Sei sulla pagina 1di 8

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione Prima, ha
pronunciato la seguente

N. 1325-01 Reg. Sent.


N. 634 Reg. Gen.
ANNO 2000

SENTENZA

sul ricorso n. 634/2000, proposto da CATALDO Laura e CATALDO Girolama, rappresentate e


difese dallavv.to Prof. Sergio Agrifoglio, presso il cui studio sono elettivamente domiciliate in
Palermo, via Brunetto Latini n. 34;
contro
il Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro-tempore, non costituito in giudizio;
per la declaratoria
dellavvenuta acquisizione da parte del Comune di Isola delle Femmine, per accessione invertita di un
terreno di propriet delle ricorrenti esteso mq 250, mediante la realizzazione su di esso della locale via
Favarotta, giusta delibera di G.M. n.62 del 4/02/1989;
e per la condanna
a)del predetto Comune, al risarcimento del danno illecito conseguente alla perdita del suindicato
terreno, maggiorato di interessi e rivalutazione monetaria dalla data di irreversibile trasformazione
del fondo fino alleffettivo soddisfo, oltre gli interessi sugli interessi scaduti, quantomeno a far data
dalla presente domanda e fino alleffettivo soddisfo;
b)dello stesso Comune, in sede cautelare, di una provvisionale pari ad almeno il 50% del danno
sofferto;
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Designato relatore alla pubblica udienza del 6/7/2001 il Consigliere Cosimo Di Paola:
Udito lavv.to S. Agrifoglio per le ricorrenti;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:
FATTO
Con ricorso a questo Tribunale notificato il 19/2/2000 e depositato il 9/3/2000, Cataldo Laura e
Cataldo Girolama hanno chiesto:
1) la declaratoria dellavvenuta acquisizione da parte del Comune di Isola delle Femmine, per accessione
invertita di un terreno di propriet delle ricorrenti esteso mq. 250, mediante la realizzazione su di esso della
locale via Favarotta, giusta delibera di G.M. n. 62 del 4/02/1989;

2) la condanna del predetto Comune, al risarcimento del danno illecito conseguente alla perdita del
suindicato terreno, maggiorato di interessi e rivalutazione monetaria dalla data di irreversibile trasformazione
del fondo fino alleffettivo soddisfo, oltre gli interessi sugli interessi scaduti, quantomeno a far data dalla
presente domanda e fino alleffettivo soddisfo;
3) in sede cautelare, la condanna del medesimo Comune ad una provvisionale pari ad almeno il 50% del
danno sofferto;
Si espone in ricorso che:
- con deliberazione di G.M. n.62 del 4/2/1989 il Comune di Isola delle Femmine approvava il progetto di
sistemazione ed ampliamento della locale via Favara, per la cui realizzazione era prevista lutilizzazione, tra
gli altri, di mq. 250 di terreno di propriet delle ricorrenti;
- con successiva deliberazione di G.M. n. 44 del 16/2/1990 veniva integrato il suddetto provvedimento con
riguardo alla fissazione dei termini dei lavori e delle espropriazioni;
- con le ordinanze sindacali n. 15 del 20/5/1991 e n. 1 del 9/1/1992 si disponeva, rispettivamente,
loccupazione temporanea e durgenza del predetto terreno, e la determinazione dellindennit provvisoria di
esproprio;
-infine, con ordinanza sindacale n. 31 del 16/5/1986 veniva disposta lespropriazione definitiva dellimmobile
delle ricorrenti.
Tutto ci premesso si deduce che da apposita C.T.U. esperita in sede di giudizio di opposizione alla
stima, risulterebbe che, quantomeno alla data del 4/11/1995, era in corso di realizzazione il procedimento di
irreversibile trasformazione del bene di propriet delle ricorrenti.
Il Comune di Isola delle Femmine intimato non si costituiva in giudizio.
Con sentenza della Sezione n. 701 del 28/4/2000 il ricorso veniva dichiarato inammissibile per
difetto di giurisdizione.
In riforma di tale sentenza il C.G.A. con decisione n. 296/2000 affermava la sussistenza della
giurisdizione di questo Giudice cui pertanto rinviava la controversia.
Alla pubblica udienza del 6 luglio 2001 i procuratori delle parti chiedevano che il ricorso venisse
posto in decisione.
DIRITTO
Ritiene il Collegio necessario ai fini del decidere acquisire agli atti di causa:
-copia autentica di tutti i provvedimenti facenti parte del procedimento amministrativo relativo allespropriazione
del terreno di propriet delle ricorrenti;
-documentati chiarimenti, suffragati da eventuale relazione tecnica, in ordine allepoca in cui, secondo quanto si
deduce in ricorso, avvenuta lirreversibile trasformazione del predetto fondo.
Del deposito di ci presso la Segreteria della Sezione viene onerato il Comune
di Isola delle Femmine che vi provveder nel temine di giorni sessanta dalla comunicazione in via
amministrativa ovvero dalla notificazione a cura di parte della predetta sentenza.
Resta sospesa ogni pronuncia in rito nel merito e sulle spese.

P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione prima, rinviata al definitivo ogni
decisione in rito, nel merito e sulle spese, ordina al Comune di Isola delle Femmine di provvedere
allincombenza istruttoria indicata in motivazione, nel termine e con le modalit ivi specificate.-----------------------Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorit amministrativa.----------------------------------------------------------Cos deciso in Palermo il 6 luglio 2001, in Camera di Consiglio, con l'intervento dei signori
magistrati:-------------------- Giorgio Giallombardo, Presidente;
- Salvatore Veneziano, Consigliere;
- Cosimo Di Paola, Consigliere estensore;
Laura Malerba, Segretario.
Depositata in Segreteria il 26.09.2001
Il Segretario
Laura Malerba
I.B.

TAR SICILIA-PALERMO, SEZ. I - Sentenza 28 aprile 2000 n. 701 - Pres. Giallombardo, Est. Di
Paola - Cataldo (Avv. Agrifoglio) c. Comune di Isola delle Femmine (n.c.).

E' inammissibile per difetto di giurisdizione del Giudice amministrativo - ai sensi dell'art. 34,
comma 3 del D.Lgs. n. 80/1998 (secondo cui: "Nulla innovato in ordine: a) ... ...; b) alla
giurisdizione del giudice ordinario per le controversie riguardanti la determinazione e la
corresponsione delle INDENNIT in conseguenza dell'adozione di atti in natura
espropriativa o ablativa") - un ricorso con il quale si chiede il risarcimento del danno
conseguente alla perdita di un terreno irreversibilmente trasformato dalla P.A. a seguito
dell'esecuzione dell'opera pubblica (1).
------------------

(1) V. tuttavia TRIBUNALE DI PALERMO, SEZ. I CIVILE - Sentenza 6 maggio 1999, pubblicata in
questa rivista, che ha ritenuto sussistente la giurisdizione amministrativa in materia di
occupazione acquisitiva.
Opposta invece la situazione in Campania, dato che il TAR CAMPANIA-NAPOLI si dichiarato
competente in materia (v. SEZ. V Sentenza 22 dicembre 1999*, pubblicata in questa rivista,
secondo cui le controversie in materia di occupazione acquisitiva rientrano nella giurisdizione
del Giudice amministrativo); ma in precedenza anche il TRIBUNALE DI NAPOLI si era dichiarato
competente (v. in tal senso SEZ. I CIVILE - Sentenza 21 novembre 1999, sempre pubblicata in
questa rivista, che afferma la giurisdizione dell'A.G.O.).
Quindi, mentre in Sicilia sia il Giudice ordinario che quello amministrativo declinano la propria
giurisdizione, in Campania entrambi i Giudici si dichiarano competenti; prova inequivocabile
della confusione di lingue creata dal D.L.vo n. 80/1998 in materia di giurisdizione.
v. sul punto MAURIZIO BORGO Sullillecito "uso del territorio". Loccupazione acquisitiva atterra
sul giudice amministrativo? e L'accessione invertita, fra "condanne a morte" e ricerche del
proprio "giudice naturale"). V. sulla questione anche il contributo di ROBERTO
GURINI, Occupazione appropriativa e risarcibilit del danno ingiusto: due questioni ancora molto
nebulose (nota a TAR CAMPANIA-NAPOLI, SEZ. V, 22 dicembre 1999, cit.).
https://www.giustiziaamministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=LDQ4
5L4HPKFZ553NQQASKHU3CQ&q=ISOLA%20or%20DELLE%20or%20FEMMINE&tipoFile=DOC

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede
giurisdizionale, ha pronunziato la seguente
DECISIONE
sul ricorso in appello n. 1047/2003, proposto dalle signore
LAURA e GIROLAMA CATALDO,
4

rappresentate e difese dallavv. Sergio Agrifoglio ed elettivamente domiciliate in Palermo,


via Brunetto Latini, 34, presso lo studio dello stesso;
contro
il COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE, in persona del sindaco pro tempore, non
costituito in giudizio;
per lannullamento
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione seconda, n.
1503/02 del 10 giugno 2002;
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Vista la memoria prodotta dalla parte a sostegno delle proprie difese;
Visti gli atti tutti della causa;
Relatore alla pubblica udienza del 14 dicembre 2005 il consigliere Raffaele Maria De
Lipsis; Nessuno comparso per le parti;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue
FATTO
Con decisione n. 1503/02 del 10 giugno 2002, il Tribunale Amministrativo Regionale
della Sicilia, Sezione Prima, dichiarava inammissibile il ricorso proposto dalle signore
Laura e Girolama Cataldo, inteso ad ottenere la declaratoria dellavvenuta acquisizione da
parte del Comune di Isola delle Femmine, per accessione invertita, di un terreno di loro
propriet, di mq. 250, per lampliamento di una strada comunale, nonch il conseguente
risarcimento dei danni per la perdita del terreno.
Tale decisione risultava motivata con il richiamo al costante indirizzo della
giurisprudenza amministrativa, in base al quale pregiudiziale alla proposizione dellazione
risarcitoria la rimozione degli atti illegittimi della procedura espropriativa.
Nella specie, le ricorrenti avevano richiesto la condanna del Comune al risarcimento
del danno ingiusto, sofferto a causa dellirreversibile trasformazione del terreno di loro
propriet, fondando la pretesa sul presupposto che gli atti del procedimento di
espropriazione (deliberazione giuntale n. 62/1989, di approvazione del progetto dellopera
pubblica ed ordinanza sindacale di esproprio n. 31/86) fossero privi di ogni efficacia
giuridica, in quanto la citata deliberazione sarebbe radicalmente nulla per mancanza di
fissazione dei termini ex art. 13 l. n. 2359/1865 e lordinanza sindacale sarebbe stata
adottata in carenza di potere, in quanto emessa oltre il termine dei cinque anni. Tali atti,
per, non erano stati impugnati; di qui, la dichiarata inammissibilit del gravame.

Appellavano la citata decisione le soccombenti, che, pur evidenziando la sussistenza,


sul punto, di una giurisprudenza del Consiglio di Stato a loro non favorevole, insistevano
sulla particolarit della fattispecie, invocando, altres, la remissione in termini per errore
scusabile, al fine di potere proporre la relativa impugnativa dei provvedimenti della
(illegittima) procedura espropriativa.
Non si costituiva lintimato Comune.
DIRITTO
Il contenzioso allesame del Collegio concerne il risarcimento del danno subito per
effetto dellillegittima occupazione di un fondo di propriet dei ricorrenti e della
irreversibile trasformazione del fondo medesimo in vista della realizzazione di unopera
pubblica (ampliamento di una strada comunale).
Non costituisce punto controverso tra le parti il fatto che i provvedimenti
amministrativi oggetto della procedura di espropriazione, che si assumono illegittimi
(rectius: nulli) e, cio, la deliberazione giuntale n. 62/1989, di approvazione del progetto
dellopera pubblica e lordinanza sindacale di esproprio n. 31/86, non sono stati gravati
dagli interessati, i quali hanno, invece, proposto un autonomo giudizio risarcitorio,
prescindendo dallimpugnativa dei citati atti.
Al riguardo, in disparte la circostanza se la fattispecie in esame debba essere
qualificata come occupazione acquisitiva (conseguente allesercizio inizialmente legittimo
di potest pubblicistiche, con devoluzione della relativa controversia al giudice
amministrativo), ovvero usurpativa per accessione invertita (non sorretta, quindi, da
alcuna valida dichiarazione di pubblica utilit, con conseguente rimessione della
controversia al giudice ordinario), il Collegio non pu che ribadire il giudizio dei primi
giudici in ordine alla inammissibilit del ricorso di primo grado per violazione del principio
di pregiudizialit dellimpugnativa degli atti amministrativi ritenuti lesivi rispetto alla
domanda risarcitoria nella specie proposta; e ci in conformit allormai costante
orientamento del Consiglio di Stato (cfr:, per tutte, Adunanza Plenaria, 26 marzo 2003, n.
4).
Non ritiene il Collegio - anche in carenza di prospettazione di profili nuovi da
indurre, come auspicato dagli appellanti, ad una rimeditazione del menzionato consolidato
orientamento giurisprudenziale - di dovere ritornare in termini innovativi sulla questione,
gi ampiamente ragionata.
Devesi, quindi, ribadire che la sussistenza di un iter procedimentale espropriativo
completo determini leffetto ablativo del diritto di propriet del privato, il quale pu trovare
piena tutela attraverso i rimedi previsti nellambito dellordinamento della giurisdizione
amministrativa di legittimit; con la conseguenza che, qualora tali rimedi non siano stati
tempestivamente ovvero utilmente esperiti (con la rimozione dei provvedimenti lesivi),
linteressato non potr essere riconosciuto titolare di alcuna posizione risarcibile.
In altri termini, nel vigente sistema di giustizia amministrativa, nel quale, oltre
allimpossibilit da parte del giudice di disapplicare atti di natura non regolamentare,
6

sussistono anche termini rigidi per limpugnativa dei provvedimenti amministrativi, lazione
di risarcimento dei danni, proposta in via autonoma, ammissibile e resta procedibile
soltanto a condizione che si sia coltivato con successo il relativo giudizio di annullamento
degli atti illegittimi.
N, in contrario, potrebbe sostenersi che il verificarsi della cd. accessione invertita
possa determinare la carenza di interesse alla pronuncia sulla legittimit degli atti di
espropriazione ad opera del giudice amministrativo, atteso che - come sopra evidenziato solo dopo la propedeutica definizione in via giudiziale della illegittimit della procedura
espropriativa posta in essere dallAmministrazione, sorge il diritto dellinteressato al
risarcimento del danno o al valore venale del bene.
Ulteriori argomenti a sostegno della su esposta tesi possono indirettamente rinvenirsi
anche nella recente decisione dellAdunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 4 del 30
agosto 2005, che ha, in sostanza, ribadito il principio che innanzi al giudice amministrativo
possono essere fatte valere pretese patrimoniali conseguenti allannulla-mento di un
provvedimento degradatorio disposto in un separato giudizio pure svoltosi innanzi al
giudice amministrativo, ovvero in via di autotutela.
Nel caso di specie, come rilevato in precedenza, le appellanti non avevano esercitato
i mezzi di tutela, offerti dallordinamento, che avrebbero consentito loro di ottenere la
reintegrazione in forma specifica (e, cio, il ricorso avverso la deliberazione giuntale n.
62/1989, di approvazione del progetto dellopera pubblica e lordinanza sindacale di
esproprio n. 31/86); ne consegue che la pretesa risarcitoria avanzata dalle medesime, da
conseguire con il meccanismo del mero accertamento di inefficacia dei menzionati
provvedimenti della sottostante procedura espropriativa non appariva azionabile.
Pertanto, correttamente il TAR ha dichiarato la inammissibilit del ricorso di primo
grado, essendo tale declaratoria di inammissibilit pregiudiziale rispetto al merito della
questione.
Conclusivamente, lappello va respinto e, per leffetto, va confermata limpugnata
decisione.
Sussistono, peraltro, giusti motivi, stante la complessit e novit dei profili di rito
esaminati, per disporre lintegrale compensazione tra le parti delle spese del grado di
giudizio.
P. Q. M.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede
giurisdizionale respinge l'appello in epigrafe.
Spese compensate.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorit amministrativa.

Cos deciso in Palermo, add 14 dicembre 2005 dal Consiglio di Giustizia


Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, in camera di consiglio con
l'intervento dei Signori: Riccardo Virgilio, Presidente, Pier Giorgio Trovato, Raffaele Maria
De Lipsis, estensore, Antonino Corsaro, Francesco Teresi, componenti.
F.to: Riccardo Virgilio, Presidente
F.to: Raffaele Maria De Lipsis, Estensore
F.to: Loredana Lopez, Segretario
Depositata in segreteria
il 21 settembre 2006
https://www.giustiziaamministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=LXIBS
DLIRRPBJLBU6RHK56L5XI&q=isola%20or%20delle%20or%20femmine&tipoFile=DOC

A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE


http://isolapulita.blogspot.it