questo succedeva nove anni orsono, nel 1961, e da allora tutto
quello che temevo avvenisse avvenuto. Mi chiesi allora se questo
libro dovevo proprio scriverlo , se non profanavo i misteri gettando
le perle ai porci. Tuttavia, pensai, dato che Huxley e gli altri hanno

Prologo

}l

gi divulgato il segreto, toccava a me incoraggiare un approccio


positivo, spregiudicato, coraggioso e intelligente a quelle che ora
sono note come sostanze psichedeliche.
Ma invano. Migliaia di giovani, sazi delle religioni ufficiali, da
cui avevano ricevuto solo parole, ammonizioni e, spesso, pessimi
rituali, si precipitarono Sull'LSD e altre sostanze psicbedeliche, alla
ricerca delle esperienze religiose autenticbe. Come c'era da aspet
tarsi, capitarono ogni sorta di guai. Alcuni psicotici latenti si tro
varono spi nti oltre ogni margine di salvezza, generalmen te per aver
preso l'LSD in circostanze incontrollate, in dosi eccessive o nella
fredda e minacciosa atmosfera di un progetto di ricerca clinica in
cui degli psicbiatri immaginavano di studiare la schizofrenia indotta
artificialmente. Dato che in genere la cattiva notizia cbe fa noti
zia, questi incidenti riempirono le prime pagine dei giornali, esclu
dendone i resoconti di una schiacciante maggioranza di splendidi e
memorabili esperimenti come quelli che descrivo pi avanti. Un
divorzio fa notizia, un matrimonio felice no. Si pubblicarono ancbe
storie deliberatamente false, per esempio che dei ragazzi, avendo
preso l'LSD, fissarono il sole tanto a lungo che divennero ciechi.
Gli psichiatri lanciarono l'allarme per dei 'danni cerebrali' di clli
non fu mai prodotta alcuna prova concreta, e i medici mi sero in
guardia contro l'effetto distruttivo dell'LSD sui geni , effetto che,
come si dimostrato in seguito, insignificante e pi o meno si
mile a quello del caff e dell' aspirina.
Vista l'isteria collettiva, la casa farmaceutica Sandoz, cbe posse
deva l'esclusiva dell 'LSD, lo ritir dal mercato. Contemporaneamen
te, il governo degli Stati Uniti, che non aveva imparato assoluta
mente niente dalla disastrosa lezione del proibizionismo, proibl
questa droga, permettendone l'uso solo per un numero ristretto di
progetti di ricerca patrocinati dal National Institute of Mental
Health o dall'esercito, per le sue indagini nella guerra chimica, e
affid il controllo alla polizia_ semplicemente impossibile far os
servare una legge contro l'LSD perch la sostanza insapore e inco
lore, perch possibile racchiuderne molte dosi efficaci in spazi
minimi, e percb pu essere camuffata praticamente da qualsiasi
altra cosa che si possa bere o ingerire, dal gin alla carta assorbente.
Perci, non appena il ben controllato prodotto della Sandoz venne

32

Prologo

ritirato, i chimici dilettanti cominciarono a produrre enormi quan


rit di LSD al mercato nero, un LSD di 'lualit e dosaggio incerti,
spesso mescolato con altri ingredienti come metedrina, belladonna
ed eroina. La conseguenza fu un numero crescente di episodi psi
cotici, aggravati dal fatto che, in situozioni difficilmente controlla
bili e con la paura costante della polizia, il consumatore di LSD
facilmente vittima di forme di paranoia estrema. Nel frattempo,
alcuni di ques ti dilettanti, per la maggior parte laureati in chimica
animati da spi rito missionario, produsseto un LSD tollerabilmente
buono. Il rapporto numerico tra esperienze positive ed esperienze
negative, perci, rimase abbastanza elevato perch il fascino di
quest'alchimia continuasse a espandersi e, anche se l'opinione pub
blica associava l'uso dell'LSD agli h;ppies e agli studenti, venne
ampiamente usato da adulti maturi, dottori. avvocati, preti! artisti,
industriali, p"ofessori e solide massaie.
L'indiscriminata repressione contro l'LSD e gli altri psichedelici
si rivelata un gravissimo errore, perch: (1) ha gravemente osta
colato una ricerca appropriata su queste sostanze; (2) ha creato un
ricco mercato nero facendo crescere il prezzo; (3) ha cteato gravi
problemi alla polizia assegnandole un compito impossibile; (4) ha
fatto nascere il fascino posticcio del frutto proibito; (5) ha intral
ciato gravemen te il normale lavoro dei tribunali, e ha riversato
centinaia di persone diverse, che non erano dei criminaJi, in pri
gioni gi sovraffollate, le quali, come tutti sanno, sono scuole pro
fession ali di sodomia e di criminalit; (6) ha reso i consumatori
di psichedelici pi che mai suscettibili alla paranoia.'
Quali sono, allora, i pericoli reali dell'LSD puro? Principalmente
la facolt eli scatennre una psicosi, di breve o lungo durata, in chiu n
que sia predisposto e, a dispetto di tutti i nostri test neurologici e
psicologici, ci impossibile individuare con sicurezza uno psicotico
potenziale . Chi ha in mente eli provare le sostanze psichedeliche
dovrebbe valutare attentamente questo rischio : c' una leggera pos
sibilit, almeno temporanea, eli perdere la ra",ione. Il rischio pro
babilmente molto maggiore di quello che si corre viaggiando su
2 In quanto legati a questo stesso tipo di problemi, includo qui, fra gli psiche
dclici J anche la marijuafl:l e l'hashish, sebbene non t.iano droghe potenti quanto l'LSD.

Prologo

33

un aereo di linea, ma sicuramente minore che in automobile. In


ogni casa esistono oggetti potenzialmente pericolosi: elettricit,
fiammiferi, gas, coltelli, solventi velenosi, ammoniaca, nebulizza
tori aerosol, alcol, vasche da bagno scivolose, tappeti sdrucciolevoli ,
fucili, falciatrici per il prato, asce, porte di vetro e piscine . Non
esistono leggi che interdicano la vendita e il possesso di tutto ci,
a nessuno proibito cii coltivare l'Amanita pantherina, il fungo pi
ingannevole e velenoso che ci sia, la belladonna, i1lamborno , i con
volvoli, la dalbergia, e molte altre piante velenose e psichedeliche.
Uno dei pi saggi principi della teologia ebraica e, almeno in
teoria, di quella cristi ana che nessuna sostanza o creatura, di per
se stessa cattiva . Solo abusandone si da origine al male, come uc
cidendo qualcuno con un coltello, provocando un incenclio con dei
fiammiferi o investendo un pedone mentre si guida in stato cii
ubriachezza; teniamo presente, per, che un guidatore depresso,
ansioso o irato altrettanto pericoloso , in quanto la sua attenzione
da tutt'altra parte che sulla strada. Mi sembra che un principio
legale basilare dovrebbe essere quello di perseguire solo fatti pa
lesi e chiaramente specificabili, che ledono o hanno la chiara inten
zione di ledere, la vita, l'ordine, la propriet. Leggi che proibiscano
l'acquisto o il possesso di materiali, fatta eccezione per le mitra
gliatrici e le bombe, che potrebbero essere usati in qualche maniera
dannosa, invitano ai peggiori abusi da parte del potere poliziesco
per scopi politici o per vessare individui mal visti: com' facile ri
filare con l'inganno un po' di marijuana a un rivale in affari inde
siderato! Tutte le leggi di questo tipo, che regolano la morale pri
vata e inventano delitti senZa vittime involontarie, sono tentativi
di rendere facile e sicura la libert personale e di privare perci
l'inclividuo della responsabilit della propria vita e del dovere di
assumersi calcolati rischi per il raggiungimento di quegli obbiettivi
politici, sociali, sportivi , scientifici o religiosi, per cui egli sente che
vale la pena.
Gli individui creativi e avventurosi sono sempre stati pronti , e
di solito sono stati anche incoraggiati in questo, ad assumersi i
maggiori rischi nell'esplorazione del mondo esterno e nello svilup
po di capacit scientifiche e tecniche. Molti giovani, oggi, sentono
che venuto il momento cii esplorare il mondo interno, e sono

34

Prologo

pronti ad assumersi i rischi sconosciuti che questo comporta. An


che loro dovrebbero essere incoraggiati e assistiti con tutta la cura
e la saggezza delle quali disponiamo. Perch ammettere un tour
de farce puramente atletico come la scalata dell 'Everest (con le
bombole di ossigeno) e negare l'avventura spirituale dell'ascesa al
monte Sumeru, al monte Sion o al monte Analogo con l'aiuto di
psichedelici ?
In superficie, la paura ufficiale delle droghe psichedeliche si basa
su una disinformazione che porta ad associarle a pericolose sostan
ze che inducono dipendenza, quali l'eroina, le anfetamine e i barbi
turi ci; ma anche bere caff O whisky far uso di droghe ", eppure
ammesso non astante gli effetti possano essere dannosi e i risul
tati, dal punto di vista creativo, del tutto insignificanti. Alla base
della paura degli psichedelici c' la stessa ragione che, nell'ortodos
sia cattolica protestante e islamica, ha determinato la paura del
l'esperienza mistica, che fu scoraggiata e anche condannata, perch
porta all'insoddisfazione e all 'apatia verso le mete ufficialmente ap
provate come lo stato sociale e il successo, al completo disinteresse
per la pretenziosit e la pomposit, e, quel che peggio, distrugge
la fede nel dogma clerical-secolare per cui o siamo tutti orfani
adottati da Dio, o piccoli germi fortuiti in un universo meccanico
e senz'anima. Nessun governo autoritario, sia esso religioso o laico,

pu tollerare la consapevolezza che ciascuno di noi un Dio nasco


sto e che il nostro pi intimo, pi remoto ed estremo s non pu
essere ucciso. :t: per questa ragione che han dovuto sbarazzarsi di
Ges.
Perci la possibilit che anche solo un barlume iniziale di que
sta consapevolezza sia accessibile, prendendo una pillola o masti
cando una pianta, rende pericolosa l'esperienza mistica per milioni
di individui, cio masse di persone che risulterebbero ingovernabili
con la sola forza dell' 'autorit ' . Negli Stati Uniti si finalmente
riconosciuto che il vero pericolo degli psichedelici non tanto neu
rologico qu anto politico, che chi ha "avuto l'esperienza" non ha in
teresse alcuno a porsi al servizio dei giochi di potere dei governanti
attuali. Guardando gli uomini di successo egli vede solo una vita
nOlosa.

Nell'epilogo chiarir che l'esperienza psichedelica soltanto il

barlume di una genuina visione J


essere sviluppato e approfondito Q
nei quali le droghe non sono pi
saggio, si pu riappendere il telefc
solo strumenti, come i microscopi,
non sta in permanenza inchiodato
allontana e lavora su ci che ha I
mini, l'esperienza mistica comen
la conoscenza biologica nel micr~
differenza fra acuire la percezione

un microscopio, o con uno strume

droghe. Se essi sono un affronto


scopio un affronto per la dign
l'orecchio. A rigore, queste sostan
pi di qu anto il microscopio di pe
ni scono semplici materiali grezzi
ficui solo nel grado in cui l'indivi
esse rivelano con il suo modello cl
del suo sistema culturale. Consid
isolata e dissociata, han lo stesso
sonno o di un piacevole diversivo
puter gigantesco per giocare a R
in cui la percezione si acuisce ar
to, se non lo si impiegasse in una
gata su tutti quegli argomenti eH
In letteratura, l'esempio pi v
riflessivo di una di queste sosta E
che si trova nell'omonimo romaTI
perlenspiel. Qui, Besse parla di
ordine di dotti mistici ha scope
pace di collegare tutti i rami de~
e della religione. Il gioco consist
configurazioni in questi campi d
il musicista gioca con i rapporti
clementi come il disegno di una
L1tti, una formula topologica e
catore arriver a elucidare un te

Prologo

~mo'5cillti che questo comporta.

An

e assistiti con tutta la cura


Perch ammettere un tour
la scalata dell'Everest (con le
l'avventura spirituale dell 'ascesa al
o al monte Analogo con l'aiuto di

delle droghe psichedeliche si basa


ad associarle a pericolose sostan
l'eroina, le anfetamine e i barbi
3vrlisltv "far uso di droghe", eppure
possano essere dannos i e i risul
del tutto insignificanti. Alla base
la stessa ragione che, nell' ortodos
ha determinato la paura del
prag!:ial:a e anche condannata, perch
verso le mete ufficialmente ap
il successo, al completo disinteresse
e, quel che peggio, distrugge
per cui o siamo tutti orfani
fortuiti in un universo meccanico
utoritario, sia esso religioso O laico,
che ciascuno di noi un Dio nasco
pi remoto ed estremo s non pu
.
che han dovuto sbarazzarsi di
solo un barlume iniziale di gue
prendendo una pillola o masti
l'esperienza mistica per milioni
che risulterebbero ingovernabili
Negli Stati Uniti si finalmente
degli psichedelici non tanto neu
ha Ctavuto l'esperienza" non ha in~
dei giochi di potere dei governanti
di successo egli vede solo una vita
psichedelica soltanto il

35

barlume di una genuina visione mlsuca, ma un barlume che pu


essere sviluppato e approfondito con metodi diversi di meditazione,
nei quali le droghe non sono pi necessarie n utili ..Ricevuto il mes
saggio, si pu riappendere il telefono. Le droghe pSlchedeltche sono
solo strumenti, come i microscopi, i telescopi e i telefonI. Il ~lOlogo
non sta in permanenza inchiodato dinanzi al microscopio, egh ~e ne
allontana e lavora su ci che ha osservato. Inoltre, a ngor dI ter
mini, l'esperienza mistica contenuta nella sostanza chimica quanto
la conoscenza biologica nel microscopio. Sostanzialmente, non c'
differenza fra acuire la percezione con uno strumento esterno , come
un microscopio, o con uno strumento interno, come una ~i queste
droghe. Se essi sono un affronto alla dignit della mente, il mlcro
scopio un affronto per la dignit dell'occhio, e il telefono per
l'oreochio. A rigore, ques te sostanze non ci apprendono la saggezza,
pi di quanto il microscopio di per s nOI~ dia conosc~n~a . Esse for
niscono semplici materiali grezzi alla sapIenza, che. SI tlvelano, pro
ficui solo nel grado in cui l'individuo capace dI Integrare cIO ch~
esse rivelano con il suo modello di comportamento e con la totallta
del suo sistema culturale. Considerate come un'evasione, un'estasi
isolata e dissociata, han lo stesso valore di una qualsiasi cura del
sonno o di un piacevole diversivo. Ma allora come usare un c.om
puter gigantesco per giocare a Rubamazz?, .e quel ~empo prezIOso
in cui la percezione si acuisce andrebbe lttlmedlabilmente spreca
to se non lo si impieoasse in una riflessione, o meditazione, prolun
ga;a su tutti quegli ; rgomenti che possano presentarsi alla mente.
In letteratura, l'esempio pi vicino che io abbia trovato .all'uso
riflessivo di una di queste sostanze il gioco delle perle dI vetro
che si trova nell'omonimo romanzo di Rermann Resse, Das G/as
perlellspiel. Qui, Resse parla di un lont~no futuro: nel qu.ale un
ordine di dotti mistici ha scoperto un ltnguagglO Ideograftco c~
pace di collegare tutti i rami della scienza, dell'arte, della f~losofla
e della religione. Il gioco consiste nel giocare con I rapportl tra l~
configurazioni in questi campi diversi, nella stessa mameI" In CUI
il musicista gioca con i rapporti armonIcI e contrappunllSllCl. Da
elementi come il disegno di una casa cinese, una sonata dI Sc~r
latti, una formula topologica e un verso delle U p~ntshad, Il glO
catare arriver a elucidare un tema comune e a SVIluppare la sua

36

Prologo

possibile applicazione in svariate direzioni. Non esistono due par


tite uguali, perch non solo gli elementi differiscono tra loro, ma
non si ha la minima idea di costringere il mondo in un ordine
statico e uniforme. Il linguaggio universale facilita la percezione
dei rapporti ma non li immobilizza, si basa su una concezione
'musicale' del mondo, in cui l'ordine dinamico e mutevole quanto
i moduli sonori in una fuga.
Similmente, nel corso delle mie osservazioni SUll'LSD O sulla psi
locibina, di solito prendevo le mosse da temi come la polari t , la
trasformazione (ad esempio, del cibo nell'organismo), la lotta per
la sopravvivenza, il rapporlo tra l'astratto e il concreto o del Logos
con l'Eros, e quindi consentivo alla mia percezione acuita di illu
minare il tema nei termini di certe composizioni artistiche o musi
cali, di qualche oggetto naturale come una felce, un fiore, una con
chiglia, di un archetipo religioso o mitologico (poniamo, la Messa),
o anche di relazioni personali con coloro che per caso erano con
me in quel momento. Oppure mi concentravo su di ufo' solo sens~
e cercavo, per cos dire, di rivolgerlo su se stesso, m modo d~
vedere il processo della vista, e di qui procedere a cercare d!
conoscere la conoscenza, affrontando in tal modo il problema deUa
mia identit.
Da queste riflessioni sorgono visioni intuitive di stupefac~nte
chiarezza, e siccome non difficile ricordarle una volta cessatl gh
effetti della droga, specialmente se vengono registrate o scri.tte a
tempo, i giorni o le settimane seguenti possono essere usatI per
verificarle attraverso i normali criteri della logica, dell'esteuca, del
la filosofia O della scienza. Come logico, alcune si dimostrano
valide, altre no. Capita lo stesso con le improvvise intuizioni che
l'artista O l'inventore ricevono nel modo ordinario: esse non sono
sempre cos vere e cos utilizzabili come appaiono nel movime?to
di illuminazione. Sembra che la droga dia un'enorme forza ali ill
tuizione creativa e che quindi abbia pi valore per l'invenzione
e la ricerca costruttiva che non per la psicoterapia, intesa nel senso
ordinario come direrta ad 'adattare' la personalit disturbata. Il
posto migliore per usarla non l'ospedale psichiatrico, ma il pro
prio studio, o il laboratorio o l'istituto di ricerche ~vanzat~ . ..
Le pagine seguenti non vogliono essere una relazlOne sClentlflCa

sugli effetti di queste sostanze,


i tempi, i luoghi, i sintomi fisici
stono a migliaia, e, in consider
tale conoscenza del cervello, mi
abbastanza limitato. come cer
lo in una soluzione e passandol,
piuttosto di dare qualche imp
la coscienza che queste sostanz<

do non sia n un'allucinazione


verit. Probabilmente il mod

certi processi inibitori del cerv


tuttavia un mondo per vari a1
re a fraintendimenti. Le nostre
fallaci quanto quelle di un via~
quanto quelle degli astronomi,
una galassia esterna.
Ho scritto questo resoconto
acaduta in un solo giorno e in
t un mosaico di esperieme <
scrivo delle visioni avute a occ
ficato, nessuna di queste esperi
semplicemente modi diversi di
nei confronti di persone ed eve
realt', che nella fattispecie,
dell' America, con giardini, frut
no; tu tto proprio come descl
mobile carico di ciarpame. Le ,

coscienza vengono comunement

magini fantastiche , bizzarre, ma


accaduto solamente con gli O<
plicemenre che il mondo norma:
colore, di un significato e, talv
consueti aggettivi non riescono
e dell'associazione cresce in m
difficile per le parole tenere (
gana alla men te. Certi passaggi
sione di una normale riflession

Prologo

direzioni. Non esistono due par


elementi differiscono tra loro ma
costringere il mondo in un o:dine
universale facilita la percezione
[ol:,i1i"za, si basa su una concezione
prdiIle dinamico e mutevole quanto

osservazioni SUll'LSD o sulla psi


mosse da temi come la polarit la
cibo nell'organismo).. la lotta 'per
I
J astratto e il concreto o del L01'OS
alla mia percezione acuita di illu
composizioni artistiche O musi
come una felce, un fiore una con
O mitologico (poniamo, a Messa),
con coloro che per caso erano con
mi concentravo su di un solo senso
su se stesso, in modo di
qui procedere a cercare di
pt31nao in tal modo il problema della
vis~oni

intuitive di stupefacente
!lcordade una volta cessati gli
se vengono registrate o scritte a
~eg~enti poss~no essere usati per
crlter! della logica, dell'estetica del
logico, alcune si dimos;rano
con le improvvise intuizioni che
nel modo ordinario: esse non sono
come appaiono nel movimento
droga dia un'enorme forza all'in
abbia pi valore per l'invenzione
per la psicoterapia, intesa nel senso
la personalit disturbata. Il
l'ospedale psichiatrico, ma il pro
di ricerche avanzate.
essere una relazione scientifica

37

~ugli eff~tti di ~u.este sostanze, con i consueti dettagli sulle dosi,


I tempI, l luoghi, I smtomi fisici e simili. Di tali documenti ne esi
stono a ntigliaia, e, in considerazione della nostra assai rudimen
tale conosc~za del cervello, mi sembra che possiedano un valore
ab~astanza hmHato. l come cercare di capire un libro sciogliendo
lo l? una sol~zlOne e passandolo alla centrifuga. Il mio obbiettivo
PIUttosto di dare qualche impressione di quel nuovo mondo del
la coscienza cI;e queste .sostanze rivelano. Credo che questo mon
do non sia ne un'alluanazione n un'infallibile rivelazione della
verit. Probabilmente. il modo in cui le cose appaiono quando
certt ~ro:esSI 1mbilor! del cervello e dei sensi sono sospesi, ma
tuttavia e un mondo per vari aspetti cos1 poco familiare da indur
re a ~raintendimenti. Le nostre prime impressioni possono essere
fallaCI quanto quelle di un viaggiatore in un paese sconosciuto, o
quanto qudle degli astronomi, che per la prima volta osservano
una galassia esterna.
Ho scritto questo resoconto come se l'intera esperienza fosse
accaduta in un solo giorno e in un determinato luogo, ma in real
t un mosaico d.i esperienze diverse. A eccezione di quando de
s~rlvo delle VISIOru avute a occhi chiusi, e questo sempre speci
ficato, nessuna di queste esperienze un'allucinazione. Esse sono
semplicemente modi diversi di vedere, di interpretare e di reagire
nei confronti di persone ed eventi reali nel mondo della 'pubblica
realt', che nella fattispecie, una regione della costa occidentale
dell'America, con giardini, frutteti, granai e montagne tutt'intor
no; tutto proprio come descritto, incluso un macinino di auto
mobile carico di ciarpame. Le droghe che inducono mutamenti di
coscienza vengono comunemente associate con l'evocazione di im
magini fantastiche, bizzarre, ma nella mia esperienza personale ci
accaduto solamente con gli occhi chiusi. Altrimenti, accade sem
plicemente che il mondo normale si arricchisce di una grazia, di un
colore, di un significato e, talvolta, di un umorismo, che i nostri
consueti aggettivi non riescono a rendere. La velocit del pensiero
e dell'associazione cresce in modo cos stupefacente, che rimane
diflicile per le parole tenere dietro al flusso di idee che giun
gono alla mente. Certi passaggi che allettare possono dar l'impres
sione di una normale riflessione fil osofica, sono la descrizione di

38

Prologo

qualcosa che, in quel momento, appare come la pi tangibile delle


certezze. Cosl anche le immagini che appaiono a occhi chiusi non
sono affatto fantasmi dell'immaginazione, ma configurazioni e qua
dri talmente intensi e autonomi da sembrare fisicamente presenti.
Tali immagini, per, si sono rivelate meno interessanti per me del
le trasformazioni nella percezione del mondo naturale e dell 'acce
lerazione del pensiero associativo; perci, di questi effetti che il
seguente resoconto principalmente si occupa.

La gala CI

appare come la pi tangibile delle


che appaiono a occhi chiusi non
ma configurazioni e qua
sernb1:are fisicamente presenti.
meno interessanti per me del
del mondo naturale e dell'acce
p~i , di questi effetti che il
Sl occupa.

La gala cosmologia

Per prima cosa il mondo acquista una diversa specie di tempo.


Il tempo del ritmo biologico, non quello dell 'orologio e di tutto
ci che insieme a esso procede. La fretta non esiste. La nostra per
cezione del tempo notoriamente soggettiva, quindi dipende sia
dalla qualit dell'attenzione, influenzata dall'interesse o dal tedio,
sia dalla nostra linea di comportamento, nei termini di routine,
obbiettivi e scadenze. Qui, invece, il presente autosufficiente, ma
non per questo statico. mobile, il dispiegarsi di un disegno che
non ha una destinazione specifica nel futuro, ma che trova in se
stesso il proprio scopo. Simultaneamente viene e se ne va, e il seme
gi un fine in se stesso, quanto il fiore. Si ha quindi il tempo di
percepire rutti i dettagli del movimento con una ricchezza di arti
colazione infinitamente maggiore . Normalmente non diamo alle co
se che uno sguardo superficiale. L'occhio cogli e tipi e categorie: fi o
re, foglia, roccia, uccello, fuoco, raffigurazioni mentali di cose, piut
tosto che le cose stesse, contorni approssimativi riempiti di colori
uniformi, sempre un po' vaghi e polverosi.
Qui, invece, la profondit di luce e di struttura in un bocciolo
che si apre si amplia all'infinito. C' il tempo per osservarle, per
ch tutto il complesso groviglio di vene e capillari pervenga alla
coscienza, il tempo di approfondire sempre di pi la qualit di
verde, che non affatto verde, ma uno spettro completo che si
generalizza come tale, porpora, oro, il turchese solare dell'oceano,
l'intensa luminosit dello smeraldo. Non so decidere dove finisce
la forma e inizia il colore. Il bocciolo si schiuso e le tenere foglie
si aprono e si incurvano in una maniera che indu bbi amente
comunicativa, ma che dice semplicemente: 'Cos!", e questo in
qualche modo del tutto soddisfacente, anzi straordinariamente chia
ro. Il significato trasparente, cosl come lo sono il colore e la

struttura, le quali sembrano c


non d l'impressione di cadere
il punto essenziale, poich la
posta dal sole, dall'oggetto e d(
la foglia il suo colore, la sua
Ma il colore e la luce sono a
parte dell'occhio alla foglia e
priet del bulbo oculare proi
naso, che interpreta i quanti di
latino se nella testa. Comillcio a
dentro e fuori la mia testa, chI
penetrano, si racchiudono vicen
di sfere concentriche. Ho una
che percepisco anche il mio
la forma, il suono e la struttun
vello attribuite al mondo este
sono di fronte ad esso, ma lo
nuo per cui lo trasformo in m
circonda, l'intero spazio, non (
di me stesso.
All'inizio, tutto questo sq
men te sicurd della direzione dal
po visivo sembra vibrare con es
circostanti rombario insieme a u
e colore divengono la stessa cos
ne deliberatamente e lo user i
nel loro silenzio; esse hanno u
mio cervello, che un organo <
che le ricoprono sembrano un
bruciata dal sole si alza smisu!:
lento da apparire come una s
sapore di eternit si trasferisc
sembrano' riaffiorarmi alla men
bilmente lontano, a un tempo cc
e cosl noto come se fosse la mi(
za, in luminsit 'elettrica, int
vagarnen te incorporeo., come s

La gaia cosmologia

43

struttura, le quali sembrano contenere in se stesse la luce, che


non d l'impressione di cadere sulle superfici dall'esterno. Questo
il punto essenziale, poich la luce un'inselndibile trinit com
posta dal sole, dall'oggetto e dall'occhio, e il processo chimico dci
la foglia il suo colore, la sua luce.
Ma il colore e la luce sono allo stesso tempo anche un dono da
parte dell'occhio alla foglia e al sole. La trasparenza una pro
priet del bulbo oculare proiettata all'esterno come spazio lumi
noso, che interpreta i quanti di energia nei termini delle fibre ge
latinose nella testa. Comincio a sentire che il mondo a un tempo
denUo e fuori la mia testa, che dentro e fuori lentamente si com
penetrano, si racchiudono vicendevolmente come una serie infinita
di sfere concentriche. H o una consapevolezza insolita che tutto ci
che percepisco anche il mio stesso corpo, che la luce, il colore,
la forma, il suono e la struttura sono termini e propriet del cer
vello attribuite al mondo esteriore. Non osservo il mondo, non
sono di fronte ad esso, ma lo conosco grazie a un processo conti
nuo per cui lo trasformo in me stesso, cosl che tutto quanto mi
circonda, l'intero spazio, non pi lontano da me, ma al centro
di me stesso.
All'inizio, tutto questo sconcertante. Non sono pi assoluta
mente sicuro della direzione dalla quale provengono i suoni . Il cam
po visivo sembra vibrare con essi come fosse un tamburo, le colline
circostanti rombano insieme a un camion, e il rombo e la loro forma
e colore divengono la stessa co sa, lo stesso gesto; uso questo termi
ne deliberatamente e lo user ancora. Le colline stanno ritornando
nel loro silenzio; esse hanno un senso, perch si trasformano nel
mio cervello, che un organo del significato. Le foreste di seguoie
che le ricoprono sembrano un fuoco verde, l'oro ramato dell'erba
bruciata dal sole si alza smisuratamente nel cielo. Il tempo cosi
lento da apparire come una specie di eternit, e, a sua volta, questo
sapore di eternit si trasferisce alle colline, montagne bruciate che
sembrano' riaffiorarmi alla memoria da un passato incommensura
bilmente lontano, a un tempo cos poco familiare da essere estraneo,
e cosi noto come se fosse la mia mano. Cosi trasformato in coscien
za, in luminosit elettrica, interiore dei nervi, il mondo appare
vagamente incorporeo, come stampato su una pellicola a colori;

44

La gaia cosmologia

risuona nella pelle di un tamburo, e preme, non col peso, ma con


vibrazioni che vengono interpretate come peso. La solidit un'in
venzione neurologica, e mi domando se i nervi siano essi stessi so
lidi. Dov' il principio? l'ordine del cervello che crea l'ordine
del mondo, oppure il contrario? come l'uovo e la gallina, o il
sopra e il sotto.
I! mondo fisico vibrazione, quanti, ma vibrazioni di che? Per
l'occhio, forma e colore; per l'orecchio, suono; per il naso,
odore; per le dita, tatto. Ma questi non sono altro che linguaggi
diversi che vogliono esprimere la medesima cosa, qualit differenti
della sensibilit, dimensioni differenti della coscienza. La domanda:
"Di che cosa sono forme differenti?" sembra non avere significato.
Ci che la luce per l'occhio, lo il suono per l'orecchio. Mi viene
l'immagine dei sensi come termini, forme o dimensioni, non di
un'unica cosa comune il tutti , ma l'uno dell'altro, uniti in un circolo
di reciprocit. Osservando con attenzione, la forma diviene colore,
che diviene vibrazione, che diviene suono, che diviene odore, e poi
sapore, tatto e, infine, di nuovo forma. (Si pu osservare, per esem
pio, che la forma della foglia determinata dal suo colore; essa non
possiede una linea di contorno, che, invece, data semplicemente
dal punto di passaggio da una superficie colorata a un'altra). Vedo
tutte queste dimensioni sensoriali come fossero una danza circolare
in cui i gesti di una configurazione si trasformano nei gesti di un'al
tra; essi fluiscono attraverso uno spazio che possiede anche altre di
mensioni, che vorrei definire come toni di colore emotivo, di luce o
d suono, che sono gioiosi o terribili , d'un oro esaltato o di un piom
bo depresso. Anche questi formano un circolo di reciprocit, uno
spettro rotondo, cosl polarizzato che possiamo descrivere l'uno solo
in rapporto agIi altri.
A volte, l'immagine del mondo fisico, pi che a una danza di ge
sti, simile a una tessitura. Luce, suono, tatto, gusto e odore di
vengono parte di un unico ordito, con l'impressione che la totalit
della dimensione sensori.le sia un solo campo, un continuum. L'or
dito traversato da una trama che rappresenta la dimensione del
significato, costituita da valori moraIi ed estetici, specificit perso
nale o individuale , significato logico e forma espressiva; le due di
mensioni si compenetrano al punto che le forme distinguibili ap

e preme, non col peso, ma con


come peso. La solidit un'in
se i nervi siano essi stessi so
del cervello che crea l'ordine
? f: come -l'uovo e la gaUina, o il
ma vibrazioni di che? Per
l'orecchio, suono; per il naso ,
non sono altro che linguaggi
medesima cosa, qualit differenti
della coscienza. La domanda:
" sembra non avere significato.
il suono per l'orecchio. Mi viene
. forme o dimensioni , non di
l'uno dell 'altro, uniti in un circolo
~Lt en:<1o:ne, la forma diviene colore,
suono, che diviene odore, e poi
.mrm . (Si pu osservare, per esem
dal suo colore; essa non
invece, data semplicemente
iln~rfici'e colorata a un'altra). Vedo
come fossero una danza circolare
si trasformano nei gesti di un'al
spazio che possiede anche altre di
toni di colore emotivo, di luce o
d'un oro esaltato o di un piom
un circolo di reciprocit, uno
che possiamo descrivere l'uno solo
fisico, pi che a una danza di ge
suono, tatto, gusto e odore di
con l'impressione che la totali t
solo campo, un continuum. L'or
rappresenta la dimensione del
ed estetici, specificit perso
e forma espressiva; le due di
che le forme distinguibili ap

46

Lz gaia cosmologia

paiono come increspature nel fiume della sensazi",ne. L'ordito e la


trama scorrono insieme, perch la tessitura non monotona o sta
tica, ma un flusso di impulsi che si dirama in ogni direzione, riem
piendo tutto lo spazio. Sento che il mondo giace su un supporto,
qu alcosa di simile ai colori di una fotografia sulla pellicola, che so
stiene e tiene insieme le macchie di colore, solo che qui la pellicola
una densa pioggia di energia. Mi rendo conto che il supporto
il mio cervello, il telaio incantato" come lo ha chiamato Sherring
tono Cervello e mondo, ordito della sensazione e trama del signifi
cato, appaiono inscindibilmente connessi, i loro contorni, i loro con
fini , sono fusi , sicch si delimitano a vicenda e non esisterebbero
l'u no senza l'altro.
Ascolto la musica di un organo. Come le foglie sembravano dan
zare, cosi l'organo sembra letteralmente che parli. Non sta usando
il registro vox !mmana., ma ogni suono sembra uscire da una grande
gola umana umida di saliva. Quando l'esecu tore suona coi pedali
una lenta scala discendente, i suoni sembrallo venir espulsi in im
mensi getti viscosi. Ascoltando pi attentamente, i getti acquista
no una struttura, cerchi di vibrazione, che si espandono perfetta
mente addentellati come ingranaggi, non pi umidi e liquidi come
la gola viva, ma meccanicamente discontinui. Il suono si frantuma
negli innumerevoli singoli drrr della vibrazione. Ascoltando ancora,
le separazioni si chiudono, O forse ciascun dr" diviene a sua volta
un getto. Il liquido e il duro, il continuo e il discontinuo, il visco
so e il pungente sembrano trasformazioni l'uno dell'altro, oppure
livelli di amplificazioni differenti della medesima cosa.
Questo tema ricorre in centinaia di modi diversi, l'inseparabile
polarit degli opposti O la reciproca mutualit di tutti i possibili
contenu ti di coscienza. semplice capire teoricamente che ogni for
ma di percezione avviene attraverso contrasti, figura e sfondo , luce
e ombra, netto e vago , forte e debole . Ma per l'attenzione normale
non facile coglierli contemporaneamente. Tanto con i sensi che
concettualmente, noi ci spostiamo ordinatamente dall'uno all'altro ;
non sembriamo capaci di far attenzione aHa figura seza la relativa
inconsapevolezza dello sfondo. In questa realt diversa, invece, la
mutualit delle cose appare assolutamente chiara a tutti i livelli. n

della sensazione. L'ordito e la

tessitura non monotona o sta

si dirama in ogni direzione, riem


il mondo giace su un supporto,
fotografia sulla pellicola, che so
di colore, solo che qui la pellicola
rendo conto che il supporto
come lo ha chiamato Sherring
sensazione e trama del signifi
j.)nne1;si, i loro contorni, i loro con
a vicenda e non esisterebbero
Come le foglie sembravano dan
che parli. Non sta usando
sembra uscire da una grande
l'esecutore suona coi pedali
sembrano venir espulsi in im
attentamente, i getti acquista
che si espandono perfettanon pi umidi e liquidi come
Il suono si frantuma
vibrazione. Ascoltando ancora,
ciascun drrr diviene a sua volta
~OrlIl[LU() e il discontinuo, il visco
trn1aziloni l'uno delI' altro, oppure
medesima cosa.
di modi diversi, l'inseparabile
mlltualit di tutti i possibili
capire teoricamente che ogni for
contrasti, figura e sfondo , luce
Ma per l'attenzione normale
1n<,nttleJ11(C . Tanto con i sensi che
ordinatamente dall'uno all'altro;
.Ila figura senza la relativa
questa realt diversa, invece, la
,,,,,,,pntp chiara a tutti i livelli. Il

, La gaia cosmologia

' 49

volto umano, per esempio, diviene chiaro in ogni suo aspetto: 'la
forma complessiva insieme con ogni singolo pelo o ruga, Le facce
hanno tutte le et, poich le caratteristiche che suggeriscono l'idea
di vecchiaia, suggeriscono di rimando anche quella di giovinezza;
'una conformazione ossuta che richiama alla mente il teschio evoca
istantaneamente anche il neonato. Le coppie di assQCiazioni del cer
vello esplodono simultaneamente, non una alla volta, dando corpo
a una visione della vita che pu essere terrificante nella sua ambi
guit, oppure gioiosa nella sua integrit.
.
La facolt di decisione pu venire completamente paralizzata dal
l'improvvisa comprensione che non c' modo di avere il bene senza
il male, o che per affidarsi alle direttive di un'autorit dobbiamo
anche decidere di farlo, e quindi fidarci della nostra inesperienza.
Se la salute implica la follia, e la fede il dubbio, chi sono io in real
t, uno psicotico che finge di essere sano, un perfetto idiota spa
ventato che riesce, temporaneamente , a recitare la parte di chi
padrone di s? Comincio a vedere tutta la mia vita come un capo
lavoro di doppiezza: quel piccolo embrione confuso, impotente, af
famato e atrocemente sensibile da cui son cresciuto che ha impa
rato, poco alla volta, ad assecondare, placare, tiranneggiare, blan
dire, adulare , barare e a riuscire con l'inganno a essere considerato
una persona competente e fidata. Ma quando si scende veramente
fino a lui, che cos' che sappiamo con certezza?
Ascolto un sacerdote che celebra una messa cantata, mentre un
coro di suore gli risponde. La sua voce matura ed educata risuona
con la serena autorit della Santa Chiesa, una, cattolica e apostolica,
parla della fede concessa una volta e per sempre ai santi, e le suore
rispondono, in apparenza, ingenuamente, con una devozione infan
tile, assolutamente innocente. Ma, ascoltando ancora, ecco che la
voce del sacerdote si fa pretenziosa, posso udire il pomposo pallone
gonfiato, i toni studiatamente untuosi di un maestro d'inganni, che
ha completamente soggiogato le povere, piccole suore inginocchia
te nei loro stalli. Ascolto pi attentamente. Le suore non sono af
fa tto soggiogate, fingono. Per un impercettibile irrigidi~ento, il de
bole gesto di inchinarsi diviene quello di un artiglio che si serra.
Gli uomini sono troppo pochi, non bastano per tutte, e le monache
4

50

LA gaia cosmologia

sanno perfettamente che cos' bene per loro: sanno piegarsi e so


pravvivere.
Ma questo punto di vista cosl profondamente cinico solamente
uno stato intermedio. Comincio a congratularmi, dentro di me, con
il sacerdote per la sua abilit, per l'enorme coraggio di mettere su
un tale spettacolo di autorit, quando egli non conosce assoluta
mente niente. Forse non c' nient'altro da conoscere al di fuori del
la mera competenza dell'atto. Se nel profondo del nostro essere
non esiste un vero S al quale necessario essere fedeli, la sincerit
solo questione di nervi saldi, vive nello sfrontato vigore della fin
zione.
Ma la finzione tale quando si presume che l'atto non sia coe
rente con l'agente. Scoprire l'agente. Nella voce del sacerdote io
sento alla radice l'urlo primordiale delle belve nella foresta, ma sot
toposto a inflessione, raffinamento, sttutturazione, complicazione,
da secoli di cultura. Ogni svolta, ogni ulteriore sottigliezza, era una
nuova rinuncia tattica nella partita giocata per rendere pi efficace
l'urlo originario. In principio le rocce echeggiavano, crudo e ma
nifesto, il grido per il cibo o per l'accoppiamento, o solo il fra
stuono per la gioia di possederli. Poi venne il ritmo, per incantare,
poi i mutamenti di tono, per supplicare o minacciare, poi le pa
role, per specificare i bisogni, per promettere e per contrattare, e
poi, molto dopo, le prime tattiche indirette. Lo stratagemma fem
minile di umiliarsi per trionfare; quell'appellarsi a un valore su
periore rinunciando al mondo per lo spirito; l'astuzia della debo
lezza, che si rivela pi forte del vigore dei muscoli; e il mite che
eredita la terra.
Mentre ascolto allora, posso sentire in quell'unica voce la pre
senza simultanea di tutti i livelli della storia umana, di tutti gli sta
di di vita prima dell'uomo stesso. Ogni mossa della partita diviene
chiara, come gli anelli annuali in un albero tagliato. Ma una ge
rarchia ascendente di manovre, di stratagemmi che racchiudono al
tri stratagemmi, rutti simboleggiati da un velo di raffinatezze sotto
il quale risuona ancora l'urlo pri!Ili)!di,e. A volte, esso muta di
significato, e da richiam per l'accoppiamento dell'animale adulto
diviene grido indifeso del piccolo; percepisco tutta la musica del
l'uomo (la pompa e la circostanza, la gaiezza, il timore riverente,

La gaia cosmologia

51

la spavalda solennit) non pi complicata e contorta del piccolo


che geme per l'assenza della madre. E mentre voglio gridare per
la piet, mi rendo conto che per me stesso che mi dispiace. An
che io, come adulto, sono laggi, solo nel buio, esattamente come
l'urlo originario ancora presente sotto le sublimi modulazioni
del canto.
Povero piccolo cucciolo! Ma anche: piccolo bastardo egoista!
Sto cercando di trovare l'agente che posto dietro l'atto, la forza
motivante che sta al fondo di tutto, e mi sembra di vedere sola
mente un'ambivalenza infinita. Dietro la maschera dell'amore tro
vo il mio innato egoismo. In quale scabrosa situazione mi trove
rei se qualcuno mi domandasse: "Mi ami veramente?. Non posso
dire sl, senza che questo significhi nel contempo anche no; difatti
la sola risposta che potrebbe soddisfare veramente sarebbe: "51,
ti amo tanto che potrei mangiarti! Il mio amore per te identico
a quello che provo per me stesso. Ti voglio bene con l'egoismo
pi puro. Nessuno vuole essere amato per senso del dovere.
Perci, voglio essere assolutamente sincero. "S, io sono un puro
desiderio egoistico e ti amo, perch mi fai stare benissimo, per
lo meno ora. Ma allora comincio a domandarmi se non vi sia del
l'astuzia in questa franchezza. grande da parte mia essere cosl
sincero, onesto con lei senza la pretesa di apparire pi di queUo
che sono, a differenza degli altri, che dicono di amarla per se stes
sa . Capisco che c' sempre qualcosa di insincero nel cercare di es
sere sinceri, come se dovessi dire apertamente: "L'affermazione che
sto facendo una bugia". B come se ci fosse qualcosa di fastlo
in ogni mio tentativo di definirmi, di essere completamente one
sto. Il guaio che non posso vedere cosa ho dentro la testa; nnn
posso essere onestn, perch non conosco perfettamente cosa sono.
La coscienza sbuca da un nucleo centrale che essa non pu vedere,
e quello la radice del problema.
La vita sembra scomporsi fino ad arrivare a un minuscolo ger
me, un grumn di sensibilit. Lo chiamo Eenie-Weenie, un piccolo
nuclen che si dimena e cerca di far l'amore con se stesso, ma
non pu mai riuscirei. Tutta la favolosa complessit deUa vita ani
male e vegetale, cnme queUa de.lla civilt umana, non sono altro
che una colossale elaborazione deU'Eenie-Weenie che cerca di fare

La gaia cosmologia

53

l'Eenie-Weenie. Sono innamorato di me stesso, ma non riesco a


cercarmi senza nascondermi ; inseguo la mia coda che mi sfugge.
forse nel tentativo di risolvere questo problema che l'ameba si
spacca in due?
Cerco di andare pi in profondit , scavando sempre pi in gi
nel pensiero e nel sentimento, fino ai loro primi prindpi. Che cosa
intendo per 'amare me stesso'? In quale forma mi conosco? Sem
pre, mi sembra, nella forma di qualcos'altro , di qualcosa di estraneo.
Il paesaggio che sto osservando anche uno stato del mio es
sere, dei neuroni della mia testa. Sento la roccia nella mia mano,
nei termini delle mie dita. E nulla pi estraneo del mio corpo. la
sensazione del battito del polso, l'occhio visto attraverso una lente
d'ingrandimento nello specchio, lo shock di rendermi conto che
io sono una cosa nel mondo esterno. Fondamentalmente non c'
modo di separare il s dall'altro, l'amore di s dall'amore per l'al
tro. Ogni conoscenza di s conoscenza dell'altro e viceversa. Mi
rendo conto che s e altro, familiare ed estraneo, interno ed ester
no, prevedibile e imprevedibile si implicano a vicenda. L'uno
cercare e l'altro celarsi, e pi divengo consapevole del loro im
plicarsi reciprocamente, pi li percepisco come fossero una sola cosa .
Curiosamente, mi sento vicino e affezionato a tutto ci che
sembrava altro da me . Comincio a riconoscermi nei tratti di tutto
ci che estraneo, pauroso, terrificante, incomprensibile e remo
to. un 'me stesso' che sembra riaffiorarmi alla memoria da un
tempo molto, molto lontano, certamente non il mio io empirico di
ieri, n la mia personalit speciosa.
Il ' me stesso' che sto cominciando a riconoscere, che avevo di
menticato, ma che in realt conosco meglio di ogni altra cosa, ha
radici remote, che vanno oltre la mia infanzia, oltre quel tempo
in cui gli adulti mi disorientarono, cercando di raccontarmi che
io ero qualcun'altro e, essendo pi grandi e pi forti , ri uscirono
a terrificarmi con le loro paure immaginarie, a confondermi e a
sfidarmi in quel gioco complicato, che non avevo ancora imparato.
(Il sadismo del maestro, che spiega il gioco e che deve dimostrare
la sua superiorit in esso). Molto prima di tutto questo, prima an
cora che io fossi un embrione nel grembo di mia madre, si pro
fila questo estraneo pur cos1 familiare, tutto ci che 'non me',

La gaia cosmologia

55

che io, con una gIoIa incommensurabilmente pi intensa di due


amanti riuniti dopo secoli di separazione, riconosco come il mio
s originario. Quel vecchio, caro figlio di puttana che mi ha coin
volto in tutto il gioco.
Contemporaneamente, tutte le cose e le persone che mi sono
attorno danno la sensazione di essere sempre state l, di esser sta
te dimenticate, e poi di nuovo ricordate. Siamo seduti in un giar
dino circondato da ogni lato da colline incolte, un giardino di fucsie
e colibrl situato in una valle che declina verso l'oceano, e dove i
gabbiani si vengono a rifugiare a stormi. 'Stiamo seduti a un ta
volo in una terrazza, in un tempo indefinito, a met del ventesimo
secolo, durante un pomeriggio estivo; mangiamo pane scuro fatto
in casa e beviamo vino bianco. Tuttavia come se ci trovassimo Il
da sempre, perch le persone che stanno insieme a me non sono
pi le piccole personalit banali e tormentate, con nome, indirizzo
e codice fiscale, i mortali datati con precisione che tutti ni fac
ciamo finta di essere. Appaiono, piuttosto, come archetipi immor
tali di se stessi, senza per questo perdere la loro umanit; come
nel caso -della voce del sacerdote, i loro caratteri diHerenti sem
brano contenere tutta la storia, sono a un tempo unici ed eterni,
uomini e donne, ma anche di e dee._ Perch ora che abbiamo il
tempo di guardarci tra noi, noi diventiamo senza tempo. La forma
umana diviene immensamente preziosa e, come per simboleggiar
lo, gli occhi appaiono gioielli intelligenti, i capelli fili d'oro, la car
ne avorio diafano. Fra coloro che insieme entrano in questa real
t sussiste anche una forma di amore, che precipuamente euca
ristica, una reciproca e totale accettazione, dagli aspetti pi su
blimi a quelli pi bassi, della natura di ciascuno.
Ella, che ha coltivato il giardino, una Circe benefica, una maga,
figlia della luna, amica di gatti e serpenti, erborista e guaritrice,
con la faccia vecchia pi giovane che si sia mai vista, deliziosamente
soleata da ruglle, i capelli neri e argento, ondulati come fiamme.
Robert una manifestazione di Pan, ma pi associato ai
tori che ai capri, con la cotta capigliatura ricciuta, a ciuffi, come
avesse delle corna smussate, un uomo che tutto muscoli e cor
po, l'incarnazione di una vivacit esuberante. Beryl, sua moglie,
una ninfa che ha lasciato i boschi, una sirena terrestre, dalle chio

La gaia cosmologia

57

me fluttuanti e un corpo fl essuoso che sembra nudo Anche guan


do vestito. B il suo pane che stiamo mangiando, ha il sapore del
Pane Originario, di cui il pane delle nostre madri era solo una
pallida imitazione. Poi c' Mary, amata nel grigio mondo comune,
ma in questo mondo un 'incarnazione di luce e d'oro , figlia del
sole, dagli occhi fatti col cielo della sera, una creatura che ha tutte
le etlt, bAmbina , ragazzina, fanciulla, matrona, vecchia e morta, e
che a tutte le et suscita amore.
Cerco di trovare parole che suggeriscano la gualit numinosa,
mitologicA , di gueste persone. Allo stesso tempo, per, mi sono
cosl fAmiliari come se le conoscessi da secoli, o, meglio, come se
avessi riconosciuto in loro perduti amici, incontrati al principio
del tempo, in una terra nata prima di tutto il mondo . Questo
ovviamente legato al riconoscimento della mia identit pi antica,
molto pi vecchia del cieco dimenarsi dell'Eenie-Weenie, come se
la forma pi alta che la coscienza pu assumere fosse in gualche
modo presente all'inizio stesso delle cose. Noi tutti ci guardiamo
con gli occhi di chi sa, perch la sensazione di esserci conosc;uti
in guel lontanissimo passato nasconde gualcos'altro di tacito, so
lenne, guasi innominabile: la comprensione che nel centro pi pro
fondo di un tempo perpendicolare a guello ordinario noi siamo
da sempre un'unica cosa. Riconosciamo la trama merav igliosamen
te nascosta, la suprermt illusione, per la guale noi siamo all'appa
renza diversi.
L'emozione del riconoscimento . Sotto la forma di guel che c'
di pi altro, estranea e remota (le galassie che eternamente si al
lontanano, il mistero della morte, i terrori della malattia e della
follia, il mondo strano e raccapricciante dei mostri marini, e dei
ragni, il labirinto disgustoso dei miei intestini) sotto tutte gueste
forme io mi sono insinuato furtivamente in me stesso e ho gri
dato ttBum!", Mi spavento a morte, e mentre sono fuori di me
non riesco a ricordare come sia accaduto. Di solito nei labirinti
io mi smarrisco. Non so mai come ho fatto ad arrivare in un pun
to, perch perdo il filo e dimentico il contorto sistema di passi
con cu i ho portato avanti guesto giocare a nascondino. (Forse era
i! sentiero che avevo seguito sviluppando i circuiti del mio cer
vello?) . Ma ora il principio del labirinto chiaro. B un congegno

58

La gaia cosmologia

per cui qu alcosa gira su se stesso, in modo da sembrare un'altra


cosa, ma si girata tante di quelle volte, seguendo schemi cosl
vertiginosamente complessi, da lasciarmi completamente confuso.
Il principio che tutte le dualit e gli opposti non sono disgiunti,
ma polari; non si incontrano, non si mettono a faccia a faccia
avvicinandosi da luoghi lontani, ma emanano da un centro comu
ne. Il pensiero ordinario nasconde la polarit e la relativit per
ch si serve di termini, cio dei punti terminali, dei punti d'arrivo;
dei poli, trascurando ci che tra essi si trova .. La differenza fra
davanti e dietro, fra essere e non essere, occulta quella che la
loro unit e reciprocit.
La coscienza, come percezione sensoria, sempre una sensazione
di contrasti. f: una specializzazione nel cogliere differenze, nell'os
servare, e niente definibil e, classificabile o osservabile se non per
contrasto con qualcos'altro. Ma l'uomo non vive solamente per la
coscienza, perch il procedimento lineare, graduale, per contrasti,
dell'attenzione assolutamente inadeguato a organizzare qualcosa
di complesso come un corpo vivente. Il corpo stesso possiede'
un' (onniscienza' che inconscia, o superconscia, proprio perch si
occupa di relazioni, pi che di contrasti, di armonie, invece che di
discordanze. Esso 'pensa', O si organizza, come una pianta cresce,
non come un botanico descrive la pianta che cresce. f: per questo
che Shiva ha dieci braccia, perch rappresenta la danza della vita,
l'onnipotenza dell'essere capace di fare innumerevoli cose nello
stesso tempo.
Nel tipo di esperienza che sto descrivendo, sembra che il sistema
superconscio di pensiero divenga conscio. Vediamo il mondo con
gli occhi di tutto il corpo, ed per questo che si incontra un'enor
me difficolt nel tradurre questa modalit di vedere in una forma
di linguaggio basata sul contrasto e la classificazione. L'uomo, per
ci, nella misura in cui divenuto un essere imperniato sulla
coscienza, anche centrato sull'attrito, sul conflitto, sulla discordia.
Egli ignora, in quanto indegna di attenzione, la stupefacente perfe
zione del suo organismo nella sua totalit; ed per questo che in
tantissime persone esiste una disparit cosl deplorevole fra l'ordine
meraviglioso e intelligente del loro corpo e le banali preoccupazioni
della loro coscienza. Ma in ques t'altra realt, la situazione capo

60

La gaia cosmologia

volta. Le persone normali appaiono come divinit, perch vengono


messi in rilievo i valori dell'organismo, mentre tutto quanto con
cerne la coscienza retrocede in quella posizione subordinata che gli
spetterebbe. Amore, uni t, armonia e rapporto hanno quindi la
precedenza sulla guerra e la divisione.
Ci che la coscienza trascura che tutti i confini e le divisioni
sono poste in essere da tutte e due le parti o le zone divise, cosic
ch, quando un confine cambia forma, le due parti si muovono
insieme. come il simbolo cinese del yang-yin, due pesci, uno
bianco e uno nero, divisi da una curva a S e inscriui in un cerchio.
La testa curva dell'uno la coda che si restringe dell'altro. Ma
quanto pi difficile accorgermi che la mia pelle e i suoi movimenti
appartengono a me quanto al mondo esterno, oppure che le sfere
d'influenza di esseri umani differenti hanno le pareti in comune,
come le stanze di una casa, cos che uno spostamento della mia
parete ne determina uno anche in quella degli altri. Puoi fare ci
che vuoi nella tua stanza, finch io sono libero di fare altrettanto
nella mia. Ma la stanza di ciascuno lui stesso, nella sua estensione
pi ampia, per cui a una mia espansione corrisponde una contra
zione dell'altro, e viceversa.
O sservo quello che normalmente chiamerei un intrico di arbu
sti, un groviglio di piante e di erbacce con rami e foglie protesi in
ogni dhezion e. M a ora che ha il sopravvento la mente che organizza
e mette in rapporto le cose, mi accorgo che ci che confuso non
sono gli arbusti, ma il mio goffo modo di pensare. Ogni ramoscello
si trova nel posto giusto e il groviglio diventato un arabesco, pi
delicato dei favolosi fregi a matgine dei manoscritti celtici. Sempre
in questo stato di coscienza ho visto, una volta, una foresta in
autunno, con tutta la moltitudine di rami e ramoscelli, quasi del
tutto spogli, che si stagliavano nettamente contro il cielo, senza
dare minimamente un'impressione di confusione, ma come fossero
una filigrana o un traforo di un magico gioielliere. Un tronco no
doso, che ospita file di funghi e chiazze di muschio, diviene pre
zioso come un'opera di Cellini, una luminosa composizione di
giaietto, ambra, giada e avorio, con tutte le morbide e porose irre
golarit del legno che paiono intagliate da una mano infinitamente

62

La gaia cos

paziente e abile. lo non so se sia questa modalit visiva a organiz


zare il mondo cos come organizza il corpo, o se sia proprio il
mondo naturale a essere strutturato cosl.
Un viaggio in questo nuovo tipo di coscienza ci permette di
accrescere meravigliosamente la comprensione delle configurazioni
create dalla natura, di esaltare il fascino della struttura delle felci,
della formazione dei cristalli, dei disegni sulle conchiglie, di quegli
incredibili gioielli che sono certe creature unicellulari dell'oceano,
come i radiolari, della magica struttura dei semi e delle silique, del
meccanismo delle ossa e dello scheletro, dell'aerodinamica delle
piume e della stupefacente profusione di occhi colorati sulle ali
delle farfalle e degli uccelli. Tutta questa raffinata complessit di
organizzazione da un certo punto di vista pu essere strettamente
funzionale agli scopi della riproduzione e della sopravvivenza. Se
per andiamo pi a fondo, vediamo che la sopravvivenza di queste
creature la loro vita stessa; allora, perch tanta perfezione?
Si fa sempre pi crescente la sensazione che l'ordinamento della
natura abbia qualcosa di molto vicino alla musica: fughe di gusci
e cartilagini, contrappunto di fibre e capillari, ritmo pulsante di
onde sonore, luminose e nervose. Siamo legati inestricabilmente:
un nodo, un ganglio, un intrecciarsi di traiettorie, circuiti e impulsi
elettronici, che si estendono e vibrano nella totalit del tempo e
dello spazio. L'intera configurazione turbina nella sua complessit
come fumo in un raggio di sole, o come le fitte increspature di
luce, riflesse nell'acqua poco profonda, che si trasformano inceso
santemente in altre immagini di se stesse mentre solo la configu
razione di fondo rimane immutata. Gli incroci, i nodi, le maglie,
i viluppi, svaniscono incessantemente gli uni negli altri. "La fibra
senza base di questa visione" la sua stessa base. Quando la terra
si dissolve sotto di me io mi libro in aria.
In questa realt le fantasie a occhi chiusi sembrano a volte rive
lazioni delle segrete attivit del cervello, dei processi associativi e
di modellamento, dei sistemi di ordinamento, che svolgono tutta
la nostra attivit percettiva e di pensiero. Diversamente da quella
che ho appena descritta, queste fantasie sono per la maggior parte
variazioni sempre pi complesse su un unico tema: felci che ger
mogliano da felci che germogliano da altre felci in uno spazio mulo

La gaia cosmologia

65

tidimensionale, immense cupole caleidoscopiche di vetro macchiet


tato o di mosaico, o disegni simili a strutture molecolari estrema
mente articolate, sistemi di sfere colorate, ciascuna delle quali si
scinde all'infinito in una moltitudine di sfere pi piccole. In questo
modo vediamo forse dall'interno quel processo di organizzazione
che, quando gli occhi sono aperti, conferisce un senso al mondo
anche in quei punti in cui il mondo appare estremamente caotico?
Pi tardi, quello stesso pomeriggio, Robert ci porta nel suo gra
naio dal quale ha tolto tutti i rifiuti ammucchiandoli in una grande
e sconquassata Buick deeapottabile, con tutta l'imbottitura che
viene fuori. La vista di quel ciarpame genera due dei grandi inter
rogativi della vita Ul1\ana: "Dove lo buttiamo?" e "Chi deve pu
lire?". Sotto un certo aspetto gli esseri viventi non sono altro
che tubi: da un'estremit introducono e dall'altra espellono, finch
il tubo non si logora . Il problema sempre quello di dove mettere
ci che stato espulso dall'altra estremit, specialmente quando
comincia ad ammassarsi in tale quantit che i tubi corrono il rischio
di essere estromessi dai loro stessi rifiuti. E quelle domande assu
mono toni metafisici. "Dove lo buttiamo?" chiede qual il fon
damento ultimo sul quale poggiano le cose: la Causa Prima, il Fon
damento Divino, le basi della morale, l'origine dell'azione. E l'altra,
"Chi deve pulire?", chiede dove stia in definitiva la responsabilit,
o come ri solvere la continua proliferazione dei nostri problemi in
una maniera che non sia quella di lavarsene le mani, lasciandone
la responsabilit alla generazione successiva.
Contemplo il mistero dei rifiuti nella sua manifestazione imme
diata: la macchina di Robert piena zeppa; solo il posto di guida
non ingombro da telai di porte rotti, stufe arrugginite, grovigli
di reti di ferro da pollaio, lattine spiaccicate, meccanismi di veechi
armonium, indescrivibili quantit di oggetti di plastica spaccati,
bambole senza tes ta, biciclette senza ruote, cuscini strappati che
vomitano capok, bottiglie 'vuoto a perdere', manichini da sarta
spezzati, carnici romboidali, gabbie da uccelli sfondate, grovigli
inimmaginabili di spago, filo elettrico, scorze d'arancio, gusci
d'uovo, bucce di patata e lampadine, il tutto guarnito con un po'
di quella polvere chimica bianchissima che noi chiamiamo 'angel
shit' , Domani scorteremo tutto questo, in gioiosa carovana, fino

66

La gaia cosmologia

al locale scarico dei rifiuti. E poi? Si pu bruciando e fondendo


liberarsi di queste montagne sempre crescenti di rovine, special
mente quando tutto ci che facciamo e costruiamo comincia ad
assomigliare sempre pi a un rifiuto, ancor prima di essere gettato
via? La sola risposta sembra essere quella del nostro gruppo. Tutti
noi, alla vista dell'auto di Robert, siamo stati presi da una specie
di attacco isterico per il gran ridere.
La Divina Commedia. Tutto si dissolve in una risata. E per
Robert questo immenso mucchio di meravigliosamente incongrua
inutilit una vera e propria creazione, un capolavoro di assurdit.
Robert scaraventa tutto insieme e lo lega saldamente al bitorzoluto
e sferragliante rottame che avrebbe dovuto essere un'elegante deca
pottabile, poi si ritrae per ammirarlo come se fosse un carro di
carnevale. Tema: il sistema di vita americano. Ma la nostra risata
senza malizia, perch in questo stato di coscienza tutto opera
degli di. Il culminare della civilt in monumentali cataste di 'ciar
pame non viene visto come una bruttura offensiva, ma come un'au
tocaricatura, come la creazione di collages prodigiosamente assurdi
e di sculture astratte, che' deridono deliberatamente, ma senza catti
veria, le nostre vanit: Perch in questa realt niente sbagliato
O stupido. Il senso del termine sbagliato semplicemente non saper
vedere dove e in che modo l'oggetto si adatti a un modello, non
saper percepire il livello gerarchico in cui si inserisce un determi
nato evento; un fatto che a un certo stadio sembra inappropriato,
a un altro stadio appare assolutamente esatto. Parlo di livelli e
stadi all'interno di quel labirinto di svolte e spire, stratagemmi e
contro-stratagemmi, nel quale la vita si involve ed evolve, il gioco
della supremazia cosmologica che lo yang e lo yin, i princpi della
luce e della tenebra, giocano in eterno, la partita che a un punto
iniziale del suo sviluppo sembra davvero il grande scontro fra bene
e male. Se la persona rigidamente convenzionale pu essere definita
come uno che prende sul serio il gioco, bisogna ammirarla per la
profondit del suo coinvolgimento, per il coraggio con cui andata
avanti fino a non sapere pi da dove partita.
Pi prosaico e pi spaventosamente ordinario sembra essere
qualcuno o qualosa, pi sono spinto a meravigliarmi della fervida
inventiva con cui la divinit si nasconde allo scopo di cercarsi,

lA gaia cosmologia

69

delle sterminate distanze che questa cosmica joie de vivre percor


rer nell 'elaborazione della sua danza . Penso a una stazione di ser
vizio in un torrido pomeriggio. La puzza di polvere e dei tubi di
scappamento, il classico bravo ragazzo, tutto baseball e macchine
sportive, i manifesti opacamente vistosi, la monotonia cos1 rassicu
rante; non c' niente intorno, solamente noi esseri umani! Vedo
persone che fingono di non capire di essere ava/ar di Brahma,
Vishnu e Shiva, come se le cellule dei loro corpi non fossero mi
lioni di di, come se la polvere non fosse un pulviscolo di pietre
preziose. Che solenne mancanza di comprensione manifesterebbero
se mi facessi avanti dicendo: "Chi credi di imbrogliare? Vieni fuori,
Shiva, vecchia canaglia! una gran bella commedia, ma non me
la fai". Ma l'io conscio non sa di essere qualcosa che quell'organo
divino, che il corpo, sta solo fingendo di essere.' Quando gli
uomini si rivolgono a un guru, un maestro di saggezza, per cercare
una via d'uscita dalle tenebre, il guru non fa altro che assecondare
la loro finzione, finch non sono costretti ad abbandonarla. Non
dice nulla, ma i suoi occhi ammiccanti parlano all'inconscio: "Tu
sai ... Tu sai!".
Nella realt opposta della coscienza normale, ,'uomo sente di
essere, come d'altronde vuole, qualcosa in seno alla natura, ma di
non farne parte. Prova per essa attrazione o avversione, la accetta
o le oppone resistenza, la stimola o ne viene stimolato. Ma in quella
fondamentale coscienza superiore che interessa l'organismo nella sua
totalit, questa divisione non esiste. L'organismo e il mondo circo
stante sono un'unica configurazione integrata di azione, in cui non
c' soggetto n oggetto, n agente o agito. A questo livello non
esiste una cosa chiamata dolore e un'altra chiamata me stesso, che
avversa al dolore. La sofferenza e la 'risposta' alla sofferenza sono
la medesima cosa. Quando questo diviene conscio, sembra che tutto
ci che accade venga percepito come mia volont. Questa non
altro che una maniera preliminare e confusa di sentire che ci che
3 "L'uomo autocoscience pensa di pensare. Da moIto tempo si riconosciuto che
questo un errore) perch il soggetto conscio che pensa di pensare non la stcssa
cosa dell'organo che compie l'atto del pensare. La persona conscia solranto una
..:omponente, una serie di aspetti transitori, della persona pensante". L. L. Wh"te,
L'inconscio prima di Freud (Astrolabio, Roma, 1970), p. 54.

70

LA gaia corm%gio

accade fuori del corpo tutt'uno con ci che accade dentro . quella
'identit originale' che il linguaggio comune e le nostre definizioni
convenzionali dell'uomo nascondono cos1 completamente.
Attivit e passivit sono due fasi dello stesso atto. Un seme, che
fluttua avvolto neUa sua lucente lanugine bianca, si lascia traspor
tare attraverso l'aria, sibilando con il rumore di un aeroplano
invisibilmente alto nel cielo. Lo afferro al volo fra il pollice e
l'indice e rimango stupefatto a osservare questa piccola creatura
che si agita e si dimena davvero, come se stesse lottando per libe
rarsi. Il comune buon senso mi suggerisce che questi fremiti sono
effetto dell'azione del vento, non opera deUa lanugine. Ma poi
riconosco che l' 'inteUigenza' del seme a fargli avere antenne
setose cos1 delicate da potersi muovere in un ambiente ventoso;
poich possiede tali propaggini, si sposta insieme al vento. A questo
punto che differenza c', in fondo, tra alzare una vela e spingere
un remo? Semmai, nel primo caso, si fa un uso pi intelligente
dello sforzo che nel secondo. Certo non nelle intenzioni del seme
muoversi con il vento, ma nemmeno io intendevo possedere brac
cia e gambe.
la vivida comprensione della reciprocit fra volont e mondo,
attivit e passivit, interno ed esterno, io e non io che evoca
l'aspetto pi sconcertante di queste esperienze, dal punto di vista
deUa coscienza ordinaria : la convinzione strana e apparentemente
sacrilega che 'io' sono Dio. Nella cultura occidentale questa sensa
zione considerata un segno infallibile di follia . Ma in India
del tutto naturale che il nucleo centrale pi profondo dell'uomo,
l'atman, corrisponda al nucleo centrale pi profondo deU'universo,
il Brahman. Perch no? Sicuramente, una visione continua del
mondo pi completa, pi pia, pi sana, di una che concepisca
un abisso incolmabile fra la Causa e i suoi effetti. Ovviamente l' 'io'
che Dio non l'ego, la coscienza di s che contemporaneamente
inconsapevolezza di avere i propri limiti esterni in comune con i
limiti interni del resto del mondo. Ma in questo stato di coscienza
pi ampio, meno ignorante, sono costretto ad accorgermi che tutto
ci che affermo eli volere e voglio, ha un confine in comune con
tutto ci che pretendo di rinnegare. I limiti di queUo che desidero,
la forma e l'aspetto eli quelle azioni che riconosco mie, sono identici

72

La gaia cosmologia

e contigui ai limiti di tutti quegli eventi che mi stato insegnato


a definire come estranei ed esterni.
La percezione di s non pi confinata nella pelle. Anzi, il mio
essere individuale sembra crescere dal resto dell'universo, come un
capello da una testa, o un arto da un tronco, cosl che il mio centro
anche il centro del tutto. Mi accorgo che nel normale stato di
coscienza cerco abitualmente di escludermi da questa totalit, che
sono perpetuamente sulla difensiva. Ma cos' che tento di proteg
gere? Solo in rare occasioni i miei atteggiamenti difensivi sono
espressamente diretti a respingere un qualche danno o pericolo
fisico. Per lo pi, difendo solo le mie difese : circoli intorno a circoli
intorno a circoli intorno a niente. Sentinelle in una fortezza, che
posta all'interno di un trinceramento, che a sua volta situato
entro uno sbarramento radar. La guerra dei militari la parodia
esterna della guerra fra l'io e il mondo: solo le sentinelle sono al
sicuro. Nella prossima guerra solo l'aviazione sopravviver alle
donne e ai bambini.
Inseguo me stesso fin dentro il labirinto del mio cervello, attra
verso le innumerevoli svolte che mi hanno fatto perdere ogni
contatto e cancellare, con un perpetuo girare in circolo, la pista
originaria per la quale ero penetrato in questa foresta. Indietro,
attraverso i cunicoli, attraverso la complessa strategia fatta di stato
sociale e sopravvivenza, caratteristica della vita adulta, attraverso
gli interminabili passaggi che ricordiamo nei sogni, tutte le strade
per le quali siamo sempre andati, i corridoi delle scuole, i sentieri
tortuosi fra le gambe di tavoli e sedie, dove camminavamo carponi
da bambini, la difficile e dolorosa uscita dall'utero, il getto zampil
lante attraverso il condotto del pene, i vagabondaggi eterni in dtti
e caverne spugnose. Gi e indietro, attraverso canali che si restrin
gono, fino al punto che il passaggio stesso il viaggiatore, una 6.la
sottile di molecole che procedono per tentativi, cercando di porsi
nell'ordine corretto per essere un'unit di vita organica. Inesora
bilmente, sempre pi indietro , attraverso le infinite e vorticose
danze negli spazi astronomici che circondano i nuclei originari del
mondo, i centri di centri, cosl enormemente distanti all'interno
come lo sono, all'esterno, le nebulose al di l della nostra galassia.
Gi e infine fuori, fuori del labirinto cosmico per riconoscere

74

La gaia cosmologia

in me stesso e come me stesso, viaggiatore confuso, la sensazione


dimenticata, eppure familiare, dell'impulso originario di tutte le
cose, identit suprema , luce pi segreta, centro fondamentale, me
ancora pi me di me stesso. Stando in mezzo al giardino di Ella
sento, con una serenit cosi profonda che mi canta dentro e che
vorrebbe essere divisa con tutto il mondo, che finalmente ci sono,
che sono ritornato alla casa vera, che sono entrato in possesso del
l'eredit trasmessa inconsapevolm ente, fin dal principio, da tutti
i miei antenati. Pizzicati come le corde di un'arpa, l'ordito e la
trama del mondo riecheggiano di ricordi di inni trionfanti. Il fon
damento sicuro sul quale ho tentato di stare si dimostrato il
centro partendo dal quale io cerco . L'elu siva sostanza alla base di
tutte le forme dell'universo, si rivela per il gesto immediato della
mia mano. Ma come ho fatto mai a perdermi? E perch ho viag
giato cosi lontano attraverso questi cunicoli intrecciati, che sembro
essere quel tremolante vortice di difensivit difesa, che costituisce
il mio io convenzionale?
Entro in casa e scopro che tutti i mobili sono vivi. Ogni cosa
in azione. I tavoli tavolano, le pentole pentolano, le pareti
paretano, gli infissi inEssano, un mondo di eventi invece che di
cose. Robert accende il giradischi senza dirmi di che musica si
tratti. Osservo intento i quadri che quadrano. Solo gradualmente
mi accrgo della musica e a tu tta prima non riesco a capire se
quello che ascolto uno stru mento o una voce uman a. Un unico
flu sso di suono che si piega, si increspa e ondeggia in un dolce
disordine, e alla fine si rivela essere uno strumento a fiato, una
specie di oboe. Poi, si uniscono a esso delle voci, ma non cantano
parole, solo una sorta di buoh-buah-bueh , che sembra esplorare
tutte le modulazioni liquide delle quali la voce capace. Che cosa
ha messo Robert? Mi immagino che si tratti di qualcuno di quei
suoi fantastici amici intenti a cantilenare cose senza senso. Il canto
si intensifica nei pi raffinati, esuberanti e deliziosi gorgheggi, gor
gogl1, trilli, squittii, ululati, che, come ovvio, non significano
assolutamente niente, sono solo puro piacere del canto. C' una
pausa. Una voce dice !':Dit!"; un'altra sembra rispondere UDa! 'J ,
poi, Dit-da! Di-dilli-da!" e diventando gradualmente pi vel oce:

76

lA gaio cosmologia

Da-di-ditti-di-ditti-da! Di-da-di-ditti-ditti-da-di-da-di-ditti-da da! ",


e cos via, fino a che gli esecutori non escono di senno. La coper
tina del disco, che ora Rohert mi mostra , dice Musica classica del
l'India ", e mi informa che si tratta di una serie edita da Alain
Danilou, cl,e guarda caso lo studioso esoterico pi serio ed eru
dito della musica indiana, nonch un esponente, sulla stessa linea
di Ren Gunon e di Ananda Coomaraswamy, dell'interpretazione
pi formale, tradizionale e difliclle dello Yoga e del Vedanta. In
certo modo non riesco a conciliare Danilou, li pandit dei pandit,
con questi profluvi deliranti di canzoni di uomini che sembra
no uccelli. Mi sento preso in giro, o forse soltanto Danilou
a esserlo .
Ma pu anche darsi di no; anzi, sicuramente no' Perch tutto
a un tratto sento che la mia mente si apre con una chiarezza colos
sale, come se tutto si stesse rivelando, fin nel profondo delle radici
del mio essere e del tempo e dello spazio. Il senso del mondo
diviene completamente ovvio. Sono sbalordito all'idea che io, o un
altro, possa aver considerato la vita un problema, come se fosse
un mistero. Chiamo tutti attorno a me.
"Ascoltate, c' qualcosa che devo dire_ Non mi mai , mai apparso
cosl chiaro. Ma non importa affatto se non capite, perch ciascuno
di voi assolutamente perfetto cos com', anche se non lo sapete.
La vita fondamentalmente un gesto, ma niente, nessuno lo compie.
Non vi alcuna necessit che accada, e nessuna perch si ripeta .
Non esiste niente che lo costringa, completamente libero. un
gesto di movinlento, di suono, di colore, e proprio come nessuno
lo compie, non avviene per nessuno. Semplicemente non esiste alcun
problema di vita, un gioco assolutamente gratuito, esuberanza
fine a se stessa. Alla base di tutto vi il gesto. Tempo, spazio e
molteplicit sono sue complicazioni. Non esiste ragione di sorta che
lo spieghi, poich le spiegazioni sono ancora un'altra forma di com
plicazione, una nuova manifestazione di vita al culmine della vita,
di gesti gesticolanti. Il dolore e la sofferenza non sono altro che
forme estreme del gioco, e non c' niente in tutto l'universo di cui
aver paura, perch non esiste! Non c' assolutamente alcun io
sostanziale. L'io una specie di sobbalzo, un sapere di sapere,
temere di temere. un fronzolo, un guizzo in pi per l'esperienza,

78

La gaia cosmologia

una sorta di eco o di riverbero, un tremore della coscienza che


in tutto analogo all'ansia".
Naturalmente dire che la vita solo un gesto, un'azione priva
di agente, di oggetto o di scopo, suona molto pi vuoto e futile
che gioioso. Ma a me sembra cbe un io, un'entit sostanziale per
la quale ha luogo l'esperienza, sia pitl una diminuzione cbe un'ag
giunta . una separazione dall'esperienza, una mancanza di parte
cipazione. E in questo momento mi sento in completa armonia con
il mondo, libero da quella cron ica resistenza all'esperienza cbe osta
cola il corso spontaneo della vita e ci fa muovere come ballerini
irrigiditi. Ma io nOI1 devo sconfiggere la resistenza . Mi accorgo che
questa stessa resistenza, l'io, solo un vortice in pi nella corrente,
nient 'altro che una parte di essa, e cbe di fatto non esiste alcuna
resistenza reale. Non esiste un punto particolare da cui sia possi

bile affrontare la vita, o opporsi a essa.


Ritorno in giardino . I colibrl, nella loro danza di accoppiamento,
si librano in alto e poi calano veloci, come se ci fosse qualcuno,
nascosto nella macchia, che giochi a palla con loro. Frutta e altro
vino sono stati portati in tavola. Arance: trasformazioni del sole
nella sua stessa immagine, come se l'albero esprimesse la propria
gratitudine per il calore. Le foglie, con il loro tenero colore verde
giallo pallido, che mi ritorna alla memoria dalle primavere della
mia infanzia nei boschetti del Kent, dove i rami dei nocciuoli erano
tutti picchiettati di giovani germogli in una nebbiolina fluttuante,
e in mezzo tronchi, rami e ramoscelli di un nero umido, di etro al
verde illuminato dal sole. I cespugli di fucsie, intricati merletti di
steli, mescolati a migliaia di ballerine cremisi in gonnellino di por
pora. Dietro a tutto, torreggiante nel cielo ormai prossimo al cre
puscolo, il gruppo di giganteschi eucalipti con i loro ondeggianti
grappoli di foglie, l'una perfettamente distinta dall'altra e un po'
simili al bamb. Qui tutto sembra il corrispondente visivo del gor
gheggiare senza significato e dell'abbandonata abilit vocale di quei
musicisti indiani del disco.
Ricordo le parole di un antico testo tantrico: "Come i flutti sono
legati all'acqua e le fiamme al fuoco, cosl le onde universali a noi".
Gesti del gesto, onde dell'onda, fluire delle foglie nei bruchi, del

80

L4 gaia cosmologia

l'erba nelle mucche, del latte nei neonati , dei corpi nei vermi, della
terra nei fiori, dei semi negli uccelli, dei quanti di energia nei labi
rinti iridescenti e riverberanti del cervello. Questa danza cosmolo
gica, infinita ed esultante, contiene la base e le opprimenti sfuma
ture nascoste della sofferenza inseparabile dalla trasformazione:
nervi spezzati, guizzo elettrico improvviso di serpenti nascosti nel
l'erba, repentina picchiata di falch i pigramente ruotanti, muscoli
sfibrati nell'accatastare legna, notti insonni, consumate cercando di
tener dietro all'inesorabile contabilit che il vivere civile ci impone.
Quanto stranamente naturale non considerare pill la sofferenza
come un problema. Questa problematica del dolore nasce infatti
quando la coscienza tende a mandare in corto circuito il cervello
e a colmare i suoi passaggi di risonan.ze tremule, reazioni improv.
vise a reazioni improvvise, paura della paura , nascondersi dal na
scondersi, senso di colpa del senso di colpa, costringendo il pensiero
a intrappolarsi in interminabili oscillazioni. L'uomo, nel .sue stato
di coscienza normale, vive come uno che cerchi di parlare in una
camera a echi estremamente sensibile; non pu fare altro che igno
rare ostinatamente gli interminabili rimbalzi borbottanti della sua
voce. Nel cervello ci sono infatti, in tutte le dimensioni di senso,
pensiero e sentimento, echi e immagini riflesse che vibrano inces
santemente nei canali della memoria. Il problema che noi confon
diamo questo stivaggio di informazioni con un commento intelli
gente su ci che stiamo compiendo al momento, prendendo per
intelligenza i materiali grezzi di quei dati con i quali l'intelligenza
stessa opera. Come per un abuso di alcol, la coscienza ci mostra
un doppio noi stess i, ed ecco che cadiamo nell'errore di prendere
quest'immagine ingannevole per due noi stessi, uno mentale e l'altro
materiale, controllante e controllato, riflessivo e spontaneo. Perci,
invece di soffrire soffriamo di soffrire, e soffriamo di soffrire di
sof&ire.
Come si sempre detto, la chiarezza viene con l'abbandono del
l'io. Ma ci significa cessare di attribuire individualit a questi echi
e a queste immagini riflesse . Altrimenti come se stessimo in una
sala di specchi, danzando esitanti e irresoluti perch lasciamo che
siano le immagini a guidarci. Ci muoviamo in circoli percb seguia
mo ci cbe abbiamo gi fatto . Abbiamo smarrito il contatto con la

La gaia cosmologia

81

nostra identit originale, che non il sistema di immagini , ma il


grande, autonomo gesto di questo momento non ancora ricordato.
I! dono del ricordare e trattenere il tempo crca l'illusione che il
passato stia al presente come l'agente all'atto, il motore a ci che
mosso. Vivendo, perci, rivolti al passato, guidati da echi, noi
non siamo veramente qui , e siamo sempre un po' in ritardo per la
festa. Eppure, potrebbe forse esserci qualcosa di pi ovvio del fatto
che il passato deriva dal presente come la scia da una nave e che,
se assolutamente dobbiamo vivere, qui che lo si deve fare?
Finalmente la sera arriva a concludere una giornata che sem
brava durare fin dall 'inizio del mondo. In fondo alla parte alta del
giardino, sopra una radura, c', contro la parete rocciosa, un semi
cerchio di alberi, immensamente alti e carichi di foglie, che ram
menta il boschetto d'ingresso di qualche antico tempio. da qui
che la profonda trasparenza verdazzurra del crepuscolo scende a
portare il silenzio fta gli uccelli e a far tacere la nos tra s tessa con
versazione. Siamo stati a guardare il tramonto, seduti in fila sulla
trave maestra del grande granaio, il cui tetto di assi di sequoia,
deformato e spaccato, arriva a sfiorare il terreno. Pi a valle, verso
Ovest, si stende un'aperta distesa erbosa dove due capre bianche
brucano l'erba, e ancora oltre ecco la casa di Robert, dove le luci
accese in cucina ci dicono che Beryl sta preparando la cena. tempo
di rientrare e di lasciare il giardino alle stelle che si risvegliano.
Ancora musica, clavicembali e un 'orchestra di strumenti a corda,
e Bach nella sua vena pi esultante. Mi sdraio ad ascoltare e chiudo
gli occhi. Per tutto il giorno, a ondate successive e da tutte le
direzioni dello spazio della mente, mi ha invaso ripetutamente il
senso della mia identit originale, come un tutt'uno con la sorgente
stessa dell'universo. Ho anche compreso che tale sorgente trova in
se stessa la propria origine e la propria ragione, e la sua anima
un'allegria priva di freni, che la multiforme danza della vita. Tutti
i problemi sono scomparsi , ma chi ci creder? E io stesso ci creder,
una volta tornato alla coscienza normale? Tuttavia mi rendo conto
che, al momento, non questo che importa. IL gioco quello di
nascondersi e cercarsi, o di perdersi e trovarsi, e il rischio di smar
rirsi del tutto fa parte del gioco. E fino a dove, allora, ci si pu
spingere allo scopo di ritrovarsi?

La gaia cosmologia

83

Come in risposta alla mia domanda mi appare davanti agli occhi


chiusi una visione in forma simbolica di quello che Eliot ha chia
mato 'il punto fermo del mondo che ruota". Mi vedo che guardo
in gi verso il pavimento di un ampio cortile, come da un'alta fine
stra, e tanto il pavimento che le pareti sono interamente ricoperti
di piastrelle di ceramica che formano intricatissimi arabeschi d'oro,
di porpora e blu. La scena potrebbe corrispondere alla corte interna
di un palazzo persiano, se non fosse per le sue immense propor
zioni e per la cosi straordinaria trasparenza dei suoi colori. Al centro
del pavimento incassata una grande arena, la cui forma una
combinazione di una stella con una rosa, e contornata da una stri
scia di piastrelle che fa pensare al pi delicato intarsio di cinabro,
oro e ossidiana.
In quest'arena si sta svolgendo, a tempo con la musica, una
specie di rito. Dapprima l'atmosfera solenne e regale, come se ci
fossero ufficiali e cortigiani in ricche armature e mantelli variopinti
che danzano davanti alloro re. Mentre osservo, l'atmosfera cambia.
I cortigiani divengono angeli con ali di fuoco dorato, e al centro
dell'arena appare un turbine di fiamme splendenti. Guardandovi in
mezzo scorgo, appena per un attimo, un volto che mi ricorda quello
del Cristo Pantocratore dei mosaici bizantini, e percepisco che gli
angeli stanno indietreggiando, con il volto coperto dalle ali, in un
moto di sacro terrore. Ma il volto si dissolve. Il turbine di fiamme
cresce, diventando sempre pi lucente, e osservo che gli esseri alati
si ritirano con un gesto che non di terrore, ma di dolcezza, per
ch la fiamma non conosce l'ira. Il suo calore e il suo fulgore
- "lingue di fuoco avviluppate " - sono un effluvio d'amore,
cos1 avvolgente e commovente, che sento di aver visto l'anima di
tutre le anime.

Epilogo

Questo resoconto, come ho gi detto, non riguarda un solo espe


rimento con droghe che inducono mutamenti di coscienza, ma pi
d'uno, raccontati, per ragioni di unit poetica, come se fossero
accaduti nel corso di una sola giornata. Nello stesso tempo mi sono
pi o meno attenuto alla forma di base che ogni singolo esperi
mento sembra assumere: una sorta di ciclo, durante il quale la per
sonalit viene separata e poi di nuovo riunita in modo pi intelli
gente, O almeno cosl dovrebbe essere. In un primo tempo, per
esempio, la propria vera identit viene percepita come un qualcosa
di estremamente antico, remoto eppure famili are, con sottintesi
magici, mitologici e arcaici, ma in ultimo ritorna a essere ci cbe
nel presente immediato, perch il momento della creazione del
mondo viene sentito appartenere, non a un lontano e inimmagina
bile passato, ma all'eterno presente. Similmente, il gioco della vita,
all'inizio, viene percepito un po' cinicamente come una battaglia
estremamente complessa per la supremazia, che indirettamente si
esprime anche nel pi al truistico degli sforzi umani. Pi tardi si
comincia a provare verso il sistema un sentimento come quello che
si proverebbe verso una buona, vecchia canaglia"; l'ironia prende
il sopravvento sul cinismo, ma, da ultimo, l'egoismo cosmico, rapace
e totale, si rivela per una finzione al servizio del gioco immotivato
dell'amore.
Non assolu tamente mia intenzione generalizzare. Parlo sola
mente di ci che ho sperimentato per mio conto e intendo ripetere
che le droghe di questo tipo non rappresentano in nessun modo
una forma di saggezza imbottigliata e predigerita. Penso che se non
avessi avuto alcun talento di scrittore o filosofo, queste droghe,
che dissolvono alcune delle barriere fra la prosaica coscienza ordi

88

Epilogo

naria e la coscienza superiore multidimensionale dell'organismo,


avrebbero forse prodotto nient'altro che un po' di confusione
piacevole o qualche volta terrificante . Con questo non intendo affer
mare che solo gli intellettuali possono trame beneficio, ma che si
deve possedere una sufficiente dose di discipUna, o intuito, per
mettere in relazione un simile ampliamento della coscienza con la
nostra normale vita quotidiana.
Questi aiuti per la percezione sono farmaci, non diete, e come
l'uso di una medicina dovrebbe stimolare a una pi sana abitudine
di vita, cosl le esperienze delle quali ho parlato suggeriscono alcune
misure che dovremmo adottare per conservare una pi corretta
forma di salute mentale. Di tali misure, la pi importante la pra
tica di quella che amerei definire meditazione, se non fosse che
questo termine spesso implica un signIficato di ginnastica spirituale
o mentale. Ma per meditazione io non intendo una pratica o un
esercizio intrapreso come preparazione per qualcosa, come un mezw
per arrivare a uno scopo futuro o come una disciplina nella q\lale
si in qualche modo legati a progressi da compiere. Un terniine
pi appropriato potrebbe essere 'contemplazione' oppure anche
'centratura', perch ci che io intendo un rallentamento del tem
po, della fretta mentale, e il permettere all'attenzione di fermarsi
sul' presente, pervenendo cosl, senza cercarla, all'osservazione non
di ci che dovrebbe essere, ma di ci che . indubbiamente pos
sibile, se non addirittura facile, arrivare a un simile stato senza
l'ausilio di nessuna droga , ma queste sostanze chimiche hanno il
vantaggio di "farlo per noi in una maniera particolarmente pro
fonda e prolungata.
Tutti coloro che vivono in questa civilt precipitosa e che tende
a troppi fini, hanno bisogno pi di chiunque altro di mettere un
po' di distanza fra l'oro e l'orologio per riuscire a ignorare il tempo,
cosl da permettere ai contenuti della coscienza di manifestarsi senza
interferenze. Entro questi spazi senza tempo, la percezione ha
un'opportunit di svilupparsi e approfondirsi in una maniera molto
simile a quella che ho descritta. Infatti, allorch si smette di for
zare l'esperienza con la volont conscia e di guardare le cose come
se le stessimo affrontando, o di mantenersi distaccati da esse per
poterle manovrare, la propria percezione unitaria e fondamentale

Epilogo

89

del mondo pu risalire alla superficie. Ma non serve a niente fare


di questo una meta o cercare di uniformarsi totalmente a quella
maniera di vedere le cose. Qualsiasi sforzo per cambiare ci che si
percepisce o si vede, presuppone e conferma l'illusione dell'indi
pendenza dell'io o del conoscente e tentare di liberarsi di ci che
non c', solo un prolungare la confusione. Nel complesso, me
glio sforzarsi di essere consapevoli del proprio io che di sbarazzar
sene. Possiamo, allora, scoprire che il 'conoscente' non diverso
dalla sensazione del 'conosciuto', sia che per conosciuto si inten
dano oggetti 'esterni', sia pensieri e ricordi 'interni>.
Comincia cos ad apparire chiaro che invece di conoscenti e
conosciuti esistono semplicemente conoscenze, invece di attori e
atti solamente azioni. La materi a e la forma divise divengono un
modello unificato in atto. Perci, quando i buddhisti affermano che
la realt 'vuoto', essi intendono semplicemente che la vita, il
modello in atto , non deriva n ritorna a nessuna base sostanziale.
Da principio ci pu sembrare piuttosto sconcertante, eppure,
almeno in teoria, l'idea di una base sostanziale non sar pi diflicile
da abbandonare di quanto non lo sia stato per quella delle sfere
cristalline che anticamente si credeva sostenessero e muovessero
i pianeti.
Alla fine , questo tipo di percezione unificata e fuori del tempo
'avvolge' la nostra maniera normale di pensare e agire nel mondo
pratico: la include senza distruggerla, ma anche la modifica, chia
rendo che la funzione dell'atto pratico quella di servire il pre
sente che qui, invece del futuro che si allontana sempre pi, e
l'organismo vivente, piuttosto che il sistema meccanico dello stato
o dell'ordinamento sociale.
Mi sembra che, oltre a questa cos quieta e contemplativa, si
dovrebbe lasciare uno spazio importante anche a un'altra forma di
meditazione in certo modo simile agli esercizi spirituali dei dervisci.
Nessuno pi pericolosamente alienato di colui che sempre men
talmente equilibrato: come un ponte di acciaio privo di fle ssibi
lit, e l'ordine della sua vita rigido e fragile . Gli usi e i costumi
della civilt occidentale ci impongono a un grado estremo questo
perpetuo equilibrio mentale, perch nella nostra vita non consen
tito il minimo spazio all' arte della pura assurdit. Il nostro modo

90

Epilogo

di giocare non. mai un vero gioco, perch viene quasi invariabil


mente razionalizzato; giochiamo un gioco con il pretesto che ei
faccia bene, in quanto ei permette di tornare al lavoro con nuove
energie. Non esiste nessuna situazione abbastanza protetta nella
quale possiamo veramente lasciarci andare. Dalla mattina alla sera
dobbiamo ticchettare obbedientemente come orologi, e i 'pensieri
strani' ci terrorizzano al punto di farci correre dal pi vicino psica
nalista. Il nostro problema quello di aver pervertito il sabato,
facendone una giornata da dedicare alla razionalit e ad ascoltare
sermoni, invece che a dar libero sfogo a noi stessi.
Se la nostra salute mentale dipende dall'essere forti e flessibili,
dobbiamo di quando in quando concederei delle pause dedicate
all'espressione assolutamente spontanea del movimento - danzare,
cantare, urlare, balbettare, saltare, lamentarei, piangere - cio
abbandonarci a tutti quei moti verso i quali l'organismo nel suo
insieme sembra tendere. Non affatto impossibile porre dei confini
fisici e morali entro i quali si possa esprimere questa libert di
azione; situazioni appropriate nelle quali anche l'assurdo possa
avere il suo spazio. Coloro che si preoccupano di lasciare spazio
per questa irrazionalit essenziale non diventeranno mai esseri
incupiti e spenti e, cosa ben pi importante, apriranno delle vie
di comunicazione attraverso le quali la spontaneit formativa e
intelligente dell'organismo potr finalmente arrivare alla coscienza.
Proprio da questo dipende la validit della tecnica della libera asso
ciazione in psicoterapia; ma la sua limitazione quella di essere
esclusivamente verbale. La funzione di questi intervalli dedicati al
'non senso' non semplicemente quella di fornire uno sfogo per
l'emotivit compressa o per l'energia psichica inutilizzata, ma
quella di mettere in moto un tipo di azione spontanea che, sebbe
ne dapprima appaia assurda, pu in ultimo esprimersi in forme
intellegibili.
Generalmente, l'azione disciplinata viene confusa con l'azione
forzata, compiuta in spirito dualistico di auto-costrizione, come se
la volont fosse del tutto separata dal resto dell'organismo. Ma
una concezione unitaria e integrata della natura umana richiede un
concetto nuovo di disciplina: il controllo, non dell'azione forzata,
ma di quella spontanea. necessario considerare la disciplina come

92

Epilogo

una tecnica, che l'organismo usa come un falegname che usa i propri
arnesi, e non come un sistema al quale l'organismo stesso deve
essere uniformato. Altrimenti gli scopi puramente meccanici e di
organizzazione del sistema assumono un 'importanza maggiore di
quelli dell'organismo. Ci troviamo in una situazione in cui l'uomo
a essere fatto per il Sabato, non il Sabato per l'uomo. Ma , prima
che l'azione spontanea possa essere espressa secondo modelli disci
plinati, necessario mettere in moto la sua corrente. Il che vuoi
dire che dobbiamo acquisire una sensibilit molto superiore verso
ci che lo stesso organismo intende fare, e imparare a essere reat
tivi a quelli che sono i suoi impulsi pi intimi.
Il nostro linguaggio quasi ci obbliga a esprimere questo punto
in una maniera errata, come se il 'noi' che deve essere sensibile
all'organismo e rispondere a esso fosse qualcosa di separato. Pur
troppo le nostre forme di linguaggio seguono il disegno della fin
zione sociale che separa la volont conscia dal resto dell'organismo
e ne fa l'agente indipendente che causa e regola le nostre azioni.
t perci che non riusciamo a riconoscere che cosa veramente sia
l'io, l'agente, o la volont conscia; non ci rendiamo conto che si
tratta di una convenzione sociale, come la ripartizione del tempo
sull'orologio, in quanto distinta da un'entit biologica o anche psi
cologica. Perch la volont conscia, che opera COntro l'inclinazione
dell'is tinto, l'interiorizzazione, l'eco profonda , di esigenze sociali
nei confronti dell'individuo associate all'immagine del suo ruolo,
o identit, che egli acquista da genitori, insegnanti e da chi gli sta
vicino. un io immaginario, un prodotto della societ, operante
contro l'organismo, che l'io sviluppato biologicamente. Attraverso
questa finzione il bambino viene portato a controllarsi e a unifor
marsi alle richieste della vita sociale.
A prima vista, questo pu sembrare un espediente ingegnoso
e utilissimo per conservare un ordine sociale fondato sulla respon
sabilit individuale, ma in effetti un errore meschino e scrite
riato, che crea pi problemi di quanti ne risolva. Quanto pi la
societ insegna all 'individuo a identificarsi con una volont domi
nante, separata dalla totalit del suo organismo, tanto pi inten
sifica il suo senso di separazione da se stesso e dagli altri; ci con
l'andar del tempo aggrava poi il problema che invece dovrebbe

Epilogo

93

risolvere, perch crea un genere di personalit nella quale un forte


senso di responsabilit si accompagna a un non meno forte senso
di alienazione.
L'esperienza mistica, che sia indotta con sostanze chimiche o altri
mezzi, permette all'individuo di essere cosl peculiarmente aperto e
sensibile alla realt organica, che ben presto l'io comincia a essere
visto per quello che : una trasparente astrazione. Al suo posto
subentra (specialmente nelle ultime fasi dell'esperienza con l.
droga) un'acuta sensazione di unicit con gli altri, presumibilmente
aBine a quella sensibilit che permette a uno stormo di uccelli di
volare e virare come un sol corpo. Una sensazione di questo tipo
potrebbe forse offrire una base per l'amore e l'ordine sociali molto
migliore di quella offerta dalla finzione della volont separata.
L'effetto generale delle droghe sembra essere quello di diminuire
gli atteggiamenti di difesa senza annebbiare la percezione, come
accade invece con l'alcol. Diveniamo consapevoli di case dalle
quali, normalmente, ci proteggiamo; questa la ragione, io credo,
della notevole vulnerabilit all'ansia che si manifesta nelle prime
fasi dell'esperienza. Ma quando le difese cadono iniziamo a vedere
non allucinazioni, ma aspetti della realt normalmente ignorati, ivi
compreso un senso di unit sociale che l'uomo civilizzato ha da gtan
tempo perduto. Per riconquistare tale sentimento non dobbiamo
necessariamente abbandonare la cultura e regredire a un livello
di precivilizzazione, perch tanto sotto gli effetti della dtOga quanto
nelle forme pi generali di esperienza mistica, le capacit o la cono
scenza che la civilt ha prodotto non vanno perdute.
Ho gi accennato Che in queste esperienze noi acquisiamo indizi
e intuizioni che dovrebbero essere approfonditi mediante alcuni tipi
di meditazione. Non esistono altre vie per le quali si possa, anche
senza l'uso di droghe, ritornare a questo senso di comunione con
gli alui? L'occidentale colto ha una vigorosa repulsione per le folle
e per la perdita d'identit personale nella 'coscienza di massa'. Ma
esiste una differenza enorme fra una folla informe e un gruppo
sociale organico. Quest'ultimo un'associazione relativamente poco
numerosa dove ogni membro in rapporto con ciascuno degli altri,
mentre la prima un'associazione pi numerosa, nella quale i
membri sono in rappono esclusivamente con un capo e, a causa

94

Epilogo

di questa struttura cosl sommaria, una folla non pu essere real


mente un organismo. Pensare alla gente come alla 'massa' pen
sarla per analogia con un tipo di ordinamento subumano.
I riNali in comune delle diverse chiese avrebbero potuto essere
la naturale risposta a questo bisogno, se non fosse che le funzioni
della chiesa seguono un modello pi improntato alla folla che al
gruppo. I partecipanti siedono in fila, guardando l'uno la nuca del
l'altro, e sono in relazione solamente con il capo, che sia un pastore,
un sacerdote o un qualche simbolo di un Dio autocratico. Molte
chiese cercano di compensate questa mancanza di comunione con
'attivit sociali' e feste al di fuori dell'ambito dei servizi regolari,
ma tali avvenimenti hanno una connotazione secolare, e il tipo di
comunione che promuovono ha sempre qualcosa di distante e con
tratto. Ci sono, in vero, gruppi di discussione, nel corso dei quali
il capo, o la persona pi intraprendente, incoraggia ogni membro
a esprimere il proprio pensiero, ma, ancora una volta, l'unione cosl
raggiunta esclusivamente vetbale e non concteta.
La difficolt sta nel fatto che la difensivit difesa dell'io rifug
ge proprio da ci che la potrebbe rilassare, cio dall'associazione
con gli altri basata su gesti fisici di affetto, dai riti, dalle danze
e da tutte quelle forme di gioco che simbolizzano l'amore reciproco
fra i membri del gruppo. Qualche volta pu accadere che un simile
gioco nasca inaspettatamente e spontaneamente fra amici molto
intimi, ma come sarebbe imbarazzante trovarsi coinvolti in un'or
ganizzazione artificiale di un simile rapporto con gente totalmente
estranea! Eppure, non si contano i gruppi di persone che, pur
dichiarando di essere fra loro molto amiche non hanno tuttavia il
coraggio di manifestare il loro affetto reciproco attraverso un con
tatto erotico e fisico, che potrebbe innalzare l'amicizia allo stesso
livello dell'amore. Il nostro dramma che abbiamo ignorato l'enor
me molteplicit di forme d'amore, che si situano tra un'amicizia
piuttosto formale e una sessualit esclusivamente genitale; perci
ci sen ti amo insicuri e abbiamo quindi il costante timore che una
volta oltrepassati i limiti di un'amicizia superficiale si debba inevi
tabilmente scivolare nell'estremo opposto della promiscuit sessuale
o, ancora peggio, dell'omosessualit.
Questo abisso incolmaro fra amore spirituale o fraterno e amore

Epilogo

9'

sessuale corrisponde alla spaccatura fra spirito e materia, mente e


corpo, che sono talmente divisi che i nostri affetti, o le nostre atti
vit, vengono assegnati o all'uno o all'altro. Non esiste fra i due
nessuna continuit, e la mancanza di qualsiasi connessione, di qual
siasi gamma di possibilit intermedie, rende insipido l'amore spiri
tuale e bmtale quello sessuale. Oltrepassare i limiti dell'amore fra
terno non pu dunque essere compreso che come un immediato
passaggio al polo opposto, e in questo modo le sottili e stupende
gradazioni che si interpongono fra i due vanno quasi completa
mente perdute. In altre parole, la maggior parte dell'amore un
rapporto che noi non ci concediamo, perch l'amore sperimentato
solo nelle sue forme estreme come se acquistando un filone di
pane si ricevessero solamente i due pezzi alle estremit senza
niente in mezzo.
Non ho la minima idea di che cosa si possa fare per cambiare
ci in una cultura in cui l'identit personale sembra dipendere
dall 'essere fisicamente distanti e dove molti rifuggono anche dal
tenere per mano chi non abbia con loro legami formali di tipo
sessuale o familiare. Forzare o propagandare contatti pi affettuosi
con gli altri porterebbe a una situazione pi che imbarazzante. Non
si pu far altro che sperare che negli anni a venire le nostre difese
crollino spontaneamente, come le uova si spaccano quando gli
uccelli sono ormai pronti a nascere. Questa speranza pu trovare
un incoraggiamento in tutti quegli orientamenti filosofici, psicolo
gici, religiosi e scientifici, dai quali stiamo cominciando a svilup
pare una nuova immagine dell'uomo , non come uno spirito impri
gionato in un corpo a lui ostile, ma come un organismo insepara
bile dal suo ambiente sociale e naturale.
:f!. certamente questa l'immagine dell'uomo svelata da queste
sostanze cosl eccezionali, che dissolvono temporaneamente le nostre
difese permettendoci di vedere ci che la coscienza analitica nor
malmente ignora: il mondo come un tutto armonico . Questa visione
certo molto superiore a qualsiasi allucinazione o fantasia super
stiziosa indotta dalla droga; essa mostra una sorprendente rasso
miglianza con lo sconosciuto universo che fisici e biologi tentano
oggi di descrivere. Perch iI chiaro indirizzo del loro pensiero tende
verso la rivelazione di una cosmologia unificata, non pi frammen

Epilogo

97

lata dalle antiche incompatibilit fra spirito e materia, sostanza e


attributo, cosa ed evento, agente e atto, contenuto ed energia. E se
questo diventasse un universo nel quale l'uomo non visto n sen
tito come un soggetto isolato, posto di fronte a oggetti estranei e
minacciosi, noi arriveremmo ad avere mia cosmologia non sola~
mente unificata, ma anche gaia, gioiosa.

Descrizione delle illustrazioni

Pago 42 Agata levi.gata (Wolf Strache)


45 Piumaggio di francolino (Wolf 5rrache)
47 Dorso di scarabeo Goliatht,s caCictlS (Wolf Stl'ache )
)

48

52
54

}) 56

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77

79
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91
96

Sptlgno vitrea (Wolt' Suache )


Conchiglia di barpa (Wolf Suache)
Vanessa maggiore brasiliana (Wolf Strache)
Scheletri di radiolari
Percorso di tm bruco SU una foglia (Wolf Sttache)
Formazioni coralline (B.uban Gould)
Fruttificazione di clematide (Wolf Sttache)
Piumaggio alare di argo (Wolf Su ache)
V'etro infro1Jlo (Ken Knollenberg)
Superficie di un muro (Barbata Gould)
Scbeletro di madrepora A s/raides (Wolf Strache)
Alga cornicolafa, in negativo (Hol"st ]anus)
Sistema di corren!; ne/Je secche Dceant,he (National Foto Persbureau )
Cristallo di platino, ingrandimento 750.000 volte (Etwin W. MiiUer,
Pennsylvauia State Univers ity)

Riflessi sull'acqua (Wolf Su ache)

Fiore d malua (Anton Stankowski)

Scheletro di una foglia di pioppo ttero (Wolf Strache)

Nebuloso a spirale, Messier 81

Indice

Introduzione

pago

Prefazione

~>

9
15

Prologo

17

La gaia cosmologia

39

Epilogo.

85

Descrizione delle iUusrrazioni

99

Finito ' di stampare nel novembre 1980 presso Tip. Domograf


per conto della Casa ,Editrice Asu'olabio Ubaldini, Editore Roma.

, . L0306733